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	<title>giorgio chiellini Archivi - Game of Goals</title>
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		<title>Testa bassa e pedalare&#8230; ma non solo &#8211; La top 11 dei migliori giocatori allenati da Antonio Conte</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marcello Brescia]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Sep 2024 13:09:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina: Antonio Conte con Eden Hazard Con lo sbarco all&#8217;ombra del Vesuvio di Antonio Conte, la Serie A ritrova uno dei protagonisti più [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2024/09/04/top-11-antonio-conte.html">Testa bassa e pedalare&#8230; ma non solo &#8211; La top 11 dei migliori giocatori allenati da Antonio Conte</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-text-align-right"><em>Immagine di copertina: Antonio Conte con Eden Hazard</em></p>



<p class="has-drop-cap">Con lo sbarco all&#8217;ombra del Vesuvio di <strong>Antonio Conte</strong>, la Serie A ritrova uno dei protagonisti più efferati degli ultimi 15 anni di calcio italiano, alle prese con un matrimonio un po&#8217; turbolento con il Napoli di <strong>De Laurentiis</strong>, in perfetto stile <em>contiano</em>. In tutto questo tempo trascorso tra Italia e Inghilterra, del resto, abbiamo imparato a conoscere a fondo la psiche del tecnico <em>salentino</em>, il cui mancato aziendalismo ed i continui scontri con le varie dirigenze dei suoi club, evaporano quasi all&#8217;istante nel momento in cui si va a guardarne il curriculum da <em>&#8220;serial winner&#8221;</em>. </p>



<p>Ecco dunque una selezione con i migliori 11 calciatori allenati da <strong>Conte</strong>, a partire dalla stagione 2011/12, il primo alla guida della Juventus. <strong>Per rendere il tutto più intrigante, abbiamo deciso di inserire un limite: si potranno inserire soltanto massimo tre calciatori per ciascuna squadra.</strong></p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center has-large-font-size">Portiere: Thibaut Courtois</h2>



<p></p>



<p>Quando Conte approda al Chelsea nel 2016, il ventiquattrenne <strong>Courtois </strong>non è più soltanto uno dei portieri più promettenti in circolazione, essendo diventato a tutti gli effetti uno dei migliori interpreti mondiali del proprio ruolo. Dopo essere stato tormentato dai problemi fisici nella stagione precedente, il belga torna ad esprimersi a livelli stellari sotto la guida dell&#8217;allenatore <em>leccese</em>, in particolar modo nell&#8217;<em>anno domini</em> 2016/17, senza alcun dubbio il migliore dei 4 trascorsi con la maglia dei <em>Blues</em>. Coadiuvato da un reparto arretrato solidificatosi col passare dei mesi, <strong>Courtois </strong>accumula la bellezza di <em>clean sheet</em>, guadagnandosi il premio di miglior portiere della Premier League, stravinta da un Chelsea in versione rullo compressore. Per quanto dunque sia doloroso escludere <strong>Gigi Buffon</strong>, sacrificato per far spazio ad altri giocatori della Juventus in ruoli più scoperti, lo spilungone fiammingo non lo fa certo rimpiangere, anzi.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/09/1680426917038_cc8d0155-5a5b-4646-8d2f-59dc1556e3a5-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-21206" style="width:800px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/09/1680426917038_cc8d0155-5a5b-4646-8d2f-59dc1556e3a5-1024x576.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/09/1680426917038_cc8d0155-5a5b-4646-8d2f-59dc1556e3a5-300x169.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/09/1680426917038_cc8d0155-5a5b-4646-8d2f-59dc1556e3a5-768x432.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/09/1680426917038_cc8d0155-5a5b-4646-8d2f-59dc1556e3a5-1536x864.jpg 1536w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/09/1680426917038_cc8d0155-5a5b-4646-8d2f-59dc1556e3a5.jpg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Courtois abbraccia Conte</figcaption></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center has-large-font-size">Difensore destro: Milan Skriniar</h2>



<p></p>



<p>Adattarsi ai codici calcistici e alle esigenze di Antonio Conte non è facile per nessuno, neanche per chi, come <strong>Skriniar</strong>, si era consacrato come uno dei difensori centrali più forti della Serie A tra il 2017 e il 2019. La linea a 3 del nuovo allenatore dell&#8217;Inter<strong> </strong>infatti, crea non poche difficoltà iniziali al mastino slovacco, ben più abituato ad agire nella difesa a 4 di <strong>Spalletti</strong>. Dopo una stagione con più luci che ombre, quello del 2020/21 è forse il miglior <strong>Skriniar </strong>mai visto, per leadership, condizione fisica, insuperabilità (termine da interpretare letteralmente, specie nel girone di ritorno) e presenza nei momenti decisivi, con il gol contro l&#8217;Atalanta<strong> </strong>a fare da pietra miliare del 19° scudetto <em>nerazzurro</em>. Non trovano posto nella top 11 giocatori del calibro di <strong>Azpilicueta</strong> e, soprattutto, di <strong>Barzagli</strong>, la cui resurrezione calcistica con <strong>Conte </strong>in panchina non viene mai celebrata come realmente dovrebbe.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center has-large-font-size">Difensore centrale: Leonardo Bonucci</h2>



<p></p>



<p>Molteplici fattori, tra spigoli caratteriali, scelte di carriera talvolta discutibili, e un declino tecnico post-2021 alquanto fragoroso, hanno in parte ridimensionato la figura di <strong>Bonucci </strong>negli ultimi anni della sua parabola calcistica. Eppure, nonostante per molti costituisca una figura sgradevole, sarebbe anche ora di rendere giustizia a un difensore di livello internazionale, reso tale dal lavoro certosino e artigianale di <strong>Conte</strong>, capace di tirare fuori il meglio da un ragazzo a cui, fin lì, era sempre sembrato mancare il proverbiale centesimo per fare una lira. Pur non avendo lo strapotere atletico di <strong>Barzagli </strong>e le doti da implacabile francobollatore di <strong>Chiellini</strong>, suoi storici fratelli maggiori, <strong>Bonucci </strong>ha assorbito alcune delle migliori qualità dei propri maestri, che a loro volta hanno beneficiato della straordinaria pulizia dei suoi piedi, figli di un passato da mediano. L&#8217;indimenticabile BBC rimane dunque il miglior regalo lasciato in eredità da <strong>Conte </strong>alla Juventus dittatrice degli anni &#8217;10, di cui <em>Bonny</em>, piaccia o meno, rimarrà per sempre uno dei principali volti. </p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img decoding="async" width="1024" height="576" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/09/b89a143e19461b2d6f1e7ccbc92fdbbb4e83dba8.jpg-1024x576.webp" alt="" class="wp-image-21203" style="width:800px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/09/b89a143e19461b2d6f1e7ccbc92fdbbb4e83dba8.jpg-1024x576.webp 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/09/b89a143e19461b2d6f1e7ccbc92fdbbb4e83dba8.jpg-300x169.webp 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/09/b89a143e19461b2d6f1e7ccbc92fdbbb4e83dba8.jpg-768x432.webp 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/09/b89a143e19461b2d6f1e7ccbc92fdbbb4e83dba8.jpg-1536x864.webp 1536w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/09/b89a143e19461b2d6f1e7ccbc92fdbbb4e83dba8.jpg.webp 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Chellini e Bonucci</figcaption></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center has-large-font-size">Difensore sinistro: Giorgio Chiellini</h2>



<p></p>



<p>Non poteva mancare in questa formazione il miglior calciatore italiano nato negli anni &#8217;80 (in compagnia forse del solo <strong>De Rossi</strong>), arrivato a guadagnarsi questo status grazie a un enorme lavoro di automiglioramento, come del resto impongono i sacri dettami del <em>Contismo</em>. Su <strong>Chiellini</strong>, ideale capitano della nostra top XI non c&#8217;è molto da dire che non si sappia già; quando la sua strada si incrocia con quella di <strong>Conte </strong>nel 2011, il centrale <em>pisano </em>ha 27 anni, ed è uno dei pochi punti fermi di una Juventus in piena ricostruzione. La prepotenza e la cattiveria agonistica di <em>Chiello </em>si sposano dunque alla perfezione con l&#8217;idea di calcio del neoallenatore <em>bianconero</em>, che trova in lui il <em>líder máximo </em>della propria difesa a 3, destinata a riscrivere la storia della Serie A per quasi un intero decennio. Pur essendo ancora lontanissimo dai livelli del miglior Chiellini, occorre ugualmente citare un difensore dalle caratteristiche ben diverse, ossia <strong>Alessandro Bastoni</strong>, la cui continua evoluzione, iniziata con <strong>Conte </strong>e proseguita a livelli ancora più alti con <strong>Simone Inzaghi</strong>, rimane più che degna di nota.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center has-large-font-size">Esterno destro: Achraf Hakimi</h2>



