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	<title>lennart karl Archivi - Game of Goals</title>
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		<title>Il calcio che cambia: fuoriclasse difensivi e numeri 10 addio, è l&#8217;ora delle &#8220;ali totali&#8221;</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2026/04/12/il-calcio-che-cambia-fuoriclasse-difensivi-e-numeri-10-addio-e-lora-delle-ali-totali.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Niccolo Mello]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Apr 2026 18:24:19 +0000</pubDate>
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<p class="has-drop-cap">Partiamo da una premessa doverosa: il calcio non diventa più facile o più difficile. Semplicemente cambia a seconda delle epoche e dei contesti. Cambiano la tattica, l&#8217;interpretazione dei sistemi e delle filosofie di gioco, le caratteristiche degli interpreti. Negli ultimi anni abbiamo assistito a tante piccole e grandi rivoluzioni e innovazioni del modo di giocare: dalla costruzione dal basso all&#8217;avvento di nuovi modelli e stili, sino all&#8217;evoluzione di certi ruoli. </p>



<p>Proprio su questo voglio concentrarmi. Ci sono ruoli nel calcio odierno e contemporaneo il cui peso all&#8217;interno delle squadre si è ridimensionato e altri che sono diventati sempre più rilevanti.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">La crisi dei centrali difensivi</h2>



<p></p>



<p>Tra i ruoli che hanno perso via via importanza c&#8217;è quello del difensore centrale.<br>In generale oggi i difensori centrali catalogabili come fuoriclasse o campioni sono pochissimi. Anzi: forse di fuoriclasse non ve ne sono. Ci sono grandi specialisti di un singolo aspetto (da quelli solidi nella marcatura diretta tipo il tedesco <strong>Antonio Rüdiger</strong> a quelli abili nelle letture in campo aperto, ma poi più carenti nella fase difensiva pura tipo il francese <strong>Dayot&nbsp;Upamecano</strong>), ma pochissimi difensori centrali completi.</p>



<p>Tra questi ultimi possiamo annoverare, per esempio, il brasiliano e capitano del Psg <strong>Marquinhos </strong>e l&#8217;olandese del Liverpool <strong>Virgil van Dijk</strong>. Entrambi, forse non casualmente, sono stati forgiati secondo i dettami della generazione precedente, che era più avvezza a curare la globalità dei fondamentali difensivi. </p>



<p>In prospettiva, il miglior difensore per il futuro rimane probabilmente il croato <strong>Joško Gvardiol</strong>, elemento per altro polivalente e capace di giocare anche da esterno basso e provato con successo da <strong>Guardiola </strong>pure da esterno alto: il suo limite forse è una certa predisposizione agli infortuni. Vedremo cosa sarà in grado di fare <strong>Pau Cubarsí</strong>, giovanissimo prospetto del Barcellona che però oggi appare ancora molto acerbo in non pochi aspetti.</p>



<p></p>



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</figure>



<p></p>



<p>Sono ad ogni modo sparite &#8211; e non da oggi, da almeno trent&#8217;anni &#8211; le figure di quei centrali difensivi che non erano solo tali, ma si stagliavano come icone e giocatori in grado di muoversi a tutto campo, diventando spesso o le stelle di prima grandezza o i secondi violini delle rispettive squadre. Parliamo in special modo dei sette grandi liberi del calcio televisivo: in ordine cronologico, l&#8217;inglese <strong><a href="https://gameofgoals.it/2026/02/24/bobby-moore-il-primo-difensore-centrale-moderno.html">Bobby Moore</a></strong>, il tedesco <strong><a href="https://gameofgoals.it/2024/01/09/kaiser-franz-beckenbauer-il-calcio-a-testa-alta.html">Franz Beckenbauer</a></strong>, il cileno <strong>Elias Figueroa</strong>, l&#8217;olandese <strong>Ruud Krol</strong>, l&#8217;argentino <strong><a href="https://gameofgoals.it/2025/10/01/nato-per-imporsi-trionfi-ombre-e-caudillismo-di-daniel-passarella.html">Daniel Passarella</a></strong> e gli italiani <strong><a href="https://gameofgoals.it/2025/11/19/gaetano-scirea-un-campione-daltri-tempi.html">Gaetano Scirea</a></strong> e <strong>Franco Baresi</strong>.</p>



