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	<title>2024-2025 Archivi - Game of Goals</title>
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		<title>Champions League, finale: PSG-Inter 5-0</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Niccolo Mello]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 31 May 2025 23:17:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Doveva essere una finale equilibrata. Così almeno dicevano quasi tutti gli addetti ai lavori della vigilia. Una finale tra due squadre per certi versi simili, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2025/06/01/champions-league-finale-psg-inter-5-0.html">Champions League, finale: PSG-Inter 5-0</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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<p class="has-drop-cap">Doveva essere una finale equilibrata. Così almeno dicevano quasi tutti gli addetti ai lavori della vigilia. Una finale tra due squadre per certi versi simili, con una difesa globalmente solida e una capacità di colpire in vari modi, senza i picchi prestazionali offensivi di un Barcellona ma anche senza le sue <em>defaillances </em>difensive.</p>



<p>E invece l&#8217;equilibrio non si è visto. Perché in campo c&#8217;è stata solo una squadra: il PSG. Che ha stravinto persino al di là di quanto non dica il punteggio finale (5-0) firmando il più ampio scarto mai registrato in una finale di Champions League: con 4 reti di margine avevano vinto il Real Madrid contro l&#8217;Eintracht Francoforte nel 1960 (7-3, leggi <a href="https://gameofgoals.it/2016/04/01/1960-finale-real-madrid-eintracht-francoforte-7-3.html">qui</a>), il Milan contro lo Steaua Bucarest nel 1989 (4-0, leggi <a href="https://gameofgoals.it/2019/09/22/1989-finale-milan-steaua-bucarest-4-0.html">qui</a>) e sempre il Milan contro il Barcellona nel 1994 (4-0, leggi <a href="https://gameofgoals.it/2020/02/29/1994-finale-milan-barcellona-4-0.html">qui</a>).</p>



<p>Sin dal fischio iniziale di <strong>Kovacs</strong>, il PSG ha cominciato ad aggredire l&#8217;Inter con un&#8217;avvolgente manovra a tutto campo che ha tolto respiro ai nerazzurri già a partire dai rinvii di <strong>Sommer</strong>. La scarsa condizione atletica di una squadra, quella di <strong>Inzaghi</strong>, arrivata con il fiato corto dopo una stagione estenuante si è vista tutta in questa finale, contro un PSG, che al di là delle doti straordinarie di palleggio e della qualità del gioco, ha mostrato più brillantezza e serenità mentale.</p>



<p>La sconfitta per l&#8217;Inter è pesantissima, ma questo non deve cancellare un&#8217;annata comunque nel complesso positiva per i nerazzurri: è vero la bacheca è amaramente vuota, ma la squadra è andata vicina a tutti e tre gli obiettivi stagionali &#8211; Champions, campionato e Coppa Italia &#8211; regalando alcune gioie indimenticabili ai propri tifosi, come la splendida doppia semifinale contro il Barcellona.</p>



<p>È mancato il guizzo, è mancato lo sprint nell&#8217;ultimo decisivo chilometro. Ma il calcio non si misura solo in base ai risultati, anche se i risultati &#8211; chiaramente &#8211; sono fondamentali per definire un progetto.</p>



<p>Veniamo al PSG, ora: una squadra diventata Squadra con la S maiuscola nel momento decisivo della stagione, con la fase finale della Champions e quelle due partite contro il super Liverpool in cui i parigini avrebbero meritato di vincere sia all&#8217;andata sia al ritorno. Lì, personalmente, ho capito che questo PSG poteva davvero farcela. Senza più stelle come <strong>Messi</strong>, <strong>Neymar </strong>e <strong>Mbappé</strong>, ma con una chimica collettiva mai vista in passato, plasmato meravigliosamente da un allenatore a volte un poco sottostimato che risponde al nome di <strong>Luis Enrique</strong>.</p>



<p>Lui, più di tutti e prima di tutti, è da intendersi a mio parere come il vero artefice del trionfo del PSG. Seconda Champions League in bacheca e secondo Triplete della carriera (come solo <em>Pep </em><strong>Guardiola</strong>), a dieci anni di distanza dal primo, al Barcellona, nel 2015.</p>



<p>Ebbe meriti anche in quel caso, <em>Lucho</em>. Ma quella era una squadra di marziani e con un Marziano. Qui invece i suoi meriti sono ancora di più, perché il PSG è un insieme di grandissimi giocatori, ma senza una stella assoluta. Quanti meriti ha avuto <em>Lucho</em>, per esempio, nella trasformazione e valorizzazione di <strong>Dembelé</strong>, che da ala inconcludente e oggetto misterioso a Barcellona è diventato un centravanti atipico, generoso, letale, bravo anche quando non segna? Quanti meriti ha avuto nel costruire un centrocampo straordinario, con <strong>Vitinha </strong>regista totale e architrave del gioco? Quanti meriti ha avuto nel trovare un assetto difensivo convincente e solido?</p>



<p>Una vittoria che porta la sua firma, indelebile. Un uomo che ha sofferto molto (chi non ricorda la perdita della sua piccola Xana nel 2019, a soli 9 anni, per un tumore?), ma che dalle difficoltà ha saputo riemergere più forte, con un grande spirito dentro, quello stesso contagioso spirito che ha saputo trasmettere a chi gli sta intorno. Una splendida storia di rinascita, la sua. E una splendida storia, la vittoria di questo PSG. Che riporta il calcio francese dei club sul tetto più alto d&#8217;Europa, 32 anni dopo la prima e unica volta, quando l&#8217;Olympique Marsiglia superò il Milan 1-0 (leggi <a href="https://gameofgoals.it/2020/01/31/1993-finale-olympique-marsiglia-milan-1-0.html">qui</a>). Anche in quel caso &#8211; corsi e ricorsi storici &#8211; la finale per altro venne giocata a Monaco di Baviera&#8230;</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/06/Doue-PSG-Inter.jpg-1024x576.webp" alt="" class="wp-image-24258" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/06/Doue-PSG-Inter.jpg-1024x576.webp 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/06/Doue-PSG-Inter.jpg-300x169.webp 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/06/Doue-PSG-Inter.jpg-768x432.webp 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/06/Doue-PSG-Inter.jpg-1536x864.webp 1536w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/06/Doue-PSG-Inter.jpg.webp 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">I complimenti dei compagni a Doué</figcaption></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il tabellino</h2>



<p></p>



<p><strong>PSG-INTER 5-0<br>Marcatori:</strong> pt 12&#8242; Hakimi, 20&#8242; Doué; st 18&#8242; Doué, 28&#8242; Kvaratskhelia, 41&#8242; Mayulu.<br><strong>PSG: </strong>Donnarumma; Hakimi, Pacho, Marquinhos, Nuno Mendes (st 32&#8242; L. Hernández); João Neves (st 39&#8242; Zaïre-Emery), Vitinha, Fabián Ruiz (st 39&#8242; Mayulu); Doué (st 21&#8242; Barcola), Dembélé, Kvaratskhelia (st 39&#8242; Ramos). All.: Luis Enrique.<br><strong>Inter: </strong>Sommer; Pavard (st 8&#8242; Bisseck, st 16&#8242; Darmian), Acerbi, Bastoni; Dumfries, Barella, Çalhanoglu (st 27&#8242; Asllani), Mkhitaryan (st 16&#8242; Carlos Augusto), Dimarco (st 8&#8242; Zalewski); Lautaro, Thuram. All.: S. Inzaghi.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le pagelle</h2>



<p></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>PSG</strong></p>



<p></p>



<p><strong>IL MIGLIORE VITINHA 8,5</strong><br>Al 12° di gioco inaugura la sua serata magica vedendo un corridoio tra le maglie della difesa interista e dando il là al primo gol francese. Un colpo di genio alla Messi. Poi prende la bacchetta del comando e, con la sua qualità superiore e la sua limpida visione di gioco, irride i centrocampisti nerazzurri e fa girare la sua squadra come un orologio perfetto. Sbaglia il primo pallone al quarto d&#8217;ora della ripresa e la gente quasi si sorprende. Pochi minuti più tardi, dopo uno scambio straordinario con Dembelé, serve a Doué il cioccolatino del tris. Non contento, nel finale avvia pure l&#8217;azione del pokerissimo. Regale.</p>



<p><strong>Doué 8,5:</strong> altro mvp-bis in coabitazione con Vitinha. Luis Enrique lo preferisce ancora a Barcola e il 2005 &#8211; che non avrà il talento di Yamal ma fa comunque impressione &#8211; ripaga la fiducia con gli interessi. Suo l&#8217;assist per l&#8217;1-0 di Hakimi, suo il gol del 2-0 con deviazione sfortunata di Dimarco, suo il 3-0 con una rasoiata sul primo palo che non dà scampo a Sommer. Immarcabile.</p>



<p><strong>Hakimi 8:</strong> la sfida a distanza tra lui e Dumfries &#8211; il terzino destro interista di ieri e quello di oggi, nonché i due interpreti del ruolo forse oggi migliori del pianeta &#8211; era uno dei temi più intriganti dell&#8217;incontro. A vincere, anzi a stravincere, è il marocchino del PSG. Non solo per il gol facile, in tapin, che apre le danze. Ma anche per la capacità di difendere e spingere ai mille all&#8217;ora e di arare chiunque transiti dalle sue parti.</p>



<p><strong>Dembelé 7,5: </strong>spara sulla traversa da pochi passi il possibile tris già nel primo tempo, ma anche se non trova il gol gioca per la squadra in un modo straordinario. Il tacco che apre per Vitinha e innesca l&#8217;azione del 3-0 è un gioiello. Sua anche l&#8217;apertura per Doué in occasione del 2-0 e il lancio per Kvaratshkelia che sigilla il poker. Totalmente trasfomato negli ultimi due anni dalla cura Luis Enrique.</p>



<p><strong>Kvaratskhelia 7: </strong>si divora un paio di reti. E anche se corre ovunque, tamponando in difesa e ripartendo a tutta velocità in fase offensiva, non appare lucidissimo al momento del dunque. Ma partecipa anche lui alla festa con il punto esclamativo del 4-0. Giocatore che quando si accende crea sempre pericoli.</p>



<p><strong>Donnarumma 6,5: </strong>per una sera è spettatore non pagante. Qualche brividino (ma ino, ino) in uscita e una grande parata su Thuram nella ripresa, come a ribadire che oggi, tra i pali, come lui non c&#8217;è nessuno&#8230;</p>



<p></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>INTER</strong></p>



<p><strong>IL MIGLIORE THURAM 5,5<br></strong>Difficilissimo trovare un migliore nell&#8217;Inter. Premio lui come il &#8220;meno peggio&#8221; perché sono sue le uniche due occasioni nerazzurre: un colpo di testa terminato a lato di un soffio nel primo tempo e un tiro disinnescato da Donnarumma nella ripresa. Almeno, ci ha provato&#8230;</p>



<p><strong>Acerbi 5: </strong>era stato l&#8217;eroe nella notte di San Siro contro il Barcellona, qui va in tilt su tutta la linea, non trovando il centravanti fisico da marcare con il quale spesso va a nozze e sbandando paurosamente contro i tagli e i duetti palla a terra dei parigini.</p>



<p><strong>Lautaro 5:</strong> capitano e uomo simbolo dei nerazzurri, ma anche per lui non è aria. La difesa del PSG lo limita come e quando vuole. Chiude una stagione meno brillante di quella passata.</p>



<p><strong>Calhanoglu 4,5: </strong>del faro del centrocampo interista nemmeno l&#8217;ombra. Sbaglia ogni scelta, Vitinha lo porta letteralmente a scuola e gli fa rivedere il pallone dopo il 90°.</p>