<p></p>



<p>Per chi scrive, l<a href="https://gameofgoals.it/2021/05/09/i-cinque-tocchi-di-antonio-conte-per-lo-scudetto-dellinter.html">&#8216;Inter scudettata di <strong>Conte</strong></a>, ancor più del miglior <strong>Lukaku </strong>mai ammirato su un campo di calcio, ha il volto e le sembianze di <strong>Achraf Hakimi</strong>, essenzialmente per due motivi. Il primo è molto semplice, e sta nella breve permanenza del laterale <em>marocchino </em>a Milano, durata soltanto un anno, il che lo rende ancora più legato a quella singola e trionfale annata nella memoria collettiva. Il secondo è invece di natura puramente tecnica, ed è leggermente più articolato; negli ultimi anni infatti, le difficoltà economiche dei <em>nerazzurri </em>hanno causato le cessioni di alcuni dei pezzi più pregiati della rosa, puntualmente rimpiazzati alla perfezione dai dirigenti dell&#8217;Inter. Ecco, <strong>Hakimi </strong>è l&#8217;unica eccezione: i 7 gol e gli 8 assist totalizzati al primo impatto con la Serie A sono cifre spaventose, irraggiungibili per l&#8217;encomiabile <strong>Darmian </strong>come per il fumoso <strong>Dumfries</strong>, e non danno neanche l&#8217;esatta misura del livello dell&#8217;ex Borussia Dortmund nelle giornate di grazia. Con buona pace del trenino svizzero <strong>Lichtsteiner</strong>, la fascia destra di questa squadra è di competenza di <strong>Hakimi</strong>.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center has-large-font-size">Centrocampista centrale: Andrea Pirlo</h2>



<p></p>



<p>I muscoli e la gamba di cui dispone già abbondantemente questo<em> Dream Team</em> non possono prescindere dalla luce portata in dote dalla pietra angolare della Juventus di <strong>Conte</strong>: stiamo ovviamente parlando di <strong>Andrea Pirlo</strong>, che completa dunque il tris di <em>bianconeri </em>a disposizione del nostro focoso allenatore. Quello tra il <em>Maestro </em>e la Juve, a distanza di oltre 10 anni, rimane uno dei matrimoni più felici che il calcio italiano abbia mai celebrato; ad una squadra iper-intensa come quella, costruita a immagine e somiglianza del proprio condottiero, <strong>Pirlo </strong>non avrà aggiunto il <em>foie gras </em>di <strong><a href="https://gameofgoals.it/2021/04/30/omaggio-a-sua-maesta-michel-platini.html">Platini </a></strong>(<strong>Gianni Agnelli </strong>docet), preferendo inondare le zolle del neonato Juventus Stadium di pinot nero, vino preferito del fuoriclasse bresciano. Il monumentale apporto dato da Pirlo alla <em>Vecchia Signora </em>negli anni di <strong>Conte </strong>(3 scudetti consecutivi corredati da altrettanti premi di MVP del campionato) lo rendono senza troppe esitazioni il miglior giocatore mai allenato dal protagonista di questo articolo. </p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center has-large-font-size">Centrocampista centrale: N&#8217;Golo Kanté</h2>



<p></p>



<p>Prima di parlare di uno dei mediani più impattanti e decisivi dell&#8217;ultimo decennio di calcio internazionale, è necessario fare una breve premessa: nessuna esclusione è stata così dolorosa quanto quella di <strong>Arturo Vidal</strong>, forse il centrocampista più <em>contiano </em>che si sia mai visto, ma inarruolabile come <em>juventino </em>per il sopracitato limite di 3 giocatori <em>bianconeri</em>, e ancor di più come <em>interista</em>, essendo giunto a Milano in stato avanzato di bollitura. Spazio dunque per <strong>Kanté</strong>, il quale, tanto per riprendere il paragone iniziato sopra, sarebbe ben felice di essere per <strong>Pirlo </strong>ciò che <strong>Bonini </strong>fu per <strong>Platini</strong>. In pochi, del resto, hanno dimostrato di saper reggere sulle proprie spalle il peso di un&#8217;intera mediana quanto il francese, capace di elevare a livelli siderali il concetto di &#8220;portatore d&#8217;acqua&#8221;. Del resto, il Chelsea tritatutto del 2017 non sarebbe minimamente potuto esistere senza le prestazioni di <strong>Kanté</strong>, eletto giocatore dell&#8217;anno della PFA al termine del campionato. Sull&#8217;onda lunga di questo grande successo (il secondo della sua carriera, dopo l&#8217;assurda Premier League conquistata col Leicester), nel giro di 12 mesi il tascabile mediano parigino si sarebbe poi laureato campione del mondo con la Francia, facendo da guardia del corpo a un altro grande escluso di questa top XI: <strong>Paul Pogba</strong>.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img decoding="async" width="1024" height="576" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/09/21024cc2a8829f2fb8ccacd2004ec7fa496e8ef3.jpg-1024x576.webp" alt="" class="wp-image-21207" style="width:800px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/09/21024cc2a8829f2fb8ccacd2004ec7fa496e8ef3.jpg-1024x576.webp 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/09/21024cc2a8829f2fb8ccacd2004ec7fa496e8ef3.jpg-300x169.webp 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/09/21024cc2a8829f2fb8ccacd2004ec7fa496e8ef3.jpg-768x432.webp 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/09/21024cc2a8829f2fb8ccacd2004ec7fa496e8ef3.jpg-1536x864.webp 1536w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/09/21024cc2a8829f2fb8ccacd2004ec7fa496e8ef3.jpg.webp 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Conte e Kanté</figcaption></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center has-large-font-size">Esterno sinistro: Ivan Perisic</h2>



<p></p>



<p>Ad occupare la fascia sinistra, in un ruolo con meno possibilità di scelta rispetto ad altre zone del campo, trova posto l&#8217;ultimo <em>interista </em>del gruppo, ossia <strong>Ivan Perisic</strong>, ritrovato da <strong>Conte </strong>anche al Tottenham. Il rapporto tra queste due personalità tutt&#8217;altro che accomodanti non nasce esattamente nel migliore dei modi; la discontinuità del <em>croato, </em>e la sua iniziale incompatibilità con il 3-5-2 mal si coniugano con l&#8217;arrivo dell&#8217;allenatore <em>pugliese </em>all&#8217;Inter, che lo gira in prestito al Bayern Monaco. Visti gli scarsi risultati ottenuti in sua assenza con <strong>Biraghi </strong>ed <strong>Ashley Young </strong>tuttavia, <strong>Conte </strong>prova a fare un passo indietro, e sfruttando il mancato riscatto dei <em>bavaresi</em>, mette a segno una delle opere di valorizzazione migliori della propria esperienza <em>nerazzurra</em>, se non addirittura della sua intera carriera. Dopo un periodo di adattamento al nuovo ruolo, <em>Ivan il Cedibile </em>torna ad essere definitivamente <em>Ivan il Terribile</em>, venendo tramutato da puledro bizzoso e incontrollabile in un purosangue puntuale e disciplinatissimo. Non è un caso che il filotto di 11 vittorie di fila con cui l&#8217;Inter mette le mani sul titolo abbia inizio proprio quando <strong>Perisic </strong>ottiene nuovamente il posto da titolare&#8230;</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center has-large-font-size">Ala destra: Son Heung-min</h2>



<p></p>



<p>Nonostante l&#8217;esperienza da allenatore del Tottenham non gli abbia riservato tantissime soddisfazioni, nel nord di Londra Conte ha avuto modo di incrociare la propria parabola con alcuni giocatori di straordinario valore, a partire dal miglior prodotto calcistico della storia dal continente asiatico, ossia <strong>Son Heung-Min</strong>. La presenza di un altro nume tutelare della Premier League in questa formazione lo obbliga a traslocare sulla fascia destra, il che non guasta più di tanto per uno dei pochi calciatori perfettamente ambidestri in circolazione. Il magistrale uso dell&#8217;altro piede da parte dell&#8217;attaccante coreano è perfettamente testimoniato da un&#8217;anomalia statistica, verificatasi nella stagione 2021/22: dei 23 gol messi a segno in quell&#8217;edizione della Premier League (che gli valgono il titolo di capocannoniere, unico giocatore ad esserci mai riuscito sotto la guida tecnica di <strong>Conte</strong>), ben 12 sono stati realizzati col piede sinistro, incluse alcune perle assolute dal punto di vista puramente balistico. La verticalità improntata dall&#8217;allenatore italiano, subentrato a novembre al posto del portoghese <strong>Nuno <strong>Espírito Santo</strong></strong>, esalta al meglio le caratteristiche di <strong>Son</strong>, che vive l&#8217;annata più prolifica della propria eccezionale e sottovalutata carriera. </p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center has-large-font-size">Centravanti: Harry Kane</h2>



