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	<title>karim benzema Archivi - Game of Goals</title>
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	<title>karim benzema Archivi - Game of Goals</title>
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		<title>Perché il Real Madrid è un club unico e perché vince sempre</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Niccolo Mello]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Jun 2024 18:38:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calcio moderno]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nell&#8217;estate 2018 la Juventus si assicurò per 100 milioni Cristiano Ronaldo dal Real Madrid. Il fuoriclasse portoghese era stato l&#8217;alfiere principale delle tre Champions League [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-drop-cap">Nell&#8217;estate 2018 la Juventus si assicurò per 100 milioni <strong><a href="https://gameofgoals.it/2022/03/07/mister-champions-le-10-partite-europee-piu-grandi-di-cristiano-ronaldo.html">Cristiano Ronaldo</a></strong> dal Real Madrid. Il fuoriclasse portoghese era stato l&#8217;alfiere principale delle tre Champions League consecutive conquistate dai <em>Blancos </em>tra il 2016 e il 2018, quattro in cinque anni, se contiamo anche quella del 2014. <br>La dirigenza juventina era straconvinta che con <strong>CR7 </strong>quella Coppa maledetta &#8211; per tanto, troppo, tempo vanamente inseguita &#8211; sarebbe certamente arrivata.</p>



<p>Al contrario, diversi pensavano che, con l&#8217;addio della sua stella nonché del finalizzatore sommo di tutta la manovra, il dominio del Real<em> </em>in Europa si sarebbe repentinamente dissolto.</p>



<p>A distanza di sei anni possiamo dire che mai previsioni sono state più sbagliate.<br>La Juventus è andata incontro a un rapido declino, <a href="https://gameofgoals.it/2021/08/28/cr7-alla-juve-rendimento-ottimo-ma-qualcosa-e-mancato-e-non-e-solo-questione-di-champions.html">già iniziato per altro con <strong>CR7 </strong>nel motore</a>.<br>Il Real Madrid, dopo un paio di stagioni di assestamento, ha invece avviato un nuovo straordinario ciclo che ha già portato a due vittorie di Champions e a due semifinali.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="990" height="495" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/06/150819773-5f441301-e94f-4478-a52c-373f6109a80b.webp" alt="" class="wp-image-20051" style="width:738px;height:auto" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/06/150819773-5f441301-e94f-4478-a52c-373f6109a80b.webp 990w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/06/150819773-5f441301-e94f-4478-a52c-373f6109a80b-300x150.webp 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/06/150819773-5f441301-e94f-4478-a52c-373f6109a80b-768x384.webp 768w" sizes="(max-width: 990px) 100vw, 990px" /><figcaption class="wp-element-caption">Cristiano Ronaldo ha appena vinto la sua quinta Champions al Real Madrid.<br>Dal suo addio al Real inizierà la parabola discendente</figcaption></figure>



<p></p>



<p>Entrambe le due visioni non tenevano conto di due presupposti fondamentali.</p>



<p>Il primo è che sono le squadre, e non i singoli, a vincere le competizioni. E<strong> Cristiano Ronaldo</strong>, per quanto stupefacente uomo-gol e stella di prima grandezza dell&#8217;universo <em>merengue</em>, condivideva lo spogliatoio e il campo con gente come <strong>Benzema</strong>, <strong>Bale</strong>, <strong>Modric</strong>, <strong>Kroos</strong>, <strong>Casemiro</strong>, <strong>Marcelo</strong>, <strong>Sergio Ramos</strong>.</p>



<p>Il secondo è che la squadra che<strong> Cristiano Ronaldo</strong> aveva lasciato, non era una squadra qualunque. <br>Era la Squadra con la S maiuscola.</p>



<p>Il Real Madrid è infatti un capitolo a sé nella storia del calcio europeo, e ha un vantaggio &#8211; in termini di peso e numeri &#8211; sulla seconda forza del continente più ampio di quanto non vi sia tra l&#8217;ipotetica seconda e l&#8217;ipotetica decima.</p>



<p>Pochi giorni fa a <a href="https://gameofgoals.it/2024/06/02/champins-league-finale-real-madrid-borussia-dortmund-2-0.html">Wembley il Real ha conquistato la sua 15ª Coppa Campioni/Champions League</a>. Quindici. Più del doppio della seconda: il Milan, a quota 7. <br>Le finali raggiunte nella massima competizione europea sono 18, contro le 11 di Milan e Bayern Monaco.<br>Le semifinali sono 33: la seconda è il Bayern a 21, il Barcellona ne ha 17, il Milan 14, il Liverpool, il Manchester United e la Juventus 12.</p>



<p>Soprattutto, quando il Real Madrid arriva all&#8217;ultimo atto, non sbaglia praticamente mai.<br>L&#8217;ultima volta che ha perso una finale di Champions, io non ero ancora nato.<br>E le tre sconfitte subite sono state tutte inappuntabili: una è arrivata al termine di quella che forse è stata la più straordinaria finale di Champions mai disputata (<a href="https://gameofgoals.it/2016/06/04/1962-finale-benfica-real-madrid-5-3.html">1962</a>); l&#8217;altra vedeva di fronte un&#8217;Inter arrembante e crescente a un Real a fine ciclo, soprattutto nei suoi due massimi totem (<a href="https://gameofgoals.it/2016/07/23/1964-finale-inter-real-madrid-3-1.html">1964</a>); la terza ha visto il successo della formazione che in quegli anni dominava il calcio europeo, mentre il Real non era in un periodo così brillante (<a href="https://gameofgoals.it/2018/11/02/1981-finale-liverpool-real-madrid-1-0.html">1981</a>).</p>



<p>È vero che il Real non ha più vinto la Champions per 32 anni, tra il 1966 e il 1998, ma in quei decenni il Real non è sembrato avere la forza economica e globale dei tempi d&#8217;oro di <strong>Bernabeu</strong> per tenere testa a movimenti all&#8217;avanguardia (come la scuola olandese) o di grande solidità fisica e mentale (Germania e Inghilterra).<br>Della serie: la mistica avrà pure un suo peso, ma se poi non è supportata da potenzialità economiche adeguate e dunque dalla presenza di giocatori forti, da sola non porta da nessuna parte&#8230;<br>Il Real ha così &#8220;dovuto riciclarsi&#8221; su altri fronti, ma lo ha fatto spesso egregiamente: si vedano le due Coppe UEFA vinte consecutivamente negli anni &#8217;80.</p>



<p>Quando però il club ha ritrovato investimenti importanti e una società forte, è tornato a imporre la propria legge. <br>Questo è successo alla fine degli anni &#8217;90, con l&#8217;arrivo in plancia di comando di <strong>Florentino Perez</strong>, un uomo che sarà pure pieno di difetti e contraddizioni, ma in quanto a lungimiranza delle scelte tecniche e capacità di gestione ha davvero pochissimi eguali.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img decoding="async" width="1024" height="576" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/06/bernabeu-florentino-1024x576.webp" alt="" class="wp-image-20049" style="width:822px;height:auto" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/06/bernabeu-florentino-1024x576.webp 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/06/bernabeu-florentino-300x169.webp 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/06/bernabeu-florentino-768x432.webp 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/06/bernabeu-florentino.webp 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Florentino Perez e Santiago Bernabeu, i due più grandi presidenti nella storia del club</figcaption></figure>



<p></p>



<p>Nel 21° secolo, su 25 edizioni di Champions disputate, il Real ne ha vinte 8 e ha raggiunto 16 volte le semifinali.<br>Dal 2014 a oggi, quindi nelle ultime 11 edizioni, il Real ha vinto 6 volte la Champions, più della somma di tutte le altre squadre, lasciando una vittoria a testa al Barcellona, al Liverpool, al Bayern Monaco, al Chelsea e al Manchester City.</p>



