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	<title>polonia Archivi - Game of Goals</title>
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		<title>Robert Lewandowski, il centravanti per antonomasia del nuovo millennio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Tommaso Ciuti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 May 2026 14:13:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pedatori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Vorrei cominciare il discorso con una frase lapidaria: Robert Lewandowski è il più grande centravanti del nuovo millennio. Lo so, è un’affermazione perentoria, la realtà [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2026/05/29/robert-lewandowski-il-centravanti-per-antonomasia-del-nuovo-millennio.html">Robert Lewandowski, il centravanti per antonomasia del nuovo millennio</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
]]></description>
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<p class="has-drop-cap">Vorrei cominciare il discorso con una frase lapidaria: <strong>Robert Lewandowski</strong> è il più grande centravanti del nuovo millennio.</p>



<p>Lo so, è un’affermazione perentoria, la realtà dei fatti è che ci sono notevoli candidati: da <strong><a href="https://gameofgoals.it/2025/01/23/sulle-tracce-del-pistolero-10-bossoli-di-luis-suarez.html">Luis Suárez</a></strong>, splendido attaccante uruguaiano dalla tecnica sopraffina, al cyborg Erling Haaland, passando per due mostri di bravura e completezza come <strong>Karim Benzema </strong>e <strong>Harry Kane </strong>senza tralasciare i cecchini<strong> Ruud Van Nistelrooy</strong> e <strong>Samuel Eto’o </strong>e l’elenco non è certo completo.</p>



<p>E allora &#8211; mi chiederete &#8211; cosa rende l’attaccante polacco migliore di tutti gli altri, a parer tuo?</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="735" height="416" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/230745925-9ed79285-ac7b-4c64-9561-9003dd823649.jpg" alt="" class="wp-image-27357" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/230745925-9ed79285-ac7b-4c64-9561-9003dd823649.jpg 735w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/230745925-9ed79285-ac7b-4c64-9561-9003dd823649-300x170.jpg 300w" sizes="(max-width: 735px) 100vw, 735px" /><figcaption class="wp-element-caption">Robert Lewandowski con la maglia del Barcellona</figcaption></figure>



<p></p>



<p>Credo che la risposta sia un insieme di fattori. Prima di esaminarli nel dettaglio ricordo che sto scrivendo queste righe all’indomani dell’ultima apparizione di <strong>Lewandowski </strong>in maglia <em>blaugrana</em>, condita con il gol numero 120, il suo ultimo, a coronamento di tre anni ad altissimo livello, in cui Robert ha marchiato con il fuoco i trofei del Barcellona, in primis la Liga 2022-2023, che ha visto nel polacco l’uomo decisivo in termini di reti pesanti, peso specifico per la squadra e prestazioni <em>tout court</em>. Non sappiamo quale sarà il proseguo della sua carriera, a quasi trentotto primavere sul groppone, ma direi che i tempi sono maturi per un bilancio definitivo.</p>



<p>Cominciamo dal primo punto: la completezza. La prima cosa che mi viene in mente quando penso a lui è: sa fare tutto.</p>



<p>Tiro di potenza, tiro di precisione, tocco dolce, tap-in da opportunista, colpi di testa, capacità di calciare bene con entrambi i piedi. Il repertorio di Lewandowski è infinito e senza punti deboli, è espressione dell’apollineo, nella sua perfezione estetica e nell’idea che ogni mossa sia pensata ed equilibrata per raggiungere lo scopo – siamo lontani dal caos istintivo di <strong><a href="https://gameofgoals.it/2024/04/24/romario-il-cobra-dellarea-di-rigore.html">Romário</a></strong> e <strong><a href="https://gameofgoals.it/2021/04/19/neymar-lultimo-genio-malandro.html">Neymar</a></strong>, espressioni del dionisiaco.</p>



<p>In area possiede il sacro dono dell’istinto del cannoniere, sa sempre dov’è la porta senza doverla guardare. La lettura delle situazioni e la capacità di anticipare i giusti movimenti sono il marchio di fabbrica del centravanti vero.</p>



<p>C’è di più: l’aria della Baviera e la guida di <em><a href="https://gameofgoals.it/2022/04/19/grandezza-e-limiti-del-guardiolismo.html">Pep </a></em><strong><a href="https://gameofgoals.it/2022/04/19/grandezza-e-limiti-del-guardiolismo.html">Guardiola</a> </strong>hanno affinato ulteriormente la sua predisposizione alla partecipazione alla manovra e al gioco di squadra, anche lontano dalla porta. A differenza del centravanti vecchio stampo, che fuori dall’area non esiste o è comunque limitato, Robert sa giocare la palla, ovunque si trovi, con eccellenti risultati: sa scendere a centrocampo per creare spazi di inserimento per i compagni, sa servirli con i tempi giusti – e ha continuato a farlo anche nel Barcellona di <strong>Flick </strong>&#8211; conosce tutte le fasi del gioco.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img decoding="async" width="480" height="300" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/01_lewandowski_champions_instagram.avif" alt="" class="wp-image-27358" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/01_lewandowski_champions_instagram.avif 480w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/01_lewandowski_champions_instagram-300x188.avif 300w" sizes="(max-width: 480px) 100vw, 480px" /><figcaption class="wp-element-caption">Lewandowski coccola la Champions League vinta con il Bayern Monaco nel 2020</figcaption></figure>



<p></p>



<p>Ritengo che Robert sia una meravigliosa sintesi tra l’implacabilità minimalista di <strong><a href="https://gameofgoals.it/2020/10/16/gerd-muller-non-solo-un-bomber-darea.html">Gerd Müller</a></strong> e la grazia utile e bella &#8211; ho usato questi due aggettivi non a caso &#8211; di <strong><a href="https://gameofgoals.it/2021/10/31/quando-lutile-incontra-il-bello-marco-van-basten.html">Marco van Basten</a></strong>.</p>



<p>Arriviamo al secondo punto: la carriera. <strong>Lewandowski </strong>ha cominciato ad essere un giocatore di altissimo profilo nel 2011-2012 sotto la guida di <strong><a href="https://gameofgoals.it/2024/05/11/jurgen-klopp-il-disertore.html">Jürgen Klopp </a></strong>al Borussia Dortmund e fino all&#8217;anno scorso si è puntualmente confermato un cannoniere di livello mondiale (quest&#8217;anno si è fermato a &#8220;sole&#8221; 19 reti, tantissime per un buon giocatore, poche per uno come lui). </p>



<p>Jürgen lo ha sgrezzato, lo ha coccolato, lo ha reso più letale nel tiro in porta (ricordate <strong>Capello </strong>con <strong><a href="https://gameofgoals.it/2023/06/24/non-avrai-altro-dio-allinfuori-di-me-zlatan-ibrahimovic-la-grande-anomalia-del-nuovo-millennio.html">Ibrahimovic</a></strong>? E anche in quel caso: qual era il giocatore a cui i due tecnici pensavano che il proprio pupillo assomigliasse? Esatto, <strong>Marco van Basten</strong>), lo ha trasformato nel terminale perfetto di quella squadra giallonera tutta bollicine che incantava la Germania e l&#8217;Europa. </p>



<p>Non è arrivata la vittoria della Champions League, ma sono arrivate notti di primavera indimenticabili: una tra tutte, quella della quaterna al Real Madrid di <strong><a href="https://gameofgoals.it/2022/05/27/dimmi-jose-trionfi-ed-eccessi-dello-special-one.html">José Mourinho</a></strong> in una semifinale europea. Non era il giocatore più fantasioso di quella squadra &#8211; la guida del centrocampo era affidata a <strong>Gündoğan</strong>, mentre i guizzi e i break offensivi erano riposti nei piedi dell&#8217;eterno rimpianto <strong>Reus </strong>&#8211; ma credo che fosse il giocatore più forte, più completo, più letale. E prima del grande addio a Dortmund e al <em>muro giallonero</em> ha fatto in tempo a laurearsi capocannoniere della Bundesliga con 20 gol &#8211; la prima di sette volte, in Germania solo <strong>Gerd Müller<br></strong> aveva fatto come lui.</p>



<p>Al Bayern, come detto, ha incontrato la guida dell&#8217;altro grande costruttore di squadre del nostro tempo e ha iniziato una personale dittatura fatta di reti a grappoli e della capacità di essere sempre al posto giusto, in ogni zona del campo. La mole di gioco del Bayern è molto spesso foriera di goleade, anche oggi, ma ritengo che il polacco, arrivato in Baviera quando il tandem <strong><a href="http://Gerd Müller">Robben</a></strong>&#8211;<strong>Ribéry</strong> cominciava a giocare a mezzo servizio per i ripetuti problemi fisici di uno o dell&#8217;altro (o di entrambi), fosse il giocatore più importante della squadra. </p>



<p>Cosa successe nel 2020, sotto la guida di <strong>Flick</strong>, ce lo ricordiamo tutti: <strong>Lewandowski </strong>segnò 15 gol in Champions &#8211; marcò tutte le gare, tranne la finale, non brillantissima &#8211; e venne votato miglior giocatore del torneo. Vinse il Fifa World Player e venne nominato de facto Pallone d&#8217;Oro dell&#8217;anno (come ricorderete, la cerimonia saltò a causa delle restrizioni pandemiche). </p>



<p>L&#8217;anno dopo, pur uscendo prematuramente da campione in carica dalla coppa dalle grandi orecchie, vinse la Scarpa d&#8217;Oro per due volte di fila, oltre alla medaglia d&#8217;argento nel Pallone d&#8217;Oro del 2021, dietro solo all&#8217;eterno <strong><a href="https://gameofgoals.it/2023/01/04/il-metodo-messi-e-leccesso-di-severita-con-cui-si-giudicano-i-calciatori-di-oggi.html">Messi</a></strong>. Robert giunse in una Barcellona orfana del suo dio e in piena crisi di identità: la rinascita dei <em>blaugrana </em>nel 2022-2023 sotto la guida di un emotivo <strong><a href="https://gameofgoals.it/2021/07/25/xavi-hernandez-luomo-che-giocava-a-scacchi-correndo.html">Xavi </a></strong>ha portato in bacheca un campionato vinto dopo anni di magra, e lo ha fatto in maniera poco <em>barcellonista </em>e molto <em>italiana </em>&#8211; e da lassù a Nereo Rocco un sorriso deve essere scappato. Ovvero: portiere che para (<strong>Ter Stegen</strong> strepitoso) e attaccante che segna (23 gol e capocannoniere della Liga). </p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img decoding="async" width="1024" height="576" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/GettyImages-2180712362.jpg-1024x576.webp" alt="" class="wp-image-27359" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/GettyImages-2180712362.jpg-1024x576.webp 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/GettyImages-2180712362.jpg-300x169.webp 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/GettyImages-2180712362.jpg-768x432.webp 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/GettyImages-2180712362.jpg.webp 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">L&#8217;abbraccio tra Lewandowski e Flick</figcaption></figure>



<p></p>



<p>Il resto è storia recente: <strong>Lewandowski </strong>disputa almeno altre due grandi stagioni in <em>blaugrana</em>, con <strong>Xavi </strong>e poi con <strong>Flick</strong>. Un&#8217;ultima grande run europea era stata sfiorata l&#8217;anno scorso (2024-2025): 11 gol e un&#8217;intesa da applausi con <strong><a href="https://gameofgoals.it/2021/07/25/xavi-hernandez-luomo-che-giocava-a-scacchi-correndo.html">Yamal </a></strong>e <strong>Raphinha</strong>. La sfortuna ci ha privato di un <strong>Lewandowski </strong>sano nelle semifinali contro l&#8217;Inter. Il contributo in Spagna è stato altrettanto stellare: 27 reti (secondo solo a <strong>Mbappé</strong>) e titolo alzato al cielo.</p>



<p>Riuscire ad elevarsi in termini di record e cifre, il pane quotidiano dei cannonieri, in un&#8217;epoca dove<a href="https://gameofgoals.it/2024/03/31/tutte-le-partite-di-lionel-messi-ai-mondiali.html"> <strong>Lionel Messi</strong></a> e <strong><a href="https://gameofgoals.it/2022/03/07/mister-champions-le-10-partite-europee-piu-grandi-di-cristiano-ronaldo.html">Cristiano Ronaldo</a></strong> hanno cannibalizzato quasi tutto è un&#8217;impresa per pochi, eppure lui ce l&#8217;ha fatta: terzo miglior marcatore della storia della Champions, 344 reti in 8 anni in Baviera, 120 a Barcellona in quattro anni. Miglior cannoniere di una nazionale europea (sino ad oggi 89 reti con la modesta Polonia).</p>



<p>È evidente che una carriera di quindici anni ad alto livello pressoché senza soluzioni di continuità, con tre maglie che pesano e che lottano sempre per i massimi obiettivi è un qualcosa che non si può ignorare. <strong><a href="https://gameofgoals.it/2022/10/16/pallone-doro-2022-e-lora-di-karim-benzema.html">Karim Benzema</a> </strong>nel 2022 ha fatto una Champions ancora più pesante di <strong>Lewandowski </strong>in termini di pesantezza delle reti. <strong>Luis Suárez</strong> dei tempi migliori di Barcellona e Liverpool era un attaccante che poteva almeno eguagliare Robert, sono d&#8217;accordo. Eppure nessuno dei due è stato continuo, longevo e importante nella stessa durata in cui lo è stato lui. Il dibattito è comunque aperto.</p>



<p></p>



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<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Robert Lewandowski - Top 20 Goals" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/kX9QJvqJ7dY?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
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<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2026/05/29/robert-lewandowski-il-centravanti-per-antonomasia-del-nuovo-millennio.html">Robert Lewandowski, il centravanti per antonomasia del nuovo millennio</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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		<title>&#8220;La Polonia non morirà finché noi vivremo&#8221;: i dieci calciatori polacchi più grandi del dopoguerra</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Buffoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Oct 2024 15:17:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina: Boniek e Lewandowski La Polonia ha quasi sempre galleggiato ai confini della gloria: la sua scuola non ha raggiunto saputo consacrarsi con [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2024/10/27/la-polonia-non-morira-finche-noi-vivremo-i-dieci-calciatori-polacchi-piu-grandi-del-dopoguerra.html">&#8220;La Polonia non morirà finché noi vivremo&#8221;: i dieci calciatori polacchi più grandi del dopoguerra</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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<p class="has-text-align-right"><em>Immagine di copertina: Boniek e Lewandowski</em></p>



