Dio è bulgaro! I 10 calciatori bulgari più grandi dell’era moderna

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Immagine di copertina: la Bulgaria quarta a Usa ’94

La Bulgaria ha vissuto per lungo tempo in isolamento, sviluppando uno stile di gioco che sembra riflettere le caratteristiche fenotipiche dei suoi abitanti – a metà strada tra il latino e lo slavo. Se non mancano i fuoriclasse in grado di lasciare un’impronta profonda sul calcio mondiale, è interessante anche rispolverare i nominativi di alcuni giocatori di spessore che la modernità ha relegato nel dimenticatoio.

1) Hristo Stoichkov

Hristo è stato tanto, anche troppo per il calcio del suo Paese. Non dura moltissimo, ma tra fine anni ’80 e (almeno) il Mondiale americano figura stabilmente tra i primi giocatori del pianeta, ed è con ogni probabilità l’unico giocatore bulgaro che meriti di accomodarsi tra i grandissimi di ogni epoca. Carattere tendente al conflittuale ma mancino superbo, grandi doti di corsa e di dribbling, tecnica di prim’ordine e una leadership che non teme molti confronti, Stoichkov, dopo aver fatto innamorare il Paese d’origine vincendo tutto e guadagnandosi anche la corona di capocannoniere della Coppa delle Coppe del 1989, trasloca alla corte di Johan Cruijff e matura definitivamente. Ala, seconda punta o numero dieci, Hristo può fare tutto ed è il trascinatore del Dream Team per diverse stagioni. Sfiora il pallone d’oro nel 1992, dopo aver vinto la Coppa dei Campioni a Wembley, ma glielo sottrae un Van Basten superlativo, e lo conquista nel 1994, dopo aver trascinato a suon di reti e di prestazioni da leader la Bulgaria a una storica semifinale mondiale. Nel 1995 Cruijff ne intuisce il precoce declino e lo spedisce a Parma, dove per il fuoriclasse bulgaro saranno gioie e dolori, con una leggera prevalenza di questi ultimi, specie in campionato. Dopo un ottimo Europeo, il suo canto del cigno come fuoriclasse, Stoichkov torna a Barcellona, ma nonostante i 31 anni può giocare solo come riserva di extralusso che ogni tanto regala colpi di genio. Sarà titolare anche a Francia 1998, torneo in cui purtroppo però si vedrà solo l’ombra del grandissimo campione ammirato nella prima metà del decennio.

2) Georgi Asparuhov

Grande talento dal tragico destino, Gundi Asparuhov è stato – fatte le dovute proporzioni – una sorta di Van Basten bulgaro, un centravanti dotato di classe superiore, di capacità di coordinazione fuori non comuni, di un mancino sopraffino e di notevoli doti balistiche. Ritenuto dai più il miglior sportivo bulgaro degli anni ’60, Gundi è il perno del Levski Sofia per quasi un decennio e mette a referto 150 gol in 246 partite di campionato. L’Europa si accorge della sua bravura nel 1963, quando vince il titolo di capocannoniere della Coppa delle Coppe, e soprattutto tra 1965 e 1966, quando si impone come (probabilmente) il miglior centrattacco in circolazione nel Vecchio Continente e si guadagna un clamoroso 8° posto nella classifica di fine anno del pallone d’oro, segnando reti pesanti che trascinano la Bulgaria ai Mondiali d’Inghilterra. Il torneo iridato mette Gundi nell’Olimpo dei grandi campioni della sua epoca (con tanto di 14° posto nella classifica finale di France Football). Come noto, lo attende un tragico destino: nel 1971 Gundi è coinvolto in un incidente automobilistico e muore a soli 28 anni.

3) Hristo Bonev

Stella indiscussa del calcio bulgaro per quasi vent’anni, Bonev viene tuttora reputato uno dei più autorevoli antagonisti di Stoichkov nella corsa alla corona di calciatore bulgaro più grande. Trequartista dotato di notevole stazza e di grande forza fisica, Bonev era un giocatore i cui piedi non sfiguravano al cospetto di quelli dei migliori registi in circolazione nella sua era. Nel corso della sua carriera, trascorsa per larga parte a Plovdiv con la maglia della Lokomotiv, ha vinto solo una Coppa dell’esercito Sovietico, ma è stato nominato per ben tre volte calciatore bulgaro dell’anno e ha giocato da titolare due Mondiali, nel 1970 e nel 1974, dimostrandosi a proprio agio anche nel confronto con i migliori giocatori del pianeta (degna di nota, in particolare, la sua grande partita da regista a tutto campo contro gli svedesi, nel 1974). Giocatore straordinariamente prolifico, vanta 96 presenze e ben 48 reti con la maglia della nazionale.

4) Dimităr Berbatov

Il suo controllo di palla ha lasciato a bocca aperta, a volte, persino un certo Lionel Messi. Berbatov sul piano tecnico non ha temuto nessuno, nel corso della sua vita da zingaro del calcio europeo, e si è fatto amare da tutte le tifoserie per la capacità di inventare vere e proprie magie con la palla tra i piedi, dote che ha messo in secondo piano una certa indolenza e l’incostanza dimostrata nel corso della sua comunque grande carriera. Stella del Bayer Leverkusen nel corso degli anni 2000, Berbatov disputerà le stagioni migliori in Inghilterra, prima al Tottenham e poi al Manchester United, vincendo da protagonista la Premier del 2011. Con la nazionale, Berbatov mette a segno 48 reti ed è il miglior marcatore di ogni epoca, nonostante abbia disputato – tra i grandi tornei – solo Euro 2004.

