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	<title>La sfida regina d&#039;Inghilterra Archivi - Game of Goals</title>
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	<title>La sfida regina d&#039;Inghilterra Archivi - Game of Goals</title>
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		<title>1997-1998: Liverpool-Manchester United 1-3</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Buffoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 May 2025 14:46:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La sfida regina d'Inghilterra]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina: Andy Cole, bomber del Manchester United Liverpool, Anfield Road, 6 dicembre 1997 Nel 1997/1998 vede la luce una delle rivalità più feroci [&#8230;]</p>
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<p class="has-text-align-right"><em>Immagine di copertina: Andy Cole, bomber del Manchester United</em></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Liverpool, Anfield Road, 6 dicembre 1997</h2>



<p></p>



<p>Nel 1997/1998 vede la luce una delle rivalità più feroci della storia del calcio inglese, quella che per diverse stagioni vedrà impegnate a combattersi senza esclusione di colpi il <strong>Manchester United</strong>, reduce da un quinquennio trionfale, e l&#8217;<strong>Arsenal</strong> di Mr. Arsène Wenger e di <strong>Dennis Bergkamp</strong>,<a href="https://gameofgoals.it/2024/03/08/estrarre-conigli-da-un-cilindro-invisibile-apologia-di-dennis-bergkamp.html"> il genio gentile, colui che sa estrarre conigli da cilindri invisibili</a>.</p>



<p>Nel mese di dicembre del 1997, alla quattordicesima giornata, United e Arsenal sono appaiati in testa al campionato, e il Liverpool recita la parte del terzo incomodo, parte che gli tocca da qualche stagione a dire il vero. Anfield assiste a un incontro che come di consueto vede le due squadre puntare sia sul fraseggio che sul ritmo sostenuto, e che si chiude con un punteggio severo per i Reds, a lungo incollati all&#8217;incontro e puniti da alcuni errori/giocate individuali degli ospiti, oltre che da una punizione di Mr. Spice Boy <strong>David Beckham</strong> che meriterebbe l&#8217;esposizione alla National Gallery.</p>



<p></p>



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</div></figure>



<p></p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le pagelle &#8211; Liverpool</h2>



<p></p>



<p><strong>IL MIGLIORE: Steve McMamanan 7</strong><br>Nessuna sorpresa quando si tratta di incoronare il migliore in campo dei padroni di casa: già attivo e spesso pericoloso nel primo tempo, Steve spicca il volo nella ripresa, e delizia la sua Anfield con un paio di aperture ad ampio raggio<em> pirlesche</em> e con alcuni spunti palla al piede da applausi, orchestrando anche l&#8217;azione da cui scaturisce il gol del pareggio.</p>



<p></p>



<p><strong>Jason McAteer 6,5</strong>: centrale o laterale di difesa, è una colonna dei Reds da diversi anni e, specie nel primo tempo, è forse il più intraprendente tra i suoi.</p>



<p></p>



<p><strong>Robbie Fowler 6</strong>: si muove senza tregua sul fronte offensivo, crea qualche grattacapo alla difesa ospite e ha il merito di segnare il gol del momentaneo pareggio.</p>



<p></p>



<p><strong>Michael Owen 6</strong>: debutta nel Classic il piccolo <em>Wonder Boy</em>, quasi diciottenne, e dimostra subito la capacità non comune di cambiare marcia con la palla tra i piedi, ma è ancora un po&#8217; impreciso, a volte confusionario, quando deve concludere. Bravo in ogni caso a guadagnarsi il rigore poi messo in porta da Fowler.</p>



<p></p>



<p><strong>Bjørn Tore Kvarme 5:</strong> non è in perfette condizioni fisiche e porta sulla coscienza il peso del gravissimo errore da cui arriva il gol del vantaggio degli ospiti.</p>



<p></p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le pagelle &#8211; Manchester United</h2>



<p></p>



<p><strong>IL MIGLIORE: Andy Cole 7</strong><br>Sembra aver montato la marmitta truccata perché corre come se fosse un mediano; il voto alto, in ogni caso, è un premio soprattutto ai due gol che decidono l&#8217;incontro, due cioccolatini da vero opportunista.</p>



<p></p>



<p><strong>David Beckham 7</strong>: quando decide di fare ricorso alle doti balistiche del suo destro Anfield trattiene il fiato, e se nel primo tempo si assiste a diversi cross velenosi, nella ripresa David fa cadere la mandibola agli spettatori con una punizione disegnata con il pennello che si insacca sotto l&#8217;incrocio.</p>



<p></p>



<p><strong>Ryan Giggs 6,5</strong>: meno vitale e incontenibile che in altre occasioni, lascia comunque sul posto in più circostanze il diretto marcatore e batte il corner da cui deriva il gol che chiude l&#8217;incontro.</p>



<p></p>



<p><strong>Nicky Butt 6</strong>: il migliore del primo tempo, quando recupera diversi palloni e si inserisce pericolosamente nell&#8217;area avversaria, cala nella ripresa e regala ai Reds un rigore con un intervento scomposto e non necessario.</p>



<p></p>



<p><strong>Teddy Sheringham 6</strong>: anche lui si rende pericoloso con il suo movimento incessante, e si dimostra bravissimo soprattutto in appoggio ai compagni. Gli manca la stoccata decisiva.</p>



<p></p>



<p></p>
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		<title>1996-1997: Liverpool-Manchester United 1-3</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2025/04/28/1996-1997-liverpool-manchester-united-1-3.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Buffoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Apr 2025 07:26:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La sfida regina d'Inghilterra]]></category>
		<category><![CDATA[david beckham]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Liverpool, Anfield Road, 19 aprile 1997 Il primo lungo ciclo di Ferguson a Manchester volge al termine, e la squadra, oramai imperniata sulla classe del [&#8230;]</p>
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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Liverpool, Anfield Road, 19 aprile 1997</h2>



<p></p>



<p>Il primo lungo ciclo di Ferguson a Manchester volge al termine, e la squadra, oramai imperniata sulla classe del 1992, si prepara a rinunciare al giocatore chiave dei suoi successi (King Eric) per affidarsi ai suoi giovani talenti. Nella primavera del 1997, il discorso Premier è ancora aperto e coinvolge quattro squadre, perché il <strong>Manchester United</strong> è in testa ma alle sue spalle Arsenal, <strong>Liverpool</strong> e soprattutto il Newcastle reclamano scampoli di gloria. La stagione si chiuderà con il quarto successo in cinque anni per i Red Devils, e la vittoria ottenuta ad Anfield è una seria ipoteca sul titolo.</p>



