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	<title>napoli Archivi - Game of Goals</title>
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		<title>1985-1986: Napoli-Juventus 1-0</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Niccolo Mello]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 May 2026 10:18:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina La magica punizione di Diego che batte Tacconi Dopo otto successi consecutivi la Juventus capolista si arrende di misura al Napoli di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2026/05/26/1985-1986-napoli-juventus-1-0.html">1985-1986: Napoli-Juventus 1-0</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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<p class="has-text-align-right"><em><strong>Immagine di copertina</strong> La magica punizione di Diego che batte Tacconi</em></p>



<p class="has-drop-cap">Dopo otto successi consecutivi la Juventus capolista si arrende di misura al Napoli di <strong>Maradona</strong>. Decide una punizione meravigliosa, rimasta celebre, del <em>Pibe de Oro</em>. Successo meritato dei padroni di casa, che ci mettono più grinta e determinazione e mettono a lungo alle corde la Juve, soprattutto nel secondo tempo. Troppo attendista la squadra di <strong>Trapattoni </strong>come atteggiamento e mentalità. In grande spolvero non solo un superbo Diego, ma tutto il Napoli, a partire dall&#8217;altro argentino <strong>Bertoni</strong>.</p>



<p><strong>Napoli:</strong> Garella &#8211; Bruscolotti, Renica, Ferrario, Carannante &#8211; Bagni, Pecci (st 45&#8242; Buriani), Celestini &#8211; Bertoni, Maradona &#8211; Giordano (st 15&#8242; Caffarelli).<br><strong>Juventus:</strong> Tacconi &#8211; Scirea &#8211; Pioli, Favero, Brio, Cabrini &#8211; Mauro (st 30&#8242; Pin), Bonini, Platini &#8211; Serena, Laudrup.</p>



<p><strong>Primo tempo<br>4&#8242;</strong> subito Napoli pericoloso: punizione da sinistra di Bertoni, palla in area, Maradona devia da pochi passi, Tacconi respinge, la palla carambola ancora su Diego e finisce sul fondo.<br><strong>22&#8242;</strong> corner di Bertoni tagliato, la palla sorvola di poco la traversa. Napoli più pimpante, Juve che si difende e prova a ripartire.<br><strong>29&#8242;</strong> Maradona per Pecci, che ci prova da lontano, pallone fuori non di molto.<br><strong>34&#8242;</strong> altro corner temibile da sinistra di Bertoni, Tacconi smanaccia, tentativo di un giocatore napoletano in area: murato.<br><strong>42&#8242;</strong> break di Bertoni, che approfitta di una respinta di testa di Scirea e calcia in corsa da destra, palla fuori di un metro.<br><strong>45&#8242;</strong> fallo su Maradona al limite, punizione dello stesso Diego: alta.</p>



<p><strong>Secondo tempo<br>6&#8242;</strong> cross di Celestini da sinistra, Maradona ci prova di testa, palla sul fondo.<br><strong>17&#8242;</strong> lancio dalla trequarti di un giocatore del Napoli per Maradona, che calcia di destro al volo, Tacconi salva in corner con un piede.<br><strong>27&#8242; GOL NAPOLI</strong> Giocata pericolosa di Scirea in area su Bertoni, su un lancio di Carannante da sinistra. Punizione in area dal lato mancino. Pecci tocca per Maradona, che disegna una traiettoria magnifica, il pallone si infila sul primo palo nel “sette”.<br><strong>39&#8242;</strong> cross da destra di Pin, colpo di testa imperioso di Serena dal limite, Garella vola e devia in tuffo. </p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="738" height="462" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/maradona_platini.avif" alt="" class="wp-image-27337" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/maradona_platini.avif 738w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/maradona_platini-300x188.avif 300w" sizes="(max-width: 738px) 100vw, 738px" /><figcaption class="wp-element-caption">Maradona e Platini</figcaption></figure>



<p></p>



<p><strong>LE PAGELLE NAPOLI<br>IL MIGLIORE MARADONA 8,5 </strong>Quando si accende è una meraviglia. I difensori della Juve possono fermarlo solo ricorrendo al fallo. Gioca da mezzala e pennella calcio per i compagni, sfiora un paio di volte il bersaglio grosso e nel finale dà vita a una meravigliosa serpentina fermata con fallo al limite. In mezzo, la stupenda punizione in area, da posizione impossibile, che dà la vittoria al Napoli.<br><strong>Bertoni 7,5</strong> Compagno perfetto di Diego, parla lo stesso linguaggio tecnico, è una zanzara che si inserisce ovunque e crea pericoli a getto continuo. Su di lui il fallo di Scirea che determina il gol di Maradona. Incontenibile.<br><strong>Carannante 7</strong> Prestazione maiuscola, come sottolineato anche dai commentatori argentini. Attento, solido, una spinta costante in fascia, splendido il lancio per Bertoni in area che porta alla punizione vincente di Diego.<br><strong>Renica 6,5</strong> Perfetta direzione del traffico difensivo, gestisce con autorevolezza il reparto e tiene alla larga gli attaccanti juventini.<br><strong>Giordano 5</strong> Unico del Napoli fuori giri e fuori partita, non al meglio fisicamente la vede poco e viene sostituito.</p>



<p><strong>LE PAGELLE JUVENTUS<br>IL MIGLIORE TACCONI 7,5</strong> Se la Juve limita il passivo lo deve ad alcuni suoi interventi straordinari. Nega il gol a Maradona e Bertoni con parate da Oscar.<br><strong>Cabrini 6,5</strong> Autorevole e continuo a sinistra, sbaglia poco e gioca con ottimo piglio. Uno dei pochi bianconeri a uscire dal match a testa alta.<br><strong>Platini 6</strong> Alterna qualche ottima apertura e alcuni break interessanti palla al piede a errori di mira. Cala nel secondo tempo e non riesce a fare la differenza nel momento in cui la Juve avrebbe più bisogno di appoggiarsi alla sua classe per recuperare il passivo.<br><strong>Scirea 5,5</strong> Si limita al compitino in difesa, non ha un compito facile contro il tambureggiante assalto del Napoli. Causa il fallo da rigore in area che porta alla rete di Maradona.<br><strong>Laudrup 5</strong> Si accende solo con un guizzo nel secondo tempo, quando viene fermato con un fallo dopo uno slalom. Per il resto non lascia molte tracce.</p>



<p></p>



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		<title>1984-1985: Udinese-Napoli 2-2</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2026/05/24/1984-1985-udinese-napoli-2-2.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Niccolo Mello]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 May 2026 06:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Anni 80]]></category>
		<category><![CDATA[castellini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina Da sinistra: Maradona, l&#8217;arbitro Pirandola e Zico È la 29ª giornata di campionato, la penultima. Udinese e Napoli scendono in campo così [&#8230;]</p>
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<p class="has-text-align-right"><em><strong>Immagine di copertina</strong> Da sinistra: Maradona, l&#8217;arbitro Pirandola e Zico</em></p>



<p class="has-drop-cap">È la 29ª giornata di campionato, la penultima. Udinese e Napoli scendono in campo così senza ragioni di classifica: i friulani sono già salvi, gli azzurri sono a centro gruppo e non possono più avere velleità europee. Viene fuori così una partita spettacolare e ricca di emozioni. Termina in parità, ma i padroni di casa meritano certamente di più. Nell&#8217;Udinese brillano soprattutto il tuttofare <strong>De Agostini</strong> e <strong>Zico</strong>, autore di un grande secondo tempo; nel Napoli sugli scudi il portiere <strong>Castellini </strong>e <strong>Maradona</strong>, che realizza entrambe le reti.</p>



<p><a name="more"></a><br><b>Udinese:</b> Brini &#8211; Galparoli, Cattaneo (st 24&#8242; Tesser), Criscimanni &#8211; Montesano, Gerolin, Miano (st 16&#8242; Pasa), Edinho, De Agostini &#8211; Zico, Carnevale.<br><b>Napoli:</b> Castellini &#8211; Bruscolotti, Ferrario, Marino, Ferrara &#8211; Bertoni, Favo (st 22&#8242; De Vecchi), Celestini, Dal Fiume (st 33&#8242; Penzo) &#8211; Maradona, Caffarelli.</p>



<p><b>Primo tempo</b><br><b>4&#8242; GOL NAPOLI</b> Splendida punizione di Maradona da fuori, la palla si infila nel “sette” non dando scampo a Brini.<br><b>6&#8242;</b> Carnevale per Zico, tocco indietro a De Agostini, rasoterra preciso da fuori, palla deviata da un difensore sul palo. Inizio pirotecnico dell&#8217;incontro.<br><b>7&#8242; GOL UDINESE</b> Fallo su De Agostini sul lato sinistro dell&#8217;attacco friulano: Zico calcia in porta, Castellini respinge con i pugni, Gerolin di testa per Galparoli, che ancora di testa serve Carnevale, tiro deviato da Castellini. La palla torna quindi a Galparoli che a porta vuota, da pochi passi, realizza.<br><b>12&#8242;</b> Celestini suggerisce per Caffarelli, che si gira e calcia dal limite, blocca Brini.<br><b>13&#8242;</b> corner per l&#8217;Udinese da destra: colpo di testa di Cattaneo, Castellini non si fa sorprendere.<br><b>15&#8242;</b> punizione di Edinho dal limite, un favoloso destro a giro che Castellini devia in tuffo.<br><b>20&#8242;</b> meravigliosa azione dell&#8217;Udinese, che sta giocando davvero bene e meriterebbe il vantaggio: Edinho lancia sulla sinistra De Agostini, cross sul secondo palo, sponda aerea di Montesano per Carnevale, rovesciata in area fantastica, palla fuori di poco.<br><b>22&#8242;</b> lungo lancio di Ferrara in area per Bertoni, tiro di controbalzo, Brini devia. E&#8217; un match entusiasmante.<br><b>29&#8242;</b> splendido tracciante di sinistro di De Agostini da fuori area, palo pieno.<br><b>31&#8242;</b> punizione di Zico da destra, palla in area, Castellini sventa. Continua l&#8217;incessante e avvolgente manovra dei padroni di casa, Napoli alle corde.<br><b>33&#8242;</b> affondo di Montesano sulla destra, tiro-cross insidioso, Castellini si salva con l&#8217;aiuto della traversa.<br><b>35&#8242;</b> Montesano pennella un cross favoloso dalla trequarti destra, Zico si inserisce in area e colpisce di testa a colpo sicuro, Castellini vola e con un tuffo prodigioso allontana in corner.</p>



