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	<title>portogallo Archivi - Game of Goals</title>
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	<title>portogallo Archivi - Game of Goals</title>
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		<title>Mondiale 2026, i pronostici di Daniel Martinez di Espn: «Spagna favorita, ma la mia Argentina è sempre forte»</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Niccolo Mello]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Jun 2026 20:07:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>È argentino, ma vive in Italia dal 1999. Ha conosciuto personalmente Diego Armando Maradona e Víctor Hugo Morales, il cantore delle gesta del Pibe de [&#8230;]</p>
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<p class="has-drop-cap">È argentino, ma vive in Italia dal 1999. Ha conosciuto personalmente Diego Armando Maradona e Víctor Hugo Morales, il cantore delle gesta del <em>Pibe de Oro</em> al Mondiale 1986. Ha intervistato centinaia di altri calciatori, tra gli anni Ottanta e i giorni nostri. Daniel Martinez ha lavorato per diverse emittenti internazionali, da Fox Sports a Bbc Mundo e da 16 anni è corrispondente dall&#8217;Italia per Espn seguendo i campioni sudamericani e argentini nel nostro Paese, non solo nel calcio. Vanta inoltre collaborazioni con altri media: El País di Madrid, Tve de España, Tve de Chile, la Cnn in spagnolo. Con il Mondiale cominciato da pochi giorni e a una manciata di ore dal debutto dell&#8217;Argentina campione del mondo contro l&#8217;Algeria, abbiamo rivolto a Daniel alcune domande sulla Coppa del mondo.</p>



<pre class="wp-block-code"><code><strong>Daniel, come vedi le possibilità di un nuovo successo sudamericano in questo Mondiale?</strong></code></pre>



<p>Ci sono sicuramente squadre sudamericane che arrivano con ambizioni importanti: l&#8217;Argentina cercherà di difendere il suo titolo essendo oggi più consapevole e meno sotto pressione rispetto a Qatar 2022. C’è il Brasile che è affamato, avendo alle spalle più di 20 anni di attesa per ingrandire il proprio palmares e con il plus di un commissario tecnico di lusso come Carlo Ancellotti. E includerei la Colombia, che non ha la storia vincente delle altre due, ma viene da un’ottima Coppa América e da un girone di qualificazione sudamericano che autorizza a sognare. </p>



<pre class="wp-block-code"><code><strong>Da argentino, ti aspettavi la vittoria del Mondiale in Qatar quattro anni fa o fu una sorpresa? Dove ti trovavi il 18 dicembre 2022?</strong></code></pre>



<p>No, una sorpresa no: non dimentichiamo che l&#8217;Argentina arrivava al Mondiale dopo la vittoria in Coppa América nellla quale aveva piegato il Brasile nel Maracanà. Però certamente noi argentini eravamo stati molti vicini tante volte alla vittoria che fino alla fine abbiamo vissuto il Mondiale in apnea. Dove mi trovavo il 18 dicembre 2022? Ero nell’appartamento di Susa, con il mio cagnolino Argos, con la mia bandiera annodata al collo e afferrato alla maglietta a maniche lunghe dell&#8217;Argentina, con il numero 10 senza nome sopra il numero e ancora senza stelle sopra lo stemma. Quella maglia è il mio portafortuna, anche perché mi fu regalata, con tanto di bellissima dedica, da Mario Alberto Kempes, capocannoniere e campione del mondo nel 1978. </p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image alignfull size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="682" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/ee8e2b32-3cca-4da9-8e18-4fb360b23d55-1024x682.jpg" alt="" class="wp-image-27510" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/ee8e2b32-3cca-4da9-8e18-4fb360b23d55-1024x682.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/ee8e2b32-3cca-4da9-8e18-4fb360b23d55-300x200.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/ee8e2b32-3cca-4da9-8e18-4fb360b23d55-768x512.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/ee8e2b32-3cca-4da9-8e18-4fb360b23d55-1536x1023.jpg 1536w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/ee8e2b32-3cca-4da9-8e18-4fb360b23d55.jpg 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Daniel Martinez gioca a calcio balilla con Lautaro Martinez</figcaption></figure>



<p></p>



<pre class="wp-block-code"><code><strong>Quanto è stato importante il lavoro di Scaloni per valorizzare finalmente appieno il talento di Leo Messi in Nazionale e costruire un ciclo straordinariamente vincente con un Mondiale, una Finalissima e due Coppe América? </strong></code></pre>



<p>Quello che ha fatto Scaloni è stato fondamentale e molto difficile. Ha preso, senza alcuna esperienza, una &#8220;patata&#8221; bollentissima, com&#8217;era la nazionale che aveva lasciato Sampaoli nel 2018. Con molto senso pratico, profitto e zero proclami, Scaloni si è messo a lavorare duramente, mettendo Messi al centro del progetto. Però senza caricarlo di eccessive responsabilità. Al contrario, ha fatto in modo che il gruppo lo aiutasse e si compattasse attorno a lui. E <em>L<em>í</em>o </em>ha risposto come meglio non poteva. Per tutto questo, direi che Scaloni è stato provvidenziale, oltre che fondamentale, per la rinascita della <em>Selección&nbsp;</em>e di Lionel Messi. </p>



<pre class="wp-block-code"><code><strong>Dopo la vittoria in Qatar Leo (o Lío come lo chiamate voi argentini) nel cuore del popolo argentino vale ormai Maradona? </strong></code></pre>



<p>Penso che <em>Lío </em>sia assolutamente nel cuore degli argentini, e con il tempo, quando si avrà la consapevolezza e la misura della sua traiettoria sportiva in tutta la sua incredibile magnificenza, lo sarà ancora di più. Ma l&#8217;idolo Messi è molto diverso dall&#8217;idolo Maradona. Diego era la forza ribelle, faceva leva su una personalità magnetica. Era idolatrato per le sue imperfezioni da uomo, tanto come lo era per la sua sublime classe calcistica. Il popolo si specchiava in quella sua volontà di essere uguale a lui. Diego era ognuno di noi, di qualsiasi argomento si parlasse. Era una bandiera, anzi di più: era uno scudo. Un <em>vendicatore</em>, che con la sua vita, idealizzata dalle masse, dimostrava che anche gli ultimi possono arrivare in alto. La sua voce era la voce di tutta quella gente che si sentiva dimenticata, maltrattata, derubata dai potenti. Non potremo mai misurare Diego con lo stesso metro con il quale misuriamo qualsiasi altro comune mortale. <em>Lío </em>invece, è l’idolo silente, timido a livelli quasi incomprensibili. È l’idolo che non ha mai giocato in patria (ma che mai ha perso l&#8217;accento, la cultura, l&#8217;<em>argentinità</em>). È il <em>lí<em>der </em></em>lontano, quello che ha vinto tutto quello che si può vincere, però per altri, con altri colori, dall’altra parte del mondo. A troppi chilometri di quella patria che lui, tuttavia e fortunatamente, non ha messo mai in soffitta, non ha mai dimenticato. <em>Lío </em>è l’idolo che ha dovuto sudare e piangere tanto prima di apparire un vincente agli occhi dei suoi connazionali e che adesso ha battuto tutti i record con la <em>camiseta albiceleste</em>. <em>Lío </em>ha già vinto con l&#8217;Argentina più di Diego e più di chiunque altro. Ma ha dovuto aspettare quella Coppa América alzata al Maracanà nel 2021 per ricevere gli applausi della gente e ottenere quel riconoscimento trasversale che prima qualcuno in patria gli negava. In poche parole: Diego è l’idolo del travolgente carisma; <em>Lío </em>è l&#8217;idolo della schiacciante superiorità calcistica.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p>Gli argentini hanno ormai due miti: Diego, l&#8217;idolo del travolgente carisma, il vendicatore degli ultimi, la voce della gente, lo scudo delle masse. E Leo, l&#8217;idolo della superiorità calcistica, il campione dei record cresciuto in una terra lontana, che ha sofferto e pianto, ma che ora anche in Nazionale ha vinto tutto, come nessun altro</p></blockquote></figure>



<p></p>



<pre class="wp-block-code"><code><strong>L'Argentina, rispetto all'Italia, è meno popolosa, ha un campionato di esportazione, ma resta una delle migliori scuole del mondo. Quali sono i metodi di lavoro che si utilizzano in Argentina nelle scuole calcio? </strong></code></pre>



<p>In Argentina è ancora preponderante la scuola del <em>potrero</em>, ovvero del campetto di quartiere. Abbiamo anche noi le scuole calcio <em>classiche</em>, soprattutto nelle grandi città, ma una parte importante, all&#8217;inizio del percorso formativo, si sviluppa nei club di quartiere, che in genere sono club <em>sociali </em>e di <em>promozione</em>. Ed è lì, in quei campetti di terriccio, di superfici sconnesse, che alle prime gocce di pioggia diventano di fango, che i ragazzini sviluppano caratteristiche del tutto personali, a volte uniche. Lì è dove la <em>gambeta</em> (il dribbling) diventa un’arma di sopravvivenza calcistica, non un lusso da sfoggiare per cogliere un applauso facile. Uno dei grandi problemi che stanno avendo le scuole di calcio eccessivamente metodiche dell&#8217;Europa è che costruiscono calciatori tutti uguali. Se la superficie dove i ragazzi imparano a giocare è sempre perfetta e uniforme, se il pallone è sempre iper performante, le difficoltà tecniche che si presenteranno saranno sempre uguali e anche le possibili soluzioni saranno uguali per tutti. Questo aspetto, sommato a metodi di allenamento standardizzati, alla formazione fisica preponderante in luogo della tecnica e a una scellerata ossessione per gli aspetti tattici, condiziona inevitabilmente la formazione delle nuove generazioni. Il risultato è che avremo giocatori che si assomiglieranno troppo tra di loro. Quando è risaputo che nel calcio il <em>giocatore diverso</em> e quello che fa la differenza.</p>



<pre class="wp-block-code"><code><strong>Come vedi il futuro dell'Argentina dopo la generazione Messi? Quanto Nico Paz è già pronto per diventare il leader del nuovo corso argentino? E cosa aspettarsi da un Julian Álvarez sempre più consapevole dei suoi mezzi a livello internazionale? </strong></code></pre>



<p>Vedo un futuro promettente, con giocatori sempre competitivi, che hanno ereditato il dna che fu di Di Stéfano, di Labruna, di Sívori, di Kempes, di Bochini, di Alonso, di Maradona, di Messi e di tanti altri che ci hanno portato a essere una Nazionale vincente e che, anche nelle sconfitte, compete sempre ad alti livelli. Nico Paz è in un momento cruciale della carriera, è in quel passaggio tra l&#8217;essere un buon giocatore e la consacrazione che porta a diventare un campione. Speriamo che la troppa aspettativa non finisca per fargli del male. Ha davanti a sé Almada e anche lui, con caratteristiche leggermente diverse, potrebbe diventare un <em>lí<em>der </em></em>tecnico della Nazionale. Credo in ogni caso che la mancanza di un <em>lí<em>der </em></em>non sarà mai un problema nella Nazionale argentina, perché c’è tanta personalità in più di un calciatore. Il caso di Julian è notevole: a 26 anni ha già vinto tutti i titoli che un giocatore può vincere. Parliamo di 16 trofei, inclusi il Campionato del Mondo, due Coppe América, la Libertadores, la Champions League. E credo non sia ancora arrivato al punto più alto della sua carriera. Potrebbe tranquillamente essere lui il <em>lí<em>der </em></em>del futuro della Nazionale argentina. Da qui ai prossimi anni penso crescerà ancora.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img decoding="async" width="1024" height="768" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/32a09668-fcab-4dc9-97d7-5e576d9934db-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-27512" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/32a09668-fcab-4dc9-97d7-5e576d9934db-1024x768.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/32a09668-fcab-4dc9-97d7-5e576d9934db-300x225.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/32a09668-fcab-4dc9-97d7-5e576d9934db-768x576.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/32a09668-fcab-4dc9-97d7-5e576d9934db-1536x1152.jpg 1536w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/32a09668-fcab-4dc9-97d7-5e576d9934db.jpg 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Daniel Martinez con Gonzalo Higuain</figcaption></figure>



<p></p>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p>Avere dei <em>líder </em>e dei grandi giocatori non sarà mai un problema per la Nazionale argentina, perché da noi i talenti continuano a nascere ed ereditare il dna dei vari Di Stéfano, Labruna, Sívori, Kempes, Bochini, Alonso, Maradona, Messi. Nei prossimi anni ho grande fiducia soprattutto in Nico Paz e Julián Álvarez</p></blockquote></figure>



<p></p>



<pre class="wp-block-code"><code><strong>Il Brasile non vince un Mondiale da 24 anni. Ha deciso di affidarsi a un allenatore di provata qualità ed esperienza come Ancelotti. Quali sono i punti di forza e di debolezza dei verdeoro e come li vedi in ottica vittoria del Mondiale, anche alla luce del pareggio poco spumeggiante contro il Marocco all'esordio?</strong></code></pre>



