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	<title>rodri Archivi - Game of Goals</title>
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		<title>La rivoluzione industriale di Guardiola: le 10 stagioni d&#8217;oro di Pep al Manchester City</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marcello Brescia]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jun 2026 06:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>«Questa città è stata costruita attraverso il lavoro, sgobbando. Lo vedi nel colore dei mattoni, dalle persone che timbrano il cartellino presto e rimangono fino [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2026/06/04/la-rivoluzione-industriale-di-guardiola-le-10-stagioni-doro-di-pep-al-manchester-city.html">La rivoluzione industriale di Guardiola: le 10 stagioni d&#8217;oro di Pep al Manchester City</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>«Questa città è stata costruita attraverso il lavoro, sgobbando. Lo vedi nel colore dei mattoni, dalle persone che timbrano il cartellino presto e rimangono fino a tardi. Le fabbriche, il Centro Pankhurst, i sindacati, la musica. Semplicemente, la rivoluzione industriale, e il modo in cui essa ha cambiato il mondo». </p>
</blockquote>



<p class="has-drop-cap">Nel suo lungo video d&#8217;addio postato sui propri canali social, questo passaggio è forse uno dei più interessanti, e riassume come meglio non potrebbe il legame venutosi a creare tra <em>Pep </em><strong>Guardiola </strong>e la città di Manchester. Un luogo uggioso e che difficilmente riscalda il cuore, lontanissimo nei chilometri e nell&#8217;anima da quella Catalogna divenuta non soltanto madre affettuosa, ma anche vessillo da sventolare con fermezza e orgoglio. </p>



<p>Eppure, nel corso di questo suo decennio <em>mancuniano</em>, <em>Pep </em>non ha mai tentato di rinchiudersi in una torre d&#8217;avorio fatta di milioni di sterline e di schemi cervellotici, riuscendo a immergersi con naturalezza e genuino interesse nella cultura operaia della città. Non è affatto casuale, dunque, il suo riferimento al Pankhurst, ossia il luogo di nascita del movimento delle suffragette all&#8217;inizio del secolo scorso.</p>



<p>In maniera tutt&#8217;altro che inconscia, infatti, a <strong>Guardiola </strong>piace eccome inserirsi nel solco dei grandi rivoluzionari di Manchester. Certo, il cambiamento da lui messo in atto non ha portato a un&#8217;innovazione tecnologica epocale come l&#8217;Industrial Revolution, e non ha neanche favorito l&#8217;emancipazione femminile come le suffragette, ma ha fatto capire agli inglesi un concetto tutt&#8217;altro che scontato nella Premier League di 10 anni fa. </p>



<p>A esprimerlo, in un certo senso, ci aveva già pensato <strong>Carlos Peucelle</strong> diversi decenni or sono, usando una logica ferrea: <em>«Con che cosa si gioca il calcio? &#8216;Con la palla&#8217;. E di cosa è fatta la palla? &#8216;Di cuoio&#8217;. Ora, da dove viene questo cuoio? &#8216;Dalla mucca&#8217;. E cosa mangia la mucca? &#8216;L&#8217;erba&#8217;. E allora la palla sempre per terra sull&#8217;erba e giocata di prima<em>»</em>.</em> </p>



<p>Nel proprio laboratorio da scienziato pazzo, <strong>Guardiola </strong>ha ridefinito giorno dopo giorno gli standard del calcio britannico (ed europeo) con una continuità spaventosa per qualunque campionato, ancor di più in quello più competitivo ed esigente al mondo. Ecco dunque un bel <em><em>tour de force</em></em> di 593 partite, 20 trofei, e, come già detto, 10 stagioni, messe in ordine dalla meno felice alla più ricca di successi.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">10) 2024-2025</h2>



<p></p>



<p>Per parlare della stagione più buia della carriera da allenatore di <strong>Josep Guardiola</strong>, occorre partire da un episodio che col campo c&#8217;entra fino a un certo punto, ma che riassume come meglio non potrebbe un&#8217;annata piena di cattivi pensieri per il tecnico catalano. È il 26 novembre 2024, e il Manchester City si è appena fatto rimontare 3 gol in 15&#8242; dal Feyenoord in un match casalingo di Champions League, aggravando una crisi già ampiamente sotto gli occhi di tutti dopo cinque sconfitte consecutive. </p>



<p>A sconcertare non è soltanto il mix di svagatezza ed ansia che da tempo attanaglia il City, ma anche e soprattutto il modo in cui <strong>Guardiola </strong>si presenta in conferenza stampa: il capoccione di <em>Pep </em>è completamente martoriato da una serie di taglietti ed escoriazioni un po&#8217; da cartone animato, ma che di buffo non hanno proprio nulla. </p>



<p>I grattacapi che tormentano gran parte degli allenatori di alto livello, assumono in questo caso un significato letterale: il mercato estivo piuttosto scarno, un po&#8217; di pancia piena dopo quattro campionati vinti uno in fila all&#8217;altro, e il grave infortunio al neo-Pallone d&#8217;Oro <strong>Rodri </strong>diventano dei rebus irrisolvibili per <strong>Guardiola</strong>, che conduce una stagione all&#8217;insegna della rassegnazione. </p>



<p>Ad avvelenare ulteriormente il clima ci pensano poi i problemi giudiziari dei <em>Citizens</em>, su cui da anni incombono potenziali penalizzazioni per le loro innumerevoli violazioni del fair play finanziario, e che diventano un tema di discussione ricorrente per quasi tutta la stagione. Insomma, per la prima volta dopo quasi un decennio, il sole sembra iniziare a tramontare sull&#8217;impero di <em>Pep</em>.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="645" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/Paris_Saint-Germain_-_Manchester_City_FC_22_January_2025_168_cropped-1024x645.jpg" alt="" class="wp-image-27425" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/Paris_Saint-Germain_-_Manchester_City_FC_22_January_2025_168_cropped-1024x645.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/Paris_Saint-Germain_-_Manchester_City_FC_22_January_2025_168_cropped-300x189.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/Paris_Saint-Germain_-_Manchester_City_FC_22_January_2025_168_cropped-768x484.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/Paris_Saint-Germain_-_Manchester_City_FC_22_January_2025_168_cropped.jpg 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Una squadra del City 2024-2025</figcaption></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">9) 2016-2017</h2>



<p></p>



<p>L&#8217;attaccamento morboso di <strong>Guardiola </strong>al successo è testimoniato da una statistica irreale: in quasi 20 stagioni, le sue squadre non hanno mai chiuso il campionato fuori dal podio. In tutti questi anni, inoltre, <em>Pep </em>si è dovuto accontentare della medaglia di bronzo in due sole occasioni, nel sopracitato 2024-2025, e nel 2016-2017, la sua prima annata a Manchester.</p>



<p>Sul Regno Unito, in quel periodo, iniziano a soffiare i venti della Brexit, e anche nel calcio inglese certe novità &#8220;continentali&#8221; non vengono accolte con troppo entusiasmo. <em><em>«</em>Bravo Guardiola, per carità, ma qui in Inghilterra si gioca in maniera più intensa rispetto a come si fa in Spagna, e ad attenderlo troverà una concorrenza ben più ostica rispetto a quella avuta in Germania con il suo Bayern Monaco<em>»</em></em>. </p>



<p>Erano più o meno questi i discorsi che si facevano Oltremanica ai tempi, e che avrebbero trovato un&#8217;illusoria conferma nelle difficoltà avute da <em>Pep </em>nell&#8217;approcciarsi al suo nuovo ecosistema. Il calcio posizionale, del resto, non si insegna certo in due giorni, e fatica ad attecchire in una rosa dall&#8217;età media alta, e che necessita di un urgente <em>restyling</em> (specie in difesa). </p>



<p>Neanche la Premier League, oltretutto, sembra ancora pronta a farsi contaminare dal <em>guardiolismo</em>: a dominare il campionato è il Chelsea di <strong>Conte</strong>, la squadra con il minor possesso palla medio tra le <em>Big Six</em>, e che tra andata e ritorno infilza il Manchester City con due lezioni di cinismo nostrano. Tra le risatine generali, Pep arriva a maggio con <em>zeru tituli</em>, e inizia a prendere appunti: di lì a pochi mesi, nella terra di Sua Maestà, nulla sarebbe stato più come prima.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img decoding="async" width="640" height="360" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/ecb67a94601c47ef8584b485c3d21032.jpg" alt="" class="wp-image-27427" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/ecb67a94601c47ef8584b485c3d21032.jpg 640w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/ecb67a94601c47ef8584b485c3d21032-300x169.jpg 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /><figcaption class="wp-element-caption">Un undici del City 2016-2017</figcaption></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">8) 2019-2020</h2>



<p></p>



<p>Se a Barcellona la Gioconda <em>blaugrana </em>dipinta da <strong>Guardiola </strong>era stata macchiata da qualche schizzo di fango, sapientemente tiratogli addosso dal Real Madrid di <strong>Mourinho</strong>, l&#8217;arcirivale di <em>Pep </em>in Premier League avrebbe avuto un comportamento ben più cavalleresco. Con il suo sorriso a 32 denti, infatti, <strong><a href="https://gameofgoals.it/2024/05/11/jurgen-klopp-il-disertore.html"><strong>Jürgen </strong>Klopp</a></strong> è stato per anni l&#8217;unico allenatore capace di mettere i bastoni tra le ruote al Manchester City, insidiandone non soltanto la bacheca dei trofei, ma anche la leadership in materia di avanguardismo calcistico. </p>



<p>Nel 2019-2020, il Liverpool del tecnico tedesco è all&#8217;apice del proprio ciclo, e semina la concorrenza già in autunno grazie a un filotto di vittorie spaventoso (fino a fine febbraio accumula 26 successi e un pareggio in 27 partite), con cui lascia il City a leccarsi le ferite. A <strong>Guardiola </strong>non bastano un <strong><a href="https://gameofgoals.it/2025/04/06/radio-kevin-le-perle-di-de-bruyne-in-europa.html">De Bruyne</a></strong> alieno (13 gol e 20 assist) e il miglior <strong>Sterling </strong>di sempre (20 gol) per tenere il passo dei <em>Reds </em>in campionato, ed è dunque costretto a fare <em>all-in</em> sulla Champions League dopo aver già vinto la Coppa di Lega. </p>



<p>A rimescolare le carte in tavola ci pensano il Covid-19 e la conseguente pandemia, che stravolgono la fase finale della Champions League: ci si gioca tutto nel caldo agostano di Lisbona, con gare secche dai quarti in poi. Per <em>Pep</em>, che non raggiunge una semifinale europea dai tempi del Bayern, si profila un&#8217;occasione d&#8217;oro, essendo stato accoppiato al modestissimo Lione di <strong>Rudi Garcia</strong>. </p>



