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	<title>Gabriele Gilli, Autore presso Game of Goals</title>
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	<title>Gabriele Gilli, Autore presso Game of Goals</title>
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		<title>Champions League, semifinale ritorno: Arsenal-Atletico Madrid 1-0</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gabriele Gilli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 May 2026 22:34:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina Bukayo Saka dopo il gol decisivo Dopo 20 anni dall&#8217;ultima volta, l&#8217;Arsenal tornerà a disputare una finale di UEFA Champions League. Per [&#8230;]</p>
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<p class="has-text-align-right"><em><strong>Immagine di copertina</strong> Bukayo Saka dopo il gol decisivo</em></p>



<p></p>



<p class="has-drop-cap">Dopo 20 anni dall&#8217;ultima volta, l&#8217;Arsenal tornerà a disputare una finale di UEFA Champions League. Per gli uomini di <strong>Mikel Arteta </strong>non si tratta soltanto di un traguardo storico, ma anche il premio per la crescita dimostrata col passare delle stagioni. I <em>Gunners </em>si ritrovano infatti ad aver raggiunto questo punto della competizione dopo la semifinale persa l&#8217;anno scorso contro il Paris Saint Germain, ritrovandosi anche col vento in poppa per il finale di stagione in Premier League. D&#8217;altro canto, invece, l&#8217;eliminazione dell&#8217;Atletico Madrid va ad aggiungersi ad un quadro decisamente mesto per la squadra del <em>Cholo </em><strong>Simeone</strong>, costretta ad arrendersi troppo presto in Liga e a leccarsi di suo le ferite per la beffa in Coppa del Re contro la Real Sociedad.</p>



<p>L&#8217;accesso alla serata finale di Budapest è stato assolutamente meritato per l&#8217;Arsenal, capace di confermare per l&#8217;ennesima volta la propria solidità difensiva (appena 6 gol subìti in 14 partite in questa Champions) e di confermare le proprie qualità su quelle dei <em>Colchoneros</em>. I londinesi hanno infatti avuto la meglio soprattutto in mezzo al campo, così come sugli inserimenti continui di <strong>Bukayo Saka</strong> e <strong>Leandro Trossard</strong> sulle fasce e sulla grande fisicità di <strong>Viktor Gyokeres</strong>. Al resto hanno provveduto <strong>William Saliba </strong>e <strong>Gabriel</strong>, due antentici muri in mezzo alla difesa. D&#8217;altro canto, la banda del Cholo non ha dimostrato di poter pungere per davvero l&#8217;Arsenal, complici anche la prova opaca di <strong>Julian Alvarez </strong>e l&#8217;ancor peggiore performance di <strong>Ademola Lookman</strong>. Inoltre l&#8217;uscita prematura dal campo di <strong>Antoine Griezmann</strong> e dello stesso Julian risulta ancora difficile da capire.</p>



<p>Sia come sia, i Gunners sono dove meritano di stare, con una filosofia di gioco molto simile a quanto si era visto fare 20 anni prima con <strong>Arsene Wenger</strong>: una squadra solida difensivamente, più concreta che brillante dal punto di vista del gioco corale, ma anche ben organizzata a livello tattico. Manca certamente un <strong>Thierry Henry </strong>o un<strong> Cesc Fabregas</strong>, ma in tempi moderni tocca accontentarsi con questo Arsenal camaleontico e dalle mille risorse. Tanto basta per preparare le valigie per Budapest.</p>



<p></p>



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</div></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il tabellino</h2>



<p></p>



<p><strong>ARSENAL-ATLETICO MADRID 1-0</strong><br><strong>Marcatore:</strong> pt 44&#8242; Saka.<br><strong>Arsenal (4-2-3-1):</strong> Raya; White, Saliba, Gabriel, Calafiori (st 13&#8242; Hincapié); Rice, Skelly (st 29&#8242; Zubimendi); Saka (st 13&#8242; Madueke), Eze (st 13&#8242; Odegaard), Trossard (st 38&#8242; Martinelli); Gyokeres. All.: Arteta.<br><strong>Atletico Madrid (4-4-2): </strong>Oblak; Pubill, Le Normand (st 13&#8242; Molina), Hancko, Ruggeri; G. Simeone (st 13&#8242; Sorloth), Llorente, Koke, Lookman (st 13&#8242; Cardoso); Griezmann (st 21&#8242; Baena), J. Alvarez (st 21&#8242; Almada). All.: D. Simeone.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le pagelle</h2>



<p></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>ARSENAL</strong></p>



<p></p>



<p><strong>IL MIGLIORE RICE 7,5</strong><br>Risulta difficile rintracciare un giocatore che abbia spiccato all&#8217;interno dell&#8217;ottima prova corale dei Gunners. Mi sento di premiare lui, che per l&#8217;ennesima volta si è confermato come uno dei migliori centrocampisti al mondo. Soprattutto nel secondo tempo si è esaltato con una prova di forza da grande campione, recuperando palloni su palloni ed imbastendo qualche contropiede degno di nota. Tanta della forza della squadra di Arteta passa per una diga con ben pochi eguali in circolazione, sempre pronta nei momenti di bisogno. Totem. <strong><br></strong><br><strong>Gabriel-Saliba 7</strong> Formano per l&#8217;ennesima volta una premiata ditta difensiva che disinnesca gli attaccanti avversari. A rotazione creano problemi a Griezmann e Alvarez, che faticano a sbrogliare il bandolo della matassa. E se Gabriel si esalta con dei salvataggi difensivi a dir poco eccezionali nel secondo tempo, Saliba si esalta mettendo la museruola a Julian, per poi servire una palla splendida a Gyokeres per l&#8217;1-0. Ad oggi praticamente nessuna coppia difensiva al mondo può vantare il loro affiatamento. Muro.<br><br><strong>Trossard 6,5 </strong>A differenza di Saka (voto 6,5: autore del gol decisivo, ma poco incisivo come prestazione pura), è più inserito nel contesto della partita, esaltandosi in diverse accelerazioni degne di nota. Dal suo tiro viene infatti propiziato il gol vittoria del suo Arsenal, a conferma della poliedricità di un jolly offensivo mai sufficientemente celebrato tra i Gunners. Caterpillar. <br><br><strong>Raya 6,5</strong> Non deve scaldare troppo i suoi guantoni, ma quando deve farlo, lo fa con sicurezza. Disinnesca un paio di conclusioni dell&#8217;Atletico Madrid ed esce senza problemi sulle palle alte. Pur senza essere propriamente un portiere di primissima fascia internazionale in termini di riflessi, si conferma un portiere affidabile che trasmette la giusta sicurezza ai compagni. Solido.<br><br><strong>Gyokeres 6,5 </strong>Lotta fisicamente contro qualunque difensore avversario, fa ammattire Pubill in più di un&#8217;occasione, fa reparto da solo quando i Gunners ne hanno bisogno per salire di baricentro nella ripresa e propizia il gol decisivo con un ottimo lavoro sulla fascia. Peccato soltanto per quell&#8217;errore a tu per tu con Oblak, che per sua fortuna non è costato caro alla sua squadra. Rivedibile.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Declan Rice <a href="https://twitter.com/hashtag/UCL?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#UCL</a> <a href="https://t.co/FoKAOLJCoU">pic.twitter.com/FoKAOLJCoU</a></p>&mdash; H (@HQpcrt) <a href="https://twitter.com/HQpcrt/status/2051772019700793563?ref_src=twsrc%5Etfw">May 5, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>ATLETICO MADRID</strong></p>



<p></p>



<p><strong>IL MIGLIORE LLORENTE 7</strong> Esattamente come all&#8217;andata (e l&#8217;intera Champions da lui disputata), rientra tra i migliori in campo. Gioca una partita da vero e proprio Gladiatore, correndo per l&#8217;intera squadra, disinnescando diverse conclusioni verso la porta di Oblak e non dandosi mai per vinto. Purtroppo per lui questo spirito combattivo non viene replicato dai suoi compagni di squadra, ben lontani dalla sua attitudine nel corso dei 90 minuti. Nei 180 minuti tra andata e ritorno, nessuno dell&#8217;Atletico ha raggiunto la sua costanza e la sua forza di volontà. Stoico.<br><br><strong>Griezmann 6 </strong>A differenza di Julian, suo socio in affari in attacco, ci prova a scuotere i suoi in fase difensiva, prodigandosi in interventi difensivi tipici del suo repertorio. Ci prova anche nella ripresa, ma purtroppo Raya si oppone. Proprio quando sembrava sul punto di poter provare la rimonta dei suoi, Simeone lo sostituisce prematuramente senza apparente motivo. Avrebbe certamente meritato un finale migliore per la sua carriera in Champions League, già di suo ricca di rimpianti da 10 anni. Che amarezza.<br><br><strong>Ruggeri 5 </strong>Non commette particolari sbavature su Saka fino al 44&#8242;, quando viene infilato dall&#8217;ala dell&#8217;Arsenal in un modo fin troppo ingenuo. Inoltre, in quella circostanza non è nemmeno particolarmente sveglio a salire con la linea difensiva. Questo particolare, unito ad una prova tutt&#8217;altro che entusiasmante, pesa nel bilancio complessivo della prestazione deludente di uno dei giocatori più in forma dell&#8217;Atletico. Sottotono.<br><br><strong>Alvarez 5 </strong>Dopo la Champions League da marziano di cui si è reso protagonista, stecca purtroppo la sua ultima partita, incappando in una prestazione davvero opaca, priva di spunti offensivi e ben lontana dagli standard a cui ci aveva abituati. Ci prova anche ad abbassarsi a metà campo, ma con il tandem Gabriel-Saliba gira largo e non riesce a farsi spazio tra le maglie della difesa dei Gunners. C&#8217;è anche da dire che non fosse in formissima dopo le botte rimediate dai difensori avversari all&#8217;andata. Deludente.<br><br><strong>Lookman 4 </strong>Già all&#8217;andata era stato tra i peggiori in campo a causa degli sprechi del secondo tempo, mentre oggi si è proprio superato in termini di negatività della propria prestazione. Non struscia palla neanche a pregare l&#8217;altissimo e quando lo fa, li spreca in un modo quasi dilettantesco. Simeone lo sostituisce anzitempo senza pentirsene minimamente. Inguardabile.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true"><p lang="es" dir="ltr">Julián Alvarez <a href="https://twitter.com/hashtag/UCL?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#UCL</a> <a href="https://t.co/CzYuetul9J">pic.twitter.com/CzYuetul9J</a></p>&mdash; H (@HQpcrt) <a href="https://twitter.com/HQpcrt/status/2051762366082060761?ref_src=twsrc%5Etfw">May 5, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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		<title>Champions League, semifinale andata: Atletico Madrid-Arsenal 1-1</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2026/04/29/champions-league-semifinale-andata-atletico-madrid-arsenal-1-1.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Gabriele Gilli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Apr 2026 22:12:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina L&#8217;esultanza di Julian Alvarez dopo il gol Se il primo confronto in una settimana tra Paris Saint Germain e Bayern Monaco ci [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-text-align-right"><em><strong>Immagine di copertina</strong> L&#8217;esultanza di Julian Alvarez dopo il gol</em></p>



<p class="has-drop-cap">Se il primo confronto in una settimana tra Paris Saint Germain e Bayern Monaco ci ha donato quella che ritengo essere tra le partite più belle di tutti i tempi, l&#8217;andata tra Atletico Madrid e Arsenal<strong> </strong>è stata quanto di più lontano ci fosse dalla definizione di spettacolo. C&#8217;era da aspettarselo, vista la proposta del gioco di <strong>Mikel Arteta</strong> che ultimamente si sta radicalizzando sempre di più nel tentativo di <em>distruzione </em>del gioco altrui. Un altro aspetto importante per spiegare il perché delle poche emozioni di questa partita ci arriva anche dalla qualità tecnica delle due rose, complessivamente inferiore a quanto mostrato dalle altre due semifinaliste nel corso di questa Champions League.</p>



<p>Nel corso dei 90 minuti al Wanda Metropolitano, i <em>Gunners </em>hanno ottenuto un pareggio che allo stato attuale delle cose è grasso che cola, con la Premier League a rischio, una fase offensiva mineralizzata (con annessa involuzione di molti interpreti) e un Atletico Madrid più propositivo nel secondo tempo. Al netto di una gestione arbitrale piuttosto rivedibile su alcuni rigori (il Var, per sua fortuna, l&#8217;ha salvato sul rigore revocato sull&#8217;1-1), il<strong> </strong><em>Cholo </em><strong>Simeone</strong> ha di che mangiarsi i gomiti, sia per le occasioni non capitalizzate nel secondo tempo, sia per certi errori in fase di disimpegno che sono state cruciali.</p>



<p>Da un errore congiunto di <strong>Julian Alvarez</strong> e <strong>Koke </strong>(il primo nella sponda, il secondo nella posizionamento) si è infatti generata l&#8217;azione che ha portato al fallo da rigore di <strong>Hancko </strong>su <strong>Gyokeres</strong>. Così come l&#8217;Arsenal ha saputo creare diversi altri problemi nella circolazione della palla in mezzo al campo da parte dei <em>Colchoneros</em>. A giocare un ruolo cruciale è stato come sempre <strong>Julian Alvarez</strong>, formidabile a legare il gioco, a creare diverse occasioni per i compagni e a rappresentare un supporto fondamentale tra le linee.</p>



