Immagine di copertina La magica punizione di Diego che batte Tacconi
Dopo otto successi consecutivi la Juventus capolista si arrende di misura al Napoli di Maradona. Decide una punizione meravigliosa, rimasta celebre, del Pibe de Oro. Successo meritato dei padroni di casa, che ci mettono più grinta e determinazione e mettono a lungo alle corde la Juve, soprattutto nel secondo tempo. Troppo attendista la squadra di Trapattoni come atteggiamento e mentalità. In grande spolvero non solo un superbo Diego, ma tutto il Napoli, a partire dall’altro argentino Bertoni.
Napoli: Garella – Bruscolotti, Renica, Ferrario, Carannante – Bagni, Pecci (st 45′ Buriani), Celestini – Bertoni, Maradona – Giordano (st 15′ Caffarelli).
Juventus: Tacconi – Scirea – Pioli, Favero, Brio, Cabrini – Mauro (st 30′ Pin), Bonini, Platini – Serena, Laudrup.
Primo tempo
4′ subito Napoli pericoloso: punizione da sinistra di Bertoni, palla in area, Maradona devia da pochi passi, Tacconi respinge, la palla carambola ancora su Diego e finisce sul fondo.
22′ corner di Bertoni tagliato, la palla sorvola di poco la traversa. Napoli più pimpante, Juve che si difende e prova a ripartire.
29′ Maradona per Pecci, che ci prova da lontano, pallone fuori non di molto.
34′ altro corner temibile da sinistra di Bertoni, Tacconi smanaccia, tentativo di un giocatore napoletano in area: murato.
42′ break di Bertoni, che approfitta di una respinta di testa di Scirea e calcia in corsa da destra, palla fuori di un metro.
45′ fallo su Maradona al limite, punizione dello stesso Diego: alta.
Secondo tempo
6′ cross di Celestini da sinistra, Maradona ci prova di testa, palla sul fondo.
17′ lancio dalla trequarti di un giocatore del Napoli per Maradona, che calcia di destro al volo, Tacconi salva in corner con un piede.
27′ GOL NAPOLI Giocata pericolosa di Scirea in area su Bertoni, su un lancio di Carannante da sinistra. Punizione in area dal lato mancino. Pecci tocca per Maradona, che disegna una traiettoria magnifica, il pallone si infila sul primo palo nel “sette”.
39′ cross da destra di Pin, colpo di testa imperioso di Serena dal limite, Garella vola e devia in tuffo.

LE PAGELLE NAPOLI
IL MIGLIORE MARADONA 8,5 Quando si accende è una meraviglia. I difensori della Juve possono fermarlo solo ricorrendo al fallo. Gioca da mezzala e pennella calcio per i compagni, sfiora un paio di volte il bersaglio grosso e nel finale dà vita a una meravigliosa serpentina fermata con fallo al limite. In mezzo, la stupenda punizione in area, da posizione impossibile, che dà la vittoria al Napoli.
Bertoni 7,5 Compagno perfetto di Diego, parla lo stesso linguaggio tecnico, è una zanzara che si inserisce ovunque e crea pericoli a getto continuo. Su di lui il fallo di Scirea che determina il gol di Maradona. Incontenibile.
Carannante 7 Prestazione maiuscola, come sottolineato anche dai commentatori argentini. Attento, solido, una spinta costante in fascia, splendido il lancio per Bertoni in area che porta alla punizione vincente di Diego.
Renica 6,5 Perfetta direzione del traffico difensivo, gestisce con autorevolezza il reparto e tiene alla larga gli attaccanti juventini.
Giordano 5 Unico del Napoli fuori giri e fuori partita, non al meglio fisicamente la vede poco e viene sostituito.
LE PAGELLE JUVENTUS
IL MIGLIORE TACCONI 7,5 Se la Juve limita il passivo lo deve ad alcuni suoi interventi straordinari. Nega il gol a Maradona e Bertoni con parate da Oscar.
Cabrini 6,5 Autorevole e continuo a sinistra, sbaglia poco e gioca con ottimo piglio. Uno dei pochi bianconeri a uscire dal match a testa alta.
Platini 6 Alterna qualche ottima apertura e alcuni break interessanti palla al piede a errori di mira. Cala nel secondo tempo e non riesce a fare la differenza nel momento in cui la Juve avrebbe più bisogno di appoggiarsi alla sua classe per recuperare il passivo.
Scirea 5,5 Si limita al compitino in difesa, non ha un compito facile contro il tambureggiante assalto del Napoli. Causa il fallo da rigore in area che porta alla rete di Maradona.
Laudrup 5 Si accende solo con un guizzo nel secondo tempo, quando viene fermato con un fallo dopo uno slalom. Per il resto non lascia molte tracce.