<p></p>



<p>Non potevamo certo sfuggire alla tentazione di riunire una delle coppie d&#8217;attacco più affiatate e puntuali sotto rete che il campionato inglese abbia mai visto. Ogni <strong>Son</strong> ha il suo <strong>Kane</strong>, e viceversa, e in fondo fa niente se alla fine della fiera nessuno dei due non ha praticamente mai vinto nulla (oddio, forse qui <strong>Conte </strong>avrebbe qualcosa da ridire). Capace di ridefinire i canoni estetici del centravanti inglese, indossando gradualmente anche le vesti del rifinitore, <strong>Kane </strong>ha fatto dell&#8217;incessante continuità il suo principale punto di forza, a tal punto da rendere quasi &#8220;scontate&#8221; le sue prodezze agli occhi del grande pubblico. Eppure, nella carriera del miglior marcatore della storia del Tottenham, di scontato non c&#8217;è assolutamente nulla. Lo dimostra ad esempio la stagione 2022/23, la seconda di Conte al comando degli <em>Spurs</em>, oltre che l&#8217;ultima di Kane in maglia bianca prima di trasferirsi a peso d&#8217;oro al Bayern Monaco; in una delle annate più sciagurate del recente passato del Tottenham, chiusa fuori dalle coppe europee all&#8217;8° posto, e culminata con l&#8217;esonero di Conte a fine marzo, <em>&#8220;Hurricane&#8221; </em>riesce ugualmente a mettere a segno 30 gol in campionato. Più di <strong>Mbappé </strong>e <strong>Lewandowski</strong>, più di <strong>Lautaro </strong>e <strong>Osimhen</strong>, più di chiunque altro in Europa, a eccezione di un UFO proveniente dalla Norvegia e sbarcato a Manchester per mettere a ferro e fuoco la Premier League con 36 reti. Altro non è che l&#8217;eterno paradosso di <strong>Harry Kane</strong>, la cui grandezza sembra non bastare mai fino in fondo per issarsi sul gradino più alto del podio di una qualunque competizione.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="614" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/09/conte.kane_.tottenham.2021.2022.1400x840-1-1024x614.jpg" alt="" class="wp-image-21211" style="width:800px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/09/conte.kane_.tottenham.2021.2022.1400x840-1-1024x614.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/09/conte.kane_.tottenham.2021.2022.1400x840-1-300x180.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/09/conte.kane_.tottenham.2021.2022.1400x840-1-768x461.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/09/conte.kane_.tottenham.2021.2022.1400x840-1.jpg 1400w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Conte e Kane</figcaption></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center has-large-font-size">Ala sinistra: Eden Hazard</h2>



<p></p>



<p>Solo un giocatore, tra quelli allenati da <strong>Antonio Conte</strong>, potrebbe riuscire a sfrattare un campione del calibro di <strong>Son</strong> dal proprio attico sull&#8217;out di sinistra con una tale naturalezza. L&#8217;unico capace di far vacillare i dogmi del sommo sacerdote del sudore e della fatica in nome del proprio genio pigro e senza tempo, che lo ha reso prima idolo di Stamford Bridge e poi oggetto di scherno del Santiago Bernabeu, avviluppato in una parabola discendente da horror. Il precoce imbolsimento di <strong>Eden Hazard </strong>non deve però far dimenticare di cosa fosse capace nei propri anni migliori, di cui <strong>Conte </strong>è stato artefice oltre che spettatore privilegiato. Reduce dalla peggior stagione della propria carriera fino a quel momento, il fenomeno belga digerisce a fatica i metodi militareschi del nuovo allenatore dei <em>Blues</em>, ma sono una pillola necessaria da ingerire per tornare a volare in campo e a ridurre nuovamente il gap con i primissimi giocatori al mondo. Nelle due stagioni insieme a <strong>Conte</strong>, in cui è la primaria fonte creativa del sopracitato Chelsea da 93 punti del 2016/17, <strong>Hazard </strong>contribuisce a quasi 50 gol tra reti e assist, senza contare un inquantificabile numero di giocate senza alcun senso logico. </p>



<p></p>



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<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Guardiola: &quot;Conte maestro di tattica&quot;" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/DtUB4KxkJHU?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div><figcaption class="wp-element-caption">Gli elogi di un collega&#8230; (e che collega!) ad Antonio Conte</figcaption></figure>
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		<title>Oltre i limiti e i pregiudizi: chi è stato Giorgio Chiellini</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Tommaso Ciuti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Dec 2023 06:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pedatori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina: Giorgio Chiellini con il trofeo dell&#8217;Europeo Era tanto tempo che avevo in mente di scrivere due righe su Giorgio Chiellini e il [&#8230;]</p>
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<p class="has-text-align-right"><em>Immagine di copertina: Giorgio Chiellini con il trofeo dell&#8217;Europeo</em></p>



<p class="has-drop-cap">Era tanto tempo che avevo in mente di scrivere due righe su <strong>Giorgio</strong> <strong>Chiellini</strong> e il suo annuncio di ritiro dal calcio giocato mi ha dato finalmente l&#8217;opportunità di farlo. Tra i numerosi elogi di chi ha condiviso il campo con lui &#8211; insieme o contro &#8211; per tanti anni, tra i complimenti e i riconoscimenti di chi l&#8217;ha amato, tifato o semplicemente ammirato, spuntano, in misura relativamente minore, anche commenti maliziosi di chi non l&#8217;ha mai amato e di chi ha sempre avuto un certo pregiudizio su di lui, sin dagli albori. Naturalmente ogni critica, purché fondata e fatta con intelligenza, è legittima e il calcio non fa eccezione. <strong>Chiellini</strong> però rientra in quel novero di giocatori su cui da anni si infrangono critiche di natura &#8220;tecnica&#8221;, mosse da diversi motivi. Escludendo subito i fattori di tifo &#8211; criticare o esaltare un giocatore a seconda del fatto che indossi o meno una determinata maglia è infantile e piuttosto triste &#8211; vorrei provare ad elencare le frasi più comuni che ho sentito dire sul conto di <strong>Chiellini</strong> in questi anni e discuterle, o quanto meno contestualizzarle.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/12/BBC-juve-1024x683.webp" alt="" class="wp-image-16602" width="762" height="508" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/12/BBC-juve-1024x683.webp 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/12/BBC-juve-300x200.webp 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/12/BBC-juve-768x512.webp 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/12/BBC-juve-1536x1024.webp 1536w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/12/BBC-juve.webp 2048w" sizes="(max-width: 762px) 100vw, 762px" /><figcaption class="wp-element-caption">Barzagli, Bonucci e Chiellini: la famigerata BBC bianconera</figcaption></figure>



<p></p>



<h2 class="has-text-align-center wp-block-heading">«Chiellini ha i piedi storti»</h2>



<p></p>



<p>Frase semplice e lapidaria, che evidenzia come la tecnica ed il tocco di <em>Giorgione</em> non siano esattamente quelli di <strong>Franz</strong> <strong>Beckenbauer</strong>, anche se nella seconda parte della carriera si è notevolmente impegnato a cercare di limare i difetti appariscenti: occasionalmente sono scaturiti gol e persino assist, anche con il piede debole. Tuttavia è palese che <strong>Chiellini</strong> non sia un giocatore da impostazione, come ad esempio lo è il suo amico e sodale <strong>Bonucci</strong>, che però non ha minimamente le qualità del livornese per quanto riguarda la marcatura ed il corpo a corpo, peculiarità fondamentali nella scuola difensiva italiana e soprattutto nel ruolo degli stopper. Vorrei fare un paragone con altri due grandi difensori che godono a vario titolo di ben altra considerazione presso il pubblico italiano medio: <strong>Pietro</strong> <strong>Vierchowod</strong> e <strong>Carles</strong> <strong>Puyol</strong>. Due grandi difensori puri, rocciosi e tignosi, giustamente e amati ed esaltati. Per il loro tocco di palla? Certamente no. E allora perché per quanto riguarda <strong>Chiellini</strong> il tocco vellutato deve diventare la voce principale per valutarlo?</p>



<p></p>



<h2 class="has-text-align-center wp-block-heading">«È grezzo, sgraziato e poco elegante»</h2>



<p></p>



<p>Critica gemella e sovrapponibile alla prima. Personalmente rivendico un approccio &#8220;funzionalista&#8221; tipicamente italiano, mi spiego meglio: senza nulla togliere agli approcci rivoluzionari delle correnti di pensiero che sulla falsa riga del <a href="https://gameofgoals.it/2022/10/26/utopia-74-lolanda-di-michels-e-cruijff-e-quella-sconfitta-che-ha-cambiato-la-storia.html">cruijffismo</a> e del <a href="https://gameofgoals.it/2022/04/19/grandezza-e-limiti-del-guardiolismo.html">guardiolismo</a> &#8211; e per certi versi anche del <a href="https://gameofgoals.it/2020/10/27/sacchi-genio-o-sopravvalutato.html">sacchismo</a>, seppur con distinguo importanti rispetto agli altri due &#8211; che vogliono la partecipazione dei difensori alla manovra ed alla costruzione offensiva mediante l&#8217;uso della tecnica, <strong>Chiellini</strong> è a pieno titolo un esponente del calcio nostrano &#8220;pane e salame&#8221;: prima si difende, si neutralizza il pericolo, si disarma l&#8217;avversario, si raggiunge il fine; poi si pensa al resto. E funziona? Certo che sì. I titoli &#8211; in patria e fuori &#8211; sono arrivati, le finali pure, e neanche poche. Con questo non si vuole ovviamente sostenere che esista un unico metodo per vincere, ce ne sono stati diversi &#8211; dall&#8217;Ajax di <strong>Krol</strong> con il piede morbido e la visione di gioco fino ad arrivare a <strong>Koeman</strong> e a <strong>Cancelo</strong> terzino sulla carta ma tuttocampista de facto &#8211; e tutti validi e legittimi, ma le vittorie del calcio italiano nelle sue sfumature di nazionali e di club hanno spesso avuto la voce decisiva della solidità e dell&#8217;efficacia difensiva.</p>



