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	<title>Attualità Archivi - Game of Goals</title>
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	<title>Attualità Archivi - Game of Goals</title>
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		<title>La rivoluzione industriale di Guardiola: le 10 stagioni d&#8217;oro di Pep al Manchester City</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marcello Brescia]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jun 2026 06:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>«Questa città è stata costruita attraverso il lavoro, sgobbando. Lo vedi nel colore dei mattoni, dalle persone che timbrano il cartellino presto e rimangono fino [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2026/06/04/la-rivoluzione-industriale-di-guardiola-le-10-stagioni-doro-di-pep-al-manchester-city.html">La rivoluzione industriale di Guardiola: le 10 stagioni d&#8217;oro di Pep al Manchester City</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>«Questa città è stata costruita attraverso il lavoro, sgobbando. Lo vedi nel colore dei mattoni, dalle persone che timbrano il cartellino presto e rimangono fino a tardi. Le fabbriche, il Centro Pankhurst, i sindacati, la musica. Semplicemente, la rivoluzione industriale, e il modo in cui essa ha cambiato il mondo». </p>
</blockquote>



<p class="has-drop-cap">Nel suo lungo video d&#8217;addio postato sui propri canali social, questo passaggio è forse uno dei più interessanti, e riassume come meglio non potrebbe il legame venutosi a creare tra <em>Pep </em><strong>Guardiola </strong>e la città di Manchester. Un luogo uggioso e che difficilmente riscalda il cuore, lontanissimo nei chilometri e nell&#8217;anima da quella Catalogna divenuta non soltanto madre affettuosa, ma anche vessillo da sventolare con fermezza e orgoglio. </p>



<p>Eppure, nel corso di questo suo decennio <em>mancuniano</em>, <em>Pep </em>non ha mai tentato di rinchiudersi in una torre d&#8217;avorio fatta di milioni di sterline e di schemi cervellotici, riuscendo a immergersi con naturalezza e genuino interesse nella cultura operaia della città. Non è affatto casuale, dunque, il suo riferimento al Pankhurst, ossia il luogo di nascita del movimento delle suffragette all&#8217;inizio del secolo scorso.</p>



<p>In maniera tutt&#8217;altro che inconscia, infatti, a <strong>Guardiola </strong>piace eccome inserirsi nel solco dei grandi rivoluzionari di Manchester. Certo, il cambiamento da lui messo in atto non ha portato a un&#8217;innovazione tecnologica epocale come l&#8217;Industrial Revolution, e non ha neanche favorito l&#8217;emancipazione femminile come le suffragette, ma ha fatto capire agli inglesi un concetto tutt&#8217;altro che scontato nella Premier League di 10 anni fa. </p>



<p>A esprimerlo, in un certo senso, ci aveva già pensato <strong>Carlos Peucelle</strong> diversi decenni or sono, usando una logica ferrea: <em>«Con che cosa si gioca il calcio? &#8216;Con la palla&#8217;. E di cosa è fatta la palla? &#8216;Di cuoio&#8217;. Ora, da dove viene questo cuoio? &#8216;Dalla mucca&#8217;. E cosa mangia la mucca? &#8216;L&#8217;erba&#8217;. E allora la palla sempre per terra sull&#8217;erba e giocata di prima<em>»</em>.</em> </p>



<p>Nel proprio laboratorio da scienziato pazzo, <strong>Guardiola </strong>ha ridefinito giorno dopo giorno gli standard del calcio britannico (ed europeo) con una continuità spaventosa per qualunque campionato, ancor di più in quello più competitivo ed esigente al mondo. Ecco dunque un bel <em><em>tour de force</em></em> di 593 partite, 20 trofei, e, come già detto, 10 stagioni, messe in ordine dalla meno felice alla più ricca di successi.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">10) 2024-2025</h2>



<p></p>



<p>Per parlare della stagione più buia della carriera da allenatore di <strong>Josep Guardiola</strong>, occorre partire da un episodio che col campo c&#8217;entra fino a un certo punto, ma che riassume come meglio non potrebbe un&#8217;annata piena di cattivi pensieri per il tecnico catalano. È il 26 novembre 2024, e il Manchester City si è appena fatto rimontare 3 gol in 15&#8242; dal Feyenoord in un match casalingo di Champions League, aggravando una crisi già ampiamente sotto gli occhi di tutti dopo cinque sconfitte consecutive. </p>



<p>A sconcertare non è soltanto il mix di svagatezza ed ansia che da tempo attanaglia il City, ma anche e soprattutto il modo in cui <strong>Guardiola </strong>si presenta in conferenza stampa: il capoccione di <em>Pep </em>è completamente martoriato da una serie di taglietti ed escoriazioni un po&#8217; da cartone animato, ma che di buffo non hanno proprio nulla. </p>



<p>I grattacapi che tormentano gran parte degli allenatori di alto livello, assumono in questo caso un significato letterale: il mercato estivo piuttosto scarno, un po&#8217; di pancia piena dopo quattro campionati vinti uno in fila all&#8217;altro, e il grave infortunio al neo-Pallone d&#8217;Oro <strong>Rodri </strong>diventano dei rebus irrisolvibili per <strong>Guardiola</strong>, che conduce una stagione all&#8217;insegna della rassegnazione. </p>



<p>Ad avvelenare ulteriormente il clima ci pensano poi i problemi giudiziari dei <em>Citizens</em>, su cui da anni incombono potenziali penalizzazioni per le loro innumerevoli violazioni del fair play finanziario, e che diventano un tema di discussione ricorrente per quasi tutta la stagione. Insomma, per la prima volta dopo quasi un decennio, il sole sembra iniziare a tramontare sull&#8217;impero di <em>Pep</em>.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="645" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/Paris_Saint-Germain_-_Manchester_City_FC_22_January_2025_168_cropped-1024x645.jpg" alt="" class="wp-image-27425" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/Paris_Saint-Germain_-_Manchester_City_FC_22_January_2025_168_cropped-1024x645.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/Paris_Saint-Germain_-_Manchester_City_FC_22_January_2025_168_cropped-300x189.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/Paris_Saint-Germain_-_Manchester_City_FC_22_January_2025_168_cropped-768x484.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/Paris_Saint-Germain_-_Manchester_City_FC_22_January_2025_168_cropped.jpg 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Una squadra del City 2024-2025</figcaption></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">9) 2016-2017</h2>



<p></p>



<p>L&#8217;attaccamento morboso di <strong>Guardiola </strong>al successo è testimoniato da una statistica irreale: in quasi 20 stagioni, le sue squadre non hanno mai chiuso il campionato fuori dal podio. In tutti questi anni, inoltre, <em>Pep </em>si è dovuto accontentare della medaglia di bronzo in due sole occasioni, nel sopracitato 2024-2025, e nel 2016-2017, la sua prima annata a Manchester.</p>



<p>Sul Regno Unito, in quel periodo, iniziano a soffiare i venti della Brexit, e anche nel calcio inglese certe novità &#8220;continentali&#8221; non vengono accolte con troppo entusiasmo. <em><em>«</em>Bravo Guardiola, per carità, ma qui in Inghilterra si gioca in maniera più intensa rispetto a come si fa in Spagna, e ad attenderlo troverà una concorrenza ben più ostica rispetto a quella avuta in Germania con il suo Bayern Monaco<em>»</em></em>. </p>



<p>Erano più o meno questi i discorsi che si facevano Oltremanica ai tempi, e che avrebbero trovato un&#8217;illusoria conferma nelle difficoltà avute da <em>Pep </em>nell&#8217;approcciarsi al suo nuovo ecosistema. Il calcio posizionale, del resto, non si insegna certo in due giorni, e fatica ad attecchire in una rosa dall&#8217;età media alta, e che necessita di un urgente <em>restyling</em> (specie in difesa). </p>



<p>Neanche la Premier League, oltretutto, sembra ancora pronta a farsi contaminare dal <em>guardiolismo</em>: a dominare il campionato è il Chelsea di <strong>Conte</strong>, la squadra con il minor possesso palla medio tra le <em>Big Six</em>, e che tra andata e ritorno infilza il Manchester City con due lezioni di cinismo nostrano. Tra le risatine generali, Pep arriva a maggio con <em>zeru tituli</em>, e inizia a prendere appunti: di lì a pochi mesi, nella terra di Sua Maestà, nulla sarebbe stato più come prima.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img decoding="async" width="640" height="360" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/ecb67a94601c47ef8584b485c3d21032.jpg" alt="" class="wp-image-27427" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/ecb67a94601c47ef8584b485c3d21032.jpg 640w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/ecb67a94601c47ef8584b485c3d21032-300x169.jpg 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /><figcaption class="wp-element-caption">Un undici del City 2016-2017</figcaption></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">8) 2019-2020</h2>



<p></p>



<p>Se a Barcellona la Gioconda <em>blaugrana </em>dipinta da <strong>Guardiola </strong>era stata macchiata da qualche schizzo di fango, sapientemente tiratogli addosso dal Real Madrid di <strong>Mourinho</strong>, l&#8217;arcirivale di <em>Pep </em>in Premier League avrebbe avuto un comportamento ben più cavalleresco. Con il suo sorriso a 32 denti, infatti, <strong><a href="https://gameofgoals.it/2024/05/11/jurgen-klopp-il-disertore.html"><strong>Jürgen </strong>Klopp</a></strong> è stato per anni l&#8217;unico allenatore capace di mettere i bastoni tra le ruote al Manchester City, insidiandone non soltanto la bacheca dei trofei, ma anche la leadership in materia di avanguardismo calcistico. </p>



<p>Nel 2019-2020, il Liverpool del tecnico tedesco è all&#8217;apice del proprio ciclo, e semina la concorrenza già in autunno grazie a un filotto di vittorie spaventoso (fino a fine febbraio accumula 26 successi e un pareggio in 27 partite), con cui lascia il City a leccarsi le ferite. A <strong>Guardiola </strong>non bastano un <strong><a href="https://gameofgoals.it/2025/04/06/radio-kevin-le-perle-di-de-bruyne-in-europa.html">De Bruyne</a></strong> alieno (13 gol e 20 assist) e il miglior <strong>Sterling </strong>di sempre (20 gol) per tenere il passo dei <em>Reds </em>in campionato, ed è dunque costretto a fare <em>all-in</em> sulla Champions League dopo aver già vinto la Coppa di Lega. </p>



<p>A rimescolare le carte in tavola ci pensano il Covid-19 e la conseguente pandemia, che stravolgono la fase finale della Champions League: ci si gioca tutto nel caldo agostano di Lisbona, con gare secche dai quarti in poi. Per <em>Pep</em>, che non raggiunge una semifinale europea dai tempi del Bayern, si profila un&#8217;occasione d&#8217;oro, essendo stato accoppiato al modestissimo Lione di <strong>Rudi Garcia</strong>. </p>



<p>Ciò che succede in Portogallo, tuttavia, ha ben poche spiegazioni razionali: per limitare le transizioni dei francesi, <strong>Guardiola </strong>ricorre a una strana difesa a 3, una scelta conservativa che puntualmente non paga. Gli errori da matita blu di <strong>Ederson </strong>e <strong>Sterling </strong>fanno il resto, e condannano il City a una delle eliminazioni europee più beffarde della propria storia.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img decoding="async" width="640" height="360" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/5e6b45738f1f496db71211566e9700d1.jpg" alt="" class="wp-image-27429" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/5e6b45738f1f496db71211566e9700d1.jpg 640w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/5e6b45738f1f496db71211566e9700d1-300x169.jpg 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /><figcaption class="wp-element-caption">Giocatori del City della stagione 2019-2020</figcaption></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">7) 2025-2026</h2>



<p></p>



<p>La stagione appena conclusa, per quanto agrodolce e piena di rimpianti, è a mio avviso la migliore del Manchester City <em>guardioliano</em> tra quelle in cui non è riuscito ad aggiudicarsi la Premier League. Dopo le rovinose cadute dell&#8217;annata precedente, tutti quanti si aspettano il ritorno ad alti livelli di <strong>Bernardo Silva</strong> e compagni, che tuttavia, ai nastri di partenza, vengono messi in terza posizione dietro alle due grandi favorite: il Liverpool di <strong>Slot</strong>, campione in carica e (apparente) re del mercato, e l&#8217;Arsenal di <strong>Arteta</strong>, ormai maturo a sufficienza per puntare al colpo grosso. </p>



<p>Saranno proprio i <em>Gunners </em>a dettare il passo in campionato, dove la discontinuità del City sembra inizialmente un limite troppo evidente per poter davvero competere per il titolo. È una versione dei <em>Citizens </em>più verticale e meno improntata al controllo rispetto al passato; tra i volti nuovi, si esaltano soprattutto il ventunenne <strong>O&#8217;Reilly</strong> (forse l&#8217;ultimo grande lascito tecnico di <strong>Guardiola </strong>a Manchester) e <strong>Rayan Cherki</strong>, autentico genio del pallone capace di leggere uno spartito tutto suo. </p>



<p>Le paure e il peso della storia che gravano sull&#8217;Arsenal permettono a <em>Pep </em>di riaggrapparsi alla vetta in primavera, tant&#8217;è che lo scontro diretto deciso da <strong>Håland </strong>a metà aprile sembra poter essere il vero punto di svolta del campionato. Il City 2025-2026, tuttavia, si spegne e si riaccende quando meno te l&#8217;aspetti, e si incaglia in casa dell&#8217;Everton nel rush finale, spedendo dunque la coppa a Londra. </p>



<p>Non è un caso che a deporre definitivamente <strong>Guardiola</strong> sia stato un suo ex assistente, ispiratosi al lato più reazionario del suo calcio (la retroguardia composta da quattro difensori centrali come il City 2023 ne è un esempio lampante) per sconfiggere l&#8217;antico maestro. Per farsi perdonare, <em>Pep </em>riesce comunque a mettersi in saccoccia la Carabao e la Fa Cup: non male come regalo di addio&#8230;</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/trophyliftoverlay-1024x576.webp" alt="" class="wp-image-27430" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/trophyliftoverlay-1024x576.webp 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/trophyliftoverlay-300x169.webp 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/trophyliftoverlay-768x432.webp 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/trophyliftoverlay-1536x864.webp 1536w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/trophyliftoverlay.webp 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">I giocatori del City esultano per la vittoria nella Fa Cup 2025-2026</figcaption></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">6) 2023-2024</h2>



<p></p>



<p>Smaltita la sbornia per l&#8217;<em>en plein</em> della stagione precedente, nel 2023-2024 il Manchester City va alla cassa a riscuotere i vari trofei &#8220;laterali&#8221;, derivanti dalla vittoria della Champions League a giugno: in Supercoppa Europea (dove si mette in mostra un <strong>Cole Palmer</strong> ancora in rampa di lancio) servono i rigori per piegare il Siviglia, mentre il Mondiale per club si rivela una mera formalità. </p>



<p>Ben più sudata invece la lotta per la Premier League, vinta soltanto all&#8217;ultima curva dopo un lungo triello con le solite Arsenal e Liverpool. A dar speranza a queste ultime ci pensano gli scontri diretti, in cui il City non riesce praticamente mai a imporsi; il vero fattore decisivo, tuttavia, sarà il ruolino di marcia impeccabile degli uomini di <strong>Guardiola </strong>contro le medio-piccole, come testimoniano i soli 3 punti persi in tutto il campionato contro squadre della parte destra della classifica (nella fattispecie, il Wolverhampton). </p>



<p><strong>Håland </strong>si riconferma implacabile aguzzino del gol, ma i veri mvp stagionali sono <strong>Rodri </strong>(che raggiunge livelli di decisività difficilmente replicabili da un mediano nel calcio contemporaneo) e <strong>Foden </strong>(che soprattutto in assenza dell&#8217;infortunato <strong>De Bruyne</strong> vede accresciute a dismisura le proprie responsabilità creative). L&#8217;unica nota stonata della stagione è l&#8217;eliminazione ai rigori nel quarto di finale di Champions contro il multiforme Real Madrid di <strong><a href="https://gameofgoals.it/2022/05/31/onore-al-real-madrid-e-ad-ancelotti-il-trionfo-della-misura-e-dellintelligenza.html">Ancelotti</a></strong>: a posteriori, si rivelerà il vero e proprio canto del cigno del Manchester City di <strong>Guardiola </strong>in campo internazionale.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/champions-stats-wide-1024x576.webp" alt="" class="wp-image-27431" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/champions-stats-wide-1024x576.webp 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/champions-stats-wide-300x169.webp 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/champions-stats-wide-768x432.webp 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/champions-stats-wide-1536x864.webp 1536w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/champions-stats-wide.webp 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Il City campione d&#8217;Inghilterra nel 2023-2024</figcaption></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">5) 2020-2021</h2>