<p>Ciò che succede in Portogallo, tuttavia, ha ben poche spiegazioni razionali: per limitare le transizioni dei francesi, <strong>Guardiola </strong>ricorre a una strana difesa a 3, una scelta conservativa che puntualmente non paga. Gli errori da matita blu di <strong>Ederson </strong>e <strong>Sterling </strong>fanno il resto, e condannano il City a una delle eliminazioni europee più beffarde della propria storia.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img decoding="async" width="640" height="360" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/5e6b45738f1f496db71211566e9700d1.jpg" alt="" class="wp-image-27429" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/5e6b45738f1f496db71211566e9700d1.jpg 640w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/5e6b45738f1f496db71211566e9700d1-300x169.jpg 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /><figcaption class="wp-element-caption">Giocatori del City della stagione 2019-2020</figcaption></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">7) 2025-2026</h2>



<p></p>



<p>La stagione appena conclusa, per quanto agrodolce e piena di rimpianti, è a mio avviso la migliore del Manchester City <em>guardioliano</em> tra quelle in cui non è riuscito ad aggiudicarsi la Premier League. Dopo le rovinose cadute dell&#8217;annata precedente, tutti quanti si aspettano il ritorno ad alti livelli di <strong>Bernardo Silva</strong> e compagni, che tuttavia, ai nastri di partenza, vengono messi in terza posizione dietro alle due grandi favorite: il Liverpool di <strong>Slot</strong>, campione in carica e (apparente) re del mercato, e l&#8217;Arsenal di <strong>Arteta</strong>, ormai maturo a sufficienza per puntare al colpo grosso. </p>



<p>Saranno proprio i <em>Gunners </em>a dettare il passo in campionato, dove la discontinuità del City sembra inizialmente un limite troppo evidente per poter davvero competere per il titolo. È una versione dei <em>Citizens </em>più verticale e meno improntata al controllo rispetto al passato; tra i volti nuovi, si esaltano soprattutto il ventunenne <strong>O&#8217;Reilly</strong> (forse l&#8217;ultimo grande lascito tecnico di <strong>Guardiola </strong>a Manchester) e <strong>Rayan Cherki</strong>, autentico genio del pallone capace di leggere uno spartito tutto suo. </p>



<p>Le paure e il peso della storia che gravano sull&#8217;Arsenal permettono a <em>Pep </em>di riaggrapparsi alla vetta in primavera, tant&#8217;è che lo scontro diretto deciso da <strong>Håland </strong>a metà aprile sembra poter essere il vero punto di svolta del campionato. Il City 2025-2026, tuttavia, si spegne e si riaccende quando meno te l&#8217;aspetti, e si incaglia in casa dell&#8217;Everton nel rush finale, spedendo dunque la coppa a Londra. </p>



<p>Non è un caso che a deporre definitivamente <strong>Guardiola</strong> sia stato un suo ex assistente, ispiratosi al lato più reazionario del suo calcio (la retroguardia composta da quattro difensori centrali come il City 2023 ne è un esempio lampante) per sconfiggere l&#8217;antico maestro. Per farsi perdonare, <em>Pep </em>riesce comunque a mettersi in saccoccia la Carabao e la Fa Cup: non male come regalo di addio&#8230;</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/trophyliftoverlay-1024x576.webp" alt="" class="wp-image-27430" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/trophyliftoverlay-1024x576.webp 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/trophyliftoverlay-300x169.webp 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/trophyliftoverlay-768x432.webp 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/trophyliftoverlay-1536x864.webp 1536w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/trophyliftoverlay.webp 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">I giocatori del City esultano per la vittoria nella Fa Cup 2025-2026</figcaption></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">6) 2023-2024</h2>



<p></p>



<p>Smaltita la sbornia per l&#8217;<em>en plein</em> della stagione precedente, nel 2023-2024 il Manchester City va alla cassa a riscuotere i vari trofei &#8220;laterali&#8221;, derivanti dalla vittoria della Champions League a giugno: in Supercoppa Europea (dove si mette in mostra un <strong>Cole Palmer</strong> ancora in rampa di lancio) servono i rigori per piegare il Siviglia, mentre il Mondiale per club si rivela una mera formalità. </p>



<p>Ben più sudata invece la lotta per la Premier League, vinta soltanto all&#8217;ultima curva dopo un lungo triello con le solite Arsenal e Liverpool. A dar speranza a queste ultime ci pensano gli scontri diretti, in cui il City non riesce praticamente mai a imporsi; il vero fattore decisivo, tuttavia, sarà il ruolino di marcia impeccabile degli uomini di <strong>Guardiola </strong>contro le medio-piccole, come testimoniano i soli 3 punti persi in tutto il campionato contro squadre della parte destra della classifica (nella fattispecie, il Wolverhampton). </p>



<p><strong>Håland </strong>si riconferma implacabile aguzzino del gol, ma i veri mvp stagionali sono <strong>Rodri </strong>(che raggiunge livelli di decisività difficilmente replicabili da un mediano nel calcio contemporaneo) e <strong>Foden </strong>(che soprattutto in assenza dell&#8217;infortunato <strong>De Bruyne</strong> vede accresciute a dismisura le proprie responsabilità creative). L&#8217;unica nota stonata della stagione è l&#8217;eliminazione ai rigori nel quarto di finale di Champions contro il multiforme Real Madrid di <strong><a href="https://gameofgoals.it/2022/05/31/onore-al-real-madrid-e-ad-ancelotti-il-trionfo-della-misura-e-dellintelligenza.html">Ancelotti</a></strong>: a posteriori, si rivelerà il vero e proprio canto del cigno del Manchester City di <strong>Guardiola </strong>in campo internazionale.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/champions-stats-wide-1024x576.webp" alt="" class="wp-image-27431" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/champions-stats-wide-1024x576.webp 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/champions-stats-wide-300x169.webp 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/champions-stats-wide-768x432.webp 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/champions-stats-wide-1536x864.webp 1536w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/champions-stats-wide.webp 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Il City campione d&#8217;Inghilterra nel 2023-2024</figcaption></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">5) 2020-2021</h2>



<p></p>



<p>Come per ogni alchimista che si rispetti, non tutti gli esperimenti di <strong>Guardiola </strong>sono riusciti alla perfezione, anzi. Il suo grande merito, tuttavia, è sempre stato quello di riuscire a concedersi qualche balbettio in più nella prima fase della stagione, in attesa di trovare l&#8217;assetto tattico ideale da sfoderare da marzo in poi, quando c&#8217;è da scrivere per davvero la storia del pallone. È esattamente così che vanno le cose nel 2020-2021: il City parte a rilento, ed è costretto a trovare nuovi equilibri e nuovi leader. </p>



<p>Il declino fisico di <strong>Agüero </strong>e le partenze di <strong><a href="https://gameofgoals.it/2024/10/20/david-silva-mago-merlino-alla-corte-della-regina.html">David Silva</a></strong> e <strong>Kompany</strong> (quest&#8217;ultimo colpevolmente non sostituito a dovere nell&#8217;estate 2019) lasciano un vuoto difficile da colmare per chiunque, ma non per <em>Pep</em>. Quest&#8217;ultimo individua nel ventitreenne <strong>Rúben Dias</strong> il nuovo pilastro intorno a cui costruire la retroguardia, mentre al resto ci pensa <strong>Gündoğan</strong>, chiamato non soltanto a dare geometrie, ma anche e soprattutto a compensare l&#8217;assenza di un attaccante puro con i suoi inserimenti.</p>



<p>I 17 gol totali del centrocampista tedesco (capocannoniere stagionale della squadra) sono una tanica di benzina vitale per un City inarrestabile, che in primavera vince agilmente campionato e Carabao Cup, e raggiunge anche la sua prima finale di Champions League. Ad aspettare al varco <strong>Guardiola</strong>, però, c&#8217;è la sagoma ossuta e arcigna di <strong>Thomas Tuchel</strong>, l&#8217;unico a conoscere l&#8217;ingrediente segreto per fermare i <em>Citizens</em>. </p>



<p>Le due sconfitte nel giro di un mese (Fa Cup e campionato) contro il suo Chelsea preoccupano non poco il tecnico catalano, che nel preparare la finalissima commette probabilmente il più grande errore della propria carriera: dal centrocampo in su, <em>Pep </em>schiera unicamente giocatori offensivi, privandosi di un equilibratore fondamentale come <strong>Rodri</strong> e allontanando dalla porta <strong>Foden </strong>per favorire uno <strong>Sterling </strong>fuori forma. Un nebuloso <em>overthinking </em>che a Stamford Bridge ricordano ancora oggi, con una Coppa dei Campioni in più in bacheca.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="640" height="360" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/24371b699c7047aaa036589eb69e15ca.jpg" alt="" class="wp-image-27432" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/24371b699c7047aaa036589eb69e15ca.jpg 640w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/24371b699c7047aaa036589eb69e15ca-300x169.jpg 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /><figcaption class="wp-element-caption">Una squadra del 2020-2021</figcaption></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">4) 2021-2022</h2>



<p></p>



<p>Ai piedi del podio di questa classifica, ho scelto di inserire la stagione 2021-2022 per un semplice motivo: è un&#8217;ulteriore evoluzione della 2020-2021, con picchi di efficienza e spettacolo ancor più elevati. A differenza dell&#8217;anno precedente, la concorrenza interna stavolta è agguerritissima, e per avere la meglio su un Liverpool da 92 punti in campionato, il City è costretto a toccare quota 93 (ben 7 in più del 2021). </p>



<p>Inoltre, nonostante il percorso europeo stavolta si interrompa soltanto in semifinale e non in finale, <em>Pep </em>ha decisamente meno da rimproverarsi: l&#8217;eliminazione per mano del solito Real Madrid non è causata da garbugli tattici <em>et similia</em>, ma da quei maledetti episodi che rendono la Champions League la competizione del diavolo (e in cui gente come <strong>Courtois</strong>, <strong>Benzema</strong>, <strong>Rodrygo </strong>e compagnia bella riesce a muoversi con sovrannaturale disinvoltura). </p>



<p>Nonostante il mercato estivo veda sfumare gli arrivi di <strong>Harry Kane </strong>prima e <strong><a href="https://gameofgoals.it/2022/03/07/mister-champions-le-10-partite-europee-piu-grandi-di-cristiano-ronaldo.html">Cristiano Ronaldo</a> </strong>poi (lo so, sembra assurdo immaginarlo al servizio di <strong>Guardiola</strong>), il Manchester City è probabilmente la squadra più forte del pianeta pur non disponendo di alcun fuoriclasse vero e proprio in attacco. Il congegno offensivo messo a punto da <strong>Guardiola</strong>, infatti, permette di distribuire piuttosto equamente il bottino, come dimostrato dai numeri: in campionato, sono ben sette i giocatori a raggiungere la doppia cifra di gol e assist sommati (<strong>De Bruyne</strong>, <strong>Sterling</strong>, <strong>Mahrez</strong>, <strong>Gabriel Jesus</strong>, <strong>Foden</strong>, <strong>Gündoğan</strong> e <strong>Bernardo Silva</strong>). </p>



