<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Game of Goals</title>
	<atom:link href="https://gameofgoals.it/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://gameofgoals.it/</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Sun, 10 May 2026 14:09:59 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.8.5</generator>

<image>
	<url>https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2020/07/cropped-Favicon-32x32.png</url>
	<title>Game of Goals</title>
	<link>https://gameofgoals.it/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>1983-1984: Roma-Juventus 0-0</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2026/05/10/1983-1984-roma-juventus-0-0.html</link>
					<comments>https://gameofgoals.it/2026/05/10/1983-1984-roma-juventus-0-0.html#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Niccolo Mello]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 May 2026 14:09:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Anni 80]]></category>
		<category><![CDATA[brio]]></category>
		<category><![CDATA[conti]]></category>
		<category><![CDATA[falcao]]></category>
		<category><![CDATA[juventus]]></category>
		<category><![CDATA[platini]]></category>
		<category><![CDATA[prima]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
		<category><![CDATA[serie A]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://gameofgoals.it/?p=179</guid>

					<description><![CDATA[<p>La Juventus strappa lo 0-0 nel big-match e mantiene un rassicurante vantaggio sulla Roma a quattro giornate dalla fine. La partita dell&#8217;Olimpico non regala grandi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2026/05/10/1983-1984-roma-juventus-0-0.html">1983-1984: Roma-Juventus 0-0</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-drop-cap">La Juventus strappa lo 0-0 nel big-match e mantiene un rassicurante vantaggio sulla Roma a quattro giornate dalla fine. La partita dell&#8217;Olimpico non regala grandi emozioni e vive di fiammate isolate. La squadra di casa non riesce a rendersi particolarmente minacciosa e i bianconeri gestiscono senza rischiare troppo. L&#8217;undici di <strong>Trapattoni </strong>si avvia così alla conquista dello scudetto, in un anno magico che la vede trionfare anche in Coppa delle Coppe.</p>



<p><a name="more"></a></p>



<p><b>Roma: </b>Tancredi &#8211; Nappi, Righetti, Bonetti, Nela &#8211; Conti, Cerezo, Falcao, Maldera &#8211; Pruzzo, Graziani.<br><b>Juventus:</b> Tacconi &#8211; Scirea &#8211; Gentile, Brio, Cabrini &#8211; Bonini, Tardelli &#8211; Prandelli, Platini, Boniek &#8211; Rossi.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="790" height="1024" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/8384romajuventus_guerino-790x1024.jpg" alt="" class="wp-image-27302" style="width:450px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/8384romajuventus_guerino-790x1024.jpg 790w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/8384romajuventus_guerino-232x300.jpg 232w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/8384romajuventus_guerino-768x995.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/8384romajuventus_guerino-1186x1536.jpg 1186w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/8384romajuventus_guerino.jpg 1482w" sizes="(max-width: 790px) 100vw, 790px" /><figcaption class="wp-element-caption">Ecco come il Guerin Sportivo titolò dopo il big-match dell&#8217;Olimpico</figcaption></figure>



<p></p>



<p><b>Primo tempo</b><br><b>13&#8242;</b> lancio lungo di Tardelli, Prandelli si inserisce in area, ma viene anticipato da Tancredi, ci prova Rossi che calcia da posizione defilata, Nappi riesce a deviare in angolo.<br><b>21&#8242;</b> Falcao ci prova su punizione, palla a lato sul primo palo.<br><b>30&#8242;</b> Roma pericolosissima: cross di Falcao da destra, Pruzzo gira dal limite: traversa piena. Meglio i giallorossi, Juventus al piccolo trotto.<br><b>31&#8242;</b> Platini suggerisce per Rossi, che si invola verso la porta, ma si scontra in area con Nappi. Il giocatore della Juventus invoca il rigore, ma l&#8217;arbitro fa continuare.<br><b>42&#8242;</b> punizione da fuori di Maldera, Tacconi non si fa sorprendere.</p>



<p><b>Secondo tempo</b><br><b>18&#8242;</b> Platini batte una punizione per Cabrini, che mette in mezzo e Rossi segna. L&#8217;arbitro però fa ripetere e ammonisce Platini perché aveva battuto prima del fischio. Il francese prova allora la conclusione diretta in porta, Tancredi blocca.<br><b>21&#8242;</b> Rossi dopo un corner scambia con Prandelli, cross, colpo di testa al limite di Bonini per Brio, che si gira e calcia a mezza altezza, Tancredi para in due tempi. Secondo tempo finora poco stimolante, la Juventus sta gestendo con relativa tranquillità.<br><b>35&#8242;</b> Conti per Maldera, che triangola con Falcao in area e crossa in mezzo, colpo di testa da ottima posizione di Pruzzo: alto. La partita si sta trascinando stancamente al 90° e la Roma non riesce a fare male.</p>



<p><b><u>LE PAGELLE ROMA</u></b><br><b>IL MIGLIORE MALDERA 6,5: </b>continuo e incisivo, sulla fascia mancina prova in diversi modi a creare grattacapi alla difesa juventina. Da un suo cross pennellato nel secondo tempo nasce una delle migliori occasioni della Roma, ma Pruzzo spreca.<br><b>Nappi 6,5: </b>generoso e gagliardo, ara la fascia, chiude con tempestività tutti gli spazi in difesa e si propone con continuità anche in attacco.<br><b>Falcao 6,5:</b> non al meglio fisicamente, però la maggioranza dei palloni transitano dai suoi piedi. Sempre preciso nelle aperture e nei tocchi ravvicinati. Cala un po&#8217; nel finale, stremato.<br><b>Cerezo 6,5: </b>pronti-via ed è il più pimpante giocatore in campo. Lo si trova dappertutto a recuperare palloni, impostare e inserirsi senza palla. Nella ripresa però esce un po&#8217; dal coro e si eclissa.<br><b>Pruzzo-Graziani 5:</b> se la Roma, che mantiene maggiormente il possesso palla a centrocampo, non riesce a fare male è colpa soprattutto dei due attaccanti. Il primo, dopo aver colpito la traversa, spreca una ghiottissima occasione in area piccola a dieci minuti dalla fine; il secondo è costantemente anticipato dai difensori juventini.</p>



<p><b><u>LE PAGELLE JUVENTUS</u></b><br><b>IL MIGLIORE BRIO 6,5:</b> giganteggia su ogni pallone, perfetto negli anticipi, sfrutta il fisico per arginare le temute punte romaniste. Colonna.<br><b>Gentile-Cabrini 6,5:</b> tutta la difesa juventina risponde presente e i due terzini disputano una grande partita in fase di contenimento badando al sodo senza troppi fronzoli.<br><b>Platini 6:</b> viaggia a ondate, alternando lampi di classe a qualche pausa. I pochi tentativi di marca Juve arrivano comunque dai suoi piedi al miele.<br><b>Boniek 5:</b> non trova il modo di accendersi contro quella che sarà la sua futura squadra da lì a un paio di anni. E&#8217; ben limitato dalla difesa giallorossa.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="SERIE A 1983-1984 Roma - Juventus 0-0" width="1200" height="900" src="https://www.youtube.com/embed/N9wOBYzXlaE?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2026/05/10/1983-1984-roma-juventus-0-0.html">1983-1984: Roma-Juventus 0-0</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://gameofgoals.it/2026/05/10/1983-1984-roma-juventus-0-0.html/feed</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Un libro su Tadej Pogačar, il nuovo cannibale del ciclismo</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2026/05/09/un-libro-su-tadej-pogacar-il-nuovo-cannibale-del-ciclismo.html</link>
					<comments>https://gameofgoals.it/2026/05/09/un-libro-su-tadej-pogacar-il-nuovo-cannibale-del-ciclismo.html#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Sartore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 May 2026 15:58:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pagine di sport]]></category>
		<category><![CDATA[ciclismo]]></category>
		<category><![CDATA[merckx]]></category>
		<category><![CDATA[seconda]]></category>
		<category><![CDATA[Tadej Pogačar]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://gameofgoals.it/?p=27297</guid>

					<description><![CDATA[<p>È il fuoriclasse del ciclismo contemporaneo e possiamo già considerarlo nella “hall of fame” dei campionissimi di ogni epoca. Tadej Pogačar, con le sue fughe [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2026/05/09/un-libro-su-tadej-pogacar-il-nuovo-cannibale-del-ciclismo.html">Un libro su Tadej Pogačar, il nuovo cannibale del ciclismo</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-drop-cap">È il fuoriclasse del ciclismo contemporaneo e possiamo già considerarlo nella “hall of fame” dei campionissimi di ogni epoca. <strong>Tadej Pogačar</strong>, con le sue fughe solitarie e la sua fame di vittorie, è spesso accostato al <em>Cannibale </em><strong>Eddy Merckx</strong>.</p>



<p><strong>Beppe Conti</strong>, penna raffinata e da anni volto autorevole del ciclismo in Rai, unisce precisione giornalistica e passione narrativa in una biografia intensa e coinvolgente dedicata al campione sloveno della Uae Team Emirates.</p>



<p>In &#8220;Tadej. Il predestinato&#8221;, Diarkos editore, <strong>Conti </strong>accompagna il lettore attraverso le tappe fondamentali della carriera di <strong>Pogačar</strong>: dall’infanzia alle prime apparizioni nel ciclismo, fino all’esplosione ai massimi livelli.</p>



<p>L’autore ne mette in luce le qualità straordinarie, fisiche e mentali, e la serenità con cui affronta ogni corsa, unita a una maturità tattica fuori dal comune. Ampio spazio è dedicato anche al ruolo di <strong>Beppe Saronni</strong>, grande ex campione azzurro e oggi apprezzato dirigente, tra i primi ad intuire e a scommettere sul potenziale del giovanissimo sloveno.</p>



<p>Tra gli aspetti più riusciti della biografia c’è il racconto della dimensione umana dell’atleta. Accanto all’immagine del dominatore delle corse emerge quella di un ragazzo semplice nella vita quotidiana: legato alla famiglia e alla sua terra, fedele a uno stile di vita lontano dagli eccessi spesso associati allo sport professionistico.</p>



<p>La figura di <strong>Pogačar</strong> diventa anche l’occasione per riflettere sull’evoluzione del ciclismo: preparazione sempre più scientifica, nuove strategie di gara e l’emergere di una generazione di corridori giovanissimi &#8211; l’ultimo, in ordine di apparizione, è il francese <strong>Paul Seixas</strong> &#8211; capaci di imporsi subito ai massimi livelli. </p>



<p>Il libro, però, sfugge alla semplice celebrazione e mette a fuoco soprattutto lavoro, disciplina e scelte che hanno contribuito a costruire il <strong>Pogačar </strong>che conosciamo oggi.</p>



<p>A rendere ancora più vivo il lavoro di <strong>Conti </strong>contribuisce la ricchezza di aneddoti: episodi, testimonianze e retroscena che completano il ritratto del campione e sanno emozionare. È anche grazie a quel sorriso sempre presente sul volto del ragazzo dal ciuffo biondo che continua a divertirsi pedalando, se molti appassionati si sono riavvicinati al ciclismo.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Un ALIENO a Sanremo! POGACAR stampa Pidcock al fotofinish dopo essere caduto | MILANO-SANREMO 2026" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/6NRgO_wnBl0?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div><figcaption class="wp-element-caption">La recente vittoria di Tadej Pogačar alla Milano-Sanremo</figcaption></figure>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2026/05/09/un-libro-su-tadej-pogacar-il-nuovo-cannibale-del-ciclismo.html">Un libro su Tadej Pogačar, il nuovo cannibale del ciclismo</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://gameofgoals.it/2026/05/09/un-libro-su-tadej-pogacar-il-nuovo-cannibale-del-ciclismo.html/feed</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Champions League, semifinale ritorno: Bayern Monaco-Paris Saint Germain 1-1</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2026/05/06/champions-league-semifinale-ritorno-bayern-monaco-paris-saint-germain-1-1.html</link>
					<comments>https://gameofgoals.it/2026/05/06/champions-league-semifinale-ritorno-bayern-monaco-paris-saint-germain-1-1.html#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Tommaso Ciuti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 May 2026 22:29:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[2025-2026]]></category>
		<category><![CDATA[bayern monaco]]></category>
		<category><![CDATA[champions league]]></category>
		<category><![CDATA[dembelé]]></category>
		<category><![CDATA[kvaratshkelia]]></category>
		<category><![CDATA[neuer]]></category>
		<category><![CDATA[psg]]></category>
		<category><![CDATA[semifinali]]></category>
		<category><![CDATA[terza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://gameofgoals.it/?p=27290</guid>

					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina: Dembélé esulta dopo il gol Basta un gol di Ousmane Dembélé dopo tre minuti di gioco per regalare al Paris Saint Germain [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2026/05/06/champions-league-semifinale-ritorno-bayern-monaco-paris-saint-germain-1-1.html">Champions League, semifinale ritorno: Bayern Monaco-Paris Saint Germain 1-1</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-text-align-right"><em>Immagine di copertina: Dembélé esulta dopo il gol</em></p>



<p class="has-drop-cap">Basta un gol di <strong>Ousmane Dembélé </strong>dopo tre minuti di gioco per regalare al Paris Saint Germain il biglietto per la seconda finale consecutiva di Champions League. Sono i bavaresi, in uno stadio infuocato, a recriminare maggiormente per un paio di discutibili decisioni arbitrali che fanno discutere: una tra tutte, il tocco di mano di <strong>Joao Neves </strong>nella propria area dopo un rinvio del compagno. La rete di <strong>Harry Kane</strong> arriva a tempo ormai scaduto ed è utile solo per le statistiche. <strong>Luis Enrique</strong> dunque ammutolisce l’Allianz Arena e vola a Budapest, dove affronterà l’Arsenal di <strong>Arteta</strong>. Dopo la marcia trionfale dello scorso anno, conclusasi con un 5-0 epocale all’Inter di<strong> Simone Inzaghi</strong>, il tecnico catalano cerca un bis che profumerebbe di impresa storica.</p>



<p>Chi si aspettava i fuochi d’artificio dell’andata sarà rimasto deluso, stavolta la cascata di gol non c’è stata. Tuttavia la partita sul piano tecnico è stata tutt’altro che banale: il gol pesantissimo di <strong>Dembélé</strong>, che conclude a rete con il piattone a butta sicura dopo un sontuoso dai-e-vai a centrocampo tra <strong>Kvaratskhelia </strong>e <strong>Fabian Ruiz</strong> infarcito da una sgroppata del georgiano in condizioni fisiche straripanti, sembrava il preludio ad una gara in discesa.</p>



<p>L’orgoglio del Bayern è però uscito dopo la prima mezz’ora di gioco: possesso sì, ma senza quella lucidità necessaria per sorprendere i rivali negli ultimi venti metri. Le giocate individuali dei due esterni che nella partita d’andata ci avevano regalato magie a profusione si sono viste a ritmi alterni (<strong>Olise </strong>nel primo tempo, <strong>Luis Diaz</strong> nel secondo), mentre <strong>Harry Kane</strong> &#8211; nonostante dedizione e impegno non manchino mai &#8211; è stato assorbito e neutralizzato dalla coppia difensiva <strong>Pacho</strong>&#8211;<strong>Marquinhos</strong>, ad eccezione dell’inutile rete nel finale.</p>



