<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Italia 90 Archivi - Game of Goals</title>
	<atom:link href="https://gameofgoals.it/tag/italia-90/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://gameofgoals.it/tag/italia-90</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Sat, 09 May 2026 16:00:04 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.8.5</generator>

<image>
	<url>https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2020/07/cropped-Favicon-32x32.png</url>
	<title>Italia 90 Archivi - Game of Goals</title>
	<link>https://gameofgoals.it/tag/italia-90</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Tutto molto bello: addio a Bruno Pizzul, maestro di calcio</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2025/03/05/tutto-molto-bello-addio-a-bruno-pizzul-maestro-di-calcio.html</link>
					<comments>https://gameofgoals.it/2025/03/05/tutto-molto-bello-addio-a-bruno-pizzul-maestro-di-calcio.html#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Mar 2025 14:41:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Addetti ai lavori]]></category>
		<category><![CDATA[azzurri]]></category>
		<category><![CDATA[bruno pizzul]]></category>
		<category><![CDATA[dino baggio]]></category>
		<category><![CDATA[italia]]></category>
		<category><![CDATA[Italia 90]]></category>
		<category><![CDATA[nando martellini]]></category>
		<category><![CDATA[rino tommasi]]></category>
		<category><![CDATA[tutto molto bello]]></category>
		<category><![CDATA[USA '94]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://gameofgoals.it/?p=23525</guid>

					<description><![CDATA[<p>Si è spento a tre giorni dal suo 87° compleanno Bruno Pizzul, indimenticato maestro di calcio e di giornalismo, voce della nazionale italiana in tante [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2025/03/05/tutto-molto-bello-addio-a-bruno-pizzul-maestro-di-calcio.html">Tutto molto bello: addio a Bruno Pizzul, maestro di calcio</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-drop-cap">Si è spento a tre giorni dal suo 87° compleanno <strong>Bruno Pizzul</strong>, indimenticato maestro di calcio e di giornalismo, voce della nazionale italiana in tante edizioni di Mondiali ed Europei. Giuseppe Raspanti e Alessandro Sartore tratteggiano due ritratti del grande telecronista.</p>



<p></p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Una voce rassicurante, capace di conquistare tutti</h3>



<p class="has-text-align-center has-medium-font-size"><em>di Giuseppe Raspanti</em></p>



<p>Lo spegnersi delle voci, magari una a una e nel modo che ci siamo abituati a considerare naturale, non è un bel segnale. E quando queste voci sono state proprio tali nella nostra vita, parenti dal volto sconosciuto eppur quasi quotidiani per abitudine perfino affettuosa, il loro spegnersi avvicina in modo preoccupante il silenzio, il vuoto.</p>



<p><strong>Bruno Pizzul</strong>, andatosene a 86 anni, è stato per anni il nostro delegato in presenza delle partite della Nazionale di Calcio e delle squadre italiane impegnate in qualche competizione internazionale. Di lui sappiamo che era orgogliosamente friulano, che ha giocato nel Catania, che ha lasciato una cattedra di Lettere per fare il telecronista e che non ha mai guidato un’auto in vita sua. </p>



<p>Non sappiamo se fosse tifoso di qualche squadra, ma non possiamo neppure dire, come invece per tanti altri suoi colleghi, se la sua professionalità fosse tale da camuffare qualunque tendenza. Non lo sappiamo per il semplice fatto che la sua carriera, nel senso del prestigio d’evento, è stata fulminea e che lo messo direttamente alle spalle immediate di un monumento del settore come <strong>Nando Martellini</strong>, a occuparsi appunto di azzurri o di italiane contro estere.<br>Con la sua voce incredibile, come vedremo, e inconfondibile, è stato quindi un telecronista con la licenza di parteggiare, di tifare perfino, e quindi di gioire o soffrire insieme ai tanti divanisti che attendevano fiduciosi.</p>



<p>A tal proposito, è opportuno sottolineare che <strong>Pizzul </strong>è stato il primo della stirpe gloriosa delle voci ufficiali della Nazionale a nascere direttamente con la tv, mentre i due suoi grandi predecessori, <strong><a href="https://gameofgoals.it/2024/05/27/nicolo-carosio-e-beppe-viola-due-giganti-del-giornalismo.html">Niccolò Carosio</a></strong> e, appunto, <strong>Nando Martellini</strong> provenivano da esperienze radiofoniche. Un mondo, quello della radio, dove l’attesa era veramente fiduciosa oltre che spasmodica e in cui il modo di raccontare in diretta doveva costruire e popolare l’immaginario. Sia <strong>Carosio </strong>che il suo successore hanno quindi dovuto reinventarsi poi commentatori di immagini e quindi hanno anche dovuto aggiustare stile e attenzione ai dettagli per un pubblico sempre più esigente e meno tollerante alle licenze sulla realtà. </p>



<p>Tranne che sulle questioni arbitrali… <strong>Pizzul</strong>, si diceva, ha avuto il vantaggio di impattare subito con le immagini televisive, ma ha avuto il grande merito di non limitarsi a farne da sottofondo parlato, ma le ha condite con considerazioni tecniche molto competenti e acute, proprio da ex giocatore promettente che aveva sbattuto contro la malasorte di un ginocchio in frantumi. Non raggiungendo certo la verve puntuale ma trasgressiva, di un <a href="https://gameofgoals.it/2025/01/08/rino-tommasi-una-voce-lontana.html"><strong>Rino</strong> <strong>Tommasi</strong></a>, altra voce spenta in questo 2025, <strong>Pizzul </strong>basava la sua professionalità molto alta sulla pacatezza, ereditata da <strong>Martellini </strong>ma insaporita da una punta di brio che lasciava profumare l’aria, e dalla modularità spettacolare dei suoi toni. </p>



<p>Non si capiva, finché molti anni dopo è vista la sua figura imponente colloquiare in qualche salotto televisivo, se il suo fosse un vezzo, un espediente voluto o se la sua voce costituisse un fenomeno più unico che raro, spiazzante ma gradevole. Un suono profondo, da baritono al limite del basso, ma striato da note acute, quasi di falsetto e uscite a caso e inaspettate, con un ritorno poi alla tonalità iniziale che colorava ogni sua frase come fosse un paesaggio colto di passaggio, dal finestrino di un treno in corsa. Sembra tutto ciò un elemento superfluo, una caratteristica curiosa e poco più, ma crediamo che nel periodo così attento agli urti, così giocoforza piatto e rassicurante, lontano per patto d’assunzione a ogni vaga idea di disallineamento, avere nell’intonazione quell’impennata ironica, quella deviazione nell’altrove, fosse una dote non trascurabile, un’acuta spia di personalità. </p>



<p>Con <strong>Pizzul</strong>, nella tv di Stato e per le partite delle squadre di Stato, nasce uno stile. E quello stile, oggi vogliamo riecheggiare, da quel passaggio a <strong>Dino Baggio</strong> alle Domeniche Sportive estive, dal tiro uscito di un niente alle confessioni di un friulano in Sicilia. E poi, uscendo dal calcio, dalla lunga telecronaca dell’arrivo del nuovo millennio, dalle Samoa a Roma, alla chiacchierata con <strong>Augias </strong>in cui ha confessato, con un’ironia finalmente libera, di aver sempre preferito un buon​ bicchiere in più di Ribolla Gialla alla guida di un’automobile: ‘Guida meno, ricordati che devi bere’ dicono in Friuli. <br>Grazie, Bruno. Il silenzio ti sia di conforto.</p>



