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	<title>Tommaso Ciuti, Autore presso Game of Goals</title>
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	<title>Tommaso Ciuti, Autore presso Game of Goals</title>
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		<title>2018 Ottavi di finale: Francia-Argentina 4-3</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Tommaso Ciuti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 06:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina L&#8217;immenso Mbappé Francia e Argentina regalano una partita spettacolare, candidata ad essere la più bella del torneo. La nazionale di Deschamps supera [&#8230;]</p>
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<p class="has-text-align-right"><em><strong>Immagine di copertina</strong> L&#8217;immenso Mbappé</em></p>



<p class="has-drop-cap">Francia e Argentina regalano una partita spettacolare, candidata ad essere la più bella del torneo. La nazionale di <strong>Deschamps </strong>supera l’Argentina con un pirotecnico 4-3: dopo un primo tempo all’insegna dell’equilibrio &#8211; <strong>Angel Di Maria</strong> risponde al chirurgico rigore di <strong>Antoine Griezmann</strong> con un tracciante meraviglioso &#8211; nella ripresa lo strapotere fisico e tecnico di <strong>Kylian Mbappé</strong> fa la differenza e con una doppietta mortifera piega i sudamericani, infilzati anche da uno splendido destro al volo di <strong>Pavard</strong>. La nazionale di <strong>Sampaoli </strong>pare una squadra di cartapesta, che agglomera senza un preciso ordine giocatori inadeguati per certi palcoscenici (<strong>Perez</strong>, <strong>Armani</strong>, <strong>Pavon</strong>) e giocatori bolliti (uno su tutti, <strong>Javier Mascherano</strong> veramente alla frutta). <strong>Lionel Messi</strong> predica nel deserto e può fare poco, anche se due assist – uno a dir la verità abbastanza casuale – portano la sua firma. Di contro, la Francia con la sua verticalità, la sua fisicità e la qualità singola delle sue stelle è una squadra che viaggia a gonfie vele verso il suo secondo titolo mondiale.</p>



<p><strong>Francia:</strong> Lloris; Pavard, Varane, Umtiti, L. Hernandez; Pogba, Kantè; Mbappé (st 44&#8242; Thauvin), Griezmann (st 38&#8242; Fekir), Matuidi (st 30&#8242; Tolisso); Giroud.<br><strong>Argentina:</strong> Armani; Mercado, Otamendi, Rojo (st 1&#8242; Fazio), Tagliafico; E. Perez (st 21&#8242; Aguero), Mascherano, Banega; Pavon (st 30&#8242; Meza), Messi, Di Maria.</p>



<p><strong>Primo tempo<br>9’ </strong>Splendida punizione mancina di Griezmann dal limite, sinistro morbido che si stampa all’incrocio dei pali.<br><strong>13’ GOL FRANCIA</strong> Mbappé attraversa un deserto di 60 metri palla al piede bruciando Mascherano e scherzando Rojo che lo atterra in area: Griezmann batte rasoterra e buca Armani.<br><strong>41’ GOL ARGENTINA</strong> Siluro da oltre trenta metri di Di Maria che prende la mira e trafigge Lloris con un mancino stupendo.</p>



<p><strong>Secondo tempo</strong><br><strong>3’ GOL ARGENTINA</strong> Messi dal vertice destro dell’area addomestica il pallone, si libera dell’uomo e calcia in porta: la conclusione diventa un assist involontario per Mercado che si trova casualmente a toccare per ultimo un pallone che rotola in porta spiazzando Lloris.<br><strong>12’ GOL FRANCIA</strong> Destro strepitoso in controbalzo di Pavard, che indirizza un missile sotto l’incrocio dei pali, imprendibile per Armani.<br><strong>19’ GOL FRANCIA </strong>Dribbling secco nello stretto di Mbappé, che di pura velocità e tecnica si libera di due argentini in area e conclude con il mancino. Armani è imperfetto, la palla finisce in rete. Sorpasso dei Blues.<br><strong>23’ GOL FRANCIA </strong>Contropiede micidiale dei francesi, concluso da Mbappè che davanti al portiere è glaciale e piazza il colpo che chiude i giochi.<br><strong>44’ GOL ARGENTINA</strong> Messi illumina in area per Aguero, i difensori francesi bucano l’intervento ed El Kun incorna di testa per il 4-3, anche se ormai è tardi.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="896" height="504" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/1d42c74c56b32a7fe39fde010e218f6c_169_xl.jpg" alt="" class="wp-image-27485" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/1d42c74c56b32a7fe39fde010e218f6c_169_xl.jpg 896w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/1d42c74c56b32a7fe39fde010e218f6c_169_xl-300x169.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/1d42c74c56b32a7fe39fde010e218f6c_169_xl-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 896px) 100vw, 896px" /><figcaption class="wp-element-caption">Griezmann e Mbappé festeggiano</figcaption></figure>



<p></p>



<p><strong>LE PAGELLE FRANCIA</strong><br><strong>IL MIGLIORE MBAPPÉ 9</strong> Questa partita verrà ricordata come quella che ha consacrato Mbappé tra i fuoriclasse del calcio. Nel primo tempo un paio di accelerazioni evocano spettri <em>ronaldiani</em>, nella ripresa i due gol trascinano la Francia al turno successivo. Fisicamente sembra impossibile da contenere (citofonare la difesa argentina per ulteriori informazioni), nelle esecuzioni è rapido e letale, la velocità con cui si sposta la palla tra i piedi appare fuori scala. La cosa più vicina alla miglior versione di Ronaldo Il Fenomeno nel nuovo millennio.<br><strong>Griezmann 7,5</strong> Un rigore chirurgico, una punizione calciata benissimo che per sfortuna si stampa all’incrocio e tante giocate di qualità, di raccordo tra i reparti e di sacrificio &#8211; un paio di volte sradica il pallone dai piedi di Messi. Anche se le luci sono tutte per Mbappé, non va trascurata la prestazione del <em>Piccolo Diavolo</em>.<br><strong>Kanté 7</strong> Agisce da recuperatore di palloni e da regista basso, che mette in ordine e ripulisce i palloni: se Matuidi fa da raccordo e Pogba innesta le punte, l’uomo da cui passa tutto è lui. Ringhia come un mediano alle calcagna degli argentini ed è ovunque. Ha giocato partite ancora più belle di questa, che rimane comunque solida e di alto profilo.<br><strong>Pavard 6,5</strong> Soffre Di Maria, che lo punta e lo salta ripetutamente. In difesa non sempre è sicuro, ma il gol del 2-2 è una prodezza assoluta che ribalta le sorti della gara.<br><strong>Giroud 6,5</strong> Non segna e non tira &#8211; ed è una costante di tutto il mondiale &#8211; ma il suo lavoro tattico e per la squadra è encomiabile: serve un assist a Mbappé, pressa e si muove molto, rendendosi sempre utile. Il paragone con l’impalpabile Guivarc’h dei Mondiali 1998 non ha fondamento.</p>



<p><strong>LE PAGELLE ARGENTINA<br>IL MIGLIORE DI MARIA 7</strong> Ancora una volta, il <em>Fideo </em>fa la differenza con la maglia della Seleccion (a proposito, abbiamo scritto del rapporto tra Di Maria e la Nazionale biancoceleste proprio qui): mette ripetutamente in crisi i difensori francesi con i suoi cambi di direzione e le finte da gaucho argentino e segna un gol meraviglioso con un sinistro da paura. Raramente delude in momenti come questi, peccato che la squadra è quella che è.<br><strong>Messi 6</strong> Ogni volta che le telecamere lo inquadrano ha la faccia cupa e contratta in una leggera smorfia di disappunto, e non gli si può dar torto. I compagni sono veramente modesti e l’apporto dell’allenatore è tutt’altro che incisivo. Leo fa quel che può &#8211; un paio di assist, di cui uno casuale, qualche accelerazione, qualche sterzata &#8211; anche se servirebbe di più, ma in circostanze simili è difficile. A differenza di altre volte non si nasconde e rimane in partita fino alla fine.<br><strong>Rojo-Tagliafico 4,5</strong> Mbappé tormenterà i loro incubi per sempre. Sempre in ritardo e fuori fase, sembrano poco adeguati per questi palcoscenici.<br><strong>Mascherano 4</strong> È triste punire <em>El Jefe</em> con un voto così pesante, ma la verità è che è un lontanissimo parente di quello ammirato nelle partite finali del Mondiale di Brasile 2014. Fisicamente non regge più il passo di nessuno dei suoi avversari, i suoi lanci finiscono quasi tutti nel vuoto. Ha l’aggravante di essere indicato come il vero leader, a differenza di Sampaoli che sembra più il cosiddetto &#8220;uomo di paglia&#8221;, colui che detta le convocazioni e tiene in mano le redini. La verità è che la spedizione è stata un disastro, sia dal punto di vista individuale, sia dal punto di vista collettivo.</p>



<p></p>



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		<title>2014 Semifinale: Brasile-Germania 1-7</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Tommaso Ciuti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Jun 2026 16:31:59 +0000</pubDate>
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<p class="has-drop-cap">A distanza di anni è impossibile spiegare quel che accadde la sera dell&#8217;8 luglio 2014 senza ricorrere alla psicanalisi. Non è sufficiente cercare la motivazione nelle assenze di <strong>Neymar </strong>e<strong> Thiago Silva</strong>, i due fuoriclasse della squadra. Il nuovo incubo calcistico del popolo brasiliano assume le sembianze perturbanti del <em>Mineirazo</em>, a distanza di sessantaquattro anni dal celebre <em>Maracanazo</em>, di cui si è narrato e romanzato. Il Brasile di <strong>Felipe Scolari</strong> sembra appartenere ad un&#8217;era geologica diversa rispetto a quello che in Giappone e Corea aveva alzato la coppa del mondo in faccia ai soldatini tedeschi. La squadra di <strong>Löw </strong>restituisce a suon di interessi il trauma della notte di Yokohama e lo fa nella maniera più spietata possibile, infliggendo ai brasiliani la peggiore delle umiliazioni, rovinando per sempre un mondiale tra le mura amiche e, forse, i sogni di un&#8217;intera generazione.</p>



<p><strong>Brasile: </strong>Julio Cesar, Maicon, David Luiz, Dante, Marcelo, Fernandinho (st 1&#8242; Paulinho), Luiz Gustavo, Bernard, Hulk (st 1&#8242; Ramires), Oscar, Fred (st 25&#8242; Willian).<br><strong>Germania:</strong> Neuer, Hoewedes, Hummels (st 1&#8242; Mertesacker), Boateng, Lahm, Khedira (st 31&#8242; Draxler), Schweinsteiger, Ozil, Kroos, Muller, Klose (st 13&#8242; Schurrle).</p>



