<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>klopp Archivi - Game of Goals</title>
	<atom:link href="https://gameofgoals.it/tag/klopp/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://gameofgoals.it/tag/klopp</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Sun, 14 Jun 2026 20:09:05 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.8.5</generator>

<image>
	<url>https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2020/07/cropped-Favicon-32x32.png</url>
	<title>klopp Archivi - Game of Goals</title>
	<link>https://gameofgoals.it/tag/klopp</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>La rivoluzione industriale di Guardiola: le 10 stagioni d&#8217;oro di Pep al Manchester City</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2026/06/04/la-rivoluzione-industriale-di-guardiola-le-10-stagioni-doro-di-pep-al-manchester-city.html</link>
					<comments>https://gameofgoals.it/2026/06/04/la-rivoluzione-industriale-di-guardiola-le-10-stagioni-doro-di-pep-al-manchester-city.html#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marcello Brescia]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jun 2026 06:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calcio moderno]]></category>
		<category><![CDATA[aguero]]></category>
		<category><![CDATA[ancelotti]]></category>
		<category><![CDATA[bernardo silva]]></category>
		<category><![CDATA[champions league]]></category>
		<category><![CDATA[david silva]]></category>
		<category><![CDATA[de bruyne]]></category>
		<category><![CDATA[fa cup]]></category>
		<category><![CDATA[foden]]></category>
		<category><![CDATA[haaland]]></category>
		<category><![CDATA[klopp]]></category>
		<category><![CDATA[manchester city]]></category>
		<category><![CDATA[mourinho]]></category>
		<category><![CDATA[pep guardiola]]></category>
		<category><![CDATA[premier league]]></category>
		<category><![CDATA[rodri]]></category>
		<category><![CDATA[tuchel]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://gameofgoals.it/?p=27399</guid>

					<description><![CDATA[<p>«Questa città è stata costruita attraverso il lavoro, sgobbando. Lo vedi nel colore dei mattoni, dalle persone che timbrano il cartellino presto e rimangono fino [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2026/06/04/la-rivoluzione-industriale-di-guardiola-le-10-stagioni-doro-di-pep-al-manchester-city.html">La rivoluzione industriale di Guardiola: le 10 stagioni d&#8217;oro di Pep al Manchester City</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>«Questa città è stata costruita attraverso il lavoro, sgobbando. Lo vedi nel colore dei mattoni, dalle persone che timbrano il cartellino presto e rimangono fino a tardi. Le fabbriche, il Centro Pankhurst, i sindacati, la musica. Semplicemente, la rivoluzione industriale, e il modo in cui essa ha cambiato il mondo». </p>
</blockquote>



<p class="has-drop-cap">Nel suo lungo video d&#8217;addio postato sui propri canali social, questo passaggio è forse uno dei più interessanti, e riassume come meglio non potrebbe il legame venutosi a creare tra <em>Pep </em><strong>Guardiola </strong>e la città di Manchester. Un luogo uggioso e che difficilmente riscalda il cuore, lontanissimo nei chilometri e nell&#8217;anima da quella Catalogna divenuta non soltanto madre affettuosa, ma anche vessillo da sventolare con fermezza e orgoglio. </p>



<p>Eppure, nel corso di questo suo decennio <em>mancuniano</em>, <em>Pep </em>non ha mai tentato di rinchiudersi in una torre d&#8217;avorio fatta di milioni di sterline e di schemi cervellotici, riuscendo a immergersi con naturalezza e genuino interesse nella cultura operaia della città. Non è affatto casuale, dunque, il suo riferimento al Pankhurst, ossia il luogo di nascita del movimento delle suffragette all&#8217;inizio del secolo scorso.</p>



<p>In maniera tutt&#8217;altro che inconscia, infatti, a <strong>Guardiola </strong>piace eccome inserirsi nel solco dei grandi rivoluzionari di Manchester. Certo, il cambiamento da lui messo in atto non ha portato a un&#8217;innovazione tecnologica epocale come l&#8217;Industrial Revolution, e non ha neanche favorito l&#8217;emancipazione femminile come le suffragette, ma ha fatto capire agli inglesi un concetto tutt&#8217;altro che scontato nella Premier League di 10 anni fa. </p>



<p>A esprimerlo, in un certo senso, ci aveva già pensato <strong>Carlos Peucelle</strong> diversi decenni or sono, usando una logica ferrea: <em>«Con che cosa si gioca il calcio? &#8216;Con la palla&#8217;. E di cosa è fatta la palla? &#8216;Di cuoio&#8217;. Ora, da dove viene questo cuoio? &#8216;Dalla mucca&#8217;. E cosa mangia la mucca? &#8216;L&#8217;erba&#8217;. E allora la palla sempre per terra sull&#8217;erba e giocata di prima<em>»</em>.</em> </p>



<p>Nel proprio laboratorio da scienziato pazzo, <strong>Guardiola </strong>ha ridefinito giorno dopo giorno gli standard del calcio britannico (ed europeo) con una continuità spaventosa per qualunque campionato, ancor di più in quello più competitivo ed esigente al mondo. Ecco dunque un bel <em><em>tour de force</em></em> di 593 partite, 20 trofei, e, come già detto, 10 stagioni, messe in ordine dalla meno felice alla più ricca di successi.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">10) 2024-2025</h2>



<p></p>



<p>Per parlare della stagione più buia della carriera da allenatore di <strong>Josep Guardiola</strong>, occorre partire da un episodio che col campo c&#8217;entra fino a un certo punto, ma che riassume come meglio non potrebbe un&#8217;annata piena di cattivi pensieri per il tecnico catalano. È il 26 novembre 2024, e il Manchester City si è appena fatto rimontare 3 gol in 15&#8242; dal Feyenoord in un match casalingo di Champions League, aggravando una crisi già ampiamente sotto gli occhi di tutti dopo cinque sconfitte consecutive. </p>



<p>A sconcertare non è soltanto il mix di svagatezza ed ansia che da tempo attanaglia il City, ma anche e soprattutto il modo in cui <strong>Guardiola </strong>si presenta in conferenza stampa: il capoccione di <em>Pep </em>è completamente martoriato da una serie di taglietti ed escoriazioni un po&#8217; da cartone animato, ma che di buffo non hanno proprio nulla. </p>



<p>I grattacapi che tormentano gran parte degli allenatori di alto livello, assumono in questo caso un significato letterale: il mercato estivo piuttosto scarno, un po&#8217; di pancia piena dopo quattro campionati vinti uno in fila all&#8217;altro, e il grave infortunio al neo-Pallone d&#8217;Oro <strong>Rodri </strong>diventano dei rebus irrisolvibili per <strong>Guardiola</strong>, che conduce una stagione all&#8217;insegna della rassegnazione. </p>



<p>Ad avvelenare ulteriormente il clima ci pensano poi i problemi giudiziari dei <em>Citizens</em>, su cui da anni incombono potenziali penalizzazioni per le loro innumerevoli violazioni del fair play finanziario, e che diventano un tema di discussione ricorrente per quasi tutta la stagione. Insomma, per la prima volta dopo quasi un decennio, il sole sembra iniziare a tramontare sull&#8217;impero di <em>Pep</em>.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="645" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/Paris_Saint-Germain_-_Manchester_City_FC_22_January_2025_168_cropped-1024x645.jpg" alt="" class="wp-image-27425" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/Paris_Saint-Germain_-_Manchester_City_FC_22_January_2025_168_cropped-1024x645.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/Paris_Saint-Germain_-_Manchester_City_FC_22_January_2025_168_cropped-300x189.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/Paris_Saint-Germain_-_Manchester_City_FC_22_January_2025_168_cropped-768x484.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/Paris_Saint-Germain_-_Manchester_City_FC_22_January_2025_168_cropped.jpg 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Una squadra del City 2024-2025</figcaption></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">9) 2016-2017</h2>



<p></p>



<p>L&#8217;attaccamento morboso di <strong>Guardiola </strong>al successo è testimoniato da una statistica irreale: in quasi 20 stagioni, le sue squadre non hanno mai chiuso il campionato fuori dal podio. In tutti questi anni, inoltre, <em>Pep </em>si è dovuto accontentare della medaglia di bronzo in due sole occasioni, nel sopracitato 2024-2025, e nel 2016-2017, la sua prima annata a Manchester.</p>



<p>Sul Regno Unito, in quel periodo, iniziano a soffiare i venti della Brexit, e anche nel calcio inglese certe novità &#8220;continentali&#8221; non vengono accolte con troppo entusiasmo. <em><em>«</em>Bravo Guardiola, per carità, ma qui in Inghilterra si gioca in maniera più intensa rispetto a come si fa in Spagna, e ad attenderlo troverà una concorrenza ben più ostica rispetto a quella avuta in Germania con il suo Bayern Monaco<em>»</em></em>. </p>



<p>Erano più o meno questi i discorsi che si facevano Oltremanica ai tempi, e che avrebbero trovato un&#8217;illusoria conferma nelle difficoltà avute da <em>Pep </em>nell&#8217;approcciarsi al suo nuovo ecosistema. Il calcio posizionale, del resto, non si insegna certo in due giorni, e fatica ad attecchire in una rosa dall&#8217;età media alta, e che necessita di un urgente <em>restyling</em> (specie in difesa). </p>



<p>Neanche la Premier League, oltretutto, sembra ancora pronta a farsi contaminare dal <em>guardiolismo</em>: a dominare il campionato è il Chelsea di <strong>Conte</strong>, la squadra con il minor possesso palla medio tra le <em>Big Six</em>, e che tra andata e ritorno infilza il Manchester City con due lezioni di cinismo nostrano. Tra le risatine generali, Pep arriva a maggio con <em>zeru tituli</em>, e inizia a prendere appunti: di lì a pochi mesi, nella terra di Sua Maestà, nulla sarebbe stato più come prima.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img decoding="async" width="640" height="360" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/ecb67a94601c47ef8584b485c3d21032.jpg" alt="" class="wp-image-27427" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/ecb67a94601c47ef8584b485c3d21032.jpg 640w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/ecb67a94601c47ef8584b485c3d21032-300x169.jpg 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /><figcaption class="wp-element-caption">Un undici del City 2016-2017</figcaption></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">8) 2019-2020</h2>



<p></p>



<p>Se a Barcellona la Gioconda <em>blaugrana </em>dipinta da <strong>Guardiola </strong>era stata macchiata da qualche schizzo di fango, sapientemente tiratogli addosso dal Real Madrid di <strong>Mourinho</strong>, l&#8217;arcirivale di <em>Pep </em>in Premier League avrebbe avuto un comportamento ben più cavalleresco. Con il suo sorriso a 32 denti, infatti, <strong><a href="https://gameofgoals.it/2024/05/11/jurgen-klopp-il-disertore.html"><strong>Jürgen </strong>Klopp</a></strong> è stato per anni l&#8217;unico allenatore capace di mettere i bastoni tra le ruote al Manchester City, insidiandone non soltanto la bacheca dei trofei, ma anche la leadership in materia di avanguardismo calcistico. </p>



<p>Nel 2019-2020, il Liverpool del tecnico tedesco è all&#8217;apice del proprio ciclo, e semina la concorrenza già in autunno grazie a un filotto di vittorie spaventoso (fino a fine febbraio accumula 26 successi e un pareggio in 27 partite), con cui lascia il City a leccarsi le ferite. A <strong>Guardiola </strong>non bastano un <strong><a href="https://gameofgoals.it/2025/04/06/radio-kevin-le-perle-di-de-bruyne-in-europa.html">De Bruyne</a></strong> alieno (13 gol e 20 assist) e il miglior <strong>Sterling </strong>di sempre (20 gol) per tenere il passo dei <em>Reds </em>in campionato, ed è dunque costretto a fare <em>all-in</em> sulla Champions League dopo aver già vinto la Coppa di Lega. </p>



<p>A rimescolare le carte in tavola ci pensano il Covid-19 e la conseguente pandemia, che stravolgono la fase finale della Champions League: ci si gioca tutto nel caldo agostano di Lisbona, con gare secche dai quarti in poi. Per <em>Pep</em>, che non raggiunge una semifinale europea dai tempi del Bayern, si profila un&#8217;occasione d&#8217;oro, essendo stato accoppiato al modestissimo Lione di <strong>Rudi Garcia</strong>. </p>



<p>Ciò che succede in Portogallo, tuttavia, ha ben poche spiegazioni razionali: per limitare le transizioni dei francesi, <strong>Guardiola </strong>ricorre a una strana difesa a 3, una scelta conservativa che puntualmente non paga. Gli errori da matita blu di <strong>Ederson </strong>e <strong>Sterling </strong>fanno il resto, e condannano il City a una delle eliminazioni europee più beffarde della propria storia.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img decoding="async" width="640" height="360" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/5e6b45738f1f496db71211566e9700d1.jpg" alt="" class="wp-image-27429" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/5e6b45738f1f496db71211566e9700d1.jpg 640w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/5e6b45738f1f496db71211566e9700d1-300x169.jpg 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /><figcaption class="wp-element-caption">Giocatori del City della stagione 2019-2020</figcaption></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">7) 2025-2026</h2>



<p></p>



<p>La stagione appena conclusa, per quanto agrodolce e piena di rimpianti, è a mio avviso la migliore del Manchester City <em>guardioliano</em> tra quelle in cui non è riuscito ad aggiudicarsi la Premier League. Dopo le rovinose cadute dell&#8217;annata precedente, tutti quanti si aspettano il ritorno ad alti livelli di <strong>Bernardo Silva</strong> e compagni, che tuttavia, ai nastri di partenza, vengono messi in terza posizione dietro alle due grandi favorite: il Liverpool di <strong>Slot</strong>, campione in carica e (apparente) re del mercato, e l&#8217;Arsenal di <strong>Arteta</strong>, ormai maturo a sufficienza per puntare al colpo grosso. </p>



<p>Saranno proprio i <em>Gunners </em>a dettare il passo in campionato, dove la discontinuità del City sembra inizialmente un limite troppo evidente per poter davvero competere per il titolo. È una versione dei <em>Citizens </em>più verticale e meno improntata al controllo rispetto al passato; tra i volti nuovi, si esaltano soprattutto il ventunenne <strong>O&#8217;Reilly</strong> (forse l&#8217;ultimo grande lascito tecnico di <strong>Guardiola </strong>a Manchester) e <strong>Rayan Cherki</strong>, autentico genio del pallone capace di leggere uno spartito tutto suo. </p>



<p>Le paure e il peso della storia che gravano sull&#8217;Arsenal permettono a <em>Pep </em>di riaggrapparsi alla vetta in primavera, tant&#8217;è che lo scontro diretto deciso da <strong>Håland </strong>a metà aprile sembra poter essere il vero punto di svolta del campionato. Il City 2025-2026, tuttavia, si spegne e si riaccende quando meno te l&#8217;aspetti, e si incaglia in casa dell&#8217;Everton nel rush finale, spedendo dunque la coppa a Londra. </p>



<p>Non è un caso che a deporre definitivamente <strong>Guardiola</strong> sia stato un suo ex assistente, ispiratosi al lato più reazionario del suo calcio (la retroguardia composta da quattro difensori centrali come il City 2023 ne è un esempio lampante) per sconfiggere l&#8217;antico maestro. Per farsi perdonare, <em>Pep </em>riesce comunque a mettersi in saccoccia la Carabao e la Fa Cup: non male come regalo di addio&#8230;</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/trophyliftoverlay-1024x576.webp" alt="" class="wp-image-27430" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/trophyliftoverlay-1024x576.webp 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/trophyliftoverlay-300x169.webp 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/trophyliftoverlay-768x432.webp 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/trophyliftoverlay-1536x864.webp 1536w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/trophyliftoverlay.webp 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">I giocatori del City esultano per la vittoria nella Fa Cup 2025-2026</figcaption></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">6) 2023-2024</h2>



<p></p>



<p>Smaltita la sbornia per l&#8217;<em>en plein</em> della stagione precedente, nel 2023-2024 il Manchester City va alla cassa a riscuotere i vari trofei &#8220;laterali&#8221;, derivanti dalla vittoria della Champions League a giugno: in Supercoppa Europea (dove si mette in mostra un <strong>Cole Palmer</strong> ancora in rampa di lancio) servono i rigori per piegare il Siviglia, mentre il Mondiale per club si rivela una mera formalità. </p>



<p>Ben più sudata invece la lotta per la Premier League, vinta soltanto all&#8217;ultima curva dopo un lungo triello con le solite Arsenal e Liverpool. A dar speranza a queste ultime ci pensano gli scontri diretti, in cui il City non riesce praticamente mai a imporsi; il vero fattore decisivo, tuttavia, sarà il ruolino di marcia impeccabile degli uomini di <strong>Guardiola </strong>contro le medio-piccole, come testimoniano i soli 3 punti persi in tutto il campionato contro squadre della parte destra della classifica (nella fattispecie, il Wolverhampton). </p>



<p><strong>Håland </strong>si riconferma implacabile aguzzino del gol, ma i veri mvp stagionali sono <strong>Rodri </strong>(che raggiunge livelli di decisività difficilmente replicabili da un mediano nel calcio contemporaneo) e <strong>Foden </strong>(che soprattutto in assenza dell&#8217;infortunato <strong>De Bruyne</strong> vede accresciute a dismisura le proprie responsabilità creative). L&#8217;unica nota stonata della stagione è l&#8217;eliminazione ai rigori nel quarto di finale di Champions contro il multiforme Real Madrid di <strong><a href="https://gameofgoals.it/2022/05/31/onore-al-real-madrid-e-ad-ancelotti-il-trionfo-della-misura-e-dellintelligenza.html">Ancelotti</a></strong>: a posteriori, si rivelerà il vero e proprio canto del cigno del Manchester City di <strong>Guardiola </strong>in campo internazionale.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/champions-stats-wide-1024x576.webp" alt="" class="wp-image-27431" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/champions-stats-wide-1024x576.webp 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/champions-stats-wide-300x169.webp 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/champions-stats-wide-768x432.webp 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/champions-stats-wide-1536x864.webp 1536w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/champions-stats-wide.webp 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Il City campione d&#8217;Inghilterra nel 2023-2024</figcaption></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">5) 2020-2021</h2>