<p>Il Liverpool mette in mostra un efficace <em>passing game</em>, cui manca però la zampa decisiva in area di rigore, e paga le proprie imperdonabili disattenzioni difensive, le cui conseguenze sono aggravate da un portiere inadeguato come<em> Calamity</em> James.</p>



<p>Il 3-1 finale è un po&#8217; severo ma fotografa anche la distanza tra le due squadre in termini di efficacia e di capacità di gestire la partita.</p>



<p></p>



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<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le pagelle &#8211; Liverpool</h2>



<p></p>



<p><strong>IL MIGLIORE: John Barnes 6,5</strong></p>



<p>Il vecchio Digger sa ancora usare i suoi piedi di velluto, e pur essendo da tempo un giocatore a mobilità ridotta, dirige le operazioni in mezzo al campo e punisce un non impeccabile Schmeichel con il colpo di testa che propizia il gol del pareggio.</p>



<p></p>



<p><strong>Steve McMamanan 6</strong>: abbiamo visto all&#8217;opera versioni decisamente migliori di Steve, che in ogni caso non fa mancare il suo apporto e si prodiga in diverse iniziative palle al piede.</p>



<p></p>



<p><strong>Robbie Fowler 5.5</strong>; fatica a trovare la posizione e non valorizza al meglio le poche chance che gli capitano sui piedi, anche se la voglia di lottare non gli manca mai.</p>



<p></p>



<p><strong>Mark Wright 5</strong>: il retropassaggio suicida che solo per l&#8217;imprecisione di Cole non si trasforma nel 4 1 è la fotografia di una partita che lo vede spesso in affanno e impreciso anche quando ha la palla tra i piedi.</p>



<p></p>



<p><strong>David James 5:</strong> il portiere di Welwyn Garden City conferma di meritare il poco lusinghiero soprannome di Calamity. Un buon intervento su Johnsen non può compensare le due uscite sciagurate da cui scaturiscono due gol degli ospiti.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le pagelle &#8211; Manchester United</h2>



<p></p>



<p><strong>IL MIGLIORE: Gary Pallister 7,5</strong></p>



<p>Il capitano di mille battaglie, tra i centrali più amati dalla tifoseria dei Red Devils, il giocatore dell&#8217;anno della First Division nel 1992, si regala un pomeriggio indimenticabile, in casa dei nemici di sempre, proprio poco prima di appendere le scarpette al chiodo. Gary infatti domina le due aree di rigore, respingendo con vigore i tentativi avversari e segnando poi un&#8217;improbabile doppietta che decide, di fatto, la sfida.</p>



<p></p>



<p><strong>David Beckham 7</strong>: partita discreta, che però diventa qualcosa di più perché quando deve mettere il pallone in mezzo all&#8217;area lo Spice Boy è un&#8217;arma letale, e proprio da due suoi corner arrivano i gol di Pallister.</p>



<p></p>



<p><strong>Paul Scholes 6,5</strong>: motorino dalle pile inesauribili, tocca una marea di palloni e fa quasi sempre ciò che ci si attende dal fulcro del gioco di una big come lo United.</p>



<p></p>



<p><strong>Éric Cantona 6</strong>: per il suo ultimo derby d&#8217;Inghilterra, King Erica delizia il pubblico con alcune prodezze e con la consueta presenza dirompente nel gioco, ma si perde anche in un paio di leziosismi fuori luogo e commette sotto porta un errore non dalui, calciando il pallone alle stelle.</p>



<p></p>



<p><strong>Andy Cole 6</strong>: bravo ad approfittare dell&#8217;uscita sciagurata di James e a chiudere la partita, Andy fa un gran movimento ma pecca di precisione e sbaglia anche un gol fatto.</p>



<p></p>



<p></p>
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		<title>1996-1997: Manchester United-Liverpool 1-0</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Buffoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Feb 2025 06:00:00 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[david beckham]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Manchester, Old Trafford, 12 ottobre 1996 Nell&#8217;autunno del 1996 Manchester United e Liverpool si contendono la testa della classifica con il Newcastle, per una conferma [&#8230;]</p>
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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Manchester, Old Trafford, 12 ottobre 1996</h2>



<p></p>



<p>Nell&#8217;autunno del 1996 <strong>Manchester United </strong>e <strong>Liverpool</strong> si contendono la testa della classifica con il Newcastle, per una conferma delle <em>big three</em> della stagione precedente. All&#8217;Old Trafford, i Reds giocano meglio dei padroni di casa, specie nella ripresa, ma Ferguson &#8211; che si inventa un 4 4 2 atipico con Beckham e il suo King Eric centrocampisti centrali, Jordi Cruijff esterno sinistro, il ceco Karel punta &#8211; ha il suo talismano, ovvero Peter Schemichel, che para tutto il parabile e consente ai suoi di incamerare tre punti forse non meritatissimi.</p>



<p>Tra gli ospiti, brillano il solito, immarcabile Stevie MaManaman, davvero giocatore universale più che ala, e una difesa sempre attenta.</p>



<p></p>



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</div></figure>



<p></p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le pagelle &#8211; Manchester United</h2>



<p></p>



<p><strong>IL MIGLIORE: Peter Schmeichel 7,5</strong><br>I tifosi di casa, come sempre rumorosi e caldissimi, devono erigere un monumento alla saracinesca danese, che salva la sua porta in almeno 5 occasioni, dimostrandosi insuperabile nell&#8217;uno contro uno. La parata più bella è un colpo di reni in stile Buffon su Zizou nel 2006, su un colpo di testa sbagliato da Neville che sfiora l&#8217;autogol.</p>



<p></p>



<p><strong>David Beckham 6,5</strong>: partita normale, ma il grande destro dal limite con cui decide la gara gli vale il voto positivo.</p>



<p></p>



<p><strong>Ronny Johnsen 6,5</strong>: solido difensore danese, si fa sempre trovare pronto nell&#8217;uno contro uno e argina bene il pericoloso Stan Collymore.</p>



<p></p>



<p><strong>Ole Gunnar Solskjær 6:</strong> impreciso e un po&#8217; egoista in un paio di occasioni, ha il merito di controllare il pallone complicato da cui scaturisce il gol di Beckham con un gesto tecnico eccezionale, che gli vale almeno la sufficienza.</p>



