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		<title>La rivoluzione industriale di Guardiola: le 10 stagioni d&#8217;oro di Pep al Manchester City</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marcello Brescia]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jun 2026 06:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calcio moderno]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>«Questa città è stata costruita attraverso il lavoro, sgobbando. Lo vedi nel colore dei mattoni, dalle persone che timbrano il cartellino presto e rimangono fino [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2026/06/04/la-rivoluzione-industriale-di-guardiola-le-10-stagioni-doro-di-pep-al-manchester-city.html">La rivoluzione industriale di Guardiola: le 10 stagioni d&#8217;oro di Pep al Manchester City</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>«Questa città è stata costruita attraverso il lavoro, sgobbando. Lo vedi nel colore dei mattoni, dalle persone che timbrano il cartellino presto e rimangono fino a tardi. Le fabbriche, il Centro Pankhurst, i sindacati, la musica. Semplicemente, la rivoluzione industriale, e il modo in cui essa ha cambiato il mondo». </p>
</blockquote>



<p class="has-drop-cap">Nel suo lungo video d&#8217;addio postato sui propri canali social, questo passaggio è forse uno dei più interessanti, e riassume come meglio non potrebbe il legame venutosi a creare tra <em>Pep </em><strong>Guardiola </strong>e la città di Manchester. Un luogo uggioso e che difficilmente riscalda il cuore, lontanissimo nei chilometri e nell&#8217;anima da quella Catalogna divenuta non soltanto madre affettuosa, ma anche vessillo da sventolare con fermezza e orgoglio. </p>



<p>Eppure, nel corso di questo suo decennio <em>mancuniano</em>, <em>Pep </em>non ha mai tentato di rinchiudersi in una torre d&#8217;avorio fatta di milioni di sterline e di schemi cervellotici, riuscendo a immergersi con naturalezza e genuino interesse nella cultura operaia della città. Non è affatto casuale, dunque, il suo riferimento al Pankhurst, ossia il luogo di nascita del movimento delle suffragette all&#8217;inizio del secolo scorso.</p>



<p>In maniera tutt&#8217;altro che inconscia, infatti, a <strong>Guardiola </strong>piace eccome inserirsi nel solco dei grandi rivoluzionari di Manchester. Certo, il cambiamento da lui messo in atto non ha portato a un&#8217;innovazione tecnologica epocale come l&#8217;Industrial Revolution, e non ha neanche favorito l&#8217;emancipazione femminile come le suffragette, ma ha fatto capire agli inglesi un concetto tutt&#8217;altro che scontato nella Premier League di 10 anni fa. </p>



<p>A esprimerlo, in un certo senso, ci aveva già pensato <strong>Carlos Peucelle</strong> diversi decenni or sono, usando una logica ferrea: <em>«Con che cosa si gioca il calcio? &#8216;Con la palla&#8217;. E di cosa è fatta la palla? &#8216;Di cuoio&#8217;. Ora, da dove viene questo cuoio? &#8216;Dalla mucca&#8217;. E cosa mangia la mucca? &#8216;L&#8217;erba&#8217;. E allora la palla sempre per terra sull&#8217;erba e giocata di prima<em>»</em>.</em> </p>



<p>Nel proprio laboratorio da scienziato pazzo, <strong>Guardiola </strong>ha ridefinito giorno dopo giorno gli standard del calcio britannico (ed europeo) con una continuità spaventosa per qualunque campionato, ancor di più in quello più competitivo ed esigente al mondo. Ecco dunque un bel <em><em>tour de force</em></em> di 593 partite, 20 trofei, e, come già detto, 10 stagioni, messe in ordine dalla meno felice alla più ricca di successi.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">10) 2024-2025</h2>



<p></p>



<p>Per parlare della stagione più buia della carriera da allenatore di <strong>Josep Guardiola</strong>, occorre partire da un episodio che col campo c&#8217;entra fino a un certo punto, ma che riassume come meglio non potrebbe un&#8217;annata piena di cattivi pensieri per il tecnico catalano. È il 26 novembre 2024, e il Manchester City si è appena fatto rimontare 3 gol in 15&#8242; dal Feyenoord in un match casalingo di Champions League, aggravando una crisi già ampiamente sotto gli occhi di tutti dopo cinque sconfitte consecutive. </p>



<p>A sconcertare non è soltanto il mix di svagatezza ed ansia che da tempo attanaglia il City, ma anche e soprattutto il modo in cui <strong>Guardiola </strong>si presenta in conferenza stampa: il capoccione di <em>Pep </em>è completamente martoriato da una serie di taglietti ed escoriazioni un po&#8217; da cartone animato, ma che di buffo non hanno proprio nulla. </p>



<p>I grattacapi che tormentano gran parte degli allenatori di alto livello, assumono in questo caso un significato letterale: il mercato estivo piuttosto scarno, un po&#8217; di pancia piena dopo quattro campionati vinti uno in fila all&#8217;altro, e il grave infortunio al neo-Pallone d&#8217;Oro <strong>Rodri </strong>diventano dei rebus irrisolvibili per <strong>Guardiola</strong>, che conduce una stagione all&#8217;insegna della rassegnazione. </p>



<p>Ad avvelenare ulteriormente il clima ci pensano poi i problemi giudiziari dei <em>Citizens</em>, su cui da anni incombono potenziali penalizzazioni per le loro innumerevoli violazioni del fair play finanziario, e che diventano un tema di discussione ricorrente per quasi tutta la stagione. Insomma, per la prima volta dopo quasi un decennio, il sole sembra iniziare a tramontare sull&#8217;impero di <em>Pep</em>.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="645" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/Paris_Saint-Germain_-_Manchester_City_FC_22_January_2025_168_cropped-1024x645.jpg" alt="" class="wp-image-27425" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/Paris_Saint-Germain_-_Manchester_City_FC_22_January_2025_168_cropped-1024x645.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/Paris_Saint-Germain_-_Manchester_City_FC_22_January_2025_168_cropped-300x189.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/Paris_Saint-Germain_-_Manchester_City_FC_22_January_2025_168_cropped-768x484.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/Paris_Saint-Germain_-_Manchester_City_FC_22_January_2025_168_cropped.jpg 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Una squadra del City 2024-2025</figcaption></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">9) 2016-2017</h2>



<p></p>



<p>L&#8217;attaccamento morboso di <strong>Guardiola </strong>al successo è testimoniato da una statistica irreale: in quasi 20 stagioni, le sue squadre non hanno mai chiuso il campionato fuori dal podio. In tutti questi anni, inoltre, <em>Pep </em>si è dovuto accontentare della medaglia di bronzo in due sole occasioni, nel sopracitato 2024-2025, e nel 2016-2017, la sua prima annata a Manchester.</p>



<p>Sul Regno Unito, in quel periodo, iniziano a soffiare i venti della Brexit, e anche nel calcio inglese certe novità &#8220;continentali&#8221; non vengono accolte con troppo entusiasmo. <em><em>«</em>Bravo Guardiola, per carità, ma qui in Inghilterra si gioca in maniera più intensa rispetto a come si fa in Spagna, e ad attenderlo troverà una concorrenza ben più ostica rispetto a quella avuta in Germania con il suo Bayern Monaco<em>»</em></em>. </p>



<p>Erano più o meno questi i discorsi che si facevano Oltremanica ai tempi, e che avrebbero trovato un&#8217;illusoria conferma nelle difficoltà avute da <em>Pep </em>nell&#8217;approcciarsi al suo nuovo ecosistema. Il calcio posizionale, del resto, non si insegna certo in due giorni, e fatica ad attecchire in una rosa dall&#8217;età media alta, e che necessita di un urgente <em>restyling</em> (specie in difesa). </p>



<p>Neanche la Premier League, oltretutto, sembra ancora pronta a farsi contaminare dal <em>guardiolismo</em>: a dominare il campionato è il Chelsea di <strong>Conte</strong>, la squadra con il minor possesso palla medio tra le <em>Big Six</em>, e che tra andata e ritorno infilza il Manchester City con due lezioni di cinismo nostrano. Tra le risatine generali, Pep arriva a maggio con <em>zeru tituli</em>, e inizia a prendere appunti: di lì a pochi mesi, nella terra di Sua Maestà, nulla sarebbe stato più come prima.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img decoding="async" width="640" height="360" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/ecb67a94601c47ef8584b485c3d21032.jpg" alt="" class="wp-image-27427" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/ecb67a94601c47ef8584b485c3d21032.jpg 640w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/ecb67a94601c47ef8584b485c3d21032-300x169.jpg 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /><figcaption class="wp-element-caption">Un undici del City 2016-2017</figcaption></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">8) 2019-2020</h2>



<p></p>



<p>Se a Barcellona la Gioconda <em>blaugrana </em>dipinta da <strong>Guardiola </strong>era stata macchiata da qualche schizzo di fango, sapientemente tiratogli addosso dal Real Madrid di <strong>Mourinho</strong>, l&#8217;arcirivale di <em>Pep </em>in Premier League avrebbe avuto un comportamento ben più cavalleresco. Con il suo sorriso a 32 denti, infatti, <strong><a href="https://gameofgoals.it/2024/05/11/jurgen-klopp-il-disertore.html"><strong>Jürgen </strong>Klopp</a></strong> è stato per anni l&#8217;unico allenatore capace di mettere i bastoni tra le ruote al Manchester City, insidiandone non soltanto la bacheca dei trofei, ma anche la leadership in materia di avanguardismo calcistico. </p>



<p>Nel 2019-2020, il Liverpool del tecnico tedesco è all&#8217;apice del proprio ciclo, e semina la concorrenza già in autunno grazie a un filotto di vittorie spaventoso (fino a fine febbraio accumula 26 successi e un pareggio in 27 partite), con cui lascia il City a leccarsi le ferite. A <strong>Guardiola </strong>non bastano un <strong><a href="https://gameofgoals.it/2025/04/06/radio-kevin-le-perle-di-de-bruyne-in-europa.html">De Bruyne</a></strong> alieno (13 gol e 20 assist) e il miglior <strong>Sterling </strong>di sempre (20 gol) per tenere il passo dei <em>Reds </em>in campionato, ed è dunque costretto a fare <em>all-in</em> sulla Champions League dopo aver già vinto la Coppa di Lega. </p>



<p>A rimescolare le carte in tavola ci pensano il Covid-19 e la conseguente pandemia, che stravolgono la fase finale della Champions League: ci si gioca tutto nel caldo agostano di Lisbona, con gare secche dai quarti in poi. Per <em>Pep</em>, che non raggiunge una semifinale europea dai tempi del Bayern, si profila un&#8217;occasione d&#8217;oro, essendo stato accoppiato al modestissimo Lione di <strong>Rudi Garcia</strong>. </p>



<p>Ciò che succede in Portogallo, tuttavia, ha ben poche spiegazioni razionali: per limitare le transizioni dei francesi, <strong>Guardiola </strong>ricorre a una strana difesa a 3, una scelta conservativa che puntualmente non paga. Gli errori da matita blu di <strong>Ederson </strong>e <strong>Sterling </strong>fanno il resto, e condannano il City a una delle eliminazioni europee più beffarde della propria storia.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img decoding="async" width="640" height="360" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/5e6b45738f1f496db71211566e9700d1.jpg" alt="" class="wp-image-27429" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/5e6b45738f1f496db71211566e9700d1.jpg 640w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/5e6b45738f1f496db71211566e9700d1-300x169.jpg 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /><figcaption class="wp-element-caption">Giocatori del City della stagione 2019-2020</figcaption></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">7) 2025-2026</h2>



<p></p>



<p>La stagione appena conclusa, per quanto agrodolce e piena di rimpianti, è a mio avviso la migliore del Manchester City <em>guardioliano</em> tra quelle in cui non è riuscito ad aggiudicarsi la Premier League. Dopo le rovinose cadute dell&#8217;annata precedente, tutti quanti si aspettano il ritorno ad alti livelli di <strong>Bernardo Silva</strong> e compagni, che tuttavia, ai nastri di partenza, vengono messi in terza posizione dietro alle due grandi favorite: il Liverpool di <strong>Slot</strong>, campione in carica e (apparente) re del mercato, e l&#8217;Arsenal di <strong>Arteta</strong>, ormai maturo a sufficienza per puntare al colpo grosso. </p>



<p>Saranno proprio i <em>Gunners </em>a dettare il passo in campionato, dove la discontinuità del City sembra inizialmente un limite troppo evidente per poter davvero competere per il titolo. È una versione dei <em>Citizens </em>più verticale e meno improntata al controllo rispetto al passato; tra i volti nuovi, si esaltano soprattutto il ventunenne <strong>O&#8217;Reilly</strong> (forse l&#8217;ultimo grande lascito tecnico di <strong>Guardiola </strong>a Manchester) e <strong>Rayan Cherki</strong>, autentico genio del pallone capace di leggere uno spartito tutto suo. </p>



<p>Le paure e il peso della storia che gravano sull&#8217;Arsenal permettono a <em>Pep </em>di riaggrapparsi alla vetta in primavera, tant&#8217;è che lo scontro diretto deciso da <strong>Håland </strong>a metà aprile sembra poter essere il vero punto di svolta del campionato. Il City 2025-2026, tuttavia, si spegne e si riaccende quando meno te l&#8217;aspetti, e si incaglia in casa dell&#8217;Everton nel rush finale, spedendo dunque la coppa a Londra. </p>



<p>Non è un caso che a deporre definitivamente <strong>Guardiola</strong> sia stato un suo ex assistente, ispiratosi al lato più reazionario del suo calcio (la retroguardia composta da quattro difensori centrali come il City 2023 ne è un esempio lampante) per sconfiggere l&#8217;antico maestro. Per farsi perdonare, <em>Pep </em>riesce comunque a mettersi in saccoccia la Carabao e la Fa Cup: non male come regalo di addio&#8230;</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/trophyliftoverlay-1024x576.webp" alt="" class="wp-image-27430" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/trophyliftoverlay-1024x576.webp 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/trophyliftoverlay-300x169.webp 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/trophyliftoverlay-768x432.webp 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/trophyliftoverlay-1536x864.webp 1536w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/trophyliftoverlay.webp 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">I giocatori del City esultano per la vittoria nella Fa Cup 2025-2026</figcaption></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">6) 2023-2024</h2>



<p></p>



<p>Smaltita la sbornia per l&#8217;<em>en plein</em> della stagione precedente, nel 2023-2024 il Manchester City va alla cassa a riscuotere i vari trofei &#8220;laterali&#8221;, derivanti dalla vittoria della Champions League a giugno: in Supercoppa Europea (dove si mette in mostra un <strong>Cole Palmer</strong> ancora in rampa di lancio) servono i rigori per piegare il Siviglia, mentre il Mondiale per club si rivela una mera formalità. </p>



<p>Ben più sudata invece la lotta per la Premier League, vinta soltanto all&#8217;ultima curva dopo un lungo triello con le solite Arsenal e Liverpool. A dar speranza a queste ultime ci pensano gli scontri diretti, in cui il City non riesce praticamente mai a imporsi; il vero fattore decisivo, tuttavia, sarà il ruolino di marcia impeccabile degli uomini di <strong>Guardiola </strong>contro le medio-piccole, come testimoniano i soli 3 punti persi in tutto il campionato contro squadre della parte destra della classifica (nella fattispecie, il Wolverhampton). </p>