<p></p>



<p><strong>Primo tempo<br>11&#8242; GOL GERMANIA </strong>Calcio d&#8217;angolo di Kroos, Thomas Muller indisturbato al centro dell&#8217;area colpisce con il piatto destro al volo e trafigge Julio Cesar.<br><strong>23&#8242; GOL GERMANIA</strong> Kroos trova un&#8217;imbucata perfetta per il taglio di Müller che libera Klose al tiro: Julio Cesar respinge, ma l&#8217;ex bomber biancazzurro arriva per primo sulla ribattuta e insacca il gol che vale il primo posto nella classifica marcatori all time dei mondiali.<br><strong>25&#8242; GOL GERMANIA </strong>Lahm dalla destra scodella in mezzo un cross rasoterra: Muller non ci arriva, ma Kroos ha tutto il tempo di coordinarsi con il sinistro e trafiggere il portiere sul primo palo.<br><strong>26&#8242; GOL GERMANIA</strong> Fernandinho perde un pallone sanguinoso sulla pressione di Kroos che triangola con Khedira e deposita in rete il poker. Per il Brasile sono tenebre senza fine.<br><strong>29&#8242; GOL GERMANIA</strong> In mezzo ad un Brasile completamente in bambola, arriva anche il gol di Khedira: dai-e-vai con Ozil e piattone vincente. Umiliazione epocale per i verde-oro.</p>



<p><strong>Secondo tempo<br>24&#8242; GOL GERMANIA</strong> Lahm-Khedira-Lahm, imbucata al centro per Schurrle che partecipa alla festa.<br><strong>34&#8242; GOL GERMANIA</strong> Splendido aggancio al volo con il destro da parte di Schurrle che scaraventa sotto l&#8217;incrocio con il mancino il pallone del 7-0.<br><strong>45&#8242; GOL BRASILE</strong> Probabilmente il gol meno celebrato della storia dei mondiali: Oscar si accentra, supera in orizzontale il difensore e calcia con il destro, palla in rete. Gol utile solo per le statistiche.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img decoding="async" width="1024" height="681" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/e96b52c3a00260b930e2ef017af52c128001781b.jpg-1024x681.webp" alt="" class="wp-image-27447" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/e96b52c3a00260b930e2ef017af52c128001781b.jpg-1024x681.webp 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/e96b52c3a00260b930e2ef017af52c128001781b.jpg-300x200.webp 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/e96b52c3a00260b930e2ef017af52c128001781b.jpg-768x511.webp 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/e96b52c3a00260b930e2ef017af52c128001781b.jpg.webp 1500w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Il capitano tedesco Lahm cerca inutilmente di consolare Oscar</figcaption></figure>



<p></p>



<p><strong>LE PAGELLE GERMANIA<br>IL MIGLIORE KROOS 8</strong> Il giustiziere del Brasile ha il volto di Toni Kroos, che domina a centrocampo e insegna il gioco: doppietta chirurgica, imbucate, triangolazioni, recuperi, regia. I giocatori in maglia gialla sembravano dei dilettanti, lui invece professore lo è davvero.<br><strong>Khedira 7,5 </strong>Segna il 5-0, ma è un dettaglio. Gioca una partita totale, dove pare essere ovunque. Non sarà appariscente, non sarà geniale ed estroso, ma il QI calcistico di questo giocatore è inferiore a pochi.<br><strong>Muller 7,5</strong> I Mondiali sono casa sua: dopo un grande torneo in Sudafrica, concede il bis con un torneo altrettanto positivo. Sblocca la gara, partecipa al gioco, si sdoppia, fa assist. Che vuoi di più?<br><strong>Schweinsteiger 7</strong> È in fase &#8220;moto perpetuo&#8221;, fa benissimo entrambe le fasi, recupera come un mediano e gioca i palloni con qualità e intelligenza. Centrocampista con pochi punti deboli e tra i protagonisti della cavalcata tedesca, ma stasera altri fanno anche meglio di lui.<br><strong>Schurrle 6,5</strong> Una doppietta in una semifinale di un mondiale vale di principio un voto positivo ed una nota di merito. Peccato che la partita era già fortemente indirizzata, e il Brasile in coma. Molto più importante sarà il suo impatto in finale&#8230;</p>



<p></p>



<p><strong>LE PAGELLE BRASILE<br>IL MIGLIORE OSCAR 5</strong> &#8220;Migliore&#8221; è una parola inesatta, &#8220;meno peggio&#8221; è più accettabile, ma solo per il gol (inutile). Per il resto, è l&#8217;emblema del nulla. Era il giocatore di maggiore qualità pura dopo Neymar dal centrocampo in su: senza il 10 verdeoro anche lui è parso un giocatorino.<br><strong>Fred-Hulk 4</strong> un&#8217;accoppiata atipica per il calcio brasiliano, senza fantasia. Per tutto il torneo hanno convinto poco, stasera non si sono mai visti.<br><strong>Fernandinho 4</strong> L&#8217;errore sulla pressione di Kroos è l&#8217;esatta fotografia di una squadra spaesata e stralunata. Oltre a questo, non la vede veramente mai<br><strong>David Luiz 3</strong> Senza Thiago Silva è un giocatore modesto. Lo dimostra la sua carriera, non certo solo la gara di stasera. Avrebbe dovuto prendere in mano la difesa, è il primo ad affondare. Stesso voto anche per <strong><em>Dante </em></strong>(<strong><em>3</em></strong>).</p>



<p></p>



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		<title>Robert Lewandowski, il centravanti per antonomasia del nuovo millennio</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2026/05/29/robert-lewandowski-il-centravanti-per-antonomasia-del-nuovo-millennio.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Tommaso Ciuti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 May 2026 14:13:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pedatori]]></category>
		<category><![CDATA[barcellona]]></category>
		<category><![CDATA[bayern monaco]]></category>
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		<category><![CDATA[luis suarez]]></category>
		<category><![CDATA[polonia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Vorrei cominciare il discorso con una frase lapidaria: Robert Lewandowski è il più grande centravanti del nuovo millennio. Lo so, è un’affermazione perentoria, la realtà [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-drop-cap">Vorrei cominciare il discorso con una frase lapidaria: <strong>Robert Lewandowski</strong> è il più grande centravanti del nuovo millennio.</p>



<p>Lo so, è un’affermazione perentoria, la realtà dei fatti è che ci sono notevoli candidati: da <strong><a href="https://gameofgoals.it/2025/01/23/sulle-tracce-del-pistolero-10-bossoli-di-luis-suarez.html">Luis Suárez</a></strong>, splendido attaccante uruguaiano dalla tecnica sopraffina, al cyborg Erling Haaland, passando per due mostri di bravura e completezza come <strong>Karim Benzema </strong>e <strong>Harry Kane </strong>senza tralasciare i cecchini<strong> Ruud Van Nistelrooy</strong> e <strong>Samuel Eto’o </strong>e l’elenco non è certo completo.</p>



<p>E allora &#8211; mi chiederete &#8211; cosa rende l’attaccante polacco migliore di tutti gli altri, a parer tuo?</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img decoding="async" width="735" height="416" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/230745925-9ed79285-ac7b-4c64-9561-9003dd823649.jpg" alt="" class="wp-image-27357" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/230745925-9ed79285-ac7b-4c64-9561-9003dd823649.jpg 735w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/230745925-9ed79285-ac7b-4c64-9561-9003dd823649-300x170.jpg 300w" sizes="(max-width: 735px) 100vw, 735px" /><figcaption class="wp-element-caption">Robert Lewandowski con la maglia del Barcellona</figcaption></figure>



<p></p>



<p>Credo che la risposta sia un insieme di fattori. Prima di esaminarli nel dettaglio ricordo che sto scrivendo queste righe all’indomani dell’ultima apparizione di <strong>Lewandowski </strong>in maglia <em>blaugrana</em>, condita con il gol numero 120, il suo ultimo, a coronamento di tre anni ad altissimo livello, in cui Robert ha marchiato con il fuoco i trofei del Barcellona, in primis la Liga 2022-2023, che ha visto nel polacco l’uomo decisivo in termini di reti pesanti, peso specifico per la squadra e prestazioni <em>tout court</em>. Non sappiamo quale sarà il proseguo della sua carriera, a quasi trentotto primavere sul groppone, ma direi che i tempi sono maturi per un bilancio definitivo.</p>



<p>Cominciamo dal primo punto: la completezza. La prima cosa che mi viene in mente quando penso a lui è: sa fare tutto.</p>



<p>Tiro di potenza, tiro di precisione, tocco dolce, tap-in da opportunista, colpi di testa, capacità di calciare bene con entrambi i piedi. Il repertorio di Lewandowski è infinito e senza punti deboli, è espressione dell’apollineo, nella sua perfezione estetica e nell’idea che ogni mossa sia pensata ed equilibrata per raggiungere lo scopo – siamo lontani dal caos istintivo di <strong><a href="https://gameofgoals.it/2024/04/24/romario-il-cobra-dellarea-di-rigore.html">Romário</a></strong> e <strong><a href="https://gameofgoals.it/2021/04/19/neymar-lultimo-genio-malandro.html">Neymar</a></strong>, espressioni del dionisiaco.</p>



<p>In area possiede il sacro dono dell’istinto del cannoniere, sa sempre dov’è la porta senza doverla guardare. La lettura delle situazioni e la capacità di anticipare i giusti movimenti sono il marchio di fabbrica del centravanti vero.</p>



<p>C’è di più: l’aria della Baviera e la guida di <em><a href="https://gameofgoals.it/2022/04/19/grandezza-e-limiti-del-guardiolismo.html">Pep </a></em><strong><a href="https://gameofgoals.it/2022/04/19/grandezza-e-limiti-del-guardiolismo.html">Guardiola</a> </strong>hanno affinato ulteriormente la sua predisposizione alla partecipazione alla manovra e al gioco di squadra, anche lontano dalla porta. A differenza del centravanti vecchio stampo, che fuori dall’area non esiste o è comunque limitato, Robert sa giocare la palla, ovunque si trovi, con eccellenti risultati: sa scendere a centrocampo per creare spazi di inserimento per i compagni, sa servirli con i tempi giusti – e ha continuato a farlo anche nel Barcellona di <strong>Flick </strong>&#8211; conosce tutte le fasi del gioco.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="480" height="300" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/01_lewandowski_champions_instagram.avif" alt="" class="wp-image-27358" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/01_lewandowski_champions_instagram.avif 480w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/01_lewandowski_champions_instagram-300x188.avif 300w" sizes="(max-width: 480px) 100vw, 480px" /><figcaption class="wp-element-caption">Lewandowski coccola la Champions League vinta con il Bayern Monaco nel 2020</figcaption></figure>



