Immagine di copertina I giocatori del Bayern festeggiano: sono in semifinale
Francamente ho le palpitazioni da quando è finita Bayern Monaco-Real Madrid 4-3, che è stata un glorioso e commovente inno al calcio da parte di entrambe le squadre. Soprattutto i primi 45 minuti sono stati degni del calcio offensivo spregiudicato di diverse finali degli anni ’60, con entrambe le squadre che tra l’atteggiamento propositivo, errori difensivi e frittate dei portieri hanno regalato spettacolo. Sono arrivate occasioni a pioggia, come soltanto il meglio del calcio europeo può dare quando si esprime ai massimi livelli in termini di ritmo, di intensità e di agonismo. La mia speranza, da appassionato neutrale che si è divertito come non mai, è che il doppio confronto della semifinale tra Bayern Monaco e Paris Saint Germain possa regalarci anche solo la metà della meraviglia di questi 90 minuti infuocati.
Per il Bayern Monaco, questa vittoria potrebbe aver rappresentato una tappa cruciale per la sua Champions League, non soltanto per aver fatto fuori una mina vagante eterna come il Real Madrid, ma per averlo fatto anche in una serata in cui c’era collettivamente bisogno di vincere in modo più “sbarazzino”, concreto e “sporco”. Dopo 90 minuti così tanto intensi e difficili contro dei Blancos così tanto agguerriti e volenterosi di portare la contesa ai supplementari (molto ha fatto il recupero di una pedina come Jude Bellingham per l’ampiezza del campo), a blindare l’accesso alla semifinale per i bavaresi sono stati i cambi di Vincent Kompany e soprattutto l’ingresso folgorante di Jamal Musiala (ancora non al top fisicamente dopo l’infortunio della scorsa estate).
A brillare sono state diverse stelle, da un monumentale Harry Kane ad un ancor più stoico Kylian Mbappé, passando per i colpi di classe di Luis Diaz e Michael Olise (che pure hanno faticato ad incidere nei novanta minuti), per poi attraversare i lampi di grandezza in mezzo al campo di quel campione indiscusso che risponde al nome di Joshua Kimmich. Questa partita è stata insomma uno spot assoluto per il calcio, che in serate come queste sembra scendere dal cielo per benedire le nostre serate internazionali.
Il tabellino
BAYERN MONACO-REAL MADRID 4-3
Marcatori: pt 1′ Guler (R), pt 6′ Pavlovic (B), pt 29′ Guler (R), pt Kane (B), pt 42′ Mbappé (R), st 44′ Diaz (B), st 49′ Olise (B).
Bayern Monaco (4-2-3-1): Neuer; Stanisic (st 1′ Davies), Upamecano, Tah, Laimer; Kimmich, Pavlovic; Olise, Gnabry (st 16′ Musiala), Diaz; Kane. All.: Kompany.
Real Madrid (4-4-2): Lunin; Alexander-Arnold (st 45′ Pitarch), Militao, Rudiger, Mendy; Valverde, Bellingham, Guler (st 45′ Mastantuono), Diaz (st 17′ Camavinga); Mbappé, Vinicius. All.: Arbeloa.
Le pagelle
BAYERN MONACO
IL MIGLIORE KANE 8
Nel momento più importante della sua carriera per Club, dopo aver segnato all’andata al Santiago Bernabeu, si supera con una performance straordinaria, da fuoriclasse assoluto. Segna da rapace d’area di rigore, lotta su ogni pallone in entrambe le metà campo, ripiega a difendere e attacca più di ogni altro compagno. E come ciliegina sulla torta assiste Olise per il tripudio finale del 4-3. In questo momento, Harry Kane ha velleità da Pallone d’Oro, ormai giunto alla sua definitiva maturazione calcistica a suon di gol (50 in questa stagione) e prestazioni di questo calibro. Gigantesco.
Musiala 7 Se all’andata aveva rappresentato un fattore negativo a suon di situazioni mal gestite per il possibile 3-1 del Bayern, a questo giro è lui a togliere le castagne dal fuoco al Bayern nel momento più critico. Entra e spacca la partita in due a suon di fiammate improvvise e giocate d’alta scuola. Non a caso è lui ad inventarsi quel tacco sublime con cui ispira il 3-3 di Luis Diaz. Dopo l’infortunio della scorsa estate, si spera si possa tornare ad ammirarlo. Prezioso.
