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	<title>denis law Archivi - Game of Goals</title>
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	<title>denis law Archivi - Game of Goals</title>
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		<title>Lunga vita al Re: un omaggio a Denis Law</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Federico Resta]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Jan 2025 12:57:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pedatori]]></category>
		<category><![CDATA[1964]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Denis Law: Il Re è morto, lunga vita al Re! Questa metà gennaio del 2025, colma di facce gelate e potentissimo Grecale, ha segnato la [&#8230;]</p>
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<p class="has-drop-cap"><strong>Denis Law</strong>: Il Re è morto, lunga vita al Re! </p>



<p>Questa metà gennaio del 2025, colma di facce gelate e potentissimo Grecale, ha segnato la chiusura di un’era inaspettata e dolorosa per gli appassionati del calcio, con la scomparsa di Denis Law, un nome che risuona ancora potentemente nei corridoi delle storie del football britannico e non.</p>



<p>Era, ed è, un mito vivente, un totem che incarna non solo l’essenza del gioco ma anche i sogni di una generazione intera di tifosi. Ma chi era davvero Denis Law, il magico scozzese capace di incantare e far vibrare le corde emotive di milioni di cuori?</p>



<p>Nato a Aberdeen nel 1940, la sua infanzia non fu esente da difficoltà, segnando il primo di molti capitoli che avrebbero costituito una narrazione di resistenza e determinazione. La sua giovinezza si rivelò preda della passione per il calcio, una fiamma che cresceva giorno dopo giorno, alimentando un talento naturale che più tardi avrebbe sconvolto difese e riscritto la storia del Manchester United.</p>



<p>Le sue prime apparizioni nel football professionistico avvennero con l<strong>’Huddersfield Town</strong> e, successivamente, con il <strong>Manchester City</strong>, dove si affermò come uno dei giovani più promettenti del panorama calcistico britannico. Dopo una stagione che per quello che era il mercato di un tempo potremmo definire “dissonante” Law approdò a Torino sponda granata. La stagione non fu nel complesso malvagia ma la mancanza di pub e uno stile di vita poco conforme al suo fecero durare l&#8217;esperienza dello scozzese in Italia quanto un battito di ciglia. Tuttavia, il destino riservava il suo colpo magistrale alla squadra che avrebbe abbracciato il suo genio: il <strong>Manchester United</strong>, con cui Denis Law siglò un’intesa profonda, quasi mistica.</p>



<p>Nel 1962, il trasferimento al club di Old Trafford segnò l’inizio di una sinfonia calcistica che incantò il pubblico. Il suo stile di gioco era un perfetto connubio di eleganza e potenza, una danza aggraziata che mascherava la ferocia di un attaccante implacabile. Dotato di una presenza fisica non gargantuesca ma efficace, Law utilizzava una combinazione di velocità e astuzia per disorientare i difensori avversari, mentre i suoi colpi di testa e le sue conclusioni chirurgiche lo consacrarono come uno dei migliori marcatori della sua epoca.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Denis Law [Best Skills &amp; Goals]" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/5cKs8qxY4Sw?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<p></p>



<p>In un palcoscenico di trionfi, Law conquistò due campionati nazionali e, nel 1968, il suo exploit culminò con la conquista della Coppa dei Campioni, un’impresa che lo vide realizzare una delle reti più celebri della sua carriera in finale contro il Benfica. Uno dei goal più amati dai tifosi dei Red Devils, un colpo di testa magistrale che non fu solo un punto sul tabellino, ma un manifesto della sua esistenza calcistica; un’espressione del suo innato desiderio di eccellere, di superare i limiti umani.</p>



<p>Significativa la sua pervicace determinazione: approcciava ogni partita con la mente di un diplomato, programmando movimenti e schemi come un matematico con una passione per i numeri. Ogni goal risultava il culmine di un intricato gioco di strategia e movimento, dove la genialità si fondeva con l’istinto primordiale del goleador. Nonostante un infortunio che segnò profondamente la sua carriera, Law continuò a lottare, a sfidare le avversità, dimostrando che il vero campione non si misura solo con i successi tangibili, ma anche con la resilienza e la capacità di rialzarsi dopo ogni caduta.</p>