<p></p>



<p>Come per ogni alchimista che si rispetti, non tutti gli esperimenti di <strong>Guardiola </strong>sono riusciti alla perfezione, anzi. Il suo grande merito, tuttavia, è sempre stato quello di riuscire a concedersi qualche balbettio in più nella prima fase della stagione, in attesa di trovare l&#8217;assetto tattico ideale da sfoderare da marzo in poi, quando c&#8217;è da scrivere per davvero la storia del pallone. È esattamente così che vanno le cose nel 2020-2021: il City parte a rilento, ed è costretto a trovare nuovi equilibri e nuovi leader. </p>



<p>Il declino fisico di <strong>Agüero </strong>e le partenze di <strong><a href="https://gameofgoals.it/2024/10/20/david-silva-mago-merlino-alla-corte-della-regina.html">David Silva</a></strong> e <strong>Kompany</strong> (quest&#8217;ultimo colpevolmente non sostituito a dovere nell&#8217;estate 2019) lasciano un vuoto difficile da colmare per chiunque, ma non per <em>Pep</em>. Quest&#8217;ultimo individua nel ventitreenne <strong>Rúben Dias</strong> il nuovo pilastro intorno a cui costruire la retroguardia, mentre al resto ci pensa <strong>Gündoğan</strong>, chiamato non soltanto a dare geometrie, ma anche e soprattutto a compensare l&#8217;assenza di un attaccante puro con i suoi inserimenti.</p>



<p>I 17 gol totali del centrocampista tedesco (capocannoniere stagionale della squadra) sono una tanica di benzina vitale per un City inarrestabile, che in primavera vince agilmente campionato e Carabao Cup, e raggiunge anche la sua prima finale di Champions League. Ad aspettare al varco <strong>Guardiola</strong>, però, c&#8217;è la sagoma ossuta e arcigna di <strong>Thomas Tuchel</strong>, l&#8217;unico a conoscere l&#8217;ingrediente segreto per fermare i <em>Citizens</em>. </p>



<p>Le due sconfitte nel giro di un mese (Fa Cup e campionato) contro il suo Chelsea preoccupano non poco il tecnico catalano, che nel preparare la finalissima commette probabilmente il più grande errore della propria carriera: dal centrocampo in su, <em>Pep </em>schiera unicamente giocatori offensivi, privandosi di un equilibratore fondamentale come <strong>Rodri</strong> e allontanando dalla porta <strong>Foden </strong>per favorire uno <strong>Sterling </strong>fuori forma. Un nebuloso <em>overthinking </em>che a Stamford Bridge ricordano ancora oggi, con una Coppa dei Campioni in più in bacheca.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="640" height="360" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/24371b699c7047aaa036589eb69e15ca.jpg" alt="" class="wp-image-27432" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/24371b699c7047aaa036589eb69e15ca.jpg 640w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/24371b699c7047aaa036589eb69e15ca-300x169.jpg 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /><figcaption class="wp-element-caption">Una squadra del 2020-2021</figcaption></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">4) 2021-2022</h2>



<p></p>



<p>Ai piedi del podio di questa classifica, ho scelto di inserire la stagione 2021-2022 per un semplice motivo: è un&#8217;ulteriore evoluzione della 2020-2021, con picchi di efficienza e spettacolo ancor più elevati. A differenza dell&#8217;anno precedente, la concorrenza interna stavolta è agguerritissima, e per avere la meglio su un Liverpool da 92 punti in campionato, il City è costretto a toccare quota 93 (ben 7 in più del 2021). </p>



<p>Inoltre, nonostante il percorso europeo stavolta si interrompa soltanto in semifinale e non in finale, <em>Pep </em>ha decisamente meno da rimproverarsi: l&#8217;eliminazione per mano del solito Real Madrid non è causata da garbugli tattici <em>et similia</em>, ma da quei maledetti episodi che rendono la Champions League la competizione del diavolo (e in cui gente come <strong>Courtois</strong>, <strong>Benzema</strong>, <strong>Rodrygo </strong>e compagnia bella riesce a muoversi con sovrannaturale disinvoltura). </p>



<p>Nonostante il mercato estivo veda sfumare gli arrivi di <strong>Harry Kane </strong>prima e <strong><a href="https://gameofgoals.it/2022/03/07/mister-champions-le-10-partite-europee-piu-grandi-di-cristiano-ronaldo.html">Cristiano Ronaldo</a> </strong>poi (lo so, sembra assurdo immaginarlo al servizio di <strong>Guardiola</strong>), il Manchester City è probabilmente la squadra più forte del pianeta pur non disponendo di alcun fuoriclasse vero e proprio in attacco. Il congegno offensivo messo a punto da <strong>Guardiola</strong>, infatti, permette di distribuire piuttosto equamente il bottino, come dimostrato dai numeri: in campionato, sono ben sette i giocatori a raggiungere la doppia cifra di gol e assist sommati (<strong>De Bruyne</strong>, <strong>Sterling</strong>, <strong>Mahrez</strong>, <strong>Gabriel Jesus</strong>, <strong>Foden</strong>, <strong>Gündoğan</strong> e <strong>Bernardo Silva</strong>). </p>



<p>Nota di merito anche per le altezze celestiali dove volteggia <strong>João Cancelo</strong>, che in quel periodo, da terzino sinistro a piede invertito, non teme confronti con nessun altro interprete del proprio ruolo.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/team-photo-web-1024x576.webp" alt="" class="wp-image-27433" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/team-photo-web-1024x576.webp 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/team-photo-web-300x169.webp 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/team-photo-web-768x432.webp 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/team-photo-web-1536x864.webp 1536w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/team-photo-web.webp 1620w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Foto di squadra della stagione 2021-2022</figcaption></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">3) 2017-2018</h2>



<p></p>



<p>Spesso e volentieri, com&#8217;è inevitabile, le migliori stagioni calcistiche di un club sono figlie di una grande campagna acquisti. Nella fattispecie, il mercato dell&#8217;estate 2017 porta a Manchester tre dei principali pretoriani dell&#8217;intero ciclo <em>guardioliano</em>: <strong>Ederson</strong>, <strong>Walker </strong>e <strong>Bernardo Silva</strong> (a cui si aggiungerà anche <strong>Laporte </strong>a gennaio), immediatamente protagonisti in una formazione destinata a dare un colpo di spugna a tutti i record storici della Premier League. </p>



<p>Ecco dunque una serie di primati stabiliti dal Manchester City 2017-2018: maggior numero di partite vinte (32), striscia più lunga di vittorie consecutive (18, praticamente un intero girone), attacco più prolifico (106 gol), e maggior distacco sulla seconda classificata (19 punti in più di <strong>Mourinho </strong>e del suo Manchester United, fermatosi ad 81).</p>



<p>Ah già, quasi mi dimenticavo del record di punti: 100 tondi tondi, un traguardo leggendario ottenuto al 90&#8242; dell&#8217;ultima giornata, grazie a un memorabile pallonetto di <strong>Gabriel Jesus</strong> contro il Southampton. È in quell&#8217;esatto momento che quei giocatori diventano i <em>Centurions</em>, ottenendo l&#8217;immortalità calcistica, e aprendo un ciclo protrattosi per quasi un decennio. </p>



<p>Per la grande affermazione in Champions League, tuttavia, è ancora presto: in campionato il City infligge un distacco di 25 punti al Liverpool, che nel confronto diretto riesce però ad azzerare il <em>gap</em>, lasciando <strong>Guardiola </strong>a bocca asciutta nel suo unico duello europeo con <strong>Klopp</strong>.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/be27e7917230ce404cf2123620da3de9867825a5.jpg-1024x576.webp" alt="" class="wp-image-27436" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/be27e7917230ce404cf2123620da3de9867825a5.jpg-1024x576.webp 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/be27e7917230ce404cf2123620da3de9867825a5.jpg-300x169.webp 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/be27e7917230ce404cf2123620da3de9867825a5.jpg-768x432.webp 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/be27e7917230ce404cf2123620da3de9867825a5.jpg-1536x864.webp 1536w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/be27e7917230ce404cf2123620da3de9867825a5.jpg.webp 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">I giocatori del City esultano dopo un gol nella stagione 2017-2018: l&#8217;attacco dei Citizens fu torrenziale</figcaption></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">2) 2018-2019</h2>



<p></p>



<p>Limitatamente ai cinque campionati europei per eccellenza, almeno da quando seguo questo sport, non ricordo una singola lotta per il titolo vagamente paragonabile a quella della Premier League 2018-2019. Parliamo di un vero e proprio blockbuster, per qualità degli interpreti in campo e in panchina, per le mille emozioni protrattesi fino all&#8217;ultima giornata, e per le filosofie di gioco delle due squadre coinvolte, così differenti e al contempo destinate a compenetrarsi a vicenda, traghettando il calcio inglese (e non solo) nel futuro.</p>



<p>Insomma, parliamo di uno zenit difficilmente replicabile anche da un punto di vista meramente statistico: 195 punti totali raccolti dalle due contendenti, 98 dal Manchester City, e 97 dal Liverpool. Semplicemente fantascienza. Il City, d&#8217;altro canto, ha ormai una consapevolezza da pilota automatico, e un tridente da lacrimucce (<strong>Sterling</strong>, <strong>Agüero </strong>e <strong>Sané</strong>, tutti e tre al picco delle rispettive carriere), coadiuvati dall&#8217;ultimo grande <strong>David Silva</strong>, ormai trentatreenne. </p>



<p>Parliamo di una vera e propria macchina da guerra, che prima anestetizza e poi travolge le avversarie, e che in patria si rende protagonista di un&#8217;abbuffata mai vista fino ad allora: la squadra di <strong>Guardiola </strong>è infatti la prima nella storia del calcio inglese ad aggiudicarsi tutti i quattro trofei domestici in una singola stagione (Community Shield, Premier League, Carabao Cup ed FA Cup). </p>



<p>Tanto per cambiare, invece, in Champions i <em>Citizens </em>si fermano alle Colonne d&#8217;Ercole dei quarti di finale, anche stavolta in un <em>Euroderby</em>. L&#8217;avversario è il Tottenham di <strong>Pochettino</strong>, che con organizzazione, astuzia, qualche episodio arbitrale favorevole e una discreta dose di fortuna, riesce a raggiungere le agognatissime semifinali. Ancor più del match di ritorno, un flipper impazzito di gol e ribaltoni, per il City si rivela letale l&#8217;andata di Londra, persa anche e soprattutto a causa di un atteggiamento insolitamente prudente.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="810" height="540" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/60291534_2720288888000469_8897940539475755008_n.jpg" alt="" class="wp-image-27437" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/60291534_2720288888000469_8897940539475755008_n.jpg 810w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/60291534_2720288888000469_8897940539475755008_n-300x200.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/60291534_2720288888000469_8897940539475755008_n-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 810px) 100vw, 810px" /><figcaption class="wp-element-caption">Esultanza per una Premier vinta sul filo di lana dopo un&#8217;epica battaglia con il Liverpool</figcaption></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">1) 2022-2023</h2>



<p></p>



<p>Sul primo posto non potevano esserci dubbi, sia per i risultati ottenuti che a livello puramente simbolico: il Manchester City 2022-2023 è a tutti gli effetti il mostro finale di <strong>Guardiola</strong>, quantomeno per quanto riguarda la sua lunga avventura inglese. Un livello troppo difficile da superare anche per il più accanito dei videogiocatori, e, nel suo caso, per il più meticoloso degli allenatori. </p>



<p>Per dar vita a questa creatura, tuttavia, <em>Pep </em>ha dovuto inserire l&#8217;unico pezzo che davvero gli era mancato nel biennio precedente, portando la prosa brutale e futurista di <strong>Erling Håland</strong> in una squadra a tratti fin troppo poetica. <em>«Ma come, ma il centravanti non era lo spazio?»; «E se facesse la fine di Ibrahimovic al Barcellona?»; «Guardiola sta tradendo le sue idee per la prima volta?»</em>. </p>



<p>Tutti questi dubbi estivi vengono fragorosamente spazzati via dal campo, in maniera non troppo dissimile da quella con cui l&#8217;attaccante norvegese bullizza i centrali di mezza Europa. Avere una punta così fisicamente dominante ed intimidatoria sotto porta (in campionato segna 36 gol, record per una singola stagione di Premier League) equivale ad avere un incredibile semplificatore di soluzioni nell&#8217;ultimo terzo di campo; il calcio del City è forse un po&#8217; meno affascinante di quello espresso nel biennio 2017-19, ma rimane una tenaglia da cui è impossibile non essere soppressi. </p>



<p>Lo scoprono a proprie spese l&#8217;Arsenal, psicologicamente divorato dai più esperti rivali nel testa a testa primaverile in campionato, il Manchester United, sconfitto in finale di Fa Cup, e tutte le malcapitate avversarie lungo il cammino dei <em>Citizens </em>in Champions League. Trovatosi sul lato più ostico del tabellone, <strong>Guardiola </strong>rifila due sculacciate epocali al Bayern Monaco di <strong>Tuchel </strong>e al Real Madrid di <strong>Ancelotti </strong>(già, proprio loro), scacciando i propri fantasmi europei in vista dell&#8217;ultimo atto contro l&#8217;Inter. </p>



<p>Contro ogni pronostico, sono proprio gli sfavoritissimi nerazzurri a mettere maggiormente in difficoltà il City, che dispone però di troppe armi (<strong>Stones</strong>, mvp della finalissima, e <strong>Rodri</strong>, autore del gol decisivo) per non completare il tanto ambito <em>Treble.</em> Un traguardo simile, in Inghilterra, lo aveva raggiunto soltanto il Manchester United di <strong>Ferguson </strong>nel 1999, ma con un percorso decisamente meno netto rispetto ai <em>Noisy Neighbours </em>di 24 anni dopo; limitatamente alla singola stagione, sono loro la miglior squadra inglese di ogni tempo?</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image alignfull size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/gettyimages-1497490592-1920x1080-1-1024x576.png" alt="" class="wp-image-27438" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/gettyimages-1497490592-1920x1080-1-1024x576.png 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/gettyimages-1497490592-1920x1080-1-300x169.png 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/gettyimages-1497490592-1920x1080-1-768x432.png 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/gettyimages-1497490592-1920x1080-1-1536x864.png 1536w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/gettyimages-1497490592-1920x1080-1.png 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Il City campione di tutto nella stagione 2022-2023: qui la squadra posa con l&#8217;agognata Champions League</figcaption></figure>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2026/06/04/la-rivoluzione-industriale-di-guardiola-le-10-stagioni-doro-di-pep-al-manchester-city.html">La rivoluzione industriale di Guardiola: le 10 stagioni d&#8217;oro di Pep al Manchester City</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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		<title>Champions League, finale: Psg-Arsenal 5-4 dcr (1-1)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Niccolo Mello]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 31 May 2026 08:43:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[2025-2026]]></category>
		<category><![CDATA[arsenal]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Back to back. Come in tempi recenti è riuscito solo al Real Madrid, che addirittura calò il tris di successi tra il 2016 e il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2026/05/31/champions-league-finale-psg-arsenal-5-4-dcr-1-1.html">Champions League, finale: Psg-Arsenal 5-4 dcr (1-1)</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-drop-cap">Back to back. Come in tempi recenti è riuscito solo al Real Madrid, che addirittura calò il tris di successi tra il 2016 e il 2018. Il Paris Saint-Germain, dopo il roboante 5-0 inflitto all&#8217;Inter un anno fa, si conferma sul tetto d&#8217;Europa battendo ai rigori l&#8217;Arsenal. Per i <em>Gunners </em>si tratta della seconda sconfitta in finale di Champions dopo quella del 2006 contro il Barcellona. In quel caso andarono in vantaggio nel primo tempo e vennero poi rimontati in dieci nel secondo. In questa occasione sono sempre andati avanti nei primi 45 minuti, hanno subito la rete del pari nella ripresa, ma sono riusciti a trascinare la contesa sino ai rigori. Dove però l&#8217;errore di uno dei migliori, il difensore brasiliano <strong>Gabriel</strong>, è costato la Coppa.</p>



<p>È stata una partita tutt&#8217;altro che indimenticabile sul piano estetico, con poche occasioni e le difese che hanno fatto decisamente aggio sui reparti offensivi. Da un punto di vista tattico ha vinto il copione predisposto da <strong>Mikel Arteta</strong>, che predilige la difesa all&#8217;attacco. Anche perché l&#8217;Arsenal ha avuto la fortuna di trovare il vantaggio dopo appena sei minuti con <strong>Havertz </strong>e poi si è chiuso a riccio, non lasciando passare uno spillo.</p>



<p>Il Psg ha sbattuto contro un muro. Le sue micidiali frecce offensive hanno bisogno di spazi larghi per incidere, ma contro la retroguardia blindata dei <em>Gunners </em>hanno dovuto sudare le proverbiali sette camicie per trovare gli spiragli giusti. Il possesso palla dei parigini ha rasentato a tratti percentuali bulgare, ma era in realtà sterile, ha prodotto poco in termini di occasioni, poiché veniva perennemente disinnescato al momento del dunque. Il duo <strong>Saliba</strong>&#8211;<strong>Gabriel</strong>, protetto dall&#8217;immarcescibile <strong>Rice</strong>, si è confermato il terzetto di livello mondiale su cui si basano le fortune della squadra londinese, anche perché l&#8217;attacco è distante non poco dai migliori reparti offensivi del pianeta (si pensi non solo a quello del Psg, ma anche del Bayern Monaco, del Barcellona, del Real Madrid, del Manchester City).</p>