<p>Il Brasile credo stia ripetendo la stessa <em>strada della frustrazione</em> che ha percorso la Nazionale argentina nei suoi 33 anni senza vittorie, tra la Coppa America 1993 e la Coppa América 2021. Ed è una strada molto pericolosa perché divora generazioni di grandissimi talenti. L’arrivo di Ancelotti, un uomo abituato alla vittoria e che sa gestire come nessuno gli spogliatoi carichi di ego, potrebbe essere il toccasana per evitare che questa strada diventi ancora più lunga. I punti di forza del Brasile, lo sappiamo tutti, passano da risorse individuali quasi inesauribili, da giocatori di enorme qualità ma che &#8211; e qui sono i punti deboli &#8211; da tempo non trovano l’amalgama necessaria per imporsi. Se continua a naufragare nell’ansia, nella fretta e si aspetta di risolvere le partite con i colpi isolati di questo o quell’altro giocatore, anche in questo Mondiale il Brasile finirà per disunirsi piano, piano. Se invece <em>la cura Carletto</em> riuscirà a essere efficace, è una Nazionale che potrà ambire al massimo traguardo. </p>



<pre class="wp-block-code"><code><strong>Tra le favorite indiscusse vi sono la Spagna di Yamal, la Francia di Mbappé e del pallone d'oro Dembélé, l'Inghilterra di Kane. Tu chi vedi meglio tra queste e chi indichi come favorita per la vittoria? </strong></code></pre>



<p>Sulla Spagna e sulla Francia sono d’accordissimo, non sull’Inghilterra che mi sembra ancora una volta in costruzione. Al suo posto io menzionerei come candidato alla vittoria il Portogallo che ha giocatori di grandissimo valore in tutti i reparti. Ma il successo finale in un Mondiale dipende di tante cose, dai piccolissimi dettagli fino a concetti generali molto ampi. Fare previsioni è estremamente complesso. Ma tra tutte per me la Spagna è la più solida, la più squadra.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img decoding="async" width="1024" height="768" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/c4a28e68-a60e-4871-affc-ec5a3b90959e-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-27518" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/c4a28e68-a60e-4871-affc-ec5a3b90959e-1024x768.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/c4a28e68-a60e-4871-affc-ec5a3b90959e-300x225.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/c4a28e68-a60e-4871-affc-ec5a3b90959e-768x576.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/c4a28e68-a60e-4871-affc-ec5a3b90959e-1536x1152.jpg 1536w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/c4a28e68-a60e-4871-affc-ec5a3b90959e.jpg 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Daniel Martinez fuori dall&#8217;Allianz Arena, stadio di Monaco di Baviera</figcaption></figure>



<p></p>



<pre class="wp-block-code"><code><strong>Quale può essere invece la Nazionale sorpresa? E quale sarà invece secondo te il giocatore rivelazione dei Mondiali? </strong></code></pre>



<p>Per quello che ho visto finora, tra amichevoli premondiali e primissime partite, mi ha impressionato (ma non si può parlare esattamente di sorpresa) il calcio che esprime il Marrocco. Attenti poi al Giappone, che potrebbe essere una piacevole scoperta e arrivare lontano in questo Mondiale. Indicare il giocatore rivelazione è ancora più difficile, dunque rispondo con quello che vorrei lo fosse, con tutto il cuore: Nico Paz.</p>



<pre class="wp-block-code"><code><strong>Per la terza volta consecutiva l'Italia non sarà ai Mondiali. Da argentino che però da anni conosce bene la nostra realtà, qual è secondo te il principale problema del nostro calcio: troppi stranieri? Poca cultura sportiva? Scarso investimento su vivai, allenatori e strutture? </strong></code></pre>



<p>Per rispondere come si deve a questa domanda ci vorrebbe lo spazio di un libro, non di un&#8217;intervista. Non scopro nulla dicendo che questa crisi è il risultato di una somma di fattori. Da leggi come il famoso <em>decreto crescita</em> che favoriscono fiscalmente l&#8217;acquisto di giocatori che vengono dall’estero invece che l&#8217;acquisto di giocatori nel mercato interno, a problemi di abitudini culturalmente sbagliate. <br>La riassumerei così: la peggiore malattia del calcio italiano (certo, non l’unica) è lo sfrenato <em>amore </em>degli italiani per il mercato. Gli anni dell&#8217;abbondanza, <em>del calcio più bello del mondo</em> andava di pari passo con l&#8217;<em>allure</em> dei club dominati dai presidenti mecenati. I quali però di mecenatismo non avevano nulla, perché il calcio ha sempre dato tantissimo, in termini economici, di popolarità, di potere e di influenza politica a tutti gli imprenditori che scelgono di investire in una società calcistica. <br>Da allora i tifosi hanno iniziato a preoccuparsi solo, e continuano a farlo ancora oggi, di cosa regalerà loro il presidente nel calcio mercato. I media per alimentare i sogni (a quell’epoca possibili) parlavano di <em>colpo</em>, di <em>bomba</em>. Il fatto che in Italia il mercato sia così importante è dimostrato dal fatto che è l&#8217;unico Paese dove le trattative si fanno in un posto <em>centralizzato </em>e tutto il pacchetto viene venduto come uno spettacolo mediatico. In altri Paesi, quando un club vuole comprare un giocatore, i dirigenti e i rappresentanti si telefonano e si trovano da qualche parte, nell&#8217;ufficio di uno o dell&#8217;altro, a cena, o in un hotel qualunque. Non c’è un posto <em>centralizzato </em>dove si sviluppa il mercato. <br>Questa modalità mercantilistica ha fatto sì che i vivai perdessero sempre di più centralità nel momento in cui c&#8217;era da pensare al ricambio generazionale delle rose. E visto che i vivai sono un settore dove si deve investire tanto oggi per avere forse qualcosa domani &#8211; però non c&#8217;è niente di reale, di concreto e di garantito nell&#8217;immediato &#8211; ai tifosi e agli imprenditori non è mai sembrato una buona idea investire su questo fronte. I tifosi in Italia non sentono dunque la necessità di veder crescere i ragazzi dei propri settori giovanili né chiedono a gran voce ai presidenti di scommettere su questo o quel giovane promettente. <br>Il refrain è: <em>il presidente vuole una squadra per vincere subito</em>. E tutti sono così contenti quando arriva uno sconosciuto pagato a peso d’oro. Ma negli anni Ottanta e Novanta i soldi permettevano di andare in giro per il mondo, come oggi fanno gli sceicchi, e di portare in Italia giocatori di relativa qualità. Oggi credo sia evidente a tutti che non è più così. Oggi la logica mercantilistica vede altri Paesi dominare e altri campionati diventare le prime scelte. E di conseguenza, in Italia oggi quali giocatori arrivano? Non ho bisogno di scriverlo qui, tutti lo sappiamo. Basterà dire che se viene ingaggiato qualche giovane buono per davvero, lo si fa arrivare in prestito e con la clausola di ricompra. <br>Quando si guarda ai settori giovanili, dunque, si trovano campioncini che forse contro i pari età potranno farsi valere, ma che difficilmente avranno quel quid in più necessario per fare il salto di qualità ed essere competitivi al massimo livello. Ma soprattutto quello che più manca è quell’interesse che iniziano a sentire da piccoli da parte dei propri tifosi, quel fuoco che li nutre, che li fa crescere forti, perché quando arriverà la loro opportunità, i tifosi saranno dalla loro parte e vorranno vederli imporsi. Fino a quando questa logica culturale in Italia non farà strada, prevedo ancora tempi bui.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image alignwide size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/ea327c54-bd11-4cf6-9d95-419176f6bbb1-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-27511" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/ea327c54-bd11-4cf6-9d95-419176f6bbb1-1024x768.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/ea327c54-bd11-4cf6-9d95-419176f6bbb1-300x225.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/ea327c54-bd11-4cf6-9d95-419176f6bbb1-768x576.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/ea327c54-bd11-4cf6-9d95-419176f6bbb1-1536x1152.jpg 1536w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/ea327c54-bd11-4cf6-9d95-419176f6bbb1.jpg 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Daniel Martinez intervista Alessandro Del Piero, uno degli ultimi grandi interpreti del calcio italiano</figcaption></figure>



<p></p>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p>Uno dei grandi problemi del calcio italiano è il mercato. Dai tempi in cui la Serie A dominava la scena negli anni Ottanta e Novanta. Questo ha fatto sì che si vuole il campione dell&#8217;oggi e non si dà il tempo di costruire il campione del domani. E i tifosi chiedono ai presidenti non quale ragazzo emergerà dal vivaio, ma chi verrà acquistato. </p></blockquote></figure>



<p></p>



<pre class="wp-block-code"><code><strong>Si sente spesso dire da alcuni che il calcio di oggi è più difficile di quello di un tempo, mentre altri rimpiangono il calcio del passato. Tu che segui per lavoro questo sport da tanto tempo, quali ritieni sia la più grande differenza tra il calcio di oggi e quello di ieri? </strong></code></pre>



<p>Secondo me l’uomo tende a superare i suoi limiti sempre, lo prova la storia. Migliorano la tecnologia dei materiali, i metodi degli allenamenti, il modo di alimentarsi. Migliora la medicina e un infortunio che in tempi passati ti lasciava fuori del campo per un lungo periodo oggi si risolve in un paio di mesi. In qualsiasi altro sport questa discussione non si porrebbe neanche. <br>Ma il calcio è uno sport fatto di sensazioni, di emozioni, ed è assolutamente opinabile in qualunque aspetto. E allora si accende il dibattito. Molto probabilmente chi dice fosse meglio il passato, lo sostiene perché era migliore lui stesso. E quindi ha la sensazione che ciò che vedeva in campo era migliore. Ma non è vero. Era lui a essere migliore, perché aveva la metà degli anni, la metà delle responsabilità e il doppio dei sogni di oggi. Il calcio contemporaneo si gioca a una velocità superiore, con un&#8217;intensità e con una varietà di movimenti collettivi che un tempo non si immaginavano nemmeno. Oggi si vedono più volte cambi di fronte di 50 metri da parte di terzini ignoti che in un&#8217;altra epoca verrebbero qualificati come grandissimi giocatori solo per quel singolo gesto tecnico. <br>Con molta più frequenza vediamo giocate acrobatiche in area, eseguite con la naturalezza di qualunque attaccante. Quando un tempo questi gesti erano riservati solo ai grandi campioni. È anche vero che oggi, a qualsiasi ora c’è una partita. E che in qualsiasi latitudine si impara e si gioca a calcio. Per questo le opportunità di vedere certi gol e certi gesti si moltiplicano. C’è però un aspetto in base al quale i giocatori di prima avrebbero avuto molte più possibilità di giocare meglio e più a lungo. Parlo dell&#8217;aggressività in campo. È una differenza sostanziale con il calcio di oggi, nel quale i giocatori vengono protetti molto di più. Sono convinto, ad esempio, che se Maradona fosse stato più protetto da parte di regolamenti e arbitri, avrebbe avuto una carriera ancora migliore. </p>



<pre class="wp-block-code"><code><strong>Parlando ancora di Maradona, hai iniziato a seguire il calcio decenni fa, lavorando a stretto contatto con il mitico Víctor Hugo Morales e conoscendo personalmente Diego, che resta una delle figure più iconiche del calcio e dello sport. Cosa puoi dirci di lui come personaggio fuori dal campo? Hai qualche aneddoto particolare sulla sua figura? </strong></code></pre>



<p>Diego era più che un idolo delle masse, era un’icona pop, un personaggio del valore universale che trascendeva il calcio e qualunque argine si potesse opporre alla sua personalità. Ho avuto la fortuna di lavorare da giovane con Victor Hugo, una delle persone più importante della mia vita, non solo professionale, e nei confronti del quale sarò eternamente debitore. Ciò mi ha permesso di affacciarmi al <em>mondo Maradona</em>.<br>Essere lui, essere Diego, sarebbe stato difficilissimo per chiunque. Quello che generava la sua sola presenza era incredibile, è difficile raccontarlo senza sembrare esagerato. E probabilmente anche quello è stato il motivo dei suoi demoni. Credo che non ci sia stato mai un solo Maradona. Per dirlo in un modo più comprensibile: c’era Diego, il giocatore che tutti i suoi compagni amavano, l’uomo capace di una generosità genuina, quello per cui la parola di Don Diego (suo padre) era legge, quello semplice, alla mano, disponibile e attento. Quello che si preoccupava dei bisognosi. Diego era pieno di virtù e degno di tanta ammirazione. <br>Ma quasi al contempo (forse entrando al palcoscenico mentre l’altro ancora stava uscendo), c’era anche Maradona. Ovvero il personaggio scontroso, un po&#8217; arrogante, che sembrava arrabbiato e che non si tratteneva se voleva insultare. Era una figura piena di contradizioni. Che poteva sostenere al mattino una posizione e la notte la posizione opposta. Ma sempre con la stessa (e questo era la cosa incredibile) genuina convinzione con la quale poche ore prima aveva dichiarato il contrario. Tra Diego, l’uomo, e Maradona, il personaggio, correva un fiume di umanità, di fragilità, di voglia di superare se stesso, di confusioni travolgenti. A tutti e due ho voluto bene. Dirò di più: l’uomo Diego mi ha aiutato a capire un po&#8217; le difficoltà del personaggio Maradona. Ma anche a capire un po&#8217; le mie contradizioni.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p>C&#8217;era Diego, il giocatore che tutti i compagni amavano, l&#8217;uomo generoso, alla mano e disponibile. E poi c&#8217;era Maradona, il personaggio scontroso, contraddittorio, che cambiava posizione di continuo. A entrambi ho voluto bene. E l&#8217;uomo Diego mi ha aiutato a capire di più il Maradona personaggio e a capire di più anche me stesso</p></blockquote></figure>



