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	<title>manchester city Archivi - Game of Goals</title>
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		<title>La rivoluzione industriale di Guardiola: le 10 stagioni d&#8217;oro di Pep al Manchester City</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marcello Brescia]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jun 2026 06:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calcio moderno]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>«Questa città è stata costruita attraverso il lavoro, sgobbando. Lo vedi nel colore dei mattoni, dalle persone che timbrano il cartellino presto e rimangono fino [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2026/06/04/la-rivoluzione-industriale-di-guardiola-le-10-stagioni-doro-di-pep-al-manchester-city.html">La rivoluzione industriale di Guardiola: le 10 stagioni d&#8217;oro di Pep al Manchester City</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>«Questa città è stata costruita attraverso il lavoro, sgobbando. Lo vedi nel colore dei mattoni, dalle persone che timbrano il cartellino presto e rimangono fino a tardi. Le fabbriche, il Centro Pankhurst, i sindacati, la musica. Semplicemente, la rivoluzione industriale, e il modo in cui essa ha cambiato il mondo». </p>
</blockquote>



<p class="has-drop-cap">Nel suo lungo video d&#8217;addio postato sui propri canali social, questo passaggio è forse uno dei più interessanti, e riassume come meglio non potrebbe il legame venutosi a creare tra <em>Pep </em><strong>Guardiola </strong>e la città di Manchester. Un luogo uggioso e che difficilmente riscalda il cuore, lontanissimo nei chilometri e nell&#8217;anima da quella Catalogna divenuta non soltanto madre affettuosa, ma anche vessillo da sventolare con fermezza e orgoglio. </p>



<p>Eppure, nel corso di questo suo decennio <em>mancuniano</em>, <em>Pep </em>non ha mai tentato di rinchiudersi in una torre d&#8217;avorio fatta di milioni di sterline e di schemi cervellotici, riuscendo a immergersi con naturalezza e genuino interesse nella cultura operaia della città. Non è affatto casuale, dunque, il suo riferimento al Pankhurst, ossia il luogo di nascita del movimento delle suffragette all&#8217;inizio del secolo scorso.</p>



<p>In maniera tutt&#8217;altro che inconscia, infatti, a <strong>Guardiola </strong>piace eccome inserirsi nel solco dei grandi rivoluzionari di Manchester. Certo, il cambiamento da lui messo in atto non ha portato a un&#8217;innovazione tecnologica epocale come l&#8217;Industrial Revolution, e non ha neanche favorito l&#8217;emancipazione femminile come le suffragette, ma ha fatto capire agli inglesi un concetto tutt&#8217;altro che scontato nella Premier League di 10 anni fa. </p>



<p>A esprimerlo, in un certo senso, ci aveva già pensato <strong>Carlos Peucelle</strong> diversi decenni or sono, usando una logica ferrea: <em>«Con che cosa si gioca il calcio? &#8216;Con la palla&#8217;. E di cosa è fatta la palla? &#8216;Di cuoio&#8217;. Ora, da dove viene questo cuoio? &#8216;Dalla mucca&#8217;. E cosa mangia la mucca? &#8216;L&#8217;erba&#8217;. E allora la palla sempre per terra sull&#8217;erba e giocata di prima<em>»</em>.</em> </p>



<p>Nel proprio laboratorio da scienziato pazzo, <strong>Guardiola </strong>ha ridefinito giorno dopo giorno gli standard del calcio britannico (ed europeo) con una continuità spaventosa per qualunque campionato, ancor di più in quello più competitivo ed esigente al mondo. Ecco dunque un bel <em><em>tour de force</em></em> di 593 partite, 20 trofei, e, come già detto, 10 stagioni, messe in ordine dalla meno felice alla più ricca di successi.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">10) 2024-2025</h2>



<p></p>



<p>Per parlare della stagione più buia della carriera da allenatore di <strong>Josep Guardiola</strong>, occorre partire da un episodio che col campo c&#8217;entra fino a un certo punto, ma che riassume come meglio non potrebbe un&#8217;annata piena di cattivi pensieri per il tecnico catalano. È il 26 novembre 2024, e il Manchester City si è appena fatto rimontare 3 gol in 15&#8242; dal Feyenoord in un match casalingo di Champions League, aggravando una crisi già ampiamente sotto gli occhi di tutti dopo cinque sconfitte consecutive. </p>



<p>A sconcertare non è soltanto il mix di svagatezza ed ansia che da tempo attanaglia il City, ma anche e soprattutto il modo in cui <strong>Guardiola </strong>si presenta in conferenza stampa: il capoccione di <em>Pep </em>è completamente martoriato da una serie di taglietti ed escoriazioni un po&#8217; da cartone animato, ma che di buffo non hanno proprio nulla. </p>



<p>I grattacapi che tormentano gran parte degli allenatori di alto livello, assumono in questo caso un significato letterale: il mercato estivo piuttosto scarno, un po&#8217; di pancia piena dopo quattro campionati vinti uno in fila all&#8217;altro, e il grave infortunio al neo-Pallone d&#8217;Oro <strong>Rodri </strong>diventano dei rebus irrisolvibili per <strong>Guardiola</strong>, che conduce una stagione all&#8217;insegna della rassegnazione. </p>



<p>Ad avvelenare ulteriormente il clima ci pensano poi i problemi giudiziari dei <em>Citizens</em>, su cui da anni incombono potenziali penalizzazioni per le loro innumerevoli violazioni del fair play finanziario, e che diventano un tema di discussione ricorrente per quasi tutta la stagione. Insomma, per la prima volta dopo quasi un decennio, il sole sembra iniziare a tramontare sull&#8217;impero di <em>Pep</em>.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="645" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/Paris_Saint-Germain_-_Manchester_City_FC_22_January_2025_168_cropped-1024x645.jpg" alt="" class="wp-image-27425" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/Paris_Saint-Germain_-_Manchester_City_FC_22_January_2025_168_cropped-1024x645.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/Paris_Saint-Germain_-_Manchester_City_FC_22_January_2025_168_cropped-300x189.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/Paris_Saint-Germain_-_Manchester_City_FC_22_January_2025_168_cropped-768x484.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/Paris_Saint-Germain_-_Manchester_City_FC_22_January_2025_168_cropped.jpg 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Una squadra del City 2024-2025</figcaption></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">9) 2016-2017</h2>



<p></p>



<p>L&#8217;attaccamento morboso di <strong>Guardiola </strong>al successo è testimoniato da una statistica irreale: in quasi 20 stagioni, le sue squadre non hanno mai chiuso il campionato fuori dal podio. In tutti questi anni, inoltre, <em>Pep </em>si è dovuto accontentare della medaglia di bronzo in due sole occasioni, nel sopracitato 2024-2025, e nel 2016-2017, la sua prima annata a Manchester.</p>



<p>Sul Regno Unito, in quel periodo, iniziano a soffiare i venti della Brexit, e anche nel calcio inglese certe novità &#8220;continentali&#8221; non vengono accolte con troppo entusiasmo. <em><em>«</em>Bravo Guardiola, per carità, ma qui in Inghilterra si gioca in maniera più intensa rispetto a come si fa in Spagna, e ad attenderlo troverà una concorrenza ben più ostica rispetto a quella avuta in Germania con il suo Bayern Monaco<em>»</em></em>. </p>



<p>Erano più o meno questi i discorsi che si facevano Oltremanica ai tempi, e che avrebbero trovato un&#8217;illusoria conferma nelle difficoltà avute da <em>Pep </em>nell&#8217;approcciarsi al suo nuovo ecosistema. Il calcio posizionale, del resto, non si insegna certo in due giorni, e fatica ad attecchire in una rosa dall&#8217;età media alta, e che necessita di un urgente <em>restyling</em> (specie in difesa). </p>



<p>Neanche la Premier League, oltretutto, sembra ancora pronta a farsi contaminare dal <em>guardiolismo</em>: a dominare il campionato è il Chelsea di <strong>Conte</strong>, la squadra con il minor possesso palla medio tra le <em>Big Six</em>, e che tra andata e ritorno infilza il Manchester City con due lezioni di cinismo nostrano. Tra le risatine generali, Pep arriva a maggio con <em>zeru tituli</em>, e inizia a prendere appunti: di lì a pochi mesi, nella terra di Sua Maestà, nulla sarebbe stato più come prima.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img decoding="async" width="640" height="360" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/ecb67a94601c47ef8584b485c3d21032.jpg" alt="" class="wp-image-27427" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/ecb67a94601c47ef8584b485c3d21032.jpg 640w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/ecb67a94601c47ef8584b485c3d21032-300x169.jpg 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /><figcaption class="wp-element-caption">Un undici del City 2016-2017</figcaption></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">8) 2019-2020</h2>



<p></p>



<p>Se a Barcellona la Gioconda <em>blaugrana </em>dipinta da <strong>Guardiola </strong>era stata macchiata da qualche schizzo di fango, sapientemente tiratogli addosso dal Real Madrid di <strong>Mourinho</strong>, l&#8217;arcirivale di <em>Pep </em>in Premier League avrebbe avuto un comportamento ben più cavalleresco. Con il suo sorriso a 32 denti, infatti, <strong><a href="https://gameofgoals.it/2024/05/11/jurgen-klopp-il-disertore.html"><strong>Jürgen </strong>Klopp</a></strong> è stato per anni l&#8217;unico allenatore capace di mettere i bastoni tra le ruote al Manchester City, insidiandone non soltanto la bacheca dei trofei, ma anche la leadership in materia di avanguardismo calcistico. </p>



<p>Nel 2019-2020, il Liverpool del tecnico tedesco è all&#8217;apice del proprio ciclo, e semina la concorrenza già in autunno grazie a un filotto di vittorie spaventoso (fino a fine febbraio accumula 26 successi e un pareggio in 27 partite), con cui lascia il City a leccarsi le ferite. A <strong>Guardiola </strong>non bastano un <strong><a href="https://gameofgoals.it/2025/04/06/radio-kevin-le-perle-di-de-bruyne-in-europa.html">De Bruyne</a></strong> alieno (13 gol e 20 assist) e il miglior <strong>Sterling </strong>di sempre (20 gol) per tenere il passo dei <em>Reds </em>in campionato, ed è dunque costretto a fare <em>all-in</em> sulla Champions League dopo aver già vinto la Coppa di Lega. </p>



<p>A rimescolare le carte in tavola ci pensano il Covid-19 e la conseguente pandemia, che stravolgono la fase finale della Champions League: ci si gioca tutto nel caldo agostano di Lisbona, con gare secche dai quarti in poi. Per <em>Pep</em>, che non raggiunge una semifinale europea dai tempi del Bayern, si profila un&#8217;occasione d&#8217;oro, essendo stato accoppiato al modestissimo Lione di <strong>Rudi Garcia</strong>. </p>



<p>Ciò che succede in Portogallo, tuttavia, ha ben poche spiegazioni razionali: per limitare le transizioni dei francesi, <strong>Guardiola </strong>ricorre a una strana difesa a 3, una scelta conservativa che puntualmente non paga. Gli errori da matita blu di <strong>Ederson </strong>e <strong>Sterling </strong>fanno il resto, e condannano il City a una delle eliminazioni europee più beffarde della propria storia.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img decoding="async" width="640" height="360" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/5e6b45738f1f496db71211566e9700d1.jpg" alt="" class="wp-image-27429" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/5e6b45738f1f496db71211566e9700d1.jpg 640w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/5e6b45738f1f496db71211566e9700d1-300x169.jpg 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /><figcaption class="wp-element-caption">Giocatori del City della stagione 2019-2020</figcaption></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">7) 2025-2026</h2>



<p></p>



<p>La stagione appena conclusa, per quanto agrodolce e piena di rimpianti, è a mio avviso la migliore del Manchester City <em>guardioliano</em> tra quelle in cui non è riuscito ad aggiudicarsi la Premier League. Dopo le rovinose cadute dell&#8217;annata precedente, tutti quanti si aspettano il ritorno ad alti livelli di <strong>Bernardo Silva</strong> e compagni, che tuttavia, ai nastri di partenza, vengono messi in terza posizione dietro alle due grandi favorite: il Liverpool di <strong>Slot</strong>, campione in carica e (apparente) re del mercato, e l&#8217;Arsenal di <strong>Arteta</strong>, ormai maturo a sufficienza per puntare al colpo grosso. </p>



<p>Saranno proprio i <em>Gunners </em>a dettare il passo in campionato, dove la discontinuità del City sembra inizialmente un limite troppo evidente per poter davvero competere per il titolo. È una versione dei <em>Citizens </em>più verticale e meno improntata al controllo rispetto al passato; tra i volti nuovi, si esaltano soprattutto il ventunenne <strong>O&#8217;Reilly</strong> (forse l&#8217;ultimo grande lascito tecnico di <strong>Guardiola </strong>a Manchester) e <strong>Rayan Cherki</strong>, autentico genio del pallone capace di leggere uno spartito tutto suo. </p>



<p>Le paure e il peso della storia che gravano sull&#8217;Arsenal permettono a <em>Pep </em>di riaggrapparsi alla vetta in primavera, tant&#8217;è che lo scontro diretto deciso da <strong>Håland </strong>a metà aprile sembra poter essere il vero punto di svolta del campionato. Il City 2025-2026, tuttavia, si spegne e si riaccende quando meno te l&#8217;aspetti, e si incaglia in casa dell&#8217;Everton nel rush finale, spedendo dunque la coppa a Londra. </p>



<p>Non è un caso che a deporre definitivamente <strong>Guardiola</strong> sia stato un suo ex assistente, ispiratosi al lato più reazionario del suo calcio (la retroguardia composta da quattro difensori centrali come il City 2023 ne è un esempio lampante) per sconfiggere l&#8217;antico maestro. Per farsi perdonare, <em>Pep </em>riesce comunque a mettersi in saccoccia la Carabao e la Fa Cup: non male come regalo di addio&#8230;</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/trophyliftoverlay-1024x576.webp" alt="" class="wp-image-27430" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/trophyliftoverlay-1024x576.webp 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/trophyliftoverlay-300x169.webp 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/trophyliftoverlay-768x432.webp 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/trophyliftoverlay-1536x864.webp 1536w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/trophyliftoverlay.webp 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">I giocatori del City esultano per la vittoria nella Fa Cup 2025-2026</figcaption></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">6) 2023-2024</h2>



<p></p>



<p>Smaltita la sbornia per l&#8217;<em>en plein</em> della stagione precedente, nel 2023-2024 il Manchester City va alla cassa a riscuotere i vari trofei &#8220;laterali&#8221;, derivanti dalla vittoria della Champions League a giugno: in Supercoppa Europea (dove si mette in mostra un <strong>Cole Palmer</strong> ancora in rampa di lancio) servono i rigori per piegare il Siviglia, mentre il Mondiale per club si rivela una mera formalità. </p>



<p>Ben più sudata invece la lotta per la Premier League, vinta soltanto all&#8217;ultima curva dopo un lungo triello con le solite Arsenal e Liverpool. A dar speranza a queste ultime ci pensano gli scontri diretti, in cui il City non riesce praticamente mai a imporsi; il vero fattore decisivo, tuttavia, sarà il ruolino di marcia impeccabile degli uomini di <strong>Guardiola </strong>contro le medio-piccole, come testimoniano i soli 3 punti persi in tutto il campionato contro squadre della parte destra della classifica (nella fattispecie, il Wolverhampton). </p>