<p>Al ritorno in programma martedì sera a Londra, ci si aspetta una partita che seguirà questo <em>pattern</em>, con un sostanziale equilibrio che porterà inevitabilmente a fare risolvere questa partita dagli episodi. Ed egoisticamente spero possa essere una partita più piacevole di quella di stasera.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il tabellino</h2>



<p></p>



<p><strong>ATLETICO MADRID-ARSENAL 1-1<br>Marcatori:</strong> pt 44&#8242; Gyokeres rig. (Ars); st 11&#8242; Alvarez rig. (Atl).<br><strong>Atletico Madrid (4-4-2):</strong> Oblak; Llorente, Pubill, Hancko, Ruggeri; G. Simeone (st 1&#8242; Le Normand), Koke, Cardoso (st 43&#8242; Molina), Lookman; Griezmann, Alvarez (st 32&#8242; Baena). All.: Simeone.<br><strong>Arsenal (4-3-3): </strong>Raya; White (st 41&#8242; Mosquera), Saliba, Gabriel, Hincapie; Odegaard (st 13&#8242; Eze), Zubimendi, Rice; Madueke (st 23&#8242; Saka), Gyokeres (st 24&#8242; G. Jesus), Martinelli (st 23&#8242; Trossard). All.: Arteta.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le pagelle</h2>



<p></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>ATLETICO MADRID</strong></p>



<p></p>



<p><strong>IL MIGLIORE ALVAREZ 7</strong><br>È vero, commette quella leggerezza sull&#8217;azione che porta al rigore del vantaggio dell&#8217;Arsenal (perde mezzo punto così), ma se non fosse stato per lui, difficilmente l&#8217;Atletico Madrid sarebbe riuscito ad essere pericoloso. Segna con grande freddezza su rigore, ne sfiora altri due (uno parato da Raya, l&#8217;altro colpendo l&#8217;esterno della rete su punizione), sgomita contro tutti e assiste i compagni. Si conferma ancora una volta come uno dei migliori centravanti al mondo, pure in una serata in cui ha dovuto fare &#8211; di nuovo &#8211; gli straordinari per l&#8217;Atletico Madrid. Stoico.<br><br><strong>Llorente 7 </strong>Ormai è una garanzia assoluta in tutte e due le fasi. Corre con la solita grinta ed agonismo che lo contraddistinguono, supporta la manovra d&#8217;attacco e aiuta la difesa nei momenti di bisogno. Si esalta poi in una prestazione difensiva da manuale su Martinelli, che viene cancellato con la scolorina nel confronto diretto, senza la benché minima possibilità di replica. Si conferma un baluardo di questo Atletico Madrid, operoso come nessun altro al servizio del Cholo e continuo come probabilmente nessun altro nelle prestazioni. Inesauribile.<br><br><strong>Ruggeri 6,5 </strong>All&#8217;inizio del primo tempo soffre le iniziative di Madueke, ma poi si esalta con un&#8217;altra prova di gran cuore, disputando un secondo tempo degno dell&#8217;agonismo mostrato nelle due partite contro il Barcellona. La sua prima stagione a Madrid era iniziata disastrosamente, per poi avere un crescendo esponenziale che lo sta rendendo fondamentale nello scacchiere del Cholo Simeone. Qualora i c.t. dovessero svegliarsi con lui, la nostra nazionale ha un&#8217;altro terzino sinistro su cui contare oltre a Dimarco. Rinato.<br><br><strong>Griezmann 6</strong> In occasione della sua ultima partita al Wanda Metropolitano in Champions League, viaggia a corrente alternata. Nel primo tempo sbaglia degli appoggi fin troppo elementari per uno come lui, mentre nella ripresa si rianima e crea trame degne della sua classe. È anche sfortunato a colpire la traversa dopo una splendida girata in area di rigore. Non è di certo una partita malvagia considerando il poco supporto avuto in mezzo al campo da Koke (<strong>voto 5:</strong> sovrastato da Rice e Zubimendi), ma da un calciatore del suo calibro mi sarei aspettato di più. Bassi e alti.<br><br><strong>Lookman 5</strong> L&#8217;impegno è stato sicuramente di prim&#8217;ordine e non si è risparmiato nella fase difensiva, ma ciò non può coprire i suoi errori a tu per tu con Raya. Errori che potrebbero costare caro in vista del ritorno all&#8217;Emirates Stadium. Se al ritorno contro il Barcellona era stato decisivo, a questo giro l&#8217;asso nigeriano stecca l&#8217;appuntamento con la storia di questa semifinale. Sprecone.<br><br><strong>Hancko 4,5</strong> Viene sovrastato da Gyokeres per tutto il tempo in cui lo svedese è in campo. Non la vede mai, tanto da intervenire in nettissimo ritardo nell&#8217;azione del rigore del vantaggio dei Gunners. Nel secondo tempo rischia addirittura di commettere un altro rigore, ma viene graziato &#8211; secondo me giustamente, non credo fosse fallo &#8211; dalla sala VAR dopo che era apparso ancora una volta scomposto su Eze. Sciagurato</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Julián Alvarez breaks Lionel Messi’s record as the fastest South American player to reach 25 Champions League goals 🔥🇦🇷 <a href="https://t.co/1tJnYdYGFO">pic.twitter.com/1tJnYdYGFO</a></p>&mdash; LiveScore (@livescore) <a href="https://twitter.com/livescore/status/2049589238631428251?ref_src=twsrc%5Etfw">April 29, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>ARSENAL</strong></p>



<p></p>



<p><strong>IL MIGLIORE GABRIEL 7<br></strong>Pur avendo avuto contro un cliente solido da affrontare come Julian Alvarez, si esalta con una prestazione dalla grandissima solidità difensiva, disinnescando diverse conclusioni indirizzate verso la porta dei suoi Gunners. In particolare si esibisce in uno splendido salvataggio su una conclusione a botta sicura di Griezmann, un intervento che lo conferma ancora una volta tra i migliori centrali difensivi al mondo per rendimento insieme al suo compare Saliba. Se i Gunners sono riusciti a blindare questo pareggio nel secondo tempo, tanti sono i suoi meriti. Muro.<br><br><strong>Rice 6,5</strong> Non disputa di certo la sua miglior partita in carriera, ma ne fa una più che onesta che gli basta per fare girare largo Koke e per mettere ordine in mezzo al campo insieme a Zubimendi (<strong>voto 6</strong>). Pur senza offrire il meglio del suo repertorio, è più che sufficiente per confermarsi come un riferimento dei Gunners. È probabilmente mancato il guizzo in cabina di regia, ma ciò non va a cancellare i meriti di uno dei migliori giocatori dell&#8217;Arsenal, nonché uno dei più rappresentativi a livello tecnico e di personalità. Totem.<br><br><strong>Raya 6,5</strong> È attento respingendo ottimamente su Julian Alvarez nel primo tempo, così come si fa trovare pronto nelle conclusioni &#8211; tutt&#8217;altro che irresistibili &#8211; di Lookman nella ripresa. Non può nulla sul rigore dell&#8217;argentino, ma ciò non condiziona una partita più che onesta, che gli ha visto trasmettere sicurezza al reparto difensivo con una buona prontezza dei suoi riflessi. Ineccepibile.<br><br><strong>Gyokeres 6,5</strong> Nonostante i pochi rifornimenti e l&#8217;ibernazione della fase offensiva dell&#8217;Arsenal, si sbatte come un dannato e fa vedere i sorci verdi ad Hancko. Si procura anche il rigore poi segnato di prepotenza. Esce dal campo probabilmente troppo presto, quando sarebbe stato fondamentale per fare salire la squadra nel momento del bisogno, a riprova di un rapporto non proprio idilliaco con Arteta. In queste condizioni, è già tanto che abbia segnato 19 gol stagionali. Solido.<br><br><strong>White 5,5 </strong>Non commette chissà quante sbavature, ma macchia la sua prestazione murando con la mano la conclusione di Marcos Llorente, causando dunque il rigore dell&#8217;1-1 di Julian Alvarez. A certi livelli, ogni episodio conta e in una partita a bassissimo purtroppo per lui questo pesa come un macigno. Sfortunato, senz&#8217;altro, ma quel braccio era davvero parecchio largo. Rimandato.<br><br><strong>Martinelli 4,5</strong> Viene ridicolizzato in lungo e in largo da Llorente sulla sua fascia, non riuscendo mai ad uscirne fuori nemmeno per sbaglio e apparendo come l&#8217;ombra del giocatore che aveva deliziato tutti nella fase a gironi. È un corpo estraneo per tutto il tempo trascorso in campo, tanto da costringere Arteta a sostituirlo giustamente senza troppi complimenti. Fantasma dell&#8217;opera.</p>



<p></p>



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		<title>Champions League, semifinale andata: Paris Saint Germain-Bayern Monaco 5-4</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gabriele Gilli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Apr 2026 22:21:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[2025-2026]]></category>
		<category><![CDATA[andata]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina Esultanza di Kvaratskhelia dopo un gol Il calcio è uno sport semplicemente meraviglioso, e sembra volercelo ricordare ogni volta che assistiamo a [&#8230;]</p>
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<p class="has-text-align-right"><em><strong>Immagine di copertina</strong> Esultanza di Kvaratskhelia dopo un gol</em></p>



<p class="has-drop-cap">Il calcio è uno sport semplicemente meraviglioso, e sembra volercelo ricordare ogni volta che assistiamo a partite come quella di stasera tra Paris Saint Germain e Bayern Monaco. I &#8220;maligni&#8221; punteranno certamente il dito sul punteggio pirotecnico di 5-4, sul fatto che le fasi difensive siano state enormemente deficitarie nel corso dei 90 minuti e tanti altri aspetti che per me sono marginali. Perché per 70 minuti queste due squadre ci hanno portato in Paradiso, ci hanno coccolato come se fossimo dei neonati da mettere a nanna, ci hanno deliziato con tante giocate d&#8217;alta qualità da farci quasi rischiare l&#8217;overdose tecnica e ci hanno folgorato con occasioni a getto continuo.</p>



<p>Il Paris Saint Germain si è esaltato grazie alla solita straordinaria prestazione di <strong>Kvicha Kvaratskhelia</strong>, nonché sull&#8217;estro di un giocatore mai sufficientemente celebrato come <strong>Desiré Doué</strong> e sulla puntualità ormai consolidata di <strong>Ousmané Dembélé </strong>nei grandi appuntamenti. Senza contare poi la forza del suo centrocampo, che in sella alla regia di <strong>Vitinha</strong>, l&#8217;ordine di <strong>Warren Zaire-Emery</strong> e la poliedricità di <strong>Joao Neves</strong> ha saputo mettere in difficoltà il <strong>Bayern Monaco</strong> in mezzo al campo. D&#8217;altro canto, i bavaresi hanno risposto presente con il solito immenso<strong> Harry Kane</strong>, oltre che sulle ritrovate frecce <strong>Michael Olise</strong> e <strong>Luis Diaz</strong>, decisamente più brillanti rispetto che al ritorno contro il Real Madrid. </p>



<p>È stato un cocktail di imprevedibilità, di ritmi forsennati, fraseggi ad altissima velocità e giocate dalla grandissima difficoltà tecnica per gran parte del tempo, in cui il calcio per club ad alti livelli ha vinto su tutta la linea. Quei 70 minuti sono stati un delirio continuo, com&#8217;è dimostrato dalle urla del sottoscritto che implorava <strong>Luis Diaz</strong> di essere in gioco al momento di quello stop meraviglioso del gol del 5-4. Quella giocata doveva finire nel tabellino, come tanti altri capolavori disseminati in quella finestra temporale.</p>



<p>Gli ultimi 20 minuti ci sono serviti unicamente per metabolizzare lo spettacolo pirotecnico e super-calcistico offerto da entrambe le squadre, ad oggi le due più forti al mondo, che hanno fatto confermato il loro valore nel corso dei 90 minuti. In quei 20 minuti, persino la traversa di <strong>Mayulu </strong>ci ha fatto sobbalzare, e a noi va più che bene così. Mi sento soltanto di ringraziare tutti i suoi protagonisti principali, nella speranza di divertirmi come stasera anche al ritorno.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il tabellino</h2>



<p></p>



<p><strong>PARIS SAINT GERMAIN-BAYERN MONACO 5-4<br>Marcatori:</strong> pt 17&#8242; Kane rig. (B), 24&#8242; Kvaratskhelia (P), 33&#8242; Neves (P), 41&#8242; Olise (B), 50&#8242; Dembélé rig. (P); st 11&#8242; Kvaratskhelia (P), 13&#8242; Dembélé (P), 20&#8242; Upamecano (B), 23&#8242; Diaz (B).<br><strong>Paris Saint Germain (4-3-3):</strong> Safonov; Hakimi, Marquinhos, Pacho, Mendes (st 39&#8242; L. Hernandez); Zaire-Emery (st 19&#8242; Ruiz), Vitinha, Neves; Doué (st 25&#8242; Barcola), Dembélé, Kvaratskhelia (39&#8242; Mayulu). All.: Enrique.<br><strong>Bayern Monaco (4-2-3-1): </strong>Neuer; Stanisic, Upamecano, Tah, Davies (st 1&#8242; Laimer); Kimmich, Pavlovic; Olise, Musiala (st 34&#8242; Goretzka), Diaz; Kane. All.: Kompany.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="PSG-Bayern Monaco 5-4: gol e highlights | Champions League" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/TKxk812o5hU?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<p></p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le pagelle</h2>



