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	<title>Scirea Archivi - Game of Goals</title>
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	<title>Scirea Archivi - Game of Goals</title>
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		<title>1985-1986: Napoli-Juventus 1-0</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Niccolo Mello]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 May 2026 10:18:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Anni 80]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina La magica punizione di Diego che batte Tacconi Dopo otto successi consecutivi la Juventus capolista si arrende di misura al Napoli di [&#8230;]</p>
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<p class="has-text-align-right"><em><strong>Immagine di copertina</strong> La magica punizione di Diego che batte Tacconi</em></p>



<p class="has-drop-cap">Dopo otto successi consecutivi la Juventus capolista si arrende di misura al Napoli di <strong>Maradona</strong>. Decide una punizione meravigliosa, rimasta celebre, del <em>Pibe de Oro</em>. Successo meritato dei padroni di casa, che ci mettono più grinta e determinazione e mettono a lungo alle corde la Juve, soprattutto nel secondo tempo. Troppo attendista la squadra di <strong>Trapattoni </strong>come atteggiamento e mentalità. In grande spolvero non solo un superbo Diego, ma tutto il Napoli, a partire dall&#8217;altro argentino <strong>Bertoni</strong>.</p>



<p><strong>Napoli:</strong> Garella &#8211; Bruscolotti, Renica, Ferrario, Carannante &#8211; Bagni, Pecci (st 45&#8242; Buriani), Celestini &#8211; Bertoni, Maradona &#8211; Giordano (st 15&#8242; Caffarelli).<br><strong>Juventus:</strong> Tacconi &#8211; Scirea &#8211; Pioli, Favero, Brio, Cabrini &#8211; Mauro (st 30&#8242; Pin), Bonini, Platini &#8211; Serena, Laudrup.</p>



<p><strong>Primo tempo<br>4&#8242;</strong> subito Napoli pericoloso: punizione da sinistra di Bertoni, palla in area, Maradona devia da pochi passi, Tacconi respinge, la palla carambola ancora su Diego e finisce sul fondo.<br><strong>22&#8242;</strong> corner di Bertoni tagliato, la palla sorvola di poco la traversa. Napoli più pimpante, Juve che si difende e prova a ripartire.<br><strong>29&#8242;</strong> Maradona per Pecci, che ci prova da lontano, pallone fuori non di molto.<br><strong>34&#8242;</strong> altro corner temibile da sinistra di Bertoni, Tacconi smanaccia, tentativo di un giocatore napoletano in area: murato.<br><strong>42&#8242;</strong> break di Bertoni, che approfitta di una respinta di testa di Scirea e calcia in corsa da destra, palla fuori di un metro.<br><strong>45&#8242;</strong> fallo su Maradona al limite, punizione dello stesso Diego: alta.</p>



<p><strong>Secondo tempo<br>6&#8242;</strong> cross di Celestini da sinistra, Maradona ci prova di testa, palla sul fondo.<br><strong>17&#8242;</strong> lancio dalla trequarti di un giocatore del Napoli per Maradona, che calcia di destro al volo, Tacconi salva in corner con un piede.<br><strong>27&#8242; GOL NAPOLI</strong> Giocata pericolosa di Scirea in area su Bertoni, su un lancio di Carannante da sinistra. Punizione in area dal lato mancino. Pecci tocca per Maradona, che disegna una traiettoria magnifica, il pallone si infila sul primo palo nel “sette”.<br><strong>39&#8242;</strong> cross da destra di Pin, colpo di testa imperioso di Serena dal limite, Garella vola e devia in tuffo. </p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="738" height="462" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/maradona_platini.avif" alt="" class="wp-image-27337" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/maradona_platini.avif 738w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/maradona_platini-300x188.avif 300w" sizes="(max-width: 738px) 100vw, 738px" /><figcaption class="wp-element-caption">Maradona e Platini</figcaption></figure>



<p></p>



<p><strong>LE PAGELLE NAPOLI<br>IL MIGLIORE MARADONA 8,5 </strong>Quando si accende è una meraviglia. I difensori della Juve possono fermarlo solo ricorrendo al fallo. Gioca da mezzala e pennella calcio per i compagni, sfiora un paio di volte il bersaglio grosso e nel finale dà vita a una meravigliosa serpentina fermata con fallo al limite. In mezzo, la stupenda punizione in area, da posizione impossibile, che dà la vittoria al Napoli.<br><strong>Bertoni 7,5</strong> Compagno perfetto di Diego, parla lo stesso linguaggio tecnico, è una zanzara che si inserisce ovunque e crea pericoli a getto continuo. Su di lui il fallo di Scirea che determina il gol di Maradona. Incontenibile.<br><strong>Carannante 7</strong> Prestazione maiuscola, come sottolineato anche dai commentatori argentini. Attento, solido, una spinta costante in fascia, splendido il lancio per Bertoni in area che porta alla punizione vincente di Diego.<br><strong>Renica 6,5</strong> Perfetta direzione del traffico difensivo, gestisce con autorevolezza il reparto e tiene alla larga gli attaccanti juventini.<br><strong>Giordano 5</strong> Unico del Napoli fuori giri e fuori partita, non al meglio fisicamente la vede poco e viene sostituito.</p>



<p><strong>LE PAGELLE JUVENTUS<br>IL MIGLIORE TACCONI 7,5</strong> Se la Juve limita il passivo lo deve ad alcuni suoi interventi straordinari. Nega il gol a Maradona e Bertoni con parate da Oscar.<br><strong>Cabrini 6,5</strong> Autorevole e continuo a sinistra, sbaglia poco e gioca con ottimo piglio. Uno dei pochi bianconeri a uscire dal match a testa alta.<br><strong>Platini 6</strong> Alterna qualche ottima apertura e alcuni break interessanti palla al piede a errori di mira. Cala nel secondo tempo e non riesce a fare la differenza nel momento in cui la Juve avrebbe più bisogno di appoggiarsi alla sua classe per recuperare il passivo.<br><strong>Scirea 5,5</strong> Si limita al compitino in difesa, non ha un compito facile contro il tambureggiante assalto del Napoli. Causa il fallo da rigore in area che porta alla rete di Maradona.<br><strong>Laudrup 5</strong> Si accende solo con un guizzo nel secondo tempo, quando viene fermato con un fallo dopo uno slalom. Per il resto non lascia molte tracce.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
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		<title>1983-1984: Milan-Juventus 0-3</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2026/05/01/1983-1984-milan-juventus-0-3.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Niccolo Mello]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 May 2026 16:03:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Anni 80]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina Una foto di squadra della favolosa Juventus 1983-1984 Una Juventus spietata e capace di cogliere i momenti decisivi schianta il Milan a [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-text-align-right"><em><strong>Immagine di copertina</strong> Una foto di squadra della favolosa Juventus 1983-1984</em></p>



<p class="has-drop-cap"><b>Una Juventus spietata e capace di cogliere i momenti decisivi schianta il Milan</b> a San Siro e prosegue la sua marcia solitaria al vertice del campionato. <b>I rossoneri </b>di casa, penalizzati dall&#8217;espulsione di Damiani dopo 3&#8242;, gettano il cuore oltre l&#8217;ostacolo e <b>giocano una partita generosa</b> e caparbia. <b>Sono però costretti ad arrendersi alla lunga alla maggior qualità degli avversari</b>, che possono disporre di campioni sopra la media, su tutti quel Platini che viaggia sempre a ondate, ma quando decide di fare la differenza in prima persona ha davvero pochi rivali.</p>



<p><a name="more"></a></p>



<p><b>Milan:</b> Piotti &#8211; Gerets, Tassotti, F. Galli, Spinosi (st 27&#8242; Carotti) &#8211; Baresi &#8211; Damiani, Battistini, Verza, Evani &#8211; Blissett.<br><b>Juventus:</b> Tacconi &#8211; Scirea &#8211; Gentile, Brio, Cabrini &#8211; Penzo (st 10&#8242; Vignola), Bonini, Tardelli &#8211; Platini &#8211; Rossi, Boniek.</p>



<p><b>Primo tempo</b><br><b>2&#8242;</b> tentativo in area di Evani, il pallone sbatte sul braccio di Scirea. Protestano i giocatori del Milan, ma l&#8217;intervento del capitano della Juventus è involontario.<br><b>3&#8242;</b> espulso Damiani per un fallo di reazione su Cabrini. Milan in dieci uomini.<br><b>13&#8242; GOL JUVENTUS</b> Platini apre il campo a destra per Rossi, che rimette in mezzo, arriva da dietro ancora Platini che si coordina e di controllato infila il primo palo.<br><b>19&#8242;</b> sinistro potente da fuori area di Baresi, Tacconi blocca. Un buon Milan nonostante l&#8217;inferiorità numerica.<br><b>28&#8242;</b> punizione di Verza da destra, Gerets manca di un soffio la deviazione sotto misura.<br><b>44&#8242;</b> Baresi sale palla al piede, scambia con Verza e giunto al limite calcia sul secondo palo, la palla esce di poco. Il Milan ci ha provato in questo primo tempo, ma non riesce a rendersi pericoloso.</p>



<p><b>Secondo tempo</b><br><b>12&#8242;</b> Gerets protesta per un presunto fallo di Bonini in area ai suoi danni, l&#8217;arbitro però fa continuare.<br><b>21&#8242; GOL JUVENTUS</b> Platini per Boniek, lungo lancio per Rossi, che si invola verso la porta superando in velocità Filippo Galli e battendo Piotti con un diagonale radente imparabile.<br><b>32&#8242;</b> Baresi per Gerets in area, palla indietro ancora a Baresi, diagonale immediato e palla sul fondo di un metro.<br><b>40&#8242; GOL JUVENTUS</b> Platini si incunea in area sul lato sinistro e con un pallonetto sul fronte opposto trova Vignola, dribbling secco a un avversario e diagonale vincente. La Juventus ha gestito la partita senza particolari affanni colpendo in ripartenza.<br><b>46&#8242;</b> lungo lancio di Platini per Tardelli, che tocca a Boniek, sinistro da fuori, para Piotti.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img decoding="async" width="520" height="780" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/uxukbkhzocqaprfeoja4.webp" alt="" class="wp-image-27195" style="width:450px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/uxukbkhzocqaprfeoja4.webp 520w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/uxukbkhzocqaprfeoja4-200x300.webp 200w" sizes="(max-width: 520px) 100vw, 520px" /><figcaption class="wp-element-caption">Una fase del match</figcaption></figure>



<p></p>



<p><b><u>LE PAGELLE MILAN</u></b><br><b>IL MIGLIORE BARESI 7:</b> personalità e sostanza da vendere, gioca un match generoso e in costante proiezione offensiva. Tocca diversi palloni in mezzo al campo agendo in pratica da regista della manovra e quando può si sgancia in attacco risultando non poco indigesto per la difesa juventina. Giovane, ma già condottiero.<br><b>Gerets 6,5:</b> percorre tutta la fascia destra dimostrandosi bravo sia in fase difensiva sia in quella offensiva. Interessanti alcuni passaggi al centro non sfruttati a dovere dai compagni. Temibile sulle rimesse laterali.<br><b>Verza 6:</b> buona propensione al sacrificio, lotta fino all&#8217;ultimo per cercare di colmare il gap tecnico con gli avversari.<br><b>Blisset 5:</b> un pesce fuor d&#8217;acqua. Mai efficace in prima linea, è costretto a uscire dall&#8217;area per cercare palloni giocabili.<br><b>Damiani 4:</b> espulso per un fallo di reazione assolutamente evitabile. Lascia i suoi in dieci dopo soli 3&#8242; e condiziona la prestazione dei compagni per tutto il match.</p>



<p><b><u>LE PAGELLE JUVENTUS</u></b><br><b>IL MIGLIORE PLATINI 7:</b> sonnecchia per larghi tratti dell&#8217;incontro, come quasi sempre. Ma come quasi sempre alla fine risulta decisivo. Un gol splendido al termine di un&#8217;azione che lui stesso avvia. Mette lo zampino nel 2-0. Ha più della metà dei meriti nel tris, con un pallonetto geniale che smarca Vignola a tu per tu con Piotti.<br><b>Tardelli 7:</b> infaticabile cursore, lo si trova dappertutto: spezza le azioni avversarie davanti alla difesa, corre e imposta a centrocampo, cerca la gloria personale in avanti. Totale.<br><b>Rossi 7:</b> meraviglioso l&#8217;assolo che porta al 2-0, da applausi anche la triangolazione con Platini che apre le danze. Fa ammattire il povero Filippo Galli.<br><b>Scirea 6:</b> ordinaria amministrazione del traffico difensivo contro un attacco rossonero abbastanza asfittico, limita le scorribande offensive al minimo centellinando le energie con la proverbiale calma e intelligenza tattica.</p>