<p></p>



<p>Come per ogni alchimista che si rispetti, non tutti gli esperimenti di <strong>Guardiola </strong>sono riusciti alla perfezione, anzi. Il suo grande merito, tuttavia, è sempre stato quello di riuscire a concedersi qualche balbettio in più nella prima fase della stagione, in attesa di trovare l&#8217;assetto tattico ideale da sfoderare da marzo in poi, quando c&#8217;è da scrivere per davvero la storia del pallone. È esattamente così che vanno le cose nel 2020-2021: il City parte a rilento, ed è costretto a trovare nuovi equilibri e nuovi leader. </p>



<p>Il declino fisico di <strong>Agüero </strong>e le partenze di <strong><a href="https://gameofgoals.it/2024/10/20/david-silva-mago-merlino-alla-corte-della-regina.html">David Silva</a></strong> e <strong>Kompany</strong> (quest&#8217;ultimo colpevolmente non sostituito a dovere nell&#8217;estate 2019) lasciano un vuoto difficile da colmare per chiunque, ma non per <em>Pep</em>. Quest&#8217;ultimo individua nel ventitreenne <strong>Rúben Dias</strong> il nuovo pilastro intorno a cui costruire la retroguardia, mentre al resto ci pensa <strong>Gündoğan</strong>, chiamato non soltanto a dare geometrie, ma anche e soprattutto a compensare l&#8217;assenza di un attaccante puro con i suoi inserimenti.</p>



<p>I 17 gol totali del centrocampista tedesco (capocannoniere stagionale della squadra) sono una tanica di benzina vitale per un City inarrestabile, che in primavera vince agilmente campionato e Carabao Cup, e raggiunge anche la sua prima finale di Champions League. Ad aspettare al varco <strong>Guardiola</strong>, però, c&#8217;è la sagoma ossuta e arcigna di <strong>Thomas Tuchel</strong>, l&#8217;unico a conoscere l&#8217;ingrediente segreto per fermare i <em>Citizens</em>. </p>



<p>Le due sconfitte nel giro di un mese (Fa Cup e campionato) contro il suo Chelsea preoccupano non poco il tecnico catalano, che nel preparare la finalissima commette probabilmente il più grande errore della propria carriera: dal centrocampo in su, <em>Pep </em>schiera unicamente giocatori offensivi, privandosi di un equilibratore fondamentale come <strong>Rodri</strong> e allontanando dalla porta <strong>Foden </strong>per favorire uno <strong>Sterling </strong>fuori forma. Un nebuloso <em>overthinking </em>che a Stamford Bridge ricordano ancora oggi, con una Coppa dei Campioni in più in bacheca.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="640" height="360" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/24371b699c7047aaa036589eb69e15ca.jpg" alt="" class="wp-image-27432" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/24371b699c7047aaa036589eb69e15ca.jpg 640w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/24371b699c7047aaa036589eb69e15ca-300x169.jpg 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /><figcaption class="wp-element-caption">Una squadra del 2020-2021</figcaption></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">4) 2021-2022</h2>



<p></p>



<p>Ai piedi del podio di questa classifica, ho scelto di inserire la stagione 2021-2022 per un semplice motivo: è un&#8217;ulteriore evoluzione della 2020-2021, con picchi di efficienza e spettacolo ancor più elevati. A differenza dell&#8217;anno precedente, la concorrenza interna stavolta è agguerritissima, e per avere la meglio su un Liverpool da 92 punti in campionato, il City è costretto a toccare quota 93 (ben 7 in più del 2021). </p>



<p>Inoltre, nonostante il percorso europeo stavolta si interrompa soltanto in semifinale e non in finale, <em>Pep </em>ha decisamente meno da rimproverarsi: l&#8217;eliminazione per mano del solito Real Madrid non è causata da garbugli tattici <em>et similia</em>, ma da quei maledetti episodi che rendono la Champions League la competizione del diavolo (e in cui gente come <strong>Courtois</strong>, <strong>Benzema</strong>, <strong>Rodrygo </strong>e compagnia bella riesce a muoversi con sovrannaturale disinvoltura). </p>



<p>Nonostante il mercato estivo veda sfumare gli arrivi di <strong>Harry Kane </strong>prima e <strong><a href="https://gameofgoals.it/2022/03/07/mister-champions-le-10-partite-europee-piu-grandi-di-cristiano-ronaldo.html">Cristiano Ronaldo</a> </strong>poi (lo so, sembra assurdo immaginarlo al servizio di <strong>Guardiola</strong>), il Manchester City è probabilmente la squadra più forte del pianeta pur non disponendo di alcun fuoriclasse vero e proprio in attacco. Il congegno offensivo messo a punto da <strong>Guardiola</strong>, infatti, permette di distribuire piuttosto equamente il bottino, come dimostrato dai numeri: in campionato, sono ben sette i giocatori a raggiungere la doppia cifra di gol e assist sommati (<strong>De Bruyne</strong>, <strong>Sterling</strong>, <strong>Mahrez</strong>, <strong>Gabriel Jesus</strong>, <strong>Foden</strong>, <strong>Gündoğan</strong> e <strong>Bernardo Silva</strong>). </p>



<p>Nota di merito anche per le altezze celestiali dove volteggia <strong>João Cancelo</strong>, che in quel periodo, da terzino sinistro a piede invertito, non teme confronti con nessun altro interprete del proprio ruolo.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/team-photo-web-1024x576.webp" alt="" class="wp-image-27433" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/team-photo-web-1024x576.webp 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/team-photo-web-300x169.webp 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/team-photo-web-768x432.webp 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/team-photo-web-1536x864.webp 1536w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/team-photo-web.webp 1620w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Foto di squadra della stagione 2021-2022</figcaption></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">3) 2017-2018</h2>



<p></p>



<p>Spesso e volentieri, com&#8217;è inevitabile, le migliori stagioni calcistiche di un club sono figlie di una grande campagna acquisti. Nella fattispecie, il mercato dell&#8217;estate 2017 porta a Manchester tre dei principali pretoriani dell&#8217;intero ciclo <em>guardioliano</em>: <strong>Ederson</strong>, <strong>Walker </strong>e <strong>Bernardo Silva</strong> (a cui si aggiungerà anche <strong>Laporte </strong>a gennaio), immediatamente protagonisti in una formazione destinata a dare un colpo di spugna a tutti i record storici della Premier League. </p>



<p>Ecco dunque una serie di primati stabiliti dal Manchester City 2017-2018: maggior numero di partite vinte (32), striscia più lunga di vittorie consecutive (18, praticamente un intero girone), attacco più prolifico (106 gol), e maggior distacco sulla seconda classificata (19 punti in più di <strong>Mourinho </strong>e del suo Manchester United, fermatosi ad 81).</p>



<p>Ah già, quasi mi dimenticavo del record di punti: 100 tondi tondi, un traguardo leggendario ottenuto al 90&#8242; dell&#8217;ultima giornata, grazie a un memorabile pallonetto di <strong>Gabriel Jesus</strong> contro il Southampton. È in quell&#8217;esatto momento che quei giocatori diventano i <em>Centurions</em>, ottenendo l&#8217;immortalità calcistica, e aprendo un ciclo protrattosi per quasi un decennio. </p>



<p>Per la grande affermazione in Champions League, tuttavia, è ancora presto: in campionato il City infligge un distacco di 25 punti al Liverpool, che nel confronto diretto riesce però ad azzerare il <em>gap</em>, lasciando <strong>Guardiola </strong>a bocca asciutta nel suo unico duello europeo con <strong>Klopp</strong>.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/be27e7917230ce404cf2123620da3de9867825a5.jpg-1024x576.webp" alt="" class="wp-image-27436" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/be27e7917230ce404cf2123620da3de9867825a5.jpg-1024x576.webp 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/be27e7917230ce404cf2123620da3de9867825a5.jpg-300x169.webp 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/be27e7917230ce404cf2123620da3de9867825a5.jpg-768x432.webp 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/be27e7917230ce404cf2123620da3de9867825a5.jpg-1536x864.webp 1536w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/be27e7917230ce404cf2123620da3de9867825a5.jpg.webp 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">I giocatori del City esultano dopo un gol nella stagione 2017-2018: l&#8217;attacco dei Citizens fu torrenziale</figcaption></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">2) 2018-2019</h2>



<p></p>



<p>Limitatamente ai cinque campionati europei per eccellenza, almeno da quando seguo questo sport, non ricordo una singola lotta per il titolo vagamente paragonabile a quella della Premier League 2018-2019. Parliamo di un vero e proprio blockbuster, per qualità degli interpreti in campo e in panchina, per le mille emozioni protrattesi fino all&#8217;ultima giornata, e per le filosofie di gioco delle due squadre coinvolte, così differenti e al contempo destinate a compenetrarsi a vicenda, traghettando il calcio inglese (e non solo) nel futuro.</p>



<p>Insomma, parliamo di uno zenit difficilmente replicabile anche da un punto di vista meramente statistico: 195 punti totali raccolti dalle due contendenti, 98 dal Manchester City, e 97 dal Liverpool. Semplicemente fantascienza. Il City, d&#8217;altro canto, ha ormai una consapevolezza da pilota automatico, e un tridente da lacrimucce (<strong>Sterling</strong>, <strong>Agüero </strong>e <strong>Sané</strong>, tutti e tre al picco delle rispettive carriere), coadiuvati dall&#8217;ultimo grande <strong>David Silva</strong>, ormai trentatreenne. </p>



<p>Parliamo di una vera e propria macchina da guerra, che prima anestetizza e poi travolge le avversarie, e che in patria si rende protagonista di un&#8217;abbuffata mai vista fino ad allora: la squadra di <strong>Guardiola </strong>è infatti la prima nella storia del calcio inglese ad aggiudicarsi tutti i quattro trofei domestici in una singola stagione (Community Shield, Premier League, Carabao Cup ed FA Cup). </p>



<p>Tanto per cambiare, invece, in Champions i <em>Citizens </em>si fermano alle Colonne d&#8217;Ercole dei quarti di finale, anche stavolta in un <em>Euroderby</em>. L&#8217;avversario è il Tottenham di <strong>Pochettino</strong>, che con organizzazione, astuzia, qualche episodio arbitrale favorevole e una discreta dose di fortuna, riesce a raggiungere le agognatissime semifinali. Ancor più del match di ritorno, un flipper impazzito di gol e ribaltoni, per il City si rivela letale l&#8217;andata di Londra, persa anche e soprattutto a causa di un atteggiamento insolitamente prudente.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="810" height="540" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/60291534_2720288888000469_8897940539475755008_n.jpg" alt="" class="wp-image-27437" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/60291534_2720288888000469_8897940539475755008_n.jpg 810w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/60291534_2720288888000469_8897940539475755008_n-300x200.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/60291534_2720288888000469_8897940539475755008_n-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 810px) 100vw, 810px" /><figcaption class="wp-element-caption">Esultanza per una Premier vinta sul filo di lana dopo un&#8217;epica battaglia con il Liverpool</figcaption></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">1) 2022-2023</h2>



<p></p>



<p>Sul primo posto non potevano esserci dubbi, sia per i risultati ottenuti che a livello puramente simbolico: il Manchester City 2022-2023 è a tutti gli effetti il mostro finale di <strong>Guardiola</strong>, quantomeno per quanto riguarda la sua lunga avventura inglese. Un livello troppo difficile da superare anche per il più accanito dei videogiocatori, e, nel suo caso, per il più meticoloso degli allenatori. </p>



<p>Per dar vita a questa creatura, tuttavia, <em>Pep </em>ha dovuto inserire l&#8217;unico pezzo che davvero gli era mancato nel biennio precedente, portando la prosa brutale e futurista di <strong>Erling Håland</strong> in una squadra a tratti fin troppo poetica. <em>«Ma come, ma il centravanti non era lo spazio?»; «E se facesse la fine di Ibrahimovic al Barcellona?»; «Guardiola sta tradendo le sue idee per la prima volta?»</em>. </p>



<p>Tutti questi dubbi estivi vengono fragorosamente spazzati via dal campo, in maniera non troppo dissimile da quella con cui l&#8217;attaccante norvegese bullizza i centrali di mezza Europa. Avere una punta così fisicamente dominante ed intimidatoria sotto porta (in campionato segna 36 gol, record per una singola stagione di Premier League) equivale ad avere un incredibile semplificatore di soluzioni nell&#8217;ultimo terzo di campo; il calcio del City è forse un po&#8217; meno affascinante di quello espresso nel biennio 2017-19, ma rimane una tenaglia da cui è impossibile non essere soppressi. </p>



<p>Lo scoprono a proprie spese l&#8217;Arsenal, psicologicamente divorato dai più esperti rivali nel testa a testa primaverile in campionato, il Manchester United, sconfitto in finale di Fa Cup, e tutte le malcapitate avversarie lungo il cammino dei <em>Citizens </em>in Champions League. Trovatosi sul lato più ostico del tabellone, <strong>Guardiola </strong>rifila due sculacciate epocali al Bayern Monaco di <strong>Tuchel </strong>e al Real Madrid di <strong>Ancelotti </strong>(già, proprio loro), scacciando i propri fantasmi europei in vista dell&#8217;ultimo atto contro l&#8217;Inter. </p>



<p>Contro ogni pronostico, sono proprio gli sfavoritissimi nerazzurri a mettere maggiormente in difficoltà il City, che dispone però di troppe armi (<strong>Stones</strong>, mvp della finalissima, e <strong>Rodri</strong>, autore del gol decisivo) per non completare il tanto ambito <em>Treble.</em> Un traguardo simile, in Inghilterra, lo aveva raggiunto soltanto il Manchester United di <strong>Ferguson </strong>nel 1999, ma con un percorso decisamente meno netto rispetto ai <em>Noisy Neighbours </em>di 24 anni dopo; limitatamente alla singola stagione, sono loro la miglior squadra inglese di ogni tempo?</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image alignfull size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/gettyimages-1497490592-1920x1080-1-1024x576.png" alt="" class="wp-image-27438" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/gettyimages-1497490592-1920x1080-1-1024x576.png 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/gettyimages-1497490592-1920x1080-1-300x169.png 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/gettyimages-1497490592-1920x1080-1-768x432.png 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/gettyimages-1497490592-1920x1080-1-1536x864.png 1536w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/gettyimages-1497490592-1920x1080-1.png 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Il City campione di tutto nella stagione 2022-2023: qui la squadra posa con l&#8217;agognata Champions League</figcaption></figure>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2026/06/04/la-rivoluzione-industriale-di-guardiola-le-10-stagioni-doro-di-pep-al-manchester-city.html">La rivoluzione industriale di Guardiola: le 10 stagioni d&#8217;oro di Pep al Manchester City</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://gameofgoals.it/2026/06/04/la-rivoluzione-industriale-di-guardiola-le-10-stagioni-doro-di-pep-al-manchester-city.html/feed</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;evoluzione del calcio posizionale: verso il &#8220;caos controllato&#8221;</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2025/03/05/levoluzione-del-calcio-posizionale-verso-il-caos-controllato.html</link>
					<comments>https://gameofgoals.it/2025/03/05/levoluzione-del-calcio-posizionale-verso-il-caos-controllato.html#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Buffoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Mar 2025 06:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calcio moderno]]></category>
		<category><![CDATA[ancelotti]]></category>
		<category><![CDATA[Arrigo Sacchi]]></category>
		<category><![CDATA[arteta]]></category>
		<category><![CDATA[calcio posizionale]]></category>
		<category><![CDATA[diniz]]></category>
		<category><![CDATA[klopp]]></category>
		<category><![CDATA[pep guardiola]]></category>
		<category><![CDATA[rinus michels]]></category>
		<category><![CDATA[slot]]></category>
		<category><![CDATA[xabi alonso]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://gameofgoals.it/?p=23463</guid>

					<description><![CDATA[<p>Se facciamo eccezione, e solo in parte, per l&#8217;Italia, buona parte del campionati europei hanno risentito nel corso degli ultimi 15 anni dell&#8217;influenza del calcio [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2025/03/05/levoluzione-del-calcio-posizionale-verso-il-caos-controllato.html">L&#8217;evoluzione del calcio posizionale: verso il &#8220;caos controllato&#8221;</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-drop-cap">Se facciamo eccezione, e solo in parte, per l&#8217;Italia, buona parte del campionati europei hanno risentito nel corso degli ultimi 15 anni dell&#8217;influenza del calcio posizionale, rilanciato e implementato dalla Spagna e dal Barcellona pigliatutto che hanno incantato il mondo a cavallo tra primo e secondo decennio del secolo.</p>



<p>Come sappiamo, il calcio posizionale giunto a piena maturazione nella seconda metà degli anni 2000, soffiando sulle braci del <em>cruijffismo</em>, ha riportato in auge concetti mutuati dalla<a href="https://gameofgoals.it/2022/10/26/utopia-74-lolanda-di-michels-e-cruijff-e-quella-sconfitta-che-ha-cambiato-la-storia.html"> filosofia di<strong> Rinus Michels</strong></a> e ridisegnati su misura per i calciatori iberici, forgiando così una sorta di ibrido irripetibile tra alcuni dei punti di forza del calcio totale olandese e la qualità tecnica superiore che da sempre è l&#8217;arma vincente dell&#8217;altra metà del cielo calcistico, il Sudamerica (e anche della Spagna).</p>



<p>Alcuni dei legati di questo stile &#8211; ricerca insistita del fraseggio, occupazione scientifica e al tempo stesso all&#8217;apparenza anarchica degli spazi, grande velocità di pensiero e di circolazione della palla, e sul piano tattico il portiere che dà il vantaggio numerico in fase di impostazione, i laterali che si accentrano diventando centrocampisti aggiunti, o anche solo il ricorso pressoché universale alle tre punte interscambiabili &#8211; sono diventati patrimonio comune di moltissime realtà tra loro eterogenee, e questo smentisce la fiacca tesi della crisi di quel tipo di calcio, tesi rilanciata anche di recente da alcuni dei suoi più accaniti detrattori, che non a caso spesso hanno il nostro passaporto.</p>



<p>Il fatto che club di punta come Bayern Monaco, Bayer Leverkusen, Arsenal, Manchester United (sebbene con esiti disastrosi), Liverpool (con esiti invece entusiasmanti), PSG, Marsiglia, Brighton, le big tradizionali olandesi e in misura più contenuta anche squadre come il Real Madrid e l&#8217;Inter abbiano sposato una certa filosofia, piegandola alle proprie esigenze anche umane (il materiale a disposizione cambia), dice tutto ciò che dobbiamo sapere sull&#8217;impatto del calcio posizionale sull&#8217;Europa.</p>