<p></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>PARIS SAINT GERMAIN</strong></p>



<p></p>



<p><strong>IL MIGLIORE KVARATSKHELIA 8,5<br></strong>Sono sinceramente finiti gli aggettivi per descrivere il miglior calciatore georgiano di tutti i tempi, nonché uno dei migliori attaccanti in circolazione. I numeri tenuti fino a questo momento in Champions League (10 gol e 5 assist in 14 partite) ci restituiscono soltanto una parte della qualità sconfinata del suo gioco, della sua classe e del suo estro. Stasera ha danzato per l&#8217;ennesima volta, mettendo la firma su una partita semplicemente pazzesca, da tramandare ai nipotini in futuro. I suoi due gol sono degli autentici capolavori di classe e di freddezza, che confermano la sua nuova maturità calcistica, nonché la sua naturale predisposizione a &#8220;fare 100&#8221; nei grandi palcoscenici. Spaziale.<br><br><strong>Doué 8 </strong>Non segna, ma nel giro di un&#8217;ora regala una quantità straordinaria di giocate da campione. Serve una palla straordinaria a Kvaratskhelia per il gol dell&#8217;1-1, sfiora il gol personale con una serpentina da capogiro tra tre uomini e con un break centrale da capogiro spacca in due il centrocampo del Bayern Monaco per assistere Dembelé nel 5-2. Vive una notte da Leone, blindando il suo status da stella luminosa del panorama calcistico mondiale, nonché uno dei tanti punti di forza dei parigini. Indomabile.<br><br><strong>Dembélé 7,5</strong> Pasticcia un po&#8217; troppo in diverse situazioni, divorandosi anche il possibile gol dell&#8217;1-1 come Neymar contro l&#8217;Atalanta nel 2020. Ma alla fine ad avere ragione è sempre lui, dapprima per il cross vincente per il gol di Joao Neves, per poi siglare la sua doppietta su rigore e in contropiede con grandissima freddezza. Alla fine il &#8220;box score&#8221; del detentore del Pallone d&#8217;Oro parla di 2 gol e 1 assist al Bayern Monaco in una semifinale di Champions League. Poteva andare peggio (cit.)!<br><br><strong>Neves 7,5 </strong>Se l&#8217;anno scorso era arrivato di prepotenza ad inserirsi nelle conversazioni sui migliori centrocampisti del futuro, nel corsa di questa stagione il buon Joao è salito ulteriormente di livello. Nel corso di un minuto da capogiro, ha salvato in extremis su una fuga di Olise (con l&#8217;aiuto del palo), per poi colpire personalmente per il gol del 2-1. Ad oggi, pochissimi altri interpreti di centrocampo nel mondo possono reggere il confronto con la sua poliedricità e con la sua affidabilità. Joao Tuttofare.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true"><p lang="ca" dir="ltr">Most goal involvements in a single Champions League campaign for PSG:<br><br>◉ 15 &#8211; Khvicha Kvaratskhelia (25/26) 🆕<br>◎ 14 &#8211; Ousmane Dembélé (24/25)<br><br>The record has been broken. 👀 <a href="https://t.co/ZL89M1sLFo">pic.twitter.com/ZL89M1sLFo</a></p>&mdash; Squawka (@Squawka) <a href="https://twitter.com/Squawka/status/2049221974010773867?ref_src=twsrc%5Etfw">April 28, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>BAYERN MONACO</strong></p>



<p></p>



<p><strong>IL MIGLIORE KANE 8,5<br></strong>Se al ritorno contro il Real Madrid era stato un Eroe per la causa del Bayern Monaco, nel corso di questa partita il buon Harry è stato l&#8217;essenza stessa del Bayern Monaco. Ha lottato ancora una volta su ogni pallone in tutte le porzioni del campo, ha segnato con freddezza il rigore del vantaggio iniziale dei suoi, ha assistito i suoi compagni in ogni porzione del campo e ha infine servito una palla meravigliosa a Luis Diaz per il gol capolavoro del 5-4. Francamente non si commetterebbe peccato a definirla come la miglior prestazione della sua carriera, da manuale per come si deve interpretare il ruolo del centravanti. E del Leader, a caratteri cubitali. Ciclopico.<br><br><strong>Luis Diaz 8</strong> Dopo le due prove opache contro il Real Madrid (nonostante i due timbri tra andata e ritorno), quella di Parigi è la sua notte. A differenza di Olise, è più continuo all&#8217;interno della partita, rappresentando una spina nel fianco per la difesa del PSG. Trova più soluzioni individuali rispetto che nelle due partite precedenti, si prende il rigore poi segnato da Kane e viene ripagato da un assist strepitoso per il gol del 5-4. Il suo gol è semplicemente un capolavoro, un quadro frutto di uno degli stop più belli che si siano mai visti in epoca moderna. Pittoresco.<br><br><strong>Olise 7,5</strong> Rispetto a Luis Diaz, è meno continuo e sbaglia qualche giocata non da lui, ma ciò non gli impedisce di brillare dopo la balbettante prova (nonostante il gol) al ritorno contro il Real Madrid. È infatti coinvolto nell&#8217;azione che porta al rigore dell&#8217;1-0, segna il gol del 2-2 (pur con la complicità di Safanov) e fa ammattire Nuno Mendes (voto 4,5: colpevole nel gol di Upamecano) come mai era successo sotto la gestione di Luis Enrique. Cala nella ripresa, ma il suo primo tempo è stato degno della classe di uno dei migliori esterni offensivi al mondo. Eleganza al potere.<br><br><strong>Upamecano 7,5</strong> In una serata da dimenticare per entrambe le difese, è l&#8217;unico a non affondare insieme ad entrambi i vessilli. Regge la difesa ove possibile, non commette sbavature particolari e dà un maggior senso di sicurezza rispetto a tutti gli altri difensori in campo. È poi abile a sfruttare il cross di Kimmich (voto 6,5: in difficoltà, ma più sul pezzo di Pavlovic) per incornare di testa il gol del 5-3 dei suoi. Solido.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Harry Kane is the first ever English player to score in six consecutive Champions League games.<br><br>◉ vs. USG (H)<br>◉ vs. PSV (A)<br>◉ vs. Atalanta (H)<br>◉ vs. Real Madrid (A)<br>◉ vs. Real Madrid (H)<br>◉ vs. PSG (A)<br><br>He breaks Steven Gerrard’s record from 2008.🏴󠁧󠁢󠁥󠁮󠁧󠁿 <a href="https://t.co/EfCXQQ40AC">pic.twitter.com/EfCXQQ40AC</a></p>&mdash; Squawka (@Squawka) <a href="https://twitter.com/Squawka/status/2049206853221896394?ref_src=twsrc%5Etfw">April 28, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<p></p>



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		<title>Rubén Sosa, il Principito uruguagio dell&#8217;Inter tra Matthäus e Ronaldo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gabriele Gilli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 17:23:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pedatori]]></category>
		<category><![CDATA[1992-1993]]></category>
		<category><![CDATA[anni '90]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quando da ragazzino iniziai a tifare Inter, ero a dir poco stregato dalla vastità della sua storia. Iniziai a divorare documentari su documentari, a spulciare [&#8230;]</p>
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<p></p>



<p class="has-drop-cap">Quando da ragazzino iniziai a tifare Inter, ero a dir poco stregato dalla vastità della sua storia. Iniziai a divorare documentari su documentari, a spulciare i grandi campioni che si erano susseguiti in anni e anni della sua prestigiosa storia e fu inevitabile per me innamorarmi di giocatori come<strong> Lothar Matthäus</strong> e <strong><a href="https://gameofgoals.it/2021/10/05/i-dieci-lampi-di-ronaldo-il-fenomeno.html">Ronaldo</a></strong>. Oltre a ciò, pendevo anche dalle labbra di mio padre (interista anche lui, ma in tono molto minore rispetto al sottoscritto), che mi raccontava con grande nostalgia di questi grandissimi campioni, che inevitabilmente mi affascinavano per tutto il prestigio che avevano dimostrato con la casacca nerazzurra. Incastrato tra Lothar e Ronnie spuntava però un calciatore che non riterrò mai sufficientemente celebrato, un uruguagio che impiegò appena tre anni per entrare nel cuore dei tifosi dell&#8217;Inter dalla porta principale.<br><br>No, non parlo di <strong><a href="https://gameofgoals.it/2025/03/17/alvaro-recoba-luruguagio-irregolare.html">Álvaro Recoba</a></strong>, l&#8217;uruguagio fragile che faticava ad incidere con continuità e che appariva soltanto nelle formazioni titolari dei Derby, salvo poi sparire dal campo. Parlo di un fantasista molto più forte, continuo ed incisivo, che risponde al nome di <strong>Rubén Sosa</strong>. Rubén era un classe &#8217;66 dotato di un sinistro a dir poco dinamitardo, che gli consentiva di essere una minaccia perpetua da ogni distanza, oltre che di essere formidabile in fase di conduzione della palla, di rifinitura per i compagni e di progressione a tutta velocità. <br><br>Appena scoprì della sua esistenza, ne rimasi a dir poco folgorato. Segnava con una facilità a dir poco imbarazzante su punizione, era praticamente inarrestabile quando partiva palla al piede verso la porta avversaria, aveva colpi acrobatici incredibili, possedeva una potenza fisica e tecnica debordante e dava proprio la sensazione di essere un leader vero, di quelli capaci di trascinare l&#8217;intero ambiente con pochi gesti tecnici.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="798" height="1024" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/04/8ab1301286a008bf01966ddc5349245a-798x1024-1.png" alt="" class="wp-image-26959" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/04/8ab1301286a008bf01966ddc5349245a-798x1024-1.png 798w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/04/8ab1301286a008bf01966ddc5349245a-798x1024-1-234x300.png 234w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/04/8ab1301286a008bf01966ddc5349245a-798x1024-1-768x986.png 768w" sizes="(max-width: 798px) 100vw, 798px" /></figure>



<p class="has-text-align-center">Ruben Sosa con la maglia del Real Saragozza, una tappa cruciale per la sua ascesa</p>



<p></p>



<p>Sin dagli albori della sua carriera si era capito che quel ragazzino possedesse delle qualità importanti. Dopo la gavetta rappresentata dalla sua formazione in patria con la maglia del Danubio, Rubén esplose infatti con la maglia del Real Saragozza, una piazza che grazie a lui poté sognare ben prima del trionfo nella Coppa delle Coppe 1994-1995. Fu lui infatti a mettere la firma sulla Coppa del Re 1985-1986, stendendo dapprima il Real Madrid con una doppietta stellare all&#8217;andata, per poi beffare il Barcellona su punizione in finale. A 20 anni, il <em>Principito </em>si ritrovò quindi a battere consecutivamente i vincitori della Coppa UEFA (i <em>Blancos</em>) e i finalisti di Coppa dei Campioni (i <em>blaugrana</em>) di quella stagione: un biglietto da visita a dir poco pazzesco per il mondo del calcio, che ci restituisce già l&#8217;idea di chi fosse già all&#8217;epoca.<br><br>Subito dopo, vinse da titolare la Copa América dell&#8217;anno successivo con il suo Uruguay (leggi <a href="https://gameofgoals.it/2022/10/11/1987-finale-uruguay-cile-1-0.html">qui</a>), iniziando a calcare anche i grandi palcoscenici internazionali con una consapevolezza crescente nei propri mezzi. In quei tre anni dal 1985 al 1988 a Saragozza, Rubén produsse 39 gol in 120 partite, numeri più che sufficienti per convincere la neopromossa Lazio a investire su di lui. Non fu di certo l&#8217;acquisto che fece parlare di più di sé, complice anche il fatto che l&#8217;apertura ai tre stranieri aveva portato un gigante come <strong>Frank Rijkaard</strong> al Milan<strong> </strong>e due colossi come <strong>Lothar Matthäus</strong> e <strong>Andreas Brehme</strong> all&#8217;Inter. In questo senso, l&#8217;acquisto di <strong>Rubén Sosa</strong> passava di sicuro in secondo piano, se non addirittura in terzo (vi ricordo anche <strong>Alemão </strong>al <strong>Napoli</strong>,<strong> Oleksandr Zavarov</strong> alla Juventus e tanti altri).</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img decoding="async" width="517" height="671" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/04/R.Sosa_23.png" alt="" class="wp-image-26955" style="width:450px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/04/R.Sosa_23.png 517w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/04/R.Sosa_23-231x300.png 231w" sizes="(max-width: 517px) 100vw, 517px" /></figure>