<p></p>



<p>Ritengo che Robert sia una meravigliosa sintesi tra l’implacabilità minimalista di <strong><a href="https://gameofgoals.it/2020/10/16/gerd-muller-non-solo-un-bomber-darea.html">Gerd Müller</a></strong> e la grazia utile e bella &#8211; ho usato questi due aggettivi non a caso &#8211; di <strong><a href="https://gameofgoals.it/2021/10/31/quando-lutile-incontra-il-bello-marco-van-basten.html">Marco van Basten</a></strong>.</p>



<p>Arriviamo al secondo punto: la carriera. <strong>Lewandowski </strong>ha cominciato ad essere un giocatore di altissimo profilo nel 2011-2012 sotto la guida di <strong><a href="https://gameofgoals.it/2024/05/11/jurgen-klopp-il-disertore.html">Jürgen Klopp </a></strong>al Borussia Dortmund e fino all&#8217;anno scorso si è puntualmente confermato un cannoniere di livello mondiale (quest&#8217;anno si è fermato a &#8220;sole&#8221; 19 reti, tantissime per un buon giocatore, poche per uno come lui). </p>



<p>Jürgen lo ha sgrezzato, lo ha coccolato, lo ha reso più letale nel tiro in porta (ricordate <strong>Capello </strong>con <strong><a href="https://gameofgoals.it/2023/06/24/non-avrai-altro-dio-allinfuori-di-me-zlatan-ibrahimovic-la-grande-anomalia-del-nuovo-millennio.html">Ibrahimovic</a></strong>? E anche in quel caso: qual era il giocatore a cui i due tecnici pensavano che il proprio pupillo assomigliasse? Esatto, <strong>Marco van Basten</strong>), lo ha trasformato nel terminale perfetto di quella squadra giallonera tutta bollicine che incantava la Germania e l&#8217;Europa. </p>



<p>Non è arrivata la vittoria della Champions League, ma sono arrivate notti di primavera indimenticabili: una tra tutte, quella della quaterna al Real Madrid di <strong><a href="https://gameofgoals.it/2022/05/27/dimmi-jose-trionfi-ed-eccessi-dello-special-one.html">José Mourinho</a></strong> in una semifinale europea. Non era il giocatore più fantasioso di quella squadra &#8211; la guida del centrocampo era affidata a <strong>Gündoğan</strong>, mentre i guizzi e i break offensivi erano riposti nei piedi dell&#8217;eterno rimpianto <strong>Reus </strong>&#8211; ma credo che fosse il giocatore più forte, più completo, più letale. E prima del grande addio a Dortmund e al <em>muro giallonero</em> ha fatto in tempo a laurearsi capocannoniere della Bundesliga con 20 gol &#8211; la prima di sette volte, in Germania solo <strong>Gerd Müller<br></strong> aveva fatto come lui.</p>



<p>Al Bayern, come detto, ha incontrato la guida dell&#8217;altro grande costruttore di squadre del nostro tempo e ha iniziato una personale dittatura fatta di reti a grappoli e della capacità di essere sempre al posto giusto, in ogni zona del campo. La mole di gioco del Bayern è molto spesso foriera di goleade, anche oggi, ma ritengo che il polacco, arrivato in Baviera quando il tandem <strong><a href="http://Gerd Müller">Robben</a></strong>&#8211;<strong>Ribéry</strong> cominciava a giocare a mezzo servizio per i ripetuti problemi fisici di uno o dell&#8217;altro (o di entrambi), fosse il giocatore più importante della squadra. </p>



<p>Cosa successe nel 2020, sotto la guida di <strong>Flick</strong>, ce lo ricordiamo tutti: <strong>Lewandowski </strong>segnò 15 gol in Champions &#8211; marcò tutte le gare, tranne la finale, non brillantissima &#8211; e venne votato miglior giocatore del torneo. Vinse il Fifa World Player e venne nominato de facto Pallone d&#8217;Oro dell&#8217;anno (come ricorderete, la cerimonia saltò a causa delle restrizioni pandemiche). </p>



<p>L&#8217;anno dopo, pur uscendo prematuramente da campione in carica dalla coppa dalle grandi orecchie, vinse la Scarpa d&#8217;Oro per due volte di fila, oltre alla medaglia d&#8217;argento nel Pallone d&#8217;Oro del 2021, dietro solo all&#8217;eterno <strong><a href="https://gameofgoals.it/2023/01/04/il-metodo-messi-e-leccesso-di-severita-con-cui-si-giudicano-i-calciatori-di-oggi.html">Messi</a></strong>. Robert giunse in una Barcellona orfana del suo dio e in piena crisi di identità: la rinascita dei <em>blaugrana </em>nel 2022-2023 sotto la guida di un emotivo <strong><a href="https://gameofgoals.it/2021/07/25/xavi-hernandez-luomo-che-giocava-a-scacchi-correndo.html">Xavi </a></strong>ha portato in bacheca un campionato vinto dopo anni di magra, e lo ha fatto in maniera poco <em>barcellonista </em>e molto <em>italiana </em>&#8211; e da lassù a Nereo Rocco un sorriso deve essere scappato. Ovvero: portiere che para (<strong>Ter Stegen</strong> strepitoso) e attaccante che segna (23 gol e capocannoniere della Liga). </p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/GettyImages-2180712362.jpg-1024x576.webp" alt="" class="wp-image-27359" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/GettyImages-2180712362.jpg-1024x576.webp 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/GettyImages-2180712362.jpg-300x169.webp 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/GettyImages-2180712362.jpg-768x432.webp 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/GettyImages-2180712362.jpg.webp 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">L&#8217;abbraccio tra Lewandowski e Flick</figcaption></figure>



<p></p>



<p>Il resto è storia recente: <strong>Lewandowski </strong>disputa almeno altre due grandi stagioni in <em>blaugrana</em>, con <strong>Xavi </strong>e poi con <strong>Flick</strong>. Un&#8217;ultima grande run europea era stata sfiorata l&#8217;anno scorso (2024-2025): 11 gol e un&#8217;intesa da applausi con <strong><a href="https://gameofgoals.it/2021/07/25/xavi-hernandez-luomo-che-giocava-a-scacchi-correndo.html">Yamal </a></strong>e <strong>Raphinha</strong>. La sfortuna ci ha privato di un <strong>Lewandowski </strong>sano nelle semifinali contro l&#8217;Inter. Il contributo in Spagna è stato altrettanto stellare: 27 reti (secondo solo a <strong>Mbappé</strong>) e titolo alzato al cielo.</p>



<p>Riuscire ad elevarsi in termini di record e cifre, il pane quotidiano dei cannonieri, in un&#8217;epoca dove<a href="https://gameofgoals.it/2024/03/31/tutte-le-partite-di-lionel-messi-ai-mondiali.html"> <strong>Lionel Messi</strong></a> e <strong><a href="https://gameofgoals.it/2022/03/07/mister-champions-le-10-partite-europee-piu-grandi-di-cristiano-ronaldo.html">Cristiano Ronaldo</a></strong> hanno cannibalizzato quasi tutto è un&#8217;impresa per pochi, eppure lui ce l&#8217;ha fatta: terzo miglior marcatore della storia della Champions, 344 reti in 8 anni in Baviera, 120 a Barcellona in quattro anni. Miglior cannoniere di una nazionale europea (sino ad oggi 89 reti con la modesta Polonia).</p>



<p>È evidente che una carriera di quindici anni ad alto livello pressoché senza soluzioni di continuità, con tre maglie che pesano e che lottano sempre per i massimi obiettivi è un qualcosa che non si può ignorare. <strong><a href="https://gameofgoals.it/2022/10/16/pallone-doro-2022-e-lora-di-karim-benzema.html">Karim Benzema</a> </strong>nel 2022 ha fatto una Champions ancora più pesante di <strong>Lewandowski </strong>in termini di pesantezza delle reti. <strong>Luis Suárez</strong> dei tempi migliori di Barcellona e Liverpool era un attaccante che poteva almeno eguagliare Robert, sono d&#8217;accordo. Eppure nessuno dei due è stato continuo, longevo e importante nella stessa durata in cui lo è stato lui. Il dibattito è comunque aperto.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Robert Lewandowski - Top 20 Goals" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/kX9QJvqJ7dY?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
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<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2026/05/29/robert-lewandowski-il-centravanti-per-antonomasia-del-nuovo-millennio.html">Robert Lewandowski, il centravanti per antonomasia del nuovo millennio</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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		<title>Champions League, semifinale ritorno: Bayern Monaco-Paris Saint Germain 1-1</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2026/05/06/champions-league-semifinale-ritorno-bayern-monaco-paris-saint-germain-1-1.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Tommaso Ciuti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 May 2026 22:29:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[2025-2026]]></category>
		<category><![CDATA[bayern monaco]]></category>
		<category><![CDATA[champions league]]></category>
		<category><![CDATA[dembelé]]></category>
		<category><![CDATA[kvaratshkelia]]></category>
		<category><![CDATA[neuer]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina: Dembélé esulta dopo il gol Basta un gol di Ousmane Dembélé dopo tre minuti di gioco per regalare al Paris Saint Germain [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-text-align-right"><em>Immagine di copertina: Dembélé esulta dopo il gol</em></p>



<p class="has-drop-cap">Basta un gol di <strong>Ousmane Dembélé </strong>dopo tre minuti di gioco per regalare al Paris Saint Germain il biglietto per la seconda finale consecutiva di Champions League. Sono i bavaresi, in uno stadio infuocato, a recriminare maggiormente per un paio di discutibili decisioni arbitrali che fanno discutere: una tra tutte, il tocco di mano di <strong>Joao Neves </strong>nella propria area dopo un rinvio del compagno. La rete di <strong>Harry Kane</strong> arriva a tempo ormai scaduto ed è utile solo per le statistiche. <strong>Luis Enrique</strong> dunque ammutolisce l’Allianz Arena e vola a Budapest, dove affronterà l’Arsenal di <strong>Arteta</strong>. Dopo la marcia trionfale dello scorso anno, conclusasi con un 5-0 epocale all’Inter di<strong> Simone Inzaghi</strong>, il tecnico catalano cerca un bis che profumerebbe di impresa storica.</p>