<p>Esattamente come il <em>Grande Real</em> impiegò 11 anni per vincere 6 edizioni di Coppa Campioni, così ha fatto questa nuova versione dei <em>Galacticos</em>, che è per altro altamente futuribile: in rosa ci sono i 1998 <strong>Militão </strong>e <strong>Valverde</strong>, il 1999 <strong>Lunin</strong>, i 2000 <strong>Tchouaméni </strong>e <strong>Vinicius</strong>, i 2002 <strong>Rodrygo </strong>e <strong>Camavinga</strong>, il 2003 <strong>Bellingham</strong>, il 2005 <strong>Guler</strong>. E dal prossimo anno si aggiungeranno il 1998 <strong>Mbappé </strong>(affamatissimo, perché ancora non ha vinto la Champions) e il 2006 <strong>Endrick</strong>, che molti indicano come <em>il nuovo Ronaldo O</em> <em>Fenomeno.</em> Una corazzata.</p>



<p class="has-text-align-center"><strong>Il Real Madrid sembra possedere alcune straordinarie caratteristiche che lo differenziano da tutte le altre realtà.</strong></p>



<p>In primis, è il club che ha fondato la Coppa dei Campioni grazie alla visione del presidente <strong>Santiago Bernabeu</strong>.<br>E il periodo in cui il mito della <em>Casa Blanca</em> è nato e si è sedimentato non è casuale: nel decennio seguente a quello della fine della Seconda guerra mondiale, quando diffidenza e timore del prossimo erano ancora profondamente radicate nel tessuto sociale delle nazioni europee. <br>L&#8217;avvento delle prime TV in bianco e nero su larga scala permise agli adulti e alle nuove generazioni appassionate di calcio di ammirare una squadra con la maglia totalmente bianca (il bianco è un colore che mescola magia e purezza) imporsi in ogni angolo del continente, facendo leva su un calcio magnifico.<br>Un calcio che stupiva, più per la coralità dell&#8217;insieme, per il favoloso talento degli interpreti e anche per la loro straordinaria multietnicità: in un momento storico di forte autarchia, quel Real schierava tre argentini (<strong><a href="https://gameofgoals.it/2021/01/19/alfredo-di-stefano-il-genio-ovunque.html">Di Stéfano</a></strong>, <strong>Rial</strong> e <strong>Dominguez</strong>), un ungherese (<strong><a href="https://gameofgoals.it/2020/11/25/quanto-e-stato-grande-ferenc-puskas.html">Puskás</a></strong>), un francese (<strong>Kopa</strong>), un uruguaiano (<strong>Santamaria</strong>).<br>Quel Real, parafrasando le opinioni di <strong>Altiero Rossi</strong> ed <strong>Ernesto Rossi</strong>, padri fondatori dell&#8217;Europa con il Manifesto di Ventotene del 1944, «ha unito l&#8217;Europa in largo anticipo sulla politica».</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img decoding="async" width="1024" height="576" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/06/2353992-48978610-2560-1440-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-20046" style="width:952px;height:auto" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/06/2353992-48978610-2560-1440-1024x576.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/06/2353992-48978610-2560-1440-300x169.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/06/2353992-48978610-2560-1440-768x432.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/06/2353992-48978610-2560-1440.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Il Real Madrid che vince la prima Coppa dei Campioni, stagione 1955-1956</figcaption></figure>



<p></p>



<p>Da qui è partita la storia moderna dei <em>Blancos</em>. E forse è per questo che, spesso, il Real dà l&#8217;impressione di vincere le Champions come per metonimia, come se la Champions fosse un naturale prolungamento del suo DNA.<br>Come si spiegherebbero altrimenti alcune incredibili, assurde, impronosticabili rimonte anche solo degli ultimissimi anni &#8211; dal Manchester City nella semifinale 2022 al Bayern nella semifinale 2024 (entrambe da 0-1 a 2-1 dopo il 90°), dal PSG 2022 (da 0-1 a 3-1 in soli 15 minuti con un Real fino a quel momento in totale balia dell&#8217;avversario) al Chelsea sempre nel 2022 (da 0-3 a 2-3)?</p>



<p>E questo senza allargare la visione all&#8217;intera storia madridista: in quel caso ci si renderebbe conto che le rimonte impossibili sono state sempre una specialità della casa: ne sa qualcosa, ad esempio, l&#8217;Inter nelle semifinali di Coppa UEFA 1985 e 1986.</p>



<p>Rimonte che capitano, quasi sempre, allo stadio Santiago Bernabeu, realizzato con le tribune che danno l&#8217;effetto di scendere a picco sul campo, in modo da creare un senso di turbamento in chi ci mette piede di rado o per la prima volta. <strong>Jorge Valdano</strong>, ex calciatore madridista e poi dirigente, ripeteva spesso a questo proposito che il Bernabeu confondeva gli arbitri e stregava i rivali: il cosiddetto <em>miedo escénico</em>.</p>



<p>Rimonte che, non di rado, capitano senza che vi siano assolutamente dei segnali. E questo è una ulteriore dimostrazione di consapevolezza della propria forza. Come se il Real non avesse bisogno di forzare, di costruire occasioni, di dominare gli avversari, persino di <em>giocare un buon calcio</em>: tanto prima o poi il gol arriva, la rimonta avviene e la vittoria giunge inesorabile.</p>



<p><em>Giocare un buon calcio</em>.<br>Ci sono formazioni che hanno bisogno di <em>giocare un buon calcio</em>.<br>Hanno bisogno di realizzare stagioni memorabili per mettere le mani sulla Champions.<br>Il Barcellona è una di queste. Il <em>Barça </em>vince quando costruisce corazzate, dal<em> Dream Team </em>di <strong>Cruijff </strong>alla meravigliosa orchestra di <strong>Guardiola</strong>: non è un caso che negli anni in cui i catalani hanno vinto le loro 5 Champions, abbiano sempre conquistato anche il campionato spagnolo e abbiano realizzato due <em>Triplete</em>, fallendone un terzo (nel 2011) per un&#8217;inezia, una sconfitta ai supplementari di Coppa del Re proprio contro il Madrid.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="990" height="557" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/06/15344896817379.jpg" alt="" class="wp-image-20056" style="width:796px;height:auto" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/06/15344896817379.jpg 990w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/06/15344896817379-300x169.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/06/15344896817379-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 990px) 100vw, 990px" /><figcaption class="wp-element-caption">Real Madrid-Barcellona 2-6. Siamo nel 2009, in piena epoca d&#8217;oro di Guardiola e Messi: uno dei rari momenti in cui la Casa Blanca è sembrata impotente di fronte alla superiorità degli avversari</figcaption></figure>



<p></p>



<p>Il Bayern Monaco è un&#8217;altra squadra che, da un po&#8217; di tempo a questa parte, si è indirizzata su questo filone: vince la Champions quando è davvero superiore agli altri: lo attestano i <em>Triplete </em>del 2013 e del 2020.</p>



<p>Il Real no.<br>Il Real non ha mai conquistato <em>il Triplete</em>. <br>Non ha bisogno di vincere la Liga spagnola. <br>Non ha bisogno di dominare la stagione. <br>Non ha bisogno di essere la più forte per poter vincere la Champions.<br>Nelle ultime quattro stagioni, la formazione migliore d&#8217;Europa è sempre stato il Manchester City di <strong>Pep Guardiola</strong>. Ha vinto una Champions sola, il Real due.</p>



<p>È la conseguenza di quello che cercavo di spiegare qualche riga più su: spesso si ha la sensazione che la Coppa Campioni/Champions League sia un prolungamento naturale del Real Madrid. Un legame inevitabile e ineluttabile. Un legame che nessun avversario riesce a capire o prevedere.</p>



