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	<title>flamengo Archivi - Game of Goals</title>
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	<title>flamengo Archivi - Game of Goals</title>
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		<title>Coppa Intercontinentale 2025: Psg-Flamengo 3-2 dcr (1-1)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Tommaso Ciuti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Dec 2025 09:15:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calcio moderno]]></category>
		<category><![CDATA[coppa intercontinentale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina Safonov, eroe della finale, con la Coppa Intercontinentale Il Paris Saint-Germain chiude in bellezza il suo 2025, con la vittoria della finale [&#8230;]</p>
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<p class="has-text-align-right"><em><strong>Immagine di copertina</strong> Safonov, eroe della finale, con la Coppa Intercontinentale</em></p>



<p class="has-drop-cap">Il Paris Saint-Germain chiude in bellezza il suo 2025, con la vittoria della finale di Coppa Intercontinentale sui campioni del Flamengo, freschi vincitori della Coppa Libertadores, nonché campioni del Brasile. Per la squadra di <strong>Luis Enrique</strong> si tratta del coronamento di un&#8217;annata irripetibile, che passerà alla storia come l&#8217;anno della sestina: Champions League, campionato, coppa nazionale, supercoppa europea, supercoppa francese e coppa Intercontinentale, affiancandosi così al celestiale Barcellona di <strong>Pep Guardiola </strong>del 2009 e all&#8217;enigmatico Bayern Monaco di <strong>Flick </strong>del 2020 in piena era pandemica.</p>



<p>Chi si aspettava una passeggiata di salute dei parigini sicuramente si sarà stupito di questo Flamengo, mai domo, sempre in partita e pronto ad affinare armi tipicamente nostrane come l&#8217;organizzazione, la compattezza e l&#8217;aggressività per arginare lo stanco palleggio latino dei campioni d&#8217;Europa. Chi però ha dimestichezza con i rossoneri brasiliani sa benissimo che la squadra allenata dall&#8217;ex Atletico Madrid <strong>Filipe Luis</strong> è tutt&#8217;altro che una rivelazione. Oserei dire, anzi, che è una granitica certezza del calcio dell&#8217;emisfero sud del Nuovo Mondo: dal 2019 ha alzato al cielo per ben tre volte il massimo trofeo sudamericano per club.</p>



<p>La prestazione ballerina del portiere del Flamengo <strong>Rossi </strong>non aiuta i brasiliani: prima rilancia goffamente un pallone dalla linea di fondo, subendo la splendida carezza d&#8217;esterno mancino di <strong>Fabian Ruiz</strong> che deposita in rete a porta sguarnita (l&#8217;arbitro però annulla il gol perché il pallone aveva già superato la linea di fondo), poi interviene in maniera approssimativa sul cross tagliente di <strong>Douè</strong>, <strong>Kvaratskhelia </strong>ringrazia e deposita in rete a porta sguarnita. </p>



<p>L&#8217;errore tuttavia non fa uscire i sudamericani dalla partita, anzi, li ringalluzzisce. Il pareggio nella ripresa è opera di un glaciale <strong>Jorginho </strong>dal dischetto, che realizza un rigore guadagnato da una sciocchezza di uno stranulato <strong>Marquinhos </strong>che aggancia il piede di <strong>De Arrascaeta</strong> in piena area di rigore. L&#8217;equilibrio dura per tutto il rimanente secondo tempo e anche nei supplementari. </p>



<p>Entrambe le squadre hanno di che mangiarsi le mani per aver mancato il nuovo vantaggio: per il Flamengo Pedro e Plata; per i parigini ancora <strong>Marquinhos </strong>da pochi passi e soprattutto il neo Pallone d&#8217;oro <strong>Dembelé </strong>(che tirerà anche un rigore orribile in curva durante la lotteria finale) sono imprecisi nella conclusione. Dopo i tempi regolamentari e supplementari, a prendersi la scena ai rigori è il portiere <strong>Safonov</strong>, che neutralizza ben quattro tiri dal dischetto: <strong>Saul</strong>, <strong>Pedro</strong>, <strong>Pereira </strong>e <strong>Araujo </strong>si fanno ipotizzare, mentre per i parigini sono ininfluenti gli errori di <strong>Dembelé </strong>e <strong>Barcola</strong>.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il tabellino</h2>



<p></p>



<p><strong>Psg-Flamengo 3-2 dcr (1-1)<br>Marcatori: </strong>pt 38&#8242; Kvaratskhelia (F); st 16&#8242; Jorginho rig. (F).<br><strong>Psg: </strong>Safonov; Zaire-Emery, Marquinhos, Pacho, Nuno Mendes; Joao Neves, Vitinha, Fabian Ruiz (Ndjantou); Lee (pt 34&#8242; Mayulu; st 19&#8242; Barcola), Doué (st 32&#8242; Dembelé), Kvaratskhelia (st 46&#8242; Mbaye). All. Luis Enrique.<br><strong>Flamengo:</strong> Rossi; Varela, Leo Ortiz, Leo Pereira, Alex Sandro; Pulgar (st 29&#8242; De La Cruz), Jorginho (st 29&#8242; Saul); Carrascal (st 11&#8242; Pedro), De Arrascaeta (st 29&#8242; Everton), Gonzalo Plata (pts 11&#8242; Samuel Lino); Bruno Henrique (st 47&#8242; Luiz Araujo). All. Filipe Luis.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="560" height="420" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/12/transform.avif" alt="" class="wp-image-25613" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/12/transform.avif 560w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/12/transform-300x225.avif 300w" sizes="(max-width: 560px) 100vw, 560px" /><figcaption class="wp-element-caption">Il rigore di Jorginho per l&#8217;1-1</figcaption></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le pagelle</h2>



<p></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>PARIS SAINT-GERMAIN</strong></p>



<p><strong>IL MIGLIORE: Safonov 8<br></strong>Lo spirito di Helmuth Duckadam, eroe dello Steaua Bucarest che parò 4 rigori nella finale del 1986, si è evidentemente incarnato nel corpo del portiere dei parigini. In partita non ha dovuto compiere interventi straordinari, ma la prestazione durante i tiri dal dischetto vale assolutamente un voto così alto e la palma di migliore in campo.</p>



<p><strong>Kvaratskhelia 6,5</strong> Timbra un&#8217;altra finale, con un gol tutto sommato facile per i suoi standard. Gioca su entrambi i lati, ma non è sempre continuo, a volte appare anche stanco, ma quando ha la palla tra i piedi c&#8217;è sempre la sensazione che possa accendersi.</p>



<p><strong>Vitinha 6,5</strong> Il talento portoghese corona un 2025 vissuto da autentico protagonista e direttore d&#8217;orchestra della banda di Luis Enrique con la solita prova di sapiente regia e gestione della gara. Gli manca però quel guizzo e quel pizzico di cattiveria in più per risolvere le partite, oltre a subire un calo nella seconda parte di gara. La prestazione però è sicuramente ben oltre la sufficienza</p>



<p><strong>Dembelé 5,5 </strong>Reduce da un infortunio, entra a partita in corso con pochi minuti nelle gambe. Non tutto è da buttare, qualche guizzo per crearsi le occasioni c&#8217;è stato, peccato che a rovinare tutto siano state le brutte esecuzioni al tiro. Francamente pessimo il rigore tirato in curva.</p>



<p><strong>Marquinhos 5</strong> Brutta prestazione da parte del fuoriclasse della difesa brasiliano: causa il rigore del pareggio del Flamengo, mette a lato da due passi la palla del vantaggio, e più in generale appare sfasato e insicuro. Non benissimo stasera.</p>



<p></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>FLAMENGO</strong></p>



<p><strong>IL MIGLIORE: Jorginho 7</strong><br>Il pubblico italiano deve assolutamente rimuovere dalla mente le sciagurate immagini di Jorginho che si divora malamente i rigori decisivi in azzurro. Con i rossoneri il centrocampista italo-brasiliano appare rinato: è impeccabile dal dischetto, e gioca una partita precisa, puntuale e completa in entrambe le fasi, pur non tirandosi indietro quando c&#8217;è da fare fallo. Ringhio, sei sicuro che non ti serva?</p>



<p><strong>De Arrascaeta 6,5</strong> L&#8217;uomo simbolo della squadra gioca una partita con il coltello tra i denti e la grinta di un mediano, soffrendo quasi da gregario a volte. Riesce comunque ad incidere sulla partita guadagnandosi con classe e merito il rigore del pareggio.</p>



<p><strong>Plata 6</strong> Si vede poco davanti, nonostante dia una grossa mano in fase difensiva. Le cose migliori della sua partita, però, le fa allo scadere, in particolare una splendida giocata dal limite dell&#8217;area che poteva valere il vantaggio, se fosse stata seguita da una conclusione altrettanto buona.</p>



<p><strong>Pedro 5,5</strong> Impatto in negativo a partita in corso: spreca un contropiede che poteva essere sfruttato molto meglio e dal dischetto si fa ipnotizzare da Safonov.</p>



<p><strong>Rossi 5,5</strong> Due interventi davvero maldestri: nel primo caso si salva perché il pallone non era più in gioco, nel secondo caso viene punito da Kvaratskhelia. Mezzo voto in più per la neutralizzazione del rigore di Barcola.</p>



<p></p>



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		<title>Coppa Libertadores 2025: il Flamengo vince il derby dei giganti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Buffoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Nov 2025 11:29:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calcio moderno]]></category>
		<category><![CDATA[brasileirao]]></category>
		<category><![CDATA[calcio brasiliano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In uno scenario peruviano da brividi, con lo stadio incastonato tra le Ande &#8211; quasi la partita fosse qualcosa che prelude a una sorta di [&#8230;]</p>
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<p class="has-drop-cap">In uno scenario peruviano da brividi, con lo stadio incastonato tra le Ande &#8211; quasi la partita fosse qualcosa che prelude a una sorta di Apocalisse e ci trovassimo nei meandri di un romanzo firmato dai maestri del realismo magico &#8211; le due grandi del calcio verdeoro e sudamericano,<strong> </strong>Flamengo e Palmeiras, hanno chiuso il cerchio della loro lunga e accesa rivalità, maturata nel corso degli ultimi sei/sette anni, giocandosi il trofeo più prestigioso del continente (e, a nostro avviso, il secondo trofeo per club più importante del mondo, naturalmente dopo la Champions).</p>



<p>Come spesso succede, la finale-derby non ha regalato uno spettacolo memorabile: il Flamengo, fedele alla propria vocazione carioca ed estetica, ha controllato il possesso del pallone e provato a lungo a fare la partita, costruendo tuttavia un numero risicato di occasioni pulite; il Palmeiras, che non a caso ha giocato per decenni nel Palestra Italia, l&#8217;ha messa invece sul piano tattico e difensivo, ed è forse la più europea tra le formazioni del Nuovo Mondo. L&#8217;aggettivo chiave è forse, e paradossalmente, proprio &#8220;europeo&#8221;: a dispetto delle convinzioni di molti appassionati del Vecchio Mondo, le squadre brasiliane sono maturate sul piano tattico e giocano anche con un&#8217;intensità degna, o quasi, della nostra. Le giocate di qualità, visto il tasso tecnico in campo, non sono mancate, ma abbiamo assistito a finali decisamente più belle.</p>



<p>Il gol decisivo l&#8217;ha firmato una vecchia gloria del calcio italiano come <strong>Danilo</strong>, che reimpostato centrale ha disputato una buona gara e segnato l&#8217;unico gol della serata con uno stacco imperioso su calcio d&#8217;angolo. Il suo colpo di testa ha regalato alla gloriosa formazione di Rio la quarta Coppa Libertadores della sua storia e ha coronato nel migliore dei mondi quello che, a conti fatti, deve ritenersi il ciclo più importante della storia <em>rubronegra</em>. La serata vede scendere in campo diversi altri reduci del massimo campionato italiano: se a Danilo spetta la palma di migliore, quella di delusione la merita invece l&#8217;ex laziale <strong>Felipe Anderson</strong>, che inizia in panchina, entra nella ripresa e viene sostituito dopo quindici minuti di nulla.</p>



