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	<title>manuel rui costa Archivi - Game of Goals</title>
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	<title>manuel rui costa Archivi - Game of Goals</title>
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		<title>Portogallo, la Generazione d&#8217;oro a un passo dal sogno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Tommaso Ciuti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Feb 2025 06:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina: Figo e Rui Costa, simboli della Generazione d&#8217;oro portoghese Saudade: sentimento di nostalgico rimpianto, di malinconia, di gusto romantico della solitudine, accompagnato [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-text-align-right"><em>Immagine di copertina: Figo e Rui Costa, simboli della Generazione d&#8217;oro portoghese</em></p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><em>Saudade: sentimento di nostalgico rimpianto, di malinconia, di gusto romantico della solitudine, accompagnato da un intenso desiderio di un qualcosa di assente (in quanto perduto o non ancora raggiunto) […]</em></p>
</blockquote>



<p class="has-drop-cap">L’enciclopedia Treccani definisce così quel sentimento che permea la poesia lirica portoghese e brasiliana dell’Ottocento e che assume a tutti gli effetti i tratti caratteristici nazionali di queste popolazioni.</p>



<p>Malinconia, rimpianto di un qualcosa che non c’è più, o che non c’è ancora.</p>



<p>Non molto tempo fa, il<em> “complicato sistema di specchi e leve”</em> (semicitazione) &#8211; o per meglio dire di algoritmi informatici di YouTube – mi ha riproposto dalle nebbie del passato la finale del campionato europeo Under 21 1994 tra l’Italia – guidata da <strong>Cesare Maldini</strong>, che ritroveremo quattro anni dopo al timone della nazionale maggiore in occasione dei <a href="https://gameofgoals.it/category/viste-per-voi/mondiali/mondiale-1998">Mondiali di Francia</a> – e il Portogallo. Come forse ricorderete, gli azzurrini si imposero 1-0 ai supplementari, con il gol vittoria di <strong>Orlandini</strong>, giovane centrocampista bergamasco che da lì a pochi mesi sarebbe passato all’Inter a suon di miliardi di lire.</p>



<p>Ad attirare la mia attenzione, però, due giocatori lusitani, il numero 7 ed il numero 10, tali <strong>Luis Figo</strong> e <strong>Manuel Rui Costa</strong>, due che rientrano senza alcun dubbio nella lista dei migliori talenti della storia del calcio portoghese – a proposito, noi ce ne siamo occupati tempo fa, in un articolo intitolato “<em>Gli eroi del mare e del</em> <em>Fado</em>”, lo potete trovare <a href="https://gameofgoals.it/2022/07/17/malinconici-eroi-del-mare-e-del-fado-i-dieci-calciatori-portoghesi-piu-grandi-dellera-moderna.html">qui</a>.</p>



<p>Subito il mio pensiero è volato sulla nazionale portoghese del periodo che parte dalla metà del decennio degli anni Novanta e approda a metà del primo decennio del Duemila, ossia con l’inizio dell’era di <strong><a href="https://gameofgoals.it/2022/03/07/mister-champions-le-10-partite-europee-piu-grandi-di-cristiano-ronaldo.html">Cristiano Ronaldo</a></strong>, mi riferisco agli Europei del 2004 ed ai Mondiali del 2006.</p>



<p>Prima dell’avvento del fenomeno da Madeira, uno dei più importanti giocatori di tutti i tempi, la nazionale lusitana ha vissuto quella che da quelle parti chiamano <em>O Geração de ouro</em>. La bacheca dei trofei è rimasta vuota, nonostante un saliscendi di risultati, che vedevano alternarsi piazzamenti onorevoli a delusioni cocenti.</p>



<p>Ora, è davvero difficile non provare un senso di malinconia a pensare a quella generazione che, pur arrivando ad un passo dal titolo, non è mai riuscita a consacrarsi definitivamente con un trofeo e con un riconoscimento eterno che i suoi giocatori avrebbero senza dubbio meritato. Per uno strano scherzo del destino, il trofeo arrivò il decennio successivo, con la vittoria agli Europei del 2016, ma sfido chiunque a ricordare quest’ultima squadra con più nostalgia e malinconia rispetto a quella della generazione d’oro.</p>



<p>Il trionfo in Francia fu legittimo, come ogni verdetto del calcio, ma non aveva quella magia estetica dei suoi interpreti: <strong>Cristiano Ronaldo</strong> lasciò il segno con un alcune giocate pesanti, in un torneo che non lo vedeva nella sua versione migliore; brillarono <strong>Rui Patricio</strong> e <strong>Joao Mario</strong>, che dalle nostre parti ha rivestito più il ruolo dell’enigma che del campione; <strong>Quaresma </strong>e <strong>Nani</strong>, altri misteri, hanno confezionato giocate-chiave, ed un certo <strong>Eder</strong>, eroe-per-caso, ha risolto la finale contro i padroni di casa.</p>