<p>E anche i giocatori che vestono la <em>camiseta blanca </em>finiscono con il rimanere condizionati e inebriati da questo legame.<br>A tal punto che elevano il proprio rendimento, trasformandosi da comparse ad attori protagonisti: in quale altro club del mondo, il <em>brutto anatroccolo</em> <strong>Joselu</strong> &#8211; gettato nella mischia un po&#8217; per necessità e un po&#8217; per disperazione a una decina di minuti scarsi dal termine della semifinale di ritorno di Champions, con la squadra sotto nel punteggio e incapace di sfondare il muro del Bayern &#8211; si sarebbe trasformato nel <em>principe </em><strong>Cristiano Ronaldo</strong>, firmando una doppietta clamorosa e cambiando un destino già scritto?</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="520" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/06/fbl-eur-c1-real-madrid-bayern-munich-220710_4137174_20240509095924.jpg" alt="" class="wp-image-20054" style="width:604px;height:auto" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/06/fbl-eur-c1-real-madrid-bayern-munich-220710_4137174_20240509095924.jpg 800w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/06/fbl-eur-c1-real-madrid-bayern-munich-220710_4137174_20240509095924-300x195.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/06/fbl-eur-c1-real-madrid-bayern-munich-220710_4137174_20240509095924-768x499.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption">Solo al Real Madrid Joselu può entrare in una semifinale di Champions e segnare la doppietta decisiva in due minuti</figcaption></figure>



<p></p>



<p>Questo forse può aiutare a comprendere come mai il Real Madrid riesca sempre a fare meno dei suoi più straordinari campioni &#8211; dopo <strong>CR7</strong>, se n&#8217;è andato pure <strong>Benzema</strong>, che fu il trascinatore assoluto della Champions 2021-2022, mentre <strong>Luka Modric</strong>, il genio del centrocampo, è oramai diventato una riserva di lusso &#8211; e continui a vincere, come se nulla fosse, immettendo semplicemente nuovi talenti.</p>



<p>Nessun altro club dà l&#8217;impressione di riuscire ad assorbire in modo così immediato la perdita dei propri uomini-franchigia: la Juventus nel dopo-<strong>Platini </strong>ha impiegato dieci anni per tornare a primeggiare, non parliamo dell&#8217;Ajax del post-<strong>Cruijff</strong> o in quale dimensione sia ripiombato il Napoli alla fine dell&#8217;era-<strong>Maradona</strong>.<br>Ma senza andare così indietro nel tempo, basta farsi un giro dalle parti di Barcellona e guardare quanta fatica stia facendo il <em>Barça </em>nel dopo-<strong>Messi </strong>(è uscito due volte consecutive nei gironi di Champions, il che è una macchia indelebile in un&#8217;epoca post-Bosman che favorisce i top team).</p>



<p>Il Real, invece, sa sempre risorgere dalle proprie ceneri con una rapidità sconvolgente, con mezzi e risorse nuovi. <br>Costruisce squadre diverse e ingaggia giocatori diversi, a seconda di ciò che serve in quel momento: il primo Real di <strong>Perez </strong>non aveva moltissimo in comune con quello delle 4 Champions in 5 stagioni, quello di adesso e che si profila nei prossimi anni è qualcosa di ancora differente.</p>



<p>Il Real non cerca di cambiare la storia con progetti rivoluzionari, con un gioco mirabolante o con idee che possano essere studiate sui libri di testo.<br>Per questo &#8211; forse &#8211; per batterlo e per cambiare realmente i rapporti di forza in un periodo, occorre che dall&#8217;altra parte vi sia un&#8217;avversaria che ragioni in modo opposto, una squadra capace di andare oltre la qualità dei singoli e che punti anche e soprattutto sul dominio totale degli spazi e del campo.<br>Come fu il Milan di <strong>Sacchi</strong>. Come fu il Barcellona di <strong>Guardiola</strong>. Come è stato (in parte) il Manchester City, ma di fatto in maniera convincente solo nella scorsa stagione, quella del <em>Triplete</em>. Come è stata, in una delle notte più magiche della propria storia, la Juventus di <strong>Lippi</strong> nel 2002-2003. Contro formazioni così, allora, la solida, tatticamente flessibile e inoppugnabile <em>maquina blanca</em> può andare incontro a rovesci clamorosi.<br>Il problema è che squadre così se ne vedono e se ne sono viste poche: ci vuole tempo per costruirle, assemblarle e soprattutto farle funzionare.</p>



<p>Per il Real ciò che conta sono i giocatori, non il gioco.<br>E dare spettacolo non è un obbligo: l&#8217;importante è vincere, poi se si gioca bene, meglio; altrimenti basta arrivare al risultato.<br>Per questo gli allenatori ideali non sono stregoni, filosofi o rivoluzionari. Sono straordinari gestori e organizzatori.</p>



<p>Come è stato <strong>Zinédine Zidane</strong>. Come è <strong><a href="https://gameofgoals.it/2022/05/31/onore-al-real-madrid-e-ad-ancelotti-il-trionfo-della-misura-e-dellintelligenza.html">Carlo Ancelotti</a></strong>, una delle più luminose eccellenze italiane nel mondo.<br>Al Real non serve qualcuno che voglia cambiare la Storia, perché il Real stesso è la Storia, e non c&#8217;è nessun fuoriclasse e nessun allenatore più grande del Real.<br>Al Real serve qualcuno capace di tenere unito il gruppo, di governare la tenuta fisica e mentale dei giocatori, di scegliere gli uomini adatti in base ai momenti e alle necessità, di abbinare una giusta dose di alchimia tattica in difesa e lasciare poi piena libertà all&#8217;estro dei campioni in attacco. <br>E poi, naturalmente, di vincere.</p>



<p></p>



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<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="ANCELOTTI, RUEDA PRENSA CAMPEÓN CHAMPIONS completa hoy | Borussia Dortmund 0 Real Madrid 2" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/ZrJdBWeQR2s?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div><figcaption class="wp-element-caption">Quindici Champions per il Real, cinque per Carlo Ancelotti: un gigante dello sport italiano, non solo del calcio</figcaption></figure>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2024/06/02/perche-il-real-madrid-e-un-club-unico-e-perche-vince-sempre.html">Perché il Real Madrid è un club unico e perché vince sempre</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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		<title>Pallone d&#8217;Oro 2022: è l&#8217;ora di Karim Benzema</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Tommaso Ciuti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Oct 2022 19:58:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pedatori]]></category>
		<category><![CDATA[courtois]]></category>
		<category><![CDATA[karim benzema]]></category>
		<category><![CDATA[kylian mbappé]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina: la copertina del giornale francese L&#8217;Équipe che celebra Benzema In attesa di assegnare il prestigioso Pallone d&#8217;Oro di Game of Goals alla [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2022/10/16/pallone-doro-2022-e-lora-di-karim-benzema.html">Pallone d&#8217;Oro 2022: è l&#8217;ora di Karim Benzema</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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<p class="has-text-align-right"><em>Immagine di copertina: la copertina del giornale francese L&#8217;Équipe che celebra Benzema </em></p>



<p class="has-drop-cap">In attesa di assegnare il <a href="https://gameofgoals.it/2021/03/28/i-nostri-palloni-doro-dal-1900-al-2020.html">prestigioso Pallone d&#8217;Oro di Game of Goals</a> alla fine dell&#8217;anno, ci limitiamo a commentare quello &#8220;ufficiale&#8221;, che verrà assegnato nella serata di lunedì 17 ottobre a Parigi dalla celeberrima rivista francese France Football. A partire da quest&#8217;anno, cambia anche la parentesi temporale di riferimento, ossia non più l&#8217;anno di calendario (da 1 gennaio al 31 dicembre), bensì l&#8217;anno stagionale (in questo caso la stagione calcistica 2021/22). </p>