<p class="has-drop-cap">La Polonia ha quasi sempre galleggiato ai confini della gloria: la sua scuola non ha raggiunto saputo consacrarsi con continuità tra le più prolifiche del Vecchio Mondo, un po&#8217; come è capitato a quella scozzese o a quella portoghese, ma ha saputo attraversare momenti, a volte veri e propri decenni di splendore che la collocano comunque in una posizione alta, nella storia del football europeo.</p>



<p>Un po&#8217; come è accaduto agli olandesi, anche i polacchi sono giunti a maturazione relativamente tardi, dopo che per decenni la fitta bruma dell&#8217;anonimato (resa ancora più spessa dalla Cortina di Ferro) li aveva resi un oggetto misterioso agli occhi di noi europei occidentali. La sporadica apparizione ai mondiali di Francia del 1938, infatti, era stata il preludio a una lunga serie di assenze e di delusioni, finché a inizio anni &#8217;70 la storia ha deviato il proprio corso: sorprendenti e imprevedibili come gli olandesi, e oscurati forse un pochino proprio dalla fulgida stella arancione, i polacchi hanno trovato la formula magica e visto esplodere diversi campioni a inizio anni &#8217;70, e si sono confermati a lungo una delle formazioni di riferimento del calcio mondiale.</p>



<p>Dopo Messico 1986, la loro produzione di talenti ha subito un inatteso e rapido declino, ma ciò non toglie che, anche nelle ultime decadi, a Varsavia e dintorni siano nati alcuni giocatori di spessore e almeno un fuoriclasse.</p>



<p>Ecco a voi, quindi, quelli che noi riteniamo i primi dieci calciatori polacchi di sempre.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center has-large-font-size">1) Robert Lewandowski</h2>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
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</div></figure>



<p></p>



<p>La scelta del giocatore in pole position è stata complicata e possiamo dire che, nei fatti, Robert e il secondo in graduatoria tagliano insieme il traguardo. Quando si paragonano giocatori che hanno dato il loro meglio in un calcio che funziona ed è organizzato in modo molto diverso, e quando i valori tecnici sono simili, scegliere è davvero solo questione di sensazioni, e quando si deve decidere chi premiare tra <strong>Lewandowski</strong> e Deyna, inevitabilmente, si deve lanciare una monetina. Del centravanti che ancora oggi sta collezionando reti in quel di Barcellona conosciamo tutto: giovane e rampante stella del Dortmund di <strong>Klopp</strong>, ha vissuto con il Bayern le stagioni migliori, che avrebbero dovuto e potuto fruttargli un pallone d&#8217;oro, e il suo crepuscolo catalano è inaspettatamente il terzo grande pezzo del puzzle della sua carriera. Letale sotto porta, mobile e capace di contribuire allo sviluppo della manovra, praticamente immarcabile in giornata, <strong>Lewandowski </strong>ha un rapporto più complicato con la Polonia.</p>



<p>Vero, ha collezionato in maglia bianca l&#8217;incredibile cifra di 84 reti, ma, complice una nazionale non sempre all&#8217;altezza, ha davvero convinto solo a Euro 2020 (nel 2021, quindi), quando ha fatto tutto ciò che era in suo potere per aiutare i suoi. Particolarmente indigeste mi sono risultate le scene mute di Euro 2012 e di Euro 2016, due tornei che hanno visto scendere in campo un Robert parso improvvisamente bolso e inefficace: per un centravanti il lavoro della squadra è fondamentale e il sistema costruito da Guardiola a Monaco e a Dortmund da Klopp ne esaltava le doti come la nazionale polacca non poteva fare. In ogni caso, il numero quasi irreale di gol e di giocate pesanti durante le qualificazioni rende più che positiva anche la sua esperienza in maglia biancorossa.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center has-large-font-size">2) Kazimierz Deyna</h2>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Kazimierz Deyna, Generał [Goals &amp; Skills]" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/jjACjUA1P80?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<p></p>



<p>Se parliamo di puro talento e di ciò che un giocatore può dare alla squadra, il generale solitario <strong>Deyna </strong>probabilmente merita la corona anche più di Robert. Li mettiamo alla pari per non scontentare nessuno. Il centrocampista polacco, che aveva il fiuto del gol di una punta, a dispetto dell&#8217;apparenza grigia, degna di un funzionario del governo che ha la faccia un po&#8217; sempre malinconica, e che potrebbe ben figurare in uno degli episodi del Decalogo del suo connazionale <strong>Krzysztof Kieślowski</strong>, è stato il classico giocatore dotato da Madre Natura di una dose sovrabbondante di estro e anche di un po&#8217; di follia &#8211; il suo amore per la bottiglia era noto a tutti, e anche la sua scomparsa in un incidente automobilistico, a soli 41 anni, alimenta il mito del genio irregolare dal tragico destino, un po&#8217; <strong>George Best </strong>e un po&#8217; <strong>James Dean </strong>(<strong>Deyna </strong>è morto a San Diego, in California).</p>



<p>Regista e fromboliere di statura mondiale, uomo gol con pochi eguali tra i centrocampisti, trascorre buona parte della carriera a deliziare i connazionali (la Cortina di Ferro questo imponeva) e lo fa soprattutto quando veste la maglia della Polonia; a onor del vero, <strong>Deyna</strong> vince a fine anni &#8217;60 il primo campionato polacco e, anche se lo ricordano in pochi, diventa un&#8217;attrazione per tutta Europa nel corso della prima Coppa dei Campioni cui partecipa, quando raggiunge le semifinali con il piccolo Legia Varsavia.</p>



<p>In nazionale, Kaziemirz spicca però il volo: vincitore di un Oro Olimpico da capocannoniere, <a href="https://gameofgoals.it/category/viste-per-voi/mondiali/mondiale-1974">nel 1974 disputa un Mondiale impeccabile</a>, che lo vede volteggiare alla medesima altitudine di <a href="https://gameofgoals.it/2021/01/13/johan-cruijff-luomo-orchestra.html"><strong>Cruijff</strong> </a>e soci, e in semifinale la sua Polonia, la seconda squadra più bella del torneo, viene punita dal mefistofelico genio di <strong><a href="https://gameofgoals.it/2020/10/16/gerd-muller-non-solo-un-bomber-darea.html">Muller</a></strong>, nel corso di una partita spigolosa ed equilibrata. A Montreal, due anni dopo, <strong>Deyna </strong>sarà ancora il faro della Polonia semifinalista del torneo olimpico, e quindi chiuderà di fatto la carriera al top con tre stagioni al Manchester City: l&#8217;avventura inglese aggrava la sua propensione per l&#8217;alcol ma non gli impedisce di regalare sprazzi di grandezza anche al pubblico di Manchester, che ancora oggi lo annovera tra i talenti più puri della sua storia (anche sul piano stilistico, <strong>Deyna </strong>sembra un po&#8217; un&#8217;anticipazione di <strong>De Bruyne</strong>, quasi un<strong> De Bruyne</strong> che ha qualcosa di <strong><a href="https://gameofgoals.it/2021/04/30/omaggio-a-sua-maesta-michel-platini.html">Platini</a></strong>). In nazionale, chiude con la cifra sbalorditiva di 41 reti in 97 partite, record clamoroso per un centrocampista che ha numeri inverosimili e che però sarebbe offensivo ridurre ai numeri.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center has-large-font-size">3) Włodzimierz Lubański</h2>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Włodzimierz Lubański (POL)" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/WzkCKJtBvmc?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
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<p></p>



<p>Tre giocatori sul primo gradino del podio sarebbero stati troppi, ma <strong>Włodzimierz Lubański</strong>, gli occhi dei suoi connazionali, non è stato secondo a nessuno. Bambino prodigio del calcio polacco a inizio anni &#8217;60, tanto da detenere ancora oggi il record di marcatore più giovane della storia della Coppa dei Campioni (segnò nel 1963, a sedici anni), l&#8217;attaccante ha incantato i tifosi del Górnik Zabrze per diversi anni, vincendo una pletora di trofei nazionali e dimostrandosi decisivo anche sui più complicati palcoscenici europei, come dimostrano i due titoli di capocannoniere e la finale raggiunta nel 1970 e persa contro il Manchester City. </p>



<p>Come <strong>Deyna</strong>, il talentuoso attaccante darà il meglio anche in nazionale, facendo collezione di reti e di giocate determinanti &#8211; nel suo carniere ci sono 48 gol e un Oro Olimpico che a Varsavia festeggiano ancora oggi. Nella seconda parte di carriera, il centravanti &#8211; abile nel gioco aereo e molto veloce palla al piede, chirurgico sotto porta &#8211; ha varcato la Cortina di Ferro e militato a lungo in Belgio e poi in Francia, confermandosi un fuoriclasse di caratura internazionale. Il podio, a nostro parere, gli spetta di diritto, e chissà come sarebbe finita in Germania nel 1974 se il centravanti fosse stato sano.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center has-large-font-size">4) Zbigniew Boniek</h2>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Zbigniew Boniek, Bello di notte [Best Goals]" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/eN8owVeQgfU?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<p></p>



<p>Il bello di notte <strong>Zbigniew Boniek</strong> è uno dei nomi imprescindibili di questa lista. Una forza della natura in progressione, quasi alla maniera del <strong>Kakà </strong>milanista, si esaltava soprattutto durante le grandi nottate europee ed era un eccezionale quando poteva attaccare lo spazio. Meno prolifico di altri connazionali, forse anche meno dotato sul piano strettamente tecnico, è stato in ogni caso un giocatore di livello internazionale sia durante la prima parte della carriera, vissuta in Polonia e durante la quale viene premiato due volte come giocatore dell&#8217;anno, che in Italia. Il Belpaese lo scopre durante i gloriosi Mondiali di Spagna, quando con una tripletta da campione consente ai suoi di avere la meglio sull&#8217;appiccicoso Belgio e di incoronarsi come leader tecnico della nazionale che poi raggiungerà le semifinali. </p>



<p>Grazie alle prestazioni brillanti in terra iberica, <em>Zibì </em>chiude al terzo posto nella classifica del pallone d&#8217;oro del 1982 ed emigra a Torino, dove si dimostra il perfetto uomo-spalla di Platini; dopo tre stagioni trasloca a Roma si conferma un trascinatore e un discreto uomo gol. Positivo il suo score in nazionale, con 24 reti in 80 partite e l&#8217;inserimento nella formazione ideale di Spagna &#8217;82.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center has-large-font-size">5) Grzegorz Lato</h2>



<p class="has-medium-font-size"></p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Grzegorz Lato [Best Skills &amp; Goals]" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/mi109S86cPc?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<p></p>



<p>A proposito di talenti irregolari:<strong> Lato</strong>, con la sua calvizie precoce, i lunghi capelli sulle tempie e le sue scorribande sulla fascia destra, è uno dei simboli anche estetici degli anni &#8217;70. Due volte giocatore polacco dell&#8217;anno, due volte capocannoniere del campionato polacco, talento &#8220;folle&#8221; slavo e tempra prussiana (era nato nei territori che un tempo appartenevano alla Prussia), <strong>Lato </strong>è una delle stelle del calcio mondiale negli anni &#8217;70 e fino a inizio anni &#8217;80, uno dei giocatori chiave della grande Polonia (anche per lui, cifre da capogiro in nazionale: 45 reti in 100 partite). Letale e immarcabile ala in Germania nel 1974 e talento più compassato otto anni dopo in Spagna, <strong>Lato </strong>è rimasto nel cuore degli appassionati per la classe superiore e la grande tempra agonistica, e secondo noi è indiscutibilmente uno dei maggiori calciatori polacchi di ogni epoca.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center has-large-font-size">6) Andrzej Szarmach</h2>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="TOP 10 Andrzej Szarmach - Gole/Goals [1973-1982]" width="1200" height="900" src="https://www.youtube.com/embed/omJF1G2g7ko?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<p></p>



<p>Un&#8217;altra delle perle della generazione d&#8217;oro polacca, <strong>Szmarach</strong> è stato un eroe dei due mondi: bomber implacabile e classico centravanti opportunista e mobile in patria, durante i gloriosi anni &#8217;70, ha lustrato gli occhi dei tifosi dell&#8217;Auxerre nel decennio successivo, imponendosi come uno degli stranieri più prolifici della storia del campionato francese. Anche nel suo caso, la nazionale è un fattore decisivo per l&#8217;inserimento in graduatoria: Andrzej con la Polonia gioca tre mondiali, il primo da grande protagonista (punisce anche gli azzurri) e gli altri due in ogni caso più che discreti, e mette a referto 32 reti in 61 partite, partecipando anche alla brillante spedizione canadese del 1976.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center has-large-font-size">7) Władysław Żmuda</h2>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="WŁADYSŁAW ŻMUDA. MILCZĄCY STOPER, REKORDZISTA W LICZBIE WYSTĘPÓW NA MUNDIALACH" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/F1yEWcTP5JI?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<p></p>



<p>Campione che abbiamo apprezzato anche in Italia, benché in una fase della carriera rovinata da una lunga serie di infortuni, il difensore <strong>Władysław Żmuda</strong> è stato uno dei migliori centrali degli anni &#8217;70 e degli anni &#8217;80. Alto, possente, capace di far male agli avversari con i frequenti inserimenti in area, ha vissuto nel suo paese le stagioni migliori: nominato miglior giovane di Germania Ovest 1974, quando torreggia in mezzo all&#8217;area puntellando la difesa e regalando serenità ai suoi talentuosi compagni offensivi, il centrale vince per tre volte in campionato polacco ed è una colonna della nazionale anche nei due mondiali successivi. </p>