<p><strong>Håland </strong>si riconferma implacabile aguzzino del gol, ma i veri mvp stagionali sono <strong>Rodri </strong>(che raggiunge livelli di decisività difficilmente replicabili da un mediano nel calcio contemporaneo) e <strong>Foden </strong>(che soprattutto in assenza dell&#8217;infortunato <strong>De Bruyne</strong> vede accresciute a dismisura le proprie responsabilità creative). L&#8217;unica nota stonata della stagione è l&#8217;eliminazione ai rigori nel quarto di finale di Champions contro il multiforme Real Madrid di <strong><a href="https://gameofgoals.it/2022/05/31/onore-al-real-madrid-e-ad-ancelotti-il-trionfo-della-misura-e-dellintelligenza.html">Ancelotti</a></strong>: a posteriori, si rivelerà il vero e proprio canto del cigno del Manchester City di <strong>Guardiola </strong>in campo internazionale.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/champions-stats-wide-1024x576.webp" alt="" class="wp-image-27431" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/champions-stats-wide-1024x576.webp 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/champions-stats-wide-300x169.webp 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/champions-stats-wide-768x432.webp 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/champions-stats-wide-1536x864.webp 1536w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/champions-stats-wide.webp 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Il City campione d&#8217;Inghilterra nel 2023-2024</figcaption></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">5) 2020-2021</h2>



<p></p>



<p>Come per ogni alchimista che si rispetti, non tutti gli esperimenti di <strong>Guardiola </strong>sono riusciti alla perfezione, anzi. Il suo grande merito, tuttavia, è sempre stato quello di riuscire a concedersi qualche balbettio in più nella prima fase della stagione, in attesa di trovare l&#8217;assetto tattico ideale da sfoderare da marzo in poi, quando c&#8217;è da scrivere per davvero la storia del pallone. È esattamente così che vanno le cose nel 2020-2021: il City parte a rilento, ed è costretto a trovare nuovi equilibri e nuovi leader. </p>



<p>Il declino fisico di <strong>Agüero </strong>e le partenze di <strong><a href="https://gameofgoals.it/2024/10/20/david-silva-mago-merlino-alla-corte-della-regina.html">David Silva</a></strong> e <strong>Kompany</strong> (quest&#8217;ultimo colpevolmente non sostituito a dovere nell&#8217;estate 2019) lasciano un vuoto difficile da colmare per chiunque, ma non per <em>Pep</em>. Quest&#8217;ultimo individua nel ventitreenne <strong>Rúben Dias</strong> il nuovo pilastro intorno a cui costruire la retroguardia, mentre al resto ci pensa <strong>Gündoğan</strong>, chiamato non soltanto a dare geometrie, ma anche e soprattutto a compensare l&#8217;assenza di un attaccante puro con i suoi inserimenti.</p>



<p>I 17 gol totali del centrocampista tedesco (capocannoniere stagionale della squadra) sono una tanica di benzina vitale per un City inarrestabile, che in primavera vince agilmente campionato e Carabao Cup, e raggiunge anche la sua prima finale di Champions League. Ad aspettare al varco <strong>Guardiola</strong>, però, c&#8217;è la sagoma ossuta e arcigna di <strong>Thomas Tuchel</strong>, l&#8217;unico a conoscere l&#8217;ingrediente segreto per fermare i <em>Citizens</em>. </p>



<p>Le due sconfitte nel giro di un mese (Fa Cup e campionato) contro il suo Chelsea preoccupano non poco il tecnico catalano, che nel preparare la finalissima commette probabilmente il più grande errore della propria carriera: dal centrocampo in su, <em>Pep </em>schiera unicamente giocatori offensivi, privandosi di un equilibratore fondamentale come <strong>Rodri</strong> e allontanando dalla porta <strong>Foden </strong>per favorire uno <strong>Sterling </strong>fuori forma. Un nebuloso <em>overthinking </em>che a Stamford Bridge ricordano ancora oggi, con una Coppa dei Campioni in più in bacheca.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="640" height="360" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/24371b699c7047aaa036589eb69e15ca.jpg" alt="" class="wp-image-27432" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/24371b699c7047aaa036589eb69e15ca.jpg 640w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/24371b699c7047aaa036589eb69e15ca-300x169.jpg 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /><figcaption class="wp-element-caption">Una squadra del 2020-2021</figcaption></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">4) 2021-2022</h2>



<p></p>



<p>Ai piedi del podio di questa classifica, ho scelto di inserire la stagione 2021-2022 per un semplice motivo: è un&#8217;ulteriore evoluzione della 2020-2021, con picchi di efficienza e spettacolo ancor più elevati. A differenza dell&#8217;anno precedente, la concorrenza interna stavolta è agguerritissima, e per avere la meglio su un Liverpool da 92 punti in campionato, il City è costretto a toccare quota 93 (ben 7 in più del 2021). </p>



<p>Inoltre, nonostante il percorso europeo stavolta si interrompa soltanto in semifinale e non in finale, <em>Pep </em>ha decisamente meno da rimproverarsi: l&#8217;eliminazione per mano del solito Real Madrid non è causata da garbugli tattici <em>et similia</em>, ma da quei maledetti episodi che rendono la Champions League la competizione del diavolo (e in cui gente come <strong>Courtois</strong>, <strong>Benzema</strong>, <strong>Rodrygo </strong>e compagnia bella riesce a muoversi con sovrannaturale disinvoltura). </p>



<p>Nonostante il mercato estivo veda sfumare gli arrivi di <strong>Harry Kane </strong>prima e <strong><a href="https://gameofgoals.it/2022/03/07/mister-champions-le-10-partite-europee-piu-grandi-di-cristiano-ronaldo.html">Cristiano Ronaldo</a> </strong>poi (lo so, sembra assurdo immaginarlo al servizio di <strong>Guardiola</strong>), il Manchester City è probabilmente la squadra più forte del pianeta pur non disponendo di alcun fuoriclasse vero e proprio in attacco. Il congegno offensivo messo a punto da <strong>Guardiola</strong>, infatti, permette di distribuire piuttosto equamente il bottino, come dimostrato dai numeri: in campionato, sono ben sette i giocatori a raggiungere la doppia cifra di gol e assist sommati (<strong>De Bruyne</strong>, <strong>Sterling</strong>, <strong>Mahrez</strong>, <strong>Gabriel Jesus</strong>, <strong>Foden</strong>, <strong>Gündoğan</strong> e <strong>Bernardo Silva</strong>). </p>



<p>Nota di merito anche per le altezze celestiali dove volteggia <strong>João Cancelo</strong>, che in quel periodo, da terzino sinistro a piede invertito, non teme confronti con nessun altro interprete del proprio ruolo.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/team-photo-web-1024x576.webp" alt="" class="wp-image-27433" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/team-photo-web-1024x576.webp 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/team-photo-web-300x169.webp 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/team-photo-web-768x432.webp 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/team-photo-web-1536x864.webp 1536w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/team-photo-web.webp 1620w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Foto di squadra della stagione 2021-2022</figcaption></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">3) 2017-2018</h2>



<p></p>



<p>Spesso e volentieri, com&#8217;è inevitabile, le migliori stagioni calcistiche di un club sono figlie di una grande campagna acquisti. Nella fattispecie, il mercato dell&#8217;estate 2017 porta a Manchester tre dei principali pretoriani dell&#8217;intero ciclo <em>guardioliano</em>: <strong>Ederson</strong>, <strong>Walker </strong>e <strong>Bernardo Silva</strong> (a cui si aggiungerà anche <strong>Laporte </strong>a gennaio), immediatamente protagonisti in una formazione destinata a dare un colpo di spugna a tutti i record storici della Premier League. </p>



<p>Ecco dunque una serie di primati stabiliti dal Manchester City 2017-2018: maggior numero di partite vinte (32), striscia più lunga di vittorie consecutive (18, praticamente un intero girone), attacco più prolifico (106 gol), e maggior distacco sulla seconda classificata (19 punti in più di <strong>Mourinho </strong>e del suo Manchester United, fermatosi ad 81).</p>



<p>Ah già, quasi mi dimenticavo del record di punti: 100 tondi tondi, un traguardo leggendario ottenuto al 90&#8242; dell&#8217;ultima giornata, grazie a un memorabile pallonetto di <strong>Gabriel Jesus</strong> contro il Southampton. È in quell&#8217;esatto momento che quei giocatori diventano i <em>Centurions</em>, ottenendo l&#8217;immortalità calcistica, e aprendo un ciclo protrattosi per quasi un decennio. </p>



<p>Per la grande affermazione in Champions League, tuttavia, è ancora presto: in campionato il City infligge un distacco di 25 punti al Liverpool, che nel confronto diretto riesce però ad azzerare il <em>gap</em>, lasciando <strong>Guardiola </strong>a bocca asciutta nel suo unico duello europeo con <strong>Klopp</strong>.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/be27e7917230ce404cf2123620da3de9867825a5.jpg-1024x576.webp" alt="" class="wp-image-27436" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/be27e7917230ce404cf2123620da3de9867825a5.jpg-1024x576.webp 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/be27e7917230ce404cf2123620da3de9867825a5.jpg-300x169.webp 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/be27e7917230ce404cf2123620da3de9867825a5.jpg-768x432.webp 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/be27e7917230ce404cf2123620da3de9867825a5.jpg-1536x864.webp 1536w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/be27e7917230ce404cf2123620da3de9867825a5.jpg.webp 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">I giocatori del City esultano dopo un gol nella stagione 2017-2018: l&#8217;attacco dei Citizens fu torrenziale</figcaption></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">2) 2018-2019</h2>



<p></p>



<p>Limitatamente ai cinque campionati europei per eccellenza, almeno da quando seguo questo sport, non ricordo una singola lotta per il titolo vagamente paragonabile a quella della Premier League 2018-2019. Parliamo di un vero e proprio blockbuster, per qualità degli interpreti in campo e in panchina, per le mille emozioni protrattesi fino all&#8217;ultima giornata, e per le filosofie di gioco delle due squadre coinvolte, così differenti e al contempo destinate a compenetrarsi a vicenda, traghettando il calcio inglese (e non solo) nel futuro.</p>



<p>Insomma, parliamo di uno zenit difficilmente replicabile anche da un punto di vista meramente statistico: 195 punti totali raccolti dalle due contendenti, 98 dal Manchester City, e 97 dal Liverpool. Semplicemente fantascienza. Il City, d&#8217;altro canto, ha ormai una consapevolezza da pilota automatico, e un tridente da lacrimucce (<strong>Sterling</strong>, <strong>Agüero </strong>e <strong>Sané</strong>, tutti e tre al picco delle rispettive carriere), coadiuvati dall&#8217;ultimo grande <strong>David Silva</strong>, ormai trentatreenne. </p>



<p>Parliamo di una vera e propria macchina da guerra, che prima anestetizza e poi travolge le avversarie, e che in patria si rende protagonista di un&#8217;abbuffata mai vista fino ad allora: la squadra di <strong>Guardiola </strong>è infatti la prima nella storia del calcio inglese ad aggiudicarsi tutti i quattro trofei domestici in una singola stagione (Community Shield, Premier League, Carabao Cup ed FA Cup). </p>



<p>Tanto per cambiare, invece, in Champions i <em>Citizens </em>si fermano alle Colonne d&#8217;Ercole dei quarti di finale, anche stavolta in un <em>Euroderby</em>. L&#8217;avversario è il Tottenham di <strong>Pochettino</strong>, che con organizzazione, astuzia, qualche episodio arbitrale favorevole e una discreta dose di fortuna, riesce a raggiungere le agognatissime semifinali. Ancor più del match di ritorno, un flipper impazzito di gol e ribaltoni, per il City si rivela letale l&#8217;andata di Londra, persa anche e soprattutto a causa di un atteggiamento insolitamente prudente.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="810" height="540" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/60291534_2720288888000469_8897940539475755008_n.jpg" alt="" class="wp-image-27437" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/60291534_2720288888000469_8897940539475755008_n.jpg 810w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/60291534_2720288888000469_8897940539475755008_n-300x200.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/60291534_2720288888000469_8897940539475755008_n-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 810px) 100vw, 810px" /><figcaption class="wp-element-caption">Esultanza per una Premier vinta sul filo di lana dopo un&#8217;epica battaglia con il Liverpool</figcaption></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">1) 2022-2023</h2>



<p></p>



<p>Sul primo posto non potevano esserci dubbi, sia per i risultati ottenuti che a livello puramente simbolico: il Manchester City 2022-2023 è a tutti gli effetti il mostro finale di <strong>Guardiola</strong>, quantomeno per quanto riguarda la sua lunga avventura inglese. Un livello troppo difficile da superare anche per il più accanito dei videogiocatori, e, nel suo caso, per il più meticoloso degli allenatori. </p>



<p>Per dar vita a questa creatura, tuttavia, <em>Pep </em>ha dovuto inserire l&#8217;unico pezzo che davvero gli era mancato nel biennio precedente, portando la prosa brutale e futurista di <strong>Erling Håland</strong> in una squadra a tratti fin troppo poetica. <em>«Ma come, ma il centravanti non era lo spazio?»; «E se facesse la fine di Ibrahimovic al Barcellona?»; «Guardiola sta tradendo le sue idee per la prima volta?»</em>. </p>



<p>Tutti questi dubbi estivi vengono fragorosamente spazzati via dal campo, in maniera non troppo dissimile da quella con cui l&#8217;attaccante norvegese bullizza i centrali di mezza Europa. Avere una punta così fisicamente dominante ed intimidatoria sotto porta (in campionato segna 36 gol, record per una singola stagione di Premier League) equivale ad avere un incredibile semplificatore di soluzioni nell&#8217;ultimo terzo di campo; il calcio del City è forse un po&#8217; meno affascinante di quello espresso nel biennio 2017-19, ma rimane una tenaglia da cui è impossibile non essere soppressi. </p>



<p>Lo scoprono a proprie spese l&#8217;Arsenal, psicologicamente divorato dai più esperti rivali nel testa a testa primaverile in campionato, il Manchester United, sconfitto in finale di Fa Cup, e tutte le malcapitate avversarie lungo il cammino dei <em>Citizens </em>in Champions League. Trovatosi sul lato più ostico del tabellone, <strong>Guardiola </strong>rifila due sculacciate epocali al Bayern Monaco di <strong>Tuchel </strong>e al Real Madrid di <strong>Ancelotti </strong>(già, proprio loro), scacciando i propri fantasmi europei in vista dell&#8217;ultimo atto contro l&#8217;Inter. </p>



<p>Contro ogni pronostico, sono proprio gli sfavoritissimi nerazzurri a mettere maggiormente in difficoltà il City, che dispone però di troppe armi (<strong>Stones</strong>, mvp della finalissima, e <strong>Rodri</strong>, autore del gol decisivo) per non completare il tanto ambito <em>Treble.</em> Un traguardo simile, in Inghilterra, lo aveva raggiunto soltanto il Manchester United di <strong>Ferguson </strong>nel 1999, ma con un percorso decisamente meno netto rispetto ai <em>Noisy Neighbours </em>di 24 anni dopo; limitatamente alla singola stagione, sono loro la miglior squadra inglese di ogni tempo?</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image alignfull size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/gettyimages-1497490592-1920x1080-1-1024x576.png" alt="" class="wp-image-27438" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/gettyimages-1497490592-1920x1080-1-1024x576.png 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/gettyimages-1497490592-1920x1080-1-300x169.png 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/gettyimages-1497490592-1920x1080-1-768x432.png 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/gettyimages-1497490592-1920x1080-1-1536x864.png 1536w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/gettyimages-1497490592-1920x1080-1.png 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Il City campione di tutto nella stagione 2022-2023: qui la squadra posa con l&#8217;agognata Champions League</figcaption></figure>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2026/06/04/la-rivoluzione-industriale-di-guardiola-le-10-stagioni-doro-di-pep-al-manchester-city.html">La rivoluzione industriale di Guardiola: le 10 stagioni d&#8217;oro di Pep al Manchester City</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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		<title>Il &#8220;Triplete&#8221; degli emiri: chi più forte tra Manchester City 2023 e PSG 2025?</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Jun 2025 06:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Giuseppe Raspanti «Se si affrontassero&#8230; vincerebbe il City 1-0» Senza voler fare un’analisi approfondita e dettagliata, che lascio a colleghi più esperti e attenti, mi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2025/06/11/il-triplete-degli-emiri-chi-piu-forte-tra-manchester-city-2023-e-psg-2025.html">Il &#8220;Triplete&#8221; degli emiri: chi più forte tra Manchester City 2023 e PSG 2025?</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center has-x-large-font-size">Giuseppe Raspanti</h2>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center" style="font-size:30px"><em><em>«Se si affrontassero&#8230; vincerebbe il City 1-0»</em></em></h3>