<p><strong>Dimarco 4: </strong>peggiore in assoluto. Fuori posizione nel gol dell&#8217;1-0, si gira quando Doué sta per calciare sul 2-0 ed è un errore che costa il 2-0. Il giovane francesino del 2005 lo fa a fette. Esce dopo 8 minuti della ripresa.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img decoding="async" width="686" height="386" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/06/hq720.jpg" alt="" class="wp-image-24259" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/06/hq720.jpg 686w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/06/hq720-300x169.jpg 300w" sizes="(max-width: 686px) 100vw, 686px" /><figcaption class="wp-element-caption">Luis Enrique a fine gara, commosso e felice</figcaption></figure>
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		<title>Champions League, ritorno semifinali: PSG-Arsenal 2-1</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2025/05/08/champions-league-ritorno-semifinali-psg-arsenal-2-1.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Niccolo Mello]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 May 2025 06:30:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina: Fabian Ruiz festeggiato dai compagni dopo il gol Sarà Inter &#8211; PSG dunque la finale di Champions League 2024-2025. Una finale giusta, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2025/05/08/champions-league-ritorno-semifinali-psg-arsenal-2-1.html">Champions League, ritorno semifinali: PSG-Arsenal 2-1</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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<p class="has-text-align-right"><em>Immagine di copertina: Fabian Ruiz festeggiato dai compagni dopo il gol</em></p>



<p class="has-drop-cap">Sarà Inter &#8211; PSG dunque la finale di Champions League 2024-2025. Una finale giusta, tra due squadre che hanno dimostrato di essere arrivate all&#8217;ultimo atto con pieno merito. Due squadre equilibrate, per certi versi simili e per altri meno, ma entrambi di valore, solide, con elementi di qualità e quelli che probabilmente oggi sono i due reparti di centrocampo migliori d&#8217;Europa: tre giocatori completi per parte (<strong>Barella</strong>, <strong>Calhanoglu </strong>e <strong>Mkhitaryan </strong>da una parte; <strong>Vitinha</strong>, <strong>Joao Neves </strong>e <strong>Fabian Ruiz</strong> dall&#8217;altra) capaci di interpretare la partita in tanti modi diversi.</p>



<p>Dopo la straordinaria affermazione dell&#8217;Inter di martedì sera, il mercoledì ha visto il successo del PSG sull&#8217;Arsenal, un 2-1 (e 3-1 complessivo) che ha confermato la solidità dei parigini, che hanno rischiato davvero nei primi 20 minuti dei <em>Gunners</em>, ma poi sono usciti alla distanza e hanno di fatto controllato e gestito il gioco nella seconda parte. </p>



<p>Ancora una volta il PSG ha confermato inoltre di avere un super portiere, quel <em>Gigio </em><strong>Donnarumma </strong>autore finora di una Champions stratosferica e che anche nella doppia sfida contro l&#8217;Arsenal ha effettuato alcune parate straordinarie: il duello a distanza tra lui e <strong>Sommer </strong>è uno dei temi più intriganti dell&#8217;ultimo atto del 31 maggio a Monaco di Baviera (l&#8217;amico Carlo Rinaldi per altro, come nota statistica mi faceva notare che l&#8217;unica volta che una squadra francese ha vinto la Coppa dei Campioni è successo proprio a Monaco di Baviera e contro una squadra di Milano&#8230; Premettiamo che sono comunque superstizioni che fanno sorridere e basta).</p>



<p>Altra doppia sfida da cuori forti si giocherà sugli esterni, perché sia Inter sia PSG possono fare leva su giocatori di fascia di grande dinamismo, qualità e intraprendenza: sulla destra ci sono il treno <strong>Dumfries </strong>(sponda Inter) e il grande ex <strong>Hakimi </strong>(PSG), ceduto dai nerazzurri ai parigini per una vagonata di soldi, uno dei tanti colpi di genio di quel genio di <strong>Marotta</strong>; sulla sinistra <strong>Dimarco </strong>(Inter), che nella semifinale di ritorno contro il Barcellona ha riscattato le difficoltà dell&#8217;andata tenendo al minimo sindacale lo spauracchio <strong>Yamal </strong>fino a quando è rimasto in campo e il frizzante <strong>Nuno Mendes </strong>(PSG), giovane ma già oggi uno dei grandi terzini sinistri del calcio continentale e mondiale.</p>



<p>Come dicevamo, poi, tutte e due fanno leva su difese solide. L&#8217;Inter difende a tre, ha la retroguardia più performante d&#8217;Europa, erede in tutto e per tutto della vecchia BBC della Juventus, e non a caso: perché <strong>Marotta</strong>, che nel luglio 2018 lasciò la Juve (peggior mossa di mercato mai fatta dai bianconeri in tempi recenti) e passò all&#8217;Inter per costruire un nuovo progetto vincente sulle rive del Naviglio, si è portato dietro tutto il suo <em>know how</em>, il suo taccuino, il suo bagaglio di esperienze, le sue conoscenze in sede di mercato, dirottando su Milano tutte le scelte che altrimenti sarebbero state fatte su Torino. Così dalle ceneri della Juventus è nato questo nuovo e straordinario ciclo dell&#8217;Inter.</p>



<p>Il PSG difende invece a quattro e poggia sul sempreverde <strong>Marquinhos</strong>, da anni uno dei migliori centrali d&#8217;Europa, leader carismatico come mostravano anche le immagini del pre-partita contro l&#8217;Arsenal, giocatore che sa guidare il reparto con autorevolezza e tempismo.</p>



<p>Diversa la concezione dei due reparti offensivi: l&#8217;Inter poggia su una coppia splendidamente collaudata e che si amalgama alla perfezione come quella formata dall&#8217;intelligentissimo <strong>Thuram </strong>e dal determinante capitano <strong>Lautaro</strong>; il PSG su un terzetto anomalo, senza veri centravanti, ma con <strong>Dembelé </strong>che è fondamentale perché è l&#8217;unico che dà verticalità e calcia dritto per dritto, mentre <strong>Doué </strong>e <strong>Barcola </strong>si specchiano troppo, hanno tecnica e talento, ma ancora poca concretezza. C&#8217;è poi la variabile <strong>Kvaratskhelia</strong>, che ha dei colpi impressionanti, ma per compiere l&#8217;ultimo step deve diventare maggiormente continuo nell&#8217;arco delle partite.</p>



<p>Potrebbero essere decisive anche le due panchine, quella del PSG è un po&#8217; più profonda, ma quella dell&#8217;Inter ha dimostrato &#8211; soprattutto contro il Barcellona &#8211; che sa essere importante e cambiare volto all&#8217;andamento degli incontri. <br>Sarà nel complesso una finale equilibrata, senza un vero favorito: di certo, nessuna delle due ha rubato nulla e a Monaco potranno chiudere in gloria un percorso che già così ha saputo regalare grandi e meritate soddisfazioni.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img decoding="async" width="1024" height="688" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/05/donnarumma.psg_.arsenal.2024.2025.esulta.1500x1008-1024x688.jpg" alt="" class="wp-image-24061" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/05/donnarumma.psg_.arsenal.2024.2025.esulta.1500x1008-1024x688.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/05/donnarumma.psg_.arsenal.2024.2025.esulta.1500x1008-300x202.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/05/donnarumma.psg_.arsenal.2024.2025.esulta.1500x1008-768x516.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/05/donnarumma.psg_.arsenal.2024.2025.esulta.1500x1008.jpg 1500w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Donnarumma, ancora superlativo</figcaption></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il tabellino</h2>



<p></p>



<p><strong>PSG-ARSENAL 2-1<br>Marcatori: </strong>pt 27&#8242; F. Ruiz (P); st 27&#8242; Hakimi (P), 31&#8242; Saka (A).<br><strong>Psg:</strong> Donnarumma; Hakimi, Marquinhos, Pacho, Nuno Mendes (st 43&#8242; Gonçalo Ramos); Joao Neves, Vitinha, Fabian Ruiz; Doué (st 29&#8242; Hernandez), Barcola (st 25&#8242; Dembélé), Kvaratskhelia. All. Luis Enrique.<br><strong>Arsenal: </strong>Raya; Timber, Saliba, Kiwior, Lewis-Skelly (st 23&#8242; Calafiori); Odegaard, Partey, Rice; Saka, Merino, Martinelli (st 24&#8242; Trossard). All. Arteta.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le pagelle</h2>



<p></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>PSG</strong></p>



<p><strong>IL MIGLIORE DONNARUMMA 8</strong><br>Da Sommer a Donnarumma. Altra serata, altre grandi parate. Ferma Odegaard con un intervento prodigioso di puro istinto in cui rischia di farsi male, si ripete su Saka in una riedizione quasi del salvataggio del portiere svizzero dell&#8217;Inter su Yamal della sera prima, fiacca ogni tentativo di rimonta dei Gunners. Se il PSG dovesse alzarela Champions, lui vincerà il Pallone d&#8217;oro? Sarebbe sicuramente un candidato forte&#8230;</p>



<p><strong>Fabian Ruiz 7,5 </strong>Splendido gol a parte, corre ovunque, fa qualsiasi cosa Luis Enrique gli chieda, tampona, riparte, si inserisce. Un centrocampista a volte poco appariscente, ma preziosissimo in tanti aspetti del gioco.</p>



<p><strong>Hakimi 7 </strong>Qualche sbavatura, ma mette in calce la sua firma: sgroppate e corsa, sale di colpi con il passare dei minuti, si procura un rigore e chiude i conti con la rete del 2-0. Ritroverà in finale la sua ex squadra e il duello a distanza con l&#8217;erede Dumfries promette scintille.</p>



<p><strong>Kvaratskhelia 6 </strong>Fa tremare il palo con un tiro a giro improvviso che scuote il Psg, poi lavora molto dietro le quinte e al servizio della squadra, anche se l&#8217;Arsenal lo contiene bene. Un po&#8217; nervoso nel finale.</p>



<p><strong>Vitinha 5</strong> Una delle sue peggiori performances annuali. Sbaglia il rigore, ma non è solo quello: la pressione dei centrocampisti inglesi gli toglie l&#8217;aria, non ha spazio per costruire e vedere le solite genali linee di passaggio che gli sono consone. Messaggio importante per Inzaghi da Arteta: così si ferma il cervello del PSG.</p>



<p></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>ARSENAL</strong></p>



<p><strong>IL MIGLIORE SAKA 7<br></strong>L&#8217;Arsenal, offfensivamente, è praticamente solo lui. Quando ha la palla tra i piedi e punta l&#8217;uomo, hai spesso la sensazione che possa portare dei pericoli. Mette alcuni invitanti palloni in mezzo non sfruttati dallo sciagurato Merino. Chiama Donnarumma al grande intervento. Timbra la rete che riaccende una flebile e inutile fiammella di speranza. Isolato.</p>



<p><strong>Odegaard 6</strong> Partenza al fulmicotone, nel primo tempo è l&#8217;uomo che crea la superiorità numerica in mezzo, detta i tempi e si inserisce in zona pericolosa. Nella rirpesa rimane molto più confinato nelle sue lande.</p>



<p><strong>Rice 5</strong> Sembra lontana la gloria del Real. Semifinali poco brillanti per lui, che arrivava a questa doppia sfida con i galloni di stella principe dei Gunners. Rimandato, non bocciato, perché è un centrocampista di valore e sicura affidabilità.</p>