<p></p>



<h2 class="has-text-align-center wp-block-heading">«È un giocatore falloso»</h2>



<p></p>



<p>Anche qui, agganciandomi a quanto ho detto nei punti precedenti, non nego che <strong>Chiellini</strong> fosse un giocatore che, per dirla in gergo, &#8220;faceva sentire i tacchetti&#8221;. Il suo impeto guerriero, spesso accompagnato da una vistosa fasciatura in testa dovuta ai segni della battaglia, lo portava spesso a scontri fisici con gli avversari, a corpo a corpo e a contrasti aerei. <strong>Chiellini</strong> era irruento, entrava duro, entrava sporco, ma era sostanzialmente leale e non interveniva per fare male, a differenza di altri, nostrani e non (si dice il peccato, ma non il peccatore). <a href="https://gameofgoals.it/2023/06/24/non-avrai-altro-dio-allinfuori-di-me-zlatan-ibrahimovic-la-grande-anomalia-del-nuovo-millennio.html"><strong>Zlatan</strong> <strong>Ibrahimovic</strong></a> ed <strong>Edinson</strong> <strong>Cavani</strong>, che hanno spesso duellato con lui, confermano questa versione: «È davve­ro difficile giocare contro di lui, non ti lascia spazio, non ti fa re­spirare… Ma <em>Chiello</em> mi piace, è leale, un combattente vero. Fra noi due ci sono sempre stati bel­lissimi duelli» così parlò <strong>Zlatan</strong>, mentre il centravanti sudamericano disse: «Mi piaceva fare la battaglia con Chiellini. Era un calciatore tosto, difficile da affrontare, aggressivo. Un esempio di italianità. E a me piacciono difensori così». Ci sono altri &#8220;nemici&#8221; che negli anni hanno tessuto le lodi del difensore toscano: da <a href="https://gameofgoals.it/2022/05/27/dimmi-jose-trionfi-ed-eccessi-dello-special-one.html"><strong>José</strong> <strong>Mourinho</strong></a> «Chiellini e Bonucci dovrebbero andare ad Harvard a tenere un corso su come fare i difensori centrali» a <strong>Walter</strong> <strong>Mazzarri</strong> «Io stravedo per Chiellini, è un giocatore ormai universale, una forza della natura, che ogni allenatore vorrebbe in squadra».</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="621" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/12/chiellini-mourinho-roma-1024x621.webp" alt="" class="wp-image-16601" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/12/chiellini-mourinho-roma-1024x621.webp 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/12/chiellini-mourinho-roma-300x182.webp 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/12/chiellini-mourinho-roma-768x466.webp 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/12/chiellini-mourinho-roma.webp 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Chiellini e Mourinho: il tecnico portoghese è sempre stato un estimatore del difensore italiano</figcaption></figure>



<p></p>



<h2 class="has-text-align-center wp-block-heading">«È un giocatore che ha vinto solo perché protetto da compagni forti»</h2>



<p></p>



<p>Innanzitutto credo che si debbano analizzare i vari cambiamenti tattici di cui è stato protagonista <strong>Chiellini</strong>. Nato terzino sinistro, ha iniziato ad entrare in confidenza con il ruolo di difensore centrale negli anni della Juventus di <strong>Ranieri</strong>, dove &#8211; spostato al centro in coppia con <strong>Legrottaglie</strong> per tamponare una situazione d&#8217;emergenza &#8211; ha progressivamente fatto suo il ruolo con ottimi risultati, portando a casa un terzo ed un secondo posto durante la dittatura interista ed entrando nel giro della nazionale. L&#8217;arrivo di <strong>Antonio</strong> <strong>Conte</strong> comporta l&#8217;utilizzo di <strong>Chiellini</strong> come terzino sinistro del 4-2-4 e del 4-3-3 per pochi mesi, fino al definitivo 3-5-2 che segnerà l&#8217;era di trionfi bianconeri. Re Giorgio ha vissuto a pieno titolo e da protagonista i trionfi in carriera e, se è vero che i campioni davanti hanno fatto la differenza, è innegabile che la solidità difensiva sia stata un&#8217;impronta indelebile nel grande ciclo della Juventus, e anche della nazionale azzurra.</p>



<p></p>



<h2 class="has-text-align-center wp-block-heading">«In campionato ha vinto tanto, ma fuori ha palesato i suoi limiti»</h2>



<p></p>



<p>Niente di più falso. Nonostante non sia mai arrivata una vittoria in una finale di Champions League, il &#8220;limitato <strong>Chiellini</strong>&#8221; (!) è arrivato in fondo in tornei internazionali in ben quattro occasioni: due con la nazionale e due con la Juventus. Negli Europei 2012 gioca un buon torneo dando il suo contributo, in finale si infortuna e purtroppo l&#8217;Italia affonda. Nella finale di Berlino 2015 è assente per infortunio, dopo un torneo in crescendo concluso con due grandi prestazioni di sudore e sacrificio contro il temibile Real Madrid in semifinale, e si sprecano i &#8220;what if?&#8221;. Nel 2017 è protagonista della miglior difesa della Champions League &#8211; solo un gol preso nella fase ad eliminazione diretta, 180 minuti di porta inviolata contro il Barcellona di <strong>Messi</strong>, <strong>Neymar</strong> e <strong>Suarez</strong> &#8211; e il tracollo del secondo tempo di Cardiff è ascrivibile a motivi che esulano dalla semplice &#8220;solidità difensiva&#8217;. Il trionfo di Euro 2021 &#8211; <a href="https://gameofgoals.it/category/calcio-attuale/euro-2021">ampiamente commentato da me su questo sito</a> &#8211; parla da solo. Oltre a questo, ci sono diverse grandi prestazioni, a partire da Italia-Spagna del lontano Europeo 2008, fino ad arrivare alle cerniere difensive nelle partite contro Manchester United, Tottenham, Atletico Madrid, senza dimenticare le commoventi prestazioni di Euro 2016, specie tra Spagna (con tanto di gol) e Germania.</p>



<p></p>



<p>Ne ho lette anche altre &#8211; di tenore più o meno diverso &#8211; che non sto qua a riportare, ma dettate tutte da pregiudizio ed idiosincrasia. Giorgio Chiellini è stato un difensore solido, affidabile, efficace e con una lunga carriera. Certamente i limiti tecnici rimangono &#8211; se avesse avuto piedi più educati, alla Sergio Ramos per intenderci, avrebbe potuto essere ancora più forte &#8211; e siamo distanti da mostri sacri come <strong>Figueroa</strong> e <strong>Moore</strong>. Non ho dubbi nel collocarlo nella cerchia dei migliori stopper puri italiani, nella scia di <a href="https://gameofgoals.it/2021/08/05/i-dieci-comandamenti-azzurri-di-fabio-cannavaro.html"><strong>Fabio</strong> <strong>Cannavaro</strong></a>, un altro che nelle trincee difensive si esaltava e dava il meglio di sé.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><br>«Chiellini sembra un cattivo delle favole, con la sua faccia ruvida e burbera. Assomiglia a un orco, ma in realtà ha un cuore d’oro […] Alto e magro, pieno di graffi e lividi da una lunga carriera nel bel mezzo dell’azione, Chiellini si è rotto il setto nasale cinque volte in 10 anni con la Juventus. Il suo viso è pieno di cicatrici e ferite e il suo aspetto ruvido potrebbe facilmente dare l’impressione che abbia 50 anni. Ma le sue esibizioni dimostrano che c’è ancora molta vita in quelle gambe. Kane si prepari ad affrontare probabilmente il miglior difensore del calcio mondiale al momento».</p>
<cite>Il commento degli inglesi prima della finale degli ultimi Europei tra Italia e Inghilterra</cite></blockquote>



<p></p>



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<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Re Giorgio CHIELLINI, simbolo di JUVENTINITÀ e difesa MADE IN ITALY©️ | Serie A TIM | DAZN" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/XYr0FvFhZvg?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<p></p>



<p></p>
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			</item>
		<item>
		<title>I 20 più grandi difensori centrali europei dell&#8217;epoca televisiva</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2022/03/08/i-20-piu-grandi-difensori-centrali-europei-dellepoca-televisiva.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Buffoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Mar 2022 14:58:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Classifiche]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Analisi e classifica a cura di FRANCESCO BUFFOLI e TIZIANO CANALE La figura del difensore centrale appartiene alla nostra mitologia e per un certo periodo [&#8230;]</p>
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<p class="has-text-align-right"><em>Analisi e classifica a cura di</em><strong> FRANCESCO BUFFOLI </strong><em>e</em><strong> TIZIANO CANALE</strong></p>



<p class="has-drop-cap">La figura del difensore centrale appartiene alla nostra mitologia e per un certo periodo è stata quasi la traduzione calcistica del concetto di Italia – giusto la Germania pareva in grado di tenere botta: ecco perché questa graduatoria è satura di azzurri. Se infatti i sudamericani hanno regalato al mondo un numero superiore di talenti offensivi, noi rimontiamo fino quasi ad azzerare ogni divario grazie alla straordinaria quantità e qualità dei grandi difensori nati nel nostro paese, molti dei quali non possono figurare in graduatoria solo per ragioni di spazio.</p>



<p>Ciò premesso, sarebbe in ogni caso ingeneroso sottovalutare il contributo di altre scuole europee capaci di sfornare centrali di valore mondiale, e infatti in questa top 20 non mancano olandesi, spagnoli e inglesi.</p>



