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	<title>kane Archivi - Game of Goals</title>
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		<title>Guida al Mondiale: Francia e Spagna favorite, Inghilterra terza forza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Niccolo Mello]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 06:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina Lo stadio della finale Sarà la 23ª edizione del Campionato del mondo. Il primo a 48 squadre. Il terzo senza l&#8217;Italia. Si [&#8230;]</p>
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<p class="has-text-align-right"><em><strong>Immagine di copertina</strong> Lo stadio della finale</em></p>



<p class="has-drop-cap">Sarà la 23ª edizione del Campionato del mondo. Il primo a 48 squadre. Il terzo senza l&#8217;Italia. Si giocherà in tre Paesi: Canada, Messico e Stati Uniti. La partita inaugurale si terrà allo stadio Azteca di Città del Messico l&#8217;11 giugno, tra Messico e Sudafrica, come fu nel 2010. La finale sarà al MetLife Stadium di New York New Jersey il 19 luglio. Sarà il sesto e ultimo Mondiale (un record) per Messi e Cristiano Ronaldo, ma anche per il portiere messicano Ochoa. Sarà il primo Mondiale per alcune delle più luminose stelle del presente e del futuro, da Håland a Yamal, da Doué a Cherki.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le tre favorite</h2>



<p></p>



<p>La grande favorita sarà la <strong>Francia</strong>. Potrà contare su un parco giocatori di livello clamoroso. Nessun&#8217;altra nazionale al mondo può anche solo pareggiare la quantità e la profondità dell&#8217;attacco francese, che non poggerà solo su un Kylian Kiki Mbappé che nei Mondiali dà sempre il meglio (vedi le super prestazioni offerte nel 2018 e nel 2022), ma anche sul Pallone d&#8217;oro in carica Ousmane Dembélé e su nuovi e già formidabili assi come Rayan Cherki, Desiré Doué e Michael Olise. A centrocampo l&#8217;uomo chiave è il regista del Real Madrid Aurélien Tchouaméni, ma al suo fianco manca forse un giocatore di altrettanto spessore internazionale: quello è forse l&#8217;unico anello debole sulla carta della nazionale transalpina. La difesa, protetta dal milanista Mike Maignan, è di alto profilo, imperniata sul favoloso William Saliba dell&#8217;Arsenal. Un freno alle ambizioni dei francesi, campioni e vicecampioni mondiali nelle ultime due edizioni, potrebbe essere l&#8217;addio di Didier Deschamps al termine della competizione e il fatto che non sempre la squadra ha saputo offrire un gioco all&#8217;altezza di un arsenale stratosferico. Ma sulla carta i Bleu partono in pole position senza troppi dubbi.</p>



<p>Se il gioco è un rebus, proprio su un gioco collaudato, rodato e altamente qualitativo e di palleggio punterà la <strong>Spagna </strong>campione d&#8217;Europa in carica, che è la co-favorita dei Mondiali. Non solo per assi come Lamine Yamal, forse il giocatore più atteso in assoluto di questi Mondiali anche se arriverà non al meglio dopo un infortunio che lo ha condizionato nell&#8217;ultima parte di stagione. Ma anche perché il ct Luis de la&nbsp;Fuente ha saputo costruire un gruppo e plasmare un&#8217;identità collettiva unica. È un po&#8217; il tratto distintivo della Spagna di questo millennio, una nazionale che quando trova la chimica e il gioco d&#8217;insieme molto difficilmente stecca. L&#8217;utilissimo Oyarzabal e la freccia Nico Williams completano un attacco molto ben assemblato, mentre a centrocampo il cervello sarà il regista del Barcellona Pedri. La difesa non ha grandi nomi, ma nel complesso appare discretamente solida, anche se forse peserà l&#8217;assenza di Le Normand. Mancheranno per la prima volta giocatori del Real Madrid. </p>



<p>Se le convocazioni di De La Fuente hanno fatto discutere, sono state molto criticate quelle del ct tedesco dell&#8217;<strong>Inghilterra</strong> Thomas Tuchel, che ha lasciato a casa gente come Palmer, Foden, Alexander Arnold tra i tanti. Eppure, forse Palmer a parte, non mi sento di criticare troppo le scelte dell&#8217;ex tecnico di Chelsea e Bayern Monaco. Perché i Gordon e i Rogers portati al posto di un Foden semplicemente oggi sono superiori all&#8217;attuale giocatore del City. L&#8217;Inghilterra presenta alcuni giocatori poco noti al pubblico fuori dalla Premier ma di sicuro valore e destinati in estate a finire nei top team europei: uno, il già citato Gordon, è già volato al Barcellona; Rogers dell&#8217;Aston Villa e il metronomo del Nottingham Forest Anderson sembrano anch&#8217;essi destinati a essere acquistati a peso d&#8217;oro da club importanti. La difesa è priva di un grande campione, ma nel complesso è affidabile; il centrocampo è ricco di giocatori di valore internazionale e Bellingham è chiamato a diventare il leader; in attacco molto dipenderà da Harry Kane, che oggi contende a pochi altri eletti (Mbappé, Yamal, Kvaratskhelia che però al Mondiale non ci sarà) la palma di miglior calciatore del mondo.</p>



<p></p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1096" height="731" data-id="27390" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/93Oi6q1NKpz9LrkZ09WNS1-edited-1.jpg" alt="" class="wp-image-27390" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/93Oi6q1NKpz9LrkZ09WNS1-edited-1.jpg 1096w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/93Oi6q1NKpz9LrkZ09WNS1-edited-1-300x200.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/93Oi6q1NKpz9LrkZ09WNS1-edited-1-1024x683.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/93Oi6q1NKpz9LrkZ09WNS1-edited-1-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1096px) 100vw, 1096px" /><figcaption class="wp-element-caption">Kylian Mbappé</figcaption></figure>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1646" height="926" data-id="27391" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/fe50f63e842ef1ca7e83ee57edc399a5c9bdb980.jpg-edited.webp" alt="" class="wp-image-27391" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/fe50f63e842ef1ca7e83ee57edc399a5c9bdb980.jpg-edited.webp 1646w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/fe50f63e842ef1ca7e83ee57edc399a5c9bdb980.jpg-edited-300x169.webp 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/fe50f63e842ef1ca7e83ee57edc399a5c9bdb980.jpg-edited-1024x576.webp 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/fe50f63e842ef1ca7e83ee57edc399a5c9bdb980.jpg-edited-768x432.webp 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/fe50f63e842ef1ca7e83ee57edc399a5c9bdb980.jpg-edited-1536x864.webp 1536w" sizes="(max-width: 1646px) 100vw, 1646px" /><figcaption class="wp-element-caption">Harry Kane</figcaption></figure>
</figure>



<p class="has-text-align-center">Le tre stelle assolute del Mondiale</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le quattro outsider</h2>



<p></p>



<p>In quarta posizione scatterà il <strong>Portogallo </strong>più forte di sempre. Non è solo l&#8217;eterno Cristiano Ronaldo, al suo sesto Mondiale, ad alimentare speranze di titolo. Ma una generazione stratosferica, tra elementi giunti al picco della carriera e altri giovani in rampa di lancio. Il centrocampo portoghese è forse il più forte al mondo, con il terzetto Bruno Fernandes-Vitinha-João&nbsp;Neves che promette di gestire il pallone per non cederlo più a nessun avversario. Vitinha, in particolare, oggi miglior centrocampista del pianeta, è la stella assoluta della squadra, un concentrato unico di tecnica, visione del campo, fisicità e tempi di gioco e di spazio. La difesa è altrettanto forte. Qualche limite in più, sulla carta, in avanti: CR7 è eterno, ma ha 41 anni e chiaramente non è più nella sua miglior versione e al suo fianco mancano alternative o compagni così straordinari.</p>



<p>Dopo il Portogallo, al quinto posto metto il <strong>Brasile</strong>. Carlo Ancelotti ha lasciato a casa João&nbsp;Pedro, bomber del Chelsea, ma ha puntato anche sul figliol prodigo Neymar, tornato in nazionale a furor di popolo. Anche O Ney non è più quello dei tempi d&#8217;oro e sarà infortunato nella prima fase. Ma non dovrà essere lui la stella, compito che spetterà soprattutto a Raphinha e Vinicius Jr. I gol potrebbero arrivare da Igor Thiago del Brentford, vice capocannoniere dell&#8217;ultima Premier League. Il veterano Casemiro sarà ancora il perno di un centrocampo sulla carta non eccezionale. Favolosa, invece, la difesa, probabilmente in mezzo la migliore al mondo con il duo Marquinhos-Gabriel che sarà un muro difficile da superare per ogni avversario.</p>



<p>Appare in crescita dopo due Mondiali a vuoto la <strong>Germania </strong>rinnovata di Julian Nagelsmann, sesta ai blocchi di partenza. Manca una stella assoluta, ma ci sono tanti giovani da tenere d&#8217;occhio in tutti i reparti, da Schlotterbeck e Brown in difesa a Stiller a centrocampo, anche se peserà l&#8217;assenza per infortunio del nuovo asso Lennart Karl, 18 anni. I fari saranno Jamal Musiala e Florian Wirtz, reduci da stagioni altalenanti e chiamati al definitivo step, ma la vera stella sarà Joshua Kimmich, terzino, mediano e leader assoluto in campo e fuori. In porta è tornato l&#8217;eterno Manuel Neuer. Occhio al bomber Deniz Undav dello Stoccarda.</p>



<p>Settima l&#8217;<strong>Argentina</strong>. È campione del mondo in carica, ma è praticamente impossibile riesca a ripetere l&#8217;exploit di quattro anni fa quando già non era favorita ma vinse il Mondiale, trascinata da un Messi superbo. Leo, come Cristiano al sesto Mondiale della carriera, ha quattro anni in più ora e non è più al livello del dicembre 2022. Più che Messi la stella vera è Julián Álvarez, dopo Kane ed Erling Håland e alla pari con Dembélé, il miglior centravanti del mondo. Il resto della squadra è a grandi linee quella del trionfo <em>mundial</em>, un gruppo solido senza grandi stelle. Scaloni, come fecero Menotti nel 1982 e Bearzot nel 1986, ha puntato molto sul gruppo che gli ha dato il titolo iridato. Menotti e Bearzot fallirono miseramente. Sarei sorpreso se la storia questo giro andasse diversamente.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="735" height="416" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/200608471-54cb3a01-487f-400a-a913-1c99dd1e4229.webp" alt="" class="wp-image-27393" style="width:735px;height:auto" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/200608471-54cb3a01-487f-400a-a913-1c99dd1e4229.webp 735w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/200608471-54cb3a01-487f-400a-a913-1c99dd1e4229-300x170.webp 300w" sizes="(max-width: 735px) 100vw, 735px" /><figcaption class="wp-element-caption">Gli eterni Cristiano Ronaldo e Messi, al loro sesto e ultimo Mondiale [www.repubblica.it]</figcaption></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">La terza fascia</h2>