<p><strong>Håland </strong>si riconferma implacabile aguzzino del gol, ma i veri mvp stagionali sono <strong>Rodri </strong>(che raggiunge livelli di decisività difficilmente replicabili da un mediano nel calcio contemporaneo) e <strong>Foden </strong>(che soprattutto in assenza dell&#8217;infortunato <strong>De Bruyne</strong> vede accresciute a dismisura le proprie responsabilità creative). L&#8217;unica nota stonata della stagione è l&#8217;eliminazione ai rigori nel quarto di finale di Champions contro il multiforme Real Madrid di <strong><a href="https://gameofgoals.it/2022/05/31/onore-al-real-madrid-e-ad-ancelotti-il-trionfo-della-misura-e-dellintelligenza.html">Ancelotti</a></strong>: a posteriori, si rivelerà il vero e proprio canto del cigno del Manchester City di <strong>Guardiola </strong>in campo internazionale.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/champions-stats-wide-1024x576.webp" alt="" class="wp-image-27431" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/champions-stats-wide-1024x576.webp 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/champions-stats-wide-300x169.webp 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/champions-stats-wide-768x432.webp 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/champions-stats-wide-1536x864.webp 1536w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/champions-stats-wide.webp 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Il City campione d&#8217;Inghilterra nel 2023-2024</figcaption></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">5) 2020-2021</h2>



<p></p>



<p>Come per ogni alchimista che si rispetti, non tutti gli esperimenti di <strong>Guardiola </strong>sono riusciti alla perfezione, anzi. Il suo grande merito, tuttavia, è sempre stato quello di riuscire a concedersi qualche balbettio in più nella prima fase della stagione, in attesa di trovare l&#8217;assetto tattico ideale da sfoderare da marzo in poi, quando c&#8217;è da scrivere per davvero la storia del pallone. È esattamente così che vanno le cose nel 2020-2021: il City parte a rilento, ed è costretto a trovare nuovi equilibri e nuovi leader. </p>



<p>Il declino fisico di <strong>Agüero </strong>e le partenze di <strong><a href="https://gameofgoals.it/2024/10/20/david-silva-mago-merlino-alla-corte-della-regina.html">David Silva</a></strong> e <strong>Kompany</strong> (quest&#8217;ultimo colpevolmente non sostituito a dovere nell&#8217;estate 2019) lasciano un vuoto difficile da colmare per chiunque, ma non per <em>Pep</em>. Quest&#8217;ultimo individua nel ventitreenne <strong>Rúben Dias</strong> il nuovo pilastro intorno a cui costruire la retroguardia, mentre al resto ci pensa <strong>Gündoğan</strong>, chiamato non soltanto a dare geometrie, ma anche e soprattutto a compensare l&#8217;assenza di un attaccante puro con i suoi inserimenti.</p>



<p>I 17 gol totali del centrocampista tedesco (capocannoniere stagionale della squadra) sono una tanica di benzina vitale per un City inarrestabile, che in primavera vince agilmente campionato e Carabao Cup, e raggiunge anche la sua prima finale di Champions League. Ad aspettare al varco <strong>Guardiola</strong>, però, c&#8217;è la sagoma ossuta e arcigna di <strong>Thomas Tuchel</strong>, l&#8217;unico a conoscere l&#8217;ingrediente segreto per fermare i <em>Citizens</em>. </p>



<p>Le due sconfitte nel giro di un mese (Fa Cup e campionato) contro il suo Chelsea preoccupano non poco il tecnico catalano, che nel preparare la finalissima commette probabilmente il più grande errore della propria carriera: dal centrocampo in su, <em>Pep </em>schiera unicamente giocatori offensivi, privandosi di un equilibratore fondamentale come <strong>Rodri</strong> e allontanando dalla porta <strong>Foden </strong>per favorire uno <strong>Sterling </strong>fuori forma. Un nebuloso <em>overthinking </em>che a Stamford Bridge ricordano ancora oggi, con una Coppa dei Campioni in più in bacheca.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="640" height="360" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/24371b699c7047aaa036589eb69e15ca.jpg" alt="" class="wp-image-27432" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/24371b699c7047aaa036589eb69e15ca.jpg 640w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/24371b699c7047aaa036589eb69e15ca-300x169.jpg 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /><figcaption class="wp-element-caption">Una squadra del 2020-2021</figcaption></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">4) 2021-2022</h2>



<p></p>



<p>Ai piedi del podio di questa classifica, ho scelto di inserire la stagione 2021-2022 per un semplice motivo: è un&#8217;ulteriore evoluzione della 2020-2021, con picchi di efficienza e spettacolo ancor più elevati. A differenza dell&#8217;anno precedente, la concorrenza interna stavolta è agguerritissima, e per avere la meglio su un Liverpool da 92 punti in campionato, il City è costretto a toccare quota 93 (ben 7 in più del 2021). </p>



<p>Inoltre, nonostante il percorso europeo stavolta si interrompa soltanto in semifinale e non in finale, <em>Pep </em>ha decisamente meno da rimproverarsi: l&#8217;eliminazione per mano del solito Real Madrid non è causata da garbugli tattici <em>et similia</em>, ma da quei maledetti episodi che rendono la Champions League la competizione del diavolo (e in cui gente come <strong>Courtois</strong>, <strong>Benzema</strong>, <strong>Rodrygo </strong>e compagnia bella riesce a muoversi con sovrannaturale disinvoltura). </p>



<p>Nonostante il mercato estivo veda sfumare gli arrivi di <strong>Harry Kane </strong>prima e <strong><a href="https://gameofgoals.it/2022/03/07/mister-champions-le-10-partite-europee-piu-grandi-di-cristiano-ronaldo.html">Cristiano Ronaldo</a> </strong>poi (lo so, sembra assurdo immaginarlo al servizio di <strong>Guardiola</strong>), il Manchester City è probabilmente la squadra più forte del pianeta pur non disponendo di alcun fuoriclasse vero e proprio in attacco. Il congegno offensivo messo a punto da <strong>Guardiola</strong>, infatti, permette di distribuire piuttosto equamente il bottino, come dimostrato dai numeri: in campionato, sono ben sette i giocatori a raggiungere la doppia cifra di gol e assist sommati (<strong>De Bruyne</strong>, <strong>Sterling</strong>, <strong>Mahrez</strong>, <strong>Gabriel Jesus</strong>, <strong>Foden</strong>, <strong>Gündoğan</strong> e <strong>Bernardo Silva</strong>). </p>



<p>Nota di merito anche per le altezze celestiali dove volteggia <strong>João Cancelo</strong>, che in quel periodo, da terzino sinistro a piede invertito, non teme confronti con nessun altro interprete del proprio ruolo.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/team-photo-web-1024x576.webp" alt="" class="wp-image-27433" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/team-photo-web-1024x576.webp 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/team-photo-web-300x169.webp 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/team-photo-web-768x432.webp 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/team-photo-web-1536x864.webp 1536w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/team-photo-web.webp 1620w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Foto di squadra della stagione 2021-2022</figcaption></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">3) 2017-2018</h2>



<p></p>



<p>Spesso e volentieri, com&#8217;è inevitabile, le migliori stagioni calcistiche di un club sono figlie di una grande campagna acquisti. Nella fattispecie, il mercato dell&#8217;estate 2017 porta a Manchester tre dei principali pretoriani dell&#8217;intero ciclo <em>guardioliano</em>: <strong>Ederson</strong>, <strong>Walker </strong>e <strong>Bernardo Silva</strong> (a cui si aggiungerà anche <strong>Laporte </strong>a gennaio), immediatamente protagonisti in una formazione destinata a dare un colpo di spugna a tutti i record storici della Premier League. </p>



<p>Ecco dunque una serie di primati stabiliti dal Manchester City 2017-2018: maggior numero di partite vinte (32), striscia più lunga di vittorie consecutive (18, praticamente un intero girone), attacco più prolifico (106 gol), e maggior distacco sulla seconda classificata (19 punti in più di <strong>Mourinho </strong>e del suo Manchester United, fermatosi ad 81).</p>



<p>Ah già, quasi mi dimenticavo del record di punti: 100 tondi tondi, un traguardo leggendario ottenuto al 90&#8242; dell&#8217;ultima giornata, grazie a un memorabile pallonetto di <strong>Gabriel Jesus</strong> contro il Southampton. È in quell&#8217;esatto momento che quei giocatori diventano i <em>Centurions</em>, ottenendo l&#8217;immortalità calcistica, e aprendo un ciclo protrattosi per quasi un decennio. </p>



<p>Per la grande affermazione in Champions League, tuttavia, è ancora presto: in campionato il City infligge un distacco di 25 punti al Liverpool, che nel confronto diretto riesce però ad azzerare il <em>gap</em>, lasciando <strong>Guardiola </strong>a bocca asciutta nel suo unico duello europeo con <strong>Klopp</strong>.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/be27e7917230ce404cf2123620da3de9867825a5.jpg-1024x576.webp" alt="" class="wp-image-27436" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/be27e7917230ce404cf2123620da3de9867825a5.jpg-1024x576.webp 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/be27e7917230ce404cf2123620da3de9867825a5.jpg-300x169.webp 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/be27e7917230ce404cf2123620da3de9867825a5.jpg-768x432.webp 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/be27e7917230ce404cf2123620da3de9867825a5.jpg-1536x864.webp 1536w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/be27e7917230ce404cf2123620da3de9867825a5.jpg.webp 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">I giocatori del City esultano dopo un gol nella stagione 2017-2018: l&#8217;attacco dei Citizens fu torrenziale</figcaption></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">2) 2018-2019</h2>



<p></p>



<p>Limitatamente ai cinque campionati europei per eccellenza, almeno da quando seguo questo sport, non ricordo una singola lotta per il titolo vagamente paragonabile a quella della Premier League 2018-2019. Parliamo di un vero e proprio blockbuster, per qualità degli interpreti in campo e in panchina, per le mille emozioni protrattesi fino all&#8217;ultima giornata, e per le filosofie di gioco delle due squadre coinvolte, così differenti e al contempo destinate a compenetrarsi a vicenda, traghettando il calcio inglese (e non solo) nel futuro.</p>



<p>Insomma, parliamo di uno zenit difficilmente replicabile anche da un punto di vista meramente statistico: 195 punti totali raccolti dalle due contendenti, 98 dal Manchester City, e 97 dal Liverpool. Semplicemente fantascienza. Il City, d&#8217;altro canto, ha ormai una consapevolezza da pilota automatico, e un tridente da lacrimucce (<strong>Sterling</strong>, <strong>Agüero </strong>e <strong>Sané</strong>, tutti e tre al picco delle rispettive carriere), coadiuvati dall&#8217;ultimo grande <strong>David Silva</strong>, ormai trentatreenne. </p>



<p>Parliamo di una vera e propria macchina da guerra, che prima anestetizza e poi travolge le avversarie, e che in patria si rende protagonista di un&#8217;abbuffata mai vista fino ad allora: la squadra di <strong>Guardiola </strong>è infatti la prima nella storia del calcio inglese ad aggiudicarsi tutti i quattro trofei domestici in una singola stagione (Community Shield, Premier League, Carabao Cup ed FA Cup). </p>



<p>Tanto per cambiare, invece, in Champions i <em>Citizens </em>si fermano alle Colonne d&#8217;Ercole dei quarti di finale, anche stavolta in un <em>Euroderby</em>. L&#8217;avversario è il Tottenham di <strong>Pochettino</strong>, che con organizzazione, astuzia, qualche episodio arbitrale favorevole e una discreta dose di fortuna, riesce a raggiungere le agognatissime semifinali. Ancor più del match di ritorno, un flipper impazzito di gol e ribaltoni, per il City si rivela letale l&#8217;andata di Londra, persa anche e soprattutto a causa di un atteggiamento insolitamente prudente.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="810" height="540" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/60291534_2720288888000469_8897940539475755008_n.jpg" alt="" class="wp-image-27437" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/60291534_2720288888000469_8897940539475755008_n.jpg 810w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/60291534_2720288888000469_8897940539475755008_n-300x200.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/60291534_2720288888000469_8897940539475755008_n-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 810px) 100vw, 810px" /><figcaption class="wp-element-caption">Esultanza per una Premier vinta sul filo di lana dopo un&#8217;epica battaglia con il Liverpool</figcaption></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">1) 2022-2023</h2>



<p></p>



<p>Sul primo posto non potevano esserci dubbi, sia per i risultati ottenuti che a livello puramente simbolico: il Manchester City 2022-2023 è a tutti gli effetti il mostro finale di <strong>Guardiola</strong>, quantomeno per quanto riguarda la sua lunga avventura inglese. Un livello troppo difficile da superare anche per il più accanito dei videogiocatori, e, nel suo caso, per il più meticoloso degli allenatori. </p>



<p>Per dar vita a questa creatura, tuttavia, <em>Pep </em>ha dovuto inserire l&#8217;unico pezzo che davvero gli era mancato nel biennio precedente, portando la prosa brutale e futurista di <strong>Erling Håland</strong> in una squadra a tratti fin troppo poetica. <em>«Ma come, ma il centravanti non era lo spazio?»; «E se facesse la fine di Ibrahimovic al Barcellona?»; «Guardiola sta tradendo le sue idee per la prima volta?»</em>. </p>



<p>Tutti questi dubbi estivi vengono fragorosamente spazzati via dal campo, in maniera non troppo dissimile da quella con cui l&#8217;attaccante norvegese bullizza i centrali di mezza Europa. Avere una punta così fisicamente dominante ed intimidatoria sotto porta (in campionato segna 36 gol, record per una singola stagione di Premier League) equivale ad avere un incredibile semplificatore di soluzioni nell&#8217;ultimo terzo di campo; il calcio del City è forse un po&#8217; meno affascinante di quello espresso nel biennio 2017-19, ma rimane una tenaglia da cui è impossibile non essere soppressi. </p>



<p>Lo scoprono a proprie spese l&#8217;Arsenal, psicologicamente divorato dai più esperti rivali nel testa a testa primaverile in campionato, il Manchester United, sconfitto in finale di Fa Cup, e tutte le malcapitate avversarie lungo il cammino dei <em>Citizens </em>in Champions League. Trovatosi sul lato più ostico del tabellone, <strong>Guardiola </strong>rifila due sculacciate epocali al Bayern Monaco di <strong>Tuchel </strong>e al Real Madrid di <strong>Ancelotti </strong>(già, proprio loro), scacciando i propri fantasmi europei in vista dell&#8217;ultimo atto contro l&#8217;Inter. </p>