<p>Non è probabilmente un caso che questi giocatori siano tutti compresi, a grandi linee, in un trentennio: tra gli anni Sessanta di <strong>Moore </strong>e gli anni Novanta di <strong>Baresi</strong>. Dopo abbiamo avuto ancora grandi difensori, spesso rocciosi e a volte eleganti (pensiamo in Italia a <strong><a href="https://gameofgoals.it/2021/08/05/i-dieci-comandamenti-azzurri-di-fabio-cannavaro.html">Fabio Cannavaro</a></strong> e <strong>Alessandro Nesta</strong>, tra i tanti possibili esempi), però non più capaci come quei sette summenzionati di muoversi a tutto campo, con progressioni e folate <em>coast to coast</em> degne di un centrocampista <em>box to box </em>moderno, né di essere dei veri e propri registi arretrati.</p>



<p>Come mai? Molto probabilmente perché il calcio è cambiato.<br>Nel periodo che va appunto dagli anni Sessanta ai primi anni Novanta, il grande centrale difensivo, il cosiddetto libero dell&#8217;epoca, non era solo un difensore. Gli si chiedeva di essere anche e soprattutto una fonte di gioco, un leader che prendesse in mano la squadra e la accompagnasse nella metà campo avversaria, ricoprendo un ruolo e un&#8217;importanza pari o quasi a quella della grande stella offensiva, ovvero del grande numero 10. Il centrale difensivo diventava così, nei casi migliori, la <em>seconda stella</em> della squadra. A volte persino la <em>prima</em>.</p>



<p>Oggi, il difensore centrale è diventato invece un respingitore, un marcatore oppure uno chiamato a leggere con tempismo lo sviluppo dell&#8217;azione nelle situazioni di campo aperto, sempre più diffuse oggi a causa del gioco super offensivo e del baricentro alto tenuto da molte formazioni. </p>



<p>Nel calcio odierno e contemporaneo non serve più sia anche qualcos&#8217;altro. È probabile che la progressiva erosione della marcatura a uomo in favore della zona abbia favorito questo radicale cambiamento del ruolo. Anche se in realtà, più che di cambiamento, parlerei a conti fatti di impoverimento, perché di fuoriclasse nel cuore della difesa del valore di <strong>Moore</strong>, <strong>Beckenbauer</strong>, <strong>Figueroa</strong>, <strong>Krol</strong>, <strong>Passarella</strong>, <strong>Scirea </strong>e <strong>Baresi </strong>non se ne sono più visti dopo e a maggior ragione non se ne vedono ai giorni nostri.</p>



<p>Ma cosa sono diventati dunque i <strong>Moore</strong>, <strong>Beckenbauer</strong>, <strong>Figueroa</strong>, <strong>Krol</strong>, <strong>Passarella</strong>, <strong>Scirea </strong>e <strong>Baresi</strong>? O meglio: cosa sarebbero se rinascessero e giocassero oggi?<br>Domanda stimolante, risposta affascinante. Alla luce dell&#8217;evoluzione del calcio, azzardo l&#8217;ipotesi che non sarebbero più stati dei difensori centrali. Sfruttando la loro completezza organica e di repertorio, la loro periferica e totale visione del campo e, sovente, il loro raffinato controllo tecnico, sarebbero diventati dei centrocampisti, dei registi davanti alla difesa, o al più delle mezzali. Avrebbero messo da parte e/o limitato le loro peculiarità difensive, per esaltare quelle &#8211; già innate e già insite in loro &#8211; di <em>cervelli</em> della manovra.</p>



