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Nel tempio della Philips – la top 11 all time del PSV Eindhoven

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Con 24 campionati, uno storico treble datato 1988 e diversi trofei internazionali, il PSV è la seconda formazione d’Olanda in termini di titoli; numeri alla mano, il PSV è superiore al Feyenoord, che pure fu il più accreditato avversario del grande Ajax durante l’epoca d’oro del calcio olandese. Il club di Eindhoven ha saputo ritagliarsi un posto significativo nel panorama orange già nel corso degli anni ’70, quando strappa lo scettro di miglior squadra d’Olanda alle due big che dettano legge in Europa – a inizio decennio – e fa sentire la sua voce anche sui palcoscenici europei, raggiungendo in numerose occasioni le semifinali e vincendo la Coppa UEFA nel 1978, dopo un’agguerrita finale contro i francesi del Bastia. Durante gli anni ’80, la squadra della Philips si prende il proscenio con ancora maggior veemenza e domina il calcio olandese, incamerando sei titoli nazionali e la Coppa dei Campioni nel 1988 (leggi qui per cronaca e pagelle). L’egemonia PSV, dopo degli anni ’90 più equilibrati, torna in auge durante gli anni 2000, con il ritorno a Eindhoven di Hiddink e la semifinale di Champions persa per dettagli e in maniera sfortunata contro il grande Milan di Ancelotti. La maglia biancorossa, a partire dagli anni ’70, ha vestito una pletora di campioni e alcuni dei massimi fuoriclasse delle ultime decadi, e noi abbiamo provato a selezionare i migliori.

Portiere: Hans van Breukelen


Jan Van Beveren e Hans van Breukelen, due tra i migliori portieri olandesi di sempre, si contendono il posto da titolare nel PSV all time. È difficile sceglierne uno, ma la nostra preferenza va di un’unghia a Breukelen, portiere del PSV nel miglior periodo della sua storia, nella seconda metà degli anni ’80. Riteniamo Van Beveren più talentuoso, anche per il suo stile elegante e quasi stoico, ma van Breukelen è stato probabilmente ancora più decisivo. L’olandese era un portiere agile, reattivo e, soprattutto, molto freddo: raramente commetteva errori e aveva grande carisma.

Terzino Destro: Eric Gerets


Con 10 trofei in 7 anni e oltre 200 presenze, Gerets è il miglior candidato in assoluto per il ruolo di terzino destro. Arrivato al PSV a 31 anni, ritrova una seconda giovinezza dopo un periodo di flessione dovuto al suo presunto coinvolgimento in uno scandalo di corruzione. Il belga è un terzino destro bravo in entrambe le fasi, dotato di una buona tecnica di base, di eccellenti mezzi fisici e, soprattutto, di un carisma e di una carica agonistica d’altri tempi che lo rendono un vero e proprio punto di riferimento. A metà degli anni ’80 è probabilmente uno dei migliori rappresentanti in Europa del ruolo, nonché una colonna dell’ottima nazionale belga dell’epoca. La sua riserva più credibile è il veterano Adrie van Kraay, classico “cavallo” olandese degli anni ’70, un portento atletico e un giocatore estremamente completo e affidabile, che ha vestito la maglia biancorossa in oltre 300 occasioni, vincendo da titolare 3 campionati olandesi e la Coppa UEFA del 1978. Meno felice la sua esperienza in maglia arancione: Adrie colleziona solo 17 presenze in ragione di una concorrenza agguerrita e di alto profilo.