<p>Calcio posizionale in versione, potremmo dire, modificata, perché sarebbe ingiusto negare il grande impatto del calcio di<strong> <a href="https://gameofgoals.it/2024/05/11/jurgen-klopp-il-disertore.html">Jürgen Klopp</a></strong> e del suo pressing arrembante su molti dei tecnici che ho citato, ma stile il cui scopo ultimo rimane il tentativo reiterato di creare superiorità numerica in ogni zona del campo, sfruttando le qualità tecniche dei singoli e la loro capacità di respirare come un collettivo e di intuire in anticipo gli sviluppi del gioco.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Tactics Explained: What is Positional Play?" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/yP0A4YMlxow?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<p></p>



<p>Come anticipato, lo Stivale è una parziale eccezione, perché da noi certi principi hanno attecchito in maniera tiepida, ma rimane vero che una squadra come l&#8217;Inter<strong> </strong>utilizza diverse armi dello stile predominate in Europa, quando fraseggia in velocità, inverte la posizione degli uomini in campo (il nostro Giuseppe Raspanti ha osservato che capita di vedere i tre centrocampisti dell&#8217;Inter giocare come i tre uomini più arretrati della squadra) e accentra <strong>Dimarco </strong>alla maniera di <strong>Alexander</strong>&#8211;<strong>Arnold </strong>o del fu <strong>Cancelo</strong>.</p>



<p>Se l&#8217;impronta<em> post-cruijffiana</em> rimane quindi predominante, chi scrive, e non solo lui, ha notato negli ultimi due/tre anni l&#8217;introduzione di alcune alterazioni che, senza rinnegare la centralità delle armi chiave del<em> cruijffismo</em> e la sua essenza, pur collocandosi nel segno della continuità hanno un po&#8217; alterato il suo disegno tattico, esasperando alcuni dei punti di forza di questo approccio al gioco, rendendoli ancora più radicali.</p>



<p>Nel 2023 ho dedicato due articoli al Fluminense e all&#8217;impatto del suo relazionismo sul calcio europeo, immaginando che tale impatto sarebbe rimasto marginale, e forse è eccesivo attribuire meriti a <strong><a href="https://gameofgoals.it/2023/06/04/aquarela-do-brasil-stili-di-gioco-del-paese-verdeoro-e-il-dinizimo-del-fluminense.html">Diniz </a></strong>(o anche alla nostra vecchia conoscenza <strong>Renato Portaluppi</strong>) per le novità introdotte negli ultimissimi tempi, ma ciò non toglie che qualche analogia tra relazionismo e le versioni più moderne del calcio di derivazione <em>cruijffiana</em> sia a mio parere sempre più evidente.</p>



<p>Proprio le due patrie della tradizione di cui stiamo parlando, il Barcellona e la nazionale spagnola, hanno introdotto alcune variabili, che abbiamo visto all&#8217;opera nel corso degli<a href="https://gameofgoals.it/category/calcio-attuale/euro-2024"> ultimi Europei </a>e anche durante questa stagione: mettendo per un attimo da parte il discorso della difesa altissima e delle tattiche a volte folli del santone<strong> Flick</strong>, sia Spagna che Barcellona si trovano spesso ad attaccare in maniera poco ordinata, a ondate, quasi cercando di creare dei sovraccarichi (a volte laterali, più spesso centrali) che sembrano caotici (e che tali vogliono essere) in alcune zone del campo, e in particolare a ridosso dell&#8217;area di rigore.</p>



<p>Intendiamoci: il calcio di derivazione <em>michelsiana</em> ha sempre fatto uso di queste armi, sgravando i singoli da certi rigorosi compiti tattici difensivi per esaltarne le combinazioni e l&#8217;estro (non è un caso se i tre massimi dribblatori del nuovo millennio, numeri alla mano, sono Messi, Ronaldinho e Neymar: cosa hanno in comune?), ma forse non si era mai giunti agli esiti radicali cui stiamo assistendo.</p>



<p>La Spagna vedeva inserirsi tutti i suoi centrocampisti, a volte compresenti in area e ai suoi limiti, mentre le due ali si accentravano e i laterali salivano fino quasi alla linea di fondo. Anche il Barcellona sembra praticare un calcio simile, che &#8220;sfrangia&#8221; la struttura posizionale, orientata a controllare lo spazio per liberare il talento dei singoli, rendendola ancora più imprevedibile e tendente al &#8220;caos organizzato&#8221;: capita spesso che <strong>Kounde </strong>e <strong>Baldé </strong>siano gli uomini più avanzati, mentre <strong>Yamal </strong>e <strong>Raphinha </strong>si accentrano e due centrocampisti (spesso <strong>Olmo</strong>, a volte <strong>Pedri</strong>) sono in area di rigore, con <strong>Lewandowski </strong>che arretra e diventa quasi il settimo uomo più avanzato della squadra.</p>



<p>Sembra quasi che <strong>Flick</strong>, allo scopo di trasformare le sue iniziative offensive in veri e propri frangenti straripanti, difficilmente prevedibili, pur rimanendo fedele sotto moltissimi aspetti al calcio classico del Barcellona (quello messo in atto in maniera un po&#8217; scolastica da <strong>Xavi</strong>), abbia voluto quasi esaltarne al massimo le potenzialità, ricorrendo appunto all&#8217;accumulazione di giocatori in quegli spazi stretti dove possono sfruttare (se possibile, ancora di più) la propria tecnica e la capacità di metterla al servizio del collettivo: nel video sotto riportato, si racconta di come <strong>Flick</strong>, in un momento in cui la sua squadra faticava a costruire occasioni, abbia pensato di avanzare tre centrocampisti a &#8220;falso nove&#8221;, alternandoli o anche facendoli entrare in area in simultanea, allo scopo di rendere caotico ma anche poco prevedibile lo sviluppo dell&#8217;azione.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="THREE &#039;FALSE 9&#039; – HANSI FLICK&#039;S NEW GENIUS TACTIC AT BARCELONA" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/5nql89jdXWU?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<p></p>



<p>Anche in altre realtà, come all&#8217;Arsenal o al Bayer Leverkusen, si assiste a questo ibrido: <strong>Arteta</strong> e <strong>Xabi Alonso</strong>, figliocci di <strong><a href="https://gameofgoals.it/2022/04/19/grandezza-e-limiti-del-guardiolismo.html">Guardiola</a></strong>, sembrano aver raccolto da lui la torcia della modernità per orientare a loro volta il calcio delle loro squadre verso un approccio più caotico e, potenzialmente, incontenibile. </p>



<p>Le folate ripetute e asimmetriche degli attaccanti del Leverkusen, che alternano fasi di pressing intensissimo, fasi in cui il controllo del pallone è il fulcro del gioco (il Leverkusen, nella scorsa stagione, aveva le percentuali di possesso più elevate d&#8217;Europa e toccava il pallone con undici giocatori in moltissime azioni), e altre in cui la quadra porta diversi giocatori a ridosso del pallone quasi alla maniera del vecchio Fluminense, testimoniano la natura ibrida di questo nuovo calcio posizionale futuribile e spurio. </p>



<p>Aggiungo che il movimento e gli scambi di posizione incessanti tra i centrocampisti (che formano il celebre box mobile divenuto oramai diffusissimo) gli attaccanti dell&#8217;Arsenal sembrano a loro volta un tentativo di &#8220;sporcare&#8221; il calcio <em>de quo</em> con il relazionismo e con l&#8217;intensità <em>kloppiana</em>, dando vita a una forma verniciata a nuovo e tremendamente efficace del post-cruijffismo &#8211; che di fatto si traduce poi in un cruijffismo estremo, che esalta certe sue caratteristiche innate.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="How Xabi Alonso Created His Own Style of Football" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/q-tMawfeCOw?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<p></p>



<p>Se quindi il calcio posizionale classico si preoccupa di occupare in maniera essenziale lo spazio, la sua versione &#8220;spuria&#8221;, pur poggiando sui medesimi principi di gioco &#8211; il Liverpool di <strong>Slot</strong>, che a sua volta propone una formula ibrida, figlia della scuola olandese ma profondamente legata anche al calcio classico dei <em>Reds</em>, accentra i laterali e li sfrutta come registi aggiunti, e cerca ripetutamente la superiorità numerica a centrocampo, e fa leva sui piedi del suo portiere per avere un uomo in più in fase di possesso, e sa anche far respirare la squadra e cercare il fraseggio insistito &#8211; si distacca in parte dalla sua intelaiatura tattica introducendo alcune variabili, anche perché quando numerose squadre adottano un sistema simile, controllarlo diventa più facile.</p>



<p>Pensiamo ai primi anni &#8217;90, quando la diffusione delle nuove disposizioni dettate da <strong><a href="https://gameofgoals.it/2020/10/27/sacchi-genio-o-sopravvalutato.html">Arrigo Sacchi</a></strong> ebbe un impatto internazionale notevole, sia in Europa (il Marsiglia che a Milano forma un boomerang sul campo di gioco, ripagando il Milan con la sua stessa moneta) che in Sudamerica (<strong>Maturana </strong>che riscrive la sintassi del calcio <em>toque </em>importando il pressing sacchiano), e di fatto rese la vita più difficile proprio ai fondatori e portavoce del nuovo calcio (leggi <a href="https://gameofgoals.it/2022/02/26/intercontinentale-1989-milan-atletico-nacional-medellin-1-0-dts.html">qui </a>per la cronaca della loro finale Intercontinentale nel 1989).</p>



<p>La diffusione in tutta Europa (Italia parzialmente esclusa) di quello che dagli anni &#8217;70, quando a praticarlo erano cappelloni vestiti di arancione, definiamo calcio totale e posizionale, è stata così pervasiva e ampia da rendere necessarie alcune piccole variazioni, modifiche legate anche al mutare dei tempi e che consistono in realtà in una radicalizzazione di alcune delle sue qualità migliori, che già ne costituiscono l&#8217;essenza: proprio il suo principe, <strong>Pep Guardiola</strong>, ha dichiarato di recente che i cinque cambi (con le formazioni che quindi si trasfigurano radicalmente) e il numero ravvicinato di partite rendono più complessa l&#8217;assimilazione, da parte dei giocatori, dei suoi principi guida, e che pertanto la squadra deve essere impostata in modo leggermente diverso, legittimando qualche divagazione che in passato era meno frequente.</p>



<p>Se ci penso, peraltro, già il <strong>Manchester City</strong> nel 2022, e prima ancora l&#8217;<strong>Ajax</strong> del 2019, avevano iniziato a sposare una filosofia per come comodità definisco post-posizionale, in cui gli scambi tra i giocatori sono ancora più frequenti e meno ordinati, nella gestione degli spazi, rispetto alla sua versione pura: non è un caso se quell&#8217;Ajax e quel City sono, a mio avviso e per i miei personalissimi gusti, forse le squadre più belle ammirate in campo negli ultimi dieci anni. E anche il Liverpool di <strong>Klopp</strong>, pur fautore di un calcio transizionale, aveva iniziato a costruire una sorta di approccio ibrido, in cui al controllo del pallone e degli spazi si associava la capacità di creare dei veri e propri &#8220;overload&#8221; in alcune zone del campo, sfruttando la superiorità numerica garantita dalle abilità tecniche e di costruzione/corsa dei laterali di difesa.</p>



<p>In sintesi: la base costruita da <strong>Guardiola </strong>e in qualche modo già modificata dal suo grande avversario/amico <strong>Klopp</strong>, screziata da alcuni principi propri del calcio sudamericano, potrebbe aver gettato le basi per un&#8217;ulteriore evoluzione del calcio che ha dominato l&#8217;Europa negli ultimi quindici anni, evoluzione dettata anche dai cambiamenti regolamentari, dalle rose sempre più ampie e dall&#8217;esigenza di giocare molte partite ravvicinate: una nuova fase la cui cifra stilistica è data anche dai continui mutamenti della struttura della squadra, che spesso alterna proprio sistemi diversi tra fase di possesso e fase di non possesso (e questo si nota anche nel calcio ibrido di <strong><a href="https://gameofgoals.it/2022/05/31/onore-al-real-madrid-e-ad-ancelotti-il-trionfo-della-misura-e-dellintelligenza.html">Ancelotti</a></strong>, che si conferma sempre al top per la straordinaria capacità di rinnovare la propria grammatica, adattandola a quella di tecnici molto più giovani). La storia ci dirà, nei prossimi anni, se chi scrive ha visto giusto.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="⚽️ Analisi Tattica ⚽️ Come gioca il LIVERPOOL di SLOT 2024-25 🔴" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/loZAu0jN8cI?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2025/03/05/levoluzione-del-calcio-posizionale-verso-il-caos-controllato.html">L&#8217;evoluzione del calcio posizionale: verso il &#8220;caos controllato&#8221;</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://gameofgoals.it/2025/03/05/levoluzione-del-calcio-posizionale-verso-il-caos-controllato.html/feed</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Gasp! &#8211; Gian Piero Gasperini, l&#8217;alchimista che non smette di stupire</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2024/04/14/gasp-gian-piero-gasperini-lalchimista-che-non-smette-di-stupire.html</link>
					<comments>https://gameofgoals.it/2024/04/14/gasp-gian-piero-gasperini-lalchimista-che-non-smette-di-stupire.html#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Raspanti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Apr 2024 05:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Strateghi]]></category>
		<category><![CDATA[atalanta]]></category>
		<category><![CDATA[champions league]]></category>
		<category><![CDATA[covid]]></category>
		<category><![CDATA[Genoa]]></category>
		<category><![CDATA[giampiero gasperini]]></category>
		<category><![CDATA[grugliasco]]></category>
		<category><![CDATA[guardiola]]></category>
		<category><![CDATA[ilicic]]></category>
		<category><![CDATA[inter]]></category>
		<category><![CDATA[juric]]></category>
		<category><![CDATA[juventus]]></category>
		<category><![CDATA[klopp]]></category>
		<category><![CDATA[liverpool]]></category>
		<category><![CDATA[milito]]></category>
		<category><![CDATA[moratti]]></category>
		<category><![CDATA[papu gomez]]></category>
		<category><![CDATA[thiago motta]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://gameofgoals.it/?p=19285</guid>

					<description><![CDATA[<p>Proseguendo nella nostra carrellata di allenatori, tutt’altro che completa e scevra da ogni velleità scientifica, è venuto il momento di occuparci di una figura emblematica [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2024/04/14/gasp-gian-piero-gasperini-lalchimista-che-non-smette-di-stupire.html">Gasp! &#8211; Gian Piero Gasperini, l&#8217;alchimista che non smette di stupire</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-drop-cap">Proseguendo nella nostra carrellata di allenatori, tutt’altro che completa e scevra da ogni velleità scientifica, è venuto il momento di occuparci di una figura emblematica e anomala allo stesso tempo come <strong>Gian Piero Gasperini</strong>. L’essere sia un emblema che un’anomalia ne fanno, nel solco perfetto delle figure che mi affascinano, un personaggio ossimorico. Anzi, essendolo per eccellenza, possiamo dire che la sua emblematicità risulta ulteriormente acclarata: <strong>Gasperini </strong>è un allenatore emblematico alla seconda potenza.</p>



<p>Allena squadre di adulti da oltre vent’anni, ha vissuto tre periodi di successo incredibile, due distinti nella Genova rossoblu e uno tuttora in corso all’Atalanta, ha sfornato decine di giocatori che ora sgambettano sulle erbe di mezzo mondo, svezzandone tantissimi e sgrezzandone altrettanti. E con ciò permettendo alle sue società, specialmente la Dea bergamasca, di raggiungere un livello di autofinanziamento tale da permettersi di affrontare costi di gestione da squadra che viaggia nella top class del calcio europeo con una continuità ormai acquisita per diritto e aspettative.</p>



<p>Ma l&#8217;aspetto che caratterizza maggiormente la carriera di <strong>Gasperini</strong>, ancora oggi dopo quasi un decennio di risultati incredibili in nerazzurro atalantino, è che ogni impresa risulta ancora sorprendente e che gli elogi che riceve da colleghi ben più noti e remunerati di lui, sembrano quelli rivolti a un vecchio amico che si diletta, a uno zio un po’ strano che vince qualche scommessa. Eppure <em>Gasp </em>di vittime illustri ne ha fatte, in Italia e all’estero, un’infinità e quando<strong><a href="https://gameofgoals.it/2022/04/19/grandezza-e-limiti-del-guardiolismo.html"> Pep Guardiola</a></strong> ha coniato qualche anno fa quella frase geniale per cui «Affrontare l’Atalanta di Gasperini è come andare dal dentista», frase talmente ripresa da essere oggi quasi inflazionata, il mondo ha guardato questo omino canuto e agitato come a un piccolo stregone di passaggio più che a un esperto del settore, autorevole quanto vincente.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Atalanta: il gioco di Gasperini - Analisi tattica" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/elJwSuYz6wQ?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<p></p>



<p>Stregone o no, <em>Gasp </em>è uomo dotato di una dote rara se non unica nel suo ambiente. Ha infatti l’umiltà di studiare, la qual cosa abbinata all’intelligenza per imparare in fretta e alla straordinaria capacità, questa sì quasi alchemica, di trasformare l’apprendimento in insegnamento, ne fa un affabulatore di imprese che disegna trappole vincenti invece di usare la poesia. Ultimo ingrediente di questo cocktail veramente unico e forse irreplicabile è il dono di trasmettere, di farsi capire, di ottenere, di vedere trasformate in azioni, azioni spesso dal marchio inconfondibile, le proprie idee, singolari o collettive che siano. Nel Genoa d’oro e nell’Atalanta dalla bellezza irraggiungibile di prima del Covid, sembrava di vedere in campo un unico essere pensante, una sorta di delfino gigantesco o di balena felice muoversi con un eleganza priva di ogni automatismo, scevra del più piccolo inciampo e che finiva spesso per stritolare gli avversari, prigionieri delle proprie convinzioni.</p>