<p></p>



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</div><figcaption class="wp-element-caption">Gli highlights del match</figcaption></figure>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2026/05/01/1983-1984-milan-juventus-0-3.html">1983-1984: Milan-Juventus 0-3</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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		<title>Storia di un grande amore: la top 11 della Juventus nel dopoguerra</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2025/07/11/storia-di-un-grande-amore-la-top-11-della-juventus-nel-dopoguerra.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Buffoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Jul 2025 06:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Top 11]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Completiamo il ciclo dedicato alle grandi strisciate del calcio italiano facendo spazio alla Vecchia Signora, il club italiano più amato (e, di riflesso, detestato) e [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2025/07/11/storia-di-un-grande-amore-la-top-11-della-juventus-nel-dopoguerra.html">Storia di un grande amore: la top 11 della Juventus nel dopoguerra</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-drop-cap">Completiamo il ciclo dedicato alle grandi strisciate del calcio italiano facendo spazio alla<em> Vecchia Signora</em>, il club italiano più amato (e, di riflesso, detestato) e vincente (all&#8217;interno dei confini nazionali).</p>



<p>Nessuno rappresenta l&#8217;Italia, nel calcio, come la<strong> Juventus</strong>, per molte ragioni non solo sportive (il profondo e complesso legame della famiglia Agnelli e della FIAT con la storia e con la classe politica del nostro paese). Quasi tutti i cicli vincenti della nazionale azzurra (che si parli dei successi del Ventennio o degli eroi di Spagna 1982) sono stati costruiti su solide fondamenta bianconere, e anche sul piano &#8220;filosofico&#8221;, quando si ragione in termini di visione del football, la Juventus è quasi la sineddoche dell&#8217;Italia: il risultato è l&#8217;unica cosa che conta, forse, e le formazioni bianconere sono sempre state più votate alla solidità, alla sostanza e al carattere che all&#8217;accademia/alla ricerca estetica in sé, ma è anche vero che la Juventus è stata la casa accogliente che ha ospitato molti dei massimi numeri dieci transitati sul territorio italiano.</p>



<p>La sua continuità nel nostro campionato non ha rivali, tanto che è difficile ricordare un decennio buio nella storia bianconera. Non sono mancate naturalmente le stagioni negative, gli scivoloni, i periodi complicati, ma nel complesso la Juventus si è dimostrata quasi sempre in grado di rimanere aggrappata alla nomea di squadra di vertice, obbligata per statuto a vincere &#8211; e, per lungo tempo, a dare la priorità al campionato italiano.</p>



<p>Anche per questo è stato difficile allestire la formazione bianconera ideale del dopoguerra, e questo nonostante le dolorose esclusioni rese necessarie dai nostri criteri di scelta: i gloriosi anni &#8217;30 sono periodo tra i più fulgidi della storia bianconera, con i cinque scudetti di <strong>Mr. Carcano</strong>, l&#8217;ossatura della nazionale azzurra e una pletora di fuoriclasse che non possiamo evitare di citare &#8211; il piccolo artista <strong><em>Mumo </em>Orsi,</strong> il cervello sopraffino e il motore inesauribile noto come <strong>Giovanni Ferrari</strong>, l&#8217;uomo che portò l&#8217;Italia nel professionismo (<strong>Virginio Rosetta</strong>), un fuoriclasse del gol immarcabile e sfortunato (&#8220;Farfallino&#8221; <strong>Borel</strong>), leader spavaldi e dalla scorza durissima come il fuoriclasse <strong>Luis Monti </strong>o gli innumerevoli gregari che da sempre fanno le fortune della squadra di Torino.</p>



<p>Pagata la rata al mutuo della storia, ci addentriamo nell&#8217;epoca moderna.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Portiere: <a href="https://gameofgoals.it/2023/12/04/superman-i-10-momenti-piu-iconici-nella-carriera-di-gigi-buffon.html">Gianluigi Buffon</a></h2>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Gianluigi Buffon Legendary Moments 😵" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/YC21fYfVvPA?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<p></p>



<p><br>Personalmente non abbiamo molti dubbi nell&#8217;indicare<strong> Gianluigi Buffon</strong> (a cui abbiamo dedicato un articolo <a href="https://gameofgoals.it/2023/12/04/superman-i-10-momenti-piu-iconici-nella-carriera-di-gigi-buffon.html">qui</a>) come miglior portiere della storia della Juventus. Riflessi felini, senso della posizione, eccezionale nelle uscite basse e alte e – contrariamente alla vulgata che si è consolidata – bravissimo anche nel neutralizzare i rigori, Super Gigi ha difeso la porta della Juventus per quasi vent’anni, consacrandosi come uno dei migliori portieri in circolazione, nonché come uno dei massimi interpreti del ruolo. Ha vissuto gli anni della Triade, Calciopoli, la Serie B, la rinascita ed il ciclo degli anni Dieci da assoluto protagonista, giganteggiando anche in Europa (2003, 2015, 2017), pur non riuscendo mai ad alzare al cielo la Coppa dalle Grandi Orecchie, nonostante le prestazioni gigantesche in due delle tre finali giocate.</p>



<p>Lo segue a ruota il friulano <strong>Dino Zoff</strong>, portiere “pragmatico” dall’incredibile senso della posizione e dall’eccelsa lettura del gioco e “poco avvezzo alla parata spettacolare per i fotografi”: arrivato alla Juventus per la consacrazione definitiva, dopo diversi anni ad altissimi livelli a Napoli, Dinone ha difeso con successo la porta bianconera per undici anni, contribuendo alla vittoria di sei scudetti e soprattutto della prima Coppa UEFA. La sua stagione d’oro 1972-1973, con tanto di record d’imbattibilità in campionato, gli valse il secondo posto al pallone d’oro, dietro solamente a un incontenibile Johann Cruijff.</p>



<p>Non vanno dimenticati altri candidati illustri: dall’istintivo umbro <strong>Stefano Tacconi</strong> – protagonista del maxi ciclo trapattoniano degli anni ‘80 che collocò la Juventus in cima al mondo – ad <em>Angelo Peruzzi</em>, protagonista di tante notti internazionali del primo ciclo trionfale di Marcello Lippi. Un onorevole menzione spetta anche al polacco <strong>Wojciech Szczesny,</strong> raro punto di forza di una Juventus che viveva anni declinanti alla ricerca di se stessa.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Terzino destro: Claudio Gentile</h2>



<p></p>



<p><strong>Claudio Gentile </strong>si merita i galloni del titolare come terzino destro della Vecchia Signora: difensore eclettico, eccellente nella marcatura dell’avversario ed al contempo abile anche nelle doti offensive e di partecipazione al gioco, il giocatore nato a Tripoli è stato un assoluto punto di forza della Juventus di fine anni ‘70 ed inizio anni ‘80. Nell’immaginario collettivo è stato il perfetto contraltare al “terzino fluidificante” rappresentato da Cabrini sulla fascia opposta. Poteva giocare anche terzino sinistro, nonché mediano. La sua duttilità e continuità lo hanno consacrato come uno dei migliori difensori italiani universalmente riconosciuti.</p>



<p>Abbiamo deciso di spostare a destra il francese <strong>Lilian Thuram</strong>, che alla Juventus si è distinto soprattutto come difensore centrale, ma non cambia la sostanza: il campione del mondo 1998 ha inanellato a Torino stagioni strepitose, prima con Marcello Lippi e poi con Capello. Celebre è la sua doppietta al Milan nel 2003, lui che non era esattamente un uomo-gol. </p>



<p>Una menzione spetta anche a <strong>Moreno Torricelli</strong>, uno dei simboli della Juventus del primo ciclo Lippi, che valorizzava i gregari e le seconde linee, in un gioco tipicamente italiano fatto di sacrificio, intensità e coralità di squadra. Chi scrive ha raccolto la mandibola da terra più volte, osservando le prestazioni di Torricelli nelle campagne europee soprattutto del 1996 e 1997.</p>



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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Difensore centrale: <a href="https://gameofgoals.it/2021/09/03/gaetano-scirea-libero-campione-e-gentiluomo.html">Gaetano Scirea</a></h2>



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<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Gaetano Scirea, Gai [Skills &amp; Goals]" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/lFmIUgKVxkQ?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
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<p>Ci correggiamo subito: definire<strong><a href="https://gameofgoals.it/2021/09/03/gaetano-scirea-libero-campione-e-gentiluomo.html"> Gaetano Scirea</a></strong> un difensore è come noto riduttivo, perché Gaetano, ancora più del Coyote olandese Marco Tardelli, è stato un giocatore universale. Difensore vero e purissimo nella propria area, centrocampista vero quando si trattava di impostare il gioco (tanto da ricordare addirittura, ci si conceda un pizzico di esagerazione, le movenze del sommo Don Andrés Iniesta), attaccante vero quando si portava nei pressi della difesa avversaria.</p>



<p>Forse il giocatore più amato della storia del calcio italiano, anche per la sua tragica e prematura scomparsa, Gaetano, nella sua normalità, è stata un&#8217;anomalia vivente: forte di una serenità invincibile, leader silenzioso e &#8220;buono&#8221;, ha vestito la maglia bianconera per una vita, portando a casa una marea di trofei da protagonista, e coronando a Madrid, in una calda estate del 1982, il suo sogno di bambino, quello di alzare al cielo la coppa del mondo (per poi ritirarsi nella propria stanza a leggere un libro, in compagnia dell&#8217;amico fraterno Dino, che ancora racconta con emozione quei momenti, la gioia incontenibile eppure condivisa in maniera silenziosa). Legatissimo per l&#8217;appunto all&#8217;amico Dino Zoff, che pure all&#8217;inizio diffidava di lui (&#8220;Pensavo fingesse, perché una persona non può essere così buona e pulita e al tempo stesso essere un leader&#8221;), è uno dei massimi fuoriclasse della sua epoca e un titolare inamovibile della squadra bianconera all time.</p>



<p>Altro leader silenzioso e altro giocatore di statura internazionale, <strong>Ciro Ferrara</strong>, più uno stopper classico, rispetto a Gaetano, è a sua volta un pezzo di storia del club torinese. Approdato ai bianconeri dopo gli anni di gloria vissuti a fianco di Maradona a Napoli, in Piemonte Ciro si è consacrato un campionissimo e un vincente, un marcatore ruvido ma corretto e straordinario sul piano della continuità. Per lui, si contano a Torino 358 presenze, 20 reti, 5 scudetti e una Champions.</p>



<p>Altro marcatore classico e altra colonna della difesa della Juventus, <strong>Andrea Barzagli</strong> non può seriamente essere escluso dalla formazione de qua: la sua maturazione tardiva ha rischiato di relegarlo nel limbo degli incompiuti, e invece, una volta sbarcato a Torino, il poderoso Andrea ha messo le ali e ha disputato, dopo i trent&#8217;anni, le stagioni migliori della sua carriera. Chi scrive ricorda, in particolare, le sue prestazioni quasi inverosimili nel corso della stagione 11/12, quando di fatto non sbagliò un intervento, lasciando di stucco tutta Italia. </p>



<p>Da ultimo, non può essere escluso dalla rosa <strong>Sandro Salvadore</strong>, uno dei grandi &#8220;liberi&#8221; della storia bianconera, libero e all&#8217;occorrenza stopper e laterale. Giocatore di grande temperamento ma dotato anche della qualità necessaria per essere pericoloso palla al piede, vanta 460 presenze in bianconero, ed è stato colonna della squadra soprattutto negli anni &#8217;60.</p>



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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Difensore centrale: <a href="https://gameofgoals.it/2023/12/13/oltre-i-limiti-e-i-pregiudizi-chi-e-stato-giorgio-chiellini.html">Giorgio Chiellini</a></h2>



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<p>Per anni sottoposto in maniera ingiusta e pregiudizievole a critiche ingenerose di ogni tipo (me ne sono occupato <a href="https://gameofgoals.it/2023/12/13/oltre-i-limiti-e-i-pregiudizi-chi-e-stato-giorgio-chiellini.html">qui</a>), non ho remore nell’affidare la titolarità di questo ruolo a <strong>Giorgio Chiellini</strong>: nato terzino sinistro ma consacratosi stopper, è stato assoluto protagonista del reparto difensivo bianconero per oltre un decennio, contribuendo ai successi nazionali ed al raggiungimento delle due finali di Champions (senza dimenticare i numerosi brillanti Europei con la nazionale azzurra). Perfetto nella difesa a tre, ma anche a quattro come difensore centrale, Chiellini era eccellente nella marcatura e nel corpo a corpo: rude ma non violento, energico ma non cattivo, un certo José Mourinho disse di lui che “doveva tenere ad Harvard un corso in materia di difesa”.</p>