Kimmich 7 A differenza di Pavlovic (voto 6: in gol, ma in affanno in alcune situazioni), mette ordine in mezzo al campo e si esalta nella sua regia degna di un veterano di 31 anni. Assiste il suo compagno di reparto in occasione dell’1-1, seppur con la complicità di Lunin in uscita. Si conferma come un pilastro di questo Bayern, anche nei momenti difficili. Certezza.
Diaz-Olise 6,5 Hanno entrambi segnato i due gol per il 4-3 finale, ma hanno anche fatto fatica ad incidere come avrebbero dovuto. Diaz ha avuto gli stessi problemi di presenza nella partita dell’andata, mentre il secondo si è acceso solo a sprazzi nel secondo tempo. Per loro fortuna, c’era un Musiala in più ad aiutarli in una situazione così tanto delicata. Minimalisti.
Gnabry 5 Non è un caso che il Bayern Monaco riprenda parte della brillantezza della sua manovra proprio quando viene sostituito da Musiala. Disputa una prestazione assolutamente da dimenticare, sbagliando tantissime scelte e risultando deleterio per l’attacco della sua squadra. Inutile.
Neuer 4,5 Se non fosse stato per la parata pazzesca su Mbappé (di fatto decisiva, ironicamente), sarebbe stato da 3 per i disastri fatti nei due gol di Guler, figli di un rinvio sbagliato e di una reattività ridicola per un portiere del suo calibro. Se all’andata era stato il migliore in campo, a questo giro rientra di diritto tra i peggiori. Irriconoscibile.
𝑾𝑯𝑨𝑻 𝑰𝑻 𝑴𝑬𝑨𝑵𝑺. 😎 pic.twitter.com/aODyHbYO4I
— FC Bayern München (@FCBayern) April 15, 2026
REAL MADRID
IL MIGLIORE MBAPPÉ 7,5
Nel corso dell’ennesima beffa nell’ormai per lui maledetta Champions League, Kylian Mbappé ricorda a noi comuni mortali di essere il più forte di tutti. Segna un gol degno del miglior CR7 come movimento senza palla, ne sfiora un altro grandioso che gli viene tolto dall’unico atto “da Neuer” di Neuer, lotta su ogni pallone e serve anche un cioccolatino a Vinicius che viene però sprecato sul 3-2. Il risultato sul campo lo condanna ancora una volta, facendogli finire prematuramente una Champions League da 15 gol in 11 partite. Eroico nella sconfitta.
Guler 7 È certamente fortunato a trovare quella doppietta grazie alle frittate di Neuer, ma è anche vero che lui è in prima linea ad approfittarne, trovando due gol tanto al Bayern Monaco importanti per il curriculum quanto beffardi alla luce del risultato. In generale gioca una partita onesta, ma meritava di essere premiato per quei due sigilli su una partita del genere. Sorprendente.
Bellingham 7 Conferma le sue grandi qualità tra le linee anche in questa partita, dopo che il suo ingresso dell’andata aveva fatto cambiare aspetto al Real Madrid in termini di ampiezza del campo. Gioca molti palloni con grande sapienza e lotta in mezzo al campo, aprendo molti spazi utili per Mbappé e Vinicius. Avrebbe certamente meritato un finale migliore. Mina vagante.
Valverde 6,5 Per larga parte del tempo si fa un mazzo così per aiutare Alexander Arnold a limitare le scorribande di Luis Diaz, riuscendoci per larghi tratti. Lotta con la sua solita versatilità tattica e il suo spirito guerriero da uruguagio, per poi calare sul finale con il Real Madrid in 10. Solido.
Vinicius 5,5 È vero, ha il merito di assistere Mbappé nel gol del momentaneo 3-2 del Real, ma sbaglia tutto il resto, sprecando anche un cioccolatino che il suo partner d’attacco gli aveva messo sul piatto nel secondo tempo. In generale, fatica ad incidere sulla partita come dovrebbe. Spuntato.
Camavinga 3 Semplicemente indifendibile, per l’ingenuità di un rosso pesantissimo che di fatto uccide ogni singola speranza di passare per il Real Madrid. A certi livelli è inconcepibile fare una sciocchezza del genere, a maggior ragione se indossi la camiceta blanca delle Merengues. Sciagurato.
Kylian Mbappé has netted 15 goals in 11 Champions League matches this season. 🔥 pic.twitter.com/47OXOboiBm
— RazedFootball (@RazedFootball) April 15, 2026