<p><strong>Merino 5 </strong>Un po&#8217; come il Ferran Torres visto al ritorno contro l&#8217;Inter, gli arrivano pochi palloni e non fa nulla per meritarseli. Non è una punta e si vede. Disinnescato dalla difesa parigina.</p>



<p></p>



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		<title>Champions League, ritorno semifinali: Inter-Barcellona 4-3 dts</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2025/05/07/champions-league-ritorno-semifinali-inter-barcellona-4-3-dts.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Raspanti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 May 2025 15:51:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[2024-2025]]></category>
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		<category><![CDATA[barcellona]]></category>
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<p class="has-drop-cap has-text-align-left">Chi aveva, anche giustamente, parlato di partita epica dopo il 3-3 del Montjuic nella sfida di andata tra Inter e Barcellona, non aveva fatto i conti con questa gara di ritorno che, per cifra tecnica ed emotiva, penso abbia poche eguali nell’intera storia moderna del Calcio. Nel complesso di questa semifinale, ci sono voluti 220’, tredici gol almeno metà dei quali da copertina di Magazine Calcistico, due arbitri da finale Mondiale, uno dei quali deve ringraziare chi ha inventato la Var per non essere oggi additato come affossatore di giustizia, alcune delle parate più belle degli ultimi tempi compiute da un nonno di Gigio, tre legni colpiti da un minorenne che gioca da veterano, c’è voluto tutto questo e molto altro ancora per designare chi avesse il diritto di andare a fine mese a Monaco di Baviera per conquistare la Champions 2024-25. E se quella Coppa ha grandi orecchie è per sentire certo il boato dei tifosi vincenti, ma pure e soprattutto il ticchettio cardiaco di chi, tra Catalogna e Lombardia, gioisce o soffre muto perché ogni tenzone sportiva che si rispetti è la solita, vecchia moneta a due facce. E una sola sorride.</p>



<p class="has-text-align-left">Come dicevo, se la cronaca dell’andata è stata ricchissima, questa lo è, se possibile, ancora di più, sfiorando i limiti dell’immaginabile, consegnando poi ai nerazzurri i biglietti per la finale, dopo che i <em>blaugrana </em>li avevano già pagati e messi in tasca. I 90’ canonici erano finiti sul 3-3, se non erro per la terza volta consecutiva tra queste due compagini, con un andamento di gara molto simile a quello della scorsa settimana. L’Inter di quest’anno, e soprattutto di questo finale di stagione, non regge con la stessa intensità tutta la gara e il Barcellona di <strong>Flick </strong>e dei ragazzini che sembrano uomini, di contro, non ha ancora imparato a soffrire e a sacrificare lo spettacolo a favore del risultato. E se metti nello shaker gli stessi ingredienti, puoi agitare finché vuoi, il cocktail sarà sempre lo stesso.</p>



<p class="has-text-align-left">L’inizio è appena più guardingo, l’Inter è la stessa del Montjuic, il Barca ha <strong>Eric Garcia </strong>in fascia destra per <strong>Koundè</strong>, ma <strong>Martin </strong>su quella sinistra è molto meno offensivo e non perde d’occhio <strong>Dumfries</strong>. <strong>Yamal </strong>è infermabile e <strong>Dimarco </strong>è in difficoltà palese, pur soccorso da <strong>Mkhitaryan</strong>, <strong>Bastoni </strong>o <strong>Acerbi </strong>in quello spicchio di difesa che è quest’anno, e lo sarà anche stavolta, il punto debole della retroguardia nerazzurra. Ma è lo stesso <strong>Dimarco</strong>, a dimostrazione della imprevedibile duttilità di questa squadra, a rubare un pallone sulla tre quarti centrale, niente meno che a <strong>Dani Olmo</strong>, e a servire <strong>Dumfries </strong>che manda in gol Lautaro. I catalani accusano il colpo, premono ma non sono mai pericolosi, mentre l’Inter sfiora il raddoppio con <strong>Calhanoglu </strong>e <strong>Mkhitaryan</strong>. Raddoppio che arriva su rigore sacrosanto per fallo di <strong>Cubarsì </strong>su <strong>Lautaro </strong>lanciato a rete e realizzato dal regista turco. Il primo tempo si chiude sul 2-0 nerazzurro tra le proteste incomprensibili ed esagerate di un ambiente, quello blaugrana, che, se vuole veramente fare la storia di questo sport, deve scrollarsi di dosso questi atteggiamenti da vittima sacrificale che non gli fanno onore, stella <strong>Yamal </strong>compresa.</p>



<p class="has-text-align-left"></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/05/image-bce6dd7c-3340-4c6f-b703-15a60f8723e4-85-2560-1440-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-24048" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/05/image-bce6dd7c-3340-4c6f-b703-15a60f8723e4-85-2560-1440-1024x576.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/05/image-bce6dd7c-3340-4c6f-b703-15a60f8723e4-85-2560-1440-300x169.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/05/image-bce6dd7c-3340-4c6f-b703-15a60f8723e4-85-2560-1440-768x432.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/05/image-bce6dd7c-3340-4c6f-b703-15a60f8723e4-85-2560-1440.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Il rigore su Lautaro</figcaption></figure>



<p></p>



<p class="has-text-align-left">Ma è il secondo tempo di San Siro quello che potrebbe finire sull’almanacco storico della Bellezza nel Calcio. <strong>De Jong</strong>, autore di una prima frazione superba, riesce addirittura ad aumentare il livello suo e della squadra e il Barcellona nel giro di sei minuti pareggia, mentre tra i due gol Sommer compie il primo dei suoi tre prodigi. È <strong>Garcia</strong>, quello per cui in Catalogna si strappavano i capelli dovendo lui giocare in luogo di <strong>Koundè</strong>, a essere l’autore del primo gol e del tiro sventato dal portiere svizzero, mentre è <strong>Dani Olmo</strong> a girare di testa nell’angolino alto. È sempre il solito settore a sinistra di Sommer a essere esiziale per l’Inter, ma quest’anno è così, e pare non vi sia rimedio…</p>



<p class="has-text-align-left">I nerazzurri sembrano proprio sulle ginocchia e i cinque cambi di <strong>Inzaghi</strong>, già esauriti prima dell’80’, non producono granché. Viceversa, i catalani mostrano di avere energie da vendere e il vento gli soffia in poppa. <strong>Calhanoglu </strong>e <strong>Barella </strong>sono in bambola in fase di uscita e sulla palla persa banalmente dal primo, <strong>Mkhitaryan </strong>falcia <strong>Yamal </strong>al limite con <strong>Marciniak </strong>che assegna un rigore che per fortuna il Var toglie, mentre un pallone regalato dal sardo consente all’87’ a Raphinha di superare <strong>Sommer </strong>che aveva da poco deviato l’ennesima perla del fenomeno marocchino.</p>



<p class="has-text-align-left">Il 2-3 appare giusto e, ancora una volta, emblematico per queste due squadre meravigliose e fragili, capaci di prestazioni liriche e drammatiche, intense  e frivole, epiche e superficiali e dai finali luminosi o tragici, ma sempre, comunque eroici. Anche stavolta è così, come nei film di Bertolucci che si innamorava delle proprie opere e faceva fatica a staccarsene, producendo così due, tre o quattro finali. Anche stavolta è così, con tutto l’ambiente catalano, compreso il dirigenziale in tribuna, a festeggiare il viaggio a Monaco e altro ancora. È euforia da Ramblas e il palo di <strong>Yamal </strong>è un rammarico che non cambia l’umore.</p>



<p class="has-text-align-left">Chi invece lo sbriciola, provocando le solite insopportabili proteste, è la follia di <strong>Acerbi </strong>che si inventa il gol che sognava da almeno trent’anni, da quando, invece magari di fare i compiti, si immaginava di diventare un goleador capace di far crollare lo stadio ai suoi piedi. Lo fa di destro, lui che solo l’altro piede e lo fa al volo all’incrocio. Il 6 maggio 2025 è successo, a fine carriera da difensore centrale burbero e arcigno, di fronte all’attacco più forte del pianeta, conquistando altri 30’ di gioco, un’altra mezzora di vita. A <strong>Inzaghi </strong>rimane solo il sesto cambio consentito dai supplementari, <strong>Flick </strong>ha forze fresche in abbondanza. E un certo Lewandowski… Da parte nerazzurra sembra già eroismo, ma il timore di un accanimento terapeutico è forte. E, invece, <strong>Frattesi</strong>, <strong>Sommer </strong>e <strong>De Vrij</strong>… Sul serio, c’è bisogno che vi racconti com’è finita?</p>



<p class="has-text-align-left"></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="450" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/05/012421453-1bcc9308-39b8-46f4-9168-5227c0cb2317.jpg" alt="" class="wp-image-24046" style="width:800px;height:auto" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/05/012421453-1bcc9308-39b8-46f4-9168-5227c0cb2317.jpg 800w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/05/012421453-1bcc9308-39b8-46f4-9168-5227c0cb2317-300x169.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/05/012421453-1bcc9308-39b8-46f4-9168-5227c0cb2317-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption">L&#8217;esultanza di Frattesi dopo il gol</figcaption></figure>



<p class="has-text-align-left"></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il tabellino</h2>



<p></p>



<p><strong>INTER-BARCELLONA 4-3 dts (2-0; 3-3)<br>Marcatori: </strong>Lautaro (I) al 21’, Chalanoglu (I) al 45 (r), Garcia (B) al 54’, Dani Olmo (B) al 60’, Raphinha (B) all’87’, Acerbi (I) al 90+3’, Frattesi (I) al 99’.<br><strong>Inter (3-5-2):</strong> Sommer; Bisseck (dal 70’ Darmian), Acerbi, Bastoni; Dumfries (dal 107’ De Vrij), Barella, Chalanoglu (dal 79’ Frattesi), Mkhitaryan (dal 79’ Zielinski), Dimarco (dal 54’ C. Augusto); Thuram, Lautaro (dal 70’ Taremi). All. Inzaghi.<br><strong>Barcellona (4-2-3-1): </strong>Szczesny; Garcia (dal 97’ Fort), Cubarsi (dal 105’ Victor), Martinez (dal 75’ Arajuco), Martin; De Jong, Pedri (dal 105’ Gavi); Yamal, Dani Olmo (dall’82’ Lopez), Raphinha; Torres (dal 90’ Lewandowski). All. Flick.<br><strong>Arbitro: </strong>Marciniak.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le pagelle</h2>



<p></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>INTER</strong></p>



<p></p>



<p class="has-text-align-left"><strong>IL MIGLIORE Sommer 8,5 </strong>Almeno quattro interisti meriterebbero questo riconoscimento, ma alla fine optiamo per il portiere, non solo per alcuni interventi strepitosi e, tra questi, quello che è per me la più bella parata del decennio in corso, ma perché a compierla è stato un uomo di 36 anni, alto appena 1,83. Il Barcellona l’ha trafitto sei volte, ma se il 31 maggio Pedri e compagnia andranno in spiaggia e vedranno la finale (forse) in tv, il merito è in gran parte suo.</p>



<p class="has-text-align-left"><strong>Acerbi 8</strong> Un altro vecchietto che ha sputato due anime, una là e un’altra qui, e, se non si è accorciato la vita, se la è allungata a dismisura. Quello che è certo è che Flick stanotte ha tentato inutilmente di espellerlo dalla camera, di cacciarlo dagli incubi o, magari, di annegarlo nell’alcool.</p>



<p class="has-text-align-left"><strong>Frattesi 7,5</strong> Un giocatore che non amo, si sa, ma che ha pochi emuli al mondo nella capacità di materializzarsi dal nulla quando gli avversari lo pensano da tutt’altra parte. E se ciò avviene nell’area avversaria, diventa un killer freddo e infallibile.</p>



