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	<title>independiente Archivi - Game of Goals</title>
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	<title>independiente Archivi - Game of Goals</title>
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		<title>Ricardo Enrique Bochini, El Bocha Independiente</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Diego Mariottini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Jan 2025 06:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Zárate è un posto di snodo. Il Paranà vi scorre accanto, quasi a benedire centomila concittadini. In linea d’aria l’Uruguay è vicino, lo vedi, lo [&#8230;]</p>
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<p class="has-drop-cap">Zárate è un posto di snodo. Il Paranà vi scorre accanto, quasi a benedire centomila concittadini. In linea d’aria l’Uruguay è vicino, lo vedi, lo senti. In macchina, Brasile e Paraguay non sono lontani. Sul piano calcistico non avrà grande storia, a nominare Zárate viene più che altro in mente Maurito, ex di Lazio, Inter e Fiorentina. Ma la città sta su una strada calcisticamente unica. Nello spazio di 300 chilometri, quello che va da Rosario a Lanús, 12 km. da Buenos Aires, grazie all’AU 9 si viaggia nella storia: da casa di Messi si va a casa di Maradona, passando per San Nicolas de los Arroyos, dove è nato (e morto) Omar Sivori. E un centinaio di chilometri più avanti c’è proprio Zárate, città portuale che ha dato i natali a un altro <em>diez</em>. Non il più forte, perché i punti estremi della <em>carretera </em>non lasciano scampo, ma di certo uno dei più geniali. Sottovalutato in Europa, non in Argentina. Questa è la storia di <strong>Ricardo Bochini</strong>, e se Diego lo chiamava senza mezzi termini <em>Maestro</em>, tranquilli: il motivo c’è.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Non a chilometro zero</h2>



<p></p>



<p>Un giocatore che trascorre l’intera carriera in una squadra è sempre più raro, sostiene una vulgata un po’ banale. Ma nella banalità sprazzi di verità si trovano spesso, altrimenti sarebbe bugia. E la banalità, la briga di inventare non se la prende. In Argentina <strong>Ricardo Bochini </strong>ha giocato per venti stagioni con la maglia dell’Independiente. Non sarà in assoluto la squadra più prestigiosa della <em>Primera División</em> ma rimanerci per due decenni è un segno tangibile di fedeltà e di attaccamento. In ogni caso, quella dei “diablos rojos” è una maglia molto importante. Onorarla è un premio non certo riservato a chiunque. Tra il 1972 e il 1991 <em>El Maestro</em>, come oggi quasi tutti lo chiamano, colleziona 638 partite, 97 goal, vincendo quattro campionati, quattro Coppe Libertadores e due Coppe Intercontinentali. </p>



<p><strong>Bochini </strong>nasce dunque a Zárate il 25 gennaio 1954, ha un talento naturale spiccatissimo ed è piccolo di statura, fin troppo smilzo. Chiare origini italiane, il nonno era di Palermo. È vero, Zárateè sulla strada giusta ma Baires è ancora lontana. Tanto vale provare a chilometro zero, nelle giovanili del Belgrano. Qualcosa non va, secondo qualcuno il ragazzo non ha la faccia da calciatore e sul piano fisico non ci siamo. E allora il numero di chilometri previsto per cercare di emergere si allunga. <strong>Diego Garcia</strong>, tecnico del Boca Juniors lo prova e rimane ben impressionato. Piedino educato, testa alta, visione di gioco. Tutto ottimo ma anche secondo lui manca qualcosa dal punto di vista fisico. Fragile, piccolo di statura, e gli sembra anche poco carismatico per dover essere il fulcro del gioco. Non lo scarta ma nemmeno lo prende e nel calcio un’esitazione in sede decisionale può costare cara. L’Independiente osa dove altri tentennano, quel <strong>Bochini </strong>non sarà Maciste ma sembra avere la maglia numero 10 tatuata sulla schiena. Abile, arruolato. La faccia non conta, conta il resto.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="800" height="816" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/01/Ricardo_Bochini.jpg" alt="" class="wp-image-22851" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/01/Ricardo_Bochini.jpg 800w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/01/Ricardo_Bochini-294x300.jpg 294w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/01/Ricardo_Bochini-768x783.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption">Bochini: una carriera ricca di successa, tra cui spiccano le 4 Coppe Libertadores</figcaption></figure>



<p></p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Non sembra, ma&#8230;</h2>



<p></p>



<p>Presto comincia a girar voce che nel settore giovanile gioca un ragazzo dall’aria tristanzuola, ma dai piedi telecomandati. A guardarlo appare in effetti un diciassettenne con l’aria del nonno di sé stesso ma quando non c’è lui neanche a farlo apposta l’inventiva manca. In quegli anni, siamo nella prima metà dei Settanta, l’Independiente de Avellaneda è una buona squadra che potrebbe anche fare di più se al centro del gioco governasse una filosofia un po’ meno plumbea. Lo chiamano <em>resultadismo</em>, in confronto il catenaccio italiano è avanguardia pura. Poca attenzione alla forma conta solo vincere. Le eccezioni in quegli anni sono poche, a ben vedere il solo <strong>Menotti </strong>e il suo Huracan deviano da una sorta di pensiero unico consolidato. </p>



<p><strong>Ricardo Bochini </strong>è forma e sostanza, il classico raggio di sole in un orizzonte tetro. E lo si capisce quasi subito. Ha 18 anni quando esordisce in prima squadra, poche apparizioni è la maglia numero dieci è sua. Il ragazzino di Zárate impone un talento cristallino fatto di passaggi eleganti mai fini a sé stessi, di gol molto belli, di un incedere palla al piede e di assist calibrati che riconciliano con la bellezza. Nei vecchi <em>potreros </em>argentini giocavano liberi, anarchici, fantasiosi. Uno come <em>El Bocha</em> (in Argentina dal soprannome nessuno sfugge) serve come il pane. Lo vedi in faccia e non lo diresti mai, c’è anche una grinta invidiabile nascosta da un’aria falsamente dimessa. Sui contrasti non è uno che si tira indietro, poi viene fuori tutto il resto. I fondamentali fanno la differenza.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Brutto calcio, ma anni d&#8217;oro</h2>



<p></p>



<p>Negli anni Settanta l’Independiente non si limita a contendersi la supremazia cittadina con il Racing, dopo una certa pausa di riflessione è una formazione tornata agli splendori del decennio precedente. In Argentina e all’estero. Nella decade in questione la squadra vince il campionato argentino quattro volte e in altrettante occasioni fa sua la Coppa Libertadores. Nel 1973, un anno particolare che vede l’Huracan campione d’Argentina e il ritorno al potere del vecchio generale <strong>Perón</strong>, i diavoli rossi di Avellaneda fanno la doppia impresa. A giugno diventano campioni del Sudamerica superando nella doppia finale i cileni del Colo Colo, a novembre diventano campioni del mondo conquistando l’Intercontinentale ai danni della Juventus. Gioco difensivista, nessuna concessione all’estetica.</p>



<p>In una squadra dove quasi tutti di nome fanno Miguel Angel o Eduardo, la partita con i bianconeri la risolvono un gioiello a pallonetto dell’unico Ricardo Enrique in campo e un rigore fallito da <strong>Cuccureddu</strong>. La bellezza non sarà tutto, stavolta però la singola giocata vale una Coppa. Per uno come il 10 dell’Independiente dovrebbero aprirsi in automatico le porte della Nazionale ma nulla è semplice come dovrebbe. Pressioni politiche, si dice, necessità di gente più combattiva a centrocampo (anche a scapito della qualità, a volte), sta di fatto che <em>El Bocha</em> non andrà oltre undici presenze con la maglia dell’<em>Albiceleste</em>. Un rammarico relativo, per i tifosi dei <em>diablos</em>: vorrà dire che Ricardo sarà tutto per loro. E così sarà.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Independiente: Gol de Bochini a la Juventus en colores (Copa Intercontinental 1973)" width="1200" height="900" src="https://www.youtube.com/embed/Rolm_mn9o9I?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div><figcaption class="wp-element-caption">Highlights della vittoria dell&#8217;Independiente nell&#8217;Intercontinentale 1973 contro la Juventus</figcaption></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Idolo nazionale</h2>



<p></p>



<p>Nel corso degli anni salirà alla ribalta un altro numero 10. Viene da Lanús, il punto estremo a sud dell’autostrada di cui parlavamo all’inizio. <strong><a href="https://gameofgoals.it/2024/11/25/diego-armando-maradona-leroe-greco-del-calcio-mondiale.html">Diego Armando Maradona</a> </strong>(1960-2020) diventerà la stella planetaria che oggi tutti conosciamo ma anche lui non potrà non dichiararsi un fan di <strong>Bochini</strong>. <em>El pase bochinesco</em>, quel precisissimo passaggio filtrante che mette il compagno di squadra a tu per tu con il portiere avversario, ha fatto innamorare anche Diego:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><em>Bochini è stato il mio idolo da bambino. Ho imparato tanto guardandolo, per me è stato un maestro senza mai essere mio allenatore.</em></p>
</blockquote>



<p>E quando nel 1986 i due saranno campioni del mondo con la Nazionale argentina el pibe de oro rincarerà la dose:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><em>Ho realizzato uno dei miei grandi sogni: giocare insieme a Bochini. Per me, è un onore indescrivibile</em>.</p>
</blockquote>



<p>In vita <strong>Maradona </strong>avrà avuto tanti difetti, l’ipocrisia o la falsità non risultano tra quelli. Se è lui a fare un complimento del genere si possono mettere le mani sul fuoco sulla sincerità della dichiarazione. Diego impazzisce per le doti tecniche del <em>Bocha</em>, ma anche per uno stile di gioco umile ed efficace, per l’esempio che Ricardo rappresenta in termini di integrità morale e dedizione al gruppo. Proprio perché lui è una primadonna (e non potrebbe essere diverso) ama chi sa mettere la squadra al primo posto, essere capace di inventare giocate al di fuori della vanagloria. Anche Diego è un po’ così ma ci sono talenti e talenti. Il suo, a nascondersi proprio non ce la fa. Non è una colpa, è un destino. In un Paese che in assenza di storia antica ha bisogno di miti, <strong>Ricardo Enrique Bochini </strong>è un mito di poche parole e pochi sorrisi. Sono i fatti quelli che contano, è lo spogliatoio che esprime chi sei.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img decoding="async" width="1024" height="710" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/01/1024px-Maradona_y_Bochini.jpg" alt="" class="wp-image-22848" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/01/1024px-Maradona_y_Bochini.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/01/1024px-Maradona_y_Bochini-300x208.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/01/1024px-Maradona_y_Bochini-768x533.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Maradona bacia la mano del suo idolo</figcaption></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il colpo del maestro</h2>



<p></p>



<p>Prima di essere campione del mondo 1986 (<a href="https://gameofgoals.it/2015/04/29/1986-semifinali-argentina-belgio-2-0.html">con soli dieci minuti giocati contro il Belgio in semifinale</a>) <em>El Bocha</em> è protagonista di un’altra impresa molto importante. Undici anni dopo l’Intercontinentale con la Juventus, ne vince un’altra. È il 1984 e stavolta l’Independiente batte il Liverpool (leggi <a href="https://gameofgoals.it/2022/01/12/intercontinentale-1984-independiente-liverpool-1-0.html">qui </a>la cronaca del match). Una sfida in rosso:<em> rojos</em> contro <em>reds</em>. La solita squadra molto <em>resultadista</em> contro un’altra che appare l’ombra di sé stessa. Rispetto al passato la formula dell’Intercontinentale è cambiata, partita secca con sede a Tokyo e vinca il migliore. Parola di Toyota, sponsor dell’evento. La tensione si coglie ed è di natura extrasportiva. </p>



<p>La battaglia sarà la prima risposta a una guerra, quella che due anni prima inglesi e argentini si erano fatti per il possesso delle isole Falkland/Malvinas. Vendicarsi in campo della sconfitta militare significherà (e non solo per chi tifa Independiente) togliersi una soddisfazione significativa. E così sarà. Un gol di <strong>Percudani</strong>, figlio di una manovra condotta dai giocatori di maggior tasso tecnico, <strong>Burruchaga </strong>e <strong>Bochini</strong>, riempirà d’orgoglio milioni di connazionali. Campione del mondo per squadra di club e per squadra nazionale, potrebbe bastare così. No, senza calcio non si può stare. <strong>Bochini </strong>va avanti fino al 1991, un brutto incidente di gioco mette fine a una carriera bella, che avrebbe potuto essere ancor più bella. </p>



<p>È il 5 maggio e all’undicesima giornata del <em>Clausura</em> si affrontano Independiente ed Estudiantes. Verso la fine del primo tempo un’entrata-killer di <strong>Erbin </strong>fa letteralmente volare <strong>Bochini</strong>. Si capisce subito l’entità del fallo, il cartellino rosso non compensa il danno ricevuto. El Bocha ha 37 anni e decide di chiudere. Per i tifosi è uno shock, l’1-1 finale interessa poco. Il gol di <strong>Alfaro Moreno</strong>, che pareggia quello di <strong>Mac Allister</strong>, è più che altro il pretesto collettivo per sfogare l’amarezza sugli spalti. “Morto” un <strong>Ricardo Enrique Bochini</strong>, non se ne farà un altro. Sarà un caso ma da quel momento finisce l’Era d’Oro dei <em>diablos rojos</em>. Numeri dieci come <em>El Maestro</em>, ne nascono mica tanti. Anche i maestri sono pochi e di norma li riconosci con facilità. Se glielo chiedi, negano sempre di esserlo. Diffidare da chi risponde sì.</p>



<p></p>



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<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="18 Jugadas Fantasticas de Ricardo Bochini con Relatos Originales" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/Q_xzmWkKLCQ?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
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		<title>¡Que viva el fútbol! &#8211; Le migliori 10 squadre di club sudamericane dell&#8217;epoca moderna</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2023/12/02/que-viva-el-futbol-le-migliori-10-squadre-di-club-sudamericane-dellepoca-moderna.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Niccolo Mello]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Dec 2023 14:38:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina: Pelé contro Spencer, Santos contro Peñarol. Somma rivalità nella Sudamerica degli anni &#8217;60 C&#8217;è stato un tempo in cui la Coppa Libertadores [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2023/12/02/que-viva-el-futbol-le-migliori-10-squadre-di-club-sudamericane-dellepoca-moderna.html">¡Que viva el fútbol! &#8211; Le migliori 10 squadre di club sudamericane dell&#8217;epoca moderna</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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<p class="has-text-align-right"><em>Immagine di copertina: Pelé contro Spencer, Santos contro Peñarol. Somma rivalità nella Sudamerica degli anni &#8217;60</em></p>



