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	<title>fluminense Archivi - Game of Goals</title>
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	<title>fluminense Archivi - Game of Goals</title>
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		<title>Il calcio non è solo una questione di episodi: elogio della complessità del gioco</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2025/10/19/il-calcio-non-e-solo-una-questione-di-episodi-elogio-della-complessita-del-gioco.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Buffoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Oct 2025 13:42:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calcio moderno]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina: Johan Cruijff sulla panchina del Barcellona A fine 2011, il giornalista Sandro Modeo pubblicava un saggio (intitolato Il Barça) dedicato al recente [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2025/10/19/il-calcio-non-e-solo-una-questione-di-episodi-elogio-della-complessita-del-gioco.html">Il calcio non è solo una questione di episodi: elogio della complessità del gioco</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-text-align-right"><em>Immagine di copertina: Johan Cruijff sulla panchina del Barcellona</em></p>



<p class="has-drop-cap">A fine 2011, il giornalista <strong>Sandro Modeo</strong> pubblicava un saggio (intitolato <em>Il Barça</em>) dedicato al recente break estetico-cognitivo rappresentato dal<strong> </strong>Barcellona 2009-2011, un saggio nell&#8217;ambito del quale ricostruiva, con dovizia di particolari, la lunga parabola del calcio totale moderno, puntando i riflettori sull&#8217;ovvia e fondativa esperienza olandese e muovendosi poi in lungo e in largo per l&#8217;Europa, accomodandosi sulle sponde del Mersey, nella Milano da bere e tra i suoi eccessi (il Milan di <strong>Berlusconi</strong>), tra gli immensi casermoni delle repubbliche sovietiche &#8211; mirabile, in tal senso, il paragrafo dedicato all&#8217;esperienza marginale ma significativa dello Spartak Trnava, che fece tremare i polsi al giovanissimo Ajax del 1969, dominandolo con le sue stesse, affilatissime armi.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="659" height="1024" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/10/Barca-659x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-25146" style="width:250px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/10/Barca-659x1024.jpeg 659w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/10/Barca-193x300.jpeg 193w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/10/Barca-768x1194.jpeg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/10/Barca-988x1536.jpeg 988w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/10/Barca.jpeg 1280w" sizes="(max-width: 659px) 100vw, 659px" /></figure>



<p></p>



<p>Nel testo di <strong>Modeo</strong>, a mio parere, ci sono alcune forzature e alcuni malintesi figli del sacchismo &#8211; l&#8217;unica vera esperienza totale del calcio italiano, secondo l&#8217;autore &#8211; e si commette anche l&#8217;errore di trascurare quasi completamente la galassia sudamericana, citando quali uniche esperienza leggibili in chiave &#8220;totale&#8221; l&#8217;Estudiantes di fine anni &#8217;60 e la Colombia di <strong>Maturana</strong>, ammirata tra anni &#8217;80 e &#8217;90 &#8211; laddove, a mio parere, il calcio degli olandesi e quello moderno degli spagnoli possiedono invece un&#8217;anima profondamente sudamericana, e laddove furono gli stessi olandesi, negli anni &#8217;70, a pronosticare che i calciatori latini, con la loro superiore dotazione tecnica, avrebbero saputo forgiare una versione idiosincratica e molto efficace del football teorizzato e messo in atto dalle parti di Amsterdam.</p>



<p>Al netto di tesi e interpretazioni a mio parere non del tutto condivisibili, il testo di <strong>Sandro Modeo</strong> rimane un pezzo unico nel panorama letterario sportivo italiano &#8211; se non un pezzo unico, uno dei pochi pezzi di un puzzle molto piccolo &#8211; in quanto si avventura con convinzione e con una capacità argomentativa/dialettica non comune nel complesso mondo della teoria.</p>



<p><strong>Modeo</strong>, peraltro non lesinando riferimenti ad altri sport (<strong>Bolt</strong>, <strong>Federer</strong>) e alla cultura più alta (da <strong>Orwell </strong>a <strong>Bolaño</strong>, da<strong> David Foster Wallace</strong> alla musica barocca, passando per i Radiohead, il tutto impreziosito da una postfazione del grande scrittore<strong> Irvine Welsh</strong>), lavora in termini astratti e prova a definire, secondo me spesso in maniera efficace, le radici culturali e storiche dell&#8217;esperienza del calcio totale, un&#8217;esperienza che da poco tempo aveva trovato nel Barcellona una mirabile a inaspettata sintesi.</p>



<p>Non è un caso se il <em>Calcio totale</em> è giunto a maturazione nella Amsterdam degli anni &#8217;60 e se poi ha modificato il dna di Liverpool, Barcellona e altre realtà (non del Milan, a onor del vero), secondo <strong>Sandro Modeo</strong>, e il sottoscritto condivide, ma ciò su cui si vuole focalizzarsi in questa sede è l&#8217;essenza astratta e in qualche modo avventurosa delle tesi e delle analisi contenute nel suo saggio.</p>



<p>«Stanno diventando tutti teorici» ha affermato in diretta tv un grande allenatore italiano diversi anni fa, con la consueta schiettezza (anche se ha mancato il bersaglio: i teorici in Italia erano e restano una sparuta minoranza), e quell&#8217;allenatore ha avuto il merito di fotografare con maestria la situazione del dibattito sportivo nel nostro paese, un paese nel quale, quando si parla di calcio, si deve parlare soprattutto del contorno, di ciò che avviene al di fuori del rettangolo di gioco, oppure si deve demolire ogni ambizione più alta con la clava della retorica da oratorio, che esalta la giocata del singolo, l&#8217;episodio risolutivo, sangue e sudore, la semplicità del football, il successo in quanto tale e a prescindere da come è arrivato.</p>



<p>Arrivo al dunque: a mio avviso, il dibattito culturale-sportivo in Italia è ancora costellato da questo tipo di retorica, personificato dalla guerra ai teorici dichiarata diversi anni fa da uno dei suoi più autorevoli portavoce.</p>



<p>I cosiddetti teorici sono, come dicevo, una sorta di carboneria che sopravvive tenendosi lontana da un dibattito pubblico che l&#8217;ha emarginata.</p>



<p>Quando si azzardano disamine ad ampio raggio, che non riducono la storia a una serie di aneddoti e di episodi &#8220;mitici&#8221;, ma la interpretano in chiave evolutiva e avventurandosi negli scivolosi territori del pensiero astratto, si rischia di essere immediatamente etichettati come &#8220;giochisti&#8221;, &#8220;elitari&#8221;, parole che sono solo modi diversi di esprimere lo stesso concetto (la colpa indelebile: essere &#8220;teorici&#8221;).</p>



<p>Questa prospettiva limitata risulta antiquata, retriva, a mio parere distante da quella &#8211; magari non in voga, non &#8220;di moda&#8221; &#8211; ma comunque solida che vige in altri paesi: in rete e sulla stampa si trovano complesse analisi sull&#8217;evoluzione del gioco del Liverpool, sui sistemi di gioco introdotti a Barcellona da <strong>Flick</strong>, sulle fondamenta del gioco del Bayern Monaco e di come si sono consolidate negli ultimi dieci anni, su come <strong>Luis Enrique</strong> ha implementato ed evoluto il &#8220;sistema PSG&#8221;, depurandolo da alcuni suoi difetti endemici.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="How Liverpool’s New Signings Have Changed Slot’s Tactics" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/SJg4T82prSI?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<p></p>



<p></p>



<p>Anche oltreoceano le analisi strutturali e complesse non mancano: gli articoli da noi dedicati al relazionismo e al <a href="https://gameofgoals.it/2023/06/04/aquarela-do-brasil-stili-di-gioco-del-paese-verdeoro-e-il-dinizimo-del-fluminense.html">Fluminense</a>, che dal campionato carioca ha illuminato il cielo con alcune idee radicali, che hanno trovato terreno fertile, in qualche misura, anche in Europa, sono stati ispirati anche dalle disamine di appassionati inglesi e brasiliani, da alcuni canali YouTube che hanno intuito l&#8217;originalità del sistema di gioco del club brasiliano e, al tempo stesso, le sue analogie con il calcio praticato nel campionato carioca alcuni decenni fa.</p>



<p></p>



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<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Why Fluminense’s WILD Tactics Are The FUTURE." width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/twB1DDd4fdw?start=106&#038;feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<p></p>



<p></p>



<p>In Italia, è difficile trovare traccia di quanto sopra: ci sono alcuni canali Youtube e, ci permettiamo di dirlo a bassa voce, tra gli altri forse anche il nostro sito, tra le poche realtà che provano ad azzardare teorizzazioni più ampie, riflessioni ad ampio raggio e ipotesi sulle ragioni dell&#8217;evoluzione del football in una determinata direzione.</p>



<p>La grande stampa nazionale e il dibattito mainstream sono invece dominati da temi di tutt&#8217;altra fattura e scaturigine, e viene quindi facile pensare che gli addetti ai lavori siano i primi responsabili del confinamento della riflessione sportiva entro gli angusti confini della &#8220;semplicità&#8221;, dell&#8217;episodio (spesso arbitrale) e della &#8220;pratica&#8221; &#8211; di frequente, una mera presa di coscienza, a posteriori, di quanto è già avvenuto, interpretato peraltro con le lenti deformanti del tifo.</p>



<p>Riporto alcuni esempi concreti: giusto pochi giorni fa <strong>Luigi Cagni</strong>, ex allenatore di origini bresciane, ha speso alcune parole sul grande Ajax di <strong>Michels </strong>e <strong><a href="https://gameofgoals.it/2021/01/13/johan-cruijff-luomo-orchestra.html">Cruijff</a></strong>, derubricandone l&#8217;impatto, come da sempre avviene in Italia, alla mera dimensione atletica e agonistica. «Gli olandesi correvano a duecento all&#8217;ora» ha affermato l&#8217;ex tecnico, e le sue parole, che i media italiani riciclano come un mantra da decenni, fanno a pugni con quelle di <strong>Cruijff</strong>, che evidenziava la diversa natura della performance atletica dei suoi, chiamati a correre con maggiore intensità ma, in fin dei conti, a percorrere meno strada degli altri, e chiamati soprattutto a pensare il calcio in maniera radicalmente diversa dagli altri (torniamo sullo stesso terreno minato: quello del pensiero).</p>



<p>Il Liverpool esprime una versione personalizzata del calcio totale sin dagli anni &#8217;60 e, nei fatti, non ha mai davvero mutato pelle né tradito i propri assiomi di fondo &#8211; pur dimostrandosi in grado di rinnovarsi con il passare dei decenni e anche a seconda delle caratteristiche dei giocatori. La perseveranza e la solidità dei <em>Reds </em>vengono tuttavia da noi interpretate in chiave extrasportiva (la <em>passione della Kop</em>) o considerate un dato di fatto acquisito e non un merito, il prodotto di un lungo lavoro incessante. </p>



<p>Per il Barcellona o il Bayern Monaco valgono considerazioni analoghe: capita spesso di leggere che vincono perché farlo &#8220;con i campioni&#8221; sarebbe facile, e, ancora una volta, questa tesi autoassolutoria e semplicistica dimentica che catalani e bavaresi hanno impiegato anni, forse decenni per costruire la propria cultura e la propria identità &#8211; cultura e identità che sono forti, solide, orgogliosamente comunitarie e al tempo stesso aperte alla contaminazione, alla crescita, capaci di essere adulterate, lontane quindi da ogni idea di &#8220;purezza&#8221;. </p>



<p>Quando si prende semplicemente atto della maturazione di un <strong>Musiala </strong>o di un <strong><a href="https://gameofgoals.it/2025/02/04/spettri-di-don-andres-iniesta-la-straordinaria-stagione-di-pedri.html">Pedri</a></strong>, quasi fossero fatti naturali, si offende e sminuisce, forse in maniera inconsapevole, l&#8217;enorme lavoro di selezione e di costruzione che questi club portano avanti da tempo. Si dimentica che un <strong>Pedri</strong>, in molti club italiani, non sarebbe stato selezionato, quando era un ragazzino che pesava sessanta kg, tutto intelligenza e zero muscoli, e che è facile oggi avvedersi della sua grandezza come se fosse solo un regalo del destino, un esito ineluttabile, un colpo di fortuna.</p>