<p></p>



<p><strong>Karel Poborský 5</strong>: l&#8217;asso ceco, giunto a Manchester dopo il brillante exploit di Euro 1996, non si è ancora ambientato alla corte di Sir Alex, e infatti, schierato da punta, non lascia il segno, anche perché poco supportato da un Cantona versione centrocampista e in giornata ni (5,5, per lui).</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le pagelle &#8211; Liverpool </h2>



<p></p>



<p><strong>IL MIGLIORE: Steve McManaman 7</strong><br>Devo ripetermi: l&#8217;esterno inglese, temutissimo da Sir Alex, è sempre la spina nel fianco dei Red Devils e colleziona dribbling, iniziative di qualità e conclusioni pericolose. Per lui, ennesima grande prestazione nel derby d&#8217;Inghilterra.</p>



<p></p>



<p><strong>Phil Babb 6,5</strong>: partita impeccabile del difensore irlandese, che limita gli attaccanti di casa per quasi tutta la partita.</p>



<p></p>



<p><strong>John Barnes 6</strong>: solita puntuale regia per il gigante buono, oramai a fine carriera, che gioca un calcio essenziale e pulito.</p>



<p></p>



<p><strong>Patrick Berger 6:</strong> altro ceco approdato in Inghilterra dopo gli Europei, fa parecchio movimento e si rende pericoloso in un paio di occasioni.</p>



<p></p>



<p><strong>Stan Collymore 5,5</strong>: fermato da San Peter, non è precisissimo nelle conclusioni e vanifica così alcune discrete iniziative palla al piede.</p>
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		<title>1995-1996: Liverpool-Manchester United 2-0</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2025/02/11/1995-1996-liverpool-manchester-united-2-0.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Buffoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Feb 2025 06:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La sfida regina d'Inghilterra]]></category>
		<category><![CDATA[liverpool]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina: Stan Collymore del Liverpool Liverpool, Anfied Road, 17 dicembre 1995 Uno degli United meno brillanti della stagione 1995/1996 viene travolto da un [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-text-align-right"><em>Immagine di copertina: Stan Collymore del Liverpool</em></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Liverpool, Anfied Road, 17 dicembre 1995</h2>



<p></p>



<p>Uno degli United meno brillanti della stagione 1995/1996 viene travolto da un <strong>Liverpool</strong> che, dopo diversi anni di buio, sta provando a togliere la polvere dal proprio <em>beautiful passing game</em>, tanto che il risultato di 2-0 è quasi stretto per i Reds &#8211; Reds che sono, nel corso della stagione 95/96, il terzo incomodo della Premier League: il Newcastle sta dominando e il Manchester prova a tenere il suo passo, mentre i ragazzi del Mersey, in terza posizione, sono appunto la mina vagante, e stanno cercando di riarruolarsi tra le grandi. L&#8217;operazione gli riuscirà, almeno in parte, perché raggiungeranno la finale di FA Cup (persa proprio contro lo United) e l&#8217;anno successivo arriveranno a un passo dalla finale di Coppa delle Coppe.</p>



<p><strong>Ferguson</strong> si inventa per l&#8217;occasione un atipico 4-3-3, con Beckham e Giggs mezzali e Cantona a galleggiare tra le due linee di attacco e metacampo, ma l&#8217;esperimento non dà i frutti sperati: il Liverpool fa circolare la palla decisamente meglio, crea il quadruplo delle occasioni degli ospiti e concede pochissimo in difesa. Il gol del furetto Fowler è la logica conseguenza di un dominio netto e inatteso. Nella ripresa il <strong>Manchester United</strong> alza i giri del motore e crea qualche grattacapo a James e alla sua difesa, ma sono Reds a sfiorare ripetutamente il gol del 2-0 con numerose azioni corali/ripartenze da cineteca, gol che arriva a pochi minuti dal termine e che porta sempre la firma di Fowler.</p>



<p></p>



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</div></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le pagelle &#8211; Liverpool</h2>



<p></p>



<p><strong>IL MIGLIORE: Steve McManaman 7,5</strong><br>Prestazione da incorniciare per l&#8217;ala dei Reds, che nell&#8217;uno contro uno si permette di disorientare sua maestà Cantona e il grande avversario Giggs, sfiora il gol in un paio di occasioni, inventa tre/quattro aperture da numero dieci navigato e serve infine a Fowler, per la ciliegina sulla torta, l&#8217;assist per il 2-0, al termine di una cavalcata di 40 metri palla al piede.</p>



<p></p>



<p><strong>Robbie Fowler 7</strong>: a onor del vero non disputa una grande partita, è spesso ai margini del gioco e sbaglia anche qualche appoggio semplice. Epperò se segni i due gol che decidono la gara meriti un voto alto a prescindere.</p>



<p></p>



<p><strong>Stan Collymore 6,5</strong>: il gigante di Stone corre come se ne andasse della sua vita, e si cimenta in un lungo duello con Peter Schemeichel, sfiorando il gol in almeno quattro occasioni e colpendo una traversa. </p>



<p></p>



<p><strong>John Barnes 6,5</strong>: il trentaduenne ogni tanto spinge sul pedale dell&#8217;acceleratore come negli anni d&#8217;oro, ma è soprattutto un raffinato e intelligente interno, che tocca decine di palloni sbagliandone pochissimi.</p>



<p></p>



<p><strong>Michael Thomas 6,5</strong>: tuttofare e recupera palloni instancabile, è uno dei più positivi della banda di Roy Evans.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le pagelle &#8211; Manchester United</h2>



<p></p>



<p><strong>IL MIGLIORE: Peter Schmeichel 7</strong><br>Meriterebbe un voto più alto, se non fosse per la figuraccia sul primo gol: Peter sembra una statua di sale e si fa superare facilmente dalla punizione non irresistibile di Fowler. Per il resto, però, salva baracca e burattini con una decina di interventi, alcuni dei quali decisamente complicati.</p>



<p></p>



<p><strong>Ryan Giggs 6,5</strong>; portiere escluso, Ryan è l&#8217;unico davvero positivo dei Red Devils. Protagonista di almeno cinque/sei iniziative pregevoli, con la sua velocità palla al piede è una spina nel fianco dei padroni di casa.</p>