<p>I parigini sono riusciti quantomeno, nel corso della ripresa, a trovare il pareggio per un&#8217;ingenuità di <strong>Mosquera </strong>su uno <strong>Kvaratshkelia </strong>che dopo essere stato annullato nel primo tempo è salito di tono nel secondo. Il Pallone d&#8217;Oro in carica <strong>Dembélé </strong>ha riportato la contesa in equilibrio e la formazione di <strong>Luis Enrique</strong> a quel punto ha dato la sensazione di poter piazzare la freccia del sorpasso, costruendo più occasioni dei rivali. Ma il colpo del ko non è arrivato anche perché l&#8217;Arsenal ha continuato a difendere bene, come fosse una riedizione delle migliori squadre del Catenaccio italiano.</p>



<p>Alla fine però non è bastato: l&#8217;Arsenal ai rigori è stato tradito due volte, da <strong>Eze </strong>e <strong>Gabriel</strong>, entrambi incapaci di inquadrare lo specchio della porta, mentre il Psg &#8211; errore di <strong>Nuno Mendes</strong> a parte &#8211; è stato perfetto. La Coppa dalle grandi orecchie resta così, per il secondo anno consecutivo e il terzo nella storia (<a href="https://gameofgoals.it/2020/01/31/1993-finale-olympique-marsiglia-milan-1-0.html">Olympique Marsiglia 1993</a>) in Francia. Se si guarda all&#8217;andamento globale della competizione è un successo meritato perché i parigini, esattamente come un anno fa, si sono dimostrati la squadra più completa, pur non disponendo probabilmente di un arsenale offensivo devastante come quello del Bayern Monaco.</p>



<p>Per <strong>Luis Enrique</strong> è il terzo successo nella competizione, come <strong>Bob Paisley</strong> e il suo maestro <em><a href="https://gameofgoals.it/2022/04/19/grandezza-e-limiti-del-guardiolismo.html">Pep </a></em><strong><a href="https://gameofgoals.it/2022/04/19/grandezza-e-limiti-del-guardiolismo.html">Guardiola</a></strong>, a -2 da <strong><a href="https://gameofgoals.it/2022/05/31/onore-al-real-madrid-e-ad-ancelotti-il-trionfo-della-misura-e-dellintelligenza.html">Carlo Ancelotti</a></strong>. Il tecnico spagnolo si conferma l&#8217;assoluto stratega di questo straordinario ciclo del Psg, che ha sapientemente trasformato da collezione di figurine a Squadra con la S maiuscola: nessuna prima donna e individualità tutte disponibili a mettersi al servizio del collettivo. È così che si costruiscono i cicli vincenti.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/psg_arsenal_arbitro_afp-1024x683.webp" alt="" class="wp-image-27369" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/psg_arsenal_arbitro_afp-1024x683.webp 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/psg_arsenal_arbitro_afp-300x200.webp 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/psg_arsenal_arbitro_afp-768x512.webp 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/psg_arsenal_arbitro_afp.webp 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Una fase del match. È stata una finale tattica e chiusa, non spumeggiante</figcaption></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il tabellino</h2>



<p></p>



<p><strong>PSG-ARSENAL 5-4 dcr (1-1)<br>Marcatori: </strong>pt 6&#8242; Havertz (A), st 10&#8242; Dembélé (P).<br><strong>Psg: </strong>Safonov; Hakimi, Marquinhos (sts 1&#8242; Zabarnyi), Pacho, Nuno Mendes; Joao Neves, Vitinha (sts 1&#8242; Beraldo), Fabian Ruiz (pts 6&#8242; Zaire Emery); Doué, Dembélé (pts 1&#8242; Ramos), Kvaratskhelia (st 38&#8242; Barcola).<br><strong>Arsenal:</strong> Raya; Mosquera (st 21&#8242; Timber), Saliba, Gabriel, Hincapié; Rice, Lewis-Skelly (pts 1&#8242; Zubimendi); Saka (st 38&#8242; Madueke), Odegaard (st 11&#8242; Gyokeres), Trossard (st 38&#8242; Martinelli); Havertz (pts 1&#8242; Eze).<br><strong>Rigori:</strong> Ramos (P) gol; Gyokeres (A) gol; Doué (P) gol; Eze (A) fuori; Nuno Mendes (P) parato; Rice (A) gol; Hakimi (P) gol; Martinelli (A) gol; Beraldo (P) gol; Gabriel (A) alto.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le pagelle</h2>



<p></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>PSG</strong></p>



<p><strong>IL MIGLIORE HAKIMI 7<br></strong>Non facile premiare un migliore in una partita così chiusa e tattica, che ha ricordato certe finali degli anni Ottanta a tratti, tipo <a href="https://gameofgoals.it/2019/03/27/1986-finale-steaua-bucarest-barcellona-2-0-dcr-0-0.html">Steaua Bucarest-Barcellona del 1986</a> o <a href="https://gameofgoals.it/2019/07/19/1988-finale-psv-eindhoven-benfica-6-5-dcr-0-0.html">Psv-Benfica del 1988</a>. Hakimi ha avuto dalla sua diversi meriti, pur non giocando una partita stratosferica: non ha mai commesso errori, ha annullato il proprio avversario, si è proposto con intelligenza in avanti appoggiando la manovra e mettendo alcuni invitanti cross, è stato freddissimo sul rigore. Una prova non eclatante, ma solidissima, a conferma che lui è senza dubbio oggi il miglior terzino destro al mondo.</p>



<p><strong>Marquinhos 6,5</strong> Alcune sbavature iniziali, come sul gol dell&#8217;Arsenal. Nel secondo tempo si riprende e gestisce con sicurezza. Da applausi l&#8217;abbraccio al compagno di nazionale Gabriel, a fine partita, dopo che quest&#8217;ultimo aveva sbagliato il rigore decisivo. Capitano vero.</p>



<p><strong>Vitinha 6,5 </strong>Meno appariscente e preciso di altre volte, ma dà comunque ordine e complessità al gioco. Temibile dalla distanza: sfiora due volte il bersaglio grosso.</p>



<p><strong>Kvaratshkelia 6,5</strong> Senza gli spazi larghi lasciati dalla difesa del Bayern Monaco e contro una difesa al contrario bassa e chiusa a doppia mandata come quella dell&#8217;Arsenal, lui fa più fatica. Primo tempo complicato. Poi ha il merito di procurarsi il rigore con un guizzo. Da lì cresce e centra il palo dopo una percussione delle sue. Comunque preziosissimo.</p>



<p><strong>Dembélé 6,5 </strong>Anche il Pallone d&#8217;Oro in carica gioca una partita di appoggio, senza strafare. Implacabile dal dischetto. Bravo come sempre a muoversi con intelligenza tra le linee.</p>



<p><strong>Doué 5 </strong>Flop della serata. Pochi guizzi, pochi spunti. Viene annullato dalla solida difesa dei <em>Gunners</em>. Un&#8217;altra notte rispetto a quella favolosa di 12 mesi fa contro l&#8217;Inter. Perché è uscito Kvara e non lui?</p>



<p></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>ARSENAL</strong></p>



<p><strong>IL MIGLIORE RICE 7<br></strong>Guida e metronomo. Lui, Gabriel e Saliba si confermano le tre vere stelle dei <em>Gunners</em>. Fa scudo davanti alla difesa, sradica palloni stile Busquets dei giorni migliori e organizza il gioco. Ci mette fisico, personalità e gamba. Chiude con una prestazione da mediano totale una stagione eccellente.</p>



<p><strong>Saliba 6,5 </strong>Alcune sbavature in campo aperto, ma il senso della posizione e le chiusure sono da applausi. La Francia dei fenomeni offensivi può dormire sonni tranquilli perché dietro c&#8217;è lui.</p>



<p><strong>Gabriel 6,5 </strong>Anche lui impeccabile in fase difensiva, tiene a bada per 120 minuti i temuti attaccanti parigini costringendoli al minimo sindacale. Re dell&#8217;area di rigore, insuperabile sulle palle inattive. Mezzo voto in meno per il rigore sbagliato che si rivela decisivo.</p>



<p><strong>Havertz 6,5</strong> L&#8217;unico sufficiente dell&#8217;attacco dei <em>Gunners</em>. Segna un gran gol confermando di essere l&#8217;uomo giusto delle finali (decise quella del 2021 tra Chelsea e Manchester City, leggi <a href="https://gameofgoals.it/2021/05/29/finale-champions-league-2020-2021-chelsea-manchester-city-1-0.html">qui</a>). Anche dopo si mette molto al servizio dei compagni. Stremato nella ripresa.</p>



<p><strong>Saka, Trossard, Goyokeres, Martinelli 5</strong> Tutti bocciati in blocco. L&#8217;Arsenal conferma in finale quanto si sapeva: difesa e fase difensiva migliore al mondo, attacco che fatica a rientrare nelle prime dieci formazioni mondiali&#8230;</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="PSG-Arsenal: la sequenza completa dei rigori | Champions League" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/sH4p4mYfNzU?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
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<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2026/05/31/champions-league-finale-psg-arsenal-5-4-dcr-1-1.html">Champions League, finale: Psg-Arsenal 5-4 dcr (1-1)</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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		<title>Champions League, semifinale ritorno: Bayern Monaco-Paris Saint Germain 1-1</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2026/05/06/champions-league-semifinale-ritorno-bayern-monaco-paris-saint-germain-1-1.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Tommaso Ciuti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 May 2026 22:29:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[2025-2026]]></category>
		<category><![CDATA[bayern monaco]]></category>
		<category><![CDATA[champions league]]></category>
		<category><![CDATA[dembelé]]></category>
		<category><![CDATA[kvaratshkelia]]></category>
		<category><![CDATA[neuer]]></category>
		<category><![CDATA[psg]]></category>
		<category><![CDATA[semifinali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina: Dembélé esulta dopo il gol Basta un gol di Ousmane Dembélé dopo tre minuti di gioco per regalare al Paris Saint Germain [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-text-align-right"><em>Immagine di copertina: Dembélé esulta dopo il gol</em></p>



<p class="has-drop-cap">Basta un gol di <strong>Ousmane Dembélé </strong>dopo tre minuti di gioco per regalare al Paris Saint Germain il biglietto per la seconda finale consecutiva di Champions League. Sono i bavaresi, in uno stadio infuocato, a recriminare maggiormente per un paio di discutibili decisioni arbitrali che fanno discutere: una tra tutte, il tocco di mano di <strong>Joao Neves </strong>nella propria area dopo un rinvio del compagno. La rete di <strong>Harry Kane</strong> arriva a tempo ormai scaduto ed è utile solo per le statistiche. <strong>Luis Enrique</strong> dunque ammutolisce l’Allianz Arena e vola a Budapest, dove affronterà l’Arsenal di <strong>Arteta</strong>. Dopo la marcia trionfale dello scorso anno, conclusasi con un 5-0 epocale all’Inter di<strong> Simone Inzaghi</strong>, il tecnico catalano cerca un bis che profumerebbe di impresa storica.</p>



<p>Chi si aspettava i fuochi d’artificio dell’andata sarà rimasto deluso, stavolta la cascata di gol non c’è stata. Tuttavia la partita sul piano tecnico è stata tutt’altro che banale: il gol pesantissimo di <strong>Dembélé</strong>, che conclude a rete con il piattone a butta sicura dopo un sontuoso dai-e-vai a centrocampo tra <strong>Kvaratskhelia </strong>e <strong>Fabian Ruiz</strong> infarcito da una sgroppata del georgiano in condizioni fisiche straripanti, sembrava il preludio ad una gara in discesa.</p>



<p>L’orgoglio del Bayern è però uscito dopo la prima mezz’ora di gioco: possesso sì, ma senza quella lucidità necessaria per sorprendere i rivali negli ultimi venti metri. Le giocate individuali dei due esterni che nella partita d’andata ci avevano regalato magie a profusione si sono viste a ritmi alterni (<strong>Olise </strong>nel primo tempo, <strong>Luis Diaz</strong> nel secondo), mentre <strong>Harry Kane</strong> &#8211; nonostante dedizione e impegno non manchino mai &#8211; è stato assorbito e neutralizzato dalla coppia difensiva <strong>Pacho</strong>&#8211;<strong>Marquinhos</strong>, ad eccezione dell’inutile rete nel finale.</p>



<p>D’altro canto il Bayern Monaco deve ringraziare l’eterno <strong>Neuer </strong>in almeno quattro occasioni, se il PSG non ha trovato il raddoppio (la parata sul colpo di testa di Joao Neves nel primo tempo è a dir poco sensazionale). Oltre alla straordinaria prestazione di <strong>Kvaratskhelia </strong>&#8211; sempre più uomo della Champions &#8211; è da segnalare l’ennesima prova infarcita di talento e scintille targata <strong>Désiré Doué</strong>, sempre più importante nello scacchiere parigino: imprendibile palla al piede, veloce nel dribbling e nel pensiero, tecnica sopraffina quasi “sudamericana”.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="450" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/232300583-201a4b19-3754-49bf-9347-42c29ab01956.jpg" alt="" class="wp-image-27294" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/232300583-201a4b19-3754-49bf-9347-42c29ab01956.jpg 800w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/232300583-201a4b19-3754-49bf-9347-42c29ab01956-300x169.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/232300583-201a4b19-3754-49bf-9347-42c29ab01956-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption">Esultanza del Psg</figcaption></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il tabellino</h2>



<p></p>



<p><strong>BAYERN MONACO-PSG 1-1<br>Marcatori:</strong> pt 3&#8242; Dembélé (P); st 49&#8242; Kane (B).<br><strong>Bayern Monaco (4-2-3-1):</strong> Neuer; Laimer, Upamecano (st 40’ Karl), Tah (st 23’ Kim), Stanisic (st 22’ Davies); Kimmich, Pavlovic; Olise, Musiala (st 34’ Jackson), Diaz; Kane. All. Kompany.<br><strong>Psg (4-3-3): </strong>Safonov; Zaire-Emery, Marquinhos, Pacho, Nuno Mendes (st 40’ Mayulu); Ruiz (st 31’ Beraldo), Vitinha, Joao Neves; Doué (st 31’ Hernandez), Dembélé (st 20’ Barcola), Kvaratskhelia. All. Luis Enrique.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le pagelle</h2>



<p></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>BAYERN MONACO</strong></p>



<p><strong>IL MIGLIORE NEUER 7,5<br></strong>Il pallone del gol di Dembélé gli sfiora la faccia, ma la leggenda tedesca è protagonista in almeno quattro occasioni, negando al PSG il raddoppio e tenendo in corsa i suoi fino alla fine. Eccellenti gli interventi su Doue e Kvara, anche se ritengo che il capolavoro sia l’intervento sul colpo di testa di Joao Neves nel primo tempo, un autentico riflesso felino, per un portiere ormai senza tempo.</p>



<p><strong>Kimmich 6,5</strong> Regia ordinata e pulita, fa sempre la cosa giusta e amministra il pallone con maestria. Gli manca però l’intuizione vincente.</p>



<p><strong>Luis Diaz 6 </strong>Dopo la prestazione debordante dell’andata, il colombiano torna sulla terra e, anzi, nella prima frazione è uno dei giocatori più deludenti. Nel secondo tempo alza i giri del motore e si dimostra l’uomo più frizzante del tridente, anche se non trova la magia risolutiva.</p>



<p><strong>Olise 6</strong> La prestazione è simile a quella di Luis Diaz: bene un tempo (il primo), male il secondo. Ha il merito di sfiorare il gol con un sinistro a giro dei suoi, anche se stavolta si è acceso ad intermittenza.</p>



<p><strong>Kane 5,5 </strong>Non inganni il gol, arrivato a tempo praticamente scaduto. L’inglese negli ultimi 16 metri è un fantasma, viene soffocato e disarmato ed è costretto a girovagare lontano dall’area. Le sue doti superiori gli consentono di essere utile in fase di manovra, ma stasera doveva farci vedere ben altro.</p>



<p></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>PARIS SAINT GERMAIN</strong></p>



<p><strong>IL MIGLIORE KVARATSKHELIA 7,5<br></strong>Anche senza segnare, il georgiano disputa l’ennesima grande partita di una Champions che l’ha visto stabilmente tra i primi protagonisti, se non addirittura il protagonista principale. L’assist per il gol di Dembele è suo, nato da un triangolo a centrocampo ed una sgroppata delle sue. Dispensa numerose giocate di qualità, nel dribbling e anche nelle aperture, oltre ad un instancabile lavoro difensivo. A Napoli era già molto forte, ma a Parigi quest’anno sta facendo il salto di qualità che lo annovera tra le prime stelle del calcio attuale.</p>