<p>Il 40enne <strong>Felipe Luis</strong>, ex Atletico ed ex Flamengo, conquista così il primo grande titolo della sua carriera di tecnico.</p>



<p></p>



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</div></figure>



<p></p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il tabellino</h2>



<p></p>



<p><strong>Flamengo-Palmeiras 1-0<br>Marcatore:</strong> st 22&#8242; Danilo.<br><strong>Flamengo: </strong>Rossi; Varela, Danilo, L. Pereira, Alex Sandro; Pulgar, Jorginho; Carrascal, De Arrascaeta (st 35&#8242; Araujo), Samuel Lino (st 23&#8242; Everton); Bruno Henrique (st 40&#8242; Juninho). All.: Filipe Luis.<br><strong>Palmeiras:</strong> Carlos Miguel; Fuchs, Gustavo Gomez, Murilo (st 32&#8242; Giay); Khellven (st 32&#8242; Sosa), Andreas Pereira, Raphael Veiga (st 27&#8242; Felipe Anderson (st 42&#8242; Mauricio), Joaquin Piquerez; Vitor Roque, Allan Elias (st 27&#8242; Torres), Manuel Lopez. All.: Abel Ferreira.<br><strong>Arbitro:&nbsp;</strong>Herrera (Argentina).<br><strong>Note: </strong>ammoniti:&nbsp;Veiga (P), De Arrascaeta (F), Pulgar (F), Jorginho (F), Piquerez (P), Murilo (P), Mauricio (P)</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le pagelle &#8211; Flamengo</h2>



<p></p>



<p><strong>IL MIGLIORE: Guillermo Varela 7</strong><br>Il laterale destro, da tempo titolare nella nazionale di Bielsa, è un piccolo funambolo che tiene costantemente in apprensione il <em>Verdão</em>, evocando &#8211; con le dovute proporzioni &#8211; le gesta di giocatori come Alves e Cafu.</p>



<p></p>



<p><strong>Danilo 6,5</strong>: l&#8217;ex bianconero non ha grandissima mobilità, ma legge bene le poche situazioni pericolose create dal Palmeiras, e ha soprattutto il merito di decidere la partita con un gol bellissimo &#8211; il secondo della sua carriera nelle finali di Libertadores, dopo quello messo a referto nel 2011.</p>



<p></p>



<p><strong>Samuel Lino 6:</strong> l&#8217;ex esterno dell&#8217;Atletico Madrid disputa un buon primo tempo, involandosi in diverse occasioni sulla sua fascia di competenza e creando qualche grattacapo agli avversari (in particolare, con un gran destro che sfiora il palo nei primi minuti di gioco). Cala nella ripresa.</p>



<p></p>



<p><strong>Giorgian De Arrascaeta 5,5</strong>: il dieci titolare dell&#8217;Uruguay, il miglior giocatore del campionato verdeoro e anche della Libertadores, non brilla nella serata più importante, ma ha diverse attenuanti &#8211; il calcio molto aggressivo e il baricentro basso del Palmeiras gli impediscono di andare oltre qualche buono spunto palla al piede.</p>



<p></p>



<p><strong>Jorginho 5,5:</strong> l&#8217;ex regista della nazionale fatica a illuminare la manovra dei suoi e soffre l&#8217;aggressività del centrocampo avverso.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le pagelle &#8211; Palmeiras</h2>



<p></p>



<p><strong>IL MIGLIORE: Bruno Fuchs 6,5</strong><br>Giocatore dalla stazza, dalle sembianze e dalla tempra tedesche, Fuchs è un solido marcatore e disputa una buona partita, nonostante nel primo tempo subisca un fallo che poteva meritare il rosso diretto.</p>



<p></p>



<p><strong>Carlos Miguel 6</strong>: il gigantesco portiere colombiano si fa trovare pronto su alcune insidiose conclusioni dei giocatori rossoneri.</p>



<p></p>



<p><strong>Gustavo Gómez 6</strong>: il poderoso capitano, leader anche della nazionale paraguaiana, è l&#8217;anima del <em>Verdão</em>, e respinge come può gli assalti avversari, soprattutto nel primo tempo.</p>



<p></p>



<p><strong>Raphael Veiga 5</strong>: il giocatore di maggior qualità fatica a trovare il bandolo della matassa e non regala giocate di particolare spessore.</p>



<p></p>



<p><strong>Vitor Roque 5</strong>: il giovane ex di Barcellona e Betis, reduce da un campionato non molto brillante sul piano realizzativo, prova a far valere le sue doti fisiche ma è spesso isolato nell&#8217;area rubronegra, e ha il demerito di calciare alle stelle l&#8217;unica occasione davvero buona che gli capita sui piedi.</p>
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		<title>Mondiale per Club, 2ª giornata: Yildiz fa grande la Juve, Messi eterno, super Botafogo</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2025/06/23/mondiale-per-club-2a-giornata-yildiz-fa-grande-la-juve-messi-eterno-super-botafogo.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Niccolo Mello]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Jun 2025 12:24:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[botafogo]]></category>
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		<category><![CDATA[inter miami]]></category>
		<category><![CDATA[juventus]]></category>
		<category><![CDATA[messi]]></category>
		<category><![CDATA[mondiale per club]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina: l&#8217;esultanza di Lionel Messi, decisivo per la vittoria dell&#8217;Inter Miami Seconda giornata del Mondiale per Club. Cliccando qui troverete risultati e programma, [&#8230;]</p>
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<p class="has-text-align-right"><em>Immagine di copertina: l&#8217;esultanza di Lionel Messi, decisivo per la vittoria dell&#8217;Inter Miami</em></p>



<p class="has-drop-cap">Seconda giornata del Mondiale per Club. Cliccando <a href="https://sport.sky.it/calcio/mondiale-per-club/tabellone-mondiale-club-2025">qui </a>troverete risultati e programma, mentre sotto abbiamo provato a tracciare un bilancio di questo nuovo turno della competizione che si disputa negli Stati Uniti.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">La conferma</h2>



<p></p>



<p>La <strong>Juventus </strong>sembra voler fare sul serio. È vero che le due avversarie affrontare dei bianconeri &#8211; Al Ain e Wydad Casablanca &#8211; non sembravano delle corazzate, ma la squadra di Tudor è partita con il piede giusto in questo Mondiale per Club, con due vittorie schiaccianti. E ora, nell&#8217;ultima con il City, basterà un pari per centrare il primo posto nel girone. Sognare non è utopia.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">La sorpresa</h2>



<p></p>



<p>La prima vittoria di una formazione del Centro e Nord America contro una europea in competizioni ufficiali porta la firma dell&#8217;<strong>Inter Miami</strong>, e in particolare del suo alfiere principe Lionel Messi. La punizione teleguidata dell&#8217;argentino ha consentito di firmare una giornata storica per il calcio nordamericano, ma non è solo per il gol che Messi è stato celebrato: è anche per la quantità e la qualità delle giocate, nel contesto di una prestazione totale. A 38 anni <em>la Pulce</em> continua a far strabuzzare gli occhi a tutti gli amanti del mondo del calcio.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">La delusione</h2>



<p></p>



<p>Forse è troppo parlare di delusione in senso assoluto, ma di sicuro non erano in molti quelli che si aspettavano un <strong>Psg </strong>battuto dal Botafogo. Sia alla luce del fatto che negli ultimi mesi i francesi sono sembrati una corazzata quasi invulnerabile, sia considerando lo scoppiettante debutto contro l&#8217;Atletico Madrid. Per una volta Luis Enrique &#8211; che ha fatto qualche esperimento non pienamente riuscito contro i brasiliani &#8211; e i suoi finiscono dietro la lavagna. Avranno però assolutamente modo di riprendersi: per prima cosa dovranno battere il Seattle Sounders e staccare così il pass per la fase finale, poi si vedrà.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le italiane</h2>



<p></p>



<p>Detto della <strong>Juventus</strong>, che merita un altro bel <strong><em>7 </em></strong>per il 4-1 convincente contro il Wydad Casablanca, non va oltre il <strong><em>6 </em></strong>l&#8217;<strong>Inter</strong>, che batte con grande fatica e solo al 93° l&#8217;Urawa Reds. I nerazzurri si troveranno ora di fronte all&#8217;avversario più difficile del gruppo, il River Plate. Una partita da tripla ma da non sbagliare assolutamente: il rischio di una precoce e bruciante eliminazione al primo turno continua ad essere dietro l&#8217;angolo.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img decoding="async" width="1024" height="576" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/06/25736cb76d3ffcbd31270cbb77436aa9d26360df-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-24444" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/06/25736cb76d3ffcbd31270cbb77436aa9d26360df-1024x576.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/06/25736cb76d3ffcbd31270cbb77436aa9d26360df-300x169.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/06/25736cb76d3ffcbd31270cbb77436aa9d26360df-768x432.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/06/25736cb76d3ffcbd31270cbb77436aa9d26360df.jpg 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Tutta la gioia di Yildiz</figcaption></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il protagonista</h2>



<p></p>



<p>Due gol in un colpo solo e uno provocato: è lo score imperiale di <strong>Kenan Yildiz</strong> contro il Wydad Casablanca: il furetto della Juventus finora è uno dei protagonisti assoluti di questo Mondiale per club. Il giovane talento turco era già andato in gol all&#8217;esordio contro l&#8217;Al Ain. Sta attraversando un momento di forma strepitoso e sarà il pericolo numero uno anche per il City di Guardiola nell&#8217;ultimo turno.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">La top 11</h2>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img decoding="async" width="940" height="788" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/06/DE-LA-FUENTE-Spagna-15.jpg" alt="" class="wp-image-24440" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/06/DE-LA-FUENTE-Spagna-15.jpg 940w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/06/DE-LA-FUENTE-Spagna-15-300x251.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/06/DE-LA-FUENTE-Spagna-15-768x644.jpg 768w" sizes="(max-width: 940px) 100vw, 940px" /></figure>



<p></p>



<p></p>



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<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2025/06/23/mondiale-per-club-2a-giornata-yildiz-fa-grande-la-juve-messi-eterno-super-botafogo.html">Mondiale per Club, 2ª giornata: Yildiz fa grande la Juve, Messi eterno, super Botafogo</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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		<title>Mondiale per Club, 1ª giornata: Psg forza quattro; Sudamerica vola; amarezza Inter</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2025/06/19/mondiale-per-club-1a-giornata-psg-forza-quattro-sudamerica-vola-amarezza-inter.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Niccolo Mello]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Jun 2025 08:41:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondiale per Club 2025]]></category>
		<category><![CDATA[boca juniors]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina: esultanza dei giocatori del Psg Non da tutti apprezzato, però intrigante, curioso e capace già dalla prima giornata di riscuotere un buon [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-text-align-right"><em>Immagine di copertina: esultanza dei giocatori del Psg</em></p>



<p class="has-drop-cap">Non da tutti apprezzato, però intrigante, curioso e capace già dalla prima giornata di riscuotere un buon successo di pubblico e visibilità. È il nuovo Mondiale per Club voluto dalla FIFA, che sta catalizzando l&#8217;interesse del calcio in questi giorni d&#8217;estate, ad un anno esatto dal Mondiale per nazionali che si terrà sempre negli Stati Uniti (oltre che in Canada e in Messico).<br>Cliccando <a href="https://sport.sky.it/calcio/mondiale-per-club/calendario-risultati#giornata-1">qui </a>potrete trovare risultati e programma dei prossimi turni, qui sotto invece abbiamo provato a tracciare un bilancio dopo il primo turno.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">La conferma</h2>