<p>Eppure, il destino serbava per lui una trama più intricata, un epilogo degno delle tragedie greche, dove l&#8217;eroe si trova costretto a compiere il gesto più impensabile, quello di abbattere le proprie mura di Troia. Sul finire della sua carriera, Law si trasferì al Manchester City, un cambio di sponda che per molti fu come vedere un&#8217;aquila posarsi tra le colombe. Tuttavia, fu qui che si manifestò l&#8217;apice paradossale della sua leggenda. Durante il derby di Manchester, in una giornata che gli annali calcistici custodiranno come una reliquia, accadde l&#8217;inevitabile. Con un colpo di tacco etereo, quasi fosse un pittore che dà l&#8217;ultimo tocco al suo capolavoro, Law trafisse la rete del suo vecchio amore, condannando così l&#8217;United alla Second Division. Quel gesto, che avrebbe potuto e dovuto sembrare un tradimento, divenne invece il sigillo del suo mito immortale.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Denis Law On... THAT Backheel Goal  v Man Utd in 1974" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/xRrdD5RpIU0?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<p></p>



<p>La città stessa parve dividersi; l’Old Trafford, con le sue gradinate che ruggivano d&#8217;amore e dolore, divenne il teatro di un dramma shakespeariano. E Manchester, con i suoi viali affollati e le luci dei lampioni che riflettevano sulle pozzanghere, sembrava piangere assieme ai suoi tifosi, incapaci di comprendere come colui che li aveva condotti alla gloria potesse essere, al contempo, l&#8217;artefice della loro caduta. La sua personalità carismatica e il suo fascino naturale lo conferirono un’aura quasi regale, trasformandolo in un’icona non solo per il Manchester United ma per il calcio stesso. Non a caso il primo soprannome “The King” ad Old Trafford non fu coniato per Cantona bensì proprio per Denis Law. Le sue ultime apparizioni, non solo sul campo ma anche come ambasciatore del gioco, hanno assicurato che il suo nome resti eternamente scolpito nel pantheon calcistico.</p>



<p>Oggi, mentre piangiamo la sua scomparsa, rendiamo omaggio non solo all’uomo, ma al giocatore che abbiamo avuto la fortuna di ammirare. Denis Law, il Re è morto, ma il suo spirito continuerà a vivere nelle memorie, nei racconti e nelle emozioni di chi ha avuto l’onore di seguirlo. Ogni dribbling, ogni rete, ogni battito del suo cuore mentre correva verso la gloria resta impresso in noi, un eterno testamento della sua grandezza. Ha condannato lo United,il suo stesso amore , nel baratro della Seconda Divisione è vero. Ma ,come dichiarò lo stesso Law ad una tv di Manchester qualche anno fa : “<em>Alle volte per imparare a volare devi proprio cadere!”</em></p>



<p></p>
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		<title>1968 Qualificazioni: Inghilterra-Scozia 2-3</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2024/05/20/1968-qualificazioni-inghilterra-scozia-2-3.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Niccolo Mello]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 May 2024 05:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[1968]]></category>
		<category><![CDATA[banks]]></category>
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		<category><![CDATA[torneo interbritannico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Immagini di copertina: Law esulta dopo il gol La Scozia espugna 3-2 Wembley al termine di un match ricco di colpi di scena ed emozioni. [&#8230;]</p>
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<p class="has-text-align-right"><em>Immagini di copertina: Law esulta dopo il gol</em></p>



<p class="has-drop-cap">La Scozia espugna 3-2 Wembley al termine di un match ricco di colpi di scena ed emozioni. <b>La partita è valida per il torneo interbritannico</b> tra le nazionali che fanno parte della Gran Bretagna (<b>e che nel 1967 vede proprio un successo scozzese</b>), <b>ma funge anche come girone di qualificazione all&#8217;Europeo 1968: e qui è l&#8217;Inghilterra, al termine del biennio 67-68, ad arrivare davanti agli scozzesi staccando così il pass per il turno successivo.</b> Il match di Wembley vede un successo meritato di Law e compagni, bravi ad aggredire le fonti di gioco inglesi e mettere in campo una grinta e un dinamismo che mettono in difficoltà i più quotati rivali.</p>