<p></p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center has-large-font-size">Garbato e misurato, è stato un&#8217;icona del nostro giornalismo</h3>



<p class="has-text-align-center has-medium-font-size"><em>di Alessandro Sartore</em></p>



<p></p>



<p>“Signori all&#8217;ascolto, buonasera. Siete collegati in diretta con lo stadio&#8221; le parole con cui <strong>Bruno Pizzul</strong> salutava i telespettatori in avvio di telecronaca ci dicono molto dell’uomo e del professionista che è stato. </p>



<p>Garbato e competente, dotato di misura tanto nei momenti felici quanto in quelli drammatici, di lui ricorderemo sempre le tante telecronache degli azzurri &#8211; ha raccontato tutte le partite della Nazionale tra il 1986 ed il 2002, dalle ‘Notti magiche’ di Italia ’90 all’amara eliminazione contro la Corea del Sud nei Mondiali nippo-coreani &#8211; e delle nostre squadre italiane nelle coppe internazionali.</p>



<p>Nel 1985 fu il commentatore della finale di <a href="https://gameofgoals.it/2019/02/28/1985-finale-juventus-liverpool-1-0.html">Coppa Campioni tra Juventus e Liverpool</a> nella tragica notte dell’Heysel. Di quella telecronaca restano nella memoria il perfetto tono del racconto giornalistico “Lo sportivo esulti per questo successo della Juve e del calcio italiano” furono le sue parole al fischio finale, a cui però aggiunse “L’uomo conservi l’amarezza e il dolore di una serata resa luttuosa da quanto accaduto prima”. </p>



<p>Icona del giornalismo italiano, raccolse il testimone di prima voce della Nazionale da un altro grande professionista quale <strong>Nando Martellini</strong>. Nonostante abbia accompagnato il cammino degli Azzurri in cinque Mondiali e quattro Europei, a <strong>Pizzul </strong>è mancata la gioia di raccontare una vittoria ‘importante’, ma è ugualmente entrato nel cuore degli sportivi italiani, che in queste ore lo stanno salutando con grande affetto.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="La Magia di Baggio: La voce emozionante di Bruno Pizzul" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/TaJa2ZHBTRs?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2025/03/05/tutto-molto-bello-addio-a-bruno-pizzul-maestro-di-calcio.html">Tutto molto bello: addio a Bruno Pizzul, maestro di calcio</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://gameofgoals.it/2025/03/05/tutto-molto-bello-addio-a-bruno-pizzul-maestro-di-calcio.html/feed</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Totò Schillaci e il ricordo delle &#8220;Notti magiche&#8221;</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2024/09/19/toto-schillaci-e-il-ricordo-delle-notti-magiche.html</link>
					<comments>https://gameofgoals.it/2024/09/19/toto-schillaci-e-il-ricordo-delle-notti-magiche.html#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Raspanti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Sep 2024 06:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pedatori]]></category>
		<category><![CDATA[Azeglio Vicini]]></category>
		<category><![CDATA[giappone]]></category>
		<category><![CDATA[inter]]></category>
		<category><![CDATA[Italia 90]]></category>
		<category><![CDATA[juventus]]></category>
		<category><![CDATA[nazionale]]></category>
		<category><![CDATA[roberto baggio]]></category>
		<category><![CDATA[salvatore schillaci]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://gameofgoals.it/?p=21357</guid>

					<description><![CDATA[<p>Totò Schillaci ha vissuto da intruso in un mondo di stelle osannate e lo ha fatto, fin che gli è riuscito, senza modificare la sua [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2024/09/19/toto-schillaci-e-il-ricordo-delle-notti-magiche.html">Totò Schillaci e il ricordo delle &#8220;Notti magiche&#8221;</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-drop-cap"><strong>Totò Schillaci </strong>ha vissuto da intruso in un mondo di stelle osannate e lo ha fatto, fin che gli è riuscito, senza modificare la sua indole e il suo comportamento, schietto e ruvido. Figlio del Sud più a Sud che si possa immaginare, quello dei borghi di periferia di una Palermo che, nel 1964 in cui nacque, doveva fare i conti con l’acqua corrente che nella case arrivava due ore al dì a giorni alterni e in cui al centro delle vie strette tra case vocianti e panni stesi, invece che la linea di mezzeria, scorreva il rigagnolo della fogna a cielo aperto, <strong>Schillaci </strong>con tutta probabilità aveva imparato a tirar di pallone su quei terreni poco asciutti e poco sani.</p>



<p>Lui ebbe la fortuna di imparare alla svelta e di aver quel talento che lo sottrasse, almeno in parte, ad altri destini cui i suoi coetanei, figli come lui del poco e del niente, ad altre carriere molto meno nobili e lusinghiere. Erano gli anni in cui Palermo, evidente ganglio di interessi di malaffare e coacervo di scontri tra famiglie di potenza occulta ma totalizzante, scoppiavano automobili, perlopiù Giuliette Alfa Romeo, come mortaretti. Ad avvisare, a rimarcare, a zittire. E i quartieri come quello in cui venne al mondo <strong>Schillaci Salvatore </strong>erano terreni di reclutamento per i futuri picciotti, quelli che avrebbero dovuto far cambiare pelle all’organizzazione trasformando la vecchia e desueta richiesta del ‘pizzo’ nel ben più remunerativo commercio di sostanze stupefacenti. </p>



<p>Il tutto finalizzato non solo e non tanto ad arricchirsi, quanto a reperire fondi per avviare attività pulite, belle e inappuntabili in tutta Italia, imprese anche molto importanti e ligie al centesimo e alla virgola verso le leggi fiscali. Totò ai primi anni settanta era già un mago del pallone, faceva serpentine intorno ai rigagnoli, sempre quelli, e nessuno sapeva fermarlo. Quando il suo destino lo mise in un campo vero, anche se spelacchiato e perlopiù quasi sabbioso, il suo talento non passò inosservato. </p>



<p>Fu ingaggiato con fratello e cugino da una piccola squadra locale, la Amat Palermo, diversi operatori parlavano in città di lui come futura stella rosanero del Palermo vero. Invece, la sua storia operaia lo portò in C2 al Messina dove, riuscendo ad apprendere e ad affinare carattere tecnica non accontentandosi quindi del solo talento, è riuscito a rendere ancora più luminosa la sua luce e ad attirare l’attenzione del Calcio che conta. Il quale Calcio da un lato gli ha aperto le porte più prestigiose, come Juve, Nazionale ai Mondiali e Inter, mentre dall’altro non gli ha mai risparmiato diffidenza e perfino un certo distacco, ponendo più l’attenzione sui certi suoi atteggiamenti naif e considerati fuori luogo che sulla bontà del suo gioco e sull’incredibile efficacia sotto rete.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="538" data-id="21359" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/09/b6bfa8a6-3010-4cf2-b7cf-12a14b445921-1024x538.webp" alt="" class="wp-image-21359" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/09/b6bfa8a6-3010-4cf2-b7cf-12a14b445921-1024x538.webp 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/09/b6bfa8a6-3010-4cf2-b7cf-12a14b445921-300x158.webp 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/09/b6bfa8a6-3010-4cf2-b7cf-12a14b445921-768x403.webp 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/09/b6bfa8a6-3010-4cf2-b7cf-12a14b445921-1536x806.webp 1536w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/09/b6bfa8a6-3010-4cf2-b7cf-12a14b445921.webp 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="576" data-id="21360" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/09/toto-schillaci-inter-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-21360" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/09/toto-schillaci-inter-1024x576.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/09/toto-schillaci-inter-300x169.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/09/toto-schillaci-inter-768x432.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/09/toto-schillaci-inter.jpg 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
</figure>