<p></p>



<p>Il <strong>PSG </strong>ha dimostrato di non essere diventato campione d&#8217;Europa a caso. Anzi: la squadra francese, dopo aver dominato la stagione 2024-25 conquistando il <em>Triplete </em>e umiliando l&#8217;Inter a Monaco di Baviera, è partita in questo Mondiale per Club con il piede giusto, distruggendo anche l&#8217;Atletico Madrid. Sulla carta era il match più intrigante della prima giornata, in realtà è stato un monologo francese, un 4-0 senza appello che ha confermato come la squadra di Luis Enrique in questo momento sia di un&#8217;altra cilindrata rispetto alla concorrenza. E con un Vitinha sempre più mostruoso e splendidamente calato nei panni del leader assoluto.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">La sorpresa</h2>



<p></p>



<p>Tre pareggi e tre vittorie: è lo straordinario bilancio nel primo turno dei<strong> sei club sudamericani</strong> impegnati nel Mondiale per Club. Perché è vero che le squadre sudamericane oggi non sono più al livello dei migliori team europei come succedeva un tempo (prima della legge Bosman), quando avevano la possibilità di creare i propri campioni e conservarli, ma il calcio sudamericano non va sottostimato neanche oggi. Il Sudamerica non continua solo ad essere una straordinaria fucina di talenti (vedi Endrick, Estêvão e Mastantuono), ma è capace anche di rilanciare big in declino e riportarli ad un livello importante, vedi Thiago Silva. Senza dimenticare che non pochi giocatori brasiliani, colombiani e qualche argentino irrorano le nazionali dei loro Paesi. Il risultato è lì da vedere: <strong>Boca Juniors</strong>, <strong>Palmeiras </strong>e <strong>Fluminense </strong>fermano sul pari &#8211; e in alcuni casi con rimpianti &#8211; squadre che frequentano stabilmente i salotti buoni della Champions come Benfica, Porto e Borussia Dortmund; <strong>Flamengo</strong>, <strong>Botafogo </strong>e <strong>River Plate</strong> vincono senza eccessiva fatica i loro incontri e si portano al comando dei rispettivi gironi. Vedremo se anche nella seconda giornata la tendenza della piccola rinascita sudamericana sarà confermata.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="614" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/06/colidio.river_.urawa_.2025.2800x1680-1024x614.jpg" alt="" class="wp-image-24392" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/06/colidio.river_.urawa_.2025.2800x1680-1024x614.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/06/colidio.river_.urawa_.2025.2800x1680-300x180.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/06/colidio.river_.urawa_.2025.2800x1680-768x461.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/06/colidio.river_.urawa_.2025.2800x1680-1536x922.jpg 1536w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/06/colidio.river_.urawa_.2025.2800x1680-2048x1229.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Colidio del River Plate</figcaption></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">La delusione</h2>



<p></p>



<p>Due le delusioni: <strong>Inter </strong>e <strong>Real Madrid</strong>. Chiaramente né Monterrey né Al Hilal sono squadre scarse in senso assoluto, ma non hanno la globalità di risorse e la profondità di rose delle due europee. Per l&#8217;Inter, il pesante fardello dello 0-5 in finale di Champions pare non essere stato ancora metabolizzato, e ci sta visto che sono trascorse poche settimane. Dovranno essere bravi sia la società sia il nuovo allenatore Chivu a fare tabula rasa e ripartire da zero. Contro il Monterrey, ad ogni modo, un pareggio amaro, anche perché ad andare più vicini alla vittoria sono stati proprio i messicani.<br>Il Real deve probabilmente ancora assimilare il cambio tecnico e di mentalità, da Ancelotti a Xabi Alonso. L&#8217;assenza di Mbappé per un attacco influenzale non può giustificare il pari con l&#8217;Al Hilal, anche perché il suo sostituto Gonzalo Garcia disputa un&#8217;ottima partita e trova anche la rete del momentaneo 1-0.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le italiane</h2>



<p></p>



<p>Voto <strong><em>5 </em></strong>per l&#8217;<strong>Inter</strong>, del cui esordio negativo abbiamo già detto: urge un pronto rilancio contro Urawa Reds e River Plate, la rivale numero uno per la vittoria del girone.<br>Voto <strong><em>7</em></strong> per la <strong>Juve</strong>, che travolge 5-0 in modo evidente l&#8217;Al Ain al termine di una prestazione fantastica, impreziosita da due assist di Alberto Costa e due gol a testa per Conceicao e Kolo Muani, oltre all&#8217;acuto di Yildiz. Staccare il pass per gli ottavi non dovrebbe essere un problema per la <em>Vecchia Signora</em>.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il protagonista</h2>



<p></p>



<p>Sarebbe troppo facile indicare Musiala, autore di una tripletta contro i dilettanti neozelandesi dell&#8217;Auckland City. Così, come protagonista principale di questa prima giornata, scelgo <strong>Vitinha</strong>: gol a parte, fa girare il Psg come un orologio nel successo contro l&#8217;Atletico Madrid, confermando di attraversare un momento di forma strepitoso. Si parla tanto dei compagni Donnarumma e Dembelé, piuttosto che di Yamal e Salah, nella corsa al Pallone d&#8217;oro. Ma una fortissima candidatura è anche quella del centrocampista tascabile e tuttofare portoghese, mente assoluta del Psg: se lo ha vinto Rodri nel 2024, non vedo perché non possa vincerlo Vitinha nel 2025&#8230;</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">La top 11</h2>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="940" height="788" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/06/DE-LA-FUENTE-Spagna-14.jpg" alt="" class="wp-image-24391" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/06/DE-LA-FUENTE-Spagna-14.jpg 940w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/06/DE-LA-FUENTE-Spagna-14-300x251.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/06/DE-LA-FUENTE-Spagna-14-768x644.jpg 768w" sizes="(max-width: 940px) 100vw, 940px" /></figure>



<p></p>



<p></p>
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		<title>Zico, il malandro sobrio</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2024/10/12/zico-il-malandro-sobrio.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Buffoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Oct 2024 06:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pedatori]]></category>
		<category><![CDATA[anni 80]]></category>
		<category><![CDATA[brasile]]></category>
		<category><![CDATA[brasile 1982]]></category>
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<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2024/10/12/zico-il-malandro-sobrio.html">Zico, il malandro sobrio</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-drop-cap">A Lignano Sabbiadoro, dove mi reco regolarmente da molti anni, c&#8217;è un ristorante brasiliano sulle cui pareti campeggia una fotografia, con tanto di autografo e di dedica al titolare del locale, di <strong>Arthur Antunes Coimbra</strong>, meglio noto come <strong><a href="https://gameofgoals.it/2020/09/14/zico-platini-e-maradona-lera-dei-numeri-10.html">Zico</a></strong>, e non serve sprecare fiato virtuale per spiegare l&#8217;amore di Udine e della sua provincia per il fuoriclasse brasiliano.</p>



<p>La sua breve e leggendaria parentesi udinese, infatti, l&#8217;ha incoronato tra i miti degli appassionati italiani, da sempre molto severi quando si tratta di giudicare chi non ha incrociato i tacchetti con i nostri famigerati trucchi difensivi, ma rappresenta solo una fetta della sua carriera, e non certo la più significativa.</p>



<p>Quando sbarca in Italia, nel 1983, i giornalisti sono infatti entusiasti ma non nascondono un certo scetticismo: ha trent&#8217;anni (all&#8217;epoca, parecchi), è abituato al calore di Rio e alle difese allegre del Sudamerica (pregiudizio radicato all&#8217;epoca come oggi), e poi anche Platini ha pagato dazio e per diversi mesi alle esigenze tattiche e alla durezza fisica del calcio italiano, e Platini è cresciuto nella vicina Francia, non sulle spiagge brasiliane. Come sappiamo, lo scetticismo della stampa viene seppellito dalle sue reti e dalle giocate funamboliche che il <em>Galinho</em> regala agli appassionati italiani sin dal debutto, il prologo a una stagione su cui ancora oggi circolano leggende e miti, e non solo a Udine, o Lignano Sabbiadoro e nel suo ristorante brasiliano.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Zico - 22 goals in Serie A (Udinese 1983-1985)" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/iRUYn0iICsQ?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<p></p>



<p>Ma oggi non vogliamo raccontare lo <strong>Zico</strong> di Udine, analizzato al microscopio da decine di articoli virtuali e non, da decenni di racconti gloriosi, dagli occhi luccicanti di chi c&#8217;era. </p>



<p><strong>Zico </strong>è uno dei due-tre giocatori che amo di più, se parliamo di calciatori che appartengono a un passato a me precluso per ragioni anagrafiche, e lo è proprio sul piano della bellezza, e voglio quindi partire proprio da qui, dall&#8217;estetica del suo gioco, che per me è una delle ragioni per cui il calcio merita di essere seguito.</p>



<p>Sono convinto che, con il passare dei decenni, i riflettori degli amanti del football si spostino in parallasse e osservino gli avvenimenti del passato in maniera diversa, deprezzando il risultato e rivalutando la pura gioia e bellezza di una partita, di una giocata, di un momento. Come disse il suo illustre compagno <strong>Socrates</strong>, <strong>Zico</strong> è stato pura gioia, e giocare al suo fianco &#8211; sempre per il <em>Dottore </em>&#8211; è stata una delle cose più belle che la vita gli abbia da sportivo regalato.</p>



<p>Non fatico a comprendere le ragioni del leggendario <em>Dottore</em>: se ami il calcio e vedi <strong>Zico</strong> in campo, è naturale il colpo di fulmine.</p>



<p><strong>Zico</strong> era ed è il figlio di un Sudamerica ancora devastato dalla piaga della malnutrizione, un po&#8217; come <a href="https://gameofgoals.it/2021/10/28/garrincha-langelo-dalle-gambe-storte.html"><strong>Garrincha</strong> </a>(l&#8217;atleta più improbabile del secolo) e come <strong>Messi</strong>, che ha sofferto la mancanza dell&#8217;ormone della crescita, una carenza che ha rischiato di stroncarne la carriera sul nascere. Ci sono molti altri casi di freak of nature che diventano giocatori remando contro le forze della natura, in quella parte del mondo che è la madre dei giocatori improbabili, e quello di Arthurino/Arthurzico è uno dei più eclatanti: magrissimo, quasi privo di massa muscolare, piccolo, come pochi altri fenomeni ha saputo sollevare il mondo facendo leva solo sulla sua qualità, su un talento che sgorgava naturale dai suoi piedi e dal suo muscolo più importante (quello che separa le orecchie), e che lo rendeva quasi immarcabile.</p>



<p>Il gioco di <strong>Zico</strong> era di una<em> leggerezza</em> (da intendersi anche nel senso calviniano del termine) quasi preternaturale, e anzi antinaturale: con i suoi 170 cm di pelle e ossa sembrava inadeguato a reggere l&#8217;impatto con la durezza del calcio degli anni &#8217;70, anche in Brasile, figuriamoci nel più spigoloso calcio europeo, e invece &#8211; letteralmente &#8211; volava e sconfiggeva con una disinvoltura sorprendente le leggi della fisica. Un po&#8217; come <a href="https://gameofgoals.it/2022/01/15/don-andres-e-leuropa-le-dieci-meraviglie-dellillusionista.html"><strong>Iniesta</strong> </a>(quasi uno <strong>Zico</strong> messo a centrocampo), il brasiliano praticava un calcio che sembrava aver dimenticato l&#8217;agonismo per puntare tutto su un concetto vago ai limiti dell&#8217;astrazione come quello di tecnica e di qualità, e risulta quindi &#8220;dominante&#8221; in maniera illogica, quasi inspiegabile, ma sempre dominante, sia come uomo gol che come rifinitore, con i suoi geniali dribbling e con le sue punizioni arcuate, invocate e temute come fossero rigori &#8211; <strong>Zico </strong>era un numero dieci ma questa definizione va intesa in un senso molto brasiliano, Arthur era un attaccante che poteva giostrare anche come mezzala e come trequartista.</p>