<p>Un altro “duro” è stato sicuramente <strong>Sergio Brio,</strong> che come pochi ha incarnato quella juventinità battagliera e da trincea: protagonista del ciclo vincente degli anni ‘80, <strong>Brio</strong> è stato membro di una delle migliori retroguardie di sempre del calcio italiano ed europeo, vincendo praticamente tutto. Epici sono stati i suoi duelli atletici e muscolari con gli attaccanti avversari, per ulteriori informazioni citofonate a Roberto Pruzzo.</p>



<p>Idolo della tifoseria bianconera è anche <strong>Paolo Montero</strong>, uruguaiano noto per la sua grinta ed irruenza difensiva, protagonista della Juventus di metà anni Novanta ed inizio anni Duemila. Nonostante oggi la sua immagine sia nota al pubblico generalista come quella di un giocatore falloso (“o la palla o la gamba, tutte e due non passano”), il difensore sudamericano ha mantenuto alti standard di rendimento, convincendo gli allenatori (Lippi, Ancelotti) a puntare su di lui per molti anni.</p>



<p>Ancora, menzione doverosa per <strong>Francesco Morini</strong>, lo stopper della Juventus degli anni &#8217;70, ruvido, molto forte fisicamente, insuperabile nel gioco aereo e dedito esclusivamente alla marcatura. Francesco a Torino gioca 377 partite, nel corso di dieci stagioni da titolare, e incamera una vasta pletora di trofei.</p>



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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Terzino sinistro: Antonio Cabrini</h2>



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<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Antonio Cabrini [Best Skills &amp; Goals]" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/PmQqTGArNgY?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
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<p>Il Bell&#8217;Antonio si infilava nei sogni delle ragazzine di tutta Italia, nei primi anni &#8217;80, e popolava però anche gli incubi degli attaccanti avversari, perché il suo viso da bravo ragazzo cremonese mascherava la grinta del grande difensore (per quanto ostile alle durezze gratuite) e la classe dell&#8217;ala. Scoperto dal pubblico italiano nel corso della stagione 77/78 e dal mondo intero durante i mondiali argentini, <strong>Antonio Cabrini</strong> solca la fascia sinistra del Comunale per quasi quindici anni, vincendo tutto da protagonista e deliziando i tifosi con le magie del suo piede sinistro, educato come quello di un artista del dribbling. Memorabile il suo contributo al titolo mondiale vinto in Spagna nel 1982 &#8211; chi non ricorda il cross pennellato sulla testa di Pablito all&#8217;inizio di Italia-Brasile, la giocata che sposta gli equilibri della gara?</p>



<p>In seconda posizione <strong>Gianluca Zambrotta</strong>, 217 partite in maglia Juve tra il 1999 e il 2006 con due scudetti e una finale di Champions League persa. Nato ala, ha poi giocato terzino su ambo le fasce con risultati brillanti, bravo a difendere ma ancora di più ad attaccare, ed è diventato anche una colonna della nazionale con cui ha vinto il Mondiale del 2006.</p>



<p><strong>Antonello Cuccureddu</strong> è stato uno dei primi olandesi d&#8217;Italia, un giocatore polivalente e dotato di un&#8217;intelligenza tattica non comune, ma riteniamo che sia giusto affidagli quello che è stato per lungo tempo il suo &#8220;ruolo naturale&#8221;, ovvero quello di terzino sinistro. Colonna della Juventus degli anni &#8217;70, a Torino ha collezionato 438 presenze e 39 reti, portando a casa da titolare una marea di trofei nazionali e la Coppa UEFA del 1977. Campione con la C maiuscola.</p>



<p><strong>Gianluca Pessotto </strong>è stato invece l&#8217;ipostasi dell&#8217;idea di gregario di lusso e anche del concetto di affidabilità: persona seria, di cultura (laureato in giurisprudenza e appassionato di letteratura) e posata, atleta di spessore nazionale, Gianluca ha incarnato lo spirito operaio della Juventus di Lippi (la cui maglia ha indossato 366 volte), vestendo a lungo anche l&#8217;azzurro Se era raro, forse impossibile, vederlo decidere una partita, era ancora più raro vederlo sbagliare una partita.</p>



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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Regista: <a href="https://gameofgoals.it/2021/06/25/boniperti-una-vita-in-bianconero-creo-lo-stile-juventus.html">Giampiero Boniperti</a></h2>



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<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Giampiero Boniperti - Unreal Skills &amp; Goals | Juventus" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/JkPWRQCyeI4?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
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<p>Una delle migliori incarnazioni della “juventinità”, <strong>Giampiero Boniperti </strong>è stato LA Juventus e per quindici anni. Ha giocato come ala e soprattutto come attaccante (strepitosa la sua stagione 47/48, che gli vale l&#8217;ammirazione incondizionata di Valentino Mazzola), ma abbiamo deciso di schierarlo regista, perché nella seconda parte di carriera ha arretrato il suo raggio d’azione, per la gioia di Gianni Brera che lo voleva vedere impostare il gioco e dispensare assist &#8211; e lo farà divinamente soprattutto alle spalle del piccolo demonio Omar Sivori e del gigante buono John Charles. Boniperti è ancora oggi il secondo miglior marcatore della storia della Juventus, con 185 reti, superato solo da Del Piero nel 2006.</p>



<p>Venendo a tempi più recenti, il dominatore in bianconero in questo ruolo è stato senza ombra di dubbio il bresciano <strong>Andrea Pirlo</strong>, autentico faro attorno a cui Antonio Conte ha costruito la Juventus nelle stagioni della rinascita dopo la Serie B e gli anni di transizione: nessuna scelta fu più azzeccata, perché la Juventus instaurò una dittatura casalinga destinata a durare per molti anni. Geniale nel lancio lungo, eccellente anche nel passaggio corto e nel dribbling per uscire dal pressing avversario, Andrea da Flero ha giocato in bianconero per quattro stagioni, di cui almeno due eccellenti. Non erano pochi gli addetti ai lavori che chiedevano una sua candidatura per il podio del Pallone d’Oro 2012. </p>



<p>Diverso da Pirlo per caratteristiche, ma ugualmente nel cuore dei tifosi è <strong>Didier Deschamps</strong>, che ha guidato il centrocampo bianconero negli anni di dominio in Italia e in Europa della Juventus di metà anni ‘90: più mobile e “tuttocampista” rispetto a Pirlo, senza avere i suoi piedi di velluto, il francese ha dimostrato comunque di avere piedi buoni ed essere in grado di dettare i tempi ai compagni, e soprattutto è stato un trascinatore e un leader dotato del carisma dei grandissimi.</p>



<p>Una menzione è d’obbligo anche per Il <em>Pianista</em> <strong>Miralem Pjanić</strong>, metronomo bianconero con i piedi di cotone ed eccellente tiratore della Juventus di Massimiliano Allegri e Maurizio Sarri, oltre che a <strong>Paulo Sousa</strong>, uomo chiave del gioco della prima Juventus di Lippi e tuttavia durato però troppo poco in bianconero per poter ambire a riconoscimenti più alti.</p>



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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Mediano: Marco Tardelli</h2>



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<p>Universale come i coevi olandesi, cattivo come si pensa debba essere un mediano ma anche dotato di sette polmoni e della classe della mezzala, <strong>Marco Tardelli </strong>è stato un grandissimo centrocampista e uno dei simboli della storia juventina, uno degli uomini cardine della Juventus di Trapattoni e una giocatore essenziale anche in azzurro, che vive l&#8217;apogeo, probabilmente, tra 1977 e 1980 (la stampa lo incorona uomo del titolo del 1978), ma che l&#8217;Italia non juventina ricorda soprattutto per il celeberrimo urlo che scrive la parola fine, di fatto, sulla finale mondiale di Madrid, nel 1982.</p>



<p><strong>Arturo Vidal</strong> è stato, per molti versi, un Tardelli moderno: cileno di Germania, ha saputo combinare come pochi l&#8217;estro sudamericano e il rigore teutonico, affermandosi come una delle mezzeali più dotate e complete degli anni &#8217;10. Le quattro stagioni di Torino lo vedono dominare la scena come infaticabile recupera palloni che sa segnare come un trequartista di professione, e i tifosi della Vecchia Signora ancora si emozionano se pensano alla sua straordinaria prestazione di Madrid nella primavera del 2015, quando Arturo mette la museruola ai fuoriclasse vestiti di bianco, corre per tre, mette la faccia dove altri non oserebbero mettere la gamba.</p>



<p>Ancora grinta, sudore e classe, e ancora una pagina densa di significato della storia della Juventus: questo rappresenta il <em>Pitbull</em> <strong>Edgar Davids</strong>, un mediano fisicamente incontenibile, nonostante le misure ridotte, e dotato della classe purissima della mezzala olandese. Il suo approdo a Torino, nel corso della stagione 1997/1998, &#8220;aggiusta&#8221; il centrocampo bianconero e consente alla Juve di spiccare il volo. Per il campione orange, si contano a Torino 235 presenze e 10 reti.</p>



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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Ala: Franco Causio</h2>



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<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Franco Causio, il Barone [Goals &amp; Skills]" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/W-jOINgeQrc?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
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<p>Giocatore che la modernità ha quasi dimenticato, il Barone <strong>Franco Causio </strong>è stato un campione di caratura mondiale e il calciatore più dotato, dal punto di vista strettamente tecnico, della Juventus degli anni &#8217;70. Artista del dribbling e del cross, superbo uomo assist, Causio dalla sua Puglia sale a Torino a inizio anni &#8217;70 e e scrive la storia bianconera a caratteri cubitali, mettendo a referto 452 presenze e ben 72 reti, il tutto mentre colleziona trofei. Titolare inamovibile anche in nazionale, è uno dei più felici protagonisti dello spettacolare mondiale argentino.</p>



<p>A Madrid, quattro anni dopo, quando è già un giocatore in declino, Bearzot lo fa entrare in campo a pochi istanti dal fischio finale, e quando la stampa gli chiede perché l&#8217;abbia fatto, il Vecio risponde: perché uno come Causio, in quel momento, non poteva non essere lì.</p>



<p>La furia cieca<strong> Pavel Nedvěd</strong>, meno dotata del Barone in termini di classe pura, è stata però un giocatore altrettanto cruciale per il progetto Juve: dopo gli strepitosi anni di Roma, il ceco ha traslocato a Torino e dopo un primo anno buono ha fatto il vuoto, consacrandosi come fuoriclasse planetario e vincendo un meritato pallone d&#8217;oro. Sul piano temperamentale, Pavel è stato la cosa più simile a Lothar Matthäus vista in campo in Italia nel Nuovo Millennio, e ha fornito un contributo cruciale alla Juve per diversi anni, almeno fino ai mondiali di Germania.</p>



<p>Più simile al Barone, benché meno grande in termini assoluti, è stato l&#8217;oriundo <strong>Mauro German Camoranesi</strong>: ala dal dribbling mortifero e superbo crossatore, ha vestito il bianconero per quasi un decennio ed è stato spesso il regista occulto della squadra. Un campione, così come lo è stato, almeno nei momenti migliori, anche uno dei giocatori meno juventini, sulla carta, di questa rosa, e che però è riuscito a consacrarsi definitivamente proprio a Torino: sto parlando di <strong>Juan Cuadrado</strong>, laterale colombiano stravagante e innamorato del pallone, che a Torino ha imparato l&#8217;arte della disciplina tattica e ha vissuto diverse stagioni da grande protagonista e da artista del dribbling.</p>



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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Trequartista: <a href="https://gameofgoals.it/2021/04/30/omaggio-a-sua-maesta-michel-platini.html">Michel Platini</a></h2>



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<p>Non ci sono dubbi di sorta.<em> Le Roi</em> <strong>Michel Platini</strong> è l’interprete massimo di questo ruolo, non solo in bianconero. Visione di gioco a trecentosessanta gradi, eccellente nell’ultimo passaggio, morbido nel guizzo e nel dribbling, capace di giocare in ogni zona del campo, Michel era un centrocampista con medie gol da attaccante vero. I suoi tre palloni d’oro di fila (1983, 1984, 1985) rendono l’idea di come Platini fosse semplicemente il miglior giocatore europeo nei suoi anni sulla Mole. Il suo calo brusco dopo il 1986 non scalfisce il suo rendimento eccezionale in maglia bianconera e la firma da protagonista in tante gioie nazionali ed internazionali, con qualche dolore (sul piano sportivo la finale del 1983 contro l’Amburgo, sul piano umano e sociale – ben più importante &#8211; la tragedia dell’Heysel del 1985). </p>