<p>I trenta candidati per il premio finale sono: Thibaut Courtois, Rafael Leão, Christopher Nkunku, Joshua Kimmich, Trent Alexander-Arnold, Vinicius, Erling Haaland, Bernardo Silva, Robert Lewandowski, Casemiro, Heung-Min Son, Harry Kane, Fabinho, Mohamed Salah, Karim Benzema, Mike Maignan, Luis Díaz, Phil Foden, Sadio Mané, Sébastien Haller, Luka Modrić, Antonio Rüdiger, Riyad Mahrez, Cristiano Ronaldo, Kevin De Bruyne, Darwin Núñez, Dušan Vlahović, Virgil van Dijk, João Cancelo, Kylian Mbappé.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="All 15 Champions League 21/22 goals | Karim Benzema | Real Madrid" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/yhPxGE95n0Q?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<p></p>



<p>Il favorito all&#8217;unanimità non può che essere <strong><a href="https://gameofgoals.it/2022/03/15/didier-drogba-vs-karim-benzema-sostanza-personalita-e-gol-pesanti.html">Karim </a></strong><em><a href="https://gameofgoals.it/2022/03/15/didier-drogba-vs-karim-benzema-sostanza-personalita-e-gol-pesanti.html">&#8220;The Dream&#8221;</a></em><strong><a href="https://gameofgoals.it/2022/03/15/didier-drogba-vs-karim-benzema-sostanza-personalita-e-gol-pesanti.html"> Benzema</a></strong>, reduce dalla stagione più straordinaria della sua lunga carriera. Partiamo dai numeri, che nel calcio non sono tutto ma qualcosa dicono: 46 presenze stagionali e 44 reti, di cui 15 in 12 gettoni in Champions League. Numeri mostruosi, anche per il calcio di oggi dove si segna senza dubbio di più rispetto al passato. La cosa più significativa, però, è la pesantezza di queste reti, specialmente nella Coppa dalle Grandi Orecchie: dagli ottavi di finale, <strong>Benzema</strong> si ritrova a siglare reti che spesso ribaltano lo scenario: il <a href="https://gameofgoals.it/2022/02/16/champions-league-andata-ottavi-psg-real-madrid-1-0.html">PSG vincitore di misura all&#8217;andata e in vantaggio di 1-0</a> al ritorno e in pieno controllo della gara, viene travolto <a href="https://gameofgoals.it/2022/03/10/champions-league-ritorno-ottavi-real-madrid-psg-3-1.html">dalla tripletta del ciclone franco-algerino</a>. <a href="https://gameofgoals.it/2022/04/07/champions-league-andata-quarti-chelsea-real-madrid-1-3.html">A Stamford Bridge contro il Chelsea Karim ne sigla altri tre</a>, e al <a href="https://gameofgoals.it/2022/04/13/champions-league-ritorno-quarti-real-madrid-chelsea-2-3.html">ritorno sigla di testa il gol-qualificazione</a> durante i supplementari al termine di una partita dove i terribili ragazzi di <strong>Tuchel</strong> hanno fatto vedere le streghe ai <em>Blancos</em>. Nella rocambolesca semifinale contro il Manchester City di <strong>Pep Guardiola</strong>, il <a href="https://gameofgoals.it/2022/04/27/champions-league-andata-semifinale-manchester-city-real-madrid-4-3.html">Real Madrid perde all&#8217;andata per 4-3</a>, ma viene tenuto in vita da un avversario che a tratti gioca meglio ma che spreca davvero troppo, e da una doppietta di <strong>Benzema</strong>, che <a href="https://gameofgoals.it/2022/05/05/champions-league-ritorno-semifinali-real-madrid-manchester-city-3-1-dts.html">nella gara di ritorno</a> sigla il rigore decisivo che vale la finale contro il Liverpool, <a href="https://gameofgoals.it/2022/05/29/champions-league-finale-real-madrid-liverpool-1-0.html">vinta dalla squadra di <strong>Carlo Ancelotti</strong>.</a> Una cavalcata impressionante dunque, paragonabile in quanto a pesantezza delle reti a quella di <strong>Cristiano Ronaldo</strong> nella stagione 2016/17 e a quella di <strong>Diego Milito</strong> del 2009/10. Dopo una carriera ricca di trionfi, di reti e di vittorie, ma spesso sotto l&#8217;ombra ingombrante del fenomeno di Madeira, Karim <em>The Dream</em> merita il gradino più importante del podio.</p>



<p>Al di fuori del primo posto, che non sembra minimamente in discussione, ci sono diversi candidati per il secondo e terzo gradino del podio: c&#8217;è il portiere <strong>Thibaut Courtois</strong>, che disputa partite stellari nei momenti decisivi, e che tra semifinali e finale di Champions è decisivo tanto quanto <strong>Benzema</strong> con grandi parate in serie. Alcuni tra tutti: l&#8217;intervento su <strong>Grealish</strong> in semifinale e i miracoli su <strong>Manè</strong> e <strong>Salah</strong> nella finalissima.</p>



<p>C&#8217;è ovviamente <strong><a href="https://gameofgoals.it/2022/10/06/kylian-mbappe-vs-erling-haland-chi-sara-il-prossimo-re.html">Kylian Mbappé</a></strong>, che sigla due gol capolavoro contro il Real Madrid, prima di assistere senza colpe ai minuti di follia del tornado madrileno che sbattono il PSG fuori dalla coppa. La vittoria del campionato da parte del club parigino non è certo un&#8217;impresa roboante, ma colpisce la capacità con cui <strong>Mbappé</strong>, più dei suoi compagni <strong>Messi</strong> e <strong>Neymar</strong>: in ombra il primo, spesso infortunato il secondo, faccia il vuoto: gol, assist, accelerazioni brucianti e la sensazione di essere fuori categoria per il campionato transalpino.</p>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="682" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/10/Mbappe-1024x682.jpg" alt="" class="wp-image-12306" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/10/Mbappe-1024x682.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/10/Mbappe-300x200.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/10/Mbappe-768x512.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/10/Mbappe.jpg 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Mbappé merita un piazzamento sul podio</figcaption></figure></div>



<p></p>



<p>Un altro nome che annovero tra i migliori della stagione è quello di <strong><a href="https://gameofgoals.it/2022/01/21/frank-lampard-vs-kevin-de-bruyne-maratoneti-ovunque.html">Kevin De Bruyne</a></strong>, uomo-chiave del Manchester City di <strong>Guardiola</strong> che si porta a casa un&#8217;altra Premier dopo un eterno duello con il Liverpool. Assist al bacio, inserimenti, reti, cambi di gioco. De Bruyne disputa un&#8217;altra stagione di altissimo profilo (iniziano ad essere tante): inattaccabile in Premier League, più a lampi alterni in Champions, dove comunque non mancano giocate decisive, anche se manca ancora quell&#8217;ultimo gradino che significa vittoria, e non solo per demeriti suoi.Non dimentico il duo &#8220;Red&#8221; <strong>Mané-Salah</strong>, che pur arrivando quasi in fondo in tutte le competizioni alternano momenti di ingiocabilità ad altri di leggero appannamento, senza dimenticare le avventure in Coppa d&#8217;Africa che li hanno visti trascinare le proprie nazionali alla finale, vinta ai rigori dall&#8217;attuale giocatore del Bayern Monaco. </p>



