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		<title>Mondiale 2026, i pronostici di Daniel Martinez di Espn: «Spagna favorita, ma la mia Argentina è sempre forte»</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Niccolo Mello]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Jun 2026 20:07:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>È argentino, ma vive in Italia dal 1999. Ha conosciuto personalmente Diego Armando Maradona e Víctor Hugo Morales, il cantore delle gesta del Pibe de [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-drop-cap">È argentino, ma vive in Italia dal 1999. Ha conosciuto personalmente Diego Armando Maradona e Víctor Hugo Morales, il cantore delle gesta del <em>Pibe de Oro</em> al Mondiale 1986. Ha intervistato centinaia di altri calciatori, tra gli anni Ottanta e i giorni nostri. Daniel Martinez ha lavorato per diverse emittenti internazionali, da Fox Sports a Bbc Mundo e da 16 anni è corrispondente dall&#8217;Italia per Espn seguendo i campioni sudamericani e argentini nel nostro Paese, non solo nel calcio. Vanta inoltre collaborazioni con altri media: El País di Madrid, Tve de España, Tve de Chile, la Cnn in spagnolo. Con il Mondiale cominciato da pochi giorni e a una manciata di ore dal debutto dell&#8217;Argentina campione del mondo contro l&#8217;Algeria, abbiamo rivolto a Daniel alcune domande sulla Coppa del mondo.</p>



<pre class="wp-block-code"><code><strong>Daniel, come vedi le possibilità di un nuovo successo sudamericano in questo Mondiale?</strong></code></pre>



<p>Ci sono sicuramente squadre sudamericane che arrivano con ambizioni importanti: l&#8217;Argentina cercherà di difendere il suo titolo essendo oggi più consapevole e meno sotto pressione rispetto a Qatar 2022. C’è il Brasile che è affamato, avendo alle spalle più di 20 anni di attesa per ingrandire il proprio palmares e con il plus di un commissario tecnico di lusso come Carlo Ancellotti. E includerei la Colombia, che non ha la storia vincente delle altre due, ma viene da un’ottima Coppa América e da un girone di qualificazione sudamericano che autorizza a sognare. </p>



<pre class="wp-block-code"><code><strong>Da argentino, ti aspettavi la vittoria del Mondiale in Qatar quattro anni fa o fu una sorpresa? Dove ti trovavi il 18 dicembre 2022?</strong></code></pre>



<p>No, una sorpresa no: non dimentichiamo che l&#8217;Argentina arrivava al Mondiale dopo la vittoria in Coppa América nellla quale aveva piegato il Brasile nel Maracanà. Però certamente noi argentini eravamo stati molti vicini tante volte alla vittoria che fino alla fine abbiamo vissuto il Mondiale in apnea. Dove mi trovavo il 18 dicembre 2022? Ero nell’appartamento di Susa, con il mio cagnolino Argos, con la mia bandiera annodata al collo e afferrato alla maglietta a maniche lunghe dell&#8217;Argentina, con il numero 10 senza nome sopra il numero e ancora senza stelle sopra lo stemma. Quella maglia è il mio portafortuna, anche perché mi fu regalata, con tanto di bellissima dedica, da Mario Alberto Kempes, capocannoniere e campione del mondo nel 1978. </p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image alignfull size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="682" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/ee8e2b32-3cca-4da9-8e18-4fb360b23d55-1024x682.jpg" alt="" class="wp-image-27510" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/ee8e2b32-3cca-4da9-8e18-4fb360b23d55-1024x682.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/ee8e2b32-3cca-4da9-8e18-4fb360b23d55-300x200.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/ee8e2b32-3cca-4da9-8e18-4fb360b23d55-768x512.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/ee8e2b32-3cca-4da9-8e18-4fb360b23d55-1536x1023.jpg 1536w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/ee8e2b32-3cca-4da9-8e18-4fb360b23d55.jpg 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Daniel Martinez gioca a calcio balilla con Lautaro Martinez</figcaption></figure>



<p></p>



<pre class="wp-block-code"><code><strong>Quanto è stato importante il lavoro di Scaloni per valorizzare finalmente appieno il talento di Leo Messi in Nazionale e costruire un ciclo straordinariamente vincente con un Mondiale, una Finalissima e due Coppe América? </strong></code></pre>



<p>Quello che ha fatto Scaloni è stato fondamentale e molto difficile. Ha preso, senza alcuna esperienza, una &#8220;patata&#8221; bollentissima, com&#8217;era la nazionale che aveva lasciato Sampaoli nel 2018. Con molto senso pratico, profitto e zero proclami, Scaloni si è messo a lavorare duramente, mettendo Messi al centro del progetto. Però senza caricarlo di eccessive responsabilità. Al contrario, ha fatto in modo che il gruppo lo aiutasse e si compattasse attorno a lui. E <em>L<em>í</em>o </em>ha risposto come meglio non poteva. Per tutto questo, direi che Scaloni è stato provvidenziale, oltre che fondamentale, per la rinascita della <em>Selección&nbsp;</em>e di Lionel Messi. </p>



<pre class="wp-block-code"><code><strong>Dopo la vittoria in Qatar Leo (o Lío come lo chiamate voi argentini) nel cuore del popolo argentino vale ormai Maradona? </strong></code></pre>



<p>Penso che <em>Lío </em>sia assolutamente nel cuore degli argentini, e con il tempo, quando si avrà la consapevolezza e la misura della sua traiettoria sportiva in tutta la sua incredibile magnificenza, lo sarà ancora di più. Ma l&#8217;idolo Messi è molto diverso dall&#8217;idolo Maradona. Diego era la forza ribelle, faceva leva su una personalità magnetica. Era idolatrato per le sue imperfezioni da uomo, tanto come lo era per la sua sublime classe calcistica. Il popolo si specchiava in quella sua volontà di essere uguale a lui. Diego era ognuno di noi, di qualsiasi argomento si parlasse. Era una bandiera, anzi di più: era uno scudo. Un <em>vendicatore</em>, che con la sua vita, idealizzata dalle masse, dimostrava che anche gli ultimi possono arrivare in alto. La sua voce era la voce di tutta quella gente che si sentiva dimenticata, maltrattata, derubata dai potenti. Non potremo mai misurare Diego con lo stesso metro con il quale misuriamo qualsiasi altro comune mortale. <em>Lío </em>invece, è l’idolo silente, timido a livelli quasi incomprensibili. È l’idolo che non ha mai giocato in patria (ma che mai ha perso l&#8217;accento, la cultura, l&#8217;<em>argentinità</em>). È il <em>lí<em>der </em></em>lontano, quello che ha vinto tutto quello che si può vincere, però per altri, con altri colori, dall’altra parte del mondo. A troppi chilometri di quella patria che lui, tuttavia e fortunatamente, non ha messo mai in soffitta, non ha mai dimenticato. <em>Lío </em>è l’idolo che ha dovuto sudare e piangere tanto prima di apparire un vincente agli occhi dei suoi connazionali e che adesso ha battuto tutti i record con la <em>camiseta albiceleste</em>. <em>Lío </em>ha già vinto con l&#8217;Argentina più di Diego e più di chiunque altro. Ma ha dovuto aspettare quella Coppa América alzata al Maracanà nel 2021 per ricevere gli applausi della gente e ottenere quel riconoscimento trasversale che prima qualcuno in patria gli negava. In poche parole: Diego è l’idolo del travolgente carisma; <em>Lío </em>è l&#8217;idolo della schiacciante superiorità calcistica.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p>Gli argentini hanno ormai due miti: Diego, l&#8217;idolo del travolgente carisma, il vendicatore degli ultimi, la voce della gente, lo scudo delle masse. E Leo, l&#8217;idolo della superiorità calcistica, il campione dei record cresciuto in una terra lontana, che ha sofferto e pianto, ma che ora anche in Nazionale ha vinto tutto, come nessun altro</p></blockquote></figure>



<p></p>



<pre class="wp-block-code"><code><strong>L'Argentina, rispetto all'Italia, è meno popolosa, ha un campionato di esportazione, ma resta una delle migliori scuole del mondo. Quali sono i metodi di lavoro che si utilizzano in Argentina nelle scuole calcio? </strong></code></pre>



<p>In Argentina è ancora preponderante la scuola del <em>potrero</em>, ovvero del campetto di quartiere. Abbiamo anche noi le scuole calcio <em>classiche</em>, soprattutto nelle grandi città, ma una parte importante, all&#8217;inizio del percorso formativo, si sviluppa nei club di quartiere, che in genere sono club <em>sociali </em>e di <em>promozione</em>. Ed è lì, in quei campetti di terriccio, di superfici sconnesse, che alle prime gocce di pioggia diventano di fango, che i ragazzini sviluppano caratteristiche del tutto personali, a volte uniche. Lì è dove la <em>gambeta</em> (il dribbling) diventa un’arma di sopravvivenza calcistica, non un lusso da sfoggiare per cogliere un applauso facile. Uno dei grandi problemi che stanno avendo le scuole di calcio eccessivamente metodiche dell&#8217;Europa è che costruiscono calciatori tutti uguali. Se la superficie dove i ragazzi imparano a giocare è sempre perfetta e uniforme, se il pallone è sempre iper performante, le difficoltà tecniche che si presenteranno saranno sempre uguali e anche le possibili soluzioni saranno uguali per tutti. Questo aspetto, sommato a metodi di allenamento standardizzati, alla formazione fisica preponderante in luogo della tecnica e a una scellerata ossessione per gli aspetti tattici, condiziona inevitabilmente la formazione delle nuove generazioni. Il risultato è che avremo giocatori che si assomiglieranno troppo tra di loro. Quando è risaputo che nel calcio il <em>giocatore diverso</em> e quello che fa la differenza.</p>



<pre class="wp-block-code"><code><strong>Come vedi il futuro dell'Argentina dopo la generazione Messi? Quanto Nico Paz è già pronto per diventare il leader del nuovo corso argentino? E cosa aspettarsi da un Julian Álvarez sempre più consapevole dei suoi mezzi a livello internazionale? </strong></code></pre>



<p>Vedo un futuro promettente, con giocatori sempre competitivi, che hanno ereditato il dna che fu di Di Stéfano, di Labruna, di Sívori, di Kempes, di Bochini, di Alonso, di Maradona, di Messi e di tanti altri che ci hanno portato a essere una Nazionale vincente e che, anche nelle sconfitte, compete sempre ad alti livelli. Nico Paz è in un momento cruciale della carriera, è in quel passaggio tra l&#8217;essere un buon giocatore e la consacrazione che porta a diventare un campione. Speriamo che la troppa aspettativa non finisca per fargli del male. Ha davanti a sé Almada e anche lui, con caratteristiche leggermente diverse, potrebbe diventare un <em>lí<em>der </em></em>tecnico della Nazionale. Credo in ogni caso che la mancanza di un <em>lí<em>der </em></em>non sarà mai un problema nella Nazionale argentina, perché c’è tanta personalità in più di un calciatore. Il caso di Julian è notevole: a 26 anni ha già vinto tutti i titoli che un giocatore può vincere. Parliamo di 16 trofei, inclusi il Campionato del Mondo, due Coppe América, la Libertadores, la Champions League. E credo non sia ancora arrivato al punto più alto della sua carriera. Potrebbe tranquillamente essere lui il <em>lí<em>der </em></em>del futuro della Nazionale argentina. Da qui ai prossimi anni penso crescerà ancora.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img decoding="async" width="1024" height="768" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/32a09668-fcab-4dc9-97d7-5e576d9934db-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-27512" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/32a09668-fcab-4dc9-97d7-5e576d9934db-1024x768.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/32a09668-fcab-4dc9-97d7-5e576d9934db-300x225.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/32a09668-fcab-4dc9-97d7-5e576d9934db-768x576.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/32a09668-fcab-4dc9-97d7-5e576d9934db-1536x1152.jpg 1536w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/32a09668-fcab-4dc9-97d7-5e576d9934db.jpg 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Daniel Martinez con Gonzalo Higuain</figcaption></figure>



<p></p>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p>Avere dei <em>líder </em>e dei grandi giocatori non sarà mai un problema per la Nazionale argentina, perché da noi i talenti continuano a nascere ed ereditare il dna dei vari Di Stéfano, Labruna, Sívori, Kempes, Bochini, Alonso, Maradona, Messi. Nei prossimi anni ho grande fiducia soprattutto in Nico Paz e Julián Álvarez</p></blockquote></figure>



<p></p>



<pre class="wp-block-code"><code><strong>Il Brasile non vince un Mondiale da 24 anni. Ha deciso di affidarsi a un allenatore di provata qualità ed esperienza come Ancelotti. Quali sono i punti di forza e di debolezza dei verdeoro e come li vedi in ottica vittoria del Mondiale, anche alla luce del pareggio poco spumeggiante contro il Marocco all'esordio?</strong></code></pre>



<p>Il Brasile credo stia ripetendo la stessa <em>strada della frustrazione</em> che ha percorso la Nazionale argentina nei suoi 33 anni senza vittorie, tra la Coppa America 1993 e la Coppa América 2021. Ed è una strada molto pericolosa perché divora generazioni di grandissimi talenti. L’arrivo di Ancelotti, un uomo abituato alla vittoria e che sa gestire come nessuno gli spogliatoi carichi di ego, potrebbe essere il toccasana per evitare che questa strada diventi ancora più lunga. I punti di forza del Brasile, lo sappiamo tutti, passano da risorse individuali quasi inesauribili, da giocatori di enorme qualità ma che &#8211; e qui sono i punti deboli &#8211; da tempo non trovano l’amalgama necessaria per imporsi. Se continua a naufragare nell’ansia, nella fretta e si aspetta di risolvere le partite con i colpi isolati di questo o quell’altro giocatore, anche in questo Mondiale il Brasile finirà per disunirsi piano, piano. Se invece <em>la cura Carletto</em> riuscirà a essere efficace, è una Nazionale che potrà ambire al massimo traguardo. </p>



<pre class="wp-block-code"><code><strong>Tra le favorite indiscusse vi sono la Spagna di Yamal, la Francia di Mbappé e del pallone d'oro Dembélé, l'Inghilterra di Kane. Tu chi vedi meglio tra queste e chi indichi come favorita per la vittoria? </strong></code></pre>



<p>Sulla Spagna e sulla Francia sono d’accordissimo, non sull’Inghilterra che mi sembra ancora una volta in costruzione. Al suo posto io menzionerei come candidato alla vittoria il Portogallo che ha giocatori di grandissimo valore in tutti i reparti. Ma il successo finale in un Mondiale dipende di tante cose, dai piccolissimi dettagli fino a concetti generali molto ampi. Fare previsioni è estremamente complesso. Ma tra tutte per me la Spagna è la più solida, la più squadra.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img decoding="async" width="1024" height="768" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/c4a28e68-a60e-4871-affc-ec5a3b90959e-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-27518" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/c4a28e68-a60e-4871-affc-ec5a3b90959e-1024x768.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/c4a28e68-a60e-4871-affc-ec5a3b90959e-300x225.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/c4a28e68-a60e-4871-affc-ec5a3b90959e-768x576.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/c4a28e68-a60e-4871-affc-ec5a3b90959e-1536x1152.jpg 1536w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/c4a28e68-a60e-4871-affc-ec5a3b90959e.jpg 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Daniel Martinez fuori dall&#8217;Allianz Arena, stadio di Monaco di Baviera</figcaption></figure>



<p></p>



<pre class="wp-block-code"><code><strong>Quale può essere invece la Nazionale sorpresa? E quale sarà invece secondo te il giocatore rivelazione dei Mondiali? </strong></code></pre>



<p>Per quello che ho visto finora, tra amichevoli premondiali e primissime partite, mi ha impressionato (ma non si può parlare esattamente di sorpresa) il calcio che esprime il Marrocco. Attenti poi al Giappone, che potrebbe essere una piacevole scoperta e arrivare lontano in questo Mondiale. Indicare il giocatore rivelazione è ancora più difficile, dunque rispondo con quello che vorrei lo fosse, con tutto il cuore: Nico Paz.</p>



<pre class="wp-block-code"><code><strong>Per la terza volta consecutiva l'Italia non sarà ai Mondiali. Da argentino che però da anni conosce bene la nostra realtà, qual è secondo te il principale problema del nostro calcio: troppi stranieri? Poca cultura sportiva? Scarso investimento su vivai, allenatori e strutture? </strong></code></pre>



