I dieci comandamenti azzurri di Fabio Cannavaro

Condividi articolo:

Condividi su facebook
Condividi su linkedin
Condividi su twitter
Condividi su pinterest
Condividi su email
Condividi su whatsapp

Immagine di copertina: Fabio Cannavaro solleva al cielo la Coppa del Mondo del 2006.

Quando si pensa a Fabio Cannavaro, inevitabilmente la mente e il cuore dei tifosi italiani ricadono nel suo Mondiale 2006, semplicemente leggendario nell’onnipotenza difensiva che per un mese ha mostrato nei campi di calcio della Germania, fino ad arrivare a sollevare la Coppa del Mondo sopra al cielo di Berlino, in quella magica notte del 9 luglio 2006.

Dopo aver visionato – nel caso del Mondiale 2006 revisionato – ogni singola partita del capitano di Fuorigrotta nelle principali competizioni per nazionali (Mondiale 1998, Europeo 2000, Mondiale 2002, Europeo 2004, Mondiale 2006 e Mondiale 2010), ho deciso di stilare una mia classifica personale dedicata a Cannavaro, come tributo ad uno dei giocatori più performanti della storia della nazionale italiana.

Quelle che seguiranno saranno dunque quelle che per me sono le dieci migliori prestazioni di Fabio Cannavaro in azzurro.

10. Italia vs Repubblica Ceca 2-0 (Mondiale 2006, fase a gironi)

Fabio Cannavaro chiude su Milan Baros. [www.sports.ru]

Ai nastri di partenza del Mondiale 2006, la Repubblica Ceca, specialmente in virtù dell’ottima semifinale raggiunta nell’Europeo di due anni prima, si presenta come una potenziale outsider che può mettere in difficoltà l’Italia. Infatti, tra le sue fila, può fare affidamento sulla classe intramontabile di Pavel Nedved (vincitore del Pallone d’Oro 2003), sulla sapienza calcistica di Tomáš Rosický in mezzo al campo e su Milan Baros, il capocannoniere dell’Europeo sopracitato.

Com’è noto ai più, sono i gol di Materazzi ed Inzaghi a blindare la qualificazione dell’Italia verso gli ottavi di finale contro l’Australia e nel confronto diretto contro i ceci, e quando Buffon e Nedved ingaggiano un duello a distanza senza esclusione di colpi, Fabio Cannavaro si destreggia al suo meglio in marcatura su Milan Baros, limitandolo considerevolmente e senza mai soffrire l’immediata sostituzione di Nesta, vittima dell’ennesimo sfortunato infortunio in azzurro.

Nonostante questa prestazione risulti notevole, appare di ordinaria amministrazione a confronto con quelle che seguiranno in questa classifica, nonché come il preludio al leggendario Mondiale disputato dal capitano azzurro nella trionfale spedizione tedesca.

9. Italia vs Messico 1-1 (Mondiale 2002, fase a gironi)

Fabio Cannavaro sovrasta Cuauhtémoc Blanco. [www.alamy.com]

Alla vigilia di Italia vs Messico (terza e ultima partita del girone), l’Italia di Giovanni Trapattoni è reduce da una pesante sconfitta contro la Croazia, che ha messo in evidenza tutti i suoi limiti difensivi. Inoltre, l’infortunio di Alessandro Nesta sta complicando ulteriormente la situazione, che è sempre più critica e che rischia di avere un esito tragico per gli azzurri. Ed è in questo momento che Cannavaro sale in cattedra e nonostante un giallo pesante che lo squalificherà da un eventuale ottavo di finale sfodera la terza prestazione difensiva consecutiva di altissimo livello.

Infatti, nonostante il disastro di Paolo Maldini contro Jared Borgetti nel vantaggio messicano, il centrale di Fuorigrotta sciorina una performance da annali, emergendo come l’unico vero baluardo difensivo sul quale il Trap può contare. Inoltre, nel secondo tempo si rende protagonista di un intervento difensivo provvidenziale che impedisce ai messicani di raddoppiare. Col senno di poi, quella giocata riaccende le speranze azzurre, che riescono a qualificarsi agli ottavi per il rotto della cuffia, grazie al pareggio di Del Piero e alla contemporanea sconfitta della Croazia contro l’Ecuador.