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<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2026/06/14/mondiale-2026-i-pronostici-di-daniel-martinez-di-espn-spagna-favorita-ma-la-mia-argentina-e-sempre-forte.html">Mondiale 2026, i pronostici di Daniel Martinez di Espn: «Spagna favorita, ma la mia Argentina è sempre forte»</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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		<title>Guida al Mondiale: Francia e Spagna favorite, Inghilterra terza forza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Niccolo Mello]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 06:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina Lo stadio della finale Sarà la 23ª edizione del Campionato del mondo. Il primo a 48 squadre. Il terzo senza l&#8217;Italia. Si [&#8230;]</p>
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<p class="has-text-align-right"><em><strong>Immagine di copertina</strong> Lo stadio della finale</em></p>



<p class="has-drop-cap">Sarà la 23ª edizione del Campionato del mondo. Il primo a 48 squadre. Il terzo senza l&#8217;Italia. Si giocherà in tre Paesi: Canada, Messico e Stati Uniti. La partita inaugurale si terrà allo stadio Azteca di Città del Messico l&#8217;11 giugno, tra Messico e Sudafrica, come fu nel 2010. La finale sarà al MetLife Stadium di New York New Jersey il 19 luglio. Sarà il sesto e ultimo Mondiale (un record) per Messi e Cristiano Ronaldo, ma anche per il portiere messicano Ochoa. Sarà il primo Mondiale per alcune delle più luminose stelle del presente e del futuro, da Håland a Yamal, da Doué a Cherki.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le tre favorite</h2>



<p></p>



<p>La grande favorita sarà la <strong>Francia</strong>. Potrà contare su un parco giocatori di livello clamoroso. Nessun&#8217;altra nazionale al mondo può anche solo pareggiare la quantità e la profondità dell&#8217;attacco francese, che non poggerà solo su un Kylian Kiki Mbappé che nei Mondiali dà sempre il meglio (vedi le super prestazioni offerte nel 2018 e nel 2022), ma anche sul Pallone d&#8217;oro in carica Ousmane Dembélé e su nuovi e già formidabili assi come Rayan Cherki, Desiré Doué e Michael Olise. A centrocampo l&#8217;uomo chiave è il regista del Real Madrid Aurélien Tchouaméni, ma al suo fianco manca forse un giocatore di altrettanto spessore internazionale: quello è forse l&#8217;unico anello debole sulla carta della nazionale transalpina. La difesa, protetta dal milanista Mike Maignan, è di alto profilo, imperniata sul favoloso William Saliba dell&#8217;Arsenal. Un freno alle ambizioni dei francesi, campioni e vicecampioni mondiali nelle ultime due edizioni, potrebbe essere l&#8217;addio di Didier Deschamps al termine della competizione e il fatto che non sempre la squadra ha saputo offrire un gioco all&#8217;altezza di un arsenale stratosferico. Ma sulla carta i Bleu partono in pole position senza troppi dubbi.</p>



<p>Se il gioco è un rebus, proprio su un gioco collaudato, rodato e altamente qualitativo e di palleggio punterà la <strong>Spagna </strong>campione d&#8217;Europa in carica, che è la co-favorita dei Mondiali. Non solo per assi come Lamine Yamal, forse il giocatore più atteso in assoluto di questi Mondiali anche se arriverà non al meglio dopo un infortunio che lo ha condizionato nell&#8217;ultima parte di stagione. Ma anche perché il ct Luis de la&nbsp;Fuente ha saputo costruire un gruppo e plasmare un&#8217;identità collettiva unica. È un po&#8217; il tratto distintivo della Spagna di questo millennio, una nazionale che quando trova la chimica e il gioco d&#8217;insieme molto difficilmente stecca. L&#8217;utilissimo Oyarzabal e la freccia Nico Williams completano un attacco molto ben assemblato, mentre a centrocampo il cervello sarà il regista del Barcellona Pedri. La difesa non ha grandi nomi, ma nel complesso appare discretamente solida, anche se forse peserà l&#8217;assenza di Le Normand. Mancheranno per la prima volta giocatori del Real Madrid. </p>



<p>Se le convocazioni di De La Fuente hanno fatto discutere, sono state molto criticate quelle del ct tedesco dell&#8217;<strong>Inghilterra</strong> Thomas Tuchel, che ha lasciato a casa gente come Palmer, Foden, Alexander Arnold tra i tanti. Eppure, forse Palmer a parte, non mi sento di criticare troppo le scelte dell&#8217;ex tecnico di Chelsea e Bayern Monaco. Perché i Gordon e i Rogers portati al posto di un Foden semplicemente oggi sono superiori all&#8217;attuale giocatore del City. L&#8217;Inghilterra presenta alcuni giocatori poco noti al pubblico fuori dalla Premier ma di sicuro valore e destinati in estate a finire nei top team europei: uno, il già citato Gordon, è già volato al Barcellona; Rogers dell&#8217;Aston Villa e il metronomo del Nottingham Forest Anderson sembrano anch&#8217;essi destinati a essere acquistati a peso d&#8217;oro da club importanti. La difesa è priva di un grande campione, ma nel complesso è affidabile; il centrocampo è ricco di giocatori di valore internazionale e Bellingham è chiamato a diventare il leader; in attacco molto dipenderà da Harry Kane, che oggi contende a pochi altri eletti (Mbappé, Yamal, Kvaratskhelia che però al Mondiale non ci sarà) la palma di miglior calciatore del mondo.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1096" height="731" data-id="27390" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/93Oi6q1NKpz9LrkZ09WNS1-edited-1.jpg" alt="" class="wp-image-27390" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/93Oi6q1NKpz9LrkZ09WNS1-edited-1.jpg 1096w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/93Oi6q1NKpz9LrkZ09WNS1-edited-1-300x200.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/93Oi6q1NKpz9LrkZ09WNS1-edited-1-1024x683.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/93Oi6q1NKpz9LrkZ09WNS1-edited-1-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1096px) 100vw, 1096px" /><figcaption class="wp-element-caption">Kylian Mbappé</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="1024" data-id="27388" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/1720866331989_rainewscbabadbcdfdb-1024x1024.avif" alt="" class="wp-image-27388" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/1720866331989_rainewscbabadbcdfdb-1024x1024.avif 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/1720866331989_rainewscbabadbcdfdb-300x300.avif 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/1720866331989_rainewscbabadbcdfdb-150x150.avif 150w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/1720866331989_rainewscbabadbcdfdb-768x768.avif 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/1720866331989_rainewscbabadbcdfdb-1536x1536.avif 1536w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/1720866331989_rainewscbabadbcdfdb.avif 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Lamine Yamal</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1646" height="926" data-id="27391" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/fe50f63e842ef1ca7e83ee57edc399a5c9bdb980.jpg-edited.webp" alt="" class="wp-image-27391" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/fe50f63e842ef1ca7e83ee57edc399a5c9bdb980.jpg-edited.webp 1646w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/fe50f63e842ef1ca7e83ee57edc399a5c9bdb980.jpg-edited-300x169.webp 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/fe50f63e842ef1ca7e83ee57edc399a5c9bdb980.jpg-edited-1024x576.webp 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/fe50f63e842ef1ca7e83ee57edc399a5c9bdb980.jpg-edited-768x432.webp 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/fe50f63e842ef1ca7e83ee57edc399a5c9bdb980.jpg-edited-1536x864.webp 1536w" sizes="(max-width: 1646px) 100vw, 1646px" /><figcaption class="wp-element-caption">Harry Kane</figcaption></figure>
</figure>



<p class="has-text-align-center">Le tre stelle assolute del Mondiale</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le quattro outsider</h2>



<p></p>



<p>In quarta posizione scatterà il <strong>Portogallo </strong>più forte di sempre. Non è solo l&#8217;eterno Cristiano Ronaldo, al suo sesto Mondiale, ad alimentare speranze di titolo. Ma una generazione stratosferica, tra elementi giunti al picco della carriera e altri giovani in rampa di lancio. Il centrocampo portoghese è forse il più forte al mondo, con il terzetto Bruno Fernandes-Vitinha-João&nbsp;Neves che promette di gestire il pallone per non cederlo più a nessun avversario. Vitinha, in particolare, oggi miglior centrocampista del pianeta, è la stella assoluta della squadra, un concentrato unico di tecnica, visione del campo, fisicità e tempi di gioco e di spazio. La difesa è altrettanto forte. Qualche limite in più, sulla carta, in avanti: CR7 è eterno, ma ha 41 anni e chiaramente non è più nella sua miglior versione e al suo fianco mancano alternative o compagni così straordinari.</p>



<p>Dopo il Portogallo, al quinto posto metto il <strong>Brasile</strong>. Carlo Ancelotti ha lasciato a casa João&nbsp;Pedro, bomber del Chelsea, ma ha puntato anche sul figliol prodigo Neymar, tornato in nazionale a furor di popolo. Anche O Ney non è più quello dei tempi d&#8217;oro e sarà infortunato nella prima fase. Ma non dovrà essere lui la stella, compito che spetterà soprattutto a Raphinha e Vinicius Jr. I gol potrebbero arrivare da Igor Thiago del Brentford, vice capocannoniere dell&#8217;ultima Premier League. Il veterano Casemiro sarà ancora il perno di un centrocampo sulla carta non eccezionale. Favolosa, invece, la difesa, probabilmente in mezzo la migliore al mondo con il duo Marquinhos-Gabriel che sarà un muro difficile da superare per ogni avversario.</p>



<p>Appare in crescita dopo due Mondiali a vuoto la <strong>Germania </strong>rinnovata di Julian Nagelsmann, sesta ai blocchi di partenza. Manca una stella assoluta, ma ci sono tanti giovani da tenere d&#8217;occhio in tutti i reparti, da Schlotterbeck e Brown in difesa a Stiller a centrocampo, anche se peserà l&#8217;assenza per infortunio del nuovo asso Lennart Karl, 18 anni. I fari saranno Jamal Musiala e Florian Wirtz, reduci da stagioni altalenanti e chiamati al definitivo step, ma la vera stella sarà Joshua Kimmich, terzino, mediano e leader assoluto in campo e fuori. In porta è tornato l&#8217;eterno Manuel Neuer. Occhio al bomber Deniz Undav dello Stoccarda.</p>



<p>Settima l&#8217;<strong>Argentina</strong>. È campione del mondo in carica, ma è praticamente impossibile riesca a ripetere l&#8217;exploit di quattro anni fa quando già non era favorita ma vinse il Mondiale, trascinata da un Messi superbo. Leo, come Cristiano al sesto Mondiale della carriera, ha quattro anni in più ora e non è più al livello del dicembre 2022. Più che Messi la stella vera è Julián Álvarez, dopo Kane ed Erling Håland e alla pari con Dembélé, il miglior centravanti del mondo. Il resto della squadra è a grandi linee quella del trionfo <em>mundial</em>, un gruppo solido senza grandi stelle. Scaloni, come fecero Menotti nel 1982 e Bearzot nel 1986, ha puntato molto sul gruppo che gli ha dato il titolo iridato. Menotti e Bearzot fallirono miseramente. Sarei sorpreso se la storia questo giro andasse diversamente.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="735" height="416" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/200608471-54cb3a01-487f-400a-a913-1c99dd1e4229.webp" alt="" class="wp-image-27393" style="width:735px;height:auto" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/200608471-54cb3a01-487f-400a-a913-1c99dd1e4229.webp 735w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/200608471-54cb3a01-487f-400a-a913-1c99dd1e4229-300x170.webp 300w" sizes="(max-width: 735px) 100vw, 735px" /><figcaption class="wp-element-caption">Gli eterni Cristiano Ronaldo e Messi, al loro sesto e ultimo Mondiale [www.repubblica.it]</figcaption></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">La terza fascia</h2>