<p></p>



<p><strong>Eric Cantona 6</strong>: fischiato sonoramente dall&#8217;infuocata Kop ogni volta che tocca palla, il Re fatica a trovare la posizione, specie nel corso del primo tempo, quando il modulo atipico scelto da Ferguson lo costringe a rinculare con frequenza ma con poca efficacia sino alla posizione di regista. Nella ripresa va decisamente meglio: è vero, perde qualche pallone di troppo, ma ha il merito di giocarne tanti molto bene e di sfiorare il pareggio con una giocata da capogiro.</p>



<p></p>



<p><strong>David Beckham 5</strong>: la giovanissima star non vive la sua giornata migliore. Nel ruolo di mezzala, fatica a prendere le misure del centrocampo avversario e sbaglia diversi appoggi. Male anche quando è chiamato a calciare verso la porta avversaria.</p>



<p></p>



<p><strong>Gary Neville 5</strong>: superato ripetutamente da McManaman, commette anche diversi errori tecnici e viene ripreso più volte da Sir Alex. Giornataccia.</p>



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		<title>1993-1994: Manchester United-Liverpool 1-0</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Federico Resta]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jan 2025 06:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La sfida regina d'Inghilterra]]></category>
		<category><![CDATA[eric cantona]]></category>
		<category><![CDATA[ferguson]]></category>
		<category><![CDATA[ince]]></category>
		<category><![CDATA[liverpool]]></category>
		<category><![CDATA[manchester united]]></category>
		<category><![CDATA[Steve MacManaman]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina: Paul Ince, migliore in campo Manchester, Old Trafford, 30 maggio 1994 Era una di quelle giornate in cui Manchester sembrava risorgere dalla [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-text-align-right"><em>Immagine di copertina: Paul Ince, migliore in campo</em></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Manchester, Old Trafford, 30 maggio 1994</h2>



<p></p>



<p>Era una di quelle giornate in cui Manchester sembrava risorgere dalla sua stessa pietra e pioggia, un mosaico di nuvole grigie che danzavano attorno alle cattedrali del calcio. Nella mente degli appassionati, la partita tra <strong>Manchester United</strong> e<strong> Liverpool</strong> è molto più di un semplice incontro sportivo: è la celebrazione di una rivalità infuocata, la liturgia che trascende il tempo. Le strade pulsano di vita, i colori della città alterati dalle sciarpe rosse dei tifosi, simboli di una fede che non conosce veramente confini.</p>



<p>Quella partita di ritorno apparteneva ancora ad una Premier League abbastanza acerba e mentre il mondo si stringeva attorno al campo, l&#8217;Old Trafford si trasformava in un&#8217;arena vibrante, un teatro antico dov&#8217;era facile perdere il confine tra il mito e la realtà. Al fischio d’inizio, l&#8217;attesa di una bella porzione di Lancashire si riverberava in ogni passaggio, in ogni contrasto. Praticamente una partita opposta a quella dell&#8217;andata ad Anfield finita 3 -3. Secca, ruvida e ventosa come il “breeze” che passa sopra le imbarcazioni del vecchio fiume Irwell. E poi, come un lampo in una tempesta, arrivò il momento di Ince, un cavaliere impetuoso nel suo impegno, che giocò con il coraggio di chi comprende l&#8217;importanza di essere eroe per un giorno (Moratti anni dopo confidò di essersi innamorato del centrocampista inglese proprio guardando quel match).</p>



<p>Il goal, un colpo preciso alla giugulare calcistica, non solo cambiò il corso della partita, ma congelò il tempo in un susseguirsi di emozioni che scaldavano l&#8217;aria fredda di gennaio. Era come se la città stessa tremasse di vita nuova, le case di mattoni rossi nel quartiere di Ancoats risuonavano con gli echi di una vittoria che sembrava destinata a scriversi nei tomi delle meraviglie calcistiche.</p>



<p>Nel frattempo, Manchester brillava con la sua solita miscela di industria e sogno: dalle altezze vertiginose di Beetham Tower alla storia racchiusa tra i vicoli di Northern Quarter. L’energia della città era composta di contrasti essenziali. Non era solo una competizione tra squadre, ma un rendez-vous tra due anime che, come amanti in un dramma di Burgess, si cercavano e si respingevano sulla tela verde del campo, abbracciando una notte di infinite possibilità.</p>



<p>Questa era Manchester. Questa è Manchester. In una delle sue giornate più significative,quel derby del Nord -Ovest dove un microcosmo di desideri umani, immortalato tra le luci che si spegnevano e il suono di “Mersey Paradise” degli Stone Roses , riesce ancora a realizzare quello che molti specialisti chiamano un “sogno lucido”.</p>



<p></p>



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</div></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le pagelle &#8211; Manchester United</h2>



<p><strong>IL MIGLIORE: Paul Ince 8</strong><br>Leone indomito in campo. Attacca tutti gli spazi lasciati dal Liverpool e recupera più di 31 palloni nella metà campo avversaria. Sembra avere 8 polmoni oltreché un tempismo perfetto sull&#8217;unico goal della partita. </p>



<p><strong>Denis Irwin 7</strong>: un&#8217;annata fantastica quella del terzino irlandese. Nelle due gare contro i rivali di sempre si fa notare sempre per caparbietà,corsa e pure qualche giocata su sovrapposizione. Molto bravo nella diagonale difensiva. </p>



<p><strong>Lee Sharpe 7</strong>: Lee secondo molti addetti ai lavori doveva essere l&#8217;astro nascente del nuovo United anni 90’ . Velocità,classe e istinto . Aveva tutto per diventare un top e in questa partita lo dimostra ampiamente. Purtroppo qualche infortunio di troppo, un comportamento non sempre professionale e un Giggs in ascesa ne limiteranno il percorso. VOTO 7</p>



<p><strong>Eric Cantona 5,5</strong>: cerca lo spunto “magico” durante tutta la partita ma Ruddock lo limita in tutto e per tutto. Prova il dialogo con Hughes ma l&#8217;amalgama con il bomber gallese in questo match in particolare sembra davvero offuscata . </p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le pagelle &#8211; Liverpool</h2>