<p>D’altro canto il Bayern Monaco deve ringraziare l’eterno <strong>Neuer </strong>in almeno quattro occasioni, se il PSG non ha trovato il raddoppio (la parata sul colpo di testa di Joao Neves nel primo tempo è a dir poco sensazionale). Oltre alla straordinaria prestazione di <strong>Kvaratskhelia </strong>&#8211; sempre più uomo della Champions &#8211; è da segnalare l’ennesima prova infarcita di talento e scintille targata <strong>Désiré Doué</strong>, sempre più importante nello scacchiere parigino: imprendibile palla al piede, veloce nel dribbling e nel pensiero, tecnica sopraffina quasi “sudamericana”.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img decoding="async" width="800" height="450" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/232300583-201a4b19-3754-49bf-9347-42c29ab01956.jpg" alt="" class="wp-image-27294" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/232300583-201a4b19-3754-49bf-9347-42c29ab01956.jpg 800w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/232300583-201a4b19-3754-49bf-9347-42c29ab01956-300x169.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/232300583-201a4b19-3754-49bf-9347-42c29ab01956-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption">Esultanza del Psg</figcaption></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il tabellino</h2>



<p></p>



<p><strong>BAYERN MONACO-PSG 1-1<br>Marcatori:</strong> pt 3&#8242; Dembélé (P); st 49&#8242; Kane (B).<br><strong>Bayern Monaco (4-2-3-1):</strong> Neuer; Laimer, Upamecano (st 40’ Karl), Tah (st 23’ Kim), Stanisic (st 22’ Davies); Kimmich, Pavlovic; Olise, Musiala (st 34’ Jackson), Diaz; Kane. All. Kompany.<br><strong>Psg (4-3-3): </strong>Safonov; Zaire-Emery, Marquinhos, Pacho, Nuno Mendes (st 40’ Mayulu); Ruiz (st 31’ Beraldo), Vitinha, Joao Neves; Doué (st 31’ Hernandez), Dembélé (st 20’ Barcola), Kvaratskhelia. All. Luis Enrique.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le pagelle</h2>



<p></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>BAYERN MONACO</strong></p>



<p><strong>IL MIGLIORE NEUER 7,5<br></strong>Il pallone del gol di Dembélé gli sfiora la faccia, ma la leggenda tedesca è protagonista in almeno quattro occasioni, negando al PSG il raddoppio e tenendo in corsa i suoi fino alla fine. Eccellenti gli interventi su Doue e Kvara, anche se ritengo che il capolavoro sia l’intervento sul colpo di testa di Joao Neves nel primo tempo, un autentico riflesso felino, per un portiere ormai senza tempo.</p>



<p><strong>Kimmich 6,5</strong> Regia ordinata e pulita, fa sempre la cosa giusta e amministra il pallone con maestria. Gli manca però l’intuizione vincente.</p>



<p><strong>Luis Diaz 6 </strong>Dopo la prestazione debordante dell’andata, il colombiano torna sulla terra e, anzi, nella prima frazione è uno dei giocatori più deludenti. Nel secondo tempo alza i giri del motore e si dimostra l’uomo più frizzante del tridente, anche se non trova la magia risolutiva.</p>



<p><strong>Olise 6</strong> La prestazione è simile a quella di Luis Diaz: bene un tempo (il primo), male il secondo. Ha il merito di sfiorare il gol con un sinistro a giro dei suoi, anche se stavolta si è acceso ad intermittenza.</p>



<p><strong>Kane 5,5 </strong>Non inganni il gol, arrivato a tempo praticamente scaduto. L’inglese negli ultimi 16 metri è un fantasma, viene soffocato e disarmato ed è costretto a girovagare lontano dall’area. Le sue doti superiori gli consentono di essere utile in fase di manovra, ma stasera doveva farci vedere ben altro.</p>



<p></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>PARIS SAINT GERMAIN</strong></p>



<p><strong>IL MIGLIORE KVARATSKHELIA 7,5<br></strong>Anche senza segnare, il georgiano disputa l’ennesima grande partita di una Champions che l’ha visto stabilmente tra i primi protagonisti, se non addirittura il protagonista principale. L’assist per il gol di Dembele è suo, nato da un triangolo a centrocampo ed una sgroppata delle sue. Dispensa numerose giocate di qualità, nel dribbling e anche nelle aperture, oltre ad un instancabile lavoro difensivo. A Napoli era già molto forte, ma a Parigi quest’anno sta facendo il salto di qualità che lo annovera tra le prime stelle del calcio attuale.</p>



<p><strong>Doue 7</strong> Il <em>neymarino</em> francese ci regala un’altra notte europea da protagonista: il suo dribbling è rapido, secco, fulmineo e non lascia scampo. Penetra nel cuore del Bayern come un coltello nella carne, un suo numero sulla linea di fondo è da “malandro” vero.</p>



<p><strong>Dembélé 7</strong> Gol pesantissimo in avvio e tanto, tanto, tanto lavoro oscuro di ripiegamento, di pressing e di fatica. Non sta tenendo le medie realizzative siderali dello scorso anno, ma sicuramente sta tenendo la mentalità, ormai da giocatore maturo, e non più da giocatore evanescente come negli anni di Barcellona. Il vero capolavoro di Luis Enrique.</p>



<p><strong>Pacho-Marquinhos 7 </strong>La coppia centrale del PSG non fa passare neanche l’aria per vie centrali (tranne Kane all’ultimo minuto, ormai ininfluente, gliela possiamo perdonare) e non perde la testa nemmeno quando i pericoli arrivano dagli esterni rivali.</p>



<p><strong>Vitinha 6</strong> Stavolta la scena se la prendono altri, e a centrocampo è il più ordinario dei tre (Neves e Ruiz sono mezzo gradino sopra), ma il suo lo fa abbondantemente. Chissà se si sta tenendo i colpi di genio per la finale&#8230;</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Bayern Monaco-PSG: gol e highlights | Champions League" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/omHvn03-EFI?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2026/05/06/champions-league-semifinale-ritorno-bayern-monaco-paris-saint-germain-1-1.html">Champions League, semifinale ritorno: Bayern Monaco-Paris Saint Germain 1-1</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://gameofgoals.it/2026/05/06/champions-league-semifinale-ritorno-bayern-monaco-paris-saint-germain-1-1.html/feed</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Champions League, semifinale ritorno: Arsenal-Atletico Madrid 1-0</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2026/05/05/champions-league-semifinale-ritorno-arsenal-atletico-madrid-1-0.html</link>
					<comments>https://gameofgoals.it/2026/05/05/champions-league-semifinale-ritorno-arsenal-atletico-madrid-1-0.html#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gabriele Gilli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 May 2026 22:34:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[2025-2026]]></category>
		<category><![CDATA[2026]]></category>
		<category><![CDATA[arsenal]]></category>
		<category><![CDATA[arteta]]></category>
		<category><![CDATA[atletico madrid]]></category>
		<category><![CDATA[champions league]]></category>
		<category><![CDATA[ritorno]]></category>
		<category><![CDATA[semifinale]]></category>
		<category><![CDATA[simeone]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://gameofgoals.it/?p=27268</guid>

					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina Bukayo Saka dopo il gol decisivo Dopo 20 anni dall&#8217;ultima volta, l&#8217;Arsenal tornerà a disputare una finale di UEFA Champions League. Per [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2026/05/05/champions-league-semifinale-ritorno-arsenal-atletico-madrid-1-0.html">Champions League, semifinale ritorno: Arsenal-Atletico Madrid 1-0</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-text-align-right"><em><strong>Immagine di copertina</strong> Bukayo Saka dopo il gol decisivo</em></p>



<p></p>



<p class="has-drop-cap">Dopo 20 anni dall&#8217;ultima volta, l&#8217;Arsenal tornerà a disputare una finale di UEFA Champions League. Per gli uomini di <strong>Mikel Arteta </strong>non si tratta soltanto di un traguardo storico, ma anche il premio per la crescita dimostrata col passare delle stagioni. I <em>Gunners </em>si ritrovano infatti ad aver raggiunto questo punto della competizione dopo la semifinale persa l&#8217;anno scorso contro il Paris Saint Germain, ritrovandosi anche col vento in poppa per il finale di stagione in Premier League. D&#8217;altro canto, invece, l&#8217;eliminazione dell&#8217;Atletico Madrid va ad aggiungersi ad un quadro decisamente mesto per la squadra del <em>Cholo </em><strong>Simeone</strong>, costretta ad arrendersi troppo presto in Liga e a leccarsi di suo le ferite per la beffa in Coppa del Re contro la Real Sociedad.</p>



<p>L&#8217;accesso alla serata finale di Budapest è stato assolutamente meritato per l&#8217;Arsenal, capace di confermare per l&#8217;ennesima volta la propria solidità difensiva (appena 6 gol subìti in 14 partite in questa Champions) e di confermare le proprie qualità su quelle dei <em>Colchoneros</em>. I londinesi hanno infatti avuto la meglio soprattutto in mezzo al campo, così come sugli inserimenti continui di <strong>Bukayo Saka</strong> e <strong>Leandro Trossard</strong> sulle fasce e sulla grande fisicità di <strong>Viktor Gyokeres</strong>. Al resto hanno provveduto <strong>William Saliba </strong>e <strong>Gabriel</strong>, due antentici muri in mezzo alla difesa. D&#8217;altro canto, la banda del Cholo non ha dimostrato di poter pungere per davvero l&#8217;Arsenal, complici anche la prova opaca di <strong>Julian Alvarez </strong>e l&#8217;ancor peggiore performance di <strong>Ademola Lookman</strong>. Inoltre l&#8217;uscita prematura dal campo di <strong>Antoine Griezmann</strong> e dello stesso Julian risulta ancora difficile da capire.</p>



<p>Sia come sia, i Gunners sono dove meritano di stare, con una filosofia di gioco molto simile a quanto si era visto fare 20 anni prima con <strong>Arsene Wenger</strong>: una squadra solida difensivamente, più concreta che brillante dal punto di vista del gioco corale, ma anche ben organizzata a livello tattico. Manca certamente un <strong>Thierry Henry </strong>o un<strong> Cesc Fabregas</strong>, ma in tempi moderni tocca accontentarsi con questo Arsenal camaleontico e dalle mille risorse. Tanto basta per preparare le valigie per Budapest.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Arsenal-Atletico Madrid: gol e highlights | Champions League" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/gpKCESwqt58?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il tabellino</h2>



<p></p>



<p><strong>ARSENAL-ATLETICO MADRID 1-0</strong><br><strong>Marcatore:</strong> pt 44&#8242; Saka.<br><strong>Arsenal (4-2-3-1):</strong> Raya; White, Saliba, Gabriel, Calafiori (st 13&#8242; Hincapié); Rice, Skelly (st 29&#8242; Zubimendi); Saka (st 13&#8242; Madueke), Eze (st 13&#8242; Odegaard), Trossard (st 38&#8242; Martinelli); Gyokeres. All.: Arteta.<br><strong>Atletico Madrid (4-4-2): </strong>Oblak; Pubill, Le Normand (st 13&#8242; Molina), Hancko, Ruggeri; G. Simeone (st 13&#8242; Sorloth), Llorente, Koke, Lookman (st 13&#8242; Cardoso); Griezmann (st 21&#8242; Baena), J. Alvarez (st 21&#8242; Almada). All.: D. Simeone.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le pagelle</h2>



<p></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>ARSENAL</strong></p>



<p></p>



<p><strong>IL MIGLIORE RICE 7,5</strong><br>Risulta difficile rintracciare un giocatore che abbia spiccato all&#8217;interno dell&#8217;ottima prova corale dei Gunners. Mi sento di premiare lui, che per l&#8217;ennesima volta si è confermato come uno dei migliori centrocampisti al mondo. Soprattutto nel secondo tempo si è esaltato con una prova di forza da grande campione, recuperando palloni su palloni ed imbastendo qualche contropiede degno di nota. Tanta della forza della squadra di Arteta passa per una diga con ben pochi eguali in circolazione, sempre pronta nei momenti di bisogno. Totem. <strong><br></strong><br><strong>Gabriel-Saliba 7</strong> Formano per l&#8217;ennesima volta una premiata ditta difensiva che disinnesca gli attaccanti avversari. A rotazione creano problemi a Griezmann e Alvarez, che faticano a sbrogliare il bandolo della matassa. E se Gabriel si esalta con dei salvataggi difensivi a dir poco eccezionali nel secondo tempo, Saliba si esalta mettendo la museruola a Julian, per poi servire una palla splendida a Gyokeres per l&#8217;1-0. Ad oggi praticamente nessuna coppia difensiva al mondo può vantare il loro affiatamento. Muro.<br><br><strong>Trossard 6,5 </strong>A differenza di Saka (voto 6,5: autore del gol decisivo, ma poco incisivo come prestazione pura), è più inserito nel contesto della partita, esaltandosi in diverse accelerazioni degne di nota. Dal suo tiro viene infatti propiziato il gol vittoria del suo Arsenal, a conferma della poliedricità di un jolly offensivo mai sufficientemente celebrato tra i Gunners. Caterpillar. <br><br><strong>Raya 6,5</strong> Non deve scaldare troppo i suoi guantoni, ma quando deve farlo, lo fa con sicurezza. Disinnesca un paio di conclusioni dell&#8217;Atletico Madrid ed esce senza problemi sulle palle alte. Pur senza essere propriamente un portiere di primissima fascia internazionale in termini di riflessi, si conferma un portiere affidabile che trasmette la giusta sicurezza ai compagni. Solido.<br><br><strong>Gyokeres 6,5 </strong>Lotta fisicamente contro qualunque difensore avversario, fa ammattire Pubill in più di un&#8217;occasione, fa reparto da solo quando i Gunners ne hanno bisogno per salire di baricentro nella ripresa e propizia il gol decisivo con un ottimo lavoro sulla fascia. Peccato soltanto per quell&#8217;errore a tu per tu con Oblak, che per sua fortuna non è costato caro alla sua squadra. Rivedibile.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Declan Rice <a href="https://twitter.com/hashtag/UCL?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#UCL</a> <a href="https://t.co/FoKAOLJCoU">pic.twitter.com/FoKAOLJCoU</a></p>&mdash; H (@HQpcrt) <a href="https://twitter.com/HQpcrt/status/2051772019700793563?ref_src=twsrc%5Etfw">May 5, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>ATLETICO MADRID</strong></p>