<p>Dopo l&#8217;ottimo torneo iridato di Spagna, si trasferisce a Verona e al debutto cancella dal campo <strong>Giordano</strong>, facendo sognare i suoi tifosi, ma si tratta purtroppo di un&#8217;illusione: il campione polacco si spacca infatti subito dopo l&#8217;esordio e la sua stagione sarà un calvario, dal quale il giocatore potrà stanare solo sette presenze. Più felice ma comunque tormentata la sua parentesi alla Cremonese, quando si vede in campo l&#8217;ombra del campione che era stato, ma in ogni caso un giocatore ancora meritevole di essere convocato in nazionale per Messico 1986, torneo che però lo vedrà scendere in campo solo per sei minuti. Il grigio crepuscolo toglie poco al suo valore tecnico e alla tempra tecnica e atletica dimostrata in patria e in nazionale per un decennio.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center has-large-font-size">8) Robert Gadocha</h2>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Robert Gadocha ● Amazing Polish Winger ●  Skills , Dribbling ,assists in 1974 FIFA World Cup" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/SyB2XB6Uq5o?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
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<p></p>



<p>Altro protagonista degli anni d&#8217;oro del calcio polacco, <strong>Robert Gadocha</strong> era un po&#8217; il Garrincha <em>mancino</em> della meravigliosa nazionale degli anni &#8217;70, forse il più dotato in termini di puro estro e di capacità di saltare l&#8217;avversario, anche se il meno prolifico sotto porta. I successi e i tornei esaltati disputati dalla Polonia durante il decennio portano anche la sua firma, e dopo una lunga carriera in patria con la maglia del Legia Varsavia, con cui raggiunge anche una semifinale di Coppa dei Campioni, Gadocha ha giocato per due anni nel campionato francese, prima di emigrare a Chicago e di chiudere una carriera che lo colloca di diritto in questa top ten.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center has-large-font-size">9) Jan Tomaszewski</h2>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Jan Tomaszewski, Tomek [Best Saves]" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/8QjiNZ81950?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
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<p></p>



<p>Tra gli innumerevoli candidati credo che i più meritevoli per le ultime due posizioni possano essere due portieri. Il primo è lo spettacolare ed eccentrico <strong>Tomaszewski,</strong> un paladino della modernità quanto il collega Jangbloed, ma decisamente più efficace tra i pali, nonostante una certa propensione alle mattane. Spregiudicato, plateale, acrobatico, bravo con i piedi, il polacco è stato un tassello fondamentale della grande nazionale ammirata negli anni &#8217;70, anche per la leggendaria prestazione di Wembley contro gli inglesi, a conti fatti uno spareggio deciso da quattro suoi interventi da applausi. Il suo stile del tutto anticonvenzionale gli valse anche molte critiche, ma Jan non era la persona che si lasciava irretire dai detrattori, e la sua bravura, in ogni caso, metteva tutti d&#8217;accordo.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center has-large-font-size">10) Wojciech Szczęsny</h2>



<p></p>



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<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Wojciech Szczesny’s Best Saves | Top Saves | Serie A 2022/23" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/1qwRHQ8dRE0?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
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<p></p>



<p>Meno bizzarro e meno folle, ma altrettanto grande tra i pali è stato il &#8220;codice fiscale&#8221; <strong>Wojciech Szczęsny</strong>, che secondo noi si può accomodare tra i grandi calciatori polacchi. Forte dei suoi 196 centimetri, è stato (e può ancora essere, in maglia blaugrana) un estremo difensore di grande efficacia e completezza, la cui carriera parla da sola: tra Londra, Roma e soprattutto la felicissima esperienza torinese, il polacco si è consacrato stabilmente come uno dei migliori portieri del mondo, eccezionale nei fondamentali e per la capacità di rimanere sempre concentrato, e in grado di non far rimpiangere, sotto la Mole, un certo <strong>Buffon</strong>. </p>



<p>La sua lunga avventura in nazionale mi suggerisce di preferirlo a diverse riserve di lusso: <strong>Kamil Glik</strong>, ottimo centrale che spicca per doti aeree e che, oltre a essere una colonna della nazionale, si è dimostrato un giocatore di spessore sia in Polonia che in Francia; <strong>Ernst Pohl</strong>, che avrebbe meritato una presenza in top 10, ma che paga il fatto di aver giocato a cavallo tra l&#8217;età della radio e quella della televisione e di essere quindi oggi difficilmente giudicabile, nonostante sia il recordman di reti del campionato polacco e una leggenda anche della nazionale.</p>



<p></p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Menzioni d&#8217;onore</h3>



<p></p>



<p><strong>Jakub Błaszczykowski</strong>, due volte giocatore dell&#8217;anno del suo paese, solidissimo centrocampista che a Dortmund venerano come uno dei loro idoli maggiori, protagonista dello squadrone allestito da <strong>Klopp</strong> e bandiera della sua nazionale; il raffinato, cerebrale <strong>Piotr Sebastian Zieliński </strong>è un altro giocatore che deve quantomeno accomodarsi in panchina: sul piano tecnico, sono nati pochi giocatori più dotati di lui in Polonia, e il grande Napoli ammirato nel corso dell&#8217;ultimo decennio, in particolare quello del titolo, vede nella mezzala polacca un elemento chiave; da ultimo, una menzione per il fratello del mondo<strong> Włodzimierz Smolarek</strong>, attaccante della Polonia semifinalista del 1982 e zingaro del calcio in grado di affermarsi anche in Olanda e in Germania, nonché di incamerare, nel 1984 e nel 1986, il titolo di giocatore polacco dell&#8217;anno; <strong>Jerzy Gorgoń</strong>, il lungo che ha presidiato la difesa della nazionale e del Górnik Zabrze per molti anni, portando a casa diversi titoli polacchi e disputando, in Argentina, un grande mondiale, è un altro pezzo di storia del calcio del suo paese.</p>



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		<title>1976 Qualificazioni: Olanda-Polonia 3-0</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2024/09/06/1976-qualificazioni-olanda-polonia-3-0.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Niccolo Mello]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Sep 2024 10:13:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[1976]]></category>
		<category><![CDATA[euro 1976]]></category>
		<category><![CDATA[johan cruijff]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina: i capitani prima del via Un mese dopo il 4-1 in favore della Polonia a Chorzow le parti si ribaltano completamente in [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-text-align-right"><em>Immagine di copertina: i capitani prima del via</em></p>



<p class="has-drop-cap"><b>Un mese dopo il 4-1 in favore della Polonia a Chorzow le parti si ribaltano</b> completamente in Olanda. <b>Stavolta sono gli orange padroni di casa a dominare</b> la sfida del girone di qualificazione a Euro 76 vincendo con un inequivocabile 3-0 che non lascia spazio a repliche. <b>E&#8217; un dominio totale di Cruijff e compagni</b>, che potrebbero segnare anche di più contro una Polonia totalmente inerme. Il risultato consente all&#8217;Olanda di scavalcare i polacchi in vetta alla classifica del gruppo a una giornata dalla fine.</p>



<p><a name="more"></a></p>



<p><b>Olanda: </b>Schrijvers &#8211; Suurbier, Van Kraij, Krijgh, Krol &#8211; Jansen, Neeskens, Geels &#8211; Thijssen, Cruijff, Van de Kerkhof.<br><b>Polonia:</b> Tomaszewski &#8211; Szymanowski, Zmuda, Bulzacki, Wawrowski &#8211; Kasperczak, Deyna (st 24&#8242; Bula), Maszczyk &#8211; Lato, Szarmach, Gadocha.</p>



<p><b>Primo tempo</b><br><b>5&#8242;</b> Cruijff batte una punizione da destra, Zmuda mette fuori di testa, ci prova Suurbier al volo di destro, Tomaszewski si salva in due tempi. Inizio convincente dell&#8217;Olanda.<br><b>9&#8242;</b> Geels lancia Van de Kerckof, diagonale sul primo palo, la palla colpisce la parte esterna del montante e termina sul fondo.<br><b>16&#8242; GOL OLANDA</b> Suurbier scambia sulla destra con Geels, cross dal fondo, colpo di testa in tuffo di Neeskens e palla nell&#8217;angolo opposto.<br><b>17&#8242;</b> lunga fuga di Lato, cross al centro, Szarmach di testa manda fuori di un metro. Prova subito a reagire la Polonia dopo un inizio favorevole agli olandesi.<br><b>19&#8242;</b> Lancio di Krol per Cruijff, diagonale improvviso, Tomaszewski devia con fatica.<br><b>27&#8242;</b> cross da destra di Thijssen, Tomaszewski riesce ad anticipare all&#8217;ultimo il tapin di Cruijff.<br><b>28&#8242;</b> Gadocha ci prova dal lato sinistro, Schrijvers neutralizza in due tempi.<br><b>34&#8242;</b> chance per la Polonia con Szarmach che si invola verso la porta e calcia sul primo palo, Schrijvers devia in angolo. I polacchi vanno a fiammate, ma il predominio del gioco è sempre in mano agli olandesi.<br><b>41&#8242;</b> punizione per l&#8217;Olanda dal limite dopo uno spunto di Cruijff: batte Geels, che scocca un missile terra-aria deviato da Tomaszewski, sulla respinta ci prova da sinistra Van de Kerckhof, ancora il portiere polacco salva.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="630" height="500" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/09/johan-neeskens.jpg" alt="" class="wp-image-21219" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/09/johan-neeskens.jpg 630w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/09/johan-neeskens-300x238.jpg 300w" sizes="(max-width: 630px) 100vw, 630px" /><figcaption class="wp-element-caption">Johan Neeskens</figcaption></figure>



<p></p>



<p><b>Secondo tempo</b><br><b>1&#8242; GOL OLANDA</b> Punizione da destra di Neeskens, palla pennellata in area, colpo di testa in tuffo di Geels e palla nel sacco. Dominio totale dell&#8217;Olanda, Polonia frastornata.<br><b>3&#8242;</b> altra occasione per Szarmach, ancora Schrijvers si oppone con il corpo.<br><b>5&#8242;</b> corner da sinistra di Van de Kerckhof, colpo di testa di Neeskens a centro area, Zmuda salva sulla linea.<br><b>6&#8242;</b> un rimpallo favorisce Van de Kerckhof, che entra in area, scarta un difensore e calcia sul primo palo, Tomaszewski si allunga e salva. La Polonia non sa più come contenere gli attacchi olandesi.<br><b>13&#8242; GOL OLANDA</b> Lancio di Cruijff da centrocampo, Neeskens di testa appoggia a destra a Thijssen, sventola di prima intenzione e pallone nell&#8217;angolino opposto.<br><b>15&#8242;</b> punizione splendida di Deyna da fuori area, Schrijvers vola e devia in angolo con una mano.<br><b>20&#8242;</b> bella azione degli olandesi orchestrata da Cruijff, l&#8217;asso del Barcellona la chiude con un pallonetto dopo uno scambio con Suurbier, Tomaszewski non si fa sorprendere.<br><b>31&#8242;</b> Suurbier intercetta sulla linea un colpo di testa di Lato evitando così il gol della bandiera per la Polonia.<br><b>33&#8242;</b> rimessa laterale di Cruijff per Neeskens, che accelera e scaglia un sinistro potente, Tomaszewski respinge.<br><b>34&#8242;</b> cross di Cruijff da sinistra, colpo di testa di Geels, la palla esce di poco sul palo lontano.<br><b>35&#8242;</b> la Polonia sta cercando di segnare almeno una rete senza successo: Lato, lanciato in velocità, si presenta a tu per tu con Schrijvers, il portiere olandese riesce a intercettare con il corpo la conclusione dell&#8217;attaccante polacco.<br><b>42&#8242;</b> Van de Kerckhof viene fermato in fuorigioco su un assist di Krijgh. Decisione dubbia dell&#8217;arbitro.<br><b>45&#8242;</b> cross di Szarmach da sinistra, colpo di testa in tuffo di Kasperczak, Schrijvers dice ancora di no.</p>



<p><b><u>LE PAGELLE OLANDA</u></b><br><b>IL MIGLIORE NEESKENS 8: </b>due assist, un gol segnato, un altro sfiorato che viene sventato sulla linea, inserimenti per vie centrali, recuperi e ripartenze. Una prestazione da centrocampista totale costantemente nel vivo del gioco.<br><b>Cruijff 7,5: </b>avvia l&#8217;azione della terza rete e decolla soprattutto nel secondo tempo quando tocca un mare di palloni proponendo gioco con grande continuità. Quando parte in slalom o in accelerazione diventa difficile da contenere. Lo si vede anche in difesa a liberare e rilanciare in avanti con suggerimenti da regista sopraffino.<br><b>Krol 7,5:</b> non sbaglia un pallone in difesa, sia in fascia sia al centro. E nel secondo tempo si concede il lusso di qualche sortita offensiva, in cui mostra tutta la sua eleganza e raffinatezza.<br><b>Geels 7:</b> realizza il gol del 2-0 e gioca una partita di quantità e qualità, dando una mano in tanti aspetti del gioco.<br><b>R. Van de Kerckhof 7:</b> come Cruijff è un attaccante solo sulla carta. In realtà si muove ovunque, dalla fascia al centro, dalla difesa all&#8217;attacco. E ovunque regala pillole di gran classe.</p>



<p><b><u>LE PAGELLE POLONIA</u></b><br><b>IL MIGLIORE TOMASZEWSKI 6,5:</b> deve raccogliere nella sua porta ben tre palloni, ma evita un passivo peggiore con una serie di interventi di notevole difficoltà. Uno dei pochi polacchi a mantenere calma e lucidità per 90&#8242;.<br><b>Zmuda 5,5:</b> da applausi le sue uscite palla al piede, valida la direzione del traffico difensivo, ma va in difficoltà come tutto il reparto in marcatura diretta.<br><b>Lato-Szarmach 5,5:</b> bravi a suggerire, non a concludere ed è un paradosso considerata la loro prolificità sotto porta. Polveri bagnate.<br><b>Deyna 4,5:</b> era stato uno dei migliori all&#8217;andata, stavolta è forse il peggiore in campo. Macchinoso, sbaglia diversi passaggi e viene travolto dal maggior dinamismo dei centrocampisti olandesi.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="15/10/1975 European Championship Qualifier NETHERLANDS v POLAND" width="1200" height="900" src="https://www.youtube.com/embed/QVQS6uPgxUA?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
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		<title>1976 Qualificazioni: Polonia-Olanda 4-1</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2024/08/30/1976-qualificazioni-polonia-olanda-4-1.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Niccolo Mello]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Aug 2024 06:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[1976]]></category>
		<category><![CDATA[cruijff]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina: le due squadre schierate prima del via Trionfo Polonia. La squadra di casa demolisce l&#8217;Olanda vice campione del mondo in un match [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2024/08/30/1976-qualificazioni-polonia-olanda-4-1.html">1976 Qualificazioni: Polonia-Olanda 4-1</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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<p class="has-text-align-right"><em>Immagine di copertina: le due squadre schierate prima del via</em></p>