<p></p>



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<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Hansi Flick’s INCREDIBLE Barcelona Tactics Explained" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/ulvifzTY6fs?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<p></p>



<p></p>



<p>Queste letture semplicistiche sono il prodotto di una cultura che ha chiuso gli occhi davanti all&#8217;evoluzione del calcio e forse anche davanti il concetto stesso di complessità, e che l&#8217;ha fatto quasi con sdegno, con un gesto irridente, rivendicando la natura episodica dello sport (innegabile) come l&#8217;unico vero merito, come l&#8217;unica sua essenza &#8211; e spesso svalutando così anche la nostra storia, le nostre capacità formative, perché non può essere un caso se l&#8217;Italia sforna grandi portieri a getto continuo, se ha per distacco la miglior scuola del mondo nel reparto.</p>



<p>Come dicevamo, non mancano le eccezioni e noi di Game of Goals pensiamo di poter essere annoverati tra di loro, ma questo articolo non vuole mascherare una sorta di autocelebrazione, vuole invece essere un sasso lanciato nel pozzo nero della nostra retorica involuta, semplicistica, individualista, <em>resultadista</em> in maniera superficiale e opportunista. Vuole essere una chiamata alle armi per tutti coloro che credono che il calcio possa essere una forma di cultura e non una mortificazione della cultura, e che possa esserlo in quanto tale, per il suo contenuto sportivo e tecnico, e non solo quando si associa a fenomeni extrasportivi o diventa un pretesto per parlare d&#8217;altro.</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2025/10/19/il-calcio-non-e-solo-una-questione-di-episodi-elogio-della-complessita-del-gioco.html">Il calcio non è solo una questione di episodi: elogio della complessità del gioco</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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		<title>Mondiale per Club, quarti: Psg si conferma fortissimo, Guler prende per mano il Real</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2025/07/06/mondiale-per-club-quarti-psg-si-conferma-fortissimo-guler-prende-per-mano-il-real.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Niccolo Mello]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Jul 2025 17:43:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondiale per Club 2025]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tre europee e una sudamericana: sono quattro le formazioni ancora in corsa nel Mondiale per Club. Da un lato, in semifinale, avremo un assoluto big-match [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2025/07/06/mondiale-per-club-quarti-psg-si-conferma-fortissimo-guler-prende-per-mano-il-real.html">Mondiale per Club, quarti: Psg si conferma fortissimo, Guler prende per mano il Real</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-drop-cap">Tre europee e una sudamericana: sono quattro le formazioni ancora in corsa nel Mondiale per Club. Da un lato, in semifinale, avremo un assoluto big-match tra quelle che forse sono le due squadre più forti del lotto, i campioni di tutto del Psg contro il solito e immarcescibile Real Madrid. Dall&#8217;altro, sfida inedita tra il redivivo Chelsea dell&#8217;italiano Maresca e la sorpresa Fluminense. Cliccando <a href="https://sport.sky.it/calcio/mondiale-per-club/calendario-risultati#giornata-6">qui </a>troverete risultati e programma, sotto il bilancio dei quarti.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">La conferma</h2>



<p></p>



<p>Yamal rimane il talento più puro e fulgido della nuova generazione, ma intorno a lui si stanno confermando altri potenziali crack dall&#8217;avvenire straordinario. E la riprova l&#8217;abbiamo avuta nei quarti del Mondiale per Club: il 2005 <strong>Desiré Doué</strong>, dopo aver spazzato via l&#8217;Inter in finale di Champions League, ha guidato il Psg in semifinale, aprendo la via del 2-0 al Bayern Monaco con un gol di astuzia e classe. In Chelsea-Palmeiras abbiamo assistito ad una favolosa sfida a distanza tra il 2002 <strong>Cole Palmer</strong>, uno dei più bravi calciatori inglesi non da oggi (inspiegabilmente sacrificato dal City qualche anno fa) e il nuovo prodigio del calcio brasiliano, il 2007 <strong>Estêvão</strong>, che dopo il Mondiale per Club andrà proprio al Chelsea. Ancora: nel Real Madrid sta salendo sempre più di colpi il 2005 <strong>Arda Guler</strong>, mezzala di tocco sopraffino che ha disputato un match favoloso contro il Borussia Dortmund servendo due assist e dipingendo calcio da regista: il Real potrebbe aver davvero trovato in casa l&#8217;erede di Modric e Kroos nella gestione dei tempi di gioco. A proposito di giovani <em>merengue</em>&#8230; Occhio al 2004 <strong>Gonzalo Garcia</strong>, <em>canterano</em>, 4 gol in questo Mondiale per Club: sogno di una notte di mezza estate o avvio di una carriera importante? Nei prossimi mesi lo scopriremo.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">La sorpresa</h2>



<p></p>



<p>Non è una sorpresa per la partita in sé, perché affrontava un&#8217;altra rivelazione come l&#8217;Al Hilal. Ma pochi avrebbero scommesso sul <strong>Fluminense </strong>tra le prime quattro del Mondiale per Club alla vigilia della competizione. La squadra brasiliana invece, dopo aver sconfitto l&#8217;Inter, ha battuto anche l&#8217;ex allenatore nerazzurro Simone Inzaghi guadagnandosi una semifinale di assoluto pregio con il Chelsea. Gli inglesi sono favoriti nello scontro diretto, ma il <em>Flu </em>non partirà battuto e avrà la possibilità di provarci.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img decoding="async" width="1024" height="576" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/07/GOAL-Blank-WEB-Facebook-2025-07-04T220909.941.jpg-1024x576.webp" alt="" class="wp-image-24628" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/07/GOAL-Blank-WEB-Facebook-2025-07-04T220909.941.jpg-1024x576.webp 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/07/GOAL-Blank-WEB-Facebook-2025-07-04T220909.941.jpg-300x169.webp 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/07/GOAL-Blank-WEB-Facebook-2025-07-04T220909.941.jpg-768x432.webp 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/07/GOAL-Blank-WEB-Facebook-2025-07-04T220909.941.jpg-1536x864.webp 1536w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/07/GOAL-Blank-WEB-Facebook-2025-07-04T220909.941.jpg.webp 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">L&#8217;esultanza dei giocatori del Fluminense</figcaption></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">La delusione</h2>



<p></p>



<p>Ha costruito anche parecchie palle-gol, ma non è riuscito a sfruttarle. Si è ritrovato in doppia superiorità numerica, ma invece che affondare il colpo per il pari, ha finito con il concedere spazi al Psg e subire il secondo gol. Il <strong>Bayern Monaco</strong> esce scornato dal Mondiale per Club e con la sensazione che alla squadra bavarese negli ultimi tempi manchi sempre una lira per fare un milione. E l&#8217;infortunio di Musiala è una bruttissima tegola anche pensando alla prossima stagione.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il protagonista</h2>



<p></p>



<p>Qualcuno lo aveva dato per partente. Ma <strong>Arda Guler</strong> in questo Mondiale per club sta dimostrando che nel Real Madrid non solo può giocare, ma anche essere decisivo. Numeri di alta scuola, assoluto padrone del centrocampo contro il Borussia Dortmund e autore di due assist al bacio per i gol di Gonzalo Garcia e Mbappé. Un potenziale fenomeno.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">La top 11</h2>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img decoding="async" width="940" height="788" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/07/DE-LA-FUENTE-Spagna.png" alt="" class="wp-image-24626" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/07/DE-LA-FUENTE-Spagna.png 940w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/07/DE-LA-FUENTE-Spagna-300x251.png 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/07/DE-LA-FUENTE-Spagna-768x644.png 768w" sizes="(max-width: 940px) 100vw, 940px" /></figure>
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		<title>Mondiale per Club, 1ª giornata: Psg forza quattro; Sudamerica vola; amarezza Inter</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2025/06/19/mondiale-per-club-1a-giornata-psg-forza-quattro-sudamerica-vola-amarezza-inter.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Niccolo Mello]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Jun 2025 08:41:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondiale per Club 2025]]></category>
		<category><![CDATA[boca juniors]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina: esultanza dei giocatori del Psg Non da tutti apprezzato, però intrigante, curioso e capace già dalla prima giornata di riscuotere un buon [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-text-align-right"><em>Immagine di copertina: esultanza dei giocatori del Psg</em></p>



<p class="has-drop-cap">Non da tutti apprezzato, però intrigante, curioso e capace già dalla prima giornata di riscuotere un buon successo di pubblico e visibilità. È il nuovo Mondiale per Club voluto dalla FIFA, che sta catalizzando l&#8217;interesse del calcio in questi giorni d&#8217;estate, ad un anno esatto dal Mondiale per nazionali che si terrà sempre negli Stati Uniti (oltre che in Canada e in Messico).<br>Cliccando <a href="https://sport.sky.it/calcio/mondiale-per-club/calendario-risultati#giornata-1">qui </a>potrete trovare risultati e programma dei prossimi turni, qui sotto invece abbiamo provato a tracciare un bilancio dopo il primo turno.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">La conferma</h2>



<p></p>



<p>Il <strong>PSG </strong>ha dimostrato di non essere diventato campione d&#8217;Europa a caso. Anzi: la squadra francese, dopo aver dominato la stagione 2024-25 conquistando il <em>Triplete </em>e umiliando l&#8217;Inter a Monaco di Baviera, è partita in questo Mondiale per Club con il piede giusto, distruggendo anche l&#8217;Atletico Madrid. Sulla carta era il match più intrigante della prima giornata, in realtà è stato un monologo francese, un 4-0 senza appello che ha confermato come la squadra di Luis Enrique in questo momento sia di un&#8217;altra cilindrata rispetto alla concorrenza. E con un Vitinha sempre più mostruoso e splendidamente calato nei panni del leader assoluto.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">La sorpresa</h2>



<p></p>



<p>Tre pareggi e tre vittorie: è lo straordinario bilancio nel primo turno dei<strong> sei club sudamericani</strong> impegnati nel Mondiale per Club. Perché è vero che le squadre sudamericane oggi non sono più al livello dei migliori team europei come succedeva un tempo (prima della legge Bosman), quando avevano la possibilità di creare i propri campioni e conservarli, ma il calcio sudamericano non va sottostimato neanche oggi. Il Sudamerica non continua solo ad essere una straordinaria fucina di talenti (vedi Endrick, Estêvão e Mastantuono), ma è capace anche di rilanciare big in declino e riportarli ad un livello importante, vedi Thiago Silva. Senza dimenticare che non pochi giocatori brasiliani, colombiani e qualche argentino irrorano le nazionali dei loro Paesi. Il risultato è lì da vedere: <strong>Boca Juniors</strong>, <strong>Palmeiras </strong>e <strong>Fluminense </strong>fermano sul pari &#8211; e in alcuni casi con rimpianti &#8211; squadre che frequentano stabilmente i salotti buoni della Champions come Benfica, Porto e Borussia Dortmund; <strong>Flamengo</strong>, <strong>Botafogo </strong>e <strong>River Plate</strong> vincono senza eccessiva fatica i loro incontri e si portano al comando dei rispettivi gironi. Vedremo se anche nella seconda giornata la tendenza della piccola rinascita sudamericana sarà confermata.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="614" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/06/colidio.river_.urawa_.2025.2800x1680-1024x614.jpg" alt="" class="wp-image-24392" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/06/colidio.river_.urawa_.2025.2800x1680-1024x614.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/06/colidio.river_.urawa_.2025.2800x1680-300x180.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/06/colidio.river_.urawa_.2025.2800x1680-768x461.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/06/colidio.river_.urawa_.2025.2800x1680-1536x922.jpg 1536w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/06/colidio.river_.urawa_.2025.2800x1680-2048x1229.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Colidio del River Plate</figcaption></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">La delusione</h2>



