Champions League, semifinale andata: Paris Saint Germain-Bayern Monaco 5-4

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PSG vs Bayern 2026

Immagine di copertina Esultanza di Kvaratskhelia dopo un gol

Il calcio è uno sport semplicemente meraviglioso, e sembra volercelo ricordare ogni volta che assistiamo a partite come quella di stasera tra Paris Saint Germain e Bayern Monaco. I “maligni” punteranno certamente il dito sul punteggio pirotecnico di 5-4, sul fatto che le fasi difensive siano state enormemente deficitarie nel corso dei 90 minuti e tanti altri aspetti che per me sono marginali. Perché per 70 minuti queste due squadre ci hanno portato in Paradiso, ci hanno coccolato come se fossimo dei neonati da mettere a nanna, ci hanno deliziato con tante giocate d’alta qualità da farci quasi rischiare l’overdose tecnica e ci hanno folgorato con occasioni a getto continuo.

Il Paris Saint Germain si è esaltato grazie alla solita straordinaria prestazione di Kvicha Kvaratskhelia, nonché sull’estro di un giocatore mai sufficientemente celebrato come Desiré Doué e sulla puntualità ormai consolidata di Ousmané Dembélé nei grandi appuntamenti. Senza contare poi la forza del suo centrocampo, che in sella alla regia di Vitinha, l’ordine di Warren Zaire-Emery e la poliedricità di Joao Neves ha saputo mettere in difficoltà il Bayern Monaco in mezzo al campo. D’altro canto, i bavaresi hanno risposto presente con il solito immenso Harry Kane, oltre che sulle ritrovate frecce Michael Olise e Luis Diaz, decisamente più brillanti rispetto che al ritorno contro il Real Madrid.

È stato un cocktail di imprevedibilità, di ritmi forsennati, fraseggi ad altissima velocità e giocate dalla grandissima difficoltà tecnica per gran parte del tempo, in cui il calcio per club ad alti livelli ha vinto su tutta la linea. Quei 70 minuti sono stati un delirio continuo, com’è dimostrato dalle urla del sottoscritto che implorava Luis Diaz di essere in gioco al momento di quello stop meraviglioso del gol del 5-4. Quella giocata doveva finire nel tabellino, come tanti altri capolavori disseminati in quella finestra temporale.

Gli ultimi 20 minuti ci sono serviti unicamente per metabolizzare lo spettacolo pirotecnico e super-calcistico offerto da entrambe le squadre, ad oggi le due più forti al mondo, che hanno fatto confermato il loro valore nel corso dei 90 minuti. In quei 20 minuti, persino la traversa di Mayulu ci ha fatto sobbalzare, e a noi va più che bene così. Mi sento soltanto di ringraziare tutti i suoi protagonisti principali, nella speranza di divertirmi come stasera anche al ritorno.

Il tabellino

PARIS SAINT GERMAIN-BAYERN MONACO 5-4
Marcatori:
pt 17′ Kane rig. (B), 24′ Kvaratskhelia (P), 33′ Neves (P), 41′ Olise (B), 50′ Dembélé rig. (P); st 11′ Kvaratskhelia (P), 13′ Dembélé (P), 20′ Upamecano (B), 23′ Diaz (B).
Paris Saint Germain (4-3-3): Safonov; Hakimi, Marquinhos, Pacho, Mendes (st 39′ L. Hernandez); Zaire-Emery (st 19′ Ruiz), Vitinha, Neves; Doué (st 25′ Barcola), Dembélé, Kvaratskhelia (39′ Mayulu). All.: Enrique.
Bayern Monaco (4-2-3-1): Neuer; Stanisic, Upamecano, Tah, Davies (st 1′ Laimer); Kimmich, Pavlovic; Olise, Musiala (st 34′ Goretzka), Diaz; Kane. All.: Kompany.

Le pagelle

PARIS SAINT GERMAIN

IL MIGLIORE KVARATSKHELIA 8,5
Sono sinceramente finiti gli aggettivi per descrivere il miglior calciatore georgiano di tutti i tempi, nonché uno dei migliori attaccanti in circolazione. I numeri tenuti fino a questo momento in Champions League (10 gol e 5 assist in 14 partite) ci restituiscono soltanto una parte della qualità sconfinata del suo gioco, della sua classe e del suo estro. Stasera ha danzato per l’ennesima volta, mettendo la firma su una partita semplicemente pazzesca, da tramandare ai nipotini in futuro. I suoi due gol sono degli autentici capolavori di classe e di freddezza, che confermano la sua nuova maturità calcistica, nonché la sua naturale predisposizione a “fare 100” nei grandi palcoscenici. Spaziale.