<p>Per ragioni di comodità, poiché la distinzione tra libero e stopper appartiene alla nostra tradizione ma non fa parte del bagaglio tecnico di altri paesi, e poiché con la modernità spesso la differenza tra le due funzioni si è assottigliata fino quasi ad annullarsi, abbiamo preferito preparare una lista unica.</p>



<p>Ai nomi citati si aggiungono numerosi esclusi di lusso, che verranno menzionati in calce al pezzo.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">20) Giorgio Chiellini</h3>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/03/2b7b6d051cb8218bcb544a9700bc0c96-63082-95723157c8ebcac4750156d2b21ac04e.jpg" alt="" class="wp-image-10234" width="506" height="284" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/03/2b7b6d051cb8218bcb544a9700bc0c96-63082-95723157c8ebcac4750156d2b21ac04e.jpg 570w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/03/2b7b6d051cb8218bcb544a9700bc0c96-63082-95723157c8ebcac4750156d2b21ac04e-300x168.jpg 300w" sizes="(max-width: 506px) 100vw, 506px" /></figure></div>



<p></p>



<p>Uno degli ultimi grandi stopper moderni, insieme a <strong>Godin</strong>.<br>Chiellini nasce come terzino sinistro, ma è nel ruolo di difensore centrale che raggiunge una dimensione internazionale nel corso degli anni. La sua efficacia è inversamente proporzionale alla sua eleganza: Giorgio infatti non ha certamente pulizia negli interventi&#8230;ma quanto conta davvero? Lo stopper deve essere prima di tutto efficace, insuperabile: il resto è qualcosa di poco utile o che cattura lo sguardo.<br><strong>Chiellini</strong> è il punto fermo della Juventus e della nazionale Italiana per oltre un decennio, in cui vince (quasi) tutto da protagonista: scudetti, coppe nazionali, europei. In grado di disimpegnarsi con eguale bravura si in una difesa a tre che a quattro, Giorgio si è distinto per la sua grande forza fisica, senso della posizione e tenacia ed ha formato, insieme a Bonucci, una delle coppie difensive meglio assortite degli ultimi anni.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">19) Velibor Vasović</h3>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/03/VELIBOR-VASOVIC-AJAX-PANA-1971-770x375-1.jpg" alt="" class="wp-image-10235" width="625" height="304" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/03/VELIBOR-VASOVIC-AJAX-PANA-1971-770x375-1.jpg 770w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/03/VELIBOR-VASOVIC-AJAX-PANA-1971-770x375-1-300x146.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/03/VELIBOR-VASOVIC-AJAX-PANA-1971-770x375-1-768x374.jpg 768w" sizes="(max-width: 625px) 100vw, 625px" /></figure></div>



<p></p>



<p>Ricorre proprio in questi giorni il ventesimo anniversario della scomparsa di quello che riteniamo il miglior regista difensivo di origini jugoslave, una colonna del<strong> </strong>Partizan Belgrado (con il quale sfiora la <a href="https://gameofgoals.it/2016/09/22/1966-finale-real-madrid-partizan-belgrado-2-1.html">Coppa dei Campioni nel 1966, segnando pure in finale</a>), della nazionale jugoslava e poi del grande<strong> </strong>Ajax in ascesa, con il quale nel <a href="https://gameofgoals.it/2017/05/28/1971-finale-ajax-panathinaikos-2-0.html">1971 vince la Coppa da capitano</a>, prima di appendere – prematuramente – le scarpette al chiodo, a causa di problemi di asma. Velibor era un difensore completo, grintoso al punto giusto ma soprattutto dotato di due piedi degni dei grandi talenti jugoslavi, con i quali sapeva raffinare la manovra, muovendosi come un vero e proprio regista; il jugoslavo era il giocatore di trama e ordito, almeno nella metà campo difensiva, e questo gli ha consentito di calzare l&#8217;avveniristico spartito degli ajacidi come un guanto.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">18) Sergio Ramos</h3>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/03/fbl-esp-liga-real-madrid-getafe-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-10236" width="500" height="325" /><figcaption> (Photo by GABRIEL BOUYS/AFP via Getty Images)</figcaption></figure></div>



<p>Quello del centrale spagnolo &#8211; attualmente al PSG &#8211; è un caso strano, di difficile collocazione.<br>Secondo me <strong>Ramos </strong>non ha le qualità di stopper puro per rientrare in una classifica simile (bravo in marcatura ma ha cali di concentrazione, non è perfetto nel posizionamento) ma se guardiamo il giocatore nel complesso&#8230; beh, allora ci sta. Pochi difensori nella storia sono stati così decisivi.<br>Autore di oltre 100 goal, di cui molti decisivi, <strong>Ramos</strong> è stato spesso e volentieri il giocatore in più&nbsp;della nazionale spagnola e del Real Madrid. A doti atletiche di prim&#8217;ordine, aggiunge una straordinaria bravura nel gioco aereo, sua arma preferita sui calci piazzati. <strong>Ramos</strong> viene premiato quindi perché il mio focus va su uno dei criteri più importanti per valutare un giocatore, ovvero la capacità di essere decisivo quando il gioco si fa duro; in questo<strong> Ramos</strong> ha pochi rivali. Avesse avuto migliori qualità difensive sarebbe stato sicuramente molto più in alto in questa classifica.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">17) Laurent Blanc</h3>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/03/item_4_1596.jpg" alt="" class="wp-image-10237" width="487" height="274" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/03/item_4_1596.jpg 601w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/03/item_4_1596-300x169.jpg 300w" sizes="(max-width: 487px) 100vw, 487px" /></figure></div>



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<p>Crediamo che in graduatoria meriti di accomodarsi il gigante francese, colonna e cervello del reparto arretrato di Montpellier, Olympique Marsiglia, Inter e soprattutto della sua nazionale, della quale è stato simbolo, leader e capitano durante la Belle Époque a cavallo tra i due millenni. Abilissimo nel gioco aereo, grazie al fiuto e al vantaggio assicuratogli dalla statura, <strong>Blanc</strong> possedeva anche la classe del regista e l&#8217;intuito/ la capacità di lettura del libero italiano classico, doti con cui compensava una certa lentezza. Se l&#8217;inizio di carriera, pur confortante, non sembra poterlo avvicinare a certi mostri sacri del passato, la poderosa crescita della seconda metà degli anni &#8217;90, culminata nella doppietta <a href="https://gameofgoals.it/2016/02/26/1998-finale-francia-brasile-3-0.html">mondiale</a>-europeo e in un due stagioni impeccabili nella Milano nerazzurra, lo annoverano di diritto tra i migliori registi difensivi europei di sempre.</p>



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<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">16) Jaap Stam</h3>



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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/03/1-pend-46629main_gallery-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-10238" width="602" height="339" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/03/1-pend-46629main_gallery-1024x576.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/03/1-pend-46629main_gallery-300x169.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/03/1-pend-46629main_gallery-768x432.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/03/1-pend-46629main_gallery-1536x864.jpg 1536w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/03/1-pend-46629main_gallery.jpg 1600w" sizes="(max-width: 602px) 100vw, 602px" /></figure></div>



<p></p>



<p>Se domani dovessi andare al fronte e chiedessero di portarmi dietro qualcuno sceglierei senz&#8217;altro lui.<br>Fisico da corazziere, sguardo truce, <strong>Stam</strong> è cattiveria pura (chiedere al povero <strong>Colonnese</strong>, che ha ancora gli incubi), non ha paura di nessuno, in campo è una Roccia. Ha una straripante forza fisica che lo rende un ostacolo quasi insormontabile per qualunque avversario, è bravo nell&#8217;anticipo e dominante nel gioco aereo. I detrattori ne contestano le scarse capacità tecniche e il fatto che il sinistro lo usasse solo per salire sul tram (vediamo chi indovina la citazione), ma nel corso della sua carriera <strong>Stam</strong> viene reputato come uno stopper formidabile, specie negli anni tra Lazio e United. Verso la fine della carriera approda in rossonero dove &#8211; seppur in fase calante &#8211; fa ancora vedere di che pasta è fatto. Nel corso degli anni si è anche disimpegnato come terzino destro con discreti risultati.</p>



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<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">15) Pietro Vierchowod</h3>



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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/03/EVFH8hsXQAEwppW.jpg" alt="" class="wp-image-10239" width="444" height="444" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/03/EVFH8hsXQAEwppW.jpg 640w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/03/EVFH8hsXQAEwppW-300x300.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/03/EVFH8hsXQAEwppW-150x150.jpg 150w" sizes="(max-width: 444px) 100vw, 444px" /></figure></div>



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<p>Lo Zar &#8211; soprannome dovuto alle sue origini sovietiche, il papà, nato a Kiev, era un soldato dell&#8217;Armata Rossa &#8211; rappresenta, secondo me, il prototipo dello stopper perfetto.<br>Grande potenza fisica, velocità, continuità di rendimento fuori dal comune, la giusta dose di cattiveria, <strong>Vierchowod</strong> è il punto fermo della Sampdoria per oltre un decennio, e riesce ad imporsi da subito nella Roma scudettata &#8217;83, pur disputando una sola stagione in maglia giallorosso. Al top è veramente insuperabile, è l&#8217;incubo per qualunque centravanti perché non ha punti deboli. Non ha grande tecnica &#8211; è vero &#8211; e ogni tanto sbaglia qualche passaggio, ma lo stopper è prima di tutto un baluardo difensivo, un muro, e in questo non ha rivali. Ha un rapporto difficile con la nazionale. Prese parte per intero al solo mondiale &#8217;86, nel &#8217;90 giocò solo tre partite e all&#8217;epoca di <strong>Sacchi</strong> rifiutò di fare da riserva al milanista <strong>Costacurta</strong> ai mondiali del &#8217;94 autoescludendosi di fatto dalla spedizione azzurra negli Stati Uniti. Di <strong>Vierchowod</strong> &#8211; oltre alle grandi doti difensive &#8211; voglio premiare anche la sua costanza di rendimento: da giocatore attraversa ben tre decenni di cui 2 da grande protagonista.</p>