<p>Contro ogni pronostico, sono proprio gli sfavoritissimi nerazzurri a mettere maggiormente in difficoltà il City, che dispone però di troppe armi (<strong>Stones</strong>, mvp della finalissima, e <strong>Rodri</strong>, autore del gol decisivo) per non completare il tanto ambito <em>Treble.</em> Un traguardo simile, in Inghilterra, lo aveva raggiunto soltanto il Manchester United di <strong>Ferguson </strong>nel 1999, ma con un percorso decisamente meno netto rispetto ai <em>Noisy Neighbours </em>di 24 anni dopo; limitatamente alla singola stagione, sono loro la miglior squadra inglese di ogni tempo?</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image alignfull size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/gettyimages-1497490592-1920x1080-1-1024x576.png" alt="" class="wp-image-27438" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/gettyimages-1497490592-1920x1080-1-1024x576.png 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/gettyimages-1497490592-1920x1080-1-300x169.png 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/gettyimages-1497490592-1920x1080-1-768x432.png 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/gettyimages-1497490592-1920x1080-1-1536x864.png 1536w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/gettyimages-1497490592-1920x1080-1.png 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Il City campione di tutto nella stagione 2022-2023: qui la squadra posa con l&#8217;agognata Champions League</figcaption></figure>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2026/06/04/la-rivoluzione-industriale-di-guardiola-le-10-stagioni-doro-di-pep-al-manchester-city.html">La rivoluzione industriale di Guardiola: le 10 stagioni d&#8217;oro di Pep al Manchester City</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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		<title>Champions League, ottavi di andata: Real Madrid-Manchester City 3-0</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2026/03/14/champions-league-ottavi-di-andata-real-madrid-manchester-city-3-0.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Buffoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Mar 2026 19:38:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[2025-2026]]></category>
		<category><![CDATA[andata]]></category>
		<category><![CDATA[arbeloa]]></category>
		<category><![CDATA[champions league]]></category>
		<category><![CDATA[guardiola]]></category>
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		<category><![CDATA[ottavi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Real Madrid indossa il vestito delle serate di gala, come gli accade quasi sempre in Europa, e ipoteca la qualificazione ai quarti, l&#8217;ennesima della [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-drop-cap">Il Real Madrid indossa il vestito delle serate di gala, come gli accade quasi sempre in Europa, e ipoteca la qualificazione ai quarti, l&#8217;ennesima della sua inavvicinabile storia. Sulla Manchester azzurra cala invece una notte nera e incomprensibile: quella dell&#8217;11 marzo 2026 è stata forse la peggior prestazione della storia recente del Manchester City in Europa, con i ragazzi guidati da <strong>Guardiola </strong>apparsi a lungo impotenti e inefficaci al cospetto di un Real molto più pimpante, aggressivo, veloce e concreto.</p>



<p>Raramente, forse mai, si era vista una squadra del catalano ridotta al rango di squadra di caratura inferiore. Il ritorno forse salverà l&#8217;onore, ma difficilmente rimetterà in discussione la qualificazione.</p>



<p>La prestazione di <strong>Federico Valverde,</strong> che si cita sempre troppo poco quando si parla dei giganti del centrocampo, è da tramandare ai posteri come una delle più spettacolari e decisive dell&#8217;intera storia della Champions. Non credo si sia mai registrata una tripletta di un centrocampista in un tempo, e se guardiamo anche alla qualità delle giocate, l&#8217;uruguagio merita una corona grande come il suo cuore e la sua classe.</p>



<p>Nel Manchester City, la grande delusione ha le imponenti sembianze di <strong>Erling Braut Haaland</strong>: l&#8217;uomo gol principe del calcio europeo ha le polveri bagnate, e non è la prima volta, al cospetto delle big europee. Nessuno discute la sua straordinaria efficacia come bomber, però chi scrive storce un po&#8217; il naso davanti alla lunga serie di scene mute in Champions e contro le migliori squadre del Continente. </p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il tabellino</h2>



<p></p>



<p><strong>REAL MADRID-MANCHESTER CITY 3-0<br>Marcatori: </strong>pt 20&#8242;, 27&#8242;, 42&#8242; Valverde.<br><strong>Real Madrid </strong>(4-3-3): Courtois, Alexander-Arnold (83&#8242; Carvajal), Huijsen, Rüdiger, Mendy (46&#8242; F. Garcia) ; Valverde, Tchouaméni, Thiago (76&#8242; Angel); Arda Güler (70&#8242; Camavinga); Brahim Diaz (76&#8242; Mastantuono), Vinícius Jr. <br><strong>Manchester City </strong>(4-2-3-1): Donnarumma; Khusanov, Rúben Dias, Guéhi, O’Reilly; Rodri, Bernardo Silva (70&#8242; Cherki); Semenyo (70&#8242; Ait Nouri), Savinho (46&#8242; Reijnders, Doku; Haaland (83&#8242; Marmoush).</p>



<p></p>



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</div></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le pagelle</h2>



<p></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>REAL MADRID</strong></p>



<p><strong>IL MIGLIORE: VALVERDE 10</strong><br>Siamo sempre parsimoniosi quando si tratta di assegnare il voto massimo, che deve necessariamente premiare una prestazione che sfonda la parete della perfezione. Epperò è difficile negare il dieci secco al centrocampista uruguaiano, che corre come se avesse tre polmoni e segna una tripletta di cui potrà parlare ai suoi nipoti, peraltro con confezionata grazie a due gesti tecnici sublimi e a un gran diagonale da centravanti puro. </p>



<p><strong>Diaz 7:</strong> la sua prestazione da funambolo passa in secondo piano solo perché Valverde, ieri sera, ha deciso di iscriversi al club dei marziani. Alcune sue giocate sullo stretto, compresa quella che propizia il terzo gol, sono da grandissimo campione.</p>



<p><strong>Huijsen 7</strong>: partita da veterano e da dominatore dell&#8217;area di rigore. Haaland non tocca letteralmente mai il pallone e se questo succede è anche merito del giovanissimo difensore della nazionale spagnola.</p>



<p><strong>Courtois 7:</strong> non è chiamato agli straordinari, diversamente da quanto avvenuto in numerose altre occasioni, ma nella ripresa, con il City che tenta una timida reazione, non sbaglia un intervento e contribuisce a chiudere, di fatto, il discorso qualificazione.</p>



<p><strong>Vinicius Jr 6,5</strong>: alterna giocate da fenomeno a qualche pausa, e sbaglia il rigore del possibile 4-0, ma resta il giocatore chiave della squadra quando accelera palla al piede.</p>



<p></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>MANCHESTER CITY</strong></p>



<p></p>



<p><strong>IL MIGLIORE: DOKU 6</strong><br>L&#8217;unico tra gli ospiti a provarci sempre, l&#8217;unico in grado di saltare l&#8217;uomo e di mettere in difficoltà la difesa di casa. La sufficienza gli spetta di diritto.</p>



<p><strong>Donnarumma 6</strong>: non è impeccabile né sul primo gol né sul rigore guadagnato da Vinicius Jr. Si riscatta bloccando la conclusione del brasiliano e in generale facendo ciò che può per limitare i danni.</p>



<p><strong>Dias 5</strong>: in costante difficoltà, letteralmente travolto dal ritmo e dalla velocità dei Blancos, disputa una delle sue peggiori prestazioni in campo europeo.</p>



<p><strong>O&#8217;Reilly 4,5</strong>: ingenuo sul numero di Valverde, per quanto il grosso del merito vada attribuito al centrocampista avversario, pare bolso, poco reattivo e incline a commettere molti errori tecnici, anche nella ripresa. Serata da dimenticare.</p>



<p><strong>Haaland 4:</strong> il gigante norvegese è uno spettatore non pagante. Tocca pochissimi palloni e viene sempre, di fatto anticipato. Non prova mai neppure a concludere verso la porta avversaria. Chiaramente, le responsabilità della sua serata da dimenticare sono da condividere con la squadra, che l&#8217;ha abbandonato, ma da uno dei primi giocatori del mondo è</p>



<p></p>
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		<title>Bernd Bert Trautmann: il soldato della Wehrmacht che divenne l&#8217;idolo d&#8217;Inghilterra</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2025/09/09/bernd-bert-trautmann-il-soldato-della-wehrmacht-che-divenne-lidolo-dinghilterra.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Niccolo Mello]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Sep 2025 15:40:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pedatori]]></category>
		<category><![CDATA[1956]]></category>
		<category><![CDATA[bernd bert trautmann]]></category>
		<category><![CDATA[friar]]></category>
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		<category><![CDATA[wehmacht]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un tedesco idolo degli inglesi è merce rara, alla luce della profonda rivalità – calcistica e non solo – tra i due Paesi. Ma chi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-drop-cap">Un tedesco idolo degli inglesi è merce rara, alla luce della profonda rivalità – calcistica e non solo – tra i due Paesi. Ma chi si è stupito quando il 16 ottobre 2024 la federcalcio inglese ha scelto come commissario tecnico della nazionale inglese il tedesco <strong>Thomas Tuchel</strong> non conosce probabilmente la storia di <strong>Bert Trautmann</strong>.</p>



<p><strong>Bernhard Carl Trautmann</strong>, detto Bernd, era nato a Brema, in Germania, il 22 ottobre 1923. Quando il nazionalsocialismo prese il potere in Germania, lui era un bambino di 10 anni. Sportivo poliedrico, da piccolo si era cimentato con un certo successo nel nuoto e nella pallamano, ricevendo dal presidente tedesco <strong>Paul Von Hindeburg </strong>un “certificato di eccellenza sportiva”.</p>



<p>Con il tempo crebbe in lui la passione per il calcio. Ma crebbe soprattutto un’altra &#8220;passione&#8221;, molto più pericolosa: come molti suoi coetanei e connazionali, Bernd rimase affascinato dai folli e megalomani progetti di <strong>Adolf Hitler</strong>. E quando scoppiò la guerra, si arruolò come volontario nell’esercito. Venne assegnato in un primo tempo alle radiocomunicazioni, ma lui non voleva essere un comprimario. Voleva recitare un ruolo attivo, stare in prima linea.</p>



<p>Così passò ai paracadutisti della Luftwaffe e fu spedito in Polonia. Bernd era un tedesco atipico: amava ridere, fare scherzi: in Russia, nel 1941, manomise un veicolo militare, insieme ad altri compagni, infilando della sabbia nel motore. Quando i suoi superiori si accorsero della bravata, fu accusato di sabotaggio e spedito nove mesi in una prigione a Zytomir, in Ucraina.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="184" height="275" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/09/images.jpg" alt="" class="wp-image-24999" style="width:350px"/><figcaption class="wp-element-caption">Trautmann giovane soldato della Wehmacht</figcaption></figure>



<p></p>



<p>Scontata la pena, venne arruolato nuovamente nell&#8217;esercito e spedito a combattere al fronte. Il rigido inverno russo e la controffensiva dell&#8217;Armata Rossa provocarono un massacro nell&#8217;esercito tedesco: la divisione di <strong>Trautmann </strong>contava in tutto mille uomini. Ne tornarono a casa meno di un terzo. Tra questi c&#8217;era Bernd, che ricevette cinque medaglie e la Croce di Ferro al valore militare. Avrebbe voluto tornare a Brema, la città dove era nato nel 1923. Iniziava ad averne basta di quel conflitto interminabile. Aveva visto cadere sul campo molti amici e, forse, cominciava a capire che non erano poi tutte d&#8217;oro le promesse che il nazismo aveva fatto.</p>



<p>Ma i vertici della Wehrmacht non potevano permettere che un soldato così bravo si facesse da parte, oltretutto nel momento in cui la guerra stava entrando nella fase decisiva. Dalla Russia, il giovane <strong>Trautmann </strong>si ritrovò così in Francia. Ancora una volta in prima linea. Ancora una volta a rischiare la morte, dopo che la sua unità fu bombardata e lui rimase tre giorni sepolto sotto le macerie di un palazzo. Ma l&#8217;inossidabile Bernd ne uscì vivo. Seppur, con il morale sotto i tacchi, l&#8217;orgoglio ferito e l&#8217;entusiasmo a pezzi. E con il desiderio, più forte che mai, di tornare a casa, dalla sua famiglia.</p>



<p>Il suo destino però era un altro. E lo avrebbe portato lontano dalla Germania. Catturato dagli americani sulla via di Brema, mentre la Germania di <strong>Hitler </strong>era oramai allo stremo delle forze, riuscì a fuggire. Ma finì poi nelle mani degli inglesi. Secondo una leggenda pare che i soldati britannici lo salutarono chiedendogli se gradisse una tazza da tè. Invenzione o meno, Bernd iniziò forse a capire quel giorno che l&#8217;Inghilterra, la nazione che forse più di tutte il nazismo indicava come nemica, non era poi così perfida.</p>



<p><strong>Trautmann </strong>venne internato in un campo di lavoro ad Ashton in Mackerfield, non lontano da Manchester. Il governo inglese voleva utilizzare i prigionieri di guerra tedeschi per ricostruire il Paese, ma ben presto gli ufficiali del campo si accorsero che quel ragazzone biondo, che aveva rischiato di morire più volte sotto i bombardamenti e che il Reich aveva decorato con la Croce di Ferro, avrebbe potuto essere utile in un modo diverso che non facendo l&#8217;operaio o il manovale. </p>



<p>Nei periodi di pausa, Bernd era stato chiamato a far parte di una delle squadre di calcio nel torneo del campo. Inizialmente provò da centrocampista. Poi, dopo l&#8217;infortunio del portiere, venne spostato in porta. Il successo fu immediato. Molti compresero che di fronte ai loro occhi non si stava trovando un fenomeno passeggero, ma un portiere vero, che avrebbe anche potuto fare carriera e guadagnare dei soldi giocando a pallone.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/09/Bert-Trautmann-portiere-del-Manchester-City-negli-anni-50-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-24998" style="width:800px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/09/Bert-Trautmann-portiere-del-Manchester-City-negli-anni-50-1024x768.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/09/Bert-Trautmann-portiere-del-Manchester-City-negli-anni-50-300x225.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/09/Bert-Trautmann-portiere-del-Manchester-City-negli-anni-50-768x576.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/09/Bert-Trautmann-portiere-del-Manchester-City-negli-anni-50.jpg 1380w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Un volo plastico di Trautmann</figcaption></figure>



<p></p>



<p>Quando la guerra terminò e i prigionieri tedeschi poterono tornare dalle loro famiglie, Bernd decise di restare. L&#8217;Inghilterra iniziava a piacergli, anche se il difficile doveva ancora cominciare. Essere in un campo di guerra, con molti suoi connazionali, era un conto. Vivere al di fuori, a stretto contatto con quelli che fino al giorno prima erano stati dei nemici, era tutto un altro.</p>



<p>La sua fortuna si chiamò<strong> Jack Friar</strong>: era il segretario del Saint Helen&#8217;s Town, una squadra di calcio locale. <strong>Friar </strong>comprese le difficoltà di quel ragazzo tedesco e lo prese sotto la sua ala protettrice. La figlia, Margareth, si innamorò di lui e i due, qualche anno dopo, si sposeranno. Bernd sembrava felice nella campagna inglese e non sembrava nutrire ambizioni particolari che non fossero quelle di godere di un po&#8217; di serenità dopo gli anni tetri della guerra.</p>



<p><strong>Friar </strong>difese sempre Bernd. Anche se nessuno all&#8217;inizio lo voleva: la guerra era terminata da una manciata di anni e vedere un tedesco in Inghilterra pareva un insulto, non solo un paradosso. Ma Bernd, il cui nome venne presto inglesizzato in Bert, conquistò la fiducia della gente un passettino per volta, come si fa con tutte le conquiste più preziose.</p>



<p>E quando gli venne prospettata l&#8217;idea di tornare a Brema, a casa sua, disse no. Anche perché le sue sempre più convincenti prestazioni nel piccolo Saint Helen&#8217;s Town stavano richiamando un gran numero di addetti ai lavori e osservatori, stregati da quel portiere saltimbanco che mostrava coraggio leonino e doti tecniche invidiabili.</p>



<p>Si fece avanti addirittura il Manchester City, in cerca di un nuovo numero uno dopo il ritiro del leggendario <strong>Frank Swift</strong>. I <em>Citizens </em>ai tempi non erano di sicuro la corazzata di oggi, ma una buona squadra di Prima Divisione. Quando fu annunciato pubblicamente il trasferimento, 20mila tifosi si ritrovarono in piazza per protestare: nessuno voleva un tedesco in squadra. In testa anche i rappresentanti della comunità ebraica di Manchester.</p>