<p>Austria, Islanda, Ungheria, Croazia, Polonia, Galles, Francia. Non il più proibitivo dei percorsi. Spesso ci ha pensato anche la sorte: tra pali, demeriti altrui, lotterie ai calci di rigore, sorteggi favorevoli e qualificazioni acciuffate sul fil di lana, il Portogallo campione d’Europa appare più cinico che effettivamente dominante. Soprattutto è apparso lontano rispetto a quell’anima latino-mediterranea, fatta di dribbling, fantasia ed una certa tendenza allo spreco e alla mancata concretizzazione dell’azione in risultato (e non è un caso che in buonissima misura troviamo questi elementi nel calcio circense dei “discendenti” brasiliani).</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Ascesa: Mondiale Under 20 ed Euro &#8217;96</h2>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Portogallo - Brasile 0-0 (4-2 d.c.r.) - Mondiale Under 20 1991 - finale" width="1200" height="900" src="https://www.youtube.com/embed/EEuAqpy6cwg?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div><figcaption class="wp-element-caption">La vittoria del Portogallo al Mondiale Under 20 nel 1991</figcaption></figure>



<p></p>



<p>La vittoria del Mondiale Under 20 del 1991 da parte dei baby lusitani in finale proprio contro i verde-oro sembrava aver gettato le basi per una crescita di talenti, ed in effetti è stato così.</p>



<p>Il primo traguardo è stata la raggiunta qualificazione alle fasi finali degli Europei del 1996, dove i portoghesi mancavano da 12 anni. Il girone della fase finale in Inghilterra fu quasi una marcia trionfale: dopo un iniziale pareggio contro i danesi campioni d’Europa in carica – gol di <strong>Brian Laudrup</strong>, a cui rispose <strong>Sà Pinto</strong> – fu il battagliero <strong>Fernando Couto</strong> a decidere la delicata seconda gara contro la Turchia. La terza gara contro la Croazia vide i portoghesi imporsi con un rotondo 3-0 (gol di <strong>Figo</strong>, <strong>Joao Pinto</strong> e <strong>Domingos</strong>), anche se il risultato fu severo:<strong> Vitor Baia</strong> dovette intervenire più volte per mantenere la porta inviolata.</p>



<p>Il momento-verità furono i quarti di finale contro la Repubblica Ceca, dove il Portogallo partiva con i favori del pronostico: venne fuori una gara oggettivamente bruttina, piena di falli, tatticamente bloccata, rotta solamente dall’incursione di <strong>Karel Poborsky </strong>e dalla sua “scucchiaiata” altissima che finì in fondo al sacco. I talenti portoghesi, pur occupando meglio il campo, non incisero e i mitteleuropei, che fino a quel momento non avevano incantato e non sembravano una squadra in grado di raggiungere la finale – su “La Stampa” pregavano senza nascondersi di non assistere ad un altro torneo con un vincitore così casuale, pari a quello di quattro anni prima – staccarono il pass per le semifinali. I portoghesi vennero bollati come “presuntuosi ed ingarbugliati”, evanescenti nei momenti che contano.</p>



<p>Il Portogallo non partecipò ai mondiali francesi del 1998, mancando per un punto il piazzamento per partecipare ai playoff, venendo scavalcato da una Germania non irresistibile e dall’Ucraina.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il brillante Euro 2000</h2>



<p></p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/02/foot_portugal_england_figo_lu-1024x576.webp" alt="" class="wp-image-23318" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/02/foot_portugal_england_figo_lu-1024x576.webp 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/02/foot_portugal_england_figo_lu-300x169.webp 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/02/foot_portugal_england_figo_lu-768x432.webp 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/02/foot_portugal_england_figo_lu.webp 1468w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">La vittoria contro l&#8217;Inghilterra a Euro 2000</figcaption></figure>



<p></p>



<p>Fu però il 2000 l’anno in cui i lusitani brillarono di più. Nel torneo belga-olandese, il cammino dei portoghesi nel girone fu trionfale, chiuso a punteggio pieno. La prima partita fu una delle più belle di tutta la competizione: Portogallo e Inghilterra diedero spettacolo, con i migliori interpreti al meglio: il destro fatato di <strong>David Beckham </strong>telecomandava palloni che <strong>Scholes </strong>e <strong>McManaman </strong>depositarono in fondo al sacco, mentre le giocate di <strong>Luis Figo</strong> – splendido, il suo tiro all’incrocio dei pali – e le invenzioni da genio superiore di <strong>Rui Costa</strong> costruivano la rimonta da 0-2 a 3-2, con<strong> Joao Pinto</strong> (girata di testa) e <strong>Nuno Gomes</strong> (tiro a scavalcare <strong>Seaman </strong>in uscita) a timbrare il tabellino. </p>



<p>Contro la Romania di <strong>Hagi</strong>, i lusitani invece furono imbrigliati: le individualità migliori non riuscirono a performare sui livelli della partita precedente, ma ci pensò un’incornata di <strong>Costinha </strong>su punizione di <strong>Figo </strong>a consegnare altri tre punti fondamentali per i ragazzi di <strong>Jemei</strong>. La terza partita, contro una Germania depressa e povera, fu un altro trionfo per 3-0, nonostante la squadra infarcita di seconde linee venne guidata da un <strong>Paulo Sousa</strong> con una gamba e un passo ben lontani dalle giornate migliori. </p>