<p></p>



<p><strong>IL MIGLIORE LLORENTE 7</strong> Esattamente come all&#8217;andata (e l&#8217;intera Champions da lui disputata), rientra tra i migliori in campo. Gioca una partita da vero e proprio Gladiatore, correndo per l&#8217;intera squadra, disinnescando diverse conclusioni verso la porta di Oblak e non dandosi mai per vinto. Purtroppo per lui questo spirito combattivo non viene replicato dai suoi compagni di squadra, ben lontani dalla sua attitudine nel corso dei 90 minuti. Nei 180 minuti tra andata e ritorno, nessuno dell&#8217;Atletico ha raggiunto la sua costanza e la sua forza di volontà. Stoico.<br><br><strong>Griezmann 6 </strong>A differenza di Julian, suo socio in affari in attacco, ci prova a scuotere i suoi in fase difensiva, prodigandosi in interventi difensivi tipici del suo repertorio. Ci prova anche nella ripresa, ma purtroppo Raya si oppone. Proprio quando sembrava sul punto di poter provare la rimonta dei suoi, Simeone lo sostituisce prematuramente senza apparente motivo. Avrebbe certamente meritato un finale migliore per la sua carriera in Champions League, già di suo ricca di rimpianti da 10 anni. Che amarezza.<br><br><strong>Ruggeri 5 </strong>Non commette particolari sbavature su Saka fino al 44&#8242;, quando viene infilato dall&#8217;ala dell&#8217;Arsenal in un modo fin troppo ingenuo. Inoltre, in quella circostanza non è nemmeno particolarmente sveglio a salire con la linea difensiva. Questo particolare, unito ad una prova tutt&#8217;altro che entusiasmante, pesa nel bilancio complessivo della prestazione deludente di uno dei giocatori più in forma dell&#8217;Atletico. Sottotono.<br><br><strong>Alvarez 5 </strong>Dopo la Champions League da marziano di cui si è reso protagonista, stecca purtroppo la sua ultima partita, incappando in una prestazione davvero opaca, priva di spunti offensivi e ben lontana dagli standard a cui ci aveva abituati. Ci prova anche ad abbassarsi a metà campo, ma con il tandem Gabriel-Saliba gira largo e non riesce a farsi spazio tra le maglie della difesa dei Gunners. C&#8217;è anche da dire che non fosse in formissima dopo le botte rimediate dai difensori avversari all&#8217;andata. Deludente.<br><br><strong>Lookman 4 </strong>Già all&#8217;andata era stato tra i peggiori in campo a causa degli sprechi del secondo tempo, mentre oggi si è proprio superato in termini di negatività della propria prestazione. Non struscia palla neanche a pregare l&#8217;altissimo e quando lo fa, li spreca in un modo quasi dilettantesco. Simeone lo sostituisce anzitempo senza pentirsene minimamente. Inguardabile.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true"><p lang="es" dir="ltr">Julián Alvarez <a href="https://twitter.com/hashtag/UCL?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#UCL</a> <a href="https://t.co/CzYuetul9J">pic.twitter.com/CzYuetul9J</a></p>&mdash; H (@HQpcrt) <a href="https://twitter.com/HQpcrt/status/2051762366082060761?ref_src=twsrc%5Etfw">May 5, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2026/05/05/champions-league-semifinale-ritorno-arsenal-atletico-madrid-1-0.html">Champions League, semifinale ritorno: Arsenal-Atletico Madrid 1-0</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://gameofgoals.it/2026/05/05/champions-league-semifinale-ritorno-arsenal-atletico-madrid-1-0.html/feed</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;inutile guerra tra offensivisti e difensivisti: nel calcio è la qualità che fa la differenza</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2026/05/02/linutile-guerra-tra-offensivisti-e-difensivisti-nel-calcio-e-la-qualita-che-fa-la-differenza.html</link>
					<comments>https://gameofgoals.it/2026/05/02/linutile-guerra-tra-offensivisti-e-difensivisti-nel-calcio-e-la-qualita-che-fa-la-differenza.html#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Niccolo Mello]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 May 2026 14:18:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calcio moderno]]></category>
		<category><![CDATA[arteta]]></category>
		<category><![CDATA[barcellona]]></category>
		<category><![CDATA[bayern monaco]]></category>
		<category><![CDATA[bosman]]></category>
		<category><![CDATA[calcio offensivo]]></category>
		<category><![CDATA[chelsea]]></category>
		<category><![CDATA[difesa]]></category>
		<category><![CDATA[flick]]></category>
		<category><![CDATA[guardiola]]></category>
		<category><![CDATA[harry kane]]></category>
		<category><![CDATA[kompany]]></category>
		<category><![CDATA[kvaratshkelia]]></category>
		<category><![CDATA[luis diaz]]></category>
		<category><![CDATA[luis enrique]]></category>
		<category><![CDATA[mourinho]]></category>
		<category><![CDATA[Olanda]]></category>
		<category><![CDATA[olise]]></category>
		<category><![CDATA[psg]]></category>
		<category><![CDATA[rinus michels]]></category>
		<category><![CDATA[simeone]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://gameofgoals.it/?p=27197</guid>

					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina L&#8217;esultanza di Kvicha Kvaratshkelia dopo un gol. Il georgiano è oggi uno dei più forti calciatori al mondo La pirotecnica semifinale di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2026/05/02/linutile-guerra-tra-offensivisti-e-difensivisti-nel-calcio-e-la-qualita-che-fa-la-differenza.html">L&#8217;inutile guerra tra offensivisti e difensivisti: nel calcio è la qualità che fa la differenza</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-text-align-right"><em><strong>Immagine di copertina</strong> L&#8217;esultanza di Kvicha Kvaratshkelia dopo un gol. Il georgiano è oggi uno dei più forti calciatori al mondo</em></p>



<p class="has-drop-cap">La pirotecnica semifinale di andata di Champions League tra Paris Saint Germain e Bayern Monaco (leggi la cronaca <a href="https://gameofgoals.it/2026/04/28/champions-league-semifinale-andata-paris-saint-germain-bayern-monaco-5-4.html">qui</a>) ha riacceso lo snervante e annoso dibattito tra offensivisti e difensivisti. La conseguenza della partita, terminata sul roboante punteggio di 5-4 per i francesi, ha visto contrapporsi due schiere, entrambe particolarmente agguerrite. Da una parte coloro che hanno esaltato gli attacchi, lo spettacolo, le emozioni e le qualità tecniche, la ricerca sistematica degli uno contro uno e dei dribbling dei giocatori in campo. Dall&#8217;altra coloro che hanno rimarcato le difese eccessivamente lascive, l&#8217;assenza di strategia e tattica corale, l&#8217;incapacità di gestire i ritmi e alternare le fasi di gioco rispecchiando i momenti dell&#8217;incontro.</p>



<p>La mia impressione è che questo atavico dibattito sia tipicamente italiano ed è lo specchio di un Paese che riesce a dividersi sempre su tutto, come se da una parte vi fossero i buoni e dall&#8217;altra i cattivi, polarizzando qualsiasi argomento e dividendo il mondo in bianco e nero. Non comprendendo l&#8217;antico adagio latino che in <em>media stat virtus</em>, e che la vita è fatta &#8211; soprattutto &#8211; di tante sfumature di grigio. Ma è qualcosa che vediamo abitualmente, per esempio, nei tanti temi della politica, nei continui e snervanti attacchi tra destra e sinistra su qualsiasi argomento, di carattere nazionale e internazionale, spesso senza analizzare e conoscere fino in fondo le questioni di cui si parla.</p>



<p>Lo sport e il calcio, che rimane la disciplina più popolare, seguita e dibattuta, non fanno eccezione.<br>Premetto che per me Paris Saint Germain-Bayern Monaco è stata una grandissima partita, una delle più belle nella storia della Coppa dei Campioni/Champions League. Ma non lo è stata perché le due squadre hanno giocato un <em>calcio da strada</em>, come è stato definito, senza dare eccessivo peso alla fase difensiva. <br>Lo è stato per un altro motivo, al quale arriverò dopo una lunga dissertazione.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="PSG-Bayern Monaco 5-4: gol e highlights | Champions League" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/TKxk812o5hU?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<p></p>



<p>È indubbio che il calcio che paga di più oggi in Europa, una moda seguita da quasi tutti, sia il cosiddetto <em>calcio offensivo </em>&#8211; lo chiamerò così per semplificare il concetto e renderlo accessibile a tutti -, che fa aggio su quello <em>difensivo</em>.</p>



<p>È diventata la tendenza imperante da metà anni Novanta e ancora di più nel nuovo millennio. <br>Ma il calcio è fatto di cicli. Anche negli anni Cinquanta e in buona parte negli anni Sessanta, ad esempio, lo scenario era questo. E le partite vedevano punteggi altisonanti, inno costante alle sfide individuali e ai dribbling, terreno fertile per consentire ai campioni dei reparti offensivi di performare e incidere ai più alti livelli. D&#8217;altra parte in quell&#8217;epoca imperava ancora il Chapman System (leggi <a href="https://gameofgoals.it/2022/08/25/limportanza-di-chiamarsi-herbert-chapman.html">qui </a>per approfondire la figura di <strong>Herbert Chapman</strong>, straordinario allenatore inglese), che aveva trasformato di fatto le partite in una serie di duelli individuali.</p>



<p>Tra gli anni Cinquanta e Sessanta è possibile recuperare, non a caso, diverse sfide spettacolari in Coppa dei Campioni e non solo, con un mare di opportunità, di azioni offensive, di gol, di prestazioni immense degli attaccanti. Dalla finale dell&#8217;edizione 1960 tra Real Madrid ed Eintracht Francoforte (leggi <a href="https://gameofgoals.it/2016/04/01/1960-finale-real-madrid-eintracht-francoforte-7-3.html">qui</a>) a quella del 1962 tra Benfica e Real Madrid (leggi <a href="https://gameofgoals.it/2016/06/04/1962-finale-benfica-real-madrid-5-3.html">qui</a>). A tante altre.<br>E pure in quelle partite, come succede oggi, le difese non brillavano certo per essere ermetiche né vi erano in campo straordinari interpreti difensivi.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Benfica 5 - Real Madrid 3 - Final Champions 1962" width="1200" height="900" src="https://www.youtube.com/embed/BOAIYoxYp3Y?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<p></p>



<p>Questo dimostra che nel calcio è valido più che mai il concetto caro al chimico, biologo e filosofo francese <strong>Antoine-Laurent de Lavoisier</strong>, ossia che «nulla si crea, nulla si distrugge e tutto si trasforma». Nel calcio abbiamo già vissuto un momento come quello di oggi.<br>A cui è poi seguito un periodo più collettivo e più tattico, culminato con gli anni Settanta e ancora più gli anni Ottanta. Al termine del quale, per ravvivare un gioco diventato eccessivamente chiuso e che non divertiva più, si introdussero nuove regole, dal cambiamento del fuorigioco al divieto del portiere di prendere il pallone con le mani, dai tre punti per vittoria ad altri piccoli accorgimenti che ebbero l&#8217;obiettivo di alimentare nuovamente il fuoco del calcio d&#8217;attacco.</p>



<p>Corsi e ricorsi storici, dunque. Per questo non si può escludere che dopo questa fase, il calcio entrerà magari in un&#8217;era più tattica. È già successo.<br>Molto dipenderà dallo sviluppo del gioco e dalla società che ci circonda.</p>



<p>Ad ogni buon conto, oggi viviamo in un&#8217;epoca di calcio offensivo. E la maggior parte delle squadre migliori al mondo si sono adeguate a questo canovaccio, tenendo saldo il concetto che il calcio è prima di tutto uno spettacolo per le masse, soprattutto nel mondo attuale così dilaniato da crisi valoriali e da incertezze globali. La gente, sovente infelice, ansiosa e insoddisfatta, ha bisogno di staccare la spina e godere di 90 minuti divertenti, con tante emozioni e tanti gol. In un contesto simile, è normale venga privilegiato dunque un modello offensivo, tagliato su misura per regalare <em>circensem </em>in assenza del <em>panem</em>.</p>



<p>E d&#8217;altronde, non è solo il calcio a seguire questo filone. Dalla ricerca di regole che favoriscono i sorpassi nel mondo dell&#8217;automobilismo alla fioritura di atleti chiamati a <em>fare l&#8217;impresa</em> in numerose discipline individuali (si prenda ad esempio il ciclismo), lo spettacolo sportivo diventa <em>utile </em>per catalizzare l&#8217;interesse del popolo e svagarlo. Lo avevano capito già i Romani, ai tempi delle battaglie nel Colosseo.</p>



<p>Ad aver alimentato in modo radicale questa spinta al gioco offensivo è stato, in gran parte, un allenatore che ha finito con il rivoluzionare il calcio contemporaneo e ha disseminato l&#8217;Europa di suoi allievi, veri o verosimili: <em><a href="https://gameofgoals.it/2022/04/19/grandezza-e-limiti-del-guardiolismo.html">Pep </a></em><strong><a href="https://gameofgoals.it/2022/04/19/grandezza-e-limiti-del-guardiolismo.html">Guardiola</a></strong>.</p>



<p>Il tecnico catalano, alla guida del Barcellona tra l&#8217;estate 2008 e l&#8217;estate 2012, ha contribuito a creare un modello di calcio d&#8217;attacco, di dominio degli spazi e del campo, di controllo del gioco, dal quale sono poi germogliati moltissimi degli allenatori di grido che popolano la scena odierna.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="How Pep Guardiola’s Barcelona changed Football FOREVER!" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/ZY7D3fv_Sn0?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<p></p>



<p></p>



<p>Non può essere un caso che il Bayern Monaco, dove <strong>Guardiola </strong>ha poi allenato dopo l&#8217;esperienza catalana, si sia affidato a <em>Pep </em>per la scelta di <strong>Vincent Kompany</strong>. O che <strong>Luis Enrique</strong> abbia lavorato con <strong>Guardiola </strong>e ne abbia ereditato lo stile, in parte, già ai tempi del Barcellona stagione 2014-2015 e abbia poi proseguito nella sua avventura a Parigi. Per non parlare di <strong>Mikel Arteta</strong>, <strong>Hans Flick</strong> e <strong>Julian Nagelsmann</strong>, tutti allievi di <em>Pep </em>direttamente o indirettamente. Anche l&#8217;Italia, nel suo piccolo, ha un allenatore cresciuto a pane e <strong>Guardiola</strong>: lo stratega del Como <strong>Cesc Fabregas</strong>.</p>



<p>Il calcio è sempre stato ammaliato dalle rivoluzioni. Capitò così anche quando si presentò sulla scena l&#8217;<a href="https://gameofgoals.it/2022/10/26/utopia-74-lolanda-di-michels-e-cruijff-e-quella-sconfitta-che-ha-cambiato-la-storia.html">Olanda del 1974</a> di <strong>Rinus Michels</strong> e <strong><a href="https://gameofgoals.it/2021/01/13/johan-cruijff-luomo-orchestra.html">Johan Cruijff</a></strong>. Subito dopo la straordinaria esperienza <em>orange </em>che aveva incantato il mondo nel Mondiale tedesco vennero fuori emuli di quel modello a varie latitudini. Soprattutto in Italia, Paese che era uscito con le ossa rotte dall&#8217;avventura in Germania e cercava una via nuova, moderna, collettiva e atleticamente dirompente per soppiantare il proprio calcio ritenuto oramai vetusto e antiquato.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Olanda 1974: il Calcio Totale - Analisi tattica" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/Yd9B3mPHLSY?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<p></p>



<p>Pochi però compresero fino in fondo &#8211; come ha splendidamente sottolineato un maestro del giornalismo come <strong>Carlo Felice Chiesa</strong> in una sua forbita analisi della storia della tattica uscita anni fa su Calcio 2000 &#8211; due aspetti.</p>