<p>Qualcuno sostiene che <em>Gasp </em>sia un allenatore rigido, un talebano del modulo 3-5-2 applicato con la marcatura a uomo in fase di non possesso, ma personalmente non vedo questa rigidità se non in qualche suo allievo come <strong>Juric</strong>. Viceversa, credo di averlo già scritto, penso che quella Dea del 2019-2020 avesse nella sua imprevedibilità tattica un’arma micidiale sul piano dell’esito quanto sublime su quello dello spettacolo. In un 3-5-2 classico, e in quegli anni il maestro in tal senso era indiscutibilmente <strong><a href="https://gameofgoals.it/2021/05/09/i-cinque-tocchi-di-antonio-conte-per-lo-scudetto-dellinter.html">Antonio Conte</a></strong>, la presenza nel telaio di un giocatore anomalo, un fantasista, un dispari svincolato dalle corde che lo legano ai compagni, è praticamente impossibile da collocare. E mentre il leccese all’Inter tiene in panchina uno di questi, il &#8220;suo&#8221; <strong>Eriksen</strong>, quasi un anno e mezzo per poi riutilizzarlo solo quando il danese avrà imparato a giocare mezzala, <em>Gasp </em>a Bergamo ne sguinzaglia due, <em>Papu </em><strong>Gomez </strong>e <strong>Josip Ilicic</strong>, che disegnano iperbole calcistiche sul campo,  didascalie mobili al manifesto della felicità nello sport.</p>



<p>Eppure, pur tra mille elogi stupiti e miriadi di notti incantate regalate ai propri popoli, quello rossoblu ligure e soprattutto quello nerazzurro orobico, la carriera di <strong>Gian Piero Gasperini </strong>non è mai riuscita a svincolarsi da un abbraccio provinciale e ad approdare da prim’attore su una ribalta sfarzosa, sul proscenio di un grande teatro. Solo un volta nella sua vita di allenatore una società di prima grandezza, l’Inter nel 2011, gli ha offerto questa occasione, ma le cose in quella circostanza sono andate nella maniera opposta rispetto alle aspettative di tutti. <em>Il Biscione</em>, ancora vedovo di <strong><a href="https://gameofgoals.it/2022/05/27/dimmi-jose-trionfi-ed-eccessi-dello-special-one.html">Mourinho </a></strong>che subito dopo il <em>Triplete </em>era fuggito da Madrid a… Madrid, aveva pensato a questo giovane emergente che aveva fatto miracoli a Marassi proprio con <strong>Milito </strong>e <strong>Thiago Motta</strong>, anche per dimenticare la costosissima e infruttifera esperienza con un <strong>Rafa Benitez </strong>più sudato che mai.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="376" height="236" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/04/gasp-milito.jpeg" alt="" class="wp-image-19295" style="width:622px;height:auto" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/04/gasp-milito.jpeg 376w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/04/gasp-milito-300x188.jpeg 300w" sizes="(max-width: 376px) 100vw, 376px" /><figcaption class="wp-element-caption">Milito e Gasperini ai tempi del Genoa</figcaption></figure>



<p></p>



<p>Il soggiorno milanese del <em>Gasp </em>dura però pochi mesi in cui riesce nella poco invidiabile impresa di non conseguire nemmeno una vittoria e ancora oggi molti di noi si chiedono imbarazzati il motivo di quel roboante insuccesso. A mio parere, più che il mancato arrivo dei giocatori richiesti per giocare di nuovo a uomo dopo anni e anni di desuetudine, è contato il fatto che per inculcare nella squadra la sua mentalità di gioco, il tecnico di Grugliasco ha bisogno di lavorare con i giocatori per un tempo che una compagine di vertice non può o non vuole permettersi. Del resto, anche all’inizio di questo suo luminoso ciclo atalantino i risultati non erano convincenti ne tantomeno copiosi e la sua panchina ha scricchiolato più volte. Ma in provincia, si sa, la pazienza a volte prevale…</p>



<p>In ogni caso, però, il disastro dell’esperienza interista di tredici anni fa, non sembra proprio sufficiente a giustificare il fatto che a <strong>Gasperini</strong>, nonostante qualche sussurro e neppure tante voci, non sia mai stata offerta un’altra opportunità di un certo livello. Stupisce in particolare, appunto, che il suo nome non venga neanche mai accostato alle varie panchine prestigiose e vacanti che via via si susseguono. Tant’è che molti sono portati a pensare che sia lo stesso <strong>Gasperini </strong>a chiamarsi fuori dai giochi, ma lo stesso tecnico ha più volte dichiarato apertamente che le cose non stanno affatto così. E non crediamo nemmeno, per chiudere l’argomento, che sia l’assenza di successi finali in qualche competizione a spiegare in qualche modo quella che rimane un’anomalia di mercato, se non un vero e proprio mistero.</p>



<p>Non posso concludere questo sommario ritratto del più talentuoso tecnico di calcio contemporaneo in Italia senza citare di nuovo l’annata 2019-2020. Lo faccio per due aspetti, tre ribadendo la bellezza struggente di quell’Atalanta. Il termine struggente non è usato a caso: il 2020 è stato in tutto il mondo l’anno del Covid, di un virus che ha costretto l’umanità intera a difendersi rinunciando a quasi tutto sotto l’aspetto sociale. E tutti, dappertutto, sanno che una delle prime zone ad essere colpite a livello planetario fu proprio la bergamasca, la casa dell’Atalanta.</p>



<p>Per fortuna, e anche per le misure di profilassi messe in atto dalle varie federazioni, non abbiamo notizie di vittime di calciatori almeno di un certo livello, né a Bergamo né altrove, ma rimane l’amara convinzione che quella squadra fantastica e irripetibile, quel gioiello del <em>Gasp</em>, sia rimasta in qualche modo impigliata in quella brutta avventura. E che la rimonta subita con due gol oltre il 90’ nella semifinale Champions contro il PSG di <strong>Neymar</strong>, <strong>Mbappé</strong>, <strong>Verratti </strong>abbia sancito nel modo più triste, ancorché beffardo, la fine ingiusta di una stagione bella e giusta come poche. Possiamo forse dire che il Covid-19 ha spento una squadra che non potrà riaccendersi mai più.</p>



<p>Tutta quella squadra, tranne lui. Incredibilmente lui, <strong>Gasperini</strong>, perse una dopo l’altra tutte le sue pedine, ognuna per ragioni diverse, si è messo  impastare di nuovo e a tirar di sfoglia. Nuove facce, nuove scommesse, nuovi fallimenti altrui rigenerati da far invidia, nuove incredibili imprese (citofonare <strong>Klopp</strong>), e lui sempre lì, marinaio di terra sotto la pioggia, a menar sorprese e vittorie inaspettate. Come se quello di vincere non fosse, da vent’anni e sotto qualunque cielo, il suo antico mestiere.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Atalanta, serata da Dea: il video della festa dopo aver battuto 3-0 il Liverpool ad Anfield" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/BHXUEkrs4wU?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2024/04/14/gasp-gian-piero-gasperini-lalchimista-che-non-smette-di-stupire.html">Gasp! &#8211; Gian Piero Gasperini, l&#8217;alchimista che non smette di stupire</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://gameofgoals.it/2024/04/14/gasp-gian-piero-gasperini-lalchimista-che-non-smette-di-stupire.html/feed</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il calcio del Terzo Millennio: come è cambiato il gioco nel 21° secolo</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2024/04/01/il-calcio-del-terzo-millennio-come-e-cambiato-il-gioco-nel-21-secolo.html</link>
					<comments>https://gameofgoals.it/2024/04/01/il-calcio-del-terzo-millennio-come-e-cambiato-il-gioco-nel-21-secolo.html#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Buffoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Apr 2024 13:51:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calcio moderno]]></category>
		<category><![CDATA[ancelotti]]></category>
		<category><![CDATA[capello]]></category>
		<category><![CDATA[ferguson]]></category>
		<category><![CDATA[gegen pressing]]></category>
		<category><![CDATA[guardiola]]></category>
		<category><![CDATA[klopp]]></category>
		<category><![CDATA[lippi]]></category>
		<category><![CDATA[mourinho]]></category>
		<category><![CDATA[tiki taka]]></category>
		<category><![CDATA[van gaal]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://gameofgoals.it/?p=19118</guid>

					<description><![CDATA[<p>All&#8217;inizio del Terzo Millennio, superata la paura del Millennium Bug (chi c&#8217;era, ricorderà) e dopo essere scesi a patti con la sensazione che la storia [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2024/04/01/il-calcio-del-terzo-millennio-come-e-cambiato-il-gioco-nel-21-secolo.html">Il calcio del Terzo Millennio: come è cambiato il gioco nel 21° secolo</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-drop-cap">All&#8217;inizio del Terzo Millennio, superata la paura del <em>Millennium Bug</em> (chi c&#8217;era, ricorderà) e dopo essere scesi a patti con la sensazione che la storia fosse agli sgoccioli, che il Secolo Breve, con il suo carico di orrore, di tragedie irrimediabili, di innovazioni tecnologiche, giuridiche, culturali etc.. fosse un fardello troppo doloroso e importante per liberarsene nell&#8217;arco di un solo secondo (quello in cui la lancetta dell&#8217;orologio ha chiuso definitivamente il conto con mille anni di storia), anche nel piccolo mondo del calcio si verifica una rivoluzione: la duratura e solida supremazia del calcio italiano sulle altre maggiori scuole del Vecchio Continente vacilla.</p>



<p>Come per uno scherzo del destino, nel 1999 non solo il mondo del football mette in archivio la Coppa delle Coppe, ma termina anche, un po&#8217; a sorpresa, lasciandoci sgomenti, il lungo regno azzurro, l&#8217;epoca in cui per noi tifosi era pressoché scontato vedere le squadre italiane raggiungere le finali delle competizioni europee, per poi magari perderle, ma più spesso per portare nello Stivale un trofeo. </p>



<p>In molti casi, addirittura, la finale, la disputa conclusiva sul trofeo era un discorso riservato a due squadre tricolori: il decennio d&#8217;oro del nostro calcio inizia con la tre italiane che incamerano tutti i trofei disponibili (il <strong>Milan</strong> vince la Coppa dei Campioni, la <strong>Sampdoria</strong> vince la Coppa delle Coppe, la <strong>Juventus</strong> supera in finale di Coppa UEFA la <strong>Fiorentina</strong>), e nel corso degli anni &#8217;90 era abbastanza consueto assistere a un derby italiano in finale, tanto che la Coppa UEFA per diverso tempo viene ribattezzata la Coppa Italia-bis. <strong>Parma-Juventus</strong> del 1995, una duplice sfida che arriva al culmine di una stagione segnata dalla rivalità tra i bianconeri e i rampanti gialloblù di Nevio Scala e di Gianfranco Zola, rappresenta in tal senso forse l&#8217;apice dell&#8217;egemonia italiana sull&#8217;Europa. </p>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Juventus - Parma 1-1 (17.05.1995) Ritorno, Finale Coppa Uefa." width="1200" height="900" src="https://www.youtube.com/embed/5cZaoTeK77E?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div><figcaption class="wp-element-caption">La finale della coppa UEFA del 1995, disputata a San Siro tra Parma e Juventus</figcaption></figure>



<p></p>



<p>A dire il vero, nella seconda metà del decennio era arrivato qualche segnale di cedimento, qualche scricchiolio, ma nel complesso la serie A rimaneva un passo avanti rispetto ai maggiori campionati d&#8217;Europa: gli inglesi, scontata la punizione inflitta dopo l&#8217;Heysel, erano tornati a far la voce grossa in Coppa delle Coppe, ma per il resto, complici le restrizioni derivanti da un ranking penalizzante (nel 1990, l&#8217;Inghilterra è ultima nel ranking e porta solo una squadra in UEFA, e per scelta della Federazione europea addirittura nessuna in Coppa dei Campioni), faticavano a reggere il passo delle nostre. Il gap in termini economici e un calendario ai limiti della follia (la <strong>First Division</strong> e poi <strong>Premier</strong> a 42 giornate) spesso si coalizzavano per tagliare le gambe alle squadre di Sua Maestà nella fase conclusiva della stagione. Le spagnole se la passavano un po&#8217; meglio ed erano pericolose per definizione, e non è un caso se hanno vinto due Coppe dei Campioni/Champions e altri trofei di spessore, ma il numero di successi e di squadre che si giocano un titolo nel corso degli anni &#8217;90 parlava comunque chiaro e lo faceva a nostro favore &#8211; anche nei rapporti con francesi, tedeschi e olandesi, pure tutti in grado di imporsi in diverse competizioni continentali.</p>



<p>Nel 1999, peraltro, una <strong>Juventus</strong> bolsa e priva del suo uomo più importante arranca in campionato, ma in Europa si risveglia come d&#8217;incanto e raggiunge le semifinali di Champions, facendo sudare lo <strong>United</strong> che ha il mirino puntato sul <em>treble</em>. In UEFA, il <strong>Bologna</strong> <em>pane-e-salame</em> di Carletto Mazzone si scontra in semifinale con un <strong>Marsiglia</strong> smaliziato e più esperto, che comunque deve sudarsi l&#8217;approdo alla finale di Mosca, mentre il <strong>Parma</strong>, nonostante qualche scivolone, demolisce quasi tutti gli avversari, e lo fa con risultati che sono dei manifesti di superiorità: i <strong>Rangers </strong>di Glasgow escono con le ossa rotte dal Tardini, il temibile <strong>Bordeaux</strong> scende in Emilia e ne prende sei, i <em>Colchoneros</em> vengono dominati in casa dal miglior <strong>Parma</strong> della sua storia, che vola sulle ali della <em>Bruijita </em><strong>Veron</strong>, e la finale di Mosca assomoglia a una formalità &#8211; il Marsiglia viene annientato. Nel frattempo, la <strong>Lazio</strong> di <strong>Eriksson</strong>, che schiera una delle formazioni migliori d&#8217;Europa, vince con merito l&#8217;ultima Coppa delle Coppe e supera poi a sorpresa anche il<strong> Manchester United</strong> in Supercoppa europea.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="LAZIO  1 - 0 MANCHESTER UNITED   ||   UEFA SUPER CUP FINAL 1999" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/zNVV2B4Uj6k?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div><figcaption class="wp-element-caption">La finale di Supercoppa Europea del 1999</figcaption></figure>



<p></p>



<p>All&#8217;inizio della stagione destinata a fare da cerniera tra i due millenni, la sensazione più diffusa è che non ci sia nulla di nuovo sul fronte del futuro: il centro del mondo è ancora il vecchio Stivale e le coppe, con ogni probabilità, saranno affare italico anche nell&#8217;anno 2000.</p>



<p>Chi c&#8217;era ricorderà quindi lo stupore con cui, nella primavera del 2000, la <strong>Lazio</strong> viene letteralmente demolita da un<strong> Valencia </strong>incontenibile, o anche la delusione del<strong> Parma </strong>che non supera il turno preliminare di Champions, o il Milan che fatica nel girone etc.. Insomma, nella primavera del 2000 sembra che sia davvero passato un millennio dalla stagione precedente: nessuna squadra italiana è in semifinale, ma al di là dei risultati, serpeggia tra i tifosi, gli appassionati e la stampa, per la prima volta dopo molti anni, la sgradevole sensazione di essere stati fregati, di essersi persi un passaggio cruciale. </p>



<p>Nel 2001 le cose vanno ancora peggio: non c&#8217;è una sola squadra italiana ai quarti di Coppa UEFA e neppure ai quarti di Champions: il mondo sembra improvvisamente passato sotto il duopolio anglo-spagnolo senza che noi ce ne rendessimo conto, e il 2003, pur essendo da certi punti di vista una stagione trionfale, a posteriori si rivelerà uno specchietto per le allodole, o forse l&#8217;ultimo rantolo,  il colpo di coda finale del calcio degli anni &#8217;90, che si prende una breve ma significativa rivincita sul calcio del Nuovo Millennio.</p>



<p>Cosa è accaduto a cavallo tra i due millenni, perché il solidissimo e vincente calcio italiano degli anni &#8217;90 è come imploso nel corso di una, due stagioni, senza quasi rendersene conto?</p>



<p>Alcune istantanee avvicinano forse la spiegazione: ricordo la <strong>Juventus</strong> e la <strong>Lazio</strong> salire a Londra, nell&#8217;affascinante e antico teatro di <strong>Highbury</strong>, e venire surclassate ben più di quanto non raccontasse il risultato dall&#8217;<strong>Arsenal</strong> di<strong> Wenger</strong>. </p>



<p>A posteriori, posso dire che <strong>era come se il calcio del 2000 stesse in qualche modo imponendosi sul calcio degli anni &#8217;80 e &#8217;90</strong>: l&#8217;<strong>Arsenal</strong> del tecnico alsaziano praticava uno stile di gioco per noi abbastanza indecifrabile e all&#8217;apparenza disordinato, che portava molti uomini oltre la linea della palla, e in cui, e la cosa balzava subito all&#8217;occhio, la palla sembrava circolare più velocemente e in maniera più pulita di quanto non lo facesse nel nostro campionato, anche nelle squadre maggiori. E poi, per noi non era molto chiaro quale fosse il modulo dell&#8217;<strong>Arsenal</strong>: mentre la<strong> Lazio</strong> e la <strong>Juventus</strong> erano fedelissime al classico 4-4-2, cui apportavano alcune varianti in corsa, ma che di fatto prevedeva un&#8217;occupazione degli spazi simmetrica e regolare e una distribuzione delle funzioni e dei ruoli tendenzialmente precisa e chiara, l&#8217;Arsenal sembrava muoversi in maniera molto fluida e per noi poco logica, con <strong>Bergkamp</strong> a galleggiare tra le linee, <strong>Kanu </strong>(un attaccante alto otre 190 cm) che anziché attaccare lo spazio o sfruttare il fisico arretrava e giocava quasi da numero dieci, e<strong> Henry</strong> che era un centravanti che però partiva da metacampo, era poco forte nel gioco aereo nonostante la statura e giocava soprattutto attaccando gli spazi in velocità. </p>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Arsenal 3 1 Juventus   UEFA CL 2001 2002" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/ZFKJY1uNa8k?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<p></p>



<p>Il <strong>Valencia</strong> del 2000, cancellando dal campo la <strong>Lazio</strong> futura campione d&#8217;Italia, aveva destato uno smarrimento simile: la palla viaggiava a una velocità diversa da quella cui eravamo abituati in Italia, molti giocatori partecipavano alla costruzione della manovra, le punte più che attaccare l&#8217;area sembravano incaricate di creare spazi, e molti giocatori andavano in gol, tanto che a fine stagione il bomber principe era un centrocampista (<strong>Mendieta</strong>) e solo due giocatori erano in doppia cifra.</p>