<p></p>



<p>Tra queste sette uscirà la vincitrice del Mondiale, in ogni caso. Quasi impossibile arrivi da qui in giù. <br>La terza fascia inizia con l&#8217;<strong>Olanda</strong>, ottava forza del Mondiale, che avrà un buon gruppo dominato ancora dall&#8217;immarcescibile carisma di Virgil van Dijk in difesa, e con qualche elemento da monitorare come Brobbey; e il <strong>Belgio</strong>, il cui periodo delle strenne pare però passato, ma che idealmente inserisco al nono posto.<br>Al decimo ci metto la <strong>Norvegia </strong>di Håland che ha umiliato l&#8217;Italia nel girone.<br>Sempre in questa terza fascia spazio alla <strong>Croazia </strong>di un altro veterano Modrić e di Gvardiol; al <strong>Marocco </strong>di Hakimi grande sorpresa dell&#8217;ultimo Mondiale; alla <strong>Svizzera </strong>multietnica; alla <strong>Colombia </strong>di Luis Diaz; al <strong>Giappone </strong>nuovo che avanza; alla <strong>Turchia </strong>dei giovani assi Güler e Yildiz; all&#8217;<strong>Uruguay</strong> di Valverde, che però pare in un momento di flessione; al <strong>Senegal </strong>beffato dal regolamento nell&#8217;ultima Coppa d&#8217;Africa poi assegnata al Marocco; alla <strong>Svezia </strong>del duo Gyökeres-Isak; alla <strong>Scozia </strong>del tuttofare McTominay.<br>E siamo a venti.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">La quarta fascia</h2>



<p></p>



<p>Da qui in giù partono tutte le altre, squadre che possono al più sognare un approdo agli ottavi: le europee <strong>Repubblica Ceca</strong>, <strong>Bosnia-Erzegovina</strong> e <strong>Austria</strong>; le africane <strong>Egitto</strong>, <strong>Costa d&#8217;Avorio</strong>, <strong>Ghana</strong>, <strong>Sudafrica</strong>, <strong>Algeria</strong>, <strong>Tunisia</strong>, <strong>Congo </strong>e <strong>Capo Verde</strong>; le storiche asiatiche <strong>Corea del Sud</strong> e <strong>Arabia Saudita</strong>, le già abituate <strong>Iran </strong>e <strong>Qatar</strong>, l&#8217;<strong>Iraq</strong> tornato al Mondiale dopo 40 anni e le &#8220;deb&#8221; <strong>Uzbekistan </strong>e <strong>Giordania</strong>; le nord e centro americane <strong>Stati Uniti</strong>, <strong>Messico</strong>, <strong>Canada</strong>, <strong>Panama</strong>, <strong>Haiti </strong>con la cenerentola assoluta <strong>Curaçao</strong>; le sudamericane <strong>Paraguay</strong>, <strong>Ecuador </strong>e le oceaniche <strong>Australia </strong>e <strong>Nuova Zelanda</strong>.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">I gironi</h2>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="520" height="565" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/659058334_1366683582167527_3725888477965644660_n.jpg" alt="" class="wp-image-27376" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/659058334_1366683582167527_3725888477965644660_n.jpg 520w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/659058334_1366683582167527_3725888477965644660_n-276x300.jpg 276w" sizes="(max-width: 520px) 100vw, 520px" /></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il programma</h2>



<p></p>



<p>Per il programma completo dai gironi alla finale con tutte le date, clicca <a href="https://sport.sky.it/calcio/mondiali/mondiali-2026-gironi-calendario-partite?card=1">qui</a>.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Gli stadi</h2>



<p></p>



<p>Per conoscere gli stadi e la loro storia clicca qui.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le grandi assenti</h2>



<p></p>



<p>Su tutte, chiaramente, l&#8217;<strong>Italia</strong>. Al terzo flop consecutivo. Una crisi che pare irreversibile e che parte da molto lontano, tra strutture obsolete, scelte organizzative rivedibili, scarsa attenzione alla valorizzazione dei giocatori autoctoni, inadeguato sviluppo dei settori giovanili e dei tecnici di formazione.<br>Meno fragorosa dell&#8217;Italia, ma mancheranno altre nazionali europee che negli ultimi anni avevano fatto bene come <strong>Polonia</strong> e <strong>Danimarca</strong>. Stona anche l&#8217;assenza della <strong>Serbia</strong>, che ha diversi validi giocatori in giro per l&#8217;Europa.<br>Altre assenze rumorose arrivano dall&#8217;Africa, con <strong>Nigeria </strong>e <strong>Camerun</strong>, due habitué del Mondiale; e dal Sudamerica, soprattutto con il <strong>Cile </strong>che attraversa però una crisi vocazionale da qualche tempo.</p>



<p>In assoluto il giocatore più importante che mancherà al Mondiale è però il georgiano <strong>Khvicha Kvaratskhelia</strong>, fresco vincitore del premio di Mvp dell&#8217;ultima Champions League. La sua sfortuna è proprio che quest&#8217;estate si giocherà la Coppa del mondo: altrimenti il Pallone d&#8217;oro, molto probabilmente, sarebbe stato suo&#8230;</p>



<p></p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="575" data-id="27394" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/donnarumma-4.jpg-1024x575.webp" alt="" class="wp-image-27394" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/donnarumma-4.jpg-1024x575.webp 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/donnarumma-4.jpg-300x169.webp 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/donnarumma-4.jpg-768x432.webp 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/donnarumma-4.jpg-1536x863.webp 1536w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/donnarumma-4.jpg.webp 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Donnarumma disperato: l&#8217;Italia è fuori dal Mondiale per la terza volta consecutiva</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" data-id="27395" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/kvara.jpg-1024x576.webp" alt="" class="wp-image-27395" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/kvara.jpg-1024x576.webp 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/kvara.jpg-300x169.webp 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/kvara.jpg-768x432.webp 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/kvara.jpg-1536x864.webp 1536w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/kvara.jpg.webp 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Niente Mondiale anche per Kvaratskhelia, stella del calcio europeo</figcaption></figure>
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<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2026/06/11/guida-al-mondiale-francia-e-spagna-favorite-inghilterra-terza-forza.html">Guida al Mondiale: Francia e Spagna favorite, Inghilterra terza forza</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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		<title>Champions League, semifinale andata: Paris Saint Germain-Bayern Monaco 5-4</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2026/04/28/champions-league-semifinale-andata-paris-saint-germain-bayern-monaco-5-4.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Gabriele Gilli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Apr 2026 22:21:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[2025-2026]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina Esultanza di Kvaratskhelia dopo un gol Il calcio è uno sport semplicemente meraviglioso, e sembra volercelo ricordare ogni volta che assistiamo a [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-text-align-right"><em><strong>Immagine di copertina</strong> Esultanza di Kvaratskhelia dopo un gol</em></p>



<p class="has-drop-cap">Il calcio è uno sport semplicemente meraviglioso, e sembra volercelo ricordare ogni volta che assistiamo a partite come quella di stasera tra Paris Saint Germain e Bayern Monaco. I &#8220;maligni&#8221; punteranno certamente il dito sul punteggio pirotecnico di 5-4, sul fatto che le fasi difensive siano state enormemente deficitarie nel corso dei 90 minuti e tanti altri aspetti che per me sono marginali. Perché per 70 minuti queste due squadre ci hanno portato in Paradiso, ci hanno coccolato come se fossimo dei neonati da mettere a nanna, ci hanno deliziato con tante giocate d&#8217;alta qualità da farci quasi rischiare l&#8217;overdose tecnica e ci hanno folgorato con occasioni a getto continuo.</p>



<p>Il Paris Saint Germain si è esaltato grazie alla solita straordinaria prestazione di <strong>Kvicha Kvaratskhelia</strong>, nonché sull&#8217;estro di un giocatore mai sufficientemente celebrato come <strong>Desiré Doué</strong> e sulla puntualità ormai consolidata di <strong>Ousmané Dembélé </strong>nei grandi appuntamenti. Senza contare poi la forza del suo centrocampo, che in sella alla regia di <strong>Vitinha</strong>, l&#8217;ordine di <strong>Warren Zaire-Emery</strong> e la poliedricità di <strong>Joao Neves</strong> ha saputo mettere in difficoltà il <strong>Bayern Monaco</strong> in mezzo al campo. D&#8217;altro canto, i bavaresi hanno risposto presente con il solito immenso<strong> Harry Kane</strong>, oltre che sulle ritrovate frecce <strong>Michael Olise</strong> e <strong>Luis Diaz</strong>, decisamente più brillanti rispetto che al ritorno contro il Real Madrid. </p>



<p>È stato un cocktail di imprevedibilità, di ritmi forsennati, fraseggi ad altissima velocità e giocate dalla grandissima difficoltà tecnica per gran parte del tempo, in cui il calcio per club ad alti livelli ha vinto su tutta la linea. Quei 70 minuti sono stati un delirio continuo, com&#8217;è dimostrato dalle urla del sottoscritto che implorava <strong>Luis Diaz</strong> di essere in gioco al momento di quello stop meraviglioso del gol del 5-4. Quella giocata doveva finire nel tabellino, come tanti altri capolavori disseminati in quella finestra temporale.</p>



<p>Gli ultimi 20 minuti ci sono serviti unicamente per metabolizzare lo spettacolo pirotecnico e super-calcistico offerto da entrambe le squadre, ad oggi le due più forti al mondo, che hanno fatto confermato il loro valore nel corso dei 90 minuti. In quei 20 minuti, persino la traversa di <strong>Mayulu </strong>ci ha fatto sobbalzare, e a noi va più che bene così. Mi sento soltanto di ringraziare tutti i suoi protagonisti principali, nella speranza di divertirmi come stasera anche al ritorno.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il tabellino</h2>



<p></p>



<p><strong>PARIS SAINT GERMAIN-BAYERN MONACO 5-4<br>Marcatori:</strong> pt 17&#8242; Kane rig. (B), 24&#8242; Kvaratskhelia (P), 33&#8242; Neves (P), 41&#8242; Olise (B), 50&#8242; Dembélé rig. (P); st 11&#8242; Kvaratskhelia (P), 13&#8242; Dembélé (P), 20&#8242; Upamecano (B), 23&#8242; Diaz (B).<br><strong>Paris Saint Germain (4-3-3):</strong> Safonov; Hakimi, Marquinhos, Pacho, Mendes (st 39&#8242; L. Hernandez); Zaire-Emery (st 19&#8242; Ruiz), Vitinha, Neves; Doué (st 25&#8242; Barcola), Dembélé, Kvaratskhelia (39&#8242; Mayulu). All.: Enrique.<br><strong>Bayern Monaco (4-2-3-1): </strong>Neuer; Stanisic, Upamecano, Tah, Davies (st 1&#8242; Laimer); Kimmich, Pavlovic; Olise, Musiala (st 34&#8242; Goretzka), Diaz; Kane. All.: Kompany.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="PSG-Bayern Monaco 5-4: gol e highlights | Champions League" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/TKxk812o5hU?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<p></p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le pagelle</h2>



<p></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>PARIS SAINT GERMAIN</strong></p>