Ad attendere l’Italia – orfana, per giunta, sia di Nesta, sia di Cannavaro – c’è la Corea del Sud, in una partita passata alla storia, com’è noto a tutti, a causa del terribile arbitraggio di Byron Moreno. Questa prestazione di Cannavaro contro il Messico, però, resta da annali, in quanto è anche l’ultima prima di ereditare la fascia da capitano da Paolo Maldini.

Una nuova era è iniziata nella storia della nazionale italiana di calcio.

8. Italia vs Danimarca 0-0 (Europeo 2004, fase a gironi)

Fabio Cannavaro in azione contro la Danimarca. [www.pinterest.co.uk]

Può un anonimo 0-0, passato alla storia più per lo sputo di Totti ai danni di Poulsen che per altro, racchiudere dentro di sé una delle migliori prestazioni difensive della carriera in nazionale di uno dei difensori più forti di sempre? Eccome se è possibile, se a sfoderare questa performance strabiliante è Fabio Cannavaro.

Dopo aver ereditato i gradi di capitano da Paolo Maldini, ormai il difensore centrale classe ’73 di Fuorigrotta è il leader supremo al quale l’Italia di Trapattoni può aggrapparsi in vista dell’Europeo del 2004, una manifestazione che per gli azzurri rappresenta un’occasione, l’ennesima, di riscatto dopo il fragoroso tonfo coreano.

Nella sua prima partita dei gironi, Cannavaro è incontenibile e, in una partita in cui l’Italia fatica a trovare spunti offensivi, è proprio lui a schermare le manovre offensive della Danimarca, in un pomeriggio che purtroppo non vede l’Italia trionfare, ma che conferma per l’ennesima volta l’incredibile costanza prestazionale del neo-capitano.

La spedizione in Portogallo dell’Italia ha l’ennesimo esito infelice, a seguito dei due pareggi contro Danimarca e Svezia, che di fatto condannano gli azzurri a cadere vittima del famigerato quanto celeberrimo biscotto scandinavo, che rende vano il successo in extremis contro la Bulgaria nella terza partita del girone.

Fabio Cannavaro è però tirato al lucido, nonostante le due stagioni infelici con l’Inter dalle quali è reduce, ed è pronto ad inaugurare il suo biennio di massimo splendore.

7. Italia vs Francia 1-1 (5-3 d.c.r.) (Mondial 2006, finale)

Fabio Cannavaro in tackle su Zinedine Zidane. [www.watson.ch]

Molto probabilmente potrà sembrarvi assurdo il fatto che la partita più importante della carriera di Fabio Cannavaro possa ritrovarsi in una posizione così “bassa”, ma in realtà ciò è semplicemente dovuto alla grandezza delle prestazioni che seguiranno in questa classifica. Infatti, la prestazione del Capitano nella finalissima del Mondiale del 2006, seppur con qualche sbavatura e qualche imprecisione – comprensibile – in anticipo su Thierry Henry, risulta di grande spessore.

Nella partita in cui l’Italia giunge al quarto titolo iridato della sua storia, Fabio Cannavaro arriva a quota 100 presenze in azzurro, arrivando a sfoderare una performance – l’ennesima – straordinaria all’interno del suo leggendario Mondiale tedesco, in cui ha messo a segno un pacchetto prestazionale fuori da ogni logica. E sempre nella finale di Berlino, regala ai posteri una delle immagini più iconiche della storia dei Mondiali, in quel contrasto su Zinedine Zidane, l’altro dominatore di quella rassegna iridata. Seppur in una partita con qualche sbavatura rispetto ai suoi standard maestosi di quell’estate, il Capitano azzurro si distingue come leader supremo di una squadra che resiste fino alla fine agli assalti dei Blues, senza mai capitolare, fino alla trionfale lotteria dei calci di rigore, che consegna il quarto titolo mondiale all’Italia.

Fabio Cannavaro è ormai nell’Olimpo del calcio italiano e mondiale e a breve conquisterà, da difensore centrale, sia il FIFA World Player che, soprattutto, il Pallone d’Oro.