<p></p>



<p>Tra queste sette uscirà la vincitrice del Mondiale, in ogni caso. Quasi impossibile arrivi da qui in giù. <br>La terza fascia inizia con l&#8217;<strong>Olanda</strong>, ottava forza del Mondiale, che avrà un buon gruppo dominato ancora dall&#8217;immarcescibile carisma di Virgil van Dijk in difesa, e con qualche elemento da monitorare come Brobbey; e il <strong>Belgio</strong>, il cui periodo delle strenne pare però passato, ma che idealmente inserisco al nono posto.<br>Al decimo ci metto la <strong>Norvegia </strong>di Håland che ha umiliato l&#8217;Italia nel girone.<br>Sempre in questa terza fascia spazio alla <strong>Croazia </strong>di un altro veterano Modrić e di Gvardiol; al <strong>Marocco </strong>di Hakimi grande sorpresa dell&#8217;ultimo Mondiale; alla <strong>Svizzera </strong>multietnica; alla <strong>Colombia </strong>di Luis Diaz; al <strong>Giappone </strong>nuovo che avanza; alla <strong>Turchia </strong>dei giovani assi Güler e Yildiz; all&#8217;<strong>Uruguay</strong> di Valverde, che però pare in un momento di flessione; al <strong>Senegal </strong>beffato dal regolamento nell&#8217;ultima Coppa d&#8217;Africa poi assegnata al Marocco; alla <strong>Svezia </strong>del duo Gyökeres-Isak; alla <strong>Scozia </strong>del tuttofare McTominay.<br>E siamo a venti.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">La quarta fascia</h2>



<p></p>



<p>Da qui in giù partono tutte le altre, squadre che possono al più sognare un approdo agli ottavi: le europee <strong>Repubblica Ceca</strong>, <strong>Bosnia-Erzegovina</strong> e <strong>Austria</strong>; le africane <strong>Egitto</strong>, <strong>Costa d&#8217;Avorio</strong>, <strong>Ghana</strong>, <strong>Sudafrica</strong>, <strong>Algeria</strong>, <strong>Tunisia</strong>, <strong>Congo </strong>e <strong>Capo Verde</strong>; le storiche asiatiche <strong>Corea del Sud</strong> e <strong>Arabia Saudita</strong>, le già abituate <strong>Iran </strong>e <strong>Qatar</strong>, l&#8217;<strong>Iraq</strong> tornato al Mondiale dopo 40 anni e le &#8220;deb&#8221; <strong>Uzbekistan </strong>e <strong>Giordania</strong>; le nord e centro americane <strong>Stati Uniti</strong>, <strong>Messico</strong>, <strong>Canada</strong>, <strong>Panama</strong>, <strong>Haiti </strong>con la cenerentola assoluta <strong>Curaçao</strong>; le sudamericane <strong>Paraguay</strong>, <strong>Ecuador </strong>e le oceaniche <strong>Australia </strong>e <strong>Nuova Zelanda</strong>.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">I gironi</h2>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="520" height="565" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/659058334_1366683582167527_3725888477965644660_n.jpg" alt="" class="wp-image-27376" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/659058334_1366683582167527_3725888477965644660_n.jpg 520w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/659058334_1366683582167527_3725888477965644660_n-276x300.jpg 276w" sizes="(max-width: 520px) 100vw, 520px" /></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il programma</h2>



<p></p>



<p>Per il programma completo dai gironi alla finale con tutte le date, clicca <a href="https://sport.sky.it/calcio/mondiali/mondiali-2026-gironi-calendario-partite?card=1">qui</a>.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Gli stadi</h2>



<p></p>



<p>Per conoscere gli stadi e la loro storia clicca qui.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le grandi assenti</h2>



<p></p>



<p>Su tutte, chiaramente, l&#8217;<strong>Italia</strong>. Al terzo flop consecutivo. Una crisi che pare irreversibile e che parte da molto lontano, tra strutture obsolete, scelte organizzative rivedibili, scarsa attenzione alla valorizzazione dei giocatori autoctoni, inadeguato sviluppo dei settori giovanili e dei tecnici di formazione.<br>Meno fragorosa dell&#8217;Italia, ma mancheranno altre nazionali europee che negli ultimi anni avevano fatto bene come <strong>Polonia</strong> e <strong>Danimarca</strong>. Stona anche l&#8217;assenza della <strong>Serbia</strong>, che ha diversi validi giocatori in giro per l&#8217;Europa.<br>Altre assenze rumorose arrivano dall&#8217;Africa, con <strong>Nigeria </strong>e <strong>Camerun</strong>, due habitué del Mondiale; e dal Sudamerica, soprattutto con il <strong>Cile </strong>che attraversa però una crisi vocazionale da qualche tempo.</p>



<p>In assoluto il giocatore più importante che mancherà al Mondiale è però il georgiano <strong>Khvicha Kvaratskhelia</strong>, fresco vincitore del premio di Mvp dell&#8217;ultima Champions League. La sua sfortuna è proprio che quest&#8217;estate si giocherà la Coppa del mondo: altrimenti il Pallone d&#8217;oro, molto probabilmente, sarebbe stato suo&#8230;</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-2 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="575" data-id="27394" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/donnarumma-4.jpg-1024x575.webp" alt="" class="wp-image-27394" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/donnarumma-4.jpg-1024x575.webp 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/donnarumma-4.jpg-300x169.webp 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/donnarumma-4.jpg-768x432.webp 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/donnarumma-4.jpg-1536x863.webp 1536w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/donnarumma-4.jpg.webp 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Donnarumma disperato: l&#8217;Italia è fuori dal Mondiale per la terza volta consecutiva</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" data-id="27395" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/kvara.jpg-1024x576.webp" alt="" class="wp-image-27395" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/kvara.jpg-1024x576.webp 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/kvara.jpg-300x169.webp 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/kvara.jpg-768x432.webp 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/kvara.jpg-1536x864.webp 1536w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/kvara.jpg.webp 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Niente Mondiale anche per Kvaratskhelia, stella del calcio europeo</figcaption></figure>
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<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2026/06/11/guida-al-mondiale-francia-e-spagna-favorite-inghilterra-terza-forza.html">Guida al Mondiale: Francia e Spagna favorite, Inghilterra terza forza</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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		<title>1984 Semifinali: Francia-Portogallo 3-2 dts</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2025/04/04/1984-semifinali-francia-portogallo-3-2-dts.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Niccolo Mello]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Apr 2025 16:19:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[1984]]></category>
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		<category><![CDATA[semifinale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina: Platini festeggiato dai compagni dopo il gol decisivo. Ancora una volta Le Roi è stato determinante Al termine di una delle più [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2025/04/04/1984-semifinali-francia-portogallo-3-2-dts.html">1984 Semifinali: Francia-Portogallo 3-2 dts</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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<p class="has-text-align-right"><em>Immagine di copertina: Platini festeggiato dai compagni dopo il gol decisivo. Ancora una volta Le Roi è stato determinante</em></p>



<p class="has-drop-cap">Al termine di<b> una delle più emozionanti partite della storia degli Europei</b>, la Francia padrona di casa elimina il Portogallo ai supplementari e conquista la finale. Dopo un primo tempo molto noioso e privo di spunti, il match decolla letteralmente nella ripresa: la Francia, già in vantaggio di un gol, ha più volte la chance di chiudere il gioco, ma non sfrutta le occasioni e il Portogallo pareggia. Nei supplementari i lusitani vanno avanti 2-1, ma quando sono sul punto di capitolare i <b>francesi riescono nell&#8217;impresa di segnare due reti negli ultimi sei minuti</b>, il secondo e decisivo con la stella Platini.</p>



<p><a name="more"></a><br><b>Francia:</b> Bats &#8211; Battiston, Bossis, Le Roux, Domergue &#8211; Fernandez, Tigana, Giresse &#8211; Platini &#8211; Lacombe (st 21&#8242; Ferreri), Six (sts 1&#8242; Bellone).<br><b>Portogallo:</b> Bento &#8211; Pacheco, Lima Pereira, Eurico, Alvaro &#8211; Chalana, Sousa (st 17&#8242; Nenè), Frasco &#8211; Joao Pinto, Jordao, Diamantino (st 1&#8242; Gomez).</p>



<p><b>Primo tempo</b><br><b>25&#8242; GOL FRANCIA</b> Punizione per la Francia al limite per un fallo su Platini: batte a sorpresa Domergue, che spedisce il pallone nel “sette” con una traiettoria incredibile.<br><b>35&#8242;</b> Jordao prova a scuotere i suoi, si libera di un avversario sulla trequarti e spara quasi dal limite: lato. Match molto chiuso e bloccato.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="692" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/04/2DP3WXD-scaled-1-1024x692.jpg" alt="" class="wp-image-23746" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/04/2DP3WXD-scaled-1-1024x692.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/04/2DP3WXD-scaled-1-300x203.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/04/2DP3WXD-scaled-1-768x519.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/04/2DP3WXD-scaled-1-1536x1038.jpg 1536w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/04/2DP3WXD-scaled-1.jpg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Platini contrastato da un giocatore portoghese</figcaption></figure>



<p></p>



<p><b>Secondo tempo</b><br><b>1&#8242;</b> Francia vicinissima al colpo del ko: Platini innesca Fernadenz con un tocco delizioso, il primo tiro del centrocampista francese è murato da Bento, il secondo finisce fuori di un soffio.<br><b>5&#8242;</b> Tigana per Giresse, missile da fuori area, Bento vola e devia in angolo con la mano di richiamo. Inizio di secondo tempo spumeggiante della Francia, Portogallo alle corde.<br><b>11&#8242;</b> meravigliosa ripartenza della Francia. Giresse per Six, lancio nello spazio a Platini, che entra in area e tocca ancora Giresse, ipnotizzato da Bento in uscita. Quando la Francia riesce a mulinare il proprio calcio champagne è un piacere per gli occhi.<br><b>12&#8242;</b> ancora un&#8217;azione stellare dei francesi: conclusione di destro di Giresse al volo da cross di Six, palla fuori di pochissimo.<br><b>17&#8242;</b> triangolo favoloso Platini-Giresse-Platini, che calcia di sinistro dal limite, Bats alza in corner in tuffo.<br><b>25&#8242;</b> transalpini scatenati. Fernandez avvia un&#8217;azione da capogiro che coinvolge anche Six, Giresse e Platini, il tiro di collo di quest&#8217;ultimo è bloccato a terra da Bento.<br><b>30&#8242;</b> chance clamorosa per il Portogallo: buco di Tigana da corner, Nenè spara su Bats, poi Jordao manca il tapin. Brivido sulla schiena dei francesi.<br><b>31&#8242; GOL PORTOGALLO</b> Incredibile pareggio dei lusitani. Cross di Chalana da destra, Jordao sale in cielo e con una strana palombella di testa batte Bats.<br><b>35&#8242;</b> lancio favoloso di Giresse per Platini, che viene anticipato da Bento in uscita, riprende Six che calcia a botta sicura, Bento con un grande colpo di reni riesce a deviare sulla traversa.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="523" height="421" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/04/26078eff9fddf0b4e06118700cb7ece8.jpg" alt="" class="wp-image-23748" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/04/26078eff9fddf0b4e06118700cb7ece8.jpg 523w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/04/26078eff9fddf0b4e06118700cb7ece8-300x241.jpg 300w" sizes="(max-width: 523px) 100vw, 523px" /><figcaption class="wp-element-caption">Tigana prova a trovare spazio nella difesa lusitana</figcaption></figure>



<p></p>



<p><b>Primo tempo supplementare</b><br><b>2&#8242;</b> Giresse innesca Fernandez, cross in mezzo, Platini scivola e non riesce a calciare verso la porta, la palla assume una strana traiettoria a mo&#8217; di pallonetto e Bento si rifugia in corner.<br><b>6&#8242;</b> cross splendido di Joao Pinto da destra, Nenè irrompe di testa, splendido riflesso di Bats che devia in angolo. Il Portogallo ora gioca di più a viso aperto e inizia a credere all&#8217;impresa.<br><b>7&#8242; GOL PORTOGALLO</b> Altro cross di Chalana da destra sul secondo palo, Jordao si coordina e di controbalzo fulmina Bats sul palo lontano.<br><b>9&#8242;</b> la Francia prova a reagire: Platini pesca Six, uscita disperata di Bento che allontana di piede.<br><b>15&#8242;</b> contropiede portoghese, Chalana per Joao Pinto che è solo davanti a Bats e calcia di prima intenzione, il portiere francese riesce a salvare. La Francia è tutta in avanti e inevitabilmente si espone alle ripartenze avversarie.</p>