<p>Al cospetto del calcio proposto, pur con differenze importanti, da Arsenal e Valencia, le nostre squadre erano parse a lungo impotenti ma soprattutto<em> vecchie</em>: molto più quadrate, molto più rispettose di un chiaro disegno tattico e di una concezione chiara e pulita della distribuzione dei ruoli, molto meno propense a far circolare il pallone con velocità e a portare molti uomini oltre la linea della palla.</p>



<p>Arsenal e Valencia, a mio parere, erano una sorta di premonizione, un&#8217;anticipazione del calcio che stava per dominare il Vecchio Continente, e negli anni &#8217;90 non avevano veri precursori, con due significative eccezioni (<em>mutatis mutandis</em>), ovvero il <strong>Barcellona</strong> di <strong>Cruijff</strong> e l&#8217;<strong>Ajax</strong> di <strong>van Gaal</strong>, due squadre che erano in anticipo sui tempi e il cui calcio futuribile era stato spettacolare e anche efficace, ma comunque non aveva imposto un chiaro mutamento di paradigma, era rimasto un caso isolato. La squadra allenata dal <em>Profeta del Gol</em> era a sua volta figlia della rivoluzione olandese di vent&#8217;anni prima, aveva smussato certi spigoli e, complice la presenza di molti giocatori latini e sudamericani, aveva puntato soprattutto sull&#8217;esaltazione della tecnica quale elemento chiave del gioco, completando il manifesto estetico con dichiarazioni per noi controintuitive eppure determinanti (&#8220;<em>Non abbiamo perso perché abbiamo corso poco, ma perché abbiamo corso troppo</em>&#8220;).<a href="https://gameofgoals.it/2020/02/29/1994-finale-milan-barcellona-4-0.html"> La scoppola subita dal<strong> Milan</strong> di <strong>Capello</strong> ad Atene nel maggio del 1994</a> aveva in ogni caso segnato una chiara battuta d&#8217;arresto per la rivoluzione, derubricando (ai nostri occhi) a vezzo estetico poco concreto la ricerca insistita del gioco e della qualità da parte dei catalani e di Johan, parsi ai più, in Italia, come una manica di presuntuosi.</p>



<p><a href="https://gameofgoals.it/2020/03/19/1995-finale-ajax-milan-1-0.html">L&#8217;<strong>Ajax</strong> di <strong>van Gaal</strong></a> era stato una cometa in grado di illuminare per un lasso di tempo breve ma significativo il cielo d&#8217;Europa, riempiendo di meraviglia gli occhi degli spettatori: il suo calcio scardinava alcune delle regole chiave del calcio anni &#8217;90, <em>in primis</em> perché, forse per la prima volta, con <strong>van der Saar</strong> il portiere diventava parte attiva della fase di costruzione del gioco, con una prima ma geniale declinazione in ottica propositiva della regola che vietava il retropassaggio, e in secondo luogo perché rompeva con i moduli molto rigorosi e statici impostisi negli anni &#8217;80 e con il sacchismo (4-4-2 o 3-5-2, in voga a fine anni &#8217;90), per introdurre i suoi celebri e per un po&#8217; indecifrabili rombi. Inoltre, l&#8217;<strong>Ajax</strong> portava molti uomini oltre la linea della palla, avviava l&#8217;azione con <strong>Blind</strong> e i difensori, rinunciava alle classiche due punte in voga al tempo (un centravanti di peso a una seconda punta più agile e tecnica, <strong>Vieri</strong> e <strong>Del Piero</strong>, <strong>Batistuta</strong> e <strong>Roberto Baggio</strong>) per rendere interscambiabili le posizioni, tanto che l&#8217;uomo gol è <strong>Litmanen</strong>, una sorta di dieci/mezzala/punta sui generis.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="AJAX 95: LOUIS VAN GAAL TACTICAL" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/GVvwyjrif_o?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<p></p>



<p>Come anticipato, tuttavia, le intuizioni geniali dei due tecnici olandesi nel corso del <em>nostro </em>decennio aureo rimangono due casi abbastanza isolati. </p>



<p>Le squadre che dominano gli anni &#8217;90, il <strong>Milan</strong> di<strong> Capello</strong> e la <strong>Juventus</strong> di<strong> Lippi</strong>, sono due dei lasciti maggiori del <em>sacchismo</em> e quindi seguono principi molto diversi da quelli di Johan e Louis: rispetto al classico calcio italiano degli anni &#8217;80, le formazioni migliori degli anni &#8217;90 ragionano in termini più collettivi (grande merito di<strong> Arrigo</strong>), sono più corte in fase di possesso, si schierano in forma simmetrica (altra grandissima intuizione di <strong>Arrigo</strong>), rinunciano in buona misura alla marcatura a uomo in difesa e alzano il baricentro, e questo le rende più aggressive e propositive, complice anche la crescita e la maggior cura della preparazione fisica. Per il resto, tuttavia, i club che controllano la decade mantengono un&#8217;architettura tattica estremamente rigorosa e puntuale (come da nostra tradizione; il modulo in voga è il 4-4-2 classico, cui si sostituisce a fine decennio il 3-5-2), esaltano i gregari di lusso di lusso e funzionali (anche qui, Arrigo e il calcio italiano si muovono in sintonia), esigono che i giocatori si identifichino con un ruolo ben preciso e siano specializzati (penso al regista classico alla <strong>Albertini</strong> o <strong>Paulo Sousa</strong>, alla prima e alla seconda punta, al marcatore che si affianca al regista difensivo, agli innumerevoli cursori di centrocampo: <strong>Conte, Deschamps, Di Livio</strong>, l&#8217;adattato <strong>Desailly</strong> etc..). La fase di non possesso è molto più organizzata e rigorosa di quella di possesso, e le trame di gioco tendono a essere essenziali, &#8220;sporche&#8221; e affidate ai giocatori &#8220;illuminanti&#8221;. La distinzione tra campioni e gregari rimane netta e i secondi sono l&#8217;ossatura tattica e agonistica della squadra che consente al fuoriclasse di turno (<strong><a href="https://gameofgoals.it/2024/02/04/roberto-baggio-e-le-10-magie-bresciane-di-un-fuoriclasse-mondiale.html">Baggio</a></strong>, <strong><a href="https://gameofgoals.it/2021/11/09/io-di-te-non-mi-stanco-ode-ad-alessandro-del-piero.html">Del Piero</a></strong>, <strong><a href="https://gameofgoals.it/2021/07/29/i-dieci-grandi-momenti-di-zinedine-zidane-con-la-francia.html">Zidane</a></strong>) di muoversi liberamente</p>



<p>Come detto, con il Nuovo Millennio, e in misura crescente nel corso degli anni 2000, la meticolosa struttura congeniata dai nostri tecnici maggiori, in una felice convergenza tra il classico calcio all&#8217;italiana e il <em>sacchismo</em>, viene progressivamente superata dalla storia. <strong>Arsenal</strong> e <strong>Valencia</strong>, pur non vincendo in Champions, sono tra le prime squadre che in qualche modo rovesciano il banco e sparigliano le carte. Ci sono altre novità, che restano però sempre un po&#8217; nel limbo: il <strong>Manchester United</strong> di<strong> Ferguson</strong>, con la sua efficace commistione di calcio inglese classico e<em> passing game</em> scozzese, è una squadra bellissima che non dà però mai vita a una vera e propria scuola né a una riscrittura palese delle regole. Lo stesso vale per il <strong>Milan </strong>di <strong><a href="https://gameofgoals.it/2022/05/31/onore-al-real-madrid-e-ad-ancelotti-il-trionfo-della-misura-e-dellintelligenza.html">Ancelotti</a></strong>, la grande anomalia del calcio italiano degli anni zero, che in qualche modo segue e guida anche il mutamento in corso, ma che non diventa mai una squadra dalle aspirazioni &#8220;totali&#8221;, non crea una scuola e sembra più che altro fare di necessità virtù. grazie al superbo intuito di un tecnico di grandissima intelligenza come <strong>Carletto</strong>.</p>



<p>Quando <strong>Rijkaard</strong> e poi <strong>Guardiola</strong> riscrivono la storia con il<strong> Barcellona</strong>, mentre le squadre inglesi cambiano marcia e tornano a dettare legge in Europa, affollando i tabelloni di finaliste e semifinaliste, specie in Champions, appare oramai chiaro che qualcosa si è mosso nel cuore delle cose, e  che non si può più mettere le mani davanti agli occhi per fingere di non vedere:  il calcio è radicalmente cambiato e la nostra scuola ha faticato a reggere il passo.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Fabregas &amp; Henry fire us to victory | Arsenal 2-0 Juventus | Highlights | March 28, 2006" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/v7ZHnWOl9nM?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<p></p>



<p>Le lezioni di gioco che la <strong>Juventus</strong> di <strong>Capello</strong>, una squadra chiaramente figlia degli anni &#8217;90, subisce da <strong>Liverpool</strong> e <strong>Arsenal</strong> sono quasi il certificato di morte del calcio della decade precedente, e persino il <strong>Milan</strong>, che in Italia domina gli avversari sul piano tecnico, in Europa alterna grandissime prestazioni a vere e proprie lezioni di gioco impartite dagli avversari (con il <strong>PSV</strong> passa davvero per il rotto della cuffia, dopo 135 minuti in cui ha sofferto come in Italia non soffre mai, e nel 2006 è evidente la superiorità tecnica e corale del <strong>Barcellona</strong>, che dimostra di avere un&#8217;idea di squadra più compiuta). La stessa Inter che detta legge in Italia, dopo calciopoli, sembra comunque una squadra ingessata e &#8220;antica&#8221;, al cospetto delle formazioni globalmente inferiori che però la eliminano nel 2006 e nel 2007 (<strong>Villareal</strong> e <strong>Valencia</strong>), e l&#8217;inferiorità di squadra diventa peraltro ampia e palese nel 2008 e nel 2009, al cospetto delle inglesi &#8211; e questo rende ancora più grande, se possibile, il triplete del 2010: l<strong>&#8216;Inter</strong>, pur individualmente fortissima. è una squadra &#8220;vecchia&#8221; quasi in ogni senso, eppure gioca la stagione perfetta e ottiene ciò che nessun&#8217;altra italiana ha mai ottenuto, e lo fa in un&#8217;epoca in cui il nostro calcio sta da tempo arrancando nell&#8217;inseguimento dei movimenti trainanti in Europa. Il suo successo, in ogni caso e fortunatamente, conferma che le tendenze, anche quelle dominanti, non sono mai egemoni: esistono sempre numerose e significative eccezioni, e l&#8217;Inter guidata da <a href="https://gameofgoals.it/2022/05/27/dimmi-jose-trionfi-ed-eccessi-dello-special-one.html"><strong>Mourinho</strong></a> è una delle più grandi.</p>



<p>Negli anni &#8217;10, l&#8217;accelerazione impressa al calcio da spagnoli e inglesi negli anni 2000 si trasforma a sua volta in una supremazia quasi inattaccabile. </p>



<p>Quali sono i cambiamenti prefigurati a inizio millennio e concretizzatisi poi come solide realtà nel corso degli anni &#8217;10?</p>



<p>Con l&#8217;aiuto di <strong>Francesco Scabar</strong>, tecnico e tattico di lucidità superiore, ho provato a sintetizzare il modo in cui è cambiato il vento della storia nel corso del Terzo Millennio, senza per questo farne una questione di valore, di meriti o di demeriti: il calcio, come ogni altra cosa della vita, è soggetto a continue trasformazioni, e provare a decifrarle è il compito degli appassionati.</p>



<p>Le squadre moderne, a partire proprio da quelle spagnole e inglesi dei primi anni 2000, e anche se all&#8217;epoca il calcio attuale viveva ovviamente una fase embrionale, cercano con maggiore insistenza il fraseggio, e soprattutto il fraseggio<em> pulito</em>: il numero di passaggi riusciti nel calcio del 2024 è quasi sempre molto superiore a quello dei passaggi riusciti in una partita del 1995, l&#8217;epoca in cui non a caso il confronto tra i due reparti centrali stimolava analogie con le tonnare e in cui ribaltamenti di fronte erano più frequenti. La palla, inoltre, circola a una velocità sempre superiore, e questo pretende una proprietà tecnica media molto elevata da parte di quasi tutti i giocatori in campo, a partire dal portiere &#8211; il fenomeno <strong><a href="https://gameofgoals.it/2020/08/26/manuel-neuer-e-il-miglior-portiere-di-sempre.html">Neuer</a></strong>, come sempre accade, ha sublimato con il proprio talento una trasformazione che era da tempo nell&#8217;aria. </p>



<p>Inoltre, se negli anni &#8217;80 e &#8217;90 si organizzava nel minimo dettaglio la fase di non possesso, nel calcio del 2000 si organizza di più la fase di possesso, e si chiede a quasi tutti i giocatori di prendervi parte in forma attiva, ora con le sovrapposizioni degli esterni, ora con le continue triangolazioni di prima, ora con gli assalti all&#8217;arma bianca di numerosi giocatori, anche dei cursori (emblematico, in tal senso, il gioco messo in atto dalle squadre di <strong>Klopp</strong>). </p>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="How Jürgen Klopp’s NEW Tactic is FIXING Liverpool (again)" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/aYVoX0aK83U?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<p></p>



<p>Ancora: se nel calcio degli anni &#8217;80 e &#8217;90 il concetto di ruolo aveva ancora un significato ben preciso, e la nostra capacità di formare ed esaltare specialisti era una delle nostre armi vincenti, dal 2000 in avanti, e in misura sempre crescente, il <em>cruijffismo</em> e anche il calcio totale di <strong>van Gaal</strong> hanno modificato (con altri fattori e attori) il genoma dei giocatori, trasformandone in parte le funzioni &#8211; il centravanti che arretra, il falso nove, il regista classico che quasi scompare mentre i registi diventano due o tre e a volte giocano sulla fascia in difesa, le ali a piede invertito. le mezzeali che possono giocare quasi in ogni posizione, il tridente offensivo che diventa quasi osmotico rispetto al terzetto di centrocampo, e ovviamente anche il portiere che imposta l&#8217;azione. Questo mutamento ha anche ridotto sensibilmente il numero di tiri da fuori area (il pressing continuo e le squadre molto corte rendono difficile trovare lo spazio per calciare, questo trascurando per il momento il peso e la conformazione dei palloni) e anche il numero di cross.</p>



<p>Si tratta di qualcosa che si vedeva molto raramente trent&#8217;anni fa, e la forza delle nostre squadre maggiori, a partire proprio da <strong>Milan</strong> e <strong>Juventus</strong>, era anche la chiarezza e solidità del disegno tattico: difesa a quattro solida e in cui si esaltavano le doti di marcatura classiche, centrocampo con un regista e numerosi cursori/gregari più o meno di lusso, una prima e una seconda punta che attaccavano l&#8217;area, con il corollario della ricerca immediata delle punte e dei ribaltoni continui, con tanto di cross ripetuti, specie nel calcio inglese ma non solo. La solidità e il controllo degli spazi erano più importanti della ricerca ossessiva della superiorità numerica tramite fraseggio o sovrapposizioni, e quando le squadre di <strong>Spagna</strong> e <strong>Inghilterra</strong> hanno iniziato a mettere in atto con efficacia questa strategia mutuata (in parte) da alcune squadre avveniristiche degli anni &#8217;90 il nostro meticoloso disegno tattico è entrato in sofferenza, come travolto dall&#8217;onda fluida della storia, un&#8217;onda che è diventata un tornado nel corso delle ultime stagioni, quelle a forte trazione City-Liverpool.</p>



<p>Da ultimo, i moduli di gioco chiari e puliti degli anni &#8217;80 e &#8217;90 sono diventati un lontano ricordo: il 4-3-3 oggi imperante è in realtà estremamente instabile, mutevole, e la distribuzione delle funzioni tra i giocatori (<strong>Cancelo</strong> e <strong>Alexander-Arnold</strong> che di fatto sono due mezzeali prestate alla difesa) è molto meno chiara e prestabilita. </p>



<p>Anche le novità emerse e diventate egemoni negli ultimi venti e soprattutto quindici/sedici anni chiaramente non sono l&#8217;esito ultimo, l&#8217;approdo definitivo del calcio, ma una fase di passaggio, della quale è già in corso, probabilmente, il superamento: anche per questo è interessante provare a interpretarle.</p>



<p>Nessuna pretesa di verità da parte nostra, siamo anzi consapevoli del fatto che ogni interpretazione è anche una forma di semplificazione, e che comunque la bravura dei giocatori rimane un fattore essenziale, al di là di ogni discorso tattico e filosofico.</p>



<p><strong>Con il contributo di FRANCESCO SCABAR</strong></p>



<p></p>



<p></p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2024/04/01/il-calcio-del-terzo-millennio-come-e-cambiato-il-gioco-nel-21-secolo.html">Il calcio del Terzo Millennio: come è cambiato il gioco nel 21° secolo</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://gameofgoals.it/2024/04/01/il-calcio-del-terzo-millennio-come-e-cambiato-il-gioco-nel-21-secolo.html/feed</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il &#8220;relazionismo&#8221; e il suo impatto sul calcio contemporaneo</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2023/07/11/il-relazionismo-e-il-suo-impatto-sul-calcio-contemporaneo.html</link>
					<comments>https://gameofgoals.it/2023/07/11/il-relazionismo-e-il-suo-impatto-sul-calcio-contemporaneo.html#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Buffoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Jul 2023 19:52:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calcio moderno]]></category>
		<category><![CDATA[brasile]]></category>
		<category><![CDATA[diniz]]></category>
		<category><![CDATA[fluminense]]></category>
		<category><![CDATA[gremio]]></category>
		<category><![CDATA[guardiola]]></category>
		<category><![CDATA[henrik rydstroem]]></category>
		<category><![CDATA[klopp]]></category>
		<category><![CDATA[malmoe]]></category>
		<category><![CDATA[mourinho]]></category>
		<category><![CDATA[relazionismo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://gameofgoals.it/?p=14513</guid>