<p class="has-text-align-center">Schillaci in maglia Juventus e in maglia Inter</p>



<p></p>



<p>Senza volere approfondire troppo, si può tranquillamente sostenere che ciò che per altri giocatori ha costituito quasi un elemento di distinzione o, comunque, un lato importante e caratterizzante il proprio personaggio e il proprio cliché, a Totò non è stato perdonato. E quando i casi nella vita l’hanno portato a confrontarsi con colleghi altrettanto famosi, capitavano sempre due cose anomale nel Calcio dell’epoca, e anche in quello attuale: l’episodio, anche privato, da spogliatoio, veniva sempre alla luce e Schillaci immancabilmente soccombeva. </p>



<p>Eppure, era stato l’eroe popolarissimo dell’Italia dei <a href="https://gameofgoals.it/category/viste-per-voi/mondiali/mondiale-1990">Mondiali del ’90</a>, il picciotto dagli occhi spiritati che sembra giocare a pallone in dialetto siculo, me che segna sempre, che segna un gol a partita e ci porta quasi in finale. Capocannoniere, eletto miglio giocatore del torneo e, fine anno, vice Pallone d’Oro dietro <strong>Matthaus</strong>. <em>‘Miii e cu è ‘sto ccà? Nu picciuotto di nosti?</em>’ (Ehi, ma chi è questo? Uno di noi?). Sì, anche con tanti allori, Totò era rimasto uno legato a se stesso e questo, forse a ragione forse a torto, ha finito per scavargli un vuoto intorno, almeno qui in Italia. </p>



<p>Allontanato dall’Inter prima della fine del secondo campionato in nerazzurro per ragioni rimaste oscure, <strong>Schillaci </strong>è emigrato in un Giappone ancora molto acerbo, ma molto affamato, di Football. È il 1994 quando <strong>Salvatore Schillaci</strong>, detto Totò, lascia l’Italia, solo quattro anni dopo aver sfiorato la gloria senza confini ed è lì, a nostro avviso, sulla scaletta dell’aereo per Tokio, trent’anni fa, che Totò ha avuto la certezza della fine e che il fato ha cominciato a rosicchiargli gli organi. Quelli di un umile ragazzo di borgo palermitano, compagno di giochi e di rischi di chi, come lui, va in Paradiso, ma ci rimane un giorno solo. </p>



<p>Oggi Totò ha terminato quel viaggio e magari, negli ultimi bagliori della sua memoria, si è rivisto <em>picciriddu</em> in canottiera e mutande, a piedi scalzi nel vicolo con il rigagnolo in mezzo, a scartare tutti e a battere i tedeschi in finale.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Salvatore Schillaci - Italia 1990 - 6 goals" width="1200" height="900" src="https://www.youtube.com/embed/QQnM9OcJ8tw?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2024/09/19/toto-schillaci-e-il-ricordo-delle-notti-magiche.html">Totò Schillaci e il ricordo delle &#8220;Notti magiche&#8221;</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://gameofgoals.it/2024/09/19/toto-schillaci-e-il-ricordo-delle-notti-magiche.html/feed</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Come Sepp Herberger ha plasmato il calcio tedesco</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2022/06/14/come-sepp-herberger-ha-plasmato-il-calcio-tedesco.html</link>
					<comments>https://gameofgoals.it/2022/06/14/come-sepp-herberger-ha-plasmato-il-calcio-tedesco.html#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Jo Araf]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jun 2022 10:51:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Strateghi]]></category>
		<category><![CDATA[coppa del mondo]]></category>
		<category><![CDATA[ferenc puskás]]></category>
		<category><![CDATA[fritz walter]]></category>
		<category><![CDATA[germania]]></category>
		<category><![CDATA[guerra fredda]]></category>
		<category><![CDATA[herberger]]></category>
		<category><![CDATA[Italia 90]]></category>
		<category><![CDATA[jurgen klinsmann]]></category>
		<category><![CDATA[lothar matthaus]]></category>
		<category><![CDATA[marco van basten]]></category>
		<category><![CDATA[mondiali]]></category>
		<category><![CDATA[muro di berlino]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://gameofgoals.it/?p=11282</guid>

					<description><![CDATA[<p>Dal Miracolo di Berna del 1954 al “trionfo multiculturale” di Brasile 2014: evoluzione di una delle nazionali più vincenti di sempre</p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2022/06/14/come-sepp-herberger-ha-plasmato-il-calcio-tedesco.html">Come Sepp Herberger ha plasmato il calcio tedesco</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-drop-cap"><strong>Prima del 1954 la Germania non aveva idea di che cosa significasse vincere un torneo importante di calcio</strong>. A dirla tutta, non sapeva nemmeno cosa significasse competere per un simile traguardo. Si trattava di un movimento amatoriale – che in quanto tale presenziava soltanto ai Giochi Olimpici – il quale sarebbe stato destinato a rimanere tale ancora per nove anni, in netto contrasto con quanto era avvenuto circa trent’anni prima in altre nazioni europee. </p>



<p><strong>Il <a href="https://gameofgoals.it/2021/07/18/dallinferno-russo-al-tetto-del-mondo-gli-eroi-della-germania-1954.html">Miracolo di Berna</a></strong> – nome con il quale viene ricordata l’impresa dei tedeschi vittoriosi sulla Squadra d’Oro ungherese nella capitale elvetica – <strong>segnò di fatto un prima e un dopo nella storia del calcio tedesco</strong>. Alcune caratteristiche e peculiarità sarebbero resistite nel corso del tempo: uno zoccolo duro composto da calciatori provenienti da una sola squadra, l’enfasi sul collettivo piuttosto che sul singolo, la capacità di rimontare situazioni di svantaggio, il più delle volte nel corso della finale, l’ottenimento del successo iridato in fasi storiche delicate per il Paese o in circostanze sfavorevoli ai tedeschi da un punto di vista sportivo.</p>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img decoding="async" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/06/Annotazione-2022-06-13-213958.jpg" alt="" class="wp-image-11286" width="559" height="752" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/06/Annotazione-2022-06-13-213958.jpg 656w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/06/Annotazione-2022-06-13-213958-223x300.jpg 223w" sizes="(max-width: 559px) 100vw, 559px" /><figcaption>Sepp Herberger portato in trionfo dai suoi calciatori dopo la vittoria del 1954</figcaption></figure></div>



<p></p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Einfach spielen ist schwer &#8211; Giocare semplice è difficile</p><cite>Questa frase storicamente attribuita a Johan Cruyff era uno dei mantra anche di Herberger</cite></blockquote>