<p><b>Secondo tempo</b><br><b>6&#8242;</b> cross di Miano da destra, colpo di testa in area di Carnevale, conclusione troppo centrale, para Castellini.<br><b>8&#8242;</b> splendido assist in verticale di Maradona, che smarca Dal Fiume solo davanti a Brini, il centrocampista del Napoli calcia però sul portiere friulano in uscita.<br><b>10&#8242; GOL UDINESE</b> Zico batte una punizione corta per De Agostini, impressionante tiro d&#8217;esterno sinistro, la palla si infila nell&#8217;angolino imparabilmente.<br><b>20&#8242;</b> Marino innesca Bertoni, destro appena dentro l&#8217;area, blocca Brini. La partita ora è un po&#8217; calata d&#8217;intensità.<br><b>30&#8242;</b> punizione teleguidata di Zico dal lato sinistro dell&#8217;attacco, palo pieno.<br><b>32&#8242;</b> Zico per De Agostini, da questi ancora a Zico, che triangola con Pasa e calcia dal limite, Castellini blocca. Grande secondo tempo dell&#8217;asso brasiliano.<br><b>43&#8242; GOL NAPOLI</b> Lungo lancio dalle retrovie, Caffarelli sorprende la difesa dell&#8217;Udinese e colpisce di testa, la palla scavalca Brini e colpisce la traversa, Maradona si catapulta sulla respinta come un falco e corregge in rete con la mano. Ma l&#8217;arbitro Pirandola non se ne avvede e convalida la rete.</p>



<p></p>



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</div></figure>



<p></p>



<p><b><u>LE PAGELLE UDINESE</u></b><br><b>IL MIGLIORE DE AGOSTINI 7,5:</b> un ciclone inarrestabile. Dinamismo, polmoni d&#8217;acciaio e tiri devastanti dalla distanza: con uno prende il palo, con l&#8217;altro &#8211; un esterno mancino splendido &#8211; infila Castellini. Prestazione di onnipotenza assoluta sulla corsia di sinistra.<br><b>Zico 7,5:</b> nel primo tempo regala qualche pillola di gran classe, nella ripresa sale di colpi e si prende la squadra sulle spalle. Organizza la manovra con estrema sapienza, va più volte vicino al bersaglio grosso in prima persona (la traversa ancora trema&#8230;), avvia l&#8217;azione del primo gol e serve a De Agostini la palla del momentaneo 2-1. E&#8217; alla sua ultima partita al Friuli e vuole lasciare ai tifosi un ricordo speciale. Ci riesce alla grande.<br><b>Criscimanni 7: </b>gioca in marcatura su Maradona e limita moltissimo le giocate del Pibe de Oro. Nonostante una marcatura ferrea, l&#8217;asso argentino riesce ugualmente a segnare due reti a conferma del suo immane talento.<br><b>Montesano 7: </b>una scheggia conficcata nella difesa del Napoli sull&#8217;out di destra, rende la vita durissima al giovane Ferrara. Numerosi i palloni invitanti offerti ai compagni.<br><b>Edinho 6,5:</b> parte a razzo e per quasi mezz&#8217;ora dirige il traffico con abile maestria in mezzo al campo. Poi cala e si limita a gestire.</p>



<p><b><u>LE PAGELLE NAPOLI</u></b><br><b>IL MIGLIORE CASTELLINI 7,5: </b>se il Napoli esce dal Friuli con un punto il merito è suo. Nel primo tempo compie diversi interventi straordinari, dimostrato una reattività e un colpo di reni incredibili. Non a caso il suo soprannome è “Giaguaro”.<br><b>Maradona 7:</b> non era al meglio fisicamente e infatti non riesce a entrare nel match con grande continuità. Però quando si accende lascia il segno lo stesso a conferma delle sue doti impareggiabili. Due gol (di cui il primo con una punizione perfetta e il secondo di mano, anticipo della <em>Mano de Dios</em> messicana) e un assist geniale a Dal Fiume che spreca.<br><b>Bertoni 6,5:</b> giocatore completo, che abbina tecnica e sostanza. Parte dal lato destro poi svaria dove più occorre. Sfiora il gol.<br><b>Caffarelli 6:</b> molto lavoro sporco in prima linea, ha il merito nel finale di credere su quel pallone rilanciato dalla difesa, colpire la traversa di testa e favorire così il tapin vincente di Maradona.<br><b>Dal Fiume 5:</b> prova non indimenticabile sul piano del ritmo, si divora letteralmente il gol del possibile 2-1 su suggerimento di Maradona a inizio secondo tempo. Sostituito.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img decoding="async" width="817" height="960" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/481764161_3253488981460686_1894810579618089781_n.jpg" alt="" class="wp-image-27331" style="width:817px;height:auto" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/481764161_3253488981460686_1894810579618089781_n.jpg 817w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/481764161_3253488981460686_1894810579618089781_n-255x300.jpg 255w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/481764161_3253488981460686_1894810579618089781_n-768x902.jpg 768w" sizes="(max-width: 817px) 100vw, 817px" /><figcaption class="wp-element-caption">Così il Guerin Sportivo illustra la rete del 2-2 con la mano di Diego</figcaption></figure>
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		<title>1984-1985: Napoli-Sampdoria 1-1</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2026/05/15/1984-1985-napoli-sampdoria-1-1.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Niccolo Mello]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 May 2026 09:09:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Anni 80]]></category>
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		<category><![CDATA[campionato italiano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina Maradona lotta con Viercowod, uno dei duelli più straordinari del calcio italiano Esordio casalingo per Maradona al San Paolo. Dopo la secca [&#8230;]</p>
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<p class="has-text-align-right"><em><strong>Immagine di copertina</strong> Maradona lotta con Viercowod, uno dei duelli più straordinari del calcio italiano</em></p>



<p class="has-drop-cap">Esordio casalingo per <strong>Maradona</strong> al San Paolo. Dopo la secca sconfitta di Verona, gli azzurri ricevono la Samp nella 2ª giornata, ma non vanno oltre l&#8217;1-1. Questo nonostante un lungo dominio territoriale, che però non riesce a portare i due punti alla formazione campana. La Samp è cinica al massimo: un tiro in porta, un gol, un guizzo di <strong>Salsano</strong> da un&#8217;azione scaturita dall&#8217;asse <strong>Vialli</strong>&#8211;<strong>Mancini</strong>. <strong>Maradona</strong> regala alcuni sprazzi di grande calcio e trova la sua prima rete italiana su calcio di rigore, ma la difesa della Samp riesce tutto sommato a limitarlo.</p>



<p><strong>Napoli:</strong> Castellini &#8211; Boldini, Ferrario, De Vecchi, Carannante &#8211; Bagni, Celestini &#8211; Bertoni, Maradona, Dal Fiume &#8211; Penzo (st 37&#8242; Caffarelli).<br><strong>Sampdoria: </strong>Bordon &#8211; Mannini, Viercowod, Renica, Pellegrini &#8211; Scanziani, Souness, Pari &#8211; Beccalossi (st 21&#8242; Salsano), Francis (st 1&#8242; Mancini), Vialli.</p>



<p><strong>Primo tempo<br>7&#8242;</strong> retropassaggio rischioso di Renica, ne approfitta Maradona, che salta Bordon ma è troppo decentrato per calciare in porta e prova a toccare indietro a un compagno, Renica rimedia all&#8217;errore e riesce a liberare. L&#8217;azione però prosegue e Penzo in mezzo all&#8217;area in girata si fa murare il tiro da Mannini a botta sicura.<br><strong>19&#8242;</strong> fallo su Maradona sul versante destro dell&#8217;attacco, al limite dell&#8217;area: batte la punizione Bagni, colpo di testa in area di Penzo, un difensore della Samp salva sulla linea. Napoli che ha iniziato più deciso l&#8217;incontro.<br><strong>35&#8242;</strong> fallo su Maradona ancora sul lato destro dell&#8217;attacco: stavolta calcia Diego, traiettoria arcuata verso la porta, palla alta.</p>



<p><strong>Secondo tempo<br>16&#8242; GOL NAPOLI</strong> Veloce azione di ripartenza del Napoli, Celestini salta in area Pari che lo stende. Rigore ineccepibile. Dal dischetto Maradona realizza con un tiro basso e angolato, Bordon intuisce ma non ci arriva.<br><strong>25&#8242;</strong> Numero pazzesco di Maradona sull&#8217;out di sinistra, il Pibe de Oro salta Viercowod e Pari in un fazzoletto e prova a calciare da posizione defilata, Bordon con una mano protegge il primo palo e salva in corner.<br><strong>28&#8242; GOL SAMPDORIA</strong> Lungo lancio dalle retrovie di Renica, Vialli scatta sulla destra e mette in mezzo, Mancini tocca per Salsano che da due passi mette dentro. Napoli beffato.<br><strong>35&#8242;</strong> De Vecchi pesca in area Bertoni con un lungo lancio, l&#8217;attaccante argentino calcia rasoterra, pallone fuori di pochissimo.<br><strong>43&#8242;</strong> cross da sinistra di Bagni, colpo di testa in area ancora di Bertoni, traversa piena. Napoli sfortunato.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img decoding="async" width="411" height="309" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/sddefault-edited.jpg" alt="" class="wp-image-27312" style="width:450px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/sddefault-edited.jpg 411w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/sddefault-edited-300x226.jpg 300w" sizes="(max-width: 411px) 100vw, 411px" /><figcaption class="wp-element-caption">Maradona prima della trasformazione del rigore</figcaption></figure>



<p></p>



<p><strong>LE PAGELLE NAPOLI<br>IL MIGLIORE MARADONA 6,5 </strong>In una partita che regala poche emozioni, le giocate più belle sono sue: un paio di accelerazioni fermate dai difensori sampdoriani, uno slalom regale sul&#8217;out con Bordon che si oppone con un ottimo riflesso. Freddo nella trasformazione del rigore.<br><strong>Bagni 6,5</strong> Corsa e sostanza, ma anche alcuni validi palloni recapitati ai compagni, a conferma di qualità tecniche tutt&#8217;altro che disprezzabili.<br><strong>Celestini 6,5 </strong>Tocca diversi palloni e non si dà mai per vinto. Bravo a procurarsi il rigore.<br><strong>Bertoni 6</strong> Sfiora un paio di volte il gol, ma è sfortunato: prima il suo tiro termina a lato di poco, poi è la traversa a dirgli di no.<br><strong>Penzo 5,5</strong> Nel primo tempo sembra abbastanza in palla e impegna la difesa blucerchiata, nella ripresa cala di intensità.</p>