<p>Piange il cuore a doverlo escludere dalla formazione titolare, ma dovendo scegliere preferiamo, seppur di pochissimo, Michel al genio funambolico del Cabezon <strong>Omar Sívori</strong>, italo-argentino dal baricentro basso e dal dribbling mancino sgusciante e irridente, il <em>Vizio </em>dell&#8217;avvocato Agnelli, uno dei simboli della Juventus degli anni ‘60 e idolo assoluto della sua generazione. Insieme a Charles e Boniperti ha costituito il più famoso tridente della storia bianconera, aggiudicandosi il pallone d’oro nel 1961, al termine di due stagioni che l&#8217;hanno visto dominare la scena come nessun altro, in Europa, inventandosi giocate che sfidavano la logica e vincendo anche un titolo di capocannoniere. </p>



<p>Erede di Michel in tutto e per tutto è stato <strong>Zinédine Zidane</strong>, che dopo anni al Bordeaux approda in bianconero nel 1996: meno efficace sotto porta di Platini ma più dominante fisicamente, dopo mesi di fatica e ambientamento, Lippi lo schiera dietro le punte e fa scoccare la magia: notevoli le sue prestazioni europee tra il 1997 ed il 1998, seppur parzialmente macchiate da finali non all’altezza, gioca grandi stagioni a livello individuale anche nel 2000 e nel 2001, dove forse si vede la sua miglior versione.</p>



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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Seconda punta: <a href="https://gameofgoals.it/2021/11/09/io-di-te-non-mi-stanco-ode-ad-alessandro-del-piero.html">Alessandro Del Piero</a></h2>



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<p>Anche qui, siamo costretti a decisioni dolorose, perché, come <strong>Omar Sivori</strong>, anche Roberto Baggio dovrebbe essere titolare un po&#8217; in ogni squadra del mondo.</p>



<p>Il problema è che una Juventus senza <strong>Alessandro Del Piero</strong> non può avere corso legale: Alex è stato Pinturicchio, il giovane ed esplosivo artista che fa innamorare l&#8217;avvocato Agnelli, e poi il capitano di lungo corso, il simbolo di mille battaglie, nonché una persona pulita e positiva alla stregua di Gaetano Scirea o quasi. Per lui si contano 290 reti in 705 partite con la Juve, una marea di trofei nazionali e internazionali, e l&#8217;amore imperituro di tutta l&#8217;Italia juventina.</p>



<p><strong>Roberto Baggio</strong> a Torino è stato grande quanto Del Piero, negli anni migliori: salutata in maniera brusca Firenze, Roberto a Torino si consacra fuoriclasse di fama planetaria, e disputa le stagioni della vita, specie tra 1993 e 1994, quando è uno dei primissimi giocatori del pianeta e vince una Coppa UEFA da tramandare ai posteri, oltre a un meritatissimo pallone d&#8217;oro. Il posto in panchina gli spetta di diritto.</p>



<p>Il nome di <strong>Paulo Dybala </strong>potrebbe sembrare fuori luogo, accostato a quello dei due suddetti mammasantissima, ma a nostro parere sarebbe ingeneroso escluderlo dalla formazione: l&#8217;argentino è stato l&#8217;erede di Sivori, in piccolo, ovvero un geniale anacronismo nel calcio moderno, e ha scritto pagine memorabili nella storia bianconera recente, anche in Europa, mettendo a referto oltre cento reti e disputando almeno tre stagioni da grandissimo giocatore.</p>



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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Prima punta: John Charles</h2>



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<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="John Charles, The Gentle Giant [Best Goals]" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/RoyoBLtT17M?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
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<p>Con il suo fisico imponente e le fattezze da Marlon Brando, <strong>John Charles</strong> era l&#8217;idolo delle folle, anche perché il suo stile di gioco si combinava alla perfezione con i ghirigori perfidi del geniale Sivori. A nostro parere, il miglior attaccante puro della storia bianconera è pertanto lui, il gigante gallese buono.</p>



<p>Al suo fianco, si accomoda <strong>David Trezeguet</strong>, nove classico, finalizzatore puro dotato da madre natura di qualità soprannaturali nel gioco aereo e di una capacità di coordinarsi quasi impareggiabile. David è stato l&#8217;uomo gol della grande Juventus degli anni 2000 e rimane il miglior marcatore straniero della storia del club.</p>



<p><strong>Roberto Bettega</strong> è un altro nome imprescindibile della rosa: dotato del fisico e della cattiveria agonistica del centravanti ma anche della classe e della mobilità della seconda punta, Bettega ha illuminato il cielo torinese per oltre un decennio, dimostrandosi, negli anni migliori (tra 1977 e 1980), giocatore degno di concorrere per il pallone d&#8217;oro. </p>



<p>Da ultimo, menzione d&#8217;onore per un atleta che si è abbattuto sul calcio italiano con la forza di un uragano, nonostante sia venuto in Italia quando la sua carriera sembrava al crepuscolo: sto parlando naturalmente di<strong> Cristiano Ronaldo</strong>, che in tre sole stagioni mette a referto oltre cento gol e scrive alcune tra le pagine più memorabili della storia juventina in Europa.</p>



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<p class="has-text-align-right"><strong>Con il contributo di TOMMASO CIUTi</strong></p>



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<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2025/07/11/storia-di-un-grande-amore-la-top-11-della-juventus-nel-dopoguerra.html">Storia di un grande amore: la top 11 della Juventus nel dopoguerra</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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		<title>1980 Girone B: Italia-Belgio 0-0</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Niccolo Mello]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Feb 2025 06:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[1980]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina: i capitani Zoff e Cools si scambiano i gagliardetti prima del match [www.pennantsmuseum.com] L&#8217;Italia chiude l&#8217;Europeo con un solo gol fatto in [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2025/02/07/1980-girone-b-italia-belgio-0-0.html">1980 Girone B: Italia-Belgio 0-0</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-text-align-right"><em>Immagine di copertina: i capitani Zoff e Cools si scambiano i gagliardetti prima del match [www.pennantsmuseum.com]</em></p>



<p class="has-drop-cap"><b>L&#8217;Italia chiude l&#8217;Europeo con un solo gol fatto in tre partite</b> e deve accontentarsi della finale 3°-4° posto contro la Cecoslovacchia. <b>A contendere il titolo europeo alla Germania Ovest è dunque il Belgio che riesce a imporre lo 0-0 alla nazionale di Bearzot</b> nell&#8217;ultimo decisivo incontro. Ancora una volta gli azzurri non brillano particolarmente sul piano del gioco, andando troppo a strappi e mostrando scarsa incisività in zona realizzativa.</p>



<p><a name="more"></a></p>



<p><b>Italia:</b> Zoff &#8211; Collovati, Scirea, Gentile &#8211; Causio, Benetti, Antognoni (pt 35&#8242; G. Baresi), Tardelli, Oriali (st 1&#8242; Altobelli) &#8211; Bettega, Graziani.<br><b>Belgio:</b> Pfaff &#8211; Gerets, Renquin, Meeuws, Millecamps &#8211; Cools, Van Moer (st 3&#8242; Verheyen), Vandereycken, Mommens (st 32&#8242; Vandenbergh) &#8211; Van der Elst, Ceulemans.</p>



<p><b>Primo tempo</b><br><b>23&#8242;</b> punizione per il Belgio sul lato sinistro dell&#8217;attacco: Van Moer tocca centralmente per Renquin, staffilata di destro da fuori, Zoff si tuffa e abbranca in presa. Match finora molto bloccato, con un Belgio ben messo in campo.<br><b>25&#8242;</b> Renquin crossa da sinistra per Vandereycken, diagonale un po&#8217; strozzato, Zoff c&#8217;è.<br><b>27&#8242;</b> corner di Antognoni da destra, colpo di testa di Bettega: alto.<br><b>28&#8242;</b> ancora Belgio pericoloso: Gerets mette dentro per Ceulemans, la difesa italiana respinge, ci prova Van der Elst che viene murato. Italia un po&#8217; in difficoltà sul piano del gioco.<br><b>30&#8242;</b> punizione di Van Moer rasoterra da 35 metri, Zoff si allunga e blocca. Partita più pimpante adesso.<br><b>32&#8242;</b> prima vera chance per l&#8217;Italia: punizione da destra di Causio, Antognoni stoppa al limite dell&#8217;area piccola e calcia a botta sicura, grande riflesso di Pfaff, che si oppone anche alla ribattuta deviando in angolo.<br><b>43&#8242;</b> cambio Bettega-Graziani fermato con un fallo al limite dell&#8217;area dalla difesa belga: punizione violenta di Causio, Pfaff neutralizza in due tempi.</p>



<p><b>Secondo tempo</b><br><b>2&#8242;</b> Ceulemans difende palla dall&#8217;assalto di Scirea e serve nello spazio Van Moer, tiro sull&#8217;uscita di Zoff, il portiere italiano riesce a deviare.<br><b>5&#8242;</b> Bettega cerca Graziani, Meeuws tocca con la mano sulla linea dell&#8217;area. I giocatori italiani protestano e chiedono il rigore, ma l&#8217;arbitro assegna una punizione dal limite: Causio tocca ad Altobelli, tiro alto.<br><b>15&#8242;</b> spunto di Graziani a destra, cross basso, Altobelli anticipato all&#8217;ultimo da Pfaff. Cresce l&#8217;Italia, che adesso sta mettendo sotto il Belgio.<br><b>31&#8242;</b> Benetti innesca in area Graziani, tiro-cross insidioso, Pfaff devia, Bettega intercetta ma non riesce a coordinarsi nel modo giusto per la deviazione e calcia sull&#8217;esterno della rete.<br><b>36&#8242;</b> ancora Graziani per Bettega, filtrante in area per Causio, rasoterra sull&#8217;uscita di Pfaff, ma il portiere belga è bravo a intercettare il tiro e bloccare.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img decoding="async" width="627" height="420" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/02/467574885_10230679742352164_1536454289348377309_n.jpg" alt="" class="wp-image-22986" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/02/467574885_10230679742352164_1536454289348377309_n.jpg 627w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/02/467574885_10230679742352164_1536454289348377309_n-300x201.jpg 300w" sizes="(max-width: 627px) 100vw, 627px" /><figcaption class="wp-element-caption">Una fase del match</figcaption></figure>



<p></p>



<p><b><u>LE PAGELLE ITALIA</u></b><br><b>IL MIGLIORE BENETTI 6,5:</b> il più brillante del centrocampo azzurro, bravo a tenere unito le due linee, smista numerosi palloni e tenta anche di servire la linea d&#8217;attacco.<br><b>Zoff 6,5:</b> come contro l&#8217;Inghilterra effettua pochi interventi, ma determinanti e utili per tenere vivo fino all&#8217;ultimo il sogno dell&#8217;Italia di qualificarsi per la finale.<br><b>Scirea 6,5: </b>va in difficoltà solo una volta contro Ceulemans, poi disputa il solito match di grande intelligenza, proponendosi come di consueto senza palla in fase offensiva.<br><b>Bettega 6:</b> più mobile ed efficace rispetto alle due precedenti uscite, anche se manca un&#8217;ottima occasione con Pfaff a terra.<br><b>Causio 5,5:</b> una buona punizione nel primo tempo ben neutralizzata da Pfaff, un&#8217;altrettanto ghiotta opportunità nel finale quando si fa ipnotizzare dal portiere belga e non molta lucidità nell&#8217;organizzare il gioco.</p>



<p><b><u>LE PAGELLE BELGIO</u></b><br><b>IL MIGLIORE RENQUIN 6,5:</b> perno della difesa, bravo a spezzare il gioco azzurro e propositivo anche nelle avanzate palla al piede per gestire il gioco.<br><b>Pfaff 6,5:</b> si conferma come Zoff un grande portiere, effettuando alcuni interventi di ottimo livello. Con lui in porta il Belgio può dormire sonni tranquilli.<br><b>Ceulemans 6,5:</b> spesso isolato davanti, ma il suo dinamismo e la sua ottima tecnica mettono in difficoltà i difensori italiani, soprattutto Gentile che fatica di più ad arginarlo rispetto a quanto aveva fatto con Keegan.<br><b>Gerets 6:</b> prova ordinata e senza sbavature per il terzino, uno dei giocatori più celebri e celebrati della squadra belga.</p>



<p></p>



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</div><figcaption class="wp-element-caption">Gli highlights dell&#8217;incontro</figcaption></figure>
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		<title>1980 Girone B: Italia-Inghilterra 1-0</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2025/01/16/1980-girone-b-italia-inghilterra-1-0.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Niccolo Mello]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Jan 2025 06:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[1980]]></category>
		<category><![CDATA[euro 1980]]></category>
		<category><![CDATA[europeo]]></category>
		<category><![CDATA[gentile]]></category>
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		<category><![CDATA[kevin keegan]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina: il gol decisivo di Tardelli Un guizzo di Tardelli a una decina di minuti dal termine consente all&#8217;Italia di superare l&#8217;Inghilterra nella [&#8230;]</p>
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<p class="has-text-align-right"><em>Immagine di copertina: il gol decisivo di Tardelli</em></p>