<p><strong>IL MIGLIORE: Steve MacManaman 7 </strong><br>Quando è in giornata siamo di fronte ad un campione vero. Qualità e quantità senza limite. Corre sulla fascia destra e sinistra scambiandosi spesso di posizione con Barnes ma Pallister e Irwin fanno muro. Se avesse la continuità nell&#8217;arco di tutti i 90’ minuti a quest&#8217;ora ne staremmo parlando come uno degli esterni migliori degli ultimi 30 anni. Il Real Madrid comunque ne rimarrà ammaliato e si dice che Butragueno e Michel fossero sugli spalti di Old Trafford quel giorno. </p>



<p><strong>David James 6,5</strong>: se i portieri non avessero fra i loro compiti le uscite, David James sarebbe stato il “goalkeeper” titolare della nazionale inglese. Fra i pali è un gatto . Puro istinto! Compie due salvataggi davvero importanti ma non potrà nulla sul colpo di testa di Ince. Dimostra personalità e temperamento ma spesso pecca di concentrazione. </p>



<p><strong>Jamie Redknapp 5,5</strong>: uno dei miei pupilli nella Premier League anni 90’. Centrocampista che correva sulle punte , classico regista cresciuto con il mito di Glenn Hoddle. Abbina qualità a …qualità! Solo che alle volte “si piace” un po&#8217; troppo e si perde nella densità del pressing dei Red Devils . Prova qualche giocata ma rimane sterile . </p>



<p><strong>Ian Rush 5:</strong> La leggenda gallese , vincitore di tutto con la maglia dei Reds , autore di innumerevoli goal alcuni dei quali straordinari e di totale importanza non è altro che un mero ricordo. Gli anni passano e non sembrano risparmiare nemmeno uno dei più grandi bomber della storia del calcio d&#8217;oltremanica. Ci prova… Urla e combatte. Ma il piglio non sembra esserci più. Verrà sostituito da un giovane attaccante di cui si dice un gran bene : Robbie Fowler. </p>
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		<title>1995-1996: Manchester United-Liverpool 2-2</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Buffoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jan 2025 06:00:00 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[eric cantona]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina: Robbie Fowler del Liverpool Manchester, Old Trafford, 1 ottobre 1995 Il primo ottobre del 1995 è una data importante nella storia del [&#8230;]</p>
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<p class="has-text-align-right"><em>Immagine di copertina: Robbie Fowler del Liverpool</em></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Manchester, Old Trafford, 1 ottobre 1995</h2>



<p></p>



<p>Il primo ottobre del 1995 è una data importante nella storia del <strong>Manchester United</strong>, perché dopo oltre otto mesi di assenza torna in campo Éric Cantona, l&#8217;idolo di tutta la città che preferisce il colore rosso, e il francese non delude le attese, alzando subito i giri del motore dello United e risultando determinante, oltre che spettacolare in una lunga serie di giocate da urlo. Il<strong> Liverpool</strong>, punito dal gol segnato da Butt dopo un minuto, ha il merito di non uscire mai dalla partita e di trovare nel proprio cecchino Robbie Fowler un degno avversario dei campioni dei Red Devils. Ai punti, lo United meriterebbe a mio parere la vittoria, anche perché i due gol del Liverpool sono letteralmente due lampi nel buio, ma poco male: il pubblico di Manchester si è goduto una partita memorabile, giocata su ritmi frenetici e che al tempo esistevano solo in Inghilterra.</p>



<p></p>



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</div></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center has-large-font-size">Le pagelle &#8211; Manchester United</h2>



<p></p>



<p><strong>IL MIGLIORE: Éric Cantona 8</strong><br>Un genio dentro il fisico di un corazziere: specie nel secondo tempo, assistiamo a diverse invenzioni, colpi di tacco o lanci di prima che sono gesti tecnici sublimi, in orbita De Bruyne o Francesco Totti. Il voto alto è anche un premio all&#8217;assist confezionato un minuto dopo il ritorno in campo e al gol del 2-2, segnato su rigore propiziato da un&#8217;imbucata dello stesso campione francese. A mio parere, uno dei giocatori più sottovalutati dal pubblico italiano meno preparato.</p>



<p></p>



<p><strong>Roy Keane 6,5</strong>: non c&#8217;è un ciuffo del prato dell&#8217;Old Trafford su cui Roy non passi con una furia agonistica impressionante, ma anche con la notevole qualità che ha sempre saputo iniettare nel gioco</p>



<p></p>



<p><strong>Ryan Giggs 6,5</strong>: alterna giocate da campione a qualche ostinata e poco produttiva iniziativa palla al piede, ma ha il merito di intuire il servizio di King Eric e di guadagnarsi il rigore del 2-2.</p>



<p></p>



<p><strong>Nicky Butt 6,5</strong>: mediano tuttofare dai piedi discreti, che ha il pregio di siglare il gol che sblocca la partita con un intelligente inserimento.</p>



<p></p>



<p><strong>Phil Neville 5</strong>: rovina una prestazione normale con l&#8217;erroraccio che propizia il secondo gol di Fowler.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center has-large-font-size">Le pagelle &#8211; Liverpool</h2>



<p></p>



<p><strong>IL MIGLIORE: Robbie Fowler 7,5</strong><br>Si accende a sprazzi, ma quando lo fa confeziona un assist-cioccolatino sprecato dal compagno di reparto e segna due gol, il primo con un sinistro letale e il secondo con un pallonetto, dopo aver anticipato un distratto Neville. Campione.</p>



<p></p>



<p><strong>Jamie Redknapp 6,5</strong>: centrocampista britannico di pregevole e classica fattura, che conclude verso la porta di Schmeichel un paio di volte in maniera pericolosa, anche su calcio da fermo.</p>



<p></p>



<p><strong>Steve McManaman 6,5</strong>: i suoi lungi assoli palla al piede non sono quasi mai fatica sprecata, anche se Steve non è lucidissimo in area di rigore o quando deve provare a concludere.</p>



<p></p>



<p><strong>Michael Thomas 6</strong>: anche lui, un mediano solido e di discreta qualità, che non fa mai mancare il suo apporto.</p>



<p></p>



<p><strong>Ian Rush 5:</strong> a lungo isolato in attacco, sembra aver smarrito la verve degli anni migliori e non è letteralmente mai pericoloso.</p>