<p class="has-drop-cap">C&#8217;è stato un tempo in cui la Coppa Libertadores aveva poco o nulla da invidiare alla Coppa dei Campioni. E la dimostrazione arrivava puntuale dalle finali Intercontinentali, che vedevano sovente prevalere le regine del continente sudamericano. Vogliamo qui proporvi una top ten delle migliori squadre di club sudamericane (anche se sarebbe più corretto in questo caso parlare di cicli) dell&#8217;epoca moderno-televisiva, dall&#8217;istituzione della <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Coppa_Libertadores">Coppa Libertadores</a> (anno 1960, successo del Peñarol sui paraguiani dell&#8217;Olimpia Asunción), in avanti.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">10) Boca Juniors 1975-1978</h3>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img decoding="async" width="750" height="485" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/12/boca-1977_0.jpg" alt="" class="wp-image-16463" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/12/boca-1977_0.jpg 750w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/12/boca-1977_0-300x194.jpg 300w" sizes="(max-width: 750px) 100vw, 750px" /></figure>



<p></p>



<p>Classico collettivo argentino degli anni &#8217;70, figlio della dura lezione dell&#8217;Estudiantes che ha portato in auge il <em>Resultadismo</em>, trasformandolo in un&#8217;arte vincente, il Boca Juniors di fine decennio, pur se meno ricco di fuoriclasse di altre formazioni inserite in questa lista, merita una menzione, almeno al decimo posto. Imperniato sul <em>Loco</em> <strong>Gatti</strong> in porta, su difensori spigolosi e solidi come <strong>Mouzo</strong> e <strong>Sà</strong>, su un centrocampista di classe come <strong>Rubén Suñé</strong>, su punte di notevole valore come <strong>Mastrangelo</strong> e <strong>Salinas</strong>, il Boca allenato da <strong>Juan</strong> <strong>Carlos</strong> <strong>Lorenzo</strong> è stato una squadra ruvida, &#8220;cattiva&#8221; e vincente. Dopo un anno trionfale in patria, che si conclude con i titoli Nacional e Metropolitano, il Boca si prende tutto il Sudamerica per due stagioni di fila, superando ai rigori, dopo tre partite difficili, i brasiliani del Cruzeiro, e l&#8217;anno successivo demolendo i malcapitati colombiani del Deportivo Calì con un 4-0 che non ammette repliche. Il Boca, nel 1978, espugna anche con un 3-0 forse un po&#8217; bugiardo ma comunque meritato un campo difficile come quello del Borussia Mönchengladbach vicecampione d&#8217;Europa, e nel 1979 sfiora il tris, raggiungendo la finale di Coppa Libertadores poi persa contro l&#8217;Olimpia Asunción. <br>Sebbene la carriera in nazionale di molti tra i suoi uomini simbolo sia stata deludente o quasi inesistente, il collettivo Boca rimane uno dei più complessi da decifrare e da superare della storia del calcio sudamericano, e il suo trionfo contro una grande del calcio europeo ci induce a preferirlo a una squadra forse tecnicamente più dotata come l&#8217;Independiente della prima metà degli anni &#8217;60. La squadra di Avellaneda ha il merito di vincere due Libertadores in un periodo in cui il calcio sudamericano è all&#8217;apice, e con il suo calcio ostico ma cadenzato e tecnicamente eccellente mette in difficoltà anche la Grande Inter, pur perdendo due finali su due di<a href="https://gameofgoals.it/2021/09/28/intercontinentale-1964-spareggio-inter-independiente-1-0-dts.html"> Coppa Intercontinentale</a>.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">9) River Plate 1985-1987</h3>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/12/640px-N_river_plate_los_jugadores-3277668.jpg" alt="" class="wp-image-16462" width="747" height="488" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/12/640px-N_river_plate_los_jugadores-3277668.jpg 640w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/12/640px-N_river_plate_los_jugadores-3277668-300x196.jpg 300w" sizes="(max-width: 747px) 100vw, 747px" /></figure>



<p></p>



<p>Se chiedete a un tifoso del <a href="https://gameofgoals.it/2023/11/12/dalla-maquina-al-trionfo-totale-del-1986-le-due-top-11-della-storia-del-river-plate.html">River Plate</a> di indicare la miglior formazione dell&#8217;epoca recente della loro storia (a esclusione ovviamente della leggendaria <em>Máquina</em>, di cui oggi è impossibile recuperare partite intere), molto probabilmente vi risponderà con la squadra di metà anni &#8217;80, quella che per prima portò la <em>blanca roja</em> sul tetto del Sudamerica e del mondo. Le basi di un ciclo breve, ma intensissimo, furono gettate nel 1985 con il River eliminato nella semifinale del campionato nazionale dal Vélez Sarsfield poi sconfitto in finale dall&#8217;Argentinos Juniors. Nel corso dell&#8217;anno e mezzo seguente la squadra vinse tutto: campionato, <a href="https://gameofgoals.it/2021/03/07/libertadores-1986-finale-ritorno-river-plate-america-cali-1-0.html">Coppa Libertadores</a>, <a href="https://gameofgoals.it/2022/02/04/intercontinentale-1986-river-plate-steaua-bucarest-1-0.html">Intercontinentale</a> e Coppa Interamericana. Tra i grandi protagonisti il trequartista uruguagio e goleador <strong>Enzo Francescoli</strong>, la leggendaria bandiera <strong>Noberto</strong> <em>Beto</em> <strong>Alonso</strong>, il portiere <strong>Nery Pumpido</strong>, la solidissima coppia di difensori centrali <strong>Oscar Ruggeri</strong>&#8211;<strong>Nelson Gutiérrez</strong>, i centrocampisti <strong>Américo Gallego</strong> e <em>il Negro</em> <strong>Hector Enrique</strong>, gli attaccanti <strong>Antonio Alzamendi</strong> e <strong>Juan Gilberto</strong> <em>Bufalo</em> <strong>Funes</strong>.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">8) Estudiantes 1967-1971</h3>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/12/1.jpg" alt="" class="wp-image-16461" width="700" height="420" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/12/1.jpg 600w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/12/1-300x180.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></figure>



<p class="has-text-align-center"></p>



<p>È stata forse la formazione simbolo dell&#8217;epoca del <em>Resultadismo</em> argentino, più ancora dell&#8217;Independiente di metà anni &#8217;60: difesa, sostanza, organizzazione, senso del collettivo, pragmatismo. E una dose non secondaria di cattiveria agonistica, spesso oltre il lecito (ne sa qualcosa il Milan nella finale Intercontinentale del 1969). Nulla nell&#8217;Estudiantes era però lasciato al caso. Merito del tecnico, <strong>Osvaldo Zubeldía</strong>, uno studioso del gioco e un preparatore meticoloso. Per formare la squadra pescò moltissimo dal settore giovanile, creando una identità chiara. Tra i rari acquisti, il centromediano <strong>Carlos Bilardo</strong>, futuro Ct dell&#8217;<a href="https://gameofgoals.it/category/viste-per-voi/mondiali/mondiale-1986">Argentina campione del mondo nel 1986</a>, e l&#8217;attaccante tuttofare <strong>Marcos Conegliaro</strong>. Anche se il giocatore più dotato, probabilmente l&#8217;unico elemento realmente sopra la media dal punto di vista tecnico, era l&#8217;ala mancina <strong>Juan Ramón Verón</strong>, detto <em>La Brujia</em>, la Strega: dribbling e cambi di ritmo, velocità e gol pesanti. Anche il figlio <strong>Juan Sebastian</strong>, che giocherà in Italia per Sampdoria, Parma, Lazio e Inter, vestirà la maglia dell&#8217;Estudiantes con cui vincerà la Libertadores nel 2009. Solidità, <em>garra</em> e compattezza erano le armi di una formazione che seppe conquistare il titolo nazionale del 1967 e poi aggiudicarsi per tre volte consecutive la Coppa Libertadores, dal 1968 al 1970. In mezzo anche la gemma della vittoria nell&#8217;Intercontinentale 1968 sul Manchester United di <strong>Charlton</strong>, <strong>Best</strong> e <strong>Law</strong>, a fronte di due ko contro Milan (<a href="https://gameofgoals.it/2021/11/10/intercontinentale-1969-finale-ritorno-estudiantes-milan-2-1.html">1969</a>) e Feyenoord (<a href="https://gameofgoals.it/2021/11/29/intercontinentale-1970-finale-ritorno-feyenoord-estudiantes-1-0.html">1970</a>). La sconfitta nella finale di LIbertadores 1971 contro il Nacional Montevideo segnò la fine del ciclo.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">7) Boca Juniors 2000-2003</h3>



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<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/12/95527986_1106803696357420_7837573698902032384_n.jpg" alt="" class="wp-image-16460" width="636" height="493" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/12/95527986_1106803696357420_7837573698902032384_n.jpg 720w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/12/95527986_1106803696357420_7837573698902032384_n-300x233.jpg 300w" sizes="(max-width: 636px) 100vw, 636px" /></figure>



<p></p>



<p>Il Boca dei cervelli sopraffini &#8211; in panchina, quello di <strong>Carlos Bianchi</strong>, e in campo quello del <a href="https://gameofgoals.it/2022/01/25/la-classe-vintage-di-juan-roman-riquelme.html"><em>Mudo</em> <strong>Riquelme</strong></a> &#8211; è forse l&#8217;ultima squadra di club sudamericana davvero in grado di giocarsela alla pari con le migliori formazioni del Vecchio Continente. Dopo aver dominato Apertura e Clausura nel 1998/1999, il Boca si concentra sulle Coppe e nei quattro anni successivi ne porta a casa tre: la prima, nel 2000, dopo una battaglia soffertisima contro il Palmeiras di <strong>Alex</strong>, <strong>Junior</strong>, <strong>César</strong> <strong>Sampaio</strong>, <strong>Galeano</strong>; la seconda, l&#8217;anno successivo, dopo un&#8217;altra sfida all&#8217;ultimo sangue contro i messicani del Cruz Azul. A due trionfi continentali fanno seguito il capolavoro di Tokyo contro il Real Madrid &#8211; <strong>Riquelme</strong> prende in mano il pennello e disegna calcio, mentre <strong>Palermo</strong> sorprende la difesa madrilena &#8211; e la finale persa per dettagli e tra le recriminazioni contro il Bayern Monaco nel 2001. Nel 2003 i gialloblu, privi del loro leader <strong>Riquelme</strong>, tornano a vincere e lo fanno trascinati da un altro campione in rampa di lancio, l&#8217;esplosivo <em>Apache</em> <strong>Carlos Tévez</strong>, e quindi, a sorpresa, superano il Milan a Yokohama, pur privi proprio di <em>Carlitos</em>. Come la squadra degli anni &#8217;70, anche se con alcuni acuti individuali superiori, il Boca di <strong>Bianchi</strong> è un collettivo eccezionale, tecnicamente in grado di prendere in mano la partita come si conviene alle squadre argentine, ma anche dotato della tempra necessaria per soffrire, lottare su ogni pallone e buttare il cuore oltre l&#8217;ostacolo, e vede la propria forza di squadra coronata da due Intercontinentali strappate e due formazioni sulla carta superiori e più ricche di stelle.</p>



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<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">6) Botafogo 1961-1966</h3>



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<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/12/Botafogo-1962-1024x658.jpg" alt="" class="wp-image-16459" width="840" height="540" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/12/Botafogo-1962-1024x658.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/12/Botafogo-1962-300x193.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/12/Botafogo-1962-768x493.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/12/Botafogo-1962.jpg 1116w" sizes="(max-width: 840px) 100vw, 840px" /></figure>



<p></p>



<p>Una squadra sulla carta pazzesca, con una serie di campionissimi che irroravano la nazionale brasiliana bi-campione mondiale, ma che non riuscì a espandere il dominio fuori dal proprio Stato, sempre superata dal Santos di <strong>Pelé</strong> nei momenti topici: fu sconfitto dai <em>santisti</em> sia nella finale di Taça Brasil 1962 sia nella semifinale di Coppa Libertadores 1963, portandosi a casa “solo” due campionati statali nel 1961 e 1962 e tre tornei Rio-San Paolo nel 1962, 1964 e 1966. La posizione assegnata è dunque un compromesso tra il valore degli interpreti (almeno da podio) e i risultati ottenuti (è l&#8217;unica della lista a non aver conseguito trofei internazionali). Per far capire che considerazione ci fosse a livello mondiale, basta ricordare che all&#8217;inizio del 1964 la rivista World Soccer inserì il Botafogo tra le migliori squadre del mondo al fianco di Santos, Peñarol, Milan, Inter, Benfica, Real Madrid e River Plate. La squadra annoverava elementi del calibro di <strong><a href="https://gameofgoals.it/2021/10/28/garrincha-langelo-dalle-gambe-storte.html">Garrincha</a></strong>, <strong>Nilton Santos</strong>, <strong>Zagallo</strong>, <strong>Didi</strong>, <strong>Amarildo</strong>, più gente come <strong>Manga</strong>, <strong>Rildo</strong>, <strong>Zé Maria</strong>, <strong>Quarentinha</strong>, tutti nazionali. La dimostrazione di come a quei tempi il Brasile fosse la culla del calcio, con una quantità industriale di giocatori di alto profilo. Come era stata l&#8217;Argentina degli anni &#8217;40, in parte l&#8217;Ungheria degli anni &#8217;50 e come è in epoca attuale la Francia.</p>



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<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">5) Flamengo 1980-1983</h3>



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<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img decoding="async" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/12/5dd6dec2591bb-1-1024x591.jpg" alt="" class="wp-image-16458" width="-147" height="-84" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/12/5dd6dec2591bb-1-1024x591.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/12/5dd6dec2591bb-1-300x173.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/12/5dd6dec2591bb-1-768x443.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/12/5dd6dec2591bb-1.jpg 1300w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p></p>