Difensore centrale: Jaap Stam


Le tre scarse stagioni al PSV, prima della sua definitiva consacrazione in maglia rossa allo United, sono più che sufficienti per includerlo nella nostra selezione. Stam lo conosciamo tutti: centrale spaventoso, tenace, è lo spauracchio dei centravanti avversari per oltre un decennio, grazie a una cattiveria agonistica incredibile, a una potenza fisica difficilmente “battibile” e, generalmente, a mezzi atletici sopra la norma. Potrebbe benissimo accomodarsi al suo posto uno dei simboli della storia del PSV, il lungo Ernie Brandts, statuario centrale abilissimo nel gioco aereo ma dotato anche di due piedi da olandese anni ’70, che vince tre campionati e la coppa UEFA, guadagnandosi anche la maglia di titolare della nazionale tra il mondiale argentino (quando segna un gol decisivo contro gli azzurri) e i complicati primi anni ’80. Terza scelta deve essere, a nostro avviso, l’ottimo e solidissimo Wilfred Bouma, perno difensivo del club che impone la propria egemonia in patria tra anni ’90 e 2000 e che fa sudare sette camicie al Milan di Ancelotti, nonché tuttora leader per numero di presenze in Europa con la maglia del PSV.

Difensore centrale: Ronald Koeman


Rambo Koeman è il compagno ideale di Stam in questa selezione. Laddove uno come Stam pecca a volte in fase di impostazione, Koeman rappresenta la sua antitesi: non velocissimo di piede, ma con una visione del gioco degna di un vero e proprio playmaker di centrocampo, oltre che una bravura sui calci da fermo difficilmente eguagliabile per un difensore. In tre stagioni vince tre campionati di fila, due Coppe dei Paesi Bassi e una Coppa dei Campioni. Ma a far spicco sono le sue medie realizzative: in 98 presenze, le sue reti sono ben 51 (!) e in termini assoluti la sua migliore stagione è il 1987-1988, in cui mette a segno (principalmente con calci di punizione e tiri da fuori, le sue armi migliori) ben 26 reti in 46 presenze, numeri mai eguagliati da un difensore nella storia del calcio. La batteria di difensori centrali del PSV è particolarmente ricca: a metà anni ’70, Enzo Bearzot identifica nello svedese Björn Nordqvist uno dei migliori e più intelligenti centrali difensivi del pianeta, dopo averne ammirato le prestazioni in nazionale e nel campionato olandese. Meno poderoso di Stam e Koeman, lo svedese, eletto calciatore dell’anno del suo paese nel 1968, è stato un campione di eleganza e di tempismo e ha vinto da protagonista e leader del PSV un campionato e una coppa d’Olanda. Impossibile, infine, non menzionare Jan Poortvliet, pilastro della difesa del PSV nel corso di dieci lunghe e gloriose stagioni, culminate in numerosi titoli nazionali e nella UEFA del 1978, nonché titolare della nazionale ai mondiali di Argentina.

Laterale sinistro: Jan Heintze


Terzino ed esterno di centrocampo tutto mancino, inizia la carriera come ala pura per poi venire arretrato in difesa, posizione in cui rimane per oltre dieci anni affermandosi come una vera e propria leggenda della squadra olandese. Piccolino, è agile, veloce, ha un buon piede, due polmoni notevoli e grande costanza di rendimento. Sarà uno dei punti di riferimento della grande nazionale danese degli anni ’80 insieme ad altre stelle come Arnesen, Lerby, Larsen, Laudrup. Kees Krijgh, classico universale olandese anni ’70, è la prima e unica vera alternaiva di Heintze: abile anche come mediano tuttofare, Kees ha vinto da titolare numerosi trofei con il PSV, vestendo la maglia della squadra di Eindhoven in oltre duecento occasioni e guadagnandosi qualche convocazione in nazionale, dove però era chiuso dal mostro sacro Krol.