<p class="has-text-align-center">Ruben Sosa con la maglia della Lazio</p>



<p></p>



<p>Nel contesto di una Serie A<strong> </strong>ormai giunta al suo apogeo con tutti quei campioni, <strong>Rubén Sosa</strong> riuscì a consacrarsi da subito come una delle sue stelle più luminose ed accecanti. Sebbene fosse circondato da una squadra ben lontana dai trionfi che avrebbe raggiunto con <strong><a href="https://gameofgoals.it/2024/08/26/ciao-scandinavo-latino-omaggio-a-sven-goran-eriksson.html">Sven-Göran Eriksson</a></strong>, il <em>Principito </em>segnava con un&#8217;ottima continuità e con la stessa regolarità era garante di solidità prestazionale. Era uno di quei giocatori che illuminavano con più continuità uno dei campionati più competitivi e difficili della storia del calcio, dando sempre la sensazione di essere una minaccia costante per le difese avversarie, che non ci si poteva mai permettere di sottovalutare. <br><br>In mezzo a quei quattro anni a tinte biancocelesti scanditi da 47 gol in 140 partite, si va ad inserire quello che è il suo picco indiscusso con la <em>Celeste</em>, ovvero la Copa América 1989 (leggi <a href="https://gameofgoals.it/category/viste-per-voi/coppa-america/1989">qui</a>). Nel corso di quella competizione, Rubén dominò la scena, ergendosi sopra al suo illustre compagno di squadra <strong>Enzo Francescoli</strong>. Nonostante la sconfitta contro il Brasile di <strong><a href="https://gameofgoals.it/2024/04/24/romario-il-cobra-dellarea-di-rigore.html">Romário </a></strong>e <strong>Bebeto</strong>, fu la sua Copa América, con quattro gol e due assist in sette partite e tante prestazioni da ricordare. Una competizione da leone, che lo vide ruggire come non mai contro l&#8217;Argentina di <strong><a href="https://gameofgoals.it/2020/12/15/ho-visto-maradona.html">Maradona</a></strong>, mettendo la firma su una prestazione a dir poco monumentale. <br><br>Quella sera, Rubén era semplicemente immarcabile per la difesa argentina, com&#8217;è testimoniato dal secondo meraviglioso gol in <em>coast to coast</em> che ancora oggi rappresenta uno dei massimi capolavori della sua carriera. Un gol alla <strong>Maradona</strong>, segnato contro l&#8217;impotente <em>Pibe de Oro</em>. Di fronte a un gol del genere, risulta chiaro perché fu eletto come mvp del torneo che pure l&#8217;aveva visto perdente contro i verde-oro.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="segundo gol de Ruben Sosa a Argentina Copa America 1989 (Uruguay 2-0 Argentina)" width="1200" height="900" src="https://www.youtube.com/embed/yqmmc_jVLx8?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<p></p>



<p>Dopo i tanti capolavori di potenza e di fino regalati ai tifosi della Lazio in anni di ricostruzione, fu l&#8217;Inter ad assicurarsi le sue prestazioni, dopo l&#8217;epitaffio della trinità tedesca <strong>Matthäus-Brehme-Klinsmann</strong>. A seguito del disastro della gestione Orrico, la società nerazzurra era costretta a ricostruirsi dalle ceneri di un ciclo di giocatori ormai a fine corsa. Il mercato estivo non aiutò granché, in quanto <strong>Matthias Sammer </strong>fu venduto dopo pochi mesi a seguito di alcune incomprensioni con <strong>Osvaldo Bagnoli</strong>, mentre <strong>Darko Pancev </strong>divenne materiale per la Gialappa&#8217;s Band a suon di sprechi realizzativi a dir poco <em>cartooneschi</em>. <br><br>In questo contesto di incertezza generale e con intorno a sé una squadra buona ma non eccezionale, fu proprio <strong>Rubén Sosa</strong>, ancora una volta l&#8217;acquisto meno chiacchierato dell&#8217;estate, ad imporsi come leader tecnico ed emotivo della squadra. La stagione 1992-1993<strong> </strong>del <em>Principito</em>, come raccontato dal nostro Francesco Buffoli (<a href="https://gameofgoals.it/2022/11/12/grandi-stagioni-quasi-dimenticate-da-ruben-sosa-1993-paulo-dybala-2016-a-roberto-filippi-1978-damiano-tommasi-2001.html">leggi qui</a>), fu semplicemente dominante, da miglior giocatore di quella Serie A. Fu il principale epicentro dell&#8217;attacco, producendo 20 gol e 11 assist in 28 partite. Fu così trascinante da farsi carico di una rimonta stellare dei nerazzurri, sorpassando le più quotate (e forti) Parma e Juventus<strong> </strong>e lanciandosi verso il tentativo di lotta scudetto contro un Milan in calo nel girone di ritorno. <br><br>Ancora oggi ritengo che quella sia stata una delle migliori stagioni mai fatte da un singolo giocatore nella storia &#8220;moderna&#8221; dell&#8217;Inter, per il peso specifico di quelle prestazioni che fecero sentire grande una squadra modesta, ben lontana dai grandi fasti dell&#8217;era <strong><a href="https://gameofgoals.it/2021/01/07/3282.html">Trapattoni</a></strong>. Fu meno epocale la stagione successiva, complice anche il rischio concreto di retrocessione dei nerazzurri nel corso di una stagione da thriller francamente non necessario. Rubén non fece però mancare il suo apporto, contribuendo alla salvezza del club con 16 gol in 28 partite e momenti di grandezza assoluta come la tripletta al Parma e la doppietta alla Juventus, marchiandole a fuoco con i suoi tipici capolavori su punizione.<br><br>Anche in Coppa UEFA fu determinante, segnando un solo gol a Cagliari in semifinale, ma esaltandosi come rifinitore dall&#8217;alto dai suoi cinque assist distribuiti per tutta la competizione. Furono infatti suoi i suoi tocchi sapienti per i gol di <strong>Nicola Berti</strong> e <strong>Wim Jonk </strong>tra andata e ritorno della finale contro il Casino Salisburgo. Per lui, quella Coppa UEFA vinta in una stagione così travagliata fu l&#8217;unico trofeo vinto in nerazzurro, bastevole per consacrarlo nel cuore dei tifosi nerazzurri. La sua esperienza col Club meneghino si concluse nell&#8217;estate 1995, non prima di aver regalato le sue ultime perle come lo slalom nello stretto contro il Genoa. Si congedò da quel triennio memorabile con uno score totale da 50 gol e 24 assist in 104 partite tra tutte le competizioni.<br><br>Numeri che lo consacrano di diritto tra i migliori stranieri ad aver indossato la maglia nerazzurra, a prescindere dai pochi successi ottenuti ottenuti a causa di una squadra dimenticabile, che si accingeva ad aprire le porte alla lunga presidenza <strong>Moratti</strong>.</p>



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<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="1993-1994 Inter vs Parma 3-2 Tripletta di Sosa" width="1200" height="900" src="https://www.youtube.com/embed/72aG-rhBt9Y?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
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<p>Dopo aver vinto anche la Copa América<strong> </strong>di quello stesso stesso anno con il suo Uruguay (leggi <a href="https://gameofgoals.it/2024/02/21/1995-finale-uruguay-brasile-6-4-dcr-1-1.html">qui</a>), le avventure al Borussia Dortmund e al Logrones<strong> </strong>furono poco fortunate dal punto di vista individuale per <strong>Rubén Sosa </strong>e ne segnarono il ritorno in patria. Al Nacional, il <em>Principito </em>concluse la sua carriera al meglio, diventandone capitano e vivendo una seconda giovinezza che gli permise di elevarsi a leggenda assoluta del Club. Vinse tre campionati nazionali in quattro anni da grandissimo protagonista, confermandosi ancora una volta come una delle stelle più temute e allo stesso tempo rispettate del panorama calcistico sudamericano. <br><br>Ebbe anche una veloce parentesi allo Shanghai Shenhua in Cina, per poi ritirarsi definitivamente all&#8217;età di 41 anni nel 2007, dopo essersi lasciato alle spalle una carriera non proprio ricca come successi in Europa, ma ricolma di grandezza per quanto fatto sul rettangolo verde. Una parabola calcistica che lo definisce senza ombra di dubbio come uno dei giocatori più amati della storia del Real Saragozza, della Lazio e dell&#8217;Inter, nonché come autentica istituzione della storia dell&#8217;Uruguay.</p>



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<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img decoding="async" width="600" height="800" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/04/SOSA-RUBEN.jpg" alt="" class="wp-image-26957" style="width:450px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/04/SOSA-RUBEN.jpg 600w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/04/SOSA-RUBEN-225x300.jpg 225w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></figure>



<p class="has-text-align-center">Ruben Sosa con la maglia del Nacional</p>



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<p>Perché <strong>Rubén Sosa</strong> è stato uno dei migliori calciatori della storia moderna del calcio dell&#8217;Uruguay, un mito amato tanto amato dai tifosi quanto rispettato dagli avversari per il suo indiscusso valore e per la sua pericolosità. Un <em>Principito </em>che è riuscito a non finire nel dimenticatoio in un&#8217;epoca misera di gloria per l&#8217;Inter, riuscendo a brillare tra due teste di serie come<strong> Lothar Matthäus </strong>e <strong>Ronaldo</strong>, e che come <em>Speedy Gonzales</em> viaggiava a velocità supersonica verso l&#8217;infinito, quasi sfuggendo dal ricordo di molti che l&#8217;hanno vissuto.</p>



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<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Rubén Sosa, El Principito [Best Goals]" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/DdBOXYPA-eM?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
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		<title>Rob Rensenbrink, il serpente olandese e il fascino irresistibile del &#8220;quasi&#8221;</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2026/04/18/rob-rensenbrink-il-serpente-olandese-e-il-fascino-irresistibile-del-quasi.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Gabriele Gilli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Apr 2026 06:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pedatori]]></category>
		<category><![CDATA[anderlecht]]></category>
		<category><![CDATA[mondiali 1974]]></category>
		<category><![CDATA[Mondiali 1978]]></category>
		<category><![CDATA[Olanda]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Penso che un po&#8217; tutti tra di voi conoscano quel meme di Leonardo DiCaprio che, spaparanzato sulla poltrona nel film &#8220;C&#8217;era una volta a Hollywood&#8221;, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2026/04/18/rob-rensenbrink-il-serpente-olandese-e-il-fascino-irresistibile-del-quasi.html">Rob Rensenbrink, il serpente olandese e il fascino irresistibile del &#8220;quasi&#8221;</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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<p class="has-drop-cap">Penso che un po&#8217; tutti tra di voi conoscano quel meme di <strong>Leonardo DiCaprio</strong> che, spaparanzato sulla poltrona nel film &#8220;C&#8217;era una volta a Hollywood&#8221;, indica il filmato che sta osservando, consapevole di aver visto una scena per lui familiare. Ve ne parlo perché il 28 maggio dell&#8217;anno scorso ho avuto un&#8217;intuizione del genere, mentre guardavo Chelsea-Real Betis, la finale di Conference League. Pure io ero spaparanzato (sul divano, non sulla poltrona), quando all&#8217;improvviso ho visto <strong>Cole Palmer</strong>, uno dei miei calciatori preferiti al giorno d&#8217;oggi, rivoltare come un calzino una finale che il Chelsea stava perdendo. Gli sono bastate due giocate e come d&#8217;incanto il paesaggio della partita è stato stravolto.<br><br>Il momento topico è arrivato al 70&#8242;, quando <strong>Cole Palmer</strong> si è esibito in una meravigliosa finta di corpo, lasciando sul posto il suo diretto marcatore, per poi crossare per il 2-1 di Nickolas Jackson. In quel momento, mi sono sentito come Leonardo DiCaprio, perché quella scena l&#8217;avevo effettivamente da qualche parte. In un nanosecondo sono andato a cercare Anderlecht-Liverpool 3-1, l&#8217;andata della Supercoppa UEFA 1978. All&#8217;improvviso mi è arrivata l&#8217;illuminazione definitiva: Cole Palmer aveva fatto una giocata molto simile a quella di <strong>Rob Rensenbrink</strong> nel gol di<strong> Franky Vercauteren</strong>. La finta di corpo era molto simile, così come quell&#8217;andamento apparentemente sornione palla al piede, senza la necessità di premere il pedale dell&#8217;acceleratore con quel fisico alto 1.85.</p>



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<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Anderlecht v Liverpool Super Cup 1st Leg 04-12-1978" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/eMZTsCo_QR4?start=51&#038;feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
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<p>Da quel momento in poi, mi sono proprio intestardito con Rob, decidendo in cuor mio di riscoprirlo. Non tanto perché non lo conoscessi, in quanto era impossibile non avere la più pallida idea di chi fosse l&#8217;ala sinistra dell&#8217;<a href="https://gameofgoals.it/2022/10/26/utopia-74-lolanda-di-michels-e-cruijff-e-quella-sconfitta-che-ha-cambiato-la-storia.html">Olanda</a> di <strong><a href="https://gameofgoals.it/2021/01/13/johan-cruijff-luomo-orchestra.html">Johan Crujff</a></strong>. Era più un sentimento di riscoperta emotiva, di un calciatore per il quale spesso non avevo tessuto le lodi che avrebbe meritato. Mi sono quindi fiondato sulla sua carriera, rispolverandola tappa dopo tappa e ritrovandomi di riflesso ad innamorarmi perdutamente di lui. </p>