<p>Per rispondere come si deve a questa domanda ci vorrebbe lo spazio di un libro, non di un&#8217;intervista. Non scopro nulla dicendo che questa crisi è il risultato di una somma di fattori. Da leggi come il famoso <em>decreto crescita</em> che favoriscono fiscalmente l&#8217;acquisto di giocatori che vengono dall’estero invece che l&#8217;acquisto di giocatori nel mercato interno, a problemi di abitudini culturalmente sbagliate. <br>La riassumerei così: la peggiore malattia del calcio italiano (certo, non l’unica) è lo sfrenato <em>amore </em>degli italiani per il mercato. Gli anni dell&#8217;abbondanza, <em>del calcio più bello del mondo</em> andava di pari passo con l&#8217;<em>allure</em> dei club dominati dai presidenti mecenati. I quali però di mecenatismo non avevano nulla, perché il calcio ha sempre dato tantissimo, in termini economici, di popolarità, di potere e di influenza politica a tutti gli imprenditori che scelgono di investire in una società calcistica. <br>Da allora i tifosi hanno iniziato a preoccuparsi solo, e continuano a farlo ancora oggi, di cosa regalerà loro il presidente nel calcio mercato. I media per alimentare i sogni (a quell’epoca possibili) parlavano di <em>colpo</em>, di <em>bomba</em>. Il fatto che in Italia il mercato sia così importante è dimostrato dal fatto che è l&#8217;unico Paese dove le trattative si fanno in un posto <em>centralizzato </em>e tutto il pacchetto viene venduto come uno spettacolo mediatico. In altri Paesi, quando un club vuole comprare un giocatore, i dirigenti e i rappresentanti si telefonano e si trovano da qualche parte, nell&#8217;ufficio di uno o dell&#8217;altro, a cena, o in un hotel qualunque. Non c’è un posto <em>centralizzato </em>dove si sviluppa il mercato. <br>Questa modalità mercantilistica ha fatto sì che i vivai perdessero sempre di più centralità nel momento in cui c&#8217;era da pensare al ricambio generazionale delle rose. E visto che i vivai sono un settore dove si deve investire tanto oggi per avere forse qualcosa domani &#8211; però non c&#8217;è niente di reale, di concreto e di garantito nell&#8217;immediato &#8211; ai tifosi e agli imprenditori non è mai sembrato una buona idea investire su questo fronte. I tifosi in Italia non sentono dunque la necessità di veder crescere i ragazzi dei propri settori giovanili né chiedono a gran voce ai presidenti di scommettere su questo o quel giovane promettente. <br>Il refrain è: <em>il presidente vuole una squadra per vincere subito</em>. E tutti sono così contenti quando arriva uno sconosciuto pagato a peso d’oro. Ma negli anni Ottanta e Novanta i soldi permettevano di andare in giro per il mondo, come oggi fanno gli sceicchi, e di portare in Italia giocatori di relativa qualità. Oggi credo sia evidente a tutti che non è più così. Oggi la logica mercantilistica vede altri Paesi dominare e altri campionati diventare le prime scelte. E di conseguenza, in Italia oggi quali giocatori arrivano? Non ho bisogno di scriverlo qui, tutti lo sappiamo. Basterà dire che se viene ingaggiato qualche giovane buono per davvero, lo si fa arrivare in prestito e con la clausola di ricompra. <br>Quando si guarda ai settori giovanili, dunque, si trovano campioncini che forse contro i pari età potranno farsi valere, ma che difficilmente avranno quel quid in più necessario per fare il salto di qualità ed essere competitivi al massimo livello. Ma soprattutto quello che più manca è quell’interesse che iniziano a sentire da piccoli da parte dei propri tifosi, quel fuoco che li nutre, che li fa crescere forti, perché quando arriverà la loro opportunità, i tifosi saranno dalla loro parte e vorranno vederli imporsi. Fino a quando questa logica culturale in Italia non farà strada, prevedo ancora tempi bui.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image alignwide size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/ea327c54-bd11-4cf6-9d95-419176f6bbb1-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-27511" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/ea327c54-bd11-4cf6-9d95-419176f6bbb1-1024x768.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/ea327c54-bd11-4cf6-9d95-419176f6bbb1-300x225.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/ea327c54-bd11-4cf6-9d95-419176f6bbb1-768x576.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/ea327c54-bd11-4cf6-9d95-419176f6bbb1-1536x1152.jpg 1536w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/ea327c54-bd11-4cf6-9d95-419176f6bbb1.jpg 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Daniel Martinez intervista Alessandro Del Piero, uno degli ultimi grandi interpreti del calcio italiano</figcaption></figure>



<p></p>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p>Uno dei grandi problemi del calcio italiano è il mercato. Dai tempi in cui la Serie A dominava la scena negli anni Ottanta e Novanta. Questo ha fatto sì che si vuole il campione dell&#8217;oggi e non si dà il tempo di costruire il campione del domani. E i tifosi chiedono ai presidenti non quale ragazzo emergerà dal vivaio, ma chi verrà acquistato. </p></blockquote></figure>



<p></p>



<pre class="wp-block-code"><code><strong>Si sente spesso dire da alcuni che il calcio di oggi è più difficile di quello di un tempo, mentre altri rimpiangono il calcio del passato. Tu che segui per lavoro questo sport da tanto tempo, quali ritieni sia la più grande differenza tra il calcio di oggi e quello di ieri? </strong></code></pre>



<p>Secondo me l’uomo tende a superare i suoi limiti sempre, lo prova la storia. Migliorano la tecnologia dei materiali, i metodi degli allenamenti, il modo di alimentarsi. Migliora la medicina e un infortunio che in tempi passati ti lasciava fuori del campo per un lungo periodo oggi si risolve in un paio di mesi. In qualsiasi altro sport questa discussione non si porrebbe neanche. <br>Ma il calcio è uno sport fatto di sensazioni, di emozioni, ed è assolutamente opinabile in qualunque aspetto. E allora si accende il dibattito. Molto probabilmente chi dice fosse meglio il passato, lo sostiene perché era migliore lui stesso. E quindi ha la sensazione che ciò che vedeva in campo era migliore. Ma non è vero. Era lui a essere migliore, perché aveva la metà degli anni, la metà delle responsabilità e il doppio dei sogni di oggi. Il calcio contemporaneo si gioca a una velocità superiore, con un&#8217;intensità e con una varietà di movimenti collettivi che un tempo non si immaginavano nemmeno. Oggi si vedono più volte cambi di fronte di 50 metri da parte di terzini ignoti che in un&#8217;altra epoca verrebbero qualificati come grandissimi giocatori solo per quel singolo gesto tecnico. <br>Con molta più frequenza vediamo giocate acrobatiche in area, eseguite con la naturalezza di qualunque attaccante. Quando un tempo questi gesti erano riservati solo ai grandi campioni. È anche vero che oggi, a qualsiasi ora c’è una partita. E che in qualsiasi latitudine si impara e si gioca a calcio. Per questo le opportunità di vedere certi gol e certi gesti si moltiplicano. C’è però un aspetto in base al quale i giocatori di prima avrebbero avuto molte più possibilità di giocare meglio e più a lungo. Parlo dell&#8217;aggressività in campo. È una differenza sostanziale con il calcio di oggi, nel quale i giocatori vengono protetti molto di più. Sono convinto, ad esempio, che se Maradona fosse stato più protetto da parte di regolamenti e arbitri, avrebbe avuto una carriera ancora migliore. </p>



<pre class="wp-block-code"><code><strong>Parlando ancora di Maradona, hai iniziato a seguire il calcio decenni fa, lavorando a stretto contatto con il mitico Víctor Hugo Morales e conoscendo personalmente Diego, che resta una delle figure più iconiche del calcio e dello sport. Cosa puoi dirci di lui come personaggio fuori dal campo? Hai qualche aneddoto particolare sulla sua figura? </strong></code></pre>



<p>Diego era più che un idolo delle masse, era un’icona pop, un personaggio del valore universale che trascendeva il calcio e qualunque argine si potesse opporre alla sua personalità. Ho avuto la fortuna di lavorare da giovane con Victor Hugo, una delle persone più importante della mia vita, non solo professionale, e nei confronti del quale sarò eternamente debitore. Ciò mi ha permesso di affacciarmi al <em>mondo Maradona</em>.<br>Essere lui, essere Diego, sarebbe stato difficilissimo per chiunque. Quello che generava la sua sola presenza era incredibile, è difficile raccontarlo senza sembrare esagerato. E probabilmente anche quello è stato il motivo dei suoi demoni. Credo che non ci sia stato mai un solo Maradona. Per dirlo in un modo più comprensibile: c’era Diego, il giocatore che tutti i suoi compagni amavano, l’uomo capace di una generosità genuina, quello per cui la parola di Don Diego (suo padre) era legge, quello semplice, alla mano, disponibile e attento. Quello che si preoccupava dei bisognosi. Diego era pieno di virtù e degno di tanta ammirazione. <br>Ma quasi al contempo (forse entrando al palcoscenico mentre l’altro ancora stava uscendo), c’era anche Maradona. Ovvero il personaggio scontroso, un po&#8217; arrogante, che sembrava arrabbiato e che non si tratteneva se voleva insultare. Era una figura piena di contradizioni. Che poteva sostenere al mattino una posizione e la notte la posizione opposta. Ma sempre con la stessa (e questo era la cosa incredibile) genuina convinzione con la quale poche ore prima aveva dichiarato il contrario. Tra Diego, l’uomo, e Maradona, il personaggio, correva un fiume di umanità, di fragilità, di voglia di superare se stesso, di confusioni travolgenti. A tutti e due ho voluto bene. Dirò di più: l’uomo Diego mi ha aiutato a capire un po&#8217; le difficoltà del personaggio Maradona. Ma anche a capire un po&#8217; le mie contradizioni.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p>C&#8217;era Diego, il giocatore che tutti i compagni amavano, l&#8217;uomo generoso, alla mano e disponibile. E poi c&#8217;era Maradona, il personaggio scontroso, contraddittorio, che cambiava posizione di continuo. A entrambi ho voluto bene. E l&#8217;uomo Diego mi ha aiutato a capire di più il Maradona personaggio e a capire di più anche me stesso</p></blockquote></figure>



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<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2026/06/14/mondiale-2026-i-pronostici-di-daniel-martinez-di-espn-spagna-favorita-ma-la-mia-argentina-e-sempre-forte.html">Mondiale 2026, i pronostici di Daniel Martinez di Espn: «Spagna favorita, ma la mia Argentina è sempre forte»</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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		<title>Guida al Mondiale: Francia e Spagna favorite, Inghilterra terza forza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Niccolo Mello]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 06:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina Lo stadio della finale Sarà la 23ª edizione del Campionato del mondo. Il primo a 48 squadre. Il terzo senza l&#8217;Italia. Si [&#8230;]</p>
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<p class="has-text-align-right"><em><strong>Immagine di copertina</strong> Lo stadio della finale</em></p>



<p class="has-drop-cap">Sarà la 23ª edizione del Campionato del mondo. Il primo a 48 squadre. Il terzo senza l&#8217;Italia. Si giocherà in tre Paesi: Canada, Messico e Stati Uniti. La partita inaugurale si terrà allo stadio Azteca di Città del Messico l&#8217;11 giugno, tra Messico e Sudafrica, come fu nel 2010. La finale sarà al MetLife Stadium di New York New Jersey il 19 luglio. Sarà il sesto e ultimo Mondiale (un record) per Messi e Cristiano Ronaldo, ma anche per il portiere messicano Ochoa. Sarà il primo Mondiale per alcune delle più luminose stelle del presente e del futuro, da Håland a Yamal, da Doué a Cherki.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le tre favorite</h2>



<p></p>



<p>La grande favorita sarà la <strong>Francia</strong>. Potrà contare su un parco giocatori di livello clamoroso. Nessun&#8217;altra nazionale al mondo può anche solo pareggiare la quantità e la profondità dell&#8217;attacco francese, che non poggerà solo su un Kylian Kiki Mbappé che nei Mondiali dà sempre il meglio (vedi le super prestazioni offerte nel 2018 e nel 2022), ma anche sul Pallone d&#8217;oro in carica Ousmane Dembélé e su nuovi e già formidabili assi come Rayan Cherki, Desiré Doué e Michael Olise. A centrocampo l&#8217;uomo chiave è il regista del Real Madrid Aurélien Tchouaméni, ma al suo fianco manca forse un giocatore di altrettanto spessore internazionale: quello è forse l&#8217;unico anello debole sulla carta della nazionale transalpina. La difesa, protetta dal milanista Mike Maignan, è di alto profilo, imperniata sul favoloso William Saliba dell&#8217;Arsenal. Un freno alle ambizioni dei francesi, campioni e vicecampioni mondiali nelle ultime due edizioni, potrebbe essere l&#8217;addio di Didier Deschamps al termine della competizione e il fatto che non sempre la squadra ha saputo offrire un gioco all&#8217;altezza di un arsenale stratosferico. Ma sulla carta i Bleu partono in pole position senza troppi dubbi.</p>



<p>Se il gioco è un rebus, proprio su un gioco collaudato, rodato e altamente qualitativo e di palleggio punterà la <strong>Spagna </strong>campione d&#8217;Europa in carica, che è la co-favorita dei Mondiali. Non solo per assi come Lamine Yamal, forse il giocatore più atteso in assoluto di questi Mondiali anche se arriverà non al meglio dopo un infortunio che lo ha condizionato nell&#8217;ultima parte di stagione. Ma anche perché il ct Luis de la&nbsp;Fuente ha saputo costruire un gruppo e plasmare un&#8217;identità collettiva unica. È un po&#8217; il tratto distintivo della Spagna di questo millennio, una nazionale che quando trova la chimica e il gioco d&#8217;insieme molto difficilmente stecca. L&#8217;utilissimo Oyarzabal e la freccia Nico Williams completano un attacco molto ben assemblato, mentre a centrocampo il cervello sarà il regista del Barcellona Pedri. La difesa non ha grandi nomi, ma nel complesso appare discretamente solida, anche se forse peserà l&#8217;assenza di Le Normand. Mancheranno per la prima volta giocatori del Real Madrid. </p>



<p>Se le convocazioni di De La Fuente hanno fatto discutere, sono state molto criticate quelle del ct tedesco dell&#8217;<strong>Inghilterra</strong> Thomas Tuchel, che ha lasciato a casa gente come Palmer, Foden, Alexander Arnold tra i tanti. Eppure, forse Palmer a parte, non mi sento di criticare troppo le scelte dell&#8217;ex tecnico di Chelsea e Bayern Monaco. Perché i Gordon e i Rogers portati al posto di un Foden semplicemente oggi sono superiori all&#8217;attuale giocatore del City. L&#8217;Inghilterra presenta alcuni giocatori poco noti al pubblico fuori dalla Premier ma di sicuro valore e destinati in estate a finire nei top team europei: uno, il già citato Gordon, è già volato al Barcellona; Rogers dell&#8217;Aston Villa e il metronomo del Nottingham Forest Anderson sembrano anch&#8217;essi destinati a essere acquistati a peso d&#8217;oro da club importanti. La difesa è priva di un grande campione, ma nel complesso è affidabile; il centrocampo è ricco di giocatori di valore internazionale e Bellingham è chiamato a diventare il leader; in attacco molto dipenderà da Harry Kane, che oggi contende a pochi altri eletti (Mbappé, Yamal, Kvaratskhelia che però al Mondiale non ci sarà) la palma di miglior calciatore del mondo.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1096" height="731" data-id="27390" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/93Oi6q1NKpz9LrkZ09WNS1-edited-1.jpg" alt="" class="wp-image-27390" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/93Oi6q1NKpz9LrkZ09WNS1-edited-1.jpg 1096w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/93Oi6q1NKpz9LrkZ09WNS1-edited-1-300x200.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/93Oi6q1NKpz9LrkZ09WNS1-edited-1-1024x683.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/93Oi6q1NKpz9LrkZ09WNS1-edited-1-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1096px) 100vw, 1096px" /><figcaption class="wp-element-caption">Kylian Mbappé</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="1024" data-id="27388" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/1720866331989_rainewscbabadbcdfdb-1024x1024.avif" alt="" class="wp-image-27388" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/1720866331989_rainewscbabadbcdfdb-1024x1024.avif 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/1720866331989_rainewscbabadbcdfdb-300x300.avif 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/1720866331989_rainewscbabadbcdfdb-150x150.avif 150w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/1720866331989_rainewscbabadbcdfdb-768x768.avif 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/1720866331989_rainewscbabadbcdfdb-1536x1536.avif 1536w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/1720866331989_rainewscbabadbcdfdb.avif 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Lamine Yamal</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1646" height="926" data-id="27391" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/fe50f63e842ef1ca7e83ee57edc399a5c9bdb980.jpg-edited.webp" alt="" class="wp-image-27391" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/fe50f63e842ef1ca7e83ee57edc399a5c9bdb980.jpg-edited.webp 1646w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/fe50f63e842ef1ca7e83ee57edc399a5c9bdb980.jpg-edited-300x169.webp 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/fe50f63e842ef1ca7e83ee57edc399a5c9bdb980.jpg-edited-1024x576.webp 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/fe50f63e842ef1ca7e83ee57edc399a5c9bdb980.jpg-edited-768x432.webp 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/fe50f63e842ef1ca7e83ee57edc399a5c9bdb980.jpg-edited-1536x864.webp 1536w" sizes="(max-width: 1646px) 100vw, 1646px" /><figcaption class="wp-element-caption">Harry Kane</figcaption></figure>
</figure>



<p class="has-text-align-center">Le tre stelle assolute del Mondiale</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le quattro outsider</h2>