<p>Ma la dirigenza tenne duro e Bernd, oramai per tutti Bert, rispose sul campo confermando la sua piena affidabilità. In qualunque città si recasse, in qualunque stadio giocasse, veniva visto con diffidenza, se non con scherno o, peggio ancora, rabbia. «Non penso fosse rivolta a me, ma alla Germania» dirà un giorno. «Vedere un tedesco in Inghilterra a pochi anni dalla fine del conflitto riaprì molte ferite. Con l’aiuto dei compagni ho superato tutte le difficoltà. E così l’Inghilterra è diventata casa mia, come lo era stata la Germania».</p>



<p><strong>Bert Trautmann</strong> difese la porta del Manchester City per 15 stagioni e un totale di 545 incontri, entrando nel cuore di tutti nella finale di FA Cup del 1956, quando &#8211; nonostante lo spostamento di cinque vertebre del collo in seguito ad uno scontro di gioco &#8211; contribuì con alcune parate straordinarie al successo per 3-1 sul Birmingham City. Al termine dell&#8217;incontro <strong>Trautmann </strong>ricevette addirittura i complimenti del <strong>Principe Filippo di Edimburgo</strong>, il marito della <strong>Regina Elisabetta II</strong>. </p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="820" height="615" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/09/Bert-Trautmann-insieme-ai-suoi-compagni-di-squadra.jpg" alt="" class="wp-image-24997" style="width:800px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/09/Bert-Trautmann-insieme-ai-suoi-compagni-di-squadra.jpg 820w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/09/Bert-Trautmann-insieme-ai-suoi-compagni-di-squadra-300x225.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/09/Bert-Trautmann-insieme-ai-suoi-compagni-di-squadra-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 820px) 100vw, 820px" /><figcaption class="wp-element-caption">Trautmann sorretto dai compagni di squadra nella finale di FA Cup del 1956</figcaption></figure>



<p></p>



<p>Quando la notizia della sua resistenza eroica malgrado mezzo collo rotto, divenne di pubblico dominio il giorno seguente sui giornali, la sua figura entrò ufficialmente nel mito: non solo di Manchester, ma di tutta l&#8217;Inghilterra. Compresa la comunità ebraica, con il rabbino capo di Manchester che lo incontrò personalmente e gli strinse la mano.</p>



<p>Se il 1956 segnò per la sua parabola sportiva il punto più alto della carriera, sul piano umano fu un anno tragico: il figlio che aveva avuto da Margareth, infatti, morì a soli cinque anni in un incidente stradale.</p>



<p>Ritiratosi nel 1960 in una festa che coinvolse 60mila spettatori entusiasti, <strong>Trautmann</strong> divenne un allenatore giramondo: allenò in Germania, Birmania, Tanzania, Liberia, Pakistan e Yemen. Il legame con la moglie divenne gradatamente sempre più cupo: la perdita del figlio piccolo probabilmente influì alla lunga sul rapporto. Così Bert e Margareth divorziarono. Si risposò altre due volte ed ebbe ancora tre figli.</p>



<p>Ufficiale dell&#8217;Ordine al merito di Germania nel 1997, <strong>Trautmann </strong>divenne anche Membro dell&#8217;ordine dell&#8217;Impero Britannico nel 2004 con la seguente motivazione: &#8220;Come portiere simbolo della pace post-bellica, Trautmann è stato insignito dell&#8217; OBE dall&#8217;Ordine dell&#8217;Impero Britannico per aver favorito le relazioni tra Inghilterra e Germania.&#8221; Nel 2005 è entrato a far parte della Hall of Fame del calcio inglese e nel 2011 di quella della federcalcio tedesca. E il Manchester City gli ha dedicato una statua, che si trova nel museo del club.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="1000" height="1467" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/09/MV5BOTM3NjBhNTEtMDBlOC00MDYwLWEyYjQtYzg3NzM2NDNlYTQ1XkEyXkFqcGc@._V1_FMjpg_UX1000_.jpg" alt="" class="wp-image-25002" style="width:350px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/09/MV5BOTM3NjBhNTEtMDBlOC00MDYwLWEyYjQtYzg3NzM2NDNlYTQ1XkEyXkFqcGc@._V1_FMjpg_UX1000_.jpg 1000w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/09/MV5BOTM3NjBhNTEtMDBlOC00MDYwLWEyYjQtYzg3NzM2NDNlYTQ1XkEyXkFqcGc@._V1_FMjpg_UX1000_-204x300.jpg 204w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/09/MV5BOTM3NjBhNTEtMDBlOC00MDYwLWEyYjQtYzg3NzM2NDNlYTQ1XkEyXkFqcGc@._V1_FMjpg_UX1000_-698x1024.jpg 698w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/09/MV5BOTM3NjBhNTEtMDBlOC00MDYwLWEyYjQtYzg3NzM2NDNlYTQ1XkEyXkFqcGc@._V1_FMjpg_UX1000_-768x1127.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><figcaption class="wp-element-caption">La copertina del film &#8220;The Keeper&#8221; uscito nel 2019 che ripercorre fedelmente la vita di Trautmann</figcaption></figure>



<p></p>



<p>La storia di <strong>Bernd Bert Trautmann</strong> si porta dietro soprattutto due insegnamenti, entrambi profondamente attuali.</p>



<p>Il primo è quello che non bisogna mai mollare. Che occorre avere coraggio. Che &#8211; se si crede realmente in un progetto, un&#8217;idea, un ideale &#8211; è fondamentale investire tutte le proprie forze ed energie perché solamente così si potrà raggiungere il risultato che ci si è prefissati.</p>



<p>Il secondo è che, se l&#8217;umanità vuole realmente compiere un salto in avanti, bisogna smetterla di ragionare e giudicare per basi etniche o per nazionalità. A contare sono le persone e le loro idee, non la provenienza territoriale e geografica o, peggio ancora, l&#8217;appartenenza religiosa.</p>



<p>Con la forza di volontà e uno spirito indomito, il pluridecorato soldato tedesco della Wehrmacht <strong>Bernd Trautmann </strong>ha saputo diventare il calciatore inglese idolo di Manchester e di gran parte dell&#8217;Inghilterra <strong>Bert Trautmann </strong>in poco tempo. </p>



<p>Quanto sarebbe bello che vicende come la sua venissero raccontate nelle scuole, per insegnare ai ragazzi che ci sono persone che cercano davvero di lottare per rendere il mondo un posto migliore, non solo a parole ma sul campo, nella vita di tutti i giorni.</p>



<p></p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>«Ci sono stati due soli portieri di valore mondiale. Uno era Lev Jascin, l&#8217;altro era il ragazzo tedesco che giocava a Manchester, Bert Trautmann».</p>



<p><strong>Lev Jascin</strong></p>
</blockquote>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Bert Trautmann: da soldato tedesco a leggenda del Manchester City| Grandi del Calcio" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/J5is-izSqWo?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



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		<title>Mondiale per Club, bilancio finale: Chelsea e Palmer straordinari, delusione Manchester City</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Tommaso Ciuti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Jul 2025 14:34:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondiale per Club 2025]]></category>
		<category><![CDATA[chelsea]]></category>
		<category><![CDATA[cole palmer]]></category>
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		<category><![CDATA[juventus]]></category>
		<category><![CDATA[manchester city]]></category>
		<category><![CDATA[mondiale per club]]></category>
		<category><![CDATA[psg]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina: l&#8217;esultanza del Chelsea campione Il calcio si diverte a prendere in giro le nostre convinzioni e a smontare le nostre certezze, e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-text-align-right"><em>Immagine di copertina: l&#8217;esultanza del Chelsea campione</em></p>



<p class="has-drop-cap">Il calcio si diverte a prendere in giro le nostre convinzioni e a smontare le nostre certezze, e anche in questo mondiale per club non sono mancate le eccezioni. Dalla finale di Champions del 31 maggio fino alla semifinale tra Paris Saint Germain e Real Madrid, ci siamo sbrodolati di untuosi elogi verso la squadra allenata da <strong>Luis Enrique</strong>. Elogi meritatissimi, beninteso, e non potrebbe essere altrimenti: 5-0 all&#8217;Inter, 4-0 al Bayern Monaco e per finire un altro sonoro 4-0 al Real Madrid, sicuramente colpevole grave in due dei quattro gol ma mai davvero in partita a causa dell&#8217;eccellente prestazione dei parigini, apparsi perfetti, oserei dire una parola abusatissima negli ultimi tempi: ingiocabili.</p>



<p>D&#8217;altra parte, un Chelsea arrivato comodo in finale dopo aver battuto 2-0 il Fluminense con una doppietta dell&#8217;ex<strong> Joao Pedro</strong> &#8211; a proposito, andate a rigustarvi il suo destro all&#8217;incrocio dei pali, una delizia &#8211; sembrava l&#8217;ennesima vittima sacrificale, dopo l&#8217;Inter, nel tributo di sangue che bagna l&#8217;ennesima conquista di una coppa. E invece gli dei del calcio, dispettose divinità ancestrali che si divertono a confondere le certezze degli uomini, hanno deciso diversamente: 3-0 secco, meritato, perentorio. Uno straordinario <strong>Cole Palmer</strong>, sempre a suo agio quando si tratta di incidere nelle finali, ha piazzato con un colpo da biliardo il pallone nell&#8217;angolino basso per due volte nell&#8217;arco di otto minuti, per poi servire un pallone zuccheroso a <strong>Joao Pedro</strong> che ha calato il tris con il colpo sotto.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">La conferma</h2>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/07/2d858e4a-df99-446c-954c-a8fa759c2499@3-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-24658" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/07/2d858e4a-df99-446c-954c-a8fa759c2499@3-1024x576.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/07/2d858e4a-df99-446c-954c-a8fa759c2499@3-300x169.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/07/2d858e4a-df99-446c-954c-a8fa759c2499@3-768x432.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/07/2d858e4a-df99-446c-954c-a8fa759c2499@3-1536x865.jpg 1536w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/07/2d858e4a-df99-446c-954c-a8fa759c2499@3.jpg 1956w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Thiago Silva, colonna difensiva del Fluminense</figcaption></figure>



<p></p>



<p>La conferma più importante di questo torneo è l&#8217;evidenza che il calcio del Nuovo Mondo non è affatto un movimento da ignorare o da snobbare, non solo per la quantità infinita di giocatori che esporta nel Vecchio Continente (evidentemente tanto scarsi non sono…), ma soprattutto per il fatto che se la sono spesso giocata alla pari (o quasi) con le nostre europee. Il derby fratricida Palmeiras-Botafogo degli ottavi è arrivato troppo presto, in compenso il Fluminense ha battuto i vice-campioni d&#8217;Europa ed è uscita con onore in semifinale. Forse in Sudamerica non c&#8217;è un Real Madrid, un Barcellona. Tuttavia ci sono tante squadre di fascia media e medio-alta che nelle condizioni giuste possono dire la loro. Ricordiamo anche che se è vero che le nostre europee avevano nel peggiore dei casi sessanta partite nelle gambe, alcune brasiliane ne avevano addirittura una decina in più. Altra conferma, nonostante il tonfo finale, è il Paris Saint Germain, che attualmente rimane la squadra più forte del mondo, grazie ad uno splendido lavoro dell&#8217;allenatore spagnolo, che ha rivitalizzato giocatori che sembravano inadatti a certi status: uno tra tutti Ousmane Dembelé.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">La sorpresa</h2>



<p></p>



<p>Indubbiamente i Blues di Enzo Maresca sono stati la sorpresa del torneo. D&#8217;accordo, il tabellone non era proibitivo, ma la straordinaria prestazione di voglia, solidità e precisione chirurgica nella finale di New York ha convinto davvero tutti. Ai nastri di partenza i londinesi erano davvero poco considerati, vuoi per un quinto posto in campionato che non fa più notizia, vuoi per una Conference che per una squadra del blasone dei Blues non è propriamente il trofeo più pazzo da festeggiare, fatto sta che Maresca ed i suoi ragazzi non possono più essere ignorati.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">La delusione</h2>



<p></p>



<p>Dire il Real Madrid sarebbe scontato, anche se il passivo della semifinale è pesante e sul banco degli imputati ci finiscono stelle come Rudiger e Vinicius, e allora non posso ignorare la clamorosa debacle del <strong>Manchester City</strong> di Pep Guardiola contro l&#8217;Al Hilal di Simone Inzaghi. Il Demone di Piacenza è riuscito ad imporsi con un rocambolesco 3-4 ponendo fine alla peggiore stagione in carriera di Pep. </p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="682" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/07/city-tristeza.jpg" alt="" class="wp-image-24659" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/07/city-tristeza.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/07/city-tristeza-300x200.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/07/city-tristeza-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Ancora una competizione deludente per il Manchester City, uscito agli ottavi</figcaption></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le italiane</h2>



<p>A proposito di delusioni, dobbiamo purtroppo citare l&#8217;<strong>Inter</strong>, che dopo la reazione d&#8217;orgoglio contro il River Plate, delude su tutta la linea (voto <strong><em>5</em></strong>) ed incappa in una meritata eliminazione contro il Fluminense.<br>Voto 6 per la Juventus, che dopo il secondo posto nel girone (ma che scoppola con il City&#8230;) salva l&#8217;onore delle armi perdendo di misura contro il Real Madrid.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il protagonista</h2>



<p></p>



<p>Spesso decisivo nelle finali, lo è stato anche in quella del Mondiale per Club: <strong>Cole Palmer</strong> del Chelsea ha confermato di attraversare un momento di forma sensazionale, disputando una competizione superba e marchiando la finale contro il Psg con due gol e un assist. Non da oggi uno dei primi calciatori al mondo. Il titolo di MVP del Mondiale per Club è sicuramente suo.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">La top 11</h2>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="940" height="788" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/07/DE-LA-FUENTE-Spagna-18.jpg" alt="" class="wp-image-24656" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/07/DE-LA-FUENTE-Spagna-18.jpg 940w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/07/DE-LA-FUENTE-Spagna-18-300x251.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/07/DE-LA-FUENTE-Spagna-18-768x644.jpg 768w" sizes="(max-width: 940px) 100vw, 940px" /></figure>
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		<title>Mondiale per Club, ottavi: sorpresa Al Hilal, italiane eliminate</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Niccolo Mello]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Jul 2025 13:30:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondiale per Club 2025]]></category>
		<category><![CDATA[al hilal]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina: Marcos Leonardo, doppietta decisiva per l&#8217;Al Hilal Cinque europee, due sudamericane e un&#8217;asiatica: sono loro le otto regine del Mondiale per Club. [&#8230;]</p>
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<p class="has-text-align-right"><em>Immagine di copertina: Marcos Leonardo, doppietta decisiva per l&#8217;Al Hilal</em></p>



<p class="has-drop-cap">Cinque europee, due sudamericane e un&#8217;asiatica: sono loro le otto regine del Mondiale per Club. Cliccando <a href="https://sport.sky.it/calcio/mondiale-per-club/calendario-risultati#giornata-5">qui </a>potete leggere i risultati e il programma, sotto il bilancio degli ottavi.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">La conferma</h2>



<p></p>



<p>Il <strong>calcio europeo</strong>, al netto di alcune <em>defaillance</em>, conferma di essere globalmente di un&#8217;altra caratura rispetto al resto del mondo. Cinque squadre ai quarti e alcune sfide dirette che si annunciano palpitanti, vedi quella tra il PSG (che ha schiantato senza difficoltà l&#8217;Inter Miami) e il Bayern Monaco, ma anche Real Madrid-Borussia Dortmund, un grande classico in Champions nell&#8217;ultimo decennio e finale dell&#8217;edizione 2024. </p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">La sorpresa</h2>