Doué 8 Non segna, ma nel giro di un’ora regala una quantità straordinaria di giocate da campione. Serve una palla straordinaria a Kvaratskhelia per il gol dell’1-1, sfiora il gol personale con una serpentina da capogiro tra tre uomini e con un break centrale da capogiro spacca in due il centrocampo del Bayern Monaco per assistere Dembelé nel 5-2. Vive una notte da Leone, blindando il suo status da stella luminosa del panorama calcistico mondiale, nonché uno dei tanti punti di forza dei parigini. Indomabile.

Dembélé 7,5 Pasticcia un po’ troppo in diverse situazioni, divorandosi anche il possibile gol dell’1-1 come Neymar contro l’Atalanta nel 2020. Ma alla fine ad avere ragione è sempre lui, dapprima per il cross vincente per il gol di Joao Neves, per poi siglare la sua doppietta su rigore e in contropiede con grandissima freddezza. Alla fine il “box score” del detentore del Pallone d’Oro parla di 2 gol e 1 assist al Bayern Monaco in una semifinale di Champions League. Poteva andare peggio (cit.)!

Neves 7,5 Se l’anno scorso era arrivato di prepotenza ad inserirsi nelle conversazioni sui migliori centrocampisti del futuro, nel corsa di questa stagione il buon Joao è salito ulteriormente di livello. Nel corso di un minuto da capogiro, ha salvato in extremis su una fuga di Olise (con l’aiuto del palo), per poi colpire personalmente per il gol del 2-1. Ad oggi, pochissimi altri interpreti di centrocampo nel mondo possono reggere il confronto con la sua poliedricità e con la sua affidabilità. Joao Tuttofare.

BAYERN MONACO

IL MIGLIORE KANE 8,5
Se al ritorno contro il Real Madrid era stato un Eroe per la causa del Bayern Monaco, nel corso di questa partita il buon Harry è stato l’essenza stessa del Bayern Monaco. Ha lottato ancora una volta su ogni pallone in tutte le porzioni del campo, ha segnato con freddezza il rigore del vantaggio iniziale dei suoi, ha assistito i suoi compagni in ogni porzione del campo e ha infine servito una palla meravigliosa a Luis Diaz per il gol capolavoro del 5-4. Francamente non si commetterebbe peccato a definirla come la miglior prestazione della sua carriera, da manuale per come si deve interpretare il ruolo del centravanti. E del Leader, a caratteri cubitali. Ciclopico.

Luis Diaz 8 Dopo le due prove opache contro il Real Madrid (nonostante i due timbri tra andata e ritorno), quella di Parigi è la sua notte. A differenza di Olise, è più continuo all’interno della partita, rappresentando una spina nel fianco per la difesa del PSG. Trova più soluzioni individuali rispetto che nelle due partite precedenti, si prende il rigore poi segnato da Kane e viene ripagato da un assist strepitoso per il gol del 5-4. Il suo gol è semplicemente un capolavoro, un quadro frutto di uno degli stop più belli che si siano mai visti in epoca moderna. Pittoresco.

Olise 7,5 Rispetto a Luis Diaz, è meno continuo e sbaglia qualche giocata non da lui, ma ciò non gli impedisce di brillare dopo la balbettante prova (nonostante il gol) al ritorno contro il Real Madrid. È infatti coinvolto nell’azione che porta al rigore dell’1-0, segna il gol del 2-2 (pur con la complicità di Safanov) e fa ammattire Nuno Mendes (voto 4,5: colpevole nel gol di Upamecano) come mai era successo sotto la gestione di Luis Enrique. Cala nella ripresa, ma il suo primo tempo è stato degno della classe di uno dei migliori esterni offensivi al mondo. Eleganza al potere.

Upamecano 7,5 In una serata da dimenticare per entrambe le difese, è l’unico a non affondare insieme ad entrambi i vessilli. Regge la difesa ove possibile, non commette sbavature particolari e dà un maggior senso di sicurezza rispetto a tutti gli altri difensori in campo. È poi abile a sfruttare il cross di Kimmich (voto 6,5: in difficoltà, ma più sul pezzo di Pavlovic) per incornare di testa il gol del 5-3 dei suoi. Solido.

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