<p>Prima del 1954, però, la Germania era di fatto una comprimaria. Aveva iniziato a rivaleggiare contro le migliori selezioni europee e mondiali nel 1934, anno della Coppa del Mondo disputata in Italia, ottenendo, stando alle previsioni della vigilia, un dignitosissimo terzo posto. Si era dovuta arrendere alla Cecoslovacchia di Nejedly, capocannoniere della competizione ed in quell’occasione autore di una tripletta, ma aveva avuto la meglio dei dirimpettai austriaci nella finale di consolazione disputata a Napoli qualche giorno dopo. La nazionale biancorossa, frustrata dalla bruciante e contestata eliminazione subita contro l’Italia di Vittorio Pozzo, era parsa spossata e priva di energie. Era rimasta orfana del suo fuoriclasse di punta, Matthias Sindelar, infortunatosi al ginocchio in semifinale. <strong>Per la Germania si trattava comunque di una rivalsa: battere l’Austria significava avere la meglio di una nazionale che l’aveva più volte umiliata infliggendole in alcune occasioni delle sonanti goleade</strong>.</p>



<p>Quel risultato valse al tecnico Otto Nerz, un allenatore conosciuto per la sua tendenza ad imporre una disciplina quasi militare non apprezzata da buona parte dei propri calciatori, la riconferma per la Olimpiadi del 1936. Da un punto di vista meramente sportivo, la manifestazione non era in nessun modo comparabile alla Coppa del Mondo: le federazioni potevano iscrivere al torneo solamente calciatori dilettanti. Non ci sarebbero stati i Meazza, i Sindelar, i Sárosi né i principali campioni del panorama britannico.</p>



<p><strong>Tuttavia i tedeschi presero il torneo estremamente sul serio per due ragioni fondamentali: in primis perché la Germania giocava in casa e quindi quale migliore occasione di mostrare la grandeur tedesca, nel calcio come in qualsiasi altra disciplina? Ed in secundis per il fatto che in quella cornice ed in seguito all’exploit del 1934, a Nerz e ai suoi veniva richiesto un salto di qualità</strong>.</p>



<p><strong>I sogni di gloria dei tedeschi tuttavia si infransero ai quarti contro un ostacolo inaspettato, ovvero la Norvegia </strong>del tecnico Asbjorn Halvorsen, ex calciatore con un passato proprio in Germania. &nbsp;Quel giorno, Il 7 agosto del 1936, Hitler aveva presenziato al Poststadion di Berlino. Lui che non aveva mai assistito ad una partita di calcio e non lo amava era stato convinto dal Gauleiter – una sorta di funzionario distrettuale del Reich –&nbsp; di Danzica, tale Albert Forster, del fatto che la Germania avrebbe vinto l’oro. Poi, al secondo gol della Norvegia, si era alzato e se n’era andato.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-gallery columns-3 is-cropped wp-block-gallery-2 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="496" height="722" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/06/Haupstrasse-poco-prima-delle-Olimpiadi-del-1936.jpg" alt="" data-id="11305" data-full-url="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/06/Haupstrasse-poco-prima-delle-Olimpiadi-del-1936.jpg" data-link="https://gameofgoals.it/?attachment_id=11305" class="wp-image-11305" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/06/Haupstrasse-poco-prima-delle-Olimpiadi-del-1936.jpg 496w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/06/Haupstrasse-poco-prima-delle-Olimpiadi-del-1936-206x300.jpg 206w" sizes="(max-width: 496px) 100vw, 496px" /><figcaption class="blocks-gallery-item__caption">Hauptstrasse, Berlino, durante la giornata inaugurale delle Olimpiadi</figcaption></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="880" height="605" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/06/La-porta-di-Brandeburgo-il-giorno-inauguale-dei-Giochi.jpg" alt="" data-id="11307" data-full-url="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/06/La-porta-di-Brandeburgo-il-giorno-inauguale-dei-Giochi.jpg" data-link="https://gameofgoals.it/?attachment_id=11307" class="wp-image-11307" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/06/La-porta-di-Brandeburgo-il-giorno-inauguale-dei-Giochi.jpg 880w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/06/La-porta-di-Brandeburgo-il-giorno-inauguale-dei-Giochi-300x206.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/06/La-porta-di-Brandeburgo-il-giorno-inauguale-dei-Giochi-768x528.jpg 768w" sizes="(max-width: 880px) 100vw, 880px" /><figcaption class="blocks-gallery-item__caption">La Porta di Brandeburgo adornata di svastiche e bandiere olimpiche</figcaption></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="788" height="842" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/06/Jesse-Owens.jpg" alt="" data-id="11306" data-full-url="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/06/Jesse-Owens.jpg" data-link="https://gameofgoals.it/?attachment_id=11306" class="wp-image-11306" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/06/Jesse-Owens.jpg 788w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/06/Jesse-Owens-281x300.jpg 281w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/06/Jesse-Owens-768x821.jpg 768w" sizes="(max-width: 788px) 100vw, 788px" /><figcaption class="blocks-gallery-item__caption">Jesse Owens, uno dei volti più ricordati dell&#8217;intera manifestazione</figcaption></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="873" height="632" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/06/Pozzo-e-i-suoi-celebrano-la-vittoria-olimpica.jpg" alt="" data-id="11308" data-full-url="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/06/Pozzo-e-i-suoi-celebrano-la-vittoria-olimpica.jpg" data-link="https://gameofgoals.it/?attachment_id=11308" class="wp-image-11308" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/06/Pozzo-e-i-suoi-celebrano-la-vittoria-olimpica.jpg 873w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/06/Pozzo-e-i-suoi-celebrano-la-vittoria-olimpica-300x217.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/06/Pozzo-e-i-suoi-celebrano-la-vittoria-olimpica-768x556.jpg 768w" sizes="(max-width: 873px) 100vw, 873px" /><figcaption class="blocks-gallery-item__caption">Vittorio Pozzo celebra con i suoi giocatori la vittoria olimpica</figcaption></figure></li></ul></figure>



<p></p>



<p>Per i tedeschi e per Nerz, non esente da colpe secondo la stampa tedesca in quanto la Germania aveva disputato una sola amichevole nei due mesi precedenti alla competizione, erano giunti i titoli di coda. Nerz, tuttavia, non fu esonerato: lasciò per scelta propria la guida della propria nazionale al suo più vicino assistente, <strong>Sepp Herberger</strong>.</p>



<p>Dopo una fase in cui Nerz aveva comunque continuato a collaborare fianco a fianco con Herberger, a partire dal 1937 il nuovo tecnico prese definitivamente le redini della squadra. <strong>Il primo grande successo della nazionale tedesca</strong> – sebbene si trattasse di un’amichevole – <strong>è legato al suo nome: un secco 9-0 inflitto alla Danimarca il quale valse all’undici vincitore il soprannome di Breslau-Elf</strong>, l’Unidici di Breslavia, città nella quale si era tenuto l’incontro.</p>