<p class="has-drop-cap">Trionfo Polonia.<b> La squadra di casa demolisce l&#8217;Olanda vice campione del mondo</b> in un match valido per le qualificazioni a Euro 76. I polacchi riescono a limitare il gioco manovrato e collettivo degli avversari, colpendoli poi con micidiali ripartenze che mettono a nudo i difetti della statica difesa orange. <b>È un successo su tutta la linea per la Polonia, che oltre ai quattro gol ne sfiora più volte anche altri.</b> L&#8217;Olanda esce travolta.</p>



<p><a name="more"></a><br><b>Polonia:</b> Tomaszewski &#8211; Szymanowski, Zmuda, Bulzacki, Wawrowski &#8211; Maszczyk, Deyna &#8211; Kasperczak, Lato, Gadocha &#8211; Szarmach.<br><b>Olanda:</b> Van Beveren &#8211; Suurbier, Van Kraij, Overwieg, Krol &#8211; Van Hanegem (st 1&#8242; Geels), Jansen, Neeskens &#8211; Van der Kuijlen, R. van de Kerkhof, Cruijff.</p>



<p><b>Primo tempo</b><br><b>7&#8242;</b> fuga sulla destra di Szyanowski, cross sul secondo palo, Szarmach schiaccia di testa e manda alto di pochissimo.<br><b>13&#8242; GOL POLONIA</b> Clamoroso retropassaggio sbagliato di Jansen, Lato si infila in area, viene favorito dal contrasto con Van Beveren in uscita e realizza a porta vuota.<br><b>14&#8242;</b> ancora Lato lanciato in velocità sfugge a Krol, diagonale sul primo palo: fuori. Olanda in evidente difficoltà.<br><b>16&#8242;</b> cross da destra di Kasperczak, imperioso colpo di testa di Szarmach, pallone fuori di un niente.<br><b>20&#8242;</b> Cruijff sfrutta un lancio da dietro, si presenta solo davanti a Tomaszewski, ma calcia addosso al portiere in uscita; la palla carambola verso Jansen, che tenta di coordinarsi per la battuta a rete, ma viene anticipato in corner. Dalla bandierina ancora Jansen ci prova di testa, palla alta. Prova a scuotersi l&#8217;Olanda.<br><b>26&#8242;</b> punizione di Van Hanegem da destra, colpo di testa sul secondo palo di Jansen, blocca Tomaszewski.<br><b>40&#8242;</b> volata di Wawrowski sull&#8217;out di sinistra, cross in mezzo, colpo di testa di Lato, Van Beveren non si fa sorprendere.<br><b>41&#8242;</b> altro micidiale contropiede della Polonia: Lato manda dentro Gadocha, tiro un po&#8217; fiacco e Van Beveren neutralizza.<br><b>44&#8242; </b>spunto individuale di Cruijff, che salta due uomini sulla sinistra, ma il suo tiro a mezza altezza è facile preda di Tomaszewski.<br><b>45&#8242; GOL POLONIA</b> Deyna lancia Gadocha, che salta un difensore olandese, scarta Van Beveren e realizza.</p>



<p><b>Secondo tempo</b><br><b>3&#8242;</b> tracciante di Lato dal fronte destro dell&#8217;area, Van Beveren abbranca.<br><b>10&#8242;</b> grandissima palla di Deyna, che apre il campo sulla sinistra per Wawrowski, tiro-cross minaccioso, para Van Beveren. Gioca sul velluto la Polonia.<br><b>14&#8242;</b> diagonale di destro di Jansen da fuori area, Tomaszewski si rifugia in angolo.<br><b>17&#8242; GOL POLONIA</b> Cross di Kasperczak da destra dopo un corner, Szarmach si infila sul secondo palo sorprendendo la difesa olandese e realizza da pochi passi.<br><b>24&#8242;</b> altro break della Polonia. Deyna accelera per vie centrali, rientra sul destro e calcia dal limite, Van Beveren c&#8217;è. L&#8217;Olanda è molto sfilacciata e in difesa si aprono varchi da tutte le parti.<br><b>33&#8242; GOL POLONIA</b> Kasperczak da sinistra per Szarmach, che stoppa al limite, si inserisce in area e infila Van Beveren tra le gambe. Dominio totale dei polacchi.<br><b>35&#8242; GOL OLANDA</b> La difesa polacca stavolta si fa trovare impreparata, Cruijff si incunea in area sul lato destro e serve sul lato opposto Van de Kerckhof che a porta spalancata non ha difficoltà a segnare. E&#8217; una magra consolazione per gli orange.<br><b>38&#8242;</b> Lato in area per Deyna, che scarta Van Beveren, ma si decentra troppo e quando prova a calciare verso la porta trova il portiere olandese che devia.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="654" height="406" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/08/szarmach.jpg" alt="" class="wp-image-21165" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/08/szarmach.jpg 654w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/08/szarmach-300x186.jpg 300w" sizes="(max-width: 654px) 100vw, 654px" /><figcaption class="wp-element-caption">Szarmach, protagonista assoluto del match</figcaption></figure>



<p></p>



<p><b><u>LE PAGELLE POLONIA</u></b><br><b>IL MIGLIORE SZARMACH 8:</b> una furia inarrestabile. Due gol di rapina e scaltrezza, un movimento incessante sul fronte offensivo, mette in ginocchio i centrali olandesi con una prestazione da attaccante totale.<br><b>Deyna 7,5:</b> non solo sopraffino in regia, ma anche sontuoso quando si inserisce da dietro accelerando e creando superiorità numerica. Dà a Gadocha la palla del 2-0 e raffina la manovra dall&#8217;alto di una squisita completezza di repertorio.<br><b>Lato 7,5:</b> apre spazi infilandosi tra le linee e servendo ai compagni filtranti geniali. Suo l&#8217;1-0 con un guizzo da vero opportunista. Impossibile da contenere.<br><b>Kasperczak-Gadocha 7:</b> esterni tuttofare, entrambi pericolosissimi quando puntano l&#8217;uomo in velocità e piazzano cross mortiferi al centro. Due assist per il primo, un gol per il secondo.</p>



<p><b><u>LE PAGELLE OLANDA</u></b><br><b>IL MIGLIORE CRUIJFF 6:</b> a conti fatti, nonostante un gol divorato, è il più continuo e lucido degli olandesi. Con i suoi spunti in velocità prova a ravvivare una squadra spenta. Suo l&#8217;assist per la rete della bandiera di Van de Kerckhof.<br><b>Geels 6:</b> il suo ingresso al posto di un evanescente Van Hanegem (voto 5) dà più brio all&#8217;attacco orange. Sulla destra impegna a fondo la resistenza del terzino avversario Wawrowski costringendolo a rimanere maggiormente sulla difensiva. Insidioso al cross.<br><b>Jansen 5,5:</b> si gioca la sufficienza perché da un suo sciagurato retropassaggio nasce l&#8217;1-0 di Lato. Poi si riprende ed è uno degli olandesi più attivi e propositivi.<br><b>Neeskens 5:</b> giornata storta, non riesce a trovare le contromisure ai centrocampisti di casa e non si vede mai.<br><b>Suurbier-Krol 4,5:</b> una delle loro peggiori giornate in carriera. In crisi nerissima contro la velocità delle ali Kasperczak e Gadocha che sbucano da ogni parte e li lasciano costantemente sul posto in velocità. Peggio ancora di loro i due centrali Van Kraij e Overwieg (voto 4 a entrambi).</p>



<p></p>



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<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Polonia - Olanda 4-1 - Qualificazioni Europei 1976 - 6° gruppo eliminatorio" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/I30vmmicFEo?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
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<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2024/08/30/1976-qualificazioni-polonia-olanda-4-1.html">1976 Qualificazioni: Polonia-Olanda 4-1</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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		<title>1976 Qualificazioni: Italia-Polonia 0-0</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Niccolo Mello]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Aug 2024 06:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[1976]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina: Rocca contro Lato La Polonia è reduce da un 3-0 alla Finlandia, l&#8217;Italia dalla sconfitta di Rotterdam, 1-3 contro i vice campioni [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2024/08/21/1976-qualificazioni-italia-polonia-0-0.html">1976 Qualificazioni: Italia-Polonia 0-0</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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<p class="has-text-align-right"><em>Immagine di copertina: Rocca contro Lato</em></p>



<p class="has-drop-cap">La Polonia è reduce da un 3-0 alla Finlandia, l&#8217;Italia dalla sconfitta di Rotterdam, 1-3 contro i vice campioni del mondo dell&#8217;Olanda. <b>All&#8217;Olimpico di Roma</b>, per il gruppo 5, <b>va in scena un match scialbo</b>. Poche le emozioni e poche le occasioni, con gli azzurri che tentano di costruire qualche pericolo in più &#8211; soprattutto nel secondo tempo &#8211; ma sbattono contro la <b>ben organizzata difesa polacca</b>.</p>



<p><a name="more"></a></p>



<p><b>Italia:</b> Zoff &#8211; Gentile, Bellugi, Facchetti, Rocca &#8211; Morini, Cordova, Antognoni &#8211; Graziani, Chinaglia, Pulici.<br><b>Polonia:</b> Tomaszewski &#8211; Szymanoski, Zmuda, Gorgon, Wawroski &#8211; Kasperczak (st 1&#8242; Cmikiewicz), Deyna, Masczyk &#8211; Lato, Szarmach, Gadocha.</p>



<p><b>Primo tempo</b><br><b>2&#8242;</b> cross di Masczyk da sinistra, Lato stoppa in area e segna. L&#8217;attaccante polacco aveva però commesso un&#8217;irregolarità su Rocca e l&#8217;arbitro annulla.<br><b>28&#8242;</b> cross di Pulici da destra, Tomaszewski esce a vuoto, Antognoni a porta vuota non riesce a inquadrare lo specchio della porta per l&#8217;opposizione di un difensore polacco. Match molto tattico e noioso per ora.<br><b>41&#8242;</b> occasione d&#8217;oro per l&#8217;Italia: cross da destra di Chinaglia, Graziani non riesce a raggiungere il pallone, ma c&#8217;è Pulici che calcia al volo da ottima posizione: alto.</p>



<p><b>Secondo tempo</b><br><b>6&#8242;</b> discesa di Rocca a sinistra, assist a Pulici, cross sul secondo palo, conclusione al volo di Graziani, palla fuori di pochissimo. L&#8217;Italia sta cercando di prendere in mano le redini dell&#8217;incontro.<br><b>12&#8242;</b> cross da destra di Antognoni, Graziani controlla in corsa e calcia, Tomaszewski si oppone con il corpo e devia in angolo.<br><b>13&#8242;</b> Deyna entra in area sul lato destro e scocca un diagonale velenoso, pallone fuori di poco. Match più vivo in questo inizio secondo tempo.<br><b>27&#8242;</b> Szarmach sfugge a Gentile sulla sinistra, tiro-cross, Zoff si salva in due tempi con un intervento goffo ma efficace.<br><b>32&#8242;</b> Cordova pesca in area Pulici, che si libera del suo avversario e calcia sul primo palo, grande intervento di Tomaszewski che devia in corner.<br><b>38&#8242;</b> contropiede micidiale dell&#8217;Italia: Morini lancia Pulici, che avanza a tutta velocità e scocca un diagonale mortifero, palla a lato di un soffio.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Italia-Polonia 0-0 Q.E. 1975" width="1200" height="900" src="https://www.youtube.com/embed/vpKr0P98b8M?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div><figcaption class="wp-element-caption">Gli highligths dell&#8217;incontro</figcaption></figure>



<p></p>



<p><b><u>LE PAGELLE ITALIA</u></b><br><b>IL MIGLIORE ROCCA 6,5:</b> tiene al minimo sindacale lo spauracchio Lato e prende fiducia con il passare dei minuti, proponendosi spesso sulla fascia mancina.<br><b>Facchetti 6,5:</b> ottima gestione del reparto arretrato, sempre preciso e puntuale negli anticipi, fa vivere al ct Bernardini una giornata tranquilla.<br><b>Gentile 6:</b> nel primo tempo è il migliore dei suoi, poi perde qualche pallone di troppo e va in crisi contro gli spunti di Gadocha.<br><b>Antognoni 6:</b> alterna strappi palla al piede notevoli a errori banali in fase di appoggio. Più quantità che qualità.<br><b>Graziani-Pulici 6:</b> tanto movimento, alcune buone conclusioni che non vanno a bersaglio per sfortuna, ma anche qualche errore sempre al tiro da bollino rosso.<br><b>Chinaglia 5,5:</b> dovrebbe agire da centravanti arretrato in supporto a Graziani e Pulici, ma non sembra un ruolo adatto a lui e si perde nelle maglie della difesa polacca.</p>



<p><b><u>LE PAGELLE POLONIA</u></b><br><b>IL MIGLIORE DEYNA 6,5:</b> gestisce con sapienza il traffico a centrocampo, non butta un pallone ed è sua l&#8217;occasione migliore della Polonia, con un diagonale in corsa che fa venire i brividi ai tifosi italiani.<br><b>Tomaszewski 6,5:</b> raramente impegnato, ma risponde presente quando viene chiamato in causa da Pulici con una grande parata.<br><b>Gadocha 6,5:</b> guizzante e temibile, sale di colpi con il passare dei minuti e mette in difficoltà Gentile con la sua vivacità.<br><b>Lato-Szarmach 5:</b> le due principali bocche da fuoco polacche vengono disinnescate dalla difesa italiana, che su di loro monta un&#8217;ottima guardia.</p>
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		<title>1972 Girone: Polonia-Germania Ovest 1-3</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2024/06/10/1972-girone-polonia-germania-ovest-1-3.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Niccolo Mello]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Jun 2024 12:16:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[1972]]></category>
		<category><![CDATA[Breitner]]></category>
		<category><![CDATA[euro 1972]]></category>
		<category><![CDATA[europeo]]></category>
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		<category><![CDATA[germania ovest]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina: una curiosa immagine di Gerd Muller davanti a una porta, il suo elemento naturale Netta vittoria della Germania Ovest sulla Polonia nel [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-text-align-right"><em>Immagine di copertina: una curiosa immagine di Gerd Muller davanti a una porta, il suo elemento naturale</em></p>