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<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">14) Miodrag Belodedici</h3>



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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/03/IMG_15032020_153157_1024_x_1024_pixel-1024x1024.jpg" alt="" class="wp-image-10240" width="529" height="529" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/03/IMG_15032020_153157_1024_x_1024_pixel.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/03/IMG_15032020_153157_1024_x_1024_pixel-300x300.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/03/IMG_15032020_153157_1024_x_1024_pixel-150x150.jpg 150w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/03/IMG_15032020_153157_1024_x_1024_pixel-768x768.jpg 768w" sizes="(max-width: 529px) 100vw, 529px" /></figure></div>



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<p>Il &#8220;Baresi danubiano&#8221;, statuario &#8220;libero&#8221; rumeno di chiare origini jugoslave, è a nostro parere uno dei giocatori più sottovalutati di ogni epoca, e non solo nel suo ruolo. Elegantissimo, dotato di due piedi magici, concentrato, carismatico, il centrale ha guidato con la precisione di un telecomando il reparto difensivo della grande<strong> </strong>Steaua Bucarest della seconda metà degli anni &#8217;80, con cui ha fatto incetta &#8211; da assoluto uomo chiave – di titoli nazionali e di imprese internazionali, tra le quali spicca la prima <a href="https://gameofgoals.it/2019/03/27/1986-finale-steaua-bucarest-barcellona-2-0-dcr-0-0.html">Coppa dei Campioni</a> portata oltre la Cortina di ferro, nel 1986. Le stagioni seguenti, <strong>Miodrag Belodedici</strong> si conferma come uno dei centrali difensivi più talentuosi e affidabili, sia in patria che sui più prestigiosi palcoscenici europei, prima di trasferirsi nella sua seconda casa (Belgrado) e imporsi come colonna portante anche della Stella Rossa, temperando l&#8217;estro anarchico degli altri fuoriclasse e stabilizzando il reparto difensivo. Dopo <a href="https://gameofgoals.it/2019/12/15/1991-finale-stella-rossa-olympique-marsiglia-5-3-dcr-0-0.html">aver vinto per la seconda volta il più prestigioso titolo europeo per club</a>, <strong>Belodedici</strong> delizia prima i tifosi spagnoli e poi quelli di tutto il mondo durante il trionfale mondiale americano, laddove la sua Romania si impone come la squadra più spettacolare del torneo e sfiora le semifinali.</p>



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<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">13) Carles Puyol</h3>



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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/03/Puyol-1.jpg" alt="" class="wp-image-10241" width="520" height="324" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/03/Puyol-1.jpg 570w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/03/Puyol-1-300x187.jpg 300w" sizes="(max-width: 520px) 100vw, 520px" /></figure></div>



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<p>Nel Barcellona tecnico e iperfluido di <strong>Guardiola</strong> (e, ancora prima, di <strong>Rijkaard</strong>) <strong>Puyol</strong> è sempre stato il punto di riferimento difensivo. Carles è un leader nato, un giocatore carismatico, che ha &#8211; secondo me &#8211; qualcosa in comune con il nostro <strong>Cannavaro</strong>, pur non arrivando alle sue vette. Entrambi relativamente piccoli, esplosivi, bravi nel gioco aereo, dotati di grande carisma e &#8211; soprattutto &#8211; in grado di dare il meglio di sé quando il gioco si fa duro.&nbsp; Questo è Puyol, uno che secondo<strong> Franco Bares</strong>i &#8220;<em>mette la faccia&nbsp;dove qualcuno avrebbe paura a mettere il piede</em>&#8220;.&nbsp;Difensore grintoso e senza paura, <strong>Puyol</strong> è &#8211; secondo me &#8211; il più grande stopper puro della storia del calcio spagnolo e uno tra i migliori esponenti del ruolo in senso assoluto.</p>



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<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">12) Fernando Hierro</h3>



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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/03/fernando-jerro-biografiya-i-foto_1.jpg" alt="" class="wp-image-10242" width="322" height="439" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/03/fernando-jerro-biografiya-i-foto_1.jpg 343w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/03/fernando-jerro-biografiya-i-foto_1-220x300.jpg 220w" sizes="(max-width: 322px) 100vw, 322px" /></figure></div>



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<p><strong>Hierro</strong> è con ogni probabilità il miglior &#8220;libero&#8221; spagnolo di ogni epoca – ci perdoni il poderoso <strong>Piqué</strong>. Giocatore piuttosto simile, per mole e movenze, a <strong>Laurent Blanc</strong>, alle pure abilità difensive del francese aggiungeva un passo diverso, maggiore mobilità e soprattutto la capacità di bucare la rete avversaria con la costanza appannaggio dei trequartisti, se non degli attaccanti di professione. Rigorista letale ma soprattutto straordinario finalizzatore sui calci di punizione, <strong>Hierro</strong>, specie in giovane età, aveva anche il passo del centrocampista, e questo gli consentiva di trasportare nella modernità la figura del libero a tutto campo – chi scrive ha ancora negli occhi un gol segnato a Usa &#8217;94, quando semina avversari e si invola verso la porta avversaria alla maniera di una fantasista. <em>El Mariscal</em> ha vissuto le stagioni migliori a Madrid, dove ha incamerato da protagonista chiave diversi titoli nazionali e internazionali, ergendosi spesso una spanna sopra compagni e avversari, come nel corso della spigolosa e combattuta finale di Amsterdam del 1998, quando non ha lasciato passare uno spiffero d&#8217;aria e ha impostato il gioco come un regista puro. Con oltre 170 reti, <strong>Hierro</strong> è inoltre uno dei difensori più prolifici della storia.</p>



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<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">11) Karlheinz Förster</h3>



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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/03/8964_med_karlheinz_foerster.jpg" alt="" class="wp-image-10243" width="338" height="459" /></figure></div>



<p></p>



<p>Il centrale tedesco gode di grandissima considerazione in patria, dove è reputato insieme a <strong>Jürgen Kohler</strong>, uno dei migliori centrali della storia del calcio tedesco. Superbo in marcatura, grandioso nel gioco aereo, il suo punto di forza era però costituito dalla sua fantastica capacità di leggere l&#8217;azione difensiva e dalle doti da leader. Giocatore simbolo dello Stoccarda, nel 1982 vinse il premio di giocatore tedesco dell&#8217;anno. Con la nazionale si guadagnò due argenti mondiali (<a href="https://gameofgoals.it/2014/07/29/1982-finale-italia-germania-ovest-3-1.html">&#8217;82</a> e<a href="https://gameofgoals.it/2015/05/22/1986-finale-argentina-germania-ovest-3-2.html"> &#8217;86</a>), mentre nel 1980 prese parte al vittorioso Europeo disputato in Italia,&nbsp;dove &#8211; nonostante la giovane età (22 anni) &#8211; disputò tutte le partite, neutralizzando in finale il temibile belga <strong>Jan Ceulemans</strong>. La sua carriera è abbastanza breve &#8211; neanche 14 anni &#8211; ma il suo rendimento è sempre altissimo: ha tutte le qualità per far parte di un top 10 del ruolo.</p>



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<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">10) Ronald Koeman</h3>



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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/03/fcbarcelona-1024x640.jpg" alt="" class="wp-image-10244" width="747" height="467" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/03/fcbarcelona-1024x640.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/03/fcbarcelona-300x188.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/03/fcbarcelona-768x480.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/03/fcbarcelona.jpg 1200w" sizes="(max-width: 747px) 100vw, 747px" /></figure></div>



<p></p>



<p>Altro giocatore possente e all&#8217;apparenza pesante, ma eccezionale per fiuto e letture difensive, nonché, soprattutto, dotato di un cannone al posto del piede destro, <em>Rambo</em><strong> Koeman</strong> è a parere di chi scrive uno dei più grandi registi difensivi non solo della sua epoca, ma di tutto il &#8216;900. Nelle stagioni migliori, il centrale olandese segnava come gli attaccanti di professione (21 reti nella memorabile stagione &#8217;87-&#8217;88, culminata nella <a href="https://gameofgoals.it/2019/07/19/1988-finale-psv-eindhoven-benfica-6-5-dcr-0-0.html">conquista della Coppa delle grandi orecchie</a> e del campionato olandese) ed era la cerniera del reparto arretrato, che comandava con l&#8217;autorità e la lucidità del grande libero classico. Se il 1988 è il suo anno d&#8217;oro, anche per il successo da coprotagonista nel torneo europeo per nazionali, il suo letale piede destro e il suo carisma sono la colonna portante anche del Dream Team di <strong>Johan Cruijff</strong>, al quale regala la prima, agognata <a href="https://gameofgoals.it/2019/12/29/1992-finale-barcellona-sampdoria-1-0-dts.html">Coppa dei Campioni</a>. A fine carriera <em>Rambo</em> consuma il grande tradimento del suo PSV, arruolandosi tra le fila del Feyenoord dopo la lunga militanza catalana e chiudendo in modo brillante una carriera straordinaria.</p>