<p><strong>LE PAGELLE SAMPDORIA<br>IL MIGLIORE MANNINI 6,5</strong> Sicuro, pulito e preciso. Non commette sbavature sulla fascia di appartenenza ed è bravo a sbrogliare alcune situazioni complicate in difesa.<br><strong>Pari 6</strong> Sarebbe forse il migliore, ma pesa il fallo da rigore sul gol del Napoli. Lotta e sradica palloni.<br><strong>Souness 6</strong> Direzione del gioco compassata e un po&#8217; macchinosa, però non perde un pallone.<br><strong>Vialli 5,5</strong> Il cross per il gol è la sua unica giocata degna di nota. Per il resto, gara in salita.<br><strong>Francis 5</strong> Disinnescato agevolmente dalla difesa partenopea, la vede con il contagocce. <em><strong>Mancini</strong></em> (voto <strong><em>6</em></strong>) al posto suo timbra l&#8217;assist del gol.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Napoli - Sampdoria 1-1, serie A 1984-85" width="1200" height="900" src="https://www.youtube.com/embed/4sIaw0pQjHg?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
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		<title>1984-1985: Hellas Verona-Napoli 3-1</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Niccolo Mello]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 May 2026 09:55:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Anni 80]]></category>
		<category><![CDATA[1984-1985]]></category>
		<category><![CDATA[bagni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina Maradona contenuto da Briegel È la prima giornata del campionato che porterà il Verona a uno storico scudetto. E che sarà un&#8217;annata [&#8230;]</p>
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<p class="has-text-align-right"><em><strong>Immagine di copertina</strong> Maradona contenuto da Briegel</em></p>



<p class="has-drop-cap">È la prima giornata del campionato che porterà il Verona a uno storico scudetto. E che sarà un&#8217;annata magica per gli scaligeri si capisce già da questa prima giornata, in cui la formazione allenata da <strong>Osvaldo Bagnoli</strong> demolisce un Napoli che può contare su assi quali <strong>Bertoni</strong>, <strong>Bagni</strong>, <strong>Penzo </strong>e soprattutto <strong>Maradona</strong>. Il <em>Pibe de Oro</em>, all&#8217;esordio in serie A, trova pochi spazi per mettersi in luce, splendidamente arginato dal tedesco <strong>Briegel</strong>, che è uno dei grandi protagonisti della vittoria insieme ai centrocampisti <strong>Di Gennaro </strong>e <strong>Fanna</strong>, al libero <strong>Tricella </strong>e al centravanti <strong>Galderisi</strong>.</p>



<p><a name="more"></a><br><b>Hellas Verona:</b> Garella &#8211; Volpati, Tricella, Ferroni &#8211; Fanna, Bruni (st 44&#8242; Donà), Di Gennaro, Briegel, Marangon &#8211; Galderisi (st 37&#8242; Turchetta), Elkjaer.<br><b>Napoli:</b> Castellini &#8211; De Vecchi &#8211; Bruscolotti, Ferrario, Boldini (st 28&#8242; Caffarelli) &#8211; Bertoni, Celestini, Bagni, Dal Fiume &#8211; Maradona, Penzo.</p>



<p><b>Primo tempo</b><br><b>23&#8242;</b> Elkjaer protesta per una presunta spinta in area di Bruscolotti ai suoi danni. L&#8217;arbitro fa proseguire. Match finora molto chiuso e tattico, come da prassi degli anni 80.<br><b>24&#8242; GOL VERONA</b> Corner di Fanna da destra, Briegel svetta di testa nell&#8217;area piccola e infila l&#8217;angolino.<br><b>32&#8242; GOL VERONA</b> Splendido triangolo Di Gennaro-Bruni-Di Gennaro, che calcia sul secondo palo, Castellini respinge in modo tutt&#8217;altro che perfetto, Galderisi brucia la difesa del Napoli e realizza sotto la traversa. Hellas Verona sul velluto, il Napoli è in confusione e fatica a costruire gioco.<br><b>34&#8242;</b> ci prova ancora Fanna dal lato destro, Castellini c&#8217;è.<br><b>37&#8242;</b> Fanna batte un altro corner da destra, palla corta a Bruni, missile sul primo palo, pallone sull&#8217;esterno della rete.</p>



<p><b>Secondo tempo</b><br><b>4&#8242;</b> Bagni dalla distanza, Garella neutralizza. E&#8217; il primo tiro in porta del Napoli nell&#8217;incontro.<br><b>6&#8242;</b> calcio d&#8217;angolo di Bertoni da destra, ancora Bagni ci prova da distanza ravvicinata, Garella non si fa sorprendere.<br><b>9&#8242;</b> punizione di Bertoni da destra, sul secondo palo De Vecchi colpisce di testa, la palla attraversa pericolosamente tutta l&#8217;area piccola senza che nessuno riesca a intervenire. Preme il Napoli adesso nel tentativo di riaprire l&#8217;incontro.<br><b>13&#8242; GOL NAPOLI</b> Lungo lancio di Bagni in area per Bertoni, controllo di destro e gran diagonale di sinistro, pallone nell&#8217;angolino opposto, imparabile.<br><b>17&#8242;</b> punizione di Bertoni da fuori, Maradona intercetta con il tacco e al volo con il sinistro manda fuori di poco. Prima, sontuosa, giocata del Pibe de Oro. Hellas Verona in difficoltà adesso.<br><b>18&#8242;</b> micidiale contropiede del Verona. Spunto di Elkjaer che accelera, entra in area e calcia a mezza altezza sul primo palo, Castellini devia in corner.<br><b>27&#8242;</b> nuova splendida ripartenza del Verona: Fanna da destra innesca in area l&#8217;avanzato Trivella, cross sul primo palo, Ferrario anticipa all&#8217;ultimo il tapin di Galderisi, ma rischia l&#8217;autogol mandando fuori di pochissimo.<br><b>30&#8242; GOL VERONA</b> Punizione di Fanna da sinistra, colpo di testa ravvicinato in area piccola di Di Gennaro e Castellini non può nulla.<br><b>32&#8242;</b> punizione listata di Bertoni quasi dal limite, pallone a lato di un soffio.<br><b>35&#8242;</b> Napoli in dieci: espulso Bruscolotti per una manata a gioco lontano su Elkjaer. I due giocatori erano già venuti a contatto poco prima.<br><b>43&#8242;</b> cross di Di Gennaro da fondo campo, tentativo dal limite di Fanna, Castellini neutralizza.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="350" height="325" data-id="27307" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/8485_1_1-0.jpg" alt="" class="wp-image-27307" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/8485_1_1-0.jpg 350w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/8485_1_1-0-300x279.jpg 300w" sizes="(max-width: 350px) 100vw, 350px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="305" height="350" data-id="27308" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/8485_1_contrasto_ferroni.jpg" alt="" class="wp-image-27308" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/8485_1_contrasto_ferroni.jpg 305w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/05/8485_1_contrasto_ferroni-261x300.jpg 261w" sizes="(max-width: 305px) 100vw, 305px" /></figure>
</figure>



<p class="has-text-align-center">Due azioni dell&#8217;incontro</p>



<p></p>



<p><b><u>LE PAGELLE HELLAS VERONA</u></b><br><b>IL MIGLIORE BRIEGEL 7,5:</b> forza, corsa, volontà e anche ottime doti tecniche. E&#8217; una partita da ricordare per il factotum tedesco di Bagnoli, che limita fortemente Maradona e si concede anche il lusso di risultare letale nell&#8217;area avversaria. Come in occasione dell&#8217;incornata da calcio d&#8217;angolo che vale il vantaggio veronese e spiana la strada al trionfo.<br><b>Di Gennaro 7,5:</b> disputa un primo tempo sontuoso, raffinando l&#8217;intera manovra con tocchi e aperture geniali. Costruisce, insieme al fido Bruni, l&#8217;azione che porta al 2-0 e chiude poi i conti nella ripresa con la zuccata del tris.<br><b>Fanna 7: </b>parte da destra, ma anche lui si muove con intelligenza e spirito di sacrificio in molte zone del campo. Dai suoi corner teleguidati nascono sia l&#8217;1-0 sia il 3-1. Centrocampista totale.<br><b>Tricella 7:</b> libero di squisita intelligenza tattica, bravissimo nei movimenti e negli avanzamenti senza palla per dare manforte alle azioni offensive. Ricorda un po&#8217; (in piccolo) il grande Scirea.<br><b>Galderisi 6,5:</b> colpisce alla giugulare la macchinosa difesa napoletana con movimenti da vero opportunista d&#8217;area. Guai a lasciargli un metro di spazio. Il gol è il giusto premio a un match generoso.</p>



<p><b><u>LE PAGELLE NAPOLI</u></b><br><b>IL MIGLIORE BERTONI 7:</b> delizia il pubblico veronese con giocate di alta classe e ottime doti di palleggio. Uno dei pochi del Napoli a provarci in un difficile primo tempo e il più lucido nella ripresa. Suo il gol, splendido, che riaccende le speranze partenopee.<br><b>Bagni 6:</b> non ha affatto vita facile contro il dinamico centrocampo veronese, però non si dà mai per vinto, provandoci sempre con le buone e le cattive. Regala a Bertoni la palla del momentaneo 2-1.<br><b>Maradona 5:</b> un fantasma nel primo tempo, costantemente annullato da Briegel. Nella ripresa arretra il raggio d&#8217;azione e per una ventina di minuti regala qualche perla di un repertorio infinito, su tutte quello stop sulla punizione di Bertoni con tiro al volo e palla che lambisce il palo. Nel finale però torna nell&#8217;oblio. Giornata difficile per il Pibe.<br><b>Bruscolotti 4:</b> in balia di Galderisi, in crisi contro le sovrapposizioni dei giocatori veronesi, chiude una domenica orribile con l&#8217;espulsione evitabile che lascia il Napoli in dieci.</p>



<p></p>



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</div><figcaption class="wp-element-caption">Gli highlights</figcaption></figure>
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		<title>Champions League, bilancio prima fase: super Arsenal, flop Napoli, alieno Mbappé</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2026/01/30/champions-league-bilancio-prima-fase-super-arsenal-flop-napoli-alieno-mbappe.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Niccolo Mello]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Jan 2026 15:32:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[2025-2026]]></category>
		<category><![CDATA[atalanta]]></category>
		<category><![CDATA[bayern monaco]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina: Kylian Mbappé del Real Madrid, miglior calciatore del mondo La prima fase della Champions League 2025-2026 è andata in archivio con lo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-text-align-right"><strong>Immagine di copertina:</strong><em> Kylian Mbappé del Real Madrid, miglior calciatore del mondo</em></p>