<p></p>



<p><strong>IL MIGLIORE KVARATSKHELIA 8,5<br></strong>Sono sinceramente finiti gli aggettivi per descrivere il miglior calciatore georgiano di tutti i tempi, nonché uno dei migliori attaccanti in circolazione. I numeri tenuti fino a questo momento in Champions League (10 gol e 5 assist in 14 partite) ci restituiscono soltanto una parte della qualità sconfinata del suo gioco, della sua classe e del suo estro. Stasera ha danzato per l&#8217;ennesima volta, mettendo la firma su una partita semplicemente pazzesca, da tramandare ai nipotini in futuro. I suoi due gol sono degli autentici capolavori di classe e di freddezza, che confermano la sua nuova maturità calcistica, nonché la sua naturale predisposizione a &#8220;fare 100&#8221; nei grandi palcoscenici. Spaziale.<br><br><strong>Doué 8 </strong>Non segna, ma nel giro di un&#8217;ora regala una quantità straordinaria di giocate da campione. Serve una palla straordinaria a Kvaratskhelia per il gol dell&#8217;1-1, sfiora il gol personale con una serpentina da capogiro tra tre uomini e con un break centrale da capogiro spacca in due il centrocampo del Bayern Monaco per assistere Dembelé nel 5-2. Vive una notte da Leone, blindando il suo status da stella luminosa del panorama calcistico mondiale, nonché uno dei tanti punti di forza dei parigini. Indomabile.<br><br><strong>Dembélé 7,5</strong> Pasticcia un po&#8217; troppo in diverse situazioni, divorandosi anche il possibile gol dell&#8217;1-1 come Neymar contro l&#8217;Atalanta nel 2020. Ma alla fine ad avere ragione è sempre lui, dapprima per il cross vincente per il gol di Joao Neves, per poi siglare la sua doppietta su rigore e in contropiede con grandissima freddezza. Alla fine il &#8220;box score&#8221; del detentore del Pallone d&#8217;Oro parla di 2 gol e 1 assist al Bayern Monaco in una semifinale di Champions League. Poteva andare peggio (cit.)!<br><br><strong>Neves 7,5 </strong>Se l&#8217;anno scorso era arrivato di prepotenza ad inserirsi nelle conversazioni sui migliori centrocampisti del futuro, nel corsa di questa stagione il buon Joao è salito ulteriormente di livello. Nel corso di un minuto da capogiro, ha salvato in extremis su una fuga di Olise (con l&#8217;aiuto del palo), per poi colpire personalmente per il gol del 2-1. Ad oggi, pochissimi altri interpreti di centrocampo nel mondo possono reggere il confronto con la sua poliedricità e con la sua affidabilità. Joao Tuttofare.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true"><p lang="ca" dir="ltr">Most goal involvements in a single Champions League campaign for PSG:<br><br>◉ 15 &#8211; Khvicha Kvaratskhelia (25/26) 🆕<br>◎ 14 &#8211; Ousmane Dembélé (24/25)<br><br>The record has been broken. 👀 <a href="https://t.co/ZL89M1sLFo">pic.twitter.com/ZL89M1sLFo</a></p>&mdash; Squawka (@Squawka) <a href="https://twitter.com/Squawka/status/2049221974010773867?ref_src=twsrc%5Etfw">April 28, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>BAYERN MONACO</strong></p>



<p></p>



<p><strong>IL MIGLIORE KANE 8,5<br></strong>Se al ritorno contro il Real Madrid era stato un Eroe per la causa del Bayern Monaco, nel corso di questa partita il buon Harry è stato l&#8217;essenza stessa del Bayern Monaco. Ha lottato ancora una volta su ogni pallone in tutte le porzioni del campo, ha segnato con freddezza il rigore del vantaggio iniziale dei suoi, ha assistito i suoi compagni in ogni porzione del campo e ha infine servito una palla meravigliosa a Luis Diaz per il gol capolavoro del 5-4. Francamente non si commetterebbe peccato a definirla come la miglior prestazione della sua carriera, da manuale per come si deve interpretare il ruolo del centravanti. E del Leader, a caratteri cubitali. Ciclopico.<br><br><strong>Luis Diaz 8</strong> Dopo le due prove opache contro il Real Madrid (nonostante i due timbri tra andata e ritorno), quella di Parigi è la sua notte. A differenza di Olise, è più continuo all&#8217;interno della partita, rappresentando una spina nel fianco per la difesa del PSG. Trova più soluzioni individuali rispetto che nelle due partite precedenti, si prende il rigore poi segnato da Kane e viene ripagato da un assist strepitoso per il gol del 5-4. Il suo gol è semplicemente un capolavoro, un quadro frutto di uno degli stop più belli che si siano mai visti in epoca moderna. Pittoresco.<br><br><strong>Olise 7,5</strong> Rispetto a Luis Diaz, è meno continuo e sbaglia qualche giocata non da lui, ma ciò non gli impedisce di brillare dopo la balbettante prova (nonostante il gol) al ritorno contro il Real Madrid. È infatti coinvolto nell&#8217;azione che porta al rigore dell&#8217;1-0, segna il gol del 2-2 (pur con la complicità di Safanov) e fa ammattire Nuno Mendes (voto 4,5: colpevole nel gol di Upamecano) come mai era successo sotto la gestione di Luis Enrique. Cala nella ripresa, ma il suo primo tempo è stato degno della classe di uno dei migliori esterni offensivi al mondo. Eleganza al potere.<br><br><strong>Upamecano 7,5</strong> In una serata da dimenticare per entrambe le difese, è l&#8217;unico a non affondare insieme ad entrambi i vessilli. Regge la difesa ove possibile, non commette sbavature particolari e dà un maggior senso di sicurezza rispetto a tutti gli altri difensori in campo. È poi abile a sfruttare il cross di Kimmich (voto 6,5: in difficoltà, ma più sul pezzo di Pavlovic) per incornare di testa il gol del 5-3 dei suoi. Solido.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Harry Kane is the first ever English player to score in six consecutive Champions League games.<br><br>◉ vs. USG (H)<br>◉ vs. PSV (A)<br>◉ vs. Atalanta (H)<br>◉ vs. Real Madrid (A)<br>◉ vs. Real Madrid (H)<br>◉ vs. PSG (A)<br><br>He breaks Steven Gerrard’s record from 2008.🏴󠁧󠁢󠁥󠁮󠁧󠁿 <a href="https://t.co/EfCXQQ40AC">pic.twitter.com/EfCXQQ40AC</a></p>&mdash; Squawka (@Squawka) <a href="https://twitter.com/Squawka/status/2049206853221896394?ref_src=twsrc%5Etfw">April 28, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<p></p>



<p></p>
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		<title>Champions League, quarti ritorno: Bayern Monaco-Real Madrid 4-3</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2026/04/15/champions-league-quarti-ritorno-bayern-monaco-real-madrid-4-3.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Gabriele Gilli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Apr 2026 22:21:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[2025-2026]]></category>
		<category><![CDATA[arbeloa]]></category>
		<category><![CDATA[bayern monaco]]></category>
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		<category><![CDATA[valverde]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina I giocatori del Bayern festeggiano: sono in semifinale Francamente ho le palpitazioni da quando è finita Bayern Monaco-Real Madrid 4-3, che è [&#8230;]</p>
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<p class="has-text-align-right"><em><strong>Immagine di copertina</strong> I giocatori del Bayern festeggiano: sono in semifinale</em></p>



<p class="has-drop-cap">Francamente ho le palpitazioni da quando è finita Bayern Monaco-Real Madrid 4-3, che è stata un glorioso e commovente inno al calcio da parte di entrambe le squadre. Soprattutto i primi 45 minuti sono stati degni del calcio offensivo spregiudicato di diverse finali degli anni &#8217;60, con entrambe le squadre che tra l&#8217;atteggiamento propositivo, errori difensivi e frittate dei portieri hanno regalato spettacolo. Sono arrivate occasioni a pioggia, come soltanto il meglio del calcio europeo può dare quando si esprime ai massimi livelli in termini di ritmo, di intensità e di agonismo. La mia speranza, da appassionato neutrale che si è divertito come non mai, è che il doppio confronto della semifinale tra Bayern Monaco e Paris Saint Germain possa regalarci anche solo la metà della meraviglia di questi 90 minuti infuocati.<br><br>Per il Bayern Monaco, questa vittoria potrebbe aver rappresentato una tappa cruciale per la sua Champions League, non soltanto per aver fatto fuori una mina vagante eterna come il Real Madrid, ma per averlo fatto anche in una serata in cui c&#8217;era collettivamente bisogno di vincere in modo più &#8220;sbarazzino&#8221;, concreto e &#8220;sporco&#8221;. Dopo 90 minuti così tanto intensi e difficili contro dei <em>Blancos </em>così tanto agguerriti e volenterosi di portare la contesa ai supplementari (molto ha fatto il recupero di una pedina come <strong>Jude Bellingham</strong> per l&#8217;ampiezza del campo), a blindare l&#8217;accesso alla semifinale per i bavaresi sono stati i cambi di <strong>Vincent Kompany </strong>e soprattutto l&#8217;ingresso folgorante di <strong>Jamal Musiala</strong> (ancora non al top fisicamente dopo l&#8217;infortunio della scorsa estate). <br><br>A brillare sono state diverse stelle, da un monumentale <strong>Harry Kane </strong>ad un ancor più stoico <strong>Kylian Mbappé</strong>, passando per i colpi di classe di <strong>Luis Diaz </strong>e <strong>Michael Olise </strong>(che pure hanno faticato ad incidere nei novanta minuti), per poi attraversare i lampi di grandezza in mezzo al campo di quel campione indiscusso che risponde al nome di <strong>Joshua Kimmich</strong>. Questa partita è stata insomma uno spot assoluto per il calcio, che in serate come queste sembra scendere dal cielo per benedire le nostre serate internazionali.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="BAYERN MONACO – REAL MADRID gol e highlights | UEFA Champions League" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/57Mcw7D6l_k?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<p></p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il tabellino</h2>



<p></p>



<p><strong>BAYERN MONACO-REAL MADRID 4-3<br>Marcatori:</strong> pt 1&#8242; Guler (R), pt 6&#8242; Pavlovic (B), pt 29&#8242; Guler (R), pt Kane (B), pt 42&#8242; Mbappé (R), st 44&#8242; Diaz (B), st 49&#8242; Olise (B).<br><strong>Bayern Monaco (4-2-3-1):</strong> Neuer; Stanisic (st 1&#8242; Davies), Upamecano, Tah, Laimer; Kimmich, Pavlovic; Olise, Gnabry (st 16&#8242; Musiala), Diaz; Kane. All.: Kompany.<br><strong>Real Madrid (4-4-2): </strong>Lunin; Alexander-Arnold (st 45&#8242; Pitarch), Militao, Rudiger, Mendy; Valverde, Bellingham, Guler (st 45&#8242; Mastantuono), Diaz (st 17&#8242; Camavinga); Mbappé, Vinicius. All.: Arbeloa.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le pagelle</h2>



<p></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>BAYERN MONACO</strong></p>