<p></p>



<p>Le vittorie sorprendenti degli ottavi sono sicuramente i successi del <strong>Fluminense </strong>contro l&#8217;Inter e dell&#8217;<strong>Al Hilal</strong> contro il Manchester City. Forse ancora di più quest&#8217;ultima perché gli arabi sulla carta non sembravano assolutamente attrezzati per impensierire la corazzata di Guardiola, che nel girone pareva aver ritrovato tutto d&#8217;un colpo l&#8217;antico smalto. Invece Bernardo Silva e compagni non sono riusciti a tramutare in gol le numerose occasioni create e &#8211; al termine di un&#8217;altalena e girandola di emozioni &#8211; sono stati beffati da Marcos Leonardo e compagni.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/07/18602496-6c73-4775-82c0-7f2b0905af7e@3-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-24539" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/07/18602496-6c73-4775-82c0-7f2b0905af7e@3-1024x576.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/07/18602496-6c73-4775-82c0-7f2b0905af7e@3-300x169.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/07/18602496-6c73-4775-82c0-7f2b0905af7e@3-768x432.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/07/18602496-6c73-4775-82c0-7f2b0905af7e@3-1536x865.jpg 1536w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/07/18602496-6c73-4775-82c0-7f2b0905af7e@3.jpg 1956w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Lautaro Martinez, simbolo di un&#8217;Inter in difficoltà</figcaption></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">La delusione</h2>



<p></p>



<p>Se l&#8217;Al Hilal è la grande sorpresa, il <strong>Manchester City</strong> è la delusione. Non ne va proprio bene una quest&#8217;anno a Guardiola: dopo un&#8217;annata europea decisamente deludente, gli inglesi sembravano aver ritrovato fluidità e lucidità dopo un ottimo girone concluso a punteggio pieno. Invece, clamorosamente, sono usciti nel primo scontro diretto della fase decisiva. Una battuta d&#8217;arresto inaspettata e imprevista, che fa riaffiorare antichi dubbi e riporta in auge una domanda: siamo certo che l&#8217;era di Guardiola ai <em>Citizens</em> non sia davvero finita?</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le italiane</h2>



<p></p>



<p>Merita <strong><em>6 </em></strong>la <strong>Juventus</strong>, perché ha comunque tenuto testa al più forte e quotato Real Madrid, non demeritando e cedendo solo di misura. I bianconeri hanno anche creato alcune valide occasioni, anche se la maggioranza delle opportunità è stata di marca blanca e solo un ispirato Di Gregorio ha evitato un passivo più alto.<br>Voto <strong><em>5 </em></strong>per l&#8217;<strong>Inter</strong>, che ha subito il gol di Cano a freddo contro la Fluminense e non è più stata in grado di pareggiare. Momento delicato per la Beneamata, che ancora deve assorbire la lezione del nuovo tecnico Chivu.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il protagonista</h2>



<p></p>



<p>Tapin di testa per l&#8217;1-1, altro tocco decisivo da pochi passi per il definitivo 4-3: il 22enne attaccante brasiliano <strong>Marcos Leonardo</strong> dell&#8217;Al Hilal ricorderà a lungo la notte contro il Manchester City. La sua doppietta ha spinto la formazione allenata da Simone Inzaghi dove nessuno si sarebbe mai aspettato.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">La top 11</h2>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="940" height="788" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/07/DE-LA-FUENTE-Spagna-17.jpg" alt="" class="wp-image-24537" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/07/DE-LA-FUENTE-Spagna-17.jpg 940w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/07/DE-LA-FUENTE-Spagna-17-300x251.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/07/DE-LA-FUENTE-Spagna-17-768x644.jpg 768w" sizes="(max-width: 940px) 100vw, 940px" /></figure>



<p></p>
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		<title>Il &#8220;Triplete&#8221; degli emiri: chi più forte tra Manchester City 2023 e PSG 2025?</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2025/06/11/il-triplete-degli-emiri-chi-piu-forte-tra-manchester-city-2023-e-psg-2025.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Jun 2025 06:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uno contro uno]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Giuseppe Raspanti «Se si affrontassero&#8230; vincerebbe il City 1-0» Senza voler fare un’analisi approfondita e dettagliata, che lascio a colleghi più esperti e attenti, mi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center has-x-large-font-size">Giuseppe Raspanti</h2>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center" style="font-size:30px"><em><em>«Se si affrontassero&#8230; vincerebbe il City 1-0»</em></em></h3>



<p></p>



<p>Senza voler fare un’analisi approfondita e dettagliata, che lascio a colleghi più esperti e attenti, mi sembra di poter dire che tre sono gli elementi oggettivi che accostano, permettendo un diretto confronto, il <a href="https://gameofgoals.it/2023/06/11/champions-league-finale-manchester-city-inter-1-0.html">Manchester City del 2023</a> e il <a href="https://gameofgoals.it/2025/06/01/champions-league-finale-psg-inter-5-0.html">PSG del 2025</a>. Essi sono il <em>Triplete </em>vinto appunto da entrambe, il fatto di avere tutt’e due affrontato e battuto l’Inter in finale di Champions, mentre il terzo è la circostanza che sia gli inglesi, tuttora, che i francesi siano guidati da tecnici di chiara cultura spagnola e di impronta catalana.</p>



<p>Sul primo fattore, credo non ci sia possibilità di paragone per ciò che riguarda il peso dell’impresa. Vincere un campionato competitivo, sia pur da favorita, in Inghilterra è infatti molto difficile che in Francia, dove la squadra parigina, per risorse economiche e quindi agonistiche, domina da anni e con netto divario la scena nazionale. Il City di allora, pur avendo dopo anni modificato un assetto tattico collaudato, o forse proprio per questo, inserendo un vero centravanti di sfondamento come <strong>Haaland</strong>, dominò la stagione dalla A alla Z, arrivando tra l’altro all’atto conclusivo, la finale di Champions di Istanbul, ovviamente da netta favorita.</p>



<p>Il PSG, di converso, ha giocato quest’anno per la prima volta dopo anni privo della sua stella assoluta <strong>Kylian Mbappé</strong>. Una rivoluzione nella manovra, nella struttura del gioco che ha richiesto tempo e, se in campionato il divario di cui si parlava non ha concesso tremori, in Europa il cammino dei francesi all’inizio è stato davvero balbettante e, a causa anche della nuova formula della Champions, il proseguimento del cammino di <strong>Donnarumma </strong>e soci pareva a un certo punto veramente appeso a un filo. Molto curioso è il fatto che gli uomini di <strong>Luis Enrique</strong> si siano tirati fuori da una buca esiziale e profonda proprio riemergendo al cospetto del City, anch’esso irriconoscibile rispetto ai fasti passati, in una gara dove erano sotto 0-2.</p>



<p>Alla luce di questa analisi, dal momento che il discorso sulla Coppa nazionale poggerebbe sui medesimi fattori, il <em>‘punto del Triplete</em>’ lo assegno agli inglesi.<br>Diverso e più complesso il discorso sul paragone tra finali giocate contro lo stesso avversario, l’Inter. Se raffrontiamo i due punteggi, 1-0 e 5-0, sembrerebbe proprio che il piatto francese della bilancia sia nettamente il più pesante. Un piatto reso ancor più ponderoso dal fatto che il pronostico delle vigilie, mentre dava come possibile una goleada dei <em>Citizen </em>contro i poveri nerazzurri, riteneva logico un incontro molto equilibrato tra gli stessi milanesi e i parigini di <strong>Doué</strong>. </p>



<p>Punto quindi al PSG? 1-1 e palla al centro? Nemmeno per sogno! C’è un elemento che va considerato e che rischia di ribaltare l’esito di questo secondo raffronto. L’Inter infatti a Istambul due anni fa si batté, con la giusta umiltà ma anche con la necessaria determinazione, mentre a Monaco di Baviera non è proprio scesa in campo. Consentendo a <strong>Vitinha </strong>e compagni di giocare un’ottima gara, ma senza incontrare praticamente resistenza. L’Inter, chi scrive lo sa bene, difficilmente non riesce a escogitare contromisure e invece sabato 31 maggio si è arresa subito a un gioco sì efficace, ma non certo incontrastabile. </p>



<p>I motivi di questo atteggiamento remissivo? Ne ho in mente diversi, tutti plausibili e alcuni poco nobili, ma non sono qui per trattare dei nerazzurri ma di due squadre formidabili come Mancity e PSG. Il VAR, quindi, dopo lunga consultazione, annulla il gol del pareggio francese, ma non assegna il secondo punto. Si resta sull’1-0 per il City.</p>



<p>Non si assegna neppure il terzo punto, per rispetto delle peculiarità di <strong><em>Pep </em>Guardiola </strong>e di<strong> Luis Enrique</strong>, due figure meravigliose di forza umana trasferita nelle idee tecniche, nelle trovate tattiche. Borioso l’uno quanto umile l’altro, hanno storie e dettagli che mi impediscono di metterli in file. Li tengo di fianco.<br>Alla luce di tutte ‘ste chiacchiere, il Manchester City 2023 batte il PSG 2025 1-0. </p>



<p></p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="609" data-id="24323" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/06/Pep_Guardiola_2021-1024x609.jpg" alt="" class="wp-image-24323" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/06/Pep_Guardiola_2021-1024x609.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/06/Pep_Guardiola_2021-300x179.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/06/Pep_Guardiola_2021-768x457.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/06/Pep_Guardiola_2021.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Pep Guardiola [D. R.]</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="657" height="438" data-id="24329" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/06/66a47428-74bd-4ac7-afae-ecec333e7188-edited.avif" alt="" class="wp-image-24329" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/06/66a47428-74bd-4ac7-afae-ecec333e7188-edited.avif 657w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/06/66a47428-74bd-4ac7-afae-ecec333e7188-edited-300x200.avif 300w" sizes="(max-width: 657px) 100vw, 657px" /><figcaption class="wp-element-caption">Luis Enrique [Imago]</figcaption></figure>
</figure>



<p></p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center has-x-large-font-size">Francesco Buffoli</h2>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center" style="font-size:30px"><em>«Il City aveva qualche individualità in più»</em></h3>



<p></p>



<p>Il Manchester City del 2022-2023 ha portato a compimento, come meglio non avrebbe potuto, l&#8217;idea di calcio trapiantata da <strong><em>Pep </em>Guardiola </strong>nell&#8217;Inghilterra del nord alcuni anni prima. Dopo numerosi successi in campionato e alcuni scivoloni in Champions, e dopo aver rinnovato la sintassi del <em>cruijffismo </em>come nessun altro nel corso del decennio precedente (con la splendida, diafana eccezione dell&#8217;Ajax 2018-19), nel 2022-23 il Manchester City risulta forse un filo meno appagante sul piano estetico, nel corso dell&#8217;anno, rispetto a quello arioso del 2021-22, ma diventa implacabile: le lezioni di calcio con cui regola l&#8217;Arsenal negli scontri diretti in Premier, e poi soprattutto il Bayern e il Real Madrid in Champions, sono probabilmente gli apici (anche estetici, in questo caso), in termini di onnipotenza, della Manchester blu. </p>



<p>Il PSG del 2024-25 non ha affrontato avversari della stessa caratura in patria e neanche lungo il cammino europeo, Liverpool escluso, ed è stato una squadra più umorale, in grado, tuttavia, nelle giornate di vena, di espressioni di calcio altissime e di un&#8217;efficacia difficilmente pronosticabile a inizio stagione, visto anche il trasloco di <strong>Mbappé </strong>a Madrid, che sembrava chiudere con il broncio e con un velo di amarezza l&#8217;epopea degli sceicchi nella capitale francese. </p>



<p>Non è andata così: i parigini hanno trovato, soprattutto, appunto, nelle giornate in cui l&#8217;ispirazione li guidava, un&#8217;alchimia invidiabile. La finale, in tal senso, rappresenta la gustosissima ciliegia sulla torta, e sotto questo profilo i parigini sono stati molto più esaltanti del Manchester City boccheggiante di Istanbul, perché a Monaco, poche sere fa, una squadra ha surclassato l&#8217;altra sotto ogni profilo: tecnico, mentale, in termini di intensità, di concentrazione, di efficacia nel fraseggio, nel recupero palla e anche in difesa.</p>



<p>Nel complesso, resto dell&#8217;idea che la squadra di <strong><em>Pep </em></strong>abbia avuto qualcosa di più in termini collettivi e anche in alcune individualità, ma che il PSG sia stato a sua volta in grado di rileggere in chiave moderna i concetti posti alla base del calcio dello stesso City (oltre che di altre realtà spettacolari e dominanti degli ultimi anni) e di farlo quando nessuno se lo aspettava più.</p>



<p>Non è un caso, sotto questo profilo, che <strong>Guardiola </strong>e<strong> Luis Enrique</strong> siano figli della medesima scuola, anche se in Italia ancora si alzano barricate quando si sentono recitare le idee che ispirano la loro visione del football.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="1141" height="764" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/06/baba7c30-3de5-4956-b339-75554bcccb59-edited.avif" alt="" class="wp-image-24330" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/06/baba7c30-3de5-4956-b339-75554bcccb59-edited.avif 1141w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/06/baba7c30-3de5-4956-b339-75554bcccb59-edited-300x201.avif 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/06/baba7c30-3de5-4956-b339-75554bcccb59-edited-1024x686.avif 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/06/baba7c30-3de5-4956-b339-75554bcccb59-edited-768x514.avif 768w" sizes="(max-width: 1141px) 100vw, 1141px" /><figcaption class="wp-element-caption">Erling Haaland [Reuters]</figcaption></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center has-x-large-font-size">Marcello Brescia</h2>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center" style="font-size:30px"><em>«Psg più fluido, spettacolare e giovane»</em></h3>



<p></p>



<p>Al di là delle simpatie personali verso dei progetti sportivi figli di una moralità decisamente dubbia, sarebbe ridicolo non celebrare due compagini capaci di scrivere un pezzo di storia, diventando rispettivamente la decima e l&#8217;undicesima formazione a completare il <em>Triplete</em>.</p>



<p>Certo, fare il Grande Slam in Inghilterra, specie nella tonnara che è la Premier League odierna, è indubbiamente un&#8217;impresa sportiva dal coefficiente di difficoltà più alto, poco ma sicuro. Eppure, nonostante il Manchester City 2022-23 sia probabilmente una squadra superiore al Paris Saint-Germain 2024-25, il mio gusto soggettivo mi fa propendere maggiormente per i parigini, per una serie di motivi.</p>



<p>Pur essendo entrambe le squadre figlie del &#8220;<em>juego de posiciòn</em>&#8221; spagnolo (e non potrebbe essere altrimenti, vedendo chi sono i due allenatori), a mio avviso la creatura di <strong>Luis Enrique</strong> si è rivelata ancor più fluida e spettacolare di quella di <strong>Guardiola</strong>, a partire dall&#8217;interpretazione difensiva.</p>



<p>Due anni fa infatti, <strong><em>Pep </em></strong>entra in una fase un po&#8217; più prudente della sua carriera, adottando una soluzione che farà rapidamente scuola (chi segue l&#8217;Arsenal di <strong>Arteta </strong>saprà già di cosa sto parlando): verso metà stagione, la retroguardia dei <em>Citizens </em>cambia definitivamente forma, rinunciando ai terzini per lasciar posto a 4 difensori centrali su 4, ossia <strong>Akanji</strong>, <strong>Ruben Dias</strong>, <strong>Akè </strong>e <strong>Stones</strong>. Proprio quest&#8217;ultimo diventa un meccanismo chiave del City primaverile, che lo vede alzarsi ripetutamente all&#8217;altezza di <strong>Rodri </strong>per fornire superiorità numerica in fase di costruzione, fornendo dunque un&#8217;ulteriore fonte di gioco ad una macchina ormai oliata nei minimi dettagli.</p>