<p>La <a href="https://gameofgoals.it/2021/12/21/intercontinentale-1981-flamengo-liverpool-3-0.html">finale di Coppa Intercontinentale del 1981</a> fu il confronto definitivo tra due diverse visioni del mondo, due concezioni antipodiche, e fu anche il trionfo per quella più rilassata, giocata al ritmo glissato della samba, del Flamengo di <strong>Zico</strong>, una delle squadre più spettacolari di ogni epoca. Guidata dal genio fragile e civettuolo del <em>Galinho</em>, la formazione di <strong>Carpegiani</strong> (regista della squadra fino al 1980) vantava una coppia di laterali da capogiro (<strong>Leando</strong> a destra e&nbsp;<strong>Júnior</strong> a sinistra) e in generale un tasso tecnico altissimo, e fece ammattire un Liverpool più solido che non era però abituato a fronteggiare un calcio funambolico, morbido e imprevedibile come quello dei Carioca. Nell&#8217;arco di sette stagioni, l&#8217;ultima giocata in parte senza <strong>Zico</strong>, il Flamengo vinse quattro titoli statali, tre titoli nazionali (impresa tanto più ragguardevole alla luce delle formule complesse e astruse di un calcio che vive sempre di un insuperabile equilibrio), <a href="https://gameofgoals.it/2020/10/20/libertadores-1981-spareggio-flamengo-cobreloa-2-0.html">una Libertadores</a> spettacolare e appunto una Coppa Intercontinentale, superando in modo nitido un grande Liverpool.</p>



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<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">4) Independiente 1970-1975</h3>



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<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="500" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/12/ZGcO1fS.jpg" alt="" class="wp-image-16456" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/12/ZGcO1fS.jpg 800w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/12/ZGcO1fS-300x188.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/12/ZGcO1fS-768x480.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></figure>



<p></p>



<p>In termini di puro risultato, l&#8217;<a href="https://gameofgoals.it/2023/11/26/i-rey-de-copas-la-top-11-dellepoca-televisiva-dellindependiente.html">Independiente</a> di metà anni &#8217;70 è la squadra sudamericana più gloriosa e importante di ogni epoca. Dopo due titoli nazionali, i <em>Diavoli Rossi </em>hanno puntato i riflettori sul continente e hanno incamerato quattro titoli di Libertadores consecutivi, aggrappandosi al genio del piccolo <strong>Bochini</strong> e a un collettivo quadrato, solidissimo, imperniato su una grande difesa (<strong>Pavoni</strong>, <strong>Commisso</strong>, <strong>Sà</strong>), sulla corsa inesauribile di <strong>Bertoni</strong>, sui gol di <strong>Maglioni</strong> e su meccanismi oliatissimi. Benché meno dotato sul piano tecnico e individuale di altre formazioni in lista, l&#8217;Independiente dei primi anni &#8217;70 si è divorato ogni avversario sudamericano e ha saputo anche vincere una splendida Coppa Intercontinentale, superando la Juventus di <strong>Zoff</strong> e <strong>Causio</strong> nel 1973 a Roma grazie a un&#8217;azione meravigliosa proprio sull&#8217;asse <strong>Bertoni</strong>&#8211;<strong>Bochini</strong>, e che riscattò la sconfitta netta subita l&#8217;anno prima dal <a href="https://gameofgoals.it/2021/12/04/intercontinentale-1972-ritorno-ajax-amsterdam-independiente-3-0.html">super Ajax di <strong>Cruijff</strong></a>.</p>



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<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">3) San Paolo 1991-1994</h3>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="640" height="493" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/12/dqccyrfuwaat2eh.webp" alt="" class="wp-image-16455" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/12/dqccyrfuwaat2eh.webp 640w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/12/dqccyrfuwaat2eh-300x231.webp 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></figure>



<p></p>



<p>Dopo aver conquistato il campionato nazionale al termine di una lotta punto a punto con il Bragantino, poi sconfitto anche in finale con un risicato 1-0, il San Paolo guidato dal profeta del calcio bailado <strong><a href="https://gameofgoals.it/2022/03/12/tele-santana-la-critica-del-resultadismo-opportunista.html">Telê Santana</a></strong> ha imposto una breve ma intensa egemonia sul calcio sudamericano e anche mondiale, guadagnandosi così uno dei primissimi posti di questa graduatoria. Il San Paolo è stato una sorta di miracolo contemporaneo: praticava un calcio all&#8217;apparenza antico, cadenzato, figlio di un&#8217;epoca lontana dai ritmi furiosi del calcio moderno, e ciononostante ha saputo non solo regalare uno spettacolo irripetibile (il calcio-arte profetizzato dal suo allenatore) e conquistare due Coppe Libertadores (la seconda, dopo una cavalcata trionfale, culminata nel roboante <a href="https://gameofgoals.it/2021/08/13/libertadores-1993-finale-andata-san-paolo-universidad-catolica-5-1.html">5-1 della finale di andata contro l&#8217;Universidad Catolica</a>), ma ha pure superato con merito due formazioni leggendarie come <a href="https://gameofgoals.it/2022/04/16/intercontinentale-1992-san-paolo-barcellona-2-1.html">il <em>Dream Team</em> di Cruijff, nel 1992</a>, e il <a href="https://gameofgoals.it/2022/04/22/intercontinentale-1993-san-paolo-milan-3-2.html">Milan Invincibile di <strong>Capello</strong>, nel 1993</a>. Chi ha visto quelle partite sa che i successi paulisti furono tutt&#8217;altro che episodici: il San Paolo era una formazione all&#8217;altezza delle migliori squadre europee, metteva in campo giocatori di statura mondiale come un <strong>Cafu</strong> seriamente candidato alla palma di miglior laterale destro del mondo, un <strong>Cerezo</strong> vicino alla quarantina e ancora bravissimo, <strong>Müller</strong>, <strong>Leonardo</strong>, <strong>Juninho</strong>, e nel 1992 anche il numero dieci lungo e di sapiente magistero <strong>Raí</strong>, e si impose con il suo gioco fatto di un fraseggio lento e arioso, che si accendeva in improvvise fiammate. «Se devi essere messo sotto meglio che lo faccia una Ferrari» disse <strong>Cruijff</strong> dopo la finale persa per 2-1 a Tokyo, e le sue parole descrivono in maniera abbastanza precisa l&#8217;impressione suscitata dal San Paolo durante la finale..</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">2) Santos 1962-1965</h3>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/12/1962-Campeao-Mundial-1024x677.webp" alt="" class="wp-image-16454" width="783" height="517" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/12/1962-Campeao-Mundial-1024x677.webp 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/12/1962-Campeao-Mundial-300x198.webp 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/12/1962-Campeao-Mundial-768x508.webp 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/12/1962-Campeao-Mundial-1536x1015.webp 1536w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/12/1962-Campeao-Mundial.webp 1578w" sizes="(max-width: 783px) 100vw, 783px" /></figure>



<p></p>



<p>È stata l&#8217;unica formazione brasiliana capace di conquistare per cinque volte di fila il campionato nazionale, che all&#8217;epoca si chiamava Taça Brasil (il Brasileirão fu introdotto solo nel 1971) e consisteva in una fase finale a eliminazione diretta tra le vincitrici dei campionati statali. Dal 1961 al 1965 il Santos dominò la scena in patria senza discussioni. E a questo aggiunse uno straordinario dominio all&#8217;estero, con 2 <a href="https://gameofgoals.it/2020/03/28/1962-finale-santos-penarol-3-0.html">Coppe Libertadores</a> e 2 Intercontinentali consecutive, più un&#8217;altra semifinale persa nel 1965 per mano del Peñarol. Gli anni d&#8217;oro del Santos coincisero con gli anni d&#8217;oro di <strong><a href="https://gameofgoals.it/2020/09/30/pele-larma-definitiva-delle-finali-internazionali.html">Pelé</a></strong>, la stella più lucente: <em>O Rei</em>, all&#8217;apice della carriera, decise ogni singolo momento decisivo, dall&#8217;alto di una classe superiore, prestazioni incredibili, numeri individuali da fantascienza e una continuità disarmante. «Il Pelé che va dai 19 ai 25 anni è stato il massimo sul piano tecnico, tattico e mentale» ha scritto in “Locos por el fútbol” l&#8217;esperto di calcio sudamericano Carlo Pizzigoni. Oltre a <strong>Pelé</strong>, l&#8217;altro grande fuoriclasse della squadra era il portiere <strong>Gilmar</strong>, che condivise con <em>O Rei</em> anche le gioie dei due titoli mondiali consecutivi con la nazionale, al pari del mediano tuttofaro <strong>Zito</strong>. Tra i giocatori più rappresentativi di quella generazione il centravanti <strong>Coutinho</strong> (celebri i suoi duetti palla a terra con <strong>Pelé</strong>, che rimandavano alla memoria gli scambi in velocità tra <strong><a href="https://gameofgoals.it/2021/07/29/hector-scarone-il-migliore-di-tutti-senza-la-televisione.html">Scarone</a></strong>, <strong>Cea</strong> e <strong>Petrone</strong> nell&#8217;Uruguay degli anni &#8217;20), l&#8217;esterno mancino tutto potenza <strong>Pepe</strong> e il centrale difensivo <strong>Mauro Ramos</strong>.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">1) Peñarol 1960-1966</h3>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/12/Penarol-17-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-16453" width="730" height="410" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/12/Penarol-17-1024x576.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/12/Penarol-17-300x169.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/12/Penarol-17-768x432.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/12/Penarol-17-1536x864.jpg 1536w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/12/Penarol-17.jpg 1920w" sizes="(max-width: 730px) 100vw, 730px" /></figure>



<p></p>



<p>È stata forse la squadra più forte al mondo, e non solo del Sudamerica, negli anni &#8217;60. Per la qualità del gioco, la continuità di risultati, la presenza di straordinari campioni. Epoca in cui il Sudamerica non aveva nulla in meno dell&#8217;Europa, e in cui i fuoriclasse restavano confinati per la maggioranza nel proprio continente. Il Peñarol aveva una dirigenza con possibilità economiche importanti, e non era la sola società in Sudamerica a poter investire ingenti somme di denaro. Riuscì così ad accaparrarsi grandi giocatori: i funambolici esterni uruguaiani <strong>José Sacía</strong>, <strong>Luis Cubilla </strong>e <strong>Julio Abbadie</strong> e il peruviano<strong> Juan Joya</strong>, il sublime finalizzatore ecuadoregno <strong><a href="https://gameofgoals.it/2021/10/03/i-10-migliori-calciatori-sud-americani-dellepoca-televisiva-esclusi-brasiliani-argentini-e-uruguagi.html">Alberto Spencer</a></strong> (miglior bomber di sempre della Libertadores), la mente del gioco e leader assoluto <strong><a href="https://gameofgoals.it/2023/11/21/la-garra-charrua-i-10-migliori-calciatori-uruguaiani-dellepoca-moderna.html">Pedro Rocha</a></strong>, il grandissimo portiere <strong>Ladislao Mazurkiewicz</strong>, i difensori <strong>Roberto Matosas</strong>, <strong>Omar Caetano</strong> e <strong>Juan Lezcano</strong> e addirittura, nel finale di decennio <em>don</em> <strong><a href="https://gameofgoals.it/2022/03/02/i-10-piu-grandi-difensori-centrali-sudamericani-dellepoca-televisiva.html">Elías Figueroa</a></strong>, sommo difensore cileno. Dal 1960 al 1966 il ciclo del Peñarol in particolare toccò l&#8217;apogeo con 5 titoli nazionali, 3 <a href="https://gameofgoals.it/2020/05/20/1966-finale-spareggio-penarol-river-plate-4-2.html">Coppe Libertadores</a> (più una sconfitta in finale nel 1965 contro l&#8217;Independiente) e 2 <a href="https://gameofgoals.it/2021/10/06/intercontinentale-1966-ritorno-real-madrid-penarol-0-2.html">Intercontinentali</a>.</p>



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<p class="has-text-align-right"><strong><em>Pezzo a firma di </em>NICCOLÒ MELLO <em>e</em> FRANCESCO BUFFOLI</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2023/12/02/que-viva-el-futbol-le-migliori-10-squadre-di-club-sudamericane-dellepoca-moderna.html">¡Que viva el fútbol! &#8211; Le migliori 10 squadre di club sudamericane dell&#8217;epoca moderna</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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		<title>I Rey de Copas &#8211; la top 11 dell&#8217;epoca televisiva dell&#8217;Independiente</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2023/11/26/i-rey-de-copas-la-top-11-dellepoca-televisiva-dellindependiente.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Buffoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Nov 2023 06:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Top 11]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Li chiamano i Los diablos rojos&#160;(i diavoli rossi) per il colore delle maglie. Ma anche i&#160;Rey de Copas (re di coppe), perché nessun altro club [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2023/11/26/i-rey-de-copas-la-top-11-dellepoca-televisiva-dellindependiente.html">I Rey de Copas &#8211; la top 11 dell&#8217;epoca televisiva dell&#8217;Independiente</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-drop-cap">Li chiamano i <em>Los diablos rojos</em>&nbsp;(i diavoli rossi) per il colore delle maglie. Ma anche i&nbsp;<em>Rey de Copas</em> (re di coppe), perché nessun altro club sudamericano ha vinto così tante Coppe Libertadores come l&#8217;Independiente: ben sette, di cui quattro consecutive. Ma anche in questo caso, forse non tanto come il <a href="https://gameofgoals.it/2023/11/12/dalla-maquina-al-trionfo-totale-del-1986-le-due-top-11-della-storia-del-river-plate.html">River Plate</a>, ma quasi, l&#8217;Independiente vanta una storia importante e calciatori di straordinario valore anche prima dell&#8217;epoca televisiva. Negli anni &#8217;20, per esempio, il faro della squadra era <strong>Manuel Seoane</strong>, attaccante poderoso, tecnico, completo, grande finalizzatore, capace di segnare qualcosa come 241 reti in 264 partite con la maglia dei diavoli rossi, con il picco dei 55 (!) in 40 partite di campionato nel 1922. Fece grande anche la nazionale argentina, con cui vinse 3 volte la Coppa América con tanto di titolo di miglior giocatore e capocannoniere dell&#8217;<a href="https://gameofgoals.it/2022/12/31/i-nostri-palloni-doro-dal-1900-al-2020.html">edizione 1925</a>. In quegli anni era considerato in Sudamerica la più credibile alternativa al <a href="https://gameofgoals.it/2021/07/29/hector-scarone-il-migliore-di-tutti-senza-la-televisione.html"><em>Mago</em> <strong>Héctor Scarone</strong></a> come miglior calciatore del continente, e probabilmente del mondo. Altro straordinario interprete di quegli anni era <strong>Raimundo</strong> <em>Mumo</em> <strong>Orsi</strong>, imprendibile ala mancina che onorò la maglia rossa per nove stagioni, totalizzando 110 gol in 249 incontri, prima di trasferirsi in Italia, prendere la cittadinanza italiana, e fare grandi la Juventus e la nazionale azzurra.</p>