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<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">9) Jürgen Kohler</h3>



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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/03/kohler-1.jpg" alt="" class="wp-image-10245" width="651" height="636" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/03/kohler-1.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/03/kohler-1-300x293.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/03/kohler-1-768x751.jpg 768w" sizes="(max-width: 651px) 100vw, 651px" /></figure></div>



<p></p>



<p>Insieme a <strong>Förster</strong>, <strong>Kohler</strong> è considerato uno dei più grandi difensori centrali della storia del calcio tedesco.<br>Parliamo di un centrale dominante che ha avuto la capacità e la forza mentale di affinare la propria tecnica nel corso degli anni: dall&#8217;essere uno stopper rude e sgraziato (in patria lo chiamavano&nbsp;<em>Eisenfuss</em>, piede di ferro) diventa un centrale di sicuro affidamento anche dal punto di vista tecnico. I suoi punti di forza sono la grande forza fisica, la buona velocità nonostante la stazza, la sua determinazione, sue fantastiche doti in marcatura e la sua abilità nell&#8217;anticipo. Fu uno dei pochi difensori della sua epoca a fermare in più di un&#8217;occasione un certo <strong>Marco van Basten</strong>.<br><strong>Kohler</strong> è stato anche il leader difensivo della nazionale tedesco a cavallo tra gli anni &#8217;80 e &#8217;90.</p>



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<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">8) Alessandro Nesta</h3>



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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/03/alessandro-nesta-milan-1610446800-54439.jpg" alt="" class="wp-image-10246" width="635" height="355" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/03/alessandro-nesta-milan-1610446800-54439.jpg 1002w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/03/alessandro-nesta-milan-1610446800-54439-300x168.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/03/alessandro-nesta-milan-1610446800-54439-768x429.jpg 768w" sizes="(max-width: 635px) 100vw, 635px" /></figure></div>



<p></p>



<p>Tra i migliori difensori italiani di sempre, <strong>Nesta</strong> è un centrale difensivo elegante ed efficace allo stesso tempo. Ha un inusuale eleganza palla al piede ma non ha mai avuto la capacità o la visione di gioco per comandare la linea difensiva da un punto di vista tecnico. Parliamo di un giocatore forte fisicamente, pulito negli interventi, intelligente, dotato &#8211; nonostante i numerosi infortuni &#8211; di un&#8217;ottima continuità di rendimento a livello di club e &#8211; purtroppo &#8211; di altrettanta sfortuna in nazionale, dove non è quasi mai riuscito a rendersi protagonista come avrebbe meritato. Già in giovane età, alla Lazio, gode di ampia considerazione: è un predestinato ed un idolo della tifoseria. Il suo passaggio al Milan &#8211; a seguito di non poche polemiche &#8211; lo consacra a livello internazionale come un fuoriclasse assoluto del ruolo. Perde un po&#8217; di esplosività ma ne guadagna in esperienza e capacità di letture difensive. Sicuramente, l’ex milanista rientra nel novero dei migliori 5 difensori italiani di sempre.</p>



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<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">7) Ruud Krol</h3>



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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/03/krol-monografie-wp.jpg" alt="" class="wp-image-10247" width="684" height="385" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/03/krol-monografie-wp.jpg 800w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/03/krol-monografie-wp-300x169.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/03/krol-monografie-wp-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 684px) 100vw, 684px" /></figure></div>



<p></p>



<p>I tifosi napoletani ancora strabuzzano gli occhi quando sentono nominare il <em>Califfo</em><strong> Ruud Krol</strong>, che rimane tuttora uno dei migliori stranieri della storia del nostro calcio, e questo nonostante fosse apparentemente venuto in Italia a svernare, dopo la dorata parentesi canadese. Krol è stato un giocatore dotato della classe purissima necessaria per imporsi come attore di primo piano nel rivoluzionario calcio olandese a cavallo tra anni &#8217;60 e &#8217;70, quando percorre la fascia sinistra come la più dotata delle ali e al contempo si dimostra capace di mettere la museruola agli attaccanti avversari. Nella seconda parte della carriera, alla maniera di <strong>Paolo</strong> <strong>Maldini</strong> ma con esisti ancora più spettacolari, <strong>Ruud Krol</strong> si reinventa libero/regista difensivo e di impone come il migliore al mondo nel ruolo a fine anni &#8217;70: il fuoriclasse olandese è il demiurgo del gioco, possiede le doti fisiche che ci si aspetta da un centrale e un intuito fuori dal comune, qualità che lo rendono uno dei migliori giocatori d&#8217;Europa a fine anni &#8217;70 e che gli assicurano poi la gratitudine eterna dei tifosi napoletani nella prima metà degli anni &#8217;80.</p>



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<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">6) Fabio Cannavaro</h3>



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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/03/fabio-cannavaro-italien-1529305566-16154.jpg" alt="" class="wp-image-10248" width="707" height="395" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/03/fabio-cannavaro-italien-1529305566-16154.jpg 1002w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/03/fabio-cannavaro-italien-1529305566-16154-300x168.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/03/fabio-cannavaro-italien-1529305566-16154-768x429.jpg 768w" sizes="(max-width: 707px) 100vw, 707px" /></figure></div>



<p></p>



<p>Arriva il pallone, lo&nbsp;mette fuori <strong>Cannavaro</strong>! Poi ancora insiste <strong>Podolski</strong>&#8230; <strong>Cannavaro</strong>! <strong>Cannavaro</strong>! Parole che non scorderemo mai, vero? <a href="https://gameofgoals.it/2021/08/05/i-dieci-comandamenti-azzurri-di-fabio-cannavaro.html">Il rendimento in maglia azzurra di <strong>Cannavaro</strong></a> teme pochi rivali. Anzi, non ricordo onestamente un difensore centrale (<strong>Beckenbauer</strong> lo considero ben altro) che ha inciso così tanto in una Coppa del Mondo. Di bassa statura, Cannavaro compensa con una grandissima esplosività sulle corte distanze, è straordinario nel giuoco aereo grazie ad uno stacco impressionante, eccellente in marcatura per via di ottimo senso della posizione e ad una grande aggressività. <br>A differenza di <strong>Nesta</strong> il suo rendimento con i club ha conosciuto qualche (breve) appannamento, ampiamente compensato da prestazioni eccezionali con la maglia azzurra. Meno elegante, tecnico e pulito rispetto a <strong>Nesta</strong>, Fabio è il mastino difensivo che tutte le squadre vorrebbero avere, un leader e un trascinatore in campo e fuori.</p>



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<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">5) Lilian Thuram</h3>



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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/03/lilian-thuram-frankreich-2001-1592299316-41544.jpg" alt="" class="wp-image-10249" width="677" height="378" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/03/lilian-thuram-frankreich-2001-1592299316-41544.jpg 1002w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/03/lilian-thuram-frankreich-2001-1592299316-41544-300x168.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/03/lilian-thuram-frankreich-2001-1592299316-41544-768x429.jpg 768w" sizes="(max-width: 677px) 100vw, 677px" /></figure></div>



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<p><strong>Lilian Thuram</strong> è il più grande difensore francese della storia.<br>Difensore potente, moderno, eclettico, sa disimpegnarsi con egual efficacia come centrale di una difesa a 3 (ai tempi del Parma), a 4 (alla Juventus) ed addirittura come terzino destro &#8211; ruolo dichiaratamente da lui non amato &#8211; ma in cui ha disputato partite straordinarie con i blues, risultando uno dei migliori a <a href="https://gameofgoals.it/2016/02/05/1998-quarti-francia-italia-4-3-dr-0-0.html">Francia &#8217;98</a> in cui trascina letteralmente la Francia in finale grazie ad un&#8217;incredibile doppietta alla Croazia. <br>Lilian ha enorme forza fisica, grande temperamento, al top è un difensore molto veloce con tecnica di base più che buona. Rispetto a<strong> Nesta </strong>o all’ex compagno di squadra <strong>Cannavaro</strong>, <strong>Thuram </strong>ha probabilmente meno efficacia come stopper puro ma compensa – tuttavia – con una maggior versatilità e bravura tecnica.</p>



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<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">4) Robert Moore</h3>



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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/03/moore-1-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-10250" width="684" height="513" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/03/moore-1-1024x768.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/03/moore-1-300x225.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/03/moore-1-768x576.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/03/moore-1-1536x1152.jpg 1536w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/03/moore-1.jpg 1920w" sizes="(max-width: 684px) 100vw, 684px" /></figure></div>