<p></p>



<p>In quarta posizione scatterà il <strong>Portogallo </strong>più forte di sempre. Non è solo l&#8217;eterno Cristiano Ronaldo, al suo sesto Mondiale, ad alimentare speranze di titolo. Ma una generazione stratosferica, tra elementi giunti al picco della carriera e altri giovani in rampa di lancio. Il centrocampo portoghese è forse il più forte al mondo, con il terzetto Bruno Fernandes-Vitinha-João&nbsp;Neves che promette di gestire il pallone per non cederlo più a nessun avversario. Vitinha, in particolare, oggi miglior centrocampista del pianeta, è la stella assoluta della squadra, un concentrato unico di tecnica, visione del campo, fisicità e tempi di gioco e di spazio. La difesa è altrettanto forte. Qualche limite in più, sulla carta, in avanti: CR7 è eterno, ma ha 41 anni e chiaramente non è più nella sua miglior versione e al suo fianco mancano alternative o compagni così straordinari.</p>



<p>Dopo il Portogallo, al quinto posto metto il <strong>Brasile</strong>. Carlo Ancelotti ha lasciato a casa João&nbsp;Pedro, bomber del Chelsea, ma ha puntato anche sul figliol prodigo Neymar, tornato in nazionale a furor di popolo. Anche O Ney non è più quello dei tempi d&#8217;oro e sarà infortunato nella prima fase. Ma non dovrà essere lui la stella, compito che spetterà soprattutto a Raphinha e Vinicius Jr. I gol potrebbero arrivare da Igor Thiago del Brentford, vice capocannoniere dell&#8217;ultima Premier League. Il veterano Casemiro sarà ancora il perno di un centrocampo sulla carta non eccezionale. Favolosa, invece, la difesa, probabilmente in mezzo la migliore al mondo con il duo Marquinhos-Gabriel che sarà un muro difficile da superare per ogni avversario.</p>



<p>Appare in crescita dopo due Mondiali a vuoto la <strong>Germania </strong>rinnovata di Julian Nagelsmann, sesta ai blocchi di partenza. Manca una stella assoluta, ma ci sono tanti giovani da tenere d&#8217;occhio in tutti i reparti, da Schlotterbeck e Brown in difesa a Stiller a centrocampo, anche se peserà l&#8217;assenza per infortunio del nuovo asso Lennart Karl, 18 anni. I fari saranno Jamal Musiala e Florian Wirtz, reduci da stagioni altalenanti e chiamati al definitivo step, ma la vera stella sarà Joshua Kimmich, terzino, mediano e leader assoluto in campo e fuori. In porta è tornato l&#8217;eterno Manuel Neuer. Occhio al bomber Deniz Undav dello Stoccarda.</p>



<p>Settima l&#8217;<strong>Argentina</strong>. È campione del mondo in carica, ma è praticamente impossibile riesca a ripetere l&#8217;exploit di quattro anni fa quando già non era favorita ma vinse il Mondiale, trascinata da un Messi superbo. Leo, come Cristiano al sesto Mondiale della carriera, ha quattro anni in più ora e non è più al livello del dicembre 2022. Più che Messi la stella vera è Julián Álvarez, dopo Kane ed Erling Håland e alla pari con Dembélé, il miglior centravanti del mondo. Il resto della squadra è a grandi linee quella del trionfo <em>mundial</em>, un gruppo solido senza grandi stelle. Scaloni, come fecero Menotti nel 1982 e Bearzot nel 1986, ha puntato molto sul gruppo che gli ha dato il titolo iridato. Menotti e Bearzot fallirono miseramente. Sarei sorpreso se la storia questo giro andasse diversamente.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="735" height="416" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/200608471-54cb3a01-487f-400a-a913-1c99dd1e4229.webp" alt="" class="wp-image-27393" style="width:735px;height:auto" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/200608471-54cb3a01-487f-400a-a913-1c99dd1e4229.webp 735w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/200608471-54cb3a01-487f-400a-a913-1c99dd1e4229-300x170.webp 300w" sizes="(max-width: 735px) 100vw, 735px" /><figcaption class="wp-element-caption">Gli eterni Cristiano Ronaldo e Messi, al loro sesto e ultimo Mondiale [www.repubblica.it]</figcaption></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">La terza fascia</h2>



<p></p>



<p>Tra queste sette uscirà la vincitrice del Mondiale, in ogni caso. Quasi impossibile arrivi da qui in giù. <br>La terza fascia inizia con l&#8217;<strong>Olanda</strong>, ottava forza del Mondiale, che avrà un buon gruppo dominato ancora dall&#8217;immarcescibile carisma di Virgil van Dijk in difesa, e con qualche elemento da monitorare come Brobbey; e il <strong>Belgio</strong>, il cui periodo delle strenne pare però passato, ma che idealmente inserisco al nono posto.<br>Al decimo ci metto la <strong>Norvegia </strong>di Håland che ha umiliato l&#8217;Italia nel girone.<br>Sempre in questa terza fascia spazio alla <strong>Croazia </strong>di un altro veterano Modrić e di Gvardiol; al <strong>Marocco </strong>di Hakimi grande sorpresa dell&#8217;ultimo Mondiale; alla <strong>Svizzera </strong>multietnica; alla <strong>Colombia </strong>di Luis Diaz; al <strong>Giappone </strong>nuovo che avanza; alla <strong>Turchia </strong>dei giovani assi Güler e Yildiz; all&#8217;<strong>Uruguay</strong> di Valverde, che però pare in un momento di flessione; al <strong>Senegal </strong>beffato dal regolamento nell&#8217;ultima Coppa d&#8217;Africa poi assegnata al Marocco; alla <strong>Svezia </strong>del duo Gyökeres-Isak; alla <strong>Scozia </strong>del tuttofare McTominay.<br>E siamo a venti.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">La quarta fascia</h2>



<p></p>



<p>Da qui in giù partono tutte le altre, squadre che possono al più sognare un approdo agli ottavi: le europee <strong>Repubblica Ceca</strong>, <strong>Bosnia-Erzegovina</strong> e <strong>Austria</strong>; le africane <strong>Egitto</strong>, <strong>Costa d&#8217;Avorio</strong>, <strong>Ghana</strong>, <strong>Sudafrica</strong>, <strong>Algeria</strong>, <strong>Tunisia</strong>, <strong>Congo </strong>e <strong>Capo Verde</strong>; le storiche asiatiche <strong>Corea del Sud</strong> e <strong>Arabia Saudita</strong>, le già abituate <strong>Iran </strong>e <strong>Qatar</strong>, l&#8217;<strong>Iraq</strong> tornato al Mondiale dopo 40 anni e le &#8220;deb&#8221; <strong>Uzbekistan </strong>e <strong>Giordania</strong>; le nord e centro americane <strong>Stati Uniti</strong>, <strong>Messico</strong>, <strong>Canada</strong>, <strong>Panama</strong>, <strong>Haiti </strong>con la cenerentola assoluta <strong>Curaçao</strong>; le sudamericane <strong>Paraguay</strong>, <strong>Ecuador </strong>e le oceaniche <strong>Australia </strong>e <strong>Nuova Zelanda</strong>.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">I gironi</h2>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="520" height="565" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/659058334_1366683582167527_3725888477965644660_n.jpg" alt="" class="wp-image-27376" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/659058334_1366683582167527_3725888477965644660_n.jpg 520w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/659058334_1366683582167527_3725888477965644660_n-276x300.jpg 276w" sizes="(max-width: 520px) 100vw, 520px" /></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il programma</h2>



<p></p>



<p>Per il programma completo dai gironi alla finale con tutte le date, clicca <a href="https://sport.sky.it/calcio/mondiali/mondiali-2026-gironi-calendario-partite?card=1">qui</a>.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Gli stadi</h2>



<p></p>



<p>Per conoscere gli stadi e la loro storia clicca qui.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le grandi assenti</h2>



<p></p>



<p>Su tutte, chiaramente, l&#8217;<strong>Italia</strong>. Al terzo flop consecutivo. Una crisi che pare irreversibile e che parte da molto lontano, tra strutture obsolete, scelte organizzative rivedibili, scarsa attenzione alla valorizzazione dei giocatori autoctoni, inadeguato sviluppo dei settori giovanili e dei tecnici di formazione.<br>Meno fragorosa dell&#8217;Italia, ma mancheranno altre nazionali europee che negli ultimi anni avevano fatto bene come <strong>Polonia</strong> e <strong>Danimarca</strong>. Stona anche l&#8217;assenza della <strong>Serbia</strong>, che ha diversi validi giocatori in giro per l&#8217;Europa.<br>Altre assenze rumorose arrivano dall&#8217;Africa, con <strong>Nigeria </strong>e <strong>Camerun</strong>, due habitué del Mondiale; e dal Sudamerica, soprattutto con il <strong>Cile </strong>che attraversa però una crisi vocazionale da qualche tempo.</p>



<p>In assoluto il giocatore più importante che mancherà al Mondiale è però il georgiano <strong>Khvicha Kvaratskhelia</strong>, fresco vincitore del premio di Mvp dell&#8217;ultima Champions League. La sua sfortuna è proprio che quest&#8217;estate si giocherà la Coppa del mondo: altrimenti il Pallone d&#8217;oro, molto probabilmente, sarebbe stato suo&#8230;</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-2 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="575" data-id="27394" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/donnarumma-4.jpg-1024x575.webp" alt="" class="wp-image-27394" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/donnarumma-4.jpg-1024x575.webp 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/donnarumma-4.jpg-300x169.webp 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/donnarumma-4.jpg-768x432.webp 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/donnarumma-4.jpg-1536x863.webp 1536w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/donnarumma-4.jpg.webp 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Donnarumma disperato: l&#8217;Italia è fuori dal Mondiale per la terza volta consecutiva</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" data-id="27395" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/kvara.jpg-1024x576.webp" alt="" class="wp-image-27395" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/kvara.jpg-1024x576.webp 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/kvara.jpg-300x169.webp 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/kvara.jpg-768x432.webp 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/kvara.jpg-1536x864.webp 1536w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/kvara.jpg.webp 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Niente Mondiale anche per Kvaratskhelia, stella del calcio europeo</figcaption></figure>
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<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2026/06/11/guida-al-mondiale-francia-e-spagna-favorite-inghilterra-terza-forza.html">Guida al Mondiale: Francia e Spagna favorite, Inghilterra terza forza</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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		<title>2018 Ottavi di finale: Francia-Argentina 4-3</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2026/06/10/2018-ottavi-di-finale-francia-argentina-4-3.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Tommaso Ciuti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 06:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[2018]]></category>
		<category><![CDATA[terza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina L&#8217;immenso Mbappé Francia e Argentina regalano una partita spettacolare, candidata ad essere la più bella del torneo. La nazionale di Deschamps supera [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-text-align-right"><em><strong>Immagine di copertina</strong> L&#8217;immenso Mbappé</em></p>



<p class="has-drop-cap">Francia e Argentina regalano una partita spettacolare, candidata ad essere la più bella del torneo. La nazionale di <strong>Deschamps </strong>supera l’Argentina con un pirotecnico 4-3: dopo un primo tempo all’insegna dell’equilibrio &#8211; <strong>Angel Di Maria</strong> risponde al chirurgico rigore di <strong>Antoine Griezmann</strong> con un tracciante meraviglioso &#8211; nella ripresa lo strapotere fisico e tecnico di <strong>Kylian Mbappé</strong> fa la differenza e con una doppietta mortifera piega i sudamericani, infilzati anche da uno splendido destro al volo di <strong>Pavard</strong>. La nazionale di <strong>Sampaoli </strong>pare una squadra di cartapesta, che agglomera senza un preciso ordine giocatori inadeguati per certi palcoscenici (<strong>Perez</strong>, <strong>Armani</strong>, <strong>Pavon</strong>) e giocatori bolliti (uno su tutti, <strong>Javier Mascherano</strong> veramente alla frutta). <strong>Lionel Messi</strong> predica nel deserto e può fare poco, anche se due assist – uno a dir la verità abbastanza casuale – portano la sua firma. Di contro, la Francia con la sua verticalità, la sua fisicità e la qualità singola delle sue stelle è una squadra che viaggia a gonfie vele verso il suo secondo titolo mondiale.</p>



<p><strong>Francia:</strong> Lloris; Pavard, Varane, Umtiti, L. Hernandez; Pogba, Kantè; Mbappé (st 44&#8242; Thauvin), Griezmann (st 38&#8242; Fekir), Matuidi (st 30&#8242; Tolisso); Giroud.<br><strong>Argentina:</strong> Armani; Mercado, Otamendi, Rojo (st 1&#8242; Fazio), Tagliafico; E. Perez (st 21&#8242; Aguero), Mascherano, Banega; Pavon (st 30&#8242; Meza), Messi, Di Maria.</p>



<p><strong>Primo tempo<br>9’ </strong>Splendida punizione mancina di Griezmann dal limite, sinistro morbido che si stampa all’incrocio dei pali.<br><strong>13’ GOL FRANCIA</strong> Mbappé attraversa un deserto di 60 metri palla al piede bruciando Mascherano e scherzando Rojo che lo atterra in area: Griezmann batte rasoterra e buca Armani.<br><strong>41’ GOL ARGENTINA</strong> Siluro da oltre trenta metri di Di Maria che prende la mira e trafigge Lloris con un mancino stupendo.</p>



<p><strong>Secondo tempo</strong><br><strong>3’ GOL ARGENTINA</strong> Messi dal vertice destro dell’area addomestica il pallone, si libera dell’uomo e calcia in porta: la conclusione diventa un assist involontario per Mercado che si trova casualmente a toccare per ultimo un pallone che rotola in porta spiazzando Lloris.<br><strong>12’ GOL FRANCIA</strong> Destro strepitoso in controbalzo di Pavard, che indirizza un missile sotto l’incrocio dei pali, imprendibile per Armani.<br><strong>19’ GOL FRANCIA </strong>Dribbling secco nello stretto di Mbappé, che di pura velocità e tecnica si libera di due argentini in area e conclude con il mancino. Armani è imperfetto, la palla finisce in rete. Sorpasso dei Blues.<br><strong>23’ GOL FRANCIA </strong>Contropiede micidiale dei francesi, concluso da Mbappè che davanti al portiere è glaciale e piazza il colpo che chiude i giochi.<br><strong>44’ GOL ARGENTINA</strong> Messi illumina in area per Aguero, i difensori francesi bucano l’intervento ed El Kun incorna di testa per il 4-3, anche se ormai è tardi.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="896" height="504" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/1d42c74c56b32a7fe39fde010e218f6c_169_xl.jpg" alt="" class="wp-image-27485" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/1d42c74c56b32a7fe39fde010e218f6c_169_xl.jpg 896w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/1d42c74c56b32a7fe39fde010e218f6c_169_xl-300x169.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/1d42c74c56b32a7fe39fde010e218f6c_169_xl-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 896px) 100vw, 896px" /><figcaption class="wp-element-caption">Griezmann e Mbappé festeggiano</figcaption></figure>



<p></p>



<p><strong>LE PAGELLE FRANCIA</strong><br><strong>IL MIGLIORE MBAPPÉ 9</strong> Questa partita verrà ricordata come quella che ha consacrato Mbappé tra i fuoriclasse del calcio. Nel primo tempo un paio di accelerazioni evocano spettri <em>ronaldiani</em>, nella ripresa i due gol trascinano la Francia al turno successivo. Fisicamente sembra impossibile da contenere (citofonare la difesa argentina per ulteriori informazioni), nelle esecuzioni è rapido e letale, la velocità con cui si sposta la palla tra i piedi appare fuori scala. La cosa più vicina alla miglior versione di Ronaldo Il Fenomeno nel nuovo millennio.<br><strong>Griezmann 7,5</strong> Un rigore chirurgico, una punizione calciata benissimo che per sfortuna si stampa all’incrocio e tante giocate di qualità, di raccordo tra i reparti e di sacrificio &#8211; un paio di volte sradica il pallone dai piedi di Messi. Anche se le luci sono tutte per Mbappé, non va trascurata la prestazione del <em>Piccolo Diavolo</em>.<br><strong>Kanté 7</strong> Agisce da recuperatore di palloni e da regista basso, che mette in ordine e ripulisce i palloni: se Matuidi fa da raccordo e Pogba innesta le punte, l’uomo da cui passa tutto è lui. Ringhia come un mediano alle calcagna degli argentini ed è ovunque. Ha giocato partite ancora più belle di questa, che rimane comunque solida e di alto profilo.<br><strong>Pavard 6,5</strong> Soffre Di Maria, che lo punta e lo salta ripetutamente. In difesa non sempre è sicuro, ma il gol del 2-2 è una prodezza assoluta che ribalta le sorti della gara.<br><strong>Giroud 6,5</strong> Non segna e non tira &#8211; ed è una costante di tutto il mondiale &#8211; ma il suo lavoro tattico e per la squadra è encomiabile: serve un assist a Mbappé, pressa e si muove molto, rendendosi sempre utile. Il paragone con l’impalpabile Guivarc’h dei Mondiali 1998 non ha fondamento.</p>