<p></p>



<p>Due le delusioni: <strong>Inter </strong>e <strong>Real Madrid</strong>. Chiaramente né Monterrey né Al Hilal sono squadre scarse in senso assoluto, ma non hanno la globalità di risorse e la profondità di rose delle due europee. Per l&#8217;Inter, il pesante fardello dello 0-5 in finale di Champions pare non essere stato ancora metabolizzato, e ci sta visto che sono trascorse poche settimane. Dovranno essere bravi sia la società sia il nuovo allenatore Chivu a fare tabula rasa e ripartire da zero. Contro il Monterrey, ad ogni modo, un pareggio amaro, anche perché ad andare più vicini alla vittoria sono stati proprio i messicani.<br>Il Real deve probabilmente ancora assimilare il cambio tecnico e di mentalità, da Ancelotti a Xabi Alonso. L&#8217;assenza di Mbappé per un attacco influenzale non può giustificare il pari con l&#8217;Al Hilal, anche perché il suo sostituto Gonzalo Garcia disputa un&#8217;ottima partita e trova anche la rete del momentaneo 1-0.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le italiane</h2>



<p></p>



<p>Voto <strong><em>5 </em></strong>per l&#8217;<strong>Inter</strong>, del cui esordio negativo abbiamo già detto: urge un pronto rilancio contro Urawa Reds e River Plate, la rivale numero uno per la vittoria del girone.<br>Voto <strong><em>7</em></strong> per la <strong>Juve</strong>, che travolge 5-0 in modo evidente l&#8217;Al Ain al termine di una prestazione fantastica, impreziosita da due assist di Alberto Costa e due gol a testa per Conceicao e Kolo Muani, oltre all&#8217;acuto di Yildiz. Staccare il pass per gli ottavi non dovrebbe essere un problema per la <em>Vecchia Signora</em>.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il protagonista</h2>



<p></p>



<p>Sarebbe troppo facile indicare Musiala, autore di una tripletta contro i dilettanti neozelandesi dell&#8217;Auckland City. Così, come protagonista principale di questa prima giornata, scelgo <strong>Vitinha</strong>: gol a parte, fa girare il Psg come un orologio nel successo contro l&#8217;Atletico Madrid, confermando di attraversare un momento di forma strepitoso. Si parla tanto dei compagni Donnarumma e Dembelé, piuttosto che di Yamal e Salah, nella corsa al Pallone d&#8217;oro. Ma una fortissima candidatura è anche quella del centrocampista tascabile e tuttofare portoghese, mente assoluta del Psg: se lo ha vinto Rodri nel 2024, non vedo perché non possa vincerlo Vitinha nel 2025&#8230;</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">La top 11</h2>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="940" height="788" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/06/DE-LA-FUENTE-Spagna-14.jpg" alt="" class="wp-image-24391" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/06/DE-LA-FUENTE-Spagna-14.jpg 940w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/06/DE-LA-FUENTE-Spagna-14-300x251.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/06/DE-LA-FUENTE-Spagna-14-768x644.jpg 768w" sizes="(max-width: 940px) 100vw, 940px" /></figure>



<p></p>



<p></p>
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		<title>Mondiale per Club: trionfo del Manchester City, Fluminense travolto</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2023/12/23/mondiale-per-club-trionfo-del-manchester-city-fluminense-travolto.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Buffoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 Dec 2023 13:35:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calcio moderno]]></category>
		<category><![CDATA[brasile]]></category>
		<category><![CDATA[diniz]]></category>
		<category><![CDATA[dinizismo]]></category>
		<category><![CDATA[europa]]></category>
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<p class="has-drop-cap">A un certo punto, a metà del primo tempo, ho pensato di avere un&#8217;allucinazione: lo schermo mi informava del fatto che il <strong>Fluminense</strong> aveva tenuto il pallone per il 76% del tempo (credo sia un record, contro una squadra di <strong>Guardiola</strong>) e, giusto pochi secondi prima, un rigore sacrosanto era stato negato ai brasiliani da un fuorigioco che definire millimetrico sarebbe quasi un&#8217;esagerazione. Purtroppo per lo spettacolo e per l&#8217;equilibrio, si è trattato di un&#8217;illusione: il <strong>City</strong> ha avuto il merito e la fortuna di sbloccare la partita, con un rimpallo, dopo 40 secondi, e ha così costretto i brasiliani, già inferiori in maniera abbastanza evidente, e scoprirsi e a cercare in ogni modo quel pareggio che, nel primo tempo, sarebbe stato anche quasi fedele all&#8217;andamento della partita. </p>



<p>Il 2-0 è infatti giunto come un altro fulmine a ciel sereno, con un autogol un po&#8217; goffo di Nino, e ha chiuso la partita dopo diverse azioni pericolose ed esteticamente bellissime dei carioca. Nella ripresa, tuttavia, il quasi-equilibrio del primo tempo si è dissolto e il <strong>City</strong> ha controllato l&#8217;incontro, dilagando e sfiorando anche il quinto e il sesto gol, con il <strong>Flu</strong> incapace di difendersi in maniera efficace e praticamente mai pericoloso. Il <strong>Manchester City</strong>, con una prestazione maiuscola, specie nel secondo tempo, chiude così un&#8217;annata trionfale con il quinto titolo, vinto con ampio merito nonostante, appunto, il 4-0 sia severo per la squadra di Rio: il trionfo ne conferma la dimensione di squadra epocale, degna di collocarsi vicina alle formazioni che hanno deviato il corso della storia del calcio (come abbiamo provato a spiegare nel pezzo &#8220;Qualcosa si è mosso nel cuore delle cose.&#8221;).</p>



<p>In ogni caso, l&#8217;andazzo degli ultimi decenni è abbastanza chiaro (nel dopo Bosman, le squadre europee hanno vinto 23 volte la Coppa Intercontinentale/il Mondiale per club, le sudamericane solo 5 volte): le nostre squadre di vertice sono quasi imbattibili per quelle che arrivano dall&#8217;emisfero australe, sia per il divario in termini di valori individuali che per come funziona il nostro calcio rispetto al loro. Il <strong>Manchester City</strong> è infatti una delle migliori squadre di sempre, proprio nella storia del calcio europeo, mentre il <strong>Fluminense</strong>, per quanto sul piano tecnico ed estetico sia una squadra davvero ammirevole, è una forza di fascia medio-alta del calcio sudamericano attuale (lo certifica anche il settimo posto nel suo campionato): quasi impossibile quindi che possa battere i campioni d&#8217;Inghilterra, visto che occupa la stessa posizione che in Serie A è appannaggio dell&#8217;Atalanta e in Spagna del Betis Siviglia.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Manchester City-Fluminense 4-0 | Highlights FINALE Mondiale per Club FIFA 2023" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/YDN-iLMJ1os?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<p></p>



<h2 class="has-text-align-center has-medium-font-size wp-block-heading">Il tabellino</h2>



<p></p>



<p><strong>MANCHESTER CITY-FLUMINENSE 4-0</strong><br><strong>Marcatori:</strong> 1&#8242; Alvarez, 27&#8242; aut. Nino, 72&#8242; Foden, 88&#8242; Alvarez.<br><strong>Manchester City (4-2-3-1): </strong>Ederson; Walker, Stones (74&#8242; Gvardiol), Dias, Aké (81&#8242; Bobb); Rodri (74&#8242; Akanji), Lewis 6 (60&#8242; Kovacic); Bernardo Silva, Foden (81&#8242; Nunes), Grealish; Alvarez. All. Guardiola.<br><strong>Fluminense (4-2-3-1): </strong>Fabio; Samuel Xavier, Nino(74&#8242; Marlon), Felipe Melo (60&#8242; Barbosa), Marcelo (60&#8242; Alexsander); André, Martinelli; Arias, Ganso (60&#8242; Lima), Keno (46&#8242; Kennedy); Cano. All. Fernando Diniz.<br><strong>Arbitro:</strong> Marciniak (Polonia).<br><strong>Note:</strong> ammoniti: Marcelo (F), Alexsander (F), Kennedy (F).</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/12/Julian-Alvarez-1024x576.webp" alt="" class="wp-image-16785" width="751" height="422" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/12/Julian-Alvarez-1024x576.webp 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/12/Julian-Alvarez-300x169.webp 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/12/Julian-Alvarez-768x432.webp 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/12/Julian-Alvarez.webp 1200w" sizes="(max-width: 751px) 100vw, 751px" /><figcaption class="wp-element-caption">Julián Álvarez</figcaption></figure>



<p></p>



<h2 class="has-text-align-center has-medium-font-size wp-block-heading">Le pagelle</h2>



<p></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>MANCHESTER CITY</strong></p>



<p></p>



<p class="has-text-align-left"><strong>Il migliore: JULIÁN ÁLVAREZ</strong> <strong>8</strong> Il piccolo grande campione argentino sblocca la partita con un colpo di petto, dopo quaranta secondi di gioco, e la chiude a una manciata di minuti dalla fine. Quando cambia passo palla al piede è quasi immarcabile e si conferma uno dei migliori talenti in circolazione.</p>



<p><strong>Phil Foden 7,5</strong> L&#8217;altro talentino extralusso di Guardiola gioca una partita di alto profilo, semina più volte gli avversari e chiude ogni discorso con il gol del 3-0.</p>



<p><strong>Rodri 7</strong> Metronomo impagabile, avvia l&#8217;azione che porta il 2-0 e, con il radar che ha nel cervello, controlla le frequenze della partita.</p>



<p><strong>Ederson 6,5</strong> Rischia sul fallo da rigore che viene annullato per un fuorigioco quasi impercepibile, ma è bravo nelle rare occasioni in cui i brasiliani lo chiamano in causa, specie su un colpo di testa pericoloso nel primo tempo e su un gran tiro da fuori nella ripresa.</p>



<p><strong>Walker 6</strong> Affronta un cliente molto scomodo, che lo fa soffrire in più occasioni, ma nel complesso tiene bene il campo.</p>



<p></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>FLUMINENSE</strong></p>



<p></p>



<p class="has-text-align-left"><strong>Il migliore: JHON ARIAS 6,5</strong> L&#8217;esterno sinistro colombiano costringe un portento come Walker agli straordinari, si produce in diversi assoli palla al piede spettacolari ed è l&#8217;unico davvero positivo dei suoi.</p>



<p><strong>Marcelo 5,5</strong> Nel primo tempo, dopo un grave errore che propizia il vantaggio degli inglesi, fa saltare sulla sedia gli spettatori con alcune giocate da <em>football arte</em> degne delle sue gesta migliori, nella ripresa però viene messo in difficoltà dalla maggiore velocità e freschezza dei giocatori del City.</p>



<p><strong>André 5,5</strong> Il nazionale verdeoro, come tutti i compagni, fa bene ed è poco fortunato nella prima frazione di gioco, ma viene surclassato dai dirimpettai in maglia azzurra nella ripresa.</p>



<p><strong>Felipe Melo 5</strong> Da tempo riadattato difensore centrale, il quarantenne di Rio soffre gli attaccanti del City, specie nel corso di un brutto secondo tempo, ed è protagonista di una brutta rissa a fine partita.</p>



<p><strong>Ganso 5</strong> Un paio di giocate pregevoli non possono farci dimenticare che è spesso ai margini del gioco e che non sembra avere il passo per reggere il ritmo degli inglesi.</p>



