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	<title>Francesco Buffoli, Autore presso Game of Goals</title>
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	<title>Francesco Buffoli, Autore presso Game of Goals</title>
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		<title>2010-2011: Barcellona-Real Madrid 5-0</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Buffoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 21:46:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La storia del Clásico dal 1988 al 2024]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Barcellona, Camp Nou, 29 novembre 2010 Una serata piovosa del tardo autunno catalano riscrive le coordinate del concetto di dominio e colloca il Barcellona allestito [&#8230;]</p>
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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Barcellona, Camp Nou, 29 novembre 2010</h2>



<p></p>



<p>Una serata piovosa del tardo autunno catalano riscrive le coordinate del concetto di dominio e colloca il Barcellona allestito da <strong>Pep Guardiola</strong> in una dimensione riservata a pochissimi team nella storia del <em>football </em>&#8211; anche perché sull&#8217;altra panchina siede un&#8217;altra leggenda come<strong> José Mourinho</strong>, che pochi mesi prima ha imbrigliato il Barcellona e il suo mentore, nello stesso stadio, alla guida dell&#8217;Inter.</p>



<p>Nel corso dei due decenni abbondanti coperti dalla nostra saga, abbiamo assistito a diverse manifestazioni di supremazia in grado di farci cadere la mandibola, a partire dalle <em>manite </em>reciproche degli anni &#8217;90 per chiudere con il maestoso 2-6 del maggio 2009; eppure, ciò cui si assiste il 29 novembre 2010 fa categoria a sé: il Real Madrid è ridotto all&#8217;impotenza completa per novanta minuti dal calcio arte dei catalani, che viene messo in pratica con un&#8217;intensità, un&#8217;ispirazione e una velocità inedite e che sembra accelerare i ritmi della storia, modificare la sintassi e la grammatica del calcio.</p>



<p>Per gli ospiti, una sola consolazione: l&#8217;accecante superiorità dei padroni di casa sarà benzina sul fuoco del loro rancore e del loro sentimento di rivincita, e contribuirà quindi paradossalmente a inaugurare il dominio degli anni successivi.</p>



<p></p>



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<p></p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le pagelle &#8211; Barcellona</h2>



<p></p>



<p><strong>IL MIGLIORE: Lionel Messi 9</strong><br>Senza i due laser che tagliano la difesa del Real, Lionel avrebbe comunque meritato un otto: con la palla incollata al piede, disegna calcio per novanta minuti, inventandosi almeno sei slalom in cui fa saltare il banco della difesa ospite e illuminando il gioco con alcune rifiniture geniali. I due assist per il compagno di reparto Villa gli valgono la corona di migliore in campo e un nove abbondante. Tra le massime prestazioni della carriera, e non gli serve segnare per confermarsi il sovrano del calcio mondiale.</p>



<p></p>



<p><strong>Andrés Iniesta 9</strong>: i suoi giochi di prestigio illuminano gli occhi di milioni di appassionati sparsi per il mondo, e sono innumerevoli. Una palla che regala a Villa, pizzicato in leggero fuorigioco, nel primo tempo, è un gesto tecnico degno dell&#8217;esposizione al Louvre. A un certo punto sembra letteralmente scherzare con gli avversari: ad esempio, quando si mette a scambiare il pallone con il gemello e con Busquets con il tacco. Il nove è anche un premio per il colpo di genio che propizia il primo gol. Anche per lui, una della partite più belle della carriera.</p>



<p></p>



<p><strong>Xavi Hernández</strong> <strong>9</strong>: una prestazione di squadra fuori scala ci impone l&#8217;uso di voti fuori scala. Xavi disputa l&#8217;ennesimo<em> Clasico</em> da incorniciare: il cronista lo nomina così tante volte che viene da pensare che ce ne siano in campo due, forse tre. Con due Xavi turn fa saltare la bussola del Real, e ricama anche un paio di magate da cineteca in cui gioca con i tempi degli avversari. Ha pure il merito di sbloccare la sfida con un gol da opportunista. Abbiamo finito gli aggettivi per lui, davvero.</p>



<p></p>



<p><strong>David Villa 8,5</strong>: quasi paradossale che il quarto miglior giocatore in campo riceva un voto altissimo, ma potremmo dire che si tratta di uno dei tanti miracoli della manita. David Villa, che parte quasi da esterno sinistro, non viene mai contenuto da Ramos e da Pepe, che salta almeno cinque volte nel corso del primo tempo, servendo a Pedro il gol del 2-0. Nella ripresa cala leggermente di intensità, ma segna due gol splendidi, specie il primo, favorito da un controllo sublime in corsa. </p>



<p></p>



<p><strong>Pedro 7</strong>: la sua prestazione, se paragonata a quella dei blasonati compagni, ne esce ridimensionata. Eppure Pedrito c&#8217;è e si sente: segna il 2 a 0, si sacrifica con l&#8217;intensità e la determinazione di un mediano, è onnipresente nel corso dei novanta minuti.</p>



<p></p>



<p><strong>Carles Puyol 7:</strong> il controllo totale del pallone da parte dei suoi ne agevola il lavoro, ma Carles disputa una partita impeccabile, in cui cancella dal campo Benzema e chiunque si presenti dalle sue parti, e si permette anche un paio di percussioni palla al piede nella metacampo madrilena.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le pagelle &#8211; Real Madrid</h2>



<p></p>



<p><strong>IL MIGLIORE: Cristiano Ronaldo 5,5</strong><br>Nel primo tempo si danna l&#8217;anima, ma predica davvero nel deserto e non riesce a rendersi pericoloso. Nella ripresa scompare dal radar, ma è l&#8217;ultimo dei colpevoli.</p>



<p></p>



<p><strong>Ángel Di María 5</strong>: il suo elegante sinistro costringe Valdes all&#8217;unica parata della partita, ma per il resto il <em>Fideo</em>, al debutto nel <em>Clasico</em>, è troppo isolato e non riesce praticamente mai a rendersi pericoloso.</p>



<p></p>



<p><strong>Iker Casillas 5</strong>: non impeccabile sul gol del raddoppio, per il resto non può farci molto, è ridotto all&#8217;impotenza come i suoi.</p>



<p></p>



<p><strong>Xabi Alonso 4,5</strong>: ubriacato dal fraseggio blaugrana, non riesce mai a prendere in mano le redini della partita e commette pure qualche fallo evitabile. Serataccia.</p>



<p></p>



<p><strong>Pepe 4</strong>: Messi diventa il suo incubo numero uno, perché il centrale portoghese non lo prende naturalmente mai, neanche con le cattive, e quando una difesa subisce cinque gol che potrebbero essere sette o otto, i centrali non possono che uscirne malissimo.</p>



<p></p>



<p><strong>Sergio Ramos 4</strong>: mandato ripetutamente fuori giri da Villa e poi anche da Messi, prova a rimediare ricorrendo alle maniere forti, ma si prende un rosso a partita finita e scatena pure una rissa. Serata da dimenticare.</p>



<p></p>



<p></p>
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		<title>2009-2010: Real Madrid-Barcellona 0-2</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Buffoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Jun 2026 15:06:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La storia del Clásico dal 1988 al 2024]]></category>
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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Madrid, Stadio Santiago Bernabéu, 10 aprile 2010</h2>



<p></p>



<p>Il <em>Clasico</em> della primavera del 2010, a conti fatti, decide l&#8217;assegnazione del titolo: il Real Madrid, a dispetto dell&#8217;inattesa figuraccia europea contro il Lione, ha infatti ingranato la quarta, in Spagna, trascinato da un <strong>Cristiano Ronaldo</strong> che si è messo in proprio come uomo gol decisivo e che supera subito le venti reti stagionali, e così il successo del Bernabéu, meno convincente e spettacolare di altri, è il passaggio chiave della stagione spagnola.</p>