<p>L&#8217;Independiente ebbe poi un ciclo straordinario soprattutto sul finire degli anni &#8217;30, quando la squadra conquistò due campionati di fila facendo leva su un attacco atomico e capace di segnare 115 gol nel torneo del 1938 e 103 in quello del 1939. La squadra era formidabile, giocava un calcio meraviglioso e iper offensivo e annoverava campionissimi come la mezzala universale <strong>Antonio Sastre </strong>(che giocò in otto ruoli diversi nel corso della sua carriera e fece grande anche il San Paolo in Brasile in coppia con <em>il Diamante Nero</em> <strong>Leônidas da Silva</strong>); il guizzante attaccante Vicente de La Mata, 13 stagioni nel club con 151 centri, spesso protagonisti di devastanti assoli palla al piede in stile Messi; il fromboliere paraguaiano <strong>Arsenio Erico</strong>, il recordman di gol nella storia del campionato argentino con 293 reti (uno in più di <strong>Ángel Labruna</strong>), centravanti che per 12 vestì la maglia dell&#8217;Independiente con 3 titoli di capo-cannoniere, giocatore che abbinava tecnica, velocità, stile e inarrivabile senso del gol. </p>



<p>Ma nelle nostre top 11, come al solito, abbiamo scelto di concentrarci solo sui giocatori di epoca moderna, televisiva, dalla fine degli anni &#8217;50-inizio anni &#8217;60 in avanti. Quando l&#8217;Independiente è diventato il <em>Rey de Copas</em> e ha marchiato a fuoco la storia della Libertadores come nessun altro&#8230;</p>



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<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="640" height="1006" data-id="16395" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/11/640px-Seoane_boca.jpg" alt="" class="wp-image-16395" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/11/640px-Seoane_boca.jpg 640w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/11/640px-Seoane_boca-191x300.jpg 191w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /><figcaption class="wp-element-caption">Seoane</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="540" height="491" data-id="16396" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/11/Sastre_y_erico_copaibarguren.jpg" alt="" class="wp-image-16396" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/11/Sastre_y_erico_copaibarguren.jpg 540w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/11/Sastre_y_erico_copaibarguren-300x273.jpg 300w" sizes="(max-width: 540px) 100vw, 540px" /><figcaption class="wp-element-caption">Sastre ed Erico</figcaption></figure>
</figure>



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<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Portiere: Miguel Ángel Santoro</h3>



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<p><strong>Santoro </strong>&#8211; il cognome rivela le sue origini italiane &#8211; è uno dei portieri più vincenti della storia e anche uno dei più sottovalutati: solido, affidabile, continuo come si conviene all&#8217;estremo difensore di una grande squadra, ha vestito la maglia <em>roja</em> per dodici lunghi anni, durante i quali ha incamerato tre campionati nazionali e tre Libertadores, oltre ad alcuni trofei &#8220;minori&#8221;. Meno fortunata la sua avventura in nazionale, che si esaurisce in quattordici presenze a cavallo tra anni &#8217;60 e &#8217;70. Portiere più votato all&#8217;intervento spettacolare rispetto al collega argentino, l&#8217;uruguagio <strong>Carlos Goyén</strong> è la più credibile alternativa a Santoro: ha vestito la maglia del club di Avellaneda per quattro stagioni, vincendo a sua volta da protagonista alcuni titoli internazionali, a inizio anni &#8217;80; i tifosi lo ricordano soprattutto per l&#8217;ottima prestazione contro il Liverpool in Coppa Intercontinentale, nel 1984.</p>



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<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Laterale destro: Néstor Clausen</h3>



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<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Néstor Clausen vs Liverpool (Intercontinental 1984)" width="1200" height="900" src="https://www.youtube.com/embed/1zzJT6NAVAc?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<p></p>



<p>Classico e solidissimo laterale di scuola argentina, <strong>Clausen</strong> è uno dei tanti giocatori di spessore dell&#8217;Argentina degli anni &#8217;80 il cui nome è ingiustamente finito nel dimenticatoio. Néstor ha giocato per l&#8217;Independiente per quasi un decennio, e l&#8217;ha fatto da titolare inamovibile, portando a casa tre campionati, una Libertadores storica e il leggendario titolo strappato al Liverpool nel 1984, a Tokyo. Felice anche la sua lunga avventura con l&#8217;albiceleste, che si chiude con 26 partite, 1 gol e il titolo mondiale (anche se vinto da riserva). Il suo predecessore <strong>Miguel Ángel López</strong> è un altro pezzo di storia dei Diavoli Rossi e un posto in formazione può reclamarlo senza timore: cinque stagioni da titolare gli valgono una marea di trionfi nazionali e internazionali, conquistati dopo 136 partite e un solo gol. Meno avventuroso di <strong>Clausen</strong>, più votato alla marcatura e alla pura fase difensiva, Miguel ha giocato saltuariamente anche in nazionale. </p>



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<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Difensore centrale: Rubén Navarro</h3>



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<p>Elegante centrale argentino capace di dettare i tempi della manovra, <strong>Navarro</strong> è stato la colonna della retroguardia dei Diavoli Rossi durante il primo, spettacolare ciclo vincente degli anni &#8217;60, quello culminato nelle due finali perse contro la Grande Inter &#8211; nei video dell&#8217;epoca, si notano le sue notevoli qualità tecniche e la classica garra necessaria per trovare spazio nel calcio argentino del tempo. Rubén vanta anche 32 partite in nazionale, e la medaglia di bronzo conquistata nella Coppa America del 1963. Ruvido e grintoso centrale, classico prodotto del calcio sudamericano dell&#8217;epoca, merita una menzione <em>El Vikingo</em> <strong>Enzo Trossero</strong>, biondissimo giramondo (ha giocato anche in Francia, in Svizzera e in Messico) apprezzato anche per le sue incredibili doti realizzative (in carriera, ha messo a segno 115 gol solo con la maglia di club), e un vincente nato, la cui maglia è stata ritirata dal club d <strong>Avellaneda</strong>. Discreta anche la sua carriera con l&#8217;<em>albiceleste</em>: Trossero ha fatto parte della rosa di Spagna 1982 e giocato da titolare la Coppa America del 1983.</p>



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<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Difensore centrale: Francisco Pedro Manuel Sá</h3>



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<p>Eclettico difensore in grado di disimpegnarsi sia come centrale che da laterale destro, <strong>Francisco Pedro Manuel Sá</strong> è uno dei giocatori più vincenti della storia e una bandiera sia del Boca che, forse a maggior ragione, dell&#8217;Independiente; con sei Libertadores, tre Intercontinentali e una pletora di titoli nazionali, il difensore di Las Lomitas vanta un <em>curriculum</em> quasi impareggiabile ed è stato anche uno dei marcatori/fluidificanti più dotati e duttili della sua epoca. Meno fortunata &#8211; si esaurisce in soli due anni &#8211; la sua avventura con l&#8217;Argentina. Anche qui, la scelta del titolare è più che altro un dovere imposto dall&#8217;esigenza di selezionare undici nomi, ma il posto di <strong>Sá</strong> potrebbe tranquillamente prenderselo<strong> Hugo Villaverde</strong>, che tra anni &#8217;70 e &#8217;80 ha costruito con il partner <strong>Trossero</strong> una delle cerniere difensive più forti e celebrate della storia del calcio argentino, vincendo letteralmente tutto da titolare inattaccabile &#8211; per lui, 380 presenze da in maglia Roja.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Laterale sinistro: Ricardo Pavoni</h3>



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<p>Il posto di laterale sinistro spetta a un&#8217;autentica bandiera come <strong>Ricardo Pavoni</strong>, piccolo e infaticabile stantuffo della fascia, di nazionalità uruguaiana, che gioca undici stagioni con i diavoli rossi, tra 1965 e 1976, vincendo di tutto da titolare fisso (per lui, 423 presenze e ben 57 reti, a conferma delle sue notevoli capacità di inserimento). In nazionale, Pavoni si alterna ad altri validi laterali, ma ha il pregio di disputare almeno un mondiale, quello giocato in Germania nel 1974, da titolare. La sua riserva è un giocatore di spessore internazionale come <strong>Carlos Enrique</strong>, fratello del <em>Negro</em> <strong>Héctor</strong>, un altro terzino di spinta piccolo ma molto veloce e discretamente tecnico, una colonna dell&#8217;Independiente degli anni &#8217;80 e il titolare dell&#8217;Argentina che vince la Coppa America del 1991.</p>



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<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Mediano: Ricardo Giusti</h3>



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<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Ricardo Giusti vs Colombia 02/06/1985 (1986 World Cup Qualifiers)" width="1200" height="900" src="https://www.youtube.com/embed/VsPAvP3-5po?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<p></p>



<p>Elegante e grintoso mediano di origini marchigiane, <strong>Giusti </strong>è uno dei nomi chiave di questa formazione, anche per la risonanza internazionale della sua carriera: in maglia<em> roja</em>, ha disputato 295 partite e segnato 34 reti, conquistandosi anche il posto da titolare della nazionale per un lustro, durante il quale ha vinto da protagonista il <a href="https://gameofgoals.it/category/viste-per-voi/mondiali/mondiale-1986">mondiale messicano</a>. <strong>Claudio Marangoni </strong>è un altro pezzo di storia dei Diavoli Rossi: altro mediano o volante di scuola argentina, apprezzato anche per le abilità sul lancio lungo, vanta una decade scarsa di gloria ad <strong>Avellaneda</strong>, durante la quale ha vinto di tutto e da protagonista. </p>



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<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Mezzala destra: Jorge Burruchaga</h3>



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<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Jorge Burruchaga [Best Skills &amp; Goals]" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/ajhQUSYbqf4?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<p></p>



<p>Celebre nel nostro paese soprattutto per il <a href="https://gameofgoals.it/2015/05/22/1986-finale-argentina-germania-ovest-3-2.html">gol che decide la finale di Città del Messico</a>, <strong>Burruchaga</strong> è stato molto di più del &#8220;secondo violino&#8221; del <strong>Diego</strong> lunare ammirato nell&#8217;estate del 1986: Jorge è infatti uno dei centrocampisti più importanti e dotati della storia del calcio argentino, un anomalo trequartista/faticatore, bravissimo sotto porta (memorabile la sua abilità sui calci da fermo: le sue fucilate erano famose in tutto il continente sudamericano) e capace di disimpegnarsi anche come seconda punta, nonché un eroe dei due mondi, perché è un pezzo di storia dell&#8217;<strong>Independiente</strong> (e della nazionale) e anche uno degli stranieri più bravi ammirati nel campionato francese. Jorge vanta 53 reti in 147 partite con i Diavoli Rossi e 13 reti in 59 partite con l&#8217;albiceleste. Mediano e recupera palloni di classe superiore, <strong>Miguel Ángel Raimondo</strong>, la prima e più credibile alternativa di Burruchaga, è stato un giocatore di grande intelligenza, fisicamente molto forte, uno dei giocatori chiave dell&#8217;Independiente piglia-tutto degli anni &#8217;70. Meno fortunata la sua avventura in nazionale: dopo due anni da titolare, tra 1970 e 1972, Raimondo viene escluso dal giro dall&#8217;<em>Albiceleste</em>, e nonostante sia nominato nel 1974 calciatore argentino dell&#8217;anno non partecipa alla poco fortunata spedizione in Germania.</p>



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<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Mezzala sinistra: Ricardo Bochini</h3>



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<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Ricardo Bochini, El Bocha [Goals &amp; Skills]" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/m6oDIzE3GhY?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<p></p>



<p><em>&#8220;Iniesta è l&#8217;unico paragonabile a Bochini</em>&#8220;, disse un certo <strong>Diego Armando Maradona</strong>. Alcuni appassionati argentini sostengono inoltre la tesi, per noi forse azzardata, che <strong>Bochini</strong>, rispetto al fenomeno di Villa Fiorito o a <strong>Lionel Messi</strong>, abbia poco/nulla in meno, forse solo il mondiale da protagonista assoluto. Perdoniamo l&#8217;esagerazione perché <strong>Bochini</strong> è stato un artista del pallone, un piccolo e fantasioso funambolo dotato da madre natura di due piedi magici e della visione di gioco degli eletti. Con 634 presenze e 97 reti, è il giocatore simbolo della storia dei<em> Diavoli Rossi</em> e probabilmente anche il più bravo di tutti, almeno nel dopoguerra. Nel suo carniere si trovano quattro titoli nazionali, ben cinque Coppe Libertadores e tre Coppe Intercontinentali, vinte tutte da protagonista &#8211; nel 1973, è un suo splendido gol in penetrazione a beffare la Juventus di Zoff. </p>



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<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Ala destra: Raúl Bernao</h3>



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<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Raúl Bernao - El poeta de la derecha" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/X3iE1mRXH2Y?start=68&#038;feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<p></p>



<p>Il <em>poeta della fascia destra </em>(soprannome che evoca quello del nostro Claudio Sala, giocatore che per certi versi gli somiglia) è stato uno degli attaccanti più dotati e creativi del calcio argentino degli anni &#8217;60: robusto e fisicamente molto forte, era un incantatore di serpenti dal dribbling morbido e letale, nonché un eccellente uomo assist e un discreto realizzatore. In Argentina i suoi duelli con Silvio Marzolini erano reputati il meglio che il calcio nazionale potesse offrire durante quel periodo. <strong>Agustín Balbuena</strong> ha raccolto l&#8217;eredità di <strong>Bernao</strong> nell&#8217;Independiente degli anni &#8217;70, con il quale ha sollevato al cielo diversi trofei nazionali e internazionali, imponendosi come uno degli esterni offensivi più tecnici e completi della sua epoca. </p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Attaccante centrale: Eduardo Maglioni</h3>



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<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Récord de Maglioni, 3 goles en menos de 2 minutos" width="1200" height="900" src="https://www.youtube.com/embed/ADpl5YEkT4A?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<p></p>



<p>Divenuto una star dopo aver messo a segno la tripletta più veloce della storia del calcio argentino, in meno di due minuti, nel 1973, <strong>Maglioni </strong>non è stato un fuoriclasse, ma un solido <em>puntero</em> capace di sobbarcarsi molto lavoro sporco e di segnare con una discreta continuità. Il contributo significativo a tutti i maggiori trionfi del club di Avellaneda nel corso degli anni &#8217;70 ci suggerisce di regalargli il posto da titolare e di preferirlo a un altro centravanti di notevole spessore come <strong>Norberto Outes</strong>, colonna offensiva del club nella seconda metà degli anni &#8217;70, autore di quasi cento gol in maglia<em> Roja </em>e giocatore in grado di imporsi come protagonista anche in Messico.</p>



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<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Seconda punta: Daniel Bertoni</h3>