<p>Arrivo al dunque: come altri superbi connazionali, anche <strong>Zico</strong> &#8211; cito ancora una volta una bellissima definizione che porta la firma di <strong>David Foster Wallace</strong> &#8211; era al tempo stesso <em>più concreto e meno concreto degli altri</em>, e il suo stile, la sua pura gioia estetica, rendevano possibile questo ossimoro.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Zico, o Galinho de Ouro [Goals &amp; Skills]" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/LQ1hzBZZnlw?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<p></p>



<p>Soprannominato <em>Galinho</em> per la folta capigliatura giovanile ma anche per l&#8217;eleganza civettuola del suo gioco, per il suo gusto un po&#8217; narcisista per la giocata, per la bellezza estatica del suo rapporto con il pallone, <strong>Zico </strong>era una manna per tutti gli esteti e al tempo stesso una fucina di gol, assist, partite in cui risultava determinante con una semplice illuminazione, con un colpo di tacco, con un assolo palla al piede. La morbidezza quasi inspiegabile del suo tocco era il preludio a giocate oniriche, illuminate da una luce tutta loro e purissima, ma anche a giocate determinanti, in grado di deviare il corso di una partita.</p>



<p>In sintesi, <strong>Zico </strong>appariva etereo e votato alla pura bellezza, una sorta di <em>malandro</em> più sobrio e meno ostentatamente rococò di molti connazionali, e al tempo stesso era decisivo nei numeri e nelle singole giocate, nei successi di squadra, per uno di quei paradossi che riescono a non implodere, a esistere solo quando sono nelle mani dei grandissimi: per noi è naturale distinguere tra giocatori concreti, &#8220;pratici&#8221;, essenziali, che &#8220;badano al sodo&#8221;, e giocatori per cui la bellezza della giocata viene prima della sua funzionalità, ma credo che si tratti di una visione molto europea e che i brasiliani, almeno quelli del tempo, avrebbero trovato poco convincente, perché per loro la bellezza della giocata<em> è</em>, almeno in una certa misura, la sua funzionalità.</p>



<p>Come accennavo, la storia mette in secondo piano il risultato puro e si innamora dei momenti, e forse nessun&#8217;altra squadra ha saputo impadronirsi di un momento, almeno dopo il 1974, come il<strong> </strong><a href="https://gameofgoals.it/2014/07/04/1982-seconda-fase-italia-brasile-3-2.html">Brasile del 1982</a>, la squadra del calcio-arte predicato e messo in pratica da<a href="https://gameofgoals.it/2022/03/12/tele-santana-la-critica-del-resultadismo-opportunista.html"> <strong>Telê Santana</strong></a>.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Brasil 1982 (Um tributo ao futebol arte)" width="1200" height="900" src="https://www.youtube.com/embed/4mvt5yMdWGo?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<p></p>



<p>Poco importa che il nostro momento più alto del dopoguerra abbia per loro un nome funesto &#8211; la <em>tragedia del Sarriá</em>: negli occhi di quasi tutti gli appassionati del mondo, anche oggi che sono passati 42 anni, rimangono impresse le istantanee delle invenzioni di <strong>Zico</strong> e dei suoi sodali.</p>



<p>Il piccolo funambolo di Rio è reduce da un mondiale del 1978 più ombre che luci, in cui la sua estrema libertà anche tattica ha fatto a pugni con il rigore militare di <strong>Coutinho</strong>, ct dalla personalità tetragona e patriarcale che non ha esitato a escludere <strong>Falcão</strong>, la bola de ouro del campionato, per preferirgli il più solido e difensivo <strong>Chicão</strong>.</p>



<p>Quattro anni dopo, <strong>Zico </strong>si riscatta e non solo segna, ma letteralmente declama calcio quasi in ogni partita, anche in quella del 5 luglio, in cui nonostante le difficoltà prende in mano il pennello e, dopo uno di quei movimenti del bacino che lo rendevano del tutto imprevedibile, accende la luce proprio per l&#8217;amico Dottore, che punisce <strong><a href="https://gameofgoals.it/2023/12/20/dino-zoff-il-monumento-del-calcio-italiano.html">Zoff</a></strong>. La storia si innamora di ciò che riempie i suoi occhi di meraviglia e quasi nessuno ci è riuscito come il Brasile del 1982, forse l&#8217;ultima vera espressione di un calcio dall&#8217;essenza totalmente sudamericana, lontanissima dalle nostre regole, sicuramente &#8220;ingenuo&#8221; e privo di cinismo, ma anche per questo, forse, nella società del cinismo, ancora più indimenticabile.</p>



<p>Vale per quel Brasile e in particolare modo per <strong>Zico </strong>ciò che un grande appassionato mi disse alcuni anni fa: se i brasiliani del tempo avessero avuto la metà della cattiveria agonistica della Germania Ovest o dell&#8217;Italia avrebbero vinto il doppio, ma non sarebbero stati i brasiliani, non avrebbero saputo guadagnarsi l&#8217;amore di stuoli di fan anche per la loro incompiutezza.</p>



<p></p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>La natura aveva premiato Zico con il talento, ma in un periodo nel quale il mondo del calcio cominciava a parlare di un calcio fatto di forza, quel fisico non entusiasmava nessuno. Essendo magro, non alto, con le gambe storte e una spalla più bassa dell&#8217;altra, il suo talento aveva poche possibilità di sopravvivere, ma quel fuoriclasse aveva ancora più di un asso nella manica: la passione, la volontà, l&#8217;abnegazione.</p>



<p><strong>Jorge Valdano</strong></p>
</blockquote>



<p></p>



<p>Concludo con una domanda: quale sarebbe la considerazione riservata a <strong>Zico</strong>, se il piccolo genio giocasse oggi e non giocasse in Italia?</p>



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<p>Non voglio essere frainteso: se da tempo si celebra il <a href="https://gameofgoals.it/category/viste-per-voi/mondiali/mondiale-1982">Mondiale di Spagna</a> di <strong>Zico </strong>come un capolavoro, al tempo la stampa fu molto meno indulgente e il fuoriclasse brasiliano fu addirittura infamato come &#8220;fallimentare&#8221;, perché, in fondo, il suo Brasile era uscito nel girone dei quarti di finale, e sulla carta era la squadra migliore, e contro gli azzurri, nonostante un assist geniale, <strong>Zico </strong>non era stato decisivo. Il presente si concentra sempre sul risultato: questa accadeva nel 1982 e accade oggi.</p>



<p>Ciò non toglie che, e di questo ne sono convinto, la grande ammirazione di cui il <em>Galinho</em> gode in Italia sia dovuta in buona misura alla straordinaria stagione friulana, e lo scetticismo che accolse il fenomeno a Udine conferma un po&#8217; le mie impressioni: i tre palloni d&#8217;oro sudamericani, le due <em>bole de ouro</em>, i successi del Flamengo nei primi anni &#8217;80, le centinaia di giocate da bocca aperta e l&#8217;amore incondizionato di una megalopoli non sarebbero sufficienti a renderlo un gigante, agli occhi del tifoso generalista, se <strong>Zico </strong>non avesse dimostrato anche a Udine di essere un giocatore straordinario.</p>



<p>Senza la parentesi italiana, temo che<strong> Zico</strong> sarebbe giudicato un funambolo e un fuoriclasse che però: nel Flamengo ha vinto molto ma non moltissimo (un <strong>Bochini</strong> ha un curriculum sudamericano di gran lunga superiore, un <strong>Riquelme</strong> pure); in nazionale, pur collezionando grandissimi numeri e giocate, non ha vinto neppure un trofeo minore, e in tre mondiali è quasi sempre uscito &#8220;maluccio&#8221;, senza arrivare davvero in fondo: in sostanza, il grosso rischio sarebbe quello di considerarlo un parziale incompiuto, ma sarebbe un errore tutto nostro, uno dei tanti che si sono commessi negli ultimi anni, specie da quando è in vigore il cosiddetto &#8220;metodo Messi&#8221;.</p>



<p>Per nostra e per sua fortuna, <strong>Zico</strong> ha saputo farsi beffe delle rigide regole del resultadismo e del cinismo spietato dei giudizi contemporanei, e ha saputo riempire il mondo di bellezza come quasi nessun altro nella storia, sin da quando, da bambino piccolo e magro, circondato dai fratelli, dominava gli avversari con la maglia della Juventude per le strade di Rio: l&#8217;ha fatto giocando un calcio superiore, dimostrandosi semplicemente più bravo di tutti per ciò che sapeva fare con il pallone, e il resto nel suo caso passa in secondo piano.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
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</div></figure>



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		<title>¡Que viva el fútbol! &#8211; Le migliori 10 squadre di club sudamericane dell&#8217;epoca moderna</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2023/12/02/que-viva-el-futbol-le-migliori-10-squadre-di-club-sudamericane-dellepoca-moderna.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Niccolo Mello]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Dec 2023 14:38:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina: Pelé contro Spencer, Santos contro Peñarol. Somma rivalità nella Sudamerica degli anni &#8217;60 C&#8217;è stato un tempo in cui la Coppa Libertadores [&#8230;]</p>
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<p class="has-text-align-right"><em>Immagine di copertina: Pelé contro Spencer, Santos contro Peñarol. Somma rivalità nella Sudamerica degli anni &#8217;60</em></p>



<p class="has-drop-cap">C&#8217;è stato un tempo in cui la Coppa Libertadores aveva poco o nulla da invidiare alla Coppa dei Campioni. E la dimostrazione arrivava puntuale dalle finali Intercontinentali, che vedevano sovente prevalere le regine del continente sudamericano. Vogliamo qui proporvi una top ten delle migliori squadre di club sudamericane (anche se sarebbe più corretto in questo caso parlare di cicli) dell&#8217;epoca moderno-televisiva, dall&#8217;istituzione della <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Coppa_Libertadores">Coppa Libertadores</a> (anno 1960, successo del Peñarol sui paraguiani dell&#8217;Olimpia Asunción), in avanti.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">10) Boca Juniors 1975-1978</h3>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="750" height="485" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/12/boca-1977_0.jpg" alt="" class="wp-image-16463" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/12/boca-1977_0.jpg 750w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/12/boca-1977_0-300x194.jpg 300w" sizes="(max-width: 750px) 100vw, 750px" /></figure>