<p>Chi si aspettava i fuochi d’artificio dell’andata sarà rimasto deluso, stavolta la cascata di gol non c’è stata. Tuttavia la partita sul piano tecnico è stata tutt’altro che banale: il gol pesantissimo di <strong>Dembélé</strong>, che conclude a rete con il piattone a butta sicura dopo un sontuoso dai-e-vai a centrocampo tra <strong>Kvaratskhelia </strong>e <strong>Fabian Ruiz</strong> infarcito da una sgroppata del georgiano in condizioni fisiche straripanti, sembrava il preludio ad una gara in discesa.</p>



<p>L’orgoglio del Bayern è però uscito dopo la prima mezz’ora di gioco: possesso sì, ma senza quella lucidità necessaria per sorprendere i rivali negli ultimi venti metri. Le giocate individuali dei due esterni che nella partita d’andata ci avevano regalato magie a profusione si sono viste a ritmi alterni (<strong>Olise </strong>nel primo tempo, <strong>Luis Diaz</strong> nel secondo), mentre <strong>Harry Kane</strong> &#8211; nonostante dedizione e impegno non manchino mai &#8211; è stato assorbito e neutralizzato dalla coppia difensiva <strong>Pacho</strong>&#8211;<strong>Marquinhos</strong>, ad eccezione dell’inutile rete nel finale.</p>



<p>D’altro canto il Bayern Monaco deve ringraziare l’eterno <strong>Neuer </strong>in almeno quattro occasioni, se il PSG non ha trovato il raddoppio (la parata sul colpo di testa di Joao Neves nel primo tempo è a dir poco sensazionale). Oltre alla straordinaria prestazione di <strong>Kvaratskhelia </strong>&#8211; sempre più uomo della Champions &#8211; è da segnalare l’ennesima prova infarcita di talento e scintille targata <strong>Désiré Doué</strong>, sempre più importante nello scacchiere parigino: imprendibile palla al piede, veloce nel dribbling e nel pensiero, tecnica sopraffina quasi “sudamericana”.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="450" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/232300583-201a4b19-3754-49bf-9347-42c29ab01956.jpg" alt="" class="wp-image-27294" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/232300583-201a4b19-3754-49bf-9347-42c29ab01956.jpg 800w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/232300583-201a4b19-3754-49bf-9347-42c29ab01956-300x169.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/232300583-201a4b19-3754-49bf-9347-42c29ab01956-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption">Esultanza del Psg</figcaption></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il tabellino</h2>



<p></p>



<p><strong>BAYERN MONACO-PSG 1-1<br>Marcatori:</strong> pt 3&#8242; Dembélé (P); st 49&#8242; Kane (B).<br><strong>Bayern Monaco (4-2-3-1):</strong> Neuer; Laimer, Upamecano (st 40’ Karl), Tah (st 23’ Kim), Stanisic (st 22’ Davies); Kimmich, Pavlovic; Olise, Musiala (st 34’ Jackson), Diaz; Kane. All. Kompany.<br><strong>Psg (4-3-3): </strong>Safonov; Zaire-Emery, Marquinhos, Pacho, Nuno Mendes (st 40’ Mayulu); Ruiz (st 31’ Beraldo), Vitinha, Joao Neves; Doué (st 31’ Hernandez), Dembélé (st 20’ Barcola), Kvaratskhelia. All. Luis Enrique.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le pagelle</h2>



<p></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>BAYERN MONACO</strong></p>



<p><strong>IL MIGLIORE NEUER 7,5<br></strong>Il pallone del gol di Dembélé gli sfiora la faccia, ma la leggenda tedesca è protagonista in almeno quattro occasioni, negando al PSG il raddoppio e tenendo in corsa i suoi fino alla fine. Eccellenti gli interventi su Doue e Kvara, anche se ritengo che il capolavoro sia l’intervento sul colpo di testa di Joao Neves nel primo tempo, un autentico riflesso felino, per un portiere ormai senza tempo.</p>



<p><strong>Kimmich 6,5</strong> Regia ordinata e pulita, fa sempre la cosa giusta e amministra il pallone con maestria. Gli manca però l’intuizione vincente.</p>



<p><strong>Luis Diaz 6 </strong>Dopo la prestazione debordante dell’andata, il colombiano torna sulla terra e, anzi, nella prima frazione è uno dei giocatori più deludenti. Nel secondo tempo alza i giri del motore e si dimostra l’uomo più frizzante del tridente, anche se non trova la magia risolutiva.</p>



<p><strong>Olise 6</strong> La prestazione è simile a quella di Luis Diaz: bene un tempo (il primo), male il secondo. Ha il merito di sfiorare il gol con un sinistro a giro dei suoi, anche se stavolta si è acceso ad intermittenza.</p>



<p><strong>Kane 5,5 </strong>Non inganni il gol, arrivato a tempo praticamente scaduto. L’inglese negli ultimi 16 metri è un fantasma, viene soffocato e disarmato ed è costretto a girovagare lontano dall’area. Le sue doti superiori gli consentono di essere utile in fase di manovra, ma stasera doveva farci vedere ben altro.</p>



<p></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>PARIS SAINT GERMAIN</strong></p>



<p><strong>IL MIGLIORE KVARATSKHELIA 7,5<br></strong>Anche senza segnare, il georgiano disputa l’ennesima grande partita di una Champions che l’ha visto stabilmente tra i primi protagonisti, se non addirittura il protagonista principale. L’assist per il gol di Dembele è suo, nato da un triangolo a centrocampo ed una sgroppata delle sue. Dispensa numerose giocate di qualità, nel dribbling e anche nelle aperture, oltre ad un instancabile lavoro difensivo. A Napoli era già molto forte, ma a Parigi quest’anno sta facendo il salto di qualità che lo annovera tra le prime stelle del calcio attuale.</p>



<p><strong>Doue 7</strong> Il <em>neymarino</em> francese ci regala un’altra notte europea da protagonista: il suo dribbling è rapido, secco, fulmineo e non lascia scampo. Penetra nel cuore del Bayern come un coltello nella carne, un suo numero sulla linea di fondo è da “malandro” vero.</p>



<p><strong>Dembélé 7</strong> Gol pesantissimo in avvio e tanto, tanto, tanto lavoro oscuro di ripiegamento, di pressing e di fatica. Non sta tenendo le medie realizzative siderali dello scorso anno, ma sicuramente sta tenendo la mentalità, ormai da giocatore maturo, e non più da giocatore evanescente come negli anni di Barcellona. Il vero capolavoro di Luis Enrique.</p>



<p><strong>Pacho-Marquinhos 7 </strong>La coppia centrale del PSG non fa passare neanche l’aria per vie centrali (tranne Kane all’ultimo minuto, ormai ininfluente, gliela possiamo perdonare) e non perde la testa nemmeno quando i pericoli arrivano dagli esterni rivali.</p>



<p><strong>Vitinha 6</strong> Stavolta la scena se la prendono altri, e a centrocampo è il più ordinario dei tre (Neves e Ruiz sono mezzo gradino sopra), ma il suo lo fa abbondantemente. Chissà se si sta tenendo i colpi di genio per la finale&#8230;</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Bayern Monaco-PSG: gol e highlights | Champions League" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/omHvn03-EFI?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
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		<title>Champions League, quarti andata: Barcellona-Atletico Madrid 0-2</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2026/04/08/champions-league-quarti-andata-barcellona-atletico-madrid-0-2.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Tommaso Ciuti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Apr 2026 22:25:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[2025-2026]]></category>
		<category><![CDATA[alvarez]]></category>
		<category><![CDATA[atletico madrid]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina Lo scatenato Alvarez inseguito da un avversario [foto Ansa] Il primo atto dei quarti di finale di Champions League tra Barcellona e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-text-align-right"><em><strong>Immagine di copertina</strong> Lo scatenato Alvarez inseguito da un avversario [foto Ansa]</em></p>



<p class="has-drop-cap">Il primo atto dei quarti di finale di Champions League tra Barcellona e Atletico Madrid se lo aggiudica la squadra del <em>Cholo </em><strong>Simeone</strong>, che ha saputo capitalizzare al massimo l&#8217;episodio-chiave della partita &#8211; espulsione di <strong>Cubarsì </strong>per fallo da ultimo uomo su <strong>Julian Alvarez</strong> &#8211; con una pennellata-capolavoro dello stesso attaccante argentino e con una successiva gestione del secondo tempo quasi impeccabile, rischiando pochissimo e colpendo con <strong>Sorloth </strong>(bellissima la sua girata in anticipo su <strong>Gerard Martin</strong>) al momento giusto. </p>



<p><strong>Simeone </strong>ha portato a casa il primo atto con la tattica, la concentrazione e il solito, immenso lavoro atletico, ed è un risultato meritato, anche se si deve riconoscere che il <em>turning point</em> dell&#8217;espulsione del giovane difensore centrale spagnolo ha spostato gli equilibri verso i madrileni rossobiancoblu. Fino a quel momento la squadra di <strong>Flick </strong>era in pieno possesso del gioco, seppur senza riuscire veramente a sfondare, se si escludono un paio di tiri di <strong>Rashford </strong>e <strong>Cancelo</strong>. </p>



<p>Il sacrificio tattico della sostituzione di <strong>Pedri</strong> e <strong>Lewandowski </strong>non hanno portato né ad un equilibrio né tanto meno ad una svolta. Gli unici tentativi di riscossa sono nati dai piedi di <strong>Yamal</strong>, il giocatore più tecnico in circolazione nel calcio di oggi, che ha dimostrato ancora una volta come nei momenti difficili riesca a caricarsi la squadra sulle spalle e suonare la carica, o almeno provarci. Al ritorno, le speranze dei <em>blaugrana </em>saranno riposte in primis nel suo estro.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il tabellino</h2>



<p></p>



<p><strong>BARCELLONA-ATLETICO MADRID 0-2<br>Marcatori:</strong> pt 45&#8242; Alvarez; st 25&#8242; Sorloth.<br><strong>Barcellona (4-2-3-1):</strong> Joan García; Koundé (st 28&#8242; Araujo), Cubarsí, Gerard Martín, João Cancelo (st 41&#8242; Balde); Eric Garcia, Pedri (st 1&#8242; Gavi); Yamal, Olmo, Rashford (73&#8242; Ferran Torres); Lewandowski (st 1&#8242; Fermin Lopez). All. Flick.<br>Atletico Madrid (4-4-2): Musso; Molina, Le Normand, Hancko (pt 31&#8242; Pubill), Ruggeri; Simeone (st 35&#8242; Thiago Almada), Llorente, Koke (st 15&#8242; Baena), Lookman (st 15&#8242; Sorloth); Griezmann (st 35&#8242; Nico Gonzalez), Alvarez. All. Simeone.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="857" height="482" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/04/image-4f56eca1-2468-4a07-b4f2-fb7f745ed542-85-2560-1440-edited.jpg" alt="" class="wp-image-26479" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/04/image-4f56eca1-2468-4a07-b4f2-fb7f745ed542-85-2560-1440-edited.jpg 857w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/04/image-4f56eca1-2468-4a07-b4f2-fb7f745ed542-85-2560-1440-edited-300x169.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/04/image-4f56eca1-2468-4a07-b4f2-fb7f745ed542-85-2560-1440-edited-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 857px) 100vw, 857px" /><figcaption class="wp-element-caption">Il fallo di Cubarsi su Alvarez: il momento decisivo del match</figcaption></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le pagelle</h2>