<p><b>Secondo tempo supplementare</b><br><b>3&#8242;</b> contatto in area portoghese tra Platini e un difensore: il rigore forse poteva starci, ma l&#8217;arbitro lascia correre tra le proteste dei giocatori francesi.<br><b>5&#8242;</b> Bellone da sinistra in area per Fernandez, che calcia a botta sicura: fuori. Insistono i francesi.<br><b>9&#8242; GOL FRANCIA</b> Azione corale e insistita dei padroni di casa, Platini viene steso in area, la palla rimane lì e Domergue in corsa con il sinistro anticipa tutti e fa secco Bento.<br><b>13&#8242;</b> Tigana per Bellone, tiro-cross da destra che a momenti non si infila in rete, Bento fa un passo indietro e riesce a sventare.<br><b>14&#8242; GOL FRANCIA</b> Percussione straordinaria di Tigana, che apre in due la difesa lusitana, arriva sul fondo e mette in mezzo, Platini a porta praticamente vuota controlla e realizza. E&#8217; il trionfo dei Bleu.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="France vs Portugal - UEFA European Championship 1984" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/hfcl3UGIr78?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<p></p>



<p><b><u>LE PAGELLE FRANCIA</u></b><br><b>IL MIGLIORE PLATINI 8:</b> si conferma l&#8217;uomo in più di questa squadra, entrando in tutte le azioni decisive: si procura la punizione del vantaggio, favorisce il raddoppio di Domergue e chiude i conti con il gol da pochi passi che porta la Francia in finale. Si accende quando conta e dopo un primo tempo a ritmi bassi nella ripresa sale di tono, mandando in porta i compagni con tocchi geniali e sfiorando più volte la marcatura personale. Fuoriclasse favoloso.<br><b>Domergue 7,5:</b> il terzino francese realizza due reti decisive facendosi trovare al posto giusto nel momento giusto. Il primo gol è uno splendido tiro a giro su punizione, sul secondo si fionda come un falco su una palla vagante e capitalizza al massimo.<br><b>Tigana 7,5:</b>&nbsp;nel primo tempo è il più brillante dei francesi, recupera e riparte ai mille all&#8217;ora. Nella ripresa gioca quasi da centrale difensivo in appoggio alla retroguardia e rischia grosso su un traversone da destra che porta a una pericolossima conclusione ravvicinata Nenè. Nei supplementari sale nuovamente in cattedra a centrocampo e propizia il gol di Platini con un&#8217;accelerazione sontuosa, che squarcia letteralmente la difesa lusitana.<br><b>Giresse 7:</b> in certi tocchi geniali e movimenti ricorda un po&#8217; Xavi. Giocatore di grande intelligenza, sublime nel tocco, anche lui va vicino più volte al gol. Certi duetti con Platini sono poesia pura.<br><b>Bats 7:</b> chiamato in causa non molte volte, ma si rivela ugualmente determinante sia nel secondo tempo sia nei supplementari con alcuni interventi prodigiosi che tengono a galla i suoi.<br><b>Fernandez 6,5:</b> quantità e corsa, si procura anche alcune buone occasioni. Si conferma un giocatore duttile e polivalente, un gregario di lusso.</p>



<p><b><u>LE PAGELLE PORTOGALLO</u></b><br><b>IL MIGLIORE BENTO 7,5:</b> se il Portogallo culla il sogno dell&#8217;impresa fino a sei minuti dal termine il merito è principalmente suo. Da vicino e da lontano si oppone ripetutamente a tutti i tentativi di Platini e compagni. Non può nulla nelle due reti finali che condannano i portoghesi all&#8217;eliminazione.<br><b>Jordao 7: </b>è l&#8217;uomo che sta per rompere le uova nel paniere ai francesi con la sua doppietta. Trasforma tutti i palloni che tocca in oro.<br><b>Chalana 7:</b> corre per tre, serve a Jordao due assist e mette in mostra un&#8217;invidiabile tecnica di base. Uno dei più brillanti e continui fino al 120&#8242;.<br><b>Diamantino 4,5:</b> unica nota davvero stonata in un Portogallo che va a un passo dalla storia. Esce al termine del primo tempo dopo che non ha praticamente toccato biglia.</p>
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		<title>Portogallo, la Generazione d&#8217;oro a un passo dal sogno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Tommaso Ciuti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Feb 2025 06:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La storia siamo noi]]></category>
		<category><![CDATA[cristiano ronaldo]]></category>
		<category><![CDATA[euro 1996]]></category>
		<category><![CDATA[euro 2000]]></category>
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		<category><![CDATA[manuel rui costa]]></category>
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		<category><![CDATA[mondiale 2006]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina: Figo e Rui Costa, simboli della Generazione d&#8217;oro portoghese Saudade: sentimento di nostalgico rimpianto, di malinconia, di gusto romantico della solitudine, accompagnato [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-text-align-right"><em>Immagine di copertina: Figo e Rui Costa, simboli della Generazione d&#8217;oro portoghese</em></p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><em>Saudade: sentimento di nostalgico rimpianto, di malinconia, di gusto romantico della solitudine, accompagnato da un intenso desiderio di un qualcosa di assente (in quanto perduto o non ancora raggiunto) […]</em></p>
</blockquote>



<p class="has-drop-cap">L’enciclopedia Treccani definisce così quel sentimento che permea la poesia lirica portoghese e brasiliana dell’Ottocento e che assume a tutti gli effetti i tratti caratteristici nazionali di queste popolazioni.</p>



<p>Malinconia, rimpianto di un qualcosa che non c’è più, o che non c’è ancora.</p>



<p>Non molto tempo fa, il<em> “complicato sistema di specchi e leve”</em> (semicitazione) &#8211; o per meglio dire di algoritmi informatici di YouTube – mi ha riproposto dalle nebbie del passato la finale del campionato europeo Under 21 1994 tra l’Italia – guidata da <strong>Cesare Maldini</strong>, che ritroveremo quattro anni dopo al timone della nazionale maggiore in occasione dei <a href="https://gameofgoals.it/category/viste-per-voi/mondiali/mondiale-1998">Mondiali di Francia</a> – e il Portogallo. Come forse ricorderete, gli azzurrini si imposero 1-0 ai supplementari, con il gol vittoria di <strong>Orlandini</strong>, giovane centrocampista bergamasco che da lì a pochi mesi sarebbe passato all’Inter a suon di miliardi di lire.</p>



<p>Ad attirare la mia attenzione, però, due giocatori lusitani, il numero 7 ed il numero 10, tali <strong>Luis Figo</strong> e <strong>Manuel Rui Costa</strong>, due che rientrano senza alcun dubbio nella lista dei migliori talenti della storia del calcio portoghese – a proposito, noi ce ne siamo occupati tempo fa, in un articolo intitolato “<em>Gli eroi del mare e del</em> <em>Fado</em>”, lo potete trovare <a href="https://gameofgoals.it/2022/07/17/malinconici-eroi-del-mare-e-del-fado-i-dieci-calciatori-portoghesi-piu-grandi-dellera-moderna.html">qui</a>.</p>



<p>Subito il mio pensiero è volato sulla nazionale portoghese del periodo che parte dalla metà del decennio degli anni Novanta e approda a metà del primo decennio del Duemila, ossia con l’inizio dell’era di <strong><a href="https://gameofgoals.it/2022/03/07/mister-champions-le-10-partite-europee-piu-grandi-di-cristiano-ronaldo.html">Cristiano Ronaldo</a></strong>, mi riferisco agli Europei del 2004 ed ai Mondiali del 2006.</p>



<p>Prima dell’avvento del fenomeno da Madeira, uno dei più importanti giocatori di tutti i tempi, la nazionale lusitana ha vissuto quella che da quelle parti chiamano <em>O Geração de ouro</em>. La bacheca dei trofei è rimasta vuota, nonostante un saliscendi di risultati, che vedevano alternarsi piazzamenti onorevoli a delusioni cocenti.</p>



<p>Ora, è davvero difficile non provare un senso di malinconia a pensare a quella generazione che, pur arrivando ad un passo dal titolo, non è mai riuscita a consacrarsi definitivamente con un trofeo e con un riconoscimento eterno che i suoi giocatori avrebbero senza dubbio meritato. Per uno strano scherzo del destino, il trofeo arrivò il decennio successivo, con la vittoria agli Europei del 2016, ma sfido chiunque a ricordare quest’ultima squadra con più nostalgia e malinconia rispetto a quella della generazione d’oro.</p>



<p>Il trionfo in Francia fu legittimo, come ogni verdetto del calcio, ma non aveva quella magia estetica dei suoi interpreti: <strong>Cristiano Ronaldo</strong> lasciò il segno con un alcune giocate pesanti, in un torneo che non lo vedeva nella sua versione migliore; brillarono <strong>Rui Patricio</strong> e <strong>Joao Mario</strong>, che dalle nostre parti ha rivestito più il ruolo dell’enigma che del campione; <strong>Quaresma </strong>e <strong>Nani</strong>, altri misteri, hanno confezionato giocate-chiave, ed un certo <strong>Eder</strong>, eroe-per-caso, ha risolto la finale contro i padroni di casa.</p>



<p>Austria, Islanda, Ungheria, Croazia, Polonia, Galles, Francia. Non il più proibitivo dei percorsi. Spesso ci ha pensato anche la sorte: tra pali, demeriti altrui, lotterie ai calci di rigore, sorteggi favorevoli e qualificazioni acciuffate sul fil di lana, il Portogallo campione d’Europa appare più cinico che effettivamente dominante. Soprattutto è apparso lontano rispetto a quell’anima latino-mediterranea, fatta di dribbling, fantasia ed una certa tendenza allo spreco e alla mancata concretizzazione dell’azione in risultato (e non è un caso che in buonissima misura troviamo questi elementi nel calcio circense dei “discendenti” brasiliani).</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Ascesa: Mondiale Under 20 ed Euro &#8217;96</h2>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Portogallo - Brasile 0-0 (4-2 d.c.r.) - Mondiale Under 20 1991 - finale" width="1200" height="900" src="https://www.youtube.com/embed/EEuAqpy6cwg?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div><figcaption class="wp-element-caption">La vittoria del Portogallo al Mondiale Under 20 nel 1991</figcaption></figure>



<p></p>



<p>La vittoria del Mondiale Under 20 del 1991 da parte dei baby lusitani in finale proprio contro i verde-oro sembrava aver gettato le basi per una crescita di talenti, ed in effetti è stato così.</p>



<p>Il primo traguardo è stata la raggiunta qualificazione alle fasi finali degli Europei del 1996, dove i portoghesi mancavano da 12 anni. Il girone della fase finale in Inghilterra fu quasi una marcia trionfale: dopo un iniziale pareggio contro i danesi campioni d’Europa in carica – gol di <strong>Brian Laudrup</strong>, a cui rispose <strong>Sà Pinto</strong> – fu il battagliero <strong>Fernando Couto</strong> a decidere la delicata seconda gara contro la Turchia. La terza gara contro la Croazia vide i portoghesi imporsi con un rotondo 3-0 (gol di <strong>Figo</strong>, <strong>Joao Pinto</strong> e <strong>Domingos</strong>), anche se il risultato fu severo:<strong> Vitor Baia</strong> dovette intervenire più volte per mantenere la porta inviolata.</p>



<p>Il momento-verità furono i quarti di finale contro la Repubblica Ceca, dove il Portogallo partiva con i favori del pronostico: venne fuori una gara oggettivamente bruttina, piena di falli, tatticamente bloccata, rotta solamente dall’incursione di <strong>Karel Poborsky </strong>e dalla sua “scucchiaiata” altissima che finì in fondo al sacco. I talenti portoghesi, pur occupando meglio il campo, non incisero e i mitteleuropei, che fino a quel momento non avevano incantato e non sembravano una squadra in grado di raggiungere la finale – su “La Stampa” pregavano senza nascondersi di non assistere ad un altro torneo con un vincitore così casuale, pari a quello di quattro anni prima – staccarono il pass per le semifinali. I portoghesi vennero bollati come “presuntuosi ed ingarbugliati”, evanescenti nei momenti che contano.</p>



<p>Il Portogallo non partecipò ai mondiali francesi del 1998, mancando per un punto il piazzamento per partecipare ai playoff, venendo scavalcato da una Germania non irresistibile e dall’Ucraina.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il brillante Euro 2000</h2>



<p></p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/02/foot_portugal_england_figo_lu-1024x576.webp" alt="" class="wp-image-23318" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/02/foot_portugal_england_figo_lu-1024x576.webp 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/02/foot_portugal_england_figo_lu-300x169.webp 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/02/foot_portugal_england_figo_lu-768x432.webp 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/02/foot_portugal_england_figo_lu.webp 1468w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">La vittoria contro l&#8217;Inghilterra a Euro 2000</figcaption></figure>