<p>I <strong>Moore</strong>, i <strong>Beckenbauer</strong>, i <strong>Figueroa</strong>, i <strong>Krol</strong>, i <strong>Passarella</strong>, gli <strong>Scirea </strong>e i <strong>Baresi</strong> di ieri sono dunque, in realtà, i <strong>Vitinha</strong>, i <strong><a href="https://gameofgoals.it/2025/02/04/spettri-di-don-andres-iniesta-la-straordinaria-stagione-di-pedri.html">Pedri</a></strong>, i <strong>Joshua Kimmich</strong>, i <strong>Toni Kroos</strong>, i <a href="https://gameofgoals.it/2024/10/10/salire-in-cattedra-e-restarci-la-lunga-epopea-di-luka-modric.html"><strong>Luka Modrić</strong></a> di oggi. Oppure gli <strong><a href="https://gameofgoals.it/2024/10/22/andrea-pirlo-il-futebol-bailado-in-salsa-italiana.html">Andrea Pirlo</a></strong>, gli <strong><a href="https://gameofgoals.it/2021/07/25/xavi-hernandez-luomo-che-giocava-a-scacchi-correndo.html">Xavi </a></strong>e gli <strong><a href="https://gameofgoals.it/2022/01/15/don-andres-e-leuropa-le-dieci-meraviglie-dellillusionista.html">Andrés Iniesta</a></strong> di pochi anni fa. D&#8217;altronde i piedi e la visione del campo dei primi non sono inferiori affatto ai secondi. E non lo sono nemmeno le capacità di inserimento né le percentuali realizzative.</p>



<p></p>



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</figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Dove sono i numeri 9 e i numeri 10?</h2>



<p></p>



<p>Altre due figure che nel calcio di oggi stanno perdendo di importanza sono il classico numero 9 e numero 10.<br>Ci sono ancora i grandi centravanti, ad esempio, ma sono numericamente di meno di qualche anno fa. Tante squadre sembrano avere la tendenza a seguire la filosofia del Barcellona di <strong><a href="https://gameofgoals.it/2022/04/19/grandezza-e-limiti-del-guardiolismo.html">Guardiola </a></strong>post 2010/2011: partendo cioè dal principio caro a <em>Pep </em>del centravanti spazio (che in realtà è figura vecchia come il mondo, già il Brasile &#8217;70 giocava così, ma si possono cercare esperienze a ritroso sino almeno all&#8217;Austria <em>Wunderteam </em>di <strong><a href="https://gameofgoals.it/2025/02/21/hugo-meisl-il-genio-del-wunderteam-che-rivoluziono-il-calcio-europeo.html">Hugo Meisl</a></strong> negli anni Trenta), non di rado scelgono giocatori leggeri e dinamici in avanti per buttarsi nello spazio, abiurando la figura del caro e vecchio centravanti fisico.</p>



<p>Tolti i due colossi assoluti, l&#8217;inglese <strong>Harry Kane</strong> (attaccante che in realtà sa fare tutto, forse come caratteristiche il più simile a <strong><a href="https://gameofgoals.it/2021/10/31/quando-lutile-incontra-il-bello-marco-van-basten.html">Marco van Basten</a></strong> nell&#8217;epoca post-<strong>van Basten</strong>) e il norvegese <strong>Erling Håland</strong>, è raro trovare dei centravanti alti e fisicati di valore mondiale. Lo stesso <strong>Julian Álvarez</strong>, probabilmente al momento il terzo nella graduatoria di merito, è un attaccante atipico, che può fare il 9, ma anche la seconda punta e forse potrà evolvere persino verso la trequarti. Altrimenti bisogna orientarsi sui vari <strong>Victor Osimhen</strong>, <strong>Viktor Gyökeres</strong>, <strong>Hugo Ekitiké</strong>. Oppure su due atipici come <strong>Ousmane Dembélé</strong> e <strong>Lautaro Martínez</strong>. Ma nessuno di questi ultimi è un fuoriclasse.</p>