<p>L&#8217;assenza dei terzini sarebbe invece inconcepibile nel più arioso PSG di <strong>Luis Enrique</strong>, che con <strong>Nuno Mendes</strong> a sinistra e <strong>Hakimi </strong>a destra ha messo a ferro e fuoco le corsie esterne di tutta Europa; l&#8217;ex laterale dell&#8217;Inter in particolare, è entrato in ben 21 reti stagionali tra gol e assist, dimostrando di sapersi muovere con disinvoltura anche lontano dalla propria amata linea laterale. Lo stesso discorso vale per <strong>Dembelé</strong>, la cui valorizzazione nel ruolo di falso 9 dà un&#8217;ulteriore misura del lavoro certosino e artigianale del tecnico asturiano, capace di trasformare un funambolo fumoso e incompiuto in un pretendente più che credibile al Pallone d&#8217;oro (con buona pace di <strong>Mbappé</strong>). La scelta di rinunciare a un centravanti di ruolo ha dunque reso praticamente illeggibili le scorribande orchestrate dal sopracitato <strong>Dembelé</strong>, e coadiuvate da <strong>Kvaratskhelia</strong>, <strong>Barcola </strong>e <strong>Doué</strong>, presosi con autorità il posto da titolare nel corso della stagione.</p>



<p>Dinamiche ben diverse da quelle di un Manchester City che invece, smentendo molti <em>cliché </em>guardioliani, si è dotato della miglior prima punta in circolazione per puntare al bersaglio grosso, dopo due anni trascorsi ad alternare le incursioni <strong>De Bruyne</strong> e <strong>Gundogan </strong>in area di rigore. Ecco, diciamo che le 52 reti stagionali di <strong>Erling Haaland</strong> in quel magico 2022-23 (molte delle quali partite dai piedi di uno dei KDB più ispirati di sempre) sono state un <em>boost </em>non da poco per una squadra partita con una missione ben precisa, e arrivata fino in fondo senza mai staccare il piede dall&#8217;acceleratore, coronando un ciclo aperto longevo e pieno di successi. </p>



<p>Proprio per questo motivo, sempre per gusto personale, ho apprezzato il percorso più &#8220;umano&#8221; di un PSG molto più giovane (25,3 anni di età media, 3 in meno dell&#8217;11 titolare del City a Istanbul) e scopertosi adulto a stagione in corso. Basti pensare che i francesi, in Champions, stavano rischiando di rimanere bloccati nelle secche autunnali della League Phase, trovando definitivamente la quadra soltanto tra dicembre e gennaio. </p>



<p>Decisiva per strappare la qualificazione fu proprio la vittoria ai danni del Manchester City al Parco dei Principi, con <strong>Kovacic</strong>, <strong>De Bruyne</strong> e <strong>Bernardo Silva </strong>costretti ad abdicare in favore di <strong>Vitinha</strong>, <strong>Joao Neves</strong> e <strong>Fabian Ruiz</strong>, vero punto di forza del PSG; parliamo probabilmente di uno dei centrocampi meglio assortiti dell&#8217;ultimo decennio per palleggio, intensità e conoscenza del gioco, come ha avuto modo di scoprire a sue spese anche l&#8217;Inter nella finalissima di Monaco, in uno degli ultimi atti più scioccanti che il calcio europeo ricordi.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="881" height="496" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/06/e1cf0681-a600-4267-aae3-5830f79bc426-edited.avif" alt="" class="wp-image-24332" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/06/e1cf0681-a600-4267-aae3-5830f79bc426-edited.avif 881w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/06/e1cf0681-a600-4267-aae3-5830f79bc426-edited-300x169.avif 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/06/e1cf0681-a600-4267-aae3-5830f79bc426-edited-768x432.avif 768w" sizes="(max-width: 881px) 100vw, 881px" /><figcaption class="wp-element-caption">Dembelé [Imago/Abacapress]</figcaption></figure>
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		<title>Le 5 migliori squadre europee dal 2021 al 2025</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Buffoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Jun 2025 06:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Classifiche]]></category>
		<category><![CDATA[ancelotti]]></category>
		<category><![CDATA[barcellona]]></category>
		<category><![CDATA[bayern monaco]]></category>
		<category><![CDATA[flick]]></category>
		<category><![CDATA[guardiola]]></category>
		<category><![CDATA[inter]]></category>
		<category><![CDATA[jurgen klopp]]></category>
		<category><![CDATA[manchester city]]></category>
		<category><![CDATA[paris saint germain]]></category>
		<category><![CDATA[real madrid]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina: Haaland del Manchester City a contrasto con Militão del Real Madrid La ciclonica finale di Monaco, che ha chiuso in maniera sorprendente [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-text-align-right"><em>Immagine di copertina: Haaland del Manchester City a contrasto con Militão del Real Madrid</em></p>



<p class="has-drop-cap">La ciclonica finale di Monaco, che ha chiuso in maniera sorprendente il cerchio dell&#8217;ultima stagione, ci consente di chiudere un altro cerchio, in attesa del prossimo quinquennio: quello dedicato alle formazioni in grado di lasciare un segno nella storia del football europeo.</p>



<p>Il quinquennio che si apre con la bomba atomica sganciata dal Covid-19, a dispetto delle apparenze, propizia una crescita evidente del calcio italiano, che torna a recitare la parte del protagonista dopo anni in cui il compito di salvare baracca e burattini era stato di competenza esclusiva di una Juventus che, nel nostro Paese, era parsa quasi fuori posto e fuori categoria.</p>



<p>Crescita evidente, dicevo, e che però si è tradotta raramente in risultati concreti a fine stagione: il successo della Roma, che ha paralizzato la capitale per giorni, ha interrotto un digiuno imperdonabilmente lungo, e la trionfale cavalcata atalantina di due anni più tardi ha segnato un altro punto importante a favore del football italico, ma resta l&#8217;amaro in bocca per la competizione regina, che ha visto l&#8217;Inter-camaleonte allestita dal demiurgo Inzaghi perdersi sul più bello in diverse occasioni &#8211; e se Istanbul 2023 ha comunque potuto soffiare nelle trombe dell&#8217;orgoglio interista, la partita del 31 maggio rappresenta invece il capitolo più nero e inspiegabile della storia nerazzurra in Europa, un&#8217;umiliazione-boccone amaro che forse non verrà mai digerito del tutto.</p>



<p>Volgendo lo sguardo all&#8217;estero, le questioni di grande interesse sono innumerevoli: il duello verticistico e pirotecnico tra Manchester City e Liverpool in Premier League prelude a quello ancora più spettacolare tra lo stesso City e il Real Madrid in Europa. Il Bayern Monaco non ritrova l&#8217;alchimia magica del 2020 e vive di alti e bassi, mentre il Barcellona, perso <strong>Messi</strong>, si affossa in una mediocrità stucchevole, prima che Xavi provi a dare una sferzata e <strong>Hansi Flick </strong>rimetta le cose sui binari giusti. In Francia, il PSG prova a sparigliare le carte con la sua collezione di stelle, ma l&#8217;esperimento non funziona mai del tutto, e sarà invece il meraviglioso collettivo allestito da <strong>Luis Enrique</strong>, un uomo ferito dalla vita e per questo ancora più ammirevole, a riscrivere la storia.</p>



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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">2020-2021</h2>



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<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
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</div></figure>



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<p>Il <strong>Manchester City</strong> scivola sulla buccia di banana-Chelsea in due occasioni cruciali, una delle quali ancora brucia nel cuore dei suoi tifosi &#8211; la finale di Champions che si disputa a Oporto il 29 maggio 2021. Ciononostante, l&#8217;imperioso successo in Premier League e alcune manifestazioni di forza, che sono solo il proemio a quello cui si assisterà nelle stagioni successive, mi suggeriscono di regalare al collettivo di Guardiola il primo posto: il suo centrocampo gira come un orologio svizzero e in attacco i numerosi ottimi giocatori a disposizione del tecnico spagnolo gli consentono di segnare una valanga di reti. </p>



<p>A dire il vero, ci sono due squadre che potrebbero sottrarre alla banda-Guardiola la corona: il <strong>Bayern Monaco</strong> di Flick è una macchina da calcio non troppo dissimile da quella che, nell&#8217;anno del Covid, è passata su quasi tutti gli avversari come un caterpillar. La Bundesliga è il consueto soliloquio, in cui la voce principale è ancora quella di un Lewandowski ispiratissimo, e in Champions il Bayern sembra una spanna sopra tutti finché non affronta un PSG che ha imparato a fare a sportellate con le grandi d&#8217;Europa e che, ispirato da Neymar e Mbappé, elimina per questione di dettagli ma con merito la corazzata bavarese.</p>



<p>Per larghi tratti parrebbe proprio il <strong>PSG</strong> la squadra migliore d&#8217;Europa, e invece in semifinale la banda di Tuchel si fa imbrigliare da un Manchester City più cinico e meno spettacolare del previsto, che tira i remi in barca e approfitta di alcune distrazioni difensive dei parigini. Se aggiungiamo che la Ligue 1 scivola dalle mani dello squadrone &#8211; merito di un Lilla sorprendente, ma demerito di un PSG svagato nel finale &#8211; diventa difficile per noi assegnare a detto squadrone qualcosa di più di un comunque onorevole terzo posto.</p>



<p>Il <strong>Chelsea</strong> sfiora la FA Cup e poi conquista l&#8217;Europa, a sorpresa, dopo aver eliminato con autorevolezza il Real e dopo aver messo le ganasce al City in finale. Trascinato da un Kanté che ha il dono dell&#8217;ubiquità e da alcune meteore destinate a scomparire dai radar a tempo di record (il pur talentuoso Mount), il team londinese si prende una fetta di cielo e porta nella capitale del Regno la seconda Champions della sua storia.</p>



<p>Mr. Campionato Antonio Conte, sbarcato nella Milano nerazzurra un anno prima, chiude il lungo e imperioso ciclo italico della Juventus: abilissimo come sempre nel trovare la quadratura del cerchio in tempi record, Conte consente alla sua <strong>Inter</strong> di spiccare il volo e di vincere un titolo meritato. L&#8217;avventura europea sorride decisamente meno ai milanesi, ma poco male: dopo un lungo digiuno e dopo tante stagioni avvolte dalla nebbia della mediocrità, l&#8217;Inter è tornata tra le grandi.</p>



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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">2021-2022</h2>



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<p>Le semifinali disputate e perse nella primavera del 2022 hanno tormentato a lungo i sogni dei tifosi del <strong>Manchester City</strong> e del loro deus ex machina, ma restano una delle pagine più memorabili della storia recente del calcio, e d&#8217;altra parte il Manchester City del 2022 è una macchina da calcio quasi senza eguali: ispirata da un De Bruyne che cammina sulle nuvole, la banda di Pep gioca un calcio immaginifico, spettacolare, e prevale di un punto sul Liverpool di Klopp, al termine del duello di campionato più bello degli ultimi anni.</p>



<p>Al secondo posto un ex aequo: il <strong>Liverpool</strong> di Klopp, che si prende la FA Cup a tuttavia perde per dettagli sia la Premier che la finale di Champions, è un collettivo che fa del forcing e del gegenpressing le sue armi cruciali, e trova in un Salah ispiratissimo, così come in un grande Mané, gli uomini chiave. Alcune espressioni di gioco nel corso della stagione sono rock&#8217;n&#8217;roll anfetaminico purissimo.</p>



<p>Sempre al secondo posto, non può mancare il <strong>Real Madrid</strong>, che Carletto Ancelotti plasma con la sapienza e l&#8217;acume che da sempre sono le frecce migliori nella sua faretra. Trascinato da un centometrista immarcabile come Vinicius Jr., da un Luka Modrić redivivo e soprattutto da un Courtois versione Buffon e dal Benzema più ispirato e letale della carriera, il Real Madrid gioca a carte con la morte sportiva in tutti i turni a eliminazione diretta, e incredibilmente riesce sempre a prevalere. La Liga conquistata senza affanni davanti a un Barcellona orfano di Messi e mai davvero in corsa completa una stagione che per i blancos è da incorniciare.</p>



<p>Il <strong>PSG</strong> delle stelle si è divorato le mani per almeno tre anni per quanto accaduto agli ottavi del febbraio 2022: nonostante un Messi bolso e un Neymar more solito reduce da alcuni acciacchi, il PSG domina per 150 minuti su 180 il Real Madrid, ma viene travolto dall&#8217;onda bianca nel finale di gara, complice un errore di Donnarumma propiziato da un intervento probabilmente falloso di Benzema. La Ligue 1 vinta in scioltezza, con 15 punti di margine, salva la stagione, ma non toglie l&#8217;amaro in bocca: 2020 a parte, se mai c&#8217;è stato un anno in i parigini avevano le carte in regola per arrivare in fondo e vincere, fino al recente successo, quell&#8217;anno è stato il 2022.</p>



<p>La serie A assiste a un derby dall&#8217;esito inatteso, ma personalmente fatico ad annoverare le due milanesi tra le squadre migliori d&#8217;Europa: nonostante alcune follie strategiche di un Nagelsmann che fa sembrare Flick un allenatore conservativo, credo che la quinta squadra del 21/22 sia il <strong>Bayern Monaco</strong>,  un Bayern che spesso scende in campo con quattro mezzepunte e con un centravanti e che è una macchina da gol in ogni torneo, pur vincendo &#8220;solo&#8221; la Bundesliga.</p>



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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">2022-2023</h2>



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<p>Nell&#8217;anno dello storico treble la corona spetta in maniera indiscutibile al <strong>Manchester City</strong>, che forse perde qualche centimetro, in termini di pura estetica, rispetto al 21/22, ma che con il corazziere Haaland a seminare il panico nelle aree di rigore avversarie domina la scena segnando caterve di gol e portando a casa un risutato storico. Le due lezioni di calcio con cui il City regola Bayern e Real Madrid sono destinate a rimanere negli annali molto a lungo.</p>



<p>La Liga gli scivola dalle mani e finisce in quelle del Barcellona di Xavi, forse il più cinico di sempre, e in semifinale il City lo riduce a team di rango inferiore, ma risulta comunque difficile escludere dal novero delle grandissime dell&#8217;anno il solito <strong>Real Madrid</strong>, un Real orfano del Benzema incontenibile di un anno prima e che si affida sempre di più alle scorribande palla al piede di un fenomeno come Vinicius Jr, oltre che ai suoi grandi vecchi del centrocampo. Manca la zampata finale, ma il Real resta una squadra di primissimo rango.</p>



<p>L&#8217;<strong>Inter </strong>di Simone Inzaghi, forse l&#8217;unico vero erede di Carletto Ancelotti, inizia a bussare alla porta delle grandi: in campionato non può reggere il passo di un <strong>Napoli</strong> spettacolare e che merita a sua volta il posto in graduatoria, un Napoli costruito dalle mani sapienti del demiurgo Spalletti e che per almeno quattro mesi è la miglior squadra d&#8217;Europa (con Kvara e Oshimen che dipingono calcio), ma in Champions cambia marcia (l&#8217;Inter) e si accredita quale meritata finalista. Visto il totale controllo del gioco che il City ha messo in atto contro Bayern e Real, tutti a Instanbul si aspettano una disfatta nerazzurra, e invece la banda di Simone gioca bene le sue carte e sfiora anche il pareggio.</p>