<p>Poco più di un anno da quella vittoria Herberger e i suoi avrebbero partecipato ai Mondiali di Francia. Nel mezzo, più precisamente il 12 marzo del 1938, era avvenuto l’<strong>Anschluss</strong>, ovvero l’annessione dell’Austria alla Germania. Le ripercussioni avevano toccato ovviamente anche il mondo del calcio. <strong>Nel corso di una riunione tenutasi a Szczecin, oggi città della Polonia, Felix Linnemann, presidente della Federazione Calcio Tedesca, impose ad Herberger l’obbligo di schierare un 11 misto in vista dei Mondiali tra calciatori austriaci e tedeschi</strong>. 0 5 austriaci e 6 tedeschi o vice versa. Questo per via del fatto che il calcio austriaco era ritenuto – e non senza ragione – superiore a quello tedesco. Un’altra questione sul banco di Herberger era il modulo che avrebbe dovuto adottare: il calcio austriaco era basato sul Metodo – una sorta di 2-3-5 – quello tedesco sul sistema – un 3-2-5 che rispetto al Metodo contemplava uno stopper. L’allenatore avrebbe alla fine puntato sul secondo, quello maggiormente in voga in Germania.</p>



<p><strong>Il risultato tuttavia fu disastroso</strong>: i tedeschi uscirono di scena al replay degli ottavi contro la Svizzera e furono duramente criticati tanto dalla stampa locale quanto da quella francese. Il 9 giugno del 1938, giorno in cui si era disputato il replay, la Germania era scesa in campo con una formazione composta da giocatori di ben otto squadre diverse. Non c’era nessun amalgama. Non solo: i tentativi di Herberger di agire da collante tra i giocatori austriaci e tedeschi nei giorni precedenti all’inizio del torneo erano stati vani. Le sessioni di allenamento erano state caratterizzate da screzi continui e a fine competizione Hans Mock, calciatore austriaco che aveva indossato la fascia di capitano in occasione della prima sfida contro gli elvetici, aveva dichiarato: «<strong>Quando uno di noi avanzava palla al piede, sapeva che il compagno che correva al suo fianco non era quello con cui era solito giocare. Ci sentivamo come un corpo estraneo al fianco dei giocatori tedeschi</strong>». Linnemann ed Herberger, per contro, avevano puntato il dito contro lo scarso impegno degli austriaci.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Elf Freunde müsst ihr sein! &#8211; Dovete essere undici amici!</p><cite>Un&#8217;altra frase che ben testimonia la preoccupazione di Herberger nel costruire un gruppo coeso</cite></blockquote>



<figure class="wp-block-gallery columns-3 is-cropped wp-block-gallery-3 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="892" height="783" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/06/Annotazione-2022-06-13-213725.jpg" alt="" data-id="11288" data-link="https://gameofgoals.it/?attachment_id=11288" class="wp-image-11288" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/06/Annotazione-2022-06-13-213725.jpg 892w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/06/Annotazione-2022-06-13-213725-300x263.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/06/Annotazione-2022-06-13-213725-768x674.jpg 768w" sizes="(max-width: 892px) 100vw, 892px" /><figcaption class="blocks-gallery-item__caption">Il portiere tedesco intento a contrastare l&#8217;attaccante elvetico Abegglen. La partita terminerà 4-2.</figcaption></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="980" height="580" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/06/La-Germania-ai-Mondiali-del-1938.jpg" alt="" data-id="11310" data-link="https://gameofgoals.it/?attachment_id=11310" class="wp-image-11310" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/06/La-Germania-ai-Mondiali-del-1938.jpg 980w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/06/La-Germania-ai-Mondiali-del-1938-300x178.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/06/La-Germania-ai-Mondiali-del-1938-768x455.jpg 768w" sizes="(max-width: 980px) 100vw, 980px" /><figcaption class="blocks-gallery-item__caption">La Germania ai Mondiali del 1938</figcaption></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="658" height="883" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/06/Annotazione-2022-06-13-214246-2.jpg" alt="" data-id="11311" data-full-url="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/06/Annotazione-2022-06-13-214246-2.jpg" data-link="https://gameofgoals.it/?attachment_id=11311" class="wp-image-11311" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/06/Annotazione-2022-06-13-214246-2.jpg 658w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/06/Annotazione-2022-06-13-214246-2-224x300.jpg 224w" sizes="(max-width: 658px) 100vw, 658px" /><figcaption class="blocks-gallery-item__caption">Herberger alla lavagna prima di un incontro nel 1938</figcaption></figure></li></ul></figure>



<p></p>



<p>Il problema di far coesistere tedeschi ed austriaci non si sarebbe più posto. <strong>L’anno successivo al Mondiale di Francia sarebbe scoppiata la Seconda guerra mondiale</strong> ed alla fine di essa la Germania si sarebbe ritrovata divisa in due tra Ovest ed Est. <strong>La Germania sarebbe tornata a calcare la passerella iridata nove anni dopo </strong>– il 22 settembre del 1950 la DFB era stata riammessa nella FIFA, ragion per cui la nazionale tedesca non aveva presenziato alla Coppa del Mondo del 1950 –, nel 1954, <strong>e questa volta Herberger avrebbe finalmente avuto carta bianca per plasmare la propria selezione</strong>.</p>



<p>Herberger e i suoi non partivano di certo con i favori dei pronostici i quali propendevano per l’Ungheria di Ferenc Puskás o, in alternativa, per Brasile ed Uruguay, le due finaliste dell’edizione precedente. Anche l’Austria riscuoteva maggiore considerazione.</p>



<p><strong>Ma, come recita uno dei più noti marchi teutonici, Impossible is Nothing</strong>. Il motto di Adidas sembra sia stato creato su misura per la nazionale di Herberger e per le Germanie che verranno. Era stato proprio Adolf Dassler un anno prima a disegnare le scarpini che la sua nazionale avrebbe indossato in Svizzera nella speranza di legare il proprio nome ad un’impresa indimenticabile così com’era avvenuto nel 1936 a Berlino, quando Jesse Owens aveva vinto ben quattro ori olimpici.</p>



<p>L’avventura elvetica cominciò in maniera promettente per Herberger e i suoi: i tedeschi sconfissero la Turchia con un comodo 4-1, ma poi iniziarono i problemi, poiché i tedeschi si trovavano nello stesso gruppo dell’Ungheria. <strong>I magiari li sommersero di reti: vinsero 8-3 ma persero per infortunio Ferenc Puskás</strong>. Puskás aveva battibeccato per il tutto il primo tempo con il tedesco Liebrich, un numero dieci fasullo, poiché di fatto si trattava di un medianaccio. Poi, quando le due squadre erano andate al riposo, l’attaccante ungherese si era confidato con Posipal, difensore tedesco che parlava ungherese, dicendogli che nella seconda frazione si sarebbe vendicato di Liebrich. Ma tornati in campo Puskás subì un duro colpo all’anca sempre da parte di Liebrich e fu costretto ad abbandonare la gara perdendosi sia i quarti che le semifinali. La Germania avrebbe comunque agevolmente vinto lo spareggio con la Turchia e la sua avventura mondiale sarebbe proseguita.</p>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/06/Annotazione-2022-06-13-2137256-1024x767.jpg" alt="" class="wp-image-11295" width="762" height="571" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/06/Annotazione-2022-06-13-2137256-1024x767.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/06/Annotazione-2022-06-13-2137256-300x225.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/06/Annotazione-2022-06-13-2137256-768x576.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/06/Annotazione-2022-06-13-2137256.jpg 1181w" sizes="(max-width: 762px) 100vw, 762px" /><figcaption>Herberger a colloquio con il proprio capitano, Fritz Walter</figcaption></figure></div>