<p class="has-drop-cap">La prima fase della Champions League 2025-2026 è andata in archivio con lo straordinario primo posto dell&#8217;Arsenal, capace di vincere tutte le partite. Bilancio agrodolce per le italiane: Inter, Atalanta e Juventus si sono qualificate per i playoff, il Napoli è stato eliminato. I playoff si disputeranno il 17 e 24 febbraio, mentre il 10 e 11 marzo si giocherà l&#8217;andata degli ottavi.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="512" height="640" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/01/618296860_1279637724205326_2748975790352094760_n-1.jpg" alt="" class="wp-image-25894" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/01/618296860_1279637724205326_2748975790352094760_n-1.jpg 512w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/01/618296860_1279637724205326_2748975790352094760_n-1-240x300.jpg 240w" sizes="(max-width: 512px) 100vw, 512px" /></figure>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/01/TAB-UCL-HD.jpg-1-1024x576.webp" alt="" class="wp-image-25895" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/01/TAB-UCL-HD.jpg-1-1024x576.webp 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/01/TAB-UCL-HD.jpg-1-300x169.webp 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/01/TAB-UCL-HD.jpg-1-768x432.webp 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/01/TAB-UCL-HD.jpg-1-1536x864.webp 1536w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/01/TAB-UCL-HD.jpg-1.webp 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">La conferma</h2>



<p></p>



<p>L&#8217;<strong>Arsenal</strong> è stata senz&#8217;altro la squadra migliore. Oltre ad aver vinto tutte le partite, i <em>Gunners </em>&#8211; attualmente in vetta anche alla Premier League &#8211; hanno messo in mostra un calcio moderno, piacevole da vedere sul piano estetico ma anche funzionale. L&#8217;Arsenal è una squadra senza stelle assolute, ma è un gruppo solidissimo e intercambiabile, che premia l&#8217;enorme lavoro portato a termine dal tecnico Arteta, il vero artefice della crescita esponenziale del team negli ultimi anni. I numeri premiano la prima fase degli inglesi in modo incontrovertibile: miglior attacco con 23 reti realizzate e miglior difesa con appena quattro subite.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="732" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/01/gettyimages-2153706064-1024x732.jpg" alt="" class="wp-image-25896" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/01/gettyimages-2153706064-1024x732.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/01/gettyimages-2153706064-300x214.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/01/gettyimages-2153706064-768x549.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/01/gettyimages-2153706064-1536x1098.jpg 1536w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/01/gettyimages-2153706064.jpg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Mikel Arteta, allenatore dell&#8217;Arsenal, merita solo applausi</figcaption></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">La sorpresa</h2>



<p></p>



<p>Tra le otto che hanno centrato un posto diretto agli ottavi, spiccano i portoghesi dello <strong>Sporting Lisbona</strong>. La formazione allenata da Rui Borges è riuscita a tagliare il traguardo all&#8217;ultima giornata, grazie al successo per 3-2 in casa dell&#8217;Atletico Bilbao, mettendo fuori dalle otto addirittura il Real Madrid sconfitto dai cugini del Benfica. A livello di singoli, tra le più belle sorprese di questa prima fase di Champions, bisogna citare il trequartista classe 2008 del Bayern Monaco <strong>Lennart Karl</strong>. Si tratta di un vero numero 10, piccolo, fantasioso, con un controllo di palla pazzesco, che ha già timbrato gol e assist in questa prima fase e promette forse di ripercorrere le orme dello spagnolo Lamine Yamal, di un anno più grande e già una solida certezza del panorama europeo.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">La delusione</h2>



<p></p>



<p>Qualcuno potrebbe dire l&#8217;Olympique Marsiglia di De Zerbi, beffato all&#8217;ultimo secondo dal gol del portiere Trubin, che ha spedito nelle 24 il Benfica di José Mourinho e ha sancito l&#8217;eliminazione dei francesi. Ma la delusione assoluta, rispetto alle premesse iniziali, è senza dubbio il <strong>Napoli </strong>di Antonio Conte. La squadra partenopea arrivava a questa Champions da campione d&#8217;Italia in carica e forte di una campagna estiva di rafforzamento importante. Ha sicuramente pagato un lunghissimo elenco di infortunati, ma anche l&#8217;idiosincrasia del tecnico leccese all&#8217;Europa: Conte si è confermato, una volta di più, tanto efficace nei campionati quanto incapace di andare lontano nelle coppe.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le italiane</h2>



<p></p>



<p>Propendo per un salomonico <strong><em>6,5 </em></strong>per <strong>Inter</strong>, <strong>Atalanta </strong>e <strong>Juventus</strong>, che hanno saputo centrare i playoff senza eccessivi patimenti. L&#8217;Atalanta è stata quella che ha addirittura sfiorato l&#8217;ingresso diretto agli ottavi, ma ha perso terreno sul più bello, nelle ultime due partite. L&#8217;Inter è apparsa meno brillante rispetto alla prima fase della Champions 2024-2025, ma non ha avuto problemi a qualificarsi per i playoff. La Juventus si è ripresa sotto la guida di Spalletti dopo un avvio complesso. Il <strong>Napoli</strong>, invece, merita <strong><em>4,5</em></strong>: è stata in assoluto la grande delusione, incapace persino di arrivare ai playoff.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="538" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/01/59cccd83-3724-46f4-8c89-b08b3778af9c-1024x538.webp" alt="" class="wp-image-25897" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/01/59cccd83-3724-46f4-8c89-b08b3778af9c-1024x538.webp 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/01/59cccd83-3724-46f4-8c89-b08b3778af9c-300x158.webp 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/01/59cccd83-3724-46f4-8c89-b08b3778af9c-768x403.webp 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/01/59cccd83-3724-46f4-8c89-b08b3778af9c-1536x806.webp 1536w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/01/59cccd83-3724-46f4-8c89-b08b3778af9c.webp 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Antonio Conte a testa bassa</figcaption></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il protagonista</h2>



<p></p>



<p>Un nome su tutti: <strong>Kylian Mbappé</strong>. È vero che il Real Madrid non è riuscito per un soffio a entrare nelle otto, ma lui ha fatto in pieno la sua parte e anche di più. Con 13 gol segnati è capocannoniere assoluto della manifestazione. In Liga viaggia alla media di oltre un gol a partita. E in un Real che non sempre riesce ad essere squadra, lui è la luce costantemente accesa sulla via del gol. In questo momento non c&#8217;è dubbio alcuno sul fatto che Mbappé sia con margine il miglior calciatore del mondo.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">La top 11</h2>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="940" height="788" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/01/SCALONI-Argentina.png" alt="" class="wp-image-25890" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/01/SCALONI-Argentina.png 940w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/01/SCALONI-Argentina-300x251.png 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2026/01/SCALONI-Argentina-768x644.png 768w" sizes="(max-width: 940px) 100vw, 940px" /></figure>
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		<title>La quarta volta del Napoli: storia di uno scudetto &#8220;di libertà&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marcello Brescia]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 31 May 2025 06:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calcio moderno]]></category>
		<category><![CDATA[antonio conte]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Uno dei film più celebri e capaci di arricchire ulteriormente il firmamento culturale degli anni &#8217;80 napoletani fu indubbiamente &#8220;Così parlò Bellavista&#8221;, tratto dall&#8217;omonimo romanzo [&#8230;]</p>
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<p class="has-drop-cap">Uno dei film più celebri e capaci di arricchire ulteriormente il firmamento culturale degli anni &#8217;80 napoletani fu indubbiamente &#8220;Così parlò Bellavista&#8221;, tratto dall&#8217;omonimo romanzo di <strong>Luciano De Crescenzo</strong>. Quest&#8217;ultimo, regista e primattore della pellicola, interpreta, appunto, Gennaro Bellavista, anziano professore di filosofia, che (in chiave ironica) effettua una distinzione antropologica piuttosto netta: da una parte gli &#8220;uomini d&#8217;amore&#8221;, caratterizzati da uno stile di vita votato all&#8217;apertura verso il prossimo, come i popoli latini, o in questo caso i napoletani e gli altri meridionali. Sul fronte opposto si collocano invece gli &#8220;uomini di libertà&#8221;, dall&#8217;atteggiamento più freddo e chiuso, una categoria di cui fanno parte gli abitanti del Nord (sia che si parli di Europa che di Italia).</p>



<p>Ecco, in questo manicheismo stereotipato e macchiettistico, si annida forse una delle maggiori differenze esistenziali tra i 2 campionati vinti dal <strong>Napoli</strong> negli ultimi tre anni, bis di trionfi arrivati in maniera sostanzialmente opposta nonostante diversi protagonisti in campo siano rimasti gli stessi. Lo scudetto del 2023, arrivato per manifesta superiorità rispetto alla concorrenza, è stato infatti conquistato cavalcando un entusiasmo sprigionato dopo 3 decenni di interminabile Odissea, tra retrocessioni, crack finanziario, e ritorno ai massimi livelli, a cui mancava però il giusto coronamento in salsa tricolore. Ha senso dunque parlare di uno scudetto &#8220;d&#8217;amore&#8221;, per la totale identificazione tra la splendida squadra di <strong>Luciano Spalletti </strong>e una tifoseria a cui quasi non sembrava vero di poter tagliare il traguardo a braccia alzate, dopo aver impartito lezioni di calcio sui campi dell&#8217;intera Penisola per tutta la stagione.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="696" height="394" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/05/DELA-696x394-1.jpg" alt="" class="wp-image-24215" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/05/DELA-696x394-1.jpg 696w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/05/DELA-696x394-1-300x170.jpg 300w" sizes="(max-width: 696px) 100vw, 696px" /><figcaption class="wp-element-caption">Il presidente del Napoli De Laurentiis</figcaption></figure>



<p></p>



<p>Ben diverso invece il percorso del Napoli 2024/25 di <strong>Antonio Conte</strong>, a cui forse ormai interessa ben poco di ottenere il premio della critica per la miglior sceneggiatura, ma che di certo non si è dimenticato i trucchi del mestiere, anche dopo 4 anni trascorsi lontano dalla sua amata Serie A: nelle 6 stagioni intere da tecnico nella massima serie, il salentino si è lasciato l&#8217;intera concorrenza alle spalle per ben 5 volte, mancando il bersaglio solo nella sua prima stagione all&#8217;<strong>Inter </strong>(in cui si piazzò al 2° posto). Insomma, di prove tangibili che attestano la semi-inarrestabilità di Conte nel nostro campionato ne abbiamo ormai a sufficienza; basti pensare che nella quasi centenaria storia della Serie A, nessun allenatore prima di lui aveva mai vinto lo scudetto con tre squadre diverse (anche a causa dell&#8217;asterisco posto di fianco ai titoli juventini di <strong>Fabio Capello</strong>).</p>