<p></p>



<p></p>



<p></p>
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		<title>La Máquina Tricolor &#8211; La top 11 dell&#8217;epoca moderna del Fluminense</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2023/12/09/la-maquina-tricolor-la-top-11-dellepoca-moderna-del-fluminense.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Buffoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Dec 2023 16:09:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Top 11]]></category>
		<category><![CDATA[all time]]></category>
		<category><![CDATA[brasile]]></category>
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		<category><![CDATA[fluminense]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Fondato a inizio &#8216;900 da un inglese naturalizzato brasiliano che aveva imparato l&#8217;arte del football in Svizzera (Oscar Cox), il Fluminense non è solo una [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-drop-cap">Fondato a inizio &#8216;900 da un inglese naturalizzato brasiliano che aveva imparato l&#8217;arte del football in Svizzera (<strong>Oscar Cox</strong>), il <strong>Fluminense</strong> non è solo una delle squadre più gloriose della città di Rio, ma è anche quella che più di ogni altra ne incarna la vocazione artistica, il gusto per l&#8217;estetica, per il vezzo a uso e consumo di una platea che fa della giocata una ragione di vita, e non la derubrica a mezzo più veloce per cercare il risultato. Per i tifosi carioca, e in particolare per quelli del <em>Tricolor</em>, la giocata è bella e significativa<em> in sé</em>: la nostra cultura, eretta sulle solide basi del<em> brerismo</em> e di tutti i suoi figliocci (non ultimo, il <em>sacchismo</em>), fatica e venire a patti con un approccio così radicale e apparentemente irrazionale, ma chi scrive non riesce a negare il fascino di questo estetismo un po&#8217; selvaggio. Non è un caso, probabilmente, che nel <strong>Fluminense</strong> sia maturato il massimo teorico moderno del calcio <em>bailado</em>, <strong><a href="https://gameofgoals.it/2022/03/12/tele-santana-la-critica-del-resultadismo-opportunista.html">Telê Santana</a></strong> (che della filosofia del<strong> </strong><em>Flu</em> è stato anche superbo interprete sul rettangolo di gioco), e che proprio nel <em>Flu</em>, <strong>Diniz</strong> abbia potuto lavorare su quella versione originale e moderna della tradizione carioca che abbiamo chiamato <em><a href="https://gameofgoals.it/2023/06/04/aquarela-do-brasil-stili-di-gioco-del-paese-verdeoro-e-il-dinizimo-del-fluminense.html">dinizismo</a></em>, e che un mese fa ha conquistato la <a href="https://gameofgoals.it/2023/11/05/coppa-libertadores-al-fluminense-e-il-trionfo-del-dinizismo.html">Libertadores, il trofeo più importante in palio nel continente sudamericano</a>. Come avviene per quasi ogni club, anche nel caso del <em>Flu</em><strong> </strong>l&#8217;anteguerra è un periodo intrigante, i cui campioni e le cui gesta hanno gli stessi contorni sfumati dei grandi avvenimenti storici: in ogni caso, per coerenza e per parlare solo di ciò che in qualche modo, fosse anche solo in piccola parte, è possibile toccare con mano, ci siamo concentrati anche per il club di Rio sulla storia moderna e contemporanea, prendendo le mosse da turbolenti anni &#8217;60, l&#8217;epoca d&#8217;oro del calcio brasiliano.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Portiere: Félix Miéli Venerando</h3>



<p></p>



<p>Portiere piccolo (gli almanacchi gli accreditano 176 cm) e anomalo, <strong>Félix</strong> non è stato probabilmente dotato quanto <strong>Carlos José Castilho</strong>, ma le gesta di quest&#8217;ultimo appartengono a un passato non sempre decifrabile, e allora assegnamo il posto da titolare all&#8217;estremo difensore del Brasile di Messico 1970, titolare del <strong>Flu </strong>per una decade e in grado di fornire un contributo sostanzioso ai numerosi successsi del suo club nel corso degli anni &#8217;60 e &#8217;70 &#8211; successi che consistono in 5 campionati carioca e in un campionato nazionale. La sua lunga titolarità in maglia verdeoro ne certifica lo status di portiere di caratura internazionale, solido e affidabile. </p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Laterale destro: Carlos Alberto Torres</h3>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Carlos Alberto [Best Skills &amp; Goals]" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/SHrOr5cQPHA?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></div>
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<p>La scuola brasiliana ha regalato al mondo molti tra i suoi laterali difensivi più dotati: basti pensare al solidissimo <strong>Djalma</strong> <strong>Santos</strong>, all&#8217;inesauribile Pendolino <strong>Cafù</strong>, al pirotenico <strong>Leandro</strong>, al regista defilato e immortale <strong>Daniel</strong> <strong>Alves</strong>, al cyborg con piedi da carioca <strong>Maicon</strong>. Ecco, in un contesto che è tutto un&#8217;eccellenza, forse la corona di eccellenza assoluta spetta a <strong>Carlos Alberto Torres</strong>, un fuoriclasse senza punti deboli: fisicamente fortissimo, tanto da rivaleggiare senza problemi contro i più dotati atleti europei,<strong> <a href="https://gameofgoals.it/category/viste-per-voi/mondiali/mondiale-1970">Carlos Alberto</a></strong> era difensore superbo che si sapeva disimpegnare anche come centrale e marcatore classico, ed era poi un giocatore in anticipo di qualche decennio sulla storia: ala, regista defilato, attaccante aggiunto, mediano e non ultimo leader della banda di solisti assemblata dal genio visionario di <strong>Saldanha</strong> prima dei mondiali messicani, il laterale di Rio rappresenta un pezzo di storia sia del Santos che del <strong>Fluminese</strong>, club con il quale ha due vinto Taça Guanabara e tre campionati carioca, guadagnandosi da ragazzino la convocazione in nazionale. La sua unica vera alternativa sarebbe <strong>Pindaro</strong>, una colonna del Fluminense degli anni &#8217;40 e &#8217;50, ma data la sua forzosa esclusione optiamo per il piccolo ed esplisivo <strong>Samuel Xavier</strong>, da tre stagioni il perno destro della difesa del <strong>Flu</strong> e di <strong>Diniz</strong>, titolare della squadra campione d&#8217;America il mese scorso.</p>



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<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Difensore centrale: Thiago Silva</h3>



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<p>Elegante e roccioso, intelligente ed energico, &#8220;É o melhor zagueiro do Brasil”. Così dicevano di lui al Maracanã, già ai tempi in cui &#8211; dal 2005 al 2008 &#8211; con il numero 3 bene in vista sulla maglia biancoverde-granata <strong><a href="https://gameofgoals.it/2022/03/02/i-10-piu-grandi-difensori-centrali-sudamericani-dellepoca-televisiva.html">Thiago Silva</a></strong> brillava in mezzo alla difesa. Dopo anni di delusioni personali tra Sudamerica, Oporto e Mosca, ai quali si era aggiunta anche la drammatica lotta contro la tubercolosi, con la seria possibilità che gli venisse asportato un pezzo di polmone, <strong>Thiago Silva</strong> sboccia nella sponda<em> Tricolor</em> di Rio, nel 2005. Dopo un primo anno non facile, con ben cinque allenatori che si erano alternati alla guida della panchina,<strong> Thiago Silva</strong> matura definitivamente con prestazioni e risultati di spessore: terzo posto in campionato, vittoria della Copa do Brasil ed inserimento nella <em>Bola de Plata</em> &#8211; che racchiudeva i migliori 11 del campionato ruolo per ruolo per media voto. L&#8217;anno seguente fu tra i grandi protagonisti della cavalcata del <strong>Fluminense</strong> verso la finale di Libertadores contro la LDU Quito, ma la vittoria sfumò solamente ai calci di rigore. Le prestazioni del difensore brasiliano fecero gola ai migliori club europei e, come sappiamo, la spuntò il Milan.</p>



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<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Thiago Silva - A.R.F Sports" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/p5YaZppoyKk?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></div>
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<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Difensore centrale: Pinheiro</h3>



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<p>605 presenze e 51 reti, un numero incalcolabile di trofei locali e nazionali, la maglia della nazionale vestita sporadicamente e un titolo mondiale vinto da riserva di lusso: così recita il curriculum di <strong>Pinheiro</strong>, gigante di 187 cm che lascia un segno profondo sul calcio brasiliano degli anni &#8217;50 e &#8217;60 e che è tuttora il difensore centrale più importante della storia del <em>Tricolor</em>. La sua riserva è <strong>Edinho</strong>, libero classico e ottimo marcatore che a Rio vive gli anni migliori della carriera, guadagnandosi il posto in nazionale, vincendo per tre volte il campionato carioca e conseguendo la prestigiosa inclusione nella <em>Bola de Prata</em>, la formazione ideale del calcio brasiliano, nel 1982. Per lui, a Rio si contano 354 partite e 34 reti prima della lunga e felice parentesi italiana, con la maglia dell&#8217;Udinese. La città friulana, prima di innamorarsi perdutamente di un altro e più noto carioca, scopre le qualità tecniche e anche le doti difensive di <strong>Edinho</strong>: esattamente come il più celebre connazionale, anche il difensore si adatta al nostro calcio in una frazione di secondo e in maglia bianconera metterà a referto anche l&#8217;insolita cifra di 22 gol. </p>



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<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Laterale sinistro: Altair</h3>



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<p><strong>Altair</strong> è un altro veterano del Tricolor: ha vestito la sua maglia in 551 occasioni, affermandosi come il miglior terzino sinistro del suo paese dopo l&#8217;inarrivabile <strong>Nilton Santos</strong>, del quale sarà a lungo la riserva in maglia verdeoro. Meno incline ad avventurarsi nella metacampo avversaria, rispetto al leggendario connazionale, <strong>Altair</strong> ha saputo in ogni caso ritagliarsi un ruolo di primo piano nel calcio brasiliano dell&#8217;epoca, anche da centrale adattato, e ha vinto da titolare tre campionati carioca e altri trofei &#8220;minori&#8221;, chiudendo la carriera in nazionale con 18 presenze, due delle quali da titolare ai mondiali d&#8217;Inghilterra nel 1966. Una sorta di precursose in chiave minor di <strong>Roberto Carlos</strong>, &nbsp;<strong>Cláudio Ibrahim Vaz Leal</strong>, noto come <strong>Branco</strong>, è stato sul piano del puro valore individuale il miglior laterale sinistro della storia del <strong>Fluminense</strong>: dotato da madre natura di due polmoni da giocatore moderno e soprattutto di un cannone al posto del piede sinistro, <strong>Branco</strong>, prima di diventare un nomade e di vestire le maglie di Brescia, Genoa, Middlesbourgh e diversi club brasiliani, ha lasciato un segno profondo nella storia del <em>Tricolor:</em> ha giocato a Rio, da titolare, per cinque stagioni, imponendosi come titolare anche in nazionale. Impossibile dimenticare alcune delle sue prodezze su calcio da fermo, su tutte il gol con cui il Genoa elimina il Liverpool in Coppa UEFA, nel 1992, e la punizione con cui i verdeoro vanificano la rimonta dell&#8217;Olanda a USA 1994. </p>



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<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Centrocampista destro: Didi</h3>



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<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Didi, Mr. Football [Goals &amp; Skills]" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/fKlPlN4b-oU?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></div>
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<p>Il calcio cerebrale del &#8220;<em>Principe Etiope</em>&#8220;, secondo cui l&#8217;intelligenza, la visione di gioco e la capacità di fare la cosa giusta nel momento giusto erano qualità ben più raffinate ed importanti della mera forza fisica e dell&#8217;aggressività nei tackles, ha fatto le fortune del<strong> Fluminense</strong> per ben sette stagioni, nelle quali &#8211; seppure abbia raccolto poco in quanto a palmares &#8211; <strong><a href="https://gameofgoals.it/2013/02/09/1958-semifinale-brasile-francia-5-2.html">Didi</a></strong> si affermò come uno dei migliori giocatori in circolazione, entrando nel giro della nazionale brasiliana fino a diventarne il perno. La sua idiosincrasia per il calcio aggressivo &#8211; rimarcato anche nella sua deludente esperienza al Real Madrid, dove con suo rammarico il pubblico voleva vedere aggressività e garra mentre lui preferiva un calcio quasi etereo e senza contatto &#8211; maturò anche per un grave infortunio al menisco in gioventù, che lo portò a sviluppare il tiro &#8220;a foglia morta&#8221; (<em>fohla seca</em>), colpendo la palla con sole tre dita del piede conferendole un effetto fluttuante. La storia d&#8217;amore con il Flu è finita a suon di carte bollate e <em>O&#8217; Monstro</em> ha continuato ad incantare con il Botafogo e con la maglia verdeoro.</p>