<p>E il numero 10?<br>Anche in questo caso si sta assistendo a un impoverimento del ruolo.<br>L&#8217;ultimo grande <em>Diez </em>di livello assoluto è <a href="https://gameofgoals.it/2024/03/31/tutte-le-partite-di-lionel-messi-ai-mondiali.html"><strong>Lionel Messi</strong></a>, trasformatosi nel corso della sua lunga carriera da classico trequartista/attaccante da ultimi 30-35 metri a mezzala totale, una riedizione in salsa moderna dei vari <strong><a href="https://gameofgoals.it/2021/01/19/alfredo-di-stefano-il-genio-ovunque.html">Alfredo Di Stéfano</a></strong>, <strong><a href="https://gameofgoals.it/2024/01/24/sir-bobby-charlton-leroe-silenzioso.html">Bobby Charlton</a></strong>, <strong><a href="https://gameofgoals.it/2021/01/13/johan-cruijff-luomo-orchestra.html">Johan Cruijff</a></strong>, <strong><a href="https://gameofgoals.it/2021/04/30/omaggio-a-sua-maesta-michel-platini.html">Michel Platini</a></strong>, pur mantenendo ognuno le proprie caratteristiche.</p>



<p>Tra le ultime scuole che stanno ancora producendo dei 10 ci sono quella argentina, forse anche per via degli insegnamenti e delle lezioni di Leo (basta pensare al comasco <strong>Nico Paz</strong>) e quella tedesca, che ne annovera probabilmente addirittura tre: <strong>Jamal Musiala</strong>, <strong>Florian Wirtz</strong> (anche se nessuno dei due per ora è riuscito ancora a compiere il vero salto di qualità) e <strong>Lennart Karl</strong>, uno dei più elettrizzanti volto del calcio mondiale, forse un futuro <em>crack</em>. In parte, anche la scuola turca sembra seguire questo filone. Ma ancora non mi è chiara totalmente la posizione in cui incidono di più <strong>Arda Güler</strong> (è un 10 o un regista basso?) e<strong> Kenan Yildiz</strong> (è un 10 o un&#8217;ala?).</p>



<p>Al momento, dunque, il numero 10 &#8211; quello che ha fatto sognare intere generazioni di calciofili, il ruolo che prima di <strong>Messi </strong>era stato appannaggio dei <strong><a href="https://gameofgoals.it/2022/12/29/lultimo-gol-di-pele-il-calcio-perde-il-suo-re.html">Pelé </a></strong>e dei <strong>Cruijff</strong>, dei <strong>Platini </strong>e dei <strong><a href="https://gameofgoals.it/2020/12/15/ho-visto-maradona.html">Diego Armando Maradona</a></strong>, degli <strong><a href="https://gameofgoals.it/2024/01/21/zinedine-zidane-classe-magia-ed-eleganza.html">Zinédine Zidane</a> </strong>e degli <strong><a href="https://gameofgoals.it/2024/10/12/zico-il-malandro-sobrio.html">Zico</a></strong>, ma anche di 10 più atipici e <em>sgobboni</em> come <strong>Charlton </strong>e <strong>Lothar Matthäus</strong> &#8211; non c&#8217;è quasi più o si è molto ridotto. Nel calcio odierno e contemporaneo i due 10 con lo status migliore sono probabilmente l&#8217;inglese <strong>Jude Bellingham</strong>, un trequartista <em>box to box</em>, e l&#8217;elegante artista francese <strong>Rayan Cherki</strong>, che ogni tanto parte largo, ma che in realtà ha l&#8217;impronta, il passo, l&#8217;intelaiatura e le movenze del 10.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-3 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="609" data-id="26606" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/04/Lionel-Messi-1-e1670627522103-1024x609.jpg" alt="" class="wp-image-26606" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/04/Lionel-Messi-1-e1670627522103-1024x609.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/04/Lionel-Messi-1-e1670627522103-300x178.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/04/Lionel-Messi-1-e1670627522103-768x457.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/04/Lionel-Messi-1-e1670627522103-1536x914.jpg 1536w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/04/Lionel-Messi-1-e1670627522103.jpg 1725w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Lionel Messi</figcaption></figure>