<p>Proprio per non aver incantato le folle come due anni fa, il Napoli neo-campione d&#8217;Italia non ha goduto del medesimo trasporto di una tifoseria divenuta ormai di bocca buona, e abituatasi a un&#8217;idea di calcio di dominio importata da <strong>Benitez</strong>, resa culto da <strong>Sarri </strong>e infine sublimata nella seconda magica stagione <em>spallettiana</em>. Lo shock culturale portato da Conte, un uomo d&#8217;amore diventato adulto in una terra di libertà come la Torino bianconera (sia da giocatore che da allenatore), ha dato dunque un sapore totalmente diverso a questo recente trionfo, forse il primo della storia del Napoli a poter essere definito &#8220;scudetto di libertà&#8221;.</p>



<p>Il gruppo forgiato dal mister leccese, del resto, privato delle folate di <strong>Osimhen</strong>, dei ricami di <strong>Zielinski</strong>, e, da gennaio in poi, delle sterzate di <strong>Kvaratskhelia</strong>, è stato costretto fisiologicamente a cambiare pelle, rivestendosi fin da subito d&#8217;acciaio. Ritrovare stabilità difensiva era infatti il primo step irrinunciabile per tornare a competere ai piani alti della classifica dopo le 48 reti subite nella scorsa stagione, chiusa al 10° posto. La funesta annata post-scudetto, minata sul nascere da una gestione societaria scriteriata, aveva infatti messo <strong>De Laurentiis </strong>con le spalle al muro, obbligandolo a ingaggiare l&#8217;unico allenatore sulla piazza capace di ridar vita a giocatori che, appena un anno fa, sembravano avere ormai l&#8217;encefalogramma piatto (capitan <strong>Di Lorenzo</strong> su tutti, ma anche <strong>Rrahmani</strong>, <strong>Anguissa</strong> e tanti altri).</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="450" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/05/Napoli-vince-scudetto-2024-25.webp" alt="" class="wp-image-24216" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/05/Napoli-vince-scudetto-2024-25.webp 800w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/05/Napoli-vince-scudetto-2024-25-300x169.webp 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/05/Napoli-vince-scudetto-2024-25-768x432.webp 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption">La festa dei giocatori del Napoli dopo la conquista del tricolore</figcaption></figure>



<p></p>



<p>La capacità di <strong>Conte </strong>di restituire motivazioni ed organizzazione a squadre in totale disarmo, come fece alla <strong>Juventus </strong>e al <strong>Chelsea </strong>nel decennio scorso, si è dunque dimostrata intatta, e gli innesti di un mercato estivo azzeccatissimo hanno fatto il resto: con <strong>Buongiorno</strong>, <strong>Mc Tominay </strong>e <strong>Lukaku</strong>, il Napoli si è dunque ritrovato una spina dorsale nuova di zecca, perfettamente congeniale al progetto tecnico del proprio allenatore. Al tempo stesso però quest&#8217;ultimo, trovatosi in mano una rosa quasi del tutto spoglia di estro (ridotto ulteriormente all&#8217;osso dopo l&#8217;addio di Kvara), ha dovuto dunque puntare su altri fattori, plasmando una squadra dall&#8217;atteggiamento quasi marziale nella protezione dell&#8217;area di rigore, i cui frutti hanno francamente dell&#8217;incredibile. Con appena 27 reti subite, i partenopei hanno infatti chiuso la stagione potendo sfoggiare la miglior difesa dei 5 principali campionati europei, risultato ancor più degno di nota alla luce delle tante assenze del sopracitato Buongiorno, probabilmente l&#8217;unico vero top player del pacchetto arretrato di Conte.</p>



<p>L&#8217;altro lato della medaglia è situato ovviamente nella metà campo avversaria, in cui il Napoli, sia per i pochi gol nelle gambe dei propri attaccanti che per l&#8217;indole conservativa mostrata dal proprio tecnico in diverse fasi della stagione, è diventata la squadra campione d&#8217;Italia con l&#8217;attacco meno prolifico dal 2004/05 ad oggi, mettendo a segno appena 59 reti; per trovare un gruppo scudettato con una resa offensiva così scarna bisogna tornare infatti al <strong>Milan </strong>di <strong>Zaccheroni </strong>nel 1999 (squadra anch&#8217;essa reduce da un 10° posto&#8230;), in una Serie A che aveva ancora solo 18 squadre, e di conseguenza sole 34 partite a disposizione per rimpinguare il proprio bottino.</p>



<p>Eppure, proprio in questo limite palesato dal Napoli nel corso della stagione, risiede la principale intuizione tattica di <strong>Conte</strong>, il quale, conscio di non avere più a disposizione lo straripante <strong>Lukaku </strong>del biennio 2019-21, ha sfruttato il belga come ingombrante apriscatole per gli inserimenti a getto continuo delle proprie mezzali. I numeri di <strong>Anguissa </strong>(6 gol e 4 assist) e di un <strong>Mc Tominay </strong>MVP della Serie A (12 reti e 4 assist), entrambi protagonisti della miglior annata della propria carriera, confermano dunque un pattern ricorrente nella stagione dei campani, costretti a massimizzare le proprie risorse per ergersi al rango di un&#8217;Inter ben più attrezzata e ricca di opzioni in ogni reparto.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/05/4125445-83646548-2560-1440-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-24214" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/05/4125445-83646548-2560-1440-1024x576.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/05/4125445-83646548-2560-1440-300x169.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/05/4125445-83646548-2560-1440-768x432.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/05/4125445-83646548-2560-1440-1536x864.jpg 1536w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/05/4125445-83646548-2560-1440.jpg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Mc Tominay, MVP del Napoli scudettato</figcaption></figure>



<p></p>



<p>Le &#8220;distrazioni&#8221; europee dei nerazzurri hanno tuttavia permesso al Napoli di reggere l&#8217;impatto con un duello punto a punto mai verificatosi nel 2023, non avendo ulteriori impegni al di fuori di un campionato capace di mettere ugualmente a dura prova una rosa molto corta come quella a disposizione di Conte. Quest&#8217;ultimo, smentendo chi lo riteneva un dogmatico del 3-5-2 (o tuttalpiù del 3-4-3 adottato nelle esperienze in Premier League), ha cambiato più e più volte l&#8217;abito tattico della propria squadra: partito da un 3-4-2-1 nelle prime uscite, per poi riassestarsi su un 4-3-3 volto a irrobustire il centrocampo con l&#8217;arrivo di <em>&#8220;McFratm&#8221;</em>, nel girone di ritorno diversi infortuni hanno obbligato l&#8217;ex ct della Nazionale ad affidarsi a un <strong>Raspadori</strong> tenuto fin lì in naftalina, orientandosi su un 3-5-2/ 4-2-3-1 estremamente ibrido ed efficace, come nello scontro diretto casalingo contro l&#8217;Inter a inizio marzo.</p>



<p>Insomma, non può che essere <strong>Conte </strong>il principale volto di una squadra muscolare e priva di grandi solisti, una squadra &#8220;di libertà&#8221; per il discorso che facevamo poc&#8217;anzi, capace di amministrare gli eventi con la lucidità e la freddezza che in pochi assocerebbero a un microcosmo rovente come quello del Napoli (e di Napoli), con l&#8217;attitudine che invece ha storicamente sempre fatto le fortune delle versioni più <em>fordiste </em>della Juventus. Proprio la <em>Vecchia Signora</em> tuttavia, obbligata a tornare in cima all&#8217;Italia dopo ormai mezzo decennio senza vittorie, spinge per riportare all&#8217;ovile il proprio figliol prodigo, dopo il clamoroso addio dell&#8217;estate 2014. Napoli e Torino, amore e libertà, così distanti e così vicine&#8230;</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Caroselli, cori e fuochi d’artificio, a Napoli si festeggia il quarto scudetto per tutta la notte" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/J6uE9b0OHiY?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
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		<title>Giorgio Ascarelli e il Napoli: la storia d&#8217;amore di un presidente dimenticato</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2025/03/12/giorgio-ascarelli-e-il-napoli-la-storia-damore-di-un-presidente-dimenticato.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Claudia Fragapane]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Mar 2025 06:30:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Frizzante, fumantina, passionale, solare, sicuramente unica nel suo genere: sono tanti gli aggettivi con cui potremmo descrivere Napoli, citta dalla rara bellezza artistica. ricchissima di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2025/03/12/giorgio-ascarelli-e-il-napoli-la-storia-damore-di-un-presidente-dimenticato.html">Giorgio Ascarelli e il Napoli: la storia d&#8217;amore di un presidente dimenticato</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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<p class="has-drop-cap">Frizzante, fumantina, passionale, solare, sicuramente unica nel suo genere: sono tanti gli aggettivi con cui potremmo descrivere Napoli, citta dalla rara bellezza artistica. ricchissima di cultura e di cose da fare, vedere e assaggiare. È un caleidoscopio di colori, suoni e odori che stanno bene solo li, guai solo a pensare di spostarli da un’altra parte. </p>



<p>Napoli è una città che pulsa di vita, dove il calcio è molto più di uno sport: è un rito, un atto di fede, un&#8217;esplosione di emozioni. E nel cuore di questa città vibrante, il Napoli Calcio<strong> </strong>regna sovrano, simbolo di un&#8217;identità forte e radicata.</p>



<p>Dalle prime partite sui campi polverosi ai trionfi epici dello stadio Maradona, il calcio a Napoli è diventato piano piano un viaggio nel tempo, un susseguirsi di gioie e dolori che hanno plasmato l&#8217;anima di un popolo. Ogni gol, ogni vittoria, ogni sconfitta è un capitolo di una storia d&#8217;amore che si tramanda di generazione in generazione, un legame indissolubile che unisce la squadra e la città in un abbraccio eterno. </p>



<p>Lo stesso identico abbraccio i napoletani l’hanno riservato per la prima volta a <strong>Giorgio Ascarelli</strong>, fondatore e presidente del Napoli, prematuramente scomparso il 12 marzo 1930, a 36 anni, a causa di una peritonite acuta.</p>