<p>Il primo tempo vive di un&#8217;inedita confusione, con la palla che rimbalza in maniera scomposta un po&#8217; ovunque e persino il Barcellona che fatica a imbastire una manovra degna di tal nome, fino a quando uno scambio tra <strong>Messi </strong>e <strong>Xavi </strong>indirizza la gara e, appunto, anche il campionato; nella ripresa, il Real crea diversi grattacapi ai <em>blaugrana</em>, che hanno però il merito di raddoppiare e di sfiorare anche altri due gol.</p>



<p></p>



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</div></figure>



<p></p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le pagelle &#8211; Real Madrid</h2>



<p></p>



<p><strong>IL MIGLIORE: Iker Casillas 6,5</strong><br>Non viene chiamato in causa con frequenza, ma si prodiga in un paio di interventi complicati e in un mezzo miracolo su Messi.</p>



<p></p>



<p><strong>Cristiano Ronaldo 6,5</strong>: ancora una volta non è precisissimo sotto porta, ma quando sgasa sulla fascia lascia sul posto praticamente tutti (escluso, in un paio di occasioni, un Piqué insospettabilmente velocissimo), e mette in difficoltà la difesa degli ospiti. Una buona partita, ma il meglio, chiaramente, deve ancora venire.</p>



<p></p>



<p><strong>Raúl Albiol 6</strong>: il cronista lo definisce il futuro della Spagna, al fianco di Piqué, e non ha tutti i torti. Albiol, che gioca ancora in serie A con la maglia del Pisa, nel 2010 è uno dei prospetti più interessanti del calcio iberico e disputa un ottimo <em>Clasico</em>, macchiato, tuttavia, dall&#8217;errore commesso sul gol di Messi &#8211; che però, in quel momento, era in grado di mandare fuori giri più o meno chiunque. </p>



<p></p>



<p><strong>Sergio Ramos 5,5</strong>: nel primo tempo è discreto, nella ripresa entra in modalità macellaio e commette un paio di falli cattivi e senza senso, graziati da un arbitro molto indulgente. </p>



<p></p>



<p><strong>Marcelo 5:</strong>  un paio di giocate tecnicamente sontuose &#8211; tra cui si deve citare un tunnel ad Alves &#8211; non bastano a riscattarne la prestazione, scialba e farcita di errori, anche tecnici, indegni di lui.</p>



<p></p>



<p><strong>Gonzalo Higuain 5:</strong> ancora una volta, l&#8217;argentino dimostra una velocità e un&#8217;agilità che in Italia vedremo raramente, ma nell&#8217;area avversaria è quasi totalmente assente. Citiamo, per completezza, anche Raúl González Blanco, che disputa l&#8217;ultimo Clasico di una carriera lunghissima e leggendaria, e si vede annullare il gol dell&#8217;1-2 per un tocco di mano di un compagno.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le pagelle &#8211; Barcellona</h2>



<p></p>



<p><strong>IL MIGLIORE: Xavi Hernández 8</strong><br>Probabile che, al 10 aprile 2010, Xavi sia il miglior giocatore della nostra saga del <em>Clasico</em>. Anche quando i suoi non ingranano, il piccolo regista gestisce i tempi della partita come un orologiaio svizzero e inventa poi due assist da capogiro, che potevano essere quattro, se Messi avesse già avuto la precisione chirurgica di un paio di stagioni dopo. Ennesima prestazione da incorniciare di un fuoriclasse epocale.</p>



<p></p>



<p><strong>Lionel Messi 7:</strong> sblocca la partita con un gesto tecnico che è un capoalvoro di coordinazione, tecnica e intelligenza. Accelera in diverse occasioni lasciando sul posto un paio di avversari. Non gli assegniamo più di sette solo perché sbaglia due gol non da lui.</p>



<p></p>



<p><strong>Carles Puyol 6,5: </strong>la solita roccia e il solito leader, protagonista di due/tre chiusure da campione.</p>



<p></p>



<p><strong>Gerard Piqué 6,5:</strong> vedi le parole spese per Puyol. Aggiunge un paio di sprint inediti con cui chiude Cristiano Ronaldo.</p>



<p></p>



<p><strong>Andrés Iniesta 6,5</strong>: reduce da un infortunio,  subentra nella ripresa e regala mezz&#8217;ora abbondante di arte e di gesti tecnici da cineteca.</p>



<p></p>



<p><strong>Pedro 6,5</strong>: il gregario di extralusso del Barça mette la firma sulla partita con lo splendido gol del 2-0 e corre poi come un mediano. </p>



<p></p>



<p></p>



<p></p>



<p></p>
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		<title>2009-2010: Barcellona-Real Madrid 1-0</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Buffoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 May 2026 13:57:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La storia del Clásico dal 1988 al 2024]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Barcellona, Camp Nou, 29 novembre 2009 Nell&#8217;estate del 2009 il Real Madrid ha investito l&#8217;equivalente del Pil di un Paese dell&#8217;Africa subsahariana per colmare quello [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Barcellona, Camp Nou, 29 novembre 2009 </h2>



<p></p>



<p>Nell&#8217;estate del 2009 il Real Madrid ha investito l&#8217;equivalente del Pil di un Paese dell&#8217;Africa subsahariana per colmare quello che, nel corso della stagione precedente, è apparso un gap amplissimo, nei rapporti con i rivali di sempre. Nella capitale spagnola sono infatti sbarcati <strong>Xabi Alonso</strong>, Benzema e soprattutto le due superstar <strong>Kakà </strong>e <strong>Cristiano Ronaldo</strong>, il cui acquisto ha alzato l&#8217;asticella dei record.</p>



<p>In Catalogna, dimenticato un 2007-2008 imbronciato e speso a leccarsi le ferite, nel 2008-2009 hanno inventato quella che, a posteriori, è stata fondatamente definita la miglior di stagione mai disputata da una squadra di club, e l&#8217;unico vero, sostanziale cambiamento del 2009/2010 è la sostituzione di <strong>Eto&#8217;o</strong> con <strong>Ibrahimović</strong>, che saluta la Milano nerazzurra per mettersi a caccia dell&#8217;agognata Champions League (come sappiamo, il destino gli volterà le spalle e sorriderà invece all&#8217;Inter di <strong>Mourinho</strong>).</p>



<p>Il <em>Clasico</em> che si disputa al Camp Nou a fine novembre 2009 è più equilibrato, nel risultato e nella sostanza, di quello giocato alcuni mesi prima a Madrid, ma la superiorità di squadra del Barcellona rimane abbastanza evidente.</p>



<p></p>



<p></p>



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</div></figure>



<p></p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le pagelle</h2>



<p></p>



<p><strong>IL MIGLIORE: Gerard Piqué 7,5</strong><br>Dimenticate il giocatore bolso e ai limiti dell&#8217;impresentabile di fine carriera: nel 2009 Piqué è una forza della natura, che domina l&#8217;aria grazie alla statura, ma che riesce anche a sradicare il pallone dai piedi di Cristiano e Kakà lanciati in velocità, e imposta pure l&#8217;azione quasi alla stregua di un libero vecchio stampo. Partita perfetta, che gli consegna una meritatissima corona di numero uno.</p>



<p></p>



<p><strong>Carles Puyol</strong> <strong>7,5</strong>: il leader dei blaugrana, in ogni caso, porta ancora il nome di Carles, e ha le sue sembianze da lottatore e stopper d&#8217;antan. Un paio di recuperi e di anticipi sono da manuale del difensore, degni degli interventi migliori dei nostri Cannavaro e Nesta. Ennesimo<em> Clasico </em>da incorniciare per il fuoriclasse catalano.</p>



<p></p>



<p><strong>Andrés Iniesta 7,5</strong>: tale Mourinho l&#8217;ha definito un&#8217;arma illegale, pochi giorni prima, dopo un Barcellona-Inter senza storia che consente tuttavia al sardonico portoghese di prendere appunti decisivi in vista della primavera, e sul piano della qualità Don Andrés, nel 2009, sembra in effetti fare categoria a sé. Immarcabile, onnipresente, delizia la platea con cinque e sei giocate da sospensione dell&#8217;incredulità e ci mette pure la gamba in fase di contenimento. Non prende un voto più alto solo perché non è l&#8217;autore di giocate decisive.</p>