Mezzala destra: René van de Kerckhof

I gemelli van de Kerkhof sono probabilmente – se escludiamo il veterano van der Kuijlen – i due giocatori chiave della storia del PSV, le due icone che ne dominano l’immaginario, due universali come solo Johan Neeskens, che si sono disimpegnati come mezzeali e spesso come ali vere e proprie, dimostrandosi campioni di statura internazionale; René non lega il suo nominativo solo al PSV, ma le sue 278 presenze, impreziosite da 85 reti, lo rendono un titolare inamovibile di questa squadra, che schieriamo come mezzala/ala destra solo per assecondare la nostra esigenza – tutta italiana – di incasellare i giocatori in un ruolo, ma che avrebbe potuto giocare benissimo anche al posto del gemello o in ogni altra posizione dalla metacampo in su. Con il PSV, René vince diversi trofei nazionali e diventa, proprio come il gemello, un perno della grande Olanda, specie durante la seconda metà degli anni ’70 e ai mondiali argentini. Nel 2004, Pelé lo ha incluso tra i 125 giocatori viventi più grandi della storia del calcio. La sua prima e unica vera alternativa è il lungo ed elegante Philippe Cocu, altro giocatore che incarna come pochi altri lo spirito della scuola orange, avendo giocato sia come laterale difensivo che come mezzala e come regista davanti alla difesa, specie a fine carriera. Tecnico, versatile, atleticamente molto forte e intelligente, Cocu ha vestito la maglia del PSV per sei stagioni, collezionando quasi 300 presenze e 73 gol, e affermandosi come il leader tecnico della squadra guidata da Hiddink negli anni 2000.

Centrocampista centrale: Mark Van Bommel

Cattivo e spigoloso come un Roy Keane, Van Bommel è uno dei giocatori più determinanti della storia del PSV: mediano completo, fisicamente tostissimo e rognoso, Mark è stato il leader del PSV per sei stagioni a cavallo tra i millenni e ha chiuso nella sua città d’adozione la carriera, nel 2013. Le sue discrete doti di regia e le sue abilità nel calcio dalla distanza (nel 2005, Mark segna 14 reti solo in Eredivisie) l’hanno reso uno dei centrocampisti difensivi più ammirati e ambiti d’Europa per diverse stagioni, durante le quali ha conquistato 4 campionati olandesi e altri trofei nazional, venendo premiato due volte anche come calciatore olandese dell’anno. Søren Lerby occupa una posizione più defilata nella storia del club, ma resta un grande giocatore meritevole di una mezione: box-to-box inesauribile e combattivo, più che discreto come uomo gol, ha vestito diverse maglie, affermandosi come l’erede di Breitner in Germania, e al PSV è stato il tuttofare del PSV campione d’Europa, uno dei giocatori di maggiori talento della squadra capace di vincere diversi titoli nazionali e lo storico treble del 1988. Doverosa, nel ruolo, anche una terza citazione, quella di Berry van Aerle, laterale destro che trasloca nella posizione di mediano per poter convivere con Gerets, e da mediano vince tutto, conquistandosi anche un posto in nazionale.

Mezzala sinistra: Willy van de Kerckhof

Valgono per Willy le medesime parole spese per René; Willy, esterno sinistro, mezzala e all’occorrenza punta aggiunta, un eclettico senza un vero ruolo come molti altri olandesi della sua generazione, è un titolare inamovibile di questa formazione: ha vestito la maglia biancorossa in 486 occasioni, mettendo a referto 65 reti e disimpegnandosi con successo in numerose posizioni. Cardine della squadra che vince tutto o quasi negli anni ’70, Willy è stato un giocatore importante anche nel corso del decennio successivo e ha fatto in tempo a conquistare, da alternativa di lusso, la Coppa dei Campioni del 1988. Encomiabile e lunga anche la sua carriera in orange, che si chiude con 5 reti in 63 presenze e un mondiale – quello argentino – da giocatore essenziale del progetto di Happel. Il posto di mezzala in panchina abbiamo deciso di assegnarlo a un olandese nato per caso dall’altra parte del mondo, in Corea del Sud, ovvero a Park Ji-sung, che diventerà una star alla corte di Alex Ferguson ma che già al PSV si conquista le prime pagine dei giornali di mezza Europa, dimostrandosi un inesauribile tuttofare capace di giocare letteralmente in cinque o sei ruoli diversi; nel corso di tre stagioni, Park incamera tre titoli olandesi e sfiora una finale di Champions che avrebbe meritato, dopo aver surlcassato il Milan di Ancelotti sul piano del gioco per tre tempi su quattro.