6. Italia vs Australia 1-0 (Mondiale 2006, ottavi di finale)

Mark Viduka viene anticipato da Fabio Cannavaro. [www.gettyimages.fi]

Al minuto 50 di Italia vs Australia, per gli azzurri i fantasmi del passato sembrano prendere di nuovo vita, quando Marco Materazzi viene espulso a seguito di un fallo giudicato da ultimo uomo dall’arbitro messicano Cantalejo.

L’Italia di Lippi è con le spalle al muro, completamente imbrigliata dalla tattica difensiva inespugnabile messa in piedi da Guus Hiddink e l’inferiorità numerica in difesa, seppur sopperita parzialmente dall’inesperto Andrea Barzagli, sembra sul punto di far capitolare gli azzurri.

Ma è proprio in questi 40 minuti rimanenti che Fabio Cannavaro trova ulteriori forze per opporsi ai contrattacchi in contropiede degli australiani e dopo aver messo in cassaforte il centravanti Mark Viduka (trascinatore del Middlesbrough verso una storica finale di Coppa UEFA in quella stessa stagione) nel primo tempo, intensifica ulteriormente i propri sforzi, sfornando quella che in quel momento risulta la miglior prestazione dei suoi Mondiali.

L’Italia raccoglie sul finale le sue ultime energie, trovando l’affondo decisivo sulla fascia sinistra da parte di Grosso e trovando in Francesco Totti l’eroe che la proietta verso i quarti di finale contro l’Ucraina di Andrij Shevchenko.

Eppure, nonostante Grosso e Totti risultino i veri match winner dell’ottavo di finale, Cannavaro è nettamente il migliore in campo, in una prova difensiva semplicemente maiuscola, spesso ingiustamente sottovalutata, nonostante figuri comodamente tra le migliori della sua intera carriera.

È finito il tempo degli scherzi, ormai Fabio Cannavaro fa sul serio.

5. Italia vs Norvegia 1-0 (Mondiale 1998, ottavi di finale)

Fabio Cannavaro a contrasto con Tore André Flo.

18 centimetri. Questa è la differenza di altezza che separa Fabio Cannavaro (1,75) da Tore André Flo (1,93), un centravanti molto dotato fisicamente e sorprendentemente raffinato dal punto di vista tecnico. Italia vs Norvegia, dunque, si presenta come l’ennesimo scontro tra Davide e Golia, e proprio come nel celebre passo della Bibbia, è Davide ad avere la meglio, per l’ennesima volta.

Cannavaro, che pure ha iniziato nel peggiore dei modi il suo Mondiale, a seguito della doppietta di Salas che l’ha messo in enorme difficoltà nella prima partita della fase a gironi, sta avendo un crescendo e proprio contro la Norvegia, agli ottavi di finale, impartisce una sonora lezione difensiva a Flo, avendo la meglio su di lui sia palla a terra, sia nel gioco aereo.

Al resto, in fase offensiva, provvede il solito Christian Vieri, che mette il sigillo alla qualificazione dell’Italia per i quarti di finale, aprendo gli orizzonti azzurri verso l’attesissima sfida contro i padroni di casa – nonché acerrimi rivali – della Francia di Zinedine Zidane.

Ma ormai Fabio Cannavaro non teme più nessuno, le difficoltà avute contro il Cile di Marcelo Salas sono ormai un ricordo sbiadito e questa prestazione monumentale ai danni del malcapitato Flo non fa altro che confermarlo.

4. Italia vs Ucraina 3-0 (Mondiale 2006, quarti di finale)

Ai Mondiali del 2006 Andrij Shevchenko si presenta tirato al lucido, dopo essersi lasciato alle spalle una stagione semplicemente magistrale da 28 gol in 40 partite con il Milan – 9 di questi in Champions League, competizione nella quale è stato capocannoniere – e dopo aver guidato la sua Ucraina verso uno storico quarto di finale dei Mondiali.