<p></p>



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		<title>1994-1995: Manchester United-Liverpool 2-0</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Buffoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Dec 2024 06:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La sfida regina d'Inghilterra]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina: Eric Cantona, grande protagonista della vittoria Manchester, Old Trafford, 17 settembre 1994 La sesta giornata della Premier League 94/95 mette di fronte [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-text-align-right"><em>Immagine di copertina: Eric Cantona, grande protagonista della vittoria</em></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center has-large-font-size">Manchester, Old Trafford, 17 settembre 1994</h2>



<p></p>



<p class="has-drop-cap">La sesta giornata della Premier League 94/95 mette di fronte un Liverpool in notevole ripresa e uno United che ha iniziato la stagione balbettando, tanto che i Reds sono quinti e i rivali di sempre sesti. Come sottolineano ripetutamente i cronisti spagnoli, la partita è uno spettacolo: nel primo tempo, il superbo passing game degli ospiti mette ripetutamente in difficoltà uno United salvato più volte dal suo portiere e che comunque non sta a guardare, e anzi crea diversi pericoli, specie quando può ripartire in velocità. </p>



<p>Nella ripresa, i padroni di casa salgono progressivamente di colpi e sbloccano la partita grazie al primo malinteso della difesa dei Reds, fino a quel momento arcigna e quasi impeccabile. Dopo pochi secondi, il subentrato <strong>McClair </strong>chiude la partita. Nel finale un Liverpool ferito nell&#8217;orgoglio da un risultato davvero troppo severo reagisce ma non si rende più pericoloso, mentre il Manchester gioca sul velluto. Nel complesso, un derby ricchissimo di contenuti tecnici e in cui non è facile individuare i migliori in campo, perché sono diversi i giocatori che si esprimono al meglio.</p>



<p></p>



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</div></figure>



<p></p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center has-large-font-size">Le pagelle &#8211; Manchester United</h2>



<p></p>



<p><strong>IL MIGLIORE: Éric Cantona 7,5</strong><br>Dopo l&#8217;ennesimo controllo da cineteca l&#8217;Old Trafford si scioglie davanti al suo beniamino, che dipinge calcio e si dimostra soprattutto uno strepitoso regista, un regista che però sfiora il gol e l&#8217;assist in tre/quattro occasioni, e che serve poi il pallone del due a zero a McLair, con un tocco delizioso. Altra categoria.</p>



<p></p>



<p><strong>Peter Schmeichel 7,5</strong>: contende al collega francese la palma di numero uno, perché il Liverpool nel primo tempo si rende pericoloso almeno tre volte e Peter risponde sempre da campione, specie su una conclusione velenosa di Steve McMamaman. Nella ripresa il portierone danese è meno impegnato, ma è ancora una volta impeccabile in uscita e su un paio di tentativi degli avversari. Leader maximo.</p>



<p></p>



<p><strong>Paul Ince 7</strong>: motorino inesauribile, è praticamente sempre nel vivo del gioco, sfiora il gol con un gran destro e recupera una miriade di palloni. L&#8217;archetipo del  box-to-box.</p>



<p></p>



<p><strong>Ryan Giggs 6,5</strong>: pecca di imprecisione in fase conclusiva (si mangia un gol abbastanza semplice, per un giocatore come lui), ma palla al piede è il solito furetto immarcabile e inventa un paio di veroniche da cineteca. </p>



<p></p>



<p><strong>Steve Bruce 6,5</strong>: il capitano la mette spesso sul fisico, ma sa anche impostare il gioco, sia con appoggi ai centrocampisti che con lanci lunghi. Una sicurezza.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center has-large-font-size">Le pagelle &#8211; Liverpool</h2>



<p></p>



<p><strong>IL MIGLIORE: Steve McMamanaman 7</strong><br>Le sue scorribande palla al piede sono un incubo per la difesa dei Red Devils, anche perché Steve è bravo pure quando deve cercare la porta. Non gli assegno più di sette solo perché gli mancata la stoccata decisiva, ma Steve gioca una grandissima partita.</p>



<p></p>



<p><strong>John Barnes 7</strong>: nel primo tempo, ma non solo, i suoi scambi nello stretto con Steve sono caviale purissimo. Non riesce più ad allungare palla al piede come faceva a fine anni &#8217;80, ma di fatto gioca da regista e non sbaglia un pallone, rendendosi anche pericoloso in un paio di occasioni.</p>



<p></p>



<p><strong>David James 6,5</strong>: il futuro Calamity a Manchester disputa un&#8217;ottima partita. Meno impegnato del collega, si fa trovare pronto su tre/quattro conclusioni pericolose, ma ha il demerito di sbagliare il tempo dell&#8217;uscita sul gol che sblocca e indirizza l&#8217;incontro.</p>



<p></p>



<p><strong>Rob Jones 6,5</strong>: ad un certo punto il cronista lo elegge miglior laterale destro del suo paese, e in effetti il difensore è un giocatore molto veloce, che usa le maniere forti su Ryan Gigs e che sa farsi valere anche quando deve scodellare traversoni verso l&#8217;area di rigore.</p>



<p></p>



<p><strong>Jan Mølby 6</strong>: Mølby Dick &#8211; e il soprannome dice tutto della sua pancia, un gentile omaggio della sua passione per la birra &#8211; non ha un grande passo, ma imposta il gioco come pochi altri contemporanei, e nel primo tempo non sbaglia un pallone. Nella ripresa, con il Manchester che alza i giri del motore, lo si vede più spesso in difficoltà, anche perché fatica a rincorrere gli avversari.</p>



<p></p>



<p></p>



<p></p>



<p></p>



<p></p>



<p></p>
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		<title>1993-1994: Liverpool-Manchester United 3-3</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Federico Resta]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Dec 2024 13:22:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La sfida regina d'Inghilterra]]></category>
		<category><![CDATA[alex ferguson]]></category>
		<category><![CDATA[cantona]]></category>
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		<category><![CDATA[ian rush]]></category>
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		<category><![CDATA[manchester united]]></category>
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<p class="has-drop-cap">In una plumbea giornata d&#8217;inverno, il prato di Anfield brillava come un palcoscenico di velluto verde sotto un cielo che minacciava di esplodere in un assolo di pioggia. Era una di quelle partite attese con il fiato sospeso, come una sinfonia che prometteva di scuotere le anime di chi aveva la fortuna di assistervi. Liverpool e Manchester United schieravano i loro uomini migliori, pronti a dare vita a una danza frenetica e inebriante, al ritmo di uno spartito sconosciuto.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Liverpool, Anfield Road, 4 gennaio 1994</h2>