<p class="has-drop-cap"><b>Un guizzo di Tardelli a una decina di minuti dal termine consente all&#8217;Italia di superare l&#8217;Inghilterra</b> nella seconda giornata del girone A. Dopo un primo tempo molto contratto e povero di emozioni, il match si accende nella ripresa: gli azzurri sprecano diverse ghiotte opportunità, ma rischiano anche di subire gol in alcuni frangenti (soprattutto sul palo di Kennedy), nell&#8217;ambito di <b>una partita che va a strappi</b> e che entrambe le squadre possono vincere. Zoff e compagni non sembrano aver trovato ancora l&#8217;identità giusta, ma se batteranno il Belgio nell&#8217;ultima decisiva partita potranno accedere alla finale.</p>



<p><a name="more"></a></p>



<p><b>Italia:</b> Zoff &#8211; Gentile, Scirea, Collovati &#8211; Causio (st 43&#8242; G. Baresi), Tardelli, Antognoni, Benetti, Oriali &#8211; Bettega, Graziani.<br><b>Inghilterra:</b> Shilton &#8211; Neal, Watson, Thompson, Sansom &#8211; Coppell, Wilkins, Kennedy, Woodcock &#8211; Birtles (st 20&#8242; Mariner), Keegan.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="713" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/01/Screenshot-2025-01-14-140548-1024x713.png" alt="" class="wp-image-22777" style="width:800px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/01/Screenshot-2025-01-14-140548-1024x713.png 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/01/Screenshot-2025-01-14-140548-300x209.png 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/01/Screenshot-2025-01-14-140548-768x535.png 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/01/Screenshot-2025-01-14-140548.png 1206w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">I capitani Keegan e Zoff prima del via</figcaption></figure>



<p></p>



<p><b>Primo tempo</b><br><b>2&#8242;</b> subito Italia pericolosa: fuga di Oriali a sinistra, cross in area, colpo di testa di Bettega a centro area, palla a lato.<br><b>3&#8242;</b> percussione di Gentile a destra, tiro-cross potente, Shilton si salva in due tempi.<br><b>9&#8242;</b> Causio scambia con Antognoni dal corner, assist basso a Collovati in area, tiro rasoterra sul primo palo alto di pochissimo. Avvio spumeggiante degli azzurri.<br><b>42&#8242;</b> cross di Antognoni da sinistra in area piccola, Bettega e Graziani mancano la deviazione sotto porta, Shilton abbranca in presa. Primo tempo decisamente soporifero: dopo i primi 10 minuti l&#8217;Italia si è un po&#8217; seduta e l&#8217;Inghilterra si è adeguata al ritmo basso.</p>



<p><b>Secondo tempo</b><br><b>1&#8242;</b> Graziani per Oriali, che si è inserito sul lato mancino, cross in area dove c&#8217;è Scirea, il libero italiano è solo al limite dell&#8217;area piccola, ma calcia clamorosamente a lato.<br><b>6&#8242;</b> rilancio di Collovati per Graziani, che entra in area dopo aver saltato un difensore, ma il suo diagonale è debole e Shilton blocca.<br><b>10&#8242;</b> articolata manovra dell&#8217;Italia, che ha decisamente preso in mano il gioco: cross da destra di Causio, colpo di testa di Graziani: alto.<br><b>12&#8242;</b> break dell&#8217;Inghilterra: punizione da sinistra di Kennedy, sul secondo palo sbuca di testa Watson, che sale oltre Graziani e incorna sul secondo palo, pallone a lato non di molto.<br><b>13&#8242;</b> cross di Wilkins da sinistra, Keegan manca il controllo, ma alle sue spalle c&#8217;è Kennedy che scocca un sinistro mortifero: palo pieno. Adesso è l&#8217;Inghilterra a mettere alle corde gli azzurri.<br><b>15&#8242; </b>Antognoni con un filtrante tocco geniale pesca in area l&#8217;avanzata di Scirea, ma il libero azzurro si fa ipnotizzare da Shilton in uscita sprecando un&#8217;altra buona chance. Secondo tempo molto più brillante del primo.<br><b>20&#8242;</b> sontuosa accelerazione di Keegan, che triangola con Kennedy, entra in area e tocca sul palo lontano sull&#8217;uscita di Zoff, il portiere azzurro riesce a deviare impercettibilmente e a salvare il gol, con la palla che esce di un soffio.<br><b>34&#8242; GOL ITALIA</b> Antognoni apre a sinistra su Graziani, che salta secco Neal, va sul fondo e mette in mezzo all&#8217;area piccola, Tardelli brucia i centrali inglesi e batte Shilton da pochi passi.<br><b>35&#8242;</b> tracciante di Wilksin da fuori Zoff alza in angolo con una mano. L&#8217;Inghilterra prova subito a reagire, anche se manca poco alla fine.<br><b>44&#8242;</b> cross di Sansom da sinistra, Kennedy di testa serve Keegan, che tenta una rovesciata in area, Zoff si allunga e smanaccia, poi Sansom sulla ribattuta si fa murare in angolo da Benetti quasi sulla linea.</p>



<p><b><u>LE PAGELLE ITALIA</u></b><br><b>IL MIGLIORE GRAZIANI 7: </b>non ha le stimmate del bomber puro, ma in quanto a impegno e generosità bisognerebbe fargli un monumento. Si allarga, recupera, lotta, dà costante apporto alla manovra. E quando Antognoni lo serve salta Neal e propizia il gol-partita.<br><b>Gentile 7:</b> marcatore spietato, annulla chiunque transiti dalle sue parti e si concede persino il lusso di qualche uscita palla al piede degna di nota. Sull&#8217;uomo pochissimi come lui.<br><b>Antognoni 6,5:</b> viaggia un po&#8217; a corrente alternata, ma quando illumina il gioco è uno spettacolo. Lanci illuminanti e visione di gioco. Dai suoi piedi nasce l&#8217;azione del gol.<br><b>Zoff 6,5:</b> pochi interventi, ma essenziali e chirurgici. Salva da campionissimo su un tiro radente e a botta sicura di Keegan. Impeccabile nel finale sulle uscite e nel dare tranquillità al reparto.<br><b>Scirea 6:</b> voto difficile. La prestazione è buona, sale sovente senza palla per dare manforte al gioco. Si divora però due gol, di cui il primo quasi a porta vuota.<br><b>Bettega 5:</b> il peggiore degli azzurri, manca un paio di palloni nel primo tempo e poi si eclissa.</p>



<p><b><u>LE PAGELLE INGHILTERRA</u></b><br><b>IL MIGLIORE WILKINS 6,5:</b> metronomo del gioco inglese, alterna sostanza e qualità. Cerca il gol da fuori area, ma Zoff è reattivo nell&#8217;alzare il pallone in angolo.<br><b>Watson 6,5:</b> solido centrale, tiene alla larga gli attaccanti azzurri, ma è un po&#8217; sorpreso come l&#8217;altro centrale Thompson dal cross di Graziani che taglia la difesa.<br><b>Keegan 6:</b> quando capisce che contro Gentile e Collovati ha vita dura, arretra e inizia a giocare da regista offensivo. Diversi buoni tocchi e una percussione centrale strepitosa fermata solo da un grande intervento di Zoff.<br><b>Neal 5,5:</b> una buona prova, ordinata, attenta e pulita sulla corsia di destra. Un solo errore però fatale: si fa saltare con troppa facilità da Graziani nel cross del gol. Imperdonabile per uno della sua esperienza&#8230;<br><b>Birtles 5:</b> vedi Bettega sull&#8217;altro lato. E&#8217; disinnescato ripetutamente dalla difesa avversaria.</p>



<p></p>



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<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Italia - Inghilterra 1-0 - Europei 1980" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/rTh4XfAIWWQ?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div><figcaption class="wp-element-caption">Gli highlights del match</figcaption></figure>
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		<title>1980 Girone B: Italia-Spagna 0-0</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Niccolo Mello]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jan 2025 06:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[1980]]></category>
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<p class="has-drop-cap"><b>Esordio poco brillante degli azzurri</b> di Bearzot all&#8217;Europeo casalingo. Dopo un avvio convincente l&#8217;Italia perde gradatamente colpi contro una <b>Spagna che mostra ottime doti di palleggio a centrocampo e impensierisce più volte Zoff</b>: solo l&#8217;arbitro, che annulla agli iberici un gol dubbio, e la traversa impediscono alle Furie Rosse di Ladislao Kubala di iniziare il cammino europeo con due punti. La squadra di casa è invece chiamata a un riscatto nel secondo match con l&#8217;Inghilterra.</p>



<p><a name="more"></a></p>



<p><b>Italia:</b> Zoff &#8211; Scirea &#8211; Gentile, Collovati, Cabrini (st 11&#8242; Benetti) &#8211; Tardelli, Antognoni, Oriali &#8211; Causio, Graziani, Bettega.<br><b>Spagna:</b> Arconada &#8211; Tendillo, Migueli, Alexanco, Gordillo &#8211; Dani (st 8&#8242; Juanito), Asensi, Zamora &#8211; Saura, Satrustegi, Quini.</p>



<p><b>Primo tempo</b><br><b>3&#8242;</b> Causio per Gentile, cross in area per Bettega, che si gira e calcia: alto. Buona manovra dell&#8217;Italia.<br><b>8&#8242;</b> Tardelli per Antognoni, tiro da lontano, alto non di molto. Positivo inizio degli azzurri.<br><b>12&#8242;</b> Asensi lancia in area Alexanco, tocco smarcante per Satrustegi che segna. L&#8217;arbitro però annulla per fuorigioco: le immagini non chiariscono, sembra una decisione molto dubbia.<br><b>13&#8242;</b> corner di Antognoni, colpo di testa all&#8217;indietro di Tardelli, palla a lato di pochissimo. Avvio vibrante di partita.<br><b>14&#8242;</b> Bettega smarca di testa sulla trequarti Oriali, diagonale da fuori, a lato di un soffio.<br><b>20&#8242;</b> punizione per l&#8217;Italia: Causio tocca centralmente ad Antognoni, tiro forte, Arconada blocca in due tempi.<br><b>26&#8242;</b> altra occasione per l&#8217;Italia: Antognoni dalla trequarti pesca in area l&#8217;inserimento di Gentile, colpo di testa di prima intenzione, Arconada si rifugia in angolo con un grande intervento.<br><b>34&#8242;</b> tentativo di Oriali da fuori, Arconada neutralizza.<br><b>41&#8242;</b> punizione da destra di Dani, colpo di testa di Quini, palla alta non di molto. Torna a farsi viva la Spagna nel finale di tempo.<br><b>44&#8242;</b> Bettega recupera palla sulla trequarti e serve Graziani, che salta Arconada, ma non riesce a calciare in porta per l&#8217;ottima opposizione di Gordillo. Gli azzurri invocano un rigore per una presunta trattenuta di Gordillo che però non c&#8217;è. L&#8217;arbitro fa bene a lasciar correre.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="797" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/12/Euro_1980_-_Italia_vs_Spagna_-_Dani_e_Antonio_Cabrini-1024x797.jpg" alt="" class="wp-image-22511" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/12/Euro_1980_-_Italia_vs_Spagna_-_Dani_e_Antonio_Cabrini-1024x797.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/12/Euro_1980_-_Italia_vs_Spagna_-_Dani_e_Antonio_Cabrini-300x233.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/12/Euro_1980_-_Italia_vs_Spagna_-_Dani_e_Antonio_Cabrini-768x597.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/12/Euro_1980_-_Italia_vs_Spagna_-_Dani_e_Antonio_Cabrini.jpg 1157w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Dani e Antonio Cabrini</figcaption></figure>



<p></p>



<p><b>Secondo tempo</b><br><b>2&#8242;</b> Graziani per Bettega, da questi a Cabrini, tiro da sinistra, para Arconada.<br><b>7&#8242;</b> Alexanco recupera palla e lancia sulla destra Dani, che con uno splendido filtrante imbecca in area ancora Alexanco, uscita tempestiva di Zoff che in scivolata evita il peggio sparando in fallo laterale.<br><b>8&#8242;</b> tentativo da fuori di Zamora, a lato non di molto. Spagnoli più brillanti adesso.<br><b>13&#8242;</b> ancora Spagna pericolosissima: conclusione di Zamora al volo dopo un calcio di punizione, Zoff neutralizza.<br><b>17&#8242;</b> cross di Benetti da destra, Bettega controlla al limite e calcia d&#8217;esterno, palla a lato di un metro.<br><b>20&#8242;</b> Causio per Bettega, assist a Tardelli che salta un uomo e calcia di sinistro a incrociare, palla alta. L&#8217;Italia sembra aver ripreso metri e fiducia dopo una fase favorevole alla Spagna.<br><b>26&#8242;</b> Zamora atterrato al limite da Collovati dopo una devastante progressione palla al piede: punizione teleguidata di Juanito, che sorprende Zoff e colpisce la traversa rimbalzando sulla linea prima che il portiere azzurro riesca a bloccare il pallone. Spagna molto sfortunata.<br><b>33&#8242;</b> lungo lancio di Gordillo in area per Satrustegi, che si gira benissimo in area e calcia a colpo sicuro, Gentile riesce a toccare provvidenzialmente in angolo. Dalla bandierina palla al limite a Miguel, tiro di prima intenzione, Zoff c&#8217;è. Meglio la Spagna in questo secondo tempo.</p>