<p></p>



<p>Fu però il 2000 l’anno in cui i lusitani brillarono di più. Nel torneo belga-olandese, il cammino dei portoghesi nel girone fu trionfale, chiuso a punteggio pieno. La prima partita fu una delle più belle di tutta la competizione: Portogallo e Inghilterra diedero spettacolo, con i migliori interpreti al meglio: il destro fatato di <strong>David Beckham </strong>telecomandava palloni che <strong>Scholes </strong>e <strong>McManaman </strong>depositarono in fondo al sacco, mentre le giocate di <strong>Luis Figo</strong> – splendido, il suo tiro all’incrocio dei pali – e le invenzioni da genio superiore di <strong>Rui Costa</strong> costruivano la rimonta da 0-2 a 3-2, con<strong> Joao Pinto</strong> (girata di testa) e <strong>Nuno Gomes</strong> (tiro a scavalcare <strong>Seaman </strong>in uscita) a timbrare il tabellino. </p>



<p>Contro la Romania di <strong>Hagi</strong>, i lusitani invece furono imbrigliati: le individualità migliori non riuscirono a performare sui livelli della partita precedente, ma ci pensò un’incornata di <strong>Costinha </strong>su punizione di <strong>Figo </strong>a consegnare altri tre punti fondamentali per i ragazzi di <strong>Jemei</strong>. La terza partita, contro una Germania depressa e povera, fu un altro trionfo per 3-0, nonostante la squadra infarcita di seconde linee venne guidata da un <strong>Paulo Sousa</strong> con una gamba e un passo ben lontani dalle giornate migliori. </p>



<p>Nei quarti di finale contro la Turchia, la qualificazione alle semifinali arrivò sull’asse <strong>Figo</strong>&#8211;<strong>Nuno Gomes</strong>: il primo distribuiva zuccherini da destra, il secondo concretizzava da cannoniere vero (splendida la torsione sul primo gol). Contro la Francia, invece, i talentuosi lusitani dovettero piegarsi davanti ad una delle più belle prestazioni della carriera di <strong>Zinedine Zidane</strong> – ne abbiamo parlato <a href="https://gameofgoals.it/2021/07/29/i-dieci-grandi-momenti-di-zinedine-zidane-con-la-francia.html">qui </a>– ma poco male, il calcio portoghese poteva ritenersi soddisfatto del percorso intrapreso: Figo era ormai uno dei migliori giocatori del mondo e da anni faceva la differenza a Barcellona a suon di dribbling e di giocate e a fine anno fu giustamente premiato con il Pallone d’Oro; <strong>Manuel Rui Costa</strong> si confermava come uno dei migliori trequartisti in circolazione, con vette di rendimento siderale nel nostro campionato ed una visione di gioco rara, che lo portava a distribuire assist a profusione, mentre <strong>Nuno Gomes</strong>, <strong>Conceiçao</strong>, <strong>Fernando Couto </strong>rappresentavano giocatori di sicuro rendimento in squadre medio-alte, in quello che da anni veniva considerato il campionato più difficile al mondo.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il flop del Mondiale 2002</h2>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="627" height="360" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/02/130422104042-joao-pinto-2002-horizontal-gallery-1.jpg" alt="" class="wp-image-23321" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/02/130422104042-joao-pinto-2002-horizontal-gallery-1.jpg 627w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/02/130422104042-joao-pinto-2002-horizontal-gallery-1-300x172.jpg 300w" sizes="(max-width: 627px) 100vw, 627px" /><figcaption class="wp-element-caption">Proteste portoghesi contro l&#8217;arbitro nel match con la Corea del Sud che segna una precoce eliminazione dei lusitani</figcaption></figure>



<p></p>



<p>Due anni dopo, al Mondiale nippo-coreano – il primo del nuovo millennio – andò in onda uno psicodramma collettivo. Non è necessario in questa sede rinvangare le polemiche sugli allucinanti <em>orrori </em>arbitrali che noi italiani – e spagnoli &#8211; ricordiamo bene, orrori che ci hanno perseguitato fin dalla fase a gironi e di cui quell’arbitro dalle fattezze grassocce di nome<strong> Byron Moreno</strong> rappresenta solamente la punta dell’iceberg.</p>



<p>La tragedia sportiva coinvolse anche la Francia campione del mondo e d’Europa in carica mestamente eliminata ai gironi nonostante la ricca presenza di stelle in squadra, nonché l’Argentina a caccia di una vittoria al mondiale che mancava da 16 anni. Se tali premature eliminazioni furono roboanti, si può dire la stessa cosa riguardo al Portogallo, che fallì clamorosamente la qualificazione agli ottavi di finale, malgrado i favori del pronostico. L’atto primo fu l’incredibile superficialità con cui i lusitani affrontarono gli Stati Uniti, al loro esordio in una coppa del mondo: persero 3-2 e <strong>Luis Figo</strong> ai microfoni nel dopo-partita disse chiaramente «Abbiamo totalmente sbagliato l’approccio alla partita e abbiamo sottovalutato i nostri avversari, non ce li aspettavamo così». </p>



<p>La seconda partita, contro la malcapitata Polonia, fu la reazione rabbiosa dell’animale ferito: 4-0. L’atto secondo della debacle aveva il volto del santone <strong>Guus Hiddink </strong>e quello di un anonimo terzino destro sudcoreano di nome <strong>Song Chong-gug</strong>, che si prese la gloria di cancellare letteralmente dal campo il 7 lusitano, che provò a sfidarlo in uno-contro-uno per 12 volte, e per 12 volte perse il duello.</p>



<p>I portoghesi persero la testa e rimasero prima in dieci – rosso diretto a <strong>Joao Pinto</strong> per un’entrata criminale con il piede a martello – e poi in nove, per l’espulsione di <strong>Beto </strong>per somma di ammonizione. Il giustiziere, manco a dirlo, fu la futura conoscenza del calcio inglese <strong>Park Ji Sung</strong>, che abbatté la sua scure sul collo dei lusitani con un gol di pregevole fattura: sombrero con il destro e tiro a incrociare di sinistro sul palo più vicino.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Lo Special One</h2>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="740" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/02/mourinho-1024x740.webp" alt="" class="wp-image-23323" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/02/mourinho-1024x740.webp 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/02/mourinho-300x217.webp 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/02/mourinho-768x555.webp 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/02/mourinho-1536x1110.webp 1536w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/02/mourinho.webp 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Mourinho al Porto</figcaption></figure>



<p></p>



<p>La debacle orientale non arrestò tuttavia il progresso del calcio portoghese, destinato a crescere ancora di più con l’arrivo di una figura, formatasi a luci spente nelle nebbie degli anni Novanta e destinata a brillare come non mai nel corso del nuovo millennio:<a href="https://gameofgoals.it/2022/05/27/dimmi-jose-trionfi-ed-eccessi-dello-special-one.html"> <strong>José Mourinho</strong></a>, da Setubal.</p>



<p>Il futuro <em>Special One</em> centrò come tutti sanno una storica doppietta Coppa UEFA-Champions League nelle stagioni 2002-03 e 2003-04, lanciando nell’etere giocatori che segneranno il calcio europeo ai massimi livelli e il fedelissimo <strong>Ricardo Carvalho</strong> è uno di questi: difensore centrale, agile ed elegante nei tackle, quasi un Nesta portoghese, senso della posizione e tempismo perfetto, fedelissimo di <em>Mou </em>a tal punto da seguirlo nelle avventure al Chelsea e al Real Madrid. Le prestazioni del 2004 lo mettono in lizza per il Pallone d’Oro, nonché lo premiano come difensore dell’anno. </p>



<p>All’ombra di <strong>Carvalho</strong>, non va dimenticato il terzino destro <strong>Paulo Ferreira</strong>, compagno al Porto, al Chelsea e ovviamente in nazionale, in grado di affermarsi come uno dei migliori interpreti in quel ruolo nel primo decennio degli anni Duemila, mentre a fianco di <strong>Costinha </strong>si affermò il talento superiore di <strong>Anderson Luis de Souza</strong>, meglio conosciuto come <strong>Deco</strong>: uomo-chiave del Porto e mezzala di fantasia della nazionale brasiliana, vivrà l’apice della carriera in maglia blaugrana, diventando nuovamente Campione d’Europa e mettendo in ombra addirittura un certo <strong><a href="https://gameofgoals.it/2021/07/25/xavi-hernandez-luomo-che-giocava-a-scacchi-correndo.html">Xavi</a></strong>.</p>



<p>In Italia abbiamo visto la sua versione appannata, ma anche <strong>Maniche</strong>, centrocampista di sostanza con un eccellente tiro dalla distanza, fu altrettanto decisivo nel Porto e nei tornei con la nazionale: il suo momento più celebre fu senza dubbio il gol all’Olanda negli ottavi di finale di Germania 2006, che consentì ai suoi di passare il turno ed approdare alla delicata sfida con l’Inghilterra, decisa ai rigori da <strong>Cristiano Ronaldo</strong>.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Euro 2004 e Mondiale 2006: la gloria è&#8230; solo sfiorata</h2>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="640" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/02/ronaldo-euro2004-final-inline-1024x640-1.jpg" alt="" class="wp-image-23325" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/02/ronaldo-euro2004-final-inline-1024x640-1.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/02/ronaldo-euro2004-final-inline-1024x640-1-300x188.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/02/ronaldo-euro2004-final-inline-1024x640-1-768x480.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Il 19enne Cristiano Ronaldo sconsolato: il Portogallo va ko in casa nella finale, la Grecia a sorpresa sale sul tetto d&#8217;Europa</figcaption></figure>



<p></p>



<p>Gli Europei 2004 e i Mondiali 2006, che videro pure piazzamenti importanti da parte della nazionale lusitana che arrivò in finale nel primo caso e si arrese solo in semifinale nel secondo, furono una porta, un “passaggio liminale” tra la <em>O Geração de ouro</em> – impregnata di saudade e di malinconia – cominciata negli anni Novanta e la nuova era targata Cristiano Ronaldo, destinato a duellare con un certo<strong><a href="https://gameofgoals.it/2024/03/31/tutte-le-partite-di-lionel-messi-ai-mondiali.html"> Lionel Messi</a></strong> per contendersi lo scettro di migliore giocatore del nuovo millennio.</p>



<p>Il futuro 7 madridista si mise in luce con sprazzi di grande calcio già in queste occasioni – la rete in semifinale contro l’Olanda, il già citato rigore contro l’Inghilterra due anni dopo, per dirne due – ma la stella principale è stata ancora il capitano <strong>Luis Figo</strong>, trascinatore a suon di assist e prestazioni in entrambi i tornei.</p>



<p>Abbiamo aperto il pezzo con il concetto di <em>saudade,</em> ossia la malinconia e il rimpianto per qualcosa che si è perso o forse addirittura non si è mai avuto. Se devo scegliere due momenti calcistici del Portogallo 2004-2006 che incarnano pienamente questa espressione, la mia risposta cade inevitabilmente su due episodi, in cui il protagonista è, manco a dirlo, il pallone d’oro del 2000. </p>



<p>Il primo riguarda la finale casalinga contro la Grecia, dal sapore amarissimo: come noto, <strong>Charisteas </strong>con un colpo di testa fu il boia che costò ai padroni di casa il titolo. Nell’assalto all’arma bianca nel finale di partita, alla ricerca del pareggio della speranza, <strong>Figo </strong>ricevette palla al limite dell’area, chiuso dai difensori greci. Il gioco di gambe, quasi da funambolo, che il suo genio gli dettò lo portò a ritagliarsi un piccolo spazio per concludere, ma il suo diagonale mancino passò a pochi centimetri dal palo e sfilò sul fondo, mozzando il respiro a tutti i tifosi greci.</p>



<p>Il secondo episodio è analogo: nella semifinale contro la Francia, <strong>Cristiano Ronaldo</strong> su calcio di punizione dalla distanza tirò un missile che <strong>Barthez </strong>smanacciò in maniera goffa, la palla arrivò a <strong>Figo </strong>che di testa dal limite dell’area piccola, ostacolato da un compagno, mise alto di poco. Sarebbe stato il gol del pareggio.</p>



<p>Cosa sarebbe successo, se almeno uno di questi due palloni fosse entrato, lo sa solo il destino. Forse sarebbe arrivata una coppa, forse non sarebbe successo nulla, ma tra il rimpianto e la malinconia calava il sipario sulla <em>Geração de ouro</em>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2025/02/25/portogallo-la-generazione-doro-a-un-passo-dal-sogno.html">Portogallo, la Generazione d&#8217;oro a un passo dal sogno</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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		<title>Euro 1984: semifinale Francia-Portogallo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Claudia Fragapane]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Jul 2024 12:40:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;Europeo più dominante di sempre da parte di un singolo giocatore è stato quello del 1984, quando Michel Platini trascinò la Francia al successo continentale [&#8230;]</p>
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<p class="has-drop-cap">L&#8217;Europeo più dominante di sempre da parte di un singolo giocatore è stato quello del 1984, quando <strong><a href="https://gameofgoals.it/2023/10/24/michel-platini-il-re-del-calcio-francese.html">Michel Platini</a></strong> trascinò la Francia al successo continentale con 9 gol in 5 partite e prestazioni stratosferiche.</p>



<p>Qui ci concentriamo sulla sfida probabilmente più bella ed elettrizzante, la semifinale contro il Portogallo risolta ai supplementari.</p>