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<p>Raffinato e potente ambidestro, attaccante di spola che abbiamo ammirato anche nel nostro campionato, <strong>Bertoni</strong> è stato uno dei campioni del grande Independiente degli anni &#8217;70, con la cui <em>camiseta</em> ha messo a referto 79 reti in 179 partite, collezionando trofei e giocate decisive, specie nel corso delle sensazionali stagioni visste tra 1975 e 1977, che gli valsero il posto da titolare al mondiale di casa. Anteponiamo <strong>Bertoni</strong> a un altro attaccante di notevole catatura come <strong>Mario Rodríguez</strong>, uomo gol della squadra che vince due Libertadores (la prima, da capocannoniere e miglior giocatore, stando alla stampa dell&#8217;epoca) e che sfida poi la Grande Inter a metà anni &#8217;60. </p>



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<p class="has-text-align-right"><strong><em>Con il contributo di</em> NICCOLÒ MELLO</strong></p>



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<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2023/11/26/i-rey-de-copas-la-top-11-dellepoca-televisiva-dellindependiente.html">I Rey de Copas &#8211; la top 11 dell&#8217;epoca televisiva dell&#8217;Independiente</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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		<title>Antonello Cuccureddu e quel siluro che regalò lo scudetto</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2023/05/20/antonello-cuccureddu-e-quel-siluro-che-regalo-lo-scudetto.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Luca Ceste]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 May 2023 06:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Le nostre interviste]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A cinqunant'anni esatti dal suo gol a Roma che risolse la rocambolesca volata finale a tre del campionato 1972-'73, Antonello Cuccureddu rivive nell'intervista per Game of Goals le emozioni di quella giornata e ricorda l'atmosfera del calcio degli Anni '70 e '80 </p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2023/05/20/antonello-cuccureddu-e-quel-siluro-che-regalo-lo-scudetto.html">Antonello Cuccureddu e quel siluro che regalò lo scudetto</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-text-align-right"><em>Nell&#8217;immagine di copertina Antonello Cuccureddu impegnato contro il Derby County nella semifinale d&#8217;andata della Coppa dei Campioni &#8217;72-&#8217;73</em></p>



<p class="has-drop-cap">Il <strong>20 maggio 1973</strong> il campionato di serie A visse uno dei finali più rocamboleschi della sua storia. Il Milan, reduce dalla sofferta e &#8220;chiacchierata&#8221; vittoria di Salonicco nella finale di Coppa delle Coppe contro il Leeds, si presentava all&#8217;ultima giornata con un punto di vantaggio su una Juventus in costante rimonta e sulla sorprendente matricola Lazio. Al termine di 90 minuti caratterizzati da una sceneggiatura degna di un film del miglior Hitchcock, i rossoneri crollarono 5-3 nella &#8220;fatal Verona&#8221;, i biancocelesti incassarono sul filo di lana la vendetta sportiva del Napoli dopo le ruggini dell&#8217;andata e i bianconeri sbancarono Roma in rimonta a tre minuti dallo scadere con un gol siglato da <strong>Antonello Cuccureddu</strong>, operando l&#8217;incredibile sorpasso che regalò il quindicesimo scudetto della loro storia. A cinquant&#8217;anni esatti di distanza il protagonista dell&#8217;episodio rivive con Game of Goals quella giornata, proseguendo poi in un amarcord della carriera e dell&#8217;atmosfera, non solo calcistica degli Anni &#8217;70. </p>



<pre class="wp-block-verse"><strong>Ripercorriamo innanzi tutto il campionato 1972-'73. Per voi, nonostante gli innesti dei pezzi da novanta Zoff e Altafini, non fu affatto facile confermarvi campioni d'Italia.</strong></pre>



<p>In effetti nella fase iniziale della stagione stentammo ad ingranare, poi prendemmo quota nel periodo invernale coinciso con il record di imbattibilità di Zoff e molte gare decise da Altafini, che stava cominciando a vivere una seconda giovinezza. Quindi ci fu un nuovo calo ad inizio primavera, in cui abbiamo forse pagato lo sforzo, anche mentale, dell<strong>&#8216;impegno su due fronti con la Coppa dei Campioni</strong>. Dopo la sconfitta di Firenze ad inizio aprile tutto sembrava perso, con cinque lunghezze da recuperare sul Milan. Non ci siamo però dati per vinti e sulle ali dell&#8217;entusiasmo per la qualificazione alla finale di coppa con l&#8217;Ajax abbiamo inanellato <strong>cinque vittorie di fila</strong>, mentre i rossoneri, pagando probabilmente dazio ad un campionato condotto sempre in testa e il logorio della Coppa delle Coppe, perdevano progressivamente terreno.</p>



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<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/05/Cuccureddu-Rosato.jpg" alt="" class="wp-image-14102" width="624" height="351" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/05/Cuccureddu-Rosato.jpg 320w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/05/Cuccureddu-Rosato-300x169.jpg 300w" sizes="(max-width: 624px) 100vw, 624px" /><figcaption class="wp-element-caption">Cuccureddu inseguito dal milanista Roberto Rosato nel campionato &#8217;72-&#8217;73</figcaption></figure>



<p></p>



<pre class="wp-block-verse"><strong>Si arrivò così all'ultima giornata, con il Milan a comandare a quota 44 punti, tallonato ad una lunghezza dalla Juve e dalla sorprendente Lazio di Maestrelli. E domenica 20 maggio 1973 successe di tutto.</strong></pre>



<p>La<strong> squadra di Rocco</strong>, esausta per la battaglia di Salonicco, si sciolse come neve al sole a <strong>Verona</strong>, complice l&#8217;atteggiamento dei gialloblu per nulla intenzionati a fare da spettatori alla conquista dello scudetto della stella da parte dei rossoneri. All&#8217;intervallo era clamorosamente sotto per 3-1, mentre la <strong>Lazio</strong> era inchiodata sul nulla di fatto a <strong>Napoli</strong>. Da parte nostra accusammo la tensione a <strong>Roma</strong> e disputammo un brutto primo tempo, incassando la rete di Spadoni.</p>



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<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Ultima giornata campionato 1972 73" width="1200" height="900" src="https://www.youtube.com/embed/BFm9keN5COU?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></div>
</div><figcaption class="wp-element-caption">Il racconto dell&#8217;ultima giornata del campionato 1972-&#8217;73</figcaption></figure>



<p></p>



<pre class="wp-block-verse"><strong>La scintilla scoccò però nell'intervallo.</strong></pre>



<p>Al rientro negli spogliatoi chiedemmo gli altri risultati e fummo spronati da Vycpalek e Boniperti a crederci fino in fondo, quanto meno per andare ad uno spareggio. Entrammo in campo molto determinati, dopo un quarto d&#8217;ora <strong>Altafini</strong> pareggiò di testa e continuammo ad attaccare fino alla fine.</p>



<pre class="wp-block-verse"><strong>E a tre minuti dal termine, quando sembrava ormai delinearsi un incredibile spareggio a tre, entrò in scena lei.</strong></pre>



<p>Ci fu un calcio d&#8217;angolo dalla destra, la difesa respinse il pallone, lo agganciai al limite dell&#8217;area, <strong>chiusi quasi gli occhi e tirai forte dritto per dritto</strong>. Quando li riaprii vidi la palla in rete e i compagni che mi venivano incontro per abbracciarmi. Penso che quello sia stato il <strong>gol più importante della mia carriera</strong>. Al fischio finale arrivò anche da Napoli la notizia della rete di Damiani che condannava la Lazio alla sconfitta, completando una giornata per noi magica.</p>



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<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/05/Cuccureddu-batte-Ginulfi.jpg" alt="" class="wp-image-14100" width="718" height="507"/><figcaption class="wp-element-caption">Il portiere della Roma Ginulfi battuto dal tiro di Cuccureddu (foto asromaultras.org)</figcaption></figure>



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<pre class="wp-block-verse"><strong>Magica come gli anni della sua giovinezza a cavallo tra i '60 e i '70, che l'hanno vista spiccare il volo da Alghero a Torino verso il grande calcio. Ci racconti l'atmosfera di quel periodo e il percorso che l'ha portata in bianconero.</strong></pre>



<p>Dopo gli esordi alla Torres di Sassari passai al <strong>Brescia</strong>, con cui centrammo la promozione in serie A. In una partita di Coppa Italia contro la Juve in apertura della stagione &#8217;69-&#8217;70 marcai a puntino <strong>Del Sol</strong>, faro della manovra bianconera. Ricevetti i complimenti da tutti, poi pur continuando ad allenarmi con intensità, non misi più piede in campo. Vedevo solo l&#8217;allenatore Silvestri che mi guardava e sorrideva senza dire nulla e pensavo che mi stesse prendendo in giro. All&#8217;apertura del <strong>mercato di novembre passai alla Juve</strong> e si svelò il mistero: avessi giocato anche solo un minuto col Brescia il trasferimento sarebbe saltato, in quanto da regolamento non si poteva essere ceduti ad una squadra della stessa categoria dopo aver disputato partite ufficiali.</p>



<pre class="wp-block-verse"><strong>Il suo impatto con la Juve?</strong></pre>



<p>Sono sempre stato tifoso bianconero. Da ragazzino giocavo con le figurine e tutto d&#8217;un tratto mi sono trovato a stare in campo assieme a quelli che erano i miei idoli. La prima cosa che ho pensato è stata: &#8220;Sto sognando?&#8221;</p>



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<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/05/Cuccureddu-giovane-Juve.jpg" alt="" class="wp-image-14107" width="480" height="600"/><figcaption class="wp-element-caption">Cuccureddu in bianconero nella stagione &#8217;72-&#8217;73 [foto  Pinterest]</figcaption></figure>



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<pre class="wp-block-verse"><strong>A rompere il ghiaccio però non ci ha messo molto.</strong></pre>



<p>L&#8217;esordio fu in trasferta contro il <strong>Cagliari</strong>. La Juve era ai margini della zona retrocessione e c&#8217;era appena stato l&#8217;avvicendamento in panchina con l&#8217;esonero di Carniglia sostituito da Rabitti. Stavamo perdendo e a pochi minuti dalla fine <strong>pareggiai con un forte tiro al volo appena dentro l&#8217;area</strong>. Da lì cominciammo la risalita e contendemmo a lungo lo scudetto a Riva e compagni.</p>



<pre class="wp-block-verse"><strong>L'atmosfera di Torino in quegli anni era particolare: si era nel pieno dell'immigrazione dal sud, spesso per trovare lavoro in Fiat, e voi calciatori eravate visti dai vostri conterranei come simbolo di integrazione e riscatto.</strong></pre>



<p>Fui accolto bene dai tifosi, in particolare dai <strong>sardi</strong>. Frequentavo spesso il loro circolo, eravamo molto uniti e se c&#8217;era bisogno di aiutare qualcuno non ci tiravamo indietro. Pensi che anche il mio parrucchiere era sardo. Più in generale, ho sempre avuto un <strong>ottimo rapporto con i sostenitori bianconeri</strong>.</p>



<pre class="wp-block-verse"><strong>Con qualche giornalista c'era però un particolare "derby regionale".</strong></pre>



<p>Si riferisce a <strong>Vladimiro Caminiti</strong> di Tuttosport, palermitano doc che preferiva i calciatori siciliani come <strong>Anastasi e Furino</strong> e mi dava sempre mezzo punto in meno in pagella rispetto a loro. Una volta chiariti, tornò ad aumentarmi i voti. Era molto polemico ma simpaticissimo e competente.</p>



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<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/05/Cuccureddu-Anastasi.jpg" alt="" class="wp-image-14101" width="640" height="436"/><figcaption class="wp-element-caption">Antonello Cuccureddu con Pietro Anastasi nella Juventus 1969-&#8217;70</figcaption></figure>



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<pre class="wp-block-verse"><strong>Poi avevate un presidente d'eccezione come Giampiero Boniperti</strong>.</pre>



<p>Con lui non potevi trattare quando ti presentavi per rinnovare il contratto. Prendere o lasciare e se perdevi lo scudetto ti invitava a tornare l&#8217;anno dopo quando avessi avuto di nuovo il tricolore cucito sulla maglia. Comunque ti faceva stare bene, soprattutto con i <strong>premi partita e vittoria</strong>, e conosceva tutti gli aspetti del calcio.</p>



<pre class="wp-block-verse"><strong>Lei è stato uno dei giocatori più duttili del calcio italiano, un vero e proprio jolly che ha fatto le fortune degli allenatori che l'hanno avuta.</strong></pre>



<p>Il ruolo che preferivo era quello di <strong>centrocampista</strong>. Mi piaceva correre, recuperare palla e rilanciare l&#8217;azione, servire i compagni in profondità e anche inserirmi per andare al tiro e cercare il gol. Mi adattavo però a giocare in qualsiasi zona del campo e ruolo in cui ci fosse bisogno. Pensi che nel solo campionato &#8217;75-&#8217;76 ho indossato <strong>sette maglie diverse</strong> giocando in altrettante posizioni. In carriera gli unici numeri che non ho portato sulla schiena dovrebbero essere l&#8217;1 e il 9. D&#8217;altronde, come portiere non ero tagliato e come centravanti avevo compagni molto più forti (ride, ndr.).</p>



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<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/05/Cuccureddu-acrobazia-Roma.jpg" alt="" class="wp-image-14104" width="582" height="463"/><figcaption class="wp-element-caption">Un intervento in acrobazia di Cuccureddu contro la Roma nel campionato &#8217;80-&#8217;81</figcaption></figure>



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<pre class="wp-block-verse"><strong>Arretrando di posizione divenne un precursore dei terzini di spinta prima di trasformarsi in ferreo marcatore.</strong></pre>



<p>E&#8217; vero. Nel &#8217;74, appena arrivato Parola in panchina, mancava un terzino sinistro e spostarono me in quella posizione con Gentile a destra ed entrambi ci proponevamo in fase offensiva. Trapattoni ci invertì di fascia avanzando Tardelli a centrocampo, poi con l&#8217;avvento di Cabrini presi a giocare stabilmente a destra sdoppiandomi fra <strong>marcatura e spinta sulla fascia</strong>. Diciamo che per quegli anni avevamo un gioco già molto moderno.</p>



<pre class="wp-block-verse"><strong>L'altra sua caratteristica che gli appassionati ricordano era il destro al fulmicotone.</strong></pre>



<p>Mi è sempre piaciuto <strong>calciare secco e forte</strong>. Dalla distanza riuscivo a unire potenza e precisione. Mi allenavo a lungo facendo disperare i portieri, con Zoff che ogni tanto mi implorava di smettere di bombardarlo di tiri. Grazie al mio destro potente fui designato <strong>rigorista</strong> della squadra nel &#8217;73-&#8217;74 e ne segnai parecchi.</p>