<p><strong>Ascarelli </strong>è stato un personaggio amatissimo dalla sua gente e importantissimo per la storia del calcio e per la sua città. Era figlio di secondo letto di <strong>Beatrice Foà</strong> e di <strong>Salomone Pacifico Ascarelli</strong>, discendente di una lunga e ricca dinastia di origine ebraica risalente addirittura al 17° secolo e ai primi ebrei del ghetto di Roma. Il giovane Giorgio cresce in un ambiente borghese frequentando di tanto in tanto la ditta di famiglia (gli <strong>Ascarelli </strong>commerciavano lana da secoli) e seguendo la sua passione per le arti, la lettura, la buona musica e lo sport. </p>



<p>Dal padre eredita anche la passione per l’impegno politico e nel 1914 entra a far parte del Partito Socialista Napoletano nel ruolo di consigliere esecutivo. Sono anni di fervore storico e <strong>Ascarelli </strong>viene guardato a vista dal questore, proprio a causa della sua militanza politica, vigilanza che viene poi rafforzata, anche a causa della discendenza ebraica, con l’ascesa di <strong>Mussolini </strong>al potere.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="501" height="682" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/03/image5.jpeg" alt="" class="wp-image-23605" style="width:450px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/03/image5.jpeg 501w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/03/image5-220x300.jpeg 220w" sizes="(max-width: 501px) 100vw, 501px" /></figure>



<p class="has-text-align-center">Giorgio Ascarelli </p>



<p></p>



<p><strong>Ascarelli </strong>è naturalmente attratto dallo sport: nel 1926 infatti acquista e regala al Circolo del Remo e della Vela Italia i locali per fare la sede sociale del circolo nautico e diventa uno dei fondatori del blasonato Circolo Canottieri Napoli. Ma è il calcio il grande amore di <strong>Ascarelli</strong>: Il giovane Giorgio si avvicina al mondo del calcio negli anni ‘20 quando assume la presidente della Internaples, società nata dalla fusione, nel 1922, tra Naples e Us Internazionali, due realtà locali già molto vivaci. Alla guida della squadra c’è <strong>Carlo Carcano</strong>, allenatore emergente che in seguito vincerà quattro scudetti con la Juventus.</p>



<p>La svolta vera avviene però il 2 agosto 1926 quando <strong>Giorgio Ascarelli </strong>comunica ai suoi soci di voler cambiare il nome alla società, che da quel momento in poi si chiamerà Associazione Calcio Napoli e rappresenterà in Italia la città partenopea. L’idea di fondo è romantica: per <strong>Ascarelli </strong>infatti il calcio è l’occasione, più unica che rara, per ridurre il divario esistente tra i vari strati socio culturali di Napoli e per appianare le differenze tra il proletariato e la borghesia opulenta e sofisticata da cui proveniva lui stesso. </p>



<p>Romantica è anche la scelta dei colori delle maglie: azzurro come il mare (a cui la città partenopea è legata visceralmente) e come il cielo quando splende il sole (spessissimo). Meno romantica invece la motivazione politica che porta <strong>Ascarelli </strong>a cambiare il nome Internaples in Associazione Calcio Napoli: sono anni difficili e il regime non avrebbe gradito in quanto non vedeva di buon occhio una squadra con un nome straniero come Internaples e ad <strong>Ascarelli </strong>non conveniva di certo fare guerre così alla fine opportunismo e buon senso hanno la meglio. Il Napoli nasce in un momento in cui il calcio italiano stava cambiando grazie alla firma della Carta di Viareggio: il documento, oltre a spianare la strada al girone unico, divide i calciatori in dilettanti e non dilettanti.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="640" height="380" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/03/image6.jpeg" alt="" class="wp-image-23606" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/03/image6.jpeg 640w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/03/image6-300x178.jpeg 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></figure>



<p class="has-text-align-center">Ascarelli e alcuni giocatori del Napoli</p>



<p></p>



<p>Il Napoli esordisce nella Divisione Nazionale 1926-1927 e la prima stagione è molto al di sotto delle aspettative, con la squadra azzurra che raccoglie un solo punto in 18 gare, retrocede ma viene poi ripescata dalla Federcalcio. Gli azzurri, insieme ad Alba Audace e Fortitudo Pro Roma, sono gli unici rappresentanti del Sud Italia a partecipare al torneo e il ripescaggio è un’occasione per avvicinarsi alle società del Settentrione. Lo stesso <strong>Ascarelli</strong>, al termine della stagione 1928/29 convince la Federcalcio ad allargare il gruppo di partecipanti da 16 a 18 squadre: tra queste c’erano anche i partenopei. Ed è questa la stagione in cui Il Napoli fa il salto di qualità, grazie ai giocatori che il presidente aveva messo a disposizione.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="629" height="465" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/03/image2.jpeg" alt="" class="wp-image-23609" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/03/image2.jpeg 629w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/03/image2-300x222.jpeg 300w" sizes="(max-width: 629px) 100vw, 629px" /></figure>



<p class="has-text-align-center">Azione di gioco del Napoli</p>



<p></p>



<p>Sono anni di grande cambiamento questi, anni in cui il calcio stava prendendo sempre più piede, diventando sempre di più uno sport nazional-popolare. <strong>Ascarelli </strong>capisce le potenzialità di questo sport emergente e capisce che i calciofili a Napoli stanno aumentando sempre di più. È per questo che rinforza la squadra, ingaggiando<strong> Antonio Vojak</strong>, attaccante istriano proveniente dalla Juventus, con cui aveva vinto uno scudetto e con cui aveva dimostrato di essere un goleador validissimo.</p>



<p>Con il Napoli <strong>Vojak </strong>realizzerà 102 gol. Al suo fianco <strong>Ascarelli </strong>chiama <strong>Attila Sallustro</strong>, paraguayano di Asuncion proveniente dalle giovanili del Napoli e primo giocatore azzurro a vestire la maglia della nazionale azzurra. A guidare la squadra, il presidente partenopeo chiama <strong>William Garbutt</strong>, allenatore inglese proveniente dalla Roma. Nell’ambiente <strong>Garbutt </strong>era conosciuto per le sue doti di motivatore e per la sua fama di tecnico severo. Aveva allenato anche il Genoa con cui aveva vinto 3 scudetti ed era quanto di più moderno potesse offrire il calcio a quei tempi. <strong>Garbutt</strong>, preceduto dalla sua fama, arriva alle pendici del Vesuvio e come prima cosa rivoluziona il metodo di allenamento, inserendo tattica e disciplina. La scelta di <strong>Ascarelli </strong>si rivela vincente perché la squadra arriverà ben due volte terza in classifica, tra le grandi dell’epoca.</p>



<p>Una squadra rispettabile però non poteva non avere una stadio, degno di questo nome, in cui giocare, Ed è così che <strong>Ascarelli</strong>, complice anche le sue ingenti possibilità economiche, decide di regalare alla città e ai tifosi un impianto nuovo di zecca, (pagato interamente di tasca propria) e affida il progetto ad <strong>Amedeo d’Albora</strong>, ingegnere che aveva già realizzato importanti opere nel capoluogo campano. </p>



<p>Il nuovo stadio, ribattezzato “Stadio Vesuvio” è pronto in soli sette mesi e viene inaugurato il 16 febbraio 1930. Sorge vicino alla stazione centrale, nel Rione Luzzatti e può ospitare 20.000 spettatori che possono assistere alla partita sulle tribune di legno. La partita inaugurale vede fronteggiarsi Napoli e Juventus (finisce 2-2) e tra la folla c’è anche <strong>Ascarelli </strong>che si gode divertito lo spettacolo mischiato tra la sua gente, ignaro che il destino gli giocherà un bruttissimo scherzo.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="451" height="607" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/03/image1.jpeg" alt="" class="wp-image-23607" style="width:450px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/03/image1.jpeg 451w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/03/image1-223x300.jpeg 223w" sizes="(max-width: 451px) 100vw, 451px" /></figure>



<p class="has-text-align-center">Le tribune di legno dello Stadio Vesuvio </p>



<p></p>



<p>Passano infatti solo poche settimane e il 12 marzo 1930, <strong>Giorgio Ascarelli </strong>muore, a 36 anni, a causa di una peritonite fulminante. La notizia della sua morte attraversa letteralmente tutta la città e arriva alla squadra, che in quel momento si trovava in trasferta ad Arona per preparare la partita di campionato contro il Milan. Il cordoglio è unanime e la squadra rientra a Napoli per l’ultimo saluto all’amato presidente: ai funerali partecipano tantissime persone che accompagnano il feretro di <strong>Ascarelli </strong>al cimitero ebraico. E automaticamente quello che era lo “Stadio Vesuvio” viene ribattezzato “Stadio Ascarelli”, in onore dell’industriale che tanto aveva amato e che tanto aveva fatto per la sua città.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="640" height="596" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/03/image0.jpeg" alt="" class="wp-image-23608" style="width:450px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/03/image0.jpeg 640w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/03/image0-300x279.jpeg 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></figure>



<p class="has-text-align-center">I funerali del Presidente </p>



<p></p>



<p>Passano due anni e nel 1932 viene assegnata la seconda edizione dei Mondiali di calcio all’Italia: per il regime è un’occasione d’oro per mostrare la potenza italica e per mostrare l’avanguardia delle infrastrutture e degli impianti che avrebbero ospitato il torneo. Tra gli stadi scelti c’era proprio l’Ascarelli, ma il regime, dopo averlo ristrutturato cambiandone completamente la facciata e ampliando i posti da 20.000 a 40,000, decide anche di cambiare il nome in Stadio Partenopeo: l’impianto avrebbe dovuto ospitare una partita della Germania e <strong>Hitler </strong>non avrebbe sicuramente gradito che la sua maestosa e arianissima nazionale giocasse in uno stadio intitolato a un industriale ebreo, per di più fervente socialista.</p>



<p>La decisione, ovviamente, non viene accettata dai napoletani e tantomeno dagli addetti che quello stadio l’avevano costruito, ma non si poteva fare altrimenti. Lo Stadio Ascarelli ospita durante il mondiale 1934 la partita tra Germania e Austria ma ha vita breve perché viene raso al suolo dai bombardamenti degli alleati nel 1942.</p>



<p><strong>Ascarelli </strong>non è stato solo il fondatore del Napoli e un innovatore assoluto nel calcio, ma anche un mecenate amante delle arti, un uomo generoso che ha costruito asili e strutture per i bambini abbandonati ed è stato vicepresidente del Rotary Club. Un uomo che alla sua città ha dato tantissimo ma che purtroppo, col senno di poi, non è stato premiato e riconosciuto come avrebbe meritato. </p>