					<description><![CDATA[<p>Proseguo il discorso aperto alcune settimane fa e dedicato al cosiddetto “dinizismo”, ovvero allo stile adottato dal Fluminense e io direi anche dal Gremio, anche [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2023/07/11/il-relazionismo-e-il-suo-impatto-sul-calcio-contemporaneo.html">Il &#8220;relazionismo&#8221; e il suo impatto sul calcio contemporaneo</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-drop-cap">Proseguo il discorso aperto alcune settimane fa e dedicato al cosiddetto “<a href="https://gameofgoals.it/2023/06/04/aquarela-do-brasil-stili-di-gioco-del-paese-verdeoro-e-il-dinizimo-del-fluminense.html">dinizismo</a>”, ovvero allo stile adottato dal <strong>Fluminense</strong> e io direi anche dal <strong>Gremio</strong>, anche perché per una volta sono stato un felice profeta (<strong>Diniz</strong> è diventato CT, anche se ad interim, della nazionale brasiliana); nel primo pezzo, ho parlato di come questo stile affondi le radici nella tradizione carioca, in tutto il suo bagaglio di vezzi, giocate istintive, atteggiamenti civettuoli e di come sia al tempo stesso moderno, una sorta di guardiolismo a-posizionale, per sviluppare alcune ulteriori considerazioni sul punto.</p>



<p>Con mia notevole sorpresa, spulciando fonti varie, nelle ultime settimane ho appreso che in Brasile il &#8220;dinizismo&#8221;, ovvero ciò che io ho definito un guardiolismo a-posizionale, viene considerato invece una negazione del guardiolismo, e non nego di essermi grattato la testa a lungo in cerca di una spiegazione convincente di questa teoria. </p>



<p>In fin dei conti, il<strong> Fluminense</strong> sviluppa azioni come quella sotto riportata, il <strong>Gremio</strong> si è incamminato sulla stessa via, ed è difficile per me non vedere in questi scambi veloci, nei gesti tecnici dei singoli e collettivi lo spettro del calcio latino e posizionale implementato dal tecnico spagnolo circa quindici anni fa, dopo un lungo letargo, e oggi messo in pratica da molte squadre, che siano l&#8217;<strong>Arsenal</strong> o a modo suo la <strong>Lazio</strong>.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="FLUMINENSE TIKI TAKA SE A BOLA ENTRA SERIA UM GOLAÇO" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/qbZj_3DOiSM?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<p></p>



<p>Anche i numeri, in qualche modo, sembrano corroborare la mia tesi:<strong> Fluminense</strong> e <strong>Gremio</strong> dominano il possesso palla con percentuali <em>barcelloniane</em>, giocano di prima, costruiscono l&#8217;azione anche con i difensori e vedono spesso sette, otto giocatori coinvolti nella manovra, nell&#8217;arco di pochi secondi: anche questi sono tutti chiari sintomi di <em>guardiolismo</em>, <em>cruijffismo</em> o come preferiamo chiamarlo.</p>



<p>Eppure, i cronisti e gli appassionati brasiliani e molti studiosi anche europei la vedono diversamente, e considerano <strong>Guardiola</strong> il portavoce di una filosofia, tutto sommato, piuttusto vicina a quella di <strong>Klopp</strong> e di <strong>Mourinho</strong> (tre tecnici che secondo noi vivono in tre pianeti diversi) e lontana da quella di <strong>Diniz</strong> o comunque adottata da alcune squadre del paese verdeoro. </p>



<p>Forse un aneddoto avvicina la spiegazione: come anticipato nel primo pezzo dedicato al tema, illustri ex campioni brasiliani hanno apertamente denunciato, dopo l&#8217;eliminazione subita dalla nazionale verdeoro ai quarti dell&#8217;ultimo mondiale, la sua deprecabile tendenza a seguire le orme degli europei, snaturando l&#8217;essenza del calcio sudamericano. Eppure, la nazionale di<strong> Tite</strong> ha schierato in campo quattro o cinque giocatori votati alla costruzione, spesso molto abili nell&#8217;uno contro uno e comunque capaci di regalare acrobazie palla al piede; anche chi scrive, pur essendo un <em>brasilofilo</em> accanito, ha rimproverato alla nazionale verdeoro i suoi vizi atavici, ovvero la tendenza alla distrazione, i cali di concentrazione, una vecchia, inguaribile inclinazione narcisista. Come è possibile, pertanto, che<strong> Zico</strong> e <strong>Rivelino</strong> abbiano invece visto nella loro nazionale una vocazione europeista e che abbiano individuato in questa vocazione il primo e principale problema della squadra?</p>



<p>Credo che il concetto nevralgico, quello che scava un solco profondo tra la nostra e la loro visione del calcio, sia quello di<em> posizione</em>: benché ai nostri occhi appaia molto fluido, e lo sia, il calcio di <strong>Pep</strong>, e di rimando anche quello di<strong> Klopp</strong>, che per molti versi gli è più simile di quanto non si pensi, assegnano un ruolo cruciale al concetto di posizione e di gestione dello spazio, e come abbiamo già illustrato lo stesso vale per <strong>Mourinho</strong>, la cui dottrina è imperniata sulla gestione scientifica dello spazio in fase difensiva, e sulla sua aggressione in fase offensiva.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Pep&#039;s Perfect Positional Play" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/0PcD_UK3Q4Y?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<p></p>



<p>Siamo arrivati al dunque: secondo i brasiliani, proprio la comune preoccupazione per la dimensione spaziale avvicina tra loro i tecnici europei e li rende tutto sommato, ai loro occhi, piuttosto simili; il fatto che un tecnico prediliga che i suoi abbiano spesso la palla tra i piedi e un altro dedichi invece maggiori energie alle strategie contenitive non è esiziale, nella prospettiva sudamericana, perché tutte le squadre europee di alto livello, se venissero posizionate sull&#8217;asse che collega i due poli &#8220;organizzazione&#8221; e &#8220;caos&#8221;, sarebbero molto più vicine al polo &#8220;organizzazione&#8221;, e questo per i brasiliani è l&#8217;elemento distintivo del <em>nostro</em> calcio, ciò che lo distanzia da<em> loro</em> calcio.</p>



<p>Nel calcio dei sudamericani, infatti, l&#8217;organizzazione è un valore secondario e la loro gestione collettiva del gioco, il loro tiki-taka si fonda su principi diversi, più &#8220;associativi&#8221;, si fonda su quello che &#8211; come sappiamo &#8211; la critica ha denominato &#8220;relazionismo&#8221;: i giocatori si avvicinano e si passano il pallone velocemente per sabotare l&#8217;organizzazione difensiva avversaria, ma quasi nessuno dei giocatori deve occupare una posizione specifica né si vede assegnato un compito specifico.</p>



<p>Da qui, appunto, l&#8217;idea che lo spazio e la sua amministrazione siano subordinati all&#8217;esigenza di mettere i giocatori in relazione tra di loro attraverso il possesso palla, e questo approccio provoca spesso quello che si chiama overload, un sovraccarico di giocatori in una parte del campo, proprio perché l&#8217;efficacia del loro gioco dipende dalla loro vicinanza.</p>



<p>Fatta chiarezza su questo punto, mi sono chiesto: la strategia relazionista può funzonare in Europa? Rappresenta davvero, come hanno ipotizzato anche alcuni giornalisti inglesi, la nuova frontiera del calcio? Onestamente, io nutro qualche dubbio.</p>



<p>Ancorché possieda elementi di novità e abbia assimilato alcune idee del tiki-taka europeo, lo stile <em>relazionista</em> rimane profondamente sudamericano e lontano dai nostri canoni, forse incompatibile con la maggioranza degli stessi, specie se parliamo di Italia: nel nostro paese credo sia molto improbabile adottare un approccio <em>relazionista</em> e sperare che funzioni. Un giornalista brasiliano ha evidenziato come i loro giocatori imparino di fatto il <em>relazionismo</em> sin da ragazzi, come sia parte della loro didattica, e come pertanto<strong> Diniz</strong> e altri l&#8217;abbiano solo in qualche modo &#8220;sistematizzato&#8221;, reso una filosofia di gioco ufficiale. In Europa la didattica funziona diversamente e si fonda su regole e canoni incompatibili con questo calcio puramente associativo. A oggi, pertanto, mi sento di escludere che le nuove idee adottate dal Fluminense possano diventare il nuovo paradigma mondiale di riferimento.</p>



<p>Ho però scoperto che in Europa esiste già una squadra che si ispira dichiaratamente al <strong>Fluminense</strong>: si tratta del piccolo <strong>Malmö</strong>, che gioca nel campionato svedese.&nbsp;<strong>Henrik Rydström</strong>, il suo tecnico, in una recente intervista ha dichiarato che il suo calcio è figlio delle novità verdeoro, del vento che soffia dal Brasile, che non esiste nulla di simile in Svezia e forse in Europa, e ha aggiunto &#8220;<em>Possiamo prevedere, per ogni squadra che affrontiamo, in quale posizione si troveranno i suoi giocatori. Questo approccio, che rispettiamo e che domina da sempre l&#8217;Europa, non mi motiva e non motiva i miei giocatori</em>&#8220;.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Brazilian football tactics have made it to Europe... and it’s weird | Malmö FF analysis" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/UqIzAmSadd0?start=222&#038;feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<p></p>



<p>Il tecnico svedese associa la sua predlizione per l&#8217;associazionismo di matrice brasiliana, e anzi sarebbe più corretto dire carioca, alla sua vocazione artistica: è laureato in lettere e si occupa da anni di recensire &#8220;<em>weird bands</em>&#8221; su riviste musicali, e questo, a suo dire, l&#8217;ha avvicinato a un&#8217;estetica bizzarra, lontana dal perimetro del calcio europeo e ancora di più da quello svedese. Rispetto al<strong> Fluminense</strong>, il <strong>Malmö</strong> conserva una struttura un po&#8217; più chiara e solida, specie in fase difensiva, e schiera a volte anche due pivot davanti alla difesa. Il caos <em>relazionista</em> di alcune squadre brasiliane resta quindi in parte un&#8217;altra cosa, ma ho assistito a numerose azioni del team svedese che sono chiaramente <em>diniziste</em> e le parole del suo tecnico hanno confermato che avevo visto bene. </p>



<p>Sarà solo il tempo a dirci se un linguaggio quasi puramente sudamericano sarà in grado di affemarsi anche ai vertici del calcio europeo, con tutto il rispetto per il <strong>Malmö</strong>. Per ora, io mi limito a prendere appunti, perché quando si aprono squarci verso futuri possibili tendo sempre a drizzare le antenne.</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2023/07/11/il-relazionismo-e-il-suo-impatto-sul-calcio-contemporaneo.html">Il &#8220;relazionismo&#8221; e il suo impatto sul calcio contemporaneo</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://gameofgoals.it/2023/07/11/il-relazionismo-e-il-suo-impatto-sul-calcio-contemporaneo.html/feed</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Onore al Real Madrid e ad Ancelotti. Il trionfo della misura e dell&#8217;intelligenza</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2022/05/31/onore-al-real-madrid-e-ad-ancelotti-il-trionfo-della-misura-e-dellintelligenza.html</link>
					<comments>https://gameofgoals.it/2022/05/31/onore-al-real-madrid-e-ad-ancelotti-il-trionfo-della-misura-e-dellintelligenza.html#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Niccolo Mello]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 May 2022 16:04:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Strateghi]]></category>
		<category><![CDATA[ancelotti]]></category>
		<category><![CDATA[benzema]]></category>
		<category><![CDATA[champions league]]></category>
		<category><![CDATA[chelsea]]></category>
		<category><![CDATA[courtois]]></category>
		<category><![CDATA[guardiola]]></category>
		<category><![CDATA[klopp]]></category>
		<category><![CDATA[kroos]]></category>
		<category><![CDATA[liverpool]]></category>
		<category><![CDATA[manchester city]]></category>
		<category><![CDATA[modric]]></category>
		<category><![CDATA[psg]]></category>
		<category><![CDATA[real madrid]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://gameofgoals.it/?p=11114</guid>

					<description><![CDATA[<p>Lo premetto: non sono mai stato un resultadista. E anzi: giusto per restare in Argentina, visto che resultadismo come parola è nato lì, venero La [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2022/05/31/onore-al-real-madrid-e-ad-ancelotti-il-trionfo-della-misura-e-dellintelligenza.html">Onore al Real Madrid e ad Ancelotti. Il trionfo della misura e dell&#8217;intelligenza</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-drop-cap">Lo premetto: non sono mai stato un <em>resultadista</em>. E anzi: giusto per restare in Argentina, visto che <em>resultadismo</em> come parola è nato lì, venero <em>La Nuestra</em> e il bel gioco d&#8217;attacco molto più della mera e robotica ricerca del risultato con ogni mezzo. Amo il bel calcio e nella storia della Coppa Campioni ritengo che ci siano 4 formazioni-cardine: il Grande Real (del quale però è visionabile solo l&#8217;ultima campagna europea, <a href="https://gameofgoals.it/2016/04/01/1960-finale-real-madrid-eintracht-francoforte-7-3.html">1959/1960</a>), l&#8217;Ajax dei <a href="https://gameofgoals.it/2017/05/28/1971-finale-ajax-panathinaikos-2-0.html">primi anni &#8217;70</a>, il Milan di <strong><a href="https://gameofgoals.it/2020/10/27/sacchi-genio-o-sopravvalutato.html">Sacchi</a></strong> e il Barcellona di <strong><a href="https://gameofgoals.it/2022/04/19/grandezza-e-limiti-del-guardiolismo.html">Guardiola</a></strong>. Perché hanno saputo unire alle vittorie la qualità assoluta del gioco, trovando un&#8217;alchimia perfetta tra individualità e squadra, e proponendo qualcosa di innovativo che ha cambiato il calcio ed è entrato nei libri di storia (il Real più sul piano extra-calcistico, con un&#8217;influenza enorme sul prosieguo della competizione e sulla Spagna e l&#8217;Europa a livello sociale e politico; le altre tre per quanto riguarda la sfera meramente sportiva).</p>



<p>Ma non per questo, il risultato non conta &#8211; e lo dimostrano anche le 4 squadre appena citate, che per lasciare orme indelebili non hanno potuto prescindere dalle vittorie. Non per questo è possibile (e giusto) vincere in un solo modo. Non per questo si deve sminuire chi sceglie un&#8217;altra via, chi applica e persegue differenti principi di gioco. Non esiste un solo modo di vincere. E non esiste nemmeno un solo modo per regalare spettacolo ed emozioni. Perché anche nella difesa, nella strategia, nel rispondere colpo su colpo alla mossa di un avversario, sta la bellezza del calcio.</p>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="640" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/05/Real-1024x640.jpg" alt="" class="wp-image-11139" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/05/Real-1024x640.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/05/Real-300x188.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/05/Real-768x480.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/05/Real.jpg 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Vinicius: gol decisivo. Giocatore oramai consacrato a livello internazionale</figcaption></figure></div>



<p></p>



<p>Chi parla di fortuna, casualità e grida allo scandalo per la vittoria &#8211; molto <em>italian style</em> &#8211; del Real Madrid di <strong>Ancelotti</strong> lo dica subito: forse il suo obiettivo è trasformare il calcio in una passerella e non più in uno sport dove contano tanti aspetti (non solo la tecnica, ma anche l&#8217;agonismo, la mentalità, la tattica). Forse il suo obiettivo è fare come nei primi calci, nei pulcini, negli esordienti dove il risultato non conta.</p>



<p>Qualcosa di totalmente sconnesso dal mondo. Lo sport e il calcio sono &#8211; inevitabilmente &#8211; anche risultato. Sono vincere e perdere. Sono esultare per un trionfo e disperarsi per una sconfitta. Non sono solo questo. Ma sono anche questo. È la vita. E quando davanti a te hai un gruppo di uomini che dal 2014 al 2022 hanno conquistato la competizione calcistica per club più importante che c&#8217;è 5 volte e un allenatore che ha raggiunto il record di 4 successi (con 2 squadre diverse) non può essere solo fortuna. Come non può essere quando si parla di <strong><a href="https://gameofgoals.it/2022/05/27/dimmi-jose-trionfi-ed-eccessi-dello-special-one.html">Mourinho</a></strong>, che non ha mai sbagliato una finale internazionale e ha un palmares infinito.</p>



<p>Il Real Madrid non ha vinto perché solo fortunato contro il Liverpool. E non ha vinto perché solo fortunato la Champions League.<br>Ha avuto fortuna, che è un concetto diverso. Ma la fortuna, che piaccia o no, è da sempre, per sempre e ovunque una componente del gioco. E ha arriso anche a quegli squadroni che citavo prima e che sono entrati sui libri di storia perché ai risultati hanno unito l&#8217;estetica. Sarebbe nato il Milan di <strong>Sacchi</strong> senza l&#8217;aiutino della nebbia di Belgrado, nel primo match di ritorno dei quarti di finale contro la Stella Rossa, Coppa Campioni 1988/89 con gli slavi avanti 1-0 a 20 minuti dalla fine? E cosa sarebbe stato del Barcellona di <strong>Guardiola</strong> senza quella magia di <strong><a href="https://gameofgoals.it/2022/01/15/don-andres-e-leuropa-le-dieci-meraviglie-dellillusionista.html">Iniesta</a></strong> dal nulla nella semifinale di ritorno della Coppa Campioni 2008/2009 che riportò la contesa sull&#8217;1-1 dopo per altro un dominio nel gioco e nell&#8217;intensità del pragmatico <strong>Hiddink</strong> e due rigori solari non concessi al Chelsea?</p>



<p></p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Non è solo fortuna o casualità. È mentalità. È storia. È DNA. È abitudine al successo. È il Real Madrid. Forse davvero la sola squadra che poteva vincere una Champions in questo modo.</p></blockquote>



<p></p>



<p>Le critiche rivolte in questi giorni ad <strong>Ancelotti</strong> mi ricordano un po&#8217; quelle fatte a <strong>Mourinho</strong> dopo il <em>Triplete</em>. Un successo meritatissimo quello dei nerazzurri, che seppero eliminare squadroni come il Chelsea e ancora di più un Barcellona che pareva invincibile con una grande prova di ripartenza e verticalità all&#8217;andata e con una gestione straordinaria al ritorno, un capolavoro di tenuta difensiva con la squadra per altro costretta in 10 uomini contro 11 per quasi tutto l&#8217;incontro.</p>