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<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Centrocampista centrale: Deley</h3>



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<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Fluminense 1 x 0 Flamengo - Final do Campeonato Carioca 1983" width="1200" height="900" src="https://www.youtube.com/embed/OmPF_Y_ajNY?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></div>
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<p>Regista, recupera palloni, fonte inesauribile di gioco, <strong>Wanderley Alves de Oliveira</strong>, noto come <strong>Deley</strong>, è uno dei nomi imprescindibili della storia Tricolor. Con 17 reti un 280 partite, una pletora di titoli locali e uno storico trionfo nazionale, il centrocampista è ancora oggi uno dei giocatori più amati dai tifosi del <strong>Flu</strong>, anche perché è l&#8217;autore dell&#8217;assist per il gol di Assis che regalò al <em>Tricolor </em>il successo sul <strong>Flamengo</strong> nel campionato carioca del 1983.<strong> Denílson Custódio Machado</strong> è un altro pezzo di storia della squadra di Rio: il re degli step-over ha speso tutta la carriera con il <em>Tricolor</em>, vincendo diversi titoli dello stato di Rio e disputando anche nove partite in nazionale, due delle quali da titolare al campionato del mondo del 1966. </p>



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<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Ala destra: Telê Santana</h3>



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<p>Prima di diventare una celebrità come profeta del calcio-arte, <strong>Santana</strong> è stato una grande ala destra, una sorta di precursore in tono minore dei fuoriclasse<strong> Julinho</strong> e <strong>Manè Garrincha</strong>, un artista del dribbling e della giocata spettacolare che sapeva anche inquadrare la porta con una certa regolarità, come dimostrano le sue 165 reti messe a segno in 557 partite con la maglia del <strong>Fluminense</strong>. Soprannominato prima, malignamente, <em>Tarzan das Laranjeiras</em> &#8211; a causa del suo fisico esile &#8211; e poi, in chiave elogiativa, <em>Fio de Esperança</em> (filo di speranza), <strong>Santana </strong>è la bandiera del <strong>Flu</strong> per un decennio e proprio durante la brillante carriera da calciatore matura e sviluppa la passione per l&#8217;estetica e l&#8217;avversione per il gioco duro che saranno il suo marchio di fabbrica anche da allenatore.</p>



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<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Trequartista: Romerito</h3>



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<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="TOP 5 - Gols de Romerito pelo Fluminense" width="1200" height="900" src="https://www.youtube.com/embed/TbmlTde5lJE?start=47&#038;feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></div>
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<p>Spirito guerriero, temperamento ma anche grande classe, il paraguaiano <strong>Romerito</strong> è tuttora uno dei giocatori più amati dai suoi tifosi per il rendimento in maglia<em> Tricolor</em>. Ha giocato dal 1984 al 1988 per la sponda biancoverde-granata di Rio, consacrandosi come Pallone d&#8217;Oro Sudamericano nel 1985. Autentico protagonista di due campionati carioca, nonché di un campionato brasiliano nel 1984, formando un trio magico con Assis e Washington, il suo nome è marchiato con il fuoco nella storia del Fluminense per il gol decisivo contro il Vasco de Gama di Roberto Dinamite, che valse il secondo dei quattro storici campionati brasiliani del club.</p>



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<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Ala sinistra: Roberto Rivelino</h3>



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<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Rivelino #10 ||Highlights in Fluminense 75-78|| The Inventor of Elastico" width="1200" height="900" src="https://www.youtube.com/embed/x20TG7jw3GE?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></div>
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<p>Finita nel peggiore dei modi possibili la sua storia d&#8217;amore con il Corinthians, <strong>Rivelino</strong> rinasce a Rio, nella sponda verde-granata. Numero dieci duttile e a tutto campo &#8211; come spesso accade per i dieci brasiliani, capaci di essere ibridi e non specialisti &#8211; il suo calcio appartemente lento e vezzoso, fatto di elastici, tiri mortiferi e &#8220;malandrade&#8221; lo portano a conquistare due campionati statali nel 1975 e nel 1976. Il suo sinistro dai venti metri che buca la barriera avversaria dell&#8217;America RJ e si infila sotto l&#8217;incrocio all&#8217;ultimo secondo e che consegna al <strong>Flu</strong> la <em>Taça Guanabara</em> è un momento calcistico che i tifosi della <em>Tricolor</em> non hanno mai dimenticato. La sua avventura in nazionale, soprattutto ai mondiali del 1970 dove fu uno dei cinque &#8220;dieci&#8221; di quella squadra straordinaria, non ha bisogno di troppe presentazioni, mentre in Germania quattro anni dopo è il principale condottiero di una squadra fortemente rimaneggiata che si piazza ad un onorevole quarto posto.</p>



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<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Attaccante: Waldo</h3>



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<p>Per il ruolo di centravanti non possiamo che scegliere <strong>Waldo Machado</strong>, che è tuttora il miglior marcatore in maglia<em> Tricolor</em> con 314 reti in 403 partite, in otto anni di militanza. Centravanti completo, vince un campionato carioca nel 1959 e due tornei Rio-San Paolo nel 1957 e nel 1960, prima di andare in Europa a fare le fortune del Valencia. Il suo senso del gol lo ha incoronato capocannoniere del campionato carioca nel 1956, nonché<em> Pichichi</em> in Spagna nel 1967. Venendo ad anni più recenti, riteniamo che<strong> Fred</strong> possa essere un&#8217;ottima alternativa. Noto al pubblico medio europeo per l&#8217;avventura in Francia con il Lione e per le prestazioni non proprio esaltanti al mondiale casalingo del 2014, <strong>Fred</strong> rimane un attaccante di primissimo piano per il calcio brasiliano, idolo della tifoseria <em>Tricolor</em> che nel 2022 in occasione dell&#8217;addio dell&#8217;attaccante lo ha omaggiato con una commossa coreografia con scritto &#8220;Eterno&#8221;. Brasiliano atipico, centravanti di sostanza, salvatosi a suon di gol dall&#8217;alcol e dalla depressione, segna 199 con la maglia del Fluminense e vince due titoli. In nazionale è grande protagonista della Confederation Cup 2013, che vince da capocannoniere <em>ex aequo</em> con Fernando Torres con 5 reti.</p>



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<p class="has-text-align-right"><strong><em>Articolo a cura di </em>FRANCESCO BUFFOLI <em>e</em> TOMMASO CIUTI</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2023/12/09/la-maquina-tricolor-la-top-11-dellepoca-moderna-del-fluminense.html">La Máquina Tricolor &#8211; La top 11 dell&#8217;epoca moderna del Fluminense</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Coppa Libertadores al Fluminense: è il trionfo del Dinizismo</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2023/11/05/coppa-libertadores-al-fluminense-e-il-trionfo-del-dinizismo.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Buffoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Nov 2023 10:39:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calcio moderno]]></category>
		<category><![CDATA[boca juniors]]></category>
		<category><![CDATA[cavani]]></category>
		<category><![CDATA[coppa libertadores]]></category>
		<category><![CDATA[fluminense]]></category>
		<category><![CDATA[marcelo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Se le finali disputate tra squadre del medesimo paese, sia in Europa che in Sudamerica, si rivelano quasi sempre una delusione, i derby tra i [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2023/11/05/coppa-libertadores-al-fluminense-e-il-trionfo-del-dinizismo.html">Coppa Libertadores al Fluminense: è il trionfo del Dinizismo</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-drop-cap">Se le finali disputate tra squadre del medesimo paese, sia in Europa che in Sudamerica, si rivelano quasi sempre una delusione, i derby tra i giganti del Continente sono di norma molto più avvincenti, e la partita disputata ieri nel leggendario <strong>Maracanà</strong> di <strong>Rio de Janeiro</strong> non ha fatto eccezione.</p>



<p>Alla fine, ha prevalso con merito il <a href="https://gameofgoals.it/2023/06/04/aquarela-do-brasil-stili-di-gioco-del-paese-verdeoro-e-il-dinizimo-del-fluminense.html"><strong>Fluminense</strong> di <strong>Diniz</strong></a>, la squada che abbiamo celebrato negli scorsi mesi per la sua intelaiatura originale e un recupero a suo modo innovativo del canovaccio del calcio carioca più puro, quello che innalza la tecnica individuale e il suo uso collettivo a pilastri sui quali edificare tutto il gioco di squadra, e che si distanzia dal gioco di possesso in voga in Europa perché archivia l&#8217;ossessione per la gestione degli spazi, e la sostituisce con la ricerca continua di &#8220;relazioni&#8221; tra i giocatori in campo. Il Fluminense ha vinto per la prima volta la Copa a discapito di una delle grandi nobili del calcio mondiale, il <strong>Boca Juniors</strong>, che anche in quel di Rio ha potuto beneficiario del supporto impagabile della <em>Doce</em> e di decine di migliaia di tifosi.</p>



<p>La partita è stata bellissima, combattuta e si è incanalata sulla strada di quella follia che è appannaggio della seconda metà del cielo calcistico, una metà in cui le emozioni si vivono in forma amplificata.</p>



<p>Nel primo tempo, il <strong>Fluminense</strong> ha controllato a lungo il gioco, schiacciando il <strong>Boca</strong> nella sua area di rigore soprattutto nei primi venti minuti, e gestendo il pallone con la consueta, sublime qualità tecnica. Si sono visti sprazzi di <em>dinizismo</em>:  Ganso, André, Arias e Martinelli sono giocatori tecnicamente eccelsi e anche se il vecchio dieci gioca praticamente da fermo, la sua capacità di gestire la palla in spazi stretti e di vedere i compagni sul rettagolo di gioco, abbinata alla completa libertà che gli concede Diniz, lo rende un tassello fondamentale dell&#8217;<em>allegra anarchia</em> del Fluminense; un paio di spunti individuali, peraltro, mi hanno fatto saltare sulla sedia, e il gol di<strong> Germán Cano</strong>, vero e proprio mattatore della competizione. è giunto a coronamento di un&#8217;azione palla a terra che è <em>dinizismo</em> puro.</p>



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<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/11/481748_1498561-copia.jpg" alt="" class="wp-image-15972" width="821" height="462" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/11/481748_1498561-copia.jpg 992w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/11/481748_1498561-copia-300x169.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/11/481748_1498561-copia-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 821px) 100vw, 821px" /><figcaption class="wp-element-caption">Kennedy esulta dopo il gol decisivo</figcaption></figure>



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<p>Nella ripresa, il <strong>Boca Juniors </strong>ha alzato il clima della contesa, specie sul piano agonistico, e il <strong>Fluminense</strong> ha cominciato a sentire la pressione della partita e di un successo atteso da decenni: la storia insegna che per i brasiliani giocare partite decisive al Maracanà si trasforma spesso in un incubo e il secondo tempo, per larghi tratti, ha confermato la grande emotività delle squadre del grande paese sudamericano. Il <strong>Boca</strong>, non avendo nulla da perdere, ha alzato il baricentro, ha iniziato a far girare meglio il pallone e si è reso pericoloso in un paio di occasioni. Il gol del pareggio è giunto quindi solo parzialmente inatteso: il laterale destro peruviano <strong>Advíncula</strong>, veterano della sua nazionale, ha lasciato partire dal limite dell&#8217;area un sinistro letale e ha punito il quarantatreenne <strong>Fábio&nbsp;Deivson</strong>, complice un <strong>Marcelo</strong> tutt&#8217;altro che inapputabile nell&#8217;occasione. L&#8217;ex terzino del Real Madrid, protagonista di una prova incolore, ha di fatto consentito al dirimpettaio del Boca di accentrarsi e di prendere la mira senza quasi provare ad ostacolarlo.</p>