<p><strong>IL MIGLIORE KANE 8</strong><br>Nel momento più importante della sua carriera per Club, dopo aver segnato all&#8217;andata al Santiago Bernabeu, si supera con una performance straordinaria, da fuoriclasse assoluto. Segna da rapace d&#8217;area di rigore, lotta su ogni pallone in entrambe le metà campo, ripiega a difendere e attacca più di ogni altro compagno. E come ciliegina sulla torta assiste Olise per il tripudio finale del 4-3. In questo momento, Harry Kane ha velleità da Pallone d&#8217;Oro, ormai giunto alla sua definitiva maturazione calcistica a suon di gol (50 in questa stagione) e prestazioni di questo calibro. Gigantesco.<br><br><strong>Musiala 7</strong> Se all&#8217;andata aveva rappresentato un fattore negativo a suon di situazioni mal gestite per il possibile 3-1 del Bayern, a questo giro è lui a togliere le castagne dal fuoco al Bayern nel momento più critico. Entra e spacca la partita in due a suon di fiammate improvvise e giocate d&#8217;alta scuola. Non a caso è lui ad inventarsi quel tacco sublime con cui ispira il 3-3 di Luis Diaz. Dopo l&#8217;infortunio della scorsa estate, si spera si possa tornare ad ammirarlo. Prezioso.<br><br><strong>Kimmich 7</strong> A differenza di Pavlovic (voto 6: in gol, ma in affanno in alcune situazioni), mette ordine in mezzo al campo e si esalta nella sua regia degna di un veterano di 31 anni. Assiste il suo compagno di reparto in occasione dell&#8217;1-1, seppur con la complicità di Lunin in uscita. Si conferma come un pilastro di questo Bayern, anche nei momenti difficili. Certezza.<br><br><strong>Diaz-Olise 6,5</strong> Hanno entrambi segnato i due gol per il 4-3 finale, ma hanno anche fatto fatica ad incidere come avrebbero dovuto. Diaz ha avuto gli stessi problemi di presenza nella partita dell&#8217;andata, mentre il secondo si è acceso solo a sprazzi nel secondo tempo. Per loro fortuna, c&#8217;era un Musiala in più ad aiutarli in una situazione così tanto delicata. Minimalisti.<br><br><strong>Gnabry 5</strong> Non è un caso che il Bayern Monaco riprenda parte della brillantezza della sua manovra proprio quando viene sostituito da Musiala. Disputa una prestazione assolutamente da dimenticare, sbagliando tantissime scelte e risultando deleterio per l&#8217;attacco della sua squadra. Inutile.<br><br><strong>Neuer 4,5</strong> Se non fosse stato per la parata pazzesca su Mbappé (di fatto decisiva, ironicamente), sarebbe stato da 3 per i disastri fatti nei due gol di Guler, figli di un rinvio sbagliato e di una reattività ridicola per un portiere del suo calibro. Se all&#8217;andata era stato il migliore in campo, a questo giro rientra di diritto tra i peggiori. Irriconoscibile.</p>



<p></p>



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<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">𝑾𝑯𝑨𝑻 𝑰𝑻 𝑴𝑬𝑨𝑵𝑺. 😎 <a href="https://t.co/aODyHbYO4I">pic.twitter.com/aODyHbYO4I</a></p>&mdash; FC Bayern München (@FCBayern) <a href="https://twitter.com/FCBayern/status/2044531746591355296?ref_src=twsrc%5Etfw">April 15, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>REAL MADRID</strong></p>



<p><strong>IL MIGLIORE MBAPPÉ 7,5</strong><br>Nel corso dell&#8217;ennesima beffa nell&#8217;ormai per lui maledetta Champions League, Kylian Mbappé ricorda a noi comuni mortali di essere il più forte di tutti. Segna un gol degno del miglior CR7 come movimento senza palla, ne sfiora un altro grandioso che gli viene tolto dall&#8217;unico atto &#8220;da Neuer&#8221; di Neuer, lotta su ogni pallone e serve anche un cioccolatino a Vinicius che viene però sprecato sul 3-2. Il risultato sul campo lo condanna ancora una volta, facendogli finire prematuramente una Champions League da 15 gol in 11 partite. Eroico nella sconfitta.<br><br><strong>Guler 7</strong> È certamente fortunato a trovare quella doppietta grazie alle frittate di Neuer, ma è anche vero che lui è in prima linea ad approfittarne, trovando due gol tanto al Bayern Monaco importanti per il curriculum quanto beffardi alla luce del risultato. In generale gioca una partita onesta, ma meritava di essere premiato per quei due sigilli su una partita del genere. Sorprendente.<br><br><strong>Bellingham 7 </strong>Conferma le sue grandi qualità tra le linee anche in questa partita, dopo che il suo ingresso dell&#8217;andata aveva fatto cambiare aspetto al Real Madrid in termini di ampiezza del campo. Gioca molti palloni con grande sapienza e lotta in mezzo al campo, aprendo molti spazi utili per Mbappé e Vinicius. Avrebbe certamente meritato un finale migliore. Mina vagante.<br><br><strong>Valverde 6,5</strong> Per larga parte del tempo si fa un mazzo così per aiutare Alexander Arnold a limitare le scorribande di Luis Diaz, riuscendoci per larghi tratti. Lotta con la sua solita versatilità tattica e il suo spirito guerriero da uruguagio, per poi calare sul finale con il Real Madrid in 10. Solido.<br><br><strong>Vinicius 5,5</strong> È vero, ha il merito di assistere Mbappé nel gol del momentaneo 3-2 del Real, ma sbaglia tutto il resto, sprecando anche un cioccolatino che il suo partner d&#8217;attacco gli aveva messo sul piatto nel secondo tempo. In generale, fatica ad incidere sulla partita come dovrebbe. Spuntato.<br><br><strong>Camavinga 3</strong> Semplicemente indifendibile, per l&#8217;ingenuità di un rosso pesantissimo che di fatto uccide ogni singola speranza di passare per il Real Madrid. A certi livelli è inconcepibile fare una sciocchezza del genere, a maggior ragione se indossi la camiceta blanca delle <em>Merengues</em>. Sciagurato.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Kylian Mbappé has netted 15 goals in 11 Champions League matches this season. 🔥 <a href="https://t.co/47OXOboiBm">pic.twitter.com/47OXOboiBm</a></p>&mdash; RazedFootball (@RazedFootball) <a href="https://twitter.com/RazedFootball/status/2044503907037040819?ref_src=twsrc%5Etfw">April 15, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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		<title>Champions League, quarti andata: Real Madrid-Bayern Monaco 1-2</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2026/04/07/champions-league-quarti-andata-real-madrid-bayern-monaco-1-2.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Gabriele Gilli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Apr 2026 22:03:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[2025-2026]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina Manuel Neuer e Kylian Mbappé, due dei protagonisti di questa splendida nottata europea. [https://www.20min.ch/] Al termine di 90 minuti infuocati e giocati [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-text-align-right"><em><strong>Immagine di copertina</strong> Manuel Neuer e Kylian Mbappé, due dei protagonisti di questa splendida nottata europea. [https://www.20min.ch/]</em></p>



<p></p>



<p class="has-drop-cap">Al termine di 90 minuti infuocati e giocati ad altissima intensità agonistica, è stato il Bayern Monaco ad aggiudicarsi il primo dei due round contro il Real Madrid. Nel corso dell&#8217;andata di questa doppia sfida valida per i quarti di finale, i <em>Blancos </em>e i <em>Bullen </em>non si sono certamente distinti per la qualità tecnica delle giocate, sfociando in errori di appoggio piuttosto grossolani nelle due metà campo. Sporcature che non sono state di sicuro all&#8217;altezza di ciò che le due squadre &#8211; strepitose &#8211; rappresentano, ma che fanno parte di un quadro di una partita dalle tante occasioni e dai tanti ribaltamenti.<br><br>A fare la partita è stato il Bayern Monaco di <strong>Vincent Kompany</strong>, capace di esaltarsi soprattutto sull&#8217;out di destra grazie alla classe di <strong>Michael Olise</strong>, autentico protagonista della prima ora di gioco. Il Real Madrid di <strong>Arbeloa </strong>è invece sembrato frastornato in alcuni frangenti della partita, aggrappandosi alla forza dei singoli di maggior rilievo (<strong>Kylian Mbappé </strong>e <strong>Vinicius</strong>) e spingendo con maggior organizzazione soltanto con l&#8217;ingresso di <strong>Jude Bellingham </strong>dalla panchina. A frenare però le ambizioni del pareggio delle <em>Merengues </em>ci ha pensato <strong>Manuel Neuer</strong>, autore di una prova a dir poco maiuscola tra i pali.<br><br>In vista del ritorno, il Bayern Monaco dovrà stare attento all&#8217;orgoglio del Real Madrid, consapevole del fatto che gli errori fatti in contropiede con <strong>Jamal Musiala </strong>non potranno e non dovranno essere ripetuti a Monaco di Baviera.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il tabellino</h2>



<p></p>



<p><strong>MARCATORI:</strong> pt 41&#8242; Diaz (B), st 1&#8242; Olise (B), st 29&#8242; Mbappé (R).<br><strong>REAL MADRID (4-4-2):</strong> Lunin; Alexander Arnold, Rudiger, Huijsen (st 17&#8242; Militao), Carreras; Valverde, Pitarch (st 17&#8242; Bellingham), Tchouamenì, Guler (st 26&#8242; Diaz); Mbappé, Vinicius. All.: Arbeloa.<br><strong>BAYERN MONACO (4-2-3-1):</strong> Neuer; Stanisic, Upamecano, Tah, Laimer (st 24&#8242; Davies); Pavlovic (st 48&#8242; Goretzka), Kimmich; Olise, Gnabry (st 24&#8242; Musiala), Diaz (st 48&#8242; Bischof); Kane. All.: Kompany.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Real Madrid-Bayern Monaco 1-2: gol e highlights | Champions League" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/ZZkrr7mCYzw?start=15&#038;feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le pagelle</h2>



<p></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>REAL MADRID </strong></p>



<p></p>



<p><strong>IL MIGLIORE MBAPPÉ 7</strong><br>Nonostante i pochi rifornimenti da parte del suo centrocampo, ingaggia un duello a distanza con Neuer, che ha la meglio in più di un&#8217;occasione. Trova il gol della speranza con un gol da grande centravanti, per poi sfiorare la doppietta con uno splendido tiro a giro. In una serata complicata per lui e per i Blancos, conferma di essere ancora una volta un campione straordinario, col suo 14° gol stagionale in Champions League e con il carisma tipico di uno dei migliori giocatori di tutti i tempi. Il più forte di tutti.<br><br><strong>Vinicius 6</strong> Insieme a Mbappé sorregge l&#8217;attacco del Real Madrid, suonando la carica tra le sue solite accelerazioni, ottimi fraseggi e alcuni tiri che vengono sventati da un Neuer eroico. Gli manca però il graffio, com&#8217;è dimostrato dal gol sbagliato a tu per tu con Neuer sullo 0-2. Dottor Jekyll e Mr. HIde.<br><br><strong>Lunin 5,5</strong> Non ha particolari colpe nei due gol del Bayern Monaco, ma gioca costantemente in affanno per tutti i 90 minuti, sbagliando praticamente tutte le uscite e trasmettendo ben poche sicurezze alla difesa del Real Madrid. Il confronto con un gigante come Neuer risulta finanche offensivo. Pessimo.<br><br><strong>Carreras 4,5</strong> Se si esclude l&#8217;ottimo salvataggio sulla linea su Upamecano nel primo tempo (che, diciamocelo, è un&#8217;occasione sprecata), vive una notte da incubo contro Olise, che gli passa da tutte le parti come se niente fosse. Quando stanotte si sveglierà per andare in bagno, l&#8217;ombra dell&#8217;ala francese lo perseguiterà come uno spettro. Paralizzato.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">🚨🚨 BREAKING:<br><br>Kylian Mbappé equals Lionel Messi’s record for most goals scored in a single Champions League campaign. <a href="https://t.co/01QLasoiAF">pic.twitter.com/01QLasoiAF</a></p>&mdash; The CR7 Timeline. (@TimelineCR7) <a href="https://twitter.com/TimelineCR7/status/2041628251584655720?ref_src=twsrc%5Etfw">April 7, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>BAYERN MONACO</strong></p>