<p></p>



<p><strong>Lionel Messi 7</strong>: meno brillante che in altre occasioni, il fenomeno argentino ha in ogni caso la marmitta truccata e quando accelera con il pallone incollato al piede semina il panico. Non mancano un paio di genialate nell&#8217;uno contro, genialate da riportare nel manuale del suo repertorio maggiore. Non gli assegniamo più di sette perché non è precisissimo sotto porta, e in particolare non sfrutta al meglio un geniale assist di Alves.</p>



<p></p>



<p><strong>Xavi Hernández 7:</strong> metronomo infaticabile, intelligenza superiore, smista decine di palloni e quando si smarca dagli avversari con il suo celeberrimo Xavi-turn fa alzare dalle sedie decine di migliaia di tifosi. Ennesima prestazione da applausi, nella sfida regina del calcio spagnolo.</p>



<p></p>



<p><strong>Zlatan Ibrahimović 6,5:</strong> subentra a un Henry involuto e ai limiti dell&#8217;ectoplasmatico (che merita un 5 secco) e ha il merito di decidere la sfida con un gran tiro al volo, di sinistro, propiziato da un cross pennellato da Alves. Per il resto, lo svedesone incide poco, anche perché reduce da un infortunio.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le pagelle &#8211; Real Madrid</h2>



<p></p>



<p><strong>IL MIGLIORE: Sergio Ramos 7</strong><br>Dopo numerosi <em>Clasicos</em> da matita rossa, l&#8217;andaluso alza decisamente il livello: insuperabile nell&#8217;uno contro uno, cancella dal campo un Titì a fine corsa e si prodiga in diverse iniziative palla al piede, dimostrando doti tecniche di prim&#8217;ordine.</p>



<p></p>



<p><strong>Lassana Diarra 6,5</strong>: il Real da diverso tempo è alla ricerca del nuovo Makélélé, e il centrocampista di origini maliane è forse la cosa più simile a Claude vista a Madrid dopo il 2003, con le dovute proporzioni. Nel Clasico del novembre 2009 Lassana si conferma un torello dotato di tre polmoni, un torello che inevitabilmente fatica contro i palleggiatori blaugrana, ma che fa tutto ciò che è possibile per metterli in difficoltà e che sa anche portare palla nella metacampo avversaria. </p>



<p></p>



<p><strong>Kakà 6</strong>: il giocatore metafisico ammirato fino a qualche anno prima a Milano è un lontano ricordo, ma Ricardino è sbarcato a Madrid con le stigmate del fenomeno e, se la sua avventura madrilena nel complesso sarà un flop, i primi mesi lo vedono ancora recitare da protagonista. Nel <em>Clasico</em> del 2009 inventa un paio di spunti degni del vecchio Kakà e regala a Cristiano un cioccolatino che il portoghese scarta male, sbagliando un gol non da lui.</p>



<p></p>



<p><strong>Cristiano Ronaldo 5,5</strong>: avrà ampiamente modo di riscattarsi, ma al debutto nel <em>Clasico </em>il portoghese sembra ancora in preda all&#8217;emozione e pecca di imprecisione, specie sotto porta.</p>



<p></p>



<p><strong>Xabi Alonso 5,5:</strong> anche il centrocampista basco disputerà<em> Clasicos </em>decisamente più brillanti nelle stagioni successive. Nel novembre 2009 viene preso in mezzo dal sofisticato palleggio blaugrana e non è praticamente mai illuminante.</p>



<p></p>



<p><strong>Gonzalo Higuain 5:</strong> la serata di grazia di Piqué e Puyol gli suggerisce di girare al largo, e così il <em>Pipita</em> prova a inventarsi ala destra, ma senza grandi risultati e senza praticamente mai impensierire la difesa catalana.</p>



<p></p>



<p></p>



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<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2026/05/23/2009-2010-barcellona-real-madrid-1-0.html">2009-2010: Barcellona-Real Madrid 1-0</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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		<title>2008-2009: Real Madrid-Barcellona 2-6</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2026/04/11/2008-2009-real-madrid-barcellona-2-6.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Buffoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Apr 2026 19:11:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La storia del Clásico dal 1988 al 2024]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Madrid, Stadio Santiago Bernabéu, 2 maggio 2009 The Sky is the limit: al termine dei novanta minuti del Bernabéu, la sensazione di aver assistito a [&#8230;]</p>
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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Madrid, Stadio Santiago Bernabéu, 2 maggio 2009</h2>



<p></p>



<p><em>The Sky is the limit</em>: al termine dei novanta minuti del Bernabéu, la sensazione di aver assistito a un evento cognitivo, più che a una partita, è netta. I <em>Blancos</em> non sono stati solo superati in maniera netta sul piano del punteggio, sono stati ridotti a team di rango inferiore da una squadra che ha illuminato il firmamento con una proposta inedita e futuribile, una sorta di irripetibile mix tra la sintassi degli hippie olandesi degli anni &#8217;60 e &#8217;70 e la sofisticata arte tecnica degli spagnoli e dei sudamericani. <em>Qualcosa si è mosso nel cuore delle cose</em>, avevamo scritto tempo fa , e nel tardo pomeriggio del 2 maggio del 2009 si ha effettivamente la percezione di questo movimento: la prestazione del <strong>Barcellona</strong> si colloca su un piano diverso rispetto a quello delle manite di metà anni &#8217;90 così come ad alcune delle scoppole reciproche degli anni precedenti. Il<strong> Real Madrid</strong> ne esce stordito, e la lezione subita in diretta mondiale sarà benzina nel motore della resurrezione degli anni successivi.</p>



<p></p>



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<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Real Madrid vs Barecellona 2-6, The Movie HD" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/bJzqcf8TOAc?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<p></p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le pagelle &#8211; Real Madrid</h2>



<p></p>



<p><strong>IL MIGLIORE: Arjen Robben 7</strong><br>Nei primi quindici minuti è chiamato agli straordinari e risponde sempre presente: salta ripetutamente Abidal, semina il panico in almeno tre occasioni, partecipa all&#8217;azione dell&#8217;illusorio vantaggio. Nella ripresa, quando il pallone capita dalle sue parti, dà sempre il suo contributo in termini di corsa e di qualità, e serve a Ramos la palla del 2-3.</p>



<p></p>



<p><strong>Gonzalo Higuain 6,5</strong>: porta il Real Madrid sull&#8217;1-0 con un imperioso stacco di testa, e per il resto della partita, nelle poche occasioni in cui può farlo, dimostra un&#8217;inedita abilità nel dribbling e crea numerosi grattacapi a una difesa blaugrana per il resto poco impegnata.</p>



<p></p>



<p><strong>Iker Casillas 5,5</strong>: ridotto all&#8217;impotenza dall&#8217;attacco ospite, ha però grosse responsabilità sul primo gol di Henry e in generale non ci mette mai una pezza.</p>



<p></p>



<p><strong>Sergio Ramos 5,5</strong>: serve a Higuain l&#8217;assist per il momentaneo 1-0 e segna pure il gol del 2-3, che sembra riaprire la partita. Ma in difesa è un colabrodo: saltato da Henry in diverse occasioni, troppo falloso, commette un paio di errori da dilettante sui due gol del francese. Per questo, risulta complicato assegnargli più di un 5.5</p>



<p></p>



<p><strong>Raúl González Blanco 5: </strong>volge al tramonto la lunga e luminosa avventura del fuoriclasse spagnolo in maglia bianca. L&#8217;ultimo <em>Clasico</em> da titolare al Bernabéu è uno dei meno brillanti della sua carriera: isolato in attacco, viene cancellato dal campo da un Piqué in versione titano e non si rende davvero mai pericoloso. Abuico e grigio, è protagonista di un pomeriggio da dimenticare.</p>