<p>Nei quarti di finale contro la Turchia, la qualificazione alle semifinali arrivò sull’asse <strong>Figo</strong>&#8211;<strong>Nuno Gomes</strong>: il primo distribuiva zuccherini da destra, il secondo concretizzava da cannoniere vero (splendida la torsione sul primo gol). Contro la Francia, invece, i talentuosi lusitani dovettero piegarsi davanti ad una delle più belle prestazioni della carriera di <strong>Zinedine Zidane</strong> – ne abbiamo parlato <a href="https://gameofgoals.it/2021/07/29/i-dieci-grandi-momenti-di-zinedine-zidane-con-la-francia.html">qui </a>– ma poco male, il calcio portoghese poteva ritenersi soddisfatto del percorso intrapreso: Figo era ormai uno dei migliori giocatori del mondo e da anni faceva la differenza a Barcellona a suon di dribbling e di giocate e a fine anno fu giustamente premiato con il Pallone d’Oro; <strong>Manuel Rui Costa</strong> si confermava come uno dei migliori trequartisti in circolazione, con vette di rendimento siderale nel nostro campionato ed una visione di gioco rara, che lo portava a distribuire assist a profusione, mentre <strong>Nuno Gomes</strong>, <strong>Conceiçao</strong>, <strong>Fernando Couto </strong>rappresentavano giocatori di sicuro rendimento in squadre medio-alte, in quello che da anni veniva considerato il campionato più difficile al mondo.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il flop del Mondiale 2002</h2>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img decoding="async" width="627" height="360" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/02/130422104042-joao-pinto-2002-horizontal-gallery-1.jpg" alt="" class="wp-image-23321" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/02/130422104042-joao-pinto-2002-horizontal-gallery-1.jpg 627w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/02/130422104042-joao-pinto-2002-horizontal-gallery-1-300x172.jpg 300w" sizes="(max-width: 627px) 100vw, 627px" /><figcaption class="wp-element-caption">Proteste portoghesi contro l&#8217;arbitro nel match con la Corea del Sud che segna una precoce eliminazione dei lusitani</figcaption></figure>



<p></p>



<p>Due anni dopo, al Mondiale nippo-coreano – il primo del nuovo millennio – andò in onda uno psicodramma collettivo. Non è necessario in questa sede rinvangare le polemiche sugli allucinanti <em>orrori </em>arbitrali che noi italiani – e spagnoli &#8211; ricordiamo bene, orrori che ci hanno perseguitato fin dalla fase a gironi e di cui quell’arbitro dalle fattezze grassocce di nome<strong> Byron Moreno</strong> rappresenta solamente la punta dell’iceberg.</p>



<p>La tragedia sportiva coinvolse anche la Francia campione del mondo e d’Europa in carica mestamente eliminata ai gironi nonostante la ricca presenza di stelle in squadra, nonché l’Argentina a caccia di una vittoria al mondiale che mancava da 16 anni. Se tali premature eliminazioni furono roboanti, si può dire la stessa cosa riguardo al Portogallo, che fallì clamorosamente la qualificazione agli ottavi di finale, malgrado i favori del pronostico. L’atto primo fu l’incredibile superficialità con cui i lusitani affrontarono gli Stati Uniti, al loro esordio in una coppa del mondo: persero 3-2 e <strong>Luis Figo</strong> ai microfoni nel dopo-partita disse chiaramente «Abbiamo totalmente sbagliato l’approccio alla partita e abbiamo sottovalutato i nostri avversari, non ce li aspettavamo così». </p>



<p>La seconda partita, contro la malcapitata Polonia, fu la reazione rabbiosa dell’animale ferito: 4-0. L’atto secondo della debacle aveva il volto del santone <strong>Guus Hiddink </strong>e quello di un anonimo terzino destro sudcoreano di nome <strong>Song Chong-gug</strong>, che si prese la gloria di cancellare letteralmente dal campo il 7 lusitano, che provò a sfidarlo in uno-contro-uno per 12 volte, e per 12 volte perse il duello.</p>



<p>I portoghesi persero la testa e rimasero prima in dieci – rosso diretto a <strong>Joao Pinto</strong> per un’entrata criminale con il piede a martello – e poi in nove, per l’espulsione di <strong>Beto </strong>per somma di ammonizione. Il giustiziere, manco a dirlo, fu la futura conoscenza del calcio inglese <strong>Park Ji Sung</strong>, che abbatté la sua scure sul collo dei lusitani con un gol di pregevole fattura: sombrero con il destro e tiro a incrociare di sinistro sul palo più vicino.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Lo Special One</h2>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img decoding="async" width="1024" height="740" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/02/mourinho-1024x740.webp" alt="" class="wp-image-23323" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/02/mourinho-1024x740.webp 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/02/mourinho-300x217.webp 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/02/mourinho-768x555.webp 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/02/mourinho-1536x1110.webp 1536w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/02/mourinho.webp 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Mourinho al Porto</figcaption></figure>



<p></p>



<p>La debacle orientale non arrestò tuttavia il progresso del calcio portoghese, destinato a crescere ancora di più con l’arrivo di una figura, formatasi a luci spente nelle nebbie degli anni Novanta e destinata a brillare come non mai nel corso del nuovo millennio:<a href="https://gameofgoals.it/2022/05/27/dimmi-jose-trionfi-ed-eccessi-dello-special-one.html"> <strong>José Mourinho</strong></a>, da Setubal.</p>