<p></p>



<p>La partita si aprì con un impeto improvviso, un crescendo travolgente degno delle migliori partiture di un compositore del post-moderno. Il Manchester United avanzò con la sicurezza di una prima donna, con quel suo carattere plasmato da <em>Sir </em><strong>Alex Ferguson </strong>che sarà l&#8217;arma segreta del suo futuro “Double” a fine stagione (Premier+ FA Cup) . Fu <strong>Steve Bruce </strong>a rompere il ghiaccio, come un contrabbasso che determinato e sicuro, intona il tema principale. E non si dovette attendere molto prima che <strong>Ryan Giggs</strong>, con una falcata che sembrava composta di pura melodia, segnasse il secondo, rendendo la Kop silenziosa e pensierosa allo stesso tempo. </p>



<p>Lo United in vantaggio di due goal fuori casa ad Anfield! Quasi un accordo di jazz totalmente dissonante oserei dire. Un goal stupendo fra l&#8217;altro e di una bellezza accecante per tutti gli amanti del “Beautiful Game”. Un goal che mostrò al mondo tutta la tecnica e l&#8217;eleganza di una giovane ala sinistra gallese che definire “awesome” è un mero complimento di cortesia.</p>



<p>Se l&#8217;essere in vantaggio dopo nemmeno 25 minuti di 2-0 poteva sembrare ai più una dolce utopia figuriamoci come si sarà sentito <strong>Souness </strong>quando <strong>Denis Irwin</strong>, terzino sinistro dal piede più che educato e da sempre sottovalutato misteriosamente dai media, decise che lo spettacolo doveva assolutamente toccare vette vertiginose con un gol su punizione che sferzò l&#8217;aria come un acuto in una melodia teatralmente orchestrata. Sembrava tutto deciso, il risultato scolpito nell’immaginario collettivo: i Red Devils che espugnano il fortino di Anfield Road con un beffardo 0-3! It’s such a Dream!</p>



<p>Eppure, Il Gioco (The Game , come lo chiamano dalle mie parti), così come la musica, ama le dissonanze impreviste e nulla è compiuto fino all’ultimo movimento.  Il Liverpool, mai avvezzo a cedere la bacchetta così facilmente (i tifosi del Milan lo impareranno a caro prezzo 13 anni dopo) , risorse nei suoi momenti più disperati guidati dalla litania ossessiva dei suoi supporters. Già, quella “You’ll never walk alone” che quando le cose vanno male sembra agire come d&#8217;incanto nelle teste dei suoi giocatori. <strong>Nigel Clough</strong>, con l&#8217;eleganza di un pianista al suo strumento, infilò la difesa avversaria, due volte, con colpi che sembravano sfere di mercurio destinate a segnare l’inevitabile: il 2-3 improvviso e letale che rianimava il respiro della Kop e riapriva difatti il match.</p>



<p>Ci penserà un po&#8217; <strong>Souness </strong>con la sua accortezza tattica inserendo lo scandinavo <strong>Bjornebye </strong>sulla sinistra e un uomo dal carattere rude e tipicamente scouser come <strong>Neil Ruddock</strong>, ribattezzato dagli amici più intimi “The Tower”, che si elevò sulle punte come un tenore baritonale per incornare un cross perfetto del terzino norvegese dentro la porta difesa da <strong>Schmeichel</strong>, regalando così agli spettatori quel 3-3 che riportò equilibrio alla confusa armonia della partita.</p>



<p>Gli animi restarono accesi fino alla fine, come archi vibranti sul punto di spezzarsi. I cartellini gialli sventolarono nell’aria come note di avvertimento, ammonendo chi troppo si lasciava trascinare dall’estasi del gioco. Fu una partita che non si dimenticherà nessuno dalle parti del fiume Mersey , un’epifania di emozioni e passioni che sollevarono lo spirito dai torpori invernali con un risultato che fece da preludio alla spettacolarità che avrebbe contraddistinto la Premier League negli anni a venire, soprattutto il Derby del North-West.</p>



<p>In chiusura, mentre il sole ormai calante si specchiava negli occhi di chi si attardava per un ultimo saluto ai protagonisti in campo, riecheggiavano negli altoparlanti di Anfield le parole degli Echo &amp; The Bunnymen: “Nothing ever lasts forever”, monito sublime che incarnava l’effimera bellezza di quei novanta minuti, destinati a vivere per sempre nei cuori di chi li visse.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="600" height="400" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/12/G935FF-600x400-1.jpg" alt="" class="wp-image-22481" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/12/G935FF-600x400-1.jpg 600w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/12/G935FF-600x400-1-300x200.jpg 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /><figcaption class="wp-element-caption">Nigel Clough [https://www.thisisanfield.com]</figcaption></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le pagelle &#8211; Liverpool</h2>



<p></p>



<p><strong>IL MIGLIORE: Clough 8<br></strong>Il figlio del grande Brian sebbene a Liverpool sia rimasto per poco ha saputo lasciare il segno con una storica doppietta contro i rivali di sempre. Prestazione sontuosa dell&#8217;attaccante inglese che oltre ai due gol semina panico appena ha un minimo di spazio.</p>



<p><strong>Raddock 7</strong> Un faro al centro della difesa… e dell&#8217;attacco! Difensore roccioso, di quelli poco attenti all&#8217;impostazione ma più avvezzi allo scontro fisico. Colpisce di testa il cross al bacio di Bjornebye per il 3-3.</p>



<p><strong>Redknapp 6,5 </strong>Il “Wonderkid” come lo chiamavano ai tempi delle giovanili con i Reds . Giocatore per il quale stravedevo ma che per colpa degli infortuni riuscirò a godermi ben poco. In questo derby gioca una partita d&#8217;ordine ma con un carisma da veterano</p>



<p><strong>Rush 5</strong> Siamo alla fine di un&#8217;epoca per il gallese. Gli ultimi canti del cigno. Ma non oggi, non in questa partita dove appare abbastanza fuori fase.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le pagelle &#8211; Manchester United</h2>



<p></p>



<p><strong>IL MIGLIORE: Giggs 8</strong><br>Giocatore straordinario sin dai primi pulpiti. Dribbling, corsa, fantasia , intensità con un goal a fare da ciliegina sulla torta degno della sua immensa classe.</p>