<p>Dopo il pareggio, giunto al minuto 73, sugli spalti del <strong>Maracanà</strong> si è consumata una tragedia anticipata: le telecamere hanno immortalato decine di tifosi in lacrime e per qualche momento il <strong>Fluminense</strong> è sembrato in preda degli stessi fantasmi che hanno rovesciato il pronostico e la storia nel 1950, o che hanno condannato i verdeoro a un&#8217;umiliazione senza precedenti nove anni fa. Per sua fortuna, il gruppo allenato da <strong>Diniz </strong>ha saputo riassestarsi e e ha ricominciato a macinare il suo gioco fatto di fraseggi stretti e spunti individuali, e proprio allo scadere il subentrato <strong>Barbosa</strong>, che ha sostituito Marcelo, si è divorato un gol fatto, dopo essere stato messo davanti alla porta da un passaggio illuminante. Il tessitore sembrava aver optato per l&#8217;ennesima lotteria dei calci di rigore, ma nel primo tempo supplementare<strong> John Kennedy</strong>, entrato al posto di un <strong>Cano</strong> stanchissimo, ha firmato il gol del 2-1 a conclusione di un&#8217;azione meravigliosa, quasi il paradigma del calcio <em>baialdo</em>, con un destro dal limite potente e preciso.</p>



<p>A questo punto, qualcosa ha fatto detonare la follia che spesso si impadronisce delle partite calde in Sudamerica: <strong>Kennedy</strong> ha pensato bene di esultare immergendosi tra i tifosi e creando scompiglio sulle tribune, ed è stato subito espulso, lasciando i suoi in dieci con un&#8217;azione avventata e assurda. Per fortuna dei brasiliani, ancora prima della fine del primo tempo supplementare gli argentini hanno pareggiato il conto delle follie e il difensore del Boca <strong>Fabra</strong>, nel corso di una mischia, ha pensato bene di colpire il capitano avversario <strong>Nino</strong> con una manata in faccia, sferrata con una rabbia inspiegabile e digrignando i denti, e il VAR ha decretato la sua esplusione. Nel secondo tempo supplementare, il Boca ha quasi assediato e con la forza della disperazione un <strong>Fluminense</strong> parso quasi bollito, senza però creare occasioni da gol pulite, mentre il <strong>Fluminense</strong> ha sfiorato il 3-1 dopo una ripartenza veloce che si è conclusa con il pallone sul palo.</p>



<p>Il primo successo del <em>Flu</em> è la conferma della superiorità del calcio brasiliano sugli altri movimenti continentali. Il mondiale per club che ci attende a fine dicembre vede chiaramente il<strong> Manchester City</strong> favorito, sia perché la sua rosa è chiaramente superiore a quella del collettivo di <strong>Diniz</strong>, sia in ragione del diverso momento della stagione in cui arriva il torneo: a dicembre, per i sudamericani è piena estate e spesso i brasiliani arrivano logorati da stagioni infinite, in cui giocano oltre sessanta partite. In ogni caso, il <strong>Fluminense</strong>, se in condizione, ha le carte in regola per provare quantomeno a infastidire lo squadrone di <strong>Guardiola</strong>, e l&#8217;auspicata finale sarebbe un magnifico confronto tra il gioco di possesso posizionale di noi europei e quello aposizionale e <em>magico</em> che è proprio solo dei sudamericani.</p>



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<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="BOCA JUNIORS vs. FLUMINENSE | HIGHLIGHTS | CONMEBOL LIBERTADORES 2023" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/9ZhdnGria0w?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></div>
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<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Il tabellino</h3>



<p></p>



<p><strong>FLUMINENSE-BOCA JUNIORS 2-1 dts<br>Marcatori:&nbsp;</strong>36&#8242; Cano (F), 73&#8242; Advincula (B), 99&#8242; Kennedy (F).<br><strong>Fluminense</strong> (4-2-3-1): Fabio; Xavier (85&#8242; Guga), Nino, Melo (52&#8242; Marlon), Marcelo (80&#8242; Barbosa); Martinelli (80&#8242; Lima), Andre; Arias, Ganso (80&#8242; Kennedy), Keno (103&#8242; Braz); Cano. All. Diniz.<br><strong>Boca Juniors</strong> (4-4-2): Romero; Advincula; Figal (113&#8242; Valdez), Valentini, Fabra; Medina (106&#8242; Taborda), Fernandez, I. Fernandez (106&#8242; Saracchi), Barco (79&#8242; Langoni), Merentiel (91&#8242; Janson), Cavani (78&#8242; Benedetto). All. Almiron.<br><strong>Note:</strong> ammoniti Cavani (B), Keno (F), Figal (B), Langoni (B), Nino (F). Espulsi<strong>&nbsp;</strong>Kennedy (F), Fabra (B).</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/11/Boca_Juniors_Fluminense_Final_Copa_Libertadores_2023-1024x576.webp" alt="" class="wp-image-15954" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/11/Boca_Juniors_Fluminense_Final_Copa_Libertadores_2023-1024x576.webp 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/11/Boca_Juniors_Fluminense_Final_Copa_Libertadores_2023-300x169.webp 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/11/Boca_Juniors_Fluminense_Final_Copa_Libertadores_2023-768x432.webp 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/11/Boca_Juniors_Fluminense_Final_Copa_Libertadores_2023-1536x864.webp 1536w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/11/Boca_Juniors_Fluminense_Final_Copa_Libertadores_2023-2048x1152.webp 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Cavani e Cano</figcaption></figure>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">IL MIGLIORE Germán Cano</h3>



<p></p>



<p>Nel Fluminense sono positivi <strong>André</strong> (per lui è facile pronosticare un futuro da protagonista anche in Europa) e <strong>Arias</strong>, ma la palma di migliore in campo la merita <strong>Cano</strong>, uno dei non rarissimi eroi per caso del calcio sudamericano, un attaccante argentino che dopo una carriera da comprimario si è scoperto giocatore decisivo a Rio e a trentacinque anni, segnando tutte le reti determinanti del torneo e sbloccando anche la finale.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">IL PEGGIORE Edinson Cavani</h3>



<p></p>



<p>Il leggendario <em>Matador</em> è stato invece, a mio avviso, il peggiore in campo: quasi sempre ai margini del gioco, ha sbagliato quasi tutti i palloni che ha toccato ed è parso irriconoscibile rispetto al campione ammirato a lungo a Napoli e a Parigi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2023/11/05/coppa-libertadores-al-fluminense-e-il-trionfo-del-dinizismo.html">Coppa Libertadores al Fluminense: è il trionfo del Dinizismo</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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		<title>Il &#8220;relazionismo&#8221; e il suo impatto sul calcio contemporaneo</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2023/07/11/il-relazionismo-e-il-suo-impatto-sul-calcio-contemporaneo.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Buffoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Jul 2023 19:52:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calcio moderno]]></category>
		<category><![CDATA[brasile]]></category>
		<category><![CDATA[diniz]]></category>
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		<category><![CDATA[henrik rydstroem]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Proseguo il discorso aperto alcune settimane fa e dedicato al cosiddetto “dinizismo”, ovvero allo stile adottato dal Fluminense e io direi anche dal Gremio, anche [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2023/07/11/il-relazionismo-e-il-suo-impatto-sul-calcio-contemporaneo.html">Il &#8220;relazionismo&#8221; e il suo impatto sul calcio contemporaneo</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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<p class="has-drop-cap">Proseguo il discorso aperto alcune settimane fa e dedicato al cosiddetto “<a href="https://gameofgoals.it/2023/06/04/aquarela-do-brasil-stili-di-gioco-del-paese-verdeoro-e-il-dinizimo-del-fluminense.html">dinizismo</a>”, ovvero allo stile adottato dal <strong>Fluminense</strong> e io direi anche dal <strong>Gremio</strong>, anche perché per una volta sono stato un felice profeta (<strong>Diniz</strong> è diventato CT, anche se ad interim, della nazionale brasiliana); nel primo pezzo, ho parlato di come questo stile affondi le radici nella tradizione carioca, in tutto il suo bagaglio di vezzi, giocate istintive, atteggiamenti civettuoli e di come sia al tempo stesso moderno, una sorta di guardiolismo a-posizionale, per sviluppare alcune ulteriori considerazioni sul punto.</p>



<p>Con mia notevole sorpresa, spulciando fonti varie, nelle ultime settimane ho appreso che in Brasile il &#8220;dinizismo&#8221;, ovvero ciò che io ho definito un guardiolismo a-posizionale, viene considerato invece una negazione del guardiolismo, e non nego di essermi grattato la testa a lungo in cerca di una spiegazione convincente di questa teoria. </p>



<p>In fin dei conti, il<strong> Fluminense</strong> sviluppa azioni come quella sotto riportata, il <strong>Gremio</strong> si è incamminato sulla stessa via, ed è difficile per me non vedere in questi scambi veloci, nei gesti tecnici dei singoli e collettivi lo spettro del calcio latino e posizionale implementato dal tecnico spagnolo circa quindici anni fa, dopo un lungo letargo, e oggi messo in pratica da molte squadre, che siano l&#8217;<strong>Arsenal</strong> o a modo suo la <strong>Lazio</strong>.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="FLUMINENSE TIKI TAKA SE A BOLA ENTRA SERIA UM GOLAÇO" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/qbZj_3DOiSM?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<p></p>



<p>Anche i numeri, in qualche modo, sembrano corroborare la mia tesi:<strong> Fluminense</strong> e <strong>Gremio</strong> dominano il possesso palla con percentuali <em>barcelloniane</em>, giocano di prima, costruiscono l&#8217;azione anche con i difensori e vedono spesso sette, otto giocatori coinvolti nella manovra, nell&#8217;arco di pochi secondi: anche questi sono tutti chiari sintomi di <em>guardiolismo</em>, <em>cruijffismo</em> o come preferiamo chiamarlo.</p>



<p>Eppure, i cronisti e gli appassionati brasiliani e molti studiosi anche europei la vedono diversamente, e considerano <strong>Guardiola</strong> il portavoce di una filosofia, tutto sommato, piuttusto vicina a quella di <strong>Klopp</strong> e di <strong>Mourinho</strong> (tre tecnici che secondo noi vivono in tre pianeti diversi) e lontana da quella di <strong>Diniz</strong> o comunque adottata da alcune squadre del paese verdeoro. </p>



<p>Forse un aneddoto avvicina la spiegazione: come anticipato nel primo pezzo dedicato al tema, illustri ex campioni brasiliani hanno apertamente denunciato, dopo l&#8217;eliminazione subita dalla nazionale verdeoro ai quarti dell&#8217;ultimo mondiale, la sua deprecabile tendenza a seguire le orme degli europei, snaturando l&#8217;essenza del calcio sudamericano. Eppure, la nazionale di<strong> Tite</strong> ha schierato in campo quattro o cinque giocatori votati alla costruzione, spesso molto abili nell&#8217;uno contro uno e comunque capaci di regalare acrobazie palla al piede; anche chi scrive, pur essendo un <em>brasilofilo</em> accanito, ha rimproverato alla nazionale verdeoro i suoi vizi atavici, ovvero la tendenza alla distrazione, i cali di concentrazione, una vecchia, inguaribile inclinazione narcisista. Come è possibile, pertanto, che<strong> Zico</strong> e <strong>Rivelino</strong> abbiano invece visto nella loro nazionale una vocazione europeista e che abbiano individuato in questa vocazione il primo e principale problema della squadra?</p>