<p><strong>LE PAGELLE ARGENTINA<br>IL MIGLIORE DI MARIA 7</strong> Ancora una volta, il <em>Fideo </em>fa la differenza con la maglia della Seleccion (a proposito, abbiamo scritto del rapporto tra Di Maria e la Nazionale biancoceleste proprio qui): mette ripetutamente in crisi i difensori francesi con i suoi cambi di direzione e le finte da gaucho argentino e segna un gol meraviglioso con un sinistro da paura. Raramente delude in momenti come questi, peccato che la squadra è quella che è.<br><strong>Messi 6</strong> Ogni volta che le telecamere lo inquadrano ha la faccia cupa e contratta in una leggera smorfia di disappunto, e non gli si può dar torto. I compagni sono veramente modesti e l’apporto dell’allenatore è tutt’altro che incisivo. Leo fa quel che può &#8211; un paio di assist, di cui uno casuale, qualche accelerazione, qualche sterzata &#8211; anche se servirebbe di più, ma in circostanze simili è difficile. A differenza di altre volte non si nasconde e rimane in partita fino alla fine.<br><strong>Rojo-Tagliafico 4,5</strong> Mbappé tormenterà i loro incubi per sempre. Sempre in ritardo e fuori fase, sembrano poco adeguati per questi palcoscenici.<br><strong>Mascherano 4</strong> È triste punire <em>El Jefe</em> con un voto così pesante, ma la verità è che è un lontanissimo parente di quello ammirato nelle partite finali del Mondiale di Brasile 2014. Fisicamente non regge più il passo di nessuno dei suoi avversari, i suoi lanci finiscono quasi tutti nel vuoto. Ha l’aggravante di essere indicato come il vero leader, a differenza di Sampaoli che sembra più il cosiddetto &#8220;uomo di paglia&#8221;, colui che detta le convocazioni e tiene in mano le redini. La verità è che la spedizione è stata un disastro, sia dal punto di vista individuale, sia dal punto di vista collettivo.</p>



<p></p>



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<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="France   Argentina 4 -3 4K FULL HIGHLIGHTS &amp; GOALS Argentinian Commentary" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/ht09W9GHOqE?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
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		<title>2010-2011: Barcellona-Real Madrid 5-0</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2026/06/08/2010-2011-barcellona-real-madrid-5-0.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Buffoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 21:46:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La storia del Clásico dal 1988 al 2024]]></category>
		<category><![CDATA[barcellona]]></category>
		<category><![CDATA[cristiano ronaldo]]></category>
		<category><![CDATA[david villa]]></category>
		<category><![CDATA[iniesta]]></category>
		<category><![CDATA[messi]]></category>
		<category><![CDATA[real madrid]]></category>
		<category><![CDATA[Xavi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Barcellona, Camp Nou, 29 novembre 2010 Una serata piovosa del tardo autunno catalano riscrive le coordinate del concetto di dominio e colloca il Barcellona allestito [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Barcellona, Camp Nou, 29 novembre 2010</h2>



<p></p>



<p>Una serata piovosa del tardo autunno catalano riscrive le coordinate del concetto di dominio e colloca il Barcellona allestito da <strong>Pep Guardiola</strong> in una dimensione riservata a pochissimi team nella storia del <em>football </em>&#8211; anche perché sull&#8217;altra panchina siede un&#8217;altra leggenda come<strong> José Mourinho</strong>, che pochi mesi prima ha imbrigliato il Barcellona e il suo mentore, nello stesso stadio, alla guida dell&#8217;Inter.</p>



<p>Nel corso dei due decenni abbondanti coperti dalla nostra saga, abbiamo assistito a diverse manifestazioni di supremazia in grado di farci cadere la mandibola, a partire dalle <em>manite </em>reciproche degli anni &#8217;90 per chiudere con il maestoso 2-6 del maggio 2009; eppure, ciò cui si assiste il 29 novembre 2010 fa categoria a sé: il Real Madrid è ridotto all&#8217;impotenza completa per novanta minuti dal calcio arte dei catalani, che viene messo in pratica con un&#8217;intensità, un&#8217;ispirazione e una velocità inedite e che sembra accelerare i ritmi della storia, modificare la sintassi e la grammatica del calcio.</p>



<p>Per gli ospiti, una sola consolazione: l&#8217;accecante superiorità dei padroni di casa sarà benzina sul fuoco del loro rancore e del loro sentimento di rivincita, e contribuirà quindi paradossalmente a inaugurare il dominio degli anni successivi.</p>



<p></p>



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<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Barcelona 5 x 0 Real Madrid ● La Liga 10/11 Extended Goals &amp; Highlights ᴴᴰ" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/Md7P9X4SFck?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<p></p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le pagelle &#8211; Barcellona</h2>



<p></p>



<p><strong>IL MIGLIORE: Lionel Messi 9</strong><br>Senza i due laser che tagliano la difesa del Real, Lionel avrebbe comunque meritato un otto: con la palla incollata al piede, disegna calcio per novanta minuti, inventandosi almeno sei slalom in cui fa saltare il banco della difesa ospite e illuminando il gioco con alcune rifiniture geniali. I due assist per il compagno di reparto Villa gli valgono la corona di migliore in campo e un nove abbondante. Tra le massime prestazioni della carriera, e non gli serve segnare per confermarsi il sovrano del calcio mondiale.</p>



<p></p>



<p><strong>Andrés Iniesta 9</strong>: i suoi giochi di prestigio illuminano gli occhi di milioni di appassionati sparsi per il mondo, e sono innumerevoli. Una palla che regala a Villa, pizzicato in leggero fuorigioco, nel primo tempo, è un gesto tecnico degno dell&#8217;esposizione al Louvre. A un certo punto sembra letteralmente scherzare con gli avversari: ad esempio, quando si mette a scambiare il pallone con il gemello e con Busquets con il tacco. Il nove è anche un premio per il colpo di genio che propizia il primo gol. Anche per lui, una della partite più belle della carriera.</p>



<p></p>



<p><strong>Xavi Hernández</strong> <strong>9</strong>: una prestazione di squadra fuori scala ci impone l&#8217;uso di voti fuori scala. Xavi disputa l&#8217;ennesimo<em> Clasico</em> da incorniciare: il cronista lo nomina così tante volte che viene da pensare che ce ne siano in campo due, forse tre. Con due Xavi turn fa saltare la bussola del Real, e ricama anche un paio di magate da cineteca in cui gioca con i tempi degli avversari. Ha pure il merito di sbloccare la sfida con un gol da opportunista. Abbiamo finito gli aggettivi per lui, davvero.</p>



<p></p>



<p><strong>David Villa 8,5</strong>: quasi paradossale che il quarto miglior giocatore in campo riceva un voto altissimo, ma potremmo dire che si tratta di uno dei tanti miracoli della manita. David Villa, che parte quasi da esterno sinistro, non viene mai contenuto da Ramos e da Pepe, che salta almeno cinque volte nel corso del primo tempo, servendo a Pedro il gol del 2-0. Nella ripresa cala leggermente di intensità, ma segna due gol splendidi, specie il primo, favorito da un controllo sublime in corsa. </p>



<p></p>



<p><strong>Pedro 7</strong>: la sua prestazione, se paragonata a quella dei blasonati compagni, ne esce ridimensionata. Eppure Pedrito c&#8217;è e si sente: segna il 2 a 0, si sacrifica con l&#8217;intensità e la determinazione di un mediano, è onnipresente nel corso dei novanta minuti.</p>



<p></p>



<p><strong>Carles Puyol 7:</strong> il controllo totale del pallone da parte dei suoi ne agevola il lavoro, ma Carles disputa una partita impeccabile, in cui cancella dal campo Benzema e chiunque si presenti dalle sue parti, e si permette anche un paio di percussioni palla al piede nella metacampo madrilena.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le pagelle &#8211; Real Madrid</h2>



<p></p>



<p><strong>IL MIGLIORE: Cristiano Ronaldo 5,5</strong><br>Nel primo tempo si danna l&#8217;anima, ma predica davvero nel deserto e non riesce a rendersi pericoloso. Nella ripresa scompare dal radar, ma è l&#8217;ultimo dei colpevoli.</p>



<p></p>



<p><strong>Ángel Di María 5</strong>: il suo elegante sinistro costringe Valdes all&#8217;unica parata della partita, ma per il resto il <em>Fideo</em>, al debutto nel <em>Clasico</em>, è troppo isolato e non riesce praticamente mai a rendersi pericoloso.</p>



<p></p>



<p><strong>Iker Casillas 5</strong>: non impeccabile sul gol del raddoppio, per il resto non può farci molto, è ridotto all&#8217;impotenza come i suoi.</p>



<p></p>



<p><strong>Xabi Alonso 4,5</strong>: ubriacato dal fraseggio blaugrana, non riesce mai a prendere in mano le redini della partita e commette pure qualche fallo evitabile. Serataccia.</p>



<p></p>



<p><strong>Pepe 4</strong>: Messi diventa il suo incubo numero uno, perché il centrale portoghese non lo prende naturalmente mai, neanche con le cattive, e quando una difesa subisce cinque gol che potrebbero essere sette o otto, i centrali non possono che uscirne malissimo.</p>



<p></p>



<p><strong>Sergio Ramos 4</strong>: mandato ripetutamente fuori giri da Villa e poi anche da Messi, prova a rimediare ricorrendo alle maniere forti, ma si prende un rosso a partita finita e scatena pure una rissa. Serata da dimenticare.</p>



<p></p>



<p></p>
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		<title>2014 Semifinale: Brasile-Germania 1-7</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2026/06/06/2014-semifinale-brasile-germania-1-7.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Tommaso Ciuti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Jun 2026 16:31:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[2014]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A distanza di anni è impossibile spiegare quel che accadde la sera dell&#8217;8 luglio 2014 senza ricorrere alla psicanalisi. Non è sufficiente cercare la motivazione [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-drop-cap">A distanza di anni è impossibile spiegare quel che accadde la sera dell&#8217;8 luglio 2014 senza ricorrere alla psicanalisi. Non è sufficiente cercare la motivazione nelle assenze di <strong>Neymar </strong>e<strong> Thiago Silva</strong>, i due fuoriclasse della squadra. Il nuovo incubo calcistico del popolo brasiliano assume le sembianze perturbanti del <em>Mineirazo</em>, a distanza di sessantaquattro anni dal celebre <em>Maracanazo</em>, di cui si è narrato e romanzato. Il Brasile di <strong>Felipe Scolari</strong> sembra appartenere ad un&#8217;era geologica diversa rispetto a quello che in Giappone e Corea aveva alzato la coppa del mondo in faccia ai soldatini tedeschi. La squadra di <strong>Löw </strong>restituisce a suon di interessi il trauma della notte di Yokohama e lo fa nella maniera più spietata possibile, infliggendo ai brasiliani la peggiore delle umiliazioni, rovinando per sempre un mondiale tra le mura amiche e, forse, i sogni di un&#8217;intera generazione.</p>



<p><strong>Brasile: </strong>Julio Cesar, Maicon, David Luiz, Dante, Marcelo, Fernandinho (st 1&#8242; Paulinho), Luiz Gustavo, Bernard, Hulk (st 1&#8242; Ramires), Oscar, Fred (st 25&#8242; Willian).<br><strong>Germania:</strong> Neuer, Hoewedes, Hummels (st 1&#8242; Mertesacker), Boateng, Lahm, Khedira (st 31&#8242; Draxler), Schweinsteiger, Ozil, Kroos, Muller, Klose (st 13&#8242; Schurrle).</p>



<p></p>



<p><strong>Primo tempo<br>11&#8242; GOL GERMANIA </strong>Calcio d&#8217;angolo di Kroos, Thomas Muller indisturbato al centro dell&#8217;area colpisce con il piatto destro al volo e trafigge Julio Cesar.<br><strong>23&#8242; GOL GERMANIA</strong> Kroos trova un&#8217;imbucata perfetta per il taglio di Müller che libera Klose al tiro: Julio Cesar respinge, ma l&#8217;ex bomber biancazzurro arriva per primo sulla ribattuta e insacca il gol che vale il primo posto nella classifica marcatori all time dei mondiali.<br><strong>25&#8242; GOL GERMANIA </strong>Lahm dalla destra scodella in mezzo un cross rasoterra: Muller non ci arriva, ma Kroos ha tutto il tempo di coordinarsi con il sinistro e trafiggere il portiere sul primo palo.<br><strong>26&#8242; GOL GERMANIA</strong> Fernandinho perde un pallone sanguinoso sulla pressione di Kroos che triangola con Khedira e deposita in rete il poker. Per il Brasile sono tenebre senza fine.<br><strong>29&#8242; GOL GERMANIA</strong> In mezzo ad un Brasile completamente in bambola, arriva anche il gol di Khedira: dai-e-vai con Ozil e piattone vincente. Umiliazione epocale per i verde-oro.</p>



<p><strong>Secondo tempo<br>24&#8242; GOL GERMANIA</strong> Lahm-Khedira-Lahm, imbucata al centro per Schurrle che partecipa alla festa.<br><strong>34&#8242; GOL GERMANIA</strong> Splendido aggancio al volo con il destro da parte di Schurrle che scaraventa sotto l&#8217;incrocio con il mancino il pallone del 7-0.<br><strong>45&#8242; GOL BRASILE</strong> Probabilmente il gol meno celebrato della storia dei mondiali: Oscar si accentra, supera in orizzontale il difensore e calcia con il destro, palla in rete. Gol utile solo per le statistiche.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="681" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/e96b52c3a00260b930e2ef017af52c128001781b.jpg-1024x681.webp" alt="" class="wp-image-27447" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/e96b52c3a00260b930e2ef017af52c128001781b.jpg-1024x681.webp 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/e96b52c3a00260b930e2ef017af52c128001781b.jpg-300x200.webp 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/e96b52c3a00260b930e2ef017af52c128001781b.jpg-768x511.webp 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/e96b52c3a00260b930e2ef017af52c128001781b.jpg.webp 1500w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Il capitano tedesco Lahm cerca inutilmente di consolare Oscar</figcaption></figure>



<p></p>



<p><strong>LE PAGELLE GERMANIA<br>IL MIGLIORE KROOS 8</strong> Il giustiziere del Brasile ha il volto di Toni Kroos, che domina a centrocampo e insegna il gioco: doppietta chirurgica, imbucate, triangolazioni, recuperi, regia. I giocatori in maglia gialla sembravano dei dilettanti, lui invece professore lo è davvero.<br><strong>Khedira 7,5 </strong>Segna il 5-0, ma è un dettaglio. Gioca una partita totale, dove pare essere ovunque. Non sarà appariscente, non sarà geniale ed estroso, ma il QI calcistico di questo giocatore è inferiore a pochi.<br><strong>Muller 7,5</strong> I Mondiali sono casa sua: dopo un grande torneo in Sudafrica, concede il bis con un torneo altrettanto positivo. Sblocca la gara, partecipa al gioco, si sdoppia, fa assist. Che vuoi di più?<br><strong>Schweinsteiger 7</strong> È in fase &#8220;moto perpetuo&#8221;, fa benissimo entrambe le fasi, recupera come un mediano e gioca i palloni con qualità e intelligenza. Centrocampista con pochi punti deboli e tra i protagonisti della cavalcata tedesca, ma stasera altri fanno anche meglio di lui.<br><strong>Schurrle 6,5</strong> Una doppietta in una semifinale di un mondiale vale di principio un voto positivo ed una nota di merito. Peccato che la partita era già fortemente indirizzata, e il Brasile in coma. Molto più importante sarà il suo impatto in finale&#8230;</p>



<p></p>



<p><strong>LE PAGELLE BRASILE<br>IL MIGLIORE OSCAR 5</strong> &#8220;Migliore&#8221; è una parola inesatta, &#8220;meno peggio&#8221; è più accettabile, ma solo per il gol (inutile). Per il resto, è l&#8217;emblema del nulla. Era il giocatore di maggiore qualità pura dopo Neymar dal centrocampo in su: senza il 10 verdeoro anche lui è parso un giocatorino.<br><strong>Fred-Hulk 4</strong> un&#8217;accoppiata atipica per il calcio brasiliano, senza fantasia. Per tutto il torneo hanno convinto poco, stasera non si sono mai visti.<br><strong>Fernandinho 4</strong> L&#8217;errore sulla pressione di Kroos è l&#8217;esatta fotografia di una squadra spaesata e stralunata. Oltre a questo, non la vede veramente mai<br><strong>David Luiz 3</strong> Senza Thiago Silva è un giocatore modesto. Lo dimostra la sua carriera, non certo solo la gara di stasera. Avrebbe dovuto prendere in mano la difesa, è il primo ad affondare. Stesso voto anche per <strong><em>Dante </em></strong>(<strong><em>3</em></strong>).</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Brasile - Germania 1-7  Ampia Sintesi Mondiali 2014 HD" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/Osp6zzicaKE?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
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		<title>La rivoluzione industriale di Guardiola: le 10 stagioni d&#8217;oro di Pep al Manchester City</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marcello Brescia]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jun 2026 06:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calcio moderno]]></category>
		<category><![CDATA[aguero]]></category>
		<category><![CDATA[ancelotti]]></category>
		<category><![CDATA[bernardo silva]]></category>
		<category><![CDATA[champions league]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>«Questa città è stata costruita attraverso il lavoro, sgobbando. Lo vedi nel colore dei mattoni, dalle persone che timbrano il cartellino presto e rimangono fino [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2026/06/04/la-rivoluzione-industriale-di-guardiola-le-10-stagioni-doro-di-pep-al-manchester-city.html">La rivoluzione industriale di Guardiola: le 10 stagioni d&#8217;oro di Pep al Manchester City</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>«Questa città è stata costruita attraverso il lavoro, sgobbando. Lo vedi nel colore dei mattoni, dalle persone che timbrano il cartellino presto e rimangono fino a tardi. Le fabbriche, il Centro Pankhurst, i sindacati, la musica. Semplicemente, la rivoluzione industriale, e il modo in cui essa ha cambiato il mondo». </p>
</blockquote>