<p><strong>Doue 7</strong> Il <em>neymarino</em> francese ci regala un’altra notte europea da protagonista: il suo dribbling è rapido, secco, fulmineo e non lascia scampo. Penetra nel cuore del Bayern come un coltello nella carne, un suo numero sulla linea di fondo è da “malandro” vero.</p>



<p><strong>Dembélé 7</strong> Gol pesantissimo in avvio e tanto, tanto, tanto lavoro oscuro di ripiegamento, di pressing e di fatica. Non sta tenendo le medie realizzative siderali dello scorso anno, ma sicuramente sta tenendo la mentalità, ormai da giocatore maturo, e non più da giocatore evanescente come negli anni di Barcellona. Il vero capolavoro di Luis Enrique.</p>



<p><strong>Pacho-Marquinhos 7 </strong>La coppia centrale del PSG non fa passare neanche l’aria per vie centrali (tranne Kane all’ultimo minuto, ormai ininfluente, gliela possiamo perdonare) e non perde la testa nemmeno quando i pericoli arrivano dagli esterni rivali.</p>



<p><strong>Vitinha 6</strong> Stavolta la scena se la prendono altri, e a centrocampo è il più ordinario dei tre (Neves e Ruiz sono mezzo gradino sopra), ma il suo lo fa abbondantemente. Chissà se si sta tenendo i colpi di genio per la finale&#8230;</p>



<p></p>



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		<title>Champions League, semifinale ritorno: Arsenal-Atletico Madrid 1-0</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gabriele Gilli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 May 2026 22:34:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[2025-2026]]></category>
		<category><![CDATA[2026]]></category>
		<category><![CDATA[arsenal]]></category>
		<category><![CDATA[arteta]]></category>
		<category><![CDATA[atletico madrid]]></category>
		<category><![CDATA[champions league]]></category>
		<category><![CDATA[ritorno]]></category>
		<category><![CDATA[semifinale]]></category>
		<category><![CDATA[simeone]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina Bukayo Saka dopo il gol decisivo Dopo 20 anni dall&#8217;ultima volta, l&#8217;Arsenal tornerà a disputare una finale di UEFA Champions League. Per [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-text-align-right"><em><strong>Immagine di copertina</strong> Bukayo Saka dopo il gol decisivo</em></p>



<p></p>



<p class="has-drop-cap">Dopo 20 anni dall&#8217;ultima volta, l&#8217;Arsenal tornerà a disputare una finale di UEFA Champions League. Per gli uomini di <strong>Mikel Arteta </strong>non si tratta soltanto di un traguardo storico, ma anche il premio per la crescita dimostrata col passare delle stagioni. I <em>Gunners </em>si ritrovano infatti ad aver raggiunto questo punto della competizione dopo la semifinale persa l&#8217;anno scorso contro il Paris Saint Germain, ritrovandosi anche col vento in poppa per il finale di stagione in Premier League. D&#8217;altro canto, invece, l&#8217;eliminazione dell&#8217;Atletico Madrid va ad aggiungersi ad un quadro decisamente mesto per la squadra del <em>Cholo </em><strong>Simeone</strong>, costretta ad arrendersi troppo presto in Liga e a leccarsi di suo le ferite per la beffa in Coppa del Re contro la Real Sociedad.</p>



<p>L&#8217;accesso alla serata finale di Budapest è stato assolutamente meritato per l&#8217;Arsenal, capace di confermare per l&#8217;ennesima volta la propria solidità difensiva (appena 6 gol subìti in 14 partite in questa Champions) e di confermare le proprie qualità su quelle dei <em>Colchoneros</em>. I londinesi hanno infatti avuto la meglio soprattutto in mezzo al campo, così come sugli inserimenti continui di <strong>Bukayo Saka</strong> e <strong>Leandro Trossard</strong> sulle fasce e sulla grande fisicità di <strong>Viktor Gyokeres</strong>. Al resto hanno provveduto <strong>William Saliba </strong>e <strong>Gabriel</strong>, due antentici muri in mezzo alla difesa. D&#8217;altro canto, la banda del Cholo non ha dimostrato di poter pungere per davvero l&#8217;Arsenal, complici anche la prova opaca di <strong>Julian Alvarez </strong>e l&#8217;ancor peggiore performance di <strong>Ademola Lookman</strong>. Inoltre l&#8217;uscita prematura dal campo di <strong>Antoine Griezmann</strong> e dello stesso Julian risulta ancora difficile da capire.</p>



<p>Sia come sia, i Gunners sono dove meritano di stare, con una filosofia di gioco molto simile a quanto si era visto fare 20 anni prima con <strong>Arsene Wenger</strong>: una squadra solida difensivamente, più concreta che brillante dal punto di vista del gioco corale, ma anche ben organizzata a livello tattico. Manca certamente un <strong>Thierry Henry </strong>o un<strong> Cesc Fabregas</strong>, ma in tempi moderni tocca accontentarsi con questo Arsenal camaleontico e dalle mille risorse. Tanto basta per preparare le valigie per Budapest.</p>



<p></p>



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</div></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il tabellino</h2>



<p></p>



<p><strong>ARSENAL-ATLETICO MADRID 1-0</strong><br><strong>Marcatore:</strong> pt 44&#8242; Saka.<br><strong>Arsenal (4-2-3-1):</strong> Raya; White, Saliba, Gabriel, Calafiori (st 13&#8242; Hincapié); Rice, Skelly (st 29&#8242; Zubimendi); Saka (st 13&#8242; Madueke), Eze (st 13&#8242; Odegaard), Trossard (st 38&#8242; Martinelli); Gyokeres. All.: Arteta.<br><strong>Atletico Madrid (4-4-2): </strong>Oblak; Pubill, Le Normand (st 13&#8242; Molina), Hancko, Ruggeri; G. Simeone (st 13&#8242; Sorloth), Llorente, Koke, Lookman (st 13&#8242; Cardoso); Griezmann (st 21&#8242; Baena), J. Alvarez (st 21&#8242; Almada). All.: D. Simeone.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le pagelle</h2>



<p></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>ARSENAL</strong></p>



<p></p>



<p><strong>IL MIGLIORE RICE 7,5</strong><br>Risulta difficile rintracciare un giocatore che abbia spiccato all&#8217;interno dell&#8217;ottima prova corale dei Gunners. Mi sento di premiare lui, che per l&#8217;ennesima volta si è confermato come uno dei migliori centrocampisti al mondo. Soprattutto nel secondo tempo si è esaltato con una prova di forza da grande campione, recuperando palloni su palloni ed imbastendo qualche contropiede degno di nota. Tanta della forza della squadra di Arteta passa per una diga con ben pochi eguali in circolazione, sempre pronta nei momenti di bisogno. Totem. <strong><br></strong><br><strong>Gabriel-Saliba 7</strong> Formano per l&#8217;ennesima volta una premiata ditta difensiva che disinnesca gli attaccanti avversari. A rotazione creano problemi a Griezmann e Alvarez, che faticano a sbrogliare il bandolo della matassa. E se Gabriel si esalta con dei salvataggi difensivi a dir poco eccezionali nel secondo tempo, Saliba si esalta mettendo la museruola a Julian, per poi servire una palla splendida a Gyokeres per l&#8217;1-0. Ad oggi praticamente nessuna coppia difensiva al mondo può vantare il loro affiatamento. Muro.<br><br><strong>Trossard 6,5 </strong>A differenza di Saka (voto 6,5: autore del gol decisivo, ma poco incisivo come prestazione pura), è più inserito nel contesto della partita, esaltandosi in diverse accelerazioni degne di nota. Dal suo tiro viene infatti propiziato il gol vittoria del suo Arsenal, a conferma della poliedricità di un jolly offensivo mai sufficientemente celebrato tra i Gunners. Caterpillar. <br><br><strong>Raya 6,5</strong> Non deve scaldare troppo i suoi guantoni, ma quando deve farlo, lo fa con sicurezza. Disinnesca un paio di conclusioni dell&#8217;Atletico Madrid ed esce senza problemi sulle palle alte. Pur senza essere propriamente un portiere di primissima fascia internazionale in termini di riflessi, si conferma un portiere affidabile che trasmette la giusta sicurezza ai compagni. Solido.<br><br><strong>Gyokeres 6,5 </strong>Lotta fisicamente contro qualunque difensore avversario, fa ammattire Pubill in più di un&#8217;occasione, fa reparto da solo quando i Gunners ne hanno bisogno per salire di baricentro nella ripresa e propizia il gol decisivo con un ottimo lavoro sulla fascia. Peccato soltanto per quell&#8217;errore a tu per tu con Oblak, che per sua fortuna non è costato caro alla sua squadra. Rivedibile.</p>



<p></p>



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<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Declan Rice <a href="https://twitter.com/hashtag/UCL?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#UCL</a> <a href="https://t.co/FoKAOLJCoU">pic.twitter.com/FoKAOLJCoU</a></p>&mdash; H (@HQpcrt) <a href="https://twitter.com/HQpcrt/status/2051772019700793563?ref_src=twsrc%5Etfw">May 5, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>ATLETICO MADRID</strong></p>



<p></p>



<p><strong>IL MIGLIORE LLORENTE 7</strong> Esattamente come all&#8217;andata (e l&#8217;intera Champions da lui disputata), rientra tra i migliori in campo. Gioca una partita da vero e proprio Gladiatore, correndo per l&#8217;intera squadra, disinnescando diverse conclusioni verso la porta di Oblak e non dandosi mai per vinto. Purtroppo per lui questo spirito combattivo non viene replicato dai suoi compagni di squadra, ben lontani dalla sua attitudine nel corso dei 90 minuti. Nei 180 minuti tra andata e ritorno, nessuno dell&#8217;Atletico ha raggiunto la sua costanza e la sua forza di volontà. Stoico.<br><br><strong>Griezmann 6 </strong>A differenza di Julian, suo socio in affari in attacco, ci prova a scuotere i suoi in fase difensiva, prodigandosi in interventi difensivi tipici del suo repertorio. Ci prova anche nella ripresa, ma purtroppo Raya si oppone. Proprio quando sembrava sul punto di poter provare la rimonta dei suoi, Simeone lo sostituisce prematuramente senza apparente motivo. Avrebbe certamente meritato un finale migliore per la sua carriera in Champions League, già di suo ricca di rimpianti da 10 anni. Che amarezza.<br><br><strong>Ruggeri 5 </strong>Non commette particolari sbavature su Saka fino al 44&#8242;, quando viene infilato dall&#8217;ala dell&#8217;Arsenal in un modo fin troppo ingenuo. Inoltre, in quella circostanza non è nemmeno particolarmente sveglio a salire con la linea difensiva. Questo particolare, unito ad una prova tutt&#8217;altro che entusiasmante, pesa nel bilancio complessivo della prestazione deludente di uno dei giocatori più in forma dell&#8217;Atletico. Sottotono.<br><br><strong>Alvarez 5 </strong>Dopo la Champions League da marziano di cui si è reso protagonista, stecca purtroppo la sua ultima partita, incappando in una prestazione davvero opaca, priva di spunti offensivi e ben lontana dagli standard a cui ci aveva abituati. Ci prova anche ad abbassarsi a metà campo, ma con il tandem Gabriel-Saliba gira largo e non riesce a farsi spazio tra le maglie della difesa dei Gunners. C&#8217;è anche da dire che non fosse in formissima dopo le botte rimediate dai difensori avversari all&#8217;andata. Deludente.<br><br><strong>Lookman 4 </strong>Già all&#8217;andata era stato tra i peggiori in campo a causa degli sprechi del secondo tempo, mentre oggi si è proprio superato in termini di negatività della propria prestazione. Non struscia palla neanche a pregare l&#8217;altissimo e quando lo fa, li spreca in un modo quasi dilettantesco. Simeone lo sostituisce anzitempo senza pentirsene minimamente. Inguardabile.</p>



<p></p>



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<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true"><p lang="es" dir="ltr">Julián Alvarez <a href="https://twitter.com/hashtag/UCL?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#UCL</a> <a href="https://t.co/CzYuetul9J">pic.twitter.com/CzYuetul9J</a></p>&mdash; H (@HQpcrt) <a href="https://twitter.com/HQpcrt/status/2051762366082060761?ref_src=twsrc%5Etfw">May 5, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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		<title>L&#8217;inutile guerra tra offensivisti e difensivisti: nel calcio è la qualità che fa la differenza</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2026/05/02/linutile-guerra-tra-offensivisti-e-difensivisti-nel-calcio-e-la-qualita-che-fa-la-differenza.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Niccolo Mello]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 May 2026 14:18:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina L&#8217;esultanza di Kvicha Kvaratshkelia dopo un gol. Il georgiano è oggi uno dei più forti calciatori al mondo La pirotecnica semifinale di [&#8230;]</p>
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<p class="has-text-align-right"><em><strong>Immagine di copertina</strong> L&#8217;esultanza di Kvicha Kvaratshkelia dopo un gol. Il georgiano è oggi uno dei più forti calciatori al mondo</em></p>



<p class="has-drop-cap">La pirotecnica semifinale di andata di Champions League tra Paris Saint Germain e Bayern Monaco (leggi la cronaca <a href="https://gameofgoals.it/2026/04/28/champions-league-semifinale-andata-paris-saint-germain-bayern-monaco-5-4.html">qui</a>) ha riacceso lo snervante e annoso dibattito tra offensivisti e difensivisti. La conseguenza della partita, terminata sul roboante punteggio di 5-4 per i francesi, ha visto contrapporsi due schiere, entrambe particolarmente agguerrite. Da una parte coloro che hanno esaltato gli attacchi, lo spettacolo, le emozioni e le qualità tecniche, la ricerca sistematica degli uno contro uno e dei dribbling dei giocatori in campo. Dall&#8217;altra coloro che hanno rimarcato le difese eccessivamente lascive, l&#8217;assenza di strategia e tattica corale, l&#8217;incapacità di gestire i ritmi e alternare le fasi di gioco rispecchiando i momenti dell&#8217;incontro.</p>



<p>La mia impressione è che questo atavico dibattito sia tipicamente italiano ed è lo specchio di un Paese che riesce a dividersi sempre su tutto, come se da una parte vi fossero i buoni e dall&#8217;altra i cattivi, polarizzando qualsiasi argomento e dividendo il mondo in bianco e nero. Non comprendendo l&#8217;antico adagio latino che in <em>media stat virtus</em>, e che la vita è fatta &#8211; soprattutto &#8211; di tante sfumature di grigio. Ma è qualcosa che vediamo abitualmente, per esempio, nei tanti temi della politica, nei continui e snervanti attacchi tra destra e sinistra su qualsiasi argomento, di carattere nazionale e internazionale, spesso senza analizzare e conoscere fino in fondo le questioni di cui si parla.</p>



<p>Lo sport e il calcio, che rimane la disciplina più popolare, seguita e dibattuta, non fanno eccezione.<br>Premetto che per me Paris Saint Germain-Bayern Monaco è stata una grandissima partita, una delle più belle nella storia della Coppa dei Campioni/Champions League. Ma non lo è stata perché le due squadre hanno giocato un <em>calcio da strada</em>, come è stato definito, senza dare eccessivo peso alla fase difensiva. <br>Lo è stato per un altro motivo, al quale arriverò dopo una lunga dissertazione.</p>



<p></p>



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<p>È indubbio che il calcio che paga di più oggi in Europa, una moda seguita da quasi tutti, sia il cosiddetto <em>calcio offensivo </em>&#8211; lo chiamerò così per semplificare il concetto e renderlo accessibile a tutti -, che fa aggio su quello <em>difensivo</em>.</p>



<p>È diventata la tendenza imperante da metà anni Novanta e ancora di più nel nuovo millennio. <br>Ma il calcio è fatto di cicli. Anche negli anni Cinquanta e in buona parte negli anni Sessanta, ad esempio, lo scenario era questo. E le partite vedevano punteggi altisonanti, inno costante alle sfide individuali e ai dribbling, terreno fertile per consentire ai campioni dei reparti offensivi di performare e incidere ai più alti livelli. D&#8217;altra parte in quell&#8217;epoca imperava ancora il Chapman System (leggi <a href="https://gameofgoals.it/2022/08/25/limportanza-di-chiamarsi-herbert-chapman.html">qui </a>per approfondire la figura di <strong>Herbert Chapman</strong>, straordinario allenatore inglese), che aveva trasformato di fatto le partite in una serie di duelli individuali.</p>



<p>Tra gli anni Cinquanta e Sessanta è possibile recuperare, non a caso, diverse sfide spettacolari in Coppa dei Campioni e non solo, con un mare di opportunità, di azioni offensive, di gol, di prestazioni immense degli attaccanti. Dalla finale dell&#8217;edizione 1960 tra Real Madrid ed Eintracht Francoforte (leggi <a href="https://gameofgoals.it/2016/04/01/1960-finale-real-madrid-eintracht-francoforte-7-3.html">qui</a>) a quella del 1962 tra Benfica e Real Madrid (leggi <a href="https://gameofgoals.it/2016/06/04/1962-finale-benfica-real-madrid-5-3.html">qui</a>). A tante altre.<br>E pure in quelle partite, come succede oggi, le difese non brillavano certo per essere ermetiche né vi erano in campo straordinari interpreti difensivi.</p>