<p></p>



<p><strong>Sarebbe poi approdata in finale</strong>, la prima della sua storia, <strong>dopo essersi sbarazzata della Yugoslavia e dell’Austria, infliggendo a quest’ultima un roboante quanto inaspettato 6-1</strong>. L’Austria non era più la superpotenza calcistica dell’anteguerra, ma annoverava calciatori rinomati quali Stojaspal, noto per il suo eccezionale mancino, il regista Ocwirk e la coppia difensiva Happel-Hanappi. Fatale agli austriaci era stata la giornata nera del portiere Walter Zeman, soprannominato La Pantera, colpevole in più di un’occasione.</p>



<p>In finale i tedeschi si ritrovarono faccia a faccia proprio con gli ungheresi. Gli uomini di Sebes aveva eliminato sia il Brasile che l’Uruguay ed ora, grazie anche al recupero di Puskás, erano i favoritissimi per la vittoria finale.</p>



<p><strong>Herberger, conscio del valore dell’avversario e forse memore delle problematiche del 1938 optò per una scelta che con il passare degli anni sarebbe diventata una costante per la nazionale tedesca: schierò cinque effettivi del Kaiserslautern</strong>, in quegli anni tra le formazioni di punta del Paese, in un tentativo di far fronte alla maggior tecnica degli ungheresi grazie a meccanismi collaudati ed un gruppo di giocatori che si conosceva alla perfezione. Due di loro erano addirittura fratelli, Ottmar e Fritz Walter. Non solo: contrariamente a quanto avevano fatti gli inglesi l’anno precedente quando erano stati travolti di gol dai magiari, Herberger preparò una partita passiva di modo da limitare le qualità degli avversari. Aveva avuto modo di osservare da vicino Hidekguti e ne conosceva le caratteristiche uniche, ed allo stesso modo si era servito di qualsiasi stratagemma possibile per motivare i suoi. Celebre la sua frase <strong>“Gli ungheresi non conoscono la sconfitta, ed una cosa che non si conosce fa paura”</strong>.</p>



<p>Fu una partita incredibile (<a href="https://gameofgoals.it/2013/01/12/1954-finale-germania-ovest-ungheria-3-2.html">cliccare qui per cronaca e pagelle</a>). Gli ungheresi misero subito a segno due reti e poi, complice in parte un loro rilassamento ed una serie di interventi miracolosi del portiere tedesco Turek, riaprirono il match prima di pareggiarlo e, addirittura, ribaltarlo. Nel finale l’arbitro annullò un gol a Puskás che ai più era parso regolare e la festa dei tedeschi poté iniziare.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-gallery columns-3 is-cropped wp-block-gallery-4 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="788" height="517" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/06/Annotazione-2022-06-13-2137236.jpg" alt="" data-id="11298" data-full-url="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/06/Annotazione-2022-06-13-2137236.jpg" data-link="https://gameofgoals.it/?attachment_id=11298" class="wp-image-11298" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/06/Annotazione-2022-06-13-2137236.jpg 788w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/06/Annotazione-2022-06-13-2137236-300x197.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/06/Annotazione-2022-06-13-2137236-768x504.jpg 768w" sizes="(max-width: 788px) 100vw, 788px" /><figcaption class="blocks-gallery-item__caption">La Grande Ungheria prima della finale di Berna</figcaption></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="767" height="427" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/06/Annotazione-2022-06-13-2197236.jpg" alt="" data-id="11299" data-full-url="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/06/Annotazione-2022-06-13-2197236.jpg" data-link="https://gameofgoals.it/?attachment_id=11299" class="wp-image-11299" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/06/Annotazione-2022-06-13-2197236.jpg 767w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/06/Annotazione-2022-06-13-2197236-300x167.jpg 300w" sizes="(max-width: 767px) 100vw, 767px" /><figcaption class="blocks-gallery-item__caption">La Germania prima del fischio d&#8217;inizio della finale</figcaption></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="299" height="168" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/06/download.jpg" alt="" data-id="11300" data-full-url="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/06/download.jpg" data-link="https://gameofgoals.it/?attachment_id=11300" class="wp-image-11300"/><figcaption class="blocks-gallery-item__caption">Fritz Walter festeggia la vittoria iridata</figcaption></figure></li></ul></figure>



<p></p>



<p><strong>In piena Guerra Fredda, la vittoria iridata si tingeva di connotati non soltanto sportivi ma anche sociali e politici</strong>. Era il trionfo di un progetto iniziato più di quindici anni prima e reso possibile dalla fiducia concessa ad un uomo, Herberger, che con quel successo aveva appena dettato la linea per diversi successi futuri.</p>



<p><strong>Il secondo successo iridato sarebbe arrivato vent’anni dopo</strong>, una vita dopo in termini calcistici. La Guerra Fredda era sempre in atto, il mondo era sempre spaccato in due ma secondo qualcuno si iniziava ad intravedere qualche spiraglio di pace dal momento che la Guerra del Vietnam stava volgendo al termine. Herberger però aveva smesso di allenare da dieci anni ed il Kaiserslautern non era più la corazzata di una volta. Il suo posto lo aveva preso il Bayern Monaco di <strong><a href="https://gameofgoals.it/2021/11/19/i-10-migliori-calciatori-tedeschi-dal-kaiser-a-der-afro.html">Franz Beckenbauer</a></strong>, campione di Germania per tre volte di fila. Il calcio, inoltre, era andato incontro ad innovazioni profondissime: dagli anni ’60 andava di moda la linea difensiva a quattro, da quando il Catenaccio aveva fatto la sua comparsa. Era la tattica difensiva del Bayern Monaco e quella con la quale la Germania avrebbe affrontato il Mondiale casalingo.</p>



<p><strong>La Germania si presentò alla <a href="https://gameofgoals.it/category/viste-per-voi/mondiali/mondiale-1974">Coppa del Mondo</a> con il <a href="https://gameofgoals.it/2017/12/20/1974-finale-bayern-monaco-atletico-madrid-4-0.html">Bayern campione d’Europa</a></strong> – primo successo tedesco della storia in Coppa Campioni – <strong>e con sette calciatori di proprietà del club bavarese tra i convocati</strong>. Se la Germania si affidava alla base del Bayern, l’Olanda, l’altra grande favorita di quell’edizione, pescava soprattutto dal serbatoio del <a href="https://gameofgoals.it/2017/05/28/1971-finale-ajax-panathinaikos-2-0.html">Grande Ajax</a>. Sarebbero state proprio Olanda e Germania a raggiungere la finale, i primi attraverso un calcio spettacolare ed innovativo – il <a href="https://gameofgoals.it/2021/11/22/calcio-totale-una-creatura-multiforme.html">Calcio Totale</a> – che gli aveva permesso di <a href="https://gameofgoals.it/2013/12/07/1974-seconda-fase-olanda-argentina-4-0.html">passeggiare contro l’Argentin</a>a e <a href="https://gameofgoals.it/2013/12/20/1974-seconda-fase-olanda-brasile-2-0.html">superare agevolmente il Brasile</a>, ed i secondi grazie ad una straordinaria concretezza ed una vittoria di misura contro l’ottima Polonia.</p>