<p></p>



<p>Classico collettivo argentino degli anni &#8217;70, figlio della dura lezione dell&#8217;Estudiantes che ha portato in auge il <em>Resultadismo</em>, trasformandolo in un&#8217;arte vincente, il Boca Juniors di fine decennio, pur se meno ricco di fuoriclasse di altre formazioni inserite in questa lista, merita una menzione, almeno al decimo posto. Imperniato sul <em>Loco</em> <strong>Gatti</strong> in porta, su difensori spigolosi e solidi come <strong>Mouzo</strong> e <strong>Sà</strong>, su un centrocampista di classe come <strong>Rubén Suñé</strong>, su punte di notevole valore come <strong>Mastrangelo</strong> e <strong>Salinas</strong>, il Boca allenato da <strong>Juan</strong> <strong>Carlos</strong> <strong>Lorenzo</strong> è stato una squadra ruvida, &#8220;cattiva&#8221; e vincente. Dopo un anno trionfale in patria, che si conclude con i titoli Nacional e Metropolitano, il Boca si prende tutto il Sudamerica per due stagioni di fila, superando ai rigori, dopo tre partite difficili, i brasiliani del Cruzeiro, e l&#8217;anno successivo demolendo i malcapitati colombiani del Deportivo Calì con un 4-0 che non ammette repliche. Il Boca, nel 1978, espugna anche con un 3-0 forse un po&#8217; bugiardo ma comunque meritato un campo difficile come quello del Borussia Mönchengladbach vicecampione d&#8217;Europa, e nel 1979 sfiora il tris, raggiungendo la finale di Coppa Libertadores poi persa contro l&#8217;Olimpia Asunción. <br>Sebbene la carriera in nazionale di molti tra i suoi uomini simbolo sia stata deludente o quasi inesistente, il collettivo Boca rimane uno dei più complessi da decifrare e da superare della storia del calcio sudamericano, e il suo trionfo contro una grande del calcio europeo ci induce a preferirlo a una squadra forse tecnicamente più dotata come l&#8217;Independiente della prima metà degli anni &#8217;60. La squadra di Avellaneda ha il merito di vincere due Libertadores in un periodo in cui il calcio sudamericano è all&#8217;apice, e con il suo calcio ostico ma cadenzato e tecnicamente eccellente mette in difficoltà anche la Grande Inter, pur perdendo due finali su due di<a href="https://gameofgoals.it/2021/09/28/intercontinentale-1964-spareggio-inter-independiente-1-0-dts.html"> Coppa Intercontinentale</a>.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">9) River Plate 1985-1987</h3>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/12/640px-N_river_plate_los_jugadores-3277668.jpg" alt="" class="wp-image-16462" width="747" height="488" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/12/640px-N_river_plate_los_jugadores-3277668.jpg 640w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/12/640px-N_river_plate_los_jugadores-3277668-300x196.jpg 300w" sizes="(max-width: 747px) 100vw, 747px" /></figure>



<p></p>



<p>Se chiedete a un tifoso del <a href="https://gameofgoals.it/2023/11/12/dalla-maquina-al-trionfo-totale-del-1986-le-due-top-11-della-storia-del-river-plate.html">River Plate</a> di indicare la miglior formazione dell&#8217;epoca recente della loro storia (a esclusione ovviamente della leggendaria <em>Máquina</em>, di cui oggi è impossibile recuperare partite intere), molto probabilmente vi risponderà con la squadra di metà anni &#8217;80, quella che per prima portò la <em>blanca roja</em> sul tetto del Sudamerica e del mondo. Le basi di un ciclo breve, ma intensissimo, furono gettate nel 1985 con il River eliminato nella semifinale del campionato nazionale dal Vélez Sarsfield poi sconfitto in finale dall&#8217;Argentinos Juniors. Nel corso dell&#8217;anno e mezzo seguente la squadra vinse tutto: campionato, <a href="https://gameofgoals.it/2021/03/07/libertadores-1986-finale-ritorno-river-plate-america-cali-1-0.html">Coppa Libertadores</a>, <a href="https://gameofgoals.it/2022/02/04/intercontinentale-1986-river-plate-steaua-bucarest-1-0.html">Intercontinentale</a> e Coppa Interamericana. Tra i grandi protagonisti il trequartista uruguagio e goleador <strong>Enzo Francescoli</strong>, la leggendaria bandiera <strong>Noberto</strong> <em>Beto</em> <strong>Alonso</strong>, il portiere <strong>Nery Pumpido</strong>, la solidissima coppia di difensori centrali <strong>Oscar Ruggeri</strong>&#8211;<strong>Nelson Gutiérrez</strong>, i centrocampisti <strong>Américo Gallego</strong> e <em>il Negro</em> <strong>Hector Enrique</strong>, gli attaccanti <strong>Antonio Alzamendi</strong> e <strong>Juan Gilberto</strong> <em>Bufalo</em> <strong>Funes</strong>.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">8) Estudiantes 1967-1971</h3>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/12/1.jpg" alt="" class="wp-image-16461" width="700" height="420" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/12/1.jpg 600w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/12/1-300x180.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></figure>



<p class="has-text-align-center"></p>



<p>È stata forse la formazione simbolo dell&#8217;epoca del <em>Resultadismo</em> argentino, più ancora dell&#8217;Independiente di metà anni &#8217;60: difesa, sostanza, organizzazione, senso del collettivo, pragmatismo. E una dose non secondaria di cattiveria agonistica, spesso oltre il lecito (ne sa qualcosa il Milan nella finale Intercontinentale del 1969). Nulla nell&#8217;Estudiantes era però lasciato al caso. Merito del tecnico, <strong>Osvaldo Zubeldía</strong>, uno studioso del gioco e un preparatore meticoloso. Per formare la squadra pescò moltissimo dal settore giovanile, creando una identità chiara. Tra i rari acquisti, il centromediano <strong>Carlos Bilardo</strong>, futuro Ct dell&#8217;<a href="https://gameofgoals.it/category/viste-per-voi/mondiali/mondiale-1986">Argentina campione del mondo nel 1986</a>, e l&#8217;attaccante tuttofare <strong>Marcos Conegliaro</strong>. Anche se il giocatore più dotato, probabilmente l&#8217;unico elemento realmente sopra la media dal punto di vista tecnico, era l&#8217;ala mancina <strong>Juan Ramón Verón</strong>, detto <em>La Brujia</em>, la Strega: dribbling e cambi di ritmo, velocità e gol pesanti. Anche il figlio <strong>Juan Sebastian</strong>, che giocherà in Italia per Sampdoria, Parma, Lazio e Inter, vestirà la maglia dell&#8217;Estudiantes con cui vincerà la Libertadores nel 2009. Solidità, <em>garra</em> e compattezza erano le armi di una formazione che seppe conquistare il titolo nazionale del 1967 e poi aggiudicarsi per tre volte consecutive la Coppa Libertadores, dal 1968 al 1970. In mezzo anche la gemma della vittoria nell&#8217;Intercontinentale 1968 sul Manchester United di <strong>Charlton</strong>, <strong>Best</strong> e <strong>Law</strong>, a fronte di due ko contro Milan (<a href="https://gameofgoals.it/2021/11/10/intercontinentale-1969-finale-ritorno-estudiantes-milan-2-1.html">1969</a>) e Feyenoord (<a href="https://gameofgoals.it/2021/11/29/intercontinentale-1970-finale-ritorno-feyenoord-estudiantes-1-0.html">1970</a>). La sconfitta nella finale di LIbertadores 1971 contro il Nacional Montevideo segnò la fine del ciclo.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">7) Boca Juniors 2000-2003</h3>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/12/95527986_1106803696357420_7837573698902032384_n.jpg" alt="" class="wp-image-16460" width="636" height="493" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/12/95527986_1106803696357420_7837573698902032384_n.jpg 720w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/12/95527986_1106803696357420_7837573698902032384_n-300x233.jpg 300w" sizes="(max-width: 636px) 100vw, 636px" /></figure>



<p></p>



<p>Il Boca dei cervelli sopraffini &#8211; in panchina, quello di <strong>Carlos Bianchi</strong>, e in campo quello del <a href="https://gameofgoals.it/2022/01/25/la-classe-vintage-di-juan-roman-riquelme.html"><em>Mudo</em> <strong>Riquelme</strong></a> &#8211; è forse l&#8217;ultima squadra di club sudamericana davvero in grado di giocarsela alla pari con le migliori formazioni del Vecchio Continente. Dopo aver dominato Apertura e Clausura nel 1998/1999, il Boca si concentra sulle Coppe e nei quattro anni successivi ne porta a casa tre: la prima, nel 2000, dopo una battaglia soffertisima contro il Palmeiras di <strong>Alex</strong>, <strong>Junior</strong>, <strong>César</strong> <strong>Sampaio</strong>, <strong>Galeano</strong>; la seconda, l&#8217;anno successivo, dopo un&#8217;altra sfida all&#8217;ultimo sangue contro i messicani del Cruz Azul. A due trionfi continentali fanno seguito il capolavoro di Tokyo contro il Real Madrid &#8211; <strong>Riquelme</strong> prende in mano il pennello e disegna calcio, mentre <strong>Palermo</strong> sorprende la difesa madrilena &#8211; e la finale persa per dettagli e tra le recriminazioni contro il Bayern Monaco nel 2001. Nel 2003 i gialloblu, privi del loro leader <strong>Riquelme</strong>, tornano a vincere e lo fanno trascinati da un altro campione in rampa di lancio, l&#8217;esplosivo <em>Apache</em> <strong>Carlos Tévez</strong>, e quindi, a sorpresa, superano il Milan a Yokohama, pur privi proprio di <em>Carlitos</em>. Come la squadra degli anni &#8217;70, anche se con alcuni acuti individuali superiori, il Boca di <strong>Bianchi</strong> è un collettivo eccezionale, tecnicamente in grado di prendere in mano la partita come si conviene alle squadre argentine, ma anche dotato della tempra necessaria per soffrire, lottare su ogni pallone e buttare il cuore oltre l&#8217;ostacolo, e vede la propria forza di squadra coronata da due Intercontinentali strappate e due formazioni sulla carta superiori e più ricche di stelle.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">6) Botafogo 1961-1966</h3>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/12/Botafogo-1962-1024x658.jpg" alt="" class="wp-image-16459" width="840" height="540" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/12/Botafogo-1962-1024x658.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/12/Botafogo-1962-300x193.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/12/Botafogo-1962-768x493.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/12/Botafogo-1962.jpg 1116w" sizes="(max-width: 840px) 100vw, 840px" /></figure>



<p></p>



<p>Una squadra sulla carta pazzesca, con una serie di campionissimi che irroravano la nazionale brasiliana bi-campione mondiale, ma che non riuscì a espandere il dominio fuori dal proprio Stato, sempre superata dal Santos di <strong>Pelé</strong> nei momenti topici: fu sconfitto dai <em>santisti</em> sia nella finale di Taça Brasil 1962 sia nella semifinale di Coppa Libertadores 1963, portandosi a casa “solo” due campionati statali nel 1961 e 1962 e tre tornei Rio-San Paolo nel 1962, 1964 e 1966. La posizione assegnata è dunque un compromesso tra il valore degli interpreti (almeno da podio) e i risultati ottenuti (è l&#8217;unica della lista a non aver conseguito trofei internazionali). Per far capire che considerazione ci fosse a livello mondiale, basta ricordare che all&#8217;inizio del 1964 la rivista World Soccer inserì il Botafogo tra le migliori squadre del mondo al fianco di Santos, Peñarol, Milan, Inter, Benfica, Real Madrid e River Plate. La squadra annoverava elementi del calibro di <strong><a href="https://gameofgoals.it/2021/10/28/garrincha-langelo-dalle-gambe-storte.html">Garrincha</a></strong>, <strong>Nilton Santos</strong>, <strong>Zagallo</strong>, <strong>Didi</strong>, <strong>Amarildo</strong>, più gente come <strong>Manga</strong>, <strong>Rildo</strong>, <strong>Zé Maria</strong>, <strong>Quarentinha</strong>, tutti nazionali. La dimostrazione di come a quei tempi il Brasile fosse la culla del calcio, con una quantità industriale di giocatori di alto profilo. Come era stata l&#8217;Argentina degli anni &#8217;40, in parte l&#8217;Ungheria degli anni &#8217;50 e come è in epoca attuale la Francia.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">5) Flamengo 1980-1983</h3>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img decoding="async" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/12/5dd6dec2591bb-1-1024x591.jpg" alt="" class="wp-image-16458" width="-147" height="-84" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/12/5dd6dec2591bb-1-1024x591.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/12/5dd6dec2591bb-1-300x173.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/12/5dd6dec2591bb-1-768x443.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/12/5dd6dec2591bb-1.jpg 1300w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p></p>