<p></p>



<p><strong>IL MIGLIORE</strong> <strong>NEUER 8</strong><br>Siamo tutti d&#8217;accordo sul fatto che sia un portiere a fine corsa. Lui però se lo dimentica e a 40 anni suonati vola tra i pali come se ne avesse 25-30. Neutralizza diversi assalti dei &#8220;gemelli&#8221; Mbappé-Vinicius e vive una notte da sogno, di quelle che ci ricordano come mai parliamo di lui come uno dei migliori portieri di tutti i tempi. La prestazione offerta stasera rientra di sicuro tra le migliori della sua carriera leggendaria, un modo straordinario di rimediare alla papera su Joselu di due anni prima, confermandosi per il fuoriclasse immenso che è sempre stato. Alla faccia del bollito.<br><br><strong>Olise 7,5</strong> Per più di un&#8217;ora è il migliore in campo, confermando tutta la sua classe con giocate d&#8217;altissima scuola che fanno impazzire il povero Carreras. A differenza di <strong><em>Luis Diaz </em></strong>(<em>voto 6</em><strong>:</strong> nullo al di là dell&#8217;ottimo gol), è una spina nel fianco costante per la difesa del Real Madrid e scova l&#8217;ennesimo cioccolatino stagionale per Kane. Cala nell&#8217;ultima mezz&#8217;ora, con il Bayern Monaco costretto a giocare di rimessa contro gli assalti dei Blancos. Ad oggi, pochissimi esterni d&#8217;attacco incidono come lui al mondo. Certezza.<br><br><strong>Kane 7</strong> Dopo una prima mezz&#8217;ora piuttosto sonnecchiante, sale in cattedra mettendo lo zampino nel gol di Diaz (è suo il pre-assist per Gnabry, da <strong>6,5</strong> la partita di quest&#8217;ultimo) e segnando un grandissimo gol dalla distanza. Per lui è l&#8217;11° sigillo in questa Champions League, un sigillo importantissimo per un attaccante che era chiamato all&#8217;appello per una serata cruciale come questa. <br><br><strong>Upamecano 4,5</strong> Esattamente come Carreras per il Real Madrid, vive una serata da incubo, non capendoci niente per la maggior parte del tempo contro Vinicius e Mbappé. Gli partono da tutte le parti e lui rincara la dose con un atteggiamento pasticcione, che poco si addice ad un difensore centrale titolare del Bayern Monaco. Aggrava la sua situazione con quello spreco a tu per tu con Lunin, a riprova della sua serataccia. Sciagurato.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Manuel Neuer vs Real Madrid<br><br>40 years old. <br> <a href="https://t.co/rqlcB8RLFo">pic.twitter.com/rqlcB8RLFo</a></p>&mdash; SIR AHMED (@midopido21) <a href="https://twitter.com/midopido21/status/2041631379058721202?ref_src=twsrc%5Etfw">April 7, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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		<title>La rivalità tra Argentina e Inghilterra. Tra calcio, storia, tango e punk</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2026/01/28/la-rivalita-tra-argentina-e-inghilterra-tra-calcio-storia-tango-e-punk.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Federico Resta]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Jan 2026 21:32:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La storia siamo noi]]></category>
		<category><![CDATA[1966]]></category>
		<category><![CDATA[1986]]></category>
		<category><![CDATA[argentina]]></category>
		<category><![CDATA[batistuta]]></category>
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		<category><![CDATA[grillo]]></category>
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		<category><![CDATA[messi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina: Maradona e Shilton si stringono la mano prima del quarto di finale del Mondiale 1986 C’è una certa qualità della luce, nelle [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-text-align-right"><strong>Immagine di copertina: </strong><em>Maradona e Shilton si stringono la mano prima del quarto di finale del Mondiale 1986</em></p>



<p class="has-drop-cap">C’è una certa qualità della luce, nelle tarde sere di giugno, che sembra tingere l’erba di uno stadio di un verde irreale, quasi tossico. È sotto quella luce, nel 1986 e nel 1998, e ancora nel 2022, che due nazioni separate da un oceano e da un abisso di reciproca incomprensione, hanno combattuto guerre sostitutive i cui campi di battaglia avevano le dimensioni precise di un rettangolo di gioco. Parlare della rivalità calcistica tra Inghilterra e Argentina significa infatti imbarcarsi in un’archeologia del risentimento, dove ogni strato &#8211; sportivo, storico, culturale, musicale &#8211; è così fittamente compresso da diventare indistinguibile, come gli anelli di un albero cresciuto in un clima di perpetuo conflitto.</p>



<p>L&#8217;insospettabile affinità tra inglesi e argentini è una sorta di “gioco delle ombre” oltre le linee dei <em>pitches</em> o delle <em>canchas</em> di periferia.</p>



<p>Nell’intricata tessitura delle relazioni internazionali, pochi binomi appaiono tanto paradossali quanto quello tra l’Inghilterra e l’Argentina. Osservando oltre il prisma distorto delle narrazioni mediatiche che, per decenni, hanno esaltato i contrasti tra queste due nazioni, emerge un sottotesto di profonda somiglianza che trasforma la rivalità in una danza quasi simbiotica. Che sia lo Swing Mod della Northern Soul a Manchester o il Tango di San Telmo decidetelo voi…</p>



<p>Ma sul palcoscenico sportivo, teatro dove identità nazionali si scontrano e si intrecciano, due episodi emblematici gettano luce sulla connessione quasi speculare tra Inglesi e Argentini. La <em>Mano de Dios</em> di<strong> Diego Maradona</strong> del 1986 (leggi <a href="https://gameofgoals.it/2015/02/02/1986-quarti-argentina-inghilterra-2-1.html">qui </a>la cronaca) non rappresenta, come superficialmente si pensa, un vulnus distaccato e selvaggio, bensì un atto che risuona con una peculiare eco morale nel “Goal Fantasma” di <strong>Geoff Hurst</strong> del 1966 (leggi <a href="https://gameofgoals.it/2013/08/20/1966-quarti-inghilterra-argentina-1-0.html">qui </a>la cronaca). Entrambi gli eventi, sebbene immersi in contesti differenti, incarnano l’annosa questione dell’interpretazione soggettiva della giustizia sportiva.</p>



<p>Eppure, la storia va oltre le singole azioni di gioco. L’influenza britannica in Argentina è ancorata ben salda nei binari delle infrastrutture ferroviarie, un simbolo di progresso anglosassone che attraversa le vaste pampas sudamericane. Gli scambi culturali, testimoniati da poetiche affinità, si possono osservare nel tango che naviga tra le pieghe dell’old London, mentre lo spirito del football inglese danzava nei campetti polverosi di Buenos Aires.</p>



<p>In definitiva, l’apparente difformità tra inglesi e argentini sfuma, rivelando un legame profondamente umano che sfida la narrazione dell’antitesi. Entrambe le nazioni condividono un’indole di resilienza e passione, dipingendo un quadro dove l’identità si svela non tanto nella vittoria, quanto nella capacità di coltivare la narrazione di chi siamo attraverso il linguaggio universale dello sport.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="962" height="640" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/01/7dddd12e14109cb3ac25917bb354634b.jpg" alt="" class="wp-image-25886" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/01/7dddd12e14109cb3ac25917bb354634b.jpg 962w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/01/7dddd12e14109cb3ac25917bb354634b-300x200.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/01/7dddd12e14109cb3ac25917bb354634b-768x511.jpg 768w" sizes="(max-width: 962px) 100vw, 962px" /><figcaption class="wp-element-caption">Hurst dopo il gol all&#8217;Argentina nei quarti di finale del Mondiale 1966 che dà la vittoria all&#8217;Inghilterra</figcaption></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il pallone come proiettile, il campo come atlante geopolitico</h2>



<p></p>



<p>Il calcio, qui, smette di essere solo sport. Diventa la grammatica attraverso cui si declina una storia più grande e dolorosa. Per l’Inghilterra, patria auto-dichiarata del gioco, l’Argentina rappresenta l’inquietante alter ego, il pupillo ribelle che ha imparato i precetti per poi stravolgerli in un linguaggio di furia e fantasia sudamericana. Il “nostro” gioco, dicono le voci nei pub da Birmingham a Bristol, corrotto dal genio indisciplinato di un <strong>Maradona</strong>, dalla furbizia tattica di un <strong>Simeone</strong>. È la paura del colonizzato che supera il colonizzatore non con la forza bruta, ma con una superiore, beffarda intelligenza di gioco. La metafora imperiale è ineludibile: il pallone è la corona, contesa tra chi l’ha forgiata e chi ne ha subito il peso, e ora ne rivendica la proprietà con la leggerezza di un dribbling e la pesantezza di un risentimento storico.</p>



<p>Dall’altra parte dell’oceano, nella pianura che ha partorito il tango, quel medesimo pallone è un atto di rivendicazione nazionale. L’Argentina, paese di immigrati italiani, spagnoli, tedeschi, ebrei, ha trovato nel calcio il crogiolo perfetto per forgiare un’identità. Se l’Inghilterra ha il suo <em>God Save the King</em>, l’Argentina ha <em>Muchachos</em>, un inno di popolo che trasforma un’intera squadra in una milizia popolare. La passione non è semplice tifo; è un fiume carsico di emozioni represse- dalle dittature alle crisi economiche &#8211; che trova sfogo solo nelle curve degli stadi o nelle piazze davanti a maxischermi. Il calciatore argentino non è un atleta: è un <em>pibe</em>, il ragazzo di strada, l’eterno orfano che cerca riscatto. <strong>Maradona </strong>ne è l’archetipo sacro e maledetto: il genio, il truffatore, il rivoluzionario, il Dio che segna con la mano del Diavolo. La sua doppietta del ’86 &#8211; la <em>Mano de Dios </em>e il <em>Gol del Siglo</em> &#8211; non è solo una partita vinta, è una teologia calcistica: la sommatoria perfetta della furbizia del debole e della bellezza assoluta, un pugno nello stomaco dell’etica vittoriana seguito da un calcio nell’empireo dell’estetica.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Musica e memoria: il soundtrack di un rancore</h2>