<p></p>



<p>Senza voler fare un’analisi approfondita e dettagliata, che lascio a colleghi più esperti e attenti, mi sembra di poter dire che tre sono gli elementi oggettivi che accostano, permettendo un diretto confronto, il <a href="https://gameofgoals.it/2023/06/11/champions-league-finale-manchester-city-inter-1-0.html">Manchester City del 2023</a> e il <a href="https://gameofgoals.it/2025/06/01/champions-league-finale-psg-inter-5-0.html">PSG del 2025</a>. Essi sono il <em>Triplete </em>vinto appunto da entrambe, il fatto di avere tutt’e due affrontato e battuto l’Inter in finale di Champions, mentre il terzo è la circostanza che sia gli inglesi, tuttora, che i francesi siano guidati da tecnici di chiara cultura spagnola e di impronta catalana.</p>



<p>Sul primo fattore, credo non ci sia possibilità di paragone per ciò che riguarda il peso dell’impresa. Vincere un campionato competitivo, sia pur da favorita, in Inghilterra è infatti molto difficile che in Francia, dove la squadra parigina, per risorse economiche e quindi agonistiche, domina da anni e con netto divario la scena nazionale. Il City di allora, pur avendo dopo anni modificato un assetto tattico collaudato, o forse proprio per questo, inserendo un vero centravanti di sfondamento come <strong>Haaland</strong>, dominò la stagione dalla A alla Z, arrivando tra l’altro all’atto conclusivo, la finale di Champions di Istanbul, ovviamente da netta favorita.</p>



<p>Il PSG, di converso, ha giocato quest’anno per la prima volta dopo anni privo della sua stella assoluta <strong>Kylian Mbappé</strong>. Una rivoluzione nella manovra, nella struttura del gioco che ha richiesto tempo e, se in campionato il divario di cui si parlava non ha concesso tremori, in Europa il cammino dei francesi all’inizio è stato davvero balbettante e, a causa anche della nuova formula della Champions, il proseguimento del cammino di <strong>Donnarumma </strong>e soci pareva a un certo punto veramente appeso a un filo. Molto curioso è il fatto che gli uomini di <strong>Luis Enrique</strong> si siano tirati fuori da una buca esiziale e profonda proprio riemergendo al cospetto del City, anch’esso irriconoscibile rispetto ai fasti passati, in una gara dove erano sotto 0-2.</p>



<p>Alla luce di questa analisi, dal momento che il discorso sulla Coppa nazionale poggerebbe sui medesimi fattori, il <em>‘punto del Triplete</em>’ lo assegno agli inglesi.<br>Diverso e più complesso il discorso sul paragone tra finali giocate contro lo stesso avversario, l’Inter. Se raffrontiamo i due punteggi, 1-0 e 5-0, sembrerebbe proprio che il piatto francese della bilancia sia nettamente il più pesante. Un piatto reso ancor più ponderoso dal fatto che il pronostico delle vigilie, mentre dava come possibile una goleada dei <em>Citizen </em>contro i poveri nerazzurri, riteneva logico un incontro molto equilibrato tra gli stessi milanesi e i parigini di <strong>Doué</strong>. </p>



<p>Punto quindi al PSG? 1-1 e palla al centro? Nemmeno per sogno! C’è un elemento che va considerato e che rischia di ribaltare l’esito di questo secondo raffronto. L’Inter infatti a Istambul due anni fa si batté, con la giusta umiltà ma anche con la necessaria determinazione, mentre a Monaco di Baviera non è proprio scesa in campo. Consentendo a <strong>Vitinha </strong>e compagni di giocare un’ottima gara, ma senza incontrare praticamente resistenza. L’Inter, chi scrive lo sa bene, difficilmente non riesce a escogitare contromisure e invece sabato 31 maggio si è arresa subito a un gioco sì efficace, ma non certo incontrastabile. </p>



<p>I motivi di questo atteggiamento remissivo? Ne ho in mente diversi, tutti plausibili e alcuni poco nobili, ma non sono qui per trattare dei nerazzurri ma di due squadre formidabili come Mancity e PSG. Il VAR, quindi, dopo lunga consultazione, annulla il gol del pareggio francese, ma non assegna il secondo punto. Si resta sull’1-0 per il City.</p>



<p>Non si assegna neppure il terzo punto, per rispetto delle peculiarità di <strong><em>Pep </em>Guardiola </strong>e di<strong> Luis Enrique</strong>, due figure meravigliose di forza umana trasferita nelle idee tecniche, nelle trovate tattiche. Borioso l’uno quanto umile l’altro, hanno storie e dettagli che mi impediscono di metterli in file. Li tengo di fianco.<br>Alla luce di tutte ‘ste chiacchiere, il Manchester City 2023 batte il PSG 2025 1-0. </p>



<p></p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="609" data-id="24323" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/06/Pep_Guardiola_2021-1024x609.jpg" alt="" class="wp-image-24323" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/06/Pep_Guardiola_2021-1024x609.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/06/Pep_Guardiola_2021-300x179.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/06/Pep_Guardiola_2021-768x457.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/06/Pep_Guardiola_2021.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Pep Guardiola [D. R.]</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="657" height="438" data-id="24329" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/06/66a47428-74bd-4ac7-afae-ecec333e7188-edited.avif" alt="" class="wp-image-24329" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/06/66a47428-74bd-4ac7-afae-ecec333e7188-edited.avif 657w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/06/66a47428-74bd-4ac7-afae-ecec333e7188-edited-300x200.avif 300w" sizes="(max-width: 657px) 100vw, 657px" /><figcaption class="wp-element-caption">Luis Enrique [Imago]</figcaption></figure>
</figure>



<p></p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center has-x-large-font-size">Francesco Buffoli</h2>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center" style="font-size:30px"><em>«Il City aveva qualche individualità in più»</em></h3>



<p></p>



<p>Il Manchester City del 2022-2023 ha portato a compimento, come meglio non avrebbe potuto, l&#8217;idea di calcio trapiantata da <strong><em>Pep </em>Guardiola </strong>nell&#8217;Inghilterra del nord alcuni anni prima. Dopo numerosi successi in campionato e alcuni scivoloni in Champions, e dopo aver rinnovato la sintassi del <em>cruijffismo </em>come nessun altro nel corso del decennio precedente (con la splendida, diafana eccezione dell&#8217;Ajax 2018-19), nel 2022-23 il Manchester City risulta forse un filo meno appagante sul piano estetico, nel corso dell&#8217;anno, rispetto a quello arioso del 2021-22, ma diventa implacabile: le lezioni di calcio con cui regola l&#8217;Arsenal negli scontri diretti in Premier, e poi soprattutto il Bayern e il Real Madrid in Champions, sono probabilmente gli apici (anche estetici, in questo caso), in termini di onnipotenza, della Manchester blu. </p>



<p>Il PSG del 2024-25 non ha affrontato avversari della stessa caratura in patria e neanche lungo il cammino europeo, Liverpool escluso, ed è stato una squadra più umorale, in grado, tuttavia, nelle giornate di vena, di espressioni di calcio altissime e di un&#8217;efficacia difficilmente pronosticabile a inizio stagione, visto anche il trasloco di <strong>Mbappé </strong>a Madrid, che sembrava chiudere con il broncio e con un velo di amarezza l&#8217;epopea degli sceicchi nella capitale francese. </p>



<p>Non è andata così: i parigini hanno trovato, soprattutto, appunto, nelle giornate in cui l&#8217;ispirazione li guidava, un&#8217;alchimia invidiabile. La finale, in tal senso, rappresenta la gustosissima ciliegia sulla torta, e sotto questo profilo i parigini sono stati molto più esaltanti del Manchester City boccheggiante di Istanbul, perché a Monaco, poche sere fa, una squadra ha surclassato l&#8217;altra sotto ogni profilo: tecnico, mentale, in termini di intensità, di concentrazione, di efficacia nel fraseggio, nel recupero palla e anche in difesa.</p>



<p>Nel complesso, resto dell&#8217;idea che la squadra di <strong><em>Pep </em></strong>abbia avuto qualcosa di più in termini collettivi e anche in alcune individualità, ma che il PSG sia stato a sua volta in grado di rileggere in chiave moderna i concetti posti alla base del calcio dello stesso City (oltre che di altre realtà spettacolari e dominanti degli ultimi anni) e di farlo quando nessuno se lo aspettava più.</p>



<p>Non è un caso, sotto questo profilo, che <strong>Guardiola </strong>e<strong> Luis Enrique</strong> siano figli della medesima scuola, anche se in Italia ancora si alzano barricate quando si sentono recitare le idee che ispirano la loro visione del football.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="1141" height="764" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/06/baba7c30-3de5-4956-b339-75554bcccb59-edited.avif" alt="" class="wp-image-24330" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/06/baba7c30-3de5-4956-b339-75554bcccb59-edited.avif 1141w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/06/baba7c30-3de5-4956-b339-75554bcccb59-edited-300x201.avif 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/06/baba7c30-3de5-4956-b339-75554bcccb59-edited-1024x686.avif 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/06/baba7c30-3de5-4956-b339-75554bcccb59-edited-768x514.avif 768w" sizes="(max-width: 1141px) 100vw, 1141px" /><figcaption class="wp-element-caption">Erling Haaland [Reuters]</figcaption></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center has-x-large-font-size">Marcello Brescia</h2>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center" style="font-size:30px"><em>«Psg più fluido, spettacolare e giovane»</em></h3>



<p></p>



<p>Al di là delle simpatie personali verso dei progetti sportivi figli di una moralità decisamente dubbia, sarebbe ridicolo non celebrare due compagini capaci di scrivere un pezzo di storia, diventando rispettivamente la decima e l&#8217;undicesima formazione a completare il <em>Triplete</em>.</p>



<p>Certo, fare il Grande Slam in Inghilterra, specie nella tonnara che è la Premier League odierna, è indubbiamente un&#8217;impresa sportiva dal coefficiente di difficoltà più alto, poco ma sicuro. Eppure, nonostante il Manchester City 2022-23 sia probabilmente una squadra superiore al Paris Saint-Germain 2024-25, il mio gusto soggettivo mi fa propendere maggiormente per i parigini, per una serie di motivi.</p>



<p>Pur essendo entrambe le squadre figlie del &#8220;<em>juego de posiciòn</em>&#8221; spagnolo (e non potrebbe essere altrimenti, vedendo chi sono i due allenatori), a mio avviso la creatura di <strong>Luis Enrique</strong> si è rivelata ancor più fluida e spettacolare di quella di <strong>Guardiola</strong>, a partire dall&#8217;interpretazione difensiva.</p>



<p>Due anni fa infatti, <strong><em>Pep </em></strong>entra in una fase un po&#8217; più prudente della sua carriera, adottando una soluzione che farà rapidamente scuola (chi segue l&#8217;Arsenal di <strong>Arteta </strong>saprà già di cosa sto parlando): verso metà stagione, la retroguardia dei <em>Citizens </em>cambia definitivamente forma, rinunciando ai terzini per lasciar posto a 4 difensori centrali su 4, ossia <strong>Akanji</strong>, <strong>Ruben Dias</strong>, <strong>Akè </strong>e <strong>Stones</strong>. Proprio quest&#8217;ultimo diventa un meccanismo chiave del City primaverile, che lo vede alzarsi ripetutamente all&#8217;altezza di <strong>Rodri </strong>per fornire superiorità numerica in fase di costruzione, fornendo dunque un&#8217;ulteriore fonte di gioco ad una macchina ormai oliata nei minimi dettagli.</p>



<p>L&#8217;assenza dei terzini sarebbe invece inconcepibile nel più arioso PSG di <strong>Luis Enrique</strong>, che con <strong>Nuno Mendes</strong> a sinistra e <strong>Hakimi </strong>a destra ha messo a ferro e fuoco le corsie esterne di tutta Europa; l&#8217;ex laterale dell&#8217;Inter in particolare, è entrato in ben 21 reti stagionali tra gol e assist, dimostrando di sapersi muovere con disinvoltura anche lontano dalla propria amata linea laterale. Lo stesso discorso vale per <strong>Dembelé</strong>, la cui valorizzazione nel ruolo di falso 9 dà un&#8217;ulteriore misura del lavoro certosino e artigianale del tecnico asturiano, capace di trasformare un funambolo fumoso e incompiuto in un pretendente più che credibile al Pallone d&#8217;oro (con buona pace di <strong>Mbappé</strong>). La scelta di rinunciare a un centravanti di ruolo ha dunque reso praticamente illeggibili le scorribande orchestrate dal sopracitato <strong>Dembelé</strong>, e coadiuvate da <strong>Kvaratskhelia</strong>, <strong>Barcola </strong>e <strong>Doué</strong>, presosi con autorità il posto da titolare nel corso della stagione.</p>



<p>Dinamiche ben diverse da quelle di un Manchester City che invece, smentendo molti <em>cliché </em>guardioliani, si è dotato della miglior prima punta in circolazione per puntare al bersaglio grosso, dopo due anni trascorsi ad alternare le incursioni <strong>De Bruyne</strong> e <strong>Gundogan </strong>in area di rigore. Ecco, diciamo che le 52 reti stagionali di <strong>Erling Haaland</strong> in quel magico 2022-23 (molte delle quali partite dai piedi di uno dei KDB più ispirati di sempre) sono state un <em>boost </em>non da poco per una squadra partita con una missione ben precisa, e arrivata fino in fondo senza mai staccare il piede dall&#8217;acceleratore, coronando un ciclo aperto longevo e pieno di successi. </p>



<p>Proprio per questo motivo, sempre per gusto personale, ho apprezzato il percorso più &#8220;umano&#8221; di un PSG molto più giovane (25,3 anni di età media, 3 in meno dell&#8217;11 titolare del City a Istanbul) e scopertosi adulto a stagione in corso. Basti pensare che i francesi, in Champions, stavano rischiando di rimanere bloccati nelle secche autunnali della League Phase, trovando definitivamente la quadra soltanto tra dicembre e gennaio. </p>