<p>Una volta ancora sarebbero stati <a href="https://gameofgoals.it/2013/12/27/1974-finale-germania-ovest-olanda-2-1.html">i tedeschi ad avere la meglio</a>, un’altra volta in rimonta e dopo aver subito uno svantaggio nei primissimi minuti di gioco e disputando&nbsp;una partita in cui avevano sapientemente ragionato su mosse e contromosse del loro avversario. Avevano dimostrato la grande capacità, così com’era avvenuto del 1954, di sapersi adattare all’andamento della gara mutando il proprio atteggiamento a seconda delle fasi della partita.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-gallery columns-2 is-cropped wp-block-gallery-5 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="640" height="478" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/06/tumblr_fe8186f4478a483223648db38bf996ed_9a91e534_640.jpg" alt="" data-id="11314" data-full-url="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/06/tumblr_fe8186f4478a483223648db38bf996ed_9a91e534_640.jpg" data-link="https://gameofgoals.it/?attachment_id=11314" class="wp-image-11314" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/06/tumblr_fe8186f4478a483223648db38bf996ed_9a91e534_640.jpg 640w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/06/tumblr_fe8186f4478a483223648db38bf996ed_9a91e534_640-300x224.jpg 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /><figcaption class="blocks-gallery-item__caption">Johan Cruyff e Franz Beckenbauer si stringono la mano prima della finale del 1974</figcaption></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="168" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/06/download-1.jpg" alt="" data-id="11313" data-full-url="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/06/download-1.jpg" data-link="https://gameofgoals.it/?attachment_id=11313" class="wp-image-11313"/><figcaption class="blocks-gallery-item__caption">I calciatori tedeschi alzano la Coppa dopo la vittoria contro l&#8217;Olanda</figcaption></figure></li></ul></figure>



<p></p>



<p><strong>9 novembre del 1989. Cade il Muro di Berlino</strong>. Poco meno di un anno dopo, il 3 ottobre del 1990, la Germania sarebbe tornata una nazione sola. Nell’estate precedente, quindi, <strong>in un momento di repentina trasformazione durante la quale la dicotomia politica, sociale ed ideologica tra Ovest ed Est si andava disgregando</strong> ed a Berlino Est e dintorni la gente iniziava a familiarizzare con concetti già noti ai paesi che anni prima avevano sposato il Piano Marshall quali globalizzazione e consumismo, la Germania dell’Ovest avrebbe partecipato alla <a href="https://gameofgoals.it/category/viste-per-voi/mondiali/mondiale-1990">Coppa del Mondo organizzata in Italia</a>.</p>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="750" height="422" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/06/cq5dam.thumbnail.cropped.750.422.jpeg" alt="" class="wp-image-11316" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/06/cq5dam.thumbnail.cropped.750.422.jpeg 750w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/06/cq5dam.thumbnail.cropped.750.422-300x169.jpeg 300w" sizes="(max-width: 750px) 100vw, 750px" /><figcaption>La Caduta del Muro</figcaption></figure></div>



<p></p>



<p>Questa volta, però, il Bayern Monaco era decisamente meno rappresentato. La squadra che forniva più giocatori a Beckenbauer, ora nei panni di CT, era una squadra estera: l’Inter. <strong>La globalizzazione negli anni aveva toccato anche il calcio, e la meta prediletta dai principali campioni europei e sudamericani era diventata l’Italia</strong>. Giocavano in Italia <a href="https://gameofgoals.it/2021/05/28/perche-lo-scudetto-dei-record-e-il-piu-bello-della-storia-dellinter.html">Matthäus, Klinsmann e Brehme</a> così come giocavano nello Stivale <a href="https://gameofgoals.it/2020/12/15/ho-visto-maradona.html">Maradona</a>, che si presentava al Mondiale da campione in carica, ed i tre olandesi del Milan <a href="https://gameofgoals.it/2021/10/31/quando-lutile-incontra-il-bello-marco-van-basten.html">Van Basten</a>, Gullit e Rijkaard.</p>



<p>Erano proprio l’Olanda, l’Argentina e la Germania, oltre ovviamente all’Italia, le favorite per la vittoria finale. La Germania passò la fase a gruppi senza troppi problemi ma già agli ottavi <a href="https://gameofgoals.it/2015/08/14/1990-ottavi-germania-ovest-olanda-2-1.html">si trovò a fronteggiare l’Olanda</a>. Così come era avvenuto nel 1974 il calcio pragmatico dei tedeschi si sarebbe scontrato con quello totale e spettacolare degli olandesi neo campioni d’Europa.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-gallery columns-3 is-cropped wp-block-gallery-6 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="289" height="175" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/06/download-2.jpg" alt="" data-id="11317" data-full-url="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/06/download-2.jpg" data-link="https://gameofgoals.it/?attachment_id=11317" class="wp-image-11317"/><figcaption class="blocks-gallery-item__caption">Il trio tedesco dell&#8217;Inter</figcaption></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="259" height="194" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/06/download-3.jpg" alt="" data-id="11318" data-full-url="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/06/download-3.jpg" data-link="https://gameofgoals.it/?attachment_id=11318" class="wp-image-11318"/><figcaption class="blocks-gallery-item__caption">Il trio olandese del Milan</figcaption></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="259" height="194" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/06/download-4.jpg" alt="" data-id="11319" data-full-url="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/06/download-4.jpg" data-link="https://gameofgoals.it/?attachment_id=11319" class="wp-image-11319"/><figcaption class="blocks-gallery-item__caption">Diego Armando Maradona</figcaption></figure></li></ul><figcaption class="blocks-gallery-caption">Alcuni dei principali protagonisti del Mondiale italiano</figcaption></figure>



<p></p>



<p>In ogni caso i tedeschi ebbero nuovamente la meglio al termine di una sfida estremamente intensa e dai connotati agonistici decisamente pronunciati. Beckenbauer e i suoi erano anche rimasti in dieci per l’espulsione di Voeller, ma si erano comunque guadagnati il passaggio ai quarti dove avrebbero trovato e sconfitto la Cecoslovacchia grazie ad un 1-0 di misura. <a href="https://gameofgoals.it/2015/11/21/1990-semifinali-germania-inghilterra-5-4-dr-1-1.html">In semifinale Beckenbauer e i suoi trovarono l’Inghilterra</a>, una nazionale che all’ex fuoriclasse tedesco era risultata indigesta nel lontano 1966 quando in finale gli inglesi avevano avuto la meglio sui tedeschi ai tempi supplementari. Beckenbauer si prese la sua rivincita ed eliminò gli inglesi ai rigori, accedendo così alla finale. Qui avrebbe trovato <a href="https://gameofgoals.it/2015/11/08/1990-semifinale-argentina-italia-5-4-dr-1-1.html">l’Argentina di Maradona uscita vincitrice dal confronto contro l’Italia</a>. <strong>Geograficamente e calcisticamente Germania e Argentina rappresentano due poli opposti, se la Germania sta per solidità e concretezza, l’Argentina sta per estro ed imprevedibilità, la Germania è la forza e la grinta Lothar Matthäus e l’Argentina il genio e l’esuberanza di Diego Armando Maradona</strong>. Si erano già affrontate <a href="https://gameofgoals.it/2015/05/22/1986-finale-argentina-germania-ovest-3-2.html">quattro anni prima</a> ed a spuntarla erano stati gli argentini, sebbene i tedeschi fossero una volta ancora riusciti, almeno provvisoriamente, a rimettere in sesto un passivo di 0-2.</p>