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</figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Voliamo sulle ali</h2>



<p></p>



<p>Mancando il 10, da dove arrivano oggi, dunque, la fantasia, il genio, l&#8217;imprevedibilità, il cambio di passo e di ritmo nel calcio odierno e contemporaneo? Dagli esterni offensivi. Dalle care e vecchie ali. Settore dove per altro, e forse non casualmente, l&#8217;Italia è più in difficoltà. Non solo rispetto alle <em>big </em>classiche, ma anche a scuole di secondo o terzo piano nel panorama internazionale. Il nostro rappresentante migliore, stando a quanto visto di recente nello spareggio mondiale contro la Bosnia, è <strong>Matteo Politano</strong>: un buon/ottimo elemento, non oltre.</p>



<p>In quel ruolo, in quel settore di campo, oggi le più importanti squadre del mondo &#8211; a livello di Nazionale e di club &#8211; fanno maggiormente la differenza.<br>Dall&#8217;immarcescibile spagnolo <strong><a href="https://gameofgoals.it/2025/05/16/lamine-yamal-il-bambino-prodigio.html">Lamine Yamal</a></strong>, che quando si accende è forse il giocatore più immarcabile del pianeta, al nuovo asso francese <strong>Michael Olise</strong>. Dall&#8217;altro francesino <strong>Desiré Doué</strong> all&#8217;imprevedibile georgiano <strong>Khvicha Kvaratskhelia</strong>. Dal colombiano <strong>Luis Díaz</strong> al brasiliano <strong>Estêvão</strong>. E ancora: gli inglesi <strong>Phil Foden</strong> e <strong>Bukayo Saka</strong>, lo spagnolo <strong>Nico Williams</strong>, il belga<strong> Jérémy Doku</strong>, il francese <strong>Bradley Barcola</strong>&#8230; Una lista infinita di giocatori che possono andare sul fondo e crossare, come di saltare l&#8217;uomo, di venire dentro il campo, di accentrarsi, di calciare da ogni posizione. Nascono ali, in realtà sanno fare tutto e sul fronte offensivo possono muoversi ove più li porta l&#8217;estro. <strong>Yamal </strong>e <strong>Olise</strong>, d&#8217;altronde, non così di rado li si trova a dettare legge sulla trequarti.</p>



<p>Il loro modo di giocare è un&#8217;evoluzione dell&#8217;ala. <br>Intendiamoci: non è che le ali di una volta non sapessero fare tutto. Lo dimostrò <em><a href="https://gameofgoals.it/2021/10/28/garrincha-langelo-dalle-gambe-storte.html">Mané </a></em><strong><a href="https://gameofgoals.it/2021/10/28/garrincha-langelo-dalle-gambe-storte.html">Garrincha</a> </strong>a più riprese: in una stagione in Brasile arrivò a segnare 20 reti e nel Mondiale &#8217;62 (leggi <a href="https://gameofgoals.it/category/viste-per-voi/mondiali/mondiale-1962">qui</a>) prese in mano il Brasile orfano di <strong>Pelé </strong>diventando il <em>primus inter pares</em> della squadra e laureandosi capocannoniere della competizione con quattro reti. Per non parlare di <strong><a href="https://gameofgoals.it/2024/12/03/george-best-il-poeta-del-calcio-e-linquietudine-dellessere.html">George Best</a></strong>, che nel suo anno magico 1968 arrivò a realizzare 28 gol in campionato e si consacrò miglior marcatore del campionato.</p>