<p class="has-text-align-left"><strong>Lautaro 7,5</strong> Uscito dal campo a metà gara all’andata con il rischio di dover vedere il resto della stagione sul divano in famiglia, eccolo in campo sei giorni dopo, ferreo come un Capitano, a sbloccare la gara e a subire il rigore del raddoppio interista. A 27 anni, ha segnato ieri sera il suo 151° gol nerazzurro. Fosse un rigorista, tra penalty sbagliati e quelli, per fortuna, tirati da altri, sarebbe a mio parere già terzo alle spalle di Altobelli, secondo tra i bomber del Biscione di sempre con 209 reti.</p>



<p class="has-text-align-left"></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="750" height="500" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/05/francesco_acerbi.webp" alt="" class="wp-image-24047" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/05/francesco_acerbi.webp 750w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/05/francesco_acerbi-300x200.webp 300w" sizes="(max-width: 750px) 100vw, 750px" /><figcaption class="wp-element-caption">Acerbi, immenso</figcaption></figure>



<p></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>BARCELLONA</strong></p>



<p></p>



<p class="has-text-align-left"><strong>IL MIGLIORE Yamal 9,5</strong> So che i miei giudizi molto positivi su di lui fanno molto discutere e di questo sono molto contento, perfino orgoglioso. Nel senso che, intorno alle cose di spessore culturale come è anche il Calcio a questi livelli, la discussione, anche accesa e divergente, è conferma di vita, di succo e di sostanza. A mio modo di vedere, la prestazione di Yamal a San Siro conferma e amplifica quanto già espresso mercoledì scorso. L’aumento del voto è giustificato dal fatto di aver giocato in un ambiente sportivamente ostile. </p>



<p class="has-text-align-left"><strong>De Jong 8,5 </strong>Prestazione lussuosa quanto efficace per questo piccolo faro olandese che illumina tutto e convoglia nel posto giusto ogni pallone in transito. Baluardo, sponda, traghetto, luce che guida o luce che proietta, ogni ruolo ch interpreta sembra il suo da sempre. È lui, con buona pace di quelli cui piacciono i lustrini, il vero sangue vitale del Barcellona.</p>



<p class="has-text-align-left"><strong>Raphinha 6</strong> Ecco un giocatore vincente, uno che sa aspettare il momento giusto per piazzare la zampata. Al Montjuic ha scagliato una fiondata da lontanissimo, a Milano ha atteso paziente l’uscita di <strong><em>Dumfries </em></strong>(<strong><em>8 </em></strong>anche ieri), che l’aveva ben contenuto, per scagliare alle spalle di Sommer un pallone con su scritto Munich. Meno male che Acerbi l’ha bucato e Frattesi l’ha poi tagliato a fette.</p>



<p class="has-text-align-left"><strong>Pedri 5,5</strong> Persevero e ribadisco. Anche in questo caso, ma in senso opposto, mi sono giunte perplessità sul mio giudizio intorno alla partita di questo sicuro talento che, secondo me, difetta però di coraggio. È troppo giovane per fare il giocatore d’ordine come Jorginho che, quando lucido, non sbagliava un passaggio, ma li faceva tutti di un metro e mezzo o due al massimo. Pedri contro l’Inter, là e qua, è stato un po’ così, è andato sul sicuro, aumentando le proprie percentuali, ma non illuminando veramente mai.<br></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>ARBITRO</strong></p>



<p class="has-text-align-center"></p>



<p class="has-text-align-left"><strong>Marciniak 4&#8211;</strong> Chiudo questo resoconto con un doveroso commento sull’arbitraggio. I lettori di Game of Goals sanno quanto io mi sia occupato del modo dei fischietti e dell’evoluzione tecnologica, ahimè più che mai necessaria, che gli sta intorno. Ieri sera è stato designato l’arbitro che ha diretto l’ultima Finale Mondiale e che è giustamente considerato il numero uno a livello planetario. Ebbene, il signor Marciniak, tra altre cose, non ha assegnato un rigore evidente all’Inter e ne ha concesso uno ai blaugrana per un fallo commesso fuori area. Meno male che i colleghi al VAR l’hanno corretto, altrimenti staremmo commentando un 4-1 per il Barcellona con buona pace dei soliti piagnistei degli sconfitti, come si diceva una volta. <br>Il problema vero, purtroppo, è il fatto che l’uso, peraltro appunto inevitabile, della tecnologia ha peggiorato di molto il livello di prestazione e attendibilità degli arbitri di campo, anche dei migliori in assoluto. Ripeto, se questa partita si fosse giocata prima del Var, i catalani l’avrebbero vinta in carrozza. E si fosse giocata prima della moviola, quel risultato fasullo non avrebbe destato alcuna polemica. Questo voto, più che al singolo polacco, è alla categoria e a un sistema che scoppia.<br>L&#8217;aspetto paradossale è che, persino il giorno dopo, a lamentarsi di lui sia il Barcellona.</p>



<p class="has-text-align-left"></p>



<p></p>



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<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="NOTTE SPETTACOLARE A SAN SIRO: SIAMO IN FINALE 💫🖤💙 | INTER 4-3 BARCELLONA | HIGHLIGHTS|UCL 24/25⚫🔵🇮🇹" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/8CNZ2AM7a2Y?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<p class="has-text-align-left"></p>
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		<title>Champions League, andata semifinali: Barcellona Inter 3-3</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Raspanti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 May 2025 16:09:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[2024-2025]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina: la difesa dell&#8217;Inter prova a tenere lo scatenato Yamal Un primo atto bellissimo e inutile quello andato in scena sul manto enorme [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-text-align-right"><em>Immagine di copertina: la difesa dell&#8217;Inter prova a tenere lo scatenato Yamal</em></p>



<p class="has-drop-cap">Un primo atto bellissimo e inutile quello andato in scena sul manto enorme del Montjuic tra i giovani virgulti del Barcellona e gli attempati esperti dell’Inter.</p>



<p>Bellissimo perché raramente capita di vedere una gara così ricca di spunti interessanti, di giocate geniali, di gol splendidi e colpi di scena come questa semifinale di andata di Champions. </p>



<p>Inutile perché alla fine da questo shaker colmo di ingredienti succosi e dal sapore più volte sorprendente e agitato da un polso da pirotecnico è uscito un cocktail colorato ma neutro, aromatico sì, ma senza quell’ingrediente decisivo, quel brio che ti risolve la serata, la sfida, o che ti stordisce. </p>



<p>Sfida che quindi troverà la sua sentenza d’epilogo il 6 maggio, nella sfida di ritorno, dopo questo 3-3 capace di contenere, oltre tutto quello che abbiamo elencato, rimpianti in abbondanza per entrambe le squadre e perfino un andamento di gara emblematico in modo straordinario sia per Barca sia per l’Inter. Soprattutto per l’Inter. </p>



<p>Pronti, via e l’arena catalana festosa si ammutolisce dopo 31” per un gioiello di <strong>Thuram</strong> che di tacco finalizza una manovra sontuosa e beffa <strong>Szczesny</strong> replicando, in modo identico anche nella precocità, un gol di <strong>Bettega</strong> al Milan nel mesozoico. </p>



<p>Lo shock è forte, ma ci vuole ben altro per intristire i virgulti. <strong>Yamal</strong> inventa passaggi che non esistono e <strong>Torres</strong> due volte accarezza il palo dalla parte sbagliata. Giusta per l’Inter, che avrebbe le solite praterie che i blaugrana concedono per replicare, ma i suoi centrocampisti sono troppo impegnati a contenere per essere lucidi nelle ripartenze. </p>



<p>È appena scoccato il 20’, però quando <strong>Dumfries</strong> con un capolavoro acrobatico infila lo 0-2 sul primo corner. Lo shock è ancora più forte e scuote ogni angolo di Catalogna, ma soprattutto innesca quel fenomeno di <strong>Lamine Yamal</strong> che inventa passaggi che non ci sono anche per il proprio corpo e che stavolta si mette in proprio. </p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/05/image-85f38a9c-6b03-4295-90d0-29d593a482e1-85-2560-1440-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-23992" style="width:750px;height:auto" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/05/image-85f38a9c-6b03-4295-90d0-29d593a482e1-85-2560-1440-1024x576.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/05/image-85f38a9c-6b03-4295-90d0-29d593a482e1-85-2560-1440-300x169.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/05/image-85f38a9c-6b03-4295-90d0-29d593a482e1-85-2560-1440-768x432.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/05/image-85f38a9c-6b03-4295-90d0-29d593a482e1-85-2560-1440.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Lo spettacolare gol di Dumfries</figcaption></figure>



<p></p>



<p>Nel giro di pochi minuti, sigla il 2-1 con un gol che neppure <strong>Messi</strong>… e, dopo un’altra serpentina in cui si dematerializza e ricompare a suo piacimento, colpisce la sua prima traversa. Lo spicchio nerazzurro del Montjuic continua giustamente a cantare, ma il pareggio è ormai nell’aria e al 38’ una dormita di <strong>Bisseck</strong>, ahimè consueta in area, consente a Raphinha di far da comoda torre per Torres, sic!, il cui siluro da due passi buca <strong>Sommer</strong> e rete.</p>



<p>In questa prima frazione, emblematicamente, abbiamo rivisto tutta l’attuale stagione di questa due compagini. Il Barcellona esuberante quando attacca quanto balbettante in difesa e l’Inter, infermabile quando sta bene e vulnerabile quando calano le energie. </p>



<p>Di solito, per questo motivo, viene rimontata nel secondo tempo, anche per un doppio vantaggio, anche da squadre deboli e umili. <strong>Yamal</strong> e i suoi fratelli ci hanno messo un quarto d’ora già prima del riposo.</p>



<p>Nel secondo tempo, ci si attende o si teme che la furia di <strong>Pedri</strong> e compagnia completi l’opera, ma anche quest’anno, inaspettatamente, la remuntada non si compie. O lo fa solo a metà, come 15 anni fa. La squadre si presentano in campo con due novità che risulteranno decisive. </p>



<p><strong>Taremi</strong> prende il posto del <strong>Lautaro</strong> più dimesso degli ultimi tempi, aumentando a dismisura i rimpianti, e <strong>Araujo</strong> sostituisce <strong>Martin</strong> nella difesa catalana. Già dai primi minuti si capisce che il clima e il vento sono cambiati, la spinta di casa ha perso intensità e, di converso, il centravanti iraniano dell’Inter consente ai nerazzurri, attaccando gli spazi o difendendo palla, di distendersi dopo ogni riuscita fase difensiva.</p>



<p>Addirittura, sfruttando finalmente meglio le sgroppate di <strong>Dumfries</strong> in fascia, si rivede l’Inter di quest’inverno, quella capace di strangolare gli avversari. Arriva così un’incredibilmente ovvio, perfino quasi giusto 2-3, frutto della solita incornata di <strong>Dumfries</strong> sul solito corner micidiale di <strong>Chalanoglu</strong>. Ma chi di corner ferisce… </p>



<p>La nuova gioia e il nuovo shock durano un lampo, frutto appunto di una saetta di <strong>Raphinha</strong> che sbatte sulla traversa, rimbalza proprio sulla testa di <strong>Sommer</strong> e decreta il nuovo pareggio. E se non è un rimpianto questo.</p>



<p>Manca mezz&#8217;ora alla fine e siamo 3-3… Il finale di partita è un nuovo compendio di rammarichi. L’Inter continua a dare l’impressione che basterebbe un’unghia di precisione in più per poter andare in porta con facilità. Ed è proprio un’unghia, quella di <strong>Mkhitaryan</strong> in offside, a impedire che il 3-4 fosse realtà convalidata. </p>