<p class="has-drop-cap">Netta vittoria della Germania Ovest sulla Polonia nel girone di qualificazione a Euro 72. I tedeschi emergono nel secondo tempo, capitalizzando al massimo le occasioni con <b>il</b> <b>solito cecchino Gerd Muller</b>, che segna due reti e avvia l&#8217;azione della terza. <b>La Polonia</b>, che presenta già alcuni elementi della squadra che stupirà tutti al Mondiale 74, <b>crolla alla distanza dopo una buona prima ora di gioco</b>.</p>



<p><a name="more"></a></p>



<p><b>Polonia:</b> Tomaszewski &#8211; Musial, Gorgon, Anczok, Oslizio &#8211; Banas (st 15&#8242; Sadek), Maszczyk, Szoltsyk, Gadocha &#8211; Lubanski &#8211; Bula (st 1&#8242; Kot).<br><b>Germania Ovest:</b> Maier &#8211; Breitner, Beckenbauer, Fichtel, Schwarzenbeck &#8211; Grabowski, Netzer, Koppel, Wimmer &#8211; Muller, Heynckes.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="980" height="450" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/06/093034022-f350cb0b-e97e-4988-a9e5-37a8d3991825.jpg" alt="" class="wp-image-20193" style="width:680px;height:auto" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/06/093034022-f350cb0b-e97e-4988-a9e5-37a8d3991825.jpg 980w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/06/093034022-f350cb0b-e97e-4988-a9e5-37a8d3991825-300x138.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/06/093034022-f350cb0b-e97e-4988-a9e5-37a8d3991825-768x353.jpg 768w" sizes="(max-width: 980px) 100vw, 980px" /><figcaption class="wp-element-caption">Tomaszewski, portiere polacco, in allungo</figcaption></figure>



<p></p>



<p><b>Primo tempo</b><br><b>4&#8242;</b> Germania Ovest pericolosa con un tiro da fuori di Grabowski, Tomaszewski si tuffa e devia.<br><b>7&#8242;</b> Breitner per Beckenbauer, tracciante da lontano, palla a lato. Buon inizio dei tedeschi.<br><b>9&#8242;</b> Szoltsyk prova a scuotere la Polonia con una conclusione da fuori, pallone a lato di un metro.<br><b>16&#8242;</b> Polonia molto pericolosa: Lubanski si accentra dalla sinistra superando Schwarzenbeck e scaglia un destro violento dal limite, Maier si tuffa e salva in angolo.<br><b>24&#8242;</b> azione insistita dei polacchi, che stanno prendono fiducia, Banas ci prova dal limite: alto.<br><b>27&#8242; GOL POLONIA</b> Errore di Breitner che appoggia a Maier in modo molle e superficiale, si infila Gadocha che con un tocco morbido batte il portiere tedesco in uscita.<br><b>29&#8242; GOL GERMANIA OVEST</b> Punizione di Netzer da destra, Tomaszewski non è perfetto nell&#8217;uscita e Muller di testa in tuffo mette il pallone sotto la traversa.<br><b>31&#8242;</b> corner pericolosissimo di Banas da destra, traiettoria arcuata che sorprende Maier e scheggia la parte alta della traversa.<br><b>33&#8242;</b> filtrante di Beckenbauer per Koppe, tiro appena dentro l&#8217;area, pallone alto di pochissimo.<br><b>42&#8242;</b> Fichtel avanza e passa a Heynckes, dribbling stretto e destro dal limite, Tomaszewski si rifugia in angolo.</p>



<p><b>Secondo tempo</b><br><b>1&#8242;</b> errore in disimpegno di Beckenbauer, ne approfitta Kot, che calcia dal limite: alto.<br><b>3&#8242;</b> missile di Gorgon da lontano, Maier c&#8217;è. La Polonia ha ricominciato il secondo tempo in modo molto più deciso.<br><b>5&#8242;</b> Muller per Grabowski sulla destra, tiro in corsa, Tomaszewski blocca.<br><b>7&#8242;</b> percussione centrale di Lubanski, che incrocia il destro, pallone a lato di pochissimo. La Polonia sta tenendo testa ai più quotati avversari per il momento.<br><b>10&#8242;</b> cross basso da destra di Musial, Maier esce e respinge con una mano, Kot prova a calciare ma in modo un po&#8217; fiacco e il portiere tedesco riesce a bloccare.<br><b>18&#8242; GOL GERMANIA OVEST</b> Lancio di Netzer per Heynckes, che salta Musial e mette in mezzo, Muller ruba il tempo alla difesa e infila con una zampata.<br><b>25&#8242; GOL GERMANIA OVEST</b> Muller innesca Koppel, da questi a Grabowski, che sorprende Tomaszewski in uscita con un tocco beffardo. La Polonia sembra aver mollato mentalmente, Germania Ovest sul velluto.<br><b>30&#8242;</b> Netzer lancia Heynckes, controllo, dribbling e diagonale splendido sul palo lontano, palla fuori di poco.<br><b>32&#8242;</b> Lubanski impegna Maier con un destro da fuori, il portiere tedesco si rifugia in angolo. Dalla bandierina Maier si fa sfuggire il pallone, ma ancora Lubanski non riesce a inquadrare la porta.<br><b>35&#8242;</b> Gadocha sguscia via a sinistra, palla in mezzo, Beckenbauer riesce a opporsi al tapin di Kot.<br><b>38&#8242;</b> sempre Kot da destra, Maier non si fa sorprendere.<br><b>45&#8242;</b> Koppel pesca Heynckes, che scocca un altro bel diagonale, pallone fuori non di molto.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="1971 (October 10) Poland 1-West Germany 3 (EC Qualifier).avi" width="1200" height="900" src="https://www.youtube.com/embed/_6jbqFkP6nw?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<p></p>



<p><b><u>LE PAGELLE POLONIA</u></b><br><b>IL MIGLIORE LUBANSKI 6,5:</b> tecnicamente il più raffinato dei polacchi e a conti fatti anche quello che crea più pericoli alla porta di Maier. Gioca tra le linee e lascia intravedere un bagaglio completo, dal punto di vista qualitativo ma anche del dinamismo.<br><b>Kot 6,5:</b> il suo ingresso nel secondo tempo dà certamente più brio all&#8217;attacco polacco rispetto a Bula (voto 5). Impegna Maier in diversi frangenti.<br><b>Gadocha 6:</b> bravo e astuto nello sfruttare l&#8217;errore di Breitner per freddare Maier e portare i suoi in vantaggio, poi sparisce un po&#8217; dai radar.<br><b>Tomaszewski 5,5:</b> alcuni validi interventi, ma sul primo gol tedesco è tutt&#8217;altro che perfetto&#8230;<br><b>Gorgon 5:</b> come perno centrale della difesa, va in tilt contro la furbizia e l&#8217;opportunismo di Muller.</p>



<p><b><u>LE PAGELLE GERMANIA OVEST</u></b><br><b>IL MIGLIORE MULLER 7,5:</b> segna due reti di astuzia, avvia l&#8217;azione del 3-1, arretra sovente per giocar palla e mette in mostra ottima intelligenza tattica. Insomma, non solo un finalizzatore unico negli ultimi 16 metri, ma un attaccante utile e decisivo in più aspetti del gioco.<br><b>Heynckes 7:</b> ideale spalla di Muller, apre varchi, corre, lotta ed è temibile al tiro. Meriterebbe senz&#8217;altro il gol per il grande lavoro profuso, ma è ugualmente protagonista con l&#8217;assist di pregevole qualità per il 2-1 del compagno d&#8217;attacco.<br><b>Maier 6,5:</b> qualche piccola sbavatura, ma nel complesso è autore di una prova molto solida, compiendo diverse parate non sempre facilissime.<br><b>Netzer 6,5:</b> dopo un primo tempo piuttosto in ombra, in cui comunque serve l&#8217;assist dell&#8217;1-1 a Muller, sale di colpi nella ripresa. Avvia l&#8217;azione della seconda rete. Non molto continuo, ma efficace quando conta.<br><b>Beckenbauer 6,5:</b> primo tempo ad alto livello, non sbaglia niente e sale spesso sulla mediana per organizzare il gioco e smistare palloni. Nella ripresa, commette subito un errore che poteva costare caro e poi resta più confinato nelle retrovie. Sbroglia una difficile situazione nel finale.<br><b>Breitner 5,5:</b> l&#8217;errore che spiana la strada del gol di Gadocha lo condiziona per tutto l&#8217;incontro. Fatica a riprendersi e si limita a chiudere i varchi in difesa, spingendo meno del solito.</p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2024/06/10/1972-girone-polonia-germania-ovest-1-3.html">1972 Girone: Polonia-Germania Ovest 1-3</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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		<title>Mondiale, ottavi: Brasile e Portogallo stellari, rivelazione Marocco</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Niccolo Mello]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Dec 2022 13:51:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[2022]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina: l&#8217;esultanza del Marocco dopo la storica qualificazione ai quarti La conferma Brasile e Portogallo su tutti. I verdeoro in poco più di [&#8230;]</p>
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<p class="has-text-align-right"><em>Immagine di copertina: l&#8217;esultanza del Marocco dopo la storica qualificazione ai quarti</em></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">La conferma</h3>



<p></p>



<p><strong>Brasile</strong> e <strong>Portogallo</strong> su tutti. I verdeoro in poco più di mezz&#8217;ora demoliscono la Corea del Sud mettendo in mostra un calcio spettacolare, che sia nella disposizione in campo (un mediano e cinque giocatori offensivi praticamente intercambiabili) sia nel modo di giocare (stile e tocchi da <em>futebol bailado</em>) ricorda un po&#8217; il magno Brasile del Mondiale &#8217;70. <br>I lusitani, con Cristiano Ronaldo in panchina, demoliscono la Svizzera in una partita che era considerata estremamente equilibrata, ma che al contrario ha visto un dominio totale della nazionale rossoverde. Il Portogallo si conferma una nazionale di alto profilo, un&#8217;autentica mina vagante che nessuno dovrà sottovalutare sulla strada della finale.</p>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/12/goncalo-ramos_1185039Photogallery-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-12953" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/12/goncalo-ramos_1185039Photogallery-1024x576.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/12/goncalo-ramos_1185039Photogallery-300x169.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/12/goncalo-ramos_1185039Photogallery-768x432.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/12/goncalo-ramos_1185039Photogallery-1536x864.jpg 1536w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/12/goncalo-ramos_1185039Photogallery.jpg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Gonçalo Ramos, tripletta e assist: l&#8217;eroe del Portogallo. Mentre Cristiano Ronaldo arranca in panchina</figcaption></figure></div>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">La sorpresa</h3>



<p></p>



<p>Sicuramente il <strong>Marocco</strong>. Quarta nazionale africana ad arrivare ai quarti di un Mondiale dopo il Camerun a Italia &#8217;90, il Senegal a Giappone-Corea 2002 e il Ghana a Sudafrica 2010, elimina la Spagna ai rigori dopo una partita tosta e coriacea. Sugli scudi il portiere Bonou, i difensori Hakimi e Saiss (stoico), il centrocampista Amrabat. Contro il Portogallo partirà sfavorito, ma proverà a giocarsela per spingersi dove nessuna africana è mai arrivata.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">La delusione</h3>



<p></p>



<p>A livello di squadra, la <strong>Spagna</strong>. Non basta il 77 per cento di possesso palla alla nazionale di Luis Enrique, che produce poco contro l&#8217;arcigno Marocco e si piega ai rigori. Partita a razzo con il 7-0 al Costarica, la nazionale iberica si è smarrita partita dopo partita palesando limiti soprattutto sul fronte offensivo, con pochi giocatori che saltano l&#8217;uomo, cambiano marcia e tirano in porta. Ancora un filo acerbi anche i due super talenti Pedri e Gavi a centrocampo.<br>Sul piano individuale, pollice verso per <strong>Cristiano Ronaldo</strong>. Vuoi per gli atteggiamenti, vuoi per lo stato di forma, vuoi perché senza di lui il Portogallo decolla e gioca meglio, e il suo sostituto &#8211; il 2001 Gonçalo Ramos &#8211; ne timbra tre più un assist&#8230;</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Il protagonista</h3>



<p></p>



<p>Prima ancora di <strong>Messi</strong> (gol e partita sontuosa contro l&#8217;Australia) e <strong>Mbappé</strong> (doppietta e assist nel 3-1 della Francia alla Polonia), la copertina va a <strong>Gonçalo Ramos</strong>. Titolare al posto di Cristiano Ronaldo ne stampa 3 con un assist ed è il principale protagonista della qualificazione ai quarti del Portogallo. Chi lo toglierà adesso dall&#8217;undici di partenza?<br>Menzione anche per i portieri di Croazia e Marocco, <strong>Livakovic</strong> e <strong>Bonou</strong>, che nella lotteria finale del dischetto parano rispettivamente 3 e 2 rigori.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">La top 11</h3>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="753" height="667" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/12/Schermata-2022-12-07-alle-12.31.03.png" alt="" class="wp-image-12949" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/12/Schermata-2022-12-07-alle-12.31.03.png 753w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/12/Schermata-2022-12-07-alle-12.31.03-300x266.png 300w" sizes="(max-width: 753px) 100vw, 753px" /></figure></div>