<p>Il futuro <em>Special One</em> centrò come tutti sanno una storica doppietta Coppa UEFA-Champions League nelle stagioni 2002-03 e 2003-04, lanciando nell’etere giocatori che segneranno il calcio europeo ai massimi livelli e il fedelissimo <strong>Ricardo Carvalho</strong> è uno di questi: difensore centrale, agile ed elegante nei tackle, quasi un Nesta portoghese, senso della posizione e tempismo perfetto, fedelissimo di <em>Mou </em>a tal punto da seguirlo nelle avventure al Chelsea e al Real Madrid. Le prestazioni del 2004 lo mettono in lizza per il Pallone d’Oro, nonché lo premiano come difensore dell’anno. </p>



<p>All’ombra di <strong>Carvalho</strong>, non va dimenticato il terzino destro <strong>Paulo Ferreira</strong>, compagno al Porto, al Chelsea e ovviamente in nazionale, in grado di affermarsi come uno dei migliori interpreti in quel ruolo nel primo decennio degli anni Duemila, mentre a fianco di <strong>Costinha </strong>si affermò il talento superiore di <strong>Anderson Luis de Souza</strong>, meglio conosciuto come <strong>Deco</strong>: uomo-chiave del Porto e mezzala di fantasia della nazionale brasiliana, vivrà l’apice della carriera in maglia blaugrana, diventando nuovamente Campione d’Europa e mettendo in ombra addirittura un certo <strong><a href="https://gameofgoals.it/2021/07/25/xavi-hernandez-luomo-che-giocava-a-scacchi-correndo.html">Xavi</a></strong>.</p>



<p>In Italia abbiamo visto la sua versione appannata, ma anche <strong>Maniche</strong>, centrocampista di sostanza con un eccellente tiro dalla distanza, fu altrettanto decisivo nel Porto e nei tornei con la nazionale: il suo momento più celebre fu senza dubbio il gol all’Olanda negli ottavi di finale di Germania 2006, che consentì ai suoi di passare il turno ed approdare alla delicata sfida con l’Inghilterra, decisa ai rigori da <strong>Cristiano Ronaldo</strong>.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Euro 2004 e Mondiale 2006: la gloria è&#8230; solo sfiorata</h2>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="640" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/02/ronaldo-euro2004-final-inline-1024x640-1.jpg" alt="" class="wp-image-23325" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/02/ronaldo-euro2004-final-inline-1024x640-1.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/02/ronaldo-euro2004-final-inline-1024x640-1-300x188.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/02/ronaldo-euro2004-final-inline-1024x640-1-768x480.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Il 19enne Cristiano Ronaldo sconsolato: il Portogallo va ko in casa nella finale, la Grecia a sorpresa sale sul tetto d&#8217;Europa</figcaption></figure>



<p></p>



<p>Gli Europei 2004 e i Mondiali 2006, che videro pure piazzamenti importanti da parte della nazionale lusitana che arrivò in finale nel primo caso e si arrese solo in semifinale nel secondo, furono una porta, un “passaggio liminale” tra la <em>O Geração de ouro</em> – impregnata di saudade e di malinconia – cominciata negli anni Novanta e la nuova era targata Cristiano Ronaldo, destinato a duellare con un certo<strong><a href="https://gameofgoals.it/2024/03/31/tutte-le-partite-di-lionel-messi-ai-mondiali.html"> Lionel Messi</a></strong> per contendersi lo scettro di migliore giocatore del nuovo millennio.</p>



<p>Il futuro 7 madridista si mise in luce con sprazzi di grande calcio già in queste occasioni – la rete in semifinale contro l’Olanda, il già citato rigore contro l’Inghilterra due anni dopo, per dirne due – ma la stella principale è stata ancora il capitano <strong>Luis Figo</strong>, trascinatore a suon di assist e prestazioni in entrambi i tornei.</p>



<p>Abbiamo aperto il pezzo con il concetto di <em>saudade,</em> ossia la malinconia e il rimpianto per qualcosa che si è perso o forse addirittura non si è mai avuto. Se devo scegliere due momenti calcistici del Portogallo 2004-2006 che incarnano pienamente questa espressione, la mia risposta cade inevitabilmente su due episodi, in cui il protagonista è, manco a dirlo, il pallone d’oro del 2000. </p>



<p>Il primo riguarda la finale casalinga contro la Grecia, dal sapore amarissimo: come noto, <strong>Charisteas </strong>con un colpo di testa fu il boia che costò ai padroni di casa il titolo. Nell’assalto all’arma bianca nel finale di partita, alla ricerca del pareggio della speranza, <strong>Figo </strong>ricevette palla al limite dell’area, chiuso dai difensori greci. Il gioco di gambe, quasi da funambolo, che il suo genio gli dettò lo portò a ritagliarsi un piccolo spazio per concludere, ma il suo diagonale mancino passò a pochi centimetri dal palo e sfilò sul fondo, mozzando il respiro a tutti i tifosi greci.</p>