<p>Il primo è che per fare grande ogni rivoluzione è fondamentale partire dalla qualità degli interpreti. Come <strong>Michels </strong>non avrebbe mai potuto ottenere ciò che ha ottenuto senza i vari <strong>Cruijff</strong>, <strong><a href="https://gameofgoals.it/2024/10/08/johan-neeskens-sulla-tolda-per-sempre.html">Neeskens</a></strong>, <strong>Krol</strong>, così <strong>Guardiola </strong>non sarebbe mai riuscito a creare il suo Barcellona dal leggendario tiki taka senza <strong><a href="https://gameofgoals.it/2021/07/25/xavi-hernandez-luomo-che-giocava-a-scacchi-correndo.html">Xavi</a></strong>, <strong><a href="https://gameofgoals.it/2022/01/15/don-andres-e-leuropa-le-dieci-meraviglie-dellillusionista.html">Iniesta </a></strong>e <strong><a href="https://gameofgoals.it/2023/01/04/il-metodo-messi-e-leccesso-di-severita-con-cui-si-giudicano-i-calciatori-di-oggi.html">Messi</a></strong>.</p>



<p>Il secondo è che il calcio olandese non era diventato straordinario solo con la forza dell&#8217;attacco. Ma anche di una difesa dotata, quando necessario, di un certo ermetismo, di maglie strette, di stopper solidi come <strong>Rijsbergen</strong>, di una pressione sui portatori di palla che chiudeva gli spazi di manovra, di rinculi difensivi quando serviva. Il Barcellona di <strong>Guardiola </strong>idem: non era una squadra <em>zemaniana</em>, votata unicamente all&#8217;offesa senza preoccuparsi minimamente di ciò che accadeva dietro; aveva difensori forti sull&#8217;uomo e capaci di chiudere basso in situazioni di palla inattiva; che non appena perdeva il pallone arretrava in difesa, e che quella difesa non lasciava 50 metri di campo dietro di sé scoprendo il fianco alle verticalizzazioni degli avversari.</p>



<p>E questo non tutti gli allievi di <em>Pep </em>sembrano averlo capito.<br>O meglio: sono partiti probabilmente dal modello di <em>Pep</em>, ma hanno percorso vie diverse.<br>L&#8217;unico che forse si avvicina ancora al maestro rimane <strong>Luis Enrique</strong>. Il suo Psg non a caso non difende alto o altissimo, ha difensori sull&#8217;uomo di una certa caratura individuale (<strong>Hakimi</strong>, <strong>Nuno Mendes</strong> e <strong>Marquinhos </strong>sono il meglio che il calcio contemporaneo possa offrire in quei ruoli) e finisce sovente con l&#8217;adattarsi alle caratteristiche e alle partite dell&#8217;avversario: se affronta il Bayern Monaco, si adegua e il match diventa una sequela infinita di uno contro uno e ribaltamenti individuali; ma quando ha affrontato il Liverpool nei quarti piuttosto che l&#8217;Arsenal lo scorso anno in semifinale, la squadra ha giocato in modo diverso, più accorto e ragionato.</p>



<p>Formazioni come il Bayern Monaco di <strong>Kompany </strong>e il Barcellona di <strong>Flick</strong>, invece, giocano sempre nello stesso modo contro chiunque. E rispetto al modello originale di <strong>Guardiola </strong>sono differenti in non pochi aspetti. </p>



<p>Il primo è in una ricerca molto più spinta e marcata della verticalità, quando invece <em>Pep </em>innervava la manovra di repentini scambi corti nello stretto che dovevano portare a un avvicinamento graduale alla porta avversaria. </p>



<p>Il secondo è nell&#8217;aspetto difensivo. Perché il Bayern di <strong>Kompany </strong>e il Barcellona di <strong>Flick </strong>non appena perdono il pallone cercano la riconquista immediata, ma così facendo lasciano praterie alle spalle nelle quali un avversario &#8211; se bravo a leggere il gioco &#8211; ha molta più facilità a infilarsi e colpire. Da qui il concetto per il quale le loro squadre difendano male, difendano poco o corrano eccessivi rischi.<br>Le squadre di <strong>Guardiola</strong>, al contrario, quando perdono il pallone scappano all&#8217;indietro e tentano di arroccarsi chiudendo gli spazi. Difendono in maniera <em>più classica</em>. Ma a conti fatti più efficace.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Il Barcellona di Flick: tattica del fuorigioco molto &quot;Zemaniana&quot;" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/yW1VIAIEsSE?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<p></p>



<p><strong>Arteta</strong>, al contrario, altro allievo di <em>Pep</em>, sembra aver seguito il modello originario più sull&#8217;aspetto difensivo che offensivo, anche perché l&#8217;Arsenal &#8211; rispetto alle altre big d&#8217;Europa e allo stesso Manchester City ancora allenato da <strong>Guardiola </strong>&#8211; non possiede lo stesso arsenale tecnico di risorse in attacco.</p>



<p>In qualche modo, <strong>Flick</strong>, <strong>Kompany </strong>e <strong>Arteta </strong>sembrano dei <strong>Guardiola </strong><em>monchi </em>o <em>mancati</em>, anche se è chiaro come in realtà abbiano cercato di seguire filosofie diverse rispetto a quella del maestro al quale dicono di essersi ispirati. Con risultanze che però sembrano ricalcare solo in parte quelle di <em>Pep</em>, il cui Barcellona e il cui calcio al <em>prime </em>restano superiori modelli di equilibrio e resa complessiva. Più attento in difesa rispetto ai primi, più efficace in attacco rispetto al secondo.</p>



<p>Non c&#8217;è però un solo modo di giocare a calcio, di vincere, come per altro ha riconosciuto lo stesso <strong>Kompany</strong>.<br>La seconda semifinale di andata di Champions League tra Atletico Madrid e Arsenal (leggi <a href="https://gameofgoals.it/2026/04/29/champions-league-semifinale-andata-atletico-madrid-arsenal-1-1.html">qui</a>) è stata senz&#8217;altro una partita meno spettacolare, con difese più coperte, meno situazioni individuali in campo aperto, più <em>garra </em>e tatticismo. Questo perché ha rispecchiato le filosofie dei due allenatori: <strong>Arteta</strong>, che come abbiamo detto è una sorta di versione difensiva di <strong>Guardiola</strong>, e il <em>Cholo </em><strong>Simeone</strong>, che invece è il portabandiera di una concezione calcistica opposta. Che nasce e si sviluppa in difesa e che assume poi &#8211; come per il calcio offensivo &#8211; varie declinazioni, a seconda dei Paesi entro cui si sviluppa.</p>



<p>Soprattutto non c&#8217;è solo un modo di <em>giocare bene a calcio</em>.<br>Bisogna uscire dall&#8217;ottica in cui il <em>bel gioco</em> o il <em>grande gioco</em> sia esclusivamente quello offensivo.<br>Lo dice la storia, non solo del pallone ma anche di altre discipline: sia di squadra come il basket; sia individuali, si prenda ad esempio uno sport che io adoro come lo snooker, dove ci sono maestri dell&#8217;attacco (da <strong>Ronnie O&#8217;Sullivan</strong> a <strong>Judd Trump</strong>) e maestri della difesa (da <strong>John Higgins</strong> a <strong>Mark Selby</strong>), e le partite possono risultare emozionanti per entrambi i punti di vista.</p>



<p>L&#8217;aspetto fondamentale rimane quello di trovare un equilibrio, sempre. Per essere competitivi davvero, gli <strong>O&#8217;Sullivan</strong> e i <strong>Trump </strong>devono comunque affinare ed essere redditizi anche nell&#8217;arte difensiva. E gli <strong>Higgins </strong>e i <strong>Selby </strong>devono mostrare coraggio e avere un gioco di serie incisivo e continuo quando attaccano.<br>Lo stesso vale nel calcio: privilegiare l&#8217;attacco non significa ritenere poco importante la difesa; partire da una difesa solida non significa non cercare di ripartire con assalti offensivi di una certa consistenza.</p>



<p>È chiaro: le squadre che più fanno la storia, che aprono cicli da ricordare, che entrano nei libri di testo poiché artefici di rivoluzioni in campo e fuori, sono quelle che privilegiano un gioco d&#8217;attacco. Ma che &#8211; ribadisco nuovamente &#8211; pur privilegiando l&#8217;attacco non trascurano la difesa. Sono di fatto squadre complete, equilibrate, che sanno fare tutto. <br>Ed è chiaro che, tendenzialmente, è più facile che una partita con tanti gol e tante giocate offensive diventi una grande partita.</p>



<p>Non è tuttavia automatico.<br>Si possono vedere sublimi partite che sono il frutto anche di straordinari spettacoli difensivi. E che non sono assolutamente per forza scempi di gioco come lo 0-0 tra Milan e Juventus nell&#8217;ultima giornata di Serie A.<br>E dall&#8217;altra parte possono esserci anche partite ricche di gol che non sono grandi partite. Un esempio è il recente Bayern Monaco-Real Madrid, quarti di finale di ritorno di Champions League, terminato 4-3 (leggi <a href="https://gameofgoals.it/2026/04/15/champions-league-quarti-ritorno-bayern-monaco-real-madrid-4-3.html">qui</a>), ma con un numero di errori spropositato da ambo le parti e prestazioni non così stellari dei grandi campioni offensivi,<strong> Harry Kane</strong> a parte.<br>Ecco perché quella non è stata a mio avviso una grande partita. È stata una partita ricca di pathos ed emozioni per i gol e i ribaltamenti di fronte. Ma non una partita dai grandissimi risvolti tecnici.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img decoding="async" width="810" height="536" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/gettyimages-2235979057-edited.webp" alt="" class="wp-image-27241" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/gettyimages-2235979057-edited.webp 810w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/gettyimages-2235979057-edited-300x199.webp 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/gettyimages-2235979057-edited-768x508.webp 768w" sizes="(max-width: 810px) 100vw, 810px" /><figcaption class="wp-element-caption">Harry Kane, autore di una stagione strepitosa</figcaption></figure>



<p></p>



<p class="has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-a75d9a0a81da043a2aff0b7e28baa6f4">Cosa allora fa la differenza per stabilire se una partita diventa una grande partita? La qualità. La qualità dei giocatori e di come rendono. La qualità delle giocate. La qualità delle strategie. La qualità del gioco, aperto o chiuso. La qualità delle parate. La qualità delle difese e dei difensori. La qualità è ben più importante e dirimente che il giocare all&#8217;attacco per stabilire se una partita diventi una grande partita.</p>



<p>E d&#8217;altronde, l&#8217;incontro secondo me più ricco di contenuti del Mondiale 1970 fu Brasile-Inghilterra (leggi <a href="https://gameofgoals.it/2013/09/19/1970-girone-c-brasile-inghilterra-1-0.html">qui</a>). Terminato 1-0. Ma con un insieme di giocate individuali, di abnegazione, di intensità, di ritmo, di qualità nelle due fasi e su ambo i lati del campo, da far passare in secondo piano Italia-Germania Ovest 4-3 (leggi <a href="https://gameofgoals.it/2013/10/30/1970-semifinali-italia-germania-ovest-4-3.html">qui</a>). La quale fu una partita molto più iconica ed emozionale, ovviamente, ma meno straordinaria dal punto di vista della mera essenza tecnica.</p>



<p>Anche dagli anni 2000 in avanti ricordo sublimi prestazioni difensive e grandissime partite difensive, superiori dal punto di vista qualitativo a tanti famigerati spettacoli offensivi. </p>



<p>Ad esempio, rammento come il Bayern Monaco di <strong>Ottmar Hitzfeld</strong> si difese strenuamente, non concedendo di fatto spiragli, al magno Real Madrid di <strong>Figo </strong>e <strong>Raúl&nbsp;</strong>nell&#8217;andata della semifinale di Champions League 2000/2001, competizione terminata poi con il meritato successo dei bavaresi.</p>



<p>E ancora mi viene in mente l&#8217;arte difensiva di<strong><a href="https://gameofgoals.it/2022/05/27/dimmi-jose-trionfi-ed-eccessi-dello-special-one.html"> José Mourinho</a></strong>, uno degli ultimi grandissimi strateghi d&#8217;Europa, e di come imbrigliò per 70 minuti pur con l&#8217;uomo in meno il super Barcellona di <strong><a href="https://gameofgoals.it/2023/04/14/la-magia-di-ronaldinho-le-10-partite-piu-iconiche-del-re-del-calcio-samba.html">Ronaldinho </a></strong>e <strong>Deco </strong>nell&#8217;andata delle semifinali di Champions League 2004/2005 al Camp Nou. In quel caso era stato poi bravo il tecnico dei catalani <strong>Frank Rijkaard</strong> a sparigliare le carte con l&#8217;inserimento di <strong>Maxi López</strong>, che trovò la chiave per aprire una gabbia difensiva dei <em>Blues </em>sin lì pressoché perfetta.</p>



<p>Ma di esempi se ne possono fare altri. Da certe partite in trincea, tatticamente ineccepibili e giocate divinamente da <strong>Guus Hiddink</strong>, alla costruzione del Triplete interista dello stesso <strong>Mourinho</strong>, arrivato in capo a partite difensivamente fantastiche, dalla resistenza a Stamford Bridge contro il Chelsea alla doppia sfida contro il Barcellona del già citato <strong>Guardiola</strong>.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" data-id="27232" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/sentiment_is_unlilkely_to_cloud_ottmar_hitzfeld_s_judgement_on_saturday-1024x576.webp" alt="" class="wp-image-27232" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/sentiment_is_unlilkely_to_cloud_ottmar_hitzfeld_s_judgement_on_saturday-1024x576.webp 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/sentiment_is_unlilkely_to_cloud_ottmar_hitzfeld_s_judgement_on_saturday-300x169.webp 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/sentiment_is_unlilkely_to_cloud_ottmar_hitzfeld_s_judgement_on_saturday-768x432.webp 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/sentiment_is_unlilkely_to_cloud_ottmar_hitzfeld_s_judgement_on_saturday-1536x864.webp 1536w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/sentiment_is_unlilkely_to_cloud_ottmar_hitzfeld_s_judgement_on_saturday.webp 1564w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Ottmar Hitzfeld</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="255" height="189" data-id="27236" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/0_ID7XsjlPY8wk9Jzp-edited.png" alt="" class="wp-image-27236"/><figcaption class="wp-element-caption">José Mourinho</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1646" height="926" data-id="27237" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/0754b439eab719803909baefaaf63c550406f736.png-1-edited.webp" alt="" class="wp-image-27237" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/0754b439eab719803909baefaaf63c550406f736.png-1-edited.webp 1646w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/0754b439eab719803909baefaaf63c550406f736.png-1-edited-300x169.webp 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/0754b439eab719803909baefaaf63c550406f736.png-1-edited-1024x576.webp 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/0754b439eab719803909baefaaf63c550406f736.png-1-edited-768x432.webp 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/0754b439eab719803909baefaaf63c550406f736.png-1-edited-1536x864.webp 1536w" sizes="(max-width: 1646px) 100vw, 1646px" /><figcaption class="wp-element-caption">Guus Hiddink</figcaption></figure>
</figure>