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<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/05/Cuccureddu-tiro.jpg" alt="" class="wp-image-14103" width="600" height="391"/><figcaption class="wp-element-caption">La potenza del tiro di Antonello Cuccureddu [foto magliarossonera.it]</figcaption></figure>



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<pre class="wp-block-verse"><strong>Suo malgrado è però ricordato forse per uno dei suoi pochi errori.</strong></pre>



<p>Purtroppo sì, quello contro l&#8217;<strong>Independiente</strong> nella finale secca di<strong> Coppa Intercontinentale del &#8217;73</strong>. Giocavamo a Roma e noi sostituivamo l&#8217;Ajax che ci aveva battuti nella finale di Belgrado ma si era rifiutata di incontrare di nuovo gli argentini dopo la doppia sfida particolarmente accesa dell&#8217;anno precedente. La grossa occasione capitò nella ripresa. Sul dischetto c&#8217;era però una buca, allora misi il pallone un po&#8217; più avanti ma arrivai lungo con il passo di rincorsa e presi il pallone da sotto<strong> spedendolo alle stelle</strong>. Probabilmente avevo visto degli uccellini sopra la traversa e volevo prenderli (ride, ndr.). D&#8217;altronde solo chi non tira i rigori non li sbaglia. Dominammo a lungo, colpendo anche una traversa, ma loro ci beffarono nel finale con un contropiede di Bochini.</p>



<pre class="wp-block-verse"><strong>Le coppe per la Juve sono state sempre gioie e dolori.</strong></pre>



<p>A cominciare dalla mia generazione. Nel &#8217;71 perdemmo la <strong>Coppa delle Fiere</strong> restando imbattuti in tutto il torneo a causa del valore doppio dei gol segnati in trasferta che premiò il Leeds in finale. Un vero peccato perché avremmo voluto dedicare il trofeo al povero Armando Picchi, mancato proprio alla vigilia della doppia sfida decisiva. Due anni dopo la <strong>più grande delusione della mia carriera</strong> con la sconfitta nella <strong>finale di Coppa dei Campioni contro l&#8217;Ajax</strong>. In quell&#8217;occasione pagammo il lungo ritiro e gli <strong>errori di formazione di Vycpalek</strong>, che modificò l&#8217;undici di base per schierare tre punte con Altafini, Anastasi e Bettega, lasciando fuori me ed Haller e indebolendo il centrocampo. Purtroppo fummo gettati nella mischia a metà ripresa, quando la situazione era già compromessa. Che amarezza vedere gli olandesi gettare la coppa, cui noi avremmo tenuto tantissimo, nel bagagliaio del pullman assieme alle maglie sporche quasi fosse un trofeo di nessun valore, tanto erano abituati a vincere. La <strong>rivincita</strong> morale arrivò però nel <strong>&#8217;77</strong> con la<strong> conquista della Coppa Uefa</strong>, questa volta il gol in trasferta premiò noi a spese dell&#8217;Athletic Bilbao, il <strong>primo trofeo internazionale della Juventus</strong> vinto con una squadra granitica di tutti italiani. Anche nelle coppe ho dato il mio contributo in fase realizzativa, con i tedeschi dell&#8217;Est del <strong>Magdeburgo</strong> la mia vittima preferita nel corso di quegli anni.</p>



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<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/05/Cuccureddu-Coppa-Uefa.jpg" alt="" class="wp-image-14106" width="470" height="485"/><figcaption class="wp-element-caption">Cuccureddu solleva la Coppa Uefa &#8217;77 vinta a Bilbao. Al suo fianco Romeo Benetti [foto Pinterest]</figcaption></figure>



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<pre class="wp-block-verse"><strong>Capitolo nazionale. Una manciata di presenze condite però da belle soddisfazioni.</strong></pre>



<p>Su tutte la vittoria per 2-0 contro l&#8217;<strong>Inghilterra</strong> a Roma nel novembre del &#8217;76 dove marcai <strong>Keegan</strong>, all&#8217;epoca tra i più forti giocatori europei, ricevendo i complimenti anche dalla stampa estera. Poi come dimenticare la spedizione ai <strong>Mondiali di Argentina del &#8217;78</strong> imperniata sul <strong>blocco Juve</strong>, con addirittura nove bianconeri in campo contro l&#8217;Olanda. Trovai spazio durante il torneo dopo l&#8217;infortunio di Bellugi, facendo la mia parte in una difesa targata Juve. Purtroppo, dopo quel Mondiale, Bearzot fece altre scelte e la mia carriera in nazionale si esaurì.</p>



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<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/05/Cuccureddu-nazionale.jpg" alt="" class="wp-image-14109" width="608" height="405"/><figcaption class="wp-element-caption">Antonello Cuccureddu, primo in piedi a sinistra, con la Nazionale italiana ai Mondiali di Argentina &#8217;78 [foto Pinterest]</figcaption></figure>



<pre class="wp-block-verse"><strong>Così come quella nella Juventus, dopo dodici stagioni di onorata militanza.</strong></pre>



<p>Alla fine del campionato &#8217;80-81 fui convocato da Boniperti che mi comunicò che ero stato ceduto alla <strong>Fiorentina</strong>. All&#8217;epoca non si poteva ancora rifiutare il trasferimento, tutto subito ci rimasi male, poi accettai e devo dire che ci andai anche volentieri, disputando altre tre belle annate in una città stupenda e sfiorando un altro scudetto.</p>



<pre class="wp-block-verse"><strong>Da Alghero era partito e ad Alghero è tornato. Un ritorno alle origini anche nel modo di vivere il calcio.</strong></pre>



<p>Da qualche anno mi sono di nuovo stabilito in <strong>Sardegna</strong>. Qui ho fondato e gestisco l&#8217;<strong>Associazione Sportiva Dilettantistica Cuccureddu 1969</strong>, l&#8217;anno del mio esordio in serie A, una scuola calcio in cui cerco di trasmettere ai ragazzini passione e, in collaborazione con le famiglie, valori come rispetto ed educazione, oltre ai primi rudimenti del mestiere. Certo che se guardo ai miei tempi è cambiato tutto. Noi giocavamo per strada fra pietre, buche e fango ed imparavamo a controllare la palla e a non cadere per non farci male. Adesso se non hanno il campo in sintetico si lamentano perché si sporcano. Ho iniziato con tre squadre di ragazzi, ma adesso, a causa di problemi all&#8217;impianto sportivo, posso allestirne una sola. Non appena verrà rifatta la pista di atletica passeremo a costruire il famoso terreno da gioco in sintetico, poi potrò tornare ad accogliere più ragazzi. Stare con loro mi fa restare giovane al di là delle mie <strong>quasi 74 primavere</strong>, in campo <strong>mi diverto a fare un po&#8217; di tutto</strong>, compreso tracciare le linee con carriola e gesso prima della partite.</p>



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<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/05/Cuccureddu-recente.jpg" alt="" class="wp-image-14111" width="581" height="318" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/05/Cuccureddu-recente.jpg 329w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/05/Cuccureddu-recente-300x164.jpg 300w" sizes="(max-width: 581px) 100vw, 581px" /><figcaption class="wp-element-caption">Antonello Cuccureddu oggi [foto ilmessaggero.it]</figcaption></figure>



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<pre class="wp-block-verse"><strong>In conclusione, un bilancio della sua carriera?</strong></pre>



<p>Non mi posso proprio lamentare. Ho <strong>realizzato il mio sogno di ragazzo</strong>, ho giocato ai massimi livelli con grandi campioni, vinto sei scudetti, una Coppa Italia, una Coppa Uefa e vestito l&#8217;azzurro. Mi sarebbe piaciuto vincere qualcosa di più in campo internazionale, ma non si può avere tutto dalla vita. Con gli ex compagni ho mantenuto buoni rapporti, quando abitavo ancora a Torino ci vedevamo spesso, ora ci sentiamo di tanto in tanto e riavvolgiamo il nastro dei ricordi.  </p>



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<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Juventus | Top 10 gol di Cuccureddu #GOL!" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/tjc6PTU8xB0?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></div>
</div><figcaption class="wp-element-caption">La galleria dei 10 migliori gol di Antonello Cuccureddu</figcaption></figure>



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<figure class="wp-block-table is-style-regular"><table class="has-background" style="background-color:#def4ff"><tbody><tr><td class="has-text-align-center" data-align="center"><strong>CHI È ANTONELLO CUCCUREDDU<br></strong><br>Classe 1949, sardo di Alghero, iniziò a giocare nella Rinascita, la squadra presieduta dal padre, per passare in seguito, sempre nella sua città, al Fertilia. Nel 1967 il trasferimento ai sassaresi della Torres, in serie C, seguito l&#8217;anno successivo dall&#8217;approdo al Brescia, con cui ottenne una promozione in serie A. Nel mercato &#8220;di riparazione&#8221; del novembre 1969 il grande salto alla Juventus, dove giocò per dodici stagioni vincendo 6 scudetti (&#8217;72, &#8217;73, &#8217;75, &#8217;77, &#8217;78 e &#8217;81), la Coppa Italia del &#8217;79 e la Coppa UEFA del &#8217;77, primo trofeo internazionale conquistato dai bianconeri, collezionando in tutte le competizioni 438 presenze e 39 reti, di cui 26 in serie A. Al suo attivo anche le sfortunate finali di Coppa delle Fiere del &#8217;71 e di Coppa dei Campioni del &#8217;73 perse rispettivamente contro Leeds ed Ajax. Nell&#8217;81 fu trasferito alla Fiorentina rimanendovi tre stagioni. Chiuse la carriera nell&#8217;84-85 al Novara in serie C2. Calciatore versatile,&nbsp;paragonato agli inizi della carriera ad Eusebio Castigliano, mediano del Grande Torino, per la spiccata propensione offensiva, venne impiegato come&nbsp;jolly di centrocampo e difesa, svariando dal ruolo originario di mezzala&nbsp;a&nbsp;<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Mediano_(calcio)">mediano</a>, da&nbsp;terzino fluidificante e marcatore a stopper. Dotato di un tiro teso, potente e preciso, si fece valere anche in fase realizzativa soprattutto con le conclusioni da fuori area, i calci di punizione ed i rigori, toccando l&#8217;apice nel &#8217;73-&#8217;74 con 12 reti segnate in campionato. In Nazionale ha collezionato 13 presenze esordendo il 26 ottobre 1975 a Varsavia contro la Polonia e prendendo parte al Mondiale del &#8217;78 in Argentina, dove scese in campo in cinque occasioni. La sua carriera di allenatore è iniziata nella Primavera della Juventus, con cui nella prima metà degli Anni &#8217;90 ha vinto scudetto, Coppa Italia e Torneo di Viareggio, contribuendo alla crescita di numerosi talenti, tra cui Alessandro Del Piero. Dopodiché una lunga militanza sulle panchine di serie C impreziosita dall&#8217;aver condotto Crotone e Grosseto alla promozione nella serie cadetta. Definitivamente rientrato nella sua Alghero, ha fondato e gestisce tutt&#8217;oggi la scuola calcio &#8220;Cuccureddu 1969&#8221;, dedicata all&#8217;anno del suo esordio in serie A.</td></tr></tbody></table></figure>



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<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2023/05/20/antonello-cuccureddu-e-quel-siluro-che-regalo-lo-scudetto.html">Antonello Cuccureddu e quel siluro che regalò lo scudetto</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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		<title>Intercontinentale 1984: Independiente-Liverpool 1-0</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Niccolo Mello]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Jan 2022 10:02:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Coppa Intercontinentale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina: l&#8217;esultanza dei giocatori argentini con la Coppa Coppa ancora maledetta per il Liverpool, che a Tokyo si arrende di misura all&#8217;Independiente. Partita [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2022/01/12/intercontinentale-1984-independiente-liverpool-1-0.html">Intercontinentale 1984: Independiente-Liverpool 1-0</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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<p class="has-text-align-right"><em>Immagine di copertina: l&#8217;esultanza dei giocatori argentini con la Coppa</em></p>



<p class="has-drop-cap">Coppa ancora maledetta per il Liverpool, che a Tokyo si arrende di misura all&#8217;Independiente. <strong>Partita povera di occasioni</strong>, con tanto agonismo e non molti contenuti tecnici, ma <strong>gli argentini si dimostrano più coriacei e compatti e meritano il successo</strong>. Gol decisivo di Percudiani nei primi minuti. <strong>Il Liverpool fa davvero troppo poco</strong> per provare a ribaltare l&#8217;esito dell&#8217;incontro.</p>



<p><strong>Independiente: </strong>Goyen &#8211; Clausen, Villaverde (st 29&#8242; Monzon), Trossero, Enrique &#8211; Giusti, Marangoni &#8211; Burruchaga, Bochini, Barberon &#8211; Percudiani.<br><strong>Liverpool:</strong> Grobelaar &#8211; Neal, A. Kennedy, Hansen, Nicol &#8211; Johnston, Gillespie, Molby, Wark (st 37&#8242; Whelan) &#8211; Dalglish, Rush.</p>



<p><strong>Primo tempo<br>8&#8242; GOL INDEPENDIENTE</strong> Lancio di Marangoni che sorprende la tattica del fuorigioco del Liverpool, Percudiani si invola verso la porta e fa secco Grobelaar.<br><strong>25&#8242;</strong> occasione per il Liverpool: Gillespie tocca per Rush, che scatta oltre la difesa sul lato destro dell&#8217;area e mette in mezzo, Trossero in qualche modo riesce ad allontanare in angolo anticipando il tapin di Dalglish.<br><strong>28&#8242;</strong> fallo per gioco pericoloso su Percudiani al limite: Marangoni tocca a Trossero, palla ribattuta dalla barriera, ci riprova Clausen, Grobelaar ci arriva in tuffo.<br><strong>41&#8242;</strong> Liverpool temibile con un&#8217;azione manovrata: Johnston in area calcia da destra, respinge Goyen, tentativo di Molby ribattuto.<br><strong>43&#8242;</strong> punizione per gli inglesi dal lato sinistro dell&#8217;attacco: Gillespie calcia a rientrare, Goyen alza in angolo. Il Liverpool ha provato ad aumentare un po&#8217; il grado di pericolosità in questo finale di primo tempo.</p>