<p>Il secondo episodio è analogo: nella semifinale contro la Francia, <strong>Cristiano Ronaldo</strong> su calcio di punizione dalla distanza tirò un missile che <strong>Barthez </strong>smanacciò in maniera goffa, la palla arrivò a <strong>Figo </strong>che di testa dal limite dell’area piccola, ostacolato da un compagno, mise alto di poco. Sarebbe stato il gol del pareggio.</p>



<p>Cosa sarebbe successo, se almeno uno di questi due palloni fosse entrato, lo sa solo il destino. Forse sarebbe arrivata una coppa, forse non sarebbe successo nulla, ma tra il rimpianto e la malinconia calava il sipario sulla <em>Geração de ouro</em>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2025/02/25/portogallo-la-generazione-doro-a-un-passo-dal-sogno.html">Portogallo, la Generazione d&#8217;oro a un passo dal sogno</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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		<title>Malinconici eroi del mare e del fado: i 10 calciatori portoghesi più grandi dell&#8217;era moderna</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2022/07/17/malinconici-eroi-del-mare-e-del-fado-i-dieci-calciatori-portoghesi-piu-grandi-dellera-moderna.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Buffoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 Jul 2022 09:01:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Per anni questo ritornello ha accompagnato tutti gli appassionati di calcio: i portoghesi potrebbero palleggiare per novanta minuti senza mai tirare in porta; in altre [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-drop-cap">Per anni questo ritornello ha accompagnato tutti gli appassionati di calcio: i portoghesi potrebbero palleggiare per novanta minuti senza mai tirare in porta; in altre parole, tecnicamente sono eccezionali (e del resto il <strong>Brasile</strong> nasce da una costola del <strong>Portogallo</strong> anche quando si parla di calcio, benché abbia poi sommato alla sintassi lusitana ingredienti di provenienza diversa, africana <em>in primis</em>), ma il loro narcisismo tutto latino raramente si traduce in un risultato concreto. Epperò, se srotoliamo la mappa dei maggiori calciatori portoghesi di ogni epoca, troviamo saldamente al comando due bomber seriali, quasi senza pari nel panorama europeo. Paradossi del calcio che alimentano il fascino di una delle scuole più idiosincratiche e affascinanti del Vecchio Continente.</p>



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<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">10) Vitor Baía</h3>



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<p>Con <strong>Bento</strong> è sicuramente il portiere portoghese più rappresentativo di sempre. Sarò onesto: non mi ha mai fatto impazzire, ma è innegabile che parliamo di un vero e proprio simbolo del calcio portoghese: esclusa una parentesi triennale con il Barcelona, <strong>Vitor Baía </strong>disputa tutta la carriera nel Porto, con il quale in sedici anni vince da protagonista tutto quello che c&#8217;è da vincere: campionati, coppe nazionali, Coppa Campioni&#8230;. Ad oggi, detiene ancora il primato di imbattibilità per un portiere nel campionato lusitano (1191 minuti). Tra i suoi punti di forza c&#8217;erano senz&#8217;altro riflessi straordinari, bravura nell&#8217;uno contro e senso della posizione, mentre ogni tanto non bloccava bene i tiri da fuori commettendo qualche errore di troppo.</p>



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<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">9) José Augusto</h3>



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<p>Il &#8220;<em><a href="https://gameofgoals.it/2021/10/28/garrincha-langelo-dalle-gambe-storte.html">Garrincha</a> portoghese</em>&#8221; è stata una delle ali più forti in Europa negli anni &#8217;60.<br>Ala destra veloce e intelligente tatticamente, sulla fascia era un <em>tourbillon</em> di finte, controfinte, scatti: era irresistibile nell&#8217;uno contro uno &#8211; un vero e proprio incubo per i terzini avversari &#8211; ed aveva buona lettura dell&#8217;azione di giuoco. Lui, <strong>José Augusto Torres</strong>, <strong>José Aguas</strong> ed<strong> Eusebio</strong> si trovavano a meraviglia ad occhi chiusi ed hanno fatto la fortuna degli <em>Encarnados</em> per quasi un decennio. José è uno dei migliori assist-man del <strong>Benfica</strong> degli anni &#8217;60 nonché ottimo goleador grazie ad una buona tecnica di calcio e un eccellente tempismo nel colpo di testa.</p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading"><br><br>8) Ricardo Carvalho</h3>



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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="899" height="649" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/07/CArvalho.jpg" alt="" class="wp-image-11528" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/07/CArvalho.jpg 899w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/07/CArvalho-300x217.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/07/CArvalho-768x554.jpg 768w" sizes="(max-width: 899px) 100vw, 899px" /></figure></div>



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<p>Insieme a <strong>Pepe</strong>, <strong>Ricardo Carvalho</strong> è il più grande difensore portoghese degli ultimi trent&#8217;anni.<strong> Carvalho</strong> è stato un difensore incredibile: dotato per natura di un senso della posizione e di una reattività fuori dal comune, al top è stato anche centrale veloce di piede e di pensiero oltre che dotato di un&#8217;ottima tecnica individuale. Nel corso della sua carriera ha indossato le maglie del Porto, del Chelsea e del Real Madrid, vincendo tutto quello che poteva vincere. Con la nazionale si è laureato Campione d&#8217;Europa nel 2016.<br>Probabilmente centrali come <strong>Germano </strong>e <strong>Humberto Coelho</strong> sono stati ancora più dominanti dell&#8217;ex Chelsea, ma non ho abbastanza elementi per giudicarli.</p>