<p>Decisiva per strappare la qualificazione fu proprio la vittoria ai danni del Manchester City al Parco dei Principi, con <strong>Kovacic</strong>, <strong>De Bruyne</strong> e <strong>Bernardo Silva </strong>costretti ad abdicare in favore di <strong>Vitinha</strong>, <strong>Joao Neves</strong> e <strong>Fabian Ruiz</strong>, vero punto di forza del PSG; parliamo probabilmente di uno dei centrocampi meglio assortiti dell&#8217;ultimo decennio per palleggio, intensità e conoscenza del gioco, come ha avuto modo di scoprire a sue spese anche l&#8217;Inter nella finalissima di Monaco, in uno degli ultimi atti più scioccanti che il calcio europeo ricordi.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="881" height="496" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/06/e1cf0681-a600-4267-aae3-5830f79bc426-edited.avif" alt="" class="wp-image-24332" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/06/e1cf0681-a600-4267-aae3-5830f79bc426-edited.avif 881w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/06/e1cf0681-a600-4267-aae3-5830f79bc426-edited-300x169.avif 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/06/e1cf0681-a600-4267-aae3-5830f79bc426-edited-768x432.avif 768w" sizes="(max-width: 881px) 100vw, 881px" /><figcaption class="wp-element-caption">Dembelé [Imago/Abacapress]</figcaption></figure>
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		<title>Champions League, ritorno quarti: Manchester City-Real Madrid 4-5 dcr (1-1)</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2024/04/18/champions-league-ritorno-quarti-manchester-city-real-madrid-4-5-dcr-1-1.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Niccolo Mello]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Apr 2024 23:07:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[2023-2024]]></category>
		<category><![CDATA[ancelotti]]></category>
		<category><![CDATA[champions league]]></category>
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		<category><![CDATA[real madrid]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina: esultanza merengue per la qualificazione in semifinale Sarà Real Madrid-Bayern Monaco la seconda semifinale di Champions League. Un grande &#8220;classico&#8221; del calcio [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-text-align-right"><em>Immagine di copertina: esultanza merengue per la qualificazione in semifinale</em></p>



<p class="has-drop-cap">Sarà <strong>Real Madrid-Bayern Monaco</strong> la seconda semifinale di Champions League. Un grande &#8220;classico&#8221; del calcio europeo, una semifinale già vista sette volte: nel <a href="https://gameofgoals.it/2018/02/16/1976-semifinali-ritorno-bayern-monaco-real-madrid-2-0.html">1976</a>, <a href="https://gameofgoals.it/2019/05/17/1987-semifinale-andata-bayern-monaco-real-madrid-4-1.html">1987</a>, 2001 e 2012 vinse il Bayern; nel 2000, 2014 e 2018 vinse il Real. Sarà una sfida elettrizzante ed equilibratissima anche questa volta, tra il calcio metodico, ragionato e collettivo dei <em>panzer </em>e il ritmo più cadenzato e legato ai lampi di straordinari singoli dei <em>merengues</em>. Nella finale anticipata dell&#8217;Etihad tra Manchester City e Real Madrid, dopo il pirotecnico 3-3 dell&#8217;andata, a spuntarla ai rigori è infatti la formazione di Carlo Ancelotti al termine di una gara inchiodata sull&#8217;1-1 al 120°.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">La partita</h2>



<p></p>



<p>Nel primo tempo è una sfida equilibrata, con il Manchester City che prende subito &#8211; come d&#8217;uopo &#8211; il predominio del gioco e degli spazi, ma il Real è pronto a fare male in contropiede sfruttando la velocità degli imprendibili <strong>Vinicius </strong>e <strong>Rodrygo</strong>. Proprio da uno scambio dei due, ispirati da un super controllo al volo con conseguente assist di <strong>Bellingham</strong>, nasce al 12° il gol del vantaggio madridista. Il City tenta la reazione, <strong>Haaland </strong>(in uno dei rari lampi di una partita ancora una volta amorfa quando conta) colpisce la traversa e sfiora un altro gol di testa, ma il Real fa male in ripartenza, volando sulle ali di un <strong>Vinicius </strong>che pare la versione brasiliana del <strong>Messi </strong><em>mundial</em>. <br>Chi si aspetta una ripresa con copione simile sbaglia però, perché il Madrid, forse inspiegabilmente o forse no (perché rincorrere l&#8217;avversario senza tenere quasi mai la palla è molto più sfiancante) crolla dal punto di vista atletico, contro un City che continua a sciorinare il suo calcio di posizione e possesso, e che cinge sempre più la porta di un ottimo &#8211; a differenza dell&#8217;andata &#8211; <strong>Lunin</strong>. Il paradosso è che il pari di <strong>De Bruyne</strong> al 32° nasce da un errore della difesa spagnola, con <strong>Rudiger </strong>incapace di spazzare una palla proveniente dal <em>diavolo </em><strong>Doku </strong>dal fronte mancino.<br>Il City a questo punto ha l&#8217;inerzia dalla sua, <strong>De Bruyne</strong> manca due volte il colpo del ko, ma il Real riesce, seppur esausto, a portarla ai supplementari. La squadra di Pep ha speso moltissimo ed è meno lucida, mentre quella di Ancelotti riesce a ripartire di più, questo nonostante l&#8217;uscita di <strong>Vinicius </strong>e <strong>Rodrygo </strong>per evidenti <em>defaillance </em>fisiche e un <strong>Modric </strong>che non riesce a cambiare marcia come una settimana prima.<br>Si arriva così ai rigori: il City va sull&#8217;1-0, approfittando di un errore &#8211; non da lui &#8211; di <strong>Modric </strong>dal dischetto, ma poi <strong>Bernardo Silva</strong> calcia in bocca a <strong>Lunin </strong>e <strong>Kovacic </strong>conferma anche dal dischetto i suoi limiti. Il Real piazza la freccia del sorpasso, come da tradizione sente l&#8217;odore del sangue e va dritto in meta: <strong>Nacho </strong>e <strong>Rudiger </strong>calciano due rigori che sembrano van Basten, spegnendo il sogno del <em>Double </em>di Pep e spalancando a Carletto le porte di una semifinale epica contro il Bayern.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/04/204958584-4c6ee77d-6710-4675-9e4c-fb75452781a3-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-19336" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/04/204958584-4c6ee77d-6710-4675-9e4c-fb75452781a3-1024x683.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/04/204958584-4c6ee77d-6710-4675-9e4c-fb75452781a3-300x200.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/04/204958584-4c6ee77d-6710-4675-9e4c-fb75452781a3-768x512.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/04/204958584-4c6ee77d-6710-4675-9e4c-fb75452781a3-1536x1024.jpg 1536w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/04/204958584-4c6ee77d-6710-4675-9e4c-fb75452781a3.jpg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Tutta la delusione di Pep Guardiola</figcaption></figure>



<p></p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il tabellino</h2>



<p></p>



<p><strong>Manchester City-Real Madrid 4-5 dcr (1-1)<br>Marcatori:</strong> pt 12&#8242; Rodrygo (R), 32&#8242; De Bruyne (M).<br><strong>Manchester City (4-2-3-1): </strong>Ederson 6,5; Walker 6, Akanji 6 (sts 7&#8242; sts Stones sv), Dias 6,5, Gvardiol 6,5; Rodri 6, De Bruyne 7,5 (sts 7&#8242; sts Kovacic 5); Bernardo Silva 4,5, Foden 5,5, Grealish 7 (27&#8242; st Doku 7); Haaland 4,5 (pts 1&#8242; pts Alvarez 6). All. Guardiola 6.<br><strong>Real Madrid (4-3-1-2)</strong>: Lunin 7,5; Carvajal 6 (sts 5&#8242; Militao sv), Rudiger 6,5, Nacho 7, Mendy 6; Valverde 5,5, Camavinga 5,5, Kroos 6 (st 34&#8242; Modric 5); Bellingham 6; Rodrygo 6,5 (st 39&#8242; st Diaz 6), Vinicius 6,5 (pts 12&#8242; Vazquez 6,5). All. Ancelotti 6.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le pagelle</h2>



<p></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>MANCHESTER CITY</strong></p>



<p></p>



<p><strong>Il migliore DE BRUYNE 7,5<br></strong>Sì, d&#8217;accordo: avrà sbagliato il gol del possibile 2-1 nel finale dopo aver segnato la rete del pari, ma che partita ha fatto? Uomo ovunque: recuperi, impostazione, regia, conclusioni. Mostra al 2003 Bellingham cosa vuol dire, nel calcio di oggi, essere un calciatore totale. L&#8217;ultimo ad arrendersi (non è un caso che fuori lui, dentro Kovacic la squadra perda fiducia e confidenza) nonché il vero fuoriclasse del City, senza dubbio, in attesa che Haaland si svegli dal sonno in cui è piombato.</p>



<p><strong>Grealish-Doku 7<br></strong>Stessa fascia, stesso grado di pericolosità. Incisivi, ficcanti, dribbling e tiri: il Real soffre soprattutto dalla loro parte. Pep qui azzecca il cambio perché nel momento in cui l&#8217;inglese esce esausto, il giovane belga conferma di avere talento e faccia tosta: non è un caso che il gol del City nasca da quella parte.</p>



<p><strong>Ederson 6,5<br></strong>Bravo a respingere il primo tiro di Rodrygo, poi non può nulla sulla ribattuta. Conferma di essere un portiere affidabile più di Ortega e dal dischetto è implacabile.</p>



<p><strong>Foden 5,5<br></strong>Rigore calciato bene, per il resto non incide. All&#8217;andata si era illuminato con uno stupendo secondo tempo, stavolta non cambia marcia, forse fiaccato dall&#8217;impossibilità di trovare spazi nella difesa chiusa a doppia mandata del Madrid.</p>



<p><strong>Bernardo Silva 4,5<br></strong>Uno dei grandi assenti della serata. Raramente nel vivo del gioco, si vede con il contagocce ed è una rarità visto che nei match di cartello lui risponde sempre presente. Un rigore calciato così poi, con il City avanti nel punteggio, è da cartellino rosso.</p>



<p><strong>Haaland 4,5<br></strong>Oramai è più di un indizio: nelle partite importanti non c&#8217;è quasi mai. Aveva steccato semifinali e finali la scorsa stagione dopo un&#8217;annata super, e poteva pure essere un caso. Ma oggi non lo è più. Si deve svegliare, se vuole consacrarsi come un campionissimo e non solo come un grande finalizzatore. Oggi come oggi chi preferisce lui a Harry Kane deve andare da un oculista.</p>



<p></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>REAL MADRID</strong></p>



<p></p>



<p><strong>Il migliore LUNIN 7,5<br></strong>Giustamente criticato all&#8217;andata, si riscatta con gli interessi nel ritorno: para di tutto, da vicino e dalla media distanza, sempre con grande sicurezza. Non può niente sulla sassata ravvicinata di De Bruyne per il pari. Ai rigori ne blocca due, anche se quello di Bernardo Silva è un regalo del centrocampista portoghese.</p>



<p><strong>Nacho 7<br></strong>Rispolverato stante l&#8217;assenza di Tchouameni, fascia di capitano al braccio, evita un gol quasi sulla linea, respinge molte insidie, lotta come un leone. E dal rigore trasforma con impeccabile sicurezza.</p>



<p><strong>Rudiger 6,5<br></strong>Suo il rigore decisivo dopo una partita gagliarda. Mezzo voto in meno perché il gol del City lo vede in affanno sul cross di Doku: il suo impacciato tentativo di respinta trova il falco De Bruyne pronto a colpire.</p>



<p><strong>Vinicius 6,5<br></strong>Primo tempo di livello siderale, serve l&#8217;assist a Rodrygo e illumina il campo con giocate di una raffinatezza stilistica e un&#8217;intelligenza tipiche del grandissimo. Poi però, complice anche l&#8217;atteggiamento eccessivamente rinunciatario del Real, sparisce dai radar. Esce stremato.</p>



<p><strong>Bellingham 6<br></strong>Sicuramente meglio dell&#8217;andata, splendido lo stop che avvia l&#8217;azione del gol, ma ancora sembra mancargli qualcosa per incidere in match di questa portata. Non è al meglio della forma da un punto di vista fisico e si vede.</p>



<p><strong>Modric 5<br></strong>Ingresso che stavolta non dà frutti, non riesce a cambiare volto al gioco madridista e calcia malino il rigore.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">L&#8217;altra sfida</h2>



<p></p>



<p>Come City-Real, anche <strong>Bayern Monaco-Arsenal</strong> è meno spettacolare dell&#8217;andata. Anzi: è una gara chiusa, contratta, tra due formazioni di valore ma che hanno paura a sbilanciarsi. I tedeschi comunque fanno di più e costruiscono le occasioni migliori, capitalizzando al 18° della ripresa con il jolly Kimmich.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="TUTTI I RIGORI! 3-4 dcr | Man City v Real Madrid" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/84pnJtw4lcs?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
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		<title>Champions League, finale: Manchester City-Inter 1-0</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2023/06/11/champions-league-finale-manchester-city-inter-1-0.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Buffoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 Jun 2023 07:38:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[2022-2023]]></category>
		<category><![CDATA[de bruyne]]></category>
		<category><![CDATA[dzeko]]></category>
		<category><![CDATA[ederson]]></category>
		<category><![CDATA[guardiola]]></category>
		<category><![CDATA[haaland]]></category>
		<category><![CDATA[inter]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E così alla fine è arrivato per Guardiola il secondo triplete della carriera, che si affianca a quello di 14 anni fa (diventato poi un&#8217;incredibile [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-drop-cap">E così alla fine è arrivato per <strong>Guardiola</strong> il secondo <em>triplete</em> della carriera, che si affianca a quello di 14 anni fa (diventato poi un&#8217;incredibile sestina). Il <strong>Manchester City </strong>corona con il successo più importante una lunga stagione trionfale, ma la partita di Instanbul, a onor del vero, ha visto scendere in campo una delle versioni del<strong> City</strong> più appannate e meno brillanti della stagione; per larghi tratti, la squadra è parsa in preda a una certa ansia da prestazione.</p>



<p>Nel primo tempo gli inglesi hanno avuto a lungo in mano il pallino del gioco e hanno sicuramente costruito di più, ma i ritmi sono stati lenti in maniera inusuale e in generale le fitte trame palla al piede che contraddistinguono il calcio del City si sono viste solo in un paio di occasioni. L&#8217;<strong>Inter</strong> non si è sbilanciata, ha tenuto bene il campo e ha concesso poco, pur non calciando praticamente mai in porta. L&#8217;infortunio di <strong>De Bruyne</strong> ha privato gli inglesi del loro cervello, ma è stato in ogni caso compensato dall&#8217;ingresso di un Foden rivelatosi poi più che buono.</p>



<p>Nella ripresa le squadre si sono allungate, il <strong>City</strong> ha sempre costruito di più ma l&#8217;<strong>Inter</strong> è ripartita meglio e forse non ha sfruttato nel modo migliore un paio di sbilanciamenti degli inglesi. il gol di <strong>Rodri </strong>ha coronato la superiorità della squadra di Manchester, ma anche soffiato nelle trombe dell&#8217;orgoglio interista: i nerazzurri sono stati infatti in grado di reagire e hanno creato almeno due pericoli seri alla porta di<strong> Ederson</strong>, che è stato determinante, con un <strong>Lukaku</strong> che ha sostituito l&#8217;ectoplasma bosniaco, ma si è rivelato croce e delizia. Clamoroso, in particolare, il colpo di testa ravvicinato respinto dal portiere brasiliano, giunto al termine di un&#8217;azione elaborata e che avrebbe portato l&#8217;Inter sul pari. I nerazzurri ci hanno creduto fino all&#8217;ultimo istante e hanno disputato un ottimo finale di gara. Nel complesso, il <strong>City</strong> ha avuto qualcosina di più (e anche costruito diverse situazioni che potevano portare al raddoppio), ma un pareggio non sarebbe stato uno scandalo, in campo non si è visto il solco che ha separato le due squadre per tutta la stagione. </p>



<p>A conti fatti, è stata quasi una vittoria di &#8220;corto muso&#8221;, lontana dai trionfi del Barcellona, ma che corona la straordinaria competizione degli azzurri, che chiudono imbattuti.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Il tabellino</h3>