<p>E non poteva essere altrimenti, visto che aveva delle qualità tecniche e soprattutto delle caratteristiche che mi ricordavano tantissimo <strong>Cole Palmer</strong>. Anzi, penso si possa affermare che <strong>Cole Palmer</strong> sia la rivisitazione in chiave moderna di Rob, a fasce invertite (gioca a destra anziché a sinistra).</p>



<p>Rob era veramente un <em>Serpente </em>come suggeriva il suo soprannome: era alto e magro, con delle lunghe leve a supportare il suo estro e la sua tecnica. Al netto di qualche eccesso di narcisismo che lo portava delle volte a perdersi in un bicchiere d&#8217;acqua, era un giocatore di una concretezza disarmante nel dribbling uno contro uno e nello stretto. Non aveva certamente lo slancio dei baricentri bassi, ma non sentiva nemmeno la necessità di accelerare palla al piede. Semplicemente ti saltava secco, senza che neanche te ne rendessi conto.</p>



<p>A ciò aggiungeva delle abilità balistiche di livello assoluto, dovute alla sua grandissima sensibilità tecnica, ma anche alla sua statura. Era infatti un portento anche di testa, una caratteristica che, insieme a tutto il resto, gli permetteva di segnare con grandissima puntualità.</p>



<p>In un&#8217;epoca storica contraddistinta dai <em>nanerottoli</em> brevilinei ed imprendibili come <strong>Allan Simonsen</strong> e dall&#8217;esplosività in salsa sovietica di <strong>Oleg Blochin</strong>, <strong>Rob Rensenbrink </strong>era una vera e propria anomalia tra le ali del calcio degli anni &#8217;70, un unicorno alto circa 1.80 che danzava palla al piede nonostante la struttura fisica glielo sconsigliasse. Una creatura rara, splendida da vedere giocare per quel che mi riguarda, che rientra di diritto tra le migliori ali di tutti i tempi.</p>



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<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="1024" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/04/robbie-rensenbrink-won-de-gouden-schoen-in-1976-1024x1024.webp" alt="" class="wp-image-26732" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/04/robbie-rensenbrink-won-de-gouden-schoen-in-1976-1024x1024.webp 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/04/robbie-rensenbrink-won-de-gouden-schoen-in-1976-300x300.webp 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/04/robbie-rensenbrink-won-de-gouden-schoen-in-1976-150x150.webp 150w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/04/robbie-rensenbrink-won-de-gouden-schoen-in-1976-768x768.webp 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/04/robbie-rensenbrink-won-de-gouden-schoen-in-1976.webp 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="has-text-align-center">Rob Rensenbrink con la maglia dell&#8217;Anderlecht</p>



<p></p>



<p>Oltre alle caratteristiche tecniche ed anatomiche così tanto peculiari, anche la sua carriera per club rappresentò un unicum rispetto a quella di tanti altri compagni di squadra dell&#8217;<em>Arancia Meccanica</em>, che avevano un legame più profondo con l&#8217;Eredivisie. Dopo un paio d&#8217;anni di formazione al DWS, <strong>Rensenbrink </strong>emigrò infatti nel campionato belga,<strong> </strong>Jupiler Pro League, quando approdò al Bruges addirittura nel 1969, quando ancora il Feyenoord di <strong><a href="https://gameofgoals.it/2024/03/03/ernst-happel-il-gitano-nobile.html">Enrst Happel</a></strong> e l&#8217;Ajax di <strong>Rinus Michels </strong>dovevano arrivare al loro culmine in Coppa dei Campioni. In questo senso, si verificò un unicum assoluto per il calcio olandese, con un calciatore che si ritrovava in un campionato estero nel pieno della massima espressione di talento e di coralità del <em>totaalvoetbal</em>.</p>



<p>Non fu però in quei due anni al Bruges che emerse l&#8217;apice del calcio di Rob, bensì con la maglia dell&#8217;Anderlecht. Dal 1971 al 1980 si consacrò come uno dei calciatori più importanti della storia dei bianco-malva, se non addirittura il migliore in assoluto a suon di gol (202 in 352 partite) e giocate da campione assoluto. Nel corso di un decennio contraddistinto dalla crescita del calcio belga, come testimoniato dalla semifinale della nazionale ad Euro 1972 e dall&#8217;ottimo percorso alle qualificazioni ai<a href="https://gameofgoals.it/category/viste-per-voi/mondiali/mondiale-1974"> Mondiali 1974</a> da avversario ostico per l&#8217;Olanda, <strong>Rob Rensenbrink</strong> era la stella più luminosa, brillante ed accecante di un campionato in evidente crescita in termini di prestigio internazionale e competitività interna.<br><br>I successi non mancarono per il <em>Serpente </em>all&#8217;Anderlecht, sia per quanto concerne i trionfi in patria (due campionati nazionali nel 1971-1972 e nel 1973-1974 e quattro Coppe nazionali nel 1971-1972, nel 1972-1973, nel 1974-1975 e nel 1975-1976), sia soprattutto per le vittorie in campo internazionale. Proprio mentre il dominio del Bruges di <strong>Ernst Happel</strong> in campionato precludeva ogni partecipazione alla Coppa dei Campioni, l&#8217;Anderlecht dominava in Coppa delle Coppe (ne vinse due su tre), potendo contare su una delle squadre più forti e belle da vedere della seconda metà degli anni &#8217;70. Era una vera e propria corazzata, che vantava tra le proprie fila un centrocampista stellare del calibro di <strong>Arie Haan</strong>, due splendidi registi come <strong>Ludo Coeck</strong> e <strong>Jean Dockx</strong>, un incursore giovanissimo ma già pronto come <strong>Franky Vercauteren</strong>, un&#8217;ala formidabile come <strong>François Van der Elst</strong> e un terzino di spinta come <strong>Gilbert Van Binst</strong>.</p>



<p>A spiccare su tutti era però <strong>Rob Rensenbrink</strong>, stella, trascinatore e <em>Re Sole</em> assoluto di quella squadra meravigliosa. Nel corso del triennio 1975-1978, la Coppa delle Coppe divenne il suo regno incontrastato a suon di numeri (20 gol in 25 partite, in assoluto è il capocannoniere<em> all time</em> con 25 centri in 35 presenze) e prestazioni da campione assoluto. Era semplicemente incontenibile, arrivando a toccare vette epocali soprattutto nelle finali di quegli anni. Se si esclude la prova opaca nella sconfitta contro l&#8217;Amburgo nel 1977, Rob si consacrò indiscutibilmente come uno dei calciatori più decisivi al mondo a livello per club. Lo dimostrano i suoi numeri nelle varie finali di Coppa delle Coppe (1975-1976, 1976-1977 e 1977-1978) e di Supercoppa UEFA (1976 e 1978), che ci parlano di un attaccante totale da sette gol e sei assist in sette partite. Numeri da marziano assoluto, che ci raccontano alla perfezione il peso specifico che aveva per le sorti del suo Anderlecht.</p>



<p>Anche le sue prestazioni furono onnipotenti e soprattutto nel 1976 si esaltò ai massimi livelli, dapprima stendendo il West Ham con due gol e due assist che costituiscono la performance più dominante della storia delle finali di Coppa delle Coppe, per poi ripetersi con lo stesso identico copione in<strong> </strong>Supercoppa UEFA, questa volta annichilendo il leggendario <strong>Bayern Monaco</strong> di <strong><a href="https://gameofgoals.it/2024/01/09/kaiser-franz-beckenbauer-il-calcio-a-testa-alta.html">Franz Beckenbauer</a></strong> e <strong><a href="https://gameofgoals.it/2020/10/16/gerd-muller-non-solo-un-bomber-darea.html">Gerd Müller</a></strong>. Anche nel 1978, seppur in tono leggermente minore, si confermò in tutta la sua grandezza, dapprima <em>zidaneggiando</em> nella doppietta contro l&#8217;Austria Vienna nella finale della sua amata Coppa delle Coppe, per poi calare il bis con un gol meraviglioso nella sopracitata partita contro il Liverpool di Bob Paisley. In sostanza, di fronte a sì fatta grandezza nei momenti <em>calienti</em>, risulta facile capire come mai fosse riuscito ad arrivare 2° e 3° nella corsa al Pallone d&#8217;oro, rispettivamente nel 1976 e nel 1978. Di conseguenza, Rob merita indiscutibilmente di essere annoverato come uno dei migliori calciatori della seconda metà degli anni &#8217;70.</p>



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<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="775" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/04/4c1f5f8f-5daf-4906-9546-a378da00a44a-1024x775.jpg" alt="" class="wp-image-26747" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/04/4c1f5f8f-5daf-4906-9546-a378da00a44a-1024x775.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/04/4c1f5f8f-5daf-4906-9546-a378da00a44a-300x227.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/04/4c1f5f8f-5daf-4906-9546-a378da00a44a-768x581.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/04/4c1f5f8f-5daf-4906-9546-a378da00a44a.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="has-text-align-center">Rob Rensenbrink festeggia la vittoria della Coppa delle Coppe 1975-1976, al termine di una prestazione spaziale</p>



<p></p>



<p>Ad essere meno fortunata fu però la sua parabola in nazionale, spesso contraddistinta da delle autentiche<strong> </strong><em>sliding door</em> che lo videro sempre dalla parte sbagliata della sua storia. Ad essere però al centro dell&#8217;attenzione furono le sue prestazioni, spesso balbettanti e mai continue tra una partita e l&#8217;altra. Questo pattern si palesò purtroppo già al Mondiale del 1974, quando brillò soltanto a tratti come contro la Germania Est<em> </em>nella seconda fase a gironi (leggi <a href="https://gameofgoals.it/2013/12/13/1974-seconda-fase-olanda-germania-est-2-0.html">qui</a>), salvo poi risultare il peggiore dei suoi nella finalissima contro la Germania Ovest (leggi <a href="https://gameofgoals.it/2013/12/27/1974-finale-germania-ovest-olanda-2-1.html">qui</a>). Lo stesso <strong>Rinus Michels</strong>, complice anche la performance opaca della sua ala sinistra, si ritrovò a sostituirlo anzitempo dalla disperazione, tanto era inefficace per la manovra. <br><br>Anche Euro 1976 rappresentò una delusione enorme per lui, con la meravigliosa tripletta contro il &#8220;suo&#8221; Belgio nei turni eliminatori che fu presto spazzata via dagli sprechi imperdonabili della semifinale contro la Cecoslovacchia (leggi <a href="https://gameofgoals.it/2024/10/17/1976-semifinali-cecoslovacchia-olanda-3-1-dts.html">qui</a>). Anche in quell&#8217;occasione, Rob fu purtroppo schiacciato dalla pressione del momento clou, deludendo enormemente le aspettative dopo quanto di magistrale aveva fatto con l&#8217;Anderlecht. Una beffa ulteriore, che come singola prestazione rappresentò di certo il punto più basso della sua carriera con la maglia Orange.<br><br>Risulta complesso capire come mai avesse certi problemi con gli <em>Orange</em>, ma una risposta potrebbe arrivarci dal suo Mondiale argentino del 1978. Senza<strong> Johan Cruijff</strong> e con un maggior senso di responsabilità offensive, infatti, Rob produsse cinque gol e quattro assist in sette partite, offrendo prestazioni infinitamente migliori e più continue rispetto ai due tornei maggiori precedenti. Mi viene dunque da pensare che soffrisse la leadership di un colosso come il <em>Profeta del gol</em>, non riuscendo a &#8220;ridimensionarsi&#8221; con continuità prestazionale nel ruolo di secondo violino offensivo. <br><br>Poi però arrivò l&#8217;ultima <em>sliding door</em>, la più sfortunata e dolorosa in assoluta. Quello stramaledetto palo all&#8217;ultimo minuto dei regolamentari tra <a href="https://gameofgoals.it/category/viste-per-voi/mondiali/mondiale-1978">Argentina e Olanda</a>, con il risultato fermo sull&#8217;1-1. In quel momento, non svanirono soltanto le possibilità individuali di <strong>Rob Rensenbrink</strong> di diventare capocannoniere del Mondiale (e realisticamente di vincere anche il Pallone d&#8217;Oro), ma anche e soprattutto quel sogno da parte della sua Olanda di arrivare all&#8217;alloro iridato. Una beffa unica, arrivata a seguito di un&#8217;occasione tutt&#8217;altro che facile che purtroppo ha marchiato a vita la sua carriera. La sua parabola con la nazionale si concluse così, con appena 14 gol in 46 partite conditi da tanti, troppi rimpianti.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/04/6caff0b8-3fc3-11ea-8180-8a4247ee3c62_1200x675-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-26751" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/04/6caff0b8-3fc3-11ea-8180-8a4247ee3c62_1200x675-1024x576.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/04/6caff0b8-3fc3-11ea-8180-8a4247ee3c62_1200x675-300x169.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/04/6caff0b8-3fc3-11ea-8180-8a4247ee3c62_1200x675-768x432.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/04/6caff0b8-3fc3-11ea-8180-8a4247ee3c62_1200x675.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="has-text-align-center">Rob Rensenbrink mentre sta per colpire quel palo che ne segnerà per sempre la carriera</p>