<p></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>BARCELLONA</strong></p>



<p></p>



<p><strong>IL MIGLIORE YAMAL 7<br></strong>Almeno tre giocate da capogiro nella prima frazione di gioco, seppur seguite da passaggi poco brillanti. Nella ripresa nonostante l&#8217;inferiorità numerica e il morale a terra suona la carica, distribuendo assist e dribbling, impegnando Musso e guadagnandosi falli preziosi. La personalità e il coraggio di questo ragazzo sono direttamente proporzionali alla sua classe.</p>



<p><strong>Rashford 6,5 </strong>Il sostituto di Raphinha gioca una buona partita, andando al tiro diverse volte e creando pericoli sulla fascia sinistra. Nella ripresa cala. Certo, il Raphinha degli ultimi due anni manca, e si vede.</p>



<p><strong>Cancelo 6,5 </strong>Conferma l&#8217;ottimo periodo di forma, non commettendo sbavature particolari in difesa e giocando una gara molto propositiva in fase di spinta a sinistra.</p>



<p><strong>Pedri 5,5</strong> Per una volta il genietto spagnolo finisce tra i bocciati, o almeno tra i rimandati. La grinta non gli manca mai, anche in fase difensiva, però dalla lampada stavolta esce poco o nulla. Compie una strepitosa verticalizzazione per il socio Lamine, che però è in fuorigioco.</p>



<p><strong>Cubarsì 5</strong> Un cartellino rosso per fallo da ultimo uomo indirizza fortemente la partita. È successo a Bastoni ai playoff, ora succede a lui. È l&#8217;episodio decisivo, il calcio è anche questo.</p>



<p></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>ATLETICO MADRID</strong></p>



<p></p>



<p><strong>IL MIGLIORE ALVAREZ 7,5<br></strong>Premio lui, perché le sue giocate nell&#8217;attuale Champions dell&#8217;Atletico Madrid stanno avendo un peso gigantesco. Si guadagna il fallo da cui scaturisce la superiorità numerica dei suoi, pennella una punizione divina alla Del Piero, si crea dal nulla un&#8217;altra occasione e svolge un immenso lavoro oscuro per la squadra.</p>



<p><strong>Le Normand 7</strong> Concentrato, non sbaglia praticamente nulla, ringhiando in faccia agli attaccanti blaugrana. Non ha paura di immolarsi quando è necessario. Partita rocciosa e gagliarda.</p>



<p><strong>Ruggeri 7</strong> C&#8217;è anche una goccia tricolore nel successo dell&#8217;Atletì. E ha il volto dell&#8217;ex atalantino, che gioca una grande partita di sostanza, ma anche di qualità, come testimonia il cross dolce che Sorloth (voto 7) gira in rete. Probabilmente a Zenica non sarebbe cambiato nulla, ma perchè un giocatore che sa disputare partite internazionali di livello non è in nazionale?</p>



<p><strong>Koke 5,5</strong> Insomma. Lo si nota più per i calci che per il calcio. Il giocatore che dominava le sfide contro i blaugrana nel 2014 era lontano parente del giocatore quasi normale visto stasera.</p>



<p><strong>Lookman 5</strong> L&#8217;eroe del trionfo europeo dell&#8217;Atalanta stasera non si vede, impalpabile, gara anonima.</p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2026/04/08/champions-league-quarti-andata-barcellona-atletico-madrid-0-2.html">Champions League, quarti andata: Barcellona-Atletico Madrid 0-2</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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		<title>Emilio Butragueño: l&#8217;eleganza e il pragmatismo dell&#8217;avvoltoio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Tommaso Ciuti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Apr 2026 09:24:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pedatori]]></category>
		<category><![CDATA[barcellona]]></category>
		<category><![CDATA[clasico]]></category>
		<category><![CDATA[coppa campioni]]></category>
		<category><![CDATA[Coppa Uefa]]></category>
		<category><![CDATA[david villa]]></category>
		<category><![CDATA[emilio butragueno]]></category>
		<category><![CDATA[hugo sanchez]]></category>
		<category><![CDATA[real madrid]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Rivedendo i Clasicos con i miei compagni di viaggio Francesco Buffoli e Francesco Domenighini per curare la rubrica che da un anno e mezzo stiamo [&#8230;]</p>
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<p class="has-drop-cap">Rivedendo i <em>Clasicos </em>con i miei compagni di viaggio Francesco Buffoli e Francesco Domenighini per curare la rubrica che da un anno e mezzo stiamo portando avanti su questo sito (vedi <a href="https://gameofgoals.it/category/viste-per-voi/la-storia-del-clasico-dal-1988-al-2024">qui</a>), la mia attenzione &#8211; divenuta successivamente adorazione &#8211; si è subito posata su un attaccante non particolarmente alto né particolarmente grosso (gli almanacchi gli attribuiscono 170 centimetri per 70 chili) che con la <em>camiseta blanca </em>vedevo giocare in ogni zona del reparto offensivo, tra dribbling e sterzate secche, conclusioni rapide e invenzioni nello stretto.</p>



<p>Se tra i rivali <em>culè </em>il mio prediletto era senza dubbio <strong><a href="https://gameofgoals.it/2021/09/22/michael-laudrup-vs-francesco-totti-arte-stile-e-completezza.html">Michael Laudrup</a></strong>, chi mi ha deliziato gli occhi nelle file del Real Madrid è stato proprio <strong>Emilio Butragueño</strong>, detto <em>il Buitre</em>, l’avvoltoio, per la rapidità dei suoi movimenti agili ed efficaci, pronti a sfruttare ogni spazio ed ogni frazione di secondo concessa dagli avversari.</p>



<p>Non era sicuramente un “bomber seriale,<em> il Buitre</em>: in dodici anni di Real Madrid ha infranto il muro dei 20 gol stagionali in tutte le competizioni solo due volte (1988/89 e 1990/91). Inoltre, ha condiviso una larga parte della sua avventura madridista con un certo <strong>Hugo Sanchez</strong> (a cui abbiamo dedicato un articolo <a href="https://gameofgoals.it/2025/06/29/la-bibbia-del-gol-di-hugo-sanchez-38-tocchi-leggendari-ai-raggi-x.html">qui</a>), ben più famelico e letale dello spagnolo e con una certa predilezione per i gol di prima intenzione dettati da una rapidità di esecuzione con pochi uguali.</p>



<p>Ciò che colpiva di lui era piuttosto la sua tecnica, di alta caratura: bravissimo nel controllo della palla e nello stop, pericoloso nell’uno contro uno. Non è peregrino vedere in lui qualcosa di <strong><a href="https://gameofgoals.it/2026/02/18/divino-e-fragile-roberto-baggio-e-lelogio-della-bellezza.html">Roberto Baggio </a></strong>e <strong><a href="https://gameofgoals.it/2021/11/09/io-di-te-non-mi-stanco-ode-ad-alessandro-del-piero.html">Alessandro Del Piero</a></strong>, almeno in queste caratteristiche. Il suo tiro, invece, e i modi con cui calciava – molte volte in maniera secca e mezza altezza – può ricordare quello di un suo epigono altrettanto sottovalutato: <strong>David Villa</strong>.</p>



<p>Il numero 7 madridista era un attaccante atipico, di difficile collocazione: spesso partiva dalla fascia sinistra per poi convergere verso il centro con dribbling e sterzate, ma non era raro vederlo giostrare in posizione centrale, anche arretrando la sua posizione. La pulizia dei suoi movimenti eleganti e gentili, quasi aristocratici, hanno portato i tifosi a soprannominarlo <em>Il Cavaliere Bianco</em>.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="750" height="500" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/04/storiabutraguenocalcio-giocopulito-1.webp" alt="" class="wp-image-26400" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/04/storiabutraguenocalcio-giocopulito-1.webp 750w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/04/storiabutraguenocalcio-giocopulito-1-300x200.webp 300w" sizes="(max-width: 750px) 100vw, 750px" /><figcaption class="wp-element-caption">Emilio Butragueño in maglia Real Madrid</figcaption></figure>



<p></p>



<p>Il suo nome è inevitabilmente associato al Real Madrid degli anni Ottanta, squadra che &#8211; anche se non ha portato in bacheca nessuna delle innumerevoli Coppe dei Campioni che scintillano nella sala dei trofei del Santiago Bernabeu &#8211; ha decisamente segnato l’immaginario del calcio spagnolo di quegli anni, rappresentando una sorta di “esame universitario” per il glorioso Milan di <strong><a href="https://gameofgoals.it/2020/10/27/sacchi-genio-o-sopravvalutato.html">Sacchi</a></strong>, che cominciava a dettare la propria legge in termini di risultati e di gioco in tutta Europa (ricordiamo l’1-1 a Madrid, alla faccia del <em>miedo escenico</em>, e soprattutto il roboante 5-0 di San Siro).</p>



<p><strong>Butragueño</strong> si porta a casa ben due Coppe UEFA consecutive (1985 e 1986), nonché sei campionati spagnoli a cavallo tra gli anni Ottanta e gli anni Novanta. Inoltre è stato in grado di affermarsi a livello individuale, venendo votato per ben due anni come miglior giocatore sotto i 21 anni, oltre ad un titolo di <em>Pichichi</em> non scontato. Insieme a <strong><a href="https://gameofgoals.it/2021/10/31/quando-lutile-incontra-il-bello-marco-van-basten.html">Marco Van Basten</a></strong>, che forse aveva una tacca in più in tutto, a <strong>Gary Lineker</strong> e al compagno <em>Hugol</em>, <em>il Buitre</em> rappresenta uno dei volti più belli del calcio di quegli anni.</p>



<p>In Spagna c&#8217;è un gol, che nei decenni si è affermato come un vero e proprio culto, come può essere per noi italiani quello di <strong>Baggio </strong>alla Juventus nel 2001. È siglato proprio da <strong>Butragueño</strong>, in una partita qualunque di Coppa del Re del 1987, contro il Cadice: è un gol di una bellezza eterea, una sintesi di arte, pulizia e inganni, conclusa con il lusso di una <em>croqueta </em>sul portiere, quasi dalla linea di fondo. Il maestro sale in cattedra, fa vedere agli alunni sui banchi cose impossibili con una facilità disarmante e se ne va, portato in trionfo ed innalzato al cielo.</p>