<p><strong>Secondo tempo<br>20&#8242; </strong>errore in disimpegno della difesa del Liverpool, Burruchaga è solo davanti a Grobelaar, ma calcia addosso al portiere. Grande occasione per i rossi di Avellaneda, che finora hanno approcciato meglio il secondo tempo.<br><strong>27&#8242;</strong> fallo su Rush sul lato sinistro dell&#8217;attacco: punizione in mezzo di Gillespie, Wark in spaccata manda alto da ottima posizione. È l&#8217;unico tentativo del Liverpool in un secondo tempo davvero scialbo della formazione europea.<br><strong>29&#8242;</strong> Barberon accelera sulla destra, rientra sul mancino dopo aver scartato un difensore e calcia sul primo palo: fuori non di molto.</p>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="718" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/01/percudani-scoring-El-Grafico-Ed.Esp_.-no-40-Diciembre-1984-8-Copy-1024x718.jpg" alt="" class="wp-image-9563" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/01/percudani-scoring-El-Grafico-Ed.Esp_.-no-40-Diciembre-1984-8-Copy-1024x718.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/01/percudani-scoring-El-Grafico-Ed.Esp_.-no-40-Diciembre-1984-8-Copy-300x210.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/01/percudani-scoring-El-Grafico-Ed.Esp_.-no-40-Diciembre-1984-8-Copy-768x538.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/01/percudani-scoring-El-Grafico-Ed.Esp_.-no-40-Diciembre-1984-8-Copy.jpg 1137w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>La rete di Percudiani</figcaption></figure></div>



<p></p>



<p><strong>LE PAGELLE INDEPENDIENTE<br>IL MIGLIORE PERCUDIANI 7 </strong>Giovane, ma già determinante in un match di simile importanza. Suo il gol che decide l&#8217;incontro. E quando ha la palla tra i piedi in velocità è sempre un cliente difficile da contenere per la difesa inglese.<br><strong>Bochini 6,5 </strong>Dopo un primo tempo un po&#8217; in ombra, nella ripresa gestisce con enorme sapienza numerosi palloni, procurandosi diversi falli utili a spezzare il gioco. Tecnica e intelligenza al potere.<br><strong>Marangoni 6,5</strong> Lancio per il gol di Percudiani e un&#8217;ora giocata in modo intenso, a buoni ritmi. <br><strong>Burruchaga 6</strong> Si divora il possibile 2-0 (anche se è bravo Grobelaar a coprirgli lo specchio), ma gioca moltissimo al servizio della squadra, dando una mano in difesa e in fase di non possesso. Certi scambi con Bochini sono probabilmente la nota migliore del match.</p>



<p><strong>LE PAGELLE LIVERPOOL<br>IL MIGLIORE GILLESPIE 6,5</strong> Il più temibile dei Reds su calcio piazzato e uno dei pochi che cerca di giocare la palla a terra superando l&#8217;attenta difesa argentina. Predica un po&#8217; nel deserto.<br><strong>Rush 6</strong> Tanto movimento, bravo a procurarsi qualche punizione utile in fase offensiva, ma non riesce mai a liberarsi con pericolosità al tiro, ben controllato dall&#8217;ottimo <strong><em>Trossero</em></strong> (voto <em><strong>6,5</strong></em>).<br><strong>Dalglish 5,5</strong> Qualche scambio d&#8217;autore per aprire il gioco e favorire gli inserimenti dei compagni, però completamente assente negli ultimi 30 metri.<br><strong>Wark 5</strong> Un ectoplasma sulla corsia mancina, dalla sua parte il Liverpool non tenta nemmeno di sfondare. Giustamente sostituito.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Independiente 1 vs Liverpool 0 Copa Intercontinental 1984 Toyota Cup  FUTBOL RETRO TV" width="1200" height="900" src="https://www.youtube.com/embed/8HVoq6rvhB4?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></div>
</div><figcaption>Il successo dei Rossi di Avellaneda</figcaption></figure>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2022/01/12/intercontinentale-1984-independiente-liverpool-1-0.html">Intercontinentale 1984: Independiente-Liverpool 1-0</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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		<title>Intercontinentale 1972 Ritorno: Ajax Amsterdam-Independiente 3-0</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2021/12/04/intercontinentale-1972-ritorno-ajax-amsterdam-independiente-3-0.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Niccolo Mello]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Dec 2021 06:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Coppa Intercontinentale]]></category>
		<category><![CDATA[1972]]></category>
		<category><![CDATA[ajax]]></category>
		<category><![CDATA[coppa intercontinentale]]></category>
		<category><![CDATA[cruijff]]></category>
		<category><![CDATA[independiente]]></category>
		<category><![CDATA[krol]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina: l&#8217;esultanza dei giocatori olandesi [https://storiedicalcio.altervista.org] Dopo l&#8217;1-1 dell&#8217;andata, l&#8217;Ajax demolisce 3-0 l&#8217;Independiente nella partita di ritorno e conquista la sua prima Coppa [&#8230;]</p>
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<p class="has-text-align-right"><em>Immagine di copertina: l&#8217;esultanza dei giocatori olandesi [https://storiedicalcio.altervista.org]</em></p>



<p class="has-drop-cap">Dopo l&#8217;1-1 dell&#8217;andata, l&#8217;Ajax demolisce 3-0 l&#8217;Independiente nella partita di ritorno e conquista la sua prima Coppa Intercontinentale. <strong>Gli olandesi giocano una partita attenta, mettono in mostra il loro calcio fatto di corsa e scambio di posizioni e colpiscono al momento giusto</strong>. Da applausi il secondo tempo della stella <strong>Cruijff che veste i panni dell&#8217;uomo assist</strong> servendo a Rep due comodi palloni solo da spingere in porta.</p>



<p><strong>Ajax Amsterdam:</strong> Stuy &#8211; Suurbier, Hulshoff, Blankenburg, Krol &#8211; Muhren, Neeskens, Haan &#8211; Swart (st 16&#8242; Rep), Cruijff, Keizer. <br><strong>Independiente:</strong> Santoro &#8211; Commisso, Sa, Lopez, Commisso &#8211; Balbuena, Mircoli (st 17&#8242; Bulla), Pastoriza, Garisto (st 29&#8242; Magan), Semenewicz &#8211; Maglioni.   </p>



<p><strong>Primo tempo</strong><br><strong>10&#8242;</strong> lungo lancio dalle retrovie di Sa, sponda di Pastoriza per Maglioni che però si allunga troppo il pallone e Stuy riesce ad anticiparlo. Finora tanto possesso palla dell&#8217;Ajax, ma la prima occasione è degli argentini. <br><strong>13&#8242; GOL AJAX</strong> Krol per Neeskens, che scambia con Haan, entra in area e in diagonale batte imparabilmente Santoro. <br><strong>20&#8242;</strong> lancio di Garisto in area per Maglioni, che fatica e girarsi, si allarga a sinistra e da lì tenta un tiro in porta, Stuy respinge.   </p>



<p><strong>Secondo tempo</strong><br><strong>1&#8242;</strong> Ajax subito vicino al 2-0 con un doppio tentativo di Keizer, il primo tiro viene rimpallato, il secondo termina a lato di poco. <br><strong>12&#8242;</strong> tentativo di Sa dal limite: fuori. L&#8217;Ajax rischia poco, l&#8217;Independiente prova comunque a non darsi per vinto. <br><strong>19&#8242;</strong> Cruijff batte un corner da destra, palla indietro a Krol, siluro di prima intenzione, Santoro non sicurissimo si salva in due tempi. <br><strong>20&#8242; GOL AJAX</strong> Keizer lancia Cruijff, l&#8217;asso olandese sull&#8217;uscita di Santoro serve in mezzo Rep che realizza. Veementi proteste degli argentini che chiedono un fuorigioco di Rep apparso evidente. L&#8217;arbitro però non sente ragioni e convalida la rete. <br><strong>23&#8242;</strong> Maglioni, lanciato in contropiede, sfugge a Blankenburg e calcia di destro, Stuy respinge con fatica. <br><strong>30&#8242;</strong> spunto di Balbuena sulla destra, palla in mezzo per Maglioni, che controlla e calcia rasoterra sul primo, Stuy si salva in due tempi. <br><strong>33&#8242;</strong> Haan lancia sulla sinistra Cruijff, che scatta in posizione regolare, entra in area e serve sul secondo palo a Rep un cioccolatino. L&#8217;attaccante olandese però calcia incredibilmente sul palo a porta spalancata. <br><strong>35&#8242;</strong> <strong>GOL AJAX </strong>Cruijff innesca Rep sul filo del fuorigioco, l&#8217;attaccante scarta Santoro e stavolta mette dentro. <br><strong>42&#8242;</strong> Balbuena ci prova da destra, Stuy blocca. <br><strong>45&#8242;</strong> ancora Stuy neutralizza a terra una conclusione da fuori di Pastoriza. </p>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="535" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/1859b13c46950c1fab5f0d2f5d31173c-1024x535.jpg" alt="" class="wp-image-9163" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/1859b13c46950c1fab5f0d2f5d31173c-1024x535.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/1859b13c46950c1fab5f0d2f5d31173c-300x157.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/1859b13c46950c1fab5f0d2f5d31173c-768x401.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/1859b13c46950c1fab5f0d2f5d31173c.jpg 1319w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Azione offensiva dell&#8217;Ajax</figcaption></figure></div>



<p>  </p>



<p><strong><u>LE PAGELLE AJAX AMSTERDAM</u></strong><br><strong>IL MIGLIORE CRUIJFF 7,5:</strong> dopo un primo tempo piuttosto abulico decolla letteralmente nella ripresa. Le sue accelerazioni convergendo da sinistra rappresentano un rebus per la difesa argentina. Suoi gli assist del secondo e terzo gol con veri tocchi d&#8217;artista. <br><strong>Neeskens 7: </strong>l&#8217;azione del primo gol, conclusa da un suo diagonale sull&#8217;uscita di Santoro, è da manuale. Corre e tampona per 90&#8242; non risparmiandosi mai. <br><strong>Haan 7:</strong> con Neeskens forma una coppia di centrocampo davvero granitica. Mette lo zampino in due gol, non spreca un pallone e si fa vedere con continuità. <br><strong>Rep 6,5:</strong> entra e lascia subito il segno. Un gol facile facile, un altro clamorosamente mancato e il tris dopo un dribbling a Santoro. Scaltro. <br><strong>Krol 6,5: </strong>ordinaria amministrazione, non ha bisogno di forzare. Dà il via alla prima rete. Nella ripresa copre con diligenza la sua corsia.  </p>



<p><strong><u>LE PAGELLE INDEPENDIENTE</u></strong><br><strong>IL MIGLIORE BALBUENA 6,5:</strong> il più incisivo e continuo degli argentini. Dai suoi piedi nascono i maggiori pericoli. Dà vita a un bel duello in fascia con Krol, uno dei pochissimi in cui l&#8217;Independiente non sfigura. <br><strong>Maglioni 5,5:</strong> si impegna molto e si muove altrettanto cercando di non dare punti di riferimento alla difesa olandese. Al momento della battuta a rete però non riesce a lasciare il segno.<br><strong>Mircoli 5:</strong> uno dei più attesi, ma finisce travolto dal superiore dinamismo dei centrocampisti di casa e viene sostituito.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Ajax - independiente finale wereldbeker (1972)." width="1200" height="900" src="https://www.youtube.com/embed/UcXuJQWMJxg?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></div>
</div><figcaption>Sintesi del match</figcaption></figure>
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		<title>Intercontinentale 1964 Spareggio: Inter-Independiente 1-0 dts</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2021/09/28/intercontinentale-1964-spareggio-inter-independiente-1-0-dts.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Niccolo Mello]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Sep 2021 15:45:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Coppa Intercontinentale]]></category>
		<category><![CDATA[1964]]></category>
		<category><![CDATA[helenio herrera]]></category>
		<category><![CDATA[independiente]]></category>
		<category><![CDATA[inter]]></category>
		<category><![CDATA[intercontinentale]]></category>
		<category><![CDATA[luis suarez]]></category>
		<category><![CDATA[mario corso]]></category>
		<category><![CDATA[sandro mazzola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Al Santiago Bernabeu di Madrid l&#8217;Inter diventa la prima squadra a conquistare la Coppa Intercontinentale. Nello spareggio decisivo i nerazzurri piegano ai supplementari gli argentini [&#8230;]</p>
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<p class="has-drop-cap">Al Santiago Bernabeu di Madrid l&#8217;<strong>Inter</strong> diventa la prima squadra a conquistare la Coppa Intercontinentale. Nello spareggio decisivo i nerazzurri piegano ai supplementari gli argentini dell&#8217;<strong>Independiente</strong> con una magia di <strong>Corso</strong>, migliore in campo. Alla formazione di <strong>Helenio</strong> <strong>Herrera</strong> sarebbe bastato anche il pareggio nei 120 minuti per laurearsi campioni: dopo aver perso la finale di andata in Argentina per 1-0, <strong>Picchi</strong> e compagni avevano infatti vinto 2-0 a Milano, garantendosi un vantaggio in questa partita di spareggio. Dopo un primo tempo poco emozionante, la ripresa e i supplementari sono più vibranti e vengono giocati a buoni ritmi. L&#8217;<strong>Inter</strong> dimostra di avere qualcosa in più, ma l&#8217;<strong>Independiente</strong> non sfigura e nel corso del match sale di colpi costruendo diverse ottime opportunità.</p>



<p><strong>Inter:</strong> Sarti &#8211; Malatrasi, Picchi, Guarneri, Facchetti &#8211; Tagnin, Suarez I, Corso &#8211; Domenghini, Milani, Peirò.<br><strong>Independiente:</strong> Santoro &#8211; Paflik, Guzman, Maldonado, Decaria &#8211; Bernao, Prospitti, Acedevo, Savoy &#8211; Rodriguez &#8211; Suarez II.</p>



<p><strong>Primo tempo<br>6&#8242;</strong> Corso imbecca Suarez I, diagonale di sinistro non irresistibile, blocca Santoro. Inizio più deciso dell&#8217;Inter.<br><strong>19&#8242; </strong>ancora Inter pericolosa: corner da destra di Suarez I, colpo di testa di Peirò a lato.<br><strong>21&#8242;</strong> squillo dell&#8217;Independiente: conclusione da fuori di Prospitti, Sarti si salva con l&#8217;aiuto del palo.<br><strong>23&#8242;</strong> Domenghini calcia dal limite dopo un dribbling, Santoro c&#8217;è. Il match sembra essersi acceso.<br><strong>24&#8242;</strong> Suarez I rimette in mezzo un pallone da sinistra per Facchetti, che supera un uomo in velocità e calcia di destro, fuori di un metro.<br><strong>34&#8242; </strong>grande giocata di Peirò, che prende palla a centrocampo, accelera seminando due avversari, entra in area, ma conclude sull&#8217;esterno della rete.<br><strong>38&#8242;</strong> ancora una grande chance per Peirò, che controlla un pallone in area dopo una punizione dalla trequarti e calcia a colpo sicuro, palla a lato di un metro.<br><strong>45&#8242;</strong> Facchetti si accentra da sinistra e scarica un destro rasoterra velenosissimo, il pallone esce di pochissimo sul primo palo.</p>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="794" height="448" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/09/int_cai.png" alt="" class="wp-image-8315" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/09/int_cai.png 794w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/09/int_cai-300x169.png 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/09/int_cai-768x433.png 768w" sizes="(max-width: 794px) 100vw, 794px" /><figcaption>Il gol di Corso [https://pilloleargentine.wordpress.com]</figcaption></figure></div>