<p></p>



<p><strong>Fabio Cannavaro 4,5: </strong>l&#8217;ex pallone d&#8217;oro è in preda agli incubi. Regolarmente anticipato e/o in ritardo sui giocatori catalani, è un lontano parente del Cannavaro ammirato fino al 2006 ma anche nelle due stagioni precedenti, comunque discrete. Giornata da incubo che induce il club della capitale spagnola a preparargli le valigie per un ritorno a Torino che si rivelerà altrettanto mesto.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le pagelle &#8211; Barcellona</h2>



<p></p>



<p><strong>IL MIGLIORE: Xavi Hernández 9</strong><br>La prestazione del regista catalano è da incorniciare e trasmettere in loop in ogni futura lezione sulla regia. Xavi volteggia ad altezze siderali, e non solo perché quattro assist al Bernabéu sono da soli qualcosa di cui parlare ai nipoti, ma anche per tutto il resto: sbaglia il primo pallone dopo il minuto ottanta, si produce in alcuni Xavi-turn da estasi, fa saltare completamente il banco dei padroni di casa. Leggenda.</p>



<p></p>



<p><strong>Thierry Henry 8:</strong> nel 2008 sembrava l&#8217;ombra di se stesso, il triste protagonista di un precoce declino. La prima stagione con Guardiola in panchina lo vede invece tornare vicino agli standard degli anni londinesi: nel primo tempo Henry salta l&#8217;uomo a ripetizione, costringe Ramos e Cannavaro al fallaccio reiterato, e segna due gol che pesano tonnellate, sfiorandone anche un terzo.</p>



<p></p>



<p><strong>Lionel Messi 8</strong>: commette un paio di errori di misura sotto porta, ma questo toglie poco a una prestazione metafisica. Quando accelera è imprendibile, disegna calcio con il suo sinistro illegale, segna il gol del 3-2 e quello del 5-2, inventa un paio di assist da genio. Una delle innumerevoli prestazioni da bocca aperta della sua carriera nel Clasico.</p>



<p></p>



<p><strong>Andrés Iniesta 8</strong>: gioca una partita magistrale e risulta il terzo o quarto miglior giocatore in campo, perché il gemello Xavi, oltre a incantare come Andrés, inventa anche le giocate determinanti. Sul piano del palleggio e del controllo di palla, in ogni caso, l&#8217;Illusionista ha raggiunto la piena maturità: non sbaglia un pallone, salta l&#8217;uomo più volte (un dribbling morbido su Pepe è da sospensione dell&#8217;incredulità), controlla la partita a piacimento. Poesia in movimento.</p>



<p></p>



<p><strong>Daniel Alves 7,5:</strong> un artista messo sulla fascia, quando si accentra ha il pensiero e i movimenti del trequartista, e recupera pure tre o quattro palloni come un difensore  vero. Altra prestazione da tramandare ai posteri.</p>



<p></p>



<p><strong>Gerard Piqué 7,5:</strong> il lungo centrale catalano vive la sua precoce maturità. Insuperabile nell&#8217;uno contro uno, cancella dal campo il capitano del Real e si prodiga persino in un paio di recuperi su Robben, che ha sulla carta un altro passo rispetto a lui. Chiude con il gol del 6-2 e un&#8217;esultanza stampata in faccia agli increduli tifosi di casa.</p>
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		<title>2008-2009: Barcellona-Real Madrid 2-0</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2026/03/31/2008-2009-barcellona-real-madrid-2-0.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Buffoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Mar 2026 10:14:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La storia del Clásico dal 1988 al 2024]]></category>
		<category><![CDATA[barcellona di guardiola]]></category>
		<category><![CDATA[Messi Raul]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina Esultanza di Yaya Touré, migliore in campo Esta es una nueva forma de pensar sobre el fútbol: così afferma, a un certo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-text-align-right"><em><strong>Immagine di copertina</strong> Esultanza di Yaya Touré, migliore in campo</em></p>



<p class="has-drop-cap" id="tw-target-text"><em>Esta es una nueva forma de pensar sobre el fútbol</em>: così afferma, a un certo punto, il cronista del Clasico disputato il giorno di Santa Lucia del 2008, e le sue parole mi hanno fatto pensare alle considerazioni simili di un cronista inglese, risalenti a un Ajax-Panathinaikos di 37 anni prima (leggi <a href="https://gameofgoals.it/2017/05/28/1971-finale-ajax-panathinaikos-2-0.html">qui</a>).</p>



<p>In realtà, il Barcellona del 2008 non sta inventando qualcosa di nuovo, ma sta rinnovando e radicalizzando qualcosa che era nell&#8217;aria da tempo, e il suo giovanissimo mentore, un <strong>Guardiola</strong> non ancora trentottenne, è il profeta di questa <em>nueva forma de pensar</em>; se nel <em>Clasico </em>di pochi mesi prima i catalani erano sembrati una scialuppa in balìa della tormenta <em>blanca</em>, a fine 2008 la squadra di <strong>Messi </strong>e compagni ha cambiato radicalmente volto, e il suo gioco, pur non ancora definito in maniera compiuta, risulta rapido ai limiti della frenesia, perché la palla circola a velocità inedite e gli scambi nello stretto sono decisamente cresciuti in numero e qualità. Il Real Madrid, dal canto suo, si aggrappa a giovani rampanti come Ramos e Higuain o a stelle un po&#8217; declinanti come l&#8217;eterno <strong>Raúl</strong>, ma deve ringraziare la buona sorte e <strong>Casillas </strong>se rimane in partita fino agli ultimi dieci minuti.</p>



<p></p>



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<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Barcelona 2 x 0 Real Madrid ● La Liga 08/09 Extended Goals &amp; Highlights ᴴᴰ" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/pvh2Xr2BoUY?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
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<p></p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le pagelle &#8211; Barcellona</h2>



<p></p>



<p><strong>IL MIGLIORE: Yaya Touré 7,5</strong><br>A un certo punto, più che Yaya Touré sembra di vedere in campo George Weah: quando cambia marcia palla al piede, l&#8217;ivoriano è come una tempesta che si abbatte sui malcapitati avversari, e semina ripetutamente il panico nella loro metacampo. Aggiungiamo che in fase difensiva il centrocampista non sbaglia praticamente un intervento, e allora la corona di numero uno, nell&#8217;occasione, gli spetta di diritto.</p>



<p></p>



<p><strong>Lionel Messi 7,5</strong>: fa già un altro sport, quando accelera con il pallone incollato al suo sinistro preternaturale. Si invola almeno cinque volte verso la porta avversaria, serve a Eto&#8217;o un cioccolatino e a fine partita ha il merito di chiudere ogni discorso con quello che diventerà un marchio di fabbrica, il colpo sotto che inganna il portiere. Giovane fenomeno.</p>



<p></p>



<p><strong>Daniel Alves 7</strong>: un numero dieci che per caso gioca laterale destro. Il piccolo brasiliano si è già preso il Camp Nou, tra tunnel, sombreri, passaggi illuminanti. Si prodiga pure in fase difensiva, come raccontano i suoi nove recuperi. Mezzo voto in meno giusto perché ciabatta male almeno tre cross.</p>



<p></p>



<p><strong>Carles Puyol 7:</strong> insuperabile in area di rigore, specie nel gioco aereo, ha l&#8217;ardire di avventurarsi ripetutamente nella metacampo avversaria, e si guadagna un voto alto anche perché con uno stacco imperioso serve Eto&#8217;o per il gol del vantaggio.</p>



<p></p>



<p><strong>Samuel Eto&#8217;o 7:</strong> la sua velocità di esecuzione, sia di prima che dopo il primo controllo, è rimasta qualcosa di inedito. Samuel vola, salta ripetutamente l&#8217;uomo, sbaglia anche un rigore calciato maluccio, ma si riscatta sbloccando la partita. Grandissimo giocatore all&#8217;apice delle sue potenzialità.</p>