<p>Permettetemi una menzione d&#8217;onore ad un eterno <strong><a href="https://gameofgoals.it/2021/04/26/modric-vs-scholes.html">Luka Modric</a></strong>: dietro alle reti decisive di <strong>Benzema</strong>, ci sono spesso stati i fasci di luce del suo piede destro. In un&#8217;età in cui gestirsi è fondamentale e dove è impossibile giocare a mille all&#8217;ora tutte le partite, il faro croato si è tenuto il meglio per le partite più importanti e per i momenti più cruciali ed è stato decisivo per il trionfo dei ragazzi di Ancelotti, a completamento di una carriera che lo colloca senza alcun dubbio accanto a mostri sacri come <strong>Andres Iniesta, Xavi, Andrea Pirlo</strong>.</p>
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		<title>Champions League, ritorno quarti: Real Madrid-Chelsea 2-3</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2022/04/13/champions-league-ritorno-quarti-real-madrid-chelsea-2-3.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Gabriele Gilli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Apr 2022 08:07:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[2021-2022]]></category>
		<category><![CDATA[bayern monaco]]></category>
		<category><![CDATA[carlo ancelotti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina: il Real Madrid festeggia l&#8217;approdo in semifinale di Champions League [www.giornaledipuglia.com] Avevamo celebrato (giustamente) Karim Benzema all&#8217;andata, ma a questo giro è [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-text-align-right"><em>Immagine di copertina: il Real Madrid festeggia l&#8217;approdo in semifinale di Champions League [www.giornaledipuglia.com]</em></p>



<p></p>



<p class="has-drop-cap">Avevamo celebrato (giustamente)<strong> Karim Benzema</strong> all&#8217;andata, ma a questo giro è più che mai opportuno riservare questo privilegio ad un altro fuoriclasse che ha segnato questa epoca storica, un centrocampista classe &#8217;85 che ben figura tra i massimi interpreti della storia del calcio. <strong>Luka Modric</strong>, infatti, sta facendo una Champions League a dir poco monumentale, all&#8217;insegna del dominio territoriale, tecnico e tattico in mezzo al campo ed è stato proprio lui a scoccare la scintilla per rilanciare il Real Madrid nei minuti finali, con quell&#8217;assist superbo di esterno destro per <strong>Rodrygo</strong>, che ha proiettato i <em>Blancos </em>di <strong>Ancelotti</strong> ai supplementari contro il Chelsea di <strong>Tuchel</strong>.<br><br>I <em>Blues</em>, a conti fatti, escono a testa altissima dalla competizione, da campioni in carica e consci di aver fatto una partita che per il Real Madrid poteva essere risolta solo ed esclusivamente dai guizzi dei propri campioni. A spiccare è stato un collettivo a dir poco straordinario, che ha messo alle corde i <em>Blancos </em>al Bernabeu, grazie anche ad un <strong>Timo Werner</strong> a dir poco grandioso, che tra le altre cose si è rivelato ben più funzionale al contesto offensivo del Chelsea rispetto a flop <strong>Romelu Lukaku</strong>. Il risultato, 3-2 per loro a seguito del gol qualificazione del solito ineffabile ed intramontabile Benzema, non li premia, ma va riconosciuto il merito al Chelsea di aver saputo dimostrarsi nuovamente competitivo nella massima competizione europea.<br><br>Uno scoglio importante è stato superato dal Real Madrid, e chissà se arriverà alla terra promessa grazie ai colpi dei suoi intramontabili campioni, dopo essere approdato in semifinale.</p>



<p></p>



<h2 class="has-text-align-center wp-block-heading">Il tabellino</h2>



<p></p>



<p><strong>REAL MADRID-CHELSEA 2-3<br>Marcatori:&nbsp;</strong>14&#8242; pt Mount, 5&#8242; st Rudiger,&nbsp;29&#8242; st Werner,&nbsp;34&#8242; st Rodrygo,&nbsp;5&#8242; pts Benzema<br><strong>REAL MADRID (4-3-3):</strong>&nbsp;Courtois; Carvajal, Nacho (43&#8242; st Lucas Vazquez), Alaba, Mendy (32&#8242; st Marcelo); Kroos (27&#8242; st Camavinga), Casemiro (32&#8242; st Rodrygo), Modric; Valverde, Benzema, Vinicius Junior (10&#8242; sts Ceballos). All. Ancelotti.<br><strong>CHELSEA (4-3-2-1):</strong>&nbsp;Mendy; Alonso, Rudiger, Thiago Silva, James; Kovacic (16&#8242; pts Jorginho), Loftus-Cheek (16&#8242; pts Saul), Kanté (10&#8242; pts Ziyech); Werner (38&#8242; st Pulisic), Mount; Havertz. All. Tuchel</p>



<p></p>



<h2 class="has-text-align-center wp-block-heading">Le pagelle</h2>



<p></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>REAL MADRID</strong></p>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/04/combo_modric-1.jpg" alt="" class="wp-image-10694" width="934" height="585" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/04/combo_modric-1.jpg 738w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/04/combo_modric-1-300x188.jpg 300w" sizes="(max-width: 934px) 100vw, 934px" /><figcaption><em>La palla sinfonica di Luka Modric per l&#8217;1-3 di Rodrygo. [sport.sky.it]</em></figcaption></figure></div>



<p></p>



<p><strong>IL MIGLIORE<br>MODRIC 7,5</strong><br>L&#8217;uomo della provvidenza. Il Real Madrid è alle corde, e nemmeno Benzema (comunque positivo prima del gol) riesce a salvarlo dall&#8217;inferno. E poi arriva lui, con un tocco d&#8217;esterno destro vellutato, poetico, etereo, che permette a Rodrygo (<strong>6,5</strong>) di proiettare la sfida ai supplementari. Per lui è l&#8217;ennesima prestazione stratosferica nella sua Champions League, nonché il suo terzo assist memorabile nella fase ad eliminazione diretta della massima competizione europea. Un maestro, anche a 37 anni.<br><br><strong>BENZEMA 7</strong><br>A dirla tutta, per quanto la sua prestazione sia stata comunque positiva, non è stata la sua miglior partita stagionale. Eppure, <em>&#8220;The Dream&#8221;</em>, nei tempi supplementari, ha segnato un gol che pesa un macigno, dopo che già aveva sfiorato il bersaglio grosso colpendo la traversa nel secondo tempo. Per lui ora i gol in Champions League sono 12 in 9 partite, 7 in 4 se si considera la sola fase ad eliminazione diretta. And counting&#8230;<br><br><strong>VINICIUS 6<br></strong>Per quasi tutto il tempo James lo francobolla, impedendogli di esprimere le sue qualità nello stretto. Riesce però a risultare ugualmente decisivo nell&#8217;unica vera giocata indovinata nell&#8217;arco dei 120 minuti, ovvero quel cross calibrato che consente a Benzema di portare il Real Madrid in semifinale. Solido.<br><br><strong>DIFESA DEL REAL MADRID 4,5<br></strong>È inammissibile per una squadra di vertice europeo come i <em>Blancos </em>difendere così male, a seguito di tre gol che sono stati presi a seguito di svarioni a dir poco incomprensibili. Per loro fortuna, al resto provvedono i soliti campioni là davanti e il solito Courtois (<strong>7</strong>). Sciagurati.</p>



<p></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>CHELSEA</strong></p>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/04/fbl-eur-c1-real-madrid-chelsea-scaled-1-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-10698" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/04/fbl-eur-c1-real-madrid-chelsea-scaled-1-1024x683.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/04/fbl-eur-c1-real-madrid-chelsea-scaled-1-300x200.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/04/fbl-eur-c1-real-madrid-chelsea-scaled-1-768x512.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/04/fbl-eur-c1-real-madrid-chelsea-scaled-1-1536x1024.jpg 1536w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/04/fbl-eur-c1-real-madrid-chelsea-scaled-1.jpg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption><em>Mason Mount che suona la carica subito dopo aver segnato il gol dello 0-1. [www.calcioinpillole.com]</em></figcaption></figure></div>