<p></p>



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		<title>Euro 2024, quarti di finale: Francia solida, ma Mbappé non c&#8217;è. Che bravi Yamal e Guler</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Niccolo Mello]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Jul 2024 22:27:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina: Maignan esulta con Theo Hernandez, la Francia è in semifinale Meritava il Portogallo, ed è passata la Francia. Meritava la Svizzera, ed [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2024/07/06/euro-2024-quarti-di-finale-francia-solida-ma-mbappe-non-ce-che-bravi-yamal-e-guler.html">Euro 2024, quarti di finale: Francia solida, ma Mbappé non c&#8217;è. Che bravi Yamal e Guler</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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<p class="has-text-align-right"><em>Immagine di copertina: Maignan esulta con Theo Hernandez, la Francia è in semifinale</em></p>



<p class="has-drop-cap">Meritava il Portogallo, ed è passata la Francia. Meritava la Svizzera, ed è passata l&#8217;Inghilterra. Meritava la Turchia, ed è passata l&#8217;Olanda. La Germania meritava almeno di portare la contesa ai rigori, ma è passata la Spagna con un guizzo a un minuto dalla fine dei supplementari e dopo un rigore palese non assegnato ai tedeschi dal VAR (ma c&#8217;era fuorigioco di un tedesco nell&#8217;azione prima?). <br>È il calcio. Uno sport diverso dal tennis o dal basket, dove non sempre chi merita vince.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">La conferma</h2>



<p></p>



<p>La <strong>Francia </strong>non ha ancora segnato un gol su azione. E sui social fioccano le prese in giro intorno alla squadra allenata da Didier Deschamps, capace di arrivare in semifinale di fatto con un rigore e due autogol. Ma se la Francia è lì, tra le prime quattro, e pur con tutte queste difficoltà, è una straordinaria dimostrazione di forza. La squadra può permettersi di giocare male e di avere un Mbappé fin qui ectoplasmatico, ma è talmente consapevole della propria forza e del proprio valore che diventa difficile da battere. Non gioca bene, perlomeno non nel senso classico del termine (anche perché avendo tanti giocatori figli di immigrati africani che puntano soprattutto sull&#8217;aspetto fisico e agonistico è difficile poter sviluppare un&#8217;ariosa manovra palla a terra), ma è completa, solida in ogni reparto, ricca di elementi che possono modificare lo spartito tattico della gara in ogni momento. E per questo è ancora più temibile.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">La delusione</h2>



<p></p>



<p>Proprio parlando di Francia, la delusione al momento non può che essere <strong>Kylian Mbappé</strong>. Quello che è considerato &#8211; Vinicius Junior permettendo &#8211; il miglior calciatore del globo sta disputando un Europeo pessimo, forse ancora peggiore del 2021, in cui aveva almeno<a href="https://gameofgoals.it/2021/06/15/girone-f-francia-germania-pochi-millimetri-negano-ai-transalpini-una-vittoria-piu-larga.html"> brillato nel match inaugurale contro i tedeschi</a>. Forse la maschera protettiva lo sta limitando, fatto sta che la futura stella del Real Madrid non sembra davvero lui. Anche contro il Portogallo ha disputato una partita decisamente incolore e Deschamps lo ha tolto dal campo. Sarebbe troppo facile, invece, sparare a zero su<strong> Cristiano Ronaldo</strong>, che a 39 anni ha chiuso il suo ultimo Europeo (molto probabilmente) con zero reti in cinque partite e prestazioni mai davvero convincenti (a parte qualche guizzo nelle prime due gare). CR7 è sembrato un corpo totalmente estraneo alla squadra. La colpa che gli rivolgiamo, casomai, è quella di voler insistere a giocare titolare, a pensare di essere ancora un calciatore determinante a certi livelli. Lui per primo dovrebbe, con un bagno di umiltà, rendersi conto che il tempo va avanti per tutti e fare un passo indietro, ritirandosi dalla nazionale oppure scegliendo di entrare nei finali di partita. Cristiano Ronaldo non può più giocare da titolare in un top team, oramai è assodato.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="682" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/07/171022666-d754094f-7c88-4ca2-8c14-a01cbb69e292.jpg" alt="" class="wp-image-20471" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/07/171022666-d754094f-7c88-4ca2-8c14-a01cbb69e292.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/07/171022666-d754094f-7c88-4ca2-8c14-a01cbb69e292-300x200.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/07/171022666-d754094f-7c88-4ca2-8c14-a01cbb69e292-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Mbappé con la maschera: sembra depotenziato</figcaption></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">La sorpresa</h2>



<p></p>



<p>Di grandi sorprese in questi quarti non ve ne sono state, perché le quattro favorite &#8211; sulla carta &#8211; si sono tutte qualificate in semifinale. Forse solo la Germania poteva contare su un pronostico incerto. E allora segnaliamo due giovani talenti su cui vale la pena soffermarsi per il futuro. Sono <strong>Lamine Yamal</strong>, esterno d&#8217;attacco del Barcellona classe 2007, determinante anche nel successo sui tedeschi con i suoi guizzi improvvisi e l&#8217;assist per l&#8217;1-0 di Dani Olmo; e <strong>Arda Guler</strong>, classe 2005, mezzala quasi a tutto campo del Real Madrid, che con la sua Turchia ha sfiorato l&#8217;impresa di estromettere l&#8217;Olanda, e ha giocato una signora partita, tra l&#8217;assist per il gol turco e un palo su punizione da lontano.</p>



<p></p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="577" data-id="20472" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/07/PHOTO-2024-06-15-18-02-57-1024x577.jpg" alt="" class="wp-image-20472" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/07/PHOTO-2024-06-15-18-02-57-1024x577.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/07/PHOTO-2024-06-15-18-02-57-300x169.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/07/PHOTO-2024-06-15-18-02-57-768x433.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/07/PHOTO-2024-06-15-18-02-57.jpg 1118w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Lamine Yamal</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="596" data-id="20473" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/07/arda-guler-1024x596.jpg" alt="" class="wp-image-20473" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/07/arda-guler-1024x596.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/07/arda-guler-300x175.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/07/arda-guler-768x447.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/07/arda-guler.jpg 1170w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Arda Guler</figcaption></figure>
</figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il protagonista</h2>



<p></p>



<p>Posto che sembra essere l&#8217;Europeo dei grandi centrocampisti più che degli attaccanti (tra i protagonisti assoluti segnaliamo <strong>Rodri </strong>della Spagna, <strong>Rice </strong>dell&#8217;Inghilterra, <strong>Xhaka </strong>della Svizzera, il redivivo <strong>Kanté </strong>della Francia) la palma di MVP dei quarti va sicuramente a<strong> Dani Olmo</strong>. Il fantasista del Lipsia, entrato per l&#8217;infortunato Pedri, ha spaccato la partita contro la Germania, trovando il gol dell&#8217;1-0 e servendo poi a Merino il cioccolatino del 2-1. Un giocatore che sa interpretare tanti ruoli e assolvere a tante mansioni, da anni sulla breccia, forse un tantino sottostimato nelle stanze che contano del calcio europeo.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">La top 11</h2>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="940" height="788" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/07/DE-VRIJ-Olanda.jpg" alt="" class="wp-image-20468" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/07/DE-VRIJ-Olanda.jpg 940w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/07/DE-VRIJ-Olanda-300x251.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/07/DE-VRIJ-Olanda-768x644.jpg 768w" sizes="(max-width: 940px) 100vw, 940px" /></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Semifinali</h2>



<p></p>



<p>Martedì 9 luglio<br>Spagna – Francia (Monaco, 21:00)</p>



<p>Mercoledì 10 luglio<br>Paesi Bassi – Inghilterra (Dortmund, 21:00)</p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2024/07/06/euro-2024-quarti-di-finale-francia-solida-ma-mbappe-non-ce-che-bravi-yamal-e-guler.html">Euro 2024, quarti di finale: Francia solida, ma Mbappé non c&#8217;è. Che bravi Yamal e Guler</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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		<title>Euro 2024, ottavi di finale: Diogo Costa para-rigori, Montella unico italiano rimasto</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2024/07/02/euro-2024-ottavi-di-finale-diogo-costa-para-rigori-montella-unico-italiano-rimasto.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Niccolo Mello]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Jul 2024 21:26:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Euro 2024]]></category>
		<category><![CDATA[cristiano ronaldo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina: Diogo Costa, eroe del Portogallo La conferma La Spagna rimane la squadra che convince di più. Perché ai risultati abbina un gioco [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2024/07/02/euro-2024-ottavi-di-finale-diogo-costa-para-rigori-montella-unico-italiano-rimasto.html">Euro 2024, ottavi di finale: Diogo Costa para-rigori, Montella unico italiano rimasto</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-text-align-right"><em>Immagine di copertina: Diogo Costa, eroe del Portogallo</em></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">La conferma</h2>



<p></p>



<p>La <strong>Spagna </strong>rimane la squadra che convince di più. Perché ai risultati abbina un gioco incredibile e una facilità pazzesca di costruire occasioni e trovare la via della rete, pur non disponendo di un centravanti di elevato respiro internazionale (Morata è un ottimo attaccante, non oltre). La squadra di De La Fuente inoltre sta andando in gol con tanti giocatori diversi, ulteriore riprova di una forza complessiva che nessuno dovrà sottovalutare. Anche se il prossimo ostacolo sarà particolarmente insidioso ed è rappresentato da una Germania padrona di casa che concede molto in difesa, ma ha esperienza e pedigree per fare male a una retroguardia spagnola non impenetrabile. Ci si aspetta un match spettacolare, dall&#8217;alto contenuto tecnico, ricco di gol ed emozioni. Splendida la sfida a distanza dei giovani talenti: Yamal-Williams da una parte e Musiala-Wirtz dall&#8217;altra.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/07/lamine-yamal-e-nico-williams-1024x576.webp" alt="" class="wp-image-20411" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/07/lamine-yamal-e-nico-williams-1024x576.webp 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/07/lamine-yamal-e-nico-williams-300x169.webp 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/07/lamine-yamal-e-nico-williams-768x432.webp 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/07/lamine-yamal-e-nico-williams-1536x864.webp 1536w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/07/lamine-yamal-e-nico-williams.webp 1560w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Lamine Yamal e Nico Williams, stelle di Spagna</figcaption></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">La delusione</h2>



<p></p>



<p>È facile da individuare la grande delusione degli ottavi: l&#8217;<strong>Italia</strong>. Non ci sono scuse, non ci sono alibi. La nazionale di Spalletti è stata un flop e ha concluso mestamente la propria spedizione con <a href="https://gameofgoals.it/2024/06/30/ottavi-italia-svizzera-0-2-si-salva-solo-donnarumma-il-resto-e-un-disastro.html">una sconfitta bruciante contro la Svizzera</a>. Bruciante soprattutto per come è arrivata: zero idee, zero gioco, zero incisività. <a href="https://gameofgoals.it/2024/07/01/le-pagelle-degli-azzurri-donnarumma-unica-luce-tante-insufficienze-gravi.html">Donnarumma a parte, difficile trovare un azzurro da salvare</a>. Ma anche l&#8217;allenatore ha delle colpe perché non è mai riuscito a dare alla squadra un&#8217;identità: ha cambiato quattro formazioni in quattro partite, ha messo tanti elementi fuori ruolo. Antonio Conte, con una nazionale da centrocampo in su ancora più debole di questa a Euro 2016 (c&#8217;erano Zaza, Pellé, Eder, Giaccherini, De Sciglio, Parolo tra i titolari&#8230;) aveva sconfitto Belgio e Spagna e perso ai rigori contro una super Germania nei quarti. Federazione, allenatore, squadra e movimento nel suo complesso: in Italia è tutto da rifondare, o quasi.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">La sorpresa</h2>



<p></p>



<p>Sorpresa per come l&#8217;Austria aveva giocato nel girone. Sorpresa perché forse, sulla carta, è la meno quotata delle otto qualificate ai quarti. È la <strong>Turchia </strong>di Vincenzo Montella, l&#8217;ultimo italiano rimasto in gara&#8230; Contro gli austriaci la squadra del Bosforo ha giocato un calcio veloce e verticale, trovando nello stopper ex Juventus Demiral un bomber d&#8217;eccezione (due reti da corner). A illuminare la scena anche la qualità del 2005 Arda Guler, che sa fare un po&#8217; tutto (attaccante, mezzala, regista) e ha vestito i panni del leader nei momenti in chiave, in assenza dello squalificato Calhanoglu, che tornerà per i quarti contro l&#8217;Olanda.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/07/demiral-1200x675-1-1024x576.webp" alt="" class="wp-image-20410" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/07/demiral-1200x675-1-1024x576.webp 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/07/demiral-1200x675-1-300x169.webp 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/07/demiral-1200x675-1-768x432.webp 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/07/demiral-1200x675-1.webp 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Demiral, doppietta decisiva per la Turchia che vola ai quarti</figcaption></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il protagonista</h2>