<p></p>



<p>Io però mi rifiuto categoricamente di ridurre la carriera di <strong>Rob Rensenbrink </strong>in questi termini. Proprio non ci riesco a semplificare un calciatore così forte, talentuoso, estroso e raffinato sulla base di un solo sfortunato episodio. Sarebbe scorretto per lui e per l&#8217;intero movimento calcistico olandese, che produsse anche un campione di quel calibro. Rob è stato tanto, ma proprio tanto altro di più, com&#8217;è dimostrato soprattutto dalla sua meravigliosa parabola con la maglia dell&#8217;Anderlecht, un club che grazie alla sua immensa classe seppe essere tra i primi della classe nel calcio europeo.<br><br><strong>Rob Rensenbrink</strong>, che ci ha purtroppo lasciati il 24 gennaio 2020 all&#8217;età di 73 anni ancora non compiuti, lasciando un vuoto incolmabile per gli appassionati di lungo corso che avevano ammirato le sue straordinarie gesta calcistiche. Il suo mito però resterà immortale, in bilico tra la forza immensa delle sue qualità tecniche e la fragilità del suo carattere da serpente taciturno. Un campione con il quale è facile immedesimarsi per la sua straordinaria leggerezza, che lo rende umano ai nostri occhi.<br><br>Perché a volte non serve essere delle divinità quasi intangibili come <strong>Johan Cruijff</strong> o <strong>Franz Beckenbauer</strong> per entrare nella storia dalla porta principale nel dualismo Germania Ovest-Olanda. A volte è sufficiente essere un <em>Serpente </em>dalle poche parole, che ama dribblare i suoi diretti avversari, che regala magie indimenticabili e che rende affascinante il<strong> </strong>&#8220;quasi&#8221;.<br><br>A volte basta essere semplicemente <strong>Rob Rensenbrink</strong>.</p>



<p></p>



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<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Rob Rensenbrink, Het Slangenmens [Goals &amp; Skills]" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/uWYuZ36yKbA?start=7&#038;feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
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		<title>Champions League, quarti ritorno: Bayern Monaco-Real Madrid 4-3</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2026/04/15/champions-league-quarti-ritorno-bayern-monaco-real-madrid-4-3.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Gabriele Gilli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Apr 2026 22:21:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[2025-2026]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina I giocatori del Bayern festeggiano: sono in semifinale Francamente ho le palpitazioni da quando è finita Bayern Monaco-Real Madrid 4-3, che è [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-text-align-right"><em><strong>Immagine di copertina</strong> I giocatori del Bayern festeggiano: sono in semifinale</em></p>



<p class="has-drop-cap">Francamente ho le palpitazioni da quando è finita Bayern Monaco-Real Madrid 4-3, che è stata un glorioso e commovente inno al calcio da parte di entrambe le squadre. Soprattutto i primi 45 minuti sono stati degni del calcio offensivo spregiudicato di diverse finali degli anni &#8217;60, con entrambe le squadre che tra l&#8217;atteggiamento propositivo, errori difensivi e frittate dei portieri hanno regalato spettacolo. Sono arrivate occasioni a pioggia, come soltanto il meglio del calcio europeo può dare quando si esprime ai massimi livelli in termini di ritmo, di intensità e di agonismo. La mia speranza, da appassionato neutrale che si è divertito come non mai, è che il doppio confronto della semifinale tra Bayern Monaco e Paris Saint Germain possa regalarci anche solo la metà della meraviglia di questi 90 minuti infuocati.<br><br>Per il Bayern Monaco, questa vittoria potrebbe aver rappresentato una tappa cruciale per la sua Champions League, non soltanto per aver fatto fuori una mina vagante eterna come il Real Madrid, ma per averlo fatto anche in una serata in cui c&#8217;era collettivamente bisogno di vincere in modo più &#8220;sbarazzino&#8221;, concreto e &#8220;sporco&#8221;. Dopo 90 minuti così tanto intensi e difficili contro dei <em>Blancos </em>così tanto agguerriti e volenterosi di portare la contesa ai supplementari (molto ha fatto il recupero di una pedina come <strong>Jude Bellingham</strong> per l&#8217;ampiezza del campo), a blindare l&#8217;accesso alla semifinale per i bavaresi sono stati i cambi di <strong>Vincent Kompany </strong>e soprattutto l&#8217;ingresso folgorante di <strong>Jamal Musiala</strong> (ancora non al top fisicamente dopo l&#8217;infortunio della scorsa estate). <br><br>A brillare sono state diverse stelle, da un monumentale <strong>Harry Kane </strong>ad un ancor più stoico <strong>Kylian Mbappé</strong>, passando per i colpi di classe di <strong>Luis Diaz </strong>e <strong>Michael Olise </strong>(che pure hanno faticato ad incidere nei novanta minuti), per poi attraversare i lampi di grandezza in mezzo al campo di quel campione indiscusso che risponde al nome di <strong>Joshua Kimmich</strong>. Questa partita è stata insomma uno spot assoluto per il calcio, che in serate come queste sembra scendere dal cielo per benedire le nostre serate internazionali.</p>



<p></p>



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<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="BAYERN MONACO – REAL MADRID gol e highlights | UEFA Champions League" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/57Mcw7D6l_k?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<p></p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il tabellino</h2>



<p></p>



<p><strong>BAYERN MONACO-REAL MADRID 4-3<br>Marcatori:</strong> pt 1&#8242; Guler (R), pt 6&#8242; Pavlovic (B), pt 29&#8242; Guler (R), pt Kane (B), pt 42&#8242; Mbappé (R), st 44&#8242; Diaz (B), st 49&#8242; Olise (B).<br><strong>Bayern Monaco (4-2-3-1):</strong> Neuer; Stanisic (st 1&#8242; Davies), Upamecano, Tah, Laimer; Kimmich, Pavlovic; Olise, Gnabry (st 16&#8242; Musiala), Diaz; Kane. All.: Kompany.<br><strong>Real Madrid (4-4-2): </strong>Lunin; Alexander-Arnold (st 45&#8242; Pitarch), Militao, Rudiger, Mendy; Valverde, Bellingham, Guler (st 45&#8242; Mastantuono), Diaz (st 17&#8242; Camavinga); Mbappé, Vinicius. All.: Arbeloa.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le pagelle</h2>



<p></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>BAYERN MONACO</strong></p>



<p><strong>IL MIGLIORE KANE 8</strong><br>Nel momento più importante della sua carriera per Club, dopo aver segnato all&#8217;andata al Santiago Bernabeu, si supera con una performance straordinaria, da fuoriclasse assoluto. Segna da rapace d&#8217;area di rigore, lotta su ogni pallone in entrambe le metà campo, ripiega a difendere e attacca più di ogni altro compagno. E come ciliegina sulla torta assiste Olise per il tripudio finale del 4-3. In questo momento, Harry Kane ha velleità da Pallone d&#8217;Oro, ormai giunto alla sua definitiva maturazione calcistica a suon di gol (50 in questa stagione) e prestazioni di questo calibro. Gigantesco.<br><br><strong>Musiala 7</strong> Se all&#8217;andata aveva rappresentato un fattore negativo a suon di situazioni mal gestite per il possibile 3-1 del Bayern, a questo giro è lui a togliere le castagne dal fuoco al Bayern nel momento più critico. Entra e spacca la partita in due a suon di fiammate improvvise e giocate d&#8217;alta scuola. Non a caso è lui ad inventarsi quel tacco sublime con cui ispira il 3-3 di Luis Diaz. Dopo l&#8217;infortunio della scorsa estate, si spera si possa tornare ad ammirarlo. Prezioso.<br><br><strong>Kimmich 7</strong> A differenza di Pavlovic (voto 6: in gol, ma in affanno in alcune situazioni), mette ordine in mezzo al campo e si esalta nella sua regia degna di un veterano di 31 anni. Assiste il suo compagno di reparto in occasione dell&#8217;1-1, seppur con la complicità di Lunin in uscita. Si conferma come un pilastro di questo Bayern, anche nei momenti difficili. Certezza.<br><br><strong>Diaz-Olise 6,5</strong> Hanno entrambi segnato i due gol per il 4-3 finale, ma hanno anche fatto fatica ad incidere come avrebbero dovuto. Diaz ha avuto gli stessi problemi di presenza nella partita dell&#8217;andata, mentre il secondo si è acceso solo a sprazzi nel secondo tempo. Per loro fortuna, c&#8217;era un Musiala in più ad aiutarli in una situazione così tanto delicata. Minimalisti.<br><br><strong>Gnabry 5</strong> Non è un caso che il Bayern Monaco riprenda parte della brillantezza della sua manovra proprio quando viene sostituito da Musiala. Disputa una prestazione assolutamente da dimenticare, sbagliando tantissime scelte e risultando deleterio per l&#8217;attacco della sua squadra. Inutile.<br><br><strong>Neuer 4,5</strong> Se non fosse stato per la parata pazzesca su Mbappé (di fatto decisiva, ironicamente), sarebbe stato da 3 per i disastri fatti nei due gol di Guler, figli di un rinvio sbagliato e di una reattività ridicola per un portiere del suo calibro. Se all&#8217;andata era stato il migliore in campo, a questo giro rientra di diritto tra i peggiori. Irriconoscibile.</p>



<p></p>



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</div></figure>



<p></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>REAL MADRID</strong></p>



<p><strong>IL MIGLIORE MBAPPÉ 7,5</strong><br>Nel corso dell&#8217;ennesima beffa nell&#8217;ormai per lui maledetta Champions League, Kylian Mbappé ricorda a noi comuni mortali di essere il più forte di tutti. Segna un gol degno del miglior CR7 come movimento senza palla, ne sfiora un altro grandioso che gli viene tolto dall&#8217;unico atto &#8220;da Neuer&#8221; di Neuer, lotta su ogni pallone e serve anche un cioccolatino a Vinicius che viene però sprecato sul 3-2. Il risultato sul campo lo condanna ancora una volta, facendogli finire prematuramente una Champions League da 15 gol in 11 partite. Eroico nella sconfitta.<br><br><strong>Guler 7</strong> È certamente fortunato a trovare quella doppietta grazie alle frittate di Neuer, ma è anche vero che lui è in prima linea ad approfittarne, trovando due gol tanto al Bayern Monaco importanti per il curriculum quanto beffardi alla luce del risultato. In generale gioca una partita onesta, ma meritava di essere premiato per quei due sigilli su una partita del genere. Sorprendente.<br><br><strong>Bellingham 7 </strong>Conferma le sue grandi qualità tra le linee anche in questa partita, dopo che il suo ingresso dell&#8217;andata aveva fatto cambiare aspetto al Real Madrid in termini di ampiezza del campo. Gioca molti palloni con grande sapienza e lotta in mezzo al campo, aprendo molti spazi utili per Mbappé e Vinicius. Avrebbe certamente meritato un finale migliore. Mina vagante.<br><br><strong>Valverde 6,5</strong> Per larga parte del tempo si fa un mazzo così per aiutare Alexander Arnold a limitare le scorribande di Luis Diaz, riuscendoci per larghi tratti. Lotta con la sua solita versatilità tattica e il suo spirito guerriero da uruguagio, per poi calare sul finale con il Real Madrid in 10. Solido.<br><br><strong>Vinicius 5,5</strong> È vero, ha il merito di assistere Mbappé nel gol del momentaneo 3-2 del Real, ma sbaglia tutto il resto, sprecando anche un cioccolatino che il suo partner d&#8217;attacco gli aveva messo sul piatto nel secondo tempo. In generale, fatica ad incidere sulla partita come dovrebbe. Spuntato.<br><br><strong>Camavinga 3</strong> Semplicemente indifendibile, per l&#8217;ingenuità di un rosso pesantissimo che di fatto uccide ogni singola speranza di passare per il Real Madrid. A certi livelli è inconcepibile fare una sciocchezza del genere, a maggior ragione se indossi la camiceta blanca delle <em>Merengues</em>. Sciagurato.</p>



<p></p>



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<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Kylian Mbappé has netted 15 goals in 11 Champions League matches this season. 🔥 <a href="https://t.co/47OXOboiBm">pic.twitter.com/47OXOboiBm</a></p>&mdash; RazedFootball (@RazedFootball) <a href="https://twitter.com/RazedFootball/status/2044503907037040819?ref_src=twsrc%5Etfw">April 15, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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		<title>Champions League, quarti andata: Paris Saint Germain-Liverpool 2-0</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gabriele Gilli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Apr 2026 22:09:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[2025-2026]]></category>
		<category><![CDATA[andata]]></category>
		<category><![CDATA[champions league]]></category>
		<category><![CDATA[liverpool]]></category>
		<category><![CDATA[luis enrique]]></category>
		<category><![CDATA[psg]]></category>
		<category><![CDATA[slot]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina Kvaratskhelia, migliore in campo Non c&#8217;è stata proprio partita al Parco dei Principi, con il Paris Saint Germain autentico padrone del campo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-text-align-right"><em><strong>Immagine di copertina </strong>Kvaratskhelia, migliore in campo</em></p>