<p></p>



<p><strong>Xavier Hernández 6,5</strong>: meno brillante che in altre occasioni, resta un maestro nel dettare i tempi della partita e praticamente non sbaglia un pallone, pur non risultando particolarmente illuminante nell&#8217;ultimo quarto di campo.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le pagelle &#8211; Real Madrid</h2>



<p></p>



<p><strong>IL MIGLIORE: Iker Casillas 7</strong><br>Se il Real contiene il passivo è anche e soprattutto merito suo. Chiamato in causa in diverse occasioni, è eccezionale nei riflessi su una fucilata di Eto&#8217;o, e ha il merito anche di respingere un rigore dello stesso camerunense. Nulla può sui due gol.</p>



<p></p>



<p><strong>Fabio Cannvaro 6,5</strong>: il centrale napoletano è da tempo in declino e la sua ultima stagione a Madrid, nel complesso, si rivelerà da matita rossa. Il Clasico del Camp Nou lo vede però protagonista positivo, specie nel primo tempo, quando respinge ogni pallone che gravita dalle sue parti e tiene a galla i suoi.</p>



<p></p>



<p><strong>Royston Drenthe 6</strong>: fisicamente un torello, l&#8217;olandese si fa vedere in ogni zona del campo e ci mette sempre la gamba. Ha il demerito di divorarsi, sullo zero a zero, un gol che sembrava fatto, in quella che è l&#8217;unica occasione pulita costruita dal Real.</p>



<p></p>



<p><strong>Sergio Ramos 5</strong>: falloso e quasi sempre sopra le righe, soffre Messi e in generale è ancora un giocatore troppo impulsivo e molto impreciso.</p>



<p></p>



<p><strong>Weslej Sneijder 5</strong>: non si vede praticamente mai, disorientato dal fraseggio blaugrana e dalla capacità dei dirimpettai di controllare i tempi di gioco. Per il campioncino olandese, serata da dimenticare.</p>



<p></p>



<p><strong>Gonzalo Higuaín 5:</strong> cancellato dal campo dalla difesa catalana, si ricordano pochissimi palloni toccati, e praticamente non calcia mai verso la porta avversaria. Anche per lui, serataccia.</p>



<p id="tw-target-text"></p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2026/03/31/2008-2009-barcellona-real-madrid-2-0.html">2008-2009: Barcellona-Real Madrid 2-0</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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		<title>Stili a confronto: artisti della perfezione e artisti dell&#8217;inganno</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2026/03/28/stili-a-confronto-artisti-della-perfezione-e-artisti-dellinganno.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Buffoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Mar 2026 17:50:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La storia siamo noi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I musicisti di formazione classica non sempre apprezzano il jazz &#8211; parlo per esperienza personale: si tratta chiaramente di una generalizzazione, di due linguaggi complessi, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2026/03/28/stili-a-confronto-artisti-della-perfezione-e-artisti-dellinganno.html">Stili a confronto: artisti della perfezione e artisti dell&#8217;inganno</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-drop-cap">I musicisti di formazione classica non sempre apprezzano il jazz &#8211; parlo per esperienza personale: si tratta chiaramente di una generalizzazione, di due linguaggi complessi, di un repertorio sterminato, di etichette (musica classica e musica jazz) che in molti casi forzano la realtà, che provano a piegarla ai propri concetti e peccano così di concettualismo.</p>



<p>Ma un fondo di verità c&#8217;è: chi ama il nitore e il rigore della musica classica, la sua ricerca della perfezione formale, spesso risulta frastornato dalla dinamica caotica del jazz, dalle sue dissonanze, dalle sue slogature ritmiche; il jazz, alle orecchie di un musicista classico, suona spesso disordinato e caotico, un convulso tempestio di note e di armonie irregolari che al profano suonano &#8220;superflue&#8221;; chiaramente, capita spesso anche che i jazzisti o coloro che sono innamorati dell&#8217;arte afroamericana fatichino a comprendere la logica più rigorosa e &#8220;pulita&#8221; della musica classica, il suo ritmo più ordinato e quadrato, la sua essenzialità, la sua capacità di non sprecare una nota.</p>



<p>I grandi artisti del mondo del pallone, esattamente come i grandi musicisti e anche gli appassionati di musica, possono in alcuni casi evocare le gesta più solenni, pulite e armoniose della musica classica, e in altri invece possedere la qualità selvaggia, tattile, tipicamente afroamericana, del jazz.</p>



<p>Da una parte, abbiamo agli <em>artisti della perfezione</em>, coloro che hanno fatto della precisione e della pulizia un&#8217;arte superiore. L&#8217;intelletto e la tecnica trovano un&#8217;armonia particolare e si alimentano a vicenda. Di regola, questi artisti, capaci di dare forma al concetto di eleganza, hanno un&#8217;anima europea &#8211; l&#8217;anima non necessariamente coincide con il passaporto, anche se di regola questo accade naturalmente.</p>



<p>Dall&#8217;altra abbiamo gli <em>artisti dell&#8217;inganno</em>, coloro che hanno saputo trasformare il calcio in un gioco delle ombre, in una sequenza stordente di tranelli e illusioni. Di regola, questi artisti hanno un&#8217;anima latina e soprattutto sudamericana.</p>



<p>La categoria degli artisti irregolari, dei jazzisti del football, trionfa in Brasile, anche perché l&#8217;arte sofisticata in cui si esprime è figlia della tradizione latina e del calcio africano, e possiede poi un&#8217;esuberanza selvaggia che è proprio del gigantesco paese sudamericano. <a href="https://gameofgoals.it/2021/10/28/garrincha-langelo-dalle-gambe-storte.html"><strong>Garrincha</strong> </a>è uno dei maggiori esponenti della categoria, uno dei suoi padri nobili (non è un caso se in Sudamerica viene sempre citato tra i primissimi giocatori della storia, mentre l&#8217;Europa, pur riconoscendone il valore, lo tratta spesso come un oggetto estraneo e misterioso): con il suo corpo esile, scavato dalla fame e dalla malattia, ha saputo inventarsi un mondo dominato dall&#8217;apparenza, un mondo in cui tutto diventa uno scherzo, un gioco di finte, controfinte, gesti barocchi e all&#8217;apparenza decorativi. Un mondo dove la razionalità lascia spesso lo spazio al gusto per la giocata in quanto tale, come se il calcio fosse uno sport in cui solo accidentalmente si deve cercare di trovare la strada più veloce e immediata per superare gli avversari.</p>



<p></p>



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<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Garrincha – Alegria do Povo 🇧🇷 | Best Dribbles &amp; Goals" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/sKqKZLTSvSw?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<p></p>



<p></p>



<p>C&#8217;è più di una vaga analogia con gli assoli di alcuni grandi jazzisti, la cui logica, al profano, pare fragile, quasi inconsistente: perché arrovellarsi e accumulare note a una velocità supersonica? Perché dilungarsi in una serie di doppi passi e finte, movimenti il cui scopo è disorientare l&#8217;avversario? Chiaramente, sia gli assoli del jazz che i giochi di prestigio dei &#8220;sudamericani&#8221; sono sorretti da una logica e risultano infatti, in ultima istanza, efficaci; solo che spesso quella logica a noi sfugge, o pare indecifrabile, troppo liquida, qualcosa che ci scivola tra le mani.</p>



<p>I giocatori che fanno dell&#8217;illusionismo la loro cifra estetica essenziale sono in larga misura sudamericani e brasiliani, ma si trovano tracce di questo linguaggio anche in Europa, in giocatori ibridi o in ragazzi che hanno sbagliato continente: <strong><a href="https://gameofgoals.it/2024/12/03/george-best-il-poeta-del-calcio-e-linquietudine-dellessere.html">George Best</a> </strong>è forse la più grande anomalia della storia del calcio inglese, perché, pur conservando un briciolo di essenzialità rispetto ai maestri dell&#8217;artificio verdeoro, basava la sua forza sulla capacità di sterzare in spazi impossibili, di nascondere il pallone, di inventare gesti all&#8217;apparenza irrazionali, di essere al tempo stesso meno concreto e più concreto degli altri.</p>