<p>Due sono le partite-simbolo della carriera di <strong>Emilio Butragueño</strong>: Spagna-Danimarca del Mondiale 1986 &#8211; il nostro Gabriele Gilli ha premiato la prestazione del Buitre con un immaginifico 10 e candidandola alla palma di migliore prestazione di un calciatore spagnolo ai Mondiali, cronaca <a href="https://gameofgoals.it/2015/01/22/1986-ottavi-spagna-danimarca-5-1.html">qui </a>&#8211; e Real Madrid-Anderlecht ottavi di finale Coppa Uefa 1984/05, dove un avvoltoio incontenibile mette a referto tre gol e due assist sancendo la rimonta dei <em>Blancos </em>per 6-1 che ribalta il 3-0 passivo dell&#8217;andata. </p>



<p>Due perle di una generazione spagnola talentuosa e inquieta, alla ricerca di se stessa e in un profondo periodo di cambiamenti sportivi, sociali, culturali: la fine del franchismo nel decennio precedente e la difficile transizione verso la democrazia, l&#8217;impatto della rivoluzione olandese in terra catalana e le reazioni della capitale. Quella nazionale si piegò al genio di<a href="https://gameofgoals.it/2021/04/30/omaggio-a-sua-maesta-michel-platini.html"> <strong>Michel Platini</strong></a><strong> </strong>ad Euro &#8217;84, si sciolse due anni dopo in Messico, deluse in Italia nel 1990, confermando un andazzo deludente fino alla maturazione della splendida generazione dei centrocampisti del tiki-taka.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Emilio Butragueño, El Buitre [Best Goals]" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/LMNxD6qWitc?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
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		<title>Coppa Intercontinentale 2025: Psg-Flamengo 3-2 dcr (1-1)</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2025/12/18/coppa-intercontinentale-2025-psg-flamengo-3-2-dcr-1-1.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Tommaso Ciuti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Dec 2025 09:15:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calcio moderno]]></category>
		<category><![CDATA[coppa intercontinentale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina Safonov, eroe della finale, con la Coppa Intercontinentale Il Paris Saint-Germain chiude in bellezza il suo 2025, con la vittoria della finale [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2025/12/18/coppa-intercontinentale-2025-psg-flamengo-3-2-dcr-1-1.html">Coppa Intercontinentale 2025: Psg-Flamengo 3-2 dcr (1-1)</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-text-align-right"><em><strong>Immagine di copertina</strong> Safonov, eroe della finale, con la Coppa Intercontinentale</em></p>



<p class="has-drop-cap">Il Paris Saint-Germain chiude in bellezza il suo 2025, con la vittoria della finale di Coppa Intercontinentale sui campioni del Flamengo, freschi vincitori della Coppa Libertadores, nonché campioni del Brasile. Per la squadra di <strong>Luis Enrique</strong> si tratta del coronamento di un&#8217;annata irripetibile, che passerà alla storia come l&#8217;anno della sestina: Champions League, campionato, coppa nazionale, supercoppa europea, supercoppa francese e coppa Intercontinentale, affiancandosi così al celestiale Barcellona di <strong>Pep Guardiola </strong>del 2009 e all&#8217;enigmatico Bayern Monaco di <strong>Flick </strong>del 2020 in piena era pandemica.</p>



<p>Chi si aspettava una passeggiata di salute dei parigini sicuramente si sarà stupito di questo Flamengo, mai domo, sempre in partita e pronto ad affinare armi tipicamente nostrane come l&#8217;organizzazione, la compattezza e l&#8217;aggressività per arginare lo stanco palleggio latino dei campioni d&#8217;Europa. Chi però ha dimestichezza con i rossoneri brasiliani sa benissimo che la squadra allenata dall&#8217;ex Atletico Madrid <strong>Filipe Luis</strong> è tutt&#8217;altro che una rivelazione. Oserei dire, anzi, che è una granitica certezza del calcio dell&#8217;emisfero sud del Nuovo Mondo: dal 2019 ha alzato al cielo per ben tre volte il massimo trofeo sudamericano per club.</p>



<p>La prestazione ballerina del portiere del Flamengo <strong>Rossi </strong>non aiuta i brasiliani: prima rilancia goffamente un pallone dalla linea di fondo, subendo la splendida carezza d&#8217;esterno mancino di <strong>Fabian Ruiz</strong> che deposita in rete a porta sguarnita (l&#8217;arbitro però annulla il gol perché il pallone aveva già superato la linea di fondo), poi interviene in maniera approssimativa sul cross tagliente di <strong>Douè</strong>, <strong>Kvaratskhelia </strong>ringrazia e deposita in rete a porta sguarnita. </p>



<p>L&#8217;errore tuttavia non fa uscire i sudamericani dalla partita, anzi, li ringalluzzisce. Il pareggio nella ripresa è opera di un glaciale <strong>Jorginho </strong>dal dischetto, che realizza un rigore guadagnato da una sciocchezza di uno stranulato <strong>Marquinhos </strong>che aggancia il piede di <strong>De Arrascaeta</strong> in piena area di rigore. L&#8217;equilibrio dura per tutto il rimanente secondo tempo e anche nei supplementari. </p>



<p>Entrambe le squadre hanno di che mangiarsi le mani per aver mancato il nuovo vantaggio: per il Flamengo Pedro e Plata; per i parigini ancora <strong>Marquinhos </strong>da pochi passi e soprattutto il neo Pallone d&#8217;oro <strong>Dembelé </strong>(che tirerà anche un rigore orribile in curva durante la lotteria finale) sono imprecisi nella conclusione. Dopo i tempi regolamentari e supplementari, a prendersi la scena ai rigori è il portiere <strong>Safonov</strong>, che neutralizza ben quattro tiri dal dischetto: <strong>Saul</strong>, <strong>Pedro</strong>, <strong>Pereira </strong>e <strong>Araujo </strong>si fanno ipotizzare, mentre per i parigini sono ininfluenti gli errori di <strong>Dembelé </strong>e <strong>Barcola</strong>.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il tabellino</h2>



<p></p>



<p><strong>Psg-Flamengo 3-2 dcr (1-1)<br>Marcatori: </strong>pt 38&#8242; Kvaratskhelia (F); st 16&#8242; Jorginho rig. (F).<br><strong>Psg: </strong>Safonov; Zaire-Emery, Marquinhos, Pacho, Nuno Mendes; Joao Neves, Vitinha, Fabian Ruiz (Ndjantou); Lee (pt 34&#8242; Mayulu; st 19&#8242; Barcola), Doué (st 32&#8242; Dembelé), Kvaratskhelia (st 46&#8242; Mbaye). All. Luis Enrique.<br><strong>Flamengo:</strong> Rossi; Varela, Leo Ortiz, Leo Pereira, Alex Sandro; Pulgar (st 29&#8242; De La Cruz), Jorginho (st 29&#8242; Saul); Carrascal (st 11&#8242; Pedro), De Arrascaeta (st 29&#8242; Everton), Gonzalo Plata (pts 11&#8242; Samuel Lino); Bruno Henrique (st 47&#8242; Luiz Araujo). All. Filipe Luis.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="560" height="420" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/12/transform.avif" alt="" class="wp-image-25613" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/12/transform.avif 560w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/12/transform-300x225.avif 300w" sizes="(max-width: 560px) 100vw, 560px" /><figcaption class="wp-element-caption">Il rigore di Jorginho per l&#8217;1-1</figcaption></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le pagelle</h2>



<p></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>PARIS SAINT-GERMAIN</strong></p>



<p><strong>IL MIGLIORE: Safonov 8<br></strong>Lo spirito di Helmuth Duckadam, eroe dello Steaua Bucarest che parò 4 rigori nella finale del 1986, si è evidentemente incarnato nel corpo del portiere dei parigini. In partita non ha dovuto compiere interventi straordinari, ma la prestazione durante i tiri dal dischetto vale assolutamente un voto così alto e la palma di migliore in campo.</p>



<p><strong>Kvaratskhelia 6,5</strong> Timbra un&#8217;altra finale, con un gol tutto sommato facile per i suoi standard. Gioca su entrambi i lati, ma non è sempre continuo, a volte appare anche stanco, ma quando ha la palla tra i piedi c&#8217;è sempre la sensazione che possa accendersi.</p>



<p><strong>Vitinha 6,5</strong> Il talento portoghese corona un 2025 vissuto da autentico protagonista e direttore d&#8217;orchestra della banda di Luis Enrique con la solita prova di sapiente regia e gestione della gara. Gli manca però quel guizzo e quel pizzico di cattiveria in più per risolvere le partite, oltre a subire un calo nella seconda parte di gara. La prestazione però è sicuramente ben oltre la sufficienza</p>



<p><strong>Dembelé 5,5 </strong>Reduce da un infortunio, entra a partita in corso con pochi minuti nelle gambe. Non tutto è da buttare, qualche guizzo per crearsi le occasioni c&#8217;è stato, peccato che a rovinare tutto siano state le brutte esecuzioni al tiro. Francamente pessimo il rigore tirato in curva.</p>



<p><strong>Marquinhos 5</strong> Brutta prestazione da parte del fuoriclasse della difesa brasiliano: causa il rigore del pareggio del Flamengo, mette a lato da due passi la palla del vantaggio, e più in generale appare sfasato e insicuro. Non benissimo stasera.</p>



<p></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>FLAMENGO</strong></p>



<p><strong>IL MIGLIORE: Jorginho 7</strong><br>Il pubblico italiano deve assolutamente rimuovere dalla mente le sciagurate immagini di Jorginho che si divora malamente i rigori decisivi in azzurro. Con i rossoneri il centrocampista italo-brasiliano appare rinato: è impeccabile dal dischetto, e gioca una partita precisa, puntuale e completa in entrambe le fasi, pur non tirandosi indietro quando c&#8217;è da fare fallo. Ringhio, sei sicuro che non ti serva?</p>



<p><strong>De Arrascaeta 6,5</strong> L&#8217;uomo simbolo della squadra gioca una partita con il coltello tra i denti e la grinta di un mediano, soffrendo quasi da gregario a volte. Riesce comunque ad incidere sulla partita guadagnandosi con classe e merito il rigore del pareggio.</p>



<p><strong>Plata 6</strong> Si vede poco davanti, nonostante dia una grossa mano in fase difensiva. Le cose migliori della sua partita, però, le fa allo scadere, in particolare una splendida giocata dal limite dell&#8217;area che poteva valere il vantaggio, se fosse stata seguita da una conclusione altrettanto buona.</p>