Ad attenderlo, però, sarà Fabio Cannavaro, che con una prestazione difensiva semplicemente mostruosa e grazie al sorprendente impatto di Barzagli riesce a mettergli la museruola in molteplici occasioni, come quando, verso la fine del primo tempo, si esibisce in un meraviglioso colpo di scorpione in disimpegno difensivo nel cuore dell’area di rigore. Da consegnare ai posteri, inoltre, è la doppia chiusura con cui blinda definitivamente la porta di Buffon nel secondo tempo, con uno splendido intervento di testa e un perentorio rinvio.

Al cospetto di uno dei centravanti più forti degli ultimi 20-25 anni, il Capitano azzurro appare come un muro invalicabile, specialmente quando insieme alle prodezze di Buffon chiude agli ucraini ogni spiraglio di speranza di poterla pareggiare, facendo da preludio alla doppietta finale di Luca Toni.

Fabio Cannavaro è ormai ingiocabile per chiunque e se pensate che non possa andare oltre, beh, sappiate che vi sbagliate di grosso.

3. Francia vs Italia 0-0, 4-3 d.c.r. (Mondiale 1998, quarti di finale)

CANNAVARO 8 – Migliore in campo, lui esce vincitore da questa sfida. Assolutamente esaltante il modo con cui si avventava sui francesi e li ricacciava indietro. Ha giocato per due, per tre. Spuntavano Cannavaro da tutte le parti. Non si è fermato neppure quando si è beccato in faccia una gomitata proditoria di Guivarc’h. Pensare che aveva iniziato male il Mondiale, poi si è consacrato difensore immenso.

Pagelle de La Repubblica per Italia vs Francia.
Fabio Cannavaro anticipa nettamente Yuri Djorkaeff. [http://lagaleriadelfutbol.blogspot.com]

L’Italia di Cesare Maldini è ormai alle corde, al cospetto di una Francia che ha avuto alcune difficoltà nel corso del suo Mondiale, ma che sembra ugualmente più sicura dei propri mezzi.

Serve una resistenza arcigna e gli azzurri fanno di tutto per mantenere il risultato di parità, anche a discapito degli attaccanti – Del Piero e Vieri – che ormai restano isolate in attacco, in balia di Blanc e Desailly.

Ed è in questo momento che Fabio Cannavaro si erge a portavoce supremo della resistenza italiana, sfoderando una prestazione difensiva commovente in marcatura su Guivarc’h, e pure quando quest’ultimo lo ferisce con una gomitata – non ravvisata dall’arbitro – il centrale di Fuorigrotta prosegue con la sua prova maestosa, schermando ogni possibile avanzata avversaria che transita dalle sue parti. Lo stesso centrale difensivo che ha visto i sorci verdi contro Salas e Zamorano ad inizio Mondiale è inarrestabile e la porta di Pagliuca continua a rimanere inviolata.

L’Italia resiste stoicamente per tutti i 120 minuti della sua partita, sfiorando anche il colpaccio con il destro volante ad incrociare di Roberto Baggio, che arriva ad un passo da uno storico quanto insperato Golden Goal.

La sconfitta sopraggiunge ai rigori a causa dell’errore di Di Biagio, ma è proprio in quel pomeriggio di luglio che l’Italia calcistica si rende definitivamente conto di poter contare sulle prestazioni difensive di Fabio Cannavaro, che conclude la sua partita con una vistosa fasciatura sul suo volto insanguinato, simbolo del suo enorme carisma e del suo indomabile spirito guerriero.

E il meglio deve ancora arrivare…

2. Italia vs Olanda 0-0, 3-1 d.c.r. (Europeo 2000, semifinale)

Cannavaro 9 – Incredibile la sua prestazione. Sembrava uno scudo spaziale: non filtrava nulla. Hanno tentato in tutti i modi di superarlo: Zenden, Van Vossen, Kluivert. Niente da fare. Aveva mille risorse e nove vite. Un esempio raro di difensore che fa anche spettacolo.

Pagelle de La Gazzetta dello Sport per Italia vs Olanda.

Dopo aver strappato il pass per le semifinali, a seguito del 2-0 ai danni della Romania, ad attendere l’Italia di Dino Zoff è l‘Olanda di Kluivert e Bergkamp, reduce da un sonoro 6-1 inflitto alla Jugoslavia. La partita si dimostra sin da subito in salita per gli azzurri, che si ritrovano a dover resistere contro gli assalti dei Tulipani. Inoltre, l’ingenua espulsione di Zambrotta sembra rendere ancora più difficoltosa la resistenza dell’Italia nel corso della partita, costretti all’inferiorità numerica per più di un’ora.