<p><b><u>LE PAGELLE ITALIA</u></b><br><b>IL MIGLIORE SCIREA 6,5: </b>non perde mai la calma, salvando due situazioni intricatissime con determinanti interventi in scivolata. Ultimo baluardo, conferma di possedere un senso della posizione clamoroso.<br><b>Gentile 6,5:</b> se Scirea rappresenta la calma olimpica, lui è l&#8217;irruenza agonistica: i due si completano a meraviglia e formano un tandem difensivo di sicura efficacia. Continuo e solido per tutto il match, sfiora un gol di testa nel primo tempo e ne evita uno nella ripresa su conclusione ravvicinata di Satrustegi.<br><b>Antognoni 6,5:</b> per un&#8217;ora regala perle di qualità in mezzo al campo, dirigendo con maestria il gioco azzurro. Quando cala di intensità, la Spagna prende in mano le operazioni e fa soffrire non poco gli azzurri.<br><b>Bettega-Graziani-Causio 5,5:</b> prova al di sotto della sufficienza per il tridente offensivo. I primi due giocano con impegno e generosità, ma sempre lontano dalla porta e negli ultimi 16 metri non riescono mai a incidere; Causio si spegne progressivamente dopo un inizio promettente.<br><b>Cabrini 5:</b> il peggiore degli azzurri, non riesce mai a cambiare passo a sinistra e rimane sempre fuori dal gioco. Bearzot lo sostituisce non casualmente.</p>



<p><b><u>LE PAGELLE SPAGNA</u></b><br><b>IL MIGLIORE ZAMORA 7: </b>omonimo del grandissimo portiere degli anni &#8217;20 e &#8217;30, questo centrocampista tutto pepe e dinamismo gioca un&#8217;egregia partita. Preciso nei tocchi, devastante palla al piede, solo un fallo di Collovati al limite gli impedisce di concludere solo davanti a Zoff dopo un coast-to-coast leggendario.<br><b>Asensi 7: </b>metronomo del gioco, tocca un mare di palloni e cresce con il passare dei minuti mostrando una forma fisica smagliante oltre a una visione di gioco sopraffina.<br><b>Alexanco 6,5:</b> come Scirea per l&#8217;Italia disputa un match di grande intelligenza, senza strafare e proponendosi con efficacia anche in attacco. Suo l&#8217;assist ad esempio per il gol annullato a Satrustegi in avvio.<br><b>Saura 5,5: </b>è il meno incisivo degli spagnoli, forse il solo a entrare in modo troppo timido nelle trame del gioco restando un po&#8217; isolato sulla fascia.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
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		<title>Tokyo 1985: la prima Intercontinentale nella storia della Juventus</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Diego Mariottini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Dec 2023 06:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La storia siamo noi]]></category>
		<category><![CDATA[1985]]></category>
		<category><![CDATA[argentinos juniors]]></category>
		<category><![CDATA[batista]]></category>
		<category><![CDATA[borghi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non capita tutti i giorni ma a qualcuno è successo anche questo. Per esempio ai tifosi bianconeri, che nella notte fra sabato 7 e domenica [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-drop-cap">Non capita tutti i giorni ma a qualcuno è successo anche questo. Per esempio ai tifosi bianconeri, che nella notte fra sabato 7 e domenica 8 dicembre 1985 non hanno visto <a href="https://gameofgoals.it/2022/01/29/intercontinentale-1985-juventus-argentinos-juniors-6-4-dcr-2-2.html">la finale di Coppa Intercontinentale di Tokyo fra Juventus e Argentinos Juniors</a>. Vanno a dormire da campioni d’Europa e si risvegliano campioni del mondo. Siamo alla metà esatta degli anni ’80 e in quella fase storica gli assetti televisivi nel nostro Paese sono radicalmente diversi rispetto a oggi. In Italia la partita viene seguita in diretta (alle quattro di domenica mattina, mezzogiorno in punto in Giappone) da Canale 5, ma solamente in Lombardia. Esiste infatti in quel momento un divieto per le televisioni private di trasmettere in diretta su tutto il territorio nazionale. La partita andrà comunque in replica in prima serata, con un grandissimo riscontro di pubblico.Per la prima volta in Italia un evento sportivo importante non viene trasmesso dalla RAI. Qualcuno dà scarso peso al fatto, per qualcun altro invece quello può essere l’inizio di una nuova era televisiva. Nel frattempo il calcio italiano si è arricchita di un nuovo alloro. La Juventus di <a href="https://gameofgoals.it/2021/01/07/3282.html"><strong>Giovanni</strong> <strong>Trapattoni</strong></a> si era guadagnata il diritto di rappresentare il calcio europeo in quanto squadra detentrice della Coppa dei Campioni 1984/85.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/12/Intercontinental_1985_program.jpg" alt="" class="wp-image-16512" width="295" height="409" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/12/Intercontinental_1985_program.jpg 268w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/12/Intercontinental_1985_program-216x300.jpg 216w" sizes="(max-width: 295px) 100vw, 295px" /><figcaption class="wp-element-caption">La locandina dell&#8217;incontro</figcaption></figure>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Il peso dell&#8217;Heysel</h3>



<p></p>



<p>È un onore ma anche un peso poco sostenibile per chi ha una coscienza. Perché quel trofeo è costato la vita a 39 persone. 39 tifosi colpevoli di tifare per la propria squadra nel momento giusto e nello stadio sbagliato. Con la finale dell’Intercontinentale la società torinese cerca di mettersi alle spalle la tragedia dello Stadio Heysel, ma comunque andrà certe serate non si possono cancellare. L’avversaria è la vincitrice della Coppa Libertadores, l’Argentinos Juniors di Buenos Aires. Tra le due contendenti il divario appare netto a favore degli italiani, ma gli argentini non vanno mai sottovalutati per via della loro carica agonistica. E poi ci sono due aspetti da non trascurare: se è vero che in una partita secca tutto può accadere, è altrettanto vero che la tradizione dell’ultimo decennio è tutta dalla parte delle formazioni sudamericane.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Riportare la coppa in Europa</h3>



<p></p>



<p>È dal 1976 infatti che una squadra europea non fa suo il trofeo e se in quel momento sono nove anni che il trofeo rimane nell’America Latina un motivo c’è. Conta un agonismo che forse le squadre europee non profondono, dall’altra c’è un’attenzione all’Intercontinentale che nel Vecchio Continente va a intermittenza. La Juventus ci prova, ben conscia che malgrado la superiorità tecnica la partita sarà dura in ogni suo aspetto. Quella che viene fuori nella nottata italiana di quell’8 dicembre è da molti considerata a tutt’oggi la finale dell’Intercontinentale più combattuta, più incerta ed emozionante di sempre.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="476" height="362" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/12/Arg_juve_1985_borghi.jpg" alt="" class="wp-image-16513" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/12/Arg_juve_1985_borghi.jpg 476w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/12/Arg_juve_1985_borghi-300x228.jpg 300w" sizes="(max-width: 476px) 100vw, 476px" /><figcaption class="wp-element-caption">Claudio Borghi, spauracchio numero uno per la difesa bianconera</figcaption></figure>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Mezzogiorno di fuoco e fiamme</h3>



<p></p>



<p>Alle ore 12 la Juventus è schierata in campo con <strong>Tacconi, Favero, Cabrini, Bonini, Brio, Scirea, Mauro, Manfredonia, Serena, Platini, Laudrup</strong>. L’Argentinos Juniors, ex squadra di <strong>Diego Armando Maradona</strong>, contrappone <strong>Vidallè, Pavoni, Domenech, Villalba, Batista, Olguìn, Castro, Videla, Borghi, Commisso, Ereros</strong>. L’Argentinos annovera buoni giocatori e personalità di spicco. <strong>Jorge Mario Olguìn</strong> è stato campione del <a href="https://gameofgoals.it/2014/02/20/1978-finale-argentina-olanda-3-1.html">mondo nel 1978 con l’Argentina</a> di <strong>Passarella</strong>, <strong>Kempes</strong> e <strong>Bertoni</strong>. <strong>Batista</strong> e <strong>Borghi</strong> lo diventeranno sei mesi dopo. <strong>Ereros</strong> è un buon talento, aria baffuta da “salsero” cubano ma ottima tecnica di base e imprevedibilità sulle conclusioni a rete. La difesa bianconera deve stare attenta in particolare al fantasista <strong>Claudio Daniel Borghi</strong>, giocatore giovanissimo che anni più tardi <strong>Silvio</strong> <strong>Berlusconi</strong> valuterà per il suo Milan.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">La partita</h3>



<p></p>



<p>Sembrano più propositivi gli argentini, che hanno maggior possesso di palla e che non danno mai la sensazione di temere l’avversaria. La Juventus arretra il baricentro del gioco cercando di agire sulle ripartenze (<strong>Trapattoni</strong> docet). Il primo tempo è piacevole e le due squadre si annullano a vicenda. Sono poche le conclusioni a rete, ma il pubblico di casa (62mila spettatori paganti), è soddisfatto. Nella ripresa il ritmo pian piano sale e la prima occasione importante è dei bianconeri. <strong>Scirea</strong> lancia lungo per <strong>Serena</strong> che a sua volta di testa mette <strong>Laudrup</strong> nella condizione di concludere a rete in contropiede. Il danese prende velocità, supera sullo slancio il portiere <strong>Vidallè</strong> e segna a porta vuota ma l’arbitro annulla per fuorigioco. Decisione discutibile. Un gol, sia pure annullato, che accende la partita e prelude al gol avversario. Un’azione esemplare per capacità di verticalizzare e per rapidità d’esecuzione. 10° minuto. Dalla trequarti <strong>Commisso</strong> favorisce l’inserimento centrale di <strong>Ereros</strong>, la difesa ha un momento di esitazione. <strong>Tacconi</strong> accenna all’uscita dai pali ma il tocco dell’attaccante argentino non lascia scampo. Pallonetto millimetrico e Argentinos Juniors in vantaggio. La rete ha un effetto talmente dirompente che la Juventus potrebbe crollare pochi minuti più tardi, quando una combinazione fra l’autore del gol e <strong>Borghi</strong> porta al gol del raddoppio di <strong>Castro</strong>. Anche in questo caso, il tedesco <strong>Roth</strong> fischia il fuorigioco e annulla. I bianconeri riprendono a fare gioco e un filo di buona sorte sembra venir loro incontro. Cross dalla tre quarti sinistra di <strong>Platini</strong> per <strong>Serena</strong> all’interno dell’area argentina, la punta viene affrontata in modo falloso da <strong>Olguìn</strong> e l’arbitro concede il calcio di rigore. Dal dischetto <strong><a href="https://gameofgoals.it/2021/04/30/omaggio-a-sua-maesta-michel-platini.html">Platini</a></strong> mantiene la massima freddezza: portiere da una parte e pallone sul lato opposto. 18° della ripresa, 1-1.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="573" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/12/Schermata-2023-12-06-alle-20.54.33-1024x573.png" alt="" class="wp-image-16509" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/12/Schermata-2023-12-06-alle-20.54.33-1024x573.png 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/12/Schermata-2023-12-06-alle-20.54.33-300x168.png 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/12/Schermata-2023-12-06-alle-20.54.33-768x430.png 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/12/Schermata-2023-12-06-alle-20.54.33.png 1408w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">L&#8217;elegante protesta di Platini dopo il gol annullato</figcaption></figure>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Continue emozioni</h3>