<p>Dopo tanti anni, torna a far sentire la sua voce anche l&#8217;<strong>Arsenal</strong>: il giovane Arteta siede da qualche tempo sulla sua panchina, è cresciuto nel mito del suo mentore Guardiola e per larghi tratti consente ai redivivi Gunners di esprimere, con il Napoli, il calcio migliore del continente. Nel finale la maggiore forza ed esperienza del City fa la differnza, ma l&#8217;Arsenal chiude a pochi punti dai campioni dopo aver dato loro del filo da torcere, e questo senza disporre di una squadra di fenomeni.</p>



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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">2023-2024</h2>



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<p>Confesso di essermi grattato a lungo la testa per scegliere la squadra migliore, perché, nello scontro diretto, il Manchester City ha dimostrato di avere qualcosa di più del <strong>Real Madrid</strong>, ma il double conquistato dagli spagnoli mi suggerisce di assegnare a loro il primo posto: profondamente rinnovati in alcuni ruoli chiave, trascinati da un Kroos serafico, da un Rodrygo che si consacra tra i grandi, da un Vinicius Jr. incontenibile nelle giornate di vena e da un Bellingham universale, oltre che dal solito Courtois, i Blancos si riprendono d&#8217;autorità la Liga e vincono per l&#8217;ennesima volta la Champions, al termine di un percorso faticoso e anche fortunoso, ma in cui hanno dimostrato la tempra della grandissima squadra.</p>



<p>Il <strong>Manchester City </strong>meriterebbe il primo posto tanto quanto i madrileni, perché conquista la quarta Premier consecutiva, impresa titanica ovunque e mai riuscita a nessuno in Inghilterra, e in Champions viene eliminato ai rigori dopo una grandissima gara. De Bruyne, Haaland e Bernardo giocano un calcio superlativo e il collettivo gira, come di consueto, quasi sempre a meraviglia.</p>



<p>Il terzo gradino del podio spetta al<strong> Bayer Leverkusen </strong>&#8220;inventato&#8221; di sana pianta dal giovane mago della panchina Xabi Alonso (un altro centrocampista, un altro spagnolo). L&#8217;impresa da consegnare ai posteri i renani la portano a termine in Germania, perché scrivono la parola fine sull&#8217;interminabile egemonia bavarese e lo fanno con pieno merito, dando spettacolo, schiacciando letteralmente nella loro area quasi tutti gli avversari con un calcio che secondo il suo mentore è figlio di quello di Guardiola ma si ispira anche al pressing altissimo di Klopp e alle strutture proteiformi di quello di Diniz e di una certa tradizione carioca. La finale persa malamente contro la splendida <strong>Atalanta</strong> di Gasperini (che meriterebbe un posto in graduatoria, potrebbe soffiarlo al PSG) lascia un po&#8217; di amarezza ma toglie poco a una stagione per il resto trionfale.</p>



<p>L&#8217;<strong>Inter</strong> paga un po&#8217; la rata al mutuo della fortuna contro i Colchoneros in Champions, ma si consacra e conferma come una squadra straordinaria: in serie A fa letteralmente il vuoto, trascinata soprattutto da un Lautaro titanico, e il calcio post-italianista di Simone Inzaghi è uno spettecolo di qualità, solidità, duttilità e concretezza.</p>



<p>Il <strong>PSG</strong> controlla di autorità una Ligue 1 sempre più complicata ed equilibrata del solito (non è un caso se le francesi in Champions daranno del filo da torcere anche a formazioni più attrezzate), e in Champions sfiora la seconda finale della sua storia, ma viene superato da un Dortmund più solido e brillante. Mbappé si conferma un fenomeno planetario, ma le sapienti mani di Luis Enrique (un altro centrocampista, un altro spagnolo) forgiano la superiore intelligenza del calcio di Vitinha, che si consacra campione, e aiutano Dembelé a mettere finalmente a frutto il suo stralunato talento. Diciamo che il quinto posto è assegnato a pari merito con l&#8217;<strong>Atalanta</strong>, che vince un&#8217;Europa League al termine di un cammino irto di ostacoli e degno di quelli della vecchia UEFA, dominando a sorpresa in finale il Leverkusen con un Lookman stratosferico.</p>



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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">2024-2025</h2>



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<p>Il <strong>PSG</strong> si prende l&#8217;Europa quando nessuno se lo aspetta più, dopo la fine dell&#8217;era dei Big Three e dopo essere diventato un collettivo rodatissimo: Vitinha è il deus ex machina di una squadra che lavora sull&#8217;eredità del tiki taka e del calcio latino rendendoli più aggressivi e puntando sulla velocità incontenibile di un Dembelé stellare e vero uomo più, di uno Kvara che si conferma campione e del giovane, arrembante Doué. La finale di Monaco chiude come se fosse un sogno felliniano una stagione che negli ultimi mesi vede i francesi giocare un calcio siderale.</p>



<p>Per la verità, nel corso della stagione la palma di squadra spettacolo per eccellenza spetta al <strong>Barcellona</strong>, che Hansi Flick ribalta come un guanto dopo diversi anni difficili, pur rimanendo fedele al suo storico canovaccio cruijffiano, e che porta a incantare gli spettatori di tutto il mondo con un gioco che alterna fraseggio, aggressione alta e velocità negli spazi come raramente si era visto in precedenza (forse mai). il talento precocissimo di Yamal esplode in tutta la sua naturalezza, Lewandowski segna come se avesse cinque/sei anni in meno, Raphinha diventa un campione di statura mondiale e in mezzo al campo Pedri perfeziona la sua metamorfosi nell&#8217;erede di Iniesta. Le due semifinali leggendarie con i nerazzurri sono un ricordo &#8220;doloroso&#8221; per i tifosi blaugrana, ma tolgono poco a una stagione che si chiude comunque con tre trofei e una Liga vinta in maniera stordente.</p>



<p>Il <strong>Liverpool</strong> soffre il PSG ed esce ai rigori ma meritatamente dalla Champions; questo però riduce solo in parte il valore della sua stagione: reduce da due annate di vacche magre, il Liverpool vince d&#8217;autorità una Premier mai in discussione, e rinnova il canovaccio lasciato in eredità da Klopp grazie alle intuizioni di Slot. Ispirato dai ghirigori magici di Diaz e soprattutto da un Salah in versione titano, il Liverpool merita un posto nella cinquina, così come lo merita l&#8217;<strong>Inter</strong>, nonostante l&#8217;umiliante sconfitta di alcuni giorni fa.</p>



<p>La squadra di Simone Inzaghi mette in mostra un grande calcio e regala ai suoi tifosi quattro serate indimenticabili tra quarti e semifinale, ma per farlo si logora e, complici i limiti della rosa, finisce per perdere anche uno scudetto che era alla sua portata. Ciò non toglie che i nerazzurri meritino di figurare, a mio parere, in questa lista.</p>



<p>Il quinto posto a mio avviso compete al <strong>Bayern Monaco</strong>, ancora una volta tra le grandi della stagione, anche perché torna a prendersi la Bundesliga, ma ancora una volta meno incisivo di altre squadre nelle fasi calde in Europa.</p>



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		<title>Radio Kevin: le perle di De Bruyne in Europa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Buffoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Apr 2025 06:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pedatori]]></category>
		<category><![CDATA[belgio]]></category>
		<category><![CDATA[guardiola]]></category>
		<category><![CDATA[kevin de bruyne]]></category>
		<category><![CDATA[manchester city]]></category>
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		<category><![CDATA[premier league]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel corso di una trasmissione tv britannica cui partecipano tra gli altri Carragher e Neville, alcuni mesi fa è stata posta una domanda relativa alla [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2025/04/06/radio-kevin-le-perle-di-de-bruyne-in-europa.html">Radio Kevin: le perle di De Bruyne in Europa</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-drop-cap">Nel corso di una trasmissione tv britannica cui partecipano tra gli altri <strong>Carragher </strong>e <strong>Neville</strong>, alcuni mesi fa è stata posta una domanda relativa alla storia della Premier: più precisamente, <strong>Carragher </strong>ha chiesto agli ospiti di nominare un singolo giocatore simbolo per ciascun decennio della storia del massimo campionato inglese, con decorrenza dal 1992 (l&#8217;anno in cui la First Division ha ammainato la bandiera ed è nata la Premier, quella di Murdoch e di <em>Sky is the limit</em>).</p>



<p>Negli anni &#8217;90 il più quotato è stato <strong>Cantona </strong>(con <strong>Bergkamp </strong>a ruota), negli anni 2000 <strong>Henry </strong>(con <strong>Rooney</strong> e <strong><a href="https://gameofgoals.it/2022/03/07/mister-champions-le-10-partite-europee-piu-grandi-di-cristiano-ronaldo.html">Cristiano Ronaldo</a></strong> a inseguirlo), negli anni &#8217;10 si è invece registrato un consenso unanime in favore di <strong>Kevin De Bruyne</strong>. Mi aspettavo più equilibrio, magari con un <strong>Salah</strong>, un <strong><a href="https://gameofgoals.it/2025/01/23/sulle-tracce-del-pistolero-10-bossoli-di-luis-suarez.html">Luis Suárez</a></strong>, un<strong> Yaya Touré</strong>, un <strong>David <a href="https://gameofgoals.it/2024/10/20/david-silva-mago-merlino-alla-corte-della-regina.html">Silva</a></strong>. Niente da fare: tutti i presenti si sono espressi, e senza esitazione, in favore del centrocampista belga, in ragione della sua capacità di sintonizzarsi sulle frequenza della squadra come nessun altro (<em>Radio Kevin)</em> e di farla funzionare come un meccanismo oliatissimo, oltre che di confezione decine di giocate pesanti. Kevin vede le cose prima di noi, dice un ammirato Walker nel corso di una nota intervista, ed è difficile dargli torto: il belga sembra leggere nel futuro, tanto che la stampa specializzata, un paio di anni fa, travolta forse da un perdona bile eccesso di entusiasmo, scomodò addirittura <strong><a href="https://gameofgoals.it/2021/01/13/johan-cruijff-luomo-orchestra.html">Johan Cruijff</a></strong> come termine di paragone.</p>



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<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="The BEST player from each Premier League era? 👀 🤩" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/6RAoFH7oxGs?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
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<p></p>



<p>Se ci fermiamo a riflettere sull&#8217;impatto di Kevin sul calcio inglese e su quello che, a conti fatti, è uno dei 3/4 cicli più importanti della storia del calcio d&#8217;Oltremanica, risulta difficile dissentire dagli ospiti sopracitati: <strong>Kevin De Bruyne</strong> è stato il <em>deus ex machina</em> di una delle macchine da calcio più spettacolari e vincenti di sempre, sul suolo inglese. Il campionato più equilibrato d&#8217;Europa rende storicamente complicata la costruzione di una lunga serie di vittorie, e anche per questo l&#8217;epopea trionfale del<strong> </strong>Liverpool a cavallo tra anni &#8217;70 e &#8217;80 risplende fulgida nel firmamento dei sudditi di Sua Maestà, così come la lunghissima e imperiale marcia del Manchester United di <strong>Ferguson </strong>negli anni &#8217;90 e 2000. Il Manchester City ammirato nell&#8217;ultima decade merita di accomodarsi accanto a formazioni di questo calibro, a parere di chi scrive, perché sei titoli nazionali in sette anni, strappati peraltro d&#8217;autorità, in diversi casi, a un avversario di caratura mondiale come il Liverpool di <strong><a href="https://gameofgoals.it/2024/05/11/jurgen-klopp-il-disertore.html">Klopp </a></strong>(avversario che, per dire, non sempre lo United di <em>Sir </em>Alex si era trovato a fronteggiare), incidono il tuo nome nella pietra.</p>



<p>E come la mettiamo con l&#8217;Europa? Il Manchester City ha portato a casa, come sappiamo, uno dei due treble della storia del calcio britannico, al termine di una stagione senza precedenti, e ha raggiunto altre due semifinali e una finale, persa peraltro in modo rocambolesco contro il Chelsea. Qualcuno potrebbe storcere il naso davanti a questi risultati, ma, al netto di alcune prestazioni deludenti e di alcune eliminazioni indecifrabili, invito i lettori a riflettere su quanto sia complesso rimanere competitivi su tutti i fronti, per molti anni, senza soluzione di continuità: i treble sono traguardi da tramandare ai posteri anche e soprattutto perché implicano che una squadra sia competitiva per quasi dieci mesi in ogni contesto, e con le stagioni di oggi, intense fino al parossismo, è complicatissimo riuscire a farlo.</p>



<p>Arrivo al punto: se <strong>De Bruyne</strong> in Premier League fa quasi categoria a sé, nel corso dell&#8217;ultimo decennio, in Champions il discorso si complica un po&#8217;, ma a mio parere, forse a causa di un paio di finali non esaltanti e condizionate da problemi fisici, rischiamo di essere opachi all&#8217;evidente splendore della carriera europea del fuoriclasse belga. Ecco perché mi sembra giusto celebrarla ricordando alcune delle prestazioni più fulgide di Kevin sul palcoscenico dei grandi.</p>



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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Manchester City &#8211; Paris Saint-Germain 1-0</h2>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Stagione 2015-2016</h3>



<p></p>



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<p></p>



<p>Primavera del 2016, quasi una vita fa. Kevin è sbarcato a Manchester da pochi mesi, dopo aver dominato le classifiche di rendimento della Bundesliga, oscurando giocatori del calibro di <strong>Robben </strong>e di <strong>Lewandowski</strong>, e i primi mesi sono stati imbronciati, tanto che qualcuno già grida al &#8220;sopravvalutato&#8221;. In Primavera le cose cambiano: Kevin decolla e in Europa inizia a fare la differenza. La sfida a tinte arabe con il PSG nei quarti di finale è forse il primo confronto ad altissima quota per il City (ancora di <strong>Pellegrini</strong>) di <strong>De Bruyne</strong>, e il belga alza i giri del suo motore: a Parigi marca un gol pesantissimo, ma è la partita di ritorno a incoronarlo come uomo chiave della formazione <em>mancuniana</em>. Kevin infatti si traveste da giocatore universale e incanta il pubblico dell&#8217;Etihad, inventando tre o quattro giocate da Radio Kevin. Quindi, a pochi minuti dalla fine, decide l&#8217;incontro con un destro dal limite dell&#8217;area, uno dei suoi marchi di fabbrica, coronando così una delle sue prima prestazioni da primissimo violino in Europa.</p>



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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Manchester City &#8211; Barcellona 3-1</h2>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Stagione 2016-2017</h3>



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<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Manchester City 3-1 Barcelona | UEFA Champions League 2016-2017. Group stage | 01.11.2016" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/6-hBp5_KVRI?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
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<p></p>



<p>Novembre 2016, e il Manchester City, guidato per la prima volta da <strong><a href="https://gameofgoals.it/2022/04/19/grandezza-e-limiti-del-guardiolismo.html">Guardiola</a></strong>, alterna prestazioni da stropicciarsi gli occhi a clamorosi scivoloni. Al Camp Nou, poche settimane prima, è stato un massacro: un <strong>Messi </strong>immarcabile e un <strong><a href="https://gameofgoals.it/2021/04/19/neymar-lultimo-genio-malandro.html">Neymar </a></strong>in versione lunatico prestigiatore hanno messo a nudo la fragilità di un Manchester ancora immaturo, punendolo con un severo 4-0. La partita di ritorno sembra seguire, inizialmente, il medesimo copione: <strong>Neymar </strong>detta i tempi di gioco e <strong><a href="https://gameofgoals.it/2024/03/31/tutte-le-partite-di-lionel-messi-ai-mondiali.html">Messi</a></strong>, ispirato da una palla servita dall&#8217;amico brasiliano, fa ciò che sa fare meglio, ovvero segna con una facilità disarmante. Il City per qualche minuto sbanda e rischia di prendere un altro paio di gol, ma trova poi il pareggio con <strong>Gundogan</strong>. Nella ripresa <strong>De Bruyne</strong> cambia passo: chi scrive lo ricorda prendere in mano le redini del gioco, seminare il panico in almeno tre occasioni in progressione, quindi trovare il gol del vantaggio con una punizione dalla distanza e infine avviare l&#8217;azione del 3-1 con una verticalizzazione in pieno stile <strong>De Bruyne</strong>. Prestazione da applausi.</p>