<p></p>



<p>E dunque torniamo alla domanda iniziale: cosa ha reso, a mio avviso, Paris Saint Germain-Bayern Monaco una grande partita?<br>Ciò che rese grande Benfica-Real Madrid, finale di Coppa Campioni del 1962. Ciò che ha reso grande Argentina-Francia 2022, secondo me la più bella finale mondiale di tutti i tempi (leggi <a href="https://gameofgoals.it/2022/12/18/mondiale-finale-argentina-francia-7-5-dcr-partita-indimenticabile-messi-e-mbappe-immensi.html">qui</a>). </p>



<p>È stata la qualità.<br>La qualità ha reso grande Paris Saint Germain-Bayern Monaco.<br>La qualità delle giocate e dei gol. La qualità delle prestazioni individuali di ognuna delle sei stelle offensive: <strong>Doué</strong>, <strong>Dembelé</strong>, <strong>Kvaratskhelia </strong>da una parte; <strong>Olise</strong>, <strong>Kane </strong>e <strong>Luis</strong> <strong>Diaz </strong>dall&#8217;altra. Tutti giocatori che sono stati valutati, secondo la scala di voti che siamo soliti applicare in Italia, tra il 7.5 e l&#8217;8.5, forse in alcuni casi addirittura 9.<br>È la stessa cosa successa in Benfica-Real 1962 o in Argentina-Francia 2022.</p>



<p>Quando la qualità sovrasta il numero &#8211; comprensibile &#8211; di errori difensivi che inevitabilmente si vedono in partite con tanti gol, allora diventa una grande, grandissima partita. Spesso indimenticabile. Spesso destinata a fare la storia di una competizione e la storia del calcio.</p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2026/05/02/linutile-guerra-tra-offensivisti-e-difensivisti-nel-calcio-e-la-qualita-che-fa-la-differenza.html">L&#8217;inutile guerra tra offensivisti e difensivisti: nel calcio è la qualità che fa la differenza</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://gameofgoals.it/2026/05/02/linutile-guerra-tra-offensivisti-e-difensivisti-nel-calcio-e-la-qualita-che-fa-la-differenza.html/feed</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>1983-1984: Milan-Juventus 0-3</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2026/05/01/1983-1984-milan-juventus-0-3.html</link>
					<comments>https://gameofgoals.it/2026/05/01/1983-1984-milan-juventus-0-3.html#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Niccolo Mello]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 May 2026 16:03:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Anni 80]]></category>
		<category><![CDATA[baresi]]></category>
		<category><![CDATA[Boniek]]></category>
		<category><![CDATA[gerets]]></category>
		<category><![CDATA[juventus]]></category>
		<category><![CDATA[milan]]></category>
		<category><![CDATA[platini]]></category>
		<category><![CDATA[rossi]]></category>
		<category><![CDATA[Scirea]]></category>
		<category><![CDATA[serie A]]></category>
		<category><![CDATA[Tardelli]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://gameofgoals.it/?p=182</guid>

					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina Una foto di squadra della favolosa Juventus 1983-1984 Una Juventus spietata e capace di cogliere i momenti decisivi schianta il Milan a [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2026/05/01/1983-1984-milan-juventus-0-3.html">1983-1984: Milan-Juventus 0-3</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-text-align-right"><em><strong>Immagine di copertina</strong> Una foto di squadra della favolosa Juventus 1983-1984</em></p>



<p class="has-drop-cap"><b>Una Juventus spietata e capace di cogliere i momenti decisivi schianta il Milan</b> a San Siro e prosegue la sua marcia solitaria al vertice del campionato. <b>I rossoneri </b>di casa, penalizzati dall&#8217;espulsione di Damiani dopo 3&#8242;, gettano il cuore oltre l&#8217;ostacolo e <b>giocano una partita generosa</b> e caparbia. <b>Sono però costretti ad arrendersi alla lunga alla maggior qualità degli avversari</b>, che possono disporre di campioni sopra la media, su tutti quel Platini che viaggia sempre a ondate, ma quando decide di fare la differenza in prima persona ha davvero pochi rivali.</p>



<p><a name="more"></a></p>



<p><b>Milan:</b> Piotti &#8211; Gerets, Tassotti, F. Galli, Spinosi (st 27&#8242; Carotti) &#8211; Baresi &#8211; Damiani, Battistini, Verza, Evani &#8211; Blissett.<br><b>Juventus:</b> Tacconi &#8211; Scirea &#8211; Gentile, Brio, Cabrini &#8211; Penzo (st 10&#8242; Vignola), Bonini, Tardelli &#8211; Platini &#8211; Rossi, Boniek.</p>



<p><b>Primo tempo</b><br><b>2&#8242;</b> tentativo in area di Evani, il pallone sbatte sul braccio di Scirea. Protestano i giocatori del Milan, ma l&#8217;intervento del capitano della Juventus è involontario.<br><b>3&#8242;</b> espulso Damiani per un fallo di reazione su Cabrini. Milan in dieci uomini.<br><b>13&#8242; GOL JUVENTUS</b> Platini apre il campo a destra per Rossi, che rimette in mezzo, arriva da dietro ancora Platini che si coordina e di controllato infila il primo palo.<br><b>19&#8242;</b> sinistro potente da fuori area di Baresi, Tacconi blocca. Un buon Milan nonostante l&#8217;inferiorità numerica.<br><b>28&#8242;</b> punizione di Verza da destra, Gerets manca di un soffio la deviazione sotto misura.<br><b>44&#8242;</b> Baresi sale palla al piede, scambia con Verza e giunto al limite calcia sul secondo palo, la palla esce di poco. Il Milan ci ha provato in questo primo tempo, ma non riesce a rendersi pericoloso.</p>



<p><b>Secondo tempo</b><br><b>12&#8242;</b> Gerets protesta per un presunto fallo di Bonini in area ai suoi danni, l&#8217;arbitro però fa continuare.<br><b>21&#8242; GOL JUVENTUS</b> Platini per Boniek, lungo lancio per Rossi, che si invola verso la porta superando in velocità Filippo Galli e battendo Piotti con un diagonale radente imparabile.<br><b>32&#8242;</b> Baresi per Gerets in area, palla indietro ancora a Baresi, diagonale immediato e palla sul fondo di un metro.<br><b>40&#8242; GOL JUVENTUS</b> Platini si incunea in area sul lato sinistro e con un pallonetto sul fronte opposto trova Vignola, dribbling secco a un avversario e diagonale vincente. La Juventus ha gestito la partita senza particolari affanni colpendo in ripartenza.<br><b>46&#8242;</b> lungo lancio di Platini per Tardelli, che tocca a Boniek, sinistro da fuori, para Piotti.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="520" height="780" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/uxukbkhzocqaprfeoja4.webp" alt="" class="wp-image-27195" style="width:450px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/uxukbkhzocqaprfeoja4.webp 520w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/uxukbkhzocqaprfeoja4-200x300.webp 200w" sizes="(max-width: 520px) 100vw, 520px" /><figcaption class="wp-element-caption">Una fase del match</figcaption></figure>



<p></p>



<p><b><u>LE PAGELLE MILAN</u></b><br><b>IL MIGLIORE BARESI 7:</b> personalità e sostanza da vendere, gioca un match generoso e in costante proiezione offensiva. Tocca diversi palloni in mezzo al campo agendo in pratica da regista della manovra e quando può si sgancia in attacco risultando non poco indigesto per la difesa juventina. Giovane, ma già condottiero.<br><b>Gerets 6,5:</b> percorre tutta la fascia destra dimostrandosi bravo sia in fase difensiva sia in quella offensiva. Interessanti alcuni passaggi al centro non sfruttati a dovere dai compagni. Temibile sulle rimesse laterali.<br><b>Verza 6:</b> buona propensione al sacrificio, lotta fino all&#8217;ultimo per cercare di colmare il gap tecnico con gli avversari.<br><b>Blisset 5:</b> un pesce fuor d&#8217;acqua. Mai efficace in prima linea, è costretto a uscire dall&#8217;area per cercare palloni giocabili.<br><b>Damiani 4:</b> espulso per un fallo di reazione assolutamente evitabile. Lascia i suoi in dieci dopo soli 3&#8242; e condiziona la prestazione dei compagni per tutto il match.</p>



<p><b><u>LE PAGELLE JUVENTUS</u></b><br><b>IL MIGLIORE PLATINI 7:</b> sonnecchia per larghi tratti dell&#8217;incontro, come quasi sempre. Ma come quasi sempre alla fine risulta decisivo. Un gol splendido al termine di un&#8217;azione che lui stesso avvia. Mette lo zampino nel 2-0. Ha più della metà dei meriti nel tris, con un pallonetto geniale che smarca Vignola a tu per tu con Piotti.<br><b>Tardelli 7:</b> infaticabile cursore, lo si trova dappertutto: spezza le azioni avversarie davanti alla difesa, corre e imposta a centrocampo, cerca la gloria personale in avanti. Totale.<br><b>Rossi 7:</b> meraviglioso l&#8217;assolo che porta al 2-0, da applausi anche la triangolazione con Platini che apre le danze. Fa ammattire il povero Filippo Galli.<br><b>Scirea 6:</b> ordinaria amministrazione del traffico difensivo contro un attacco rossonero abbastanza asfittico, limita le scorribande offensive al minimo centellinando le energie con la proverbiale calma e intelligenza tattica.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Milan-Juventus 0-3 stagione 83-84" width="1200" height="900" src="https://www.youtube.com/embed/x2spR1sFQCU?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div><figcaption class="wp-element-caption">Gli highlights del match</figcaption></figure>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2026/05/01/1983-1984-milan-juventus-0-3.html">1983-1984: Milan-Juventus 0-3</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://gameofgoals.it/2026/05/01/1983-1984-milan-juventus-0-3.html/feed</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Champions League, semifinale andata: Atletico Madrid-Arsenal 1-1</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2026/04/29/champions-league-semifinale-andata-atletico-madrid-arsenal-1-1.html</link>
					<comments>https://gameofgoals.it/2026/04/29/champions-league-semifinale-andata-atletico-madrid-arsenal-1-1.html#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gabriele Gilli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Apr 2026 22:12:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[2025-2026]]></category>
		<category><![CDATA[2026]]></category>
		<category><![CDATA[andata]]></category>
		<category><![CDATA[arsenal]]></category>
		<category><![CDATA[atletico madrid]]></category>
		<category><![CDATA[champions league]]></category>
		<category><![CDATA[griezmann]]></category>
		<category><![CDATA[Rice]]></category>
		<category><![CDATA[semifinale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://gameofgoals.it/?p=27170</guid>

					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina L&#8217;esultanza di Julian Alvarez dopo il gol Se il primo confronto in una settimana tra Paris Saint Germain e Bayern Monaco ci [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2026/04/29/champions-league-semifinale-andata-atletico-madrid-arsenal-1-1.html">Champions League, semifinale andata: Atletico Madrid-Arsenal 1-1</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-text-align-right"><em><strong>Immagine di copertina</strong> L&#8217;esultanza di Julian Alvarez dopo il gol</em></p>



<p class="has-drop-cap">Se il primo confronto in una settimana tra Paris Saint Germain e Bayern Monaco ci ha donato quella che ritengo essere tra le partite più belle di tutti i tempi, l&#8217;andata tra Atletico Madrid e Arsenal<strong> </strong>è stata quanto di più lontano ci fosse dalla definizione di spettacolo. C&#8217;era da aspettarselo, vista la proposta del gioco di <strong>Mikel Arteta</strong> che ultimamente si sta radicalizzando sempre di più nel tentativo di <em>distruzione </em>del gioco altrui. Un altro aspetto importante per spiegare il perché delle poche emozioni di questa partita ci arriva anche dalla qualità tecnica delle due rose, complessivamente inferiore a quanto mostrato dalle altre due semifinaliste nel corso di questa Champions League.</p>



<p>Nel corso dei 90 minuti al Wanda Metropolitano, i <em>Gunners </em>hanno ottenuto un pareggio che allo stato attuale delle cose è grasso che cola, con la Premier League a rischio, una fase offensiva mineralizzata (con annessa involuzione di molti interpreti) e un Atletico Madrid più propositivo nel secondo tempo. Al netto di una gestione arbitrale piuttosto rivedibile su alcuni rigori (il Var, per sua fortuna, l&#8217;ha salvato sul rigore revocato sull&#8217;1-1), il<strong> </strong><em>Cholo </em><strong>Simeone</strong> ha di che mangiarsi i gomiti, sia per le occasioni non capitalizzate nel secondo tempo, sia per certi errori in fase di disimpegno che sono state cruciali.</p>



<p>Da un errore congiunto di <strong>Julian Alvarez</strong> e <strong>Koke </strong>(il primo nella sponda, il secondo nella posizionamento) si è infatti generata l&#8217;azione che ha portato al fallo da rigore di <strong>Hancko </strong>su <strong>Gyokeres</strong>. Così come l&#8217;Arsenal ha saputo creare diversi altri problemi nella circolazione della palla in mezzo al campo da parte dei <em>Colchoneros</em>. A giocare un ruolo cruciale è stato come sempre <strong>Julian Alvarez</strong>, formidabile a legare il gioco, a creare diverse occasioni per i compagni e a rappresentare un supporto fondamentale tra le linee.</p>



<p>Al ritorno in programma martedì sera a Londra, ci si aspetta una partita che seguirà questo <em>pattern</em>, con un sostanziale equilibrio che porterà inevitabilmente a fare risolvere questa partita dagli episodi. Ed egoisticamente spero possa essere una partita più piacevole di quella di stasera.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il tabellino</h2>



<p></p>



<p><strong>ATLETICO MADRID-ARSENAL 1-1<br>Marcatori:</strong> pt 44&#8242; Gyokeres rig. (Ars); st 11&#8242; Alvarez rig. (Atl).<br><strong>Atletico Madrid (4-4-2):</strong> Oblak; Llorente, Pubill, Hancko, Ruggeri; G. Simeone (st 1&#8242; Le Normand), Koke, Cardoso (st 43&#8242; Molina), Lookman; Griezmann, Alvarez (st 32&#8242; Baena). All.: Simeone.<br><strong>Arsenal (4-3-3): </strong>Raya; White (st 41&#8242; Mosquera), Saliba, Gabriel, Hincapie; Odegaard (st 13&#8242; Eze), Zubimendi, Rice; Madueke (st 23&#8242; Saka), Gyokeres (st 24&#8242; G. Jesus), Martinelli (st 23&#8242; Trossard). All.: Arteta.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le pagelle</h2>



<p></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>ATLETICO MADRID</strong></p>