<p></p>



<p><strong>MANCHESTER CITY-INTER 1-0<br>Marcatore:</strong> st 23&#8242; Rodri.<br><strong>Manchester City</strong>: Ederson; Akanji, Dias, Aké; Stones (st 37&#8242; Walker), Rodri; Bernardo Silva, De Bruyne (pt 36&#8242; Foden), Gundogan, Grealish; Haaland. A disp.: Ortega, Carson, Philips, Laporte, Alvarez, Sergio Gomez, Mahrez, Perrone, Palmer, Lewis. All.: Guardiola.<br><strong>Inter</strong>: Onana; Darmian (st 39&#8242; D&#8217;Ambrosio), Acerbi, Bastoni (st 31&#8242; Gosens); Dumfries (st 31&#8242; Bellanova), Barella, Brozovic, Calhanoglu (st 39&#8242; Mkhitaryan), Dimarco; Lautaro, Dzeko (st 12&#8242; Lukaku). A disp.: Handanovic, Cordaz, Gagliardini, De Vrij, Correa, Asllani, Skriniar. All.: Inzaghi.</p>



<p></p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Le pagelle</h3>



<p></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>MANCHESTER CITY</strong></p>



<p></p>



<p><strong>Il migliore RODRI 7</strong><br>Il leader di una squadra parsa per larghi tratti contratta e lontana parente della macchina da calcio ammirata contro Bayern, Arsenal e Real Madrid. Nel primo tempo si disimpegna bene in diverse situazioni e il gol decisivo gli vale almeno mezzo voto in più.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1021" height="608" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/06/Rodri.webp" alt="" class="wp-image-14319" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/06/Rodri.webp 1021w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/06/Rodri-300x179.webp 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/06/Rodri-768x457.webp 768w" sizes="(max-width: 1021px) 100vw, 1021px" /></figure>



<p></p>



<p><strong>Ederson 7<br></strong>Nel contesto di una vittoria che non ha molto del &#8220;guardiolismo&#8221;, il portiere brasiliano, dimenticato dalla partita per larghi tratti, nel finale ci mette una pezza clamorosa e più in generale deve intervenire in pù occasioni, compresa un&#8217;uscita complicata a pochi minuti dalla fine.</p>



<p><strong>Ruben Dias 7<br></strong>Lo statuario centrale portoghese è stato impeccabile nel gioco aereo e si è confermato un giocatore di grande spessore, bravo anche in fase di impostazione.</p>



<p><strong>Stones 6,5<br></strong>Di gran lunga il più attivo nel primo tempo, quando sale quasi fino alla posizione di trequartista, cala un po&#8217; nella ripresa.</p>



<p><strong>Foden 6,5<br></strong>Si divora un gol calciando male, ma è brillante in diverse situazioni e regala un paio di<em> iniestate</em> palla al piede.</p>



<p><strong>Gundogan 6<br></strong>Sapiente magistero in mezzo al campo, sbaglia qualcosa nel primo tempo, meglio nella ripresa, ma partita tutto sommato normale.</p>



<p><strong>Bernardo Silva 6<br></strong>Il più brillante in avvio, quando sfiora l&#8217;incrocio con un sinistro alla Del Piero, si spegne un po&#8217; nella ripresa e perde nettamente un paio di duelli con Di Marco.</p>



<p><strong>Akanji 5<br></strong>Il laterale destro commette una distrazione clamorosa su Lautaro, che poteva costare cara, e in generale non dà molta sicurezza né contribuisce fattivamente alla manvora. Brutta partita.</p>



<p><strong>Haaland 5<br></strong>La delusione della serata, conferma l&#8217;involuzione degli ultimi mesi: calcia su Onana alla prima occasione, ma subisce (anche se può sembrare paradossale) la fisicità di Acerbi e Bastoni e in generale fa spesso giocare il City con un uomo in meno. Brutti anche un paio di passaggi con cui agevola le ripartenze nerazzurre e non sfrutta la superiorità numerica dei suoi.</p>



<p></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>INTER</strong></p>



<p></p>



<p class="has-text-align-left"><strong>il migliore: BASTONI 7</strong><br>Mette la museruola al colosso norvegese, sbaglia poco nulla e in generale si conferma un grande centrale.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/06/Bastoni.jpeg" alt="" class="wp-image-14321" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/06/Bastoni.jpeg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/06/Bastoni-300x200.jpeg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/06/Bastoni-768x512.jpeg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">MILAN, ITALY &#8211; MAY 16: Alessandro Bastoni of FC Internazionale celebrates the team&#8217;s victory after the final whistle of the UEFA Champions League semi-final second leg match between FC Internazionale and AC Milan at Stadio Giuseppe Meazza on May 16, 2023 in Milan, Italy. (Photo by Mike Hewitt/Getty Images)</figcaption></figure>



<p></p>



<p><strong>Acerbi 7<br></strong>Come il compagno di reparto, grande protagonista pressoché impeccabile, ci mette fisico, grinta e intelligenza.</p>



<p><strong>Brozović 7<br></strong>Prima frazione di gioco da primo della classe, non sbaglia un pallone e anzi ne recupera tre potenzialmente pericolosi. Meno brillante nella ripresa, ma sempre positivo.</p>



<p><strong>Onana 6,5<br></strong>Bravissimo con i piedi, anche se si prende un paio di rischi di troppo, e non sbaglia nelle poche occasioni in cui è chiamato in causa.</p>



<p><strong>Di Marco 6,5<br></strong>Il motorino nerazzurro ferma con le buone o con le cattive più volte Bernardo Silva e sfiora il gol del pari con un improbabile colpo di testa che si stampa sulla traversa.</p>



<p><strong>Barella 6<br></strong>Motorino inesauribile, recupera diversi palloni ma davanti non è molto incisivo.</p>



<p><strong>Lautaro 6<br></strong>Corre e lotte come un leone, cantavano una volta i tifosi laziali per il <em>Cholo</em>, e Lautaro lo emula, specie nel primo tempo in cui è abbandonato a se stesso nella metacampo avversaria.</p>



<p><strong>Džeko 5<br></strong>Sperduto tra le maglie azzurre, sembra che inizi la partita con il fiatone, non tiene un pallone ed è avulso dalla manovra. L&#8217;impressione è che sia ai titoli di coda.</p>



<p><strong>Dumfries 5<br></strong>Tecnicamente pare per larghi tratti inadeguato, sbaglia parecchi palloni e non dà contributi decisivi.</p>



<p><strong>Lukaku 5<br></strong>Come dicevamo, croce e delizia: il suo ingresso regala all&#8217;Inter energie e la capacità di essere pericolosa, ma un grave errore sotto porta non può non togliergli almeno un voto, e anche in un&#8217;altra occasione è al posto sbagliato nel momento sbagliato.</p>



<p><strong>Hakan Çalhanoğlu 4,5<br></strong>Il peggiore dei suoi, nel primo tempo non sembra essere sceso in campo e nella ripresa le cose cambiano di poco, disorientato dal fraseggio del City e incapace di incidere.</p>



<p></p>



<p class="has-text-align-right"><strong><em>Pezzo a cura di </em>FRANCESCO BUFFOLI <em>e</em> TOMMASO CIUTI</strong></p>
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		<title>Champions League, andata semifinali: Real Madrid-Manchester City 1-1</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2023/05/10/champions-league-andata-semifinali-real-madrid-manchester-city-1-1.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Buffoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 May 2023 12:49:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[2022-2023]]></category>
		<category><![CDATA[ancelotti]]></category>
		<category><![CDATA[champions league]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Storia scende in campo, recita un proverbio che circola nel mondo dello sport da molti anni, e quando si parla di Real Madrid l&#8217;impressione [&#8230;]</p>
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<p class="has-drop-cap">La Storia scende in campo, recita un proverbio che circola nel mondo dello sport da molti anni, e quando si parla di <strong>Real Madrid</strong> l&#8217;impressione è che il motto dica semplicemente il vero. Se nel corso della stagione il Real è stato altalenante, tanto da ritrovarsi a 13 punti da un <strong>Barcellona</strong> in ricostruzione, nei momenti chiave il blasone della maglia bianca fa sentire il suo peso. Siamo portati a credere che il <strong>Real </strong>sia una squadra che &#8220;punta sui campioni&#8221;, ed è sicuramente vero, ma se c&#8217;è qualcuno che riesce a confermarsi sempre ai vertici europei, quasi a prescindere dai nomi in campo, questi è il Real: nove anni fa i <em>Blancos</em> vinsero la decima e i giocatori più decisivi furono Ramos, Cristiano Ronaldo, Di Maria, forse anche Bale. Di quella squadra eccezionale, oggi, restano Modric e Benzema, che fugnono da grandi vecchi ma non sono gli uomini determinanti della formazione odierna, eppure questo Real giovane, brillante e aggressivo si sta giocando l&#8217;ennesimo accesso a una finale di Champions. Il <strong>City</strong> ha iniziato molto bene, creando diverse occasioni, ma è stato anche messo in difficoltà. </p>



<p>Se <strong>De Bruyne </strong>si è confermato per l&#8217;ennesima volta il leader e l&#8217;uomo chiave per la manovra della squadra, è mancato all&#8217;appello un <strong>Haaland</strong> imbrigliato dall&#8217;attenta difesa madrilena. In ogni caso il pareggio è a mio parere il risultato più giusto: non abbiamo assistito ai fuochi d&#8217;artificio di Manchester 2022, ma anche quella di ieri è stata una grande partita. Un appunto polemico: la nutrita legione dei nemici di <strong>Guardiola</strong>, che in Italia spopola e rappresenta una fetta importante degli appassionati di calcio, lo attaca e lo rimprovera per motivazioni ideologiche che fanno a pugni con i fatti e che riducono il dibattito sportivo a una rissa verbale da bar, in cui l&#8217;unica argomentazione è l&#8217;antipatia personale, e non notano quello che forse resta a oggi il vero difetto del tecnico spagnolo: a mio parere, è incomprensibile non effettuare un solo cambio in una partita come quella di ieri, viste anche le alternative a disposizione. Se rimane vero, secondo me, che il <strong>Manchester City </strong>è una rosa ricca di talento ma povera di fenomeni assoluti, è anche vero che questo talento andrebbe valorizzato meglio in occasioni come quella di ieri.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/05/3700531-75300548-2560-1440-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-14003" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/05/3700531-75300548-2560-1440-1024x576.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/05/3700531-75300548-2560-1440-300x169.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/05/3700531-75300548-2560-1440-768x432.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/05/3700531-75300548-2560-1440.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">L&#8217;esultanza dei giocatori del City</figcaption></figure>



<p></p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Il tabellino</h3>



<p></p>



<p><strong>REAL MADRID-MANCHESTER CITY 1-1<br>Marcatori: </strong>pt 36&#8242; Vinicius Jr (R); st 22&#8242; De Bruyne (M).<br><strong>Real Madrid:</strong> Courtois; Carvajal, Rudiger, Alaba, Camavinga; Valverde, Modric (42&#8242; st Nacho), Kroos (39&#8242; st Tchouameni); Rodrygo (37&#8242; st Asensio), Benzema, Vinicius. A disp.: Lunin, Luis Lopez, Vallejo, Hazard, Odriozola, Lucas Vazquez, Ceballos, Mariano Diaz. All.: Ancelotti.<br><strong>Manchester City:</strong> Ederson; Walker, Dias, Akanji; Stones, Rodri; Bernardo Silva, Gundogan, De Bruyne, Grealish; Haaland. A disp.: Ortega Moreno, Carson, Phillips, Laporte, Alvarez, Gomez, Mahrez, Foden, Palmer, Lewis. All.: Guardiola.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Le pagelle</h3>



<p></p>



<p><strong>REAL MADRID</strong></p>



<p><strong><em>Il migliore</em> VINICIUS JR. 7,5<br></strong>Oggi credo sia sostenibile l&#8217;idea per cui l&#8217;esterno brasiliano sia il miglior giocatore brasiliano e anzi forse di tutto il Sudamerica: quando cambia passo palla al piede semina avversari, pare avere la marmitta truccata, regala alcuni colpi da campione e segna un gol capolavoro. Ha ragione Ancelotti: il giocatore chiave del Real Madrid, in questo momento, è lui.</p>



<p><strong>COURTOIS 7<br></strong>Il gigante belga, quando la palla scotta, è una garanzia: tiene in partita i suoi durante i primi minuti, tutti vissuti in sofferenza, e compie un intervento importante su De Bruyne poco prima del gol del pareggio, sul quale è incolpevole.</p>



<p><strong>RUDIGER 7<br></strong>Il ruvido centrale tedesco costringe Haaland a indossare la muserola e lo contiene bene per novanta minuti, senza sbagliare di fatto un solo intervento. Come lui, il compagno di reparto Alaba (7), che ha anche il merito di immolarsi in un intervento che ha ricordato quello compiuto da Mascherano su Robben ai mondiali del 2014. </p>



<p><strong>RODRYGO 6,5<br></strong>Giocatore più tipicamente brasiliano rispetto al gemello, salta l&#8217;uomo un paio di volte con giocate da capogiro ed è costante pericoloso e nel vivo del gioco.</p>



<p><strong>MODRIC 6+<br></strong>Il fuoriclasse croato si limita al &#8220;toque&#8221;, ma merita almeno un &#8220;+&#8221; per lo splendido tocco di esterno con cui libera il compagno di reparto Camavinga (7), che a centrocampo è un motorino inesauribile, recupera palloni, lotta e serve a Vinicius Jr. l&#8217;assist per il vantaggio.</p>



<p><strong>BENZEMA 6<br></strong>Serata dalle polveri bagnate, in cui comunque regala alcuni appoggi e giocate di classe.</p>



<p></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>MANCHESTER CITY</strong></p>



<p></p>



<p><em><strong>Il migliore</strong></em> <strong>DE BRUYNE 7</strong><br>Nella sua stagione meno brillante e continua, in Premier, stagione in cui comunque ha messo a referto tante giocate decisive, Kevin prende per mano la squadra nel momento difficile, mette in difficoltà due volte il connazionale che gioca in porta nel Real e poi segna il pareggio con una fucilata che ha evocato le gesta di Nedved.</p>



<p><strong>EDERSON 7<br></strong>Meno impegnato del suo dirimpettaio madridista, deve comunque prodigarsi in due interventi decisivi e spettacolari.</p>



<p><strong>GUNDOGAN 6,5<br></strong>Sapiente regia in mezzo al campo, non inventa cose eclatanti ma tocca un gran numero di palloni e serve a De Bruyne l&#8217;assist per il pareggio.</p>



<p><strong>BERNARDO SILVA 6<br></strong>Un paio di veroniche di <em>zidaniana</em> memoria, ma per il resto una partita di alti e bassi in cui non fa la differenza.</p>



<p><strong>HAALAND 5<br></strong>La delusione della serata: si libera al tiro in un paio di occasioni, ma per il resto viene controllato bene dalla difesa. Avrebbe a mio parere bisogno del supporto di un uomo in area di rigore, ma Guardiola non è dello stesso avviso.</p>



<p></p>



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<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Tactical Analysis : Real Madrid 1-1 Man City | How Ancelotti Shut Down The City Build Up|" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/VLJS3wdYaM4?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<p></p>
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		<title>Conferme, sorprese e delusioni: la top 11 e la flop 11 del Mondiale in Qatar</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2022/12/20/conferme-sorprese-e-delusioni-la-top-11-e-la-flop-11-del-mondiale-in-qatar.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Niccolo Mello]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Dec 2022 22:54:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[2022]]></category>
		<category><![CDATA[amrabat]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si è conclusa una delle edizioni più belle nella storia della Coppa del Mondo. Con la finale probabilmente più avvincente ed emozionante di sempre: 120 [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2022/12/20/conferme-sorprese-e-delusioni-la-top-11-e-la-flop-11-del-mondiale-in-qatar.html">Conferme, sorprese e delusioni: la top 11 e la flop 11 del Mondiale in Qatar</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-drop-cap">Si è conclusa una delle edizioni più belle nella storia della Coppa del Mondo. Con la finale probabilmente più avvincente ed emozionante di sempre: 120 minuti di emozioni indescrivibili, più i rigori, che hanno sancito il trionfo del&#8217;Argentina di <strong>Lionel Messi</strong> (<a href="https://gameofgoals.it/2022/12/18/mondiale-finale-argentina-francia-7-5-dcr-partita-indimenticabile-messi-e-mbappe-immensi.html">qui</a> il pezzo della finale del nostro Tommaso Ciuti).</p>