<p>La <a href="https://gameofgoals.it/2021/12/21/intercontinentale-1981-flamengo-liverpool-3-0.html">finale di Coppa Intercontinentale del 1981</a> fu il confronto definitivo tra due diverse visioni del mondo, due concezioni antipodiche, e fu anche il trionfo per quella più rilassata, giocata al ritmo glissato della samba, del Flamengo di <strong>Zico</strong>, una delle squadre più spettacolari di ogni epoca. Guidata dal genio fragile e civettuolo del <em>Galinho</em>, la formazione di <strong>Carpegiani</strong> (regista della squadra fino al 1980) vantava una coppia di laterali da capogiro (<strong>Leando</strong> a destra e&nbsp;<strong>Júnior</strong> a sinistra) e in generale un tasso tecnico altissimo, e fece ammattire un Liverpool più solido che non era però abituato a fronteggiare un calcio funambolico, morbido e imprevedibile come quello dei Carioca. Nell&#8217;arco di sette stagioni, l&#8217;ultima giocata in parte senza <strong>Zico</strong>, il Flamengo vinse quattro titoli statali, tre titoli nazionali (impresa tanto più ragguardevole alla luce delle formule complesse e astruse di un calcio che vive sempre di un insuperabile equilibrio), <a href="https://gameofgoals.it/2020/10/20/libertadores-1981-spareggio-flamengo-cobreloa-2-0.html">una Libertadores</a> spettacolare e appunto una Coppa Intercontinentale, superando in modo nitido un grande Liverpool.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">4) Independiente 1970-1975</h3>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="500" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/12/ZGcO1fS.jpg" alt="" class="wp-image-16456" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/12/ZGcO1fS.jpg 800w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/12/ZGcO1fS-300x188.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/12/ZGcO1fS-768x480.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></figure>



<p></p>



<p>In termini di puro risultato, l&#8217;<a href="https://gameofgoals.it/2023/11/26/i-rey-de-copas-la-top-11-dellepoca-televisiva-dellindependiente.html">Independiente</a> di metà anni &#8217;70 è la squadra sudamericana più gloriosa e importante di ogni epoca. Dopo due titoli nazionali, i <em>Diavoli Rossi </em>hanno puntato i riflettori sul continente e hanno incamerato quattro titoli di Libertadores consecutivi, aggrappandosi al genio del piccolo <strong>Bochini</strong> e a un collettivo quadrato, solidissimo, imperniato su una grande difesa (<strong>Pavoni</strong>, <strong>Commisso</strong>, <strong>Sà</strong>), sulla corsa inesauribile di <strong>Bertoni</strong>, sui gol di <strong>Maglioni</strong> e su meccanismi oliatissimi. Benché meno dotato sul piano tecnico e individuale di altre formazioni in lista, l&#8217;Independiente dei primi anni &#8217;70 si è divorato ogni avversario sudamericano e ha saputo anche vincere una splendida Coppa Intercontinentale, superando la Juventus di <strong>Zoff</strong> e <strong>Causio</strong> nel 1973 a Roma grazie a un&#8217;azione meravigliosa proprio sull&#8217;asse <strong>Bertoni</strong>&#8211;<strong>Bochini</strong>, e che riscattò la sconfitta netta subita l&#8217;anno prima dal <a href="https://gameofgoals.it/2021/12/04/intercontinentale-1972-ritorno-ajax-amsterdam-independiente-3-0.html">super Ajax di <strong>Cruijff</strong></a>.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">3) San Paolo 1991-1994</h3>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="640" height="493" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/12/dqccyrfuwaat2eh.webp" alt="" class="wp-image-16455" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/12/dqccyrfuwaat2eh.webp 640w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/12/dqccyrfuwaat2eh-300x231.webp 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></figure>



<p></p>



<p>Dopo aver conquistato il campionato nazionale al termine di una lotta punto a punto con il Bragantino, poi sconfitto anche in finale con un risicato 1-0, il San Paolo guidato dal profeta del calcio bailado <strong><a href="https://gameofgoals.it/2022/03/12/tele-santana-la-critica-del-resultadismo-opportunista.html">Telê Santana</a></strong> ha imposto una breve ma intensa egemonia sul calcio sudamericano e anche mondiale, guadagnandosi così uno dei primissimi posti di questa graduatoria. Il San Paolo è stato una sorta di miracolo contemporaneo: praticava un calcio all&#8217;apparenza antico, cadenzato, figlio di un&#8217;epoca lontana dai ritmi furiosi del calcio moderno, e ciononostante ha saputo non solo regalare uno spettacolo irripetibile (il calcio-arte profetizzato dal suo allenatore) e conquistare due Coppe Libertadores (la seconda, dopo una cavalcata trionfale, culminata nel roboante <a href="https://gameofgoals.it/2021/08/13/libertadores-1993-finale-andata-san-paolo-universidad-catolica-5-1.html">5-1 della finale di andata contro l&#8217;Universidad Catolica</a>), ma ha pure superato con merito due formazioni leggendarie come <a href="https://gameofgoals.it/2022/04/16/intercontinentale-1992-san-paolo-barcellona-2-1.html">il <em>Dream Team</em> di Cruijff, nel 1992</a>, e il <a href="https://gameofgoals.it/2022/04/22/intercontinentale-1993-san-paolo-milan-3-2.html">Milan Invincibile di <strong>Capello</strong>, nel 1993</a>. Chi ha visto quelle partite sa che i successi paulisti furono tutt&#8217;altro che episodici: il San Paolo era una formazione all&#8217;altezza delle migliori squadre europee, metteva in campo giocatori di statura mondiale come un <strong>Cafu</strong> seriamente candidato alla palma di miglior laterale destro del mondo, un <strong>Cerezo</strong> vicino alla quarantina e ancora bravissimo, <strong>Müller</strong>, <strong>Leonardo</strong>, <strong>Juninho</strong>, e nel 1992 anche il numero dieci lungo e di sapiente magistero <strong>Raí</strong>, e si impose con il suo gioco fatto di un fraseggio lento e arioso, che si accendeva in improvvise fiammate. «Se devi essere messo sotto meglio che lo faccia una Ferrari» disse <strong>Cruijff</strong> dopo la finale persa per 2-1 a Tokyo, e le sue parole descrivono in maniera abbastanza precisa l&#8217;impressione suscitata dal San Paolo durante la finale..</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">2) Santos 1962-1965</h3>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/12/1962-Campeao-Mundial-1024x677.webp" alt="" class="wp-image-16454" width="783" height="517" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/12/1962-Campeao-Mundial-1024x677.webp 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/12/1962-Campeao-Mundial-300x198.webp 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/12/1962-Campeao-Mundial-768x508.webp 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/12/1962-Campeao-Mundial-1536x1015.webp 1536w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/12/1962-Campeao-Mundial.webp 1578w" sizes="(max-width: 783px) 100vw, 783px" /></figure>



<p></p>



<p>È stata l&#8217;unica formazione brasiliana capace di conquistare per cinque volte di fila il campionato nazionale, che all&#8217;epoca si chiamava Taça Brasil (il Brasileirão fu introdotto solo nel 1971) e consisteva in una fase finale a eliminazione diretta tra le vincitrici dei campionati statali. Dal 1961 al 1965 il Santos dominò la scena in patria senza discussioni. E a questo aggiunse uno straordinario dominio all&#8217;estero, con 2 <a href="https://gameofgoals.it/2020/03/28/1962-finale-santos-penarol-3-0.html">Coppe Libertadores</a> e 2 Intercontinentali consecutive, più un&#8217;altra semifinale persa nel 1965 per mano del Peñarol. Gli anni d&#8217;oro del Santos coincisero con gli anni d&#8217;oro di <strong><a href="https://gameofgoals.it/2020/09/30/pele-larma-definitiva-delle-finali-internazionali.html">Pelé</a></strong>, la stella più lucente: <em>O Rei</em>, all&#8217;apice della carriera, decise ogni singolo momento decisivo, dall&#8217;alto di una classe superiore, prestazioni incredibili, numeri individuali da fantascienza e una continuità disarmante. «Il Pelé che va dai 19 ai 25 anni è stato il massimo sul piano tecnico, tattico e mentale» ha scritto in “Locos por el fútbol” l&#8217;esperto di calcio sudamericano Carlo Pizzigoni. Oltre a <strong>Pelé</strong>, l&#8217;altro grande fuoriclasse della squadra era il portiere <strong>Gilmar</strong>, che condivise con <em>O Rei</em> anche le gioie dei due titoli mondiali consecutivi con la nazionale, al pari del mediano tuttofaro <strong>Zito</strong>. Tra i giocatori più rappresentativi di quella generazione il centravanti <strong>Coutinho</strong> (celebri i suoi duetti palla a terra con <strong>Pelé</strong>, che rimandavano alla memoria gli scambi in velocità tra <strong><a href="https://gameofgoals.it/2021/07/29/hector-scarone-il-migliore-di-tutti-senza-la-televisione.html">Scarone</a></strong>, <strong>Cea</strong> e <strong>Petrone</strong> nell&#8217;Uruguay degli anni &#8217;20), l&#8217;esterno mancino tutto potenza <strong>Pepe</strong> e il centrale difensivo <strong>Mauro Ramos</strong>.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">1) Peñarol 1960-1966</h3>



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<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/12/Penarol-17-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-16453" width="730" height="410" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/12/Penarol-17-1024x576.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/12/Penarol-17-300x169.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/12/Penarol-17-768x432.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/12/Penarol-17-1536x864.jpg 1536w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/12/Penarol-17.jpg 1920w" sizes="(max-width: 730px) 100vw, 730px" /></figure>



<p></p>



<p>È stata forse la squadra più forte al mondo, e non solo del Sudamerica, negli anni &#8217;60. Per la qualità del gioco, la continuità di risultati, la presenza di straordinari campioni. Epoca in cui il Sudamerica non aveva nulla in meno dell&#8217;Europa, e in cui i fuoriclasse restavano confinati per la maggioranza nel proprio continente. Il Peñarol aveva una dirigenza con possibilità economiche importanti, e non era la sola società in Sudamerica a poter investire ingenti somme di denaro. Riuscì così ad accaparrarsi grandi giocatori: i funambolici esterni uruguaiani <strong>José Sacía</strong>, <strong>Luis Cubilla </strong>e <strong>Julio Abbadie</strong> e il peruviano<strong> Juan Joya</strong>, il sublime finalizzatore ecuadoregno <strong><a href="https://gameofgoals.it/2021/10/03/i-10-migliori-calciatori-sud-americani-dellepoca-televisiva-esclusi-brasiliani-argentini-e-uruguagi.html">Alberto Spencer</a></strong> (miglior bomber di sempre della Libertadores), la mente del gioco e leader assoluto <strong><a href="https://gameofgoals.it/2023/11/21/la-garra-charrua-i-10-migliori-calciatori-uruguaiani-dellepoca-moderna.html">Pedro Rocha</a></strong>, il grandissimo portiere <strong>Ladislao Mazurkiewicz</strong>, i difensori <strong>Roberto Matosas</strong>, <strong>Omar Caetano</strong> e <strong>Juan Lezcano</strong> e addirittura, nel finale di decennio <em>don</em> <strong><a href="https://gameofgoals.it/2022/03/02/i-10-piu-grandi-difensori-centrali-sudamericani-dellepoca-televisiva.html">Elías Figueroa</a></strong>, sommo difensore cileno. Dal 1960 al 1966 il ciclo del Peñarol in particolare toccò l&#8217;apogeo con 5 titoli nazionali, 3 <a href="https://gameofgoals.it/2020/05/20/1966-finale-spareggio-penarol-river-plate-4-2.html">Coppe Libertadores</a> (più una sconfitta in finale nel 1965 contro l&#8217;Independiente) e 2 <a href="https://gameofgoals.it/2021/10/06/intercontinentale-1966-ritorno-real-madrid-penarol-0-2.html">Intercontinentali</a>.</p>