<p>Nel suo cammino il Real Madrid quest&#8217;anno ha eliminato, Bayern Monaco a parte, tutte le squadre più forti d&#8217;Europa: il PSG gonfio di superbia e traboccante di nomi altisonanti; il Chelsea campione d&#8217;Europa in carica; il Manchester City ipnotico di <em>Pep</em> e forse la favorita numero uno della competizione; il Liverpool super intenso e organizzato di <strong>Klopp</strong>. Liverpool che &#8211; per altro &#8211; ha avuto un cammino alla finale molto più agevole del Real e mai ha entusiasmato&#8230; Ma questo a quelli che criticano tout court <strong>Ancelotti</strong> oggi sembra totalmente sfuggire di mente. Perché è più facile usare due pesi e due misure piuttosto che analizzare realmente se stessi e capire che la simpatia o l&#8217;antipatia, i sentimenti e le emozioni, giocano comunque un ruolo &#8211; piccolo o grande, a seconda dell&#8217;equilibrio di chi analizza &#8211; in una riflessione sportiva.</p>



<p>Il Real ha vinto non perché era la squadra migliore. Anzi: forse tutte le avversarie incontrate erano migliori di lei (Chelsea a parte?), non tanto in termini di uomini &#8211; perché alcune somme individualità del Real forse non le ha nessuno, tranne il PSG &#8211; ma di squadra. Ha vinto perché si è dimostrata la squadra migliore. <br>Ha usato le sue armi perché sapeva di non poter reggere l&#8217;intensità e il gioco collettivo di formazioni come City o Liverpool. E d&#8217;altra parte ognuno vince usando le sue armi: se la Grecia di <strong>Rehhagel</strong> &#8211; esempio estremo &#8211; avesse scelto di affrontare i suoi avversari, tutti più forti di lei, a viso aperto mai avrebbe vinto l&#8217;Europeo del 2004. Invece così è riuscita clamorosamente a regalarsi una possibilità e ancora più clamorosamente l&#8217;ha colta.</p>



<p>Il Real ha saputo soffrire. E saper soffrire non è facile, non è automatico, non è da tutti. Ha saputo soffrire senza mai crollare. <br>E ha saputo ribaltare sempre ogni avversario più forte, intenso e organizzato, con i colpi individuali, di puro genio e istinto da calcio vintage, dei suoi assi.<br>Non c&#8217;è mai stato un momento, nella fase a eliminazione diretta, in cui la formazione di <strong>Ancelotti</strong> non fosse eliminata: 3 tempi su 4 contro il PSG; una buona fetta del secondo tempo contro il Chelsea al ritorno; e di fatto 179 minuti su 180 contro il City. Eppure ha ribaltato ogni svantaggio e ogni situazione sfavorevole. E lo ha fatto contro tre squadroni, non contro formazioni di media caratura del panorama internazionale.<br>Non è solo fortuna o casualità. È mentalità. È storia. È DNA. È abitudine al successo. È il Real Madrid. Forse davvero la sola squadra che poteva vincere una Champions in questo modo.</p>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/05/b24a1eafab27fd7e49af8db9fe80380f-88183-95723157c8ebcac4750156d2b21ac04e.jpg" alt="" class="wp-image-11137" width="622" height="349" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/05/b24a1eafab27fd7e49af8db9fe80380f-88183-95723157c8ebcac4750156d2b21ac04e.jpg 570w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/05/b24a1eafab27fd7e49af8db9fe80380f-88183-95723157c8ebcac4750156d2b21ac04e-300x168.jpg 300w" sizes="(max-width: 622px) 100vw, 622px" /><figcaption>Courtois, migliore in campo: una finale da 9 in pagella</figcaption></figure></div>



<p></p>



<p>Si è scritto molto anche sulla <a href="https://gameofgoals.it/2022/05/29/champions-league-finale-real-madrid-liverpool-1-0.html">finale contro il Liverpool</a>.<br>I <em>Reds</em> hanno avuto più predominio del gioco, hanno costruito più occasioni, hanno tirato più volte in porta. E a salvare il Real è stato soprattutto un monumentale <strong>Courtois</strong>, in questo momento senza ombra di dubbio il miglior portiere del mondo. Ma il Real, come ha spiegato anche <strong>Ancelotti</strong> e come scritto sopra, non poteva giocare contro il Liverpool ai ritmi del Liverpool. Ogni bravo allenatore sa che deve adattare gli schemi ai propri uomini e anche il modo di giocare ai propri uomini. E gli uomini chiave del Madrid sono avanti con gli anni, logorati da mille battaglie, non hanno più lo sprint per correre come dei forsennati puntando su intensità e ritmo. </p>



<p>Si nutrono di tempo. Di attendismo, di pause e accelerazioni improvvise e sapientemente calibrate. Devono aspettare e sfruttare il momento per colpire con cinismo, lavorando di fioretto e non di sciabola. Avere l&#8217;umiltà di capire i propri limiti, saperli nascondere e limitarli, tramutarli quasi in punti di forza per battere un avversario superiore, è sinonimo di estrema intelligenza. Altro che denigrarlo. <strong>Ancelotti</strong> per come ha saputo plasmare il suo Real, per come ha saputo spingersi dove nessuno avrebbe mai pronosticato, va solo elogiato.</p>



<p>È vero, come hanno scritto Francesco Buffoli e Tommaso Ciuti, che i voti di molti giornali e riviste sono stati eccessivi in favore del Real, gonfiati dalla vittoria. In parte si può capire (si stava pur sempre disputando una finale di Champions League, non il torneo dell&#8217;oratorio), ma resta il fatto che occorra sempre partire dalle prestazioni per fare ogni tipo di analisi e valutazioni.</p>



<p>Credo comunque che, oltre a <strong>Courtois</strong> e alla difesa (con <strong>Carvajal</strong>, <strong>Militão</strong> e <strong>Alaba</strong> mai così performanti e concentrati in questa Champions), un&#8217;altra chiave di volta del successo sia da ricercare nel duo di cervelli in mezzo al campo: <strong>Kroos</strong> e ancora di più <strong><a href="https://gameofgoals.it/2020/10/14/i-10-migliori-calciatori-balcanici-di-sempre.html">Modric</a></strong>. Non hanno fatto giocate risolutive e pesanti in termini di gol o assist, ma la loro gestione del gioco, soprattutto nel secondo tempo, quando non hanno perso una palla nemmeno se pressati o raddoppiati, quando hanno sempre trovato il corridoio giusto per servire un compagno (anche con lanci e aperture da applausi per avviare il contropiede), quando hanno dato una mano in difesa sporcando i possessi e ripartendo con grazia e classe, è stata fondamentale per spezzare il tambureggiante gioco del Liverpool, per allentare la pressione montante degli inglesi, per impedire loro di trovare ritmo.</p>



<p> </p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/05/2095800-43911210-2560-1440-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-11138" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/05/2095800-43911210-2560-1440-1024x768.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/05/2095800-43911210-2560-1440-300x225.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/05/2095800-43911210-2560-1440-768x576.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/05/2095800-43911210-2560-1440.jpg 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Kroos e Modric: una delle chiavi di volta della vittoria</figcaption></figure></div>



<p></p>



<p>E infatti, se è vero che il Liverpool ha creato 3-4 occasioni importanti, è altrettanto vero che il Real non ha saputo sfruttare 3-4 situazioni ghiottissime in ripartenza di fatto a tu per tu con <strong>Alisson</strong>. A me i <em>Reds</em> non hanno mai dato la sensazione di prendere realmente in mano la partita nel secondo tempo: trovo lo abbiano fatto un po&#8217; di più nel primo. Ma nel secondo &#8211; soprattutto ripeto grazie alla sagacia tattica e al controllo del pallone dei due ingegneri del centrocampo <em>merengue</em> &#8211; non hanno mai davvero trasformato singole folate e singole occasioni in un dominio totale dell&#8217;incontro. </p>



<p>Con due altri centrocampisti al posto loro, privi della stessa qualità tra i piedi, della stessa intelligenza, della stessa bravura nel saper leggere ogni situazione, sono certo che il Real avrebbe sofferto molto di più e forse oggi parleremmo di una finale dall&#8217;esito diverso.</p>



<p>Il Real aveva secondo me sofferto di più contro il PSG e contro il City. Il Liverpool ha creato molto, ma ha anche sbagliato passaggi e scelte. E se il Real fosse stato più cinico in contropiede, lo scarto sarebbe stato paradossalmente anche più ampio. Non si dimentichi per altro pure il discutibile gol annullato a <strong>Benzema</strong>, al tramonto del primo tempo, al primo vero affondo offensivo degli spagnoli: una rete probabilmente regolare o che, quanto meno, non sarebbe stato affatto scandaloso convalidare.</p>



<p>Onore al Real dunque. Con buona pace di chi oggi rosica, di chi pensa che il calcio vada letto solo in un modo, di chi non ammette (pur partendo da una visione diversa) che la bellezza di questo sport è nella sua varietà. Perché saper cogliere più sfumature nel gioco e nella vita è un arricchimento, non un limite.</p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2022/05/31/onore-al-real-madrid-e-ad-ancelotti-il-trionfo-della-misura-e-dellintelligenza.html">Onore al Real Madrid e ad Ancelotti. Il trionfo della misura e dell&#8217;intelligenza</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://gameofgoals.it/2022/05/31/onore-al-real-madrid-e-ad-ancelotti-il-trionfo-della-misura-e-dellintelligenza.html/feed</wfw:commentRss>
			<slash:comments>1</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Champions League, finale: Real Madrid-Liverpool 1-0</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2022/05/29/champions-league-finale-real-madrid-liverpool-1-0.html</link>
					<comments>https://gameofgoals.it/2022/05/29/champions-league-finale-real-madrid-liverpool-1-0.html#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Buffoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 May 2022 07:42:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[2021-2022]]></category>
		<category><![CDATA[ancelotti]]></category>
		<category><![CDATA[benzema]]></category>
		<category><![CDATA[courtois]]></category>
		<category><![CDATA[klopp]]></category>
		<category><![CDATA[liverpool]]></category>
		<category><![CDATA[mané]]></category>
		<category><![CDATA[modric]]></category>
		<category><![CDATA[real madrid]]></category>
		<category><![CDATA[salah]]></category>
		<category><![CDATA[vinicius junior]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://gameofgoals.it/?p=11093</guid>

					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina: l&#8217;esultanza dei giocatori spagnoli Immagino che Nereo Rocco e Giovanni Trapattoni stiano festeggiando e che anche ad Allegri sia spuntato un sorriso [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2022/05/29/champions-league-finale-real-madrid-liverpool-1-0.html">Champions League, finale: Real Madrid-Liverpool 1-0</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-text-align-right"><em>Immagine di copertina: l&#8217;esultanza dei giocatori spagnoli</em></p>



<p class="has-drop-cap">Immagino che <strong>Nereo Rocco</strong> e <strong>Giovanni Trapattoni</strong> stiano festeggiando e che anche ad <strong>Allegri </strong>sia spuntato un sorriso (per ragioni diverse, deve essere spuntato anche a <strong>Guardiola</strong>): un portiere che para di tutto e un centravanti in stato di grazia assoluto vanificano la complessiva superiorità di <strong>PSG</strong>, <strong>Manchester City</strong> e <strong>Liverpool</strong> e consentono a uno dei Real più cinici di sempre (e già il Real è per definizione campione di cinismo) di portare a casa l&#8217;ennesima Champions League, a dispetto di tutto e di tutti. </p>



<p>Sarebbe facile oggi salire sul carro del vincitore e teorizzare sul successo (sta già succedendo. è lo sport nazionale): chi scrive non è così opportunista ma è sportivo e non può che riconoscere al Real Madrid il merito di aver eliminato squadre superiori senza rubare nulla, grazie agli interventi decisivi in serie di un<strong> Thibaut Courtois</strong> in versione titanica e di un<strong> Karim Benzema</strong> che a 34 anni suonati disputa la stagione della vita. La partita di ieri ha visto i <em>blancos</em> concludere due volte verso la porta di<strong> Alisson</strong>, e trovare un gol annullato per questione di centimetri e poi il gol decisivo. Per il resto, tanta sofferenza, un difesa solida e un portiere decisivo come e più di tutti i compagni messi insieme. </p>



<p>Il calcio è bello anche per questo, non sempre vince la squadra migliore, e il fatto che la stessa storia si ripeta in tre occasioni e mezzo significa che la squadra meno valida evidentemente ha qualcosa di più degli avversari sotto determinati aspetti: solidità, gestione dei momenti della partita, centravanti e portiere (il cammino verso il trionfo inizia con la papera di <strong>Donnarumma</strong>). <strong>Ancelotti</strong> merita solo applausi per il quarto trionfo in Champions, il fatto che abbia perso la finale dove ha dominato conferma anche a lui come il calcio sia uno sport capace di giocare brutti scherzi. I trionfi di Roma e Real Madrid annunciano l&#8217;avvento di un nuovo <em>oscurantisimo</em> <em>conservatore</em> (specie in Italia, dove questa cultura è dominante) che evoca il calcio spigoloso e difensivista degli anni &#8217;80, e si già si vedono le processioni dei suoi devoti incappucciati, i primi però a dimenticare quanto i successi di questa natura siano legati al singolo momento ed episodio. </p>



<p>In ogni caso, in questo momento è giusto celebrare la vittoria del Real, una vittoria italianissima sotto più o meno ogni aspetto, con una piccola precisazione: i voti assegnati in occasione delle ultime due finali di Champions da larga parte della stampa non mi trovano personalmente d&#8217;accordo e sono legate molto, troppo, al risultato (partite equilibrate terminate 1-0 che sembrano essere diventate, nei voti, dei 5-0). Noi non vogliamo cadere nella stessa trappola e farci fuorviare da un risultato che è forse il più episodico degli ultimi decenni.</p>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="694" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/05/Vinicius-Junior-Real-Madrid-1024x694.jpg" alt="" class="wp-image-11109" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/05/Vinicius-Junior-Real-Madrid-1024x694.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/05/Vinicius-Junior-Real-Madrid-300x203.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/05/Vinicius-Junior-Real-Madrid-768x520.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/05/Vinicius-Junior-Real-Madrid.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>L&#8217;esultanza di Vinicius</figcaption></figure></div>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Il tabellino</h3>



<p></p>



<p><strong>LIVERPOOL-REAL MADRID 0-1</strong><br><strong>Marcatore:</strong> 14&#8242; st Vinicius Jr.<br><strong>Liverpool (4-3-3): </strong>Alisson, Alexander-Arnold, Konaté, Van Dijk, Robertson, Henderson (32&#8242; st Keita), Fabinho, Thiago Alcantara (32&#8242; st Firmino), Salah, Mané, Luis Diaz (20&#8242; st Diogo Jota). A disp.: Kelleher, Milner, Keita, Gomez, Oxlade-Chamberlain, Jones, Minamino, Tsimikas, Matip, Elliott. All.: Klopp.<br><strong>Real Madrid (4-3-3):</strong> Courtois; Carvajal, Militao, Alaba, Mendy; Modric (45&#8242; st Ceballos), Casemiro, Kroos; Valverde (40&#8242; st Camavinga), Benzema, Vinicius Jr (48&#8242; st Rodrygo). A disp.: Lunin, Nacho, Hazard, Asensio, Marcelo, Lucas Vazquez, Bale, Isco, Mariano Diaz. All.: Ancelotti.<br><strong>Arbitro:</strong> C. Turpin (Francia).</p>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/05/Thibaut-Courtois-saving-a-shot-from-Mohamed-Salah-in-the-Champions-League-final-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-11110" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/05/Thibaut-Courtois-saving-a-shot-from-Mohamed-Salah-in-the-Champions-League-final-1024x576.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/05/Thibaut-Courtois-saving-a-shot-from-Mohamed-Salah-in-the-Champions-League-final-300x169.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/05/Thibaut-Courtois-saving-a-shot-from-Mohamed-Salah-in-the-Champions-League-final-768x432.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/05/Thibaut-Courtois-saving-a-shot-from-Mohamed-Salah-in-the-Champions-League-final-1536x864.jpg 1536w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/05/Thibaut-Courtois-saving-a-shot-from-Mohamed-Salah-in-the-Champions-League-final.jpg 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Courtois sbarra la strada a Salah</figcaption></figure></div>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Le pagelle</h3>



<p></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>LIVERPOOL</strong></p>



<p><strong>Alisson Becker sv</strong> Non deve compiere un solo intervento in tutta la partita, incolpevole sul gol.</p>



<p><strong>Trent Alexander-Arnold 5,5</strong> Sarebbe il migliore dei suoi e a conti fatti lo è per larghi tratti della partita, ma l&#8217;errore che propizia il gol di<strong> </strong>Vinicius Jr. è troppo grave e gli regala una meritata insufficienza.</p>



<p><strong>Virgil Van Dijk 6,5</strong> Il Real si fa vedere poco dalle sue parti e lui gestisce sempre con sicurezza, limitando Benzema per tutta la partita.</p>



<p><strong>Ibrahima Konaté&nbsp;7</strong> Come il compagno di reparto e forse anche meglio. Non sbaglia nulla.</p>



<p><strong>Andrew Robertson 5,5</strong> Prestazione non troppo brillante, è mancata la sua spinta sulla fascia sinistra, specie nel secondo tempo.</p>



<p><strong>Henderson 6</strong> Partita di lotta e di garra, poco preciso sulla trequarti.</p>



<p><strong>Thiago Alcantara 5,5</strong> Non ci sono illuminazioni né giocate di grande spessore, un po&#8217; come per i suoi dirimpettai Modric e Kroos, i due reparti centrali hanno lasciato davvero poco.</p>



<p><strong>Fabinho 6</strong> Anche lui fa il suo dovere, ma non illumina e del resto non sarebbe il suo compito.</p>



<p><strong>Mané 6,5</strong> Ottimo nel primo tempo, un po&#8217; meno nella ripresa, quando fatica a trovare il varco giusto nella Maginot blanca.</p>



<p><strong>Luis Fernando Diaz 5</strong>: Avulso dal gioco e mai pericoloso, ben controllato da Carvajal.</p>



<p><strong>Mohamed Salah 7</strong> Il migliore dei suoi, costringe Courtois a un paio di interventi difficilissimi e decisivi ed è l&#8217;ultimo ad arrendersi.</p>



<p><strong>Jürgen Klopp 6,5</strong> Il tecnico tedesco conferma la nomea da eterno secondo, il suo Liverpool in ogni caso si dimostra superiore al Real in tutto, fuorché nella capacità di sfruttare gli episodi. Forse discutibile la scelta di schierare Mané centravanti, ma con il senno di poi siamo tutti maestri.</p>



<p></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>REAL MADRID</strong></p>