Attaccante destro: Ruud Gullit

Obiezione accolta: Ruud ha giocato a Eindhoven solo per due stagioni; il punto è che il cervo che esce dalla foresta che abbiamo imparato ad amare anche in Italia, con la sua falcata teoricamente incompatibile con il suo fisico da corazziere (191 cm di muscoli poderosi) e rimasta quasi senza eguali, con il PSV è diventato un fuoriclasse di dimensione planetaria, avviando il cammino che l’avrebbe portato a vincere il pallone d’oro nel 1987 (pallone d’oro che si spartisce, come sappiamo, tra PSV e Milan). Fisicamente incontenibile, in grado di fare la differenza anche nel gioco aereo e come uomo assist, Gullit al PSV tocca l’apogeo della sua carriera (naturalmente, se escludiamo la prima stagione in rossonero) e nonostante la breve militanza si guadagna il posto da titolare. Diciamo che potrebbe tranquillamente soffiargli questo posto, per ciò che ha rappresentato nella storia del PSV, un giocatore fisicamente agli antipodi ma che si conquista l’amore incondizionato del Philips Stadion tra anni ’80 e ’90, il minuto artista del pallone Gerald Vanenburg, ala o attaccante di classe internazionale, titolare dell’Olanda del 1988 e due volte giocatore olandese dell’anno. Per lui, in maglia biancorossa si contano 48 reti in 199 presenze, diversi titoli nazionali e la Coppa dei Campioni del 1988.

Attaccante centrale: Romário

Del baixinho conosciamo vita morte e miracoli, ma ogni tanto bisogna rinfrescarsi la memoria sui suoi strepitosi anni in Olanda: a Eindhoven, dove approda per via degli investimenti della Philips in Brasile, Romário mette a segno 128 reti in 148 partite, vince tre volte il titolo di capocannoniere della Eredivisie e due quello della Champions, competizione in cui stampa in faccia alla leggendaria difesa del Milan un gol in palleggio, un gesto irriverente e all’apparenza illogico che può venire in mente solo a una delle migliori ipostasi moderne del malandro brasiliano. Centravanti atipico per via della corpuratura minuta, ma dotato di due piedi che gli varranno il soprannome di Maradona dell’area di rigore, velocissimo e spietato sotto porta, il fuoriclasse brasiliano disputa in Olanda le stagioni più brillanti della sua gloriosa carriera ed è a nostro parere un nome imprescindibile di questa formazione. La riserva del piccoletto brasiliano è il gigante svedese Ralf Edström, largamente considerato uno dei centravanti più completi e decisivi degli anni ’70, che durante la gloriosa parentesi olandese si candida per tre volte al pallone d’oro (conquistando due pretigiosi nono e decimo posto), vince da protagonista assoluto due campionati e si conferma campione di caratura mondiale.

Attaccante sinistro: Willy van der Kuijlen

van der Kuijlen è per il PSV ciò che Boniperti e Del Piero sono per la Juventus, ovvero il giocatore simbolo per antonomasia. Attaccante esterno o centrocampista offensivo, il campione di Helmond ha fatto luccicare gli occhi dei tifosi assiepati sulle tribune del Philips Stadion per diciassette lunghissime stagioni, durante le quali ha raccolto 308 reti in 528 presenze, facendo collezione di titoli di capocannoniere e vincendo diversi campionati olandesi e la coppa UEFA del 1978, vinta da dominatore della competizione e da leader tecnico del PSV. Una concorrenza spietata gli ha impedito di affermarsi come titolare in nazionale (il suo curriculum racconta di 22 presenze con 7 reti), ma nulla toglie alla sua eterna e meravigliosa carriera in biancorosso. Potrebbe anche figurare come centravanti, ma per ragioni di spazio ed esigenze editoriali lo inserisco come seconda punta: sto parlando di Luc Nilis, bomber e attaccante belga tuttofare del PSV anni ’90, autore di 133 reti in 212 presenze, diverse volte bomber principe in Eredivisie e giocatore dell’anno del campionato olandese nel 1995. Ottima anche se non particolarmente prolifica la sua esperienza con la nazionale.

Articolo a cura di FRANCESCO BUFFOLI e TIZIANO CANALE

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