<p>Nota di merito anche per le altezze celestiali dove volteggia <strong>João Cancelo</strong>, che in quel periodo, da terzino sinistro a piede invertito, non teme confronti con nessun altro interprete del proprio ruolo.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/team-photo-web-1024x576.webp" alt="" class="wp-image-27433" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/team-photo-web-1024x576.webp 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/team-photo-web-300x169.webp 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/team-photo-web-768x432.webp 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/team-photo-web-1536x864.webp 1536w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/team-photo-web.webp 1620w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Foto di squadra della stagione 2021-2022</figcaption></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">3) 2017-2018</h2>



<p></p>



<p>Spesso e volentieri, com&#8217;è inevitabile, le migliori stagioni calcistiche di un club sono figlie di una grande campagna acquisti. Nella fattispecie, il mercato dell&#8217;estate 2017 porta a Manchester tre dei principali pretoriani dell&#8217;intero ciclo <em>guardioliano</em>: <strong>Ederson</strong>, <strong>Walker </strong>e <strong>Bernardo Silva</strong> (a cui si aggiungerà anche <strong>Laporte </strong>a gennaio), immediatamente protagonisti in una formazione destinata a dare un colpo di spugna a tutti i record storici della Premier League. </p>



<p>Ecco dunque una serie di primati stabiliti dal Manchester City 2017-2018: maggior numero di partite vinte (32), striscia più lunga di vittorie consecutive (18, praticamente un intero girone), attacco più prolifico (106 gol), e maggior distacco sulla seconda classificata (19 punti in più di <strong>Mourinho </strong>e del suo Manchester United, fermatosi ad 81).</p>



<p>Ah già, quasi mi dimenticavo del record di punti: 100 tondi tondi, un traguardo leggendario ottenuto al 90&#8242; dell&#8217;ultima giornata, grazie a un memorabile pallonetto di <strong>Gabriel Jesus</strong> contro il Southampton. È in quell&#8217;esatto momento che quei giocatori diventano i <em>Centurions</em>, ottenendo l&#8217;immortalità calcistica, e aprendo un ciclo protrattosi per quasi un decennio. </p>



<p>Per la grande affermazione in Champions League, tuttavia, è ancora presto: in campionato il City infligge un distacco di 25 punti al Liverpool, che nel confronto diretto riesce però ad azzerare il <em>gap</em>, lasciando <strong>Guardiola </strong>a bocca asciutta nel suo unico duello europeo con <strong>Klopp</strong>.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/be27e7917230ce404cf2123620da3de9867825a5.jpg-1024x576.webp" alt="" class="wp-image-27436" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/be27e7917230ce404cf2123620da3de9867825a5.jpg-1024x576.webp 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/be27e7917230ce404cf2123620da3de9867825a5.jpg-300x169.webp 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/be27e7917230ce404cf2123620da3de9867825a5.jpg-768x432.webp 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/be27e7917230ce404cf2123620da3de9867825a5.jpg-1536x864.webp 1536w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/be27e7917230ce404cf2123620da3de9867825a5.jpg.webp 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">I giocatori del City esultano dopo un gol nella stagione 2017-2018: l&#8217;attacco dei Citizens fu torrenziale</figcaption></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">2) 2018-2019</h2>



<p></p>



<p>Limitatamente ai cinque campionati europei per eccellenza, almeno da quando seguo questo sport, non ricordo una singola lotta per il titolo vagamente paragonabile a quella della Premier League 2018-2019. Parliamo di un vero e proprio blockbuster, per qualità degli interpreti in campo e in panchina, per le mille emozioni protrattesi fino all&#8217;ultima giornata, e per le filosofie di gioco delle due squadre coinvolte, così differenti e al contempo destinate a compenetrarsi a vicenda, traghettando il calcio inglese (e non solo) nel futuro.</p>



<p>Insomma, parliamo di uno zenit difficilmente replicabile anche da un punto di vista meramente statistico: 195 punti totali raccolti dalle due contendenti, 98 dal Manchester City, e 97 dal Liverpool. Semplicemente fantascienza. Il City, d&#8217;altro canto, ha ormai una consapevolezza da pilota automatico, e un tridente da lacrimucce (<strong>Sterling</strong>, <strong>Agüero </strong>e <strong>Sané</strong>, tutti e tre al picco delle rispettive carriere), coadiuvati dall&#8217;ultimo grande <strong>David Silva</strong>, ormai trentatreenne. </p>



<p>Parliamo di una vera e propria macchina da guerra, che prima anestetizza e poi travolge le avversarie, e che in patria si rende protagonista di un&#8217;abbuffata mai vista fino ad allora: la squadra di <strong>Guardiola </strong>è infatti la prima nella storia del calcio inglese ad aggiudicarsi tutti i quattro trofei domestici in una singola stagione (Community Shield, Premier League, Carabao Cup ed FA Cup). </p>



<p>Tanto per cambiare, invece, in Champions i <em>Citizens </em>si fermano alle Colonne d&#8217;Ercole dei quarti di finale, anche stavolta in un <em>Euroderby</em>. L&#8217;avversario è il Tottenham di <strong>Pochettino</strong>, che con organizzazione, astuzia, qualche episodio arbitrale favorevole e una discreta dose di fortuna, riesce a raggiungere le agognatissime semifinali. Ancor più del match di ritorno, un flipper impazzito di gol e ribaltoni, per il City si rivela letale l&#8217;andata di Londra, persa anche e soprattutto a causa di un atteggiamento insolitamente prudente.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="810" height="540" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/60291534_2720288888000469_8897940539475755008_n.jpg" alt="" class="wp-image-27437" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/60291534_2720288888000469_8897940539475755008_n.jpg 810w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/60291534_2720288888000469_8897940539475755008_n-300x200.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/60291534_2720288888000469_8897940539475755008_n-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 810px) 100vw, 810px" /><figcaption class="wp-element-caption">Esultanza per una Premier vinta sul filo di lana dopo un&#8217;epica battaglia con il Liverpool</figcaption></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">1) 2022-2023</h2>



<p></p>



<p>Sul primo posto non potevano esserci dubbi, sia per i risultati ottenuti che a livello puramente simbolico: il Manchester City 2022-2023 è a tutti gli effetti il mostro finale di <strong>Guardiola</strong>, quantomeno per quanto riguarda la sua lunga avventura inglese. Un livello troppo difficile da superare anche per il più accanito dei videogiocatori, e, nel suo caso, per il più meticoloso degli allenatori. </p>



<p>Per dar vita a questa creatura, tuttavia, <em>Pep </em>ha dovuto inserire l&#8217;unico pezzo che davvero gli era mancato nel biennio precedente, portando la prosa brutale e futurista di <strong>Erling Håland</strong> in una squadra a tratti fin troppo poetica. <em>«Ma come, ma il centravanti non era lo spazio?»; «E se facesse la fine di Ibrahimovic al Barcellona?»; «Guardiola sta tradendo le sue idee per la prima volta?»</em>. </p>



<p>Tutti questi dubbi estivi vengono fragorosamente spazzati via dal campo, in maniera non troppo dissimile da quella con cui l&#8217;attaccante norvegese bullizza i centrali di mezza Europa. Avere una punta così fisicamente dominante ed intimidatoria sotto porta (in campionato segna 36 gol, record per una singola stagione di Premier League) equivale ad avere un incredibile semplificatore di soluzioni nell&#8217;ultimo terzo di campo; il calcio del City è forse un po&#8217; meno affascinante di quello espresso nel biennio 2017-19, ma rimane una tenaglia da cui è impossibile non essere soppressi. </p>



<p>Lo scoprono a proprie spese l&#8217;Arsenal, psicologicamente divorato dai più esperti rivali nel testa a testa primaverile in campionato, il Manchester United, sconfitto in finale di Fa Cup, e tutte le malcapitate avversarie lungo il cammino dei <em>Citizens </em>in Champions League. Trovatosi sul lato più ostico del tabellone, <strong>Guardiola </strong>rifila due sculacciate epocali al Bayern Monaco di <strong>Tuchel </strong>e al Real Madrid di <strong>Ancelotti </strong>(già, proprio loro), scacciando i propri fantasmi europei in vista dell&#8217;ultimo atto contro l&#8217;Inter. </p>



<p>Contro ogni pronostico, sono proprio gli sfavoritissimi nerazzurri a mettere maggiormente in difficoltà il City, che dispone però di troppe armi (<strong>Stones</strong>, mvp della finalissima, e <strong>Rodri</strong>, autore del gol decisivo) per non completare il tanto ambito <em>Treble.</em> Un traguardo simile, in Inghilterra, lo aveva raggiunto soltanto il Manchester United di <strong>Ferguson </strong>nel 1999, ma con un percorso decisamente meno netto rispetto ai <em>Noisy Neighbours </em>di 24 anni dopo; limitatamente alla singola stagione, sono loro la miglior squadra inglese di ogni tempo?</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image alignfull size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/gettyimages-1497490592-1920x1080-1-1024x576.png" alt="" class="wp-image-27438" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/gettyimages-1497490592-1920x1080-1-1024x576.png 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/gettyimages-1497490592-1920x1080-1-300x169.png 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/gettyimages-1497490592-1920x1080-1-768x432.png 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/gettyimages-1497490592-1920x1080-1-1536x864.png 1536w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/06/gettyimages-1497490592-1920x1080-1.png 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Il City campione di tutto nella stagione 2022-2023: qui la squadra posa con l&#8217;agognata Champions League</figcaption></figure>
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		<title>Busquets vs Rodri: emanazioni del Guardiolismo a confronto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marcello Brescia]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jul 2024 06:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uno contro uno]]></category>
		<category><![CDATA[barcellona]]></category>
		<category><![CDATA[busquets]]></category>
		<category><![CDATA[centrocampo]]></category>
		<category><![CDATA[guardiola]]></category>
		<category><![CDATA[manchester city]]></category>
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		<category><![CDATA[spagna]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sono passati ormai più di 15 anni dall&#8217;avvento di Pep Guardiola sulla panchina del Barcellona, un matrimonio destinato a cambiare definitivamente la storia del calcio, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2024/07/30/busquets-vs-rodri-emanazioni-del-guardiolismo-a-confronto.html">Busquets vs Rodri: emanazioni del Guardiolismo a confronto</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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<p class="has-drop-cap">Sono passati ormai più di 15 anni dall&#8217;avvento di <strong>Pep Guardiola </strong>sulla panchina del Barcellona, un matrimonio destinato a cambiare definitivamente la storia del calcio, e la concezione che abbiamo di esso. I ripetuti trionfi dei <em>blaugrana</em> nel decennio successivo, portatori di un impatto culturale impressionante se rivisti con gli occhi di oggi, non sono però mai andati troppo a genio all&#8217;ala più conservatrice del dibattito calcistico. Non di rado infatti, in molti si sono sentiti in dovere di &#8220;smascherare&#8221; i catalani, come se non fosse possibile fare incetta di titoli esibendo al tempo stesso la proposta di gioco più affascinante che si sia mai vista. </p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Chi è Busquets</h2>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
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</div></figure>