<p></p>



<p>Il pubblico giapponese, normalmente pronto a emozionarsi per molto meno, ha davvero un buon motivo per esaltarsi. Anche perché il pareggio di <strong>Platini</strong> dà la scossa a tutta la squadra e il francese stesso comincia finalmente a fare… <strong><a href="https://gameofgoals.it/2023/10/24/michel-platini-il-re-del-calcio-francese.html">Platini</a></strong>. E lo fa talmente bene da inventare un gol da antologia, un assolo degno di pochissimi interpreti del calcio. Assolo in area, cambio di piede in palleggio aereo e palla nel sacco di <strong>Vidallé</strong>. Lo stadio sembra venir giù per quel prodigio e i giocatori bianconeri si abbracciano ma il tedesco <strong>Roth</strong> annulla per l’ennesima volta. Non c’è fuorigioco, non c’è un intervento a gamba tesa, non c’è un possibile controllo con la mano. Non c’è un perché. Con un gesto plateale ma di grande stile “<em>le roi Michel</em>” si siede a terra e con un sorriso sconsolato sembra dire “<em>Che cos’altro devo inventare per farmi convalidare un gol su azione?</em>”. E non è tutto, perché pochi istanti più tardi l’Argentinos Juniors ripassa in vantaggio. Il fantasista <strong>Borghi</strong> inventa un corridoio laterale per <strong>Castro</strong>, defilato sulla destra. Tutti pensano a un cross al centro e invece viene fuori un tiro violento e carico d’effetto. La palla s’impenna e abbassa la parabola proprio sotto l’incrocio dei pali che <strong>Tacconi</strong> non copre, non può coprire. Manca un quarto d&#8217;ora alla fine e il destino della Coppa sembra segnato in favore dei &#8220;rossi&#8221;. Ma chi ha in squadra <strong>Platini</strong> può sempre contare sulle intuizioni di un genio. Pochi minuti alla fine, <strong>Laudrup</strong> porta palla all’altezza dei 20 metri, cede palla a <strong>Platini</strong> e scatta in avanti per ricevere il passaggio di ritorno, la palla gli arriva sul piede a centro area con la difesa che resta annichilita dalla giocata dei due. Il danese parte in dribbling, aggira il portiere, resta in equilibrio nonostante il tentativo di fallo di <strong>Vidallé</strong> e quasi dalla linea di fondo la mette dentro in uno spazio strettissimo. Con il 2-2 terminano i 90 minuti regolamentari. I supplementari hanno poco da raccontare, in realtà non succede quasi nulla. Nessuno vuole correre eccessivi rischi ed è come se la testa dei 22 in campo fosse già concentrata sui calci di rigore.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">I calci di rigore</h3>



<p></p>



<p>La sequenza dagli 11 metri potrebbe favorire gli argentini, vincitori ai penalty della Coppa Libertadores contro i colombiani dell&#8217;America di Cali. <strong>Brio</strong> segna di potenza il primo rigore. Pareggia <strong>Olguin</strong> con identico tiro. <strong>Cabrini</strong> fa centro di sinistro. Su <strong>Batista</strong> <strong>Tacconi</strong> para sulla propria sinistra. Esultano i bianconeri. <strong>Serena</strong> di sinistro porta in vantaggio la Juventus. Poi segna <strong>Lopez</strong>, mentre <strong>Laudrup</strong> si fa stregare da <strong>Vidallé</strong>. Serve ancora <strong>Tacconi</strong>, che si tuffa sulla destra a neutralizzare il tiro di <strong>Pavoni</strong>. La tensione è alle stelle, quando re Michel e <strong>Vidallé</strong> sono di fronte per il tiro decisivo. <strong>Platini</strong> è una sfinge, a guardarlo in volto anche un lampione sembra tradire più emozioni di lui. Tutto è pronto, qualche passo e di destro segna alla sinistra del portiere, mandando ancora una volta Vidallè dall&#8217;altra parte. La verità è che nessuna delle due squadre avrebbe meritato di perdere. </p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Campioni del mondo</h3>



<p></p>



<p>La squadra allenata da <strong>Giovanni</strong> <strong>Trapattoni</strong> vince così la sua prima Intercontinentale ai danni dell’Argentinos Juniors. Quello che l’anno prima non era riuscito al Liverpool è appena accaduto ai bianconeri. Per <strong>Michel Platini</strong> quella sarà una delle ultime soddisfazioni da calciatore. L’anno successivo vincerà per la seconda volta lo scudetto con la Juventus. Poi nel 1987, il fuoriclasse francese prende una decisione radicale: a 32 anni smette di giocare uno dei più grandi talenti di ogni tempo. Nenache a farlo apposta l’abbandono di re Michel coincide con una lunga serie di anni magri per la Juventus. Per rivedere il Tricolore ci vorrà qualcosa come nove anni. E nella Torino bianconera non sono certo abituati a quei tempi d’attesa.</p>



<p></p>



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<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Juventus-Argentinos J. Coppa Intercontinentale 1985" width="1200" height="900" src="https://www.youtube.com/embed/AJpf1pE_LeQ?start=1&#038;feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></div>
</div><figcaption class="wp-element-caption">Gli highlights dell&#8217;incontro</figcaption></figure>
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		<title>Intercontinentale 1985: Juventus-Argentinos Juniors 6-4 dcr (2-2)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Niccolo Mello]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Jan 2022 06:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Coppa Intercontinentale]]></category>
		<category><![CDATA[argentinos juniors]]></category>
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		<category><![CDATA[Scirea]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina: i giocatori della Juventus con la Coppa a fine partita [storidicalcio.altervista.org] La Juventus si laurea per la prima volta campione del mondo [&#8230;]</p>
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<p class="has-text-align-right"><em>Immagine di copertina: i giocatori della Juventus con la Coppa a fine partita [storidicalcio.altervista.org]</em></p>



<p class="has-drop-cap"><b>La Juventus si laurea per la prima volta campione del mondo</b> al termine di una battaglia protrattasi fino ai calci di rigore. <b>Il match contro l&#8217;Argentinos Juniors, giocato su un campo fangoso e sconnesso, è un inno all&#8217;intensità, ai capovolgimenti di fronte, alla garra</b>. Non una partita bellissima sul piano estetico, però giocata ad alti ritmi e con una foga agonistica non indifferente da parte di entrambe le squadre.<b> Protagonista assoluto è Michel Platini</b>, che regala alcune magie entrate nella storia del futbol.</p>



<p><b>Juventus:</b> Tacconi &#8211; Scirea (st 29&#8242; Pioli) &#8211; Favero, Brio, Cabrini &#8211; Manfredonia, Platini, Bonini &#8211; Mauro (st 32&#8242; Briaschi), Serena, Laudrup.<br><b>Argentinos Jrs:</b> Vidallè &#8211; Pavoni, Villalba, Olguin, Domenech &#8211; Castro, Batista, Videla, Ereros (st 37&#8242; Corsi) &#8211; Commisso (sts 12&#8242; Lopez) &#8211; Borghi.</p>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/01/Juventus_1985_1986_Coppa_Intercontinentale-35-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-9757" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/01/Juventus_1985_1986_Coppa_Intercontinentale-35-1024x768.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/01/Juventus_1985_1986_Coppa_Intercontinentale-35-300x225.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/01/Juventus_1985_1986_Coppa_Intercontinentale-35-768x576.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/01/Juventus_1985_1986_Coppa_Intercontinentale-35-1536x1152.jpg 1536w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/01/Juventus_1985_1986_Coppa_Intercontinentale-35.jpg 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>I capitani Scirea e Domenech prima del via [www.finoallafineforzajuventus.it]</figcaption></figure></div>



<p></p>



<p><b>Primo tempo</b><br><b>2&#8242;</b> subito Argentinos Jrs in avanti: corner da destra di Borghi, traiettoria insidiosissima, Tacconi è costretto ad alzare in angolo.<br><b>6&#8242;</b> Laudrup steso in area: può starci il rigore, ma l&#8217;arbitro lascia correre.<br><b>18&#8242;</b> Platini per Manfredonia, lancio per Serena, che calcia tra le braccia di Vidallè.<br><b>20&#8242;</b> tentativo di Castro sul primo palo, palla fuori di poco. Argentini sempre temibili con la palla tra i piedi.<br><b>29&#8242;</b> giocata pazzesca di Platini, che fa ballare tre avversari in un fazzoletto e cerca il secondo palo con un tocco maligno, pallone fuori di pochissimo.<br><b>34&#8242;</b> Videla innesca Ereros, palla in mezzo pericolosissima, Brio sventa la minaccia all&#8217;ultimo con un intervento provvidenziale in scivolata.<br><b>37&#8242;</b> ancora Argentinos Jrs in attacco: tiro di Ereros da sinistra, Tacconi c&#8217;è.</p>



<p><b>Secondo tempo</b><br><b>1&#8242;</b> Serena di testa serve Laudrup, che parte a tutta velocità, scarta Almeida e segna. L&#8217;arbitro però annulla per fuorigioco.<br><b>10&#8242; GOL ARGENTINOS JRS</b> Splendido lancio di Videla per Ereros, Tacconi esce dai pali in modo forse un po&#8217; avventato e il giocatore argentino lo beffa con un pallonetto morbido.<br><b>14&#8242;</b> punizione di Manfredonia dalla trequarti, colpo di testa in tuffo di Serena, palla fuori. La Juventus prova a reagire contro un Argentinos Juniors molto quadrato e ben organizzato.<br><b>17&#8242;</b> Borghi salta due difensori della Juventus e serve sul lato sinistro dell&#8217;area Ereros, da questi palla in mezzo ancora per Borghi, che segna. Rete però annullata per fuorigioco: i dubbi restano.<br><b>18&#8242; GOL JUVENTUS</b> Lancio di Platini per Serena, atterrato in area in modo evidente da Olguin. Rigore netto. Dal dischetto Platini spiazza Vidallè.<br><b>23&#8242;</b> corner di Mauro da destra, pallone messo fuori dalla difesa argentina, colpo di testa di Bonini per Platini, che stoppa il pallone al volo, scavalca un avversario con un pallonetto e sempre al volo infila l&#8217;angolo opposto a mezza altezza. Un gol bellissimo, che però l&#8217;arbitro ingiustamente e incredibilmente annulla. Gioco pericoloso? Fuorigioco? Non c&#8217;è davvero nulla. Decisione assurda, forse il direttore di gara ha voluto pareggiare i conti per il gol annullato a Borghi qualche minuto prima? Rimane famosa l&#8217;immagine di Platini, che indignato per l&#8217;annullamento, si sdraia sul campo imitando Paolina Borghese.<br><b>30&#8242; GOL ARGENTINOS JRS</b> Ancora Videla avanza e serve Borghi, che pesca nello spazio Castro, tiro in corsa dentro l&#8217;area e pallone nell&#8217;angolo opposto, imparabile.<br><b>37&#8242; GOL JUVENTUS</b> Laudrup per Platini al limite, assist geniale del fuoriclasse francese per l&#8217;inserimento senza palla dello stesso Laudrup, che scarta Almeida e segna a porta sguarnita.<br><b>38&#8242;</b> sventola di Batista da fuori, palla sul fondo. Il match rimane a ritmi intensissimi.</p>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="718" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/01/Juventus-Argentinos-Jr-Il-gol-di-Laudrup-e1600542985905-1024x718.jpg" alt="" class="wp-image-9755" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/01/Juventus-Argentinos-Jr-Il-gol-di-Laudrup-e1600542985905-1024x718.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/01/Juventus-Argentinos-Jr-Il-gol-di-Laudrup-e1600542985905-300x210.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/01/Juventus-Argentinos-Jr-Il-gol-di-Laudrup-e1600542985905-768x538.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/01/Juventus-Argentinos-Jr-Il-gol-di-Laudrup-e1600542985905.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Il gol di Laudrup</figcaption></figure></div>



<p></p>



<p><b>Primo tempo supplementare</b><br><b>15&#8242;</b> Videla pesca in area Borghi, assist per Ereros, che però è ben marcato e non riesce a indirizzare il pallone verso la porta, calciando a lato. Entrambe le squadre appaiono stanche.</p>



<p><b>Secondo tempo supplementare</b><br><b>8&#8242;</b> Cabrini steso in area da Villalba. Poteva starci un altro rigore per la Juventus, ma l&#8217;arbitro non se la sente forse di fischiarlo e fa proseguire.<br><b>10&#8242;</b> punizione di Borghi da destra, pallone messo fuori dalla difesa bianconera, tentativo da fuori di Castro, Tacconi neutralizza. Partita durissima su un campo sempre più impraticabile.<br><b>12&#8242;</b> rinvio lungo di Tacconi, sponda aerea di Serena per Platini, tiro al volo dentro l&#8217;area, palla fuori di un metro.</p>