<p></p>



<p><strong>IL MIGLIORE ALVAREZ 7</strong><br>È vero, commette quella leggerezza sull&#8217;azione che porta al rigore del vantaggio dell&#8217;Arsenal (perde mezzo punto così), ma se non fosse stato per lui, difficilmente l&#8217;Atletico Madrid sarebbe riuscito ad essere pericoloso. Segna con grande freddezza su rigore, ne sfiora altri due (uno parato da Raya, l&#8217;altro colpendo l&#8217;esterno della rete su punizione), sgomita contro tutti e assiste i compagni. Si conferma ancora una volta come uno dei migliori centravanti al mondo, pure in una serata in cui ha dovuto fare &#8211; di nuovo &#8211; gli straordinari per l&#8217;Atletico Madrid. Stoico.<br><br><strong>Llorente 7 </strong>Ormai è una garanzia assoluta in tutte e due le fasi. Corre con la solita grinta ed agonismo che lo contraddistinguono, supporta la manovra d&#8217;attacco e aiuta la difesa nei momenti di bisogno. Si esalta poi in una prestazione difensiva da manuale su Martinelli, che viene cancellato con la scolorina nel confronto diretto, senza la benché minima possibilità di replica. Si conferma un baluardo di questo Atletico Madrid, operoso come nessun altro al servizio del Cholo e continuo come probabilmente nessun altro nelle prestazioni. Inesauribile.<br><br><strong>Ruggeri 6,5 </strong>All&#8217;inizio del primo tempo soffre le iniziative di Madueke, ma poi si esalta con un&#8217;altra prova di gran cuore, disputando un secondo tempo degno dell&#8217;agonismo mostrato nelle due partite contro il Barcellona. La sua prima stagione a Madrid era iniziata disastrosamente, per poi avere un crescendo esponenziale che lo sta rendendo fondamentale nello scacchiere del Cholo Simeone. Qualora i c.t. dovessero svegliarsi con lui, la nostra nazionale ha un&#8217;altro terzino sinistro su cui contare oltre a Dimarco. Rinato.<br><br><strong>Griezmann 6</strong> In occasione della sua ultima partita al Wanda Metropolitano in Champions League, viaggia a corrente alternata. Nel primo tempo sbaglia degli appoggi fin troppo elementari per uno come lui, mentre nella ripresa si rianima e crea trame degne della sua classe. È anche sfortunato a colpire la traversa dopo una splendida girata in area di rigore. Non è di certo una partita malvagia considerando il poco supporto avuto in mezzo al campo da Koke (<strong>voto 5:</strong> sovrastato da Rice e Zubimendi), ma da un calciatore del suo calibro mi sarei aspettato di più. Bassi e alti.<br><br><strong>Lookman 5</strong> L&#8217;impegno è stato sicuramente di prim&#8217;ordine e non si è risparmiato nella fase difensiva, ma ciò non può coprire i suoi errori a tu per tu con Raya. Errori che potrebbero costare caro in vista del ritorno all&#8217;Emirates Stadium. Se al ritorno contro il Barcellona era stato decisivo, a questo giro l&#8217;asso nigeriano stecca l&#8217;appuntamento con la storia di questa semifinale. Sprecone.<br><br><strong>Hancko 4,5</strong> Viene sovrastato da Gyokeres per tutto il tempo in cui lo svedese è in campo. Non la vede mai, tanto da intervenire in nettissimo ritardo nell&#8217;azione del rigore del vantaggio dei Gunners. Nel secondo tempo rischia addirittura di commettere un altro rigore, ma viene graziato &#8211; secondo me giustamente, non credo fosse fallo &#8211; dalla sala VAR dopo che era apparso ancora una volta scomposto su Eze. Sciagurato</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Julián Alvarez breaks Lionel Messi’s record as the fastest South American player to reach 25 Champions League goals 🔥🇦🇷 <a href="https://t.co/1tJnYdYGFO">pic.twitter.com/1tJnYdYGFO</a></p>&mdash; LiveScore (@livescore) <a href="https://twitter.com/livescore/status/2049589238631428251?ref_src=twsrc%5Etfw">April 29, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>ARSENAL</strong></p>



<p></p>



<p><strong>IL MIGLIORE GABRIEL 7<br></strong>Pur avendo avuto contro un cliente solido da affrontare come Julian Alvarez, si esalta con una prestazione dalla grandissima solidità difensiva, disinnescando diverse conclusioni indirizzate verso la porta dei suoi Gunners. In particolare si esibisce in uno splendido salvataggio su una conclusione a botta sicura di Griezmann, un intervento che lo conferma ancora una volta tra i migliori centrali difensivi al mondo per rendimento insieme al suo compare Saliba. Se i Gunners sono riusciti a blindare questo pareggio nel secondo tempo, tanti sono i suoi meriti. Muro.<br><br><strong>Rice 6,5</strong> Non disputa di certo la sua miglior partita in carriera, ma ne fa una più che onesta che gli basta per fare girare largo Koke e per mettere ordine in mezzo al campo insieme a Zubimendi (<strong>voto 6</strong>). Pur senza offrire il meglio del suo repertorio, è più che sufficiente per confermarsi come un riferimento dei Gunners. È probabilmente mancato il guizzo in cabina di regia, ma ciò non va a cancellare i meriti di uno dei migliori giocatori dell&#8217;Arsenal, nonché uno dei più rappresentativi a livello tecnico e di personalità. Totem.<br><br><strong>Raya 6,5</strong> È attento respingendo ottimamente su Julian Alvarez nel primo tempo, così come si fa trovare pronto nelle conclusioni &#8211; tutt&#8217;altro che irresistibili &#8211; di Lookman nella ripresa. Non può nulla sul rigore dell&#8217;argentino, ma ciò non condiziona una partita più che onesta, che gli ha visto trasmettere sicurezza al reparto difensivo con una buona prontezza dei suoi riflessi. Ineccepibile.<br><br><strong>Gyokeres 6,5</strong> Nonostante i pochi rifornimenti e l&#8217;ibernazione della fase offensiva dell&#8217;Arsenal, si sbatte come un dannato e fa vedere i sorci verdi ad Hancko. Si procura anche il rigore poi segnato di prepotenza. Esce dal campo probabilmente troppo presto, quando sarebbe stato fondamentale per fare salire la squadra nel momento del bisogno, a riprova di un rapporto non proprio idilliaco con Arteta. In queste condizioni, è già tanto che abbia segnato 19 gol stagionali. Solido.<br><br><strong>White 5,5 </strong>Non commette chissà quante sbavature, ma macchia la sua prestazione murando con la mano la conclusione di Marcos Llorente, causando dunque il rigore dell&#8217;1-1 di Julian Alvarez. A certi livelli, ogni episodio conta e in una partita a bassissimo purtroppo per lui questo pesa come un macigno. Sfortunato, senz&#8217;altro, ma quel braccio era davvero parecchio largo. Rimandato.<br><br><strong>Martinelli 4,5</strong> Viene ridicolizzato in lungo e in largo da Llorente sulla sua fascia, non riuscendo mai ad uscirne fuori nemmeno per sbaglio e apparendo come l&#8217;ombra del giocatore che aveva deliziato tutti nella fase a gironi. È un corpo estraneo per tutto il tempo trascorso in campo, tanto da costringere Arteta a sostituirlo giustamente senza troppi complimenti. Fantasma dell&#8217;opera.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="ATLETICO MADRID – ARSENAL gol e highlights | UEFA Champions League" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/PYIOh2Rz3ww?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2026/04/29/champions-league-semifinale-andata-atletico-madrid-arsenal-1-1.html">Champions League, semifinale andata: Atletico Madrid-Arsenal 1-1</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://gameofgoals.it/2026/04/29/champions-league-semifinale-andata-atletico-madrid-arsenal-1-1.html/feed</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Champions League, semifinale andata: Paris Saint Germain-Bayern Monaco 5-4</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2026/04/28/champions-league-semifinale-andata-paris-saint-germain-bayern-monaco-5-4.html</link>
					<comments>https://gameofgoals.it/2026/04/28/champions-league-semifinale-andata-paris-saint-germain-bayern-monaco-5-4.html#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gabriele Gilli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Apr 2026 22:21:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[2025-2026]]></category>
		<category><![CDATA[andata]]></category>
		<category><![CDATA[bayern monaco]]></category>
		<category><![CDATA[champions league]]></category>
		<category><![CDATA[kane]]></category>
		<category><![CDATA[kvaratskhelia]]></category>
		<category><![CDATA[olise]]></category>
		<category><![CDATA[psg]]></category>
		<category><![CDATA[semifinale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://gameofgoals.it/?p=27101</guid>

					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina Esultanza di Kvaratskhelia dopo un gol Il calcio è uno sport semplicemente meraviglioso, e sembra volercelo ricordare ogni volta che assistiamo a [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2026/04/28/champions-league-semifinale-andata-paris-saint-germain-bayern-monaco-5-4.html">Champions League, semifinale andata: Paris Saint Germain-Bayern Monaco 5-4</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-text-align-right"><em><strong>Immagine di copertina</strong> Esultanza di Kvaratskhelia dopo un gol</em></p>



<p class="has-drop-cap">Il calcio è uno sport semplicemente meraviglioso, e sembra volercelo ricordare ogni volta che assistiamo a partite come quella di stasera tra Paris Saint Germain e Bayern Monaco. I &#8220;maligni&#8221; punteranno certamente il dito sul punteggio pirotecnico di 5-4, sul fatto che le fasi difensive siano state enormemente deficitarie nel corso dei 90 minuti e tanti altri aspetti che per me sono marginali. Perché per 70 minuti queste due squadre ci hanno portato in Paradiso, ci hanno coccolato come se fossimo dei neonati da mettere a nanna, ci hanno deliziato con tante giocate d&#8217;alta qualità da farci quasi rischiare l&#8217;overdose tecnica e ci hanno folgorato con occasioni a getto continuo.</p>



<p>Il Paris Saint Germain si è esaltato grazie alla solita straordinaria prestazione di <strong>Kvicha Kvaratskhelia</strong>, nonché sull&#8217;estro di un giocatore mai sufficientemente celebrato come <strong>Desiré Doué</strong> e sulla puntualità ormai consolidata di <strong>Ousmané Dembélé </strong>nei grandi appuntamenti. Senza contare poi la forza del suo centrocampo, che in sella alla regia di <strong>Vitinha</strong>, l&#8217;ordine di <strong>Warren Zaire-Emery</strong> e la poliedricità di <strong>Joao Neves</strong> ha saputo mettere in difficoltà il <strong>Bayern Monaco</strong> in mezzo al campo. D&#8217;altro canto, i bavaresi hanno risposto presente con il solito immenso<strong> Harry Kane</strong>, oltre che sulle ritrovate frecce <strong>Michael Olise</strong> e <strong>Luis Diaz</strong>, decisamente più brillanti rispetto che al ritorno contro il Real Madrid. </p>



<p>È stato un cocktail di imprevedibilità, di ritmi forsennati, fraseggi ad altissima velocità e giocate dalla grandissima difficoltà tecnica per gran parte del tempo, in cui il calcio per club ad alti livelli ha vinto su tutta la linea. Quei 70 minuti sono stati un delirio continuo, com&#8217;è dimostrato dalle urla del sottoscritto che implorava <strong>Luis Diaz</strong> di essere in gioco al momento di quello stop meraviglioso del gol del 5-4. Quella giocata doveva finire nel tabellino, come tanti altri capolavori disseminati in quella finestra temporale.</p>



<p>Gli ultimi 20 minuti ci sono serviti unicamente per metabolizzare lo spettacolo pirotecnico e super-calcistico offerto da entrambe le squadre, ad oggi le due più forti al mondo, che hanno fatto confermato il loro valore nel corso dei 90 minuti. In quei 20 minuti, persino la traversa di <strong>Mayulu </strong>ci ha fatto sobbalzare, e a noi va più che bene così. Mi sento soltanto di ringraziare tutti i suoi protagonisti principali, nella speranza di divertirmi come stasera anche al ritorno.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il tabellino</h2>



<p></p>



<p><strong>PARIS SAINT GERMAIN-BAYERN MONACO 5-4<br>Marcatori:</strong> pt 17&#8242; Kane rig. (B), 24&#8242; Kvaratskhelia (P), 33&#8242; Neves (P), 41&#8242; Olise (B), 50&#8242; Dembélé rig. (P); st 11&#8242; Kvaratskhelia (P), 13&#8242; Dembélé (P), 20&#8242; Upamecano (B), 23&#8242; Diaz (B).<br><strong>Paris Saint Germain (4-3-3):</strong> Safonov; Hakimi, Marquinhos, Pacho, Mendes (st 39&#8242; L. Hernandez); Zaire-Emery (st 19&#8242; Ruiz), Vitinha, Neves; Doué (st 25&#8242; Barcola), Dembélé, Kvaratskhelia (39&#8242; Mayulu). All.: Enrique.<br><strong>Bayern Monaco (4-2-3-1): </strong>Neuer; Stanisic, Upamecano, Tah, Davies (st 1&#8242; Laimer); Kimmich, Pavlovic; Olise, Musiala (st 34&#8242; Goretzka), Diaz; Kane. All.: Kompany.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="PSG-Bayern Monaco 5-4: gol e highlights | Champions League" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/TKxk812o5hU?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<p></p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le pagelle</h2>



<p></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>PARIS SAINT GERMAIN</strong></p>



<p></p>



<p><strong>IL MIGLIORE KVARATSKHELIA 8,5<br></strong>Sono sinceramente finiti gli aggettivi per descrivere il miglior calciatore georgiano di tutti i tempi, nonché uno dei migliori attaccanti in circolazione. I numeri tenuti fino a questo momento in Champions League (10 gol e 5 assist in 14 partite) ci restituiscono soltanto una parte della qualità sconfinata del suo gioco, della sua classe e del suo estro. Stasera ha danzato per l&#8217;ennesima volta, mettendo la firma su una partita semplicemente pazzesca, da tramandare ai nipotini in futuro. I suoi due gol sono degli autentici capolavori di classe e di freddezza, che confermano la sua nuova maturità calcistica, nonché la sua naturale predisposizione a &#8220;fare 100&#8221; nei grandi palcoscenici. Spaziale.<br><br><strong>Doué 8 </strong>Non segna, ma nel giro di un&#8217;ora regala una quantità straordinaria di giocate da campione. Serve una palla straordinaria a Kvaratskhelia per il gol dell&#8217;1-1, sfiora il gol personale con una serpentina da capogiro tra tre uomini e con un break centrale da capogiro spacca in due il centrocampo del Bayern Monaco per assistere Dembelé nel 5-2. Vive una notte da Leone, blindando il suo status da stella luminosa del panorama calcistico mondiale, nonché uno dei tanti punti di forza dei parigini. Indomabile.<br><br><strong>Dembélé 7,5</strong> Pasticcia un po&#8217; troppo in diverse situazioni, divorandosi anche il possibile gol dell&#8217;1-1 come Neymar contro l&#8217;Atalanta nel 2020. Ma alla fine ad avere ragione è sempre lui, dapprima per il cross vincente per il gol di Joao Neves, per poi siglare la sua doppietta su rigore e in contropiede con grandissima freddezza. Alla fine il &#8220;box score&#8221; del detentore del Pallone d&#8217;Oro parla di 2 gol e 1 assist al Bayern Monaco in una semifinale di Champions League. Poteva andare peggio (cit.)!<br><br><strong>Neves 7,5 </strong>Se l&#8217;anno scorso era arrivato di prepotenza ad inserirsi nelle conversazioni sui migliori centrocampisti del futuro, nel corsa di questa stagione il buon Joao è salito ulteriormente di livello. Nel corso di un minuto da capogiro, ha salvato in extremis su una fuga di Olise (con l&#8217;aiuto del palo), per poi colpire personalmente per il gol del 2-1. Ad oggi, pochissimi altri interpreti di centrocampo nel mondo possono reggere il confronto con la sua poliedricità e con la sua affidabilità. Joao Tuttofare.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true"><p lang="ca" dir="ltr">Most goal involvements in a single Champions League campaign for PSG:<br><br>◉ 15 &#8211; Khvicha Kvaratskhelia (25/26) 🆕<br>◎ 14 &#8211; Ousmane Dembélé (24/25)<br><br>The record has been broken. 👀 <a href="https://t.co/ZL89M1sLFo">pic.twitter.com/ZL89M1sLFo</a></p>&mdash; Squawka (@Squawka) <a href="https://twitter.com/Squawka/status/2049221974010773867?ref_src=twsrc%5Etfw">April 28, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>BAYERN MONACO</strong></p>