<p></p>



<p><strong>IL MIGLIORE<br>MOUNT 7</strong><br>È difficile trovare un giocatore nel Chelsea che spicchi nettamente rispetto agli altri in una serata dai connotati eroici come questa, ma si può virare sul buon Mason Mount, che con un gol stupendo ha suonato la carica per la riscossa dei <em>Blues </em>con uno splendido destro a tu per tu con Courtois, oltre che mettere a soqquadro la retroguardia del Real Madrid. Inoltre, dal suo cross calibrato arriva il gol del 2-0 di Rudiger. La sua prova è stata straordinaria, a conferma di un centrocampista che si sta confermando sempre di più uno dei più forti in Premier League. Strepitoso.<br><br><strong>WERNER 7<br></strong>I suoi movimenti senza palla sono sempre un riferimento per il Chelsea, che grazie a lui può esprimersi al meglio delle sue potenzialità offensive. Il suo gol, poi, è un autentico capolavoro, in cui lui mette letteralmente a sedere la difesa del Real Madrid. Una lezione offensiva impartita da chi, a differenza sua, è stato pagato a tre cifre di milioni. Capito, Lukaku?<br><br><strong>RUDIGER 6</strong><br>Sarebbe probabilmente stato il migliore in campo, in quanto per tutti i regolamentari aveva respinto le offensive del Real Madrid, per non parlare poi del suo gol di testa su corner di Mount. L&#8217;errore sul gol di Benzema, però, nei tempi supplementari è di fatto decisivo e spiana la strada alla qualificazione ai Blancos per la semifinale. Da matita blu.<br><br><strong>KANTÉ 5,5<br></strong>A tradire le aspettative è stato proprio lui, l&#8217;uomo più rappresentativo e decisivo del Chelsea di Tuchel. Infatti, nonostante un buon primo tempo, cala a vista nel secondo, rivelandosi improvvisamente come la sola vera nota stonata della serata del Chelsea. Deludente.</p>



<p></p>



<h2 class="has-text-align-center wp-block-heading">L&#8217;altra partita</h2>



<p></p>



<p><strong>BAYERN MONACO-VILLARREAL 1-1<br>MARCATORI:</strong> 52&#8242; Lewandowski, 88&#8242; Chukwueze<br>Un qualcosa di clamoroso è andato in scena a Monaco di Baviera, con l&#8217;uscita prematura del Bayern Monaco di Julian Nagelsmann contro il Villarreal di Unai Emery. L&#8217;uomo delle coppe, infatti, ha completato il suo capolavoro, riducendo all&#8217;osso la fase offensiva già deficitaria dei bavaresi e di rimessa, grazie al pari di Chukwueze, ha conquistato una storica semifinale in Champions League, 16 anni dopo il capolavoro della cavalcata di Riquelme nel 2005-2006. A nulla è servito il gol del solito Lewandowski, che vede svanire di nuovo la vetta del calcio europeo, questa volta perdendo sul campo il pass per la semifinale della massima competizione europeo. Dunque un autentico disastro per i <em>Bullen</em>, che crollano nonostante i favori iniziali del pronostico, nonché un sogno che prosegue per il sottomarino giallo, dopo il trionfo in Europa League nella passata stagione.</p>
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		<title>Didier Drogba vs Karim Benzema: sostanza, personalità e gol pesanti</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2022/03/15/didier-drogba-vs-karim-benzema-sostanza-personalita-e-gol-pesanti.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Niccolo Mello]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Mar 2022 17:09:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uno contro uno]]></category>
		<category><![CDATA[champions league]]></category>
		<category><![CDATA[chelsea]]></category>
		<category><![CDATA[didier drogba]]></category>
		<category><![CDATA[karim benzema]]></category>
		<category><![CDATA[real madrid]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Didier Drogba e Karim Benzema. Due dei massimi centravanti degli ultimi trent&#8217;anni. Diversi nello stile, simili nella leadership e nella capacità di segnare gol belli [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-drop-cap"><strong>Didier Drogba</strong> e <strong>Karim Benzema</strong>. Due dei massimi centravanti degli ultimi trent&#8217;anni. Diversi nello stile, simili nella leadership e nella capacità di segnare gol belli e pesanti. L&#8217;ivoriano è stato una gloria del Chelsea, con cui ha conquistato da protagonista assoluto la Champions League del 2012. Il francese è una colonna del Real Madrid, con cui ha vinto 4 volte la Coppa delle grandi orecchie. Un duello di personalità e sostanza tra due numeri 9 di straordinario livello.</p>



<p></p>



<h4 class="has-text-align-center wp-block-heading">Francesco Buffoli</h4>



<p>Due numeri 9 con caratteristiche diverse. <strong>Drogba</strong> era un giocatore che faceva leva sullo strapotere fisico, in grado di fare reparto da solo, nonché un centravanti capace di segnare gol pesanti. <strong>Benzema</strong> è un 9 multiforme, che ha saputo eccellere come rifinitore e regista aggiunto, ma anche caricarsi la squadra sulle spalle e confezionare gol e giocate pesantissimi. Nessuno dei due esplode presto, entrambi danno il meglio vicino ai trent&#8217;anni e poi in età matura. La straordinaria parabola di <strong>Benzema</strong> a Madrid mi induce a preferirlo.</p>



<p></p>



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<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Didier Drogba&#039;s 11 Best Champions League Goals | Chelsea Tops" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/ZWYGRehfmR4?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></div>
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<p></p>



<h4 class="has-text-align-center wp-block-heading">Jo Araf</h4>



<p><strong>Benzema</strong> e credo che questo conforto sia la rappresentazione plastica dell&#8217;importanza della longevità ad alti livelli nel calcio (ma forse dovrei dire nello sport). Modric, Lewandowski e Benzema sono giocatori che magari non hanno avuto un picco fenomenale al pari di alcuni loro contemporanei, ma si sono mantenuti ad alti livelli anche in una fase in cui questi hanno iniziato a declinare. <strong>Benzema</strong>, che un tempo veniva paragonato a Higuain, ad alcuni punti di vista è andato anche in crescendo e sembra non conoscere cali. La sua traiettoria mi fa prendere per lui.</p>



<p></p>



<h4 class="has-text-align-center wp-block-heading">Tommaso Ciuti</h4>



<p>Scelgo <strong>Benzema</strong> per la straordinaria longevità: fin dai tempi del Lione ha dimostrato di essere un attaccante di primo livello, con tecnica di alto profilo nei piedi e la capacità di interpretare più ruoli in attacco. A Madrid è intoccabile da più di dieci anni, ed è stato un perfetto ingranaggio del maxi ciclo del Real, incrociandosi perfettamente con le esigenze tattiche di Cristiano Ronaldo. Il ruolo da principale terminale offensivo e le reti a grappolo di questi anni gli restituisce giustizia ed alta considerazione tra gli appassionati.<br>Reputo <strong>Drogba</strong> inferiore a <strong>Benzema</strong> come tecnica, duttilità e continuità, ma non come uomo-gol e leadership: la straordinaria Champions del 2012 lo ripaga di tutti quei momenti in campo europeo dove gli è mancato l&#8217;acuto finale, a differenza del campionato dove ha spesso trascinato i suoi a suon di reti.</p>



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<h4 class="has-text-align-center wp-block-heading">Niccolò Mello</h4>



<p><strong>Drogba</strong> un 9 più classico, più fisico. <strong>Benzema</strong> un 9 più duttile e superiore tecnicamente. Come apice se la giocano. Ma la continuità di carriera, la capacità di sapersi adattare a più modi di giocare e di risultare ancora oggi a 35 anni uno dei primissimi giocatori al mondo mi portano a scegliere il francese.</p>



<p></p>



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<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Karim Benzema is the BEST Striker in the World" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/tliDK181KL4?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></div>
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		<title>I 10 migliori calciatori francesi: da Roi Michel a King Eric</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Buffoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Jan 2022 13:53:24 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[alain giresse]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina: Platini, Kopa e Zidane Non è facile selezionare i dieci giocatori transalpini più importanti, vista l&#8217;abbondanza di qualità e di talento sfornata [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-text-align-right"><em>Immagine di copertina: Platini, Kopa e Zidane</em></p>