<p class="has-drop-cap">Non c&#8217;è stata proprio partita al Parco dei Principi, con il Paris Saint Germain autentico padrone del campo contro un Liverpool fin troppo arrendevole e inferiore nel corso dei 90 minuti. Per i <em>Reds </em>è stata una disfatta persino ridotta nel punteggio, perché per quanto si è visto avrebbe meritato un passivo decisamente più pesante.<br><br>La squadra di <strong>Arne Slot</strong> è stata completamente annichilita in mezzo al campo dal palleggio degli uomini di <strong>Luis Enrique</strong>. I padroni di casa hanno potuto addormentare la partita senza particolari patemi d&#8217;animo, gestendo il possesso palla e affondando il colpo grazie ai suoi elementi di maggior qualità. L&#8217;impressione è che il tracollo dell&#8217;andata sia sintomatico di una squadra in difficoltà, completamente tramortita da una delle migliori squadre in Europa. Il Psg, d&#8217;altro canto, non ha avuto nemmeno bisogno di accelerare per davvero, il che ci restituisce ulteriormente la superiorità schiacciante che si è vista nei 90 minuti.<br><br>Ripetendo questo approccio tanto concreto quanto ordinato, la squadra di <strong>Luis Enrique </strong>riuscirà realisticamente a blindare la terza semifinale consecutiva in Champions League. Le altre concorrenti sono certamente avvisate.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="720" height="378" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/04/khvicha-kvaratskhelia_dwth6ithhzu51p0bb4o0rxzpf-edited.png" alt="" class="wp-image-26465" style="width:750px;height:auto" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/04/khvicha-kvaratskhelia_dwth6ithhzu51p0bb4o0rxzpf-edited.png 720w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/04/khvicha-kvaratskhelia_dwth6ithhzu51p0bb4o0rxzpf-edited-300x158.png 300w" sizes="(max-width: 720px) 100vw, 720px" /><figcaption class="wp-element-caption">Kvaratskhelia esulta con i compagni dopo il gol</figcaption></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il tabellino</h2>



<p></p>



<p><strong>PSG-LIVERPOOL 2-0<br>Marcatori: </strong>pt 11&#8242; Doué, st 20&#8242; Kvaratskhelia<br><strong>Paris Saint Germain (4-3-3): </strong>Safanov; Hakimi, Marquinhos, Pacho, Mendes; Zaire Emery, Vitinha, Neves; Doué (st 32&#8242; Lee), Dembélé (st 42&#8242; Hernandez), Kvaratskhelia. All.: Enrique.<strong><br>Liverpool (4-3-3): </strong>Mamardashvili; Frimpong (st 46&#8242; Nyoni), Konaté, van Dijk, Gomez; Gravenberch, Mac Allister; Wirtz (st 33&#8242; Isak), Szoboszlai (st 33&#8242; Jones), Kerkez (st 33&#8242; Robertson); Ekitike (st 33&#8242; Gapko). All.: Slot.</p>



<p></p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le pagelle</h2>



<p></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>PARIS SAINT GERMAIN</strong></p>



<p></p>



<p><strong>IL MIGLIORE KVARATSKHELIA</strong> <strong>7,5</strong><br>In questo momento, è lui ad incarnare la massima arma offensiva del Paris Saint Germain. È in un assoluto stato di grazia in questa Champions League, come confermato dai suoi numeri (8 gol e 4 assist in 12 partite), dalle prestazioni strepitose come quelle di stasera e dalle giocate d&#8217;alta scuola come lo slalom alla Alberto Tomba con cui ha mandato al manicomio la difesa Reds nel gol del 2-0. Kvara è semplicemente un campione, un artista del pallone che ti riappacifica con questo sport e che ormai ha consolidato un certo pedigree internazionale. Immarcabile.<br><br><strong>Nuno Mendes 7</strong> Il divario che separa lui da ogni singolo terzino sinistro rasenta il ridicolo al giorno d&#8217;oggi. Anche oggi ha confermato la sua dominanza difensiva, atletica ed agonistica, mettendo la museruola a Frimpong (pace all&#8217;anima sua&#8230;), chiudendo ogni spiraglio offensivo avversario e correndo come un treno ad alta velocità senza fermarsi mai. Serve anche diversi cioccolatini per i compagni, che per poco non vengono tramutati in rete. Peccato solo per lo spreco a fine partita, ma la sua resta una grandissima prestazione. Treno.<br><br><strong>Zaire Emery 7</strong> Insieme ad a Joao Neves (voto 7: ottimo in mezzo al campo e prezioso per l&#8217;assist a Kvara) e a Vitinha (voto 6,5: si limita a dirigere il traffico senza strafare), è un autentico guardiano del centrocampo. Non spreca un pallone e fa ammattire completamente il Liverpool in mezzo al campo. Spesso rischiamo di dimenticarci di lui, tant&#8217;è alta la qualità del PSG tra i vari reparti, ma ciò non deve farci distogliere l&#8217;attenzione su giocatori come Zaire Emery, che potrebbero essere titolari inamovibili in grandissima parte dei club mondiali. Solido.<br><br><strong>Doué 7</strong> D&#8217;accordo, il suo è un gollonzo figlio di una deviazione fortunosa che inganna Marmadashvili. Sarebbe però scorretto non parlare di tutto il resto, che ci restituisce l&#8217;idea di un attaccante dalla grande personalità. Conferma di essere una delle migliori ali al mondo, con un&#8217;essenzialità nelle movenze e un senso del sacrificio che rende l&#8217;idea della sua maturazione. Spreca un cioccolatino di Nuno Mendes, ma ad oggi parliamo in ogni caso di un attaccante da 10 gol e 5 assist in 25 partite di Champions League in carriera. A neanche 21 anni. Certezza.<br><br><strong>Dembelé 5</strong> Non è la sua miglior serata e si vede. Se si esclude l&#8217;iniziativa fortuita con cui propizia il gol di Doué, offre una prestazione decisamente anonima, sparendo facilmente tra le maglie della difesa del Liverpool, senza riuscire ad incidere come dovrebbe. Spreca anche un&#8217;occasione non da lui, quando spara in cielo la palla del possibile 2-0 prima del gol di Kvara. Non è particolarmente fortunato, visto il legno colpito, ma la sua rimane una serata negativa. Spuntato.</p>



<p></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>LIVERPOOL</strong></p>



<p></p>



<p><strong>IL MIGLIORE</strong> <strong>WIRTZ 6</strong><br>Risulta complesso trovare qualcuno in grado di salvarsi in una disfatta sì fatta come quella del Liverpool. Premio lui, che è in crescita rispetto al periodo di difficoltà iniziali con la maglia Reds e che nel corso della partita di stasera è stato l&#8217;unico ad avere un&#8217;idea anche vaga di cosa fare col pallone tra i piedi. Non è un caso che le migliori trame del Liverpool siano partite da lui, a riprova di quella qualità mostrata col Bayer Leverkusen. Stoico.<br><br><strong>Szoboszlai 4,5</strong> Viene completamente annichilito a centrocampo, perdendo malamente il duello contro Vitinha senza che quest&#8217;ultimo abbia bisogno di sforzarsi. Non riesce mai a sfruttare la sua fisicità, non si destreggia in nessun modo tra le linee e in generale appare tramortito di più del dovuto in mezzo al campo. Doveva essere ancora una volta lui il faro del Liverpool, ed invece è affondato come tutti gli altri. Irriconoscibile.<br><br><strong>Ekitiké 4,5</strong> Viene inglobato da Marquinhos e Pacho come se fosse il più banale dei Pacione. Non struscia mezzo pallone e non riesce nemmeno ad essere da supporto per Wirtz. Viene semplicemente spazzato via come se niente fosse, con tutte le attenuanti legate ai pochi rifornimenti.<br><br><strong>Frimpong 4,5 </strong>È il peggiore in campo, in una serata da incubo per lui e per il Liverpol. Viene annientato senza sosta da Nuno Mendes e Kvaratskhelia, che diventano i consoli tirannici della loro fascia di appartenenza. Perde ogni scontro fisico e tecnico contro i suoi avversari e quando prova qualche avanzata offensiva, viene nuclearizzato da Nuno Mendes senza pietà. Demolito.</p>
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		<title>Champions League, quarti andata: Real Madrid-Bayern Monaco 1-2</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gabriele Gilli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Apr 2026 22:03:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[2025-2026]]></category>
		<category><![CDATA[bayern monaco]]></category>
		<category><![CDATA[champions league]]></category>
		<category><![CDATA[fase ad eliminazione diretta]]></category>
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		<category><![CDATA[quarti di finale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina Manuel Neuer e Kylian Mbappé, due dei protagonisti di questa splendida nottata europea. [https://www.20min.ch/] Al termine di 90 minuti infuocati e giocati [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-text-align-right"><em><strong>Immagine di copertina</strong> Manuel Neuer e Kylian Mbappé, due dei protagonisti di questa splendida nottata europea. [https://www.20min.ch/]</em></p>



<p></p>



<p class="has-drop-cap">Al termine di 90 minuti infuocati e giocati ad altissima intensità agonistica, è stato il Bayern Monaco ad aggiudicarsi il primo dei due round contro il Real Madrid. Nel corso dell&#8217;andata di questa doppia sfida valida per i quarti di finale, i <em>Blancos </em>e i <em>Bullen </em>non si sono certamente distinti per la qualità tecnica delle giocate, sfociando in errori di appoggio piuttosto grossolani nelle due metà campo. Sporcature che non sono state di sicuro all&#8217;altezza di ciò che le due squadre &#8211; strepitose &#8211; rappresentano, ma che fanno parte di un quadro di una partita dalle tante occasioni e dai tanti ribaltamenti.<br><br>A fare la partita è stato il Bayern Monaco di <strong>Vincent Kompany</strong>, capace di esaltarsi soprattutto sull&#8217;out di destra grazie alla classe di <strong>Michael Olise</strong>, autentico protagonista della prima ora di gioco. Il Real Madrid di <strong>Arbeloa </strong>è invece sembrato frastornato in alcuni frangenti della partita, aggrappandosi alla forza dei singoli di maggior rilievo (<strong>Kylian Mbappé </strong>e <strong>Vinicius</strong>) e spingendo con maggior organizzazione soltanto con l&#8217;ingresso di <strong>Jude Bellingham </strong>dalla panchina. A frenare però le ambizioni del pareggio delle <em>Merengues </em>ci ha pensato <strong>Manuel Neuer</strong>, autore di una prova a dir poco maiuscola tra i pali.<br><br>In vista del ritorno, il Bayern Monaco dovrà stare attento all&#8217;orgoglio del Real Madrid, consapevole del fatto che gli errori fatti in contropiede con <strong>Jamal Musiala </strong>non potranno e non dovranno essere ripetuti a Monaco di Baviera.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il tabellino</h2>



<p></p>



<p><strong>MARCATORI:</strong> pt 41&#8242; Diaz (B), st 1&#8242; Olise (B), st 29&#8242; Mbappé (R).<br><strong>REAL MADRID (4-4-2):</strong> Lunin; Alexander Arnold, Rudiger, Huijsen (st 17&#8242; Militao), Carreras; Valverde, Pitarch (st 17&#8242; Bellingham), Tchouamenì, Guler (st 26&#8242; Diaz); Mbappé, Vinicius. All.: Arbeloa.<br><strong>BAYERN MONACO (4-2-3-1):</strong> Neuer; Stanisic, Upamecano, Tah, Laimer (st 24&#8242; Davies); Pavlovic (st 48&#8242; Goretzka), Kimmich; Olise, Gnabry (st 24&#8242; Musiala), Diaz (st 48&#8242; Bischof); Kane. All.: Kompany.</p>



<p></p>



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<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Real Madrid-Bayern Monaco 1-2: gol e highlights | Champions League" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/ZZkrr7mCYzw?start=15&#038;feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le pagelle</h2>



<p></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>REAL MADRID </strong></p>



<p></p>



<p><strong>IL MIGLIORE MBAPPÉ 7</strong><br>Nonostante i pochi rifornimenti da parte del suo centrocampo, ingaggia un duello a distanza con Neuer, che ha la meglio in più di un&#8217;occasione. Trova il gol della speranza con un gol da grande centravanti, per poi sfiorare la doppietta con uno splendido tiro a giro. In una serata complicata per lui e per i Blancos, conferma di essere ancora una volta un campione straordinario, col suo 14° gol stagionale in Champions League e con il carisma tipico di uno dei migliori giocatori di tutti i tempi. Il più forte di tutti.<br><br><strong>Vinicius 6</strong> Insieme a Mbappé sorregge l&#8217;attacco del Real Madrid, suonando la carica tra le sue solite accelerazioni, ottimi fraseggi e alcuni tiri che vengono sventati da un Neuer eroico. Gli manca però il graffio, com&#8217;è dimostrato dal gol sbagliato a tu per tu con Neuer sullo 0-2. Dottor Jekyll e Mr. HIde.<br><br><strong>Lunin 5,5</strong> Non ha particolari colpe nei due gol del Bayern Monaco, ma gioca costantemente in affanno per tutti i 90 minuti, sbagliando praticamente tutte le uscite e trasmettendo ben poche sicurezze alla difesa del Real Madrid. Il confronto con un gigante come Neuer risulta finanche offensivo. Pessimo.<br><br><strong>Carreras 4,5</strong> Se si esclude l&#8217;ottimo salvataggio sulla linea su Upamecano nel primo tempo (che, diciamocelo, è un&#8217;occasione sprecata), vive una notte da incubo contro Olise, che gli passa da tutte le parti come se niente fosse. Quando stanotte si sveglierà per andare in bagno, l&#8217;ombra dell&#8217;ala francese lo perseguiterà come uno spettro. Paralizzato.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">🚨🚨 BREAKING:<br><br>Kylian Mbappé equals Lionel Messi’s record for most goals scored in a single Champions League campaign. <a href="https://t.co/01QLasoiAF">pic.twitter.com/01QLasoiAF</a></p>&mdash; The CR7 Timeline. (@TimelineCR7) <a href="https://twitter.com/TimelineCR7/status/2041628251584655720?ref_src=twsrc%5Etfw">April 7, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>BAYERN MONACO</strong></p>



