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	<title>zidane Archivi - Game of Goals</title>
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	<title>zidane Archivi - Game of Goals</title>
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		<title>2003-2004: Real Madrid-Barcellona 1-2</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Buffoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Nov 2025 06:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La storia del Clásico dal 1988 al 2024]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Madrid, Stadio Santiago Bernabéu, 25 aprile 2004 Il 25 aprile 2004 si assiste a un Clasico anomalo, che sembra remare controcorrente nella storia della sfida [&#8230;]</p>
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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Madrid, Stadio Santiago Bernabéu, 25 aprile 2004</h2>



<p></p>



<p>Il 25 aprile 2004 si assiste a un <em>Clasico</em> anomalo, che sembra remare controcorrente nella storia della sfida tra le regine di Spagna: il<strong> </strong>Real Madrid, forse per l&#8217;ultima volta in grado di far luccicare le numerose stelle galattiche in campo, e chiaramente favorito, regala al suo pubblico un&#8217;ora di grandissimo calcio. I suoi fuoriclasse si esprimono al meglio e solo un <strong>Puyol </strong>eroico e Valdes limitano i danni per gli ospiti, parsi a lungo tramortiti dall&#8217;onda <em>blanca</em>. Il pareggio di <strong>Kluivert</strong>, per i padroni di casa è un&#8217;inattesa e immeritata doccia fredda, che fa saltare i nervi anche a un giocatore di regola molto corretto come Figo e lascia i<em> Blancos</em> in dieci. Nel finale, il Barça rimonta grazie a un colpo di genio del suo nuovo fenomeno, <strong>Ronaldinho</strong>, che diventa un gol grazie anche alla prodezza del già