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<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Benfica 5 - Real Madrid 3 - Final Champions 1962" width="1200" height="900" src="https://www.youtube.com/embed/BOAIYoxYp3Y?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
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<p>Questo dimostra che nel calcio è valido più che mai il concetto caro al chimico, biologo e filosofo francese <strong>Antoine-Laurent de Lavoisier</strong>, ossia che «nulla si crea, nulla si distrugge e tutto si trasforma». Nel calcio abbiamo già vissuto un momento come quello di oggi.<br>A cui è poi seguito un periodo più collettivo e più tattico, culminato con gli anni Settanta e ancora più gli anni Ottanta. Al termine del quale, per ravvivare un gioco diventato eccessivamente chiuso e che non divertiva più, si introdussero nuove regole, dal cambiamento del fuorigioco al divieto del portiere di prendere il pallone con le mani, dai tre punti per vittoria ad altri piccoli accorgimenti che ebbero l&#8217;obiettivo di alimentare nuovamente il fuoco del calcio d&#8217;attacco.</p>



<p>Corsi e ricorsi storici, dunque. Per questo non si può escludere che dopo questa fase, il calcio entrerà magari in un&#8217;era più tattica. È già successo.<br>Molto dipenderà dallo sviluppo del gioco e dalla società che ci circonda.</p>



<p>Ad ogni buon conto, oggi viviamo in un&#8217;epoca di calcio offensivo. E la maggior parte delle squadre migliori al mondo si sono adeguate a questo canovaccio, tenendo saldo il concetto che il calcio è prima di tutto uno spettacolo per le masse, soprattutto nel mondo attuale così dilaniato da crisi valoriali e da incertezze globali. La gente, sovente infelice, ansiosa e insoddisfatta, ha bisogno di staccare la spina e godere di 90 minuti divertenti, con tante emozioni e tanti gol. In un contesto simile, è normale venga privilegiato dunque un modello offensivo, tagliato su misura per regalare <em>circensem </em>in assenza del <em>panem</em>.</p>



<p>E d&#8217;altronde, non è solo il calcio a seguire questo filone. Dalla ricerca di regole che favoriscono i sorpassi nel mondo dell&#8217;automobilismo alla fioritura di atleti chiamati a <em>fare l&#8217;impresa</em> in numerose discipline individuali (si prenda ad esempio il ciclismo), lo spettacolo sportivo diventa <em>utile </em>per catalizzare l&#8217;interesse del popolo e svagarlo. Lo avevano capito già i Romani, ai tempi delle battaglie nel Colosseo.</p>



<p>Ad aver alimentato in modo radicale questa spinta al gioco offensivo è stato, in gran parte, un allenatore che ha finito con il rivoluzionare il calcio contemporaneo e ha disseminato l&#8217;Europa di suoi allievi, veri o verosimili: <em><a href="https://gameofgoals.it/2022/04/19/grandezza-e-limiti-del-guardiolismo.html">Pep </a></em><strong><a href="https://gameofgoals.it/2022/04/19/grandezza-e-limiti-del-guardiolismo.html">Guardiola</a></strong>.</p>



<p>Il tecnico catalano, alla guida del Barcellona tra l&#8217;estate 2008 e l&#8217;estate 2012, ha contribuito a creare un modello di calcio d&#8217;attacco, di dominio degli spazi e del campo, di controllo del gioco, dal quale sono poi germogliati moltissimi degli allenatori di grido che popolano la scena odierna.</p>



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<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="How Pep Guardiola’s Barcelona changed Football FOREVER!" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/ZY7D3fv_Sn0?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
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<p>Non può essere un caso che il Bayern Monaco, dove <strong>Guardiola </strong>ha poi allenato dopo l&#8217;esperienza catalana, si sia affidato a <em>Pep </em>per la scelta di <strong>Vincent Kompany</strong>. O che <strong>Luis Enrique</strong> abbia lavorato con <strong>Guardiola </strong>e ne abbia ereditato lo stile, in parte, già ai tempi del Barcellona stagione 2014-2015 e abbia poi proseguito nella sua avventura a Parigi. Per non parlare di <strong>Mikel Arteta</strong>, <strong>Hans Flick</strong> e <strong>Julian Nagelsmann</strong>, tutti allievi di <em>Pep </em>direttamente o indirettamente. Anche l&#8217;Italia, nel suo piccolo, ha un allenatore cresciuto a pane e <strong>Guardiola</strong>: lo stratega del Como <strong>Cesc Fabregas</strong>.</p>



<p>Il calcio è sempre stato ammaliato dalle rivoluzioni. Capitò così anche quando si presentò sulla scena l&#8217;<a href="https://gameofgoals.it/2022/10/26/utopia-74-lolanda-di-michels-e-cruijff-e-quella-sconfitta-che-ha-cambiato-la-storia.html">Olanda del 1974</a> di <strong>Rinus Michels</strong> e <strong><a href="https://gameofgoals.it/2021/01/13/johan-cruijff-luomo-orchestra.html">Johan Cruijff</a></strong>. Subito dopo la straordinaria esperienza <em>orange </em>che aveva incantato il mondo nel Mondiale tedesco vennero fuori emuli di quel modello a varie latitudini. Soprattutto in Italia, Paese che era uscito con le ossa rotte dall&#8217;avventura in Germania e cercava una via nuova, moderna, collettiva e atleticamente dirompente per soppiantare il proprio calcio ritenuto oramai vetusto e antiquato.</p>



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<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Olanda 1974: il Calcio Totale - Analisi tattica" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/Yd9B3mPHLSY?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
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<p>Pochi però compresero fino in fondo &#8211; come ha splendidamente sottolineato un maestro del giornalismo come <strong>Carlo Felice Chiesa</strong> in una sua forbita analisi della storia della tattica uscita anni fa su Calcio 2000 &#8211; due aspetti.</p>



<p>Il primo è che per fare grande ogni rivoluzione è fondamentale partire dalla qualità degli interpreti. Come <strong>Michels </strong>non avrebbe mai potuto ottenere ciò che ha ottenuto senza i vari <strong>Cruijff</strong>, <strong><a href="https://gameofgoals.it/2024/10/08/johan-neeskens-sulla-tolda-per-sempre.html">Neeskens</a></strong>, <strong>Krol</strong>, così <strong>Guardiola </strong>non sarebbe mai riuscito a creare il suo Barcellona dal leggendario tiki taka senza <strong><a href="https://gameofgoals.it/2021/07/25/xavi-hernandez-luomo-che-giocava-a-scacchi-correndo.html">Xavi</a></strong>, <strong><a href="https://gameofgoals.it/2022/01/15/don-andres-e-leuropa-le-dieci-meraviglie-dellillusionista.html">Iniesta </a></strong>e <strong><a href="https://gameofgoals.it/2023/01/04/il-metodo-messi-e-leccesso-di-severita-con-cui-si-giudicano-i-calciatori-di-oggi.html">Messi</a></strong>.</p>



<p>Il secondo è che il calcio olandese non era diventato straordinario solo con la forza dell&#8217;attacco. Ma anche di una difesa dotata, quando necessario, di un certo ermetismo, di maglie strette, di stopper solidi come <strong>Rijsbergen</strong>, di una pressione sui portatori di palla che chiudeva gli spazi di manovra, di rinculi difensivi quando serviva. Il Barcellona di <strong>Guardiola </strong>idem: non era una squadra <em>zemaniana</em>, votata unicamente all&#8217;offesa senza preoccuparsi minimamente di ciò che accadeva dietro; aveva difensori forti sull&#8217;uomo e capaci di chiudere basso in situazioni di palla inattiva; che non appena perdeva il pallone arretrava in difesa, e che quella difesa non lasciava 50 metri di campo dietro di sé scoprendo il fianco alle verticalizzazioni degli avversari.</p>



<p>E questo non tutti gli allievi di <em>Pep </em>sembrano averlo capito.<br>O meglio: sono partiti probabilmente dal modello di <em>Pep</em>, ma hanno percorso vie diverse.<br>L&#8217;unico che forse si avvicina ancora al maestro rimane <strong>Luis Enrique</strong>. Il suo Psg non a caso non difende alto o altissimo, ha difensori sull&#8217;uomo di una certa caratura individuale (<strong>Hakimi</strong>, <strong>Nuno Mendes</strong> e <strong>Marquinhos </strong>sono il meglio che il calcio contemporaneo possa offrire in quei ruoli) e finisce sovente con l&#8217;adattarsi alle caratteristiche e alle partite dell&#8217;avversario: se affronta il Bayern Monaco, si adegua e il match diventa una sequela infinita di uno contro uno e ribaltamenti individuali; ma quando ha affrontato il Liverpool nei quarti piuttosto che l&#8217;Arsenal lo scorso anno in semifinale, la squadra ha giocato in modo diverso, più accorto e ragionato.</p>



<p>Formazioni come il Bayern Monaco di <strong>Kompany </strong>e il Barcellona di <strong>Flick</strong>, invece, giocano sempre nello stesso modo contro chiunque. E rispetto al modello originale di <strong>Guardiola </strong>sono differenti in non pochi aspetti. </p>



<p>Il primo è in una ricerca molto più spinta e marcata della verticalità, quando invece <em>Pep </em>innervava la manovra di repentini scambi corti nello stretto che dovevano portare a un avvicinamento graduale alla porta avversaria. </p>



<p>Il secondo è nell&#8217;aspetto difensivo. Perché il Bayern di <strong>Kompany </strong>e il Barcellona di <strong>Flick </strong>non appena perdono il pallone cercano la riconquista immediata, ma così facendo lasciano praterie alle spalle nelle quali un avversario &#8211; se bravo a leggere il gioco &#8211; ha molta più facilità a infilarsi e colpire. Da qui il concetto per il quale le loro squadre difendano male, difendano poco o corrano eccessivi rischi.<br>Le squadre di <strong>Guardiola</strong>, al contrario, quando perdono il pallone scappano all&#8217;indietro e tentano di arroccarsi chiudendo gli spazi. Difendono in maniera <em>più classica</em>. Ma a conti fatti più efficace.</p>



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<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Il Barcellona di Flick: tattica del fuorigioco molto &quot;Zemaniana&quot;" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/yW1VIAIEsSE?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
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<p><strong>Arteta</strong>, al contrario, altro allievo di <em>Pep</em>, sembra aver seguito il modello originario più sull&#8217;aspetto difensivo che offensivo, anche perché l&#8217;Arsenal &#8211; rispetto alle altre big d&#8217;Europa e allo stesso Manchester City ancora allenato da <strong>Guardiola </strong>&#8211; non possiede lo stesso arsenale tecnico di risorse in attacco.</p>



<p>In qualche modo, <strong>Flick</strong>, <strong>Kompany </strong>e <strong>Arteta </strong>sembrano dei <strong>Guardiola </strong><em>monchi </em>o <em>mancati</em>, anche se è chiaro come in realtà abbiano cercato di seguire filosofie diverse rispetto a quella del maestro al quale dicono di essersi ispirati. Con risultanze che però sembrano ricalcare solo in parte quelle di <em>Pep</em>, il cui Barcellona e il cui calcio al <em>prime </em>restano superiori modelli di equilibrio e resa complessiva. Più attento in difesa rispetto ai primi, più efficace in attacco rispetto al secondo.</p>



<p>Non c&#8217;è però un solo modo di giocare a calcio, di vincere, come per altro ha riconosciuto lo stesso <strong>Kompany</strong>.<br>La seconda semifinale di andata di Champions League tra Atletico Madrid e Arsenal (leggi <a href="https://gameofgoals.it/2026/04/29/champions-league-semifinale-andata-atletico-madrid-arsenal-1-1.html">qui</a>) è stata senz&#8217;altro una partita meno spettacolare, con difese più coperte, meno situazioni individuali in campo aperto, più <em>garra </em>e tatticismo. Questo perché ha rispecchiato le filosofie dei due allenatori: <strong>Arteta</strong>, che come abbiamo detto è una sorta di versione difensiva di <strong>Guardiola</strong>, e il <em>Cholo </em><strong>Simeone</strong>, che invece è il portabandiera di una concezione calcistica opposta. Che nasce e si sviluppa in difesa e che assume poi &#8211; come per il calcio offensivo &#8211; varie declinazioni, a seconda dei Paesi entro cui si sviluppa.</p>



<p>Soprattutto non c&#8217;è solo un modo di <em>giocare bene a calcio</em>.<br>Bisogna uscire dall&#8217;ottica in cui il <em>bel gioco</em> o il <em>grande gioco</em> sia esclusivamente quello offensivo.<br>Lo dice la storia, non solo del pallone ma anche di altre discipline: sia di squadra come il basket; sia individuali, si prenda ad esempio uno sport che io adoro come lo snooker, dove ci sono maestri dell&#8217;attacco (da <strong>Ronnie O&#8217;Sullivan</strong> a <strong>Judd Trump</strong>) e maestri della difesa (da <strong>John Higgins</strong> a <strong>Mark Selby</strong>), e le partite possono risultare emozionanti per entrambi i punti di vista.</p>



<p>L&#8217;aspetto fondamentale rimane quello di trovare un equilibrio, sempre. Per essere competitivi davvero, gli <strong>O&#8217;Sullivan</strong> e i <strong>Trump </strong>devono comunque affinare ed essere redditizi anche nell&#8217;arte difensiva. E gli <strong>Higgins </strong>e i <strong>Selby </strong>devono mostrare coraggio e avere un gioco di serie incisivo e continuo quando attaccano.<br>Lo stesso vale nel calcio: privilegiare l&#8217;attacco non significa ritenere poco importante la difesa; partire da una difesa solida non significa non cercare di ripartire con assalti offensivi di una certa consistenza.</p>



<p>È chiaro: le squadre che più fanno la storia, che aprono cicli da ricordare, che entrano nei libri di testo poiché artefici di rivoluzioni in campo e fuori, sono quelle che privilegiano un gioco d&#8217;attacco. Ma che &#8211; ribadisco nuovamente &#8211; pur privilegiando l&#8217;attacco non trascurano la difesa. Sono di fatto squadre complete, equilibrate, che sanno fare tutto. <br>Ed è chiaro che, tendenzialmente, è più facile che una partita con tanti gol e tante giocate offensive diventi una grande partita.</p>



<p>Non è tuttavia automatico.<br>Si possono vedere sublimi partite che sono il frutto anche di straordinari spettacoli difensivi. E che non sono assolutamente per forza scempi di gioco come lo 0-0 tra Milan e Juventus nell&#8217;ultima giornata di Serie A.<br>E dall&#8217;altra parte possono esserci anche partite ricche di gol che non sono grandi partite. Un esempio è il recente Bayern Monaco-Real Madrid, quarti di finale di ritorno di Champions League, terminato 4-3 (leggi <a href="https://gameofgoals.it/2026/04/15/champions-league-quarti-ritorno-bayern-monaco-real-madrid-4-3.html">qui</a>), ma con un numero di errori spropositato da ambo le parti e prestazioni non così stellari dei grandi campioni offensivi,<strong> Harry Kane</strong> a parte.<br>Ecco perché quella non è stata a mio avviso una grande partita. È stata una partita ricca di pathos ed emozioni per i gol e i ribaltamenti di fronte. Ma non una partita dai grandissimi risvolti tecnici.</p>



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<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="810" height="536" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/gettyimages-2235979057-edited.webp" alt="" class="wp-image-27241" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/gettyimages-2235979057-edited.webp 810w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/gettyimages-2235979057-edited-300x199.webp 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/gettyimages-2235979057-edited-768x508.webp 768w" sizes="(max-width: 810px) 100vw, 810px" /><figcaption class="wp-element-caption">Harry Kane, autore di una stagione strepitosa</figcaption></figure>



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<p class="has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-a75d9a0a81da043a2aff0b7e28baa6f4">Cosa allora fa la differenza per stabilire se una partita diventa una grande partita? La qualità. La qualità dei giocatori e di come rendono. La qualità delle giocate. La qualità delle strategie. La qualità del gioco, aperto o chiuso. La qualità delle parate. La qualità delle difese e dei difensori. La qualità è ben più importante e dirimente che il giocare all&#8217;attacco per stabilire se una partita diventi una grande partita.</p>