<p></p>



<p><strong>Secondo tempo<br>2&#8242;</strong> punizione per l&#8217;Independiente sulla trequarti: ci prova Maldonado, tiro respiro, tentativo ancora di Maldonado, Sarti respinge.<br><strong>6&#8242; </strong>Prospitti per Acevedo, tracciante quasi dal limite, Sarti blocca in tuffo. Meglio l&#8217;Independiente come approccio in questo avvio di secondo tempo, Inter guardinga.<br><strong>9&#8242;</strong> punizione di Maldonado da centrocampo, lancio lungo nell&#8217;area interista, Savoy brucia Malatrasi e incorna di testa, ancora una grande risposta in tuffo di Sarti.<br><strong>10&#8242;</strong> cross di Domenghini da destra, Milani manca il pallone dopo la respinta di Santoro, conclusione di Facchetti in corsa: fuori.<br><strong>13&#8242;</strong> lancio di Domenghini a sinistra per Peirò, tiro-cross temibile, Santoro respinge, poi Decaria allontana in sforbiciata anticipando Milani.<br><strong>14&#8242;</strong> ancora Inter vicinissima al gol: corner di Suarez I da destra, colpo di testa da ottima posizione di Peirò, blocca Santoro. Secondo tempo decisamente più elettrizzante del primo.<br><strong>15&#8242; </strong>Maldonado per Prospitti, che avanza, salta un uomo e calcia da fuori area, Sarti non si fa sorprendere.<br><strong>17&#8242; </strong>Rodriguez per Suarez II. L&#8217;attaccante dell&#8217;Independiente, che anche lui si chiama Luis, accelera eludendo la guardia della difesa interista e lancia nello spazio Savoy, uscita decisiva di Sarti che anticipa l&#8217;ala mancina argentina.<br><strong>19&#8242; </strong>Corso innesca a sinistra Facchetti, tiro potente a mezza altezza, Santoro devia in corner.<br><strong>28&#8242;</strong> l&#8217;Inter ci prova ancora da lontano con Malatrasi, Santoro neutralizza a terra. Ritmi un po&#8217; più bassi adesso dopo la grande foga agonistica dei primi 20 minuti della ripresa.<br><strong>31&#8242;</strong> scambio Savoy-Prospitti-Savoy, tiro da fuori area, Sarti c&#8217;è.<br><strong>36&#8242; </strong>Suarez I lancia Milani a destra, tiro-cross velenoso, Santoro si rifugia in angolo.<br><strong>39&#8242; </strong>Suarez II pesca in area Bernao, che è solo davanti a Sarti e segna. L&#8217;arbitro però annulla per fuorigioco. Le immagini non chiariscono la posizione dell&#8217;ala destra argentina.<br><strong>45&#8242;</strong> ancora una buona chance per l&#8217;Independiente: tiro di Bernao da fuori respinto dalla difesa, ci prova Suarez II da buona posizione, palla sul fondo.</p>



<p><strong>Primo tempo supplementare<br>3&#8242;</strong> iniziativa personale di Bernao che entra in area, ma viene murato in angolo dalla provvidenziale uscita di Sarti.<br><strong>14&#8242; </strong>tiro-cross temibile da sinistra di Decaria, palla alta di poco.</p>



<p><strong>Secondo tempo supplementare<br>5&#8242; GOL INTER</strong> Break di Corso, che apre in due la difesa argentina, allarga a destra a Milano, cross sul secondo palo per Peirò, che stoppa il pallone sul posto, mette in mezzo ancora per l&#8217;accorrente Corso, stop e sinistro volante che si infila nell&#8217;angolino. Gran gol.<br><strong>12&#8242;</strong> splendida finta di Corso, che mette in azione a sinistra Milani. Il centravanti dell&#8217;Inter ha un&#8217;autostrada davanti a sé, entra in area e calcia sul primo palo, ottimo intervento di Santoro che devia in corner.</p>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="560" height="315" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/09/111437625-7d7358f0-e2b9-4576-96aa-dc78007bd06a.jpg" alt="" class="wp-image-8316" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/09/111437625-7d7358f0-e2b9-4576-96aa-dc78007bd06a.jpg 560w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/09/111437625-7d7358f0-e2b9-4576-96aa-dc78007bd06a-300x169.jpg 300w" sizes="(max-width: 560px) 100vw, 560px" /><figcaption>Mario Corso, migliore in campo, gol a parte</figcaption></figure></div>



<p></p>



<p><strong>LE PAGELLE INTER<br>IL MIGLIORE CORSO 7,5</strong> Controllo di palla sopraffino e tecnica da applausi nonostante un campo reso viscido dalla pioggia. Le sue giocate di classe e i suoi movimenti consentono all&#8217;Inter di creare pericoli, rompendo il muro difensivo avversario. È lui ad avviare l&#8217;azione della vittoria ed è lui a concluderla con un sinistro chirurgico. <br><strong>Peirò 7</strong> Punta mobile, sguscia tra le maglie dell&#8217;Independiente mettendo in crisi più volte la retroguardia argentina. Sfiora il gol ripetutamente e nel finale si traveste da perfetto uomo-assist, offrendo a Corso la palla del successo.<br><strong>Sarti 7</strong> Decisivo almeno quanto Corso e Peirò. Sicuro, concentrato, attento, fiacca ogni tentativo degli argentini con parate non sempre facili. Colonna.<br><strong>Suarez I 6,5 </strong>Il centrocampista spagnolo si conferma il trait-d&#8217;union e il cervello della squadra. Tocca molti palloni e si muove senza palla, dirigendo il traffico e dando un aiuto in fase di non possesso. Non sempre lucidissimo però quando deve smistare il gioco o verticalizzare. Tanto prezioso lavoro dietro le quinte.<br><strong>Milani 6 </strong>Per oltre un&#8217;ora è il peggiore in campo dei suoi, risucchiato nella difesa avversaria e costretto a girare alla larga da Maldonado &amp; co. Pur non essendo la sua giornata sul piano realizzativo, cresce con il passare dei minuti e si mette a servizio della squadra. C&#8217;è anche il suo zampino nella splendida azione di ripartenza che dà il gol all&#8217;Inter.</p>



<p><strong>LE PAGELLE INDEPENDIENTE<br>IL MIGLIORE PROSPITTI 7</strong> Corre ovunque, tampona, riparte, cuce il gioco e tenta più volte la sortita personale. È l&#8217;architrave del gioco dell&#8217;Independiente, un motorino instancabile.<br><strong>Paflik-Maldonado 6,5 </strong>Tutta la difesa argentina gioca complessivamente un buon match, ma premiamo loro che di tutti sono sembrati i più validi. Il terzino destro chiude con grandissima tempestività e non di rado si propone in attacco; l&#8217;esperto centrale è il giocatore che dà equilibrio e sostanza al reparto.<br><strong>Suarez II 5</strong> La difesa dell&#8217;Inter impedisce al Luis Suarez argentino di accendersi. Mai davvero temibile al tiro, costretto a giocare di sponda per rendersi utile almeno nella costruzione del gioco. Ma non è giornata.</p>



<p></p>



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<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="DiFilm - Independiente vs Inter - Intercontinental Cup 1964" width="1200" height="900" src="https://www.youtube.com/embed/BLGwZ96_yI8?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></div>
</div><figcaption>Gli highlights dell&#8217;incontro</figcaption></figure>



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		<title>Libertadores 1984 Finale andata: Gremio-Independiente 0-1</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2021/02/08/libertadores-1984-finale-andata-gremio-independiente-0-1.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Niccolo Mello]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Feb 2021 16:35:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Coppa Libertadores]]></category>
		<category><![CDATA[1984]]></category>
		<category><![CDATA[bochini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina: il gol di Burruchaga [www.locoxelrojo.com] Colpaccio dell&#8217;Independiente in casa dei campioni in carica del Gremio nella finale di andata della Libertadores 1984. [&#8230;]</p>
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<p class="has-text-align-right"><em>Immagine di copertina: il gol di Burruchaga [www.locoxelrojo.com]</em></p>



<p><strong>Colpaccio dell&#8217;Independiente</strong> in casa dei campioni in carica del Gremio nella finale di andata della Libertadores 1984. Gli argentini, che dal 1971 al 1975 vinsero quattro volte il trofeo, si portano dunque nuovamente a un passo dal titolo: nella partita di ritorno in casa basterà loro il pareggio. <strong>Trait d&#8217;union tra i due cicli il veterano Ricardo Bochini, che a 30 anni, delizia la platea ed è ancora il migliore in campo</strong>: suo lo splendido assist per il gol-partita di Burruchaga, sue le giocate tecnicamente più raffinate dell&#8217;incontro.</p>



<p><strong>Gremio:</strong> Marcos &#8211; Casemiro, Baidek, De Leon, Paulo Cesar &#8211; China, Osvaldo, Luis Carlos &#8211; Renato, Guilherme (st 20&#8242; Gilson), Tarciso.<br><strong>Independiente:</strong> Goyen &#8211; Clausen, Villaverde, Trossero, Enrique &#8211; Giusti, Marangoni &#8211; Burruchaga, Bochini, Buffarini &#8211; Barberon (st 34&#8242; Reinoso).</p>



<p><strong>Primo tempo<br>15&#8242;</strong> Bochini innesca Giusti, che vince un rimpallo e calcia da lontano: palla di poco alta. Dopo una fase iniziale di predominio territoriale del Gremio, la prima occasione è però dell&#8217;Independiente.<br><strong>24&#8242; GOL INDEPENDIENTE</strong> Guilherme perde un sanguinoso pallone sulla trequarti, Marangoni serve Bochini, che con un assist delizioso innesca in area Burruchaga, tocco sotto sull&#8217;uscita di Marcos e palla in rete.<br><strong>28&#8242; </strong>Tarciso fa da sponda per Guilherme, missile da fuori area, Goyen vola e devia in angolo. Dal corner batte lo stesso Tarciso, la palla attraversa tutta l&#8217;area e non trova compagni pronti per la deviazione sotto misura.<br><strong>32&#8242; </strong>grande azione dell&#8217;Independiente, da Enrique a Bochini, che pesca a sinistra Buffarini, cross in mezzo all&#8217;area, Barberon incrocia con il destro a botta sicura, Marcos riesce miracolosamente a deviare sul palo con una mano.<br><strong>35&#8242; </strong>Osvaldo innesca sulla destra Renato, che accelera lasciando sul posto Enrique e calcia in corsa, Goyen respinge.<br><strong>38&#8242;</strong> spunto di Renato a destra, cross sul secondo palo, colpo di testa di Guilherme da ottima posizione ma un po&#8217; fiacco, Goyen neutralizza.<br><strong>40&#8242; </strong>chance per Baidek che ci prova da lontano, ancora Goyen blocca in due tempi. Insiste il Gremio.<br><strong>42&#8242;</strong> scambio sontuoso Trossero-Bochini-Trossero, tiro da fuori, Marcos respinge, Barberon si fionda sulla respinta e calcia, ma ancora il portiere brasiliano dice no con i piedi.<br><strong>45&#8242;</strong> triangolo Osvaldo-Luis Carlos-Osvaldo, sponda aerea in area per Guilherme che calcia al volo, Goyen devia con una mano.</p>



<p><strong>Secondo tempo<br>15&#8242;</strong> proiettile da fuori area di China, Goyen non si fa sorprendere.<br><strong>25&#8242;</strong> Bochini verticalizza per Barberon, conclusione in corsa, Marcos neutralizza.<br><strong>40&#8242;</strong> triangolo splendido tra Bochini e Burruchaga, Bochini arriva davanti a Marcos, ma invece che tirare tocca indietro ancora per Burruchaga, conclusione violenta e a colpo sicuro, sulla linea di testa respinge miracolosamente Luis Carlos. L&#8217;Independiente nel secondo tempo ha legittimato il vantaggio.<br><strong>44&#8242; </strong>ancora una grande azione corale della squadra argentina porta al tiro in area Burruchaga e ancora Marcos si oppone con il corpo.</p>



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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="816" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/02/Ricardo_Bochini.jpg" alt="" class="wp-image-3791" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/02/Ricardo_Bochini.jpg 800w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/02/Ricardo_Bochini-294x300.jpg 294w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/02/Ricardo_Bochini-768x783.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption>Il veterano dell&#8217;Independiente Ricardo Bochini: classe ed esperienza al servizio del collettivo<br></figcaption></figure></div>



<p><strong>LE PAGELLE GREMIO<br>IL MIGLIORE MARCOS 7</strong> Se il Gremio tiene ancora aperto uno spiraglio per la vittoria della coppa, lo deve ai guizzi e ai riflessi del suo portiere. Fiacca tutti i tentativi dell&#8217;Independiente da vicino e da lontano, limitando il passivo a un solo gol di scarto.<br><strong>Osvaldo 6</strong> Dirige il traffico con lucidità in mezzo al campo, provando a proporsi in avanti.<br><strong>Renato 5,5</strong> Qualche spunto isolato, soprattutto nel primo tempo. Ma in generale non lascia tracce evidenti.<br><strong>Guilherme 5 </strong>Poco efficace al tiro, ha il demerito di perdere il pallone che dà il via al gol argentino.</p>



<p><strong>LE PAGELLE INDEPENDIENTE<br>IL MIGLIORE BOCHINI 7</strong> L&#8217;arte al potere. Regista mobile, smista una gran quantità di palloni e ogni tocco è un mix di qualità tecnica e intelligenza. Splendido l&#8217;assist con cui manda in gol Burruchaga. Tecnicamente è di un&#8217;altra categoria.<br><strong>Burruchaga 7</strong> Incisivo, scattante come una molla, determinante in zona gol con lo scavetto di classe che determina una vittoria che vale platino. Vicinissimo al bis due volte nella ripresa, ma trova sulla sua strada prima Luis Carlos sulla linea e poi Marcos.<br><strong>Giusti-Marangoni 6,5</strong> Perno centrale dell&#8217;Independiente, abbinano fosforo e “garra”. Lavoro preziosissimo nella cucitura del gioco tra la linea difensiva e la batteria dei trequartisti.</p>



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</div><figcaption>Il gol partita di Burruchaga</figcaption></figure>
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