<p></p>



<h2 class="has-text-align-center has-black-color has-white-background-color has-text-color has-background wp-block-heading">I MIGLIORI</h2>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Il podio</h3>



<p></p>



<p>Il <em>Diez</em> argentino &#8211; inutile sottolinearlo &#8211; è il meritatissimo MVP (a differenza di quanto avvenne nel 2014) della competizione. <strong>Lionel Messi</strong> ha segnato 7 reti e regalato 3 assist. È andato in gol sempre dagli ottavi in poi. È stato il collante, l&#8217;architetto e il finalizzatore principe di un&#8217;Argentina cresciuta passo dopo passo e diventata squadra. La medaglia d&#8217;oro è sua, senza discussioni.<br>Argento per <strong>Kylian Mbappé</strong>. Semplicemente mostruoso. Otto reti, capocannoniere, 4 gol in due finali mondiali come nessuno prima di lui, 3 in un colpo come solo Hurst nel 1966. È a 12 gol in 2 edizioni di Coppa del mondo prima di compiere 24 anni. Non ha il genio o la tecnica nello stretto degli eletti, ma in quanto a potenza, decisività e impatto sulle proprie squadre teme pochissimi confronti.<br>Il bronzo è di un giocatore meno noto, il marocchino <strong>Sofyan Amrabat</strong>. Classe &#8217;96, è stato l&#8217;architrave e il fulcro del Marocco, capace di spingersi in semifinale dove nessuna africana era mai arrivata, e di mettere in fila squadre del calibro di Belgio, Spagna e Portogallo, arrivando a uno storico quarto posto, superato nella finalina dalla Croazia.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">La top 11</h3>



<p></p>



<p>In porta ci va <strong>Emiliano Martinez</strong>: decisivo con l&#8217;Argentina nei momenti difficili, vedi partite contro l&#8217;Olanda nei quarti e la Francia in finale, precede di un&#8217;unghia <strong>Bonou</strong> del Marocco e <strong>Livakovic</strong> della Croazia.<br>Difesa a 4: <strong>Hakimi</strong> a destra, che è stata sempre una certezza; il milanista <strong>Hernandez</strong>, freccia francese, a sinistra, nonostante una finale complicata. In mezzo opto per <strong>Gvardiol</strong>, il miglior difensore del Mondiale, e per un altro marocchino, lo stoico <strong>Saiss</strong>: fino a quando lui è stato bene, il Marocco aveva una difesa quasi imperforabile, con un gol subito su autorete contro il Canada. Citazioni per <strong>Thiago Silva</strong> del Brasile, <strong>Dumfries</strong> dell&#8217;Olanda e <strong>Romero</strong> dell&#8217;Argentina.<br>Difficile la scelta a centrocampo: <strong>Griezmann</strong> ha fatto un Mondiale sontuoso, ma ha steccato malamente la finale, e viro su un <strong>Modric</strong> d&#8217;autore, meno grande del 2018 ma ugualmente trascinante, soprattutto dai quarti (per me monumentale la sua partita contro il Brasile) in poi; con il croato, la rivelazione <strong>Fernandez</strong>, regista sopraffino ancorché giovanissimo, cardine della manovra argentina; e il tuttofare <strong>Amrabat</strong> di cui abbiamo già parlato. Buoni anche il brasiliano <strong>Casemiro</strong>, solita e solida certezza, il portoghese <strong>Bruno Fernandes</strong> (il migliore dei lusitani) e menzione importante per due giovani, il classe 2000 marocchino <strong>Ounahi</strong> e il 2003 inglese <strong>Bellingham</strong>.<br>In attacco, detto degli imprescindibili <strong>Messi</strong> e <strong>Mbappé</strong>, il centravanti è <strong>Alvarez</strong>, emergente crack argentino e altro elemento chiave nella vittoria della <em>Seleccion</em>, che batte <strong>Giroud</strong> grazie a una finale decisamente migliore. Peccato per <strong>Kane</strong>: quel rigore sbagliato con la Francia pesa moltissimo, ma fino ad allora aveva disputato un&#8217;ottima competizione.<br>In panchina, <strong>Scaloni</strong> dell&#8217;Argentina, con vice <strong>Regragui</strong> del Marocco.</p>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="896" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/12/Schermata-2022-12-20-alle-23.36.07-1024x896.png" alt="" class="wp-image-13055" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/12/Schermata-2022-12-20-alle-23.36.07-1024x896.png 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/12/Schermata-2022-12-20-alle-23.36.07-300x263.png 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/12/Schermata-2022-12-20-alle-23.36.07-768x672.png 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/12/Schermata-2022-12-20-alle-23.36.07.png 1442w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure></div>



<p></p>



<h2 class="has-text-align-center has-black-color has-white-background-color has-text-color has-background wp-block-heading">I PEGGIORI</h2>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Il podio</h3>



<p></p>



<p>Non è tanto una questione di medie voto, quanto di aspettative. E di chi ha deluso di più in base a queste ultime.<br>Il flop più fragoroso del Mondiale si chiama <strong>Kevin De Bruyne</strong>. Arrivato in pompa magna e con i gradi di miglior centrocampista del mondo, ha disputato tre partite molto anonime, sulla falsariga del Ronaldinho 2006 per intenderci, ed è uscito malamente al primo turno con il suo Belgio senza mai riuscire a guidarlo. Quanto è lontano il City di Pep&#8230;<br>Secondo, <strong>Cristiano Ronaldo</strong>. Per l&#8217;atteggiamento, prima ancora che per il rendimento. Posto che anche il rendimento è stato un disastro, confermando quanto di poco rilevante aveva già fatto nei Mondiali precedenti (ad eccezione in parte del 2006 e del 2018). Gli 0 gol in 8 partite nelle gare a eliminazione diretta parlano da soli, ma in realtà sono le sue prestazioni a essere terribilmente mancate. Non lo assolve il gol su rigore al debutto contro il Ghana né una partita sufficiente con l&#8217;Uruguay. Male con la Corea del Sud, panchinato con la Svizzera (e il suo sostituto Gonçalo Ramos ne fa tre più un assist&#8230;), male con il Marocco. Ma prima ancora, come si diceva, l&#8217;atteggiamento: un corpo estraneo rispetto alla squadra, come conferma il comportamento da prima donna, le mancate esultanze ai gol dei compagni, i musi lunghi. C&#8217;era una volta un fenomeno.<br>Al terzo posto il tedesco <strong>Thomas Müller</strong>. Di solito, ai Mondiali, sempre una sentenza. Questa volta un disastro. Tre partite e tre gravi insufficienze, e il ruolo di prima punta che non sembra assolutamente adatto alle sue caratteristiche. Pare sulla via del tramonto: con il Bayern avrà ancora un ultimo colpo di coda?</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">La flop 11</h3>



<p></p>



<p>In porta, tre possibilità: <strong>Diogo Costa</strong>, così sicuro nel Porto in Champions così insicuro nel Portogallo: papera con il Ghana, ri-papera con il Marocco che costa l&#8217;eliminazione. Ma peggio ancora, per lo status, <strong>Neuer</strong> e <strong>Courtois</strong>, i due migliori portieri dell&#8217;ultimo lustro incappati in un Mondiale nero. E se il tedesco fa disastri con il Costarica in una gara che però cambia poco vista la vittoria del Giappone sulla Spagna, il belga del Real commette due errori da matita blu contro il Marocco, nella sconfitta che segna l&#8217;estromissione dei<em> Diavoli Rossi</em>. Per questo e perché è il miglior portiere del mondo e dunque la delusione più cocente, opto per lui.<br>Difesa: a destra vado su <strong>Cancelo</strong>, arrivato anche a lui con la nomea di essere uno dei 2-3 esterni difensivi migliori del globo e finito in panchina dopo un avvio negativo. Discorso simile a Cristiano Ronaldo, anche per gli atteggiamenti&#8230; In mezzo, impossibile non menzionare i due centrali della Serbia <strong>Veljkovic</strong> e <strong>Milenkovic</strong>: se i serbi hanno avuto la peggior difesa del Mondiale (8 gol subiti in 3 partite) qualcosa deve pur significare. A sinistra <strong>Maehle</strong>: l&#8217;atalantino della Danimarca ha commesso l&#8217;errore decisivo nell&#8217;eliminazione contro l&#8217;Australia, dopo che già non aveva convinto nei primi due incontri. Citazioni negative anche per <strong>Meunier</strong> e <strong>Castagne</strong> del Belgio e per i tedeschi <strong>Süle</strong> e <strong>Schlotterbeck</strong>.<br>A centrocampo, il pezzo da novanta <strong>De Bruyne</strong> la fa da padrone, purtroppo per lui. Al suo fianco, altre due delusioni assolute considerato il loro status: il polacco <strong>Zielinski</strong>, uomo ovunque del super Napoli spallettiano, che dopo Lewandowski doveva essere la stella della Polonia, ma che è stato insufficiente in 3 gare su 4 (e nonostante il gol contro l&#8217;Arabia Saudita anche in quel frangente non ha brillato) e con la Francia negli ottavi ha sprecato due ghiotte opportunità sullo 0-0; e l&#8217;uruguagio <strong>Valverde</strong>, uno dei crack del Real, ma incappato in un Mondiale negativo con due prestazioni da dimenticare con Corea del Sud e Portogallo. Alternative: si pesca sempre dal Belgio, con <strong>Witsel</strong> e <strong>Carrasco</strong>, e anche dalla Danimarca con un <strong>Eriksen</strong> mai nel vivo del gioco.<br>In attacco, abbiamo detto di <strong>Cristiano Ronaldo</strong> e <strong>Thomas Müller</strong>. Con loro, <strong>Lukaku</strong>. Una partita sola, ma almeno tre sbagli a porta vuota contro la Croazia che portano il Belgio all&#8217;eliminazione. Precede di poco, nello spot di attaccante centrale, l&#8217;uruguaiano <strong>Nunez</strong>, che non segna mai, gioca malissimo con Corea del Sud e Portogallo e si riscatta giusto un filo con il Ghana perlomeno nel gioco di sponda. Il belga <strong>Hazard</strong> anche lui un disastro dopo i fasti di Russia 2018, ma si parla di un giocatore da tempo in parabola discendente.<br>In panchina, <strong>Martinez</strong> del Belgio, con <strong>Flick</strong> (Germania) e <strong>Stojković</strong> (Serbia) vice.</p>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="893" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/12/Schermata-2022-12-20-alle-23.35.47-1024x893.png" alt="" class="wp-image-13056" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/12/Schermata-2022-12-20-alle-23.35.47-1024x893.png 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/12/Schermata-2022-12-20-alle-23.35.47-300x262.png 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/12/Schermata-2022-12-20-alle-23.35.47-768x669.png 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/12/Schermata-2022-12-20-alle-23.35.47.png 1450w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure></div>
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		<title>Mondiale, 3ª giornata: Estremo Oriente da sballo, clamorosa Australia, flop De Bruyne</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Niccolo Mello]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Dec 2022 23:22:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[2022]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina: tutta la gioia degli australiani dopo la qualificazione La conferma Il calcio si conferma sempre più globale. Delle 16 qualificate agli ottavi, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2022/12/03/mondiale-3a-giornata-estremo-oriente-da-sballo-clamorosa-australia-flop-de-bruyne.html">Mondiale, 3ª giornata: Estremo Oriente da sballo, clamorosa Australia, flop De Bruyne</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-text-align-right"><em>Immagine di copertina: tutta la gioia degli australiani dopo la qualificazione</em></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">La conferma</h3>



<p></p>



<p>Il calcio si conferma sempre più globale. Delle 16 qualificate agli ottavi, “solo” 8 sono europee, un record negativo: alle big designate Francia, Inghilterra, Portogallo e Spagna, si aggiungono l&#8217;indecifrabile Olanda, le sempre ostiche Croazia e Svizzera e la timida Polonia. Per il resto, due rappresentanti sudamericane (le immancabili Brasile e Argentina), gli ottimi (fin qui) Stati Uniti, due africane (Senegal e Marocco), due asiatiche dell&#8217;Estremo Oriente (Giappone e Corea del Sud) e la sorpresa assoluta Australia. Nulla nel calcio è scontato. E non lo sarà nemmeno negli ottavi&#8230; </p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">La sorpresa</h3>



<p></p>



<p>Le due sorprese più grandi arrivano dall&#8217;Est asiatico e dall&#8217;Oceania. Il <strong>Giappone</strong> rimonta una Spagna troppo narcisa e la punisce con due reti nella ripresa; la <strong>Corea del Sud</strong> in una gara-fotocopia dei “cugini giapponesi” va sotto contro il Portogallo, ma riesce a pareggiare e al 91&#8242; ottiene il gol-qualificazione. L&#8217;<strong>Australia</strong> sorprende la Danimarca, trova il secondo successo consecutivo dopo quello con la Tunisia e torna agli ottavi a 16 anni di distanza da Germania 2006, quando uscì per mano dell&#8217;Italia. Al di là delle polemiche per le vittorie sorprendenti di giapponesi e sudcoreani, che hanno sfruttato la rilassatezza di due formazioni già qualificate (idem il Camerun contro il Brasile e la Tunisia contro la Francia) c&#8217;è da evidenziare il grande lavoro degli allenatori e l&#8217;organizzazione di squadre consapevoli di non avere grandi stelle del firmamento internazionale e per questo capaci di creare gruppi coesi e omogenei, in grado di lottare fino all&#8217;ultimo. Dimenticavamo una quarta sorpresa, non da meno&#8230; il <strong>Marocco</strong>, capace nel suo girone di arrivare addirittura primo precedendo Croazia e Belgio. In questo caso gli africani, oltre a un gioco intrigante, hanno presentato alcune ottime individualità, da Haikimi a En-Nesyri, passando per il fantasista Ziyech.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">La delusione</h3>



<p></p>



<p>Se si parla di squadre, su tutte, <strong>Belgio</strong> e <strong>Germania</strong>. Entrambe accreditate almeno di un posto nei quarti, sono evaporate. Il Belgio è apparso molle, inconsistente, a fine ciclo e con diversi big fuori fase. La Germania ha pagato il suo “specchiarsi troppo” e qualche scelta errata del ct Flick, che si è affidato eccessivamente alla vecchia guardia, oramai un po&#8217; logora. Male anche <strong>Danimarca</strong> e <strong>Serbia</strong>, altre due squadre che godevano di una ottima considerazione alla vigilia, ma che hanno racimolato un solo punto, ultime dei rispettivi gironi. Tra i singoli la delusione assoluta, rispetto alle potenzialità e a quanto veniva accreditato alla vigilia, è senz&#8217;altro <strong>Kevin de Bruyne</strong>: l&#8217;arma totale di Guardiola al City ha disputato tre partite incolori. Un flop totale.</p>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="751" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/12/Schermata-2022-12-03-alle-00.18.29-1024x751.png" alt="" class="wp-image-12915" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/12/Schermata-2022-12-03-alle-00.18.29-1024x751.png 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/12/Schermata-2022-12-03-alle-00.18.29-300x220.png 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/12/Schermata-2022-12-03-alle-00.18.29-768x563.png 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/12/Schermata-2022-12-03-alle-00.18.29-1536x1126.png 1536w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/12/Schermata-2022-12-03-alle-00.18.29.png 1828w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure></div>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Il protagonista</h3>