<p>Di contro, avendo rinunciato alla spinta di <strong>Martin</strong> in favore della reattività di <strong>Araujo</strong>, decisivo in un paio di situazione disperate, il Barcellona, a parte per l’imprendibile ragazzino marocchino che è riuscito a colpire la seconda traversa sbagliando il tiro, ha fatto fare un figurone alla pur affannata difesa nerazzurra.</p>



<p>Ok, siamo a maggio, tra cinque giorni ci si trova a San Siro. 0-0 e palla al centro, anzi 3-3.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il tabellino</h2>



<p></p>



<p><strong>BARCELLONA-INTER 3-3<br>Marcatori:</strong> pt 1&#8242; Thuram, 21&#8242; Dumfries, 24&#8242; Yamal, 38&#8242; Ferran Torres; st 18&#8242; Dumfries, 20&#8242; aut. Sommer.<br><strong>Barcellona (4-2-3-1):</strong> Szczesny; Koundé (pt 42&#8242; Garcia), Cubarsì 5.5 (st 38&#8242; Christensen), Inigo Martinez, Martin (st 1&#8242; Araujo); De Jong, Pedri (st 38&#8242; Gavi); Yamal, Dani Olmo (st 23&#8242; Fermin Lopez), Raphinha; Ferran Torres. All. Flick.<br><strong>Inter (3-5-2): </strong>Sommer; Bisseck, Acerbi, Bastoni; Dumfries (st 36&#8242; Darmian), Barella, Calhanoglu (st 26&#8242; Frattesi), Mkhitaryan, Dimarco (st 11&#8242; Carlos Augusto); Lautaro (st 1&#8242; Taremi), Thuram (st 36&#8242; Zielinski). All. Inzaghi.<br><strong>Arbitro:</strong> Turpin.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Barcelona vs Inter Milan 3-3 | Highlights &amp; All Goals 2025 | Semi Final Champions League" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/x2POE4YCVAc?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le pagelle</h2>



<p></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>BARCELLONA</strong></p>



<p><br><strong>IL MIGLIORE Yamal 9</strong> Personalmente, non ho mai visto un giocatore così. Ricordo il giovanissimo Messi, il giovanissimo Mbappè, il giovanissimo Diego, il giovanissimo CR7, il giovanissimo Ronaldo Fenomeno. Questo li surclassa tutti, perché è capace a 17 anni di mettersi la squadra sulle spalle nei momenti del bisogno. Signore e signori, secondo me siamo di fronte al Michael Jordan del calcio. Ieri sera, Dimarco, Mkhitaryan e Acerbi sono usciti ubriachi. Un solo consiglio: meno sceneggiate, altrimenti diventa… Neymar.</p>



<p><strong>Torres 6,5</strong> Lewa non c’è, ma lui risponde presente e il suo lo fa, eccome! Come sempre.</p>



<p><strong>Raphinha 6</strong> Contenuto, se non proprio bloccato, da Dumfries a in parte da Bisseck, è la dimostrazione plastica della ricchezza offensiva della squadra di Flick. Nonostante sia meno brillante del solito, sforna assist e gol..!</p>



<p><strong>Pedri 5,5</strong> La ragnatela intorno a lui dell’Inter, quella che farà inorridire Sacchi (che usava Ancelotti per randellare le ripartenze), ne neutralizza l’inventiva, anche se rimane impressionante la sua abilità nel liberarsi del pallone.</p>



<p class="has-text-align-center"></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>INTER</strong></p>



<p class="has-text-align-left"><br><strong>IL MIGLIORE Dumfries 9 </strong>Partita veramente incredibile  dell’esterno a tutta fascia olandese che costringe gli storici a paragonarlo a Cafù o, tanto per rimanere in nerazzurro, a Maicon. Difensore su Raphinha, mica su Pincopalla, freccia imprendibile e goleador d’area, di testa e di volèe in acrobazia. Probabilmente, lo avesse avuto nelle ultime uscite, l’Inter sarebbe ancora lassù anche in Campionato, a proposito di rimpianti…</p>



<p class="has-text-align-left"><strong>Thuram 7</strong> Partendo dai rimpianti, si può fare lo stesso discorso che per Dumfries. Il francese, che puir non sta benissimo e si vede, non ha eguali nel conquistar palla, difenderla e smistarla in attacco. Avesse avuto a fianco ieri sera il Lautaro di Monaco… Anche Thuram, come  Yamal, lascia al Montjuic un gol da cineteca</p>



<p class="has-text-align-left"><strong>Barella 5,5 </strong>La sua generosità riesce a mascherare una stanchezza debordante. Ne viene fuori un prestazione ordinata nel contenimento, ma imparagonabile al passato nelle ripartenze. Ve lo immaginate il sardo di pochi mesi fa nel secondo tempo di ieri sera?</p>



<p class="has-text-align-left"><strong>Dimarco 5 </strong>Anche lui in netto calo in fase di possesso, ieri sera, come a Monaco o a Bologna, ha dimostrato di non essere in grado di contenere avversari pericolosi in area.</p>



<p class="has-text-align-left"></p>
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		<title>Champions League, andata semifinali: Arsenal-PSG 0-1</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Tommaso Ciuti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Apr 2025 00:14:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[2024-2025]]></category>
		<category><![CDATA[arsenal]]></category>
		<category><![CDATA[champions league]]></category>
		<category><![CDATA[dembelé]]></category>
		<category><![CDATA[kvaratskhelia]]></category>
		<category><![CDATA[luis enrique]]></category>
		<category><![CDATA[Odegaard]]></category>
		<category><![CDATA[psg]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina: l&#8217;esultanza di Donnarumma, ancora decisivo Il primo atto della prima semifinale di Champions League 2024/25 se lo aggiudica con merito il Paris [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-text-align-right"><em>Immagine di copertina: l&#8217;esultanza di Donnarumma, ancora decisivo </em></p>



<p class="has-drop-cap">Il primo atto della prima semifinale di Champions League 2024/25 se lo aggiudica con merito il Paris Saint Germain di <strong>Luis Enrique</strong>. A mettere la firma è <strong>Ousmane Dembelé</strong> in avvio, poi due parate clamorose di <strong><em>Gigio</em></strong> <strong>Donnarumma</strong> blindano la porta dei parigini, che nel finale avrebbero ben due occasioni per rimpolpare il risultato, ma <strong>Barcola</strong> mette a lato di un palmo e <strong>Gonzalo Ramos</strong> scheggia la traversa con un <em>puntazo</em> in solitudine. Tra una settimana ci sarà il ritorno a Parigi, è ancora tutto aperto, ma chi ben comincia è a metà dell&#8217;opera.</p>



<p>La partita, dicevamo. In una gara combattuta ad alti ritmi, come dovrebbe essere ogni semifinale che si rispetti, l&#8217;episodio-chiave arriva già al quarto minuto: <strong>Kvaratskhelia</strong> lavora un pallone largo a sinistra e mette in mezzo con l&#8217;esterno per <strong>Dembelé</strong>, che con il sinistro sporco colpisce il palo interno e manda in vantaggio i suoi. </p>



<p>La doccia fredda taglia le gambe ai giocatori dei <em>Gunners</em>, che per buona parte della prima frazione di gioco subiscono la brillantezza del palleggio degli avversari e sono asfissiati dal giro-palla altrui e, anzi, devono ringraziare <strong>Raya</strong> che compie una gran parata a mano aperta sul destro affilato di <strong>Douè</strong>.</p>



<p>Spinti dal pubblico di casa delle grandi occasioni, i ragazzi di <strong>Arteta</strong> provano a raddrizzare la partita, ma devono fare i conti con il portierone italiano, che sul finire del primo tempo ipnotizza <strong>Martinelli</strong> da buona posizione, e nella ripresa è assolutamente prodigioso sul diagonale a incrociare di <strong>Trossard</strong>, angolato, dove arriva con la punta delle dita. </p>



<p>Il centravanti belga è il più positivo (o il meno peggio) del tridente londinese: si muove molto, arretrando in cerca di palloni giocabili ed aiutando i suoi nella fase di manovra dell&#8217;azione. <strong>Martinelli</strong> è invece evanescente, <strong>Saka</strong> ha qualche sussulto in più ma è anche fumoso e confusionario. </p>



<p>L&#8217;Arsenal avrebbe anche segnato un gol, complice un&#8217;uscita non perfetta di <strong>Donnarumma</strong> ed un&#8217;incertezza di <strong>Pacho</strong>, ma la posizione di <strong>Merino</strong> che colpiva di testa era nettamente irregolare. Le due clamorose occasioni del PSG nel finale avrebbero arrotondato con merito il risultato.</p>



<p>La squadra di <strong>Luis Enrique</strong> è una perfetta sintesi di palleggio (<strong>Vitinha</strong>, <strong>Fabian Ruiz</strong> e <strong>Joao Neves</strong>) di verticalità e bollicine (a proposito, <strong>Douè</strong> è un sicuro diamante che il tempo sgrezzerá) ma anche di muscoli e solidità (<strong>Marquinhos</strong>). <strong>Luis Enrique</strong>, a prescindere da come finirà, sta facendo un lavoro encomiabile. Meno figurine, più idee.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il tabellino</h2>



<p></p>



<p><strong>ARSENAL-PSG 0-1</strong></p>



<p><strong>Marcatore: </strong>pt 4&#8242; Dembelé.</p>



<p><strong>Arsenal</strong> <strong><em>(4-2-3-1)</em></strong>: Raya; Timber (38′ st White), Saliba, Kiwior, Lewis-Skelly; Rice, Merino; Saka, Odegaard (45′ st Nwaneri), Trossard; Martinelli. In panchina: Neto, Setford, Tierney, Zinchenko, Henry-Francis, Butler-Oyedeji, Kabia, Sterling. All.: Arteta.</p>



<p><strong>Psg</strong> <strong><em>(4-3-3)</em></strong>: Donnarumma; Hakimi, Marquinhos, Pacho, Mendes; Neves (44′ st Zaire-Emery), Vitinha, Ruiz; Doué (31′ st Ramos), Dembélé (25′ st Barcola), Kvaratskhelia. In panchina: Safonov, Tenas, Hernandez, Beraldo, Kimpembe, Mayulu, Lee, Mbaye. All.: Luis Enrique.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="536" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/04/1000117403-1024x536.jpg" alt="" class="wp-image-23977" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/04/1000117403-1024x536.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/04/1000117403-300x157.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/04/1000117403-768x402.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/04/1000117403.jpg 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Dembelé e Kvaratskhelia, decisivi nel gol</figcaption></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le pagelle</h2>



<p></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>ARSENAL</strong></p>



<p><strong>IL MIGLIORE Lewis-Skelly 6,5:</strong> apprezzabile il suo lavoro in mezzo, con tagli pericolosi, tanta gamba ed un assist per Martinelli.</p>



<p><strong>Odegaard 6:</strong> anonimo nel primo tempo, cresce nella ripresa toccando molti più palloni e partecipando al gioco, ma non trova mai la chiave per scardinare la difesa avversaria.</p>



<p><strong>Trossard 6:</strong> il più positivo del tridente dei Gunners. Si va a prendere i palloni, aiutando la squadra e partecipando alla manovra. E su di lui Donnarumma fa un autentico miracolo, deviando il suo diagonale con la punta delle dita.</p>