<p>Ma se si vanno a rivedere le vecchie partite e i vecchi highlights delle migliori ali italiane come <strong>Franco Causio</strong> e <strong>Bruno Conti</strong>, si scopriranno due giocatori che non erano solo bravi nei fondamentali di corsa, dribbling e cross, ma sapevano accentrarsi, calciare da fuori con il piede debole, lanciare con l&#8217;esterno. Uno stile che ha continuato poi a irrorare le ali successive: pensiamo ai vari <strong>Luis Figo</strong>, <strong>Ryan Giggs</strong> e <strong><a href="https://gameofgoals.it/2021/07/22/arjen-robben-ascese-e-cadute-di-un-olandese-volante.html">Arjen Robben</a></strong>, i migliori rappresentanti del ruolo negli ultimi trent&#8217;anni sino all&#8217;avvento di questa nuova e fantastica nidiata contemporanea. Persino <strong><a href="https://gameofgoals.it/2022/03/07/mister-champions-le-10-partite-europee-piu-grandi-di-cristiano-ronaldo.html">Cristiano Ronaldo</a></strong>, tra l&#8217;altro, è nato come ala, salvo poi evolversi e diventare di fatto un attaccante totale.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="George Best • Legendary Dribbling Skills" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/uJWWA-h_-5g?start=2&#038;feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
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<p class="has-text-align-center">Video celebrativo di George Best: antesignano di quell&#8217;ala totale che è la figura dominante nel calcio di oggi</p>



<p></p>



<p>La differenza tra ieri e oggi è che le ali fino a poco tempo erano comunque i secondi o terzi violini delle squadre, e il centro nevralgico del gioco era rappresentato dal grande numero 10.</p>



<p>Oggi invece le ali sono spesso i principali punti di riferimento, sono i giocatori a cui i compagni si affidano nel momento del bisogno. Sono playmaker laterali per la posizione da cui partono, ma sono playmaker centrali nello sviluppo del gioco. Gli <strong>Yamal</strong>, gli <strong>Olise</strong>, i <strong>Kvaratshkelia </strong>e i loro fratellini, nel calcio odierno e contemporaneo, sono i giocatori più attesi e sognati dai bambini, quelli che fanno saltare il banco, quelli intorno a cui gli allenatori avversari devono studiare mosse e contromosse per tentare &#8211; sovente inutilmente &#8211; di arginarli.</p>



<p>Dal discorso ho volutamente esclusi due esterni offensivi atipici come i brasiliani <strong>Vinicius Junior</strong> del Real Madrid e <strong>Raphinha </strong>del Barcellona. Anche loro partono dall&#8217;esterno, ma la mia sensazione, guardandoli giocare, è che siano più degli attaccanti di appoggio e manovra. Non hanno tanto lo sprint, l&#8217;imprevedibilità e la fantasia tipiche delle ali. Preferiscono, al contrario, puntare direttamente la porta e non a caso si esaltano anche e di più da seconde punte.</p>