<p></p>



<p>Persino le <em>soundscape </em>delle due nazioni parlano lingue opposte. Dall’Inghilterra proviene il coro da stadio, un canto da marinai ubriachi, ritmato, spesso autoironico, a volte brutale: <em>Football’s Coming Home</em> è un mantra carico di una malinconica supponenza, la nostalgia per un titolo che si crede un diritto di nascita. È la musica di un impero in declino che cerca nel pallone le glorie perdute.</p>



<p>L’Argentina risponde con l’onda emotiva del tango e della cumbia villera. Il tango, nato nei bordelli di Buenos Aires, è un duello di corpi, una metafora perfetta della rivalità: abbraccio stretto e passi improvvisi, seduzione e tradimento. La passione argentina per il calcio ha la stessa struttura drammatica: un’estasi collettiva che sfiora costantemente la tragedia. Le voci di <strong>Gardel </strong>o di una milonga suonata in una <em>cancha </em>prima della partita, parlano di destini segnati, di amori perduti, di una malinconia (morriña la chiamerebbero i galiziani) che gli inglesi faticano a decifrare, troppo abituati all’understatement e al <em>mustn’t grumble</em>.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">La guerra delle Falkland-Malvinas: L’ombra sul rettangolo verde</h2>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="610" height="280" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/01/3247621_10.jpg" alt="" class="wp-image-25887" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/01/3247621_10.jpg 610w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/01/3247621_10-300x138.jpg 300w" sizes="(max-width: 610px) 100vw, 610px" /><figcaption class="wp-element-caption">Soldati nella guerra della Falkland-Malvinas</figcaption></figure>



<p></p>



<p>È impossibile, ovviamente, ignorare l’elefante nella stanza &#8211; o meglio, la portaerei nell’Atlantico del Sud. Il conflitto del 1982 per le isole Falkland-Malvinas non è uno sfondo; è la tela strappata su cui è dipinto ogni successivo incontro. Quando <strong>Maradona </strong>parlò di segnare per «un po’ rubare un po’ ai ladri di gioielli», inchiodò per sempre il calcio al carro della storia. Quel gol di mano non fu un fallo; fu, nella sua narrativa, un atto di giustizia poetica e storica, il debole che usa l’astuzia contro il potente. Per gli inglesi, fu un affronto all’onore, l’ennesima dimostrazione di una “mancanza di sportività” che confermava ogni pregiudizio.</p>



<p>Da allora, ogni sfida è un microcosmo di quel trauma. I giocatori non sono solo atleti; per novanta minuti sono soldati di fortuna, portatori di un fardello di memoria che non hanno scelto. La rivalità si nutre di questa simbiosi tossica: l’Argentina trova nel calcio una rivincita per una guerra persa; l’Inghilterra una conferma della propria superiorità morale (e calcistica) da riaffermare.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">L’ecologia della rivalità: un ecosistema di reciproca dipendenza</h2>



<p></p>



<p>E qui sta il paradosso più amaro e affascinante, quello che un osservatore distratto potrebbe perdere. Questa rivalità, per quanto viscerale, è un ecosistema di reciproca dipendenza. L’Inghilterra, senza l’Argentina, perderebbe il suo <em>perfect enemy</em>, quello che la costringe a mettersi in discussione, a uscire dalla sua spesso compiaciuta insularità. L’Argentina, senza l’Inghilterra, perderebbe lo “Specchio del Grande Altro”, il metro contro cui misurare il proprio valore e la propria diversità. Ci odiamo perché, in un modo distorto e profondo, ci siamo scelti. Come quando ci si ama in realtà…</p>



<p>Ogni Mondiale, ogni sortita internazionale, è un nuovo capitolo di questa epopea moderna. I protagonisti cambiano &#8211; da <strong>Batistuta </strong>a <strong>Beckham</strong>, da <strong>Messi </strong>a <strong>Kane </strong>&#8211; ma la trama resta. È una danza infinita, un tango forzato su un Cliff biancastra, dove ogni passo, ogni dribbling, ogni gol, è carico del peso di secoli, di migliaia di chilometri di oceano, di morti in una guerra lontana, e delle voci di milioni di persone che, per novanta minuti, credono che la storia possa essere riscritta con un pallone.</p>



<p>La luce artificiale dello stadio si spegne. Il campo è vuoto, segnato da tacchetti e speranze<a href="http://speranze.la">.</a> Lanus , Bradford, Rosario, Sunderland, chi lo sa dove siamo…</p>



<p>Ma il filo spezzato tra Londra e Buenos Aires, quel filo fatto di storia, di musica malinconica, di orgoglio ferito e di una bellezza di gioco che sfiora l’assoluto, quel filo è ancora lì, pronto ad essere riannodato, con rabbia e desiderio, alla prossima occasione. Perché in fondo, questa non è una storia di calcio. È una storia di come due popoli, per capirsi, abbiano prima dovuto imparare ad odiarsi, trovando nel gioco più semplice e bello del mondo la complessità più dolorosa e necessaria.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Argentina 3-1 Inglaterra | Amistoso 1953 - EL GOL DE GRILLO y la DELANTERA INTERNACIONAL (Colorized)" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/fzhrNUSDuyo?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div><figcaption class="wp-element-caption">La prima vittoria dell&#8217;Argentina sull&#8217;Inghilterra è del 1953: un giorno storico per il calcio albiceleste</figcaption></figure>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2026/01/28/la-rivalita-tra-argentina-e-inghilterra-tra-calcio-storia-tango-e-punk.html">La rivalità tra Argentina e Inghilterra. Tra calcio, storia, tango e punk</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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		<title>Champions League, ritorno quarti: Inter-Bayern Monaco 2-2</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2025/04/17/champions-league-ritorno-quarti-inter-bayern-monaco-2-2.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Buffoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Apr 2025 11:51:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[2024-2025]]></category>
		<category><![CDATA[bayern monaco]]></category>
		<category><![CDATA[champions league]]></category>
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		<category><![CDATA[quarti di finale]]></category>
		<category><![CDATA[simone inzaghi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>di Francesco Buffoli e Tommaso Ciuti Immagine di copertina: esultano Lautaro e Pavard, gli autori dei due gol interisti L&#8217;Inter, nonostante qualche inevitabile momento di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-medium-font-size"><strong>di Francesco Buffoli e Tommaso Ciuti</strong></p>



<p class="has-text-align-right"><em>Immagine di copertina: esultano Lautaro e Pavard, gli autori dei due gol interisti</em></p>



<p class="has-drop-cap">L&#8217;Inter, nonostante qualche inevitabile momento di sofferenza (il Bayern Monaco resta pur sempre una squadra di primo piano), accede con merito e per la decima volta alle semifinali di Coppa dei Campioni/Champions, consolidando la nomea di <strong>Simone Inzaghi </strong>quale erede più credibile di <strong>Carlo Ancelotti</strong>, anche per la capacità di piegare l&#8217;Europa ai propri desideri, specie nei confronti con le grandi.</p>



<p>Nel primo tempo i bavaresi sono leggermente superiori sul piano della manovra, ma l&#8217;Inter se la gioca nel complesso alla pari e concede solo alcune situazioni potenzialmente ma mai realmente pericolose. Il gol di un <strong>Kane </strong>piuttosto anonimo, a inizio ripresa, rischia di far saltare il banco, e invece soffia sul fuoco dell&#8217;Inter, che reagisce da grande squadra e con due giocate pesanti tonnellate, entrambe confezionate su calcio piazzato, ribalta la partita e la storia, mettendo un&#8217;ipoteca sul passaggio del turno.</p>



<p>L&#8217;arrembaggio finale dei bavaresi, intenso ma mai davvero sospinto dal sacro fuoco, frutta un pareggio abbastanza fortunoso e diverse situazioni pericolose, specie nei minuti di recupero, ma non vede quasi mai l&#8217;Inter in affanno.</p>



<p>I nerazzurri sono maestri nella lettura della partita e forse la miglior squadra bifasica del mondo, perché sono in grado di schiacciarti in area così come di parcheggiare un intero autobus davanti alla porta, lasciando agli avversari solo la sensazione di poter far loro male.</p>



<p>In semifinale li attende una squadra che adotta una filosofia molto diversa, spregiudicata, che punta tutto sull&#8217;esuberanza dei suoi giovani rampanti e sul talento fuori controllo di Yamal, e che però, proprio per un&#8217;attitudine al rischio che in Italia provocherebbe infarti a ripetizione, rischia di pagare dazio contro una squadra più matura e che fa della capacità di ripartire negli spazi uno dei propri punti di forza. Chi scrive sente già il profumo di revival del 2010, e attende con impazienza il doppio confronto.</p>



<p>Per il Bayern, ennesima stagione da &#8220;quasi grande&#8221;, ma <strong>Kompany </strong>avrà modo di cercare il riscatto nelle prossime stagioni.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il tabellino</h2>



<p></p>



<p class="has-text-align-left"><strong>INTER-BAYERN MONACO 2-2</strong><br><strong>MARCATORI</strong>: st 7&#8242; Kane (B), 13&#8242; Lautaro (I), 17&#8242; Pavard (I), 31&#8242; Dier.<br><strong>INTER (3-5-2) </strong>&#8211; Sommer; Pavard, Acerbi, Bastoni (87&#8242; Bisseck); Darmian, Barella (st 43&#8242; Frattesi), Çalhanoğlu, Mkhitaryan, Dimarco (st 28&#8242; Carlos Augusto); Thuram, Lautaro Martinez (st 36&#8242; Taremi). All.: Inzaghi.<br><strong>BAYERN MONACO (4-2-3-1) &#8211;</strong> Urbig; Laimer (st 38&#8242; Pavlovic), Dier, Kim (st 20&#8242; Guerreiro), Stanisic; Kimmich, Goretzka (st 38&#8242; Coman); Olise, Muller, Sané (st 20&#8242; Gnabry); Kane. All.: Kompany.</p>



<p class="has-text-align-left"></p>



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<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Inter-Bayern Monaco 2-2 Gol e Highlights | Champions League | LAUTARO E PAVARD A SEGNO" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/evxcgwFuTaA?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<p></p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le pagelle</h2>



<p></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>INTER</strong></p>



<p></p>



<p><strong>IL MIGLIORE Lautaro Martinez 7,5</strong><br>La partita di ieri conferma l&#8217;attitudine da leader del capitano, la sua superiore qualità e anche la capacità di inventare la zampata decisiva quando più conta farlo. Serata da campionissimo, e non è la prima.</p>



<p></p>



<p><strong>Pavard 7:</strong> solido e inappuntabile in fase difensiva, decide di fatto la sfida con un colpo di testa da stopper vecchia maniera sugli sviluppi di un corner.</p>



<p></p>



<p><strong>Barella 6,5:</strong> meno dirompente e tuttocampista rispetto a Monaco, rimane l&#8217;essenziale uomo di trama e ordito e un infaticabile recupera palloni.</p>



<p></p>



<p><strong>Thuram 6,5: </strong>si chiama Thuram ma si legge, Weah, e intendo George. Non è ancora e forse non sarà mai un giocatore del calibro del liberiano, ma è colui che più lo ricorda per la falcata e la capacità di giocare letteralmente ovunque.</p>



<p></p>



<p><strong>Bastoni 6,5:</strong> leader maximo della difesa, sbaglia poco/nulla e quando ha il pallone tra i piedi sa sempre cosa farne.</p>