<p><strong>Saka 5,5:</strong> rispetto all&#8217;anonimo Martinelli (voto 5) prova a farsi vedere e a prendere l&#8217;iniziativa. La lucidità però è poca e viene spesso neutralizzato.</p>



<p><strong>Rice 5:</strong> era stato l&#8217;eroe nei quarti contro il Real Madrid con due calci di punizione che rimarranno a lungo impressi nella memoria. Stasera però è un giocatore normale: fuori dal gioco, fuori fase, grigio come i cieli di Londra.</p>



<p></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>PARIS SAINT-GERMAIN</strong></p>



<p></p>



<p><strong>IL MIGLIORE Donnarumma 7,5:</strong> va bene, nelle uscite alte non sarà eccelso, ma signori miei tra i pali al momento non ha rivali. Bravissimo su Martinelli (in posizione dubbia), superlativo su Trossard. Poche parate, ma decisamente pesanti, come è richiesto ai grandi portieri. Tra Liverpool, Aston Villa e stasera sta facendo un cammino europeo da sogno in quanto a prestazioni individuali.</p>



<p><strong>Joao Neves 7,5:</strong> questo talentino portoghese commette una sola sbavatura, nel secondo tempo, che gli toglie mezzo voto. In ogni caso parliamo di una prestazione da veterano, sia in termini di fase offensiva, ma sopratutto in fase difensiva: un paio di anticipi difficilissimi con l&#8217;eleganza di un piccolo Nesta salvano i suoi da un grosso pericolo e valgono un voto molto alto.</p>



<p><strong>Fabian Ruiz 7: </strong>oltre a mostrare grandi doti di visione di gioco, disputa una partita encomiabile anche nei ripiegamenti in fase difensiva e di equilibrio in mezzo al campo.</p>



<p><strong>Kvaratskhelia-Dembelé 6,5:</strong> confezionano il gol decisivo: uno apparecchia, l&#8217;altro finalizza. Apprezzabile è anche il lavoro di sacrificio in copertura, segno che la squadra di Lucho è una squadra dove anche le stelle si mettono a disposizione per un pò di fatica da gregari in caso di necessità, anche se questo compito toglie loro un pò di brillantezza nella fase offensiva nella ripresa.</p>



<p><strong>Vitinha 6: </strong>la Uefa lo elegge &#8220;man of the match&#8221;, io dissento. Intendiamoci, la partita del centrocampista portoghese non è affatto negativa, sbaglia pochissimo e azzecca quasi tutti i passaggi. Rispetto ad altre occasioni, però, è molto scolastico e non offre quel guizzo a cui ci ha abituati. Lui e Odegaard si limitano a vicenda. Può fare molto di più.</p>



<p></p>



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		<title>Champions League, ritorno quarti: Inter-Bayern Monaco 2-2</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2025/04/17/champions-league-ritorno-quarti-inter-bayern-monaco-2-2.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Buffoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Apr 2025 11:51:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[2024-2025]]></category>
		<category><![CDATA[bayern monaco]]></category>
		<category><![CDATA[champions league]]></category>
		<category><![CDATA[inter]]></category>
		<category><![CDATA[kane]]></category>
		<category><![CDATA[kompany]]></category>
		<category><![CDATA[quarti di finale]]></category>
		<category><![CDATA[simone inzaghi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>di Francesco Buffoli e Tommaso Ciuti Immagine di copertina: esultano Lautaro e Pavard, gli autori dei due gol interisti L&#8217;Inter, nonostante qualche inevitabile momento di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-medium-font-size"><strong>di Francesco Buffoli e Tommaso Ciuti</strong></p>



<p class="has-text-align-right"><em>Immagine di copertina: esultano Lautaro e Pavard, gli autori dei due gol interisti</em></p>



<p class="has-drop-cap">L&#8217;Inter, nonostante qualche inevitabile momento di sofferenza (il Bayern Monaco resta pur sempre una squadra di primo piano), accede con merito e per la decima volta alle semifinali di Coppa dei Campioni/Champions, consolidando la nomea di <strong>Simone Inzaghi </strong>quale erede più credibile di <strong>Carlo Ancelotti</strong>, anche per la capacità di piegare l&#8217;Europa ai propri desideri, specie nei confronti con le grandi.</p>



<p>Nel primo tempo i bavaresi sono leggermente superiori sul piano della manovra, ma l&#8217;Inter se la gioca nel complesso alla pari e concede solo alcune situazioni potenzialmente ma mai realmente pericolose. Il gol di un <strong>Kane </strong>piuttosto anonimo, a inizio ripresa, rischia di far saltare il banco, e invece soffia sul fuoco dell&#8217;Inter, che reagisce da grande squadra e con due giocate pesanti tonnellate, entrambe confezionate su calcio piazzato, ribalta la partita e la storia, mettendo un&#8217;ipoteca sul passaggio del turno.</p>



<p>L&#8217;arrembaggio finale dei bavaresi, intenso ma mai davvero sospinto dal sacro fuoco, frutta un pareggio abbastanza fortunoso e diverse situazioni pericolose, specie nei minuti di recupero, ma non vede quasi mai l&#8217;Inter in affanno.</p>



<p>I nerazzurri sono maestri nella lettura della partita e forse la miglior squadra bifasica del mondo, perché sono in grado di schiacciarti in area così come di parcheggiare un intero autobus davanti alla porta, lasciando agli avversari solo la sensazione di poter far loro male.</p>



<p>In semifinale li attende una squadra che adotta una filosofia molto diversa, spregiudicata, che punta tutto sull&#8217;esuberanza dei suoi giovani rampanti e sul talento fuori controllo di Yamal, e che però, proprio per un&#8217;attitudine al rischio che in Italia provocherebbe infarti a ripetizione, rischia di pagare dazio contro una squadra più matura e che fa della capacità di ripartire negli spazi uno dei propri punti di forza. Chi scrive sente già il profumo di revival del 2010, e attende con impazienza il doppio confronto.</p>



<p>Per il Bayern, ennesima stagione da &#8220;quasi grande&#8221;, ma <strong>Kompany </strong>avrà modo di cercare il riscatto nelle prossime stagioni.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il tabellino</h2>



<p></p>



<p class="has-text-align-left"><strong>INTER-BAYERN MONACO 2-2</strong><br><strong>MARCATORI</strong>: st 7&#8242; Kane (B), 13&#8242; Lautaro (I), 17&#8242; Pavard (I), 31&#8242; Dier.<br><strong>INTER (3-5-2) </strong>&#8211; Sommer; Pavard, Acerbi, Bastoni (87&#8242; Bisseck); Darmian, Barella (st 43&#8242; Frattesi), Çalhanoğlu, Mkhitaryan, Dimarco (st 28&#8242; Carlos Augusto); Thuram, Lautaro Martinez (st 36&#8242; Taremi). All.: Inzaghi.<br><strong>BAYERN MONACO (4-2-3-1) &#8211;</strong> Urbig; Laimer (st 38&#8242; Pavlovic), Dier, Kim (st 20&#8242; Guerreiro), Stanisic; Kimmich, Goretzka (st 38&#8242; Coman); Olise, Muller, Sané (st 20&#8242; Gnabry); Kane. All.: Kompany.</p>



<p class="has-text-align-left"></p>



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<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Inter-Bayern Monaco 2-2 Gol e Highlights | Champions League | LAUTARO E PAVARD A SEGNO" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/evxcgwFuTaA?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<p></p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le pagelle</h2>



<p></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>INTER</strong></p>



<p></p>



<p><strong>IL MIGLIORE Lautaro Martinez 7,5</strong><br>La partita di ieri conferma l&#8217;attitudine da leader del capitano, la sua superiore qualità e anche la capacità di inventare la zampata decisiva quando più conta farlo. Serata da campionissimo, e non è la prima.</p>



<p></p>



<p><strong>Pavard 7:</strong> solido e inappuntabile in fase difensiva, decide di fatto la sfida con un colpo di testa da stopper vecchia maniera sugli sviluppi di un corner.</p>



<p></p>



<p><strong>Barella 6,5:</strong> meno dirompente e tuttocampista rispetto a Monaco, rimane l&#8217;essenziale uomo di trama e ordito e un infaticabile recupera palloni.</p>



<p></p>



<p><strong>Thuram 6,5: </strong>si chiama Thuram ma si legge, Weah, e intendo George. Non è ancora e forse non sarà mai un giocatore del calibro del liberiano, ma è colui che più lo ricorda per la falcata e la capacità di giocare letteralmente ovunque.</p>



<p></p>



<p><strong>Bastoni 6,5:</strong> leader maximo della difesa, sbaglia poco/nulla e quando ha il pallone tra i piedi sa sempre cosa farne.</p>



<p></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>BAYERN MONACO</strong></p>



<p></p>



<p><strong>IL MIGLIORE Michael Olise 6,5</strong><br>In una squadra che fa il proprio dovere ma sembra incapace di lampi di genio o di soffocare davvero l&#8217;Inter nella propria area di rigore, il giovane talento è forse il più brillante e imprevedibile, e crea diversi grattacapi alla difesa interista.</p>



<p></p>



<p><strong>Kimmich 6,5: </strong>giocatore essenziale, di intelligenza superiore, che sbaglia pochissimo e recupera diversi palloni importanti, anche se non illumina mai.</p>



<p></p>



<p><strong>Kane 6:</strong> il gol è un colpo da centravanti vero che lo salva da quella che sarebbe stata un&#8217;insufficienza piena, perché il buon Harry per il resto è impreciso e poco efficace in area di rigore.</p>



<p></p>



<p><strong>Thomas Müller 5,5: </strong>il veterano è poco mobile e brillante sul piano fisico, e si divora il gol che avrebbe cambiato tutto, sullo 0-1. Qualche buona giocata sullo stretto non è sufficiente per salvarlo.</p>



<p></p>



<p><strong>Sané 5:</strong> talento mai espresso in pieno, e nel suo caso i numeri non mentono (mai in doppia cifra in Bundesliga, giocando nel Bayern). Le qualità ci sono, ma l&#8217;impressione di chi scrive è che sia più un valido dodicesimo che un giocatore su cui può puntare una squadra come il Bayern.</p>



<p></p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2025/04/17/champions-league-ritorno-quarti-inter-bayern-monaco-2-2.html">Champions League, ritorno quarti: Inter-Bayern Monaco 2-2</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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		<title>Champions, quarti ritorno: Inter da libro cuore. Flop Real. Cuore Aston Villa</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2025/04/16/champions-quarti-ritorno-inter-da-libro-cuore-flop-real-cuore-aston-villa.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Niccolo Mello]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Apr 2025 21:37:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina: Bukayo Saka, decisivo a Madrid Un&#8217;italiana, una spagnola, un&#8217;inglese e una francese. Ecco le quattro regine al gran ballo finale della Champions [&#8230;]</p>
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<p class="has-text-align-right"><em>Immagine di copertina: Bukayo Saka, decisivo a Madrid</em></p>



<p class="has-drop-cap">Un&#8217;italiana, una spagnola, un&#8217;inglese e una francese. Ecco le quattro regine al gran ballo finale della Champions League: esce la Germania, che lo scorso anno aveva piazzato in semifinale ben due rappresentanti e che quest&#8217;anno vede sgretolarsi sullo scoglio dei quarti sia il Bayern Monaco (che gioca ad armi pari con l&#8217;Inter) sia il Borussia Dortmund (che ci prova al ritorno contro il Barcellona, ma senza mai dare la sensazione di poter effettivamente riaprire il discorso qualificazione).</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">La conferma</h2>