<p><strong><a href="https://gameofgoals.it/2025/05/16/lamine-yamal-il-bambino-prodigio.html">Lamine Yamal</a> </strong>è chiaramente figlio della stessa scuola, e si parla in ogni caso di un ragazzo cresciuto nelle periferie di Barcellona e nato da genitori di origini africane: Africa e mondo latino, posta così la faccenda torna in tutta la sua coerenza. <strong>Yamal </strong>è un maestro nell&#8217;uso del corpo, nella finta che lascia di stucco l&#8217;avversario, nella <em>ruleta</em>, nel tocco morbido di suola in mezzo a nugoli di gambe, nel colpo di tacco fuori luogo e fuori contesto epperò, il più delle volte, efficace. Yamal gioca con i tempi, entra ed esce nella dimensione della velocità a piacimento, più con il pensiero che con il corpo, il tutto senza saper strappare in velocità come alcuni superatleti europei, senza possederne la forza né l&#8217;esplosività. La sua è tutta un&#8217;arte selvaggia profondamente &#8220;garrinchana&#8221;, un&#8217;arte fluida che pare anacronistica e che invece domina il calcio contemporaneo, la sua intensità agonistica, la sua foga, piegandole alle esigenze del suo genio.</p>



<p>A fare da contraltare alla vocazione <em>aspra </em>e funambolica del dribbling di anima sudamericana &#8211; evocata nelle slogature del jazz &#8211; c&#8217;è, come detto, l&#8217;anima europea: <em>dolce</em>, pulita e senza sbavature, evocata nelle sinfonie della musica classica. I barcellonisti<strong> </strong><a href="https://gameofgoals.it/2022/01/15/don-andres-e-leuropa-le-dieci-meraviglie-dellillusionista.html"><strong>Andres Iniesta</strong> </a>e <strong>Michael Laudrup</strong> sono due splendidi esempi di come le finezze tecniche di cui erano capaci erano perfettamente armoniche, tanto belle esteticamente quanto funzionali al gioco, come se fosse l&#8217;unica soluzione ammissibile in quel momento specifico. La loro<em> croqueta</em>, che pure produceva l&#8217;illusione e l&#8217;inganno nei confronti dei malcapitati avversari &#8211; il soprannome di Don Andrés era pur sempre l&#8217;<em>Illusionista</em> -, non era una bizzarria o uno svolazzo superfluo ma era perfettamente funzionale al contesto in cui quella giocata veniva effettuata, ossia la creazione della superiorità numerica in uno spazio angusto, ristretto e senz&#8217;aria.</p>



<p></p>



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<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Marco van Basten, The Swan of Utrecht [Best Goals]" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/r_yl068WHZk?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<p></p>



<p></p>



<p><strong><a href="https://gameofgoals.it/2023/01/04/il-metodo-messi-e-leccesso-di-severita-con-cui-si-giudicano-i-calciatori-di-oggi.html">Lionel Messi</a></strong>, <strong><a href="https://gameofgoals.it/2026/02/18/divino-e-fragile-roberto-baggio-e-lelogio-della-bellezza.html">Roberto Baggio</a></strong> e <strong><a href="https://gameofgoals.it/2024/10/12/zico-il-malandro-sobrio.html">Zico</a></strong>, inarrivabili per tecnica &#8211; dribbling, controllo del pallone, morbidezza del tiro &#8211; e chirurgici sotto rete sono esteticamente accomunabili molto più alla pittura classica (il Raffaello evocato da <strong>Gianni Agnelli</strong> nei confronti del <em>Divin Codino</em> non può essere un caso), alle sinfonie di Beethoven e Mozart che al jazz selvaggio e disarticolato di <strong><a href="https://gameofgoals.it/2021/04/19/neymar-lultimo-genio-malandro.html">Neymar </a></strong>e <strong>Garrincha</strong>. <strong>Zico</strong>, definito in un articolo pubblicato su questo sito &#8220;malandro sobrio&#8221;, aggiunge alla qualità sopraffina nel dribbling &#8211; che pure è il centro del suo gioco &#8211; una sobrietà inusuale per un brasiliano che paradossalmente lo allontana dalla categoria dei <em>malandri </em>in senso stretto per accostarlo alla pulizia estetica di <strong>Messi </strong>e appunto <strong>Baggio</strong>, due inarrivabili dribblatori che facevano della pulizia, della precisione e dell&#8217;essenzialità la loro bandiera, unita ad una spietatezza sottoporta, per lo meno negli anni migliori. </p>



<p>Con loro non c&#8217;era mai la sensazione che quel dribbling fosse &#8220;di troppo&#8221;, forzato come un arabesco superfluo, e come se fosse il fumo che precede la magia del prestigiatore. Nonostante <strong>Brera </strong>rimproverasse al Baggio giovanissimo di gigioneggiare e di specchiarsi troppo come un narciso, il <em>Divin Codino </em>ha saputo coniugare la bellezza all&#8217;efficienza, ha saputo fare innamorare per le sue gesta appolinee, perfette e pulite, mai forzate, esattamente come <strong>Marco van Basten</strong>, che definimmo anni fa come l&#8217;incontro tra l&#8217;Utile e il Bello.</p>



<p><strong><a href="https://gameofgoals.it/2022/01/25/la-classe-vintage-di-juan-roman-riquelme.html">Juan Román Riquelme</a> </strong>è un curioso ibrido: se <em>El Mudo </em>è stato un inno al Sudamerica, se la sua genialità, il suo intuito e la sua visione di gioco si incanalano perfettamente nella lunga scia dei <em>Dièz</em>, come una favola tratta dalle Finzioni di <strong>Borges </strong>in cui la magia e la realtà non sono in contraddizione, la differenza tra <strong>Riquelme </strong>e <strong>Neymar</strong>/<strong>Garrincha </strong>è proprio questa: i secondi ingannano, creano il fumo per stordire la malcapitata vittima, ubriacano a suon di finte e dribbling indecifrabili, il primo alza il coefficienti tecnico della giocata solo quando le circostanze lo richiedono: un esempio tra tutti, il famoso <em>Cano</em> a <strong>Yepes</strong>, quel gioco di prestigio che ha creato lo spazio laddove l&#8217;aria e i centimetri mancavano e dove il vicolo stava diventando cieco. Non una soluzione data dalla civetteria, ma l&#8217;unica soluzione possibile. Impossibile forse anche superfluo scervellarsi o <em>litigare </em>per stabilire quale sia lo stile <em>migliore</em> o più efficace.</p>



<p>Gli autori di questo pezzo adorano sia giocatori che rientrano nella prima categoria che i giocatori dall&#8217;anima più <em>europea</em>, e credono che questa dicotomia vada intesa come una delle tante forme in cui il calcio può rendere manifeste la sua bellezza e la sua magia.</p>



<p class="has-text-align-right"><strong>Con il contributo di TOMMASO CIUTI</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2026/03/28/stili-a-confronto-artisti-della-perfezione-e-artisti-dellinganno.html">Stili a confronto: artisti della perfezione e artisti dell&#8217;inganno</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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		<title>2007-2008: Real Madrid-Barcellona 4-1</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2026/03/21/2007-2008-real-madrid-barcellona-4-1.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Buffoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Mar 2026 13:14:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La storia del Clásico dal 1988 al 2024]]></category>
		<category><![CDATA[barcellona]]></category>
		<category><![CDATA[clasico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Madrid, Stadio Santiago Bernabéu, 7 maggio 2008 La fulgida epopea di Frank Rijkaard sulla panchina blaugrana si chiude la sera del 7 maggio del 2008, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Madrid, Stadio Santiago Bernabéu, 7 maggio 2008</h2>