<p></p>



<p>Tralasciando le ipotesi più complottiste, che spaziano da arbitri compiacenti (&#8220;<em>Porquè Ovrebo?</em> <em>Porquè Busacca?</em>&#8220;) a ormoni della crescita con effetto dopante, uno dei tentativi più ricorrenti di ridimensionare i giocatori del Barcellona consiste nello sminuirli appioppando loro questa infamante etichetta: &#8220;<em>giocatore da sistema</em>&#8220;. Soltanto un impianto di gioco collaudato ai limiti della perfezione permetterebbe infatti a giocatori poco prestanti dal punto di vista fisico di esprimersi a un tale livello, oscurandone le lacune destinate a emergere in contesti di rango inferiore. Nonostante queste accuse, a tratti, non abbiano risparmiato nemmeno lo stesso <strong>Messi </strong>(le cui sconfitte in Nazionale sembravano una prova lampante dell&#8217;impossibilità di affermarsi lontano dal Camp Nou), chi più di ogni altro ha sfruttato al massimo la propria natura di &#8220;giocatore da sistema&#8221; è stato <strong>Sergio Busquets</strong>.</p>



<p>A posteriori, rileggere articoli di giornale o vecchi forum in cui si parla di <strong>Busquets</strong>, può provocare diverse reazioni: una risata, un po&#8217; di sudore freddo, oppure, come nel mio caso, l&#8217;esigenza di dovergli chiedere scusa. Chiedergli scusa a nome di un Paese che, rimasto ancorato all&#8217;epica operaia degli <strong>Oriali </strong>e dei <strong>Gattuso</strong>, non era ancora in grado di abbracciare la rivoluzione del gioco di posizione, capace di trasformare in capomastro anche quello che, un tempo, sarebbe stato il più anonimo dei manovali. Ancor più delle ottime doti di interdizione, di <strong>Busquets </strong>ricordiamo infatti una caratteristica divenuta ormai irrinunciabile per qualsiasi centrocampista di alto livello: la capacità di eludere il pressing avversario, spesso nella maniera più astuta e creativa possibile. </p>



<p>Per certi versi, è proprio questo suo sadismo da <em>torero </em>ad aver reso <em>Busi </em>uno dei giocatori più frustranti da affrontare nell&#8217;intera storia del calcio. Per più di 10 anni, <strong>Busquets </strong>ha disseminato di trappole i campi di gioco di tutto il mondo, tra una finta di corpo di qua, e un pallone impercettibilmente ripulito con la suola di là, obbligando attaccanti imbufaliti a spremersi di fatica per rincorrerlo senza successo. Non è un caso dunque che la genesi del Barcellona pigliatutto coincida con l&#8217;avvento tra i professionisti di un giocatore così peculiare, e in tal senso limitato nella sua grandezza. </p>



<p><strong>Busquets </strong>debutta in prima squadra nel settembre del 2008, pressoché contemporaneamente all&#8217;inizio dell&#8217;era <em>guardioliana</em>; poco meno di 2 anni dopo, nel luglio del 2010, il pivot catalano alza la Coppa del Mondo al cielo di Johannesburg. Nel mezzo, un <em>Sextete</em> storico vinto con il <em>Barça</em>, facendo sloggiare dalla mediana <strong>Yaya Touré</strong>, campionissimo totalmente agli antipodi con l&#8217;idea di calcio incarnata da <strong>Busquets</strong>. Pur essendo l&#8217;ultimo arrivato nello stellare centrocampo della Spagna, risulta fin da subito insostituibile nello scacchiere di <strong>Vicente Del Bosque</strong>, capace di coniare la frase che più di ogni altra riassume l&#8217;impatto silenzioso di <em>Busi </em>nel club e in Nazionale: «Se guardi la partita, difficilmente ti accorgerai di <strong>Busquets</strong>, ma se guardi <strong>Busquets</strong>, riuscirai a capire lo svolgimento dell&#8217;intera partita».</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Chi è Rodri</h2>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Rodri Hernández - The Art of CDM.." width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/Lpz4PUPJ5kM?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<p></p>



<p>Risulta difficile invece,  guardando una partita del Manchester City o della Spagna odierna, non accorgersi di <strong>Rodrigo Hernández Cascante</strong>, o più semplicemente <strong>Rodri</strong>. Separato da otto anni di differenza con <strong>Busquets</strong>, di cui è da sempre l&#8217;erede designato, la continua crescita dell&#8217;ex mediano dell&#8217;Atletico Madrid nelle ultime tre stagioni agli ordini del solito <strong>Guardiola</strong>, è stata semplicemente impressionante. La svolta della carriera di Rodri avviene nel 2021, al termine di una stagione chiusa in maniera abbastanza amara; dopo avergli fatto raccogliere il testimone di <strong>Fernandinho </strong>come uomo chiave davanti alla difesa, Pep lo esclude dalla formazione titolare dei <em>Citizens </em>in occasione della finale di Champions League contro il <strong>Chelsea</strong>. Un errore madornale, tra i più incomprensibili della carriera di <strong>Guardiola </strong>(forse il picco dell&#8217;<em>overthinking </em>su cui si è tanto ironizzato nel corso della sua esperienza inglese), che costerà la Coppa dalle grandi orecchie al City. </p>



<p>Da quella notte in poi, le cose dalle parti dell&#8217;<em>Etihad Stadium </em>cambieranno per sempre: il Manchester City ammirato nelle 3 annate successive è sostanzialmente composto da <strong>Rodri </strong>ed altri 10 uomini, diventando una squadra ancora più orientata al controllo del gioco rispetto a prima. Lui stesso, con la somma supervisione di <strong>Guardiola</strong>, scopre di avere qualità fin lì inespresse, o esplorate soltanto in parte. Da semplice mediano posizionale, <strong>Rodri </strong>entra in una dimensione completamente nuova, quasi da centrocampista box-to-box; la sua prestanza fisica, abbinata a una protezione del pallone tipicamente iberica, lo rende estremamente efficace nelle conduzioni in verticale, fondamentali per risalire il campo. La vera arma segreta del ragazzone madrileno tuttavia è un&#8217;altra, ossia un insospettabile feeling con la porta avversaria: i gol di Rodri, oltre a non essere affatto pochi per un vertice basso, non sono mai banali per fattura e per importanza. </p>



<p>Nel 2022, così come in quest&#8217;ultima stagione, i <em>Citizens</em> si sono aggiudicati la Premier League soltanto all&#8217;ultima giornata, e in entrambi i casi, nel momento più decisivo della stagione, non è mancata la firma indelebile di <strong>Rodri</strong>, specializzatosi nel finalizzare dal limite dell&#8217;area i tipici <em>cut-back</em> guardioliani. Proprio in questo modo, del resto, <strong>Rodri </strong>ha messo a segno il gol più importante della propria carriera (oltre che dell&#8217;intera storia del Man City), nella finale di Champions League del 2023 ad Istanbul contro l&#8217;Inter. L&#8217;ascesa inarrestabile di quello che, ad oggi, è indubbiamente il miglior centrocampista al mondo, è proseguita in Germania in occasione di <a href="https://gameofgoals.it/category/calcio-attuale/euro-2024">EURO 2024</a>. <strong>Rodri </strong>si è infatti imposto fin da subito come leader tecnico di una Spagna nuova ma fedele ai propri principi, capace di eliminare in sequenza le principali favorite per il titolo (Germania, Inghilterra e Francia), sciorinando ininterrottamente il miglior calcio della competizione.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il confronto</h2>



<p></p>



<p>Non potrebbe dunque esserci momento più insidioso di questo per mettere a confronto <strong>Busquets </strong>e <strong>Rodri</strong>; il primo ha imboccato da diverso tempo il viale del tramonto, abbracciando un pre-pensionamento da sogno all&#8217;Inter Miami, mentre il secondo, <a href="https://gameofgoals.it/2024/07/16/euro-2024-bilancio-finale-spagna-delle-meraviglie-sorpresa-svizzera-flop-italia-e-mbappe.html">eletto MVP dell&#8217;Europeo</a>, sembra più che mai in odore di Pallone d&#8217;Oro. Provando a tirare le somme, dunque, i punti a favore di uno o dell&#8217;altro sembrano coincidere quasi perfettamente: a parità di età (fermandoci dunque al 2016 per <strong>Busquets</strong>), il catalano può vantare un palmarés più ricco, ed un&#8217;impronta maggiore nella storia recente del gioco, complice anche l&#8217;aver fatto parte della squadra più influente del nuovo millennio. Il castigliano, d&#8217;altro canto, è diventato probabilmente un giocatore più completo e decisivo del suo predecessore, non limitandosi a lavorare da ingranaggio silenzioso, ma capace anche di ergersi a primo violino all&#8217;occorrenza.</p>



<p>Il potenziale ingresso di un mediano nell&#8217;albo del Pallone d&#8217;Oro tuttavia, potrebbe costituire un&#8217;enorme vittoria anche per lo stesso <strong>Busquets</strong>, il quale, pur non riuscendo mai a competere neanche lontanamente per tale premio (classificandosi tuttalpiù al 20° posto nel 2012), ha indubbiamente spianato la strada a tutti i suoi successori, <strong>Rodri </strong>in primis. </p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2024/07/30/busquets-vs-rodri-emanazioni-del-guardiolismo-a-confronto.html">Busquets vs Rodri: emanazioni del Guardiolismo a confronto</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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		<title>Euro 2024, bilancio finale: Spagna delle meraviglie, sorpresa Svizzera, flop Italia e Mbappé</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2024/07/16/euro-2024-bilancio-finale-spagna-delle-meraviglie-sorpresa-svizzera-flop-italia-e-mbappe.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Niccolo Mello]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Jul 2024 17:20:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Euro 2024]]></category>
		<category><![CDATA[francia]]></category>
		<category><![CDATA[germania]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina: Williams e Yamal, frecce di Spagna La conferma La Spagna è stata uno spettacolo. La nazionale iberica ha vinto sette partite su [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-text-align-right"><em>Immagine di copertina: Williams e Yamal, frecce di Spagna</em></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">La conferma</h2>