<p>E d&#8217;altronde, l&#8217;incontro secondo me più ricco di contenuti del Mondiale 1970 fu Brasile-Inghilterra (leggi <a href="https://gameofgoals.it/2013/09/19/1970-girone-c-brasile-inghilterra-1-0.html">qui</a>). Terminato 1-0. Ma con un insieme di giocate individuali, di abnegazione, di intensità, di ritmo, di qualità nelle due fasi e su ambo i lati del campo, da far passare in secondo piano Italia-Germania Ovest 4-3 (leggi <a href="https://gameofgoals.it/2013/10/30/1970-semifinali-italia-germania-ovest-4-3.html">qui</a>). La quale fu una partita molto più iconica ed emozionale, ovviamente, ma meno straordinaria dal punto di vista della mera essenza tecnica.</p>



<p>Anche dagli anni 2000 in avanti ricordo sublimi prestazioni difensive e grandissime partite difensive, superiori dal punto di vista qualitativo a tanti famigerati spettacoli offensivi. </p>



<p>Ad esempio, rammento come il Bayern Monaco di <strong>Ottmar Hitzfeld</strong> si difese strenuamente, non concedendo di fatto spiragli, al magno Real Madrid di <strong>Figo </strong>e <strong>Raúl&nbsp;</strong>nell&#8217;andata della semifinale di Champions League 2000/2001, competizione terminata poi con il meritato successo dei bavaresi.</p>



<p>E ancora mi viene in mente l&#8217;arte difensiva di<strong><a href="https://gameofgoals.it/2022/05/27/dimmi-jose-trionfi-ed-eccessi-dello-special-one.html"> José Mourinho</a></strong>, uno degli ultimi grandissimi strateghi d&#8217;Europa, e di come imbrigliò per 70 minuti pur con l&#8217;uomo in meno il super Barcellona di <strong><a href="https://gameofgoals.it/2023/04/14/la-magia-di-ronaldinho-le-10-partite-piu-iconiche-del-re-del-calcio-samba.html">Ronaldinho </a></strong>e <strong>Deco </strong>nell&#8217;andata delle semifinali di Champions League 2004/2005 al Camp Nou. In quel caso era stato poi bravo il tecnico dei catalani <strong>Frank Rijkaard</strong> a sparigliare le carte con l&#8217;inserimento di <strong>Maxi López</strong>, che trovò la chiave per aprire una gabbia difensiva dei <em>Blues </em>sin lì pressoché perfetta.</p>



<p>Ma di esempi se ne possono fare altri. Da certe partite in trincea, tatticamente ineccepibili e giocate divinamente da <strong>Guus Hiddink</strong>, alla costruzione del Triplete interista dello stesso <strong>Mourinho</strong>, arrivato in capo a partite difensivamente fantastiche, dalla resistenza a Stamford Bridge contro il Chelsea alla doppia sfida contro il Barcellona del già citato <strong>Guardiola</strong>.</p>



<p></p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" data-id="27232" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/sentiment_is_unlilkely_to_cloud_ottmar_hitzfeld_s_judgement_on_saturday-1024x576.webp" alt="" class="wp-image-27232" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/sentiment_is_unlilkely_to_cloud_ottmar_hitzfeld_s_judgement_on_saturday-1024x576.webp 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/sentiment_is_unlilkely_to_cloud_ottmar_hitzfeld_s_judgement_on_saturday-300x169.webp 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/sentiment_is_unlilkely_to_cloud_ottmar_hitzfeld_s_judgement_on_saturday-768x432.webp 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/sentiment_is_unlilkely_to_cloud_ottmar_hitzfeld_s_judgement_on_saturday-1536x864.webp 1536w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/sentiment_is_unlilkely_to_cloud_ottmar_hitzfeld_s_judgement_on_saturday.webp 1564w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Ottmar Hitzfeld</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="255" height="189" data-id="27236" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/0_ID7XsjlPY8wk9Jzp-edited.png" alt="" class="wp-image-27236"/><figcaption class="wp-element-caption">José Mourinho</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1646" height="926" data-id="27237" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/0754b439eab719803909baefaaf63c550406f736.png-1-edited.webp" alt="" class="wp-image-27237" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/0754b439eab719803909baefaaf63c550406f736.png-1-edited.webp 1646w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/0754b439eab719803909baefaaf63c550406f736.png-1-edited-300x169.webp 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/0754b439eab719803909baefaaf63c550406f736.png-1-edited-1024x576.webp 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/0754b439eab719803909baefaaf63c550406f736.png-1-edited-768x432.webp 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/0754b439eab719803909baefaaf63c550406f736.png-1-edited-1536x864.webp 1536w" sizes="(max-width: 1646px) 100vw, 1646px" /><figcaption class="wp-element-caption">Guus Hiddink</figcaption></figure>
</figure>



<p></p>



<p>E dunque torniamo alla domanda iniziale: cosa ha reso, a mio avviso, Paris Saint Germain-Bayern Monaco una grande partita?<br>Ciò che rese grande Benfica-Real Madrid, finale di Coppa Campioni del 1962. Ciò che ha reso grande Argentina-Francia 2022, secondo me la più bella finale mondiale di tutti i tempi (leggi <a href="https://gameofgoals.it/2022/12/18/mondiale-finale-argentina-francia-7-5-dcr-partita-indimenticabile-messi-e-mbappe-immensi.html">qui</a>). </p>



<p>È stata la qualità.<br>La qualità ha reso grande Paris Saint Germain-Bayern Monaco.<br>La qualità delle giocate e dei gol. La qualità delle prestazioni individuali di ognuna delle sei stelle offensive: <strong>Doué</strong>, <strong>Dembelé</strong>, <strong>Kvaratskhelia </strong>da una parte; <strong>Olise</strong>, <strong>Kane </strong>e <strong>Luis</strong> <strong>Diaz </strong>dall&#8217;altra. Tutti giocatori che sono stati valutati, secondo la scala di voti che siamo soliti applicare in Italia, tra il 7.5 e l&#8217;8.5, forse in alcuni casi addirittura 9.<br>È la stessa cosa successa in Benfica-Real 1962 o in Argentina-Francia 2022.</p>



<p>Quando la qualità sovrasta il numero &#8211; comprensibile &#8211; di errori difensivi che inevitabilmente si vedono in partite con tanti gol, allora diventa una grande, grandissima partita. Spesso indimenticabile. Spesso destinata a fare la storia di una competizione e la storia del calcio.</p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2026/05/02/linutile-guerra-tra-offensivisti-e-difensivisti-nel-calcio-e-la-qualita-che-fa-la-differenza.html">L&#8217;inutile guerra tra offensivisti e difensivisti: nel calcio è la qualità che fa la differenza</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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		<title>Champions League, semifinale andata: Atletico Madrid-Arsenal 1-1</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2026/04/29/champions-league-semifinale-andata-atletico-madrid-arsenal-1-1.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Gabriele Gilli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Apr 2026 22:12:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[2025-2026]]></category>
		<category><![CDATA[2026]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina L&#8217;esultanza di Julian Alvarez dopo il gol Se il primo confronto in una settimana tra Paris Saint Germain e Bayern Monaco ci [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-text-align-right"><em><strong>Immagine di copertina</strong> L&#8217;esultanza di Julian Alvarez dopo il gol</em></p>



<p class="has-drop-cap">Se il primo confronto in una settimana tra Paris Saint Germain e Bayern Monaco ci ha donato quella che ritengo essere tra le partite più belle di tutti i tempi, l&#8217;andata tra Atletico Madrid e Arsenal<strong> </strong>è stata quanto di più lontano ci fosse dalla definizione di spettacolo. C&#8217;era da aspettarselo, vista la proposta del gioco di <strong>Mikel Arteta</strong> che ultimamente si sta radicalizzando sempre di più nel tentativo di <em>distruzione </em>del gioco altrui. Un altro aspetto importante per spiegare il perché delle poche emozioni di questa partita ci arriva anche dalla qualità tecnica delle due rose, complessivamente inferiore a quanto mostrato dalle altre due semifinaliste nel corso di questa Champions League.</p>



<p>Nel corso dei 90 minuti al Wanda Metropolitano, i <em>Gunners </em>hanno ottenuto un pareggio che allo stato attuale delle cose è grasso che cola, con la Premier League a rischio, una fase offensiva mineralizzata (con annessa involuzione di molti interpreti) e un Atletico Madrid più propositivo nel secondo tempo. Al netto di una gestione arbitrale piuttosto rivedibile su alcuni rigori (il Var, per sua fortuna, l&#8217;ha salvato sul rigore revocato sull&#8217;1-1), il<strong> </strong><em>Cholo </em><strong>Simeone</strong> ha di che mangiarsi i gomiti, sia per le occasioni non capitalizzate nel secondo tempo, sia per certi errori in fase di disimpegno che sono state cruciali.</p>



<p>Da un errore congiunto di <strong>Julian Alvarez</strong> e <strong>Koke </strong>(il primo nella sponda, il secondo nella posizionamento) si è infatti generata l&#8217;azione che ha portato al fallo da rigore di <strong>Hancko </strong>su <strong>Gyokeres</strong>. Così come l&#8217;Arsenal ha saputo creare diversi altri problemi nella circolazione della palla in mezzo al campo da parte dei <em>Colchoneros</em>. A giocare un ruolo cruciale è stato come sempre <strong>Julian Alvarez</strong>, formidabile a legare il gioco, a creare diverse occasioni per i compagni e a rappresentare un supporto fondamentale tra le linee.</p>



<p>Al ritorno in programma martedì sera a Londra, ci si aspetta una partita che seguirà questo <em>pattern</em>, con un sostanziale equilibrio che porterà inevitabilmente a fare risolvere questa partita dagli episodi. Ed egoisticamente spero possa essere una partita più piacevole di quella di stasera.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il tabellino</h2>



<p></p>



<p><strong>ATLETICO MADRID-ARSENAL 1-1<br>Marcatori:</strong> pt 44&#8242; Gyokeres rig. (Ars); st 11&#8242; Alvarez rig. (Atl).<br><strong>Atletico Madrid (4-4-2):</strong> Oblak; Llorente, Pubill, Hancko, Ruggeri; G. Simeone (st 1&#8242; Le Normand), Koke, Cardoso (st 43&#8242; Molina), Lookman; Griezmann, Alvarez (st 32&#8242; Baena). All.: Simeone.<br><strong>Arsenal (4-3-3): </strong>Raya; White (st 41&#8242; Mosquera), Saliba, Gabriel, Hincapie; Odegaard (st 13&#8242; Eze), Zubimendi, Rice; Madueke (st 23&#8242; Saka), Gyokeres (st 24&#8242; G. Jesus), Martinelli (st 23&#8242; Trossard). All.: Arteta.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le pagelle</h2>



<p></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>ATLETICO MADRID</strong></p>



<p></p>



<p><strong>IL MIGLIORE ALVAREZ 7</strong><br>È vero, commette quella leggerezza sull&#8217;azione che porta al rigore del vantaggio dell&#8217;Arsenal (perde mezzo punto così), ma se non fosse stato per lui, difficilmente l&#8217;Atletico Madrid sarebbe riuscito ad essere pericoloso. Segna con grande freddezza su rigore, ne sfiora altri due (uno parato da Raya, l&#8217;altro colpendo l&#8217;esterno della rete su punizione), sgomita contro tutti e assiste i compagni. Si conferma ancora una volta come uno dei migliori centravanti al mondo, pure in una serata in cui ha dovuto fare &#8211; di nuovo &#8211; gli straordinari per l&#8217;Atletico Madrid. Stoico.<br><br><strong>Llorente 7 </strong>Ormai è una garanzia assoluta in tutte e due le fasi. Corre con la solita grinta ed agonismo che lo contraddistinguono, supporta la manovra d&#8217;attacco e aiuta la difesa nei momenti di bisogno. Si esalta poi in una prestazione difensiva da manuale su Martinelli, che viene cancellato con la scolorina nel confronto diretto, senza la benché minima possibilità di replica. Si conferma un baluardo di questo Atletico Madrid, operoso come nessun altro al servizio del Cholo e continuo come probabilmente nessun altro nelle prestazioni. Inesauribile.<br><br><strong>Ruggeri 6,5 </strong>All&#8217;inizio del primo tempo soffre le iniziative di Madueke, ma poi si esalta con un&#8217;altra prova di gran cuore, disputando un secondo tempo degno dell&#8217;agonismo mostrato nelle due partite contro il Barcellona. La sua prima stagione a Madrid era iniziata disastrosamente, per poi avere un crescendo esponenziale che lo sta rendendo fondamentale nello scacchiere del Cholo Simeone. Qualora i c.t. dovessero svegliarsi con lui, la nostra nazionale ha un&#8217;altro terzino sinistro su cui contare oltre a Dimarco. Rinato.<br><br><strong>Griezmann 6</strong> In occasione della sua ultima partita al Wanda Metropolitano in Champions League, viaggia a corrente alternata. Nel primo tempo sbaglia degli appoggi fin troppo elementari per uno come lui, mentre nella ripresa si rianima e crea trame degne della sua classe. È anche sfortunato a colpire la traversa dopo una splendida girata in area di rigore. Non è di certo una partita malvagia considerando il poco supporto avuto in mezzo al campo da Koke (<strong>voto 5:</strong> sovrastato da Rice e Zubimendi), ma da un calciatore del suo calibro mi sarei aspettato di più. Bassi e alti.<br><br><strong>Lookman 5</strong> L&#8217;impegno è stato sicuramente di prim&#8217;ordine e non si è risparmiato nella fase difensiva, ma ciò non può coprire i suoi errori a tu per tu con Raya. Errori che potrebbero costare caro in vista del ritorno all&#8217;Emirates Stadium. Se al ritorno contro il Barcellona era stato decisivo, a questo giro l&#8217;asso nigeriano stecca l&#8217;appuntamento con la storia di questa semifinale. Sprecone.<br><br><strong>Hancko 4,5</strong> Viene sovrastato da Gyokeres per tutto il tempo in cui lo svedese è in campo. Non la vede mai, tanto da intervenire in nettissimo ritardo nell&#8217;azione del rigore del vantaggio dei Gunners. Nel secondo tempo rischia addirittura di commettere un altro rigore, ma viene graziato &#8211; secondo me giustamente, non credo fosse fallo &#8211; dalla sala VAR dopo che era apparso ancora una volta scomposto su Eze. Sciagurato</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Julián Alvarez breaks Lionel Messi’s record as the fastest South American player to reach 25 Champions League goals 🔥🇦🇷 <a href="https://t.co/1tJnYdYGFO">pic.twitter.com/1tJnYdYGFO</a></p>&mdash; LiveScore (@livescore) <a href="https://twitter.com/livescore/status/2049589238631428251?ref_src=twsrc%5Etfw">April 29, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>ARSENAL</strong></p>



<p></p>



<p><strong>IL MIGLIORE GABRIEL 7<br></strong>Pur avendo avuto contro un cliente solido da affrontare come Julian Alvarez, si esalta con una prestazione dalla grandissima solidità difensiva, disinnescando diverse conclusioni indirizzate verso la porta dei suoi Gunners. In particolare si esibisce in uno splendido salvataggio su una conclusione a botta sicura di Griezmann, un intervento che lo conferma ancora una volta tra i migliori centrali difensivi al mondo per rendimento insieme al suo compare Saliba. Se i Gunners sono riusciti a blindare questo pareggio nel secondo tempo, tanti sono i suoi meriti. Muro.<br><br><strong>Rice 6,5</strong> Non disputa di certo la sua miglior partita in carriera, ma ne fa una più che onesta che gli basta per fare girare largo Koke e per mettere ordine in mezzo al campo insieme a Zubimendi (<strong>voto 6</strong>). Pur senza offrire il meglio del suo repertorio, è più che sufficiente per confermarsi come un riferimento dei Gunners. È probabilmente mancato il guizzo in cabina di regia, ma ciò non va a cancellare i meriti di uno dei migliori giocatori dell&#8217;Arsenal, nonché uno dei più rappresentativi a livello tecnico e di personalità. Totem.<br><br><strong>Raya 6,5</strong> È attento respingendo ottimamente su Julian Alvarez nel primo tempo, così come si fa trovare pronto nelle conclusioni &#8211; tutt&#8217;altro che irresistibili &#8211; di Lookman nella ripresa. Non può nulla sul rigore dell&#8217;argentino, ma ciò non condiziona una partita più che onesta, che gli ha visto trasmettere sicurezza al reparto difensivo con una buona prontezza dei suoi riflessi. Ineccepibile.<br><br><strong>Gyokeres 6,5</strong> Nonostante i pochi rifornimenti e l&#8217;ibernazione della fase offensiva dell&#8217;Arsenal, si sbatte come un dannato e fa vedere i sorci verdi ad Hancko. Si procura anche il rigore poi segnato di prepotenza. Esce dal campo probabilmente troppo presto, quando sarebbe stato fondamentale per fare salire la squadra nel momento del bisogno, a riprova di un rapporto non proprio idilliaco con Arteta. In queste condizioni, è già tanto che abbia segnato 19 gol stagionali. Solido.<br><br><strong>White 5,5 </strong>Non commette chissà quante sbavature, ma macchia la sua prestazione murando con la mano la conclusione di Marcos Llorente, causando dunque il rigore dell&#8217;1-1 di Julian Alvarez. A certi livelli, ogni episodio conta e in una partita a bassissimo purtroppo per lui questo pesa come un macigno. Sfortunato, senz&#8217;altro, ma quel braccio era davvero parecchio largo. Rimandato.<br><br><strong>Martinelli 4,5</strong> Viene ridicolizzato in lungo e in largo da Llorente sulla sua fascia, non riuscendo mai ad uscirne fuori nemmeno per sbaglio e apparendo come l&#8217;ombra del giocatore che aveva deliziato tutti nella fase a gironi. È un corpo estraneo per tutto il tempo trascorso in campo, tanto da costringere Arteta a sostituirlo giustamente senza troppi complimenti. Fantasma dell&#8217;opera.</p>