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<p class="has-text-align-right"><strong><em>Pezzo a firma di </em>NICCOLÒ MELLO <em>e</em> FRANCESCO BUFFOLI</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2023/12/02/que-viva-el-futbol-le-migliori-10-squadre-di-club-sudamericane-dellepoca-moderna.html">¡Que viva el fútbol! &#8211; Le migliori 10 squadre di club sudamericane dell&#8217;epoca moderna</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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		<title>La magia di Ronaldinho: i 10 momenti che più mi hanno emozionato del “Re del calcio-samba”</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2023/04/14/la-magia-di-ronaldinho-le-10-partite-piu-iconiche-del-re-del-calcio-samba.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Tommaso Ciuti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Apr 2023 06:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pedatori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>C’è qualcuno che nella storia del calcio abbia incarnato il concetto di “calcio bailado”, di dribbling a ritmo di samba, caipirinha e piedi scalzi nelle [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-drop-cap">C’è qualcuno che nella storia del calcio abbia incarnato il concetto di “<em>calcio bailado</em>”, di dribbling a ritmo di samba, <em>caipirinha </em>e piedi scalzi nelle spiagge brasiliane meglio di quanto lo abbia fatto <strong>Ronaldinho</strong>? Io credo di no.</p>



<p>Carnagione olivastra, sorriso fanciullesco che non nasconde due dentoni sporgenti, fisico da corazziere ben lontano dall’asimmetria di altri due <em>malandri</em> come <strong>Garrincha</strong> e <strong>Neymar</strong>, piedi fatati movenze funamboliche, <strong>Ronaldinho</strong> è stato l’ultimo alieno dal punto di vista della tecnica pura, prima che il duopolio <strong>Messi</strong>&#8211;<strong>Cristiano Ronaldo</strong> cannibalizzasse ogni discussione su chi fosse il migliore al mondo, discussioni nelle quali sono state letteralmente vivisezionate le partite, se non addirittura le singole azioni di entrambi, con una precisione certosina, senza sconti e indulgenze.</p>



<p>Non c’è il minimo dubbio che la carriera &#8211; e anche la grandezza storica &#8211; di <strong>Ronaldinho</strong> non regge il confronto con due mostri sacri che si sono dati battaglia partita dopo partita per un decennio e mezzo, e che se applicassimo a lui gli stessi criteri di giudizio che abbiamo usato per l’argentino e per il portoghese, <em>Dinho</em> ne uscirebbe fortemente ridimensionato, in primis alla luce del fatto che il momento in cui aspettavamo la sua ascesa definitiva tra gli immortali (Mondiale 2006) è coinciso con l’inizio del crepuscolo, seppur ancora ricco di bagliori di magia pura, ma non più da primo della classe. </p>



<p>Oggi però non vorrei fare un’analisi della grandezza storica di <strong>Ronaldinho</strong>, analisi che partirebbe ovviamente da fatti, dati e numeri contestualizzati, ma che non sarebbe comunque scevra da percezioni e sensazioni personali. Vorrei piuttosto ricordare quelli che sono i momenti in cui <strong>Ronaldinho</strong> ha soddisfatto maggiormente il mio appetito di appassionato, i suoi momenti di magia che mi sono rimasti più impressi. Ripeto e sottolineo che si tratta di un discorso assolutamente personale, dunque in questo pezzo non troverete la pretesa di delineare quelle che sono state le migliori prestazioni della carriera, o i migliori gol &#8211; e anche qui un minimo di soggettività sarebbe peraltro inevitabile &#8211; ma troverete giocate e momenti che il sottoscritto associa istintivamente a <em>Dinho</em> e al suo modo di giocare a calcio.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Brasile-Venezuela, Coppa America 1999</h3>



<p></p>



<p>Il Brasile viaggia in carrozza, trascinato da due certezze della Seleçao, <strong>Rivaldo</strong> e <strong>Ronaldo</strong>, ai quali si aggiunge il giovane fenomeno alle prime presenze in maglia verde-oro. <strong>Ronaldinho</strong> riceve palla al limite dell’area da <strong>Cafu</strong>: il controllo con il primo tocco è seguito da un sombrero sul primo avversario, il terzo tocco toglie il tempo ad un altro difensore avversario e il quarto tocco è la conclusione a rete da distanza ravvicinata. La Seleçao vincerà la coppa trascinato dalle giocate di <strong>Rivaldo</strong>, <strong>Amoroso</strong> e <strong>Ronaldo</strong>, ma <strong>Ronaldinho</strong> ha dato un messaggio al mondo del suo talento purissimo.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Ronaldinho Gaúcho - Gol sensacional contra a Venezuela - Copa América 1999" width="1200" height="900" src="https://www.youtube.com/embed/tA50uwNiYwY?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></div>
</div><figcaption class="wp-element-caption">Ronaldinho contro il Venezuela, Coppa America 1999: nasce una stella</figcaption></figure>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading"><a href="https://gameofgoals.it/2016/02/28/2002-quarti-brasile-inghilterra-2-1.html">Brasile-Inghilterra, Mondiali 2002</a></h3>



<p></p>



<p>Magia di <strong>Ronaldinho</strong> o papera clamorosa di <strong>Seaman</strong>? Entrambe le cose. Fatto sta che la parabola beffarda che si infila alle spalle dello spaesato portiere inglese è l’episodio decisivo che permette ai futuri campioni del mondo di sbrogliare la pratica più ostica del torneo, quella contro l’Inghilterra di <strong>David Beckham</strong>. Il vantaggio di <strong>Michael Owen</strong> viene pareggiato da un piattone mancino di <strong>Rivaldo</strong>, servito splendidamente da <strong>Ronaldinho</strong> che va via in doppio passo e serve con l’esterno destro un cioccolatino al Pallone d’oro 1999. E poi c’è il lob del genio estroso e imprevidibile, che si inventa una giocata che in quel momento nessuno stava immaginando, e la buona sorte gli dà una mano. Nel quinto titolo mondiale del Brasile c’è anche la firma di <strong>Ronaldinho</strong>.</p>



<p></p>



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<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Ronaldinho Rivaldo 2002 Brazil England" width="1200" height="900" src="https://www.youtube.com/embed/9MX4z8MyUwo?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></div>
</div><figcaption class="wp-element-caption">Il sigillo sulla Coppa del Mondo 2002</figcaption></figure>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Barcellona-Siviglia, Liga Spagnola 2003/2004</h3>



<p></p>



<p>Sono certo che ve la ricorderete tutti. È la partita del debutto a Barcellona di <strong>Ronaldinho</strong>, giocata incredibilmente nell’insolito orario di mezzanotte, ma non per questo disertata dalla tifoseria blaugrana, che anzi ha riempito il Camp Nou nonostante l’orario proibitivo, proprio per gustarsi il debutto del nuovo acquisto dal Paris Saint Germain. Mai scelta fu migliore, perché il fenomeno di Porto Alegre delizia la platea con giocate d’alta scuola, ma soprattutto con quel celeberrimo missile da distanza siderale che fa esplodere lo stadio. È subito amore tra <em>Dinho</em> e il Barcellona, che comincerà la sua rinascita, trascinata proprio da lui.</p>



<p></p>



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</div></figure>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Barcellona-Milan, Champions 2004/2005</h3>



<p></p>



<p>Complice la posizione di quest’incontro nel torneo &#8211; ai gironi, e non nella fase finale &#8211; le due squadre si sono divertite, e si è divertito soprattutto <strong>Ronaldinho</strong>, che sfodera una prestazione deluxe al cospetto di un mostro sacro della difesa come <strong>Alessandro Nesta</strong>, incenerito dalla velocità funambolica dell’asso di Porto Alegre, che si dimostra abile a calciare di potenza anche con il “piede debole&#8221;.</p>



<p></p>



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<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Barcelona vs AC Milan 2-1 #UCL (2nd Leg) Group Stage 2004 -2005 (All Goals &amp; Highlights)" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/oaz8u4QSBiY?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">5. Chelsea-Barcellona, Champions League 2004/2005</h3>



<p></p>



<p>Anche questa non ha bisogno di presentazioni. L’esito lo conosciamo tutti: il Chelsea di <strong>José Mourinho</strong> riesce a ribaltare il 2-1 dell’andata e a qualificarsi per i quarti di Champions League, ma l’immagine che è rimasta nella memoria è quella danza di <strong>Ronaldinho</strong>, a tu per tu con <strong>Carvalho</strong>. Gamba sinistra ben impiantata a terra, gamba destra che simula un tiro, poi un altro e un altro ancora, prima di vibrare una stoccata con la punta del piede, che deposita il pallone alle spalle di <strong>Cech</strong>, lasciando di sasso Stamford Bridge, che poi festeggerà il passaggio del turno. Un colpo leggero e fantasioso, più facile da vedere nel relax una partita in una spiaggia assolata, che non in una gara ad eliminazione diretta. Lo strapotere tecnico di <strong>Ronaldinho</strong> va al di là del risultato, e per una volta gli appassionati sono tutti d’accordo: nonostante il Barcellona non vinca la Champions e non ci vada nemmeno vicino, il migliore giocatore del mondo è lui.</p>



<p></p>



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<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Ronaldinho Genius Goal vs Chelsea | UCL 2004/05 | English Commentary" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/_DR7x7g9RYg?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">6. Real Madrid-Barcellona, Liga Spagnola 2005/2006</h3>



<p></p>



<p>Banale forse, ma è sicuramente “il” momento per eccellenza dell’apogeo di <strong>Ronaldinho</strong>. La doppietta con cui strappa gli applausi del Bernabeu &#8211; mai tenero con i giocatori del Barcellona &#8211; fa il giro del mondo e trasvola le trasmissioni sportive per atterrare nella tv generalista: notiziari e telegiornali ritagliano uno spazio per le gesta di Ronaldinho, che senza discussioni si aggiudica il Pallone d’Oro del 2005, portato in trionfo da tutto il mondo. Lo sguardo incredulo di <strong>Casillas</strong>, immortalato dalle telecamere, come a dire “non lo fermiamo più!”, rappresenta la resa e l’impotenza degli avversari di fronte a un prodigio che per elasticità ed imprevedibilità dei movimenti sembrava richiamare quello di <strong>Diego Armando Maradona</strong>.</p>



<p></p>



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<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="The Day Ronaldinho Destroyed Real Madrid of Ronaldo Phenomenon" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/3WJFFgMHJBE?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">7. Barcellona-Athletic Bilbao, Liga Spagnola 2006/2007</h3>



<p></p>



<p>Paradossalmente una delle giocate di <strong>Ronaldinho</strong> alla quale sono maggiormente affezionato non è un gol, è un cerchio non-chiuso, una beffa del destino dal sapore quasi “da Prometeo”, l’eroe che secondo la mitologia greca nella volontà di riscattare la sua condizione di mortale rubò il fuoco (la tecnica) agli dei e che per questo fu duramente punito. Anche l’azione di <strong>Ronaldinho</strong>, in quell’infinito gioco di prestigio di finte, dribbling e specchi, non ha nulla di umano, nella sua pulizia e velocità d’esecuzione sembra più vicina al divino. La traversa sulla quale si infrange il pallonetto dalla linea di fondo è l’invidia degli dei, che tolgono a <em>Dinho</em> una giocata che avrebbe meritato una sorte migliore.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
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</div></figure>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">8. Barcellona-Villareal, Liga Spagnola 2006/2007</h3>