<p></p>



<p>La <strong>Spagna </strong>è stata uno spettacolo. La nazionale iberica ha vinto sette partite su sette (una ai supplementari) mostrando il miglior calcio del torneo e mettendo le mani in modo meritatissimo sull&#8217;alloro europeo. La squadra di De La Fuente ha battuto tutti i migliori, prima la Germania padrona di casa nell&#8217;incontro in cui ha sofferto di più, poi la Francia e infine l&#8217;Inghilterra. Ai principi tattici e filosofici della scuola spagnola &#8211; possesso palla, fraseggio, dominio degli spazi, manovra avvolgente &#8211; ha unito maggiore verticalità e velocità in fase di ripartenza, sfruttando le caratteristiche delle freccie <em>colored </em>Lamine Yamal e Nico Williams. I due ragazzi &#8211; classe 2007 e 2002 &#8211; che potrebbero essere compagni nel Barcellona dalla prossima stagione sono stati la variabile impazzita, l&#8217;elemento di novità rispetto alle ultime versioni della Spagna, che per il resto ha confermato la sua predisposizione al gioco come elemento fondante del proprio credo. Il perno Rodri, la rivelazione Ruiz e il troppo sottovalutato Dani Olmo sono stati gli altri elementi imprescindibili.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">La sorpresa</h2>



<p></p>



<p>Spagna a parte, il calcio migliore lo ha mostrato probabilmente la <strong>Svizzera</strong>, <a href="https://gameofgoals.it/2024/06/30/ottavi-italia-svizzera-0-2-si-salva-solo-donnarumma-il-resto-e-un-disastro.html">che ha estromesso l&#8217;Italia al termine di una partita giocata magnificamente </a>ed è poi stata eliminata ai rigori, in maniera un po&#8217; immeritata, dall&#8217;Inghilterra. Xhaka e compagni hanno comunque dimostrato che è possibile costruire un progetto al di là del valore degli interpreti, una lezione che dovrebbe essere assorbita anche alle nostre latitudini.<br>Sorprese positive anche <strong>Turchia</strong> e <strong>Georgia</strong>: la prima è uscita nei quarti dopo una partita contro l&#8217;Olanda in cui meritava di più e dopo aver messo in mostra il secondo miglior giovane di questo Europeo, la mezzala del Real Madrid Arda Guler; la seconda ha saputo conquistare una storica qualificazione agli ottavi, arrendendosi alla Spagna dopo una prima mezz&#8217;ora di grande calcio.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">La delusione</h2>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="537" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/07/Figurine-11_2_Tavola-disegno-1-copia-9-1024x537.jpg" alt="" class="wp-image-20730" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/07/Figurine-11_2_Tavola-disegno-1-copia-9-1024x537.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/07/Figurine-11_2_Tavola-disegno-1-copia-9-300x157.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/07/Figurine-11_2_Tavola-disegno-1-copia-9-768x403.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/07/Figurine-11_2_Tavola-disegno-1-copia-9.jpg 1500w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Mbappé: la delusione principale</figcaption></figure>



<p></p>



<p>In relazione ai risultati e in base al (non) gioco espresso, l&#8217;<strong>Italia</strong> probabilmente su tutte. Una spedizione davvero infausta degli azzurri, <a href="https://gameofgoals.it/2024/07/09/il-flop-dellitalia-nasce-da-lontano-i-perche-di-un-fallimento-annunciato.html">della quale abbiamo già scritto e sulla quale non è il caso di soffermarsi ulteriormente</a>. Note negative anche la <strong>Croazia</strong>, giunta a fine ciclo e beffata proprio dall&#8217;Italia a una manciata di secondi dagli ottavi. E rispetto al valore della rosa, voto negativo anche per la <strong>Francia</strong>, che ha segnato un solo gol su azione e non è mai riuscita a esprimere una manovra d&#8217;insieme, affidandosi unicamente all&#8217;estro dei singoli. Stesso limite dell&#8217;<strong>Inghilterra</strong>, giunta in finale spesso per episodi e lampi individuali.<br>Tra i singoli, la nota più negativa in assoluto &#8211; rispetto al valore &#8211; è sicuramente <strong>Mbappé</strong>: un solo gol su rigore e basta, con prestazioni mai convincenti.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il protagonista</h2>



<p></p>



<p>L&#8217;MVP dell&#8217;Europeo è stato eletto <strong>Rodri</strong>, faro della Spagna e uomo su cui De La Fuente ha poggiato l&#8217;intero sistema di gioco. Da anni il miglior centromediano del mondo, uno dei capisaldi del Manchester City di Guardiola, è un giocatore non sempre appariscente (anche se ha deciso in prima battuta una finale di Champions League) però fondamentale. Altri tre spagnoli meritano una sottolineatura di valore: i giovani e fenomenali <strong>Yamal</strong> e <strong>Williams </strong>e il jolly <strong>Olmo</strong>, entrato per l&#8217;infortunato Pedri nel match contro la Germania, e diventato fondamentale con gol, assist e presenza in campo.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">La top 11</h2>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="940" height="788" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/07/DE-LA-FUENTE-Spagna.jpg" alt="" class="wp-image-20725" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/07/DE-LA-FUENTE-Spagna.jpg 940w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/07/DE-LA-FUENTE-Spagna-300x251.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/07/DE-LA-FUENTE-Spagna-768x644.jpg 768w" sizes="(max-width: 940px) 100vw, 940px" /></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il pagellone delle squadre</h2>



<p></p>



<ul class="wp-block-list">
<li class="has-medium-font-size">SPAGNA <strong>10</strong> Entusiasmante</li>



<li class="has-medium-font-size">SVIZZERA <strong>9</strong> Spumeggiante</li>



<li class="has-medium-font-size">TURCHIA <strong>7,5</strong> Briosa</li>



<li class="has-medium-font-size">GERMANIA <strong>7</strong> Crescente</li>



<li class="has-medium-font-size">OLANDA <strong>7</strong> Solida</li>



<li class="has-medium-font-size">GEORGIA <strong>7</strong> Storica</li>



<li class="has-medium-font-size">AUSTRIA <strong>6,5</strong> Apprezzabile</li>



<li class="has-medium-font-size">PORTOGALLO <strong>6,5</strong> Compassato</li>



<li class="has-medium-font-size">INGHILTERRA <strong>6</strong> Titubante</li>



<li class="has-medium-font-size">FRANCIA <strong>5</strong> Deludente</li>



<li class="has-medium-font-size">BELGIO <strong>5</strong> Inconcludente</li>



<li class="has-medium-font-size">ITALIA <strong>4</strong> Fallimentare</li>



<li class="has-medium-font-size">CROAZIA <strong>4</strong> Bollita</li>
</ul>
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		<title>Euro 2024, finale: Spagna-Inghilterra 2-1. Quarto trionfo per la Roja</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2024/07/15/euro-2024-finale-spagna-inghilterra-2-1-quarto-trionfo-per-la-roja.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Buffoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jul 2024 08:56:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Euro 2024]]></category>
		<category><![CDATA[dani olmo]]></category>
		<category><![CDATA[euro 2024]]></category>
		<category><![CDATA[harry kane]]></category>
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		<category><![CDATA[pickford]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Spagna corona il suo torneo-capolavoro con un successo meritato e sul campo molto più largo e indiscutibile di quanto non racconti il sofferto 2-1 [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2024/07/15/euro-2024-finale-spagna-inghilterra-2-1-quarto-trionfo-per-la-roja.html">Euro 2024, finale: Spagna-Inghilterra 2-1. Quarto trionfo per la Roja</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-drop-cap">La<strong> Spagna</strong> corona il suo torneo-capolavoro con un successo meritato e sul campo molto più largo e indiscutibile di quanto non racconti il sofferto 2-1 finale. Gli spagnoli del 2024, in termini di superiorità tecnica e di squadra sugli avversari, hanno rievocato i loro connazionali di sedici anni fa, superando a mio avviso quelli visti in Ucraina e Polonia dodici anni fa. </p>



<p>Questa <strong>Spagna</strong> non ha sbagliato praticamente nulla, e solo contro i tedeschi ha chiesto un piccolo aiuto alla buona sorte: anche ieri sera ha iniziato la partita controllando il pallone con una semplicità disarmante e dopo, il gol del vantaggio, arrivato peraltro subito dopo l&#8217;uscita dal campo del totem <strong>Rodri</strong>, avrebbe potuto dilagare: i suoi scambi sullo stretto sono stati poesia e solo una certa imprecisione sotto porta le ha impedito di chiudere la partita.</p>



<p>Il neoentrato <strong>Palmer</strong>, un po&#8217; <em>against all odds</em>, come dicono proprio in<strong> Inghilterra</strong>, ha pareggiato il vantaggio di <strong>Nico Williams</strong> con un gol spettacolare, un sinistro dalla distanza che ha colto <strong>Unai Simon</strong> impreparato. Poco male: la <strong>Spagna</strong>, confermando di essere anche una squadra di carattere oltre che spettacolare, ha ripreso rapidamente in mano le redini della partita e con il subentrante <strong>Mikel Oyarzabal</strong> ha trovato a pochi minuti dal termine il gol del 2-1.</p>



<p>Si chiude così con un successo ampio e indiscutibile un campionato europeo dai buoni contenuti tecnici, che ha visto primeggiare sotto ogni profilo gli spagnoli e il loro calcio che mette la tecnica al primo posto. Per l&#8217;Inghilterra, lo scantinato delle delusioni si è arricchito di un ulteriore trofeo, e gli anni senza un singolo titolo internazionale sono diventati 58.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Spagna-Inghilterra 2-1: gol e highlights degli Europei 2024" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/NXkbLN09R3Q?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il tabellino</h2>



<p></p>



<p><strong>SPAGNA-INGHILTERRA 2-1<br>Marcatori: </strong>st 2&#8242; Williams (S), 28&#8242; Palmer (I), 41&#8242; Oyarzabal.<br><strong>Spagna (4-3-3): </strong>Unai Simon; Carvajal, Le Normand (st 38&#8242; Nacho), Laporte, Cucurella; Dani Olmo, Rodri (st 1&#8242; Zubimendi), Fabian Ruiz; Yamal (st 44&#8242; Merino), Morata (st 22&#8242; Oyarzabal), Williams. Ct. De La Fuente.<br><strong>Inghilterra (3-4-2-1): </strong>Pickford; Walker, Stones, Guehi; Saka, Mainoo (st 25&#8242; Palmer), Rice, Shaw; Foden (st 44&#8242; Toney), Bellingham; Kane (st 16&#8242; Watkins). Ct. Southgate.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le pagelle</h2>