<p><strong>Pedro 5,5</strong> Impatto in negativo a partita in corso: spreca un contropiede che poteva essere sfruttato molto meglio e dal dischetto si fa ipnotizzare da Safonov.</p>



<p><strong>Rossi 5,5</strong> Due interventi davvero maldestri: nel primo caso si salva perché il pallone non era più in gioco, nel secondo caso viene punito da Kvaratskhelia. Mezzo voto in più per la neutralizzazione del rigore di Barcola.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Full Penalties PSG vs Flamengo Intercontinental Cup Final 2025" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/vc6-4Zdat_0?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
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		<title>2010 Finale: Spagna-Olanda 1-0</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2025/11/12/2010-finale-spagna-olanda-1-0.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Tommaso Ciuti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Nov 2025 18:42:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[2010]]></category>
		<category><![CDATA[del bosque]]></category>
		<category><![CDATA[iniesta]]></category>
		<category><![CDATA[mondiale 2010]]></category>
		<category><![CDATA[Olanda]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina: l&#8217;esultanza di Del Bosque e della Spagna Nella notte di Johannesburg la Spagna alza al cielo la sua prima coppa del mondo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-text-align-right"><em>Immagine di copertina: l&#8217;esultanza di Del Bosque e della Spagna</em></p>



<p class="has-drop-cap">Nella notte di Johannesburg la Spagna alza al cielo la sua prima coppa del mondo nella finalissima contro l’Olanda, imponendo la supremazia della tecnica e del palleggio sui muscoli, sui centimetri e sulla pura <em>garra</em>, almeno per una notte. In totale controtendenza rispetto al calcio fisico del decennio precedente, l’onda della rivoluzione spagnola – basata sul <em>tiki taka</em> e sul calcio posizionale, armi riproposte in maniera radicale anche da <strong>Guardiola </strong>a Barcellona – travolge anche il mondiale. </p>



<p>Le <em>Furie Rosse</em> allestiscono un centrocampo con i piedi di seta: <strong>Xabi Alonso</strong>, <strong>Busquets</strong>, <strong>Xavi</strong>, con <strong>Iniesta </strong>tra le linee e <strong>Villa </strong>come centravanti dai piedi buoni, senza dimenticare l’importantissimo impatto di <strong>Fabregas</strong> a partita in corso. L’Olanda risponde con una squadra corta, compatta, muscolare, dove la cerniera <strong>Van Bommel</strong>&#8211;<strong>De Jong</strong> è concepita per asfissiare e soffocare le scintille dei genietti iberici, con le buone, ma anche con le cattive, per poi affidarsi alla verticalità esplosiva di <strong>Robben</strong>, mai domo e spesso pericoloso. </p>



<p>È proprio all’esterno bavarese che capita l’occasione migliore della partita, imbeccato da un lampo di <strong>Sneijder</strong>. La parata istintiva di <strong>Casillas </strong>è il punto di svolta della serata, che legittima un successo sul campo meritato per qualità espressa, mole di gioco ed occasioni avute (un paio con <strong>Villa</strong>, una con <strong>Fabregas</strong>, nonché diverse situazioni pericolose create) e suggellato da uno dei migliori centrocampisti della storia, quel <em>don Andres</em> che soffre, cresce e trafigge con il destro <strong>Stekelenburg </strong>durante i supplementari dopo un inserimento dei suoi ed un controllo per palati fini.</p>



<p><strong>SPAGNA-OLANDA 1-0<br><strong>Marcatori</strong></strong>: sts 11&#8242; Iniesta.<br><strong>Olanda: </strong>Stekelenburg; Van der Wiel, Heitinga, Mathijsen, Van Bronckhorst (pts 15&#8242; Braafheid); Van Bommel, De Jong (pts 9&#8242; Van der Vaart); Robben, Sneijder, Kuyt (st 26&#8242; Elia); Van Persie. A disp.: Vorm, Broschker, Boulahrouz, Ooijer, De Zeeuw, Schaars, Babel, Afellay, Huntelaar. All.: van Marwijk.<br><strong>Spagna: </strong>Casillas; S. Ramos, Piqué, Puyol, Capdevila; Busquets, Xabi Alonso (st 42&#8242; Fabregas); Pedro (st 15&#8242; J. Navas), Xavi, Iniesta; Villa (sts 1&#8242; Torres). A disp.: Reina, Valdes, Albiol, Marchena, Arbeloa, J. Martinez, Silva, Mata, Llorente. All.: Del Bosque.<br>Note: espulso Heitinga (O) al 4&#8242; sts per doppia ammonizione.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="611" height="388" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/11/Spagna_Olanda_Mondiali2010_7.png" alt="" class="wp-image-25290" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/11/Spagna_Olanda_Mondiali2010_7.png 611w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/11/Spagna_Olanda_Mondiali2010_7-300x191.png 300w" sizes="(max-width: 611px) 100vw, 611px" /><figcaption class="wp-element-caption">Il brutto fallo di de Jong su Xabi Alonso, ma l&#8217;olandese non fu  espulso</figcaption></figure>



<p></p>



<p><strong>Primo tempo</strong><br><strong>5’</strong> Cross di Xabi Alonso da destra, Sergio Ramos incrocia di testa, colpo potente ma non angolato. Stekelenburg respinge con i pugni.<br><strong>8’ </strong>Busquets sbaglia il controllo e regala palla a Kuyt, che calcia subito cercando di sorprendere Casillas, il tiro però è innocuo.<br><strong>13’</strong> Bellissimo sinistro al volo di Villa, che si coordina benissimo ma colpisce solo l’esterno della rete.<br><strong>29’ </strong>Bruttissimo fallo di De Jong, che stampa i tacchetti sul petto di Xabi Alonso, l’arbitro lo grazia. In precedenza, anche Van Bommel si era reso protagonista di un cattivo tackle su Iniesta.<br><strong>45’</strong> Robben punta l’uomo a destra, rientra sul sinistro e tira rasoterra sul palo più vicino, grande risposta di Casillas che si allunga e la mette in calcio d’angolo.</p>



<p><strong>Secondo tempo</strong><br><strong>15’ </strong>Magia di Sneijder, che controlla e spalanca un’autostrada per Robben che si invola davanti al portiere, prende la mira e cerca di piazzarla alla destra di Casillas. Il portierone del Real riesce a salvare con il piede. Occasione colossale dell’Olanda.<br><strong>25’</strong> Jesus Navas, entrato al posto di Pedro, semina il panico sulla fascia destra, cross in mezzo, Heitinga pasticcia, Villa calcia con il piatto dal limite dell’area piccola a botta sicura, ma lo stesso difensore olandese mura la conclusione e rimedia al suo errore. Clamorosa occasione per la Spagna.<br><strong>32’</strong> Calcio d’angolo della Spagna, Sergio Ramos di testa mette alto da buona posizione, era da solo. Poteva fare davvero meglio qui.<br><strong>38’ </strong>Altro assolo di Robben in progressione, che si libera di pura potenza di Puyol e va via in velocità seppur sbilanciato. Perfetto l’intervento in uscita bassa di Casillas.</p>



<p><strong>Primo tempo supplementare</strong><br><strong>5’ </strong>Magia di Iniesta, che con un filtrante dei suoi mette Fabregas solo davanti al portiere. Il talento catalano però ignora Torres libero alla sua destra e spara con il sinistro addosso a Stekelenburg.<br><strong>11’ </strong>Bellissimo contropiede Fabregas-Villa-Navas, che da destra spara in porta da posizione favorevole. Tiro deviato e palla sull’esterno della rete che dà l’illusione ottica del gol.</p>



<p><strong>Secondo tempo supplementare</strong><br><strong>4’</strong> Duetto Iniesta-Xavi-Iniesta, l’Illusionista sta per entrare in area ma viene abbattuto da Heitinga, che si prende la seconda ammonizione e viene espulso.<br><strong>11’ GOL SPAGNA</strong> Fabregas controlla e vede l’inserimento di Iniesta, don Andres aggancia e incrocia con il destro, il suo tiro rabbioso e tagliente si insacca e consegna la Coppa del mondo nelle mani della Spagna.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="774" height="516" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/11/f93df685f37e5b2ed3b12c3a1abdaca3.jpg" alt="" class="wp-image-25292" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/11/f93df685f37e5b2ed3b12c3a1abdaca3.jpg 774w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/11/f93df685f37e5b2ed3b12c3a1abdaca3-300x200.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/11/f93df685f37e5b2ed3b12c3a1abdaca3-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 774px) 100vw, 774px" /><figcaption class="wp-element-caption">Il gol partita di Iniesta</figcaption></figure>



<p></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>LE PAGELLE SPAGNA</strong></p>



<p class="has-text-align-center"></p>



<p><strong>IL MIGLIORE INIESTA 7,5<br></strong>La sua è una partita &#8220;diesel&#8221;: dopo una prima parte tutto sommato normale, in cui viene asfissiato e trattato con le cattive dai giocatori olandesi, inizia ad alzare i giri nella seconda, al netto di qualche inconsueta imprecisione. Un paio di assoli dei suoi in progressione ed inserimento, diverse &#8220;<em>iniestate</em>&#8221; nel controllo e nel passaggio filtrante (divino, quello per Fabregas). Nei supplementari è da applausi a scena aperta e sigla il gol più importante della storia del calcio spagnolo. La palma di migliore in campo non poteva che essere sua.</p>



<p><strong>Xavi 7,5</strong> Partita paradossalmente sottovalutata per il semplice fatto che il suo &#8220;gemello&#8221; si è preso la copertina, ma la sua prestazione è da applausi. È l&#8217;autentico faro della squadra, non spreca un pallone,ogni azione passa da lui, si muove con intelligenza e fa sempre la cosa giusta, in ogni zona del campo. L&#8217;unico neo della sua gara sono un paio di calci di punizione da posizione invitante che avrebbero potuto essere calciati meglio, ma sono un&#8217;inezia.</p>



<p><strong>Fabregas 7</strong> Grandissimo impatto di Cesc da subentrato. Il suo ingresso aggiunge freschezza e qualità, è pericoloso diverse volte con imbucate e passaggi, anche se si mangia un gol davanti a Stekelenburg. Si fa perdonare con l&#8217;assist che vale la storia.</p>



<p><strong>Casillas 7 </strong>Attento e puntuale nelle uscite, eccellenti gli interventi su Robben, in particolare quello di piede nell&#8217;occasione a tu per tu. Sulla coppa della Spagna ci sono le mani del portierone madridista.</p>