<p><b>Rigori</b><br><b>Brio (J):</b> gol, tiro angolato, Almeida intuisce, ma non arriva. 1-0 JUVENTUS<br><b>Olguin (A):</b> gol, palla nell&#8217;angolino sinistro, Tacconi spiazzato. 1-1 ARGENTINOS JRS<br><b>Cabrini (J):</b> gol, altra conclusione ben indirizzata nell&#8217;angolo destro, Almeida non ci arriva. 2-1 JUVENTUS<br><b>Batista (A):</b> parato, tiro fiacco, Tacconi intuisce e blocca. 2-1 JUVENTUS<br><b>Serena (J):</b> gol, palla nell&#8217;angolino destro a mezza altezza. 3-1 JUVENTUS<br><b>Lopez (A):</b> gol, tiro forte e centrale, Tacconi tocca con un piede, ma non riesce a deviare. 3-2 JUVENTUS<br><b>Laudrup (J):</b> parato, tiro debole, Almeida si tuffa e neutralizza. 3-2 JUVENTUS<br><b>Pavoni (A):</b> parato, conclusione bruttissima e centrale, Tacconi si ritrova il pallone in bocca e deiva. 3-2 JUVENTUS<br><b>Platini (J):</b> gol, tiro nell&#8217;angolino a destra, Almeida dall&#8217;altra parte e Juventus campione del mondo. 4-2 JUVENTUS</p>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/01/finale-argentinos-juventus-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-9752" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/01/finale-argentinos-juventus-1024x683.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/01/finale-argentinos-juventus-300x200.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/01/finale-argentinos-juventus-768x512.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/01/finale-argentinos-juventus.jpg 1156w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Platini sdraiato alla Paolina Borghese dopo il gol annullato</figcaption></figure></div>



<p></p>



<p><b><u>LE PAGELLE JUVENTUS</u></b><br><b>IL MIGLIORE PLATINI 8:</b> non sempre nel vivo del gioco, a volte un po&#8217; indolente e nervoso, però che giocatore di classe superiore! Dai suoi piedi nasce l&#8217;azione che porta al rigore dell&#8217;1-1, suo è anche l&#8217;assist geniale per il 2-2 di Laudrup. E sempre suo è il rigore decisivo, quello che consegna la coppa alla Juve. Va vicinissimo a una rete meravigliosa nel primo tempo e la trova nel secondo, con un colpo al volo che è un mix di arte, astuzia e creatività al massimo livello: assurda la decisione dell&#8217;arbitro tedesco Roth, che annulla senza motivo un autentico capolavoro del calcio.<br><b>Cabrini 7,5:</b> prestazione di valore assoluto, formidabile in difesa sull&#8217;uomo e altrettanto efficace in fase di spinta. Incita i compagni e veste i panni del capitano e del gladiatore dopo l&#8217;uscita per infortunio di Scirea. Poteva starci un rigore su di lui. Impeccabile dal dischetto nella lotteria finale.<br><b>Tacconi 7:</b> forse qualche pecca sul primo gol dell&#8217;Argentinos Juniors, ma si riscatta ampiamente nella serie decisiva, neutralizzando due penalty. Determinante.<br><b>Laudrup 6,5:</b> viaggia a ondate, alternando ottime giocate a errori. Bravissimo nell&#8217;azione del 2-2, lo scarico su Platini e il successivo inserimento per il gol sono da manuale. Male però al momento di battere il rigore: tiro rivedibile e facilmente intuibile, che infatti non va a bersaglio.<br><b>Mauro 5,5:</b> il peggiore dei bianconeri, non riesce mai a trovare la posizione giusta in cui far male ed è spesso in ritardo. Giustamente sostituito.</p>



<p><b><u>LE PAGELLE ARGENTINOS JUNIORS</u></b><br><b>IL MIGLIORE BORGHI 7,5:</b> meriterebbe il gol (e infatti segna, però l&#8217;arbitro annulla) per la mole di gioco, le accelerazioni devastanti, i dribbling pungenti e gli assist recapitati ai compagni. Il presidente del Milan Silvio Berlusconi si invaghisce di lui per questa partita e non possiamo dargli torto: Borghi dà vita effettivamente a una prova maiuscola, faro di tutto il gioco offensivo degli argentini.<br><b>Videla 7:</b> pendolo di centrocampo, si fa sempre trovare al posto giusto nel momento giusto: effettua il lancio per l&#8217;1-0 di Ereros, avvia l&#8217;azione del 2-1 e abbina quantità e qualità.<br><b>Batista 7:</b> sul campo, è il migliore dell&#8217;Argentinos Jrs insieme a Borghi. Il nazionale argentino, campione del mondo nel 1986, disputa un match favoloso per contenuti tecnici, tattici e agonistici. Corsa, intensità e qualità sono all&#8217;ordine del giorno. Mezzo punto in meno per quel rigore calciato male, che alla fine penalizza i suoi.<br><b>Olguin 5:</b> campione del mondo nel &#8217;78, non poco in difficoltà quest&#8217;oggi contro la fisicità di Serena e i duetti palla a terra dei giocatori offensivi della Juventus. Causa il rigore che porta all&#8217;1-1 con un fallo davvero scomposto ed evitabile.</p>



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<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Juventus-Argentinos J. Coppa Intercontinentale 1985" width="1200" height="900" src="https://www.youtube.com/embed/AJpf1pE_LeQ?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></div>
</div><figcaption>Sintesi del match</figcaption></figure>
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		<title>1979: Italia-Argentina 2-2</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Niccolo Mello]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Dec 2021 22:04:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tornei e amichevoli]]></category>
		<category><![CDATA[antognoni]]></category>
		<category><![CDATA[argentina]]></category>
		<category><![CDATA[Bettega]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina: Maradona e Rossi Tanti assi in campo a Roma per il test-match internazionale di alto profilo tra Italia e Argentina. Da un [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2021/12/05/1979-italia-argentina-2-2.html">1979: Italia-Argentina 2-2</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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<p class="has-text-align-right"><em>Immagine di copertina: Maradona e Rossi</em></p>



<p class="has-drop-cap">Tanti assi in campo a Roma per il test-match internazionale di alto profilo tra <strong>Italia</strong> e <strong>Argentina</strong>. Da un lato lo zoccolo duro della nazionale di <strong>Bearzot</strong> campione del mondo in Spagna tre anni dopo; dall&#8217;altro diversi giocatori che hanno vinto il Mondiale l&#8217;anno prima in Argentina più un&#8217;aggiunta di grandissima qualità come il 18enne funambolo <strong>Maradona</strong>. Non è una gara molto spettacolare, viaggia a folate, seppur di assoluto pregio sul piano tecnico. L&#8217;<strong>Argentina</strong> merita qualcosa in più nel primo tempo, l&#8217;<strong>Italia</strong> gioca meglio nella ripresa: a conti fatti, il pareggio è giusto.</p>



<p><strong>Italia:</strong> Zoff &#8211; Scirea &#8211; Gentile, Collovati, Cabrini &#8211; Tardelli, Antognoni, Oriali &#8211; Causio, Rossi, Bettega.<br><strong>Argentina:</strong> Fillol &#8211; Olguin, Passarella, Villaverde, Tarantini &#8211; Houseman, Barbas (st 24&#8242; Oviedo), Gallego, Valencia &#8211; Luque, Maradona.</p>



<p><strong>Primo tempo<br>4&#8242;</strong> fallo di Gentile su Valencia al limite: punizione di Olguin, palo esterno.<br><strong>6&#8242; GOL ARGENTINA</strong> Lancio di Passarella splendido per Valencia, che ubriaca di finte Scirea e calcia forte, Zoff devia il pallone ma non riesce a impedire che finisca in rete.<br><strong>14&#8242;</strong> punizione di Causio da destra, respinge Fillol, tentativo di Cabrini di prima intenzione, Tarantini salva in angolo.<br><strong>25&#8242; GOL ITALIA</strong> Rimessa laterale da sinistra di Cabrini per Causio, che con un pallonetto delizioso scavalca Villaverde e indovina l&#8217;angolo opposto con un pazzesco tiro al volo. Grandissimo gol.<br><strong>32&#8242;</strong> grande azione dell&#8217;Italia: triangolo Rossi-Bettega-Rossi nello stretto, l&#8217;attaccante azzurro è ipnotizzato da Fillol, sulla respinta ci prova da fuori Cabrini, ancora Fillol blocca in tuffo.<br><strong>33&#8242;</strong> occasionissima per Houseman, che incespica sul pallone solo davanti a Zoff dopo un&#8217;azione confusa nell&#8217;area italiana.<br><strong>35&#8242;</strong> punizione per l&#8217;Italia dal limite, Gentile appoggia a sinistra a Cabrini, conclusione sul primo palo fuori di un metro.<br><strong>44&#8242;</strong> proteste veementi dei giocatori argentini per un contatto in area tra Barbas e Scirea. L&#8217;arbitro lascia correre, ma forse il rigore poteva starci.</p>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="962" height="1024" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/87884595_2991231734274791_6514206619016888320_n-962x1024.jpg" alt="" class="wp-image-9176" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/87884595_2991231734274791_6514206619016888320_n-962x1024.jpg 962w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/87884595_2991231734274791_6514206619016888320_n-282x300.jpg 282w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/87884595_2991231734274791_6514206619016888320_n-768x818.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/87884595_2991231734274791_6514206619016888320_n.jpg 1278w" sizes="(max-width: 962px) 100vw, 962px" /><figcaption>Rossi in azione</figcaption></figure></div>



<p></p>



<p><strong>Secondo tempo<br>4&#8242;</strong> tracciante da fuori di Olguin, Zoff neutralizza in due tempi.<br><strong>8&#8242; GOL ITALIA</strong> Antognoni vince un rimpallo a centrocampo con Passarella e lancia Rossi, l&#8217;attaccante azzurro salta Villaverde e infila il “sette” con il destro. Altro splendido gol degli azzurri.<br><strong>10&#8242; GOL ARGENTINA</strong> Rigore assegnato all&#8217;Argentina in modo poco chiaro, forse per un tocco di mani di Cabrini in area. Dalle immagini sembrava molto più rigore quello del primo tempo su Barbas. Sul dischetto va Passarella, tiro forte e centrale che però spiazza Zoff.<br><strong>25&#8242;</strong> cross da destra di Gentile, colpo di testa di Rossi, un difensore argentino spazza quasi sulla linea.<br><strong>29&#8242;</strong> fallo su Bettega al limite, missile su punizione di Antognoni, Fillol respinge come può, per sua fortuna Houseman anticipa Rossi e allontana in corner.<br><strong>35&#8242;</strong> Cabrini per Antognoni, tracciante da fuori, para Fillol.</p>



<p><strong>LE PAGELLE ITALIA<br>IL MIGLIORE CAUSIO 7</strong> Prestazione buona e di qualità, a destra come al centro nelle vesti di rifinitore. Ma è il gol che resta maggiormente impresso, pallonetto su Villaverde e folgore volante con palla sul palo lontano. Una rete che da sola vale il prezzo del biglietto.<br><strong>Cabrini 7</strong> Continuo, solido, costante. Nonostante la giovane età non ha paura di nulla e spinge come un treno sulla fascia creando numerosi pericoli.<br><strong>Antognoni 6,5</strong> Dopo un primo tempo piuttosto abulico sale di colpi nella ripresa, prendendo in mano le redini del gioco e andando vicino al gol. Splendido anche l&#8217;assist per la rete di Rossi.<br><strong>Rossi 6,5</strong> Segue lo stesso percorso di Antognoni: in ombra nei primi 45 minuti, incisivo e temibile nella ripresa, quando realizza anche un “golazo” in corsa.<br><strong>Scirea 5,5</strong> Fatica a capire le finte di Valencia sul primo gol, rischia di causare un rigore per fallo su Barbas e in generale non sembra palesare la solita sicurezza. Molti rinvii a casaccio per non rischiare invece che provare a costruire.</p>



<p><strong>LE PAGELLE ARGENTINA<br>IL MIGLIORE PASSARELLA 7</strong> Vince nettamente il duello a distanza con Scirea. Un paio di sbavature qua e là (perde ad esempio il contrasto con Antognoni nell&#8217;azione che porta al gol di Rossi), ma il più delle volte respinge ogni insidia denotando un eccellente senso della posizione. Da manuale l&#8217;assist in verticale per la rete di Valencia, freddo sul rigore. Lo stesso Martellini in telecronaca lo elogia per il suo temperamento e le sue doti da condottiero.<br><strong>Fillol 6,5 </strong>Più impegnato di Zoff, effettua alcuni interventi davvero di spessore consentendo ai suoi di rimanere sempre in partita, soprattutto nel secondo tempo che è maggiormente di marca azzurra.<br><strong>Maradona 6</strong> A 18 anni mette in mostra un repertorio di prim&#8217;ordine con qualche dribbling vellutato e una grande padronanza tecnica. La marcatura a vista di <strong><em>Tardelli</em></strong> (<strong><em>6,5</em></strong>) lo tiene però abbastanza lontano dal cuore del gioco. Buoni tocchi, ma a conti fatti incide poco.<br><strong>Luque 5</strong> Principale punto di riferimento offensivo dei suoi, grezzo sul piano stilistico e poco efficace, arginato agevolmente da un ottimo Collovati. Forse andava sostituito a un certo punto per provare soluzioni diverse.</p>



<p></p>



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</div><figcaption>Una sintesi del match</figcaption></figure>
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