<p></p>



<p>La bellezza di questo gol non sta solo nel gesto tecnico della rovesciata, ma sta anche nell’avvitamento e nella contorsione quasi innaturale con cui <strong>Ronaldinho</strong> si coordina. Sembra quasi un’illusione ottica di uno spazio che si cambia forma, che si comprime e si dilata, che perde le sue geometrie e le ridisegna in un altro piano geometrico. Peccato che questo <em>Dinho</em> fu praticamente cacciato da Barcellona l’anno successivo, a seguito di un brusco calo di rendimento, che lo porta a perdere i galloni da titolare.</p>



<p></p>



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<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Ronaldinho&#039;s overhead kick against Villarreal (2006/07)" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/DH_gBJT9bAg?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></div>
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<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Milan-Siena, Serie A 2009/2010</h3>



<p></p>



<p>È una partita qualunque, come ne vediamo ogni domenica da sempre, ma chi ha avuto la fortuna di guardarla sono certo che se la ricorderà ancora, nonostante siano passati parecchi anni. il Milan batte il Siena 4-0, <strong>Ronaldinho</strong> sigla una tripletta, ma la bellezza sta tutta nella sua prestazione: doppi passi, elastici, scavetti, traccianti. Il capolavoro del 4-0, con quel dribbling e quella rasoiata di destro sotto l’incrocio, è solo il coronamento di una prestazione di un giocatore che faceva uno sport diverso. Avrei potuto mettere la doppietta alla Juventus, il gol nel derby, gli innumerevoli assist a <strong>Pato</strong> e a <strong>Borriello</strong>, ma a distanza di tredici anni ricordo chiaramente lo stupore che ebbi davanti alla tv, speravo che quella partita non terminasse mai. <strong>Ronaldinho</strong> nei suoi anni di Milano era ben lontano dall’essere il giocatore funambolico dei migliori anni al Barcellona, ma la velocità perduta era compensata da assist sopraffini (30 in due anni e mezzo) e da una visione di gioco superiore.</p>



<p></p>



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<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Milan-Siena=4-0 (Serie A - 20a Giornata - Goals-Sintesi-Highlights) SKY HD" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/Y_X6ziqKp_4?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></div>
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<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Santos-Flamengo, Brasileirão 2011</h3>



<p></p>



<p><strong>Ronaldinho</strong> contro <strong>Neymar</strong>, il Vecchio e il Bambino, il passato e il futuro si incontrano e danno vita alla fiera del “futbol bailado”, fatto di dribbling, tocchi e danze, nel pieno spirito dell’essenza del calcio brasiliano, con il rovescio della medaglia di svarioni difensivi incredibili e impossibili da immaginare per noi europei. Di questa partita c’è poco da raccontare, gli highlights danno una minima idea di quanto avvenuto, ma credo proprio che vada vista. <strong>Neymar</strong> da 10 in pagella &#8211; in Brasile pensano da tempo di avere trovato l’erede di <strong>Pelé</strong> &#8211; <strong>Ronaldinho</strong> non è da meno. Questa partita è assurda come un film di David Lynch, va vista, perché raccontarla è impossibile.</p>



<p></p>



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<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Santos vs Flamengo 4-5 NEYMAR vs RONALDINHO Brasileirao 2011" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/MUzPQfEAbwA?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></div>
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		<title>Intercontinentale 1981: Flamengo-Liverpool 3-0</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Niccolo Mello]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Dec 2021 10:55:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Coppa Intercontinentale]]></category>
		<category><![CDATA[1981]]></category>
		<category><![CDATA[brasile]]></category>
		<category><![CDATA[coppa intercontinentale]]></category>
		<category><![CDATA[flamengo]]></category>
		<category><![CDATA[liverpool]]></category>
		<category><![CDATA[zico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina: Zico festeggia il premio di miglior giocatore Grazie a un sontuoso primo tempo il Flamengo si laurea campione del mondo per club. [&#8230;]</p>
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<p class="has-text-align-right"><em>Immagine di copertina: Zico festeggia il premio di miglior giocatore</em></p>



<p class="has-drop-cap">Grazie a un <b>sontuoso primo tempo</b> il Flamengo si laurea campione del mondo per club. <b>La superiore qualità di palleggio nello stretto</b> e la capacità di sfruttare al massimo le occasioni costruite sono alla base del trionfo brasiliano contro un <b>Liverpool troppo scolastico</b> per impensierire davvero la retroguardia avversaria. Il secondo tempo si trasforma in una lunga passerella per i campioni brasiliani e per la sua <b>stella Zico, che non segna ma propizia tutte e tre le reti</b>.</p>



<p><a name="more"></a><br><b>Flamengo:</b> Raul &#8211; Leandro, Mozer, Marinho, Junior &#8211; Adilio, Andrade &#8211; Tita, Zico, Lico &#8211; Nunes.<br><b>Liverpool:</b> Grobelaar &#8211; Neal, Hansen, Thompson, Lawrenson &#8211; Lee, Souness, R. Kennedy, C. Johnson &#8211; Dalglish, Mc Dermott (st 6&#8242; D. Johnson).</p>



<p><b>Primo tempo</b><br><b>5&#8242;</b> Tita da destra serve Adilio, tiro dal limite, Grobelaar neutralizza a terra.<br><b>13&#8242; GOL FLAMENGO</b> Lancio dalla trequarti di Zico, Thompson manca l&#8217;intervento di testa, si inserisce alle sue spalle Nunes, che batte Grobelaar in uscita con un tocco d&#8217;esterno sul palo lontano.<br><b>24&#8242; </b>Liverpool vicino al pareggio: cross di Lee da destra, Craig Johnshon controlla in area e calcia sul primo palo, pallone fuori di pochissimo.<br><b>34&#8242; GOL FLAMENGO</b> Fallo su Tita quasi al limite: punizione forte e tesa di Zico, Grobelaar non trattiene e Adilio anticipa tutti infilando in tapin.<br><b>38&#8242;</b> Souness apre a destra per McDermott, sventola d&#8217;esterno di prima intenzione, Raul mette in angolo. Il Liverpool sta cercando di reagire, ma fatica a rendersi pericoloso.<br><b>42&#8242; GOL FLAMENGO</b> Adilio per Zico, filtrante per Nunes, che scatta sul filo del fuorigioco e supera Grobelaar con un diagonale sul palo lontano. Match in ghiaccio per i brasiliani.</p>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="720" height="400" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/flamengo1981.jpg" alt="" class="wp-image-9340" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/flamengo1981.jpg 720w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/flamengo1981-300x167.jpg 300w" sizes="(max-width: 720px) 100vw, 720px" /><figcaption>L&#8217;esultanza di Nunes</figcaption></figure></div>



<p></p>



<p><b>Secondo tempo</b><br><b>6&#8242;</b> Mozer sbaglia il rinvio, ne approfitta Craig Johnson, che scocca un sinistro dal limite, Raul si tuffa e salva. Flamengo in controllo, al Liverpool serve un miracolo.<br><b>9&#8242;</b> Junior si accentra e scarica ad Andrade, destro al fulmicotone da fuori area, Grobelaar devia con la punta delle dita.<br><b>15&#8242;</b> lancio dalle retrovie di Hansen, sponda di David Johnson per Dalglish, uscita decisiva di Raul che si oppone al tiro ravvicinato dell&#8217;attaccante scozzese. Il Liverpool prova almeno a segnare il punto della bandiera.<br><b>17&#8242;</b> azione manovrata del Flamengo, da Junior ad Adilio, sinistro da fuori, Grobelaar c&#8217;è.<br><b>25&#8242; </b>Flamengo vicino al poker: Zico ad Adilio, che apre su Nunes, l&#8217;attaccante brasiliano si accentra e scarica un destro sul primo palo, Grobelaar si rifugia in angolo.</p>



<p><b><u>LE PAGELLE FLAMENGO</u></b><br><b>IL MIGLIORE ZICO 8: </b>disputa un primo tempo straordinario, in termini di qualità tecnica, visione di gioco e impatto sul match. Impossibile portargli via il pallone, sulla trequarti orchestra da maestro tutta la manovra del Flamengo. Due assist per Nunes splendidi e la punizione da cui scaturisce l&#8217;altro gol di Adilio.<br><b>Adilio 7,5: </b>centrocampista tuttofare e prestazione di grandissima sostanza al di là del gol. Spezza il gioco avversario, si inserisce palla al piede con break centrali difficili da arginare e smista diversi palloni di qualità.<br><b>Nunes 7,5:</b> realizza la doppietta che schianta il Liverpool con due diagonali brucianti e sfiora il tris nella ripresa in due occasioni: sulla prima è bravo Grobelaar a dirgli di no, sulla seconda calcia da lontano in modo troppo fiacco invece che avanzare per rendersi maggiormente pericoloso.<br><b>Junior 7:</b> accelerazioni, giocate di fino, scambi di qualità sopraffina. Nella prima ora di gioco domina sulla corsia di appartenenza, poi rifiata.</p>



<p><b><u>LE PAGELLE LIVERPOOL</u></b><br><b>IL MIGLIORE CRAIG JOHNSON 6,5: </b>il più temibile dei Reds, l&#8217;unico che prova a rendere realmente la vita difficile ai centrali del Flamengo. Suoi i tentativi più pericolosi in porta del Liverpool.<br><b>Neal 6:</b> come sempre, uno dei più affidabili, uno dei pochi a non perdere mai la calma e non commettere errori gravi. Anzi, spesso si sovrappone sulla fascia per cercare di ribaltare il fronte del gioco.<br><b>Souness 5,5:</b> ordinato e abbastanza preciso nei passaggi, ma verticalizza poco e non prende mai per mano la squadra come sarebbe lecito attendersi visto che è il faro del gioco del Liverpool.<br><b>Dalglish 5:</b> qualche spunto qua e là, un&#8217;occasione neutralizzata da Raul e poco altro. Spesso anticipato dalla difesa brasiliana.<br><b>Thompson 5:</b> il suo errore di posizionamento sul lancio di Zico dà il via alla girandola di reti del Flamengo. Vive un primo tempo terribilmente complicato. Poi si riprende, ma i buoi sono già scappati.</p>



<p></p>



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<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Zico vs Liverpool - 1981 (4Dfoot)" width="1200" height="900" src="https://www.youtube.com/embed/d59xjbkQ3KM?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></div>
</div><figcaption>Tutti i tocchi di Zico</figcaption></figure>
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		<title>Ah, Sudamerica!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Niccolo Mello]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Nov 2021 20:27:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Le nostre dirette]]></category>
		<category><![CDATA[coppa libertadores]]></category>
		<category><![CDATA[diego armando maradona]]></category>
		<category><![CDATA[flamengo]]></category>
		<category><![CDATA[palmeiras]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Giorni di grande calcio e grande passione in Sudamerica.Dall&#8217;anniversario della morte di Diego Armando Maradona il 25 novembre alla finale di Coppa Libertadores 2021 tra [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Giorni di grande calcio e grande passione in Sudamerica.<br>Dall&#8217;anniversario della morte di Diego Armando Maradona il 25 novembre alla finale di Coppa Libertadores 2021 tra Palmeiras e Flamengo, in programma sabato alle ore 21.<br>Ecco la nostra diretta</p>



<p></p>



<p><iframe src="https://www.facebook.com/plugins/video.php?height=314&amp;href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Fgofgoals%2Fvideos%2F598216394839992%2F&amp;show_text=false&amp;width=560&amp;t=0" width="560" height="314" style="border:none;overflow:hidden" scrolling="no" frameborder="0" allowfullscreen="true" allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; picture-in-picture; web-share"></iframe></p>
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