In una partita in cui Francesco Toldo si erge a protagonista supremo parando tre rigori tra tempi regolamentari e lotteria finale e in cui Paolo Maldini si ritrova a dover fare gli straordinari contro Marc Overmars, emerge per l’ennesima volta la figura di Fabio Cannavaro, che raggiunge il suo apice assoluto nell’Europeo. Il 5 azzurro si presenta ai vari Bergkamp, Kluivert, Zenden e Van Vossen come una barriera impossibile da valicare. La sua prestazione difensiva è semplicemente magistrale e non può fare altro che contribuire al passaggio del turno da parte degli azzurri, in una partita che vede anche nel cucchiaio di Totti il sigillo verso la finale contro la Francia.

Una finale, quella di Rotterdam, destinata a entrare nella storia del calcio italiano come una delle pagine più beffarde e dolorose. Un incubo che però non potrà mai cancellare dalla cronaca sportiva una delle più grandi prestazioni della carriera di uno dei difensori centrali più forti della storia del calcio italiano.

1. Italia vs Germania 2-0 d.t.s. (Mondiale 2006, semifinale)

Arriva il pallone, lo mette fuori Cannavaro! Poi ancora insiste Podolski… Cannavaro! Cannavaro! Via al contropiede con Totti, dentro il pallone per Gilardino… Gilardino la può tenere anche vicino alla bandierina, cerca l’uno contro uno, Gilardino, dentro Del Piero, Del Piero… Gol! Aleeeex Deeel Piero! Chiudete le valigie! Andiamo a Berlino! Andiamo a Berlino! Andiamo a prenderci la coppa! Andiamo a Berlino!

Fabio Caressa, telecronista di Sky Sport, durante il finale di Italia vs Germania.
L’esultanza rabbiosa di Fabio Cannavaro al fischio finale di Italia vs Germania 2-0. [www.gettyimages.it]

Il primato di questa speciale classifica non può che essere comandato da una delle più grandi prestazioni difensive di tutti i tempi, in quella magica semifinale che noi italiani non possiamo che ricordare con estrema gioia.

Sin dal primo minuto, infatti, Fabio Cannavaro è apparso al suo picco massimo e supremo di onnipotenza difensiva, con chiusure tempestive, marcature magistrali ai danni di Podolski e Klose (quest’ultimo capocannoniere del Mondiale) ed interventi decisivi che chiudono la porta in faccia alla Germania di Jürgen Klinsmann.

In quella che di fatto è la sua notte più iconica e celebre, Cannavaro diventa il dominatore supremo di Dortmund, lasciando ai posteri alcune delle giocate difensive più incredibili e a tratti inspiegabili non soltanto della sua carriera, ma anche dell’intera storia dei Mondiali.

Alcune delle prestazioni del Mondiale 2006 che vi ho elencato precedentemente, al cospetto con questa in semifinale contro la Germania, sembrano quasi sbiadire, a conferma della supremazia imbarazzante che il Capitano azzurro ha sfoderato nel corso di quel mese in Germania.

In una partita che passa alla storia per i gol di Grosso e Del Piero al fotofinish, Cannavaro risulta nettamente il migliore in campo, per l’ennesima volta nel corso del suo maestoso ed inimitabile Mondiale, che conclude dopo essersi lasciato alle spalle un pacchetto prestazionale che non si era mai visto fare da un pari ruolo nella storia della rassegna iridata.

E ora, beh, chiudete gli occhi, e riassaporate insieme a me quel momento, quell’istante in cui Fabio Cannavaro ha riscritto la storia del calcio italiano e mondiale, nel suo picco supremo di onnipotenza, un picco degno del Pallone d’Oro.

O Capitano, mio Capitano…

Seguici

Altre storie di Goals

Questo sito utilizza cookies per migliorare la tua navigazione, se procedi nella navigazione ne accetti l'utilizzo.