Champions League, andata semifinale: Manchester City-Real Madrid 4-3

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Immagine di copertina: Kevin De Bruyne esulta per il gol del momentaneo 1-0 [www.eurosport.it]

Una follia. Così può essere definita, per quel che mi riguarda, Manchester City-Real Madrid, l’andata della prima semifinale giocata in questa edizione di Champions League. È stata una partita dal fonte sentore di revival, per quella costante sensazione di anni ’60 che si è percepita per i 90 minuti contraddistinti da sette gol totali. Infatti, pur essendo una sfida ideologica tra l’estetica offensiva di Pep Guardiola e il pragmatismo di Carlo Ancelotti, tra le due compagini sono saltati gli schemi difensivi e le stelle offensive hanno avuto modo di brillare di luce propria in larghi frangenti.

Per questo motivo, le pagelle dei Blancos e dei Citizens non presenteranno i voti delle difese (entrambe da 4, a mio modo di vedere, soprattutto quella del Real Madrid), mentre si concentreranno sulle stelle offensive di entrambe le squadre, per delineare le loro prestazioni come principale motivo dello spettacolo offerto da una delle partite internazionali più belle degli ultimi anni.

Le altre considerazioni relative alla necessità da parte del Manchester City di chiudere la pratica al ritorno contro questo Real Madrid, nonché le motivazioni che dovrebbero incoraggiare il Real Madrid stesso a presentarsi al meglio in vista del ritorno, a questo giro, possono passare in secondo piano, perché lo spettacolo offerto da entrambe le squadre vale da solo il prezzo del biglietto, nonché di più di varie riflessioni legate al risultati in sé (4-3 per il Manchester City, per dovere di cronaca).

Il tabellino

MANCHESTER CITY-REAL MADRID 4-3
MARCATORI:
2′ De Bruyne, 11′ Gabriel Jesus, 34′, 82′ Benzema, 52′ Foden, 56′ Vinicius, 73′ Bernardo Silva
MANCHESTER CITY (4-3-3): Ederson; Stones (37′ Fernandinho), Dias, Laporte, Zinchenko; De Bruyne, Rodri, Bernardo Silva; Mahrez, Gabriel Jesus (84′ Sterlin), Foden. All. Guardiola.
REAL MADRID (4-3-3): Courtois; Carvajal, Militao, Alaba (46′ Nacho), Mendy; Kroos, Modric (79′ Ceballos), Valverde; Rodrygo (70′ Camavinga), Benzema, Vinicius (88′ Asensio). All. Ancelotti.

Le pagelle

MANCHESTER CITY

Phil Foden esulta per il gol del 3-1. [www.repubblica.it]

IL MIGLIORE
FODEN 7
È stato difficile stabilire chi si staccasse sugli altri tra i Citizens, ma probabilmente è necessario celebrare la stella di Foden, che già aveva brillato luminosa all’Etihad ai quarti di finale contro l’Atletico Madrid e che anche contro l’altra squadra della capitale spagnola ha messo in mostra tutte le sue risorse offensive e il suo talento cristallino. Fondamentale il suo gol del 3-1, così come l’intero apporto alla manovra offensiva del Manchester City, per mandare in crisi nera la difesa del Real Madrid. Stella cometa.

BERNARDO SILVA 7

Guardiola lo fa operare di fatto come mezz’ala, lui lo ringrazia con una prova di assoluto spessore, a conferma di una splendida stagione che l’ha visto come uno dei più continui ed impattanti per le sorti del City. Manda al manicomio 2/3 del centrocampo del Real Madrid, che non sa come opporsi alla sua classe ed è suo il bolide per il 4-2. Conferma.

DE BRUYNE 7
Nel primo tempo, soprattutto nei primi trenta minuti, è il migliore in campo con distacco, grazie al suo gol di testa, all’assist stupendo per Gabriel Jesus (6,5) e per quella lunga serie di giocate memorabili che infila una dietro l’altra. Successivamente, cala a vista, nonostante quella mezz’ora sia più che sufficiente per confermare la classe e lo spessore di un centrocampista tra i più forti degli ultimi 5-10 anni. Certezza.

MAHREZ 6
In pochi minuti si prende la scena grazie al superbo assist per De Bruyne. Poi, però, nonostante alcuni dribbling funambolici che mettono in crisi il povero Mendy, fatica a concretizzare il suo gioco e a finalizzare negli ultimi 20 metri. La sua prestazione è senz’altro positiva, ma serve migliorare questo aspetto in vista del ritorno, perché il Real Madrid ha dimostrato di approfittare spesso degli errori altrui in questa Champions League.

REAL MADRID

Il cucchiaio di Karim Benzema per il definitivo 4-3. [www.calciotoday.it]

IL MIGLIORE
KARIM BENZEMA 7,5

Già di suo la Treccani fa fatica ad individuare gli aggettivi per descrivere la sua stagione (fin qui indescrivibile, per l’appunto), ma addirittura le sue cifre realizzative in Champions League sono così esorbitanti da mettere a ferro e fuoco anche le calcolatrici migliori sul mercato. Ad oggi, infatti, conta 14 gol in 10 partite nella massima competizione europea, nonché 9 in 5 nella sola fase ad eliminazione diretta. Inoltre, i gol che ha segnato sono tutto fuorché banali: nel primo si inventa un sinistro volante in controtempo su cross di Mendy, mentre il secondo è frutto di un cucchiaio su rigore. Sbruffone? Probabile, ma anche uno sbruffone che ad oggi risulta il candidato numero uno per la corsa al Pallone d’oro. Per certi versi noioso.

VINICIUS 6,5
Nel primo tempo si vede poco, ma nel secondo ha modo di accendersi, partendo in campo aperto come un Freccia Argento verso la porta avversaria e umiliando i poveri Fernandinho e Ruben Dias. Il suo gol è pesantissimo in vista del ritorno, ed è una prova tangibile ed ulteriore della sua crescita sotto la gestione di Ancelotti. Inoltre, questo gol è il suo primo sigillo nella fase ad eliminazione diretta di questa Champions League, dopo i 3 assist totali contro PSG e Chelsea. Sempre più prodigioso.

MODRIC 6,5
Soprattutto nel primo tempo il Real Madrid se la vede bruttissima, ed è lui a dover cercare di riordinare le idee in mezzo al campo. Ci riesce per larghi tratti, mettendo in mostra colpi d’alta scuola, ispira alcune manovre dei suoi compagni di squadra, propizia il primo gol di Benzema con un intervento a centrocampo che innesca il cross di Mendy ed infine, nel secondo tempo, sfiora il bersaglio grosso con un sinistro da fuori area. Predicatore nel deserto.

KROOS 4
Semplicemente irriconoscibile, in ogni singola fase di gioco, sia essa difensiva che offensiva. Non è mai nel vivo della manovra, mai incisivo nel cercare spunti degni di nota ed è costantemente in balia degli avvenimenti. Inoltre, ha delle colpe a dir poco enormi nel gol di Bernardo Silva, per la sua passività nel ripiegamento difensivo. Un lontano parente di uno dei migliori centrocampisti degli ultimi anni. Serataccia.

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