<p></p>



<p>Molti, io per primo, nutrivano dubbi sulla tenuta mentale dell&#8217;<strong>Arsenal</strong> nel catino rovente del Bernabeu: invece i <em>Gunners </em>hanno giocato da grandissima squadra, al cospetto di un Real Madrid decisamente non brillante sul piano fisico, imponendo a tratti il gioco e dimostrando di non soffrire mai, se non in qualche raro minuto, la pressione <em>merengue</em>. L&#8217;Arsenal esce rinvigorito dal doppio scontro con quella che doveva essere la favorita numero uno e si presenta dunque in semifinale di Champions dove mancava dal 2008. Il centrocampo è il reparto migliore, con Rice e Odegaard che sono elementi di alto profilo internazionale, ma ci sono giocatori di valore anche in altri settori, dal colosso Saliba in difesa (anche se l&#8217;errore sul gol di Vinicius è grave) al sempre temibile Saka in avanti.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">La sorpresa</h2>



<p></p>



<p>Non si può parlare di sorpresa per una squadra eliminata, ma l&#8217;<strong>Aston Villa</strong> ha fatto vedere di non essere arrivata casualmente nelle prime otto. Nelle ultime due stagioni lo straordinario lavoro di Unay Emery ha consentito ai <em>Villans </em>di crescere, entrare tra le prime 4 nella durissima Premier League e poi quest&#8217;anno disputare una prima fase eccellente, con alcuni scalpi illustri (vedi l&#8217;1-0 al Bayern Monaco). Dopo aver dominato il Bruges agli ottavi, l&#8217;Aston Villa ha tenuto egregiamente testa al più forte PSG: è uscita a testa alta a Parigi, subendo il gol dell&#8217;1-3 solo nel recupero, e al ritorno ha clamorosamente rimontato lo 0-2 iniziale imponendosi 3-2 e andando vicina a sfiorare uno storico ribaltone: solo le parate del nostro Gigio Donnarumma hanno consentito al PSG di volare in semifinale evitando il prolungamento della contesa ai tempi supplementari. </p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/04/2757591-qekvg2-Donnarumma-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-23863" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/04/2757591-qekvg2-Donnarumma-1024x576.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/04/2757591-qekvg2-Donnarumma-300x169.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/04/2757591-qekvg2-Donnarumma-768x432.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/04/2757591-qekvg2-Donnarumma.jpg 1408w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Una delle tanti grandi parate di Donnarumma</figcaption></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">La delusione</h2>



<p></p>



<p>Il <strong>Real Madrid</strong> pareva lanciato dopo aver estromesso l&#8217;Atletico Madrid negli ottavi, invece si è totalmente impantanato di fronte alla freschezza dell&#8217;Arsenal. Dopo lo 0-3 dell&#8217;Emirates, la squadra di Carlo Ancelotti ha perso con merito anche al ritorno, trafitta dalle reti di Saka e Martinelli in pieno recupero. Il tecnico italiano è probabilmente giunto alla fine del suo secondo straordinario ciclo madridista, che gli ha fruttato altre due Champions League in aggiunta a quella conquistata nel 2014. Vinicius pare il parente povero di quello devastante ammirato sino alla scorsa stagione in maglia Real, Bellingham sembra in costante involuzione, la difesa concede sempre troppo&#8230; Anche se in assoluto il problema principale rimane la mancanza di un regista che dia ordine alla manovra.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">L&#8217;italiana</h2>



<p></p>



<p>Ancora un bel voto (<strong><em>7</em></strong>) per l&#8217;Inter, che tiene conto non solo della partita di ritorno, ma soprattutto della qualificazione alla semifinale, traguardo che mancava da due stagioni e che ribadisce come i nerazzurri siano da tre stagioni una delle migliori formazioni d&#8217;Europa. Contro il Bayern Monaco non è stata facile, anzi: anche al ritorno l&#8217;Inter ha sofferto molto, lasciando per larghi tratti l&#8217;iniziativa e il palleggio ai bavaresi, ma dimostrandosi cinica e spietata quando serviva, in quei dieci minuti di fuoco a metà della ripresa, che hanno consentito di ribaltare il gol di Kane con l&#8217;uno-due di Lautaro e Pavard, salvo poi subire il 2-2 di Dier. Nel finale la squadra di Inzaghi si è arroccata dietro e ha saputo soffrire, resistendo agli ultimi assalti dei tedeschi.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="774" height="516" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/04/cda62f066f8466e559dbde58539ae0b6.jpg" alt="" class="wp-image-23860" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/04/cda62f066f8466e559dbde58539ae0b6.jpg 774w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/04/cda62f066f8466e559dbde58539ae0b6-300x200.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/04/cda62f066f8466e559dbde58539ae0b6-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 774px) 100vw, 774px" /><figcaption class="wp-element-caption">Mkhitaryan, autore di un&#8217;ottima prova, contende il pallone a Kimmich </figcaption></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il protagonista</h2>



<p></p>



<p>Tre gol al Barcellona potrà raccontarli ai nipoti: <strong>Serhou Guirassy</strong> si è portato a casa il pallone della partita nella vittoria platonica del suo Borussia Dortmund contro i <em>blaugrana </em>per 3-1. Le tre reti hanno permesso inoltre al franco-guineano di issarsi da solo in vetta alla classifica dei marcatori di Champions con 13 centri. Dopo Lewandowski e Haaland, il Borussia ha trovato una nuova gemma da esportare nell&#8217;elite del calcio europeo? Difficile dirlo, anche perché il polacco e il norvegese erano giovani talenti quando sono transitati in giallonero, mentre Guirassy ha 29 anni.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">La top 11</h2>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="940" height="788" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/04/DE-LA-FUENTE-Spagna-13.jpg" alt="" class="wp-image-23859" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/04/DE-LA-FUENTE-Spagna-13.jpg 940w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/04/DE-LA-FUENTE-Spagna-13-300x251.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/04/DE-LA-FUENTE-Spagna-13-768x644.jpg 768w" sizes="(max-width: 940px) 100vw, 940px" /></figure>



<p></p>
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		<title>Champions, quarti andata: Barcellona squadra da battere? Forse sì, ma occhio a Psg e Inter</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2025/04/09/champions-quarti-andata-barcellona-squadra-da-battere-forse-si-ma-occhio-a-psg-e-inter.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Niccolo Mello]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Apr 2025 21:55:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Quatto grandi partite nell&#8217;andata dei quarti di Champions League, a conferma che ci troviamo di fronte ad un&#8217;edizione di alto livello tecnico, con diversi giocatori [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2025/04/09/champions-quarti-andata-barcellona-squadra-da-battere-forse-si-ma-occhio-a-psg-e-inter.html">Champions, quarti andata: Barcellona squadra da battere? Forse sì, ma occhio a Psg e Inter</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-drop-cap">Quatto grandi partite nell&#8217;andata dei quarti di Champions League, a conferma che ci troviamo di fronte ad un&#8217;edizione di alto livello tecnico, con diversi giocatori finiti in copertina e una top 11 tutt&#8217;altro che facile da stilare per la presenza di numerosissimi protagonisti.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">La conferma</h2>



<p></p>



<p>Il <strong>Barcellona </strong>è forse oggi la squadra più bella e forte d&#8217;Europa. Non solo perché nella Liga sta mettendo sotto il Real Madrid delle stelle, ma anche perché continua ad esprimere un calcio straordinario, con una prima linea che probabilmente oggi non ha eguali al mondo. E Flick sembra aver messo a posto la difesa, che nella prima parte di stagione era stata a lungo il limite, il vero tallone d&#8217;Achille, dei <em>blaugrana</em>. Sappiamo bene che la società attraversa una crisi economica totale, ma qui si valuta la squadra e non le scriteriate gestioni della proprietà: e sul campo questo Barcellona, infarcito di giovani in molti casi provenienti dal vivaio e plasmato dalle sapienti mani di Flick (altra pasta come allenatore rispetto a Xavi, come già aveva mostrato al Bayern Monaco), sta incantando l&#8217;Europa. Ad oggi, forse, la favorita numero uno per la vittoria finale.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">La sorpresa</h2>



<p></p>



<p>Alzi la mano chi non avrebbe pensato ad uno scherzo se, alla vigilia della partita di andata, avesse letto <strong>Arsenal </strong>3 Real Madrid 0. Non perché l&#8217;Arsenal non sia una squadra di valore (equilibrata e solida, pur se priva di stelle), ma perché l&#8217;esperienza e la predisposizione della formazione londinese sul suolo europeo &#8211; sia a livello storico sia soprattutto dei giocatori in rosa &#8211; non è paragonabile a quella del Real. Un Real che arrivava per altro con il vento in poppa dopo il doppio prestigioso scalpo di Manchester City e ancora più Atletico Madrid. Ma dopo un primo tempo equilibrato, la ripresa ha visto l&#8217;Arsenal prendere campo e infilare tre reti, mettendo il Real all&#8217;angolo, oltre ogni più rosea aspettativa di qualsiasi tifoso dei <em>Gunners</em>.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">La delusione</h2>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="614" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/04/mbappe.real_.madrid.2024.25.delusione.2100x1260-1024x614.jpg" alt="" class="wp-image-23832" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/04/mbappe.real_.madrid.2024.25.delusione.2100x1260-1024x614.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/04/mbappe.real_.madrid.2024.25.delusione.2100x1260-300x180.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/04/mbappe.real_.madrid.2024.25.delusione.2100x1260-768x461.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/04/mbappe.real_.madrid.2024.25.delusione.2100x1260-1536x922.jpg 1536w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/04/mbappe.real_.madrid.2024.25.delusione.2100x1260-2048x1229.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Mbappé sconsolato: il Real ha subito un pesante tracollo. Ma al ritorno può ancora succedere di tutto&#8230;</figcaption></figure>



<p></p>



<p>L&#8217;altro lato della medaglia è appunto&#8230; il <strong>Real Madrid</strong>. Che ha confermato ancora una volta il vero limite, ovvero l&#8217;assenza di un regista (l&#8217;addio di Kroos era ed è pesantissimo) capace di dare equilibrio e ordine al gioco. Ancelotti, da vecchio lupo di mare abituato a muoversi con scaltrezza e trovare soluzioni raffinate e impensabili ai più, ha provato a percorrere strade interne, dalla novità Ceballos al reintegro nei titolari dell&#8217;eterno Modric (oramai però &#8220;bollito&#8221;), ma il problema resiste e persiste. I mal di pancia e la scarsa forma di Vinicius, uno che di solito non sbagliava mai i grandi appuntamenti, fanno il resto. Guai però a dare per morto il Real: nel 2022 contro Psg negli ottavi e City in semifinale e nel 2024 contro il Bayern in semifinale, i <em>merengues </em>hanno ribaltato situazioni impossibili, segnando a tutte e tre due gol oltre il 90°. E questo per limitarsi appunto solo alle ultimissime stagioni. Non dimentichiamo che qualche settimana fa una rimonta simile era stata anche confezionata in Coppa del Re contro la Real Sociedad. Solamente il Real Madrid, nel catino ribollente del proprio stadio (il <em>miedo escénico</em> di <em>valdaniana </em>memoria) può concepire e realizzare recuperi del genere. La domanda è: se l&#8217;Arsenal andasse in svantaggio al Bernabeu, avrebbe la forza, la mentalità, la lucidità di non crollare? Qualche dubbio c&#8217;è. Tra una settimana avremo la risposta.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">L&#8217;italiana</h2>