<p>Credo che il concetto nevralgico, quello che scava un solco profondo tra la nostra e la loro visione del calcio, sia quello di<em> posizione</em>: benché ai nostri occhi appaia molto fluido, e lo sia, il calcio di <strong>Pep</strong>, e di rimando anche quello di<strong> Klopp</strong>, che per molti versi gli è più simile di quanto non si pensi, assegnano un ruolo cruciale al concetto di posizione e di gestione dello spazio, e come abbiamo già illustrato lo stesso vale per <strong>Mourinho</strong>, la cui dottrina è imperniata sulla gestione scientifica dello spazio in fase difensiva, e sulla sua aggressione in fase offensiva.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Pep&#039;s Perfect Positional Play" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/0PcD_UK3Q4Y?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<p></p>



<p>Siamo arrivati al dunque: secondo i brasiliani, proprio la comune preoccupazione per la dimensione spaziale avvicina tra loro i tecnici europei e li rende tutto sommato, ai loro occhi, piuttosto simili; il fatto che un tecnico prediliga che i suoi abbiano spesso la palla tra i piedi e un altro dedichi invece maggiori energie alle strategie contenitive non è esiziale, nella prospettiva sudamericana, perché tutte le squadre europee di alto livello, se venissero posizionate sull&#8217;asse che collega i due poli &#8220;organizzazione&#8221; e &#8220;caos&#8221;, sarebbero molto più vicine al polo &#8220;organizzazione&#8221;, e questo per i brasiliani è l&#8217;elemento distintivo del <em>nostro</em> calcio, ciò che lo distanzia da<em> loro</em> calcio.</p>



<p>Nel calcio dei sudamericani, infatti, l&#8217;organizzazione è un valore secondario e la loro gestione collettiva del gioco, il loro tiki-taka si fonda su principi diversi, più &#8220;associativi&#8221;, si fonda su quello che &#8211; come sappiamo &#8211; la critica ha denominato &#8220;relazionismo&#8221;: i giocatori si avvicinano e si passano il pallone velocemente per sabotare l&#8217;organizzazione difensiva avversaria, ma quasi nessuno dei giocatori deve occupare una posizione specifica né si vede assegnato un compito specifico.</p>



<p>Da qui, appunto, l&#8217;idea che lo spazio e la sua amministrazione siano subordinati all&#8217;esigenza di mettere i giocatori in relazione tra di loro attraverso il possesso palla, e questo approccio provoca spesso quello che si chiama overload, un sovraccarico di giocatori in una parte del campo, proprio perché l&#8217;efficacia del loro gioco dipende dalla loro vicinanza.</p>



<p>Fatta chiarezza su questo punto, mi sono chiesto: la strategia relazionista può funzonare in Europa? Rappresenta davvero, come hanno ipotizzato anche alcuni giornalisti inglesi, la nuova frontiera del calcio? Onestamente, io nutro qualche dubbio.</p>



<p>Ancorché possieda elementi di novità e abbia assimilato alcune idee del tiki-taka europeo, lo stile <em>relazionista</em> rimane profondamente sudamericano e lontano dai nostri canoni, forse incompatibile con la maggioranza degli stessi, specie se parliamo di Italia: nel nostro paese credo sia molto improbabile adottare un approccio <em>relazionista</em> e sperare che funzioni. Un giornalista brasiliano ha evidenziato come i loro giocatori imparino di fatto il <em>relazionismo</em> sin da ragazzi, come sia parte della loro didattica, e come pertanto<strong> Diniz</strong> e altri l&#8217;abbiano solo in qualche modo &#8220;sistematizzato&#8221;, reso una filosofia di gioco ufficiale. In Europa la didattica funziona diversamente e si fonda su regole e canoni incompatibili con questo calcio puramente associativo. A oggi, pertanto, mi sento di escludere che le nuove idee adottate dal Fluminense possano diventare il nuovo paradigma mondiale di riferimento.</p>



<p>Ho però scoperto che in Europa esiste già una squadra che si ispira dichiaratamente al <strong>Fluminense</strong>: si tratta del piccolo <strong>Malmö</strong>, che gioca nel campionato svedese.&nbsp;<strong>Henrik Rydström</strong>, il suo tecnico, in una recente intervista ha dichiarato che il suo calcio è figlio delle novità verdeoro, del vento che soffia dal Brasile, che non esiste nulla di simile in Svezia e forse in Europa, e ha aggiunto &#8220;<em>Possiamo prevedere, per ogni squadra che affrontiamo, in quale posizione si troveranno i suoi giocatori. Questo approccio, che rispettiamo e che domina da sempre l&#8217;Europa, non mi motiva e non motiva i miei giocatori</em>&#8220;.</p>



<p></p>



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<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Brazilian football tactics have made it to Europe... and it’s weird | Malmö FF analysis" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/UqIzAmSadd0?start=222&#038;feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<p></p>



<p>Il tecnico svedese associa la sua predlizione per l&#8217;associazionismo di matrice brasiliana, e anzi sarebbe più corretto dire carioca, alla sua vocazione artistica: è laureato in lettere e si occupa da anni di recensire &#8220;<em>weird bands</em>&#8221; su riviste musicali, e questo, a suo dire, l&#8217;ha avvicinato a un&#8217;estetica bizzarra, lontana dal perimetro del calcio europeo e ancora di più da quello svedese. Rispetto al<strong> Fluminense</strong>, il <strong>Malmö</strong> conserva una struttura un po&#8217; più chiara e solida, specie in fase difensiva, e schiera a volte anche due pivot davanti alla difesa. Il caos <em>relazionista</em> di alcune squadre brasiliane resta quindi in parte un&#8217;altra cosa, ma ho assistito a numerose azioni del team svedese che sono chiaramente <em>diniziste</em> e le parole del suo tecnico hanno confermato che avevo visto bene. </p>



<p>Sarà solo il tempo a dirci se un linguaggio quasi puramente sudamericano sarà in grado di affemarsi anche ai vertici del calcio europeo, con tutto il rispetto per il <strong>Malmö</strong>. Per ora, io mi limito a prendere appunti, perché quando si aprono squarci verso futuri possibili tendo sempre a drizzare le antenne.</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2023/07/11/il-relazionismo-e-il-suo-impatto-sul-calcio-contemporaneo.html">Il &#8220;relazionismo&#8221; e il suo impatto sul calcio contemporaneo</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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		<title>Aquarela do Brasil: stili di gioco del Paese verdeoro e il “dinizismo” del Fluminense</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Buffoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 Jun 2023 15:48:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calcio moderno]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina: giocatori del Fluminense Ogni Paese vive le proprie battaglie culturali e sportive: in Italia, sin da tempi remotissimi, imperversa il confronto tra [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2023/06/04/aquarela-do-brasil-stili-di-gioco-del-paese-verdeoro-e-il-dinizimo-del-fluminense.html">Aquarela do Brasil: stili di gioco del Paese verdeoro e il “dinizismo” del Fluminense</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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<p class="has-text-align-right"><em>Immagine di copertina: giocatori del Fluminense</em></p>



<p class="has-drop-cap">Ogni Paese vive le proprie battaglie culturali e sportive: in Italia, sin da tempi remotissimi, imperversa il confronto tra &#8220;pratici&#8221; e &#8220;giochisti&#8221;, che prosegue tuttora e che vede i due schieramenti separati da un solco meno profondo di quanto si pensi, e che però si lanciano occhiatacce e accuse reciproche (la nota querelle tra <strong>Allegri</strong> e <strong>Adani </strong>è solo uno dei tanti capitoli di una diatriba di cui si trovano tracce già nella stampa degli anni &#8217;30 e che raggiunge il culmine, forse negli anni &#8217;60); la nostra contrapposizione si rispecchia in quella più radicale che separa in due fazioni gli appassionati e gli addetti ai lavori argentini, che dagli anni &#8217;60 si dividono tra <em>resultadisti </em>e ammiratori quasi fanatici della <em>Nuestra</em>.</p>



<p>In <strong>Brasile</strong>, dopo il tonfo dei mondiali inglesi del 1966, si è sviluppata la teoria europeista: le difficoltà incontrate dai fuoriclasse brasiliani, che escluso <strong>Pelé</strong> erano però tutti fuori tempo massimo o quasi, al cospetto delle più coriacee e aggressive formazioni europee, indusse parte della critica e dei tifosi a denunciare la scarsa dotazione agonistica dei verdeoro, tutti votati ai trucchetti da strada del loro calcio <em>bailado</em> e incapaci di reggere l&#8217;urto contro i più organizzati e possenti giocatori del Vecchio Continente. Il trionfale mondiale messicano di quattro anni dopo fu da un lato la sublimazione del calcio samba e dall&#8217;altro però, forse in maniera da noi sottovalutata, anche un primo passo verso la modernità europea: il sardonico <strong>Saldanha</strong> preparò in maniera specifica, sul piano fisico, i suoi fuoriclasse, e studiò accuratamente anche come farli coesistere al meglio (alcuni testi e il documentario dedicato a Pelé sono sul punto molto chiari). Nei decenni successivi, il Brasile ha continuato a dividersi tra coloro che invocano la massima fedetà ai canoni del calcio brasiliano classico, il <em>fútbol bailado</em>, e coloro che invece reputano indispensabile un&#8217;evoluzione in ottica europea: da una parte <strong>Telê Santana</strong> (1982 e 1986), in buona misura<strong> Tite</strong>, in parte la squadra vista in campo 21 anni fa in Giappone e Corea del Sud; dall&#8217;altra,<strong> Dunga</strong>, in buona misura<strong> Carlos Alberto Parreira</strong>, e soprattutto <strong>Cláudio Coutinho</strong>, CT della nazionale verdeoro nel 1978, colui che definì il dribbling &#8220;<em>una manifestazione del nostro complesso di inferiorità</em>&#8221; e che, da buon gerarca militare, valorizzò al meglio la disciplina, la preparazione fisica e l&#8217;aggressività.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/06/Dunga.webp" alt="" class="wp-image-14234" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/06/Dunga.webp 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/06/Dunga-300x169.webp 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/06/Dunga-768x432.webp 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Carlos Dunga</figcaption></figure>



<p></p>



<p>La dolorosa eliminazione subita ai quarti dell&#8217;ultimo mondiale, che fa il paio con la sconfitta subita in finale di Coppa America nell&#8217;estate del 2021, ha soffiato sul fuoco delle polemiche.</p>



<p>Se noi, da europei, rimproveriamo ai verdeoro una certa mancanza di cattiveria nel momento chiave, la mancanza di una certa prepotenza atletica, e soprattutto quei cali di concentrazione che spesso i brasiliani hanno pagato a caro prezzo, in Brasile <strong>Roberto Rivelino</strong> e in parte anche <strong>Zico</strong>, ovvero due totem, hanno rimproverato a<strong> Tite</strong>, paradossalmente, un eccesso di europeismo. Rivelino, in particolare, ha puntato il mirino contro un&#8217;organizzazione offensiva che a suo parere è stata troppo rigida e canonica, mentre <strong>Zico</strong>, pur compiacendosi della fine della <strong>Neymar</strong>-dipendenza che ha caratterizzato per anni la nazionale invero abbastanza mediocre di inizio anni &#8217;10, ha storto il naso davanti all&#8217;incapacità di tutti i talenti offensivi di esprimersi al meglio.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="886" height="583" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/06/Saldanha.png" alt="" class="wp-image-14229" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/06/Saldanha.png 886w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/06/Saldanha-300x197.png 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/06/Saldanha-768x505.png 768w" sizes="(max-width: 886px) 100vw, 886px" /><figcaption class="wp-element-caption">Joao Saldanha</figcaption></figure>