5) Dimităr Yakimov

Con 151 reti in 308 partite con la maglia del CSKA Sofia, Yakimov è probabilmente il miglior talento bulgaro pre Gundi, un sublime trequartista che in patria vince tutto e che con la nazionale disputa da titolare un torneo Olimpico e tre mondiali. Nel suo caso il mito rischia a volte di soverchiare i fatti, ma la sua fama in Bulgaria è tale che sarebbe criminale escluderlo dalla graduatoria. Su YouTube si trova un breve video in cui, ai Mondiali del 1966, Yakimov sradica la balla dai piedi di Garrincha e, come dice il cronista inglese, «beats him in his game of virtuosity». Il torneo più bello con la maglia bulgara Yakimov lo disputa probabilmente nel 1970, nonostante la nazionale sia eliminata nel girone – di ferro, stante la presenza di Germania Ovest e Perù.

6) Krasimir Balakov

Eccellente trequartista mancino e giramondo, Balakov è uno dei talenti più cristallini della storia del calcio bulgaro. Stella giovanile dello FC Etar in patria, Balakov diventa uno dei giocatori più ammirati del Vecchio Continente dopo il trasferimento in Portogallo, laddove vince un titolo nazionale con lo Sporting Lisbona e non sfigura al cospetto di Paulo Sousa e Luis Figo, dimostrandosi giocatore di caratura planetaria. Da consegnare ai posteri anche la sua esperienza in Germania: Balakov diventa l’idolo dei suoi tifosi e con Bobic ed Elber forma il cosiddetto triangolo magico; nel 2000, viene nominato miglior giocatore di sempre del club tedesco. Positiva per longevità e impatto anche la sua carriera con la nazionale, specie ai mondiali americani quando è il secondo violino della squadra.

7) Emil Kostadinov

Colonna della nazionale per circa un decennio, ritenuto a lungo uno degli attaccanti più dotati d’Europa, specie sul piano tecnico, Kostadinov ha dominato il calcio del proprio paese per diverse stagioni, con la maglia CSKA Sofia, e quindi ha incantato i tifosi del Porto e vinto da dodicesimo di lusso la Coppa UEFA del 1996 con il Bayern Monaco. Nel 1993 è stato preferito a Stoichkov quale calciatore bulgaro dell’anno solare, anche perché ha segnato il gol che ha portato la Bulgaria ai mondiali americani, determinando la sconfitta dei francesi nella sfida decisiva. Con un bottino di 26 reti, è tuttora uno dei cannonieri più prolifici della storia della sua nazionale.

8) Jordan Letchkov

Altro alfiere della generazione d’oro del calcio bulgaro, trequartista e ala di caratura internazionale, Letchkov è stato il leader tecnico dello Sliven e poi dell’Amburgo, squadra con cui ha vissuto le stagioni migliori della carriera. Anche nel suo caso, determinante per inserirlo in graduatoria è l’eccellente rendimento con la nazionale: Letchkov è la spalla di Stoichkov e in America segna il gol decisivo per l’eliminazione della Germania, prodezza che gli vale il 13° posto nella graduatoria del pallone d’oro. Farà ancora meglio a Euro 1996, guadagnandosi il premio di “Man of The Match” contro la Francia.

9) Trifon Ivanov

Il guerriero della generazione d’oro del calcio bulgaro era Ivanov, poderoso e combattivo difensore/ e all’occorrenza mediano dotato di grande forza fisica e grintosissimo. Notevoli anche le sue doti di corsa e la capacità di concludere di potenza dalla distanza. Giramondo come molti connazionali, Ivanonv vive le stagioni migliori tra Bulgaria, Svizzera e Austria. Perno e tuttofare della grande Bulgaria ammirata a USA 1994, nel 1996 viene incoronato calciatore bulgaro dell’anno.

Trifon Ivanov

10) Kiril Ivkov

Ritenuto da molti connazionali uno dei più grandi difensori della storia del calcio bulgaro, Ivkov è stato un un roccioso centrale spessore internazionale, capace di vincere numerosi campionati con la maglia del Levski Sofia e di vestire per diversi anni la maglia della nazionale, contribuendo alla conquista di una storica medaglia d’argento ai Giochi Olimpici di Città del Messico, nel 1968, e giocando i mondiali di Germania da titolare. Vincitore per due anni consecutivi del riconoscimento riservato al giocatore bulgaro più bravo, deve a mio parere accomodarsi in questa top ten.

Menzioni d’onore

Tra le menzioni d’onore, è obbligatorio inserire: Kotkov, amico e compagno di Gundi che muore con lui nel 1971 in occasione del medesimo incidente, bomber del Lokomotiv e del Levski Sofia con i quali mette a segno circa 160 reti, nonché una delle stelle della Bulgaria ai mondiali inglesi; Dimităr Penev, centrale difensivo e libero di gran classe, uomo chiave della Bulgaria degli anni ’60 e ’70, due volte calciatore dell’anno del suo paese; suo nipote, Ljuboslav Penev, un pennellone capace di segnare a raffica sia a Valencia che a Madrid, dove vince un titolo inatteso nel 1996; Stilijan Petrov, laterale e soprattutto mediano del Celtic e dell’Aston Villa, uno degli ultimi giocatori bulgari capaci di imporsi nei migliori campionati europei; l’ottimo centrale difensivo Georgi Georgiev, perno della squadra che disputa Messico 1986 e bandiera del CSKA Sofia che farà il suo dovere anche in Francia.

Con il contributo di Simone Turrini

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