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<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">7) Paulo Futre</h3>



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<p>Prima di Euro 1988, la Gazzetta dello Sport interpella tutti i CT delle nazionali qualificate al torneo e chiede loro di nominare i dieci migliori giocatori del mondo: confesso che per me, la prima volta, è stata una sorpresa leggere in quasi ogni lista il nome di <strong><a href="https://gameofgoals.it/2021/11/21/il-sinistro-di-paulo-i-sinistri-di-futre.html">Paulo Futre</a></strong>.<br>Probabilmente, però, la mia lucidità era compromessa da alcuni ricordi dell&#8217;adolescenza, dal suo triste epilogo a Reggio Emilia, da una serie infinita di guai fisici. <strong>Paulo Futre</strong>, in realtà, nel 1988 era davvero uno dei giocatori più grandi del pianeta: mancino sublime, veloce palla al piede (quasi un <strong><a href="https://gameofgoals.it/2014/02/20/1978-finale-argentina-olanda-3-1.html">Kempes</a></strong> più brevilineo, se non un <strong>Roberto Baggio</strong> mancino, all&#8217;epoca qualcuno li paragonava) e capace di sterzate quasi degne di <strong>Lionel Messi</strong>, <strong>Futre</strong> – impostato quasi sempre da ala sinistra, di fatto più un trequartista mobile &#8211; ha illuminato il firmamento del calcio come una delle sue stelle più luminose, anche se solo per poche stagioni. A metà anni &#8217;80, Futre diventa il miglior calciatore portoghese e rapidamente scala le vette del calcio europeo, contribuendo in maniera decisiva al successo in Coppa dei Campioni del 1987, tanto da contendere o quasi a tale<strong> Ruud Gullit </strong>il pallone d&#8217;oro. Traferitosi a Madrid, <strong>Futre</strong> per tre o quattro stagioni fa innamorare gli esigenti tifosi <em>Colchoneros</em>, che azzardano paragoni insostenibili (<strong><a href="https://gameofgoals.it/2020/12/15/ho-visto-maradona.html">Maradona</a></strong>), prima di pagare dazio a gravissimi infortuni che di fatto lo azzopperanno, troncandone la carriera. Le sue gesta degli anni migliori, in ogni caso, rendono obbligatoria la sua presenza nell&#8217;Empireo dei fuoriclasse lusitani.</p>



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<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">6) Manuel Rui Costa</h3>



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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="704" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/07/Rui-Costa-1-1024x704.jpg" alt="" class="wp-image-11527" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/07/Rui-Costa-1-1024x704.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/07/Rui-Costa-1-300x206.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/07/Rui-Costa-1-768x528.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/07/Rui-Costa-1-1536x1056.jpg 1536w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/07/Rui-Costa-1.jpg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure></div>



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<p>A fine millennio, tra gli appassionati, circola con insistenza una voce: il lusitano <strong>Rui Costa</strong> non è meno bravo di <strong>Veron</strong> e forse neppure di <strong><a href="https://gameofgoals.it/2021/07/29/i-dieci-grandi-momenti-di-zinedine-zidane-con-la-francia.html">Zidane</a></strong>, è solo meno &#8220;cattivo&#8221; di loro. A posteriori il paragone con<strong> </strong><em>Zizou</em> non può reggere, ma è vero che il malinconico genio portoghese, un personaggio che potrebbe recitare da protagonista in film di una maeastosità decadente come quelli del maestro <strong>Manoel De Oliveira</strong> (penso a &#8220;<em>Ritorno a casa</em>&#8220;, a &#8220;<em>Viaggio all&#8217;inizio del mondo</em>&#8220;), è stato uno dei trequartisti più dotati della sua generazione, e probabilmente il miglior assist man in assoluto della sua epoca. Elegante, tecnicamente fuori gara, mobile, dotato della visione di gioco periferica dei grandissimi, non molto avvezzo al gol ma capace di inventare soluzioni <em>iniestiane</em> o <em>laudrupiane</em>,<strong> Rui Costa</strong> ha incantanto una città di artisti come Firenze per molti anni, in un crescendo di rendimento che lo ha collocato con regolarità ai vertici delle graduatorie della stampa sui migliori giocatori della Serie A. Chi scrive ha assistito dal vivo al suo terribile infortunio del Rigamonti, nel settembre del 2001, l&#8217;infortunio che gli ha troncato in due la carriera, impedendogli di prendere davvero in mano il <strong>Milan</strong>, ma non privandolo in ogni caso di alcune grandissime soddisfazioni, quali le due stagioni con oltre sessanta assist e una Champions conquisata non da primo violino, ma comunque da co-protagonista di rilievo. Le magie regalate con la maglia della nazionale (penso a un Portogallo-Inghilterra del 2000 da cineteca, in cui Rui Costa veramente è un artista che surclassa gli atleti) gli assicurano un posto tra i giocatori lusitani più importanti di ogni epoca.</p>



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<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">5) Deco</h3>