<p></p>



<p>Anche in ottica rinnovo del CT, c&#8217;è chi invoca l&#8217;europeismo malleabile e intelligente del totem <strong>Carlo Ancelotti</strong> e chi invece invoca il nome di <strong>Fernando Diniz</strong>, tecnico del <strong>Fluminense</strong> classe 1974 che da tempo, in patria, fa luccicare gli occhi a tutti gli esteti. Navigando in rete e sul tubo, dopo essermi guardato qualche gara e un po&#8217; di materiale sul Fluminese, ho scoperto che nel paese sudamericano si parla di<em> dinizismo</em> e che la stampa e i tifosi, <em>more solito</em>, sono divisi sul calcio praticato dalla squadra di Rio.</p>



<p>Qui è doveroso aprire una breve parentesi, i cui contenuti sono stati condivisi con il nostro <strong>Francesco Domenighini:</strong> in Italia siamo abituati a pensare al calcio brasiliano come a un blocco unico, con caratteristiche uniche, ma nei fatti stiamo parlando di un paese di dimensioni continentali che ha quasi 215 milioni di abitanti, e che è da tempo, peraltro, il laboratorio mondiale di una sorta di superlega: i vari campionati statali regalano al <strong>Brasileirao</strong>, campionato che rimane tra i più affascinanti e tecnicamente ricchi del mondo, una sorta di Premier League del Sudamerica, le squadre migliori, e sono poi queste formazioni a giocarsi il titolo nazionale. </p>



<p>Ecco, i campionati statali hanno tutti caratteristiche specifiche: a Porto Alegre si pratica un calcio vicino a quello dei paesi europei, almeno quelli della penisola iberica; a San Paolo vige un sistema ibrido, e forse non è un caso che i maggiori successi sia nazionali che internazionali siano appannaggio delle squadre della la città più popolosa e importante del paese e forse dell&#8217;intero emisfero australe (pensiamo ai cicli del<strong> Santos</strong> e del <strong>San Paolo</strong> stesso, ma anche a quelli di <strong>Corinthians</strong> e <strong>Palmeiras</strong>); Rio de Janeiro, seconda città del paese per abitati e importanza anche economica, ma prima per bellezza e iconicità nell&#8217;immaginario collettivo planetario, è invece la città (e lo Stato) dove si pratica il calcio più idiosincratico in assoluto, tanto che la maggioranza dei calciatori che arrivano in Europa dal Brasile provengono dagli altri due Stati. Rio è la città degli esteti, del vezzo, della ricerca della giocata individuale elevata a valore assoluto, quasi la traduzione concreta del concetto di <em>malandrismo</em>, e tra le squadre di Rio, ancora più del <strong>Flamengo</strong>, la squadra votata pressoché interamente alla ricerca della giocata, del divertimento, la squadra che ama specchiarsi e i cui tifosi sono estremamente esigenti sul fronte estetico, è il <strong>Fluminense</strong>. Eccoci al dunque:<strong> Diniz</strong>, allenatore del Fluminese dal 2022, si è inserito con disinvoltura nella tradizione<em> bailada</em> del Fluminese, forse la più radicale e inattaccabile del mondo, e l&#8217;ha espasperata, inserendovi però alcuni correttivi.</p>



<p>Il <strong>Fluminense</strong> gioca in un modo tutto suo, che è figlio di una specifica tradizione brasiliana e che ha mutuato alcune idee dal gioco posizionale europeo, per però tradurle in qualcosa di diverso. E la cosa sorprendente è che il suo gioco sta funzionando: la squadra di Rio ha vinto il campionato statale e si è classificata al terzo posto in quello nazionale; ha iniziato la Libertadores con il botto, come dimostrano i 5 gol rifilati al River Plate regalando spettacolo. Chiaramente è presto per tirare le somme, ma siamo davanti a un raro caso di pura ricerca dell&#8217;estetica che si declina anche nel raggungimento di risultati di spessore, o che almeno porta la squadra a fare un salto di qualità e a giocarsela con le grandi del suo continente.</p>



<p>In cosa consiste questo<em> dinizismo</em> che sta facendo innamorare parte del pubblico brasiliano e invece storcere il naso alla sua fronda europeista, che alcuni chiedo di portare in nazionale e che altri invece marchiano come un&#8217;eresia che impedirà al Brasile di tornare, finalmente, in cima al mondo?</p>



<p>Per prima cosa, per quanto mi consta, il <em>dinizismo</em> non è una novità vera e propria, perché recupera la grammatica del calcio brasiliano e anzi sarebbe meglio dire carioca: Diniz è un ammiratore di Santana e la cosa si nota, in quanto la sua tendenza è schierare in campo tutti i giocatori di qualità &#8211; tra i quali spiccano un redivido Ganso, che da dieci mobile è tornato in auge, e il giovane André, mezzala di gamba e qualità &#8211; e farli convivere. Ci sono poi alcuni tratti del gioco del <strong>Fluminense</strong> che arrivano dal calcio posizionale europeo: anche la squadra di Rio domina il pallone e il possesso, tende a giocare alta (anche se meno alta di un Arsenal), gioca molto di prima, applica in maniera naturale la cosiddetta costruzione dal basso (che per il Fluminense è parte del patrimonio genetico, nulla di nuovo); queste somiglianze con i vari Barcellona, City, Arsenal e in parte Ajax e oggi anche United mi porta a coniare un brutto neologismo e a parlare di<em> tiki-takao</em>, e del resto il titolo del video linkato qui sotto rivela che non sono stato il primo a vedere analogie importanti, che sono appunto piuttosto evidenti.</p>



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<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Dinizismo x Fluminense - Playing the CRAZIEST tiki taka in the world! (Dinizismo Compilation)" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/AhmvJxSapaU?start=4&#038;feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></div>
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<p>Ci sono però alcune differenze sostanziali rispetto al calcio posizionale del nostro continente, messe in luce peraltro dallo stesso Diniz, il quale si proclama ammiratore del Manchester City, ma dice anche di giocare un calcio diverso. Il concetto chiave è quello di posizione: il Fluminese mette in pratica una sorta di cruijffismo/guardiolismo disarticolato e ancora più anarchico e votato alla sola osservanza dei principi. </p>



<p>Il calcio di Cruijff e Guardiola, come abbiamo osservato più volte, è molto libero nell&#8217;interpretazione, è un calcio che evoca un&#8217;orchestra jazz, ma prevede nel suo costante movimento delle rotazioni specifiche. Quando Alves saliva nella metacampo avversaria, c&#8217;erano alcuni accorgimenti che dovevano compensare le sue volate (la difesa di fatto si schierava a tre, accentrando Abidal); quando Zinchenko o Stones diventano mediani/registi aggiunti, la difesa si riposiziona. Chiaramente non tutto viene programmato e anzi è stato proprio Busquets a dire che nel loro calcio un 40% viene studiato a tavolino e un 60% è frutto del talento dei singoli, delle varie situazioni della partita e dell&#8217;improvvisazione del momento, ma ciò che le squadre posizonali, a partire dai grandi <strong>Ajax </strong>e <strong>Olanda</strong>, cercano di non perdere mai è il controllo dello spazio. La gestione dello spazio, la tendenza ad allargarlo e a occuparlo in maniera scientifica rappresentano la parte più rigorosa dei quel tipo di calcio, che per il resto è invece molto libero sul piano interpretativo. E d&#8217;altra parte, in Europa, funziona così: anche le squadre che si preoccupano più di contenere gli avversari, come la Juventus o la Roma, e in parte anche l&#8217;Inter, studiano la gestione dello spazio, ma in chiave restrittiva. La cosa fondamentale che provano a fare (e ci riescono a volte in maniera superlativa: penso alla Roma di Leverkusen o all&#8217;Inter del Camp Nou) è chiudere gli spazi, stringerli, trasformare i corridoi in vicoli ciechi, anche aggredendo gli avversari sulle seconde palle etc..</p>



<p>Il <strong>Fluminense</strong>, figlio di una tradizione molto libera, porta invece il tiki taka all&#8217;interno di uno spartito diverso, rivelando peraltro una cosa che io e altri sosteniamo da tempo: c&#8217;è molto Sudamerica nel calcio posizionale, ci sono numerose analogie e del resto si tratta di qualcosa che, pur arrivando dalla Scozia e trovando nell&#8217;avanguardia olandese l&#8217;esito definitivo, affonda le radici nel calcio iberico e quindi, di riflesso, sudamericano. Nessuna novità, quindi: il fraseggio di prima fa parte della cultura brasiliana e per i carioca è quasi un dogma. Rio è un&#8217;isola separata dal resto del Brasile, figuriamoci dal resto del pianeta, ed eleva la delicatezza dei piedi e il palleggio insistito a valori universali.</p>



<p>La sostanziale diversità rispetto al calcio di<strong> Cruijff</strong> ed epigoni consiste però proprio nella gestione dello spazio: ho trovato su internet un video intitolato &#8220;<em>Fluminense plays the weirdest tactics in the world</em>&#8220;, e al di là della bruma retorica che sempre circonda considerazioni di questo tipo, il video ha confermato una mia impressione di fondo: la squadra di Rio ha codificato un gioco votato all&#8217;estetica (ma che sta anche portando risultati) tutto suo, un <em>tiki-takao</em> che però del calcio europeo conserva solo alcuni principi di base e che si libera dell&#8217;idea posizionale, diventando <em>aposizionale</em>.</p>



<p>I giocatori del Fluminense tendono (non sempre, ovviamente, ma molto spesso) ad ammassarsi nei pressi del pallone, senza quindi occupare in maniera &#8220;scientifica&#8221; lo spazio, e poi a giocare tutto di prima e in velocità, tentando spesso l&#8217;uno contro uno come da tradizione carioca. Si assiste a una specie di torello anarchico che a un certo punto libera uno più giocatori e porta a verticalizzare, ma più che di occupare lo spazio i giocatori di <strong>Diniz</strong> si preoccupano di fare rete. La differenza fondamentale, figlia del felice anarchismo dei Saldanha e Santana declinato in chiave moderna, è l&#8217;assenza di una struttura che si preoccupi di gestire lo spazio: il grande giornalista inglese Hamilton ha parlato di<em> relazionismo</em> per definire questo stile di gioco che si basa su alcune regole cardinali, quelle del calcio carioca classico e e del calcio posizonale, ma di fatto le priva della grigia tattica del calcio europeo.</p>



<p>Questo non significa ovviamente che la squadra non sia organizzata: il Fluminese è arroccato intorno ad alcune norme inviolabili (si gioca di prima, si triangola, si portano molti giocatori vicini al pallone per cercare di superare gli avversari con una sorta di torello; si vedono inoltre molte volte i giocatori formare una linea verticale per scambiare la palla di prima in velocità; in difesa c&#8217;è una sorta di libero staccato) e non vi deroga mai. </p>



<p>In campo, tuttavia, l&#8217;impressione è quella di una squadra che si muove a ondate caotiche, che fa densità in maniera non sempre logica, in ottica europea, ma molto spesso efficace. In questo modo, Diniz sta assecondando la vocazione quasi follemente estetica dei suoi tifosi e al tempo stesso sta cercando quei risultati spesso mancati dalla squadra di Rio. Il titolo carioca è un primo passo importante su questo fronte, e vedremo come la squadra saprà cavarsela in Coppa. Sarebbe bello, peraltro, vedere un tecnico come Diniz, a lungo criticato e bollato come un idealista, accomodarsi sulla panchina più prestigiosa e affascinante del mondo. Per ora, ci gustiamo il suo <strong>Fluminense</strong>, portavoce di una tradizione carioca rinnovata alla luce di alcuni principi del <em>guardiolismo</em>, un Fluminense divenuto improvvisamente l&#8217;alfiere di un movimento continentale che è in crescita da molti anni.</p>



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</div><figcaption class="wp-element-caption">Sintesi della finale del campionato carioca 2023 tra Fluminense e Flamengo</figcaption></figure>



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<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2023/06/04/aquarela-do-brasil-stili-di-gioco-del-paese-verdeoro-e-il-dinizimo-del-fluminense.html">Aquarela do Brasil: stili di gioco del Paese verdeoro e il “dinizismo” del Fluminense</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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