<p>Simile è il caso di quello che forse oggi, per status, è il miglior calciatore del mondo: il francese <strong>Kylian Mbappé</strong>. Non è un centravanti, anche se nel Real Madrid gioca il più delle volte in quella posizione. Non è ovviamente un numero 10. E non è un esterno, perché si butta nello spazio e vuole calciare dritto per dritto da quasi tutte le posizioni. È anche lui di fatto una seconda punta. Ruolo che ha consacrato definitivamente il suo idolo <strong>Cristiano Ronaldo</strong>, e prima ancora, tra i tanti, <strong>Andrij Shevchenko</strong>, <strong><a href="https://gameofgoals.it/2024/09/24/titi-henry-velocita-estro-e-luoghi-comuni-da-sfatare.html">Thierry Henry</a></strong>, <strong><a href="https://gameofgoals.it/2023/12/28/rombo-di-tuono-e-il-traghetto-gigi-riva-il-poeta-ribelle.html">Gigi Riva</a></strong>, <strong>Karl-Heinz Rummenigge</strong>&#8230; E persino il portoghese <strong><a href="https://gameofgoals.it/2021/11/03/eusebio-la-pantera-nera-idolo-immortale-del-portogallo.html">Eusébio</a></strong>, il quale, più che da numero 10, dava a mio avviso il meglio di sé da attaccante di appoggio girando attorno a una boa centrale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2026/04/12/il-calcio-che-cambia-fuoriclasse-difensivi-e-numeri-10-addio-e-lora-delle-ali-totali.html">Il calcio che cambia: fuoriclasse difensivi e numeri 10 addio, è l&#8217;ora delle &#8220;ali totali&#8221;</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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		<title>Champions League, bilancio prima fase: super Arsenal, flop Napoli, alieno Mbappé</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2026/01/30/champions-league-bilancio-prima-fase-super-arsenal-flop-napoli-alieno-mbappe.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Niccolo Mello]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Jan 2026 15:32:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[2025-2026]]></category>
		<category><![CDATA[atalanta]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina: Kylian Mbappé del Real Madrid, miglior calciatore del mondo La prima fase della Champions League 2025-2026 è andata in archivio con lo [&#8230;]</p>
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<p class="has-text-align-right"><strong>Immagine di copertina:</strong><em> Kylian Mbappé del Real Madrid, miglior calciatore del mondo</em></p>



<p class="has-drop-cap">La prima fase della Champions League 2025-2026 è andata in archivio con lo straordinario primo posto dell&#8217;Arsenal, capace di vincere tutte le partite. Bilancio agrodolce per le italiane: Inter, Atalanta e Juventus si sono qualificate per i playoff, il Napoli è stato eliminato. I playoff si disputeranno il 17 e 24 febbraio, mentre il 10 e 11 marzo si giocherà l&#8217;andata degli ottavi.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="512" height="640" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/01/618296860_1279637724205326_2748975790352094760_n-1.jpg" alt="" class="wp-image-25894" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/01/618296860_1279637724205326_2748975790352094760_n-1.jpg 512w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/01/618296860_1279637724205326_2748975790352094760_n-1-240x300.jpg 240w" sizes="(max-width: 512px) 100vw, 512px" /></figure>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/01/TAB-UCL-HD.jpg-1-1024x576.webp" alt="" class="wp-image-25895" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/01/TAB-UCL-HD.jpg-1-1024x576.webp 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/01/TAB-UCL-HD.jpg-1-300x169.webp 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/01/TAB-UCL-HD.jpg-1-768x432.webp 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/01/TAB-UCL-HD.jpg-1-1536x864.webp 1536w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/01/TAB-UCL-HD.jpg-1.webp 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">La conferma</h2>



<p></p>



<p>L&#8217;<strong>Arsenal</strong> è stata senz&#8217;altro la squadra migliore. Oltre ad aver vinto tutte le partite, i <em>Gunners </em>&#8211; attualmente in vetta anche alla Premier League &#8211; hanno messo in mostra un calcio moderno, piacevole da vedere sul piano estetico ma anche funzionale. L&#8217;Arsenal è una squadra senza stelle assolute, ma è un gruppo solidissimo e intercambiabile, che premia l&#8217;enorme lavoro portato a termine dal tecnico Arteta, il vero artefice della crescita esponenziale del team negli ultimi anni. I numeri premiano la prima fase degli inglesi in modo incontrovertibile: miglior attacco con 23 reti realizzate e miglior difesa con appena quattro subite.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="732" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/01/gettyimages-2153706064-1024x732.jpg" alt="" class="wp-image-25896" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/01/gettyimages-2153706064-1024x732.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/01/gettyimages-2153706064-300x214.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/01/gettyimages-2153706064-768x549.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/01/gettyimages-2153706064-1536x1098.jpg 1536w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/01/gettyimages-2153706064.jpg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Mikel Arteta, allenatore dell&#8217;Arsenal, merita solo applausi</figcaption></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">La sorpresa</h2>