<p><a name="more"></a><br><b>Inghilterra: </b>Banks &#8211; Cohen, Moore, J. Charlton, Wilson &#8211; Ball, B. Charlton, Stiles, Peters &#8211; Greaves, Hurst.<br><b>Scozia:</b> Simpson &#8211; Gemmell, Gregg, McKinnon, McCreade &#8211; Lennox, Baxter, Bremner, McCallog &#8211; Wallace, Law.</p>



<p><b>Primo tempo</b><br><b>9&#8242;</b> corner di Greaves da destra, palla arcuata che colpisce la parte alta della traversa. Match subito ad alti ritmi.<br><b>10&#8242;</b> corner per la Scozia da destra, Law si coordina appena dentro l&#8217;area e colpisce al volo, palla fuori di un niente.<br><b>13&#8242;</b> infortunio per Jack Charlton dopo uno scontro di gioco. Il difensore centrale resta in campo menomato e va a fare l&#8217;attaccante, con Stiles che scala da centrocampo in difesa.<br><b>16&#8242;</b> contropiede inglese, da Bobby Charlton a Greaves a Hurst, tiro secco appena dentro l&#8217;area, para Simpson.<br><b>18&#8242;</b> accelerazione bruciante per vie centrali di Bobby Charlton, che quasi al limite tenta una conclusione molto complicata: pallone alto.<br><b>19&#8242;</b> pasticcio tra Banks e Wilson nell&#8217;area inglese, ne approfitta Wallace che mette in mezzo, Law in spaccata a porta vuota manda clamorosamente sull&#8217;esterno della rete.<br><b>22&#8242;</b> Gemmell avanza e lascia partire un destro potente, Banks devia in angolo. Molto meglio la Scozia adesso, inglesi in difficoltà.<br><b>27&#8242; GOL SCOZIA</b> Conclusione dal limite di Wallace, innescato da Baxter, respinta corta di Banks, Law infila in tapin. Vantaggio meritato degli scozzesi.<br><b>29&#8242;</b> percussione centrale dello scatenato Wallace, che semina il panico nella difesa inglese: tiro dal limite, alto.<br><b>35&#8242;</b> cross di Stiles da sinistra, Jack Charlton incorna di testa in tuffo, Simpson c&#8217;è. Prova a scuotersi l&#8217;Inghilterra, che da qualche minuto ha preso più campo.<br><b>40&#8242;</b> sponda di Bremner per l&#8217;inserimento di Law, che brucia Stiles, Banks esce a valanga ed evita il raddoppio scozzese.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="675" height="275" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/05/Scozia-Inghilterra675-1.jpg" alt="" class="wp-image-19732" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/05/Scozia-Inghilterra675-1.jpg 675w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/05/Scozia-Inghilterra675-1-300x122.jpg 300w" sizes="(max-width: 675px) 100vw, 675px" /></figure>