<p class="has-text-align-right"><strong><em>Per risultati e programma, clicca <a href="https://www.gazzetta.it/calcio/mondiali/calendario-risultati/">qui</a></em></strong></p>
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		<title>Mondiale che vai nazionale che trovi: lo stile e le filosofie di gioco delle 32 squadre che si sono affrontate nella fase a gironi</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2022/12/03/mondiale-che-vai-nazionale-che-trovi-lo-stile-e-le-filosofie-di-gioco-delle-32-squadre-che-si-sono-affrontate-nella-fase-a-giorni.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Scabar]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Dec 2022 08:00:00 +0000</pubDate>
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<p class="has-drop-cap">Piuttosto che parlare di moduli, schemi, 4-3-3, 4-4-2, diagonali e sovrapposizioni può essere un esercizio utile e dilettevole cercare di descrivere la filosofia calcistica delle nazionali che partecipano a questo discusso mondiale qatariota. Infatti, nonostante siamo immersi in un’epoca che più globalizzata non si può, ogni Nazionale continua ad essere depositaria di un particolare D.N.A. che poi si manifesta sul terreno di gioco. Alcune nazionali hanno visto snaturare questo loro particolare “codice”, altre invece sono rimaste ancorate alla loro tradizione calcistica. Altre ancora hanno saputo mescolare elementi della loro vecchia scuola ad altri frutto delle nuove mode ed esigenze. Cerchiamo ora di descrivere lo stile di gioco di ogni nazionale, girone per girone. &nbsp;</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Gruppo A: Olanda, Senegal, Ecuador, Qatar</h3>



<p></p>



<p>Mediocre per cifra tecnica, il<strong> Gruppo A </strong>ospita una delle nazionali che più si sono snaturate dal punto di vista calcistico, parliamo dell’<strong>Olanda</strong> di <strong>Louis van Gaal.</strong> Gli inventori del <em><strong>Totaalvoetball</strong></em> da più di un decennio si sono riconvertiti ad uno stile molto più pratico che sul campo si modella su un<strong> 3-5-2 </strong>che fa grande affidamento soprattutto sulla difesa (con <strong>van Dijk </strong>che è uno dei migliori interpreti al mondo), e su rapidi contropiedi verso due punte agili come <strong>Depay </strong>e <strong>Gakpo</strong>, lo stesso canovaccio già visto nel <strong>2014 </strong>in <strong>Brasile </strong>sempre con l&#8217;antipaticissimo <strong>van Gaal</strong> allenatore. Non è un caso che questo cambiamento nello stile di gioco sia avvenuto sotto la gestione di questo vecchio santone del calcio olandese, un tecnico che da giocatore è stato allevato nel vicino <strong>Belgio</strong> (ad <strong>Anversa</strong>) da <strong>Guy Thys</strong>, uno dei padri del difensivismo fiammingo. <strong>van Gaal</strong>, nonostante successivamente sia entrato nel mondo <strong>Ajax</strong>, diventando un continuatore sulla panchina biancorossa della filosofia cruijffiana, ha sempre conservato questa formazione calcistica molto rigida e schematica, meno libertaria di quella michelsiana, tutta eredità degli anni trascorsi da calciatore in Belgio.</p>



<p>Si è un po’ snaturato anche il <strong>Senegal</strong>, squadra che non gioca più il calcio offensivo e brillante del <strong>2002</strong>, quando la squadra africana fu la sorpresissima dei mondiali di <strong>Corea del Sud/Giappone</strong> sotto la guida del capellone <strong>Bruno Metsu</strong>. Con l’attuale gestione di <strong>Cissé</strong>, ex difensore, la squadra sembra molto più affidarsi alle parate del suo portiere <strong>Mendy </strong>(incerto contro l’<strong>Olanda</strong>) e agli strappi offensivi di <strong>Mané</strong>, assente a questo mondiale. Nonostante l’assenza del giocatore del <strong>Bayern </strong>i senegalesi hanno fatto intravedere un buon collettivo e una buona organizzazione di base che ha permesso l’oro di qualificarsi agli ottavi.</p>



<p>Classica squadra sudamericana “figlia di un Dio minore” è l’<strong>Ecuador</strong>, allenata dall’argentino <strong>Alfaro</strong>, applica i classici dettami “offensivi” della scuola rioplatense anche se con calciatori di non eccelsa qualità; <strong>Caicedo</strong> che alle nostre latitudini giocava in attacco in nazionale fa la mezzala per esempio. Non a caso gli ecuadoregni hanno fatto a fette una squadra sconclusionata come il <strong>Qatar </strong>mentre si sono fatti uccellare da una squadra più organizzata e difensiva come l’<strong>Olanda</strong>, pur giocando a tratti meglio degli olandesi.</p>



<p>Praticamente ingiudicabile infine il <strong>Qatar</strong>, nazionale che non è parsa così mediocre come è stata dipinta, che ha probabilmente patito il fatto di dover giocare in casa oltre ad un ritiro folle di sei mesi che ha un po’ scombussolato la truppa dello spagnolo <strong>Félix Sánchez </strong>(scuola <strong>Barcellona</strong>).</p>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="668" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/12/d83cc11995961cf38692c3d4239c3235-1024x668.jpg" alt="" class="wp-image-12900" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/12/d83cc11995961cf38692c3d4239c3235-1024x668.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/12/d83cc11995961cf38692c3d4239c3235-300x196.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/12/d83cc11995961cf38692c3d4239c3235-768x501.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/12/d83cc11995961cf38692c3d4239c3235.jpg 1104w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Louis van Gaal calciatore dell&#8217;Anversa</figcaption></figure></div>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Gruppo B: Inghilterra, Galles, Stati Uniti, Iran</h3>



<p></p>



<p>Difficile che un paese così conservatore (dal punto di vista calcistico e non solo) come l’<strong>Inghilterra</strong> si snaturi dal punto di vista calcistico nonostante il suo movimento calcistico sia ormai diventato la stazione principale del calcio globalizzato. La Nazionale allenata da <strong>Gareth Southgate</strong> rappresenta quindi una sorta di ibrido tra timida innovazione e atavico conservatorismo albionico. I Tre Leoni non giocano più infatti con il loro tradizionale <strong>4-4-2</strong>, effetto dell’arrivo oltremanica di due personaggi come <strong>José Mourinho </strong>e <strong>Rafa Benitez </strong>nei primi <strong>Anni Duemila</strong>, e fraseggiano molto di più in mezzo al campo (retaggio questo del guardiolismo) con il proprio centravanti <strong>Harry Kane</strong> che funge da uomo di manovra più che da finalizzatore puro. Tuttavia la squadra di <strong>Southgate </strong>è sempre capace di sfruttare armi tipicamente britanniche come l’inserimento dei centrocampisti (<strong>Bellingham </strong>è il classico tuttocampista della schiatta dei <strong>Charlton </strong>o dei <strong>Lampard</strong>) e i traversoni dalle fasce. Resiste anche l’atavica tara, da <strong>Alf Ramsey</strong> in avanti, che vuole i selezionatori inglesi particolarmente riluttanti nel consegnare le chiavi della squadra a talenti puri anche se un po’ anarcoidi come <strong>Phil Foden</strong>, che <strong>Southgate</strong> antepone nelle gerarchie al più lineare e tipicamente britannico <strong>Mason Mount</strong>. Lo stesso discorso può essere fatto per <strong>Trent Alexander-Arnold</strong> che in difesa viene sacrificato in favore del più lineare ed esperto <strong>Kieran Trippier.</strong></p>



<p>Molto britannico anche il <strong>Galles</strong>, squadra rimasta ancorata all’ultraconservatore ed ultrapragmatico palla lunga e pedalare verso la stella (cadente per altro) <strong>Gareth Bale</strong>. Approccio che ha funzionato ad <strong>Euro 2016</strong>, quando i gallesi furono la massima sorpresa della manifestazione, un po’ meno in questo mondiale. &nbsp;</p>



<p>Gli <strong>Stati Uniti</strong>, da nazione &#8220;nuova&#8221; e imperialista anche se refrattaria al calcio, adottano un calcio molto arioso e offensivo, quasi arrogante e strafottente in pieno stile <em>yankee</em>. Non è un caso che nella selezione a stelle e strisce abbondano i talenti offensivi figli di una società multietnica (il croato <strong>Pulisic </strong>e gli africani <strong>Weah junior</strong> e <strong>Musah</strong>, l’ispanico <strong>Reyna</strong>) mentre scarseggia il materiale dietro e in porta.</p>



<p>L’<strong>Iran</strong>, infine, nazione invece tradizionalista ed antimperialista, adotta un calcio a chiara trazione posteriore, molto arroccato in difesa con un<strong> 4-5-1</strong> di stampo iberico molto scolastico. Non è un caso che il C.T. iraniano sia quel<strong> Carlos Queiroz </strong>che in<strong> Portogallo</strong> è considerato il padre putativo della svolta pragmatica del calcio lusitano negli <strong>Anni Novanta</strong>.</p>



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<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Gruppo C: Argentina, Messico, Polonia, Arabia Saudita</h3>



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<p>Se l’<strong>Argentina </strong>nel <strong>1978</strong>, firmata <strong>César Luis Menotti</strong>, era un’orchestra di grandi singoli mentre quella del <strong>1986,</strong> griffata <strong>Carlos Salvador Bilardo</strong>, un grande collettivo al servizio della sua stella <strong>Diego Armando Maradona</strong>, quella attuale dei due <strong>Lionel </strong>(<strong>Scaloni </strong>e <strong>Messi</strong>, entrambi oriundi anconetani) sembra una sorta di ibrido sospeso tra la tradizionale impostazione della vecchia <em>Nuestra </em>(traduzione: mettiamo in campo più talenti possibile e chissenefrega della tattica) e la vocazione <em>resultadista </em>di aggrapparsi al grande solista con applicazione e rigore tattico. Fino ad ora l’albiceleste è stata un rebus che ha mostrato giocate di classe in alcuni suoi singoli (il giovane<strong> Julián Álvarez </strong>oltre ai soliti <strong>Messi </strong>e <strong>Di Maria</strong>) ma anche i suoi classici difetti: un estetismo decadente di marca iberica che si traduce in un gioco più fumo che arrosto e una certa emotività tipicamente italiana che si traduce in una certa difficoltà a interpretare i momenti di una partita. Anche l’<strong>Argentina</strong>, infatti, è un paese eternamente polarizzato e diviso in due (esattamente come il nostro!).</p>



<p>Paradossalmente il <strong>Messico</strong>, nazione di secondo piano nel calcio del continente americano, vanta da decenni un’impostazione tattica più definita di quella argentina seguendo canoni tipicamente menottisti da quando<strong> Luis Menotti </strong>divenne C.T. dei tricolori nei primi <strong>Anni Novanta</strong>. La squadra centroamericana si schiera infatti con un <strong>4-3-3 </strong>di base, pratica un calcio posizionale basato su tecnica e fraseggio con molti giocatori che militano nel campionato messicano. Non è un caso che l’attuale C.T. sia un argentino, <strong>Gerardo “El Tata Martino”</strong>, adepto della setta di <strong>Bielsa</strong>, rosarino proprio come <strong>Menotti</strong>, <strong>Messi </strong>ed il <em><strong>Loco</strong></em>.</p>



<p>È un ibrido senza capo né coda anche la <strong>Polonia</strong>, squadra che rappresenta una nazione che per i propri potenti vicini (<strong>Germania </strong>e <strong>Russia</strong>) semplicemente non esiste o quasi. Non è un caso che la nazionale allenata dal faccione rubicondo dell’impronunciabile <strong>Czesław Michniewicz</strong> pratichi un calcio abbastanza ambiguo che combina il rigore tattico sovietico, la fisicità teutonica (<strong>Zieliński </strong>è giocatore tipico da <strong>Bundesliga</strong>) la tecnica e l’umoralità tipica degli slavi con un <strong>Lewndowski </strong>che si conferma capace di esaltarsi in grandi collettivi ma di deprimersi con elementi ordinari come contorno. In porta l’altro impronunciabile <strong>Szczęsny </strong>continua la grande tradizione di portieri polacchi da <strong>Tomaszewski </strong>a <strong>Dudek </strong>passando per <strong>Młynarczyk</strong>.</p>



<p>Molto curiosa invece l’<strong>Arabia Saudita</strong> allenata dal francese <strong>Hervé Renard</strong>, una nazionale che pratica un calcio che avrebbe fatto felice il grande <strong>Ernst Happel</strong>: difesa alta, fuorigioco, centrocampo tignoso e rapidi contrattacchi che hanno punito gli individualisti argentini. Uno strano esempio di collettivismo calcistico applicato in una delle ultime monarchie assolute del pianeta che ha fruttato una storica vittoria contro l’<strong>Argentina</strong>.</p>



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<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="ARGENTINA are a REAL MONSTER at WORLD CUP - MESSI can win at QATAR | Enzo Fernandez | Alvarez" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/rnDMteUwx2c?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></div>
</div><figcaption>Il gioco dell&#8217;Argentina di Scaloni contro la Polonia</figcaption></figure>



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<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Gruppo D: Francia, Danimarca, Tunisia, Australia</h3>



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<p>La <strong>Francia </strong>è un’altra tra le nazionali europee che si sono “snaturate” in quanto a stile di gioco. Negli anni migliori la selezione transalpina ha sempre avuto sontuosi reparti di centrocampo (basti pensare al il famoso <em>“Carrée Magique”</em> degli Anni Ottanta <strong>Fernandéz</strong>, <strong>Tigana</strong>, <strong>Giresse</strong>, <strong>Platini</strong>) abbinati ad attacchi piuttosto mediocri (come dimenticare il mitologico<strong> Guivarc&#8217;h</strong> a <strong>Francia ’98</strong>). Da qualche anno a questa parte invece la nazionale transalpina può vantare su un reparto offensivo stellare con i vari <strong>Griezmann, Mbappé, Giroud, Benzema</strong> e su un centrocampo di puri gregari, sebbene di lusso come <strong>N&#8217;Golo Kanté</strong> (assente in <strong>Qatar</strong>). Tradizionalmente la <strong>Francia</strong> ha sempre praticato un gioco molto arioso e offensivo, il famoso “calcio champagne”, seguendo dei dettami perfezionati da <strong>Ştefan Kovács&nbsp;</strong>, ex tecnico dell’<strong>Ajax </strong>di <strong>Cruijff</strong> che negli <strong>Anni Settanta</strong> ha posto le basi della nuova <em>école française</em> e dei centri di formazione, il vero fiore all’occhiello della <strong>Francia </strong>calcistica. Oggi i nostri cugini transalpini praticano all’opposto un calcio molto pragmatico che si basa su fisico e cross continui dalle fasce. In difesa la squadra si schiera a quattro ma di fatto gioca a tre, secondo un canovaccio quasi all’italiana, con tre centrali puri (<strong>Pavard, Varane, Upamecano</strong>) ed un terzino mancino (<strong>Theo Hernández</strong>) di smaccata proiezione offensiva. Merito di questa mutazione genetica trasformazione è del <strong>C.T. Didier Deschamps</strong>, francese di etnia basca con un passato importante di calciatore in <strong>Serie A</strong>, che ha saputo instillare nel suo all star team rigore tattico italianista e stile di gioco tipicamente basco: corsa, fisicità, botte a centrocampo e traversoni dalle fasce per l’ariete centrale (figuri totemiche nel calcio basco da <strong>Zarra </strong>a <strong>Llorente</strong>). Non è un caso che <strong>Deschamps </strong>preferisca un centravanti d’area puro come <strong>Giroud </strong>ad uno di manovra come <strong>Benzema</strong>, giocatore per altro di classe superiore al milanista.</p>