<p>Della sua memoria storica resta un impianto costruito nel 2011 nel quartiere di Ponticelli. Sulla targa commemorativa affissa all’esterno si legge:<em> “A Giorgio Ascarelli, lungimirante industriale e munifico presidente della nascente società sportiva Calcio Napoli, la cui memoria fu oltraggiata dalla politica razziale fascista, che si manifestò anche attraverso la cancellazione del nome di “stadio Giorgio Ascarelli” all’impianto da lui voluto e finanziato, alla vigilia degli incontri della Coppa del Mondo del 1934”.</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2025/03/12/giorgio-ascarelli-e-il-napoli-la-storia-damore-di-un-presidente-dimenticato.html">Giorgio Ascarelli e il Napoli: la storia d&#8217;amore di un presidente dimenticato</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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		<title>Diego Armando Maradona, l&#8217;eroe greco del calcio mondiale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Federico Resta]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Nov 2024 06:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pedatori]]></category>
		<category><![CDATA[1986]]></category>
		<category><![CDATA[argentina]]></category>
		<category><![CDATA[dios]]></category>
		<category><![CDATA[maradona]]></category>
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		<category><![CDATA[mondiale 1986]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il sottoscritto, essendo inglese, dà avvio a un grande equivoco: un nativo delle terre di Albione che si accinge a glorificare un argentino, un vero [&#8230;]</p>
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<p class="has-drop-cap">Il sottoscritto, essendo inglese, dà avvio a un grande equivoco: un nativo delle terre di Albione che si accinge a glorificare un argentino, un vero e proprio semidio del calcio, <strong>Diego Armando Maradona</strong>. La rivalità fra Inghilterra e Argentina è storica, ma nessun campanilismo può offuscare la luce di colui che, in un campo di calcio, ha incarnato l’essenza del genio e della follia.</p>



<p><strong>Maradona </strong>non è stato solo un calciatore; è stato un poeta, un artista, un titano che ha calpestato i prati verdi con il passo di un dio. La sua carriera è un poema epico che attinge a un immaginario greco, dove ogni dribbling sembrava una danza attorno a un fuoco sacro, e ogni gol una pietra miliare nella storia dello sport. In un&#8217;epoca in cui il calcio si stava commercializzando, Maradona ha rappresentato l’anima pura, l’innocenza perduta di un gioco che sta diventando sempre più strutturato.</p>



<p>E quando si parla di <em><a href="https://gameofgoals.it/2015/02/02/1986-quarti-argentina-inghilterra-2-1.html">La mano de Dios</a></em>, ci troviamo di fronte a un atto di audacia che riecheggia le gesta degli eroi di Omero. Questa mano, a suo modo divina, ha riscritto le regole del campo, facendo gridare al miracolo e al sacrilegio. Come gli dei dell&#8217;Olimpo, egli ha tessuto leggende tra i mortali. In quell&#8217;istante purissimo, quando il pallone superò la linea, ci ricordò che la bellezza non è mai pura, ma sempre intrisa di conflitto e di passione. La mano di <strong>Maradona </strong>ha calpestato senza pietà i confini della logica, e l’umanità si è inchinata di fronte a lui, un Achille del calcio, che ha saputo affrontare il suo Penteo in un solo gesto.</p>



<p><strong>Maradona</strong>, il peccatore e il santo, il ribelle e l&#8217;eroe, ha segnato più di un semplice gol: ha segnato i cuori di milioni, unendo terre lontane in un abbraccio di passione sportiva. Il suo dribbling era un verso, ogni passaggio una rima, un inno alla bellezza e alla poesia calcistica. Con lui, il pallone diventava strumento di comunicazione tra culture diverse, un linguaggio universale che superava ogni barriera.</p>



<p>Quattro anni dalla sua scomparsa, lo ricordiamo non solo per i trofei o per l&#8217;impronta indelebile che ha lasciato in quel <a href="https://gameofgoals.it/category/viste-per-voi/mondiali/mondiale-1986">Mondiale del 1986</a>, ma per l’eredità emotiva che ha lasciato nel cuore di chi amava il calcio come una forma d’arte. E così, mentre il mondo continua a girare, mentre i miti si sovrappongono e si disfano, l’immagine di <strong>Maradona </strong>resiste, solenne e vibrante, come un canto di Carlos Gardel: «Que te vuelva a ver, es como volver a nacer». E in effetti, ogni volta che guardiamo un incontro di calcio, troviamo un riflesso del suo straordinario genio, la promessa di rinascita di un gioco che continuerà a raccontare la sua storia.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Finte, dribbling, tunnel e altre incredibili (e inedite) giocate di Diego Armando Maradona" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/NDTj7IqF4CM?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<p></p>



<p>Nella calura estiva del 22 giugno 1986, nello scenario vibrante dell&#8217;Azteca, si tenne uno degli scontri calcistici più emblematici, una partita che non solo elevò <em>il Pibe de Oro</em> nel firmamento dei miti, ma ne cristallizzò l&#8217;essenza stessa della sua carriera di eterno divo e controverso. Argentina e Inghilterra si affrontarono in un contesto teso e febbrile, già gravido di significati extraterritoriali a causa del recente conflitto delle Falkland (o Malvinas per chi legge dall&#8217;altra parte del mondo): un&#8217;ombra di tragedia che, seppur latente, aleggiava sugli spalti e nelle coscienze, con gli inglesi che rivendicavano la legittimità del loro endemico orgoglio patriottico.</p>



<p>Il palcoscenico posizionato ai piedi dell’imponente altura del sole messicano divenne il teatro dell’apoteosi e del raggiro, due facce della stessa medaglia, due manifestazioni della sublime dicotomia che <strong>Maradona </strong>impersonificò con una maestria che sfidava le norme terrene. In una danza surrealista col pallone ai piedi, egli orchestrò quello che sarebbe stato immortalato come il <em>gol del siglo</em>, uno scarto di pura poesia calcistica, un&#8217;esibizione di rara bellezza e genio che trascesero il gioco in una dimensione epica, un poema d&#8217;arte cinetica recitato su un manto erboso.</p>



<p>Ma tanto quanto il suo genio lo rese divino, il suo spirito ribelle gli concesse quell’aura diabolicamente terrena. La <em>Mano de Dios</em> – l’epiteto che sancì l&#8217;eterno dibattito tra mito e infamia – fu l’altro volto di Diego, il simbolo di una sfrontatezza caustica ma umana, svoltasi con la beffarda sfida agli dei della moralità sportiva. Con quel tocco clandestino, asserì la fallibilità dell’universo calcistico, ricordandoci che il divino e lo spregevole sono spesso intrecciati nel tessuto dell&#8217;esistenza.</p>



<p>Così, la partita assurge a paradigma della sua esistenza, una narrativa in cui <strong>Maradona </strong>fu, simultaneamente, più che un calciatore: un narratore di storie evocative, un eroe tragico nel dramma umano del calcio. Egli mostrò quanto il talento puro potesse coesistere con l’imperfetta fallibilità, senza annichilirsi a vicenda, ma anzi illuminandosi reciprocamente in un armonioso dissidio.</p>



<p>E così, contemplando l&#8217;abbandono del campo, l’imprimersi di quelle immagini nella storia, possiamo affermare con reverente meraviglia: <em>Sì, ho visto Maradon</em>a. <strong>Maradona</strong>. Un nome, un’invocazione, un&#8217;epopea. In un campo di calcio, nel cielo della nostra memoria, vive per sempre.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><em>«&#8230;la va a tocar para Diego, ahí la tiene Maradona, lo marcan dos, pisa la pelota Maradona, arranca por la derecha el genio del fútbol mundial, y deja el tercero y va a tocar para Burruchaga&#8230; ¡Siempre Maradona! ¡Genio! ¡Genio! ¡Genio! ta-ta-ta-ta-ta-ta&#8230; Goooooool&#8230; Gooooool&#8230; ¡Quiero llorar! ¡Dios Santo, viva el fútbol! ¡Golaaaaaaazooooooo! ¡Diegooooooool! ¡Maradona! Es para llorar, perdónenme&#8230; Maradona, en una corrida memorable, en la jugada de todos los tiempos&#8230; barrilete cósmico&#8230; ¿de qué planeta viniste? ¡Para dejar en el camino a tanto inglés! ¡Para que el país sea un puño apretado, gritando por Argentina!&#8230; Argentina 2 &#8211; Inglaterra 0&#8230; Diegol, Diegol, Diego Armando Maradona&#8230; Gracias Dios, por el fútbol, por Maradona, por estas lágrimas, por este Argentina 2 &#8211; Inglaterra 0».<br></em><br><em>«&#8230;la tocca per Diego, ecco, ce l&#8217;ha Maradona. Lo marcano in due, tocca la palla Maradona, avanza sulla destra il genio del calcio mondiale, e lascia lì il terzo e va a toccarla per Burruchaga&#8230; sempre Maradona&#8230; genio, genio, genio&#8230; c&#8217;è, c&#8217;è, c&#8217;è&#8230; goooooooooool&#8230; voglio piangere&#8230; Dio Santo, viva il calcio&#8230; golaaaaaazooo&#8230; Diegooooooool&#8230; Maradona&#8230; c&#8217;è da piangere, scusatemi&#8230; Maradona in una corsa memorabile, la giocata migliore di tutti i tempi&#8230; aquilone cosmico&#8230; Da che pianeta sei venuto? per lasciare lungo la strada così tanti inglesi? Perché il Paese sia un pugno chiuso che esulta per l&#8217;Argentina&#8230; Argentina 2, Inghilterra 0&#8230; Diegol, Diegol, Diego Armando Maradona&#8230; Grazie, Dio, per il calcio, per Maradona, per queste lacrime, per questo Argentina 2, Inghilterra 0».</em></p>
<cite><strong>Víctor Hugo Morales</strong>, telecronista uruguaiano durante il Mondiale 1986</cite></blockquote>
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		<title>Grandi stagioni quasi dimenticate: da Totti 2007-Mertens 2017 a Cole/Yorke 1999-Dzeko/Grafite 2009</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2024/08/06/grandi-stagioni-quasi-dimenticate-da-totti-2007-mertens-2017-a-cole-yorke-1999-dzeko-grafite-2009.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Marcello Brescia]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Aug 2024 18:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Il gioco delle somiglianze]]></category>
		<category><![CDATA[dries mertens]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina: Yorke e Cole ai tempi del Manchester United Dopo un periodo di pausa, Game of Goals riprende la propria rubrica sulle analogie [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2024/08/06/grandi-stagioni-quasi-dimenticate-da-totti-2007-mertens-2017-a-cole-yorke-1999-dzeko-grafite-2009.html">Grandi stagioni quasi dimenticate: da Totti 2007-Mertens 2017 a Cole/Yorke 1999-Dzeko/Grafite 2009</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-text-align-right"><em>Immagine di copertina: Yorke e Cole ai tempi del Manchester United</em></p>