<p></p>



<p><b>Secondo tempo</b><br><b>1&#8242;</b> la Scozia ricomincia subito ad attaccare: siluro di Bremner da fuori, pallone a lato di pochissimo.<br><b>2&#8242;</b> Moore apre a sinistra per Ball, che salta due uomini e mette in mezzo, Jack Charlton di testa conclude a colpo sicuro, ma un difensore scozzese salva sulla linea. Scoppiettante inizio di secondo tempo.<br><b>4&#8242;</b> straordinaria azione per vie centrali di Bobby Charlton, che si apre il campo e serve a sinistra in area Greaves, l&#8217;attaccante inglese tira sul primo palo, ma Simpson c&#8217;è.<br><b>6&#8242;</b> azione manovrata in ripartenza della Scozia sull&#8217;asse Bremner-Law-Gemmell, tiro di quest&#8217;ultimo, palla a lato di un metro alla destra di Banks.<br><b>11&#8242;</b> Lennox inganna Wilson con una finta e calcia dal versante destro dell&#8217;area, pallone sull&#8217;esterno della rete.<br><b>12&#8242;</b> Ball per Bobby Charlton, dribbling e conclusione violenta, alta non di molto. Partita ricca di azioni in questa fase.<br><b>16&#8242;</b> cross di Peters da sinistra, colpo di testa di Jack Charlton sull&#8217;uscita avventurosa di Simpson, Gregg di testa salva sulla linea.<br><b>20&#8242;</b> Law per McCrade, missile da lontano, palla sul fondo.<br><b>32&#8242;</b> Bobby Charlton per Peters, tiro rimpallato, ci prova Hurst in area piccola, ma Simpson si oppone d&#8217;istinto e salva la Scozia.<br><b>34&#8242; GOL SCOZIA</b> Gemmell di testa favorisce Lennox, che si coordina in area e calcia di prima intenzione sul palo lontano dove Banks non può arrivare.<br><b>38&#8242;</b> Greaves a sinistra per Moore, cross sul primo palo, Ball e Simpson arrivano entrambi sul pallone, che vaga in area piccola, la difesa scozzese riesce a liberare. Inghilterra anche poco fortunata.<br><b>40&#8242; GOL INGHILTERRA</b> Ball per Greaves, colpo di tacco in area ancora per Ball, che salta Simpson e serve centralmente Jack Charlton, il suo sinistro stavolta si infila in rete nonostante il tentativo di un difensore scozzese di deviare la sfera nuovamente sulla linea.<br><b>41&#8242;</b> pallonetto fantastico di Law sull&#8217;uscita di Banks, il portiere inglese con un colpo di reni all&#8217;indietro riesce a sventare in angolo. Dal corner, altro tentativo stavolta rasoterra sempre di Law, Banks abbranca in presa.<br><b>43&#8242; GOL SCOZIA</b> McCallog entra in area da sinistra, triangola con Wallace e batte Banks con un diagonale sul palo lontano. La Scozia chiude il match.<br><b>44&#8242; GOL INGHILTERRA</b> Bobby Charlton dalla trequarti pesca in area piccola Hurst, colpo di testa imprendibile sul secondo palo. Finale al cardiopalma.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img decoding="async" width="771" height="462" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/05/Screenshot-2024-05-14-144159.png" alt="" class="wp-image-19733" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/05/Screenshot-2024-05-14-144159.png 771w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/05/Screenshot-2024-05-14-144159-300x180.png 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/05/Screenshot-2024-05-14-144159-768x460.png 768w" sizes="(max-width: 771px) 100vw, 771px" /><figcaption class="wp-element-caption">Gol di Jack Charlton [Bentley Archive/Popperfoto]</figcaption></figure>



<p></p>



<p><b><u>LE PAGELLE INGHILTERRA</u></b><br><b>IL MIGLIORE BOBBY CHARLTON 7,5:</b> qualche errore in appoggio non macchia una prestazione generosissima, maiuscola, costantemente in prima linea da leader assoluto. Certe accelerazioni palla al piede rimangono impresse negli occhi. Tocca un mare di pallone in ogni zona del campo, dà la carica ai compagni e prova a trascinare una nazionale un po&#8217; più spenta del solito. Suo l&#8217;assist, splendido, per il 2-3 di Hurst. Condottiero.<br><b>Jack Charlton 7:</b> si fa male dopo pochi minuti, viene spostato in attacco e &#8211; in un ruolo per nulla adatto alle sue caratteristiche &#8211; prova in tutti i modi a rendersi utile. Sfiora il gol di testa in un paio di frangenti facendo leva sulle sue lunghe leve, poi trova la zampata con cui l&#8217;Inghilterra tenta vanamente di riaprire il match. Stoico.<br><b>Moore 6:</b> soffre moltissimo nel primo tempo come tutti i compagni di difesa. Non è la solita sicurezza, né in marcatura dove spesso perde i duelli contro Wallace e gli altri attaccanti scozzesi, né in impostazione: bravissimi i centrocampisti avversari ad accorciare su di lui, pressandolo e impedendogli di ragionare o salire palla al piede. Nel secondo tempo si riprende e torna a giocare con discreta autorevolezza.<br><b>Banks 5,5:</b> come Moore non vive un pomeriggio facile, dovendo fronteggiare i furetti scozzesi che sbucano da ogni dove. Rischia di combinare una frittata colossale con Wilson e non è sicurissimo sul tiro di Wallace che porta al gol di Law.<br><b>Greaves-Hurst 5,5:</b> si salvano in parte nel finale, il primo con il colpo di tacco meraviglioso che porta al gol di Charlton; il secondo con la zuccata di testa del 2-3. Ma la loro prova non è sufficiente: i difensori scozzesi dominano.<br><b>Wilson 5:</b> il peggiore in campo. Sempre saltato nei momenti chiave, insicuro e titubante in più di una circostanza.</p>