<p></p>



<p>Tra le otto che hanno centrato un posto diretto agli ottavi, spiccano i portoghesi dello <strong>Sporting Lisbona</strong>. La formazione allenata da Rui Borges è riuscita a tagliare il traguardo all&#8217;ultima giornata, grazie al successo per 3-2 in casa dell&#8217;Atletico Bilbao, mettendo fuori dalle otto addirittura il Real Madrid sconfitto dai cugini del Benfica. A livello di singoli, tra le più belle sorprese di questa prima fase di Champions, bisogna citare il trequartista classe 2008 del Bayern Monaco <strong>Lennart Karl</strong>. Si tratta di un vero numero 10, piccolo, fantasioso, con un controllo di palla pazzesco, che ha già timbrato gol e assist in questa prima fase e promette forse di ripercorrere le orme dello spagnolo Lamine Yamal, di un anno più grande e già una solida certezza del panorama europeo.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">La delusione</h2>



<p></p>



<p>Qualcuno potrebbe dire l&#8217;Olympique Marsiglia di De Zerbi, beffato all&#8217;ultimo secondo dal gol del portiere Trubin, che ha spedito nelle 24 il Benfica di José Mourinho e ha sancito l&#8217;eliminazione dei francesi. Ma la delusione assoluta, rispetto alle premesse iniziali, è senza dubbio il <strong>Napoli </strong>di Antonio Conte. La squadra partenopea arrivava a questa Champions da campione d&#8217;Italia in carica e forte di una campagna estiva di rafforzamento importante. Ha sicuramente pagato un lunghissimo elenco di infortunati, ma anche l&#8217;idiosincrasia del tecnico leccese all&#8217;Europa: Conte si è confermato, una volta di più, tanto efficace nei campionati quanto incapace di andare lontano nelle coppe.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le italiane</h2>



<p></p>



<p>Propendo per un salomonico <strong><em>6,5 </em></strong>per <strong>Inter</strong>, <strong>Atalanta </strong>e <strong>Juventus</strong>, che hanno saputo centrare i playoff senza eccessivi patimenti. L&#8217;Atalanta è stata quella che ha addirittura sfiorato l&#8217;ingresso diretto agli ottavi, ma ha perso terreno sul più bello, nelle ultime due partite. L&#8217;Inter è apparsa meno brillante rispetto alla prima fase della Champions 2024-2025, ma non ha avuto problemi a qualificarsi per i playoff. La Juventus si è ripresa sotto la guida di Spalletti dopo un avvio complesso. Il <strong>Napoli</strong>, invece, merita <strong><em>4,5</em></strong>: è stata in assoluto la grande delusione, incapace persino di arrivare ai playoff.</p>



<p></p>



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<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il protagonista</h2>



<p></p>



<p>Un nome su tutti: <strong>Kylian Mbappé</strong>. È vero che il Real Madrid non è riuscito per un soffio a entrare nelle otto, ma lui ha fatto in pieno la sua parte e anche di più. Con 13 gol segnati è capocannoniere assoluto della manifestazione. In Liga viaggia alla media di oltre un gol a partita. E in un Real che non sempre riesce ad essere squadra, lui è la luce costantemente accesa sulla via del gol. In questo momento non c&#8217;è dubbio alcuno sul fatto che Mbappé sia con margine il miglior calciatore del mondo.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">La top 11</h2>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="940" height="788" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/01/SCALONI-Argentina.png" alt="" class="wp-image-25890" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/01/SCALONI-Argentina.png 940w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/01/SCALONI-Argentina-300x251.png 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/01/SCALONI-Argentina-768x644.png 768w" sizes="(max-width: 940px) 100vw, 940px" /></figure>
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