<p class="has-drop-cap">Dopo un periodo di pausa, Game of Goals riprende la propria rubrica sulle analogie tra alcune delle annate individuali più sottovalutate da parte del grande pubblico calcistico, con un piccolo strappo alla regola; in quest&#8217;occasione, effettueremo un parallelismo non soltanto tra due singoli calciatori, ma tra due vere e proprie coppie d&#8217;attacco, che vissero il proprio apice a 10 anni esatti di distanza.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Francesco Totti 2006-2007 vs Dries Mertens 2016-2017</h2>



<p></p>



<p>I 12 mesi del 2006 segnano un enorme spartiacque nella lunga parabola di <strong>Francesco Totti</strong>, giunto ormai al proprio 30° anno di vita, ed obbligato dalle circostanze a riporre definitivamente i panni di &#8220;Pupone&#8221; per diventare definitivamente uomo. A febbraio infatti, il capitano giallorosso subisce il primo infortunio veramente grave della propria carriera, fratturandosi il perone in un&#8217;anonima partita contro l&#8217;Empoli. Il k.o. di <strong>Totti</strong>, oltre a tarpare le ali alla prima lanciatissima Roma di <strong>Spalletti</strong>, che dopo 11 vittorie consecutive chiuderà il campionato in calo, rischia di scombussolare anche i piani di <strong><a href="https://gameofgoals.it/2024/04/05/marcello-lippi-il-predestinato-vincente.html">Marcello Lippi</a></strong>, c.t. dell&#8217;Italia<strong> </strong>per gli imminenti Mondiali tedeschi. Come sia andata in Germania, con il contributo centellinato di un <strong>Totti </strong>recuperato a tempo di record, e ben lontano dalla forma migliore, lo sappiamo tutti, senza scendere nei dettagli. È il tramonto definitivo sulla versione apicale di Francesco, in cui il connubio tra il genio dell&#8217;eletto e la forza d&#8217;urto del purosangue lo aveva proiettato a ridosso dei primissimi giocatori al mondo all&#8217;inizio degli anni 2000. Ne nasce un <strong>Totti </strong>nuovo, meno impattante a tutto campo, ma ancor più capace di fare la differenza negli ultimi 20 metri, con il pregevole lavoro del già citato <strong>Spalletti </strong>a fare la differenza; il tecnico di Certaldo lo rende il principale terminale offensivo di una squadra fluida e dal gioco arioso, che esalta al meglio le caratteristiche del proprio capitano. Nel 2006/07 Totti vive dunque la stagione più prolifica della propria carriera, accumulando 32 gol complessivi: ad impreziosire il tutto ci pensano la Coppa Italia, stravinta ai danni di un&#8217;Inter irraggiungibile in campionato, e un&#8217;impronosticabile Scarpa d&#8217;oro, frutto dei 26 centri in Serie A.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="TOTTI SCARPA D&#039;ORO! | I 26 gol segnati nella Serie A 2006-07" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/TS02NwQQB40?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
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<p>Destino analogo, un decennio più tardi, per un giocatore che con Totti, sulla carta, sembrava avere ben poco da spartire, quantomeno nella prima parte della propria carriera. A differenza del Re di Porta Metronia del resto, <strong>Dries Mertens</strong> non aveva esattamente le stimmate del predestinato, pur avendo fatto vedere ottime cose in Eredivisie con le maglie di Utrecht e PSV Eindhoven, che gli erano valse l&#8217;approdo in un <a href="https://gameofgoals.it/2023/03/16/o-surdato-nnammurato-la-top-11-all-time-del-napoli.html">Napoli </a>tornato ad avere ambizioni europee con <strong>Rafa Benitez</strong>, nell&#8217;estate 2013. Le prime tre stagioni in Italia tuttavia, erano ancora ben lontane dal rivelarci il reale potenziale dell&#8217;attaccante belga, costretto ad alternarsi perennemente nel ruolo di ala sinistra col più giovane <strong>Lorenzo</strong> <strong>Insigne</strong>; quest&#8217;ultimo, in virtù delle proprie doti di regista offensivo dislocato sulla fascia, era apparso fin da subito più congeniale alle idee di <strong>Maurizio Sarri</strong>, che nel 2015/16 concede a Mertens appena 6 presenze da titolare in campionato. Altro non è che il preludio al più clamoroso degli exploit, dovuto a una reazione a catena orchestrata dalla sorte: la cessione di <strong>Higuain</strong>, l&#8217;infortunio di <strong>Milik </strong>e i balbettii di <strong>Gabbiadini </strong>aprono una voragine al centro dell&#8217;attacco del Napoli. A colmarla, grazie all&#8217;intuizione più memorabile della carriera di <strong>Sarri</strong>, sarà proprio Mertens, che a quasi 30 anni diventa definitivamente un funambolico killer, segnando a ripetizione gol d&#8217;alta fattura, e aprendo varchi per i continui tagli di <strong>Insigne</strong>, <strong>Callejón</strong> e <strong>Hamsik</strong>. Tutti e 4 vanno in doppia cifra, e <strong>Mertens</strong>, che nel 2016/17 inizia a tutti gli effetti la scalata al trono di capocannoniere all-time dei partenopei, mette a segno 34 reti stagionali. Il Napoli rimane però a bocca asciutta, a causa di una Juventus giunta all&#8217;apice della propria tirannia sul calcio italiano, e il folletto fiammingo non riesce nemmeno a consolarsi col titolo di capocannoniere della Serie A, chiudendo con una rete in meno di <strong>Edin Dzeko</strong>. Ad allenare il bosniaco in quella stagione, del resto, c&#8217;era proprio lo stesso tecnico capace di guidare <strong>Totti </strong>verso la Scarpa d&#8217;oro 10 anni prima.</p>



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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Dwight Yorke e Andy Cole 1998-1999 vs Edin Dzeko e Grafite 2008-2009</h2>



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<p>Sul finire degli anni &#8217;90, pur facendola da padrone sul suolo patrio da ormai diverso tempo, il <a href="https://gameofgoals.it/2021/08/30/la-top-11-del-manchester-united-da-peter-schmeichel-a-ryan-giggs.html">Manchester United</a> non sembra ancora in grado di imporsi a pieno anche sul suolo europeo. Eppure, per provare a fare il colpaccio, mancherebbero davvero pochi tasselli a una squadra già di per sè attrezzatissima, fresca di 4 Premier League messe in bacheca nei 6 anni precedenti. Ecco dunque che, all&#8217;alba della stagione 1998/99, il non ancora Sir (lo diventerà di lì a poco) <strong>Alex</strong> <strong>Ferguson </strong>si presenta ai nastri di partenza con una coppia d&#8217;attacco inedita, e che promette spettacolo: <strong>Andy Cole</strong> e <strong>Dwight Yorke</strong>. Entrambi classe &#8217;71, a 27 anni sono all&#8217;apice delle proprie possibilità fisiche e tecniche, di cui faranno ripetutamente sfoggio nella miglior annata della storia dei Red Devils. Pur essendo molto simili, <strong>Cole </strong>e <strong>Yorke </strong>risultano perfettamente complementari, grazie al maggior peso specifico del primo e all&#8217;estro più accentuato dell&#8217;altro, e ci mettono pochissimo a sviluppare un&#8217;intesa con pochi eguali nella storia del calcio europeo. Per una squadra intensa e ultraverticale come il Manchester United di fine millennio, i cosiddetti <em>Calipso Boys</em> (soprannome legato alle origini caraibiche della coppia) costituiscono due bocche da fuoco ideali, e i 53 gol complessivi della premiata ditta C&amp;Y pagano inevitabilmente i propri dividendi in tutte e 3 le competizioni disputate, concluse con altrettanti trionfi. È probabilmente <strong>Yorke</strong>, capocannoniere sia in campionato che in Champions League, ad alzare più di tutti l&#8217;asticella, portandola a livelli mai più replicati nella propria pur ottima carriera.</p>



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<p>Una versione in tono minore dei <em>Calypso Boys</em>, ma per certi versi ancora più &#8220;cult&#8221;, avrebbe messo a ferro e fuoco la Bundesliga nel giro di 10 anni, nella magica stagione 2008/09. A fare le fortune del Wolfsburg di <strong>Felix Magath</strong>, trascinandolo al primo (e fin qui unico) storico successo nel campionato tedesco, sono due profili provenienti da mondi completamente opposti: uno spilungone bosniaco di belle speranze dalla tecnica neoclassica, e un trentenne brasiliano arrivato decisamente tardi ai piani alti del calcio, ma ancora capace di grandi colpi. In parole povere, <strong>Edin Dzeko</strong> e <strong>Grafite</strong>, i quali, innescati ripetutamente dai 20 e passa assist di <strong>Zvjezdan Misimovic</strong> (anch&#8217;egli, come <strong>Grafite</strong>, avvolto da un&#8217;aura semi-mistica in quell&#8217;irripetibile stagione) spostano con prepotenza gli equilibri di una Bundesliga livellatissima, in cui il Wolfsburg parte a fari spenti per poi tirar fuori definitivamente il vestito buono nella seconda parte del campionato. La prematura eliminazione dalle coppe consente dunque ai biancoverdi di risparmiare energie in vista della volata finale, in cui l&#8217;ormai collaudatissimo tandem d&#8217;attacco non sbaglia più un colpo. È emblematico dunque che ben 38 dei 54 gol complessivi in quella Bundesliga del letale duo (26 di <strong>Dzeko </strong>e 28 del capocannoniere <strong>Grafite</strong>) siano stati messi a segno nel girone di ritorno, quando la posta in palio si alza visibilmente, e la lotta punto a punto con il Bayern Monaco tiene l&#8217;intera Germania con il fiato sospeso. Proprio lo scontro diretto coi bavaresi ad inizio aprile, vinto con il più roboante dei 5-1, rappresenta un compendio della dominanza raggiunta in quel momento da <strong>Dzeko </strong>e <strong>Grafite</strong>, autori di una doppietta a testa, e protagonisti assoluti di uno dei pomeriggi più memorabili della storia del calcio tedesco.</p>



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<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2024/08/06/grandi-stagioni-quasi-dimenticate-da-totti-2007-mertens-2017-a-cole-yorke-1999-dzeko-grafite-2009.html">Grandi stagioni quasi dimenticate: da Totti 2007-Mertens 2017 a Cole/Yorke 1999-Dzeko/Grafite 2009</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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