<p><strong>Thibaut Courtois 9</strong> Merita un voto più alto di tutti i compagni sommati, il Real gli deve tre quarti di questa Coppa e per ritrovare una prestazione così decisiva bisogna tornare al 1980 e a quel Peter Shilton in versione monstre. Il Liverpool ci prova in ogni modo e lui compie quattro interventi prodigiosi, oltre a essere sempre sicuro anche nelle uscite. Fuoriclasse e degno erede dei fenomeni belgi del passato.</p>



<p><strong>Daniel Carvajal 7</strong> Cancella dal campo Diaz e non sbaglia nulla in fase difensiva, laterale solido e di grande sostanza.</p>



<p><strong>Éder Militão 7</strong> La vittoria del Real sta tutta nella grande solidità difensiva e il centrale brasiliano si conferma un giocatore di spessore internazionale.</p>



<p><strong>David Alaba 6,5</strong> Come il compagno di reparto, chiude quasi tutti i varchi e disputa un&#8217;ottima partita.</p>



<p><strong>Ferland Mendy 5,5</strong> Soffre Salah in più occasioni, non una prestazione brillante.</p>



<p><strong>Casemiro 6,5</strong> La solita diga, fa il suo dovere in fase difensiva.</p>



<p><strong>Toni Kroos 6</strong> Se il Real avesse perso fioccherebbero insufficienze per lui e per Luka Modric, e per coerenza dovrei assegnare lo stesso voto anche in caso di successo, ma è anche vero che il secondo tempo giocato tutto di mestiere e di intelligenza gli vale comunque la sufficienza.</p>



<p><strong>Luka Modrić 6/6,5</strong> Non ritengo faccia giocate così clamorose, è autore di una prestazione senza infamia e senza lode, ma come Kroos è vero che nel secondo tempo la gestione del pallone è importante. Ritengo esagerati i 7 e gli 8 che fioccano ovunque sulla sua prestazione.</p>



<p><strong>Federico Valverde 6,5</strong> Come i compagni di reparto, soffre il Liverpool per quasi tutta la partita, ma trova l&#8217;assist decisivo e questo gli vale almeno mezzo voto in più.</p>



<p><strong>Karim Benzema 5,5</strong> È l&#8217;uomo della Champions, stasera però predica nel deserto e può fare poco.</p>



<p><strong>Vinicius Jr 6,5</strong> Il voto sta tutto nel gol decisivo, per il resto fatica a farsi valere in accelerazione ed è spesso isolato. Un gol in finale di Champions vale però almeno un 6,5.</p>



<p><strong>Ancelotti 8</strong> Anche qui, il voto va alla carriera e a una Champions in cui ha superato avversari superiori senza rubare nulla e con un cinismo che ha pochi precedenti. Fuoriclasse che merita solo applausi.</p>



<p class="has-text-align-right"><br><br><strong><em>Pezzo a cura di</em> FRANCESCO BUFFOLI <em>e</em> TOMMASO CIUTI</strong></p>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Full time SCENES as Real Madrid beat Liverpool in Champions League final" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/oj4YqEk3ImQ?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></div>
</div><figcaption>Gli highlights della finale</figcaption></figure>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2022/05/29/champions-league-finale-real-madrid-liverpool-1-0.html">Champions League, finale: Real Madrid-Liverpool 1-0</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://gameofgoals.it/2022/05/29/champions-league-finale-real-madrid-liverpool-1-0.html/feed</wfw:commentRss>
			<slash:comments>4</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Champions League, ritorno semifinali: Villarreal-Liverpool 2-3</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2022/05/04/champions-league-ritorno-semifinali-villarreal-liverpool-2-3.html</link>
					<comments>https://gameofgoals.it/2022/05/04/champions-league-ritorno-semifinali-villarreal-liverpool-2-3.html#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Tommaso Ciuti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 May 2022 07:41:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[2021-2022]]></category>
		<category><![CDATA[alexander arnold]]></category>
		<category><![CDATA[capoué]]></category>
		<category><![CDATA[champions league]]></category>
		<category><![CDATA[emery]]></category>
		<category><![CDATA[klopp]]></category>
		<category><![CDATA[liverpool]]></category>
		<category><![CDATA[rulli]]></category>
		<category><![CDATA[villarreal]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://gameofgoals.it/?p=10891</guid>

					<description><![CDATA[<p>Incredulità, paura e infine un sospiro di sollievo. Il Liverpool di Klopp è la prima finalista della Champions League 2021/22, dopo aver raddrizzato una gara [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2022/05/04/champions-league-ritorno-semifinali-villarreal-liverpool-2-3.html">Champions League, ritorno semifinali: Villarreal-Liverpool 2-3</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-drop-cap">Incredulità, paura e infine un sospiro di sollievo. Il Liverpool di <strong>Klopp</strong> è la prima finalista della Champions League 2021/22, dopo aver raddrizzato una gara che si stava rivelando molto più complicata del previsto.E si sarebbe potuta tramutare persino in disfatta, se la <em>Dea Eupalla</em> non avesse strizzato l&#8217;occhio ai Reds, facendo incappare il portiere avversario <strong>Rulli</strong> in una serata da malocchi e sortilegi: due tiri sotto le gambe (<strong>Fabinho</strong> e <strong>Luis Diaz</strong>) e un&#8217;uscita tanto disperata quanto surreale che consente a <strong>Manè</strong> di depositare il 3-2 a porta sguarnita e completare così la rimonta.Per almeno un tempo<strong> Emery</strong> strapazza Klopp con un canovaccio tipicamente basco: squadra appiccicosa, corta aggressiva su ogni pallone, che sa lottare nel fango e al contempo giocare di fioretto. </p>



<p><strong>Dia</strong> e <strong>Coquelin </strong>insaccano due assist di uno strepitoso <strong>Capoue</strong>, mentre dall&#8217;altra parte <strong>Salah</strong> e<strong> Manè </strong>vivono un primo tempo davvero in ombra, mai innescati dai compagni, i cui lanci lunghi sono spesso sgangherati e fuori misura.Lo <em>Stadio de la Ceramica</em> pregusta il completamento della rimonta &#8211; dopo la sconfitta per 2-0 a Liverpool &#8211; ma dopo gli errori di Rulli i Reds prendono coraggio e impongono i loro ritmi e la loro legge. Chi festeggia è Jurgen Klopp, che si guadagna la sua terza finale di Champions League con i Reds (2018 e 2019), la quarta se contiamo quella di Europa League del 2016.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Il tabellino</h3>



<p></p>



<p><strong>VILLARREAL-LIVERPOOL 2-3</strong><br><strong>MARCATORI</strong>: pt 3&#8242; Dia, 41&#8242; Coquelin, st 17&#8242; Fabinho, 22&#8242; Luis Diaz, 29&#8242; Mané.<br><strong>VILLARREAL (4-4-2):</strong>&nbsp;Rulli; Foyth, Albiol (st 34&#8242; Aurier), Pau Torres, Estupinan (st 34&#8242; Trigueros); Lo Celso, Parejo, Capoue, Coquelin (st 23&#8242; Pedraza); Gerard Moreno (st 23&#8242; Chukweze), Dia (st 34&#8242; Alcacer). All.: Emery.<br><strong>LIVERPOOL (4-3-3):</strong>&nbsp;Alisson; Alexander-Arnold, Konate, Van Dijk, Robertson (st 38&#8242; Jones); Keita (st 38&#8242; Henderson), Fabinho (Milner), Thiago Alcantara (st 34&#8242; Tsimikas); Salah, Diogo Jota (st 1&#8242; Luis Diaz), Mané. All.: Klopp.</p>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/05/285dafca9130dbd224ad2e4052f6d632.jpg" alt="" class="wp-image-10898" width="663" height="389" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/05/285dafca9130dbd224ad2e4052f6d632.jpg 457w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/05/285dafca9130dbd224ad2e4052f6d632-300x176.jpg 300w" sizes="(max-width: 663px) 100vw, 663px" /><figcaption>Liverpool&#8217;s Senegalese striker Sadio Mane celebrates after scoring the 2-3 during their UEFA Champions League semifinal second leg soccer match between Villarreal CF and Liverpool FC at La Ceramica stadium in Vila-real, Castellon, eastern Spain, 03 May 2022.  EPA/DOMENECH CASTELLO</figcaption></figure></div>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Le pagelle</h3>



<p></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>VILLARREAL</strong></p>



<p></p>



<p><strong>IL MIGLIORE</strong><br><strong>CAPOUE 7</strong> Non è esattamente l&#8217;emblema dell&#8217;eleganza, ma disputa una partita commovente: è ovunque, lotta su ogni pallone e si inserisce in fase offensiva. I due assist per i gol del Villareal infatti sono suoi. Viene espulso quando ormai la partita era compromessa, ma esce a testa altissima.</p>



<p><strong>PAREJO 6,5</strong> Si completa alla perfezione con il suo compagno di reparto, mettendoci fosforo, tempi di gioco e velocità di pensiero. Cala nel secondo tempo.</p>



<p><strong>RAUL ALBIOL 6,5 </strong>Si esibisce in un paio di interventi di classe e pulizia, non risparmiandosi in quanto a entrate ruvide (ma corrette). Per un&#8217;ora argina e mura le bocche di fuoco del Liverpool, poi si perde nella tempesta anche lui.</p>



<p><strong>GERARD MORENO 5</strong> Anche con il vento in poppa era il meno convincente dei suoi: molti passaggi sbagliati, pochi guizzi e un generale senso di appannamento nelle giocate, anche se l&#8217;impegno non manca.</p>



<p><strong>RULLI 3</strong> Serata &#8220;<em>kariussante</em>&#8220;: il tiro di Fabinho gli passa sotto le gambe, la testata di Luis Diaz pure. Completa la serata sciagurata con un&#8217;uscita senza senso. I suoi errori incidono fortemente sulla partita, perché regalano la qualificazione ad una squadra che fino a quel momento era in grossa difficoltà.</p>



<p></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>LIVERPOOL</strong></p>



<p></p>



<p><strong>IL MIGLIORE<br>ALEXANDER ARNOLD 7 </strong>Nel primo tempo è opaco, ma nel secondo si trasforma e disputa una grande partita: sulla fascia destra è un treno e i suoi affondi fanno male agli spagnoli. Pennella con il sinistro un cross perfetto per la testa di Luis Diaz che ringrazia (con la collaborazione di Rulli). Prende anche una traversa, con un tiro da lontano deviato. Difficile oggi trovare di meglio nel suo ruolo.</p>



<p><strong>LUIS DIAZ 7</strong> Entra per un impalpabile Diego Jota, e restituisce brio e frizzantezza ai Reds. Sfiora più volte il gol, si muove molto e infine sigla il gol del pareggio. Il colombiano è una delle rivelazioni di questa Champions League.</p>



<p><strong>VAN DJIK 6,5</strong> Errore da matita rossa sul gol di Dia, in collaborazione con Robertson che viene mangiato da Capoue. Poi però raddrizza la bussola e non sbaglia praticamente più nulla, rimanendo freddo anche nei momenti che sembravano più critici.</p>



<p><strong>MANÈ 6 </strong>Primo tempo da spettatore non pagante, in cui non si vede praticamente mai ed è costantemente esiliato a sinistra. Nel secondo tempo cresce di tono e prima regala un cioccolatino a Luis Diaz (che spreca in sforbiciata), poi sigla il gol del 3-2 saltando Rulli in uscita e depositando a porta sguarnita con calma olimpica. Per oggi può bastare, ma in finale servirà ben altro.</p>



<p><strong>SALAH 5,5</strong> Considerazioni simili a quelle di Manè, la cosa migliore della sua partita è l&#8217;intuizione per Fabinho che spara in porta da posizione defilata e Rulli fa la frittata. Per il resto si vede davvero poco e i momenti in cui accende la luce sono rari.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Villarreal vs Liverpool 2 3 All Gоals Extеndеd Hіghlіghts 2022" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/9Njulzk3ApI?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2022/05/04/champions-league-ritorno-semifinali-villarreal-liverpool-2-3.html">Champions League, ritorno semifinali: Villarreal-Liverpool 2-3</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://gameofgoals.it/2022/05/04/champions-league-ritorno-semifinali-villarreal-liverpool-2-3.html/feed</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Champions League, andata semifinali: Liverpool-Villarreal 2-0</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2022/04/27/champions-league-andata-semifinali-liverpool-villareal-2-0.html</link>
					<comments>https://gameofgoals.it/2022/04/27/champions-league-andata-semifinali-liverpool-villareal-2-0.html#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Ceste]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Apr 2022 21:44:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[2021-2022]]></category>
		<category><![CDATA[champions league]]></category>
		<category><![CDATA[emery]]></category>
		<category><![CDATA[klopp]]></category>
		<category><![CDATA[liverpool]]></category>
		<category><![CDATA[mane]]></category>
		<category><![CDATA[salah]]></category>
		<category><![CDATA[villareal]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://gameofgoals.it/?p=10824</guid>

					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina: l&#8217;esultanza dei giocatori del Liverpool [www.ansa.it] I Reds ci mettono poco meno di un&#8217;ora per affondare il Sottomarino Giallo, poi con il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2022/04/27/champions-league-andata-semifinali-liverpool-villareal-2-0.html">Champions League, andata semifinali: Liverpool-Villarreal 2-0</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-text-align-right"><em>Immagine di copertina: l&#8217;esultanza dei giocatori del Liverpool [www.ansa.it]</em></p>



<p class="has-drop-cap">I <em>Reds</em> ci mettono poco meno di un&#8217;ora per affondare il <em>Sottomarino Giallo</em>, poi con il mortifero uno-due di <strong>Henderson</strong> (decisiva la deviazione di <strong>Estupinan</strong>) e <strong>Mané</strong> legittimano una superiorità mai messa in discussione e ipotecano l&#8217;approdo alla finale di Parigi.<br>Gara comunque complicata per la squadra di <strong>Klopp</strong>, soprattutto nel primo tempo, quando l&#8217;accorto schieramento difensivo degli spagnoli riusciva a fare fronte alle trame insistite degli inglesi, non supportate però dalla necessaria intensità. Per il Liverpool due buone occasioni di <strong>Mané</strong> e un clamoroso incrocio dei pali colto da <strong>Thiago Alcantara</strong>.</p>



<p>Nella ripresa i <em>Reds</em> ingranavano le marce alte, alzavano il ritmo e per il Villarreal si faceva notte fonda. A differenza dei precedenti turni contro Juventus e Bayern, il pullman piazzato davanti alla porta da <strong>Emery</strong> veniva spazzato dall&#8217;insostenibile ritmo avversario e in avanti mancavano anche le poche occasioni da rete sfruttate con cinismo in passato.<br>I gol annullati per fuorigioco a <strong>Robertson</strong> e <strong>Fabinho</strong> avrebbero potuto fare assumere al risultato dimensioni clamorose, con gli spagnoli che nel finale, con tattica di uruguagia memoria, hanno quasi difeso una sconfitta accettabile in vista del ritorno.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Il tabellino</h3>



<p></p>



<p><strong>LIVERPOOL-VILLARREAL 2-0<br>Marcatori: </strong>st 8&#8242; aut. Estupinan, 10&#8242; Mané.<br><strong>Liverpool (4-3-3): </strong>Alisson; Alexander-Arnold (st 36′ Gomez), Konate, Van Dijk, Robertson; Henderson (st 27′ Keita), Fabinho, Thiago Alcantara; Salah, Manè (st 27′ Jota), Luis Diaz (st 36′ Origi). All. Klopp.<br><strong>Villarreal (4-4-2):</strong> Rulli; Foyth, Albiol, Torres, Estupiñan (st 27′ Trigeuiros); Chukwueze (st 27′ Dia), Parejo (st 27′ Aurier), Capoue, Coquelin (st 14′ Pedraza); Lo Celso; Danjuma (st 40′ Alcacer). All. Emery.</p>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="577" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/04/Mane-1024x577.jpg" alt="" class="wp-image-10827" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/04/Mane-1024x577.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/04/Mane-300x169.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/04/Mane-768x433.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/04/Mane.jpg 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Liverpool&#8217;s Sadio Mane attempts a head at goal during the Champions League semi final, first leg soccer match between Liverpool and Villarreal at Anfield stadium in Liverpool, England, Wednesday, April 27, 2022. (AP Photo/Jon Super)</figcaption></figure></div>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Le pagelle</h3>



<p></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>LIVERPOOL</strong></p>



<p><strong>IL MIGLIORE FABINHO 7,5<br></strong>Cuore del centrocampo, davanti alla difesa organizza e detta i tempi abbinando lucidità, quantità e qualità.</p>



<p><strong>THIAGO ALCANTARA 7,5<br></strong>Classe superiore, visione di gioco e un tiro pazzesco che colpisce l&#8217;incrocio dei pali. Regista con pochi eguali nel continente.</p>



<p><strong>ALEXANDER ARNOLD-ROBERTSON 7,5<br></strong>Due frecce sugli esterni, sempre capaci di capovolgere il fronte del gioco e spingere dominando le rispettive fasce. Allo scozzese annullano pure un gol.</p>



<p><strong>MANÉ 7<br></strong>Ventesimo gol stagionale, una minaccia costante per la difesa spagnola, trova la zampata che chiude i conti e porta il Liverpool più vicino alla finale.</p>



<p><strong>SALAH 7<br></strong>Sontuosa l&#8217;intesa con il “gemello” Mané. Suoi gli assist per entrambe le reti.</p>



<p><strong>HENDERSON 7<br></strong>Apre le danze con la complicità di Estupinan e ci mette la solita voglia, da gladiatore e bandiera vera.</p>



<p></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>VILLARREAL</strong></p>



<p><strong>IL MIGLIORE ALBIOL 6,5<br></strong>Uno dei pochi a non affondare, prova a tappare le falle in difesa con esperienza e senso della posizione. Ma i Reds sbucano da tutte le parti.</p>



<p><strong>ESTUPINAN 5<br></strong>In costante difficoltà contro Salah, suo l&#8217;autogol che spiana la strada al Liverpool.</p>



<p><strong>PAREJO 4,5<br></strong>Forse il più atteso tra gli spagnoli, ma non riesce mai a prendere in mano le redini della manovra ed è sempre in balia dei centrocampisti avvrsari</p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2022/04/27/champions-league-andata-semifinali-liverpool-villareal-2-0.html">Champions League, andata semifinali: Liverpool-Villarreal 2-0</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://gameofgoals.it/2022/04/27/champions-league-andata-semifinali-liverpool-villareal-2-0.html/feed</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
