Dal “Maradona dei Carpazi” Hagi a Chivu: i 10 giocatori rumeni più grandi dell’era moderna

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Immagine di copertina: la Romania a USA ’94

La Romania, l’unico Paese di lingua latina dell’est Europa, non figura stabilmente tra le nazioni più significative del panorama calcistico mondiale. Ciò non toglie che, tra anni ’70 e (soprattutto) ’80/’90 abbia saputo conquistarsi un posto di primo piano nel firmamento del Vecchio Continente, portando sulle sponde del Mar Nero un titolo del tutto inaspettato (la Coppa dei Campioni del 1986) e disputando diversi camponati del mondo per nazioni, nell’ambito dei quali spicca USA 1994, quando i rumeni sono probabilmente la squadra più spettacolare del torneo e sfiorano una semifinale che avrebbe avuto il sapore della leggenda.
Abbiamo selezionato per voi i dieci calciatori rumeni più importanti – più che del dopoguerra: i primi decenni del calcio rumeno post 1945 per noi occidentali si perdono nelle nebbie della storia e sono molto difficili da valutare – dell’era moderna, l’era in cui è possibile in qualche modo saggiare anche in forma diretta le qualità e la statura di ogni atleta.

1) Gheorghe Hagi

Primo posto scontato. Il Maradona dei Carpazi è stato un giocatore dal carattere non semplice e un po’ lunatico anche nel rendimento, ma ha dominato come nessun altro l’epoca d’oro del calcio del suo paese. Mancino tagliente e preciso, dribbling mortifero, gran tiro dalla distanza, fantasia latina e colpi di testa slavi (le origini macedoni non mentono), Hagi si guadagna prima l’adorazone dei tifosi della Steaua Bucarest, che lo trasformano in un idolo a fine anni ’80, quando la squadra della capitale sfiora il bis europeo, e poi fa innamorare Barcellona, Madrid e la mia piccola Brescia: Hagi per due stagioni prende infatti casa sulle sponde del fiume Mella (sarebbe impossibile nel calcio di oggi) e, pur tra alti e bassi, si conferma un talento di statura planetaria. Il crepuscolo di Istanbul ne accresce la fama e ne arricchisce la bacheca, regalandogli una coppa UEFA che è tuttora l’unico trofeo continentale mai vinto da una squadra turca. La nazionale, se possibile, gli regala soddisfazioni ancora più grandi: a Italia ’90 diventa per tutti il Futbolista de Rasa e a USA ’94 è uno dei quattro o cinque giocatori più decisivi del torneo, e solo la lotteria dei rigori lo priva di una semifinale che avrebbe meritato. Quasi la personificazione del’abusata espressione “genio e sregolatezza”, Hagi è uno dei calciatori più estrosi e spettacolari della sua epoca e con ogni probabilità il talento rumeno più grande in assoluto.

2) Miodrag Belodedici

Statuario libero della Steaua Bucarest e della Stella Rossa, senza dubbio il miglior difensore rumeno mai visto, Miodrag Belodedici (anche nel suo caso, palesi le origini slave) è stato un giocatore di intelligenza ed eleganza superiori, dotato della visione di gioco dei grandi liberi classici e di un fiuto superiore per l’anticipo. Nel corso della sua lunga carriera ha fatto collezione di titoli nazionali in patria e ha vinto anche le uniche due Coppe dei Campioni che abbiano mai superato la Cortina di Ferro, ovvero quella del 1986 (quando è l’uomo chiave della squadra) e quella del 1991 (quando ne è il superbo regista difensivo). Lunghissima e ricca di soddisfazioni anche la sua carriera in nazionale.

3) Nicolae Dobrin

Dobrin stato il primo campione rumeno in grado di costruirsi una solida fama internazionale, a cavallo tra anni ’60 e ’70. Centrocampista offensivo molto forte fisicamente, non velocissimo ma dotato da madre natura di due piedi fatti di miele e della visione di gioco dei grandi, bandiera dell’Argeș Pitești, Dobrin ha vinto in tre occasioni il premio di giocatore rumeno dell’anno, e anche due campionati. La nazionale gli ha regalato meno soddisfazioni: dopo il debutto contro la Germania, nel 1966, Dobrin viene avvicinato da un certo Fritz Walter che lo riempie di complimenti, e il giorno successivo tutta la stampa tedesca lo celebra come uno dei migliori giocatori d’Europa, specie sul piano strettamente tecnico. Ai mondiali messicani, tuttavia, Dobrin non vede mai il campo per ragioni mai chiarite, e per anni la sua inspiegabile esclusione è causa di polemiche in Romania. Decisamente positivo invece l’apporto durante le qualificazioni per gli Europei del 1972, quando Dobrin è il cervello della Romania che approda ai quarti e viene eliminata solo dagli ungheresi. Nicolae continuerà a vestire la maglia della nazionale fino al 1980.

4) László Bölöni

László Bölöni è con ogni probabilità ancora oggi il miglior centrocampista rumeno all time. Dopo ben quattordici stagioni vissute indossando la maglia dell’ASA Târgu Mureș, il centrocampista trasloca a Bucarest e nel corso degli anni ’80 diventa il perno del gioco della squadra, un regista e un mediano validissimo in entrambe le fasi di gioco, che vince da protagonista una delle Coppe dei Campioni più incredibili di ogni epoca. Dopo aver vinto tutto in patria, compresi due titoli di calciatore dell’anno, il regista emigra in Belgio e poi in Francia. Lunga e di spessore la carriera in nazionale, con 102 presenze, 23 reti e un Europeo (quello del 1984) da titolare.