<p></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>SPAGNA</strong></p>



<p></p>



<p><strong>Il migliore DANI OLMO 8</strong><br>Non è facile votare il migliore nella spumeggiante combriccola spagnola, ma sommando tutto credo che anche ieri sera Olmo possa essersi guadagnato la corona di numero uno: non ce ne voglia Pedri, protagonista di uno splendido europeo finché è stato in salute, ma Olmo è stato ancora più decisivo sotto porta e ieri ha addomesticato e servito innumerevoli palloni ai compagni, partecipando ad almeno quattro azioni-spettacolo. Il salvataggio sulla linea di porta gli vale poi almeno mezzo punto in più.</p>



<p><strong>Lamine Yamal 7,5:</strong> il primo tempo poco brillante mi aveva indotto a credere che anche il bambino prodigio, per una volta, stesse sentendo il peso della pressione. Mi sbagliavo: nella ripresa Yamal ha carburato, ha inventato il quarto assist del suo fantastico europeo e ha lasciato gli spettatori a bocca aperta con un paio di <em>neymarate</em> da mani nei capelli, sfiorando il raddoppio. </p>



<p><strong>Nico Williams 7</strong>: ennesima prestazione di spessore per il basco, che attacca ripetutamente Walker nell&#8217;uno contro uno e segna il gol dell&#8217;uno a zero. </p>



<p><strong>Carvajal 6,5</strong>: uno dei leader della squadra gioca una partita impeccabile in entrambe le fasi e si conferma, se mai ce ne fosse ancora bisogno, uno dei migliori laterali destri del pianeta.</p>



<p><strong>Oyarzabal 6,5</strong>: il voto è tutto un premio al gol da centravanti puro con cui decide l&#8217;Europeo.</p>



<p><strong>Cucurella 6</strong>: il folcloristico laterale aveva iniziato il torneo alla grande e l&#8217;ha chiuso meno bene, soffrendo in numerose occasioni e commettendo un grave errore sul gol inglese, ma si è fatto perdonare con l&#8217;assist per il 2-1.</p>



<p></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>INGHILTERRA</strong></p>



<p></p>



<p><strong>Il migliore: PICKFORD 7</strong><br>Merito dell&#8217;estremo difensore se l&#8217;Inghilterra resta in partita fino all&#8217;ultimo. A mio avviso, con margine il migliore dei suoi</p>



<p><strong>Bellingham 6,5</strong>: protagonista di una girata e di un paio di colpi da campione, ha sempre il vizio di apparire &#8220;bolso&#8221;, cosa incredibile per un ventenne, e di restare a lungo ai margini del gioco. Ciononostante, lo premiamo con un voto positivo perché autore di alcune giocate da Bellingham.</p>



<p><strong>Palmer 6,5</strong>: anche nel suo caso, il voto è il doveroso riconoscimento per il gol del pareggio.</p>



<p><strong>Kane 5</strong>: una delle delusioni della serata e a mio parere anche dell&#8217;Europeo. Nel complesso, Harry si salva per alcuni gol pesanti, ma ieri è stato a lungo avulso dalla manovra e non si è letteralmente mai reso pericoloso.</p>



<p><strong>Saka 5</strong>: valgono per lui le stesse considerazioni dedicate a Kane.</p>



<p><strong>Walker 5</strong>: poco brillante in fase offensiva e protagonista suo malgrado dei due gol spagnoli. Per Kyle, una finale da dimenticare.</p>



<p></p>



<p class="has-text-align-right"><strong><em>Articolo a cura di </em>FRANCESCO BUFFOLI <em>e </em>TOMMASO CIUTI</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2024/07/15/euro-2024-finale-spagna-inghilterra-2-1-quarto-trionfo-per-la-roja.html">Euro 2024, finale: Spagna-Inghilterra 2-1. Quarto trionfo per la Roja</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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		<title>Euro 2024, semifinale: Spagna-Francia 2-1. La Roja vola meritatamente a Berlino</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2024/07/10/euro-2024-semifinale-spagna-francia-2-1-la-roja-vola-meritatamente-a-berlino.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Buffoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jul 2024 12:11:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Euro 2024]]></category>
		<category><![CDATA[didier deschamps]]></category>
		<category><![CDATA[euro 2024]]></category>
		<category><![CDATA[fabian ruiz]]></category>
		<category><![CDATA[francia]]></category>
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		<category><![CDATA[lamine yamal]]></category>
		<category><![CDATA[rodri]]></category>
		<category><![CDATA[spagna]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina: Dani Olmo e Yamal esultano, la Spagna è in finale La Spagna, sinora di gran lunga la miglior squadra ammirata a Euro [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2024/07/10/euro-2024-semifinale-spagna-francia-2-1-la-roja-vola-meritatamente-a-berlino.html">Euro 2024, semifinale: Spagna-Francia 2-1. La Roja vola meritatamente a Berlino</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-text-align-right"><em>Immagine di copertina: Dani Olmo e Yamal esultano, la Spagna è in finale</em></p>



<p class="has-drop-cap">La <strong>Spagna</strong>, sinora di gran lunga la miglior squadra ammirata a Euro 2024, conquista una meritata e un po&#8217; sorprendente finale dopo aver rimontato la <strong>Francia</strong>. Al gol di <strong>Kolo Mouani</strong>, lo confesso, ho pensato che la partita avesse imboccato una direzione ben precisa: l&#8217;esperienza dei francesi, decisamente superiore a quella della baby gang ispanica, e la loro possibilità di incanalare l&#8217;incontro sui binari preferiti rendeva il recupero della <em>Roja</em> una <em>mission impossible</em>, anche alla luce delle numerose assenze nelle fila spagnole, su tutte quella di <strong>Carvajal</strong>, sostituito da un vecchio <strong>Jesus Navas</strong> parso inizialmente in grande affanno. </p>



<p>Mi sono sbagliato e ho sottovalutato l&#8217;enorme dotazione non solo tecnica ma anche caratteriale degli spagnoli, che sono riusciti a riacciuffare l&#8217;incontro grazie a una magia del bambino prodigio <strong>Yamal</strong>, autore di una giocata che ha evocato lo spettro dei grandissimi della storia, e quindi a portarsi in vantaggio grazie a un altro colpo di classe, firmato questa volta dal sempre più determinante <strong>Dani Olmo</strong>.</p>



<p>Il secondo tempo non è stato all&#8217;altezza del primo, e ha visto la <strong>Francia</strong> prevalere sul piano territoriale, senza tuttavia quasi mai brillare davvero in termini di manovra e di occasioni da rete. Nel complesso, la <em>Roja</em> si guadagna una finale meritatissima, la quinta della sua storia, dopo aver vinto sul campo ogni partita, sempre dimostrandosi superiore agli avversari &#8211; con la parziale eccezione della sfortunata <strong>Germania</strong>.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Spagna-Francia 2-1: gol e highlights degli Europei 2024" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/n1BGxUW12rE?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il tabellino</h2>



<p></p>



<p><strong>SPAGNA-FRANCIA 2-1<br>Marcatori: </strong>pt 9&#8242; Kolo Muani (F), 21&#8242; Yamal (S), 28&#8242; Olmo (S).<br><strong>Spagna </strong>(4-3-3): Unai Simon; Jesus Navas (st 13&#8242; Vivian), Nacho, Laporte, Cucurella; Dani Olmo (st 31&#8242; Merino ), Rodri, Fabian Ruiz; Yamal (st 49&#8242; Ferran Torres), Morata (st 31&#8242; Oyarzabal), Nico Williams (st 49&#8242; Zubimendi). Ct: De La Fuente.<br><strong>Francia </strong>(4-3-3): Maignan; Koundé, Saliba, Upamecano, Theo Hernandez; Kanté (st 17&#8242; Griezmann), Tchouameni, Rabiot (st 17&#8242; Camavinga); Dembelé (st 34&#8242; Giroud sv), Mbappé, Kolo Muani (st 17&#8242; Barcola). Ct: Deschamps.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le pagelle</h2>



<p></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>SPAGNA</strong></p>



<p></p>



<p><strong>Il migliore: YAMAL 8</strong> <br>Il piccolo genietto dimostra di essere ispirato e pennella subito un cross pulito sulla testa di Fabìan, quindi si invola in due o tre assoli palla al piede da applausi e nel secondo tempo sbaglia poco nulla, confermandosi un passatore eccellente. Il voto, in ogni caso, è anche e soprattutto un premio a una giocata che evoca spettri di <em>messismo</em>: in quella fase della partita, a diciassette anni scarsi, con gli occhi di tutto il mondo addosso, solo un predestinato può inventare un gol del genere, o meglio può pensarlo e poi realizzarlo. Come dicevano di LeBron James quando doveva debuttare in NBA? <em>Chosen One</em>. Ecco.</p>



<p><strong>Rodri 7,5</strong>: Come accade nel City, Rodri non è forse il giocatore più bravo di questa nazionale, ma di certo è il il più importante, l&#8217;architrave del gioco in entrambe le sue fasi. Come Busquets e anche più risolutivo in avanti. </p>



<p><strong>Dani Olmo 7</strong>: Pedri ha inventato calcio, ma Olmo non l&#8217;ha fatto rimpiangere e anzi è stato risolutivo in area di rigore. Grande talento e il gol decisivo, arrivato al culmine di un controllo con l&#8217;esterno da campionissimo, gli vale da solo un voto alto.</p>



<p><strong>Jesus Navas 6</strong>: il confronto con Mbappé è un mismatch sul piano fisico e della velocità, ma il vecchio Navas, alla soglia dei quarant&#8217;anni, riesce a salvarsi con l&#8217;esperienza e si rende pure pericoloso in un paio di risalite palla al piede. Jesus era in campo a Johannesburg quando l&#8217;amico Don Andrés regalava alla Spagna il suo momento di gloria, ed è bellissimo vederlo in campo ancora oggi.</p>



<p><strong>Williams 6</strong>: a parte una<em> neymarata</em> da salto sulla sedia, è meno brillante e incisivo rispetto alle partite precedenti, e si rende poco pericoloso, pur essendo comunque spesso nel vivo della manovra.</p>



<p><strong>Fabián Ruiz 5,5</strong>: sinora grande protagonista della kermesse europea, ieri sera ha sbagliato un gol di testa parso fattibile e soprattutto ha gestito con una leggerezza vietata ai cuori deboli almeno tre palloni pericolosi, e questa leggerezza gli toglie a mio avviso una sufficienza che per il resto sarebbe più che meritata.</p>