<p></p>



<p>Viriamo su un portiere: quello del Portogallo, <strong>Diogo Costa</strong>, il classe &#8217;99 che gioca nel Porto e che contro la Slovenia ha neutralizzato ben tre rigori nella lotteria finale. A quattro erano arrivati <a href="https://gameofgoals.it/2019/03/27/1986-finale-steaua-bucarest-barcellona-2-0-dcr-0-0.html">il romeno dello Steaua Bucarest Helmuth Duckadam nella finale di Coppa Campioni 1986 contro il Barcellon</a>a e<a href="https://gameofgoals.it/2021/07/02/libertadores-1989-finale-ritorno-nacional-medellin-olimpia-asuncion-2-0-7-4-dcr.html"> il colombiano del Nacional Medellin René Higuita nella finale di Libertadores 1989 contro l&#8217;Olimpia Asuncion</a>. Diogo Costa, già straordinario su Sesko nei supplementari, si è confermato un para-rigori straordinario e un portiere di assoluto livello. Oltre che spingere i lusitani ai quarti, le sue parate hanno messo una pezza agli errori sottoporta del totem Cristiano Ronaldo, che in partita aveva pure sbagliato un penalty, ipnotizzato da Oblak. Da evidenziare anche la doppietta di <strong>Demiral </strong>all&#8217;Austria e la prestazione totale di <strong>Nico Williams</strong> della Spagna, a oggi forse il miglior giocatore di questo Europeo.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">La top 11</h2>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="940" height="788" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/07/DEMIRAL-Turchia.jpg" alt="" class="wp-image-20409" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/07/DEMIRAL-Turchia.jpg 940w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/07/DEMIRAL-Turchia-300x251.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/07/DEMIRAL-Turchia-768x644.jpg 768w" sizes="(max-width: 940px) 100vw, 940px" /></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il programma dei quarti</h2>



<p></p>



<p><strong>Spagna-Germania</strong>&nbsp;(venerdì 5 luglio, ore 18)<br><strong>Portogallo-Francia</strong>&nbsp;(venerdì 5 luglio, ore 21)<br><strong>Olanda-Turchia</strong>&nbsp;(sabato 6 luglio, ore 18)<br><strong>Inghilterra-Svizzera</strong>&nbsp;(sabato 6 luglio, ore 21)</p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2024/07/02/euro-2024-ottavi-di-finale-diogo-costa-para-rigori-montella-unico-italiano-rimasto.html">Euro 2024, ottavi di finale: Diogo Costa para-rigori, Montella unico italiano rimasto</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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		<title>Euro 2024, 3ª giornata: miracolo Georgia, strepitosa Austria</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2024/06/27/euro-2024-3a-giornata-miracolo-georgia-strepitosa-austria.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Niccolo Mello]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Jun 2024 20:26:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Euro 2024]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina: l&#8217;esultanza della Georgia, qualificata agli ottavi La conferma La Spagna è l&#8217;unica che chiude a punteggio pieno, superando l&#8217;Albania di misura pur [&#8230;]</p>
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<p class="has-text-align-right"><em>Immagine di copertina: l&#8217;esultanza della Georgia, qualificata agli ottavi</em></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">La conferma</h2>



<p></p>



<p>La <strong>Spagna </strong>è l&#8217;unica che chiude a punteggio pieno, superando l&#8217;Albania di misura pur imbottita di riserve. La formazione di De La Fuente è stata quella che ha espresso il calcio più propositivo e brillante della fase a gironi, anche se ora si troverà nella parte di tabellone più complicata. Difesa per ora solida, a dispetto di nomi non eccezionali (zero gol incassati), centrocampo di qualità e palleggio, attacco che si basa sul talento e la freschezza dei due esterni <em>colored </em>Yamal e Williams: basterà per centrare il titolo?</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="768" height="434" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/06/6679d4ad196c2.r_d.1379-1111-3342.jpeg" alt="" class="wp-image-20337" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/06/6679d4ad196c2.r_d.1379-1111-3342.jpeg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/06/6679d4ad196c2.r_d.1379-1111-3342-300x170.jpeg 300w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><figcaption class="wp-element-caption">Ferran Torres, gol decisivo per la Spagna contro l&#8217;Albania</figcaption></figure>



<p></p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">La delusione</h2>



<p></p>



<p>Per non ripeterci, visto che <strong>Francia </strong>e <strong>Inghilterra </strong>continuano a non incantare (e i pareggi contro Polonia e Slovenia sono stati davvero difficoltosi, con poche occasioni e un gioco lento e prevedibile), citiamo la <strong>Croazia</strong>. La squadra di Dalic sembra essere arrivata alla fine del ciclo più straordinario della sua storia, che non ha portato trofei, ma un elevato status internazionale sì, con un argento e un bronzo mondiali e la finale di Nations League (e scusate se è poco per una nazione di 3,8 milioni di abitanti). È vero che nell&#8217;eliminazione di Modric e compagni c&#8217;è anche un po&#8217; di sfortuna &#8211; gol subito contro l&#8217;Albania al 96&#8242; e contro l&#8217;Italia al 98&#8242; &#8211; ma l&#8217;impressione è stata comunque quella di una squadra lenta, troppo compassata e incapace di cambiare passo nel momento decisivo.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">La sorpresa</h2>



<p></p>



<p>Aveva già stupito l&#8217;Europa qualificandosi, attraverso ai playoff, al Campionato Europeo per la prima volta nella sua storia. Ma ora la <strong>Georgia </strong>ha saputo andare addirittura oltre: il pareggio con la Repubblica Ceca e soprattutto la grandissima vittoria su un Portogallo già qualificato e con molte seconde linee ha permesso all&#8217;ex nazionale sovietica di raggiungere gli ottavi. Per Kvaratskhelia e compagni un&#8217;impresa da trascrivere negli annali. E ora contro la Spagna non avrà davvero nulla da perdere. Quasi altrettanto sorprendente, e ugualmente degno di menzione, è il primo posto dell&#8217;<strong>Austria</strong> nel girone D, davanti a Francia e Olanda.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il protagonista</h2>



<p></p>



<p>Ne indichiamo due: il primo è <strong>Marcel Sabitzer</strong>, leader e simbolo dell&#8217;Austria, il cui gol ha dato alla squadra di Rangnick un clamoroso primo posto nel girone D davanti a Francia e Olanda; il secondo è la stella del Napoli <strong>Khvicha Kvaratskhelia</strong>, che ha segnato l&#8217;1-0 della Georgia nel match contro il Portogallo consegnando ai suoi una ancora più incredibile qualificazione agli ottavi.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-4 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" data-id="20335" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/06/sabitzer-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-20335" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/06/sabitzer-1024x683.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/06/sabitzer-300x200.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/06/sabitzer-768x512.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/06/sabitzer.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Sabitzer</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="614" data-id="20336" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/06/kvaratskhelia.georgia.esulta.2023.24.1440x864-1024x614.jpg" alt="" class="wp-image-20336" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/06/kvaratskhelia.georgia.esulta.2023.24.1440x864-1024x614.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/06/kvaratskhelia.georgia.esulta.2023.24.1440x864-300x180.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/06/kvaratskhelia.georgia.esulta.2023.24.1440x864-768x461.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/06/kvaratskhelia.georgia.esulta.2023.24.1440x864.jpg 1440w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Kvaratskhelia</figcaption></figure>
</figure>



<p></p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">La top 11</h2>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="940" height="788" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/06/BASTIA-Venezuela.jpg" alt="" class="wp-image-20339" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/06/BASTIA-Venezuela.jpg 940w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/06/BASTIA-Venezuela-300x251.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/06/BASTIA-Venezuela-768x644.jpg 768w" sizes="(max-width: 940px) 100vw, 940px" /></figure>



<p></p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il programma degli ottavi</h2>



<p></p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Svizzera-Italia (sabato 30 giugno ore 18)</li>



<li>Germania-Danimarca (sabato 30 giugno ore 21)</li>



<li>Inghilterra-Slovacchia(domenica 30 giugno ore 18)</li>



<li>Spagna-Georgia (domenica 30 giugno ore 21)</li>



<li>Francia-Belgio (lunedì 1° luglio ore 18)</li>



<li>Portogallo-Slovenia (lunedì 1° luglio ore 21)</li>



<li>Romania-Olanda (martedì 2 luglio ore 18)</li>



<li>Austria-Turchia (martedì 2 luglio ore 21)</li>
</ul>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2024/06/27/euro-2024-3a-giornata-miracolo-georgia-strepitosa-austria.html">Euro 2024, 3ª giornata: miracolo Georgia, strepitosa Austria</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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		<title>Euro 2024, 2ª giornata: Inghilterra e Francia, per vincere non bastano i singoli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Niccolo Mello]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Jun 2024 21:02:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Euro 2024]]></category>
		<category><![CDATA[bernardo silva]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina: Harry Kane sembra poco convinto. L&#8217;Inghilterra per ora non sta brillando La conferma Le certezze della 2ª giornata sono tre: la Germania, [&#8230;]</p>
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<p class="has-text-align-right"><em>Immagine di copertina: Harry Kane sembra poco convinto. L&#8217;Inghilterra per ora non sta brillando</em></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">La conferma</h2>



<p></p>



<p>Le certezze della 2ª giornata sono tre: la <strong>Germania</strong>, la <strong>Spagna </strong>e il <strong>Portogallo</strong>, al momento le formazioni più convincenti dell&#8217;Europeo. I tedeschi non hanno forzato, battendo con merito l&#8217;Ungheria malgrado qualche patema di troppo in alcuni momenti; gli spagnoli hanno dominato in lungo e in largo contro l&#8217;Italia (leggi il resoconto <a href="https://gameofgoals.it/2024/06/21/girone-b-spagna-italia-1-0-dominio-iberico-azzurri-tramortiti.html">qui</a>) meritando ben al di là dell&#8217;1-0 finale; mentre i portoghesi si sono sbarazzati con grande autorevolezza di una Turchia temibile e che aveva mostrato ottime cose al debutto contro la Georgia.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">La sorpresa</h2>



<p></p>



<p>Forse è stata una sorpresa fino a un certo punto, ma la <strong>Danimarca</strong> che ferma sul pari l&#8217;Inghilterra, facendo tremare a lungo i più quotati avversari, è stato sicuramente qualcosa di inaspettato. I danesi sono riusciti così a &#8220;vendicare&#8221; almeno in parte la sconfitta patita contro Kane e compagni nella semifinale dell&#8217;Europeo 2021. La squadra di Kasper Hjulmand conferma di essere una formazione tosta, che pratica un calcio collettivo e che bada al sodo.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">La delusione</h2>



<p></p>



<p>Si può parlare di delusione per due squadre in testa ai rispettivi gironi? Sì, se le squadre in questione sono le favorite assolute per la vittoria dell&#8217;Europeo. <strong>Francia </strong>e <strong>Inghilterra</strong>, nei pareggi striminziti contro Olanda e Danimarca, hanno confermato le perplessità già mostrate nelle due vittorie poco brillanti dell&#8217;esordio contro Austria e Serbia. Ovvero: si tratta di due formazioni che si affidano principalmente ai colpi dei tanti singoli di valore, ma giocano pochissimo di squadra. Come evidenziato in un ottimo articolo de &#8220;Il Post&#8221; <a href="https://www.ilpost.it/2024/06/18/europei-2024-francia-inghilterra-favorite-come-giocano/">qui</a>, per il momento può anche bastare. Ma andando avanti nella competizione, quando si troveranno di fronte formazioni più forti, sarà necessario che francesi e inglesi migliorino sensibilmente il gioco d&#8217;insieme. Altrimenti il talento individuale potrebbe non bastare per vincere.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il protagonista</h2>



<p></p>



<p>Ha fatto letteralmente ammattire la difesa italiana con i suoi dribbling e le sue serpentine. E solo un grandissimo Donnarumma ha evitato che <strong>Nico Williams</strong> finisse nel tabellino dei marcatori. L&#8217;esterno offensivo classe 2001 dell&#8217;Athletic Bilbao è stato il migliore in campo nella convincente vittoria delle Furie Rosse contro gli azzurri di Luciano Spalletti e promette di continuare a disputare un Europeo ad alto livello. Nel calcio spagnolo sembra essere nata una nuova stella.</p>



<p></p>



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</div><figcaption class="wp-element-caption">Scampoli di Nico Williams contro l&#8217;Italia</figcaption></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">La top 11</h2>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="940" height="788" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/06/DONNARUMMA-Italia.jpg" alt="" class="wp-image-20301" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/06/DONNARUMMA-Italia.jpg 940w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/06/DONNARUMMA-Italia-300x251.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/06/DONNARUMMA-Italia-768x644.jpg 768w" sizes="(max-width: 940px) 100vw, 940px" /></figure>



<p></p>
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