<p><b><u>LE PAGELLE SCOZIA</u></b><br><b>IL MIGLIORE LAW 7,5:</b> gol, veroniche e duetti palla a terra. Apre le danze con un gol di opportunismo dopo averne mancato uno poco prima, è imprendibile con il pallone tra i piedi, sfiora il bis con un pallonetto sontuoso contro le leggi della fisica. Mago.<br><b>Wallace 7,5:</b> una delle chiavi del trionfo. Salta un paio di volte Moore e questa è già una notizia. Provoca l&#8217;1-0, serve l&#8217;assist del 3-1, apre in due l&#8217;incerta retroguardia inglese con un mix di tecnica in velocità e dinamismo.<br><b>Baxter-Bremner 7:</b> il duo di centrocampisti centrale gioca un match ad altissimo ritmo. Molto efficaci nel pressing, nel recupero dei palloni e nel far girare la manovra. Una prestazione a tutto tondo.<br><b>Simpson 7:</b> se la Scozia conserva a lungo l&#8217;1-0 lo deve ancora ad alcune sue grandi parate. Incerto solo in un&#8217;occasione, quando esce a vuoto su un cross di Peter, ma un difensore salva sulla linea il colpo di testa a botta sicura di Jack Charlton.</p>



<p></p>



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		<title>Flower of Scotland: i 10 migliori giocatori scozzesi del dopoguerra</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2022/05/24/flower-of-scotland-i-10-migliori-giocatori-scozzesi-del-dopoguerra.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Buffoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 May 2022 16:28:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Classifiche]]></category>
		<category><![CDATA[alan hansen]]></category>
		<category><![CDATA[denis law]]></category>
		<category><![CDATA[graeme souness]]></category>
		<category><![CDATA[jimmy johnstone]]></category>
		<category><![CDATA[kenny dalglish]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina: Law e Baker I recalcitranti sudditi di Sua Maestà che vivono nelle Highlands, oltre a essere i padri del passing game che [&#8230;]</p>
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<p class="has-text-align-right"><em>Immagine di copertina: Law e Baker</em></p>



<p class="has-drop-cap">I recalcitranti sudditi di Sua Maestà che vivono nelle Highlands, oltre a essere i padri del <em>passing game</em> che poi darà i suoi frutti migliori tra i popoli asburgici e latini, per decenni hanno potuto vantare una delle scuole più floride d&#8217;Europa. Purtroppo, dopo gli anni &#8217;80 la Scozia ha però perso il ruolo (non di primo, forse, ma certamente e almeno) di secondo piano nel panorama europeo e si è ritrovata nelle retrovie. </p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">1) Denis Law</h3>