<p></p>



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<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="ATLETICO MADRID – ARSENAL gol e highlights | UEFA Champions League" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/PYIOh2Rz3ww?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
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		<title>Champions League, semifinale andata: Paris Saint Germain-Bayern Monaco 5-4</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gabriele Gilli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Apr 2026 22:21:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[2025-2026]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina Esultanza di Kvaratskhelia dopo un gol Il calcio è uno sport semplicemente meraviglioso, e sembra volercelo ricordare ogni volta che assistiamo a [&#8230;]</p>
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<p class="has-text-align-right"><em><strong>Immagine di copertina</strong> Esultanza di Kvaratskhelia dopo un gol</em></p>



<p class="has-drop-cap">Il calcio è uno sport semplicemente meraviglioso, e sembra volercelo ricordare ogni volta che assistiamo a partite come quella di stasera tra Paris Saint Germain e Bayern Monaco. I &#8220;maligni&#8221; punteranno certamente il dito sul punteggio pirotecnico di 5-4, sul fatto che le fasi difensive siano state enormemente deficitarie nel corso dei 90 minuti e tanti altri aspetti che per me sono marginali. Perché per 70 minuti queste due squadre ci hanno portato in Paradiso, ci hanno coccolato come se fossimo dei neonati da mettere a nanna, ci hanno deliziato con tante giocate d&#8217;alta qualità da farci quasi rischiare l&#8217;overdose tecnica e ci hanno folgorato con occasioni a getto continuo.</p>



<p>Il Paris Saint Germain si è esaltato grazie alla solita straordinaria prestazione di <strong>Kvicha Kvaratskhelia</strong>, nonché sull&#8217;estro di un giocatore mai sufficientemente celebrato come <strong>Desiré Doué</strong> e sulla puntualità ormai consolidata di <strong>Ousmané Dembélé </strong>nei grandi appuntamenti. Senza contare poi la forza del suo centrocampo, che in sella alla regia di <strong>Vitinha</strong>, l&#8217;ordine di <strong>Warren Zaire-Emery</strong> e la poliedricità di <strong>Joao Neves</strong> ha saputo mettere in difficoltà il <strong>Bayern Monaco</strong> in mezzo al campo. D&#8217;altro canto, i bavaresi hanno risposto presente con il solito immenso<strong> Harry Kane</strong>, oltre che sulle ritrovate frecce <strong>Michael Olise</strong> e <strong>Luis Diaz</strong>, decisamente più brillanti rispetto che al ritorno contro il Real Madrid. </p>



<p>È stato un cocktail di imprevedibilità, di ritmi forsennati, fraseggi ad altissima velocità e giocate dalla grandissima difficoltà tecnica per gran parte del tempo, in cui il calcio per club ad alti livelli ha vinto su tutta la linea. Quei 70 minuti sono stati un delirio continuo, com&#8217;è dimostrato dalle urla del sottoscritto che implorava <strong>Luis Diaz</strong> di essere in gioco al momento di quello stop meraviglioso del gol del 5-4. Quella giocata doveva finire nel tabellino, come tanti altri capolavori disseminati in quella finestra temporale.</p>



<p>Gli ultimi 20 minuti ci sono serviti unicamente per metabolizzare lo spettacolo pirotecnico e super-calcistico offerto da entrambe le squadre, ad oggi le due più forti al mondo, che hanno fatto confermato il loro valore nel corso dei 90 minuti. In quei 20 minuti, persino la traversa di <strong>Mayulu </strong>ci ha fatto sobbalzare, e a noi va più che bene così. Mi sento soltanto di ringraziare tutti i suoi protagonisti principali, nella speranza di divertirmi come stasera anche al ritorno.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il tabellino</h2>



<p></p>



<p><strong>PARIS SAINT GERMAIN-BAYERN MONACO 5-4<br>Marcatori:</strong> pt 17&#8242; Kane rig. (B), 24&#8242; Kvaratskhelia (P), 33&#8242; Neves (P), 41&#8242; Olise (B), 50&#8242; Dembélé rig. (P); st 11&#8242; Kvaratskhelia (P), 13&#8242; Dembélé (P), 20&#8242; Upamecano (B), 23&#8242; Diaz (B).<br><strong>Paris Saint Germain (4-3-3):</strong> Safonov; Hakimi, Marquinhos, Pacho, Mendes (st 39&#8242; L. Hernandez); Zaire-Emery (st 19&#8242; Ruiz), Vitinha, Neves; Doué (st 25&#8242; Barcola), Dembélé, Kvaratskhelia (39&#8242; Mayulu). All.: Enrique.<br><strong>Bayern Monaco (4-2-3-1): </strong>Neuer; Stanisic, Upamecano, Tah, Davies (st 1&#8242; Laimer); Kimmich, Pavlovic; Olise, Musiala (st 34&#8242; Goretzka), Diaz; Kane. All.: Kompany.</p>



<p></p>



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</div></figure>



<p></p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le pagelle</h2>



<p></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>PARIS SAINT GERMAIN</strong></p>



<p></p>



<p><strong>IL MIGLIORE KVARATSKHELIA 8,5<br></strong>Sono sinceramente finiti gli aggettivi per descrivere il miglior calciatore georgiano di tutti i tempi, nonché uno dei migliori attaccanti in circolazione. I numeri tenuti fino a questo momento in Champions League (10 gol e 5 assist in 14 partite) ci restituiscono soltanto una parte della qualità sconfinata del suo gioco, della sua classe e del suo estro. Stasera ha danzato per l&#8217;ennesima volta, mettendo la firma su una partita semplicemente pazzesca, da tramandare ai nipotini in futuro. I suoi due gol sono degli autentici capolavori di classe e di freddezza, che confermano la sua nuova maturità calcistica, nonché la sua naturale predisposizione a &#8220;fare 100&#8221; nei grandi palcoscenici. Spaziale.<br><br><strong>Doué 8 </strong>Non segna, ma nel giro di un&#8217;ora regala una quantità straordinaria di giocate da campione. Serve una palla straordinaria a Kvaratskhelia per il gol dell&#8217;1-1, sfiora il gol personale con una serpentina da capogiro tra tre uomini e con un break centrale da capogiro spacca in due il centrocampo del Bayern Monaco per assistere Dembelé nel 5-2. Vive una notte da Leone, blindando il suo status da stella luminosa del panorama calcistico mondiale, nonché uno dei tanti punti di forza dei parigini. Indomabile.<br><br><strong>Dembélé 7,5</strong> Pasticcia un po&#8217; troppo in diverse situazioni, divorandosi anche il possibile gol dell&#8217;1-1 come Neymar contro l&#8217;Atalanta nel 2020. Ma alla fine ad avere ragione è sempre lui, dapprima per il cross vincente per il gol di Joao Neves, per poi siglare la sua doppietta su rigore e in contropiede con grandissima freddezza. Alla fine il &#8220;box score&#8221; del detentore del Pallone d&#8217;Oro parla di 2 gol e 1 assist al Bayern Monaco in una semifinale di Champions League. Poteva andare peggio (cit.)!<br><br><strong>Neves 7,5 </strong>Se l&#8217;anno scorso era arrivato di prepotenza ad inserirsi nelle conversazioni sui migliori centrocampisti del futuro, nel corsa di questa stagione il buon Joao è salito ulteriormente di livello. Nel corso di un minuto da capogiro, ha salvato in extremis su una fuga di Olise (con l&#8217;aiuto del palo), per poi colpire personalmente per il gol del 2-1. Ad oggi, pochissimi altri interpreti di centrocampo nel mondo possono reggere il confronto con la sua poliedricità e con la sua affidabilità. Joao Tuttofare.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true"><p lang="ca" dir="ltr">Most goal involvements in a single Champions League campaign for PSG:<br><br>◉ 15 &#8211; Khvicha Kvaratskhelia (25/26) 🆕<br>◎ 14 &#8211; Ousmane Dembélé (24/25)<br><br>The record has been broken. 👀 <a href="https://t.co/ZL89M1sLFo">pic.twitter.com/ZL89M1sLFo</a></p>&mdash; Squawka (@Squawka) <a href="https://twitter.com/Squawka/status/2049221974010773867?ref_src=twsrc%5Etfw">April 28, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>BAYERN MONACO</strong></p>



<p></p>



<p><strong>IL MIGLIORE KANE 8,5<br></strong>Se al ritorno contro il Real Madrid era stato un Eroe per la causa del Bayern Monaco, nel corso di questa partita il buon Harry è stato l&#8217;essenza stessa del Bayern Monaco. Ha lottato ancora una volta su ogni pallone in tutte le porzioni del campo, ha segnato con freddezza il rigore del vantaggio iniziale dei suoi, ha assistito i suoi compagni in ogni porzione del campo e ha infine servito una palla meravigliosa a Luis Diaz per il gol capolavoro del 5-4. Francamente non si commetterebbe peccato a definirla come la miglior prestazione della sua carriera, da manuale per come si deve interpretare il ruolo del centravanti. E del Leader, a caratteri cubitali. Ciclopico.<br><br><strong>Luis Diaz 8</strong> Dopo le due prove opache contro il Real Madrid (nonostante i due timbri tra andata e ritorno), quella di Parigi è la sua notte. A differenza di Olise, è più continuo all&#8217;interno della partita, rappresentando una spina nel fianco per la difesa del PSG. Trova più soluzioni individuali rispetto che nelle due partite precedenti, si prende il rigore poi segnato da Kane e viene ripagato da un assist strepitoso per il gol del 5-4. Il suo gol è semplicemente un capolavoro, un quadro frutto di uno degli stop più belli che si siano mai visti in epoca moderna. Pittoresco.<br><br><strong>Olise 7,5</strong> Rispetto a Luis Diaz, è meno continuo e sbaglia qualche giocata non da lui, ma ciò non gli impedisce di brillare dopo la balbettante prova (nonostante il gol) al ritorno contro il Real Madrid. È infatti coinvolto nell&#8217;azione che porta al rigore dell&#8217;1-0, segna il gol del 2-2 (pur con la complicità di Safanov) e fa ammattire Nuno Mendes (voto 4,5: colpevole nel gol di Upamecano) come mai era successo sotto la gestione di Luis Enrique. Cala nella ripresa, ma il suo primo tempo è stato degno della classe di uno dei migliori esterni offensivi al mondo. Eleganza al potere.<br><br><strong>Upamecano 7,5</strong> In una serata da dimenticare per entrambe le difese, è l&#8217;unico a non affondare insieme ad entrambi i vessilli. Regge la difesa ove possibile, non commette sbavature particolari e dà un maggior senso di sicurezza rispetto a tutti gli altri difensori in campo. È poi abile a sfruttare il cross di Kimmich (voto 6,5: in difficoltà, ma più sul pezzo di Pavlovic) per incornare di testa il gol del 5-3 dei suoi. Solido.</p>



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<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Harry Kane is the first ever English player to score in six consecutive Champions League games.<br><br>◉ vs. USG (H)<br>◉ vs. PSV (A)<br>◉ vs. Atalanta (H)<br>◉ vs. Real Madrid (A)<br>◉ vs. Real Madrid (H)<br>◉ vs. PSG (A)<br><br>He breaks Steven Gerrard’s record from 2008.🏴󠁧󠁢󠁥󠁮󠁧󠁿 <a href="https://t.co/EfCXQQ40AC">pic.twitter.com/EfCXQQ40AC</a></p>&mdash; Squawka (@Squawka) <a href="https://twitter.com/Squawka/status/2049206853221896394?ref_src=twsrc%5Etfw">April 28, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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		<title>Champions League, quarti ritorno: Bayern Monaco-Real Madrid 4-3</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2026/04/15/champions-league-quarti-ritorno-bayern-monaco-real-madrid-4-3.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Gabriele Gilli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Apr 2026 22:21:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[2025-2026]]></category>
		<category><![CDATA[arbeloa]]></category>
		<category><![CDATA[bayern monaco]]></category>
		<category><![CDATA[champions league]]></category>
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		<category><![CDATA[quarti di finale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina I giocatori del Bayern festeggiano: sono in semifinale Francamente ho le palpitazioni da quando è finita Bayern Monaco-Real Madrid 4-3, che è [&#8230;]</p>
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<p class="has-text-align-right"><em><strong>Immagine di copertina</strong> I giocatori del Bayern festeggiano: sono in semifinale</em></p>



<p class="has-drop-cap">Francamente ho le palpitazioni da quando è finita Bayern Monaco-Real Madrid 4-3, che è stata un glorioso e commovente inno al calcio da parte di entrambe le squadre. Soprattutto i primi 45 minuti sono stati degni del calcio offensivo spregiudicato di diverse finali degli anni &#8217;60, con entrambe le squadre che tra l&#8217;atteggiamento propositivo, errori difensivi e frittate dei portieri hanno regalato spettacolo. Sono arrivate occasioni a pioggia, come soltanto il meglio del calcio europeo può dare quando si esprime ai massimi livelli in termini di ritmo, di intensità e di agonismo. La mia speranza, da appassionato neutrale che si è divertito come non mai, è che il doppio confronto della semifinale tra Bayern Monaco e Paris Saint Germain possa regalarci anche solo la metà della meraviglia di questi 90 minuti infuocati.<br><br>Per il Bayern Monaco, questa vittoria potrebbe aver rappresentato una tappa cruciale per la sua Champions League, non soltanto per aver fatto fuori una mina vagante eterna come il Real Madrid, ma per averlo fatto anche in una serata in cui c&#8217;era collettivamente bisogno di vincere in modo più &#8220;sbarazzino&#8221;, concreto e &#8220;sporco&#8221;. Dopo 90 minuti così tanto intensi e difficili contro dei <em>Blancos </em>così tanto agguerriti e volenterosi di portare la contesa ai supplementari (molto ha fatto il recupero di una pedina come <strong>Jude Bellingham</strong> per l&#8217;ampiezza del campo), a blindare l&#8217;accesso alla semifinale per i bavaresi sono stati i cambi di <strong>Vincent Kompany </strong>e soprattutto l&#8217;ingresso folgorante di <strong>Jamal Musiala</strong> (ancora non al top fisicamente dopo l&#8217;infortunio della scorsa estate). <br><br>A brillare sono state diverse stelle, da un monumentale <strong>Harry Kane </strong>ad un ancor più stoico <strong>Kylian Mbappé</strong>, passando per i colpi di classe di <strong>Luis Diaz </strong>e <strong>Michael Olise </strong>(che pure hanno faticato ad incidere nei novanta minuti), per poi attraversare i lampi di grandezza in mezzo al campo di quel campione indiscusso che risponde al nome di <strong>Joshua Kimmich</strong>. Questa partita è stata insomma uno spot assoluto per il calcio, che in serate come queste sembra scendere dal cielo per benedire le nostre serate internazionali.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="BAYERN MONACO – REAL MADRID gol e highlights | UEFA Champions League" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/57Mcw7D6l_k?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<p></p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il tabellino</h2>



<p></p>



<p><strong>BAYERN MONACO-REAL MADRID 4-3<br>Marcatori:</strong> pt 1&#8242; Guler (R), pt 6&#8242; Pavlovic (B), pt 29&#8242; Guler (R), pt Kane (B), pt 42&#8242; Mbappé (R), st 44&#8242; Diaz (B), st 49&#8242; Olise (B).<br><strong>Bayern Monaco (4-2-3-1):</strong> Neuer; Stanisic (st 1&#8242; Davies), Upamecano, Tah, Laimer; Kimmich, Pavlovic; Olise, Gnabry (st 16&#8242; Musiala), Diaz; Kane. All.: Kompany.<br><strong>Real Madrid (4-4-2): </strong>Lunin; Alexander-Arnold (st 45&#8242; Pitarch), Militao, Rudiger, Mendy; Valverde, Bellingham, Guler (st 45&#8242; Mastantuono), Diaz (st 17&#8242; Camavinga); Mbappé, Vinicius. All.: Arbeloa.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le pagelle</h2>



<p></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>BAYERN MONACO</strong></p>