<p></p>



<p><em>Amala, pazza Inter, amala</em>, cantano i tifosi della <em>Beneamata</em>. Ma questa <strong>Inter </strong>(voto <strong><em>8</em></strong>) non è pazza. È forte e tremendamente equilibrata (leggi <a href="https://gameofgoals.it/2025/04/09/champions-league-andata-quarti-bayern-monaco-inter-1-2.html">qui</a> il pezzo di Giuseppe Raspanti). Un po&#8217; come l&#8217;Arsenal non ha stelle di prima fascia, ma tutti elementi di provato valore internazionale. Bastoni, Barella e Lautaro sono i suoi alfieri e rappresentano la linea dorsale di una squadra che Inzaghi ha plasmato in modo intelligente, partendo dalla scuola italiana, ma con spruzzate di calcio posizionale e di possesso, un ibrido che rende l&#8217;Inter estremamente versatile e capace di adattarsi agli avversari e alle pieghe tattiche che prendono gli incontri. Se Barcellona e Psg (a proposito, tanto di cappello a Luis Enrique) sembrano oggi le più forti e quelle che giocano il calcio migliore, l&#8217;Inter rimane la formazione più difficile da affrontare e decifrare per qualsiasi avversaria. Il sogno Champions è possibile e non è una chimera.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il protagonista</h2>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="1002" height="560" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/04/declan-rice-arsenal-2024-2025-1051182308h-1727780363-150001.jpg" alt="" class="wp-image-23833" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/04/declan-rice-arsenal-2024-2025-1051182308h-1727780363-150001.jpg 1002w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/04/declan-rice-arsenal-2024-2025-1051182308h-1727780363-150001-300x168.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/04/declan-rice-arsenal-2024-2025-1051182308h-1727780363-150001-768x429.jpg 768w" sizes="(max-width: 1002px) 100vw, 1002px" /><figcaption class="wp-element-caption">Declan Rice è uno dei più forti centrocampisti del mondo</figcaption></figure>



<p></p>



<p>Yamal, Raphinha, l&#8217;eterno Lewandowksi (a 37 anni ancora uno dei primi quattro centravanti del mondo con Haaland, Kane e Lautaro). Poi Vitinha, Kvaratskhelia, Barella, Bastoni, la sorpresa Carlos Augusto&#8230; Tanti nomi possibili per la palma di MVP. Ma il protagonista principale di questi quarti di andata non può che essere <strong>Declan Rice</strong>. Il polmone e la mente dell&#8217;Arsenal ha demolito il Real all&#8217;Emirates con una prestazione da centrocampista totale, impreziosita da due gemme su punizione da raccontare ai nipoti. Oggi, uno dei primi cinque centrocampisti al mondo: Pedri, Vitinha, Barella e Rodri (anche se infortunato, il Pallone d&#8217;oro in carica non può mancare&#8230;) gli altri quattro.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">La top 11</h2>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="940" height="788" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/04/DE-LA-FUENTE-Spagna-12.jpg" alt="" class="wp-image-23829" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/04/DE-LA-FUENTE-Spagna-12.jpg 940w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/04/DE-LA-FUENTE-Spagna-12-300x251.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/04/DE-LA-FUENTE-Spagna-12-768x644.jpg 768w" sizes="(max-width: 940px) 100vw, 940px" /></figure>
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		<title>Champions League, andata quarti: Bayern Monaco-Inter 1-2</title>
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					<comments>https://gameofgoals.it/2025/04/09/champions-league-andata-quarti-bayern-monaco-inter-1-2.html#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Raspanti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Apr 2025 13:04:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[2024-2025]]></category>
		<category><![CDATA[barella]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina: l&#8217;esultanza dei giocatori interisti, autori di una grande partita Importante vittoria dell’Inter in casa del Bayern che potrebbe mettere in discesa il [&#8230;]</p>
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<p class="has-text-align-right"><em>Immagine di copertina: l&#8217;esultanza dei giocatori interisti, autori di una grande partita</em></p>



<p class="has-drop-cap">Importante vittoria dell’Inter in casa del Bayern che potrebbe mettere in discesa il percorso dei nerazzurri verso la semifinale. Non è stata quella dell’Allianz Arena bavarese un gara spettacolare avendo rispecchiato perfettamente il momento critico delle due contendenti. </p>



<p>I padroni di casa lamentando infatti numerose defezioni in ogni reparto e confermando i milanesi una tenuta fisica precaria, data l’enorme mole di partite tutte importanti, già giocate in stagione. E anche l’andamento stesso della sfida ha rispecchiato in modo perfetto e fin troppo prevedibile questa situazione. Ha cominciato subito forte il Bayern con il volitivo <strong>Olise</strong> ad impegnare <strong>Sommer </strong>a terra e soprattutto con <em>Kane </em>lesto a sfruttare una dormita di <strong>Pavard</strong>, ma impreciso nel facile tiro che invece usciva scheggiando il palo. </p>



<p>Passato il quarto d’ora di studio e di paura reciproca e quello di accademica buriana tedesca, l’Inter, orchestrata da un magistrale <strong>Barella </strong>cominciava a prendere fiducia, riuscendo addirittura a chiudere alla grande la frazione iniziale. Prima era proprio un lancio  geniale del sardo a mettere <strong>Lautaro </strong>solo davanti al portiere senza che però quest’ultimo riuscisse a tirare, poi era una grande azione manovrata con tocchi di prima a lanciare in corsia <strong>Carlos Augusto</strong> il cui cross era aggiustato in modo eccellente da <strong>Thuram </strong>per lo stesso <em>Toro </em>che scagliava di prepotenza e precisione in porta. </p>



<p>Guadagnati gli spogliatoi sull’1-0, i ragazzi di <strong>Inzaghi </strong>continuavano nella ripresa a spingere sull’acceleratore sfiorando un paio di volte un raddoppio che sembrava fatto. Ma, come succede ultimamente, intorno all’ora di gioco le energie di <strong>Chalanoglu</strong> e compagni calavano vistosamente e tutta la squadra inevitabilmente abbassava il baricentro. <strong>Kimmich </strong>e compagni potevano quindi imbastire finalmente il loro tradizionale power play fatto di fitti passaggi e repentini cambi di fronte, senza che i nerazzurri riuscissero a tenere il possesso per più di qualche secondo. </p>



<p>A dire il vero non è che il Bayern riuscisse a rendersi molto pericoloso, a parte un tiro di <strong>Guerreiro </strong>appena sopra la traversa e un altro di <strong>Kane </strong>ben contenuto da <strong>Sommer</strong>, ma la sofferenze e la stanchezza degli interisti erano sempre più evidenti. L’ammonizione di <strong>Mkhitaryan </strong>e la sua sostituzione con <strong>Frattesi </strong>indebolivano ulteriormente il filtro meneghino e l’eterno <strong>Thomas Muller</strong>, appena entrato, trovava l’inevitabile pareggio. </p>



<p>Sembrava per l’Inter la fotocopia del pareggio di Napoli in campionato ma, tutto sommato, la circostanza poteva anche essere accettabile. Invece, l’ennesima invenzione di <strong>Barella </strong>e un’altra sgroppata vincente di <strong>Carlos Augusto</strong> regalavano a <strong>Frattesi</strong>, come al solito impareggiabile negli inserimenti, l’assist per il gol della vittoria e ai tifosi interisti la gioia di una vittoria storica e beneaugurante. </p>



<p>Il Bayern, dal canto suo, cade così in casa in Champions dopo ben quattro anni, ma ha già nel mirino la gara di San Siro del 16 aprile per vendere cara la pelle, magari recuperando qualche pedina fondamentale.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/04/bayern-inter-pagelle-calciomercato.it-20250408-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-23825" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/04/bayern-inter-pagelle-calciomercato.it-20250408-1024x683.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/04/bayern-inter-pagelle-calciomercato.it-20250408-300x200.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/04/bayern-inter-pagelle-calciomercato.it-20250408-768x512.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/04/bayern-inter-pagelle-calciomercato.it-20250408.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">L&#8217;esultanza di Lautaro Martinez dopo il gol</figcaption></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il tabellino</h2>



<p></p>



<p><strong>BAYERN MONACO-INTER 1-2<br>Marcatori:</strong> pt 38&#8242; Lautaro (I); st 40&#8242; Muller (B), 43&#8242; Frattesi (I).<br><strong>BAYERN MONACO (4-2-3-1):</strong> Urbig; Laimer, Dier, Kim (st 30&#8242; Boey), Stanisic; Goretzka, Kimmich; Olise, Guerreiro (st 30&#8242; Gnabry), Sané (st 29&#8242; Muller); Kane. All. Kompany.<br><strong>INTER (3-5-2):</strong> Sommer, Pavard, Acerbi, Bastoni; Darmian (st 34&#8242; Bisseck), Barella, Calhanoglu, Mkhitaryan (st 29&#8242; Frattesi), Carlos Augusto; Lautaro (st 45&#8242; Zalewski), Thuram. All. Inzaghi.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le pagelle</h2>



<p></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>BAYERN MONACO</strong></p>



<p><strong>Il migliore GORETZKA 6,5 </strong><br>È il solito lottatore a tutto campo e, specialmente quando il pallone rimane per interi minuti incollato ai piedi bavaresi, sembra un direttore onnipresente quanto implacabile. La palla gira e va dove vuole lui.</p>



<p><strong>Kimmich 6 </strong>Pur ottenendo la sufficienza piena, perde il duello di intelligenza con Barella. Questo fatto la dice lunga sullo spessore della gara della mezzala sarda.</p>



<p><strong>Olise 5,5</strong> All’inizio, lo guardi e dici: questo farà sfracelli; dopo un po’, pensi: adesso si scatena e farà polpette degli avversari; a un certo punto lo cerchi, ma non lo trovi. Alla fine ti domandi: ma quando lo hanno sostituito?</p>



<p><strong>Kim 5</strong> Sembra un implacabile gigante, ma quando Lautaro, che pure non sta benissimo, gli prende le misure, deve abbassare la testa.<br><br><strong>Kane 5</strong> Sulla generosità non si discute, sulla capacità di manovra nemmeno, ma è sulla reattività in area che ha &#8220;ciccato&#8221;. Alla grande.</p>



<p></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>INTER</strong></p>



<p><strong>Il migliore BARELLA 8</strong><br>A mio parere, è stato autore di una gara memorabile, impreziosita da alcune giocate sensazionali sia in fase di ripartenza sia in fase di gestione del possesso. La sventagliata improvvisa per Lautaro, quando i più pensavano a un retropassaggio, magari a Sommer, è una chicca degna di Modric.</p>



<p><strong>Carlos Augusto 7,5</strong> Dopo venti minuti in cui faceva fatica perfino a deglutire di fronte a Olise, ha sfoderato una prestazione d’autore. L’avversario, come detto, si è accucciato sotto la sua frusta e lui ha preparato da grande chef le portate per i due gol della vittoria.</p>



<p><strong>Lautaro 7</strong> Finché la squadra fa gioco e gli arrivano palloni, lui giostra alla grande; quando la penuria diventa siccità d’attacco, lui si rende utile ringhiando caviglie e sporcando linee di passaggio.</p>



<p><strong>Frattesi 6,5</strong> Sono mesi che ripeto che il romano è un trequartista puro camuffato da mezzala e che la mezzala di contenimento non la sa fare. Quando entra lui, il centrocampo cede, ma quando c’è da aggredire, la sua capacità di materializzarsi in area davanti al portiere avversario è impressionante. Questa partita di Monaco di Baviera è stata il suo compendio. Entra sull’1-0 per contenere e non tocca mai palla, girando a vuoto, segna il gol del pareggio uno di quelli che deve tenere d’occhio. La sua prestazione, come sempre, è da 4. Poi, Barella controlla al volo e lancia in fascia Carlos Augusto…</p>
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