<p></p>



<p><strong>IL MIGLIORE KANE 8,5<br></strong>Se al ritorno contro il Real Madrid era stato un Eroe per la causa del Bayern Monaco, nel corso di questa partita il buon Harry è stato l&#8217;essenza stessa del Bayern Monaco. Ha lottato ancora una volta su ogni pallone in tutte le porzioni del campo, ha segnato con freddezza il rigore del vantaggio iniziale dei suoi, ha assistito i suoi compagni in ogni porzione del campo e ha infine servito una palla meravigliosa a Luis Diaz per il gol capolavoro del 5-4. Francamente non si commetterebbe peccato a definirla come la miglior prestazione della sua carriera, da manuale per come si deve interpretare il ruolo del centravanti. E del Leader, a caratteri cubitali. Ciclopico.<br><br><strong>Luis Diaz 8</strong> Dopo le due prove opache contro il Real Madrid (nonostante i due timbri tra andata e ritorno), quella di Parigi è la sua notte. A differenza di Olise, è più continuo all&#8217;interno della partita, rappresentando una spina nel fianco per la difesa del PSG. Trova più soluzioni individuali rispetto che nelle due partite precedenti, si prende il rigore poi segnato da Kane e viene ripagato da un assist strepitoso per il gol del 5-4. Il suo gol è semplicemente un capolavoro, un quadro frutto di uno degli stop più belli che si siano mai visti in epoca moderna. Pittoresco.<br><br><strong>Olise 7,5</strong> Rispetto a Luis Diaz, è meno continuo e sbaglia qualche giocata non da lui, ma ciò non gli impedisce di brillare dopo la balbettante prova (nonostante il gol) al ritorno contro il Real Madrid. È infatti coinvolto nell&#8217;azione che porta al rigore dell&#8217;1-0, segna il gol del 2-2 (pur con la complicità di Safanov) e fa ammattire Nuno Mendes (voto 4,5: colpevole nel gol di Upamecano) come mai era successo sotto la gestione di Luis Enrique. Cala nella ripresa, ma il suo primo tempo è stato degno della classe di uno dei migliori esterni offensivi al mondo. Eleganza al potere.<br><br><strong>Upamecano 7,5</strong> In una serata da dimenticare per entrambe le difese, è l&#8217;unico a non affondare insieme ad entrambi i vessilli. Regge la difesa ove possibile, non commette sbavature particolari e dà un maggior senso di sicurezza rispetto a tutti gli altri difensori in campo. È poi abile a sfruttare il cross di Kimmich (voto 6,5: in difficoltà, ma più sul pezzo di Pavlovic) per incornare di testa il gol del 5-3 dei suoi. Solido.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Harry Kane is the first ever English player to score in six consecutive Champions League games.<br><br>◉ vs. USG (H)<br>◉ vs. PSV (A)<br>◉ vs. Atalanta (H)<br>◉ vs. Real Madrid (A)<br>◉ vs. Real Madrid (H)<br>◉ vs. PSG (A)<br><br>He breaks Steven Gerrard’s record from 2008.🏴󠁧󠁢󠁥󠁮󠁧󠁿 <a href="https://t.co/EfCXQQ40AC">pic.twitter.com/EfCXQQ40AC</a></p>&mdash; Squawka (@Squawka) <a href="https://twitter.com/Squawka/status/2049206853221896394?ref_src=twsrc%5Etfw">April 28, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p></p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2026/04/28/champions-league-semifinale-andata-paris-saint-germain-bayern-monaco-5-4.html">Champions League, semifinale andata: Paris Saint Germain-Bayern Monaco 5-4</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://gameofgoals.it/2026/04/28/champions-league-semifinale-andata-paris-saint-germain-bayern-monaco-5-4.html/feed</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Rubén Sosa, il Principito uruguagio dell&#8217;Inter tra Matthäus e Ronaldo</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2026/04/24/ruben-sosa-il-principito-uruguagio-dellinter-tra-matthaus-e-ronaldo.html</link>
					<comments>https://gameofgoals.it/2026/04/24/ruben-sosa-il-principito-uruguagio-dellinter-tra-matthaus-e-ronaldo.html#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gabriele Gilli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 17:23:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pedatori]]></category>
		<category><![CDATA[1992-1993]]></category>
		<category><![CDATA[anni '90]]></category>
		<category><![CDATA[copa america 1989]]></category>
		<category><![CDATA[coppa america 1987]]></category>
		<category><![CDATA[coppa america 1995]]></category>
		<category><![CDATA[enzo francescoli]]></category>
		<category><![CDATA[inter]]></category>
		<category><![CDATA[ruben sosa]]></category>
		<category><![CDATA[serie A]]></category>
		<category><![CDATA[uruguay]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://gameofgoals.it/?p=26787</guid>

					<description><![CDATA[<p>Quando da ragazzino iniziai a tifare Inter, ero a dir poco stregato dalla vastità della sua storia. Iniziai a divorare documentari su documentari, a spulciare [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2026/04/24/ruben-sosa-il-principito-uruguagio-dellinter-tra-matthaus-e-ronaldo.html">Rubén Sosa, il Principito uruguagio dell&#8217;Inter tra Matthäus e Ronaldo</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p></p>



<p class="has-drop-cap">Quando da ragazzino iniziai a tifare Inter, ero a dir poco stregato dalla vastità della sua storia. Iniziai a divorare documentari su documentari, a spulciare i grandi campioni che si erano susseguiti in anni e anni della sua prestigiosa storia e fu inevitabile per me innamorarmi di giocatori come<strong> Lothar Matthäus</strong> e <strong><a href="https://gameofgoals.it/2021/10/05/i-dieci-lampi-di-ronaldo-il-fenomeno.html">Ronaldo</a></strong>. Oltre a ciò, pendevo anche dalle labbra di mio padre (interista anche lui, ma in tono molto minore rispetto al sottoscritto), che mi raccontava con grande nostalgia di questi grandissimi campioni, che inevitabilmente mi affascinavano per tutto il prestigio che avevano dimostrato con la casacca nerazzurra. Incastrato tra Lothar e Ronnie spuntava però un calciatore che non riterrò mai sufficientemente celebrato, un uruguagio che impiegò appena tre anni per entrare nel cuore dei tifosi dell&#8217;Inter dalla porta principale.<br><br>No, non parlo di <strong><a href="https://gameofgoals.it/2025/03/17/alvaro-recoba-luruguagio-irregolare.html">Álvaro Recoba</a></strong>, l&#8217;uruguagio fragile che faticava ad incidere con continuità e che appariva soltanto nelle formazioni titolari dei Derby, salvo poi sparire dal campo. Parlo di un fantasista molto più forte, continuo ed incisivo, che risponde al nome di <strong>Rubén Sosa</strong>. Rubén era un classe &#8217;66 dotato di un sinistro a dir poco dinamitardo, che gli consentiva di essere una minaccia perpetua da ogni distanza, oltre che di essere formidabile in fase di conduzione della palla, di rifinitura per i compagni e di progressione a tutta velocità. <br><br>Appena scoprì della sua esistenza, ne rimasi a dir poco folgorato. Segnava con una facilità a dir poco imbarazzante su punizione, era praticamente inarrestabile quando partiva palla al piede verso la porta avversaria, aveva colpi acrobatici incredibili, possedeva una potenza fisica e tecnica debordante e dava proprio la sensazione di essere un leader vero, di quelli capaci di trascinare l&#8217;intero ambiente con pochi gesti tecnici.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="798" height="1024" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/04/8ab1301286a008bf01966ddc5349245a-798x1024-1.png" alt="" class="wp-image-26959" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/04/8ab1301286a008bf01966ddc5349245a-798x1024-1.png 798w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/04/8ab1301286a008bf01966ddc5349245a-798x1024-1-234x300.png 234w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/04/8ab1301286a008bf01966ddc5349245a-798x1024-1-768x986.png 768w" sizes="(max-width: 798px) 100vw, 798px" /></figure>



<p class="has-text-align-center">Ruben Sosa con la maglia del Real Saragozza, una tappa cruciale per la sua ascesa</p>



<p></p>



<p>Sin dagli albori della sua carriera si era capito che quel ragazzino possedesse delle qualità importanti. Dopo la gavetta rappresentata dalla sua formazione in patria con la maglia del Danubio, Rubén esplose infatti con la maglia del Real Saragozza, una piazza che grazie a lui poté sognare ben prima del trionfo nella Coppa delle Coppe 1994-1995. Fu lui infatti a mettere la firma sulla Coppa del Re 1985-1986, stendendo dapprima il Real Madrid con una doppietta stellare all&#8217;andata, per poi beffare il Barcellona su punizione in finale. A 20 anni, il <em>Principito </em>si ritrovò quindi a battere consecutivamente i vincitori della Coppa UEFA (i <em>Blancos</em>) e i finalisti di Coppa dei Campioni (i <em>blaugrana</em>) di quella stagione: un biglietto da visita a dir poco pazzesco per il mondo del calcio, che ci restituisce già l&#8217;idea di chi fosse già all&#8217;epoca.<br><br>Subito dopo, vinse da titolare la Copa América dell&#8217;anno successivo con il suo Uruguay (leggi <a href="https://gameofgoals.it/2022/10/11/1987-finale-uruguay-cile-1-0.html">qui</a>), iniziando a calcare anche i grandi palcoscenici internazionali con una consapevolezza crescente nei propri mezzi. In quei tre anni dal 1985 al 1988 a Saragozza, Rubén produsse 39 gol in 120 partite, numeri più che sufficienti per convincere la neopromossa Lazio a investire su di lui. Non fu di certo l&#8217;acquisto che fece parlare di più di sé, complice anche il fatto che l&#8217;apertura ai tre stranieri aveva portato un gigante come <strong>Frank Rijkaard</strong> al Milan<strong> </strong>e due colossi come <strong>Lothar Matthäus</strong> e <strong>Andreas Brehme</strong> all&#8217;Inter. In questo senso, l&#8217;acquisto di <strong>Rubén Sosa</strong> passava di sicuro in secondo piano, se non addirittura in terzo (vi ricordo anche <strong>Alemão </strong>al <strong>Napoli</strong>,<strong> Oleksandr Zavarov</strong> alla Juventus e tanti altri).</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="517" height="671" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/04/R.Sosa_23.png" alt="" class="wp-image-26955" style="width:450px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/04/R.Sosa_23.png 517w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/04/R.Sosa_23-231x300.png 231w" sizes="(max-width: 517px) 100vw, 517px" /></figure>



<p class="has-text-align-center">Ruben Sosa con la maglia della Lazio</p>



<p></p>



<p>Nel contesto di una Serie A<strong> </strong>ormai giunta al suo apogeo con tutti quei campioni, <strong>Rubén Sosa</strong> riuscì a consacrarsi da subito come una delle sue stelle più luminose ed accecanti. Sebbene fosse circondato da una squadra ben lontana dai trionfi che avrebbe raggiunto con <strong><a href="https://gameofgoals.it/2024/08/26/ciao-scandinavo-latino-omaggio-a-sven-goran-eriksson.html">Sven-Göran Eriksson</a></strong>, il <em>Principito </em>segnava con un&#8217;ottima continuità e con la stessa regolarità era garante di solidità prestazionale. Era uno di quei giocatori che illuminavano con più continuità uno dei campionati più competitivi e difficili della storia del calcio, dando sempre la sensazione di essere una minaccia costante per le difese avversarie, che non ci si poteva mai permettere di sottovalutare. <br><br>In mezzo a quei quattro anni a tinte biancocelesti scanditi da 47 gol in 140 partite, si va ad inserire quello che è il suo picco indiscusso con la <em>Celeste</em>, ovvero la Copa América 1989 (leggi <a href="https://gameofgoals.it/category/viste-per-voi/coppa-america/1989">qui</a>). Nel corso di quella competizione, Rubén dominò la scena, ergendosi sopra al suo illustre compagno di squadra <strong>Enzo Francescoli</strong>. Nonostante la sconfitta contro il Brasile di <strong><a href="https://gameofgoals.it/2024/04/24/romario-il-cobra-dellarea-di-rigore.html">Romário </a></strong>e <strong>Bebeto</strong>, fu la sua Copa América, con quattro gol e due assist in sette partite e tante prestazioni da ricordare. Una competizione da leone, che lo vide ruggire come non mai contro l&#8217;Argentina di <strong><a href="https://gameofgoals.it/2020/12/15/ho-visto-maradona.html">Maradona</a></strong>, mettendo la firma su una prestazione a dir poco monumentale. <br><br>Quella sera, Rubén era semplicemente immarcabile per la difesa argentina, com&#8217;è testimoniato dal secondo meraviglioso gol in <em>coast to coast</em> che ancora oggi rappresenta uno dei massimi capolavori della sua carriera. Un gol alla <strong>Maradona</strong>, segnato contro l&#8217;impotente <em>Pibe de Oro</em>. Di fronte a un gol del genere, risulta chiaro perché fu eletto come mvp del torneo che pure l&#8217;aveva visto perdente contro i verde-oro.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="segundo gol de Ruben Sosa a Argentina Copa America 1989 (Uruguay 2-0 Argentina)" width="1200" height="900" src="https://www.youtube.com/embed/yqmmc_jVLx8?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<p></p>