<p></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>FRANCIA</strong></p>



<p></p>



<p><strong>Il migliore: MBAPPÉ 6,5</strong><br>Disputa la miglior partita di un europeo non indimenticabile, specie nel primo tempo. Il cross da cui scaturisce il gol di Kolo Mouani è un colpo da artista, e in generale il suo motore sembra aver carburato rispetto alle gare precedenti, forse anche perché Navas e Nacho non hanno il passo per contenerlo. Nella ripresa però non trova la giocata decisiva.</p>



<p><strong>Kolo Muani 6</strong>: prestazione ai limiti della sufficienza, il gol però gli vale la sufficienza piena. Giocatore in ogni caso abbastanza limitato.</p>



<p><strong>Koundé 6</strong>: protagonista sfortunato del gol del 2-1, il laterale del Barcellona disputa una gara ordinata e in cui non commette errori, proponendosi anche in almeno tre occasioni nella metacampo avversaria.</p>



<p><strong>Kanté 5,5:</strong> Il miglior francese dell&#8217;europeo ha le polveri bagnate, recupera pochi palloni, soffre l&#8217;ingombrante Rodri e in generale è molto meno attivo rispetto alle partite precedenti.</p>



<p><strong>Rabiot 5</strong>: corre a vuoto, recupera pochi palloni, mai pericoloso, una serata in versione juventino.</p>



<p></p>



<p class="has-text-align-right"><strong><em>Articolo a cura di </em>FRANCESCO BUFFOLI <em>e </em>TOMMASO CIUTI</strong></p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="615" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/07/orizzontale.delusione.mbappe.francia.2024.2800x1682-1024x615.jpg" alt="" class="wp-image-20537" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/07/orizzontale.delusione.mbappe.francia.2024.2800x1682-1024x615.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/07/orizzontale.delusione.mbappe.francia.2024.2800x1682-300x180.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/07/orizzontale.delusione.mbappe.francia.2024.2800x1682-768x461.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/07/orizzontale.delusione.mbappe.francia.2024.2800x1682-1536x923.jpg 1536w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/07/orizzontale.delusione.mbappe.francia.2024.2800x1682-2048x1230.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Tutta la delusione di Mbappé</figcaption></figure>



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		<title>Champions League, finale: Manchester City-Inter 1-0</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2023/06/11/champions-league-finale-manchester-city-inter-1-0.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Buffoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 Jun 2023 07:38:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[2022-2023]]></category>
		<category><![CDATA[de bruyne]]></category>
		<category><![CDATA[dzeko]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E così alla fine è arrivato per Guardiola il secondo triplete della carriera, che si affianca a quello di 14 anni fa (diventato poi un&#8217;incredibile [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-drop-cap">E così alla fine è arrivato per <strong>Guardiola</strong> il secondo <em>triplete</em> della carriera, che si affianca a quello di 14 anni fa (diventato poi un&#8217;incredibile sestina). Il <strong>Manchester City </strong>corona con il successo più importante una lunga stagione trionfale, ma la partita di Instanbul, a onor del vero, ha visto scendere in campo una delle versioni del<strong> City</strong> più appannate e meno brillanti della stagione; per larghi tratti, la squadra è parsa in preda a una certa ansia da prestazione.</p>



<p>Nel primo tempo gli inglesi hanno avuto a lungo in mano il pallino del gioco e hanno sicuramente costruito di più, ma i ritmi sono stati lenti in maniera inusuale e in generale le fitte trame palla al piede che contraddistinguono il calcio del City si sono viste solo in un paio di occasioni. L&#8217;<strong>Inter</strong> non si è sbilanciata, ha tenuto bene il campo e ha concesso poco, pur non calciando praticamente mai in porta. L&#8217;infortunio di <strong>De Bruyne</strong> ha privato gli inglesi del loro cervello, ma è stato in ogni caso compensato dall&#8217;ingresso di un Foden rivelatosi poi più che buono.</p>



<p>Nella ripresa le squadre si sono allungate, il <strong>City</strong> ha sempre costruito di più ma l&#8217;<strong>Inter</strong> è ripartita meglio e forse non ha sfruttato nel modo migliore un paio di sbilanciamenti degli inglesi. il gol di <strong>Rodri </strong>ha coronato la superiorità della squadra di Manchester, ma anche soffiato nelle trombe dell&#8217;orgoglio interista: i nerazzurri sono stati infatti in grado di reagire e hanno creato almeno due pericoli seri alla porta di<strong> Ederson</strong>, che è stato determinante, con un <strong>Lukaku</strong> che ha sostituito l&#8217;ectoplasma bosniaco, ma si è rivelato croce e delizia. Clamoroso, in particolare, il colpo di testa ravvicinato respinto dal portiere brasiliano, giunto al termine di un&#8217;azione elaborata e che avrebbe portato l&#8217;Inter sul pari. I nerazzurri ci hanno creduto fino all&#8217;ultimo istante e hanno disputato un ottimo finale di gara. Nel complesso, il <strong>City</strong> ha avuto qualcosina di più (e anche costruito diverse situazioni che potevano portare al raddoppio), ma un pareggio non sarebbe stato uno scandalo, in campo non si è visto il solco che ha separato le due squadre per tutta la stagione. </p>



<p>A conti fatti, è stata quasi una vittoria di &#8220;corto muso&#8221;, lontana dai trionfi del Barcellona, ma che corona la straordinaria competizione degli azzurri, che chiudono imbattuti.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Il tabellino</h3>



<p></p>



<p><strong>MANCHESTER CITY-INTER 1-0<br>Marcatore:</strong> st 23&#8242; Rodri.<br><strong>Manchester City</strong>: Ederson; Akanji, Dias, Aké; Stones (st 37&#8242; Walker), Rodri; Bernardo Silva, De Bruyne (pt 36&#8242; Foden), Gundogan, Grealish; Haaland. A disp.: Ortega, Carson, Philips, Laporte, Alvarez, Sergio Gomez, Mahrez, Perrone, Palmer, Lewis. All.: Guardiola.<br><strong>Inter</strong>: Onana; Darmian (st 39&#8242; D&#8217;Ambrosio), Acerbi, Bastoni (st 31&#8242; Gosens); Dumfries (st 31&#8242; Bellanova), Barella, Brozovic, Calhanoglu (st 39&#8242; Mkhitaryan), Dimarco; Lautaro, Dzeko (st 12&#8242; Lukaku). A disp.: Handanovic, Cordaz, Gagliardini, De Vrij, Correa, Asllani, Skriniar. All.: Inzaghi.</p>



<p></p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Le pagelle</h3>



<p></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>MANCHESTER CITY</strong></p>



<p></p>



<p><strong>Il migliore RODRI 7</strong><br>Il leader di una squadra parsa per larghi tratti contratta e lontana parente della macchina da calcio ammirata contro Bayern, Arsenal e Real Madrid. Nel primo tempo si disimpegna bene in diverse situazioni e il gol decisivo gli vale almeno mezzo voto in più.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1021" height="608" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/06/Rodri.webp" alt="" class="wp-image-14319" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/06/Rodri.webp 1021w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/06/Rodri-300x179.webp 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/06/Rodri-768x457.webp 768w" sizes="(max-width: 1021px) 100vw, 1021px" /></figure>



<p></p>



<p><strong>Ederson 7<br></strong>Nel contesto di una vittoria che non ha molto del &#8220;guardiolismo&#8221;, il portiere brasiliano, dimenticato dalla partita per larghi tratti, nel finale ci mette una pezza clamorosa e più in generale deve intervenire in pù occasioni, compresa un&#8217;uscita complicata a pochi minuti dalla fine.</p>



<p><strong>Ruben Dias 7<br></strong>Lo statuario centrale portoghese è stato impeccabile nel gioco aereo e si è confermato un giocatore di grande spessore, bravo anche in fase di impostazione.</p>



<p><strong>Stones 6,5<br></strong>Di gran lunga il più attivo nel primo tempo, quando sale quasi fino alla posizione di trequartista, cala un po&#8217; nella ripresa.</p>



<p><strong>Foden 6,5<br></strong>Si divora un gol calciando male, ma è brillante in diverse situazioni e regala un paio di<em> iniestate</em> palla al piede.</p>



<p><strong>Gundogan 6<br></strong>Sapiente magistero in mezzo al campo, sbaglia qualcosa nel primo tempo, meglio nella ripresa, ma partita tutto sommato normale.</p>



<p><strong>Bernardo Silva 6<br></strong>Il più brillante in avvio, quando sfiora l&#8217;incrocio con un sinistro alla Del Piero, si spegne un po&#8217; nella ripresa e perde nettamente un paio di duelli con Di Marco.</p>



<p><strong>Akanji 5<br></strong>Il laterale destro commette una distrazione clamorosa su Lautaro, che poteva costare cara, e in generale non dà molta sicurezza né contribuisce fattivamente alla manvora. Brutta partita.</p>



<p><strong>Haaland 5<br></strong>La delusione della serata, conferma l&#8217;involuzione degli ultimi mesi: calcia su Onana alla prima occasione, ma subisce (anche se può sembrare paradossale) la fisicità di Acerbi e Bastoni e in generale fa spesso giocare il City con un uomo in meno. Brutti anche un paio di passaggi con cui agevola le ripartenze nerazzurre e non sfrutta la superiorità numerica dei suoi.</p>



<p></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>INTER</strong></p>



<p></p>



<p class="has-text-align-left"><strong>il migliore: BASTONI 7</strong><br>Mette la museruola al colosso norvegese, sbaglia poco nulla e in generale si conferma un grande centrale.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/06/Bastoni.jpeg" alt="" class="wp-image-14321" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/06/Bastoni.jpeg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/06/Bastoni-300x200.jpeg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/06/Bastoni-768x512.jpeg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">MILAN, ITALY &#8211; MAY 16: Alessandro Bastoni of FC Internazionale celebrates the team&#8217;s victory after the final whistle of the UEFA Champions League semi-final second leg match between FC Internazionale and AC Milan at Stadio Giuseppe Meazza on May 16, 2023 in Milan, Italy. (Photo by Mike Hewitt/Getty Images)</figcaption></figure>



<p></p>



<p><strong>Acerbi 7<br></strong>Come il compagno di reparto, grande protagonista pressoché impeccabile, ci mette fisico, grinta e intelligenza.</p>



<p><strong>Brozović 7<br></strong>Prima frazione di gioco da primo della classe, non sbaglia un pallone e anzi ne recupera tre potenzialmente pericolosi. Meno brillante nella ripresa, ma sempre positivo.</p>



<p><strong>Onana 6,5<br></strong>Bravissimo con i piedi, anche se si prende un paio di rischi di troppo, e non sbaglia nelle poche occasioni in cui è chiamato in causa.</p>