<p>La <strong>Danimarca </strong>è invece la Nazionale più “latina” tra le germaniche assieme all’<strong>Olanda </strong>e continua a rispecchiare la mentalità e l’indole di un popolo pazzoide e marinaro. Anche l’attuale nazionale danese, che si schiera con un<strong> WM</strong> “aggiornato” (cioè con un <strong>3-4-2-1</strong> con il quadrilatero di centrocampo) e con giocatori di pura classe ma un po’ leggerini ed indolenti come <strong>Eriksen </strong>e <strong>Damsgaard</strong>, rispecchia la sua tradizionale nome di squadra bella ma lunatica. La nazionale scandinava infatti è stata capace di squagliarsi negli anni di maggiore fulgore (gli Ottanta) ai tempi della<em> Danske Dynamite</em> ma di vincere fuori tempo massimo un clamoroso europeo come quello del <strong>1992</strong>, da ripescati e con mezza nazionale già in spiaggia, per giunta senza il suo fuoriclasse più rappresentativo, <strong>Michael Laudrup</strong>.</p>



<p>La <strong>Tunisia</strong>, ex colonia francese, è una nazionale che sa abbinare il tradizionale calcio arioso francese con irruenza tipicamente mediterranea; infatti, la nazionale nordafricana ha giocato ad armi pari contro due squadre più dotate sul piano tecnico come <strong>Danimarca </strong>e <strong>Francia </strong>(seppur imbottita di seconde linee), togliendosi la soddisfazione di una storica vittoria contro i loro vecchi colonizzatori.</p>



<p>L’<strong>Australia</strong> invece è una nazionale più tipicamente “anglosassone”, organizzata dal&nbsp; suo <strong>C.T. Arnold</strong> con il classico<strong> 4-4-2</strong> di stampo britannico con baricentro basso e transizioni in verticale. Anche grazie a questo approccio<em> low profile </em>i canguri sono riusciti a centrare gli ottavi di finale, un risultato ottenuto da uno stratega come <strong>Guus Hiddink</strong> nel <strong>2006 </strong>con una squadra che applicava una zona appiccicosa e scorbutica.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/12/Deschamps-Ct-Francia-foto-LaPresse-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-12901" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/12/Deschamps-Ct-Francia-foto-LaPresse-1024x576.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/12/Deschamps-Ct-Francia-foto-LaPresse-300x169.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/12/Deschamps-Ct-Francia-foto-LaPresse-768x432.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/12/Deschamps-Ct-Francia-foto-LaPresse.jpg 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Didier Deschamps con la sua classica faccia triangolare e dagli zigomi sporgenti tipica di ogni basco</figcaption></figure></div>



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<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Gruppo E: Spagna, Germania, Giappone, Costa Rica</h3>



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<p>Nonostante nell’ultimo decennio sia tornato di moda il calcio atletico e fisico, la <strong>Spagna </strong>di <strong>Luis Enrique</strong> continua ad essere il baluardo de<em>l tiki taka </em>e del calcio posizionale seguendo i dettami della rivoluzione conservatrice varata dal duo <strong>Luis Aragones-Vicente Del Bosque</strong>. La <strong>Spagna </strong>calcistica, infatti, ha sempre giocato un calcio di tipo associativo basato su possesso palla e trame orizzontali, anche se in modo disarmonico non solo per la storica presenza di giocatori baschi nelle proprie file (abituati a giocare di fisico e di corsa con il loro <em>“patapum pa arriba”</em>) ma anche perché alle <strong>Furie Rosse</strong> è sempre mancato un determinato sistema capace di catalizzare le numerose anime calcistiche (e non solo) che compongono la frammentata nazione spagnola. Quel sistema è stato trovato nel <strong>Barcellona </strong>e da allora non è stato più abbandonato. La <strong>Spagna </strong>attuale non raggiunge forse i picchi estremi della gestione <strong>Del Bosque</strong>, che spesso giocava con sei/sette centrocampisti di ruolo con <strong>Fabregas </strong>finto centravanti, però è ancora estremamente ostinata a giocare per trame orizzontali fin dalla propria area di rigore. Se <strong>Pep Guardiola</strong> è stato il profeta che ha estremizzato il credo del duo <strong>Aragones/Del Bosque</strong>, <strong>Luis Enrique </strong>è uno dei suoi epigoni meglio riusciti. La Spagna gioca in modo orizzontale e posizionale anche perché ha giocatori che sono esclusivamente pensati, per caratteristiche fisiche e tecniche, a questo tipo di calcio; l’unico giocatore “verticale” è infatti una riserva, il basco di origini ghanesi <strong>Nico Williams</strong>. Il calcio della <em>Roja </em>può considerarsi l’esatto opposto del calcio all’italiana: un fútbol di rigidi principi in fase di concepimento ma assai “liquido”, libero e poco schematico nella fase interpretativa. Al contrario il calcio italiano, inclusa la sua variante “eretica” sacchiana, è sempre stato un tipo calcio assai nebuloso e flessibile in quanto a principi di gioco ma assai preciso e curato nell’interpretazione tattica e schematica. Non è un caso che il calcio italiano, da quando ha iniziato a scimmiottare quello spagnolo, si è notevolmente mediocrizzato.</p>



<p>Questo paradosso sta alla base anche della recente crisi d’identità della <strong>Germania </strong>che per la prima volta manca per due volte consecutive la qualificazione agli ottavi di finale di un mondiale. Il calcio tedesco è da sempre un calcio idealistico e che ha sempre assorbito ed estremizzato concetti ed idee calcistiche sorte nei paesi confinanti (dal <strong>WM</strong> inglese al calcio posizionale di <strong>Guardiola </strong>passando per il <strong>Catenaccio </strong>italiano ed il <strong>Calcio Totale</strong> olandese). Se l’<strong>Italia</strong> calcistica ha sempre copiato male le mode degli altri paesi, la <strong>Germania </strong>lo ha sempre fatto in modo egregio ma sfiorando spesso il fanatismo ed il parossismo che si traduce i scarsa resa e, soprattutto, pochissima lungimiranza. Infatti il <em>tiki token</em> ed il gioco di posizione adottato dall’inizio della gestione <strong>Löw </strong>sembra aver prosciugato quello che è stata da sempre la grande specialità della casa tedesca: la produzione di grandi difensori ed attaccanti. Se si esclude il semisconosciuto <strong>Füllkrug</strong> la Germania non ha di fatto prime punte di peso mentre in difesa è stato adattato <strong>Kimmich</strong>, un mediano. Inoltre sulla trequarti manca inventiva e capacità di improvvisare calcio, altro vizio atavico del mondo calcistico che non è stato debellato nemmeno dalle nuove generazioni più multietniche. <strong>Hansi Flick </strong>sembra infatti guidare una squadra con il pilota automatico incorporato che esprime un calcio arioso quanto schematico e robotico, incapace di andare oltre l’ordinario.</p>



<p>Passando al <strong>Giappone</strong>, quella del <strong>Sol Levante</strong> è una delle nazioni dalla cultura più conservatrice e chiusa del pianeta e anche in ambito calcistico si può notare questa impostazione culturale: gli asiatici infatti giocano con undici samurai a difesa della propria area di rigore che poi ripartono alla velocità della luce con giocate essenziali e schematiche, che sembrano quasi fatte a computer.</p>



<p>Simile al <strong>Giappone </strong>per filosofia di gioco è una nazione&nbsp; antipodica a quella giapponese, parliamo della la <strong>Costa Rica</strong>, che da buon protettorato statunitense, è una delle poche “isole felici” del <strong>Centro America</strong>. Il calcio praticato dai costaricensi, basato su un rigido<strong> 3-4-3</strong> che si trasforma spesso in un abbottonatissimo <strong>5-4-1</strong>, è infatti molto più collettivo e corale rispetto a quello dei paesi limitrofi più “caotici” come ad esempio il <strong>Messico</strong>.</p>



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<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Gruppo F: Croazia, Belgio, Marocco, Canada</h3>



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<p>La <strong>Croazia </strong>è una delle attuali nazionali che è riuscita a conservare nel modo più genuino la propria scuola calcistica. Le squadre croate, infatti, hanno sempre prediletto un calcio offensivo di marca mitteleuropea, votato alla posizione e al possesso palla. Due sono i ruoli fissi: il <em>volante</em> davanti alla difesa (<strong>Brozović</strong>, che funge la stessa funzione di <strong>Soldo </strong>nella squadra del terzo posto del <strong>1998</strong>) e la punta di peso in attacco dove <strong>Kramarić</strong>, erede dei vari <strong>Šuker</strong>, <strong><em>Pršo</em></strong>, <strong>Mandžukić</strong>, è pronta ad aprire spazi per i sontuosi solisti che partono dal centro del campo (<strong>Modrić </strong>e <strong>Kovačić</strong> oggi, <strong>Boban </strong>e <strong>Prosinečki</strong> ieri) o dalle fasce con <strong>Perisić </strong>ricopre il ruolo che aveva ad esempio <strong>Stanić </strong>nel <strong>1998</strong>.</p>



<p>Squadra né carne né pesce è parso invece il <strong>Belgio </strong>che sembra in bilico tra i colpi dei suoi numerosi solisti (i vari <strong>De Bruyne, Hazard, Lukaku</strong>) e la sua classica organizzazione tattica basata su difensivismo e rigorismo tattico. Anche un tecnico di scuola iberica come <strong>Roberto Martínez</strong> non sembra essere riuscito a dare un’anima calcistica definitiva ad un paese che di fatto non esiste. L’unica certezza è il portiere: <strong>Thibaut Courtois</strong>, che pure ha spaperato contro il Marocco, continua la grande tradizione di portieri belgi che va da <strong>Christian Piot</strong> passando per <strong>Jean Marie Pfaff</strong>, <strong>Michel Preud’homme </strong>e tanti altri validi numeri uno (<strong>Munaron</strong>, <strong>Bodart</strong>, <strong>Gillet</strong>).</p>



<p>Il <strong>Marocco</strong>, vincitore a sorpresa del girone, è la classica squadra del <strong>Nordafrica </strong>che segue i dettami dell’<em>école française</em>: una sola punta in attacco (<strong>En Nesyri</strong>), esterni veloci e ficcanti sulle fasce (<strong>Ziyech</strong>) e terzini arrembanti in difesa (<strong>Hakimi</strong>). Anche a livello di filosofia di gioco i marocchini hanno proposto un calcio molto frizzante che ha incartato due squadre individualmente superiori ma compassate come la <strong>Croazia </strong>ed il <strong>Belgio</strong>.</p>



<p>Il <strong>Canada</strong>, infine, nazione ancora meno calcistica degli <strong>U.S.A</strong>., ha sorpreso tutti per il suo gioco corale e per il suo <strong>3-4-3</strong> aggressivo e ficcante tutto ritmo e verticalizzazioni. Nonostante siano sempre usciti sconfitti i biancorossi hanno fatto una figura molto più egregia rispetto a quella mostrata nel <strong>1986</strong>, anno della loro unica partecipazione alla fase finale di un mondiale. C.T. dei canadesi è uno sconosciuto inglese, <strong>John Herdman</strong>, che conferma un altro trend storico nella lunga storia del football britannico: i tecnici più progressisti ed “innovativi” (da<strong> Jimmy Hogan</strong> in avanti) hanno sempre operato principalmente all’estero mentre in patria sono sempre stati prevalenti manager conservatori ed ordinari. &nbsp;</p>



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<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Bélgica vs Marruecos 0-2 Resumen y Goles | Copa del Mundo 2022" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/AbtLpC_fPb0?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></div>
</div><figcaption>Marocco-Belgio, il successo simbolico che ha spianato agli africani la strada per gli ottavi</figcaption></figure>



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<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Gruppo G: Brasile, Svizzera, Serbia, Camerun</h3>



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<p>Dopo più di tre decenni di <em>resultadismo </em>europeo che hanno fruttato due mondiali (nel <strong>1994 </strong>e nel <strong>2002</strong>) e qualche cocente umiliazione di troppo, sotto la gestione di <strong>Adenor Leonardo Bacchi</strong>, in arte <strong>Tite</strong>, il <strong>Brasile </strong>sembra aver rispolverato la sua atavica anima brasiliana. La selezione verdeoro viene impostata in difesa con la tradizionale difesa bassa che fa affidamento a dei centrali che sono dei centrocampisti aggiunti (l’eterno <strong>Thiago Silva</strong> e <strong>Marquinhos</strong>); la grande novità è rappresentata dall’assetto del centrocampo e dell’attacco che ricorda molto da vicino il <strong>Brasile </strong>edizione <strong>1970</strong>, schierato prima da <strong>João Saldanha</strong> e poi da <strong>Mario Zagallo</strong> con ben cinque numeri dieci (<strong>Jairzinho, Gérson, Tostão Pelé, Rivelino</strong>) e con un solo centrocampista di contenimento (<strong>Clodoaldo</strong>). Questa squadra non raggiunge il parossismo di quella formazione leggendaria anche se ci sono delle similitudini tra il ruolo di <strong>Coldoaldo</strong> e quello attuale di <strong>Casemiro </strong>oppure tra quello di <strong>Pelé </strong>e <strong>Neymar</strong>, entrambe seconde punte che possono anche arretrare a regista all’occorrenza. Resta il fatto che anche questo <strong>Brasile</strong>, riesce tranquillamente a far convivere <strong>Paquetá, Vinicius, Neymar, Raphinha</strong> e <strong>Richarlison</strong>. In Italia molti tecnici, che magari sulla carta si spacciano per offensivisti, diverrebbero matti a far coesistere giocatori con queste caratteristiche.</p>