<p></p>



<p>La fulgida epopea di Frank Rijkaard sulla panchina blaugrana si chiude la sera del 7 maggio del 2008, al Bernabéu, quando i catalani vengono surclassati dal <strong>Real Madrid </strong>&#8220;olandese&#8221; di Schuster e Laporta decide di dare il benservito al suo tecnico, per puntare sun giovane rampante che si chiama Pep Guardiola.</p>



<p>La stagione 2007/2008 non è la migliore delle due grandi di Spagna &#8211; sono lontani i fasti della Quinta e del Dream Team, e ancora è difficile presagire lo spettacolo delle annate in arrivo &#8211; ma è chiaro che il Real Madrid, in quel momento, è di gran lunga superiore a un <strong>Barcellona</strong> bolso, improvvisamente invecchiato, privo di Iniesta e di Eto&#8217;o e costetto a relegare in panchina un Ronaldinho precocemente diventato l&#8217;ombra di se stesso.</p>



<p></p>



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<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le pagelle &#8211; Real Madrid</h2>



<p></p>



<p><strong>IL MIGLIORE: Weslej Sneijder 7,5</strong><br>Sprazzi del futuro Sneijder interista: il piccolo centrocampista olandese sembra avere tre polmoni, dirige le operazioni a tutto campo, illumina il gioco, partecipa alle azioni chiave e merita la corona di migliore in campo.</p>



<p></p>



<p><strong>Robben 7</strong>: anche qui, si intravede la grandezza di un Robben prossimo alla maturità: imprendibile nell&#8217;uno contro uno, tecnicamente eccelso, ha anche il merito di segnare il gol del 2-0 con un inusuale colpo di testa.</p>



<p></p>



<p><strong>Raúl 7</strong>: il veterano è risorto e tornato a galleggiare in orbita stagioni 1999-2003. Sblocca la partita con un grande sinistro e si rende poi protagonista di numerose iniziative personali pregevoli. L&#8217;uomo decisivo della Liga, nel 2008, probabilmente è proprio il capitano di lungo corso della Casa Blanca.</p>



<p></p>



<p><strong>Marcelo 7</strong>: il giovanissimo brasiliano, al debutto nel Clasico, nel primo tempo sonnecchia, ma quando cambia marcia, nella ripresa, è già un numero dieci che per caso ha deciso di giocare terzino sinistro. Tecnica sublime, un paio di slalom da bocca aperta, un destro velenoso che obbliga Valdés a un grande intervento. Rivelazione.</p>



<p></p>



<p><strong>Guti 7</strong>: gioca forse il suo <em>Clasico</em> migliore, incantando la platea con la sua tecnica da capogiro, specie nel primo tempo, e rendendosi protagonista di numerose azioni pericolose.</p>



<p></p>



<p><strong>Sergio Ramos 6,5</strong>: sulla fascia destra, grazie alla sua prepotenza fisica mette la muserola allo spento Henry, e si invola pure in numerose sortite offensive. </p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le pagelle &#8211; Barcellona</h2>



<p></p>



<p><strong>IL MIGLIORE: Lionel Messi 6,5</strong><br>Una vox clamans nel deserto: nel primo tempo è in difficoltà, nella ripresa si invola ripetutamente, palla al piede, tra nugoli di avversari, sfiora un paio di volte il gol al termine di grandi azioni personali e serve ad Henry l&#8217;assist per il gol della bandiera.</p>



<p></p>



<p><strong>Henry 5,5</strong>: l&#8217;ombra triste del fuoriclasse di Londra, si guadagna il 5,5 per il gol del 4.-1, segnato con un gran destro dal limite, ma per il resto pare davvero un ex giocatore.</p>



<p></p>



<p><strong>Puyol 5</strong>: dopo tanti<em> Clasicos</em> da leader, stavolta vacilla anche lui. Preso in mezzo dalle ripetute iniziative del Real, incapace di contenere i suoi attaccanti, provoca ance il rigore del quarto gol. Serataccia.</p>



<p></p>



<p><strong>Victor Valdés 5: i</strong>nsicuro e impreciso sin dai primi minuti di gioco, sbaglia diverse uscite e non ci mette mai, davvero mai, una pezza, pur non avendo responsabilità evidenti sui gol.</p>



<p></p>



<p><strong>Xavi 4,5</strong>: forse la sua prestazione più brutta nella sfida regina di Spagna. Nel primo tempo si arrabatta con una scialuppa nella tempesta e qualcosa di decoroso lo costruisce, nella ripresa viene travolto dall&#8217;onda dei padroni di casa. Mezzo voto in meno per il rosso ingiustificato che si guadagna a partita ampiamente finita.</p>



<p></p>



<p><strong>Krkic 4,5: </strong>starebbe vivendo la sua stagione migliore, ma pare inadeguato, lento e incapace di impensierire la difesa del Real. Partita da dimenticare.</p>



<p></p>



<p></p>



<p></p>
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		<title>Champions League, ottavi di andata: Real Madrid-Manchester City 3-0</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2026/03/14/champions-league-ottavi-di-andata-real-madrid-manchester-city-3-0.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Buffoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Mar 2026 19:38:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[2025-2026]]></category>
		<category><![CDATA[andata]]></category>
		<category><![CDATA[arbeloa]]></category>
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		<category><![CDATA[ottavi]]></category>
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		<category><![CDATA[valverde]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Real Madrid indossa il vestito delle serate di gala, come gli accade quasi sempre in Europa, e ipoteca la qualificazione ai quarti, l&#8217;ennesima della [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-drop-cap">Il Real Madrid indossa il vestito delle serate di gala, come gli accade quasi sempre in Europa, e ipoteca la qualificazione ai quarti, l&#8217;ennesima della sua inavvicinabile storia. Sulla Manchester azzurra cala invece una notte nera e incomprensibile: quella dell&#8217;11 marzo 2026 è stata forse la peggior prestazione della storia recente del Manchester City in Europa, con i ragazzi guidati da <strong>Guardiola </strong>apparsi a lungo impotenti e inefficaci al cospetto di un Real molto più pimpante, aggressivo, veloce e concreto.</p>



<p>Raramente, forse mai, si era vista una squadra del catalano ridotta al rango di squadra di caratura inferiore. Il ritorno forse salverà l&#8217;onore, ma difficilmente rimetterà in discussione la qualificazione.</p>



<p>La prestazione di <strong>Federico Valverde,</strong> che si cita sempre troppo poco quando si parla dei giganti del centrocampo, è da tramandare ai posteri come una delle più spettacolari e decisive dell&#8217;intera storia della Champions. Non credo si sia mai registrata una tripletta di un centrocampista in un tempo, e se guardiamo anche alla qualità delle giocate, l&#8217;uruguagio merita una corona grande come il suo cuore e la sua classe.</p>



<p>Nel Manchester City, la grande delusione ha le imponenti sembianze di <strong>Erling Braut Haaland</strong>: l&#8217;uomo gol principe del calcio europeo ha le polveri bagnate, e non è la prima volta, al cospetto delle big europee. Nessuno discute la sua straordinaria efficacia come bomber, però chi scrive storce un po&#8217; il naso davanti alla lunga serie di scene mute in Champions e contro le migliori squadre del Continente. </p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il tabellino</h2>



<p></p>



<p><strong>REAL MADRID-MANCHESTER CITY 3-0<br>Marcatori: </strong>pt 20&#8242;, 27&#8242;, 42&#8242; Valverde.<br><strong>Real Madrid </strong>(4-3-3): Courtois, Alexander-Arnold (83&#8242; Carvajal), Huijsen, Rüdiger, Mendy (46&#8242; F. Garcia) ; Valverde, Tchouaméni, Thiago (76&#8242; Angel); Arda Güler (70&#8242; Camavinga); Brahim Diaz (76&#8242; Mastantuono), Vinícius Jr. <br><strong>Manchester City </strong>(4-2-3-1): Donnarumma; Khusanov, Rúben Dias, Guéhi, O’Reilly; Rodri, Bernardo Silva (70&#8242; Cherki); Semenyo (70&#8242; Ait Nouri), Savinho (46&#8242; Reijnders, Doku; Haaland (83&#8242; Marmoush).</p>