<p></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>BAYERN MONACO</strong></p>



<p></p>



<p><strong>IL MIGLIORE Michael Olise 6,5</strong><br>In una squadra che fa il proprio dovere ma sembra incapace di lampi di genio o di soffocare davvero l&#8217;Inter nella propria area di rigore, il giovane talento è forse il più brillante e imprevedibile, e crea diversi grattacapi alla difesa interista.</p>



<p></p>



<p><strong>Kimmich 6,5: </strong>giocatore essenziale, di intelligenza superiore, che sbaglia pochissimo e recupera diversi palloni importanti, anche se non illumina mai.</p>



<p></p>



<p><strong>Kane 6:</strong> il gol è un colpo da centravanti vero che lo salva da quella che sarebbe stata un&#8217;insufficienza piena, perché il buon Harry per il resto è impreciso e poco efficace in area di rigore.</p>



<p></p>



<p><strong>Thomas Müller 5,5: </strong>il veterano è poco mobile e brillante sul piano fisico, e si divora il gol che avrebbe cambiato tutto, sullo 0-1. Qualche buona giocata sullo stretto non è sufficiente per salvarlo.</p>



<p></p>



<p><strong>Sané 5:</strong> talento mai espresso in pieno, e nel suo caso i numeri non mentono (mai in doppia cifra in Bundesliga, giocando nel Bayern). Le qualità ci sono, ma l&#8217;impressione di chi scrive è che sia più un valido dodicesimo che un giocatore su cui può puntare una squadra come il Bayern.</p>



<p></p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2025/04/17/champions-league-ritorno-quarti-inter-bayern-monaco-2-2.html">Champions League, ritorno quarti: Inter-Bayern Monaco 2-2</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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		<item>
		<title>Euro 2024, semifinale: Inghilterra-Olanda 2-1. Watkins sbuccia l&#8217;Arancia al 90&#8242;</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2024/07/11/euro-2024-semifinale-inghilterra-olanda-2-1-watkins-sbuccia-larancia-al-90.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Raspanti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jul 2024 10:24:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Euro 2024]]></category>
		<category><![CDATA[foden]]></category>
		<category><![CDATA[inghilterra]]></category>
		<category><![CDATA[jude bellingham]]></category>
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		<category><![CDATA[Olanda]]></category>
		<category><![CDATA[ronald koeman]]></category>
		<category><![CDATA[soutghate]]></category>
		<category><![CDATA[watkins]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina: Watkins esulta dopo il gol È dunque Spagna-Inghilterra la finale di questi Europei e detta così sembra anche logica, persino preannunciata almeno [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2024/07/11/euro-2024-semifinale-inghilterra-olanda-2-1-watkins-sbuccia-larancia-al-90.html">Euro 2024, semifinale: Inghilterra-Olanda 2-1. Watkins sbuccia l&#8217;Arancia al 90&#8242;</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-text-align-right"><em>Immagine di copertina: Watkins esulta dopo il gol</em></p>



<p class="has-drop-cap">È dunque Spagna-Inghilterra la finale di questi Europei e detta così sembra anche logica, persino preannunciata almeno a metà. E invece gli inglesi ci arrivano con l’ennesima gara dal fiato corto, l’ennesima partita dalle mille incompiute e vinta all’ultimo istante in rimonta. E se pensiamo che contro gli <em>orange</em>, almeno nella prima parte di gara, si è vista la migliore edizione recente di <strong>Stones </strong>e compagni… </p>



<p>Un primo tempo frizzante, forse il più divertente per capovolgimenti di fronte di questi Europei, ripropone quell’Inghilterra che tutti si aspettavano ma che non avevano ancora visto e un’Olanda pragmatica e umile come la Lavandaia di Vermeer. Un primo tempo che rimette, in qualche modo, le cose a posto dalla parte bianca, con il <strong>Foden </strong>che conosciamo e che ha sbattuto la sua classe contro il palo, contro le mani di un ottimo <strong>Verbruggen </strong>e i tacchetti sulla linea di un sontuoso <strong>Dumfries</strong>, con <strong>Walker </strong>e <strong>Trippier </strong>a martellare in fascia e <strong>Rice </strong>a ringhiare in mezzo. </p>



<p>Un primo tempo a suo modo però salomonico con gli inglesi molto più attivi e anche più pericolosi, ma con la parte arancione della sfida capace di rompere l’equilibrio con una saetta da fuori di Simmons non intercettata da un <strong>Pickford </strong>troppo piccolo. La sfida viene subito riequilibrata da una <em>varata</em> poco comprensibile che punisce un contrasto, onesto e a palla già partita, tra <strong>Dumfries </strong>e <strong>Kane </strong>in area, con il penalty spedito nell’angolo dallo stesso centravanti del Bayern. </p>



<p>Re Salomone distribuisce anche i legni di questo tempo bello e promettente con il solito <strong>Dumfries </strong>(sempre lui!) che pizzica la traversa replicando a Foden. Il pareggio spumeggiante al riposo promette appunto scintille, ma è invece il prologo, esattamente come tra Spagna e Francia, di una ripresa noiosa e bloccata. Alcune stelle si spengono, altre vengono sostituite, altre ancora non si accendono mai, come <strong>Bellingham </strong>e <strong>Gakpo</strong>. Non succede quasi nulla fino al 90’ quando Watkins si gira e fulmina, al primo cuoio toccato, <strong>De Vrij</strong> e <strong>Verbruggen </strong>e regala ai suoi la più attesa, ma anche la più folle delle finali.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il tabellino</h2>



<p></p>



<p><br><strong>Inghilterra-Olanda 2-1<br>Marcatori:</strong> pt 7&#8242; Simmons (O), 18&#8242; Kane rig. (I); st 45&#8242; Watkins.<br><strong>Inghilterra <em>(3-4-2-1):</em></strong> Pickford; Walker, Stones, Guehi; Saka (st 46&#8242; Gallagher), Mainoo (st 46&#8242; Konsa), Rice, Trippier (st 1&#8242; Shaw); Foden (st 36&#8242; Palmer), Bellingham; Kane (st 36&#8242; Watkins dall’81’). Ct: Southgate.<br><strong>Olanda</strong><em><strong> (4-2-3-1):</strong> </em>Verbruggen; Dumfries (st 46&#8242; Zirkzee), De Vrij, Van Dijk, Ake; Rejinders, Schouten; Malen (st 1&#8242; Weghorst), Simmons (st 46&#8242; Brobbies), Gakpo; Depay (pt 34&#8242; Veerman). Ct: Koeman.<br><strong>Arbitro:</strong> Zwayer (D).</p>



<p></p>



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</div></figure>



<p></p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le pagelle</h2>



<p></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>INGHILTERRA</strong></p>



<p></p>



<p class="has-text-align-left"><strong>Il migliore: FODEN 7,5<br></strong>Domina il primo tempo, quando le squadre giocano a viso aperto e a superarsi. Sparisce nella ripresa come tanti, quando Koeman irrobustisce la mediana e blocca, di fatto, quasi ogni iniziativa. Ciò non gli impedisce di lanciare Walker in area con un tocco geniale, ma il servizio successivo dell’esterno del Pep per il gol di Saka è vanificato da un offside millimetrico.</p>



<p><strong>Watkins 7<br></strong>Entra per Kane e qualche tifoso inglese chiama il 118 per il ricovero coatto di Southgate, già reo del cambio Trippier/Shaw, veramente assurdo, e di quello tra Foden e Palmer. Dieci minuti da far rimpiangere Scamacca e poi la freccia per il paradiso, come Joselu. Almeno fino a domenica…</p>



<p><strong>Trippier 7<br></strong>È un voto di stima, di merito per un primo tempo più che dignitoso e di protesta contro un allenatore, a mio parere, molto poco attento quanto molto fortunato.</p>



<p><strong>Mainoo 7<br></strong>È la sorpresa di questa Inghilterra. Gioca, corre, costruisce e distrugge nella due fasi con una grinta degna anche di miglior causa. Quando, nel secondo tempo, gli olandesi tentano di riaccendere un ritmo che avevano spento con furbizia, è il più lesto dei suoi a fiutare la trappola.</p>



<p><strong>Saka 6,5 <br></strong>Anche lui gioca 45’ di livello per poi finire nella ragnatela di Ake &amp; Company. Ha però il merito di coprire in difesa se necessario e di spendere perfino qualche prezioso fallo.</p>



<p><strong>Bellingham 5<br></strong>C’è predestinato e predestinato. Ieri ne ho ammirato uno di fatto, stasera ho visto quello di nome, quello che non è mai la serata giusta, che forse la prossima… Per carità, bellissima e fondamentale la rovesciata contro la Slovacchia, ma tutte le volte che lo vedo mi dico: tutto qui?</p>



<p></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>OLANDA</strong></p>



<p></p>



<p class="has-text-align-left"><strong>Il migliore:  SIMMONS 7<br></strong>Al di là del gol, bello ma il cui tiro, checché ne dicano telecronisti professionisti, è tutt’altro che angolato, questo falso piccoletto è sgusciante sia tecnicamente che tatticamente. È lui che tiene in apprensione la difesa inglese più dei celebrati compagni.</p>



<p class="has-text-align-left"><strong>Dumfries 7<br></strong>Anche per lui un voto alto che sarebbe stato ancora migliore senza la pecca del rigore su Kane. Rigore generoso e che punisce un intervento onesto, ma che di fatto raddrizza la gara agli inglesi. Nel secondo tempo sparisce come quasi tutti.</p>



<p><strong>Schouten 6<br></strong>A mio avviso, giocasse mediano invece che mezzala, l’Olanda ne guadagnerebbe.</p>



<p class="has-text-align-left"><strong>De Vrij 6<br></strong>Fino al 90’, giuro, pensavo fosse il migliore in campo in assoluto. Stavo per dargli un 8,5 avendo il centrale interista messo la museruola a tutti quelli che si aggiravano dalle sue parti, Kane, Foden, Bellingham. Poi… ecco il suo errore ormai tipico quanto sempre inaspettato: quello con Giruod che si gira nel derby, con il compagno orange Depay in Atletico Inter… Insomma, un incubo ricorrente.</p>



<p class="has-text-align-left"><strong>Gakpo 5<br></strong>Un fantasma nella rete di Walker.</p>



<p class="has-text-align-left"><strong>Rejinders 5<br></strong>È anche ordinato quando governa la palla e avanza, ma quando spedisce la boccia al compagno è un disastro di misura e di direzione.</p>
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		<title>Euro 2024: quali speranze per l&#8217;Italia di Spalletti?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Niccolo Mello]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Jun 2024 19:38:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Le nostre dirette]]></category>
		<category><![CDATA[francia]]></category>
		<category><![CDATA[inghilterra]]></category>
		<category><![CDATA[italia]]></category>
		<category><![CDATA[kane]]></category>
		<category><![CDATA[luciano spalletti]]></category>
		<category><![CDATA[massimo morales]]></category>
		<category><![CDATA[mbappé]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si avvicina l&#8217;inizio dei Campionati Europei, e noi analizziamo la competizione e le speranze della nazionale italiana di Luciano Spalletti con Massimo Morales, allenatore che [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-drop-cap">Si avvicina l&#8217;inizio dei Campionati Europei, e noi analizziamo la competizione e le speranze della nazionale italiana di Luciano Spalletti con <strong>Massimo Morales</strong>, allenatore che vive a Monaco di Baviera da tanti anni e che nella sua carriera ha lavorato per club prestigiosi come Bayern Monaco, Milan e Napoli.</p>