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<p>L&#8217;<a href="https://gameofgoals.it/2020/10/06/i-10-migliori-calciatori-inglesi-di-tutti-i-tempi.html">Inghilterra</a> ha avuto la fortuna di ammirare numerosi centali di statura internazionale, ma nessuno sinora ha eguagliato la classe e l&#8217;efficacia di <strong>Robert Moore</strong>, figura che è difficile classificare come libero e che si trova a suo agio più nelle vesti di difensore totale. <strong>Moore</strong> ha assorbito e trasformato in arte tutte le doti puramente difensive, alla maniera dei migliori <strong>Nesta</strong> e <strong>Cannavaro</strong>, eccellendo in fondamentali quali tackle, contrasto, tempismo, gioco areo, e aggiungendo il fiuto e le doti di impostazione del grande regista difensivo, che hanno compensato un passo non particolarmente rapido sul breve. Nel corso degli anni &#8217;60 i suoi dirimpettai non possono che ammirarlo e inchinarsi davanti alle sue classe ed efficacia superiore, che lo vedono imporsi come il miglior difensore del pianeta soprattutto tra 1965 e 1970, con l&#8217;apogeo del<a href="https://gameofgoals.it/2013/09/03/1966-finale-inghilterra-germania-ovest-4-2.html"> mondiale di casa </a>conquistato da assoluto protagonista e da miglior giocatore.</p>



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<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">3) Gaetano Scirea e Franco Baresi</h3>



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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/03/EcVW0SaXgAIERvX.jpg" alt="" class="wp-image-10231" width="688" height="469" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/03/EcVW0SaXgAIERvX.jpg 802w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/03/EcVW0SaXgAIERvX-300x205.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/03/EcVW0SaXgAIERvX-768x524.jpg 768w" sizes="(max-width: 688px) 100vw, 688px" /></figure></div>



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<p>I tre migliori liberi/registi difensivi della storia meriterebbero tutti il primo gradino del podio <em>ex aequo</em>, secondo noi, e pertanto metterli in ordine è solo un esercizio di retorica.<br>Costretti a scegliere, abbiamo optato per un pareggio tra i due difensori italiani, concedendo un piccolo vantaggio al sommo <em>Kaiser</em> per ragioni storiche e di interpretazione del ruolo, più che per motivi strettamente tecnici.</p>



<p><br>Vediamo di entrare un po&#8217; nel dettaglio, iniziando da<strong> <a href="https://gameofgoals.it/2021/09/03/gaetano-scirea-libero-campione-e-gentiluomo.html">Gaetano Scirea</a></strong>.<br>Ha scritto di lui Luigi Garlando: &#8220;<em>E invece nessuno è stato grande come Gaetano, perché gli altri, compresi i sommi Beckenbauer e Baresi, erano difensori che avanzavano, lui era difensore in difesa, centrocampista vero a centrocampo, attaccante vero in attacco. Era unico<br>E dietro quell&#8217;apparenza schiva, c&#8217;era un trascinatore raro. Era uno che rincuorava i compagni dopo l&#8217;errore, che spronava alla rimonta, era uno su cui tutti potevano contare. Ma soprattutto era uno che faceva la differenza nei momenti cruciali</em>&#8220;.<br>Difficile descriverlo meglio: il milanese <strong>Gaetano Scirea</strong>, mezzala di classe superiore negli anni giovanli, si impone come uno dei massimi liberi e registi a tutto campo di ogni epoca, senza il bisogno di eccellere nel gioco aereo né nelle chiusure difensive da stopper, ma facendo leva su un&#8217;intelligenza fuori dal comune e sulla pulizia. Nel 1974-1975, dopo un inizio balbettante – lo si accusa di non essere abbastanza cattivo, di non possedere la grinta che pure deve far parte del bagaglio del difensore, di avventurarsi troppo spesso nella metà campo avversaria, ispirato dalla rivoluzione del <em>Kaiser</em> – Gaetano decolla a fa il vuoto, non solo nel ruolo e non solo in Italia. Dal 1976-1977 la sua affidabilità diventa proverbiale e <strong>Scirea</strong> per diverse stagioni declama calcio, specie nelle grandi occasioni, come agli europei di casa del 1980 e ai <a href="https://gameofgoals.it/category/viste-per-voi/mondiali/mondiale-1982">mondiali di Spagna</a>, quando è commovente in varie occasioni. <strong>Trapattoni</strong> lo soprannomina il &#8220;leader col saio&#8221;, celebrandone il carisma silenzioso e l&#8217;umilità, e l&#8217;amico del cuore <strong>Zoff </strong>ancora ricorda e rimpiange la pulizia dell&#8217;uomo, il suo riserbo, la sua serenità (la stanza di <strong>Scirea</strong> e <strong>Zoff</strong> era la Svizzera, e tutti vi si rifugiavano quando cercavano la tranquillità di Gaetano) e le qualità superiori del giocatore.</p>



<p><br><strong>Franco Baresi</strong>, <em>El Piscinin</em>, bresciano con un&#8217;infanzia difficile alle spalle (perde entrambi i genitori quando è molto giovane), eredita lo scettro di Gaetano e lo fa nel migliore dei modi. Baresi debutta quando è un bambino, lanciato da un lungimirante <strong>Liedholm</strong> alla guida della difesa che porta a Milano il decimo scudetto, e zittisce gli scettici dopo un paio di partite, allorché nessuno si azzarda più a metterlo in discussione. Superbo interprete moderno del ruolo, <strong>Baresi</strong> ha combinato come nessun altro la cattiveria agonistica e la ferocia del centrale difensivo italiano classico (degne di <strong>Fabio Cannavaro</strong>, simile anche per struttura fisica) e le doti del regista. Chi scrive l&#8217;ha ammirato più volte dal vivo, negli anni &#8217;90, e non conta le aperture di quaranta metri alla <strong>Andrea Pirlo</strong>, le progressioni palla al piede (a dispetto dell&#8217;età non più verdissima); chi scrive ha tastato con mano la venerazione di San Siro per quello che rimane tuttora il Suo Capitano. Straordinario sin dai primi anni &#8217;80, a dispetto di un Milan che arranca nei bassifondi se non addirittura in serie B, <strong>Baresi</strong> matura definitivamente nella seconda metà del decennio e disputa, soprattutto tra 1987 e 1990, le sue stagioni migliori, tanto che nel 1989 non sono in pochi a candidarlo al pallone d&#8217;oro, premio che gli sfuggirà solo perché al primo posto c&#8217;è tale Marcello <strong>van Basten</strong>; ai <a href="https://gameofgoals.it/category/viste-per-voi/mondiali/mondiale-1990">mondiali di casa</a> disputa un torneo da applausi e l&#8217;Olimpico di Roma, incantato dalla sua classe, gli tributa numerose ovazioni, elevandolo a simbolo di tutta l&#8217;Italia del calcio.</p>



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<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">1) Franz Beckenbauer</h3>



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<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Franz Beckenbauer ● Unreal Skills In World Cup ||HD|| Footage That Will Shock You!" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/yfLvk6CkaNQ?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



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<p>Difficile immaginare sovrano diverso, la corona riservata al miglior libero della storia spetta di diritto a <strong><a href="https://gameofgoals.it/2021/11/19/i-10-migliori-calciatori-tedeschi-dal-kaiser-a-der-afro.html">Franz Beckenbauer,</a></strong> nato sul finire della seconda guerra mondiale, fuoriclasse che forse sarebbe più corretto definire come il miglior giocatore difensivo di ogni epoca, o, ancora meglio, come il miglior giocatore all time della metà campo difensiva.<br>Non mi dilungo nella ricostruzione di una carriera che è arcinota a tutti gli appassionati, evidenzio però come <em>Kaiser</em> Franz sia al contempo uno dei primi tre liberi mai vissuti, uno dei primissimi mediani e centromediani e un regista sublime, e come tale straordinaria versatilità lo collochi un gradino sopra anche ai sommi Franco e Gaetano. Quando ho avuto per la prima volta la fortuna di ammirarlo, ho avuto la sensazione di trovarmi davanti ora a un antesignano di <strong>Gaetano Scirea</strong>, ora a una sorta di <strong>Andrea Pirlo</strong>, ora a un <strong>Andrés Iniesta</strong> un po&#8217; più compassato. Non mi sbagliavo: il <em>Kaiser</em> ha compattato più fuoriclasse in un corpo solo e, cosa ancora più importante, ha rivoluzionato per sempre l&#8217;interpretazione di un ruolo, toccando e anzi sboccando nuove vette di eccellenza, eclettismo e intelligenza.<br>Un piccolo aneddoto finale: <strong>Beckenbauer</strong>, così fiero, intrinsecamente teutonico e razionale, dotato di un&#8217;eleganza mitteleuropea che possedeva qualcosa di asburgico, era il giocatore preferito di tale <strong>Martin Heidegger</strong>, che forse rivedeva l&#8217;essenza della sua concezione del mondo in quel giovane compatriota dal portamento nobile.</p>



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<p><strong>Menzioni d&#8217;onore:</strong> Giuseppe Bergomi, John Terry, Marcel Desailly, Billy Wright, Pepe, Alessandro Costacurta, Roberto Rosato, Nemanja Vidić, Matthias Sammer, Gerard Piqué, Leonardo Bonucci, Cesare Maldini, Armando Picchi, Robert Jonquet, Marius Trésor, Karl-Heinz Schnellinger, Hans-Jürgen Dörner, Murtaz Khurtsilava, Władysław Żmuda, Klaus Augenthaler, Germano Luís de Figueiredo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2022/03/08/i-20-piu-grandi-difensori-centrali-europei-dellepoca-televisiva.html">I 20 più grandi difensori centrali europei dell&#8217;epoca televisiva</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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