<p></p>



<p><strong>IL MIGLIORE</strong> <strong>NEUER 8</strong><br>Siamo tutti d&#8217;accordo sul fatto che sia un portiere a fine corsa. Lui però se lo dimentica e a 40 anni suonati vola tra i pali come se ne avesse 25-30. Neutralizza diversi assalti dei &#8220;gemelli&#8221; Mbappé-Vinicius e vive una notte da sogno, di quelle che ci ricordano come mai parliamo di lui come uno dei migliori portieri di tutti i tempi. La prestazione offerta stasera rientra di sicuro tra le migliori della sua carriera leggendaria, un modo straordinario di rimediare alla papera su Joselu di due anni prima, confermandosi per il fuoriclasse immenso che è sempre stato. Alla faccia del bollito.<br><br><strong>Olise 7,5</strong> Per più di un&#8217;ora è il migliore in campo, confermando tutta la sua classe con giocate d&#8217;altissima scuola che fanno impazzire il povero Carreras. A differenza di <strong><em>Luis Diaz </em></strong>(<em>voto 6</em><strong>:</strong> nullo al di là dell&#8217;ottimo gol), è una spina nel fianco costante per la difesa del Real Madrid e scova l&#8217;ennesimo cioccolatino stagionale per Kane. Cala nell&#8217;ultima mezz&#8217;ora, con il Bayern Monaco costretto a giocare di rimessa contro gli assalti dei Blancos. Ad oggi, pochissimi esterni d&#8217;attacco incidono come lui al mondo. Certezza.<br><br><strong>Kane 7</strong> Dopo una prima mezz&#8217;ora piuttosto sonnecchiante, sale in cattedra mettendo lo zampino nel gol di Diaz (è suo il pre-assist per Gnabry, da <strong>6,5</strong> la partita di quest&#8217;ultimo) e segnando un grandissimo gol dalla distanza. Per lui è l&#8217;11° sigillo in questa Champions League, un sigillo importantissimo per un attaccante che era chiamato all&#8217;appello per una serata cruciale come questa. <br><br><strong>Upamecano 4,5</strong> Esattamente come Carreras per il Real Madrid, vive una serata da incubo, non capendoci niente per la maggior parte del tempo contro Vinicius e Mbappé. Gli partono da tutte le parti e lui rincara la dose con un atteggiamento pasticcione, che poco si addice ad un difensore centrale titolare del Bayern Monaco. Aggrava la sua situazione con quello spreco a tu per tu con Lunin, a riprova della sua serataccia. Sciagurato.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Manuel Neuer vs Real Madrid<br><br>40 years old. <br> <a href="https://t.co/rqlcB8RLFo">pic.twitter.com/rqlcB8RLFo</a></p>&mdash; SIR AHMED (@midopido21) <a href="https://twitter.com/midopido21/status/2041631379058721202?ref_src=twsrc%5Etfw">April 7, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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		<title>Champions League, ottavi ritorno: Barcellona-Newcastle 7-2</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2026/03/18/champions-league-ottavi-ritorno-barcellona-newcastle-7-2.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Gabriele Gilli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 22:27:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[2025-2026]]></category>
		<category><![CDATA[barcellona]]></category>
		<category><![CDATA[camp nou]]></category>
		<category><![CDATA[champions league]]></category>
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		<category><![CDATA[ritorno]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina: Raphinha e Lamine Yamal, semplicemente devastanti per la causa del Barcellona. [https://www.fotmob.com] Dopo essere sopravvissuto ai ritmi infernali della trasferta in terra [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-text-align-right"><em><strong>Immagine di copertina:</strong> Raphinha e Lamine Yamal, semplicemente devastanti per la causa del Barcellona. [https://www.fotmob.com]</em></p>



<p></p>



<p class="has-drop-cap">Dopo essere sopravvissuto ai ritmi infernali della trasferta in terra inglese, il Barc<strong>e</strong>llona dilaga senza possibilità d&#8217;appello sul <strong>Newcastle</strong>, con un <strong>7-2</strong> al Camp Nou che non lascia spazio a repliche per gli avversari. I <em>blaugrana </em>hanno sprigionato tutto il loro strapotere offensivo, dilagando con il trio delle meraviglie formato da <strong>Raphinha</strong>, Lamine <strong>Yamal</strong> e Robert <strong>Lewandowski</strong>. Se si escludono i brividi rappresentati dalla sorprendente doppietta di Anthony Engala (figlia per altro dei tipici black out difensivi degli uomini di Flick), il Barcellona è stato troppo per il povero Newcastle, dominando la partita in lungo e in largo e confermandosi per l&#8217;ennesima volta come una delle squadre che più possono permettersi di fare la voce grossa in questa <strong>Champions League</strong>.<br><br>Esattamente come nella passata stagione, i blaugrana si confermano ancora una volta come una contender per la massima competizione europea, a riprova della dimensione internazionale che ha saputo <em>ritrovare </em>nelle ultime due stagioni. E se dovesse sistemare alcuni dei suoi noti problemi difensivi, le altre Big europee sarebbero ancora più avvisate del pericolo rappresentato da Yamal e soci. </p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="689" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/03/gettyimages-2267262396-1024x689.jpg" alt="" class="wp-image-26180" style="width:1024px;height:auto" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/03/gettyimages-2267262396-1024x689.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/03/gettyimages-2267262396-300x202.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/03/gettyimages-2267262396-768x517.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/03/gettyimages-2267262396.jpg 1080w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Raphinha ha dominato la partita in lungo e in largo [https://www.barcablaugranes.com]</figcaption></figure>



<p class="has-text-align-center"></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il tabellino</h2>



<p><strong>BARCELLONA-NEWCASTLE 7-2<br>Marcatori: </strong>pt 6&#8242; Raphinha (B), pt 16&#8242; Engala (N), pt&#8217; 18 Bernal (B), pt 28&#8242; Engala (N), pt&#8217; 45+7 Yamal (B), st 6&#8242; Fermin Lopez (B), st 11&#8242; Lewandowski (B), st 16&#8242; Lewandowski (B), st 27&#8242; Raphinha (B).<br><strong>Barcellona (4-2-3-1):</strong> J. Garcia (st 37&#8242; Szczesny); E. Garcia (pt 22&#8242; Araujo), Cubarsi, Martin, Cancelo (st 21&#8242; Espart); Pedri, Bernal; Yamal, F. Lopez (st 21&#8242; Olmo), Raphinha; Lewandowski (st 21&#8242; F. Torres). All.: Flick. <br><strong>Newcastle (4-3-3):</strong> Ramsdale; Trippier (st 1&#8242; Livramento) Thiaw Burn Hall; Ramsey Joelington (st 19&#8242; Botman) Tonali (st 10&#8242; Willock); Elanga (st 19&#8242; Murphy) Gordon (st 36&#8242; Osula) Barnes. All.: Howe.</p>



<p class="has-text-align-right">ù<strong> </strong></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le pagelle</h2>



<p></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>BARCELLONA</strong></p>



<p></p>



<p><strong>IL MIGLIORE: RAPHINHA 9</strong><br>Non solo è stato il migliore in campo, lo è stato pure con discreto margine sul secondo (scegliete voi chi volete del Barcellona, il discorso quello rimane). Disputa una performance semplicemente stratosferica, condita da 2 gol, 2 assist, un cross calibrato per il 2-1 di Bernal, un rigore procurato (e segnato da Yamal per il 3-2) e tante giocate stellari disseminate nel corso dei 90 minuti. Per la sua atipica essenzialità (per essere brasiliano) e per il suo spirito da Gladiatore, ad oggi Raphinha è un calciatore decisivo come pochissimi altri al mondo, capace di rappresentare un fattore cruciale per le sorti del Barcellona. Gigantesco.<br><br><strong>Yamal 7,5</strong><br>Se posso essere sincero, sono per certi versi &#8220;deluso&#8221;. Non te la prendere, Lamine, ma quell&#8217;errore nel gol del 2-2 del Newcastle e quello spreco di robinhana memoria anche no! Scherzi a parte, disputa una grande partita &#8220;nonostante&#8221; queste due imperfezioni, disseminando colpi d&#8217;alta scuola (i primi tre gol lo vedono coinvolto), ispirando il gol di Raphinha, segnando il rigore del 3-2 e assistendo Lewandowski per il 6-2. Ciò detto, cattivo Lamine, come hai osato diventare il più giovane di sempre a segnare 10 gol in Champions League (18 anni e 248 giorni)? Monello&#8230;.<br><br><strong>Lewandowski 7,5</strong><br>Spreca un&#8217;occasione incredibile a tu per tu con Ramsdale nel primo tempo, ma conferma per l&#8217;ennesima volta di essere uno dei migliori centravanti della storia del calcio. Al netto delle (quasi) 38 primavere, Robert si esalta con una doppietta d&#8217;alta scuola, che mette in evidenza la classe e la freddezza di un realizzatore glaciale, attempato, ma che può dire ancora la sua con gli ultimi acuti di una carriera irripetibile. Vecchio volpone.<strong><br></strong><br><strong>Fermin Lopez 7,5</strong><br>Insieme a Pedri (<strong><em>voto: 7</em></strong>, splendido a gestire il traffico come sempre) troneggia tra le linee, spiccando ancora una volta come un centrocampista notevole nei tempi di inserimento. Ha infatti il merito di assistere Bernal per il 2-1 e di segnare il gol del 4-2, scartando il cioccolatino servito da Raphinha. <strong><br></strong><br><strong>Cancelo 5</strong><br>È possibile dare 5 ad un calciatore di una squadra che ha vinto per 7-2? Sì, se questo giocatore risponde al nome di Joao Cancelo, reo &#8211; come buona parte della difesa del Barcellona &#8211; di aver regalato una doppietta francamente evitabile ad Engala. Solite amnesie.</p>



<p></p>



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<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Raphinha masterclass 🌟<a href="https://twitter.com/hashtag/UCL?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#UCL</a> <a href="https://t.co/5SSEf602HH">pic.twitter.com/5SSEf602HH</a></p>&mdash; UEFA Champions League (@ChampionsLeague) <a href="https://twitter.com/ChampionsLeague/status/2034358155967119582?ref_src=twsrc%5Etfw">March 18, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>NEWCASTLE</strong></p>



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<p><strong>IL MIGLIORE: ENGALA 7</strong><br>Di solito, quando si segna una doppietta contro il Barcellona al Camp Nou, per di più in Champions League, ciò fa da preludio per una notte da sogno. La sua sfortuna è però rappresentata dalla giornata horror del suo Newcastle. Resta apprezzabile la sua capacità di seminare il panico nella difesa del Barcellona, anche se purtroppo per lui questa prestazione passerà inevitabilmente in secondo piano. Sfortunato.<br><br><strong>Tonali 6,5</strong><br>Se si eclude Engala, è il migliore dei suoi come prestazione &#8220;pura&#8221;. Lotta su ogni pallone e rappresenta il faro del gioco del suo Newcastle nei momenti in cui la squadra aveva una vana speranza di giocarsela col Barcellona. Esce anzitempo per infortunio, facendoci tremare in vista della tappa di giovedì della nostra nazionale ai play-off per i Mondiali. Uff&#8230;<br><br><strong>Barnes 6</strong><br>Assiste Engala nel gol del provvisorio 2-2 ed in generale corre al meglio delle sue possibilità sulla fascia sinistra, salvo poi capitolare pure lui sotto i colpi di un autentico tornado calcistico come quello del Barcellona. Stoico.<strong><br></strong><br><strong>Difesa 3</strong><br>Voto collettivo per un disastro senza appello e senza scuse. Il Barcellona dilaga con 7 timbri che rappresentano uno smacco pesantissimo per il Newcastle, a prescindere dalla superiorità dei blaugrana. Imbarazzanti.</p>



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<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Barcellona-Newcastle 7-2: gol e highlights | Champions League" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/4IZOwLFZias?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
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<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2026/03/18/champions-league-ottavi-ritorno-barcellona-newcastle-7-2.html">Champions League, ottavi ritorno: Barcellona-Newcastle 7-2</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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