<p></p>



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</div></figure>



<p></p>



<p>La breve escursione nella Torino dei primi anni &#8217;60, terminata con risultati più che buoni sul piano numerico, ma deludenti sul piano comportamentale (la bravura di <strong>Law</strong> si misura in gradi, dicono i maligni, perché evidentemente ha una relazione passionale con gli alcolici), non rende giustizia al superiore talento di <strong>Denis Law</strong>, uno dei giocatori tecnicamente più dotati mai nati in Gran Bretagna e più in generale in tutta l&#8217;Europa non latina. Sublime numero dieci che gioca anche come nove di movimento, di fatto una punta mobile, <strong>Law</strong> è un talento cristallino che con il tempo aggiusta un po&#8217; le rotelle della sua testa matta, vince un pallone d&#8217;oro discusso ma tutto sommato meritato (il posto sul podio gli spettava di diritto) e poi contribuisce alla costruzione della <a href="https://gameofgoals.it/2021/08/30/la-top-11-del-manchester-united-da-peter-schmeichel-a-ryan-giggs.html">grande epopea dello United di <strong>Charlton</strong> e <strong>Best</strong></a>, al cospetto dei quali riesce a non sfigurare. Le sue doti migliori sono il dribbling nello stretto e la rapidità di esecuzione, che gli consentiranno di collezionare reti e titoli di capocannoniere in Europa. Law chiude la carriera dopo aver consumato il sommo tradimento del suo United in favore del City, e fa pure retrocedere lo United con un gol decisivo, ma nessuno ha mai usurpato il suo posto di primo piano nel cuore dei tifosi dei <em>Red Devils</em>. Encomiabile anche il suo rendimento con la maglia della nazionale, della quale è tuttora il recordman di reti: il primo posto in questa graduatoria gli spetta di diritto.</p>



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<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">2) Kenny Dalglish</h3>



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<p>Leggenda vivente di due club, con i quali riscrive la storia del calcio nazionale e internazionale, <strong>Kenny Dalglish</strong> è stato un giocatore eterno e di una completezza invidiabile: a inizio anni &#8217;70, la nominale ala destra (di fatto, una seconda punta) si impone come il talento più fulgido del panorama scozzese e con i Celtic inizia a collezionare titoli nazionali e record personali. Nel 1977 il fuoriclasse scozzese viene chiamato a sostituire quel <em>King</em><strong> Kevin Keegan</strong> appena emigrato in Germania, e il suo contributo alla gloriosa epopea del Liverpool<strong> </strong>rimarrà quasi senza eguali: decisivo sin dalla stagione di debutto, anche in <a href="https://gameofgoals.it/2018/04/22/1978-finale-liverpool-brugge-1-0.html">finale di Coppa dei Campioni</a>, <strong>Dalglish</strong> sarà per molti anni l&#8217;uomo-chiavistello dei <em>Reds</em>, si guadagnerà in due occasioni la corona riservata al miglior giocatore del campionato inglese e sarà una costante minaccia per gli avversari anche in Europa, grazie alla velocità, al dribbling fulminante e alle abilità di cannoniere. Il suo posto in questa lista non può essere messo in discussione.</p>



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<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">3) Graeme Souness</h3>



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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" width="796" height="1024" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/05/Souness.jpg" alt="" class="wp-image-11003" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/05/Souness.jpg 796w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/05/Souness-233x300.jpg 233w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/05/Souness-768x988.jpg 768w" sizes="(max-width: 796px) 100vw, 796px" /></figure></div>



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<p>Storicamente annoverato tra i giocatori più cattivi («La cosa più incredibile che ho visto su un campo di calcio? Souness che picchia Passarella», parole di un altro tenero come <strong>Vierchowod</strong>), <strong>Souness</strong> è stato però molto più di un semplice &#8220;duro&#8221;: mediano ruvido e senza paura, abbinava alle doti del cursore e dell&#8217;interditore la classe e la visione di gioco del regista classico, muovendosi come una sorta di ibrido tra <strong>Roy Keane</strong> e <strong>Paul Scholes</strong>. Dopo diverse stagioni al Middlesbrough, in cui si impone anche come discreto uomo gol, <strong>Souness</strong> si cimenta nel grande salto e passa al Liverpool fresco campione d&#8217;Europa, del quale diventa rapidamente l&#8217;uomo decisivo sul piano della manovra, nonché l&#8217;equilibratore. Autore dell&#8217;assist nella finale del 1978, <strong>Souness</strong> matura però definitivamente e diventa uno dei primi centrocampisti del mondo soprattutto nella prima metà degli anni &#8217;80, e la <a href="https://gameofgoals.it/2019/01/24/1984-finale-liverpool-roma-5-3-dcr-1-1.html">coppa strappata alla Roma di <strong>Liedholm</strong></a> corona forse il suo torneo migliore con la maglia dei <em>Reds</em>. La sua esperienza alla Sampdoria viene tuttora ricordata come una delle più felici, per uno straniero, in maglia blucerchiata.</p>



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<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">3 ex-aequeo) Alan Hansen</h3>