<p></p>



<p>Era già stato fondamentale contro la “sua” (gioca nel Friburgo) Germania. Si è ripetuto contro la Spagna, entrando nella ripresa con il Giappone in svantaggio. <strong>Ritsu Doan</strong> firma il pari e propizia la rete della vittoria, quella che spinge gli asiatici, clamorosamente, al primo posto in un girone che per loro pareva quasi proibitivo. </p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">La top 11</h3>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="741" height="646" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/12/Schermata-2022-12-03-alle-00.15.20.png" alt="" class="wp-image-12912" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/12/Schermata-2022-12-03-alle-00.15.20.png 741w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/12/Schermata-2022-12-03-alle-00.15.20-300x262.png 300w" sizes="(max-width: 741px) 100vw, 741px" /></figure></div>



<p></p>



<p class="has-text-align-right"><strong><em>Per risultati, classifiche e programma degli ottavi, clicca <a href="https://www.gazzetta.it/calcio/mondiali/calendario-risultati/">qui</a></em></strong></p>
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		<title>Sotto i cieli grigi delle Fiandre: i 10 calciatori belgi più grandi del dopoguerra</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2022/08/19/sotto-i-cieli-grigi-delle-fiandre-i-10-calciatori-belgi-piu-grandi-del-dopoguerra.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Tiziano Canale]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Aug 2022 11:44:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Classifiche]]></category>
		<category><![CDATA[belgio]]></category>
		<category><![CDATA[ceulemans]]></category>
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		<category><![CDATA[de bruyne]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La scuola belga è tra le più affascinanti d&#8217;Europa, anche perché un paese relativamente piccolo, che funge da cerniera tra il mondo latino e quello [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2022/08/19/sotto-i-cieli-grigi-delle-fiandre-i-10-calciatori-belgi-piu-grandi-del-dopoguerra.html">Sotto i cieli grigi delle Fiandre: i 10 calciatori belgi più grandi del dopoguerra</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-drop-cap">La scuola belga è tra le più affascinanti d&#8217;Europa, anche perché un paese relativamente piccolo, che funge da cerniera tra il mondo latino e quello germanico e ha due anime tra loro ben distinte, ha avuto un impatto notevole sul mondo del calcio.<br>Affonda le radici in<strong> </strong>Belgio una delle scuole migliori del pianeta in materia di estremi difensori, e arrivano dal Belgio anche alcuni tra i tecnici più iconici e rivoluzionari della storia moderna, la cui versione scientifica e altamente concettuale del calcio totale (che approda a esiti parossistici con il<em> difensivismo fiammingo</em> di breriana memoria) ha rappresentato una delle novità tattiche e strategiche più indecifrabili del calcio europeo (penso a <strong>Guy Thys</strong>, <strong>Raymond </strong><em>&#8220;La Science&#8221;</em><strong> Goethals</strong>, cui andrebbe aggiunto un austriaco ma belga d&#8217;adozione come<strong> Ernst Happel</strong>).<br>Abbiamo selezionato per voi i dieci giocatori più grandi mai nati nel paese bilingue che ha dato i natali a <strong>Jacques Brel</strong>, forse il più grande cantautore europeo del secolo scorso.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">1) Paul Van Himst</h3>



<p></p>



<p>A costo di passare per nostalgico, per il momento riservo il primo posto nella graduatoria al sublime, cerebrale talento di <strong>Paul Van Himst</strong>, il <em>&#8220;Rivera delle Fiandre&#8221;</em>, uno dei numerosi <strong>Pelé</strong> bianchi nonché uno dei calciatori europei più importanti degli anni &#8217;60 e dei primi anni &#8217;70. Centrocampista offensivo e seconda punta dal vasto bagaglio tecnico, <strong>Van Himst</strong> debutta in prima squadra quando è poco più di un bambino, proprio come il Golden Boy, e per circa quindici anni veste solo la maglia dell&#8217;Anderlecht. Eccezionale uomo gol, sopraffino giocoliere con il pallone tra i piedi, ma anche giocatore dotato di una notevole tempra agonistica, <strong>Van Himst</strong> nell&#8217;arco di un quindicennio vince otto titoli nazionali, svariati titoli di capocannoniere e per quattro volte viene premiato come calciatore belga dell&#8217;anno. Le sue memorabili performance europee, che gli valgono l&#8217;ammirazione di tutto il Vecchio Continente, gli portano in dote un titolo di capocannoniere in Coppa delle Fiere (nell&#8217;edizione persa sul filo di lana contro l&#8217;Arsenal del 1970) e soprattutto numerose stagioni tra i candidati al pallone d&#8217;oro, con il fiore all&#8217;occhiello rappresentato da un quarto e da un quinto posto ottenuti tra 1964 e 1965, risultato tanto più ragguardevole per un giocatore costretto a militare in un campionato di secondo piano. Notevole anche la sua carriera con la maglia della nazionale, con cui segna trenta gol e conquista un leggendario terzo posto ai campionati europei del 1972. Nominato calciatore belga del secolo a fine millennio, <strong>Van Himst</strong> non usurpa ancora oggi la corona gli ho riservato.</p>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="680" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/08/Van-Himst-1024x680.jpg" alt="" class="wp-image-11838" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/08/Van-Himst-1024x680.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/08/Van-Himst-300x199.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/08/Van-Himst-768x510.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/08/Van-Himst.jpg 1212w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Van Himst in campo con la maglia della nazionale nel 1972</figcaption></figure></div>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading"> </h3>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">2) Kevin De Bruyne</h3>



<p></p>



<p>Il 31enne rosso di Gand non domina questa graduatoria perché la sua carriera non è ancora finita e prima di incoronarlo come sovrano (l&#8217;esito più probabile) ho deciso di temporeggiare per qualche stagione, anche per non difettare di lucidità e del giusto distacco in sede di giudizio. In ogni caso, è probabile che<strong> De Bruyne</strong> sia già oggi il maggior calciatore belga di sempre (o comunque che si contenda il primato con il solo<strong> Van Himst</strong>): centrocampista universale, nasconde dietro il viso da bambino fiammingo un&#8217;intelligenza complessa che opera a trecentosessanta gradi e che gli consente di essere regolarmente il faro delle proprie squadre. Dopo il breve apprendistato in patria, <strong>De Bruyne</strong> a inizio anni 2010 trasloca in Germania e si impone come il centrocampista più importante del calcio tedesco, tanto da strappare all&#8217;agguerrita concorrenza bavarese la palma di miglior giocatore del campionato al termine della Bundesliga 2014/2015. Ma è in Inghilterra che <strong>De Bruyne</strong> diventa un fuoriclasse completo: stringe un legame privilegiato con <strong><a href="https://gameofgoals.it/2022/04/19/grandezza-e-limiti-del-guardiolismo.html">Guardiola</a></strong> e diventa l&#8217;asse portante della lunga epopea del City, la prima squadra in grado di dominare a lungo la Premier dai tempi dello<strong> </strong>United di <strong>Ferguson</strong>, e forse la prima in grado di farlo avendo come diretta concorrente un <strong>Liverpool</strong> tre volte finalista di Champions. <strong>De Bruyne</strong> è un giocatore molto più creativo di quanto non si racconti, ha due piedi da primo della classe e calcia da fuori area come una mezzala tedesca vecchio stampo, oltre ad avere il passo del mezzofondista. Due volte giocatore dell&#8217;anno della Premier (campionato dove il riconoscimento presuppone un&#8217;analisi accurata della stagione) e in ogni caso stabilmente inserito tra i primi tre nelle ultime cinque stagioni, uomo chiave di quattro titoli nazionali, ha regalato sprazzi di classe anche in Europa e in nazionale, pur non riuscendo sempre a consacrarsi a dovere nel momento cruciale. Questo gli toglie poco, in ogni caso, in una prospettiva più ampia: dal 2018 a oggi <strong>De Bruyne</strong> è con margine il miglior centrocampista in circolazione.</p>



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<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Kevin De Bruyne 2022 🔥 Best Skills &amp; Goals, Assists" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/_KgaCygB278?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></div>
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<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">3) <a href="https://gameofgoals.it/2019/10/19/1990-quarti-ritorno-milan-malines-2-0-dts.html">Michel Preud’Homme</a></h3>



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<p>Ammetto che <strong>Preud&#8217;homme</strong> è stato il mio portiere preferito per molto tempo. Cognome esotico, folta capigliatura, agilissimo, <strong>Preud&#8217;Homme</strong> è stato il degno rivale (e poi successore) di <strong>Jean-Marie Pfaff</strong>, al quale lo preferisco, nel complesso. A differenza di <strong>Pfaff</strong>, <strong>Preud&#8217;homme</strong> ha legato il proprio nome a squadre di media caratura (Standard Liegi, Malines, Benfica) con le quali tuttavia è riuscito ad ottenere risultati incredibili, come la Coppa delle Coppe e la Supercoppa con il Malines nel 1988.<br>Portiere agilissimo, stilisticamente perfetto, oltre a grandi riflessi <strong>Preud&#8217;Homme</strong> era anche un leader, un trascinatore, e grazie a un&#8217;eccellente tenuta fisica ha mantenuto altissimi standard di rendimento fino alla soglia dei 40 anni. Con la nazionale ha un rapporto controverso: nell&#8217;80 è il secondo di <strong>Pfaff</strong>, nell&#8217;82 non partecipa, mentre è titolarissimo nel &#8217;90 e nel &#8217;94, anno in quale vince meritatamente il premio come miglior portiere della competizione.</p>



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<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">4) Jean-Marie Pfaff</h3>



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<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Jean-Marie Pfaff, El Simpático [Best Saves]" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/Ejc1XJSq56E?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<p></p>



<p>La scuola belga ha prodotto nel corso dei decenni delle verie e proprie eccellenze nel ruolo di portiere, e onestamente credo ci siano tre fenomeni di valore pressoché paritario che occupano la terza posizione ideale del podio. Un di loro è sicuramente <strong>Jean-Marie Pfaff</strong>. Saracinesca del Bayern<strong> </strong>Monaco per tutti gli anni &#8217;80, <strong>Pfaff</strong> inizia però la carriera in patria, nel<strong> </strong>Beveren, dove rimane per oltre un decennio e dove viene apprezzato soprattutto per il suo carattere estroverso e bislacco, oltre che per le sue eccellenti doti. Trasferitosi al Bayern Monaco abbastanza tardi &#8211; alla soglia di 30 anni &#8211; <strong>Pfaff</strong> colpisce per la grandissima sicurezza con cui dirige il reparto difensivo, i suoi riflessi straordinari e la sua abilità di para rigori. Con la nazionale Belga disputa da giovane un eccellente europeo nel &#8217;76, perdendo in finale contro i rivali della Germania Ovest, e nei mondiali spagnoli e messicani, in occasione dei quali viene soprannominato <em>El Simpático</em> (e premiato come miglior estremo difensore del torneo).</p>



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<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">5) Thibaut Courtois</h3>



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<p>Ultimo grande prodotto della scuola belga, <strong>Courtois</strong> è un cosiddetto portiere freak e per il momento lo relego al terzo posto solo perché la sua carriera è in pieno corso di svolgimento, ma è probabile che dopo aver appeso i guantoni al chiodo si isserà in cime alla graduatoria.<br><strong>Courtois</strong> è un freak perché uno spilungone di 2 metri e quasi 100 kg con quei riflessi è quasi un essere contronatura, alcune sue parate sembrano quasi frutto di un super potere, ma quello che colpisce più di lui è che apparentemente non ha punti deboli. Negli anni in Spagna,<strong> Courtois</strong> si è perfezionato continuamente e ha tutto ciò che un portiere dovrebbe avere: senso della posizione, abilità nelle uscite, piazzamento, raramente commette errori. Forse l&#8217;unico punto debole è la tecnica di base: <strong>Courtois</strong> non è uno sweeper-keeper alla <strong>Allison</strong>, ma il belga ha (quasi) sempre avuto il buon senso di non rischiare improbabili iniziative palla al piede. Il suo rendimento con la nazionale e con il club è di altissimo livello, con l&#8217;apice raggiunto finora nell&#8217;ultima Champions League, dove <a href="https://gameofgoals.it/2022/05/29/champions-league-finale-real-madrid-liverpool-1-0.html"><strong>Thibaut</strong> ha letteralmente trascinato il Real alla vittoria a suon di parate incredibili</a>. Se dovesse continuare su questa strada &#8211; e me lo auguro &#8211; ha tutto per diventare un eccellenza assoluta del ruolo.</p>



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<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">6) Eden Hazard</h3>



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<p>Quando penso ai talenti tecnici più cristallini della generazione giunta all&#8217;appuntamento con la storia dopo <strong>Messi</strong> e <strong>Cristiano Ronaldo</strong>, i primi due nomi che mi vengono in mente sono quelli di <strong>Neymar </strong>e del suo dirimpettaio europeo <strong>Eden Hazard</strong>. Il triste tramonto madrileno non deve trarre in inganno, per quanto necessariamente gli tolga qualche punto (dal 2019 a oggi, di fatto, <strong>Hazard</strong> è un ex giocatore, e ha oggi 31 anni): per diverse stagioni il belga è stato infatti una delle grandi anomalie del calcio contemporaneo; brevilineo e con il baricentro basso, era dotato di una forza clamorosa nelle gambe e un maestro nel dribbling in sterzata. I suoi piedi poi erano baciati dagli dei e la sua visione di gioco era degna dei grandi dieci classici. Dopo aver incantato la Francia quando era un ragazzino prodigio, <strong>Hazard</strong> ha vissuto le stagioni migliori della carriera in Inghilterra: la sua epopea al Chelsea, condita da due titoli nazionali conquistati da assoluto protagonista, lo colloca tra i giganti della sua generazione. L&#8217;Europa è stata un po&#8217; più avara di soddisfazioni, pecca purtroppo non secondaria nell&#8217;epoca della Champions, ma un mondiale da tuttofare immarcabile (memorabili le prestazioni offerte contro Brasile e Francia) e un&#8217;Europa League vinta da mattatore e primo violino riscattano in parte anche i passaggi a vuoti in Champions. Giocatore da palati fini, non può mancare quando si parla di grandissimi della storia belga.</p>



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<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">7) Jan Ceulemans</h3>



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<p>A lungo considerato uno dei giocatori belgi più grandi della storia, <strong>Ceulemans</strong> è stato un giocatore anacronistico. Alto, spalle larghe, calzini rotolati giù, aveva un fisico da pentatleta nettamente in contrasto con il suo modo di giocare: palla al piede infatti era quasi inarrestabile, cambi di passo repentini, finte di corpo quasi innaturali per un fisico così ingombrante, grandissima reattività: per i suoi avversari era spesso un enigma, anche perché non aveva un ruolo ben definito. Trequartista? Ala? Seconda punta? Mezzala? <strong>Ceulemans</strong> è stato tutto e niente: un tuttocampista completissimo, resistente, bravo a difendere e ad attaccare, forte di testa e negli assist, bravissimo senza palla, eccellente rigorista, leader nato: un centrocampista modernissimo, eclettico e versatile, dotato inoltre di una tenuta fisica al limite della perfezione. Disputa quasi tutta la sua carriera in Belgio, nel Club Bruges, dove vince tutto quello che poteva vincere. Gli manca la consacrazione internazionale al livello di club: e dire che negli anni molte squadre tentano di acquistarlo (si parla di Bayern Monaco, Lazio), ed è un peccato, perché sono assolutamente convinto che avrebbe fatto benissimo in club più prestigiosi. Con la nazionale partecipò a tre edizioni di Coppa del Mondo: le prestazioni migliori le fornisce nell&#8217;86 dove è costretto ad arrendersi di fronte ad un altro genio, che indossa la numero 10 ed è nato a Lanús, ma figura comunque nella formazione ideale del torneo.</p>