<p class="has-drop-cap">Non è facile selezionare i dieci giocatori transalpini più importanti, vista l&#8217;abbondanza di qualità e di talento sfornata dalla <strong>Francia</strong> a partire dal secondo dopoguerra e soprattutto, con maggiore costanza, dagli anni &#8217;80. I criteri che presiedono la selezione sono molteplici e a mio parere meritano di essere brevemente riportati: <em>in primis</em>, focalizzo l&#8217;attenzione sulle qualità del singolo e su come queste qualità potevano rappresentare un valore aggiunto per la squadra, ai fini del gioco e dei risultati; in secondo luogo, valorizzo l&#8217;impatto nazionale e internazionale del giocatore, la sua longevità, la sua carriera con la maglia della nazionale e anche lo status che ha raggiunto quando giocava al meglio delle sue possibilità. Per comodità, ho escluso i giocatori la cui carriera è ancora in pieno svolgimento (Kante e Mbappé su tutti), mentre ho ritenuto di poter inserire giocatori tuttora in attività ma la cui parabola volge al tramonto.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">1) Michel Platini</h3>



<p></p>



<p>Credo che nessuno abbia nulla da obiettare: <strong>Michel Platini</strong> rimane il giocatore più importante che abbia vestito la maglia della nazionale francese. Rivisto oggi, Michel è una sorta di clone potenziato di <strong>Andrea Pirlo</strong>: stessa capacità di preveggenza, stesso tocco di palla, persino le movenze si assomigliano. Il francese, tuttavia, aggiungeva alle doti del genio bresciano una maggiore efficacia nelle percussioni palla al piede (simile a quella di un altro fuoriclasse, <strong>Andrés Iniesta</strong>) e soprattutto una regolarità nel bucare la porta avversaria degna di un <strong>Roberto Baggio</strong>. In un&#8217;epoca dominata dalle difese e da un calcio poco propositivo, Michel era un attaccante travestito da centrocampista che segnava con una facilità preclusa anche ai bomber di professione. Non credo infine sia necessario ricordare il contributo alla gloriosa epopea della Juventus (cinque stagioni, di cui quattro da leccarsi i baffi: <em>è costato come un tozzo di pane, lui ci ha messo sopra il foie gras</em>) e alla nazionale francese per delinearne ulteriormente la grandezza. Michel volteggia ad altezze siderali, è stato per diversi anni, con ogni probabilità, il giocatore più forte del pianeta, e il suo campionato europeo del 1984 torreggia ancora oggi come una delle prestazioni individuali più imperiose e dominanti di ogni epoca. </p>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/01/Platini-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-9628" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/01/Platini-1024x576.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/01/Platini-300x169.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/01/Platini-768x432.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/01/Platini.jpg 1104w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure></div>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">2) Zinédine Zidane</h3>



<p></p>



<p>L&#8217;unico fuoriclasse transalpino che può essere nominato senza problemi nella stessa frase con Michel Platini è <strong>Zidane</strong>, l&#8217;uomo simbolo di quello che oggi rimane il ciclo più glorioso della storia di Francia. Meno efficace dell&#8217;illustre collega negli inserimenti offensivi, <strong>Zidane</strong> forse lo superava per la tempra agonistica e la corsa inesauribile; figlio della Marsiglia meno raccomandabile, di chiare origini algerine, Zidane ha personificato il trequartista moderno, dotato del fisico di un corazziere e della qualità pura del dieci classico. Leader encomiabile, ha saputo esaltarsi quando il clima della contesa lo richiedeva, ricalibrando la propria cilindrata davanti agli avversari più tosti e disputando diversi tornei da fuoriclasse con la maglia dei bleu. Chi ama il calcio non può che ricordare con ammirazione alcune sue esibizioni, su tutte la semifinale di euro 2000 (un Francia Portogallo da olio su tela), la celeberrima Francia Brasile del 2006 e il gol in semirovesciata con cui ha piegato il Bayer Leverkusen a Glasgow nel 2002, forse il più spettacolare della sua carriera.</p>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="910" height="1024" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/01/Zidane2-910x1024.jpg" alt="" class="wp-image-9631" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/01/Zidane2-910x1024.jpg 910w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/01/Zidane2-266x300.jpg 266w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/01/Zidane2-768x865.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/01/Zidane2-1364x1536.jpg 1364w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/01/Zidane2.jpg 1511w" sizes="(max-width: 910px) 100vw, 910px" /></figure></div>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">3) Raymond Kopa</h3>



<p></p>



<p>Nato <strong>Kopaszewski</strong> (chiare le origini polacche), piccolo e rapido, <strong>Kopa</strong> merita a mio parere di sedere sul terzo gradino del podio. Non è semplicissimo definire il suo ruolo, perché Raymond ha brillato sia come trequartista che come centravanti atipico, adattandosi anche al ruolo di ala destra. Fenomenale sullo stretto, abilissimo nella verticalizzazione, <strong>Kopa</strong> ha legato il proprio destino a quello dello Stade De Reims, la prima grande squadra d&#8217;Oltralpe, confermandosi poi degno compare di due che si chiamavano <strong>Puskás</strong> e <strong>Di Stefano</strong> durante gli anni trascorsi a Madrid. Anche sul suo caso, ci sono un mondiale da fenomeno e un pallone d&#8217;oro a coronare una carriera straordinaria.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">4) Thierry Henry</h3>



<p></p>



<p>Non ha sempre messo d&#8217;accordo tutti, specie in Italia, anche a causa della sua infelice esperienza juventina, ma <strong>Henry</strong> a mio avviso rimane uno dei calciatori francesi più dotati, spettacolari e bravi di sempre. Come <strong>Zidane</strong>, anche Titì è stato una sorta di precursore, un colosso di 188 cm che si muoveva con la grazia del numero dieci e che poteva allungare palla al piede come un&#8217;ala pura. I suoi piedi sembravano fatti di miele, alla stregua (o quasi) dei piedi di un <strong>Roberto Baggio</strong>. Henry è stato sensazionale soprattutto nella prima metà degli anni zero, quando ha fatto il vuoto in Inghilterra, segnando come il più prolifico dei centravanti e muovendosi come un giocatore universale, che era quasi riduttivo definire un attaccante. Due volte giocatore dell&#8217;anno della Premier, è stato grande protagonista anche in Europa, soprattutto nel 2006, quando l&#8217;Arsenal ha raggiunto la finale di Champions, e soprattutto in nazionale: se la corona di campione del mondo portata a casa nel 1998 vale quasi solo per le statistiche, l&#8217;Europeo di due anni dopo e in buona misura il mondiale di sei anni dopo lo vedono invece figurare quale deuteragonista del sublime<strong> Zizou</strong>. Il sextuple conquistato sulle Ramblas nel 2009, quando per molti era un giocatore bollito e lui si premura di smentire i detrattori, lo riscatta anche sul piano dei successi internazionali con i club. </p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">5) Lilian Thuram</h3>



<p></p>



<p><strong>Lilian Thuram</strong> era talmente bravo che pareva aver mandato a memoria il manuale del difensore perfetto, e credo resti senza discussione il miglior giocatore che abbia vestito la maglia della nazionale, nel reparto difensivo. Francese di origini caraibiche, <strong>Thuram</strong> è stato un laterale destro completissimo, un centrale di grande rendimento e un leader, sia con la maglia del Parma e della Juventus che in maglia <em>bleu</em>.<br>Dopo alcune ottime stagioni a Monaco, Thuram si afferma come il difensore più bravo in circolazione negli anni di Parma, quando fa letteralmente il vuoto nelle varie graduatorie di rendimento in campionato, e si conferma fuoriclasse di statura mondiale con la Francia. Memorabile e decisiva la sua doppietta contro la Croazia nel 1998, impresa tanto più ragguardevole per un giocatore che non avrebbe mai più segnato con la nazionale e che, tra Spagna e Italia, ha marcato due reti in dodici stagioni. Impeccabile anche con la maglia della Juventus, specie nelle stagioni in cui lo allena Marcello Lippi, il <em>Maldini francese</em> non può che accomodarsi nelle posizioni più nobili di questa graduatoria.</p>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="736" height="1024" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/01/Thuram2.jpg" alt="" class="wp-image-9633" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/01/Thuram2.jpg 736w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/01/Thuram2-216x300.jpg 216w" sizes="(max-width: 736px) 100vw, 736px" /></figure></div>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">6) Alain Giresse</h3>