<p>Dopo i tanti capolavori di potenza e di fino regalati ai tifosi della Lazio in anni di ricostruzione, fu l&#8217;Inter ad assicurarsi le sue prestazioni, dopo l&#8217;epitaffio della trinità tedesca <strong>Matthäus-Brehme-Klinsmann</strong>. A seguito del disastro della gestione Orrico, la società nerazzurra era costretta a ricostruirsi dalle ceneri di un ciclo di giocatori ormai a fine corsa. Il mercato estivo non aiutò granché, in quanto <strong>Matthias Sammer </strong>fu venduto dopo pochi mesi a seguito di alcune incomprensioni con <strong>Osvaldo Bagnoli</strong>, mentre <strong>Darko Pancev </strong>divenne materiale per la Gialappa&#8217;s Band a suon di sprechi realizzativi a dir poco <em>cartooneschi</em>. <br><br>In questo contesto di incertezza generale e con intorno a sé una squadra buona ma non eccezionale, fu proprio <strong>Rubén Sosa</strong>, ancora una volta l&#8217;acquisto meno chiacchierato dell&#8217;estate, ad imporsi come leader tecnico ed emotivo della squadra. La stagione 1992-1993<strong> </strong>del <em>Principito</em>, come raccontato dal nostro Francesco Buffoli (<a href="https://gameofgoals.it/2022/11/12/grandi-stagioni-quasi-dimenticate-da-ruben-sosa-1993-paulo-dybala-2016-a-roberto-filippi-1978-damiano-tommasi-2001.html">leggi qui</a>), fu semplicemente dominante, da miglior giocatore di quella Serie A. Fu il principale epicentro dell&#8217;attacco, producendo 20 gol e 11 assist in 28 partite. Fu così trascinante da farsi carico di una rimonta stellare dei nerazzurri, sorpassando le più quotate (e forti) Parma e Juventus<strong> </strong>e lanciandosi verso il tentativo di lotta scudetto contro un Milan in calo nel girone di ritorno. <br><br>Ancora oggi ritengo che quella sia stata una delle migliori stagioni mai fatte da un singolo giocatore nella storia &#8220;moderna&#8221; dell&#8217;Inter, per il peso specifico di quelle prestazioni che fecero sentire grande una squadra modesta, ben lontana dai grandi fasti dell&#8217;era <strong><a href="https://gameofgoals.it/2021/01/07/3282.html">Trapattoni</a></strong>. Fu meno epocale la stagione successiva, complice anche il rischio concreto di retrocessione dei nerazzurri nel corso di una stagione da thriller francamente non necessario. Rubén non fece però mancare il suo apporto, contribuendo alla salvezza del club con 16 gol in 28 partite e momenti di grandezza assoluta come la tripletta al Parma e la doppietta alla Juventus, marchiandole a fuoco con i suoi tipici capolavori su punizione.<br><br>Anche in Coppa UEFA fu determinante, segnando un solo gol a Cagliari in semifinale, ma esaltandosi come rifinitore dall&#8217;alto dai suoi cinque assist distribuiti per tutta la competizione. Furono infatti suoi i suoi tocchi sapienti per i gol di <strong>Nicola Berti</strong> e <strong>Wim Jonk </strong>tra andata e ritorno della finale contro il Casino Salisburgo. Per lui, quella Coppa UEFA vinta in una stagione così travagliata fu l&#8217;unico trofeo vinto in nerazzurro, bastevole per consacrarlo nel cuore dei tifosi nerazzurri. La sua esperienza col Club meneghino si concluse nell&#8217;estate 1995, non prima di aver regalato le sue ultime perle come lo slalom nello stretto contro il Genoa. Si congedò da quel triennio memorabile con uno score totale da 50 gol e 24 assist in 104 partite tra tutte le competizioni.<br><br>Numeri che lo consacrano di diritto tra i migliori stranieri ad aver indossato la maglia nerazzurra, a prescindere dai pochi successi ottenuti ottenuti a causa di una squadra dimenticabile, che si accingeva ad aprire le porte alla lunga presidenza <strong>Moratti</strong>.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="1993-1994 Inter vs Parma 3-2 Tripletta di Sosa" width="1200" height="900" src="https://www.youtube.com/embed/72aG-rhBt9Y?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<p></p>



<p></p>



<p>Dopo aver vinto anche la Copa América<strong> </strong>di quello stesso stesso anno con il suo Uruguay (leggi <a href="https://gameofgoals.it/2024/02/21/1995-finale-uruguay-brasile-6-4-dcr-1-1.html">qui</a>), le avventure al Borussia Dortmund e al Logrones<strong> </strong>furono poco fortunate dal punto di vista individuale per <strong>Rubén Sosa </strong>e ne segnarono il ritorno in patria. Al Nacional, il <em>Principito </em>concluse la sua carriera al meglio, diventandone capitano e vivendo una seconda giovinezza che gli permise di elevarsi a leggenda assoluta del Club. Vinse tre campionati nazionali in quattro anni da grandissimo protagonista, confermandosi ancora una volta come una delle stelle più temute e allo stesso tempo rispettate del panorama calcistico sudamericano. <br><br>Ebbe anche una veloce parentesi allo Shanghai Shenhua in Cina, per poi ritirarsi definitivamente all&#8217;età di 41 anni nel 2007, dopo essersi lasciato alle spalle una carriera non proprio ricca come successi in Europa, ma ricolma di grandezza per quanto fatto sul rettangolo verde. Una parabola calcistica che lo definisce senza ombra di dubbio come uno dei giocatori più amati della storia del Real Saragozza, della Lazio e dell&#8217;Inter, nonché come autentica istituzione della storia dell&#8217;Uruguay.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="600" height="800" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/04/SOSA-RUBEN.jpg" alt="" class="wp-image-26957" style="width:450px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/04/SOSA-RUBEN.jpg 600w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/04/SOSA-RUBEN-225x300.jpg 225w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></figure>



<p class="has-text-align-center">Ruben Sosa con la maglia del Nacional</p>



<p></p>



<p>Perché <strong>Rubén Sosa</strong> è stato uno dei migliori calciatori della storia moderna del calcio dell&#8217;Uruguay, un mito amato tanto amato dai tifosi quanto rispettato dagli avversari per il suo indiscusso valore e per la sua pericolosità. Un <em>Principito </em>che è riuscito a non finire nel dimenticatoio in un&#8217;epoca misera di gloria per l&#8217;Inter, riuscendo a brillare tra due teste di serie come<strong> Lothar Matthäus </strong>e <strong>Ronaldo</strong>, e che come <em>Speedy Gonzales</em> viaggiava a velocità supersonica verso l&#8217;infinito, quasi sfuggendo dal ricordo di molti che l&#8217;hanno vissuto.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Rubén Sosa, El Principito [Best Goals]" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/DdBOXYPA-eM?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2026/04/24/ruben-sosa-il-principito-uruguagio-dellinter-tra-matthaus-e-ronaldo.html">Rubén Sosa, il Principito uruguagio dell&#8217;Inter tra Matthäus e Ronaldo</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://gameofgoals.it/2026/04/24/ruben-sosa-il-principito-uruguagio-dellinter-tra-matthaus-e-ronaldo.html/feed</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>1982-1983: Torino-Juventus 3-2</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2026/04/21/1982-1983-torino-juventus-3-2.html</link>
					<comments>https://gameofgoals.it/2026/04/21/1982-1983-torino-juventus-3-2.html#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Niccolo Mello]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Apr 2026 09:09:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Anni 80]]></category>
		<category><![CDATA[beruatto]]></category>
		<category><![CDATA[dossena]]></category>
		<category><![CDATA[juventus]]></category>
		<category><![CDATA[platini]]></category>
		<category><![CDATA[rossi]]></category>
		<category><![CDATA[torino]]></category>
		<category><![CDATA[Zoff]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://gameofgoals.it/?p=181</guid>

					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina Boniek tenta inutilmente di farsi largo nelle maglie della difesa granata La Juventus abbandona le ultime residue speranze di conquistare il tricolore [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2026/04/21/1982-1983-torino-juventus-3-2.html">1982-1983: Torino-Juventus 3-2</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-text-align-right"><em><strong>Immagine di copertina</strong> Boniek tenta inutilmente di farsi largo nelle maglie della difesa granata</em></p>



<p class="has-drop-cap"><b>La Juventus abbandona le ultime residue speranze di conquistare il tricolore </b>perdendo 3-2 il derby di ritorno contro il Torino. La Roma allunga ulteriormente in classifica e fugge via in modo definitivo. La partita del Comunale è un concentrato di emozioni, per quanto tecnicamente con diverse pause: la Juve sale 2-0, sfiora il tris e sembra in grado di gestire. Ma non ha fatto i conti con il <b>“tremendismo” granata</b>, ossia la voglia di non darsi mai per vinti fino al 90&#8242;: il Toro, grazie a una rimonta incredibile (tre reti segnate in quattro minuti) capovolge l&#8217;incontro e conquista due punti insperati.</p>



<p><a name="more"></a></p>



<p><b>Juventus:</b> Zoff &#8211; Scirea &#8211; Gentile, Brio, Cabrini &#8211; Bonini, Tardelli &#8211; Bettega, Platini, Boniek &#8211; Rossi.<br><b>Torino:</b> Terraneo &#8211; Van de Korput, Galbiati, Danova, Beruatto &#8211; Torrisi (st 34&#8242; Corradini), Zaccarelli, Dossena &#8211; Hernandez &#8211; Selvaggi, Borghi (st 15&#8242; Bonesso).</p>



<p><b>Primo tempo</b><br><b>5&#8242;</b> missile improvviso di Torrisi da fuori, Zof si distende e devia. Buon inizio del Torino.<br><b>9&#8242;</b> Platini per Bonini, che innesca Rossi, eccezionale intervento di Galbiati in anticipo, riprende Bonini, un rimpallo favorisce Rossi, che segna. L&#8217;arbitro però annulla per fuorigioco.<br><b>14&#8242;</b> Scirea per Tardelli, che ci prova dalla distanza, palla sul fondo di un metro.<br><b>16&#8242; GOL JUVENTUS</b> Platini suggerisce in area per Boniek che non riesce a mettere in mezzo, si impossessa del pallone Van de Korput. Il difensore olandese appoggia a Terrano, ma non si accorge di Rossi, che si fionda come un falco sul pallone e infila sul palo lontano.<br><b>18&#8242;</b> Dossena se ne va sulla destra con una grande accelerazione, mette in mezzo per Borghi che calcia altissimo da buona posizione. Partita molto spettacolare e divertente finora.<br><b>20&#8242;</b> cross di Platini in mezzo respinto, destro violento di Boniek sulla ribattuta, Terraneo vola e devia in angolo.<br><b>21&#8242;</b> la difesa del Torino si addormenta, Platini pesca in area Rossi, rasoterra sul primo palo, ancora Terraneo con un grandissimo colpo di reni mette fuori.</p>



<p><b>Secondo tempo</b><br><b>20&#8242; GOL JUVENTUS</b> Fuga di Boniek, che salta Danova, entra in area, ma viene steso da Zaccarelli. Rigore netto. Platini si fa respingere il penalty da Terraneo, ma segna sulla ribattuta. Juventus cinica, il Torino aveva cominciato meglio il secondo tempo, ma senza produrre occasioni nitide.<br><b>22&#8242;</b> Rossi apre a destra per Platini, cross basso in mezzo, Terraneo con i piedi anticipa all&#8217;ultimo il tapin di Bonini.<br><b>24&#8242;</b> Platini lancia Boniek, che è solo nella metàcampo granata dopo aver eluso la trappola del fuorigioco. Terraneo esce con i piedi e anticipa l&#8217;attaccante polacco. La Juventus ora sembra poter dilagare.<br><b>26&#8242; GOL TORINO</b> Percussione di Galbiate, che scambia con Bonesso e crossa sul secondo palo, colpo di testa di Dossena, Zoff non ci arriva ella palla finisce in rete sul secondo palo.<br><b>28&#8242; GOL TORINO </b>Dossena innesca sulla sinistra Beruatto, cross con il contagiri immesso, Bonesso brucia Brio e uno Zoff che rimane incerto se uscire o meno e piazza il pallone nell&#8217;angolino.<br><b>30&#8242; GOL TORINO </b>Zaccarelli allarga sulla destra per Van de Korput, cross in area, Torrisi al volo in mezza girata fa secco Zoff sul primo palo. Incredibile rimonta del Torino che in una manciata di minuti ha capovolto il derby.<br><b>31&#8242;</b> Juventus vicina al 3-3: cross di Bonini da sinistra, Danova salva quasi sulla linea.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="512" height="515" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-21-110757.png" alt="" class="wp-image-26942" style="width:450px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-21-110757.png 512w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-21-110757-298x300.png 298w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-21-110757-150x150.png 150w" sizes="(max-width: 512px) 100vw, 512px" /><figcaption class="wp-element-caption">Dossena a contrasto con Bettega</figcaption></figure>



<p></p>



<p><b><u>LE PAGELLE TORINO</u></b><br><b>IL MIGLIORE DOSSENA 7,5:</b> regista completo, che abbina dinamismo e raffinatezza stilistica. Quando parte in accelerazione diventa difficile da contenere. Tocca un mare di palloni e schianta la Juventus con il gol dell&#8217;1-1 e avviando l&#8217;azione della seconda rete. Onnipresente.<br><b>Beruatto 7:</b> un&#8217;altra chiave dell&#8217;incredibile rimonta granata. Sulla sinistra è un pendolino inesauribile, mette la quinta e semina gli avversari. Splendido il cross per il 2-2 di Bonesso.<br><b>Bonesso 7:</b> entra e dà la scossa al Torino, alzando in modo evidente la pericolosità offensiva. Timbra il gol del pareggio con un perfetto colpo di testa e lotta come un leone su ogni pallone. Nelle sue vene scorre il vero spirito del Filadelfia.<br><b>Zaccarelli 6,5:</b> suo il chiaro fallo da rigore che porta alla rete di Platini, si riscatta però mettendo lo zampino nel gol del 3-2 e giocando un match di grande sostanza e abnegazione.<br><b>Van de Korput 5,5:</b> l&#8217;assist per Torrisi lo redime solo in parte perché l&#8217;errore sul gol di Rossi è molto, troppo, netto per passare inosservato.</p>



<p><b><u>LE PAGELLE JUVENTUS</u></b><br><b>IL MIGLIORE ROSSI 7:</b> corre a più non posso, operando un pressing estenuante sui portatori di palla avversari. Spesso si trova da solo a lottare contro la difesa schierata, ma non ne fa minimamente un problema. Glaciale nello sfruttare la topica di Van de Korput e portare avanti i suoi.<br><b>Platini 6,5:</b> viaggia a ondate, come tutta la squadra. Lo dimostra anche nell&#8217;occasione del rigore: lo sbaglia in modo davvero inusuale per uno come lui, poi però trova il modo di rimediare infilando sulla ribattuta. Certi lanci e suggerimenti in verticale sono un piacere per gli occhi. Ma si concede qualche pausa di troppo rincorrendo poco gli avversari.<br><b>Scirea 6:</b> rimane sempre confinato in difesa e raramente lo si vede tentare una sortita offensiva. Non ha colpe sui gol. Riceve un&#8217;ammonizione, fatto insolito vista la sua proverbiale correttezza.<br><b>Brio 5:</b> anticipato da Bonesso sul 2-2, patisce la velocità degli attaccanti granata.<br><b>Zoff 5:</b> giornata no per super Dino. Ha colpe, più o meno evidenti, su tutte e tre le reti: il colpo di testa di Dossena gli passa vicino e non sembra molto reattivo; su quello di Bonesso accenna l&#8217;uscita, poi ci ripensa, ma rimane tagliato fuori dalla traiettoria del pallone; la girata vincente di Torrisi lo sorprende sul suo palo.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="1982/83, Serie A, Torino - Juventus 3-2 (25)" width="1200" height="900" src="https://www.youtube.com/embed/gqHnf1MUrxA?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2026/04/21/1982-1983-torino-juventus-3-2.html">1982-1983: Torino-Juventus 3-2</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://gameofgoals.it/2026/04/21/1982-1983-torino-juventus-3-2.html/feed</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