<p>Statuario centrale e regista difensivo, dotatissimo nel gioco aereo, pulito nel tackle, grintoso quanto serve per spiccare nel ruvido calcio britannico dell&#8217;epoca e dotato di piedi al miele, <strong>Alan Hansen</strong> è il miglior difensore mai nato nelle <em>Highlands</em> e uno dei migliori al mondo, nel ruolo, a cavallo tra anni &#8217;70 e &#8217;80. Otto volte campione d&#8217;Inghilterra e tre volte campione d&#8217;Europa, Hansen è stato una sorta di <strong>Van Dijk</strong> della sua era, anche per le ottime doti di passatore, e non può proprio mancare in questa graduatoria.</p>



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<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">5) Jimmy Johnstone</h3>



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<p>Punta di diamante del Celtic campione d&#8217;Europa nel 1967 <strong>Jimmy </strong><em>Jinky</em><strong> Johnstone</strong> è un&#8217;ala rapidissima, piccola di statura (non arriva ai 160 cm) e con una capacità di straordinaria di saltare l&#8217;uomo grazie ad un dribbling secco e fulmineo: quando è in giornata è un cliente durissimo per qualunque terzino, chiedere all&#8217;<a href="https://gameofgoals.it/2016/10/20/1967-finale-celtic-glasgow-inter-2-1.html">Inter di <strong>Herrera</strong></a>. Talento puro quindi, quasi brasiliano: in più di un’occasione &#8211; dopo aver saltato il suo diretto avversario &#8211; lo si vede fermarsi, aspettare che quest&#8217;ultimo recuperi per poi dribblarlo di nuovo: una sorta di <strong><a href="https://gameofgoals.it/2021/10/28/garrincha-langelo-dalle-gambe-storte.html">Garrincha</a></strong> scozzese. Proprio come <strong>Garrincha</strong> i suoi detrattori criticano la sua scarsa professionalità e tenacia in campo: non è raro vederlo vagare in campo per poi accendersi a fiammate. In circa 12 anni con la maglia bianco verde dei Celtic raccoglie ben 23 trofei: non male, direi!</p>



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<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">6) Danny McGrain</h3>



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<p>Altra leggenda del Celtic, <strong>Danny McGrain</strong> è stato un terzino formidabile e modernissimo. Bravo in entrambe le fasi, molto forte atleticamente, con la giusta dose di cattiveria e doti tecniche sopra la media per il ruolo, non è un caso se compare praticamente in ogni formazione scozzese all-time. È un elemento chiave del Celtic per quasi un ventennio, il degno successore spirituale di <strong>Billy McNeill </strong>con il quale condivide un palmares incredibile (ben 17 trofei) e grandi doti di leader dentro e fuori il rettangolo di gioco.</p>



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<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">7) Billy McNeill</h3>



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<p>Decisamente poco conosciuto al di fuori dei confini nazionali, <strong>Billy McNeill </strong>è stato un vero e proprio simbolo del calcio scozzese per oltre 15 anni. Centrale difensivo carismatico, è stato la colonna portante del Celtic campione d&#8217;Europa e imbattibile nei confini nazionali. Recentemente votato come capitano del secolo dai suoi tifosi, incarna in pieno lo spirito scozzese sul rettangolo di gioco pur non essendo chiaramente un fenomeno: ha grinta da vendere, combattività, modeste doti tecniche compensate da un <em>fighting spirit</em> tanto caro all&#8217;orgoglioso popolo scozzese e non è un caso se in quasi 800 partite in carriera ha vinto tutto quello che poteva vincere: oltre alla già citata coppa dei campioni, vince quasi 30 trofei, tra cui ben nove scudetti di fila. Anche una volta appesi gli scarpini al chiodo <em>Bill</em> non si ferma: da allenatore del Celtic vince ben 9 in circa 10 anni. Vincenti si nasce.</p>



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<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">8) Billy Bremner</h3>