<p></p>



<p>Piccolissimo regista mobile, simile sotto molti aspetti a tale <strong>Luka Modrić</strong>, <strong>Alain Giresse</strong> è a mio avviso ancora oggi il miglior centrocampista puro mai nato in Francia. Il suo era un gioco tutto fosforo, mobilità, intelligenza pura. Gli anni &#8217;70 e &#8217;80 lo vedono ergersi una spanna sopra tutti i compagni di reparto, sia con la maglia del Bordeaux che in nazionale; in particolare, i mondiali di Spagna lo incoronano fuoriclasse del ruolo (tanto da regalargli il secondo posto nella classifica del Pallone d&#8217;oro), e la successiva, vincente campagna europea lo vede supportare il divino Michel nel migliore dei modi. Tre volte calciatore francese dell&#8217;anno, <em>Motore</em> e perno del quadrilatero magico di <strong>Hidalgo</strong>, Giresse è stato un giocatore immenso la cui presenza in questa graduatoria è obbligatoria.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">7) Just Fontaine</h3>



<p></p>



<p>Il funambolico uomo gol di origini marocchine non può essere escluso da una qualsiasi discussione sui giocatori francesi più bravi. Bomber sensazionale che colleziona cifre da capogiro prima a Nizza e poi a Reims, tuttora recordman di reti in una sola edizione del campionato del mondo, <strong>Fontaine</strong> è stato una cometa che ha illuminato il firmamento d&#8217;Oltralpe per poche stagioni, a causa di precoce e doloroso ritiro, ma ha rappresentato così tanto, anche per la gloriosa epopea dello Stade De Reims (che trascinerà in finale di Coppa dei Campioni, a suon di reti, nel 1959) che escluderlo sarebbe un crimine.</p>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="400" height="500" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/01/Fontaine2.jpg" alt="" class="wp-image-9635" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/01/Fontaine2.jpg 400w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/01/Fontaine2-240x300.jpg 240w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /></figure></div>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">8) Karim Benzema</h3>



<p></p>



<p>Spezzo una lancia a favore del centravanti di origine algerina e lo colloco, senza troppe esitazioni, in questa prestigiosa graduatoria. <strong>Benzema</strong>, a mio parere, è stato a lungo oscurato dalle scelte dei vari allenatori del Real Madrid, che comprensibilmente mettevano <strong>Cristiano Ronaldo</strong> al primo posto, sacrificando un po&#8217; le doti realizzative di Karim ai bisogni del suo ingombrante compagno di reparto.  Ciononostante, il fuoriclasse francese è uno dei giocatori più prolifici della storia madrilena, nonché, forse, il centravanti <em>blanco </em>più dotato sul piano puramente tecnico e uno dei più vincenti. Il trasferimento di Ronaldo a Torino l&#8217;ha esonerato da alcuni compiti tattici (essenzialmente, aprire a Cristiano ogni varco possibile in area di rigore), mettendone in luce la capacità di essere il primo violino in una squadra di fuoriclasse. Il suo rendimento in nazionale, complici alcune vicissitudini extra campo, è stato più discontinuo, ma tale lacuna a mio parere toglie poco a una carriera lunghissima, ricca di soddisfazioni e di giocate che pesano tonnellate (penso al gioco di prestigio con cui ha aggiustato il complicato derby di ritorno delle semifinali di Champions del 2017), una carriera che peraltro promette di regalare ancora soddisfazioni importanti.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">9) Franck Ribery</h3>



<p></p>



<p>Altro grandissimo giocatore di origini nordafricane, <strong>Ribery </strong>ha avuto la sfortuna &#8211; in nazionale &#8211; di attraversare l&#8217;epoca relativamente buia che si è collocata tra la generazione di <strong>Zidane</strong> e quella di<strong> Mbappé</strong>. Se quindi il suo apporto in maglia bleu si esaurisce in alcuni lampi ammirati a Germania 2006, la sua lunga militanza in Baviera e le sue qualità di suggeriscono di annoverarlo tra i massimi fuoriclasse francesi di ogni epoca. Rapido, dotato di un dribbling elettrico, superbo uomo assist, Ribery in Baviera ha rappresentato per molti anni uno degli uomini più determinanti, e tra 2011 e 2013 ha decantato un calcio sofisticato ed efficace che a mio parere l&#8217;avrebbe reso meritevole di un Pallone d&#8217;oro. Da non sottovalutare anche il suo crepuscolo italiano: superati ampiamente i trentacinque anni, Ribery è riuscito a sprazzi a ricordare a tutti di essere un grande campione, nonostante si sia trovato spesso a predicare nel deserto. I successi internazionali mi inducono a preferirlo, per questione di dettagli, a un giocatore forse ancora più spettacolare e affascinante come Dominique Rocheateau.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">10) Eric Cantona</h3>



<p></p>



<p>Già sento in sottofondo il rumore delle polemiche, ma d&#8217;altra parte un giochino come quello in cui ho deciso di cimentarmi obbliga a scelte a volte discutibili. Vagliando le sole qualità e l&#8217;impatto avuto su una singola squadra e su un singolo campionato, <strong>Cantona</strong> meriterebbe a mio avviso una posizione più prestigiosa in questa graduatoria. La longevità e una carriera internazionale fatta più di vuoti che di pieni avrebbero potuto però decretarne l&#8217;esclusione: ho quindi optato salomonicamente una posizione di rincalzo. Dopo l&#8217;apprendistato francese, quando suscita l&#8217;ammirazione di <strong>Platini</strong> ma anche il rancore di mezza Francia, con i suoi comportamenti sopra le righe, King Eric si trasferisce in Inghilterra e per sei stagioni dimostra di essere un giocatore eccezionale; vinto un titolo inaspettato con il Leeds, si sposta alla corte di Sir <strong>Alex Ferguson</strong> (che lo reputa tuttora il giocatore migliore che abbia allenato, dopo Cristiano Ronaldo) e &#8211; parole di<strong> Ryan Giggs</strong> &#8211; trasforma una buona squadra in un team epocale, grazie alla sua duttilità, alla sua forza fisica ma soprattutto alla sua superiore visione di gioco: Cantona è la pedina mobile dello scacchiere di Ferguson, la pedina cui il tecnico concede ogni libertà perché sa che ne vale la pena: ecco così che arrivano 5 titoli e due premi di giocatore dell&#8217;anno, conditi da comportamenti censurabili e polemiche a non finire. In Europa, complice un Manchester United ancora un po&#8217; acerbo, Cantona regala solo scampoli di classe, esclusa la stagione 1996/1997, quando confeziona autentiche perle ma si arena in semifinale, prima di annunciare un prematuro e inatteso ritiro. Alterna e poco fortunata la carriera in nazionale (nonostante un ragguardevole numero di gol), che si chiude peraltro a seguito del noto colpo di Kung Fu del gennaio 1995.</p>



<p></p>



<h4 class="has-text-align-center wp-block-heading">Menzioni d&#8217;onore</h4>



<p></p>



<p>Antoine Griezmann, Claude Makélélé, Dominique Rocheateau, Marcel Desailly, Didier Deschamps, David Trezeguet, Patrick Vieira, Jean Tigana. <br>Un giorno, naturalmete, ci saranno Kylian Mbappé e N&#8217;Golo Kanté.</p>
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