<p>Ecco la nostra diretta.</p>



<p><iframe src="https://www.facebook.com/plugins/video.php?height=314&#038;href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Fgofgoals%2Fvideos%2F876197837670229%2F&#038;show_text=true&#038;width=560&#038;t=0" width="560" height="429" style="border:none;overflow:hidden" scrolling="no" frameborder="0" allowfullscreen="true" allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; picture-in-picture; web-share" allowFullScreen="true"></iframe></p>
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		<title>Champions League, ritorno semifinali: Real Madrid-Bayern Monaco 2-1</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2024/05/09/champions-league-ritorno-semifinali-real-madrid-bayern-monaco-2-1.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Buffoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 May 2024 08:05:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[2023-2024]]></category>
		<category><![CDATA[ancelotti]]></category>
		<category><![CDATA[bayern monaco]]></category>
		<category><![CDATA[champions league]]></category>
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		<category><![CDATA[joselu]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina: Joselu esulta dopo il gol. Il suo ingresso ha cambiato volto al match Carletto Ancelotti ha chiosato dicendo è successo ancora, e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-text-align-right"><em>Immagine di copertina: Joselu esulta dopo il gol. Il suo ingresso ha cambiato volto al match</em></p>



<p class="has-drop-cap"><a href="https://gameofgoals.it/2022/05/31/onore-al-real-madrid-e-ad-ancelotti-il-trionfo-della-misura-e-dellintelligenza.html"><strong>Carletto Ancelotti</strong> </a>ha chiosato dicendo è successo ancora, e ha perfettamente ragione: il suo <strong>Real Madrid</strong> raggiunge per la diciottesima volta la finale di Coppa dei Campioni/Champions League, la sesta nel corso delle ultime undici edizioni, e il primo giugno si presenterà a Wembley con i galloni del favoritissimo; non credo infatti sia mai esistita una finale che, ai nastri di partenza, vede le due candidate separate da una distanza così ampia in termini di valori individuali e collettivi, ed è quindi naturale che i favori del pronostico siano tutti per i<em> Blancos</em>.</p>



<p><em>Blancos</em> che ieri sera, per l&#8217;ennesima volta appunto, hanno sconfitto il destino. A scanso di equivoci, mi sento di affermare che nel complesso dei 180 minuti abbondanti (ieri è stato concesso un incredibile recupero della durata di un tempo supplementare) il <strong>Real Madrid</strong> si è dimostrato superiore ai bavaresi, non di molto, ma superiore, un po&#8217; come i <em>Citizens</em> si erano dimostrati superiori ai <em>Blancos</em> ai quarti di finale.</p>



<p>La differenza sta tutta nelle capacità di portare gli episodi dalla propria parte, cosa che al <strong>Real</strong> è riuscita benissimo anche nella semifinale di ritorno: il vento della storia soffia sempre a suo favore, anche quando tutto sembra aver imboccato una direzione contraria e sfavorevole.</p>



<p>Nel primo tempo, i<em> Blancos</em> hanno a mio parere disputato una partita leggermente più brillante e propositiva rispetto ai tedeschi, bravissimi comunque a ripartire e a farlo di squadra. <a href="https://gameofgoals.it/2020/08/26/manuel-neuer-e-il-miglior-portiere-di-sempre.html"><strong>Neuer</strong> </a>si è prodigato in un paio di interventi d&#8217;antan e il suo dirimpettaio <strong>Lunin</strong>, pur complessivamente meno impegnato, ha dimostrato di essere degno del massimo palcoscenico europeo.</p>



<p>Nella ripresa le due formazioni hanno continuato a esprimere un calcio di pregevolissima fattura (a proposito: anche questa doppia sfida si colloca nell&#8217;empireo della storia del calcio europeo contemporaneo e non solo), costruendo numerose occasioni: un <strong>Vinicius Jr.</strong> ispirato come mai ha seminato ripetutamente il panico, regalando sprazzi di magia agli esigenti spettatori del Bernabeu, e sull&#8217;altro fronte è stato soprattutto <strong>Kane</strong> a caricarsi la squadra sulle spalle, destreggiandosi quasi come trequartista, supportato non sempre in maniera lucida né efficace dai suoi compagni di reparto <strong>Sanè</strong> e <strong>Gnabry</strong>. </p>



<p>Il gol di <strong>Davies</strong>, giunto al termine di una splendida iniziativa individuale, ha spezzato l&#8217;equilibrio, ma non il <strong>Real Madrid</strong>, che pur soffrendo ha continuato a costruire azioni pericolose, mentre i bavaresi, convinti forse di aver messo in tasca la qualificazione, hanno tolto alcuni elementi chiave. Una clamorosa papera di un <strong>Neuer </strong>sino a quel momento leggendario ha ribaltato il destino, e l&#8217;uomo del destino nell&#8217;occasione è stato il gregario <strong>Joselu</strong>, autore dei due gol più importanti della sua carriera nell&#8217;arco di pochi secondi. L&#8217;attaccante spagnolo si è reso protagonista di due<em> benzemate</em> che confermano l&#8217;alone che circonda la squadra <em>blanca </em>e che sembra prescindere dai nomi in campo:  quando il <strong>Real</strong> sente l&#8217;odore del sangue gli bastano pochi istanti per azzannare la preda, e a dare il morso decisivo può essere anche uno dei pochi giocatori &#8220;normali&#8221; della sua rosa.</p>



<p></p>



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<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Real Madrid - Bayern Monaco 2-1 Gol &amp; Highlights | Champions League" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/j48RS48XU1s?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<p></p>



<p class="has-text-align-center"></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il tabellino</h2>



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<p><strong>REAL MADRID-BAYERN MONACO 2-1<br>Marcatori:</strong> st 23&#8242; Davies (B), 43&#8242;, 46&#8242; Joselu (R).<br><strong>Real Madrid (4-3-3)</strong>: Lunin , Carvajal, Rugiger, Nacho, Mendy; Valverde (36&#8242; st Joselu), Tchouameni (25&#8242; st Camavinga), Kroos (25&#8242; st Modric); Rodrygo (36&#8242; st Diaz), Bellingham 5 (45&#8217;+10 st Militao), Vinicius Jr. All. Ancelotti.<br><strong>Bayern Monaco (4-2-3-1)</strong>: Neuer; Kimmich, De Ligt, Dier, Mazraoui; Laimer , Pavlovic; Sané (31&#8242; st Kim), Musiala (40&#8242; st Muller), Gnabry (27&#8242; Davies); Kane 6 (40&#8242; st Choupo-Moting). All. Tuchel.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le pagelle</h2>



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<p class="has-text-align-center"><strong>REAL MADRID</strong></p>



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<p><strong>IL MIGLIORE: VINICIUS JR. 7,5</strong><br>Non ha segnato, ma solo perché Neuer ha vissuto una serata da Superman, almeno fino all&#8217;erroraccio finale, ma ha deliziato il pubblico del Bernabeu con ripetute iniziative palla al piede, una più spettacolare dell&#8217;altra, risultando immarcabile e sfiorando gol e assist a profusione. Il pareggio, peraltro, viene propiziato da una sua conclusione. Fenomeno.</p>



<p></p>



<p><strong>Joselu 7,5</strong><br>Il voto è tutto un premio alla doppietta più importante della sua carriera, una delle più importanti della storia madridista: l&#8217;attaccante spagnolo scende in campo a dieci minuti dal novantesimo e con due tocchi regala al Real la diciottesima finale, impossibile dargli meno di 7,5.</p>



<p></p>



<p><strong>Lunin 7</strong><br>Il portiere ucraino conferma di essere un giocatore di livello internazionale e si prodiga in due o tre interventi determinanti, salvando i suoi in diverse occasioni.</p>



<p></p>



<p><strong>Rudiger 6,5</strong><br>Il ruvido centrale tedesco è una delle garanzie dei <em>Blancos</em>, e dopo aver messo la museruola al fenomeno norvegese del City disputa una partita solidissima anche contro i bavaresi.</p>



<p></p>



<p><strong>Bellingham 6</strong><br>Jude ha perso la brillantezza dei primi mesi stagionali, ma ha comunque fornito il suo contributo alla manovra del Real.</p>



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<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="750" height="500" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/05/663be95267f20.image_.jpg" alt="" class="wp-image-19671" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/05/663be95267f20.image_.jpg 750w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/05/663be95267f20.image_-300x200.jpg 300w" sizes="(max-width: 750px) 100vw, 750px" /><figcaption class="wp-element-caption">Zampata di Joselu e Neuer è battuto</figcaption></figure>



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<p class="has-text-align-center"><strong>BAYERN MONACO</strong></p>



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<p><strong>IL MIGLIORE: KANE 7</strong><br>Ogni volta in cui mi chiedono cosa deve fare un centravanti &#8220;totale&#8221; e che gioca al servizio della squadra penso al grandissimo campione inglese, che ieri a mio parere è stato il più bravo dei suoi, ha sfiorato il gol e regalato a Davies la palla del vantaggio, ma soprattutto ha saputo innescare più volte le due ali, che però hanno sbagliato palloni a ripetizione, risultando a mio avviso le due maggiori delusioni della serata (<strong>Sané</strong> e <strong>Gnabry</strong>: 5).</p>



<p></p>



<p><strong>Neuer 7</strong><br>Il calcio è uno sport crudele e può cancellare in una frazione di secondo un capolavoro che avremmo tramandato ai posteri: getto subito la maschera e dico che <strong>Neuer</strong> ieri sera ha giocato in maniera superlativa, salvando i suoi in almeno 3 o 4 occasioni cruciali, con interventi che non ti aspetti da un uomo di 38 anni reduce da una lunga serie di problemi fisici. Prodigiosi, in particolare i due colpi di reni con cui ha vanificato le iniziative di Vinicius Jr. L&#8217;incredibile errore commesso a pochi istanti dalla fine purtroppo gli toglie però almeno un voto, se non un voto e mezzo, ed è inevitabile che succeda perché si tratta dell&#8217;errore che ha cambiato il corso della sfida.</p>



<p></p>



<p><strong>Davies 7</strong><br>Gioca una partita solida e diligente, in cui ogni tanto si infiamma e dimostra le consuete doti atletiche avveniristiche, e il voto alto è un premio anche al suo splendido gol.</p>



<p></p>



<p><strong>De Ligt 6</strong><br>Soffre alcune iniziative del fenomeno brasiliano che gioca sulla fascia sinistra del Real, ma riesce anche a contenerlo e in mezzo all&#8217;area fa egregiamente il suo lavoro.</p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2024/05/09/champions-league-ritorno-semifinali-real-madrid-bayern-monaco-2-1.html">Champions League, ritorno semifinali: Real Madrid-Bayern Monaco 2-1</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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