<p><strong>IL MIGLIORE KANE 8</strong><br>Nel momento più importante della sua carriera per Club, dopo aver segnato all&#8217;andata al Santiago Bernabeu, si supera con una performance straordinaria, da fuoriclasse assoluto. Segna da rapace d&#8217;area di rigore, lotta su ogni pallone in entrambe le metà campo, ripiega a difendere e attacca più di ogni altro compagno. E come ciliegina sulla torta assiste Olise per il tripudio finale del 4-3. In questo momento, Harry Kane ha velleità da Pallone d&#8217;Oro, ormai giunto alla sua definitiva maturazione calcistica a suon di gol (50 in questa stagione) e prestazioni di questo calibro. Gigantesco.<br><br><strong>Musiala 7</strong> Se all&#8217;andata aveva rappresentato un fattore negativo a suon di situazioni mal gestite per il possibile 3-1 del Bayern, a questo giro è lui a togliere le castagne dal fuoco al Bayern nel momento più critico. Entra e spacca la partita in due a suon di fiammate improvvise e giocate d&#8217;alta scuola. Non a caso è lui ad inventarsi quel tacco sublime con cui ispira il 3-3 di Luis Diaz. Dopo l&#8217;infortunio della scorsa estate, si spera si possa tornare ad ammirarlo. Prezioso.<br><br><strong>Kimmich 7</strong> A differenza di Pavlovic (voto 6: in gol, ma in affanno in alcune situazioni), mette ordine in mezzo al campo e si esalta nella sua regia degna di un veterano di 31 anni. Assiste il suo compagno di reparto in occasione dell&#8217;1-1, seppur con la complicità di Lunin in uscita. Si conferma come un pilastro di questo Bayern, anche nei momenti difficili. Certezza.<br><br><strong>Diaz-Olise 6,5</strong> Hanno entrambi segnato i due gol per il 4-3 finale, ma hanno anche fatto fatica ad incidere come avrebbero dovuto. Diaz ha avuto gli stessi problemi di presenza nella partita dell&#8217;andata, mentre il secondo si è acceso solo a sprazzi nel secondo tempo. Per loro fortuna, c&#8217;era un Musiala in più ad aiutarli in una situazione così tanto delicata. Minimalisti.<br><br><strong>Gnabry 5</strong> Non è un caso che il Bayern Monaco riprenda parte della brillantezza della sua manovra proprio quando viene sostituito da Musiala. Disputa una prestazione assolutamente da dimenticare, sbagliando tantissime scelte e risultando deleterio per l&#8217;attacco della sua squadra. Inutile.<br><br><strong>Neuer 4,5</strong> Se non fosse stato per la parata pazzesca su Mbappé (di fatto decisiva, ironicamente), sarebbe stato da 3 per i disastri fatti nei due gol di Guler, figli di un rinvio sbagliato e di una reattività ridicola per un portiere del suo calibro. Se all&#8217;andata era stato il migliore in campo, a questo giro rientra di diritto tra i peggiori. Irriconoscibile.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">𝑾𝑯𝑨𝑻 𝑰𝑻 𝑴𝑬𝑨𝑵𝑺. 😎 <a href="https://t.co/aODyHbYO4I">pic.twitter.com/aODyHbYO4I</a></p>&mdash; FC Bayern München (@FCBayern) <a href="https://twitter.com/FCBayern/status/2044531746591355296?ref_src=twsrc%5Etfw">April 15, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>REAL MADRID</strong></p>



<p><strong>IL MIGLIORE MBAPPÉ 7,5</strong><br>Nel corso dell&#8217;ennesima beffa nell&#8217;ormai per lui maledetta Champions League, Kylian Mbappé ricorda a noi comuni mortali di essere il più forte di tutti. Segna un gol degno del miglior CR7 come movimento senza palla, ne sfiora un altro grandioso che gli viene tolto dall&#8217;unico atto &#8220;da Neuer&#8221; di Neuer, lotta su ogni pallone e serve anche un cioccolatino a Vinicius che viene però sprecato sul 3-2. Il risultato sul campo lo condanna ancora una volta, facendogli finire prematuramente una Champions League da 15 gol in 11 partite. Eroico nella sconfitta.<br><br><strong>Guler 7</strong> È certamente fortunato a trovare quella doppietta grazie alle frittate di Neuer, ma è anche vero che lui è in prima linea ad approfittarne, trovando due gol tanto al Bayern Monaco importanti per il curriculum quanto beffardi alla luce del risultato. In generale gioca una partita onesta, ma meritava di essere premiato per quei due sigilli su una partita del genere. Sorprendente.<br><br><strong>Bellingham 7 </strong>Conferma le sue grandi qualità tra le linee anche in questa partita, dopo che il suo ingresso dell&#8217;andata aveva fatto cambiare aspetto al Real Madrid in termini di ampiezza del campo. Gioca molti palloni con grande sapienza e lotta in mezzo al campo, aprendo molti spazi utili per Mbappé e Vinicius. Avrebbe certamente meritato un finale migliore. Mina vagante.<br><br><strong>Valverde 6,5</strong> Per larga parte del tempo si fa un mazzo così per aiutare Alexander Arnold a limitare le scorribande di Luis Diaz, riuscendoci per larghi tratti. Lotta con la sua solita versatilità tattica e il suo spirito guerriero da uruguagio, per poi calare sul finale con il Real Madrid in 10. Solido.<br><br><strong>Vinicius 5,5</strong> È vero, ha il merito di assistere Mbappé nel gol del momentaneo 3-2 del Real, ma sbaglia tutto il resto, sprecando anche un cioccolatino che il suo partner d&#8217;attacco gli aveva messo sul piatto nel secondo tempo. In generale, fatica ad incidere sulla partita come dovrebbe. Spuntato.<br><br><strong>Camavinga 3</strong> Semplicemente indifendibile, per l&#8217;ingenuità di un rosso pesantissimo che di fatto uccide ogni singola speranza di passare per il Real Madrid. A certi livelli è inconcepibile fare una sciocchezza del genere, a maggior ragione se indossi la camiceta blanca delle <em>Merengues</em>. Sciagurato.</p>



<p></p>



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<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Kylian Mbappé has netted 15 goals in 11 Champions League matches this season. 🔥 <a href="https://t.co/47OXOboiBm">pic.twitter.com/47OXOboiBm</a></p>&mdash; RazedFootball (@RazedFootball) <a href="https://twitter.com/RazedFootball/status/2044503907037040819?ref_src=twsrc%5Etfw">April 15, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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		<title>Champions League, quarti ritorno: Atletico Madrid-Barcellona 1-2</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2026/04/14/champions-league-quarti-ritorno-atletico-madrid-barcellona-1-2.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Niccolo Mello]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2026 22:21:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[2025-2026]]></category>
		<category><![CDATA[atletico madrid]]></category>
		<category><![CDATA[barcellona]]></category>
		<category><![CDATA[champions league]]></category>
		<category><![CDATA[difese]]></category>
		<category><![CDATA[flick]]></category>
		<category><![CDATA[griezmann]]></category>
		<category><![CDATA[quarti]]></category>
		<category><![CDATA[simeone]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina L&#8217;esultanza dei giocatori dell&#8217;Atletico Madrid Griezmann e Yamal straordinari, difese imbarazzanti. A conferma che oggi si sta attraversando una crisi di qualità [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-text-align-right"><em><strong>Immagine di copertina</strong> L&#8217;esultanza dei giocatori dell&#8217;Atletico Madrid</em></p>



<p class="has-drop-cap"><strong>Griezmann </strong>e <strong>Yamal </strong>straordinari, difese imbarazzanti. A conferma che oggi si sta attraversando una crisi di qualità nei centrali difensivi e nella fase difensiva da tanti punti di vista: a livello di scelte, di posizione, di marcatura, di sapere quando accorciare e quando allungare. Due gol su tre nascono da errori marchiani delle difese: <strong>Lenglet </strong>che tenta di dare una palla indietro quando da quella posizione ti insegnano che non devi mai farlo; la difesa quasi integrale del Barcellona che non accorcia su <strong>Griezmann</strong>, non chiude lateralmente e si fa tagliare da una palla laterale come lama nel burro. </p>



<p>Vanno bene i fenomeni offensivi, che oggi abbandonano in special modo sugli esterni, ma bisognerebbe tornare un po&#8217; di più a insegnare certi fondamentali difensivi. Difendere &#8220;alto&#8221; non aiuta, chiaramente. Ma non può essere un alibi. Per diversi difensori, anche di squadre di livello mondiale, sembra mancare proprio il cosiddetto <em>Abc</em>.</p>



<p>Errori delle difese a parte, la partita resterà negli occhi per la capacità dell&#8217;Atletico Madrid di saper riemergere nel momento più complicato e per aver disputato comunque un ottimo secondo tempo, concedendo al Barcellona il minimo indispensabile. Resterà negli occhi per la qualità assoluta di <strong>Lamine Yamal</strong>, a tratti di nuovo in versione <em>uno contro tutti</em> come all&#8217;andata (leggi <a href="https://gameofgoals.it/2026/04/08/champions-league-quarti-andata-barcellona-atletico-madrid-0-2.html">qui</a>). Come all&#8217;andata, è calato nel finale, ma cosa vogliamo chiedere a un ragazzo di nemmeno 19 anni? Dategli una difesa e poi ne riparleremo. Resterà negli occhi per la prestazione monumentale di un <strong>Antoine Griezmann</strong> eroico, commovente, vero leader umorale, autore di una prestazione a tutto tondo, non solo per la palla illuminante che dà il via all&#8217;azione dell&#8217;<em>Atleti</em> e ha consentito di cambiare &#8211; di fatto &#8211; l&#8217;inerzia del match e della qualificazione. </p>



<p>Il Barcellona, un po&#8217; come un anno fa contro l&#8217;Inter, ma forse quest&#8217;anno ancora in modo più evidente, è vittima dei propri errori e di alcuni suoi limiti. <strong>Lewandowski </strong>non è più quello vero, e siamo d&#8217;accordo. Ma prima di tutto bisogna intervenire sulla difesa, provando a cambiare qualcosa a livello di sistema e di interpreti (anche se oggi non è facile trovare elementi di livello mondiale, ne abbiamo parlato pochi giorni fa <a href="https://gameofgoals.it/2026/04/12/il-calcio-che-cambia-fuoriclasse-difensivi-e-numeri-10-addio-e-lora-delle-ali-totali.html">qui</a>). Rimane anche la grande filosofia di una società in profondo rosso e che anche per questo non ha problemi a lanciare ragazzi del vivaio come se piovesse, anche nel momento decisivo come è stato stasera. Questo è un insegnamento per il claudicante calcio azzurro.</p>



<p>L&#8217;Atletico Madrid si conferma bestia nera del Barcellona in Champions e pianta la bandierina in semifinale in modo comunque non demeritato. Perché ha saputo, da squadra meno forte, leggere le amnesie degli avversari, limitarli e portare la doppia sfida sui binari a lei più favorevoli. E nel secondo tempo, dopo il mancato 3-1 annullato per fuorigioco a <strong>Ferran Torres</strong>, è andato più vicino l&#8217;Atletico al 2-2 del Barcellona al 3-1.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il tabellino</h2>



<p></p>



<p><strong>ATLETICO MADRID-BARCELLONA 1-2<br>Marcatori: </strong>pt 4&#8242; Yamal (B), 24&#8242; Ferran Torres (B), 31&#8242; Lookman (A).<br><strong>Atletico Madrid: </strong>Musso; Molina, Le Normand, Lenglet, Ruggeri; G. Simeone (st 21&#8242; Baena), Llorente, Koke (st 44&#8242; Cardoso), Lookman (st 21&#8242; Nico Gonzalez) ; Alvarez, Griezmann (st 31&#8242; Sorloth 6.5). All. D. Simeone.<br><strong>Barcellona: </strong>Joan Garcia; Koundé, Eric García, Martín, Cancelo (st 45&#8242; R. Araujo); Gavi (st 36&#8242; De Jong), Pedri; Yamal, Olmo (st 45&#8242; Bardghji), Fermin Lopez (st 23&#8242; Rashford); Ferran Torres (st 23&#8242; Lewandowski). All. Flick.</p>



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<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="819" height="1024" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/04/643563615_17937493356176985_5660327521127475157_n-819x1024.webp" alt="" class="wp-image-26793" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/04/643563615_17937493356176985_5660327521127475157_n-819x1024.webp 819w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/04/643563615_17937493356176985_5660327521127475157_n-240x300.webp 240w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/04/643563615_17937493356176985_5660327521127475157_n-768x960.webp 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/04/643563615_17937493356176985_5660327521127475157_n-1229x1536.webp 1229w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/04/643563615_17937493356176985_5660327521127475157_n.webp 1536w" sizes="(max-width: 819px) 100vw, 819px" /><figcaption class="wp-element-caption">Lamine Yamal, migliore in campo ancora una volta</figcaption></figure>



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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le pagelle</h2>



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<p class="has-text-align-center"><strong>ATLETICO MADRID</strong></p>



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<p><strong>IL MIGLIORE GRIEZMANN 7,5<br></strong>Avvia l&#8217;azione del gol con una perla, gioca tra le linee sempre con un&#8217;intelligenza pazzesca, lo si trova persino in difesa a spezzare l&#8217;azione. Prestazione da centrocampista totale, uno dei giocatori più sottovalutati degli ultimi trent&#8217;anni. Ancora sulla breccia, è sempre lui l&#8217;anima e il cuore dell&#8217;Atletico.</p>



<p><strong>Musso 7 </strong>Salva più volte la baracca, soprattutto nella prima ora quando il Barcellona è maggiormente pericoloso. Almeno due grandi interventi. Sempre ottimo nelle uscite. Sulle orme del <em>Dibu</em>.</p>



<p><strong>Lookman 7 </strong>Fino al gol si vede poco, poi trova la zampata che di fatto indirizza in modo decisivo la qualificazione. Mette più volte in difficoltà Koundé.</p>



<p><strong>Alvarez 5,5</strong> All&#8217;andata era stato un fattore, al ritorno lo è molto meno. Primo tempo raccapricciante, non tiene un pallone. Nella ripresa, forse dopo aver capito che non ha lo smalto della scorsa settimana, si mette al servizio della squadra e salva la faccia.</p>



<p><strong>Difesa Atletico 5 </strong>In blocco. Primi 20 minuti orribili. Errori di posizione collettivi, errori individuali come se piovesse. Quando la squadra nella ripresa si chiude, i difensori sembrano più tornare al loro habitat naturale e paradossalmente le cose migliorano.</p>



<p><strong>Lenglet 4</strong> Un errore da matita rossa. Lionel Messi nel 2019, con Lenglet titolare, ha fatto vincere una Liga e sfiorare una Champions a un decadente Barcellona. Ognuno tragga da solo le conclusioni.</p>



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<p class="has-text-align-center"><strong>BARCELLONA</strong></p>



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<p><strong>IL MIGLIORE YAMAL 7,5</strong><br>Infermabile. Quando parte è uno spettacolo e nessun difensore può stargli dietro. Piroette, veroniche, dribbling, controllo di palla, superiorità numerica, sensazione di pericolo: tutto il repertorio nei piedi e nella testa di un ragazzo di nemmeno 19 anni. Colui che più di tutti non meritava questa eliminazione. Trovate un difetto a questo ragazzo e dategli Puyol e il Piqué dell&#8217;era Guardiola. Poi ne riparleremo.</p>



<p><strong>Ferran Torres 7 </strong>Ispirato, indemoniato. Movimenti continui, molto meglio lui oramai dell&#8217;ectoplasma Lewandowski al tramonto. Dà verticalità, segna un gran gol e ne fa un altro annullato per fuorigioco millimetrico. <em>Sliding door</em> del match, perché dal possibile 3-1 poi il Barcellona gradatamente si spegne.</p>



<p><strong>Pedri 5,5</strong> Non due grandi partite, forse non un grande periodo, per la mente del Barcellona. Sarà fondamentale torni quello vero perché il Mondiale incombe e lui è anche la mente della Spagna.</p>



<p><strong>Difesa Barcellona 5 </strong>Fa il paio con quella dell&#8217;Atletico. Nei momenti decisivi capisci che qualcosa non c&#8217;è. Il gol dell&#8217;<em>Atleti</em> vede la fase difensiva <em>blaugrana </em>in tilt. Nella ripresa va tutto bene sino a quando il Barcellona nei primi 20 minuti attacca. Dopo i cambi (azzeccati) del <em>Cholo</em>, l&#8217;ingresso dell&#8217;ariete Sorloth e del guizzante Baena, l&#8217;Atletico inizia ad attaccare di più e la difesa del Barcellona torna a fare la figura delle <em>belle statuine</em>. Solo Joan Garcia e alcuni errori di mira dei <em>Colchoneros </em>negano il 2-2.</p>



<p><strong>Eric Garcia 4</strong> Cubarsi all&#8217;andata, lui al ritorno. Rosso giustissimo. Specchio del problema principale di questa squadra: la difesa. Semplicemente non c&#8217;è.</p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2026/04/14/champions-league-quarti-ritorno-atletico-madrid-barcellona-1-2.html">Champions League, quarti ritorno: Atletico Madrid-Barcellona 1-2</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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