<p class="has-drop-cap">Nel suo lungo video d&#8217;addio postato sui propri canali social, questo passaggio è forse uno dei più interessanti, e riassume come meglio non potrebbe il legame venutosi a creare tra <em>Pep </em><strong>Guardiola </strong>e la città di Manchester. Un luogo uggioso e che difficilmente riscalda il cuore, lontanissimo nei chilometri e nell&#8217;anima da quella Catalogna divenuta non soltanto madre affettuosa, ma anche vessillo da sventolare con fermezza e orgoglio. </p>



<p>Eppure, nel corso di questo suo decennio <em>mancuniano</em>, <em>Pep </em>non ha mai tentato di rinchiudersi in una torre d&#8217;avorio fatta di milioni di sterline e di schemi cervellotici, riuscendo a immergersi con naturalezza e genuino interesse nella cultura operaia della città. Non è affatto casuale, dunque, il suo riferimento al Pankhurst, ossia il luogo di nascita del movimento delle suffragette all&#8217;inizio del secolo scorso.</p>



<p>In maniera tutt&#8217;altro che inconscia, infatti, a <strong>Guardiola </strong>piace eccome inserirsi nel solco dei grandi rivoluzionari di Manchester. Certo, il cambiamento da lui messo in atto non ha portato a un&#8217;innovazione tecnologica epocale come l&#8217;Industrial Revolution, e non ha neanche favorito l&#8217;emancipazione femminile come le suffragette, ma ha fatto capire agli inglesi un concetto tutt&#8217;altro che scontato nella Premier League di 10 anni fa. </p>



<p>A esprimerlo, in un certo senso, ci aveva già pensato <strong>Carlos Peucelle</strong> diversi decenni or sono, usando una logica ferrea: <em>«Con che cosa si gioca il calcio? &#8216;Con la palla&#8217;. E di cosa è fatta la palla? &#8216;Di cuoio&#8217;. Ora, da dove viene questo cuoio? &#8216;Dalla mucca&#8217;. E cosa mangia la mucca? &#8216;L&#8217;erba&#8217;. E allora la palla sempre per terra sull&#8217;erba e giocata di prima<em>»</em>.</em> </p>



<p>Nel proprio laboratorio da scienziato pazzo, <strong>Guardiola </strong>ha ridefinito giorno dopo giorno gli standard del calcio britannico (ed europeo) con una continuità spaventosa per qualunque campionato, ancor di più in quello più competitivo ed esigente al mondo. Ecco dunque un bel <em><em>tour de force</em></em> di 593 partite, 20 trofei, e, come già detto, 10 stagioni, messe in ordine dalla meno felice alla più ricca di successi.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">10) 2024-2025</h2>



<p></p>



<p>Per parlare della stagione più buia della carriera da allenatore di <strong>Josep Guardiola</strong>, occorre partire da un episodio che col campo c&#8217;entra fino a un certo punto, ma che riassume come meglio non potrebbe un&#8217;annata piena di cattivi pensieri per il tecnico catalano. È il 26 novembre 2024, e il Manchester City si è appena fatto rimontare 3 gol in 15&#8242; dal Feyenoord in un match casalingo di Champions League, aggravando una crisi già ampiamente sotto gli occhi di tutti dopo cinque sconfitte consecutive. </p>



<p>A sconcertare non è soltanto il mix di svagatezza ed ansia che da tempo attanaglia il City, ma anche e soprattutto il modo in cui <strong>Guardiola </strong>si presenta in conferenza stampa: il capoccione di <em>Pep </em>è completamente martoriato da una serie di taglietti ed escoriazioni un po&#8217; da cartone animato, ma che di buffo non hanno proprio nulla. </p>



<p>I grattacapi che tormentano gran parte degli allenatori di alto livello, assumono in questo caso un significato letterale: il mercato estivo piuttosto scarno, un po&#8217; di pancia piena dopo quattro campionati vinti uno in fila all&#8217;altro, e il grave infortunio al neo-Pallone d&#8217;Oro <strong>Rodri </strong>diventano dei rebus irrisolvibili per <strong>Guardiola</strong>, che conduce una stagione all&#8217;insegna della rassegnazione. </p>



<p>Ad avvelenare ulteriormente il clima ci pensano poi i problemi giudiziari dei <em>Citizens</em>, su cui da anni incombono potenziali penalizzazioni per le loro innumerevoli violazioni del fair play finanziario, e che diventano un tema di discussione ricorrente per quasi tutta la stagione. Insomma, per la prima volta dopo quasi un decennio, il sole sembra iniziare a tramontare sull&#8217;impero di <em>Pep</em>.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="645" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/Paris_Saint-Germain_-_Manchester_City_FC_22_January_2025_168_cropped-1024x645.jpg" alt="" class="wp-image-27425" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/Paris_Saint-Germain_-_Manchester_City_FC_22_January_2025_168_cropped-1024x645.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/Paris_Saint-Germain_-_Manchester_City_FC_22_January_2025_168_cropped-300x189.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/Paris_Saint-Germain_-_Manchester_City_FC_22_January_2025_168_cropped-768x484.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/Paris_Saint-Germain_-_Manchester_City_FC_22_January_2025_168_cropped.jpg 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Una squadra del City 2024-2025</figcaption></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">9) 2016-2017</h2>



<p></p>



<p>L&#8217;attaccamento morboso di <strong>Guardiola </strong>al successo è testimoniato da una statistica irreale: in quasi 20 stagioni, le sue squadre non hanno mai chiuso il campionato fuori dal podio. In tutti questi anni, inoltre, <em>Pep </em>si è dovuto accontentare della medaglia di bronzo in due sole occasioni, nel sopracitato 2024-2025, e nel 2016-2017, la sua prima annata a Manchester.</p>



<p>Sul Regno Unito, in quel periodo, iniziano a soffiare i venti della Brexit, e anche nel calcio inglese certe novità &#8220;continentali&#8221; non vengono accolte con troppo entusiasmo. <em><em>«</em>Bravo Guardiola, per carità, ma qui in Inghilterra si gioca in maniera più intensa rispetto a come si fa in Spagna, e ad attenderlo troverà una concorrenza ben più ostica rispetto a quella avuta in Germania con il suo Bayern Monaco<em>»</em></em>. </p>



<p>Erano più o meno questi i discorsi che si facevano Oltremanica ai tempi, e che avrebbero trovato un&#8217;illusoria conferma nelle difficoltà avute da <em>Pep </em>nell&#8217;approcciarsi al suo nuovo ecosistema. Il calcio posizionale, del resto, non si insegna certo in due giorni, e fatica ad attecchire in una rosa dall&#8217;età media alta, e che necessita di un urgente <em>restyling</em> (specie in difesa). </p>



<p>Neanche la Premier League, oltretutto, sembra ancora pronta a farsi contaminare dal <em>guardiolismo</em>: a dominare il campionato è il Chelsea di <strong>Conte</strong>, la squadra con il minor possesso palla medio tra le <em>Big Six</em>, e che tra andata e ritorno infilza il Manchester City con due lezioni di cinismo nostrano. Tra le risatine generali, Pep arriva a maggio con <em>zeru tituli</em>, e inizia a prendere appunti: di lì a pochi mesi, nella terra di Sua Maestà, nulla sarebbe stato più come prima.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="640" height="360" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/ecb67a94601c47ef8584b485c3d21032.jpg" alt="" class="wp-image-27427" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/ecb67a94601c47ef8584b485c3d21032.jpg 640w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/ecb67a94601c47ef8584b485c3d21032-300x169.jpg 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /><figcaption class="wp-element-caption">Un undici del City 2016-2017</figcaption></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">8) 2019-2020</h2>



<p></p>



<p>Se a Barcellona la Gioconda <em>blaugrana </em>dipinta da <strong>Guardiola </strong>era stata macchiata da qualche schizzo di fango, sapientemente tiratogli addosso dal Real Madrid di <strong>Mourinho</strong>, l&#8217;arcirivale di <em>Pep </em>in Premier League avrebbe avuto un comportamento ben più cavalleresco. Con il suo sorriso a 32 denti, infatti, <strong><a href="https://gameofgoals.it/2024/05/11/jurgen-klopp-il-disertore.html"><strong>Jürgen </strong>Klopp</a></strong> è stato per anni l&#8217;unico allenatore capace di mettere i bastoni tra le ruote al Manchester City, insidiandone non soltanto la bacheca dei trofei, ma anche la leadership in materia di avanguardismo calcistico. </p>



<p>Nel 2019-2020, il Liverpool del tecnico tedesco è all&#8217;apice del proprio ciclo, e semina la concorrenza già in autunno grazie a un filotto di vittorie spaventoso (fino a fine febbraio accumula 26 successi e un pareggio in 27 partite), con cui lascia il City a leccarsi le ferite. A <strong>Guardiola </strong>non bastano un <strong><a href="https://gameofgoals.it/2025/04/06/radio-kevin-le-perle-di-de-bruyne-in-europa.html">De Bruyne</a></strong> alieno (13 gol e 20 assist) e il miglior <strong>Sterling </strong>di sempre (20 gol) per tenere il passo dei <em>Reds </em>in campionato, ed è dunque costretto a fare <em>all-in</em> sulla Champions League dopo aver già vinto la Coppa di Lega. </p>



<p>A rimescolare le carte in tavola ci pensano il Covid-19 e la conseguente pandemia, che stravolgono la fase finale della Champions League: ci si gioca tutto nel caldo agostano di Lisbona, con gare secche dai quarti in poi. Per <em>Pep</em>, che non raggiunge una semifinale europea dai tempi del Bayern, si profila un&#8217;occasione d&#8217;oro, essendo stato accoppiato al modestissimo Lione di <strong>Rudi Garcia</strong>. </p>



<p>Ciò che succede in Portogallo, tuttavia, ha ben poche spiegazioni razionali: per limitare le transizioni dei francesi, <strong>Guardiola </strong>ricorre a una strana difesa a 3, una scelta conservativa che puntualmente non paga. Gli errori da matita blu di <strong>Ederson </strong>e <strong>Sterling </strong>fanno il resto, e condannano il City a una delle eliminazioni europee più beffarde della propria storia.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="640" height="360" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/5e6b45738f1f496db71211566e9700d1.jpg" alt="" class="wp-image-27429" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/5e6b45738f1f496db71211566e9700d1.jpg 640w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/5e6b45738f1f496db71211566e9700d1-300x169.jpg 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /><figcaption class="wp-element-caption">Giocatori del City della stagione 2019-2020</figcaption></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">7) 2025-2026</h2>



<p></p>



<p>La stagione appena conclusa, per quanto agrodolce e piena di rimpianti, è a mio avviso la migliore del Manchester City <em>guardioliano</em> tra quelle in cui non è riuscito ad aggiudicarsi la Premier League. Dopo le rovinose cadute dell&#8217;annata precedente, tutti quanti si aspettano il ritorno ad alti livelli di <strong>Bernardo Silva</strong> e compagni, che tuttavia, ai nastri di partenza, vengono messi in terza posizione dietro alle due grandi favorite: il Liverpool di <strong>Slot</strong>, campione in carica e (apparente) re del mercato, e l&#8217;Arsenal di <strong>Arteta</strong>, ormai maturo a sufficienza per puntare al colpo grosso. </p>



<p>Saranno proprio i <em>Gunners </em>a dettare il passo in campionato, dove la discontinuità del City sembra inizialmente un limite troppo evidente per poter davvero competere per il titolo. È una versione dei <em>Citizens </em>più verticale e meno improntata al controllo rispetto al passato; tra i volti nuovi, si esaltano soprattutto il ventunenne <strong>O&#8217;Reilly</strong> (forse l&#8217;ultimo grande lascito tecnico di <strong>Guardiola </strong>a Manchester) e <strong>Rayan Cherki</strong>, autentico genio del pallone capace di leggere uno spartito tutto suo. </p>



<p>Le paure e il peso della storia che gravano sull&#8217;Arsenal permettono a <em>Pep </em>di riaggrapparsi alla vetta in primavera, tant&#8217;è che lo scontro diretto deciso da <strong>Håland </strong>a metà aprile sembra poter essere il vero punto di svolta del campionato. Il City 2025-2026, tuttavia, si spegne e si riaccende quando meno te l&#8217;aspetti, e si incaglia in casa dell&#8217;Everton nel rush finale, spedendo dunque la coppa a Londra. </p>



<p>Non è un caso che a deporre definitivamente <strong>Guardiola</strong> sia stato un suo ex assistente, ispiratosi al lato più reazionario del suo calcio (la retroguardia composta da quattro difensori centrali come il City 2023 ne è un esempio lampante) per sconfiggere l&#8217;antico maestro. Per farsi perdonare, <em>Pep </em>riesce comunque a mettersi in saccoccia la Carabao e la Fa Cup: non male come regalo di addio&#8230;</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/trophyliftoverlay-1024x576.webp" alt="" class="wp-image-27430" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/trophyliftoverlay-1024x576.webp 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/trophyliftoverlay-300x169.webp 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/trophyliftoverlay-768x432.webp 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/trophyliftoverlay-1536x864.webp 1536w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/trophyliftoverlay.webp 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">I giocatori del City esultano per la vittoria nella Fa Cup 2025-2026</figcaption></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">6) 2023-2024</h2>



<p></p>



<p>Smaltita la sbornia per l&#8217;<em>en plein</em> della stagione precedente, nel 2023-2024 il Manchester City va alla cassa a riscuotere i vari trofei &#8220;laterali&#8221;, derivanti dalla vittoria della Champions League a giugno: in Supercoppa Europea (dove si mette in mostra un <strong>Cole Palmer</strong> ancora in rampa di lancio) servono i rigori per piegare il Siviglia, mentre il Mondiale per club si rivela una mera formalità. </p>



<p>Ben più sudata invece la lotta per la Premier League, vinta soltanto all&#8217;ultima curva dopo un lungo triello con le solite Arsenal e Liverpool. A dar speranza a queste ultime ci pensano gli scontri diretti, in cui il City non riesce praticamente mai a imporsi; il vero fattore decisivo, tuttavia, sarà il ruolino di marcia impeccabile degli uomini di <strong>Guardiola </strong>contro le medio-piccole, come testimoniano i soli 3 punti persi in tutto il campionato contro squadre della parte destra della classifica (nella fattispecie, il Wolverhampton). </p>



<p><strong>Håland </strong>si riconferma implacabile aguzzino del gol, ma i veri mvp stagionali sono <strong>Rodri </strong>(che raggiunge livelli di decisività difficilmente replicabili da un mediano nel calcio contemporaneo) e <strong>Foden </strong>(che soprattutto in assenza dell&#8217;infortunato <strong>De Bruyne</strong> vede accresciute a dismisura le proprie responsabilità creative). L&#8217;unica nota stonata della stagione è l&#8217;eliminazione ai rigori nel quarto di finale di Champions contro il multiforme Real Madrid di <strong><a href="https://gameofgoals.it/2022/05/31/onore-al-real-madrid-e-ad-ancelotti-il-trionfo-della-misura-e-dellintelligenza.html">Ancelotti</a></strong>: a posteriori, si rivelerà il vero e proprio canto del cigno del Manchester City di <strong>Guardiola </strong>in campo internazionale.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/champions-stats-wide-1024x576.webp" alt="" class="wp-image-27431" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/champions-stats-wide-1024x576.webp 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/champions-stats-wide-300x169.webp 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/champions-stats-wide-768x432.webp 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/champions-stats-wide-1536x864.webp 1536w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/champions-stats-wide.webp 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Il City campione d&#8217;Inghilterra nel 2023-2024</figcaption></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">5) 2020-2021</h2>



<p></p>



<p>Come per ogni alchimista che si rispetti, non tutti gli esperimenti di <strong>Guardiola </strong>sono riusciti alla perfezione, anzi. Il suo grande merito, tuttavia, è sempre stato quello di riuscire a concedersi qualche balbettio in più nella prima fase della stagione, in attesa di trovare l&#8217;assetto tattico ideale da sfoderare da marzo in poi, quando c&#8217;è da scrivere per davvero la storia del pallone. È esattamente così che vanno le cose nel 2020-2021: il City parte a rilento, ed è costretto a trovare nuovi equilibri e nuovi leader. </p>