<p><strong>Di Marco 6,5<br></strong>Il motorino nerazzurro ferma con le buone o con le cattive più volte Bernardo Silva e sfiora il gol del pari con un improbabile colpo di testa che si stampa sulla traversa.</p>



<p><strong>Barella 6<br></strong>Motorino inesauribile, recupera diversi palloni ma davanti non è molto incisivo.</p>



<p><strong>Lautaro 6<br></strong>Corre e lotte come un leone, cantavano una volta i tifosi laziali per il <em>Cholo</em>, e Lautaro lo emula, specie nel primo tempo in cui è abbandonato a se stesso nella metacampo avversaria.</p>



<p><strong>Džeko 5<br></strong>Sperduto tra le maglie azzurre, sembra che inizi la partita con il fiatone, non tiene un pallone ed è avulso dalla manovra. L&#8217;impressione è che sia ai titoli di coda.</p>



<p><strong>Dumfries 5<br></strong>Tecnicamente pare per larghi tratti inadeguato, sbaglia parecchi palloni e non dà contributi decisivi.</p>



<p><strong>Lukaku 5<br></strong>Come dicevamo, croce e delizia: il suo ingresso regala all&#8217;Inter energie e la capacità di essere pericolosa, ma un grave errore sotto porta non può non togliergli almeno un voto, e anche in un&#8217;altra occasione è al posto sbagliato nel momento sbagliato.</p>



<p><strong>Hakan Çalhanoğlu 4,5<br></strong>Il peggiore dei suoi, nel primo tempo non sembra essere sceso in campo e nella ripresa le cose cambiano di poco, disorientato dal fraseggio del City e incapace di incidere.</p>



<p></p>



<p class="has-text-align-right"><strong><em>Pezzo a cura di </em>FRANCESCO BUFFOLI <em>e</em> TOMMASO CIUTI</strong></p>
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		<title>Champions League, andata quarti: Manchester City-Bayern Monaco 3-0</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2023/04/12/champions-league-andata-quarti-manchester-city-bayern-monaco-3-0.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Tommaso Ciuti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Apr 2023 09:18:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[2022-2023]]></category>
		<category><![CDATA[bayern monaco]]></category>
		<category><![CDATA[bernardo silva]]></category>
		<category><![CDATA[haaland]]></category>
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		<category><![CDATA[sommer]]></category>
		<category><![CDATA[upamecano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina: l&#8217;esultanza di Haaland Il Manchester City strapazza il Bayern Monaco e mette un’ipoteca pesantissima sull’approdo in semifinale, in attesa della gara di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-text-align-right"><em>Immagine di copertina: l&#8217;esultanza di Haaland</em></p>



<p class="has-drop-cap">Il Manchester City strapazza il Bayern Monaco e mette un’ipoteca pesantissima sull’approdo in semifinale, in attesa della gara di ritorno del 19 aprile dove i bavaresi saranno chiamati ad un autentico miracolo. Dopo un inizio equilibrato è <strong>Rodri</strong> a rompere gli equilibri e a portare i <em>Citizens</em> in vantaggio: riceve da <strong>Bernardo Silva</strong> da destra, si sposta la palla sul sinistro e fa partire un arcobaleno che termina la sua corsa sotto l’incrocio dei pali opposto.</p>



<p>Il raddoppio nella ripresa porta la firma di <strong>Bernardo Silva</strong>, che corona una prestazione decorata con guizzi e serpentine, con un insolito gol di testa in corsa: <strong>Håland</strong> approfitta di un grave errore di <strong>Upamecano</strong> e una volta entrato in area, invece di tirare, pennella un cross per il folletto portoghese, che insacca indisturbato. Il tris è naturalmente firmato dal cyborg della Norvegia: raccoglie una sponda volante e si avventa come un cannibale su un pallone che chiede solo di essere spinto dentro: 45 gol in 39 presenze con il Manchester City, 38 nelle coppe europee, a soli 23 anni. </p>



<p>Non è stata tuttavia una passeggiata di salute per gli <em>Sky Blues</em>, malgrado la rotondità del risultato: <strong>Ederson</strong> ha risposto presente più volte, in occasione dei tiri scoccati dall’affinato mancino di <strong>Sané</strong> (grandiosa la parata del portiere brasiliano ad inizio ripresa sul diagonale a botta sicura del 10 bavarese), sempre pericoloso ed ultimo a mollare, al contrario di un <strong>Musiala</strong> evanescente.</p>



<p>D’altro canto anche <strong>Sommer</strong> si esibisce in un paio di interventi importanti (di piede su <strong>Gundogan</strong> a distanza ravvicinata, e smanacciata su <strong>Ruben Dias</strong> a togliere la palla da sotto la traversa), malgrado più volte abbia rischiato la frittata con improbabili giocate con i piedi ed uscite a farfalle.</p>



<p>Il Bayern di <strong>Tuchel</strong>, chiamato a guidare il Bayern dopo l’incredibile esonero di <strong>Nagelsmann</strong>, dura sostanzialmente un tempo: ha alternato il palleggio a verticalizzazioni improvvise, ma la poca concretezza davanti e la mancanza di un centravanti di ruolo sono fattori che pesano. </p>



<p>D’altra parte <strong>Guardiola</strong>, dopo avere strapazzato il Lipsia agli ottavi di finale, supera a pieni voti (escludendo catastrofi al ritorno) l’esame bavarese: la squadra gioca un calcio sinfonico, con Rodri a dettare i tempi,<strong> De Bruyne</strong> a incidere come una lama nella carne e <strong>Bernardo Silva</strong> a deliziarci con sviolinate d’autore. E poi ovviamente c’è quel “numero 9”, che fa tutta la differenza del mondo: segna e fa segnare, integrato sempre di più nell’idea di calcio proposta dal suo allenatore, alla faccia di chi &#8211; in questi tempi dove vince chi la spara più grossa &#8211; sentenziava senza ombra di dubbio che fosse vero il contrario.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/04/02e56aed62479e04daec229f0bf8bc56Y29udGVudHNlYXJjaGFwaSwxNjgxMzQ0NTM5-2.71007092-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-13928" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/04/02e56aed62479e04daec229f0bf8bc56Y29udGVudHNlYXJjaGFwaSwxNjgxMzQ0NTM5-2.71007092-1024x683.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/04/02e56aed62479e04daec229f0bf8bc56Y29udGVudHNlYXJjaGFwaSwxNjgxMzQ0NTM5-2.71007092-300x200.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/04/02e56aed62479e04daec229f0bf8bc56Y29udGVudHNlYXJjaGFwaSwxNjgxMzQ0NTM5-2.71007092-768x512.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/04/02e56aed62479e04daec229f0bf8bc56Y29udGVudHNlYXJjaGFwaSwxNjgxMzQ0NTM5-2.71007092-1536x1024.jpg 1536w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/04/02e56aed62479e04daec229f0bf8bc56Y29udGVudHNlYXJjaGFwaSwxNjgxMzQ0NTM5-2.71007092.jpg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Rodri, autore di un gol meraviglioso</figcaption></figure>



<p></p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Il tabellino</h3>



<p></p>



<p><strong>MANCHESTER CITY-BAYERN MONACO 3-0<br>Marcatori:</strong> pt 27′ Rodri; st 25&#8242; Bernardo Silva, 31&#8242; Håland.<br><strong>Manchester City:</strong> Ederson, Akanji, Dias, Ake, Stones, Rodri, Bernardo Silva, De Bruyne (st 23′ st Alvarez), Gundogan, Grealish, Haaland. A disp.: Ortega, Carson, Gomez, Laporte, Lewis, Mahrez, Palmer, Perrone, Phillips, Walker. All.: Guardiola.<br><strong>Bayern Monaco:</strong> Sommer, Pavard, Upamecano, de Ligt, Davies (st 35′ Cancelo), Goretzka, Kimmich, Coman, Musiala (st 24′ Mané), Sané, Gnabry (st 35′ Muller). A disp.: Schenk, Ulreich, Blind, Gravenberch, Mazraoui, Sarr, Stanisic, Tel. All.: Tuchel.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Le pagelle</h3>



<p></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>MANCHESTER CITY</strong></p>



<p><strong>BERNARDO SILVA 7,5 <em>(il migliore)</em><br></strong>Il fantasista portoghese è nella sua versione migliore fin dalle prime battute: regala sprazzi di classe e maestria nell’illuminare la manovra, delizia il pubblico con serpentine mancine che regalano brividi agli appassionati e sigla un gol pesante. Prestazione da primo violino</p>



<p><strong>HAALAND 7<br></strong>Per lungo tempo sembra fuori dal gioco e pare non trovare mai né il tempo né lo spazio giusto, ma poi la sua partita cambia in pochi minuti: prima l’assist a Bernardo Silva, e poi la rete che mette in cassaforte la qualificazione in semifinale.</p>



<p><strong>RODRI 7<br></strong>Qualche pallone perso di troppo non inficia il valore della prestazione dello spagnolo, che rompe gli equilibri della gara e dimostra una volta di più di essere un tassello fondamentale dello scacchiere di Guardiola, con compiti di regia e gestione del ritmo. Nonostante divida il reparto con giocatori più talentuosi (Bernardo Silva) e più totali (De Bruyne), Rodri riveste un’importanza cardinale nello spartito mancuniano. Su questo ci sono delle analogie con il Busquets di una decina di anni fa.</p>



<p><strong>EDERSON 6,5<br></strong>L’unico a impensierirlo con costanza è Sané, e il portiere brasiliano ha fatto il suo dovere, soprattutto in un paio di occasioni dove gli interventi erano tutt’altro che facili.</p>



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<p class="has-text-align-center"><strong>BAYERN MONACO</strong></p>



<p><strong>SANÉ 6,5 <em>(il migliore)</em></strong><br>L’uomo più pericoloso. Ci prova diverse volte con il mancino: una volta sfiora il palo, altre volte trova Ederson a sbarragli il passo. Non esce mai dalla partita e fa quello che può.</p>



<p><strong>KIMMICH 6,5<br></strong>Il suo primo tempo è di alto livello, e non a caso è il momento in cui il Bayern riesce a fare la sua partita. Nella ripresa soffre un po’, ma non commette errori clamorosi.</p>



<p><strong>MUSIALA 5<br></strong>Il giocatore con più tasso tecnico del Bayern Monaco è assente ingiustificato. Si vede poco, e non si accende mai. Tuchel lo sostituisce nella ripresa, senza rimpianti.</p>



<p><strong>UPEMECANO 4,5<br></strong>Serataccia per il centrale francese vicecampione del mondo. Sempre in affanno e in ritardo sulle letture, e l’errore sul gol del 2-0 è da matita rossa.</p>
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