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<p>Per qualche stagione, Deco è stato a mio parere un autorevole candidato alla corona di miglior centrocampista del pianeta. Una sorta di<strong> <a href="https://gameofgoals.it/2022/01/15/don-andres-e-leuropa-le-dieci-meraviglie-dellillusionista.html">Iniesta</a></strong> ante-litteram (i due giocheranno insieme per varie stagioni, peralto), meno longevo e grande ma secondo me molto vicino per valore individuale, nelle annate più brillanti. Il giocatore di origini brasiliane, naturalizzato portoghese, inizia a far parlare di sé la stampa del suo paese a inizio millennio, e rapidamente matura sino a diventare il miglior giocatore della sua Lega nazionale, come certifica il dominio non solo statistico della stagione 2001/2002, condita da una Champions da leccarsi i baffi in cui <strong>Deco</strong> segna come una punta; le due stagioni successive lo portano in trionfo, sotto la guida sagace dello <em>Special One</em>: <strong>Deco</strong> incanta l&#8217;Europea dei piccoli con il suo <strong>Porto</strong>, e quindi l&#8217;Europea dei grandi, portando sulle sponde dell&#8217;Atlantico una Champions irripetibile, che si affianca all&#8217;inatteso successo greco agli Europei nel sugellare l&#8217;anno solare in cui il Terzo Stato si prende la rivincita sul Primo Stato.<br>Dopo un campionato europeo vissuto da protagonista, pur con qualche alto e basso,<strong> Deco</strong> trasloca in Catalogna, alla corte di <strong>Rijkaard</strong>, e per un paio di stagioni declama calcio, grazie a una tecnica individuale eccellente, alle superiori doti di regista, alla rapidità di gamba. Nel 2004/2005 è secondo solo a <strong><a href="https://gameofgoals.it/2021/07/25/xavi-hernandez-luomo-che-giocava-a-scacchi-correndo.html">Xavi</a></strong> tra i migliori centrocampisti della Liga, la stagione successiva lo vede invece trionfare come numero uno. Un mondiale in cui regala acuti ma soffre anche vari problemi prelude al rapido declino: dopo il 2006 <strong>Deco</strong> si ridimensiona e diventa un&#8217;ottima mezzala, distante però dai migliori calciatori del pianeta nel ruolo. Il suo brillante apogeo, condito da una UEFA, due Champions e da grandi risultati anche in nazionale, lo colloca in ogni caso con pieno merito in questa graduatoria.</p>



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<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">4) Mário Coluna</h3>



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<p>Se <strong>Eusébio</strong> è la stella indiscussa del Benfica, <strong><a href="https://gameofgoals.it/2016/04/29/1961-finale-benfica-barcellona-3-2.html">Mário Coluna</a></strong> allora è il motore, il vero e proprio centro nevralgico della squadra. Il portoghese, anch&#8217;egli nato in Mozambico, abbina doti da mezzofondista con una tecnica solidissima, un sinistro potente e preciso e una straordinaria visione di gioco.<br>Si tratta di un moderno centrocampista box-to-box che fa la spola tra centrocampo e attacco, impostando, recuperando palla e concludendo a rete: una sorta di <strong>Steven Gerrard</strong> meno &#8220;irruento&#8221;, ma non meno efficace. <strong>Coluna</strong> infatti si muove con leggerezza da una parte all’altra del campo, facendo sempre la cosa giusta al momento giusto e dettando i tempi della manovra. Raramente commette errori, ed è forse questo il suo più grande punto di forza: la capacità di fare la cosa giusta al momento giusto, gli inglesi la chiamerebbero “<em>decision making</em>”. <br><em>E pensare che ad inizio carriera giocava molto più avanti, quasi da mezzapunta vicino agli attaccanti, per poi essere giustamente arretrato nel cuore del </em>centrocampo. <strong>Mário Coluna </strong>è probabilmente il centrocampista portoghese più forte e completo di sempre, nonché punto di riferimento sia del Benfica.</p>



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<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">3) Luís Figo</h3>



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<p>Per qualche stagione, <strong>Figo</strong> ha messo d&#8217;accordo tutti: ala dotata di una forza fisica inusuale, immarcabile grazie alla rapidità delle sue sterzate palla al piede, letale anche dalla distanza e crossatore superbo, il fuoriclasse di Almada non può mancare quando si parla dei primissimi giocatori portoghesi all time. Funambolo capace di qualsiasi prodezza, conquista l&#8217;amore incondizionato del Camp Nou prima di consumare il tradimento del secolo e di trasferirsi a Madrid, dove per qualche stagione si conferma come uno dei migliori giocatori al mondo e non solo nel suo ruolo. La superlativa stagione 99/000, in cui delizia la platea accanto al fuoriclasse brasiliano <strong>Rivaldo</strong> e poi si regala un campionato Europeo stellare, secondo probabilmente solo a quello di <strong>Zidane</strong> (ricordare per credere il gol da fantascienza contro gli inglesi, o la superlativa prestazione dei quarti di finale), gli vale un discusso ma non immeritato pallone d&#8217;oro. Positiva, per quanto vissuta un po&#8217; da quarto o quinto violino, anche la parentesi interista, in cui <strong>Figo</strong> si ricicla anche come efficace rifinitore classico a causa della ridotta mobilità.</p>