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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Manchester City &#8211; Tottenham 4-3</h2>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Stagione 2018-2019</h3>



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<p>Una serata maledetta, per la banda di <em>Pep</em>, che disputa una partita immaginifica, ma viene punita da alcuni episodi sfavorevoli, che includono un gol annullato per questione di millimetri e così a qualificarsi è un Tottenham che nel 2019 sembra l&#8217;ipostasi dell&#8217;abusato concetto di resilienza. Se però puntiamo i riflettori su <strong>De Bruyne</strong>, assistiamo a una delle sue partite più belle: Kevin è immarcabile, supera l&#8217;avversario diretto in una decina di occasioni, serve due palloni ai compagni con due fendenti che propiziano due gol (di <strong>Bernardo Silva</strong> e di <strong>Sterling</strong>), quindi si invola in una progressione di trenta metri palla al piede al termine della quale regala un cioccolatino ad <strong>Aguero </strong>(e il <em>Kun </em>non sbaglia). Ci sarebbe anche l&#8217;assist per il quinto gol, annullato appunto per un fuorigioco nella sostanza impercettibile e molto dubbio. Se devo indicare la partita della consacrazione, quella in cui <strong>De Bruyne</strong> ha veramente rovesciato il destino o provato a farlo per novanta minuti, disegnando un calcio superiore, quella partita è con ogni probabilità proprio City Tottenham del 2019.</p>



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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Real Madrid &#8211; Manchester City 1-2</h2>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Stagione 2019-2020</h3>



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<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="HIGHLIGHTS | REAL MADRID 1-2 MAN CITY |  Isco, Jesus, De Bruyne" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/5-VDO-Y0O7Y?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
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<p></p>



<p>2020, anno complicato per mille motivi, e il City in Premier, dopo due stagioni trionfali, non regge il passo del Liverpool. In Europa, prima dello scivolone sulla buccia di banana Lione, si assiste a una masterclass di Kevin, che viene premiato dalla stampa con voti altissimi (ricordo 8 a ripetizione, e anche voti più alti), perché al Bernabeu il belga gioca un altro sport rispetto a tutti. <strong>Isco </strong>porta in vantaggio i <em>Blancos </em>approfittando di uno svarione difensivo degli ospiti, ma a quel punto <strong>De Bruyne</strong> prende in mano la bacchetta magica e devia il corso della gara: dopo una veronica che gli consente di eludere l&#8217;intervento di tre avversari pennella sulla testa di <strong>Gabriel Jesus </strong>un cross che chiede solo di essere spinto in porta, e quindi regala la qualificazione ai suoi realizzando il rigore del 2-1. Tra le due giocate decisive, se ne contano molte altre di elevatissima fattura.</p>



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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center"><a href="https://gameofgoals.it/2021/04/28/champions-league-2020-2021-andata-semifinali-psg-manchester-city-1-2.html">Paris Saint-Germain &#8211; Manchester City 1-2</a></h2>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Stagione 2020-2021</h3>



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<p>Se vogliamo essere onesti, il successo di Parigi del 2021 è uno dei meno <em>guardioliani </em>dell&#8217;epoca di <em>Pep </em>a Manchester: il PSG infatti, per larghi tratti, controlla la partita, e il City sembra in affanno. Il gol di <strong>Marquinhos </strong>sembra dare concretezza a una superiorità che sul campo è parsa netta. I fuoriclasse, tuttavia, sono i giocatori che a volte ti consentono di vincere le partite che non meriteresti di vincere, e questo fa <strong>De Bruyne</strong> in quella fredda serata parigina di quattro anni fa: con un cross velenoso trova il gol del pari, quindi sale in cattedra mettendo a nudo le insicurezze dei padroni di casa e si guadagna la punizione del 2-1. Prestazione meno imperiosa di altre, ma in cui <strong>De Bruyne</strong> ispira una rimonta complicata e anche fortunosa, giocando una ripresa di grande profilo.</p>



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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Manchester City &#8211; Atletico Madrid 1-0</h2>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Stagione 2021-2022</h3>



<p></p>



<p>La versione in assoluto più spettacolare del City si ammira, a mio avviso, nel corso della stagione 2021/2022, che si chiude con un successo faticoso in Premier e con un&#8217;eliminazione piuttosto sfortunata in <a href="https://gameofgoals.it/2022/05/05/champions-league-ritorno-semifinali-real-madrid-manchester-city-3-1-dts.html">semifinale di Champions.</a> Ai quarti, il City affronta il sempre rognoso Atletico, e in casa domina per larghi tratti senza tuttavia trovare il pertugio che gli consenta di punire la banda del <em>Cholo</em> <strong>Simeone, </strong>sempre impeccabile quando si tratta di soffocare gli avversari e di chiudere gli spazi. Al minuto settanta, ci pensa il migliore in campo a risolvere la questione: Kevin si infila in area e punisce un <strong>Oblak </strong>sino a quel momento inviolabile con un destro chirurgico. Per il belga, si tratta dell&#8217;ennesima giocata che pesa tonnellate sul massimo palcoscenico continentale.</p>



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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center"><a href="https://gameofgoals.it/2022/04/27/champions-league-andata-semifinale-manchester-city-real-madrid-4-3.html">Manchester City &#8211; Real Madrid 4-3</a></h2>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Stagione 2021-2022</h3>



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<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="CL HIGHLIGHTS | MAN CITY 4-3 REAL MADRID | 7 GOAL THRILLER" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/DEtz_RJ2zwk?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<p></p>



<p>La storia infinita: City e Real hanno dato vita ad alcuni dei duelli più intensi e tecnicamente sofisticati degli ultimi anni, e l&#8217;apice, in tal senso, lo si vede nel 2022. All&#8217;Etihad il City scende in campo con l&#8217;intenzione di lasciare le briciole agli avversari, e dopo pochi minuti vince 2-0: <strong>De Bruyne</strong> è il factotum decisivo, perché sblocca la partita con uno spettacolare tuffo di testa e serve poi a <strong>Gabriel</strong> <strong>Jesus </strong>il pallone del 2-0. Negli ottanta minuti che restano, il belga continua a disegnare calcio e partecipa all&#8217;azione del temporaneo 4-2. In quel momento, considerare Kevin il giocatore più decisivo in circolazione non era una bestemmia.</p>



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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center"><a href="https://gameofgoals.it/2023/05/10/champions-league-andata-semifinali-real-madrid-manchester-city-1-1.html">Real Madrid &#8211; Manchester City 1-1</a></h2>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Stagione 2022-2023</h3>



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<p>Nell&#8217;anno del treble il QI superiore e anche la vocazione alla giocata decisiva di Kevin si sublimano soprattutto nel corso delle due semifinali contro il Real. A Madrid la partita galleggia su un equilibrio spezzato da una giocata meravigliosa di <strong>Vinicius Jr</strong>, che sembra mandare all&#8217;aria i piani di <em>Pep</em>. Per fortuna del tecnico, tuttavia, <strong>Kevin De Bruyne</strong> nella ripresa sale di colpi, inizia a vedere linee di passaggio che esistono solo per lui e pochi eletti e quindi trova il fondamentale gol del pareggio con un destro spettacolare dal limite. Ennesima prestazione da incorniciare.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center"><a href="https://gameofgoals.it/2023/05/17/champions-league-ritorno-semifinali-manchester-city-real-madrid-4-0.html">Manchester City &#8211; Real Madrid 4-0</a></h2>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Stagione 2022-2023</h3>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="HIGHLIGHTS! Man City 4-0 Real Madrid | CITY SECURE UCL FINAL SPOT WITH STUNNING WIN OVER REAL MADRID" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/AbP2_pXLkFE?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
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<p></p>



<p>L&#8217;apogeo del City del grande ciclo vede naturalmente <strong>De Bruyne</strong> dominare il centrocampo, dettare i tempi della manovra e servire ai compagni palloni che sono delizie da scartare, come in occasione del primo gol. Decisivo anche con la punizione da cui scaturisce il rocambolesco 3-0. <em>Best Player in the world</em>, dice a un certo punto il cronista, e non è lontano dalla verità.</p>



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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center"><a href="https://gameofgoals.it/2024/04/18/champions-league-ritorno-quarti-manchester-city-real-madrid-4-5-dcr-1-1.html">Manchester City &#8211; Real Madrid 4-5 dcr (1-1)</a></h2>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Stagione 2023-2024</h3>



<p></p>



<p>Reduce da un lungo infortunio, Kevin è meno brillante e universale che in altre occasioni, ma resta il leader della squadra e ha il merito di segnare il gol che regala ossigeno ai suoi, prima dello sfortunato esito, oltre che di creare altre numerose situazioni pericolose. Unico neo, che gli toglie un mezzo voto (per una partita che sarebbe da 7,5 pulito): la palla del 2-1, un campione come lui, deve spingerla in porta. </p>



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<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2025/04/06/radio-kevin-le-perle-di-de-bruyne-in-europa.html">Radio Kevin: le perle di De Bruyne in Europa</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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					<wfw:commentRss>https://gameofgoals.it/2025/04/06/radio-kevin-le-perle-di-de-bruyne-in-europa.html/feed</wfw:commentRss>
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			</item>
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		<title>Playoff, Champions League: Italia flop, Real super e ora sfiderà l&#8217;Atletico</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2025/02/21/playoff-champions-league-italia-flop-real-super-e-ora-sfidera-latletico.html</link>
					<comments>https://gameofgoals.it/2025/02/21/playoff-champions-league-italia-flop-real-super-e-ora-sfidera-latletico.html#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Sacchetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Feb 2025 12:55:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[2024-2025]]></category>
		<category><![CDATA[atalanta]]></category>
		<category><![CDATA[inter]]></category>
		<category><![CDATA[juventus]]></category>
		<category><![CDATA[kylian mbappé]]></category>
		<category><![CDATA[manchester city]]></category>
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		<category><![CDATA[real madrid]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina: i giocatori del Psv esultano davanti allo sguardo perso dei giocatori juventini In questa due giorni di playoff di Champions League spicca [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2025/02/21/playoff-champions-league-italia-flop-real-super-e-ora-sfidera-latletico.html">Playoff, Champions League: Italia flop, Real super e ora sfiderà l&#8217;Atletico</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-text-align-right"><em>Immagine di copertina: i giocatori del Psv esultano davanti allo sguardo perso dei giocatori juventini</em></p>



<p class="has-drop-cap">In questa due giorni di playoff di Champions League spicca la delusione delle squadre italiane, con <strong>Atalanta</strong>, <strong>Milan </strong>e <strong>Juventus </strong>eliminate da avversari meno forti.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">La conferma</h2>



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<p>La principale conferma è il <strong>Real Madrid</strong> di Carlo Ancelotti che nei momenti importanti e decisivi dimostra di essere una squadra straordinaria: i <em>blancos</em>, per la terza volta nelle ultime quattro stagioni eliminano il Manchester City (leggi <a href="https://gameofgoals.it/2025/02/20/champions-league-playoff-di-ritorno-real-madrid-manchester-city-3-1.html">qui</a> il pezzo). E ora arriverà il superderby contro l&#8217;Atletico del <em>Cholo</em> Simeone.<br>Un&#8217;altra conferma importante è rappresentata dal <strong>Psg</strong>, che demolisce con un complessivo 10-0 (3-0 e 7-0) il Brest. I parigini sono in grande crescita, positivo l&#8217;innesto di Kvaratskhelia. La sfida contro il Liverpool sarà molto intrigante e non scontata.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">La sorpresa </h2>



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<p>Le principali sorprese sono state il passaggio del turno del <strong>Club Brugge</strong> ai danni dell&#8217;Atalanta di Gasperini e il <strong>Psv</strong> che manda fuori la Juventus con un budget decisamente inferiore: 33 milioni di euro contro i 113 milioni di euro della Juve; 34,5 milioni di euro spesi dagli olandesi sul mercato contro i 193 milioni di euro dei bianconeri.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">La delusione </h2>



<p></p>



<p>Le italiane: la <strong>Juventus</strong>, che viene sconfitta con merito dal Psv nonostante sia riuscita a un certo punto ad acciuffare il pari; il <strong>Milan</strong>, che aveva rimesso in equilibrio la partita con il gol dell&#8217;ex di Gimenez ma per una sciocchezza di Theo Hernandez è rimasto in 10 e ha subito il pareggio del Feyenoord; l&#8217;<strong>Atalanta</strong>, lontana parente di quella di qualche tempo fa, travolta dal Brugge in casa con un primo tempo da dimenticare.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le italiane</h2>



<p></p>



<p>Tutte e tre le italiane impegnate nei playoff sono andate malissimo: stiamo attraversando da tempo un momento difficile, tranne rare eccezioni (Inter), e sarebbe opportuno farsi delle domande su come il nostro calcio sia concepito dalle fondamenta. </p>



<p>Il <strong>Milan </strong>merita <strong><em>5</em></strong>: bene il primo tempo con molte occasioni sciupate, ma nel secondo tempo la squadra resta con un uomo in meno e la partita diventa in salita.</p>



<p>L&#8217;<strong>Atalanta</strong> merita <strong><em>4,5</em></strong>: primo tempo dominato dal Brugge che si porta sul 3-0, nel secondo Lookman prova a ravvivare i suoi (rigore sbagliato, è comunque il più attivo della squadra), ma è solo. Eliminazione giusta.</p>



<p>La <strong>Juventus</strong> merita<strong> <em>4</em></strong>: dopo un primo tempo avaro di occasioni, subisce la rete del Psv, riesce a pareggiare, ma poi crolla. Nei supplementari gli olandesi vanno più volte vicini al quarto gol della Juve al secondo.</p>



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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il protagonista </h2>



<p></p>



<p>Il protagonista indiscusso di questo turno di Champions League è <strong>Kylian Mbappé</strong> che fa la differenza già dai primi minuti e si porta il pallone a casa con una tripletta straordinaria. Meraviglioso soprattutto il secondo gol, al termine di un&#8217;azione da capogiro del Real Madrid, che gioca per 70 minuti un calcio celestiale disintegrando il City ben al di là del 3-1 finale.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">La top 11</h2>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="940" height="788" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/02/DE-LA-FUENTE-Spagna-9.jpg" alt="" class="wp-image-23353" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/02/DE-LA-FUENTE-Spagna-9.jpg 940w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/02/DE-LA-FUENTE-Spagna-9-300x251.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/02/DE-LA-FUENTE-Spagna-9-768x644.jpg 768w" sizes="(max-width: 940px) 100vw, 940px" /></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il programma dagli ottavi in avanti</h2>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="581" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/02/67b862cab1eff-1024x581.png" alt="" class="wp-image-23356" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/02/67b862cab1eff-1024x581.png 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/02/67b862cab1eff-300x170.png 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/02/67b862cab1eff-768x436.png 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/02/67b862cab1eff.png 1477w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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