<p>La <strong>Svizzera</strong>, paese che è sempre stato meta storica di immigrazione, più che una rappresentativa dei cantoni della <strong>Confederazione Elvetica</strong> sembra una selezione dei paesi balcanici vista la nutrita pattuglia di giocatori kosovari che vestono la casacca biancorossa. Da patria del <strong>Catenaccio </strong>(il famoso <em>Verrou</em>, inventato proprio dalla nazionale svizzera negli <strong>Anni Trenta</strong>) la <strong>Svizzera </strong>è diventata una sorta di mina vagante che abbina la storica buona organizzazione difensiva elvetica con la classica pazzia imprevedibile dei popoli balcanici. Ne sa qualcosa la nostra nazionale..</p>



<p>Rispetto agli odiatissimi vicini croati, la <strong>Serbia </strong>ha sempre rappresentato il volto più conservativo e pragmatico delle numerose anime dell’ex <strong>Jugoslavia</strong>. Le squadre serbe hanno infatti fatto affidamento a marcatori arcigni in difesa e ad una mediana di lottatori a supporto dei talenti che giocano di punta. Anche questa Nazionale allenata da una leggenda del calcio serbo come <strong>Pixie Stojković</strong> non fa eccezione. In difesa la <strong>Serbia </strong>è impostata a tre con due marcatori (<strong>Milenković &nbsp;</strong>e <strong>Pavlović</strong>) ed un difensore che agisce qui da libero (<strong>Veljković</strong>). A centrocampo abbondano i picchiatori in mediana (<strong>Luki<a>ć</a> </strong>e <strong>Gudelj</strong>) che devono supportare le due mezzali (<strong>Milinković-Savić </strong>e <strong>Tadić</strong>) che svariano dietro l’unica punta <strong>Zivković</strong>. Uno schieramento quindi molto più lineare e classico di quello croato.</p>



<p>Infine il <strong>Camerun</strong>, allenato da <strong>Rigobert Song</strong>, è l’ennesima nazionale africana a seguire i dettami del calcio francese: difesa solida, centrocampo folto e di qualità in cui il faro è <strong>Anguissa</strong>, attacco basato su rapidi contrattacchi palla a terra a servire la classica torre <strong>Choupo-Moting</strong>, abile anche a giocare di sponda con i compagni.</p>



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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/12/3496027-71267708-2560-1440-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-12902" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/12/3496027-71267708-2560-1440-1024x576.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/12/3496027-71267708-2560-1440-300x169.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/12/3496027-71267708-2560-1440-768x432.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/12/3496027-71267708-2560-1440.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Breel Embolo, svizzero di Camerun, non esulta per il gol alla sua nazionale</figcaption></figure></div>



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<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Gruppo H: Portogallo, Uruguay, Corea del Sud, Ghana</h3>



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<p>Da eterna incompiuta del calcio europeo (assieme ai cugini spagnoli) nell’ultimo decennio il <strong>Portogallo</strong> ha saputo rinnovare la propria tradizione calcistica seguendo l’esempio di tecnici di successo come <strong>Carlos Queiroz </strong>(l’iniziatore negli <strong>Anni Novanta</strong>) e <strong>José Mourinho</strong>, colui che ha più “mediatizzato” il pragmatismo lusitano. Dal calcio barocco ed inconcludente il <strong>Portogallo </strong>è passato a un <em>futebol </em>fatto di garra e baricentro basso, nel quale difensori come <strong>Rúben</strong> <strong>Dias </strong>e <strong>Pepe </strong>sanno esaltarsi. Il saggio <strong>C.T. Fernando Santos</strong>, artefice del successo ad<strong> Euro 2016</strong>, è stato saggio a non voler rinunciare ai numerosi talenti offensivi che caratterizzano il suo undici &nbsp;Nel settore d’attacco, infatti, i vari <strong>Cristiano Ronaldo, João Félix, Bruno Fernandes, Bernardo Silva</strong> giocano senza una posizione fissa come da consuetudine lusitana.</p>



<p>L’<strong>Uruguay</strong> è probabilmente la nazionale più conservatrice del pianeta: dal <strong>1930 </strong>ad oggi la strategia delle “formiche” uruguaiane resta sempre quella dell’imbuto con le casacche celesti che inducono l’avversario a sbattere contro una sorta di muro posto a difesa dell’area di rigore. In difesa c’è sempre il “caudillo” a dirigere le operazioni: <strong>José Nasazzi</strong> nel <strong>1930</strong>, <strong>Obdulio Varela </strong>nel <strong>1950</strong>, oggi <strong>Diego Godín</strong>. A metà campo, dove prevalgono giocatori di garra e di sostanza come <strong>Federico Valverde</strong>, è dai tempi del <em>Príncipe</em><strong> Francescoli </strong>manca un grande <em>enganche </em>(trequartista) capace di dettare i tempi. Nonostante ciò, la tattica contropiedista uruguagia continua ad allevare un’ottima batteria di attaccanti con D<strong>arwin Núñez</strong> che ha tutte le carte in regola per rinverdire i fasti degli eterni <strong>Cavani </strong>e <strong>Suárez</strong>, ancora presenti in <strong>Qatar </strong>da chiocce.</p>



<p>La <strong>Corea del Sud</strong>, nonostante l’antica rivalità con i vicini colonizzatori giapponesi, adotta anch’essa una filosofia di gioco molto simile a quella nipponica, di stampo prettamente funzionalista e militarista anche se con una maggiore vocazione al calcio d’iniziativa per la presenza di calciatori più talentuosi nel settore d’attacco come <strong>Son Heung-min</strong>, molto probabilmente il miglior calciatore asiatico di tutti i tempi. La lezione di un grande stratega come l’olandese<strong> Guus Hiddink</strong>, artefice del miracoloso quarto posto ai mondiali casalinghi del 2002, probabilmente viene ancora seguita dalle parti di<strong> Seoul.</strong></p>



<p>Infine il <strong>Ghana </strong>di <strong>Otto Addo</strong> da ex colonia inglese adotta un approccio molto essenziale e minimalista di chiaro stampo britannico: <strong>4-4-2</strong>, grande attenzione alla fase difensiva e alle transizioni verso le due punte <strong>Kudus </strong>e <strong>Iñaki Williams</strong>, fratello ghanese del basco Nico.</p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2022/12/03/mondiale-che-vai-nazionale-che-trovi-lo-stile-e-le-filosofie-di-gioco-delle-32-squadre-che-si-sono-affrontate-nella-fase-a-giorni.html">Mondiale che vai nazionale che trovi: lo stile e le filosofie di gioco delle 32 squadre che si sono affrontate nella fase a gironi</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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		<title>Euro 2021, 1ª giornata: Francia da battere, sorpresa Finlandia, delusione Polonia</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2021/06/16/euro-2021-prima-giornata-francia-da-battere-sorpresa-finlandia-delusione-polonia.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Niccolo Mello]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Jun 2021 08:58:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Euro 2021]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina: l&#8217;esultanza di Lukaku dopo un gol alla Russia La conferma La Francia è la squadra più forte. Lo si sapeva alla vigilia [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-text-align-right"><em>Immagine di copertina: l&#8217;esultanza di Lukaku dopo un gol alla Russia</em></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">La conferma</h3>



<p></p>



<p>La <strong>Francia</strong> è la squadra più forte. Lo si sapeva alla vigilia e la conferma è arrivata anche all&#8217;esordio dell&#8217;Europeo. La nazionale transalpina ha valori individuali eccezionali, una forza mentale clamorosa e la voglia di portarsi a casa anche l&#8217;alloro continentale dopo la beffa di cinque anni fa e la vittoria nel Mondiale russo. La nazionale di Deschamps ha vinto con merito contro la Germania e messo in mostra i suoi gioielli disseminati in varie zone del campo. Ma più ancora di Mbappé sta impressionando Kanté, il vero uomo in più di questa squadra. Già vincitore della Champions e votato miglior giocatore, rischia di fare il bis con l&#8217;Europeo. E a quel punto chi potrebbe negare al colored francese il Pallone d&#8217;Oro? </p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">La sorpresa</h3>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/06/finlandia.jpg" alt="" class="wp-image-6537" width="725" height="536" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/06/finlandia.jpg 460w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/06/finlandia-300x222.jpg 300w" sizes="(max-width: 725px) 100vw, 725px" /><figcaption>I giocatori della Finlandia dopo il gol</figcaption></figure></div>



<p></p>



<p>Per molti è la nazionale meno quotata degli Europei. Ecco perché aver visto la <strong>Finlandia</strong>, al di là della questione Eriksen, superare la Danimarca è stata una sorpresa. La nazionale di Kanerva ha resistito nel primo tempo agli attacchi danesi e ha poi segnato la rete della vittoria a metà della ripresa con Pohjanpalo. Il prossimo step è la Russia, sonoramente sconfitta dal Belgio all&#8217;esordio. Sognare un nuovo successo non è utopia. E a quel punto la Finlandia volerebbe sorprendentemente alla seconda fase.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">La delusione</h3>



<p></p>



<p>Annunciata come una potenziale mina vagante, reduce da un girone di qualificazione dominato, la <strong>Polonia</strong> era molto attesa al debutto nella competizione. Non solo Lewandowski, terminale da 103 reti in 87 partite (!) nelle ultime due stagioni, ma anche altri validi elementi, come Szczęsny, Zielinski, Klich. Insomma, una squadra particolarmente intrigante. Eppure all&#8217;esordio è arrivato un inopinato ko contro la Slovacchia, che rischia di pregiudicare seriamente il cammino dei polacchi, attesi ora dai più difficili (sulla carta) incontri con Spagna e Svezia.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Il protagonista</h3>



<p></p>



<p>Non ce ne vogliamo i vari Lukaku e Schick, protagonisti di prestazioni maiuscole sul campo, ma la palma del protagonista nella prima giornata la diamo al difensore danese del Milan <strong>Simon Kjaer</strong>. Il capitano della Danimarca è stato il primo a soccorrere il compagno Christian Eriksen, colpito da un malore, e ha poi consolato la moglie. Minuti di terrore sabato sera durante il match contro la Finlandia. Poi, per fortuna, dopo essere stato trasportato d&#8217;urgenza in ospedale, Eriksen ha ripreso conoscenza e si è stabilizzato. Resta l&#8217;enorme gesto di Kjaer, elogiato da tutti per il suo comportamento da capitano vero.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">La top 11</h3>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="949" height="556" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/06/Schermata-2021-06-16-alle-10.47.20.png" alt="" class="wp-image-6538" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/06/Schermata-2021-06-16-alle-10.47.20.png 949w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/06/Schermata-2021-06-16-alle-10.47.20-300x176.png 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/06/Schermata-2021-06-16-alle-10.47.20-768x450.png 768w" sizes="(max-width: 949px) 100vw, 949px" /></figure></div>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Euro 2020 | Patrik Schick Scores Goal From Halfway Line | Scotland vs Czech Republic" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/IXAEHeL8iXM?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></div>
</div><figcaption>L&#8217;incredibile gol di Schick contro la Scozia</figcaption></figure>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">La situazione</h3>



<p></p>



<p><strong>GIRONE A</strong></p>



<p>Italia-Turchia 3-0 <em>st 8′ aut. Demiral, 21′ Immobile, 34′ Insigne</em></p>



<p>Svizzera-Galles 1-1 <em>st 4&#8242; Embolo (S); st 28&#8242; Moore (G)</em></p>



<p>CLASSIFICA: Italia 3, Svizzera, Galles 1, Turchia 0.</p>



<p></p>



<p><strong>GIRONE B</strong></p>



<p>Danimarca-Finlandia 0-1 st 15&#8242; <em>Pohjanpalo</em></p>



<p>Belgio-Russia 3-0 <em>pt 10′ Lukaku, 34′ Meunier; st 43′ Lukaku</em></p>



<p>CLASSIFICA: Belgio, Finlandia 3, Russia, Danimarca 0.</p>



<p></p>



<p><strong>GIRONE C</strong></p>



<p>Austria-Macedonia del Nord 3-1 <em>pt 18′ Lainer (A), 28′ Pandev (M); st 32&#8242; Gregoritsch (A), 89′ Arnautovic (A)</em></p>



<p>Olanda-Ucraina 3-2 <em>st 8′ Wijnaldum (O), 14′ Weghorst (O), 30′ Yarmolenko (U), 35′ Yaremchuk (U), 40&#8242; Dumfries</em> <em>(O)</em></p>



<p>CLASSIFICA: Olanda, Austria 3, Macedonia del Nord, Ucraina 0.</p>



<p></p>



<p><strong>GIRONE D</strong></p>



<p>Inghilterra-Croazia 1-0 <em>st 11&#8242; Sterling</em></p>



<p>Scozia-Repubblica Ceca 0-2 <em>42′ Schick, 51′ Schick</em></p>



<p>CLASSIFICA: Inghilterra, Repubblica Ceca 3, Croazia, Scozia 0.</p>



<p></p>



<p><strong>GIRONE E</strong></p>



<p>Polonia-Slovacchia 1-2 <em>pt 18′ aut. Szczesny (S), st 1′ Linetty (P), 23′ Skriniar</em> <em>(S)</em></p>



<p>Spagna-Svezia 0-0</p>



<p>CLASSIFICA: Slovacchia 3, Spagna, Svezia 1, Polonia 0.</p>



<p></p>



<p><strong>GIRONE F</strong></p>



<p>Ungheria-Portogallo 0-3 <em>st 39&#8242; Guerreiro, 42&#8242; rig., 45&#8242; Cristiano Ronaldo</em></p>



<p>Francia-Germania 1-0 <em>pt 20&#8242; aut. Hummels</em></p>



<p>CLASSIFICA: Portogallo, Francia 3, Germania, Ungheria 0.</p>
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