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<p>Il temuto <em>Dirty Leeds</em> che tra anni &#8217;60 e &#8217;70 è lo spauracchio di mezza Inghilterra e delle più titolate squadre europee vede nel piccolo mediano <strong>Bremner</strong> l&#8217;uomo chiave. Dotato di una notevole forza fisica e di una tempra inesauribile, coraggioso ai limiti del temerario negli scontri fisici che dominano il calcio inglese del tempo, <strong>Bremner</strong> è per molti anni la colonna portate della squadra allenata da <strong>Don Revie</strong>, una sorta di <strong>Roy Keane</strong> <em>ante litteram</em>, capace di cambiare anche con il suo grande carisma il volto di una squadra. La <a href="https://gameofgoals.it/2018/02/03/1975-finale-bayern-monaco-leeds-united-2-0.html">sfortunata e discussa finale di Parigi del 1975</a> lo priva dell&#8217;alloro continentale più importante (ci sono comunque due Coppe delle Fiere), ma toglie poco alla grandezza di uno dei centrocampisti scozzesi più completi e vincenti, atteso peraltro da un tragico destino poco dopo aver compiuto i cinquant&#8217;anni. Tra i traguardi individuali, spicca il premio di giocatore britannico dell&#8217;anno ottenuto nel 1970.</p>



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<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">9) Jim Baxter</h3>



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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="368" height="641" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/05/Baxter2.jpg" alt="" class="wp-image-11005" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/05/Baxter2.jpg 368w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/05/Baxter2-172x300.jpg 172w" sizes="(max-width: 368px) 100vw, 368px" /></figure></div>



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<p>Centrocampista totale la cui carriera è stata &#8211; in parte &#8211; falcidiata da numerosi infortuni, <strong>Jim Baxter</strong> probabilmente è stato uno dei giocatori scozzesi più talentuosi di sempre. Mancino purissimo, alto e snello, tecnicamente sublime, con un tocco di palla e una grande eleganza, inquadrarlo tatticamente è complicato: è un playmaker a tutto campo in grado di disimpegnarsi con egual efficacia in più ruoli e di dettare i tempi della manovra grazie ad una straordinaria precisione dei passaggi e una visione di gioco fuori dal comune. Egli stesso descrive in maniera chiara il suo stile di gioco «tratto la palla come fosse una donna. La coccolo, le faccio una carezza, mi prendo il tempo necessario&#8230;e avrò le risposte che desidero». <em>Slim</em><strong> Jim</strong> raggiunge il suo apice negli anni &#8217;60 con i<strong> </strong>Rangers di Glasgow con i quali vince da protagonista una decina di trofei.</p>



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<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">10) Billy Liddell</h3>



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<p>Ok, so benissimo che<strong> Liddell</strong> ha dato il meglio di sé intorno alla fine degli anni &#8217;40, ma uno come lui &#8211; secondo me &#8211; non poteva mancare in una classifica simile. Anzi, in una classifica all-time probabilmente rientrerebbe nelle prime cinque posizioni.<br>Chi era <strong>Liddell</strong>? Era una forza della natura, atleticamente spaventoso e imprendibile, ma allo stesso tempo un professionista esemplare, un vero e proprio gentiluomo. Nella sua carriera ventennale al Liverpool vince poco (solo un campionato) &#8211; è vero &#8211; ma non è un caso se in moltissime formazioni all-time dei <em>Reds </em>spunta sempre il suo nome e recentemente è stato votato come il sesto miglior giocatore della storia del Liverpool. La sua dedizione alla causa è totale: pur avendo un contratto &#8220;part-time&#8221; (si allena due volte a settimana) è il leader dello spogliatoio e senz&#8217;altro uno dei giocatori più amati che abbiano mai vestito la casacca dei <em>Reds</em> in un periodo di grandi difficoltà. È un ala e un centro-attacco incredibilmente potente fisicamente, veloce, con un tiro incredibilmente potente e preciso, fiuto del goal e grande bravura nel gioco aereo.</p>



<p class="has-text-align-right"><strong><em>Articolo a cura di </em>FRANCESCO BUFFOLI<em> e </em>TIZIANO CANALE</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2022/05/24/flower-of-scotland-i-10-migliori-giocatori-scozzesi-del-dopoguerra.html">Flower of Scotland: i 10 migliori giocatori scozzesi del dopoguerra</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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