<p>Il declino fisico di <strong>Agüero </strong>e le partenze di <strong><a href="https://gameofgoals.it/2024/10/20/david-silva-mago-merlino-alla-corte-della-regina.html">David Silva</a></strong> e <strong>Kompany</strong> (quest&#8217;ultimo colpevolmente non sostituito a dovere nell&#8217;estate 2019) lasciano un vuoto difficile da colmare per chiunque, ma non per <em>Pep</em>. Quest&#8217;ultimo individua nel ventitreenne <strong>Rúben Dias</strong> il nuovo pilastro intorno a cui costruire la retroguardia, mentre al resto ci pensa <strong>Gündoğan</strong>, chiamato non soltanto a dare geometrie, ma anche e soprattutto a compensare l&#8217;assenza di un attaccante puro con i suoi inserimenti.</p>



<p>I 17 gol totali del centrocampista tedesco (capocannoniere stagionale della squadra) sono una tanica di benzina vitale per un City inarrestabile, che in primavera vince agilmente campionato e Carabao Cup, e raggiunge anche la sua prima finale di Champions League. Ad aspettare al varco <strong>Guardiola</strong>, però, c&#8217;è la sagoma ossuta e arcigna di <strong>Thomas Tuchel</strong>, l&#8217;unico a conoscere l&#8217;ingrediente segreto per fermare i <em>Citizens</em>. </p>



<p>Le due sconfitte nel giro di un mese (Fa Cup e campionato) contro il suo Chelsea preoccupano non poco il tecnico catalano, che nel preparare la finalissima commette probabilmente il più grande errore della propria carriera: dal centrocampo in su, <em>Pep </em>schiera unicamente giocatori offensivi, privandosi di un equilibratore fondamentale come <strong>Rodri</strong> e allontanando dalla porta <strong>Foden </strong>per favorire uno <strong>Sterling </strong>fuori forma. Un nebuloso <em>overthinking </em>che a Stamford Bridge ricordano ancora oggi, con una Coppa dei Campioni in più in bacheca.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="640" height="360" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/24371b699c7047aaa036589eb69e15ca.jpg" alt="" class="wp-image-27432" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/24371b699c7047aaa036589eb69e15ca.jpg 640w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/24371b699c7047aaa036589eb69e15ca-300x169.jpg 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /><figcaption class="wp-element-caption">Una squadra del 2020-2021</figcaption></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">4) 2021-2022</h2>



<p></p>



<p>Ai piedi del podio di questa classifica, ho scelto di inserire la stagione 2021-2022 per un semplice motivo: è un&#8217;ulteriore evoluzione della 2020-2021, con picchi di efficienza e spettacolo ancor più elevati. A differenza dell&#8217;anno precedente, la concorrenza interna stavolta è agguerritissima, e per avere la meglio su un Liverpool da 92 punti in campionato, il City è costretto a toccare quota 93 (ben 7 in più del 2021). </p>



<p>Inoltre, nonostante il percorso europeo stavolta si interrompa soltanto in semifinale e non in finale, <em>Pep </em>ha decisamente meno da rimproverarsi: l&#8217;eliminazione per mano del solito Real Madrid non è causata da garbugli tattici <em>et similia</em>, ma da quei maledetti episodi che rendono la Champions League la competizione del diavolo (e in cui gente come <strong>Courtois</strong>, <strong>Benzema</strong>, <strong>Rodrygo </strong>e compagnia bella riesce a muoversi con sovrannaturale disinvoltura). </p>



<p>Nonostante il mercato estivo veda sfumare gli arrivi di <strong>Harry Kane </strong>prima e <strong><a href="https://gameofgoals.it/2022/03/07/mister-champions-le-10-partite-europee-piu-grandi-di-cristiano-ronaldo.html">Cristiano Ronaldo</a> </strong>poi (lo so, sembra assurdo immaginarlo al servizio di <strong>Guardiola</strong>), il Manchester City è probabilmente la squadra più forte del pianeta pur non disponendo di alcun fuoriclasse vero e proprio in attacco. Il congegno offensivo messo a punto da <strong>Guardiola</strong>, infatti, permette di distribuire piuttosto equamente il bottino, come dimostrato dai numeri: in campionato, sono ben sette i giocatori a raggiungere la doppia cifra di gol e assist sommati (<strong>De Bruyne</strong>, <strong>Sterling</strong>, <strong>Mahrez</strong>, <strong>Gabriel Jesus</strong>, <strong>Foden</strong>, <strong>Gündoğan</strong> e <strong>Bernardo Silva</strong>). </p>



<p>Nota di merito anche per le altezze celestiali dove volteggia <strong>João Cancelo</strong>, che in quel periodo, da terzino sinistro a piede invertito, non teme confronti con nessun altro interprete del proprio ruolo.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/team-photo-web-1024x576.webp" alt="" class="wp-image-27433" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/team-photo-web-1024x576.webp 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/team-photo-web-300x169.webp 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/team-photo-web-768x432.webp 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/team-photo-web-1536x864.webp 1536w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/team-photo-web.webp 1620w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Foto di squadra della stagione 2021-2022</figcaption></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">3) 2017-2018</h2>



<p></p>



<p>Spesso e volentieri, com&#8217;è inevitabile, le migliori stagioni calcistiche di un club sono figlie di una grande campagna acquisti. Nella fattispecie, il mercato dell&#8217;estate 2017 porta a Manchester tre dei principali pretoriani dell&#8217;intero ciclo <em>guardioliano</em>: <strong>Ederson</strong>, <strong>Walker </strong>e <strong>Bernardo Silva</strong> (a cui si aggiungerà anche <strong>Laporte </strong>a gennaio), immediatamente protagonisti in una formazione destinata a dare un colpo di spugna a tutti i record storici della Premier League. </p>



<p>Ecco dunque una serie di primati stabiliti dal Manchester City 2017-2018: maggior numero di partite vinte (32), striscia più lunga di vittorie consecutive (18, praticamente un intero girone), attacco più prolifico (106 gol), e maggior distacco sulla seconda classificata (19 punti in più di <strong>Mourinho </strong>e del suo Manchester United, fermatosi ad 81).</p>



<p>Ah già, quasi mi dimenticavo del record di punti: 100 tondi tondi, un traguardo leggendario ottenuto al 90&#8242; dell&#8217;ultima giornata, grazie a un memorabile pallonetto di <strong>Gabriel Jesus</strong> contro il Southampton. È in quell&#8217;esatto momento che quei giocatori diventano i <em>Centurions</em>, ottenendo l&#8217;immortalità calcistica, e aprendo un ciclo protrattosi per quasi un decennio. </p>



<p>Per la grande affermazione in Champions League, tuttavia, è ancora presto: in campionato il City infligge un distacco di 25 punti al Liverpool, che nel confronto diretto riesce però ad azzerare il <em>gap</em>, lasciando <strong>Guardiola </strong>a bocca asciutta nel suo unico duello europeo con <strong>Klopp</strong>.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/be27e7917230ce404cf2123620da3de9867825a5.jpg-1024x576.webp" alt="" class="wp-image-27436" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/be27e7917230ce404cf2123620da3de9867825a5.jpg-1024x576.webp 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/be27e7917230ce404cf2123620da3de9867825a5.jpg-300x169.webp 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/be27e7917230ce404cf2123620da3de9867825a5.jpg-768x432.webp 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/be27e7917230ce404cf2123620da3de9867825a5.jpg-1536x864.webp 1536w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/be27e7917230ce404cf2123620da3de9867825a5.jpg.webp 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">I giocatori del City esultano dopo un gol nella stagione 2017-2018: l&#8217;attacco dei Citizens fu torrenziale</figcaption></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">2) 2018-2019</h2>



<p></p>



<p>Limitatamente ai cinque campionati europei per eccellenza, almeno da quando seguo questo sport, non ricordo una singola lotta per il titolo vagamente paragonabile a quella della Premier League 2018-2019. Parliamo di un vero e proprio blockbuster, per qualità degli interpreti in campo e in panchina, per le mille emozioni protrattesi fino all&#8217;ultima giornata, e per le filosofie di gioco delle due squadre coinvolte, così differenti e al contempo destinate a compenetrarsi a vicenda, traghettando il calcio inglese (e non solo) nel futuro.</p>



<p>Insomma, parliamo di uno zenit difficilmente replicabile anche da un punto di vista meramente statistico: 195 punti totali raccolti dalle due contendenti, 98 dal Manchester City, e 97 dal Liverpool. Semplicemente fantascienza. Il City, d&#8217;altro canto, ha ormai una consapevolezza da pilota automatico, e un tridente da lacrimucce (<strong>Sterling</strong>, <strong>Agüero </strong>e <strong>Sané</strong>, tutti e tre al picco delle rispettive carriere), coadiuvati dall&#8217;ultimo grande <strong>David Silva</strong>, ormai trentatreenne. </p>



<p>Parliamo di una vera e propria macchina da guerra, che prima anestetizza e poi travolge le avversarie, e che in patria si rende protagonista di un&#8217;abbuffata mai vista fino ad allora: la squadra di <strong>Guardiola </strong>è infatti la prima nella storia del calcio inglese ad aggiudicarsi tutti i quattro trofei domestici in una singola stagione (Community Shield, Premier League, Carabao Cup ed FA Cup). </p>



<p>Tanto per cambiare, invece, in Champions i <em>Citizens </em>si fermano alle Colonne d&#8217;Ercole dei quarti di finale, anche stavolta in un <em>Euroderby</em>. L&#8217;avversario è il Tottenham di <strong>Pochettino</strong>, che con organizzazione, astuzia, qualche episodio arbitrale favorevole e una discreta dose di fortuna, riesce a raggiungere le agognatissime semifinali. Ancor più del match di ritorno, un flipper impazzito di gol e ribaltoni, per il City si rivela letale l&#8217;andata di Londra, persa anche e soprattutto a causa di un atteggiamento insolitamente prudente.</p>



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<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="810" height="540" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/60291534_2720288888000469_8897940539475755008_n.jpg" alt="" class="wp-image-27437" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/60291534_2720288888000469_8897940539475755008_n.jpg 810w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/60291534_2720288888000469_8897940539475755008_n-300x200.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/60291534_2720288888000469_8897940539475755008_n-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 810px) 100vw, 810px" /><figcaption class="wp-element-caption">Esultanza per una Premier vinta sul filo di lana dopo un&#8217;epica battaglia con il Liverpool</figcaption></figure>



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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">1) 2022-2023</h2>



<p></p>



<p>Sul primo posto non potevano esserci dubbi, sia per i risultati ottenuti che a livello puramente simbolico: il Manchester City 2022-2023 è a tutti gli effetti il mostro finale di <strong>Guardiola</strong>, quantomeno per quanto riguarda la sua lunga avventura inglese. Un livello troppo difficile da superare anche per il più accanito dei videogiocatori, e, nel suo caso, per il più meticoloso degli allenatori. </p>



<p>Per dar vita a questa creatura, tuttavia, <em>Pep </em>ha dovuto inserire l&#8217;unico pezzo che davvero gli era mancato nel biennio precedente, portando la prosa brutale e futurista di <strong>Erling Håland</strong> in una squadra a tratti fin troppo poetica. <em>«Ma come, ma il centravanti non era lo spazio?»; «E se facesse la fine di Ibrahimovic al Barcellona?»; «Guardiola sta tradendo le sue idee per la prima volta?»</em>. </p>



<p>Tutti questi dubbi estivi vengono fragorosamente spazzati via dal campo, in maniera non troppo dissimile da quella con cui l&#8217;attaccante norvegese bullizza i centrali di mezza Europa. Avere una punta così fisicamente dominante ed intimidatoria sotto porta (in campionato segna 36 gol, record per una singola stagione di Premier League) equivale ad avere un incredibile semplificatore di soluzioni nell&#8217;ultimo terzo di campo; il calcio del City è forse un po&#8217; meno affascinante di quello espresso nel biennio 2017-19, ma rimane una tenaglia da cui è impossibile non essere soppressi. </p>



<p>Lo scoprono a proprie spese l&#8217;Arsenal, psicologicamente divorato dai più esperti rivali nel testa a testa primaverile in campionato, il Manchester United, sconfitto in finale di Fa Cup, e tutte le malcapitate avversarie lungo il cammino dei <em>Citizens </em>in Champions League. Trovatosi sul lato più ostico del tabellone, <strong>Guardiola </strong>rifila due sculacciate epocali al Bayern Monaco di <strong>Tuchel </strong>e al Real Madrid di <strong>Ancelotti </strong>(già, proprio loro), scacciando i propri fantasmi europei in vista dell&#8217;ultimo atto contro l&#8217;Inter. </p>



<p>Contro ogni pronostico, sono proprio gli sfavoritissimi nerazzurri a mettere maggiormente in difficoltà il City, che dispone però di troppe armi (<strong>Stones</strong>, mvp della finalissima, e <strong>Rodri</strong>, autore del gol decisivo) per non completare il tanto ambito <em>Treble.</em> Un traguardo simile, in Inghilterra, lo aveva raggiunto soltanto il Manchester United di <strong>Ferguson </strong>nel 1999, ma con un percorso decisamente meno netto rispetto ai <em>Noisy Neighbours </em>di 24 anni dopo; limitatamente alla singola stagione, sono loro la miglior squadra inglese di ogni tempo?</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image alignfull size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/gettyimages-1497490592-1920x1080-1-1024x576.png" alt="" class="wp-image-27438" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/gettyimages-1497490592-1920x1080-1-1024x576.png 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/gettyimages-1497490592-1920x1080-1-300x169.png 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/gettyimages-1497490592-1920x1080-1-768x432.png 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/gettyimages-1497490592-1920x1080-1-1536x864.png 1536w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/gettyimages-1497490592-1920x1080-1.png 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Il City campione di tutto nella stagione 2022-2023: qui la squadra posa con l&#8217;agognata Champions League</figcaption></figure>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2026/06/04/la-rivoluzione-industriale-di-guardiola-le-10-stagioni-doro-di-pep-al-manchester-city.html">La rivoluzione industriale di Guardiola: le 10 stagioni d&#8217;oro di Pep al Manchester City</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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		<title>2009-2010: Real Madrid-Barcellona 0-2</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Buffoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Jun 2026 15:06:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La storia del Clásico dal 1988 al 2024]]></category>
		<category><![CDATA[barcellona]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Madrid, Stadio Santiago Bernabéu, 10 aprile 2010 Il Clasico della primavera del 2010, a conti fatti, decide l&#8217;assegnazione del titolo: il Real Madrid, a dispetto [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2026/06/02/2009-2010-real-madrid-barcellona-0-2.html">2009-2010: Real Madrid-Barcellona 0-2</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Madrid, Stadio Santiago Bernabéu, 10 aprile 2010</h2>



<p></p>



<p>Il <em>Clasico</em> della primavera del 2010, a conti fatti, decide l&#8217;assegnazione del titolo: il Real Madrid, a dispetto dell&#8217;inattesa figuraccia europea contro il Lione, ha infatti ingranato la quarta, in Spagna, trascinato da un <strong>Cristiano Ronaldo</strong> che si è messo in proprio come uomo gol decisivo e che supera subito le venti reti stagionali, e così il successo del Bernabéu, meno convincente e spettacolare di altri, è il passaggio chiave della stagione spagnola.</p>



<p>Il primo tempo vive di un&#8217;inedita confusione, con la palla che rimbalza in maniera scomposta un po&#8217; ovunque e persino il Barcellona che fatica a imbastire una manovra degna di tal nome, fino a quando uno scambio tra <strong>Messi </strong>e <strong>Xavi </strong>indirizza la gara e, appunto, anche il campionato; nella ripresa, il Real crea diversi grattacapi ai <em>blaugrana</em>, che hanno però il merito di raddoppiare e di sfiorare anche altri due gol.</p>



<p></p>



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</div></figure>



<p></p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le pagelle &#8211; Real Madrid</h2>



<p></p>



<p><strong>IL MIGLIORE: Iker Casillas 6,5</strong><br>Non viene chiamato in causa con frequenza, ma si prodiga in un paio di interventi complicati e in un mezzo miracolo su Messi.</p>



<p></p>



<p><strong>Cristiano Ronaldo 6,5</strong>: ancora una volta non è precisissimo sotto porta, ma quando sgasa sulla fascia lascia sul posto praticamente tutti (escluso, in un paio di occasioni, un Piqué insospettabilmente velocissimo), e mette in difficoltà la difesa degli ospiti. Una buona partita, ma il meglio, chiaramente, deve ancora venire.</p>



<p></p>



<p><strong>Raúl Albiol 6</strong>: il cronista lo definisce il futuro della Spagna, al fianco di Piqué, e non ha tutti i torti. Albiol, che gioca ancora in serie A con la maglia del Pisa, nel 2010 è uno dei prospetti più interessanti del calcio iberico e disputa un ottimo <em>Clasico</em>, macchiato, tuttavia, dall&#8217;errore commesso sul gol di Messi &#8211; che però, in quel momento, era in grado di mandare fuori giri più o meno chiunque. </p>



<p></p>



<p><strong>Sergio Ramos 5,5</strong>: nel primo tempo è discreto, nella ripresa entra in modalità macellaio e commette un paio di falli cattivi e senza senso, graziati da un arbitro molto indulgente. </p>



<p></p>



<p><strong>Marcelo 5:</strong>  un paio di giocate tecnicamente sontuose &#8211; tra cui si deve citare un tunnel ad Alves &#8211; non bastano a riscattarne la prestazione, scialba e farcita di errori, anche tecnici, indegni di lui.</p>