5) Dudu Georgescu

Forse il miglior bomber rumeno di sempre, Georgescu è stato un poderoso centravanti capace di dettare legge nel suo campionato per diverse stagioni, specie con la maglia della Dinamo Bucarest. Autore di oltre trecento reti in carriera, Dudu è stato nominato una volta giocatore rumeno dell’anno, ma soprattutto ha portato a casa quattro titoli di capocannoniere e due scarpe d’oro, trofei che l’hanno consacrato nell’Olimpo dei migliori centravanti della sua epoca. Notevole, sul piano realizzativo, anche la sua carriera in nazionale.

6) Marcel Răducanu

Tra i primi giocatori dell’est Europa capaci di imporsi anche a occidente (peraltro, dopo una stagione di stop imposta dal suo governo), il fantasista rumeno Răducanu merita a mio parere un posto alto in questa graduatoria. Dopo la lunga militanza a Bucarest, quando dimostra di essere uno dei giocatori tecnicamente più dotati del suo Paese e viene anche premiato come calciatore dell’anno, il campione emigra appunto in Germania Ovest e si afferma come uomo di maggior classe del Borussia Dortmund degli anni ’80. Nel 1983, dopo una performance memorabile contro il Bayern, diventa un idolo della tifoseria, e il suo rendimento, meno altalenante del previsto, gli regala un ruolo da titolare nella formazione ideale del calcio tedesco della stagione 83/83. In Germania rimane per sei stagioni ed è uno dei top scorer della Bundesliga nonostante giochi a centrocampo; quindi si sposta in Svizzera per chiudere la carriera in bellezza.

7) Gheorghe Popescu

Statuario centromediano vecchio stampo, il giramondo Popescu è stato una delle massime espressioni del calcio rumeno e uno dei perni della grande nazionale che incanta il mondo tra anni ’80 e ’90. Nominato per ben sei volte calciatore rumeno dell’anno solare, Popescu è un giramondo come Hagi e dimostra di poter rendere al meglio non solo in patria ma anche in Olanda, Spagna e Inghilterra, con tanto di breve cameo italiano con la maglia del Lecce, a carriera pressoché finita. Abile sia come centrale difensivo che come mediano, alla stregua di un certo Frank Rijkaard, Popescu si toglie le soddisfazioni miglior ai mondiali del 1994 (in pochi lo superano nel ruolo) e con la maglia del Barcellona, quando vince da titolare una Coppa delle Coppe.

8) Adrian Mutu

Quattro volte atleta rumeno dell’anno, talento tecnico sopraffino del tutto comparabile a Dobrin e Hagi, Mutu non si è consacrato completamente come quel grande campione che ha dimostrato di poter essere a causa di alcuni noti problemi personali. Ciononostante, Adrian merita di figurare in graduatoria perché nelle sue stagioni migliori è uno dei giocatori più decisivi e spettacolari della serie A: si aggrappano alla sua classe prima il pericolante Verona, con il quale Mutu inizia a esibire lampi di classe purissima, quindi il Parma di inizio millennio, che grazie a un Mutu stellare può giocarsi la qualificazione alla Champions, e quindi la Fiorentina – tra 2006 e 2008 Mutu è con ogni probabilità il miglior giocatore del nostro campionato, Ibrahimovic escluso. Anche la gloriosa militanza con la maglia viola si chiude purtroppo nel modo peggiore e lo relega ai margini del grande calcio. Più che positivo il suo contributo alla causa della nazionale rumena, in particolare in occasione dell’ottimo europeo giocato nel 2008.

9) Dan Petrescu

Prodotto del fertile vivaio della Steaua Bucarest, con cui si afferma a livello internazionale sul finire degli anni ’80, laterale destro di grande corsa e temperamento, versatile e dotato di forza e velocità non comuni, Dan Petrescu gioca nei primi anni ’90 un paio di annate ottime nel Foggia e poi passa al Genoa. Emigra quindi in Inghilterra e tra il 1995 e il 2000 è una delle colonne del Chelsea con cui vince la Coppa delle Coppe e la Supercoppa Europea nel 1998. Vanta 95 presenze nella nazionale romena, con cui disputa 2 Mondiali e 2 Europei.

10) Christian Chivu

Chivu è sin troppo noto ai tifosi italiani perché si debba sprecare troppo inchiostro a parlarne: giovanissimo leader del’Ajax, il difensore di Resita, classe 1980, ha dimostrato di essere un giocatore di grande spessore anche in Italia, dove ha vestito le maglie di Roma e Inter, dimostrandosi un grande giocatore sia da centrale e che da laterale sinistro, nonché un eccellente tiratore di calci di punizione. Tre volte giocatore rumeno dell’anno, protagonista dello storico Triplete nerazzurro, non può a mio avviso mancare quando si intavola una discussione sui campioni della Romania.

Chivu ai tempi dell’Inter

Menzioni d’onore

Meritano una mezione il grande attaccante Florea Dumitrache, uno dei bomber più prolifici della storia rumena e protagonista di Messico 1970; Ion Dimitru, uno dei centrocampisti rumeni più dotati e uomo chiave della nazionale negli anni ’70; Ilie Dumitrescu, giocatore tra i più talentuosi della Steaua degli anni d’oro e celebrato in patria soprattutto per la punizione capolavoro messa a segno contro l’Argentina a USA 1994; il fantasista Ilie Balaci, tra i giocatori tecnicamente più validi della storia del suo paese e due volte uomo dell’anno; il portiere Helmuth Duckadam, che regalò alla Steaua Bucarest la prima e unica Coppa dei Campioni della sua storia, parando 4 rigori su 4 nella lotteria finale contro il Barcellona: un record. Ancora, merita una mezione il grande bomber Anghel Iordănescu, tra i più prolifici della sua epoca con la maglia della Steaua.

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