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<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">2) Eusébio</h3>



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<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Eusebio, O Pantera Negra [Goals &amp; Skills]" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/RWfS5xrqxHw?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<p><br><br>La <em><a href="https://gameofgoals.it/2021/11/03/eusebio-la-pantera-nera-idolo-immortale-del-portogallo.html">Pantera Nera</a></em>, formidabile attaccante nato e cresciuto in Mozambico (all&#8217;epoca colonia portoghese), è stato &#8211; fino all&#8217;avvento di CR7 &#8211; il giocatore portoghese più forte e rappresentativo di sempre, nonché uno dei bomber più continui e prolifici che si siano mai visti su un campo di gioco. È la stella indiscussa del grande Benfica degli anni &#8217;60, nonché la risposta europea al grande <strong><a href="https://gameofgoals.it/2020/09/30/pele-larma-definitiva-delle-finali-internazionali.html">Pelé</a></strong>.<br>Attaccante che coniuga uno strapotere atletico formidabile con un fiuto del goal pazzesco, ha tutto quello che un grande centravanti dovrebbe avere: potenza, velocità, tiro da fuori, colpo di testa, ottima tecnica. Amava sovente partire largo sulla fascia per sfruttare la rapidità, per poi accentrarsi e concludere a rete grazie ad un tiro potentissimo. In 440 partite col Benfica segna la bellezza di 473 e con la nazionale portoghese il suo apporto non è da meno: 41 goal in 64 partite, e il suo mondiale del &#8217;66 è da far vedere nelle scuole calcio: è sempre decisivo sotto rete, segna 9 reti ed è solo grazie a lui che il Portogallo strappa un insperato terzo posto.</p>



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<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">1) Cristiano Ronaldo</h3>



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<p>Protagonista di due o forse tre carriere, immortale come solo un certo<strong> <a href="https://gameofgoals.it/2020/11/25/quanto-e-stato-grande-ferenc-puskas.html">Ferenc Puskás</a></strong>, <strong><a href="https://gameofgoals.it/2022/03/07/mister-champions-le-10-partite-europee-piu-grandi-di-cristiano-ronaldo.html">Cristiano Ronaldo</a></strong> è il massimo fuoriclasse mai nato in terra portoghese, nonché, forse, il massimo atleta della storia del calcio, e direi anche colui che ha traslocato nel meno osssessivo mondo del pallone la Mamba Mentality resa celebre in <a href="https://gameofgoals.it/2022/06/25/tra-calcio-e-basket-da-pele-jordan-a-maradona-johnson.html">NBA</a> da <strong>Kobe Bryant</strong> (ma che di fatto appartiene anche ad altri fenomeni come <strong>Larry Bird</strong>, <strong>Kevin Garnett</strong> o allo stesso <strong>LeBron James</strong>). <strong>Cristiano Ronaldo</strong> non ha mai smesso di lavorare su se stesso, e anzi ha decuplicato gli sforzi nel momento in cui l&#8217;avanzare degli anni ha cominciato a fargli pagare dazio; la sua contrapposizione a <strong><a href="https://gameofgoals.it/2021/07/13/ode-a-leo.html">Lionel Messi</a></strong>, poi, ha soffiato nelle trombe della sua personale ossessione, obbligandolo a sforzi supplementari inauditi. Che poi, volendo essere precisi, di quanti <strong>Cristiano Ronaldo</strong> dovremmo parlare? Dell&#8217;ala funambolica e tecnica che fa luccicare gli occhi a <strong>Ferguson</strong>? Del giocatore totale che domina la Premier e la Champions per tre stagioni, iniziando a inquadrare la porta come il più letale dei centravanti? Del bomber più prolifico della storia del <strong><a href="https://gameofgoals.it/2022/05/29/champions-league-finale-real-madrid-liverpool-1-0.html">Real Madrid</a></strong>, club con il quale riscrive la storia sia a livello personale che nei numeri e nei trionfi? Del recordman di reti in maglia lusitana, di colui che è protagista tanto a Euro 2004 quanto a Euro 2021 e che contribuisce a portare a Lisbona un titolo Europeo, contro ogni pronostico? Del giocatore che prova da solo e di peso a trascinare una <strong>Juventus</strong> bolsa e declinante fuori dalle sabbie mobili di campagne europee un po&#8217; deludenti?<br>Pare incredibile ma stiamo parlando sempre dello stesso giocatore, di un atleta soprannaturale, dotato di grandissima velocità di esecuzione, dell&#8217;elevazione di un cestista NBA, della forza fisica di un nove puro, dell&#8217;intuito letale in area di rigore dei massimi opportunisti della storia. Fenomeno futurista davanti al quale bisogna solo inchinarsi.</p>



<p class="has-text-align-right">Pezzo a cura di <strong>FRANCESCO BUFFOLI</strong> e <strong>TIZIANO CANALE</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2022/07/17/malinconici-eroi-del-mare-e-del-fado-i-dieci-calciatori-portoghesi-piu-grandi-dellera-moderna.html">Malinconici eroi del mare e del fado: i 10 calciatori portoghesi più grandi dell&#8217;era moderna</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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