<p></p>



<p><strong>Gonzalo Higuain 5:</strong> ancora una volta, l&#8217;argentino dimostra una velocità e un&#8217;agilità che in Italia vedremo raramente, ma nell&#8217;area avversaria è quasi totalmente assente. Citiamo, per completezza, anche Raúl González Blanco, che disputa l&#8217;ultimo Clasico di una carriera lunghissima e leggendaria, e si vede annullare il gol dell&#8217;1-2 per un tocco di mano di un compagno.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le pagelle &#8211; Barcellona</h2>



<p></p>



<p><strong>IL MIGLIORE: Xavi Hernández 8</strong><br>Probabile che, al 10 aprile 2010, Xavi sia il miglior giocatore della nostra saga del <em>Clasico</em>. Anche quando i suoi non ingranano, il piccolo regista gestisce i tempi della partita come un orologiaio svizzero e inventa poi due assist da capogiro, che potevano essere quattro, se Messi avesse già avuto la precisione chirurgica di un paio di stagioni dopo. Ennesima prestazione da incorniciare di un fuoriclasse epocale.</p>



<p></p>



<p><strong>Lionel Messi 7:</strong> sblocca la partita con un gesto tecnico che è un capoalvoro di coordinazione, tecnica e intelligenza. Accelera in diverse occasioni lasciando sul posto un paio di avversari. Non gli assegniamo più di sette solo perché sbaglia due gol non da lui.</p>



<p></p>



<p><strong>Carles Puyol 6,5: </strong>la solita roccia e il solito leader, protagonista di due/tre chiusure da campione.</p>



<p></p>



<p><strong>Gerard Piqué 6,5:</strong> vedi le parole spese per Puyol. Aggiunge un paio di sprint inediti con cui chiude Cristiano Ronaldo.</p>



<p></p>



<p><strong>Andrés Iniesta 6,5</strong>: reduce da un infortunio,  subentra nella ripresa e regala mezz&#8217;ora abbondante di arte e di gesti tecnici da cineteca.</p>



<p></p>



<p><strong>Pedro 6,5</strong>: il gregario di extralusso del Barça mette la firma sulla partita con lo splendido gol del 2-0 e corre poi come un mediano. </p>



<p></p>



<p></p>



<p></p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2026/06/02/2009-2010-real-madrid-barcellona-0-2.html">2009-2010: Real Madrid-Barcellona 0-2</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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		<title>Champions League, finale: Psg-Arsenal 5-4 dcr (1-1)</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2026/05/31/champions-league-finale-psg-arsenal-5-4-dcr-1-1.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Niccolo Mello]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 31 May 2026 08:43:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[2025-2026]]></category>
		<category><![CDATA[arsenal]]></category>
		<category><![CDATA[arteta]]></category>
		<category><![CDATA[champions league]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Back to back. Come in tempi recenti è riuscito solo al Real Madrid, che addirittura calò il tris di successi tra il 2016 e il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-drop-cap">Back to back. Come in tempi recenti è riuscito solo al Real Madrid, che addirittura calò il tris di successi tra il 2016 e il 2018. Il Paris Saint-Germain, dopo il roboante 5-0 inflitto all&#8217;Inter un anno fa, si conferma sul tetto d&#8217;Europa battendo ai rigori l&#8217;Arsenal. Per i <em>Gunners </em>si tratta della seconda sconfitta in finale di Champions dopo quella del 2006 contro il Barcellona. In quel caso andarono in vantaggio nel primo tempo e vennero poi rimontati in dieci nel secondo. In questa occasione sono sempre andati avanti nei primi 45 minuti, hanno subito la rete del pari nella ripresa, ma sono riusciti a trascinare la contesa sino ai rigori. Dove però l&#8217;errore di uno dei migliori, il difensore brasiliano <strong>Gabriel</strong>, è costato la Coppa.</p>



<p>È stata una partita tutt&#8217;altro che indimenticabile sul piano estetico, con poche occasioni e le difese che hanno fatto decisamente aggio sui reparti offensivi. Da un punto di vista tattico ha vinto il copione predisposto da <strong>Mikel Arteta</strong>, che predilige la difesa all&#8217;attacco. Anche perché l&#8217;Arsenal ha avuto la fortuna di trovare il vantaggio dopo appena sei minuti con <strong>Havertz </strong>e poi si è chiuso a riccio, non lasciando passare uno spillo.</p>



<p>Il Psg ha sbattuto contro un muro. Le sue micidiali frecce offensive hanno bisogno di spazi larghi per incidere, ma contro la retroguardia blindata dei <em>Gunners </em>hanno dovuto sudare le proverbiali sette camicie per trovare gli spiragli giusti. Il possesso palla dei parigini ha rasentato a tratti percentuali bulgare, ma era in realtà sterile, ha prodotto poco in termini di occasioni, poiché veniva perennemente disinnescato al momento del dunque. Il duo <strong>Saliba</strong>&#8211;<strong>Gabriel</strong>, protetto dall&#8217;immarcescibile <strong>Rice</strong>, si è confermato il terzetto di livello mondiale su cui si basano le fortune della squadra londinese, anche perché l&#8217;attacco è distante non poco dai migliori reparti offensivi del pianeta (si pensi non solo a quello del Psg, ma anche del Bayern Monaco, del Barcellona, del Real Madrid, del Manchester City).</p>



<p>I parigini sono riusciti quantomeno, nel corso della ripresa, a trovare il pareggio per un&#8217;ingenuità di <strong>Mosquera </strong>su uno <strong>Kvaratshkelia </strong>che dopo essere stato annullato nel primo tempo è salito di tono nel secondo. Il Pallone d&#8217;Oro in carica <strong>Dembélé </strong>ha riportato la contesa in equilibrio e la formazione di <strong>Luis Enrique</strong> a quel punto ha dato la sensazione di poter piazzare la freccia del sorpasso, costruendo più occasioni dei rivali. Ma il colpo del ko non è arrivato anche perché l&#8217;Arsenal ha continuato a difendere bene, come fosse una riedizione delle migliori squadre del Catenaccio italiano.</p>



<p>Alla fine però non è bastato: l&#8217;Arsenal ai rigori è stato tradito due volte, da <strong>Eze </strong>e <strong>Gabriel</strong>, entrambi incapaci di inquadrare lo specchio della porta, mentre il Psg &#8211; errore di <strong>Nuno Mendes</strong> a parte &#8211; è stato perfetto. La Coppa dalle grandi orecchie resta così, per il secondo anno consecutivo e il terzo nella storia (<a href="https://gameofgoals.it/2020/01/31/1993-finale-olympique-marsiglia-milan-1-0.html">Olympique Marsiglia 1993</a>) in Francia. Se si guarda all&#8217;andamento globale della competizione è un successo meritato perché i parigini, esattamente come un anno fa, si sono dimostrati la squadra più completa, pur non disponendo probabilmente di un arsenale offensivo devastante come quello del Bayern Monaco.</p>



<p>Per <strong>Luis Enrique</strong> è il terzo successo nella competizione, come <strong>Bob Paisley</strong> e il suo maestro <em><a href="https://gameofgoals.it/2022/04/19/grandezza-e-limiti-del-guardiolismo.html">Pep </a></em><strong><a href="https://gameofgoals.it/2022/04/19/grandezza-e-limiti-del-guardiolismo.html">Guardiola</a></strong>, a -2 da <strong><a href="https://gameofgoals.it/2022/05/31/onore-al-real-madrid-e-ad-ancelotti-il-trionfo-della-misura-e-dellintelligenza.html">Carlo Ancelotti</a></strong>. Il tecnico spagnolo si conferma l&#8217;assoluto stratega di questo straordinario ciclo del Psg, che ha sapientemente trasformato da collezione di figurine a Squadra con la S maiuscola: nessuna prima donna e individualità tutte disponibili a mettersi al servizio del collettivo. È così che si costruiscono i cicli vincenti.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/psg_arsenal_arbitro_afp-1024x683.webp" alt="" class="wp-image-27369" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/psg_arsenal_arbitro_afp-1024x683.webp 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/psg_arsenal_arbitro_afp-300x200.webp 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/psg_arsenal_arbitro_afp-768x512.webp 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/psg_arsenal_arbitro_afp.webp 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Una fase del match. È stata una finale tattica e chiusa, non spumeggiante</figcaption></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il tabellino</h2>



<p></p>



<p><strong>PSG-ARSENAL 5-4 dcr (1-1)<br>Marcatori: </strong>pt 6&#8242; Havertz (A), st 10&#8242; Dembélé (P).<br><strong>Psg: </strong>Safonov; Hakimi, Marquinhos (sts 1&#8242; Zabarnyi), Pacho, Nuno Mendes; Joao Neves, Vitinha (sts 1&#8242; Beraldo), Fabian Ruiz (pts 6&#8242; Zaire Emery); Doué, Dembélé (pts 1&#8242; Ramos), Kvaratskhelia (st 38&#8242; Barcola).<br><strong>Arsenal:</strong> Raya; Mosquera (st 21&#8242; Timber), Saliba, Gabriel, Hincapié; Rice, Lewis-Skelly (pts 1&#8242; Zubimendi); Saka (st 38&#8242; Madueke), Odegaard (st 11&#8242; Gyokeres), Trossard (st 38&#8242; Martinelli); Havertz (pts 1&#8242; Eze).<br><strong>Rigori:</strong> Ramos (P) gol; Gyokeres (A) gol; Doué (P) gol; Eze (A) fuori; Nuno Mendes (P) parato; Rice (A) gol; Hakimi (P) gol; Martinelli (A) gol; Beraldo (P) gol; Gabriel (A) alto.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le pagelle</h2>



<p></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>PSG</strong></p>



<p><strong>IL MIGLIORE HAKIMI 7<br></strong>Non facile premiare un migliore in una partita così chiusa e tattica, che ha ricordato certe finali degli anni Ottanta a tratti, tipo <a href="https://gameofgoals.it/2019/03/27/1986-finale-steaua-bucarest-barcellona-2-0-dcr-0-0.html">Steaua Bucarest-Barcellona del 1986</a> o <a href="https://gameofgoals.it/2019/07/19/1988-finale-psv-eindhoven-benfica-6-5-dcr-0-0.html">Psv-Benfica del 1988</a>. Hakimi ha avuto dalla sua diversi meriti, pur non giocando una partita stratosferica: non ha mai commesso errori, ha annullato il proprio avversario, si è proposto con intelligenza in avanti appoggiando la manovra e mettendo alcuni invitanti cross, è stato freddissimo sul rigore. Una prova non eclatante, ma solidissima, a conferma che lui è senza dubbio oggi il miglior terzino destro al mondo.</p>



<p><strong>Marquinhos 6,5</strong> Alcune sbavature iniziali, come sul gol dell&#8217;Arsenal. Nel secondo tempo si riprende e gestisce con sicurezza. Da applausi l&#8217;abbraccio al compagno di nazionale Gabriel, a fine partita, dopo che quest&#8217;ultimo aveva sbagliato il rigore decisivo. Capitano vero.</p>



<p><strong>Vitinha 6,5 </strong>Meno appariscente e preciso di altre volte, ma dà comunque ordine e complessità al gioco. Temibile dalla distanza: sfiora due volte il bersaglio grosso.</p>



<p><strong>Kvaratshkelia 6,5</strong> Senza gli spazi larghi lasciati dalla difesa del Bayern Monaco e contro una difesa al contrario bassa e chiusa a doppia mandata come quella dell&#8217;Arsenal, lui fa più fatica. Primo tempo complicato. Poi ha il merito di procurarsi il rigore con un guizzo. Da lì cresce e centra il palo dopo una percussione delle sue. Comunque preziosissimo.</p>



<p><strong>Dembélé 6,5 </strong>Anche il Pallone d&#8217;Oro in carica gioca una partita di appoggio, senza strafare. Implacabile dal dischetto. Bravo come sempre a muoversi con intelligenza tra le linee.</p>



<p><strong>Doué 5 </strong>Flop della serata. Pochi guizzi, pochi spunti. Viene annullato dalla solida difesa dei <em>Gunners</em>. Un&#8217;altra notte rispetto a quella favolosa di 12 mesi fa contro l&#8217;Inter. Perché è uscito Kvara e non lui?</p>



<p></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>ARSENAL</strong></p>



<p><strong>IL MIGLIORE RICE 7<br></strong>Guida e metronomo. Lui, Gabriel e Saliba si confermano le tre vere stelle dei <em>Gunners</em>. Fa scudo davanti alla difesa, sradica palloni stile Busquets dei giorni migliori e organizza il gioco. Ci mette fisico, personalità e gamba. Chiude con una prestazione da mediano totale una stagione eccellente.</p>



<p><strong>Saliba 6,5 </strong>Alcune sbavature in campo aperto, ma il senso della posizione e le chiusure sono da applausi. La Francia dei fenomeni offensivi può dormire sonni tranquilli perché dietro c&#8217;è lui.</p>



<p><strong>Gabriel 6,5 </strong>Anche lui impeccabile in fase difensiva, tiene a bada per 120 minuti i temuti attaccanti parigini costringendoli al minimo sindacale. Re dell&#8217;area di rigore, insuperabile sulle palle inattive. Mezzo voto in meno per il rigore sbagliato che si rivela decisivo.</p>



<p><strong>Havertz 6,5</strong> L&#8217;unico sufficiente dell&#8217;attacco dei <em>Gunners</em>. Segna un gran gol confermando di essere l&#8217;uomo giusto delle finali (decise quella del 2021 tra Chelsea e Manchester City, leggi <a href="https://gameofgoals.it/2021/05/29/finale-champions-league-2020-2021-chelsea-manchester-city-1-0.html">qui</a>). Anche dopo si mette molto al servizio dei compagni. Stremato nella ripresa.</p>



<p><strong>Saka, Trossard, Goyokeres, Martinelli 5</strong> Tutti bocciati in blocco. L&#8217;Arsenal conferma in finale quanto si sapeva: difesa e fase difensiva migliore al mondo, attacco che fatica a rientrare nelle prime dieci formazioni mondiali&#8230;</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="PSG-Arsenal: la sequenza completa dei rigori | Champions League" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/sH4p4mYfNzU?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
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		<title>Robert Lewandowski, il centravanti per antonomasia del nuovo millennio</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2026/05/29/robert-lewandowski-il-centravanti-per-antonomasia-del-nuovo-millennio.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Tommaso Ciuti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 May 2026 14:13:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pedatori]]></category>
		<category><![CDATA[barcellona]]></category>
		<category><![CDATA[bayern monaco]]></category>
		<category><![CDATA[centravanti]]></category>
		<category><![CDATA[hans flick]]></category>
		<category><![CDATA[luis suarez]]></category>
		<category><![CDATA[polonia]]></category>
		<category><![CDATA[robert lewandowski]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Vorrei cominciare il discorso con una frase lapidaria: Robert Lewandowski è il più grande centravanti del nuovo millennio. Lo so, è un’affermazione perentoria, la realtà [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-drop-cap">Vorrei cominciare il discorso con una frase lapidaria: <strong>Robert Lewandowski</strong> è il più grande centravanti del nuovo millennio.</p>



<p>Lo so, è un’affermazione perentoria, la realtà dei fatti è che ci sono notevoli candidati: da <strong><a href="https://gameofgoals.it/2025/01/23/sulle-tracce-del-pistolero-10-bossoli-di-luis-suarez.html">Luis Suárez</a></strong>, splendido attaccante uruguaiano dalla tecnica sopraffina, al cyborg Erling Haaland, passando per due mostri di bravura e completezza come <strong>Karim Benzema </strong>e <strong>Harry Kane </strong>senza tralasciare i cecchini<strong> Ruud Van Nistelrooy</strong> e <strong>Samuel Eto’o </strong>e l’elenco non è certo completo.</p>



<p>E allora &#8211; mi chiederete &#8211; cosa rende l’attaccante polacco migliore di tutti gli altri, a parer tuo?</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="735" height="416" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/230745925-9ed79285-ac7b-4c64-9561-9003dd823649.jpg" alt="" class="wp-image-27357" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/230745925-9ed79285-ac7b-4c64-9561-9003dd823649.jpg 735w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/230745925-9ed79285-ac7b-4c64-9561-9003dd823649-300x170.jpg 300w" sizes="(max-width: 735px) 100vw, 735px" /><figcaption class="wp-element-caption">Robert Lewandowski con la maglia del Barcellona</figcaption></figure>



<p></p>



<p>Credo che la risposta sia un insieme di fattori. Prima di esaminarli nel dettaglio ricordo che sto scrivendo queste righe all’indomani dell’ultima apparizione di <strong>Lewandowski </strong>in maglia <em>blaugrana</em>, condita con il gol numero 120, il suo ultimo, a coronamento di tre anni ad altissimo livello, in cui Robert ha marchiato con il fuoco i trofei del Barcellona, in primis la Liga 2022-2023, che ha visto nel polacco l’uomo decisivo in termini di reti pesanti, peso specifico per la squadra e prestazioni <em>tout court</em>. Non sappiamo quale sarà il proseguo della sua carriera, a quasi trentotto primavere sul groppone, ma direi che i tempi sono maturi per un bilancio definitivo.</p>