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<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">8) Eric Gerets</h3>



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<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Eric Gerets &quot;Le Lion de Rekem&quot; ---Best goals &amp; skills---" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/C9qvqUc0Pe8?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen title="Eric Gerets "Le Lion de Rekem" ---Best goals &#038; skills---"></iframe></div>
</div></figure>



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<p><strong>Eric Gerets</strong> è stato probabilmente il difensore belga più forte di sempre. Terzino destro offensivo, implacabile, al suo apice &#8211; intorno alla metà degli anni &#8217;80 &#8211; era considerato uno dei terzini più forti sul palcoscenico europeo. <strong>Gerets</strong> non aveva grandissima tecnica di base, ma sopperiva con una grinta, una tenacia e uno spirito combattivo fuori dall&#8217;ordinario. Il leone – suo soprannome &#8211; era quindi un avversario estremamente ostico da affrontare, resistentissimo, potente, bravissimo a difendere e ad attaccare, trovava anche la via del goal. Le sue prestazioni con lo Standard Liegi attirano le attenzioni di grandi club, tra cui il Milan: è il presidente <strong>Giuseppe Farina</strong> a portarlo a Milano nell&#8217;estate &#8217;83, ovvero l&#8217;anno della risalita del club in Serie A. L&#8217;arrivo del belga suscita grandissimo entusiasmo tra i tifosi; il suo esordio è eccellente: ottime prestazioni e un goal al Verona a San Siro lo rendono subito l&#8217;idolo della tifoseria. Ma sul più bello arriva la stangata: dal Belgio arriva la notizia del presunto coinvolgimento di Gerets in una storia di calcio-scommesse e l&#8217;allora presidente rossonero si trova di fatto quasi costretto a rescindere il suo contratto. La carriera del belga prosegue in Olanda col PSV, con il quale <a href="https://gameofgoals.it/2019/07/19/1988-finale-psv-eindhoven-benfica-6-5-dcr-0-0.html">vince la Coppa Campioni nel 1988</a>.</p>



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<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">9) Vincenzo Scifo</h3>



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<p>Grandissimo talento di origini italiane, <strong>Scifo </strong>non sfigura accanto ad <strong>Hazard</strong> e a <strong>Van Himst</strong> quando si raccontano le massime espressioni tecniche del calcio belga. Giocatore un po&#8217; lunatico e fragile, che non ha probabilmente reso sempre quanto avrebbe potuto, pur scomodando da ragazzino paragoni altisonanti (<strong>Gianni Rivera</strong>, <strong>Michel Platini</strong>),<em> </em><strong>Scifo</strong> è stato un centrocampista offensivo dotato di un dribbling notevole e bravissimo in fase di rifinitura, che ha vissuto le stagioni migliori con la maglia dell<em>&#8216;</em>Anderlecht, consacrandosi sul palcoscenico internazionale nel corso dei mondiali messicani, quando si impone come il giovane più promettente della rassegna iridata. Delle due esperienze italiane, si ricorda come più felice quella di Torino, mentre nella Milano nerazzurra sono più ombre che luci. In ogni caso, visto lo spessore tecnico e visti alcuni grandi apici, pur non essendosi forse consacrato del tutto <strong>Scifo</strong> merita di accomodarsi nella cerchia dei grandi campioni del suo paese d&#8217;adozione.</p>



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<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">10) Romelu Lukaku</h3>



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<p>Altro belga d&#8217;adozione, il centravanti dell&#8217;Inter – così come <strong>De Bruyne</strong> e <strong>Courtois </strong>– viene iscritto al circolo dei campioni del Belgio con l&#8217;asterisco accanto, perché potrebbe risalire la china così come uscire di scena, a seconda di come si evolverà la sua carriera. Fisico da corazziere, <strong>Lukaku</strong> ha iniziato a far parlare di sé i tifosi inglesi i primi anni dello scorso decennio, quando, a dispetto di una certa grettezza tecnica, infila gol con regolarità, tanto da trasferirsi a Manchester (sponda Red Devils) con un carniere da oltre 70 reti nel calcio inglese. A Manchester saranno alti e bassi (così come in occasione della poca brillante esperienza londinese dell&#8217;ultima stagione), e la vera ragione per cui <strong>Lukaku</strong> può reclamare un posto in questa cerchia di campioni sono quindi le stagioni interiste e il rendimento offerto in nazionale: a Milano, <strong>Lukaku </strong>dimostra di calzare come un guanto il calcio italiano, di non soffrirne i rigori tattici e di saper anzi adoperare la propria superiorità fisica per farsi largo tra le maglie avversarie; notevole, nel corso dell&#8217;esperienza italiana, è anche la maturazione sul piano tecnico. L&#8217;uomo del titolo nerazzurro 2020/2021 è senza ombra di dubbio il gigante di origini congolesi. In nazionale,<strong> Romelu</strong> ha messo a referto 68 gol e ha contributo alla conquista di un terzo posto storico ai campionati del mondo (da scarpa di bronzo): direi quindi che quanto a curriculum e continuità di rendimento siamo già ai piani alti.</p>



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<p class="has-text-align-right"><strong>Pezzo a cura di TIZIANO CANALE e FRANCESCO BUFFOLI</strong></p>



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<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Thibaut Courtois vs Liverpool : UCL Final 2021/22" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/Md55beM4_wk?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></div>
</div><figcaption>L&#8217;ultima finale di Champions: un immenso Courtois</figcaption></figure>



<p class="has-text-align-right"> </p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2022/08/19/sotto-i-cieli-grigi-delle-fiandre-i-10-calciatori-belgi-piu-grandi-del-dopoguerra.html">Sotto i cieli grigi delle Fiandre: i 10 calciatori belgi più grandi del dopoguerra</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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		<title>Champions League, andata semifinale: Manchester City-Real Madrid 4-3</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2022/04/27/champions-league-andata-semifinale-manchester-city-real-madrid-4-3.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Gabriele Gilli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Apr 2022 07:35:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[2021-2022]]></category>
		<category><![CDATA[ancelotti]]></category>
		<category><![CDATA[benzema]]></category>
		<category><![CDATA[champions league]]></category>
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		<category><![CDATA[guardiola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina: Kevin De Bruyne esulta per il gol del momentaneo 1-0 [www.eurosport.it] Una follia. Così può essere definita, per quel che mi riguarda, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-text-align-right"><em>Immagine di copertina: Kevin De Bruyne esulta per il gol del momentaneo 1-0 [www.eurosport.it]</em></p>



<p></p>



<p class="has-drop-cap">Una follia. Così può essere definita, per quel che mi riguarda, Manchester City-Real Madrid, l&#8217;andata della prima semifinale giocata in questa edizione di Champions League. È stata una partita dal fonte sentore di revival, per quella costante sensazione di anni &#8217;60 che si è percepita per i 90 minuti contraddistinti da sette gol totali. Infatti, pur essendo una sfida ideologica tra l&#8217;estetica offensiva di <strong>Pep Guardiola</strong> e il pragmatismo di <strong>Carlo Ancelotti</strong>, tra le due compagini sono saltati gli schemi difensivi e le stelle offensive hanno avuto modo di brillare di luce propria in larghi frangenti.<br><br>Per questo motivo, le pagelle dei <em>Blancos </em>e dei <em>Citizens </em>non presenteranno i voti delle <strong>difese</strong> (entrambe da <strong>4</strong>, a mio modo di vedere, soprattutto quella del Real Madrid), mentre si concentreranno sulle stelle offensive di entrambe le squadre, per delineare le loro prestazioni come principale motivo dello spettacolo offerto da una delle partite internazionali più belle degli ultimi anni. <br><br>Le altre considerazioni relative alla necessità da parte del Manchester City di chiudere la pratica al ritorno contro questo Real Madrid, nonché le motivazioni che dovrebbero incoraggiare il Real Madrid stesso a presentarsi al meglio in vista del ritorno, a questo giro, possono passare in secondo piano, perché lo spettacolo offerto da entrambe le squadre vale da solo il prezzo del biglietto, nonché di più di varie riflessioni legate al risultati in sé (4-3 per il Manchester City, per dovere di cronaca).</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Il tabellino</h3>



<p></p>



<p><strong>MANCHESTER CITY-REAL MADRID 4-3<br>MARCATORI:</strong> 2&#8242; De Bruyne, 11&#8242; Gabriel Jesus, 34&#8242;, 82&#8242; Benzema, 52&#8242; Foden, 56&#8242; Vinicius, 73&#8242; Bernardo Silva<br><strong>MANCHESTER CITY (4-3-3):&nbsp;</strong>Ederson; Stones (37&#8242; Fernandinho), Dias, Laporte, Zinchenko; De Bruyne, Rodri, Bernardo Silva; Mahrez, Gabriel Jesus (84&#8242; Sterlin), Foden. All. Guardiola.<br><strong>REAL MADRID (4-3-3):</strong>&nbsp;Courtois; Carvajal, Militao, Alaba (46&#8242; Nacho), Mendy; Kroos, Modric (79&#8242; Ceballos), Valverde; Rodrygo (70&#8242; Camavinga), Benzema, Vinicius (88&#8242; Asensio). All. Ancelotti.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Le pagelle</h3>



<p></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>MANCHESTER CITY</strong></p>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="735" height="416" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/04/233839724-91c2b8a4-27bf-4faa-835b-088fd5a6bbac.jpg" alt="" class="wp-image-10807" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/04/233839724-91c2b8a4-27bf-4faa-835b-088fd5a6bbac.jpg 735w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/04/233839724-91c2b8a4-27bf-4faa-835b-088fd5a6bbac-300x170.jpg 300w" sizes="(max-width: 735px) 100vw, 735px" /><figcaption><em>Phil Foden esulta per il gol del 3-1. [www.repubblica.it]</em></figcaption></figure></div>



<p></p>



<p><strong>IL MIGLIORE</strong><br><strong>FODEN 7</strong><br>È stato difficile stabilire chi si staccasse sugli altri tra i <em>Citizens</em>, ma probabilmente è necessario celebrare la stella di Foden, che già aveva brillato luminosa all&#8217;Etihad ai quarti di finale contro l&#8217;Atletico Madrid e che anche contro l&#8217;altra squadra della capitale spagnola ha messo in mostra tutte le sue risorse offensive e il suo talento cristallino. Fondamentale il suo gol del 3-1, così come l&#8217;intero apporto alla manovra offensiva del Manchester City, per mandare in crisi nera la difesa del Real Madrid. Stella cometa.<br><strong><br>BERNARDO SILVA 7</strong><br>Guardiola lo fa operare di fatto come mezz&#8217;ala, lui lo ringrazia con una prova di assoluto spessore, a conferma di una splendida stagione che l&#8217;ha visto come uno dei più continui ed impattanti per le sorti del City. Manda al manicomio 2/3 del centrocampo del Real Madrid, che non sa come opporsi alla sua classe ed è suo il bolide per il 4-2. Conferma.<br><br><strong>DE BRUYNE 7</strong><br>Nel primo tempo, soprattutto nei primi trenta minuti, è il migliore in campo con distacco, grazie al suo gol di testa, all&#8217;assist stupendo per Gabriel Jesus (<strong>6,5</strong>) e per quella lunga serie di giocate memorabili che infila una dietro l&#8217;altra. Successivamente, cala a vista, nonostante quella mezz&#8217;ora sia più che sufficiente per confermare la classe e lo spessore di un centrocampista tra i più forti degli ultimi 5-10 anni. Certezza.<strong><br></strong><br><strong>MAHREZ 6</strong><br>In pochi minuti si prende la scena grazie al superbo assist per De Bruyne. Poi, però, nonostante alcuni dribbling funambolici che mettono in crisi il povero Mendy, fatica a concretizzare il suo gioco e a finalizzare negli ultimi 20 metri. La sua prestazione è senz&#8217;altro positiva, ma serve migliorare questo aspetto in vista del ritorno, perché il Real Madrid ha dimostrato di approfittare spesso degli errori altrui in questa Champions League.</p>



<p></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>REAL MADRID</strong></p>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/04/Il-cucchiaio-di-Benzema-in-Manchester-City-Real-Madrid-20220426-calciotoday.jpg" alt="" class="wp-image-10805" width="865" height="526" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/04/Il-cucchiaio-di-Benzema-in-Manchester-City-Real-Madrid-20220426-calciotoday.jpg 740w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/04/Il-cucchiaio-di-Benzema-in-Manchester-City-Real-Madrid-20220426-calciotoday-300x182.jpg 300w" sizes="(max-width: 865px) 100vw, 865px" /><figcaption><em>Il cucchiaio di Karim Benzema per il definitivo 4-3. [www.calciotoday.it]</em></figcaption></figure></div>



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<p><strong>IL MIGLIORE<br>KARIM BENZEMA 7,5</strong><br>Già di suo la Treccani fa fatica ad individuare gli aggettivi per descrivere la sua stagione (fin qui indescrivibile, per l&#8217;appunto), ma addirittura le sue cifre realizzative in Champions League sono così esorbitanti da mettere a ferro e fuoco anche le calcolatrici migliori sul mercato. Ad oggi, infatti, conta 14 gol in 10 partite nella massima competizione europea, nonché 9 in 5 nella sola fase ad eliminazione diretta. Inoltre, i gol che ha segnato sono tutto fuorché banali: nel primo si inventa un sinistro volante in controtempo su cross di Mendy, mentre il secondo è frutto di un cucchiaio su rigore. Sbruffone? Probabile, ma anche uno sbruffone che ad oggi risulta il candidato numero uno per la corsa al Pallone d&#8217;oro. Per certi versi noioso.<br><br><strong>VINICIUS 6,5</strong><br>Nel primo tempo si vede poco, ma nel secondo ha modo di accendersi, partendo in campo aperto come un Freccia Argento verso la porta avversaria e umiliando i poveri Fernandinho e Ruben Dias. Il suo gol è pesantissimo in vista del ritorno, ed è una prova tangibile ed ulteriore della sua crescita sotto la gestione di Ancelotti. Inoltre, questo gol è il suo primo sigillo nella fase ad eliminazione diretta di questa Champions League, dopo i 3 assist totali contro PSG e Chelsea. Sempre più prodigioso.<br><br><strong>MODRIC 6,5</strong><br>Soprattutto nel primo tempo il Real Madrid se la vede bruttissima, ed è lui a dover cercare di riordinare le idee in mezzo al campo. Ci riesce per larghi tratti, mettendo in mostra colpi d&#8217;alta scuola, ispira alcune manovre dei suoi compagni di squadra, propizia il primo gol di Benzema con un intervento a centrocampo che innesca il cross di Mendy ed infine, nel secondo tempo, sfiora il bersaglio grosso con un sinistro da fuori area. Predicatore nel deserto.<br><br><strong>KROOS 4</strong><br>Semplicemente irriconoscibile, in ogni singola fase di gioco, sia essa difensiva che offensiva. Non è mai nel vivo della manovra, mai incisivo nel cercare spunti degni di nota ed è costantemente in balia degli avvenimenti. Inoltre, ha delle colpe a dir poco enormi nel gol di Bernardo Silva, per la sua passività nel ripiegamento difensivo. Un lontano parente di uno dei migliori centrocampisti degli ultimi anni. Serataccia.<strong><br></strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2022/04/27/champions-league-andata-semifinale-manchester-city-real-madrid-4-3.html">Champions League, andata semifinale: Manchester City-Real Madrid 4-3</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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