<p>Questa volta invece la <a href="https://gameofgoals.it/2015/12/05/1990-finale-germania-argentina-1-0.html">vittoria dei tedeschi</a>, sebbene di misura, fu ineccepibile: l’Argentina produsse molto poco con un Maradona che si dimostrò ben lontano dagli straordinari standard raggiunti quattro anni prima. <strong>Sarebbe stata la terza – ed ultima partecipazione ad un torneo della Germania dell’Est</strong>.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-gallery columns-3 is-cropped wp-block-gallery-7 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="738" height="462" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/06/Codesal-Maradona-Getty.jpg" alt="" data-id="11322" data-link="https://gameofgoals.it/?attachment_id=11322" class="wp-image-11322" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/06/Codesal-Maradona-Getty.jpg 738w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/06/Codesal-Maradona-Getty-300x188.jpg 300w" sizes="(max-width: 738px) 100vw, 738px" /><figcaption class="blocks-gallery-item__caption">Maradona viene ammonito dall&#8217;arbitro Codesal durante Germania-Argentina</figcaption></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="738" height="462" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/06/img.jpeg" alt="" data-id="11323" data-link="https://gameofgoals.it/?attachment_id=11323" class="wp-image-11323" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/06/img.jpeg 738w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/06/img-300x188.jpeg 300w" sizes="(max-width: 738px) 100vw, 738px" /><figcaption class="blocks-gallery-item__caption">Matthaus e Gullit duellano a centrocampo</figcaption></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="630" height="340" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/06/file.jpg" alt="" data-id="11324" data-full-url="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/06/file.jpg" data-link="https://gameofgoals.it/?attachment_id=11324" class="wp-image-11324" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/06/file.jpg 630w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/06/file-300x162.jpg 300w" sizes="(max-width: 630px) 100vw, 630px" /><figcaption class="blocks-gallery-item__caption">La Germania dell&#8217;Ovest festeggia la sua terza Coppa del Mondo</figcaption></figure></li></ul></figure>



<p></p>



<p>Il quarto sussulto tedesco arriva nel 2014, dopo una finale persa nel 2002 contro il Brasile. <strong>È il primo ed ad oggi unico trionfo iridato della Germania unita</strong>, un successo simile per alcuni aspetti a quello ottenuto ventiquattro anni prima: il rivale è sempre l’Argentina &#8211; Germania-Argentina non a caso è la finale più ricorrente nella storia della Coppa del Mondo &#8211; la cui stella, <a href="https://gameofgoals.it/2020/09/23/messi-e-cristiano-ronaldo-fenomeni-si-ma-quanto.html">Lionel Messi</a>, non si accende. I tedeschi vincono per 1-0 una sfida non entusiasmante, ma ottengono la quarta vittoria mondiale mettendo in mostra un ottimo gioco d&#8217;insieme e un grandissimo portiere, <a href="https://gameofgoals.it/2020/08/26/manuel-neuer-e-il-miglior-portiere-di-sempre.html">Manuel Neuer</a>. <strong>Ad oggi solo il Brasile conta più successi di Italia e Germania</strong>. E sebbene il trionfo del 2014 non presenti le sfumature politiche e sociali di quelli precedenti, la Germania sembra aver mantenuto le sue prerogative: è una nazionale estremamente quadrata, magari non talentuosa come le migliori nazionali sudamericane ma è molto squadra, e per la terza volta fa sua la Coppa del Mondo affidandosi ad un gruppo altamente collaudato. Il giorno della finale di Rio erano difatti sei i giocatori del Bayern che sarebbero scesi in campo, sette se si considera il subentrante Goetze, autore della rete decisiva. <strong>Si trattava di un processo iniziato sei decenni prima il cui artefice aveva un nome ed un cognome ben definito: Sepp Herberger</strong>.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-gallery columns-3 is-cropped wp-block-gallery-8 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="820" height="547" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/06/http-content.reuters.com-auth-server-content-tag-reuters.com0000-newsml_tb3ea7d1qs6y7-371884861-tag-reuters.com0000-binary_tb3ea7d1qs6y7-baseimage-tokenoj9rdsngrgdafmojepenaz5ro9mkhusnyfbfqhdraq.jpg" alt="" data-id="11329" data-full-url="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/06/http-content.reuters.com-auth-server-content-tag-reuters.com0000-newsml_tb3ea7d1qs6y7-371884861-tag-reuters.com0000-binary_tb3ea7d1qs6y7-baseimage-tokenoj9rdsngrgdafmojepenaz5ro9mkhusnyfbfqhdraq.jpg" data-link="https://gameofgoals.it/?attachment_id=11329" class="wp-image-11329" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/06/http-content.reuters.com-auth-server-content-tag-reuters.com0000-newsml_tb3ea7d1qs6y7-371884861-tag-reuters.com0000-binary_tb3ea7d1qs6y7-baseimage-tokenoj9rdsngrgdafmojepenaz5ro9mkhusnyfbfqhdraq.jpg 820w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/06/http-content.reuters.com-auth-server-content-tag-reuters.com0000-newsml_tb3ea7d1qs6y7-371884861-tag-reuters.com0000-binary_tb3ea7d1qs6y7-baseimage-tokenoj9rdsngrgdafmojepenaz5ro9mkhusnyfbfqhdraq-300x200.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/06/http-content.reuters.com-auth-server-content-tag-reuters.com0000-newsml_tb3ea7d1qs6y7-371884861-tag-reuters.com0000-binary_tb3ea7d1qs6y7-baseimage-tokenoj9rdsngrgdafmojepenaz5ro9mkhusnyfbfqhdraq-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 820px) 100vw, 820px" /><figcaption class="blocks-gallery-item__caption">Il gol decisivo di Gotze contro l&#8217;Argentina</figcaption></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="168" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/06/download-5.jpg" alt="" data-id="11327" data-full-url="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/06/download-5.jpg" data-link="https://gameofgoals.it/?attachment_id=11327" class="wp-image-11327"/><figcaption class="blocks-gallery-item__caption">Lahm e compagni festeggiano la vittoria mondiale, la prima della Germania unita</figcaption></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="168" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/06/download-6.jpg" alt="" data-id="11328" data-full-url="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/06/download-6.jpg" data-link="https://gameofgoals.it/?attachment_id=11328" class="wp-image-11328"/><figcaption class="blocks-gallery-item__caption">Toni Kroos, unico calciatore presente in campo quel giorno ad essere nato nella Germania dell&#8217;Est</figcaption></figure></li></ul></figure>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2022/06/14/come-sepp-herberger-ha-plasmato-il-calcio-tedesco.html">Come Sepp Herberger ha plasmato il calcio tedesco</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://gameofgoals.it/2022/06/14/come-sepp-herberger-ha-plasmato-il-calcio-tedesco.html/feed</wfw:commentRss>
			<slash:comments>1</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