<p>Cominciamo dal primo punto: la completezza. La prima cosa che mi viene in mente quando penso a lui è: sa fare tutto.</p>



<p>Tiro di potenza, tiro di precisione, tocco dolce, tap-in da opportunista, colpi di testa, capacità di calciare bene con entrambi i piedi. Il repertorio di Lewandowski è infinito e senza punti deboli, è espressione dell’apollineo, nella sua perfezione estetica e nell’idea che ogni mossa sia pensata ed equilibrata per raggiungere lo scopo – siamo lontani dal caos istintivo di <strong><a href="https://gameofgoals.it/2024/04/24/romario-il-cobra-dellarea-di-rigore.html">Romário</a></strong> e <strong><a href="https://gameofgoals.it/2021/04/19/neymar-lultimo-genio-malandro.html">Neymar</a></strong>, espressioni del dionisiaco.</p>



<p>In area possiede il sacro dono dell’istinto del cannoniere, sa sempre dov’è la porta senza doverla guardare. La lettura delle situazioni e la capacità di anticipare i giusti movimenti sono il marchio di fabbrica del centravanti vero.</p>



<p>C’è di più: l’aria della Baviera e la guida di <em><a href="https://gameofgoals.it/2022/04/19/grandezza-e-limiti-del-guardiolismo.html">Pep </a></em><strong><a href="https://gameofgoals.it/2022/04/19/grandezza-e-limiti-del-guardiolismo.html">Guardiola</a> </strong>hanno affinato ulteriormente la sua predisposizione alla partecipazione alla manovra e al gioco di squadra, anche lontano dalla porta. A differenza del centravanti vecchio stampo, che fuori dall’area non esiste o è comunque limitato, Robert sa giocare la palla, ovunque si trovi, con eccellenti risultati: sa scendere a centrocampo per creare spazi di inserimento per i compagni, sa servirli con i tempi giusti – e ha continuato a farlo anche nel Barcellona di <strong>Flick </strong>&#8211; conosce tutte le fasi del gioco.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="480" height="300" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/01_lewandowski_champions_instagram.avif" alt="" class="wp-image-27358" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/01_lewandowski_champions_instagram.avif 480w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/01_lewandowski_champions_instagram-300x188.avif 300w" sizes="(max-width: 480px) 100vw, 480px" /><figcaption class="wp-element-caption">Lewandowski coccola la Champions League vinta con il Bayern Monaco nel 2020</figcaption></figure>



<p></p>



<p>Ritengo che Robert sia una meravigliosa sintesi tra l’implacabilità minimalista di <strong><a href="https://gameofgoals.it/2020/10/16/gerd-muller-non-solo-un-bomber-darea.html">Gerd Müller</a></strong> e la grazia utile e bella &#8211; ho usato questi due aggettivi non a caso &#8211; di <strong><a href="https://gameofgoals.it/2021/10/31/quando-lutile-incontra-il-bello-marco-van-basten.html">Marco van Basten</a></strong>.</p>



<p>Arriviamo al secondo punto: la carriera. <strong>Lewandowski </strong>ha cominciato ad essere un giocatore di altissimo profilo nel 2011-2012 sotto la guida di <strong><a href="https://gameofgoals.it/2024/05/11/jurgen-klopp-il-disertore.html">Jürgen Klopp </a></strong>al Borussia Dortmund e fino all&#8217;anno scorso si è puntualmente confermato un cannoniere di livello mondiale (quest&#8217;anno si è fermato a &#8220;sole&#8221; 19 reti, tantissime per un buon giocatore, poche per uno come lui). </p>



<p>Jürgen lo ha sgrezzato, lo ha coccolato, lo ha reso più letale nel tiro in porta (ricordate <strong>Capello </strong>con <strong><a href="https://gameofgoals.it/2023/06/24/non-avrai-altro-dio-allinfuori-di-me-zlatan-ibrahimovic-la-grande-anomalia-del-nuovo-millennio.html">Ibrahimovic</a></strong>? E anche in quel caso: qual era il giocatore a cui i due tecnici pensavano che il proprio pupillo assomigliasse? Esatto, <strong>Marco van Basten</strong>), lo ha trasformato nel terminale perfetto di quella squadra giallonera tutta bollicine che incantava la Germania e l&#8217;Europa. </p>



<p>Non è arrivata la vittoria della Champions League, ma sono arrivate notti di primavera indimenticabili: una tra tutte, quella della quaterna al Real Madrid di <strong><a href="https://gameofgoals.it/2022/05/27/dimmi-jose-trionfi-ed-eccessi-dello-special-one.html">José Mourinho</a></strong> in una semifinale europea. Non era il giocatore più fantasioso di quella squadra &#8211; la guida del centrocampo era affidata a <strong>Gündoğan</strong>, mentre i guizzi e i break offensivi erano riposti nei piedi dell&#8217;eterno rimpianto <strong>Reus </strong>&#8211; ma credo che fosse il giocatore più forte, più completo, più letale. E prima del grande addio a Dortmund e al <em>muro giallonero</em> ha fatto in tempo a laurearsi capocannoniere della Bundesliga con 20 gol &#8211; la prima di sette volte, in Germania solo <strong>Gerd Müller<br></strong> aveva fatto come lui.</p>



<p>Al Bayern, come detto, ha incontrato la guida dell&#8217;altro grande costruttore di squadre del nostro tempo e ha iniziato una personale dittatura fatta di reti a grappoli e della capacità di essere sempre al posto giusto, in ogni zona del campo. La mole di gioco del Bayern è molto spesso foriera di goleade, anche oggi, ma ritengo che il polacco, arrivato in Baviera quando il tandem <strong><a href="http://Gerd Müller">Robben</a></strong>&#8211;<strong>Ribéry</strong> cominciava a giocare a mezzo servizio per i ripetuti problemi fisici di uno o dell&#8217;altro (o di entrambi), fosse il giocatore più importante della squadra. </p>



<p>Cosa successe nel 2020, sotto la guida di <strong>Flick</strong>, ce lo ricordiamo tutti: <strong>Lewandowski </strong>segnò 15 gol in Champions &#8211; marcò tutte le gare, tranne la finale, non brillantissima &#8211; e venne votato miglior giocatore del torneo. Vinse il Fifa World Player e venne nominato de facto Pallone d&#8217;Oro dell&#8217;anno (come ricorderete, la cerimonia saltò a causa delle restrizioni pandemiche). </p>



<p>L&#8217;anno dopo, pur uscendo prematuramente da campione in carica dalla coppa dalle grandi orecchie, vinse la Scarpa d&#8217;Oro per due volte di fila, oltre alla medaglia d&#8217;argento nel Pallone d&#8217;Oro del 2021, dietro solo all&#8217;eterno <strong><a href="https://gameofgoals.it/2023/01/04/il-metodo-messi-e-leccesso-di-severita-con-cui-si-giudicano-i-calciatori-di-oggi.html">Messi</a></strong>. Robert giunse in una Barcellona orfana del suo dio e in piena crisi di identità: la rinascita dei <em>blaugrana </em>nel 2022-2023 sotto la guida di un emotivo <strong><a href="https://gameofgoals.it/2021/07/25/xavi-hernandez-luomo-che-giocava-a-scacchi-correndo.html">Xavi </a></strong>ha portato in bacheca un campionato vinto dopo anni di magra, e lo ha fatto in maniera poco <em>barcellonista </em>e molto <em>italiana </em>&#8211; e da lassù a Nereo Rocco un sorriso deve essere scappato. Ovvero: portiere che para (<strong>Ter Stegen</strong> strepitoso) e attaccante che segna (23 gol e capocannoniere della Liga). </p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/GettyImages-2180712362.jpg-1024x576.webp" alt="" class="wp-image-27359" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/GettyImages-2180712362.jpg-1024x576.webp 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/GettyImages-2180712362.jpg-300x169.webp 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/GettyImages-2180712362.jpg-768x432.webp 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/GettyImages-2180712362.jpg.webp 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">L&#8217;abbraccio tra Lewandowski e Flick</figcaption></figure>



<p></p>



<p>Il resto è storia recente: <strong>Lewandowski </strong>disputa almeno altre due grandi stagioni in <em>blaugrana</em>, con <strong>Xavi </strong>e poi con <strong>Flick</strong>. Un&#8217;ultima grande run europea era stata sfiorata l&#8217;anno scorso (2024-2025): 11 gol e un&#8217;intesa da applausi con <strong><a href="https://gameofgoals.it/2021/07/25/xavi-hernandez-luomo-che-giocava-a-scacchi-correndo.html">Yamal </a></strong>e <strong>Raphinha</strong>. La sfortuna ci ha privato di un <strong>Lewandowski </strong>sano nelle semifinali contro l&#8217;Inter. Il contributo in Spagna è stato altrettanto stellare: 27 reti (secondo solo a <strong>Mbappé</strong>) e titolo alzato al cielo.</p>



<p>Riuscire ad elevarsi in termini di record e cifre, il pane quotidiano dei cannonieri, in un&#8217;epoca dove<a href="https://gameofgoals.it/2024/03/31/tutte-le-partite-di-lionel-messi-ai-mondiali.html"> <strong>Lionel Messi</strong></a> e <strong><a href="https://gameofgoals.it/2022/03/07/mister-champions-le-10-partite-europee-piu-grandi-di-cristiano-ronaldo.html">Cristiano Ronaldo</a></strong> hanno cannibalizzato quasi tutto è un&#8217;impresa per pochi, eppure lui ce l&#8217;ha fatta: terzo miglior marcatore della storia della Champions, 344 reti in 8 anni in Baviera, 120 a Barcellona in quattro anni. Miglior cannoniere di una nazionale europea (sino ad oggi 89 reti con la modesta Polonia).</p>



<p>È evidente che una carriera di quindici anni ad alto livello pressoché senza soluzioni di continuità, con tre maglie che pesano e che lottano sempre per i massimi obiettivi è un qualcosa che non si può ignorare. <strong><a href="https://gameofgoals.it/2022/10/16/pallone-doro-2022-e-lora-di-karim-benzema.html">Karim Benzema</a> </strong>nel 2022 ha fatto una Champions ancora più pesante di <strong>Lewandowski </strong>in termini di pesantezza delle reti. <strong>Luis Suárez</strong> dei tempi migliori di Barcellona e Liverpool era un attaccante che poteva almeno eguagliare Robert, sono d&#8217;accordo. Eppure nessuno dei due è stato continuo, longevo e importante nella stessa durata in cui lo è stato lui. Il dibattito è comunque aperto.</p>



<p></p>



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<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Robert Lewandowski - Top 20 Goals" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/kX9QJvqJ7dY?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
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<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2026/05/29/robert-lewandowski-il-centravanti-per-antonomasia-del-nuovo-millennio.html">Robert Lewandowski, il centravanti per antonomasia del nuovo millennio</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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		<title>1985-1986: Napoli-Juventus 1-0</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Niccolo Mello]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 May 2026 10:18:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Anni 80]]></category>
		<category><![CDATA[bertoni]]></category>
		<category><![CDATA[juventus]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina La magica punizione di Diego che batte Tacconi Dopo otto successi consecutivi la Juventus capolista si arrende di misura al Napoli di [&#8230;]</p>
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<p class="has-text-align-right"><em><strong>Immagine di copertina</strong> La magica punizione di Diego che batte Tacconi</em></p>



<p class="has-drop-cap">Dopo otto successi consecutivi la Juventus capolista si arrende di misura al Napoli di <strong>Maradona</strong>. Decide una punizione meravigliosa, rimasta celebre, del <em>Pibe de Oro</em>. Successo meritato dei padroni di casa, che ci mettono più grinta e determinazione e mettono a lungo alle corde la Juve, soprattutto nel secondo tempo. Troppo attendista la squadra di <strong>Trapattoni </strong>come atteggiamento e mentalità. In grande spolvero non solo un superbo Diego, ma tutto il Napoli, a partire dall&#8217;altro argentino <strong>Bertoni</strong>.</p>



<p><strong>Napoli:</strong> Garella &#8211; Bruscolotti, Renica, Ferrario, Carannante &#8211; Bagni, Pecci (st 45&#8242; Buriani), Celestini &#8211; Bertoni, Maradona &#8211; Giordano (st 15&#8242; Caffarelli).<br><strong>Juventus:</strong> Tacconi &#8211; Scirea &#8211; Pioli, Favero, Brio, Cabrini &#8211; Mauro (st 30&#8242; Pin), Bonini, Platini &#8211; Serena, Laudrup.</p>



<p><strong>Primo tempo<br>4&#8242;</strong> subito Napoli pericoloso: punizione da sinistra di Bertoni, palla in area, Maradona devia da pochi passi, Tacconi respinge, la palla carambola ancora su Diego e finisce sul fondo.<br><strong>22&#8242;</strong> corner di Bertoni tagliato, la palla sorvola di poco la traversa. Napoli più pimpante, Juve che si difende e prova a ripartire.<br><strong>29&#8242;</strong> Maradona per Pecci, che ci prova da lontano, pallone fuori non di molto.<br><strong>34&#8242;</strong> altro corner temibile da sinistra di Bertoni, Tacconi smanaccia, tentativo di un giocatore napoletano in area: murato.<br><strong>42&#8242;</strong> break di Bertoni, che approfitta di una respinta di testa di Scirea e calcia in corsa da destra, palla fuori di un metro.<br><strong>45&#8242;</strong> fallo su Maradona al limite, punizione dello stesso Diego: alta.</p>



<p><strong>Secondo tempo<br>6&#8242;</strong> cross di Celestini da sinistra, Maradona ci prova di testa, palla sul fondo.<br><strong>17&#8242;</strong> lancio dalla trequarti di un giocatore del Napoli per Maradona, che calcia di destro al volo, Tacconi salva in corner con un piede.<br><strong>27&#8242; GOL NAPOLI</strong> Giocata pericolosa di Scirea in area su Bertoni, su un lancio di Carannante da sinistra. Punizione in area dal lato mancino. Pecci tocca per Maradona, che disegna una traiettoria magnifica, il pallone si infila sul primo palo nel “sette”.<br><strong>39&#8242;</strong> cross da destra di Pin, colpo di testa imperioso di Serena dal limite, Garella vola e devia in tuffo. </p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="738" height="462" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/maradona_platini.avif" alt="" class="wp-image-27337" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/maradona_platini.avif 738w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/maradona_platini-300x188.avif 300w" sizes="(max-width: 738px) 100vw, 738px" /><figcaption class="wp-element-caption">Maradona e Platini</figcaption></figure>



<p></p>



<p><strong>LE PAGELLE NAPOLI<br>IL MIGLIORE MARADONA 8,5 </strong>Quando si accende è una meraviglia. I difensori della Juve possono fermarlo solo ricorrendo al fallo. Gioca da mezzala e pennella calcio per i compagni, sfiora un paio di volte il bersaglio grosso e nel finale dà vita a una meravigliosa serpentina fermata con fallo al limite. In mezzo, la stupenda punizione in area, da posizione impossibile, che dà la vittoria al Napoli.<br><strong>Bertoni 7,5</strong> Compagno perfetto di Diego, parla lo stesso linguaggio tecnico, è una zanzara che si inserisce ovunque e crea pericoli a getto continuo. Su di lui il fallo di Scirea che determina il gol di Maradona. Incontenibile.<br><strong>Carannante 7</strong> Prestazione maiuscola, come sottolineato anche dai commentatori argentini. Attento, solido, una spinta costante in fascia, splendido il lancio per Bertoni in area che porta alla punizione vincente di Diego.<br><strong>Renica 6,5</strong> Perfetta direzione del traffico difensivo, gestisce con autorevolezza il reparto e tiene alla larga gli attaccanti juventini.<br><strong>Giordano 5</strong> Unico del Napoli fuori giri e fuori partita, non al meglio fisicamente la vede poco e viene sostituito.</p>



<p><strong>LE PAGELLE JUVENTUS<br>IL MIGLIORE TACCONI 7,5</strong> Se la Juve limita il passivo lo deve ad alcuni suoi interventi straordinari. Nega il gol a Maradona e Bertoni con parate da Oscar.<br><strong>Cabrini 6,5</strong> Autorevole e continuo a sinistra, sbaglia poco e gioca con ottimo piglio. Uno dei pochi bianconeri a uscire dal match a testa alta.<br><strong>Platini 6</strong> Alterna qualche ottima apertura e alcuni break interessanti palla al piede a errori di mira. Cala nel secondo tempo e non riesce a fare la differenza nel momento in cui la Juve avrebbe più bisogno di appoggiarsi alla sua classe per recuperare il passivo.<br><strong>Scirea 5,5</strong> Si limita al compitino in difesa, non ha un compito facile contro il tambureggiante assalto del Napoli. Causa il fallo da rigore in area che porta alla rete di Maradona.<br><strong>Laudrup 5</strong> Si accende solo con un guizzo nel secondo tempo, quando viene fermato con un fallo dopo uno slalom. Per il resto non lascia molte tracce.</p>



<p></p>



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