<p><strong>Irwin 7,5</strong> Uno degli “underdog” per eccellenza. Si scriverà sempre poco del terzino sinistro irlandese. Giocatore eccellente per piede e dinamicità affronta l&#8217;urlo di Anfield come fosse un campo della periferia di Barnet. Leader Maximo.</p>



<p><strong>Bruce 6,5</strong> Segna il goal del vantaggio su assist di Cantona e poi lotta e si dimena per tutta la partita come un vero Mastiff di Blackpool. Spirito indomito.</p>



<p><strong>Cantona 6</strong> Nonostante l&#8217;assist per Stevie B. ci si aspetta sempre di più da “Eric The King”. Non è la sua migliore partita ma nemmeno da buttare tutto il lavoro sporco che compie muovendosi là davanti.</p>



<p></p>



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		<title>1992-1993: Liverpool-Manchester United 1-2</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2024/12/22/1992-1993-liverpool-manchester-united-1-2.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Buffoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Dec 2024 06:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La sfida regina d'Inghilterra]]></category>
		<category><![CDATA[giggs]]></category>
		<category><![CDATA[hughes]]></category>
		<category><![CDATA[liverpool]]></category>
		<category><![CDATA[manchester united]]></category>
		<category><![CDATA[rush]]></category>
		<category><![CDATA[steve mcmanaman]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina: Brian McClair, gol decisivo Liverpool, Anfield Road, 6 marzo 1993 A marzo del 1993 le cose sono decisamente cambiate, rispetto alla sfida [&#8230;]</p>
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<p class="has-text-align-right"><em>Immagine di copertina: Brian McClair, gol decisivo</em></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center has-large-font-size">Liverpool, Anfield Road, 6 marzo 1993</h2>



<p></p>



<p>A marzo del 1993 le cose sono decisamente cambiate, rispetto alla sfida autunnale, per United e <strong>Liverpool</strong>. I <em>Reds</em> sono infatti sprofondati in una crisi senza precedenti e navigano in acque pericolose, confinati in un imbarazzante quindicesimo posto, mentre lo United ha preso il volo, e l&#8217;unica squadra rimasta a contendergli il titolo è la sorpresa Norwich, che si prende addirittura la vetta della classifica nei mesi invernali.</p>



<p>Nonostante un divario sulla carta incolmabile, i padroni di casa, pungolati nell&#8217;orgoglio dalla sfida con i rivali più accreditati, iniziano bene la partita, e creano diversi grattacapi alla difesa del <strong>Manchester United</strong>, salvata da uno Schmeichel in stato di grazia. Il gol di Hughes, che incorna il solito cross pennellato dal giovane rampante Giggs, sblocca il match, ma nella ripresa un gol splendido del veterano Rush regala il pareggio alla squadra di casa. Lo United, decisamente superiore, riprende tuttavia in mano le redini della partita e sigla il 2 1 con Brian McLair, uno degli attaccanti meno celebrati dell&#8217;epoca Ferguson, ma in ogni caso un ottimo giocatore dotato di un discreto fiuto del gol. Nel finale, i Red Devils regalano spettacolo e potrebbero arrotondare il risultato (&#8220;<em>This is champagne football</em>&#8220;, dice a un certo punto il cronista), ma Hughes smentisce la nomea di cecchino divorandosi un paio di occasioni.</p>



<p>Nel complesso, un discreto incontro che si chiude con la meritata vittoria della squadra migliore.</p>



<p></p>



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</div></figure>



<p></p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center has-large-font-size">Le pagelle &#8211; Liverpool</h2>



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<p><strong>IL MIGLIORE: Ian Rush 6,5</strong><br>&#8220;<em>He can create chances out of nothing</em>&#8220;: ed è proprio così. Il veterano gallese, subentrato a fine primo tempo e abbandonato a lungo nell&#8217;area avversaria, supera Schmeichel con una conclusione al volo spettacolare e imparabile, e lo costringe poi a una grande parata nei minuti finali. Campione eterno.</p>



<p></p>



<p><strong>Steve McManaman 6</strong>: protagonista di un paio di buoni spunti e di un traversone su cui lo United rischia il clamoroso autogol, non brilla particolarmente ma è tra pochi positivi del Liverpool.</p>



<p></p>



<p><strong>John Barnes 5.5</strong>: la classe è quella dei giorni migliori, la gamba no, anche perché i numerosi problemi fisici dell&#8217;anno precedente lo stanno ancora penalizzando. Un paio di giocate di qualità non riscattano una prestazione anonima.</p>



<p></p>



<p><strong>Mark Wright 5</strong>: il valido laterale destro, punto fermo anche della nazionale di quegli anni, vive una giornata da dimenticare in cui insegue Ryan Giggs senza riuscire più di tanto a contenerlo.</p>



<p></p>



<p><strong>Paul Stewart 5</strong>: viene sostituito da Rush dopo 44 minuti in cui è stato quasi sempre anticipato dalla difesa inglese.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center has-large-font-size">Le pagelle &#8211; Manchester United </h2>



<p></p>



<p><strong>IL MIGLIORE: Peter Schmeichel 7</strong><br>Gioca a lungo da spettatore, ma viene chiamato in causa in tre occasioni che lo obbligano a prodursi in interventi da campione, specie sulla conclusione di Hutchison e sul diagonale velenoso di Rush.</p>



<p></p>



<p><strong>Ryan Giggs 7:</strong>  imprendibile quando cambia passo palla al piede, spreca un paio di buone occasioni ma mette sulla testa di Hughes il pallone del primo gol e, quando il cronista parla di champagne football, si riferisce soprattutto a lui, perché anche un paio di giocate della ripresa sono da applausi.</p>



<p></p>



<p><strong>Mark Hughes 6,5</strong>: il gol in tuffo di testa vale un voto positivo, anche se Mark nella ripresa pecca di imprecisione, divorandosi almeno un gol fatto.</p>



<p></p>



<p><strong>Paul Ince 6,5</strong>: sempre nel vivo del gioco, bravo sia quando si tratta di recuperare palla che di rilanciare e di inserirsi, si rende anche pericoloso in un paio di occasioni.</p>



<p></p>



<p><strong>Brian McClair 6.5</strong>: finito presto nel dimenticatoio dell&#8217;era Ferguson, l&#8217;attaccante scozzese è stato un ottimo elemento e ha il merito di decidere la sfida, siglando il nono gol stagionale.</p>



<p></p>



<p></p>
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