<p></p>



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</div></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le pagelle</h2>



<p></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>REAL MADRID</strong></p>



<p><strong>IL MIGLIORE: VALVERDE 10</strong><br>Siamo sempre parsimoniosi quando si tratta di assegnare il voto massimo, che deve necessariamente premiare una prestazione che sfonda la parete della perfezione. Epperò è difficile negare il dieci secco al centrocampista uruguaiano, che corre come se avesse tre polmoni e segna una tripletta di cui potrà parlare ai suoi nipoti, peraltro con confezionata grazie a due gesti tecnici sublimi e a un gran diagonale da centravanti puro. </p>



<p><strong>Diaz 7:</strong> la sua prestazione da funambolo passa in secondo piano solo perché Valverde, ieri sera, ha deciso di iscriversi al club dei marziani. Alcune sue giocate sullo stretto, compresa quella che propizia il terzo gol, sono da grandissimo campione.</p>



<p><strong>Huijsen 7</strong>: partita da veterano e da dominatore dell&#8217;area di rigore. Haaland non tocca letteralmente mai il pallone e se questo succede è anche merito del giovanissimo difensore della nazionale spagnola.</p>



<p><strong>Courtois 7:</strong> non è chiamato agli straordinari, diversamente da quanto avvenuto in numerose altre occasioni, ma nella ripresa, con il City che tenta una timida reazione, non sbaglia un intervento e contribuisce a chiudere, di fatto, il discorso qualificazione.</p>



<p><strong>Vinicius Jr 6,5</strong>: alterna giocate da fenomeno a qualche pausa, e sbaglia il rigore del possibile 4-0, ma resta il giocatore chiave della squadra quando accelera palla al piede.</p>



<p></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>MANCHESTER CITY</strong></p>



<p></p>



<p><strong>IL MIGLIORE: DOKU 6</strong><br>L&#8217;unico tra gli ospiti a provarci sempre, l&#8217;unico in grado di saltare l&#8217;uomo e di mettere in difficoltà la difesa di casa. La sufficienza gli spetta di diritto.</p>



<p><strong>Donnarumma 6</strong>: non è impeccabile né sul primo gol né sul rigore guadagnato da Vinicius Jr. Si riscatta bloccando la conclusione del brasiliano e in generale facendo ciò che può per limitare i danni.</p>



<p><strong>Dias 5</strong>: in costante difficoltà, letteralmente travolto dal ritmo e dalla velocità dei Blancos, disputa una delle sue peggiori prestazioni in campo europeo.</p>



<p><strong>O&#8217;Reilly 4,5</strong>: ingenuo sul numero di Valverde, per quanto il grosso del merito vada attribuito al centrocampista avversario, pare bolso, poco reattivo e incline a commettere molti errori tecnici, anche nella ripresa. Serata da dimenticare.</p>



<p><strong>Haaland 4:</strong> il gigante norvegese è uno spettatore non pagante. Tocca pochissimi palloni e viene sempre, di fatto anticipato. Non prova mai neppure a concludere verso la porta avversaria. Chiaramente, le responsabilità della sua serata da dimenticare sono da condividere con la squadra, che l&#8217;ha abbandonato, ma da uno dei primi giocatori del mondo è</p>



<p></p>
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		<title>2007-2008: Barcellona-Real Madrid 0-1</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Buffoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Mar 2026 17:52:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La storia del Clásico dal 1988 al 2024]]></category>
		<category><![CDATA[barcellona]]></category>
		<category><![CDATA[iniesta]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Barcellona, Camp Nou, 23 dicembre 2007 Un Barcellona che sembra aver irreversibilmente imboccato il viale del tramonto di wilderiana memoria viene superato in casa dal [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Barcellona, Camp Nou, 23 dicembre 2007</h2>



<p></p>



<p>Un Barcellona che sembra aver irreversibilmente imboccato il viale del tramonto di <em>wilderiana</em> memoria viene superato in casa dal Real Madrid degli olandesi, una delle versioni meno celebrate dei <em>Blancos</em>, eppure una delle più vincenti sul piano nazionale.</p>



<p>La partita non offre grandissimi contenuti tecnici e viene decisa da una grande giocata individuale della <em>Bestia</em> <strong>Julio Baptista</strong>.</p>



<p></p>



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</div></figure>



<p></p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le pagelle &#8211; Barcellona</h2>



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<p><strong>IL MIGLIORE: Andrés Iniesta 6,5</strong><br>Raggiunta la piena maturità, Don Andrés gioca a tutto campo, salta più volte l&#8217;uomo e si prodiga anche in fase difensiva. Gli manca giusto la stoccata vincente.</p>



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<p><strong>Xavi Hernández 6</strong>: stavolta non indossa l&#8217;abito delle serate di gala, si limita a fare egregiamente il &#8220;compitino&#8221;, smistando molti palloni ma senza mai illuminare la scena.</p>



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<p><strong>Carles Puyol 6</strong>: come di consueto, ci mette anima e cuore e limita i danni, ma l&#8217;abbiamo visto disputare partite migliori.</p>



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<p><strong>Ronaldinho 5,5</strong>: la sua classe superiore gli consente di liberarsi dei marcatori, in un paio di occasioni, con autentiche magate. Ma per il resto il gaucho annaspa, viene quasi sempre anticipato e non è praticamente mai pericoloso. </p>



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<p><strong>Samuel Eto&#8217;o 5</strong>: peggio di lui fa l&#8217;attaccante camerunese, in costante affanno quando prova a cambiare marcia e incapace di concludere verso la porta di Casillas.</p>



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<p><strong>Deco 5</strong>: il centrocampista portoghese è in declino e tutta la squadra ne risente. Di fatto, galleggia ai margini della manovra e non riesce mai a dare un contributo significativo.</p>



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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le pagelle &#8211; Real Madrid</h2>



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<p><strong>IL MIGLIORE: Robinho 6,5</strong><br>Il mago dei doppi passi e delle finte gioca a tutto campo ed è spesso un enigma indecifrabile per la difesa catalana, che fatica a contenerlo. Pecca però, come quasi sempre gli accade, di un po&#8217; di precisione.</p>



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<p><strong>Julio Baptista 6,5</strong>: brasiliano di fisico e di garra più che di classe pura, si guadagna con la corsa una sufficienza risicata che diventa però un 6,5 grazie allo splendido gol che decide la partita.</p>



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<p><strong>Fabio Cannavaro 6,5</strong>: il pallone doro in carica ha smarrito la verve dell&#8217;anno delle meraviglie, ma disputa in ogni caso uno dei suoi <em>Clasicos</em> migliori. Puntuale, &#8220;cattivo&#8221;, sempre lucido, non viene quasi mai superato dagli avversari.</p>



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<p><strong>Sergio Ramos 6</strong>: come il collega Puyol, ci mette gambe, faccia e cuore, e contiene l&#8217;appannato attacco di casa.</p>



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<p><strong>Ruud van Nistelrooj 5,5</strong>: isolato in attacco, tocca pochissimi palloni, ma ha il merito di appoggiare a Baptista la palla del gol decisivo.</p>



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<p><strong>Raúl González Blanco 5</strong>: il 2007/2008 è la stagione che lo vede tornare a primeggiare, ma nel <em>Clasico</em> natalizio il capitano del Real disputa una delle sue partite meno brillanti. Avulso dalla manovra, non si rende praticamente mai protagonista della gara e sbaglia diversi appoggi.</p>



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<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2026/03/06/2006-2007-barcellona-real-madrid-0-1.html">2007-2008: Barcellona-Real Madrid 0-1</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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