<p><strong>Villa 6</strong> Sfiora il gol nel primo tempo con un gran sinistro al volo su pennellata di Xabi Alonso, nella ripresa non sfrutta un&#8217;occasione nell&#8217;aria piccola. Lotta ed è utile nella manovra, ma rispetto alle gare precedenti brilla e si vede molto meno.</p>



<p></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>LE PAGELLE OLANDA</strong></p>



<p></p>



<p><strong>IL MIGLIORE ROBBEN 6,5<br></strong>L&#8217;occasione a tu per tu con Casillas è passata alla storia come uno dei suoi errori nei momenti topici, ma riguardandola bene è più merito di Iker che demerito suo, che l&#8217;aveva pure angolata. Per il resto, quando punta Capdevila sono dolori. È senza dubbio l&#8217;uomo più pericoloso, va al tiro diverse volte e crea scompiglio, anche se non è sempre continuo.</p>



<p><strong>Mathijsen 6,5</strong> Disputa una buonissima partita, con presenza in area sulle palle alte e buonissime letture in anticipo sugli attaccanti avversari. Intelligentemente Van Bommel gli serve anche il pallone del vantaggio, ma si è davvero visto che non è proprio un attaccante</p>



<p><strong>Sneijder 6</strong> Il pallone con cui spalanca a Robben l&#8217;autostrada della gloria è davvero delizioso, cosí come altre sue giocate. Non è però costante nei 120 minuti e in alcuni frangenti si vede poco.</p>



<p><strong>Van Bommel 5,5</strong> disputa contro i &#8220;nanetti spagnoli&#8221; una partita appiccicosa e soffocante, rendendo loro la vita non facile. Viene però graziato più volte per certi interventi scorretti, avrebbe dovuto essere espulso. In impostazione non è sempre preciso.</p>



<p><strong>Van Persie 5</strong> Si prende un giallo in avvio, ma in generale si vede pochissimo. Esclusa una rapida accelerazione non si vede praticamente mai, neutralizzato dal duo Pique-Puyol.</p>



<p></p>



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		<title>2010 Semifinale: Spagna-Germania 1-0</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2025/11/11/2010-semifinale-spagna-germania-1-0.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Tommaso Ciuti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Nov 2025 23:17:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[2010]]></category>
		<category><![CDATA[germania]]></category>
		<category><![CDATA[iniesta]]></category>
		<category><![CDATA[lahm]]></category>
		<category><![CDATA[neuer]]></category>
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		<category><![CDATA[spagna]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina: il colpo di testa decisivo di Puyol L’imperioso colpo di testa di Carles Puyol, roccioso leader delle Furie Rosse, ha consegnato alla [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-text-align-right"><em>Immagine di copertina: il colpo di testa decisivo di Puyol</em></p>



<p class="has-drop-cap">L’imperioso colpo di testa di <strong>Carles Puyol</strong>, roccioso leader delle<em> Furie Rosse</em>, ha consegnato alla Spagna le chiavi della prima finale della Coppa del mondo della sua storia. La partita è stata all’insegna dell’equilibrio per quanto riguarda le occasioni, non moltissime, invece per quanto concerne la mole di gioco gli spagnoli hanno senza dubbio prodotto di più. </p>



<p>La Germania d’altro canto si è difesa con ordine e quadratura, senza mai dare l’impressione di cedere, provando spesso a ripartire e talvolta a giostrare il gioco. D’altronde la materia prima in campo è molto alta, soprattutto a centrocampo, per entrambe le squadre. Da segnalare l’impatto a gara in corso di un giovanissimo <strong>Toni Kroos</strong>, che ha offerto una mezzora abbondante di giocate di personalità in entrambe le fasi, mentre dall’altra parte Iniesta e soprattutto Xavi dettavano legge con la loro arma più sofisticata: la tecnica ed il palleggio</p>



<p>I tedeschi hanno concesso poco, ma hanno prodotto ancora meno, faticando più del previsto ad andare al tiro: l’occasione più nitida è capitata proprio al futuro playmaker del Real Madrid. Dopo la delusione contro l’Italia di <strong>Marcello Lippi</strong> di quattro anni prima, i tedeschi hanno ingoiato un altro boccone amaro, consapevoli però che il tempo giocava a loro favore: la crescita e la maturazione di top player del calibro di <strong>Lahm</strong>, <strong>Schweinsteiger</strong>, <strong>Neuer</strong>, <strong>Kroos </strong>era in corso ed i risultati si sarebbero visti nell’edizione successiva.</p>



<p>SPAGNA-GERMANIA 1-0<br>Marcatore: st 28&#8242; Puyol.<br><strong>Spagna</strong>: Casillas; Sergio Ramos, Piquè, Puyol, Capdevila; Busquets; Iniesta, Xavi, Xabi Alonso (st 45&#8242; Marchena), Pedro (st 41&#8242; David Silva); Villa (st 36&#8242; Torres). All.: Del Bosque.<br><strong>Germania:</strong> Neuer; Lahm, Mertesacker, Friedrich, Boateng (st 7&#8242; Jansen); Khedira (st 31&#8242; Gomez), Schweinsteiger; Trochowski (st 17&#8242; Kroos), Oezil, Podolski; Klose. All.: Loew.</p>



<p></p>



<p><strong>Primo tempo<br>6’</strong> imbucata geniale di Pedro per Villa: Neuer in uscita copre lo specchio della porta e salva i suoi.<br><strong>12&#8242; </strong>cross tagliente a mezza altezza di Iniesta da destra, Puyol manda alto in tuffo di testa.<br><strong>32&#8242;</strong> Trochowski tira da fuori da lontano di sinistro, Casillas in angolo.</p>



<p><strong>Secondo tempo</strong><br><strong>5&#8242;</strong> bellissima azione personale di Pedro sulla corsia di destra, poi Ramos e Xavi, la palla arriva infine a Xabi Alonso che calcia a botta sicura dai venti metri, palla fuori non di molto.<br><strong>13&#8242;</strong> clamorosa doppia occasione per la Spagna. Iniesta inventa per Capdevila, cross al centro per Pedro che calcia sul primo palo, Neuer respinge. Don Andres si inserisce nuovamente e va sul fondo, calcia con il mancino in diagonale sul secondo palo da posizione angolata, la palla sfila sul fondo.<br><strong>14&#8242; </strong>ancora Pedro dal limite, sinistro sul secondo palo che non esce di molto.<br><strong>23&#8242;</strong> triangolo Khedira-Jansen Khedira sulla fascia sinistra, Podolski crossa al centro per Kroos che apre il piattone al volo, Casillas respinge con i pugni.<br><strong>27&#8242; GOL SPAGNA</strong> Calcio d&#8217;angolo di Xavi, Puyol stacca alla perfezione su Khedira e batte Neuer per il vantaggio delle Furie Rosse.<br><strong>37&#8242;</strong> filtrante geniale di Xavi per Pedro che si invola a campo aperto davanti al portiere. Davanti a Neuer, però, non serve Torres libero e si incarta, vanificando il 2-0.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="600" height="397" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/02/Puyol.webp" alt="" class="wp-image-25935" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/02/Puyol.webp 600w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/02/Puyol-300x199.webp 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /><figcaption class="wp-element-caption">L&#8217;esultanza dei giocatori spagnoli dopo il gol</figcaption></figure>



<p></p>



<p><strong>LE PAGELLE SPAGNA</strong></p>



<p><strong>IL MIGLIORE PUYOL 7,5</strong><br>Premiamo il difensore centrale del Barcellona, perché oltre a disputare una partita senza sbavature, condita da anticipi ed interventi puntuali, ha il merito di essere decisivo con uno stacco perfetto. La Spagna gioca di tecnica e palleggio, ma ci vuole un calcio piazzato nella migliore tradizione “italiana” per andare in finale.</p>



<p><strong>Xavi 7,5 </strong>Una prova masterclass per il numero 8 iberico. È ovunque e controlla il gioco con classe e sicurezza: suo l’assist per il gol di Puyol, suo un altro potenziale assist vanificato dall’egoismo di Pedro. Si concede anche il lusso di finezze, in una serata che esalta la superiorità tecnica della Spagna.</p>



<p><strong>Iniesta 7 </strong>Meno appariscente di altre occasioni, ma comunque ampiamente positivo: le invenzioni e le incursioni non mancano mai, i recuperi in fase difensiva nemmeno. Il duello cavalleresco con Lahm è all’insegna dell’equilibrio. Gli manca il guizzo e l’invenzione vincente, ma non servirà aspettare tanto…</p>



<p><strong>Pedro 6,5</strong> Valutazione difficile: negli occhi rimane lo sciagurato errore che poteva chiudere la partita, quando solo davanti a Neuer non ha servito Torres libero a sinistra, incartandosi da solo. Eppure non va ignorato che è stato il giocatore più vivace del fronte offensivo spagnolo, con un bellissimo assist a Villa in avvio, nonché diversi tiri nello specchio e guizzi sulla fascia destra.</p>



<p><strong>Villa 5,5</strong> Ha trascinato la Spagna fin qui a suon di gol e di giocate. Stasera, però, non riesce ad incidere, seppur il movimento ed il sacrificio non sia mancato.</p>



<p></p>



<p><strong>LE PAGELLE GERMANIA</strong></p>



<p><strong>IL MIGLIORE FRIEDRICH 7<br></strong>Ottimo senso dell’anticipo e bravissimo anche in marcatura. Rende a Villa la vita difficile ed offre una costante sensazione di sicurezza in area.</p>



<p><strong>Jansen 7</strong> Grande impatto del laterale sinistro subentrato, che ha dimostrato un’ottima tecnica ed una dotazione di tempo di gioco inusuale per un terzino.</p>



<p><strong>Khedira 6,5</strong> Il centrocampista di Stoccarda, Real e Juventus disputa una prova positiva, in ogni fase. Ha la macchia grave di perdersi Puyol in occasione del gol decisivo.</p>



<p><strong>Lahm 6,5</strong> Duello a punta di fioretto con Iniesta, all’insegna dell’equilibrio. Sa soffrire e non sbanda mai, si rende utile anche in fase offensiva non lesinando sortite nella metà campo altrui.</p>



<p><strong>Kroos 6</strong> Impatto di personalità, da subentrato: è sua l’occasione più clamorosa della partita, sventata da Casillas. Scodella un paio di palloni interessanti e si fa apprezzare anche in fase di ripiego. Il futuro è suo.</p>



<p><strong>Ozil 5,5</strong> Dopo un torneo disputato su buoni livelli, gioca una partita in ombra e davvero molto timida per uno con le sue qualità. Prova ad accendersi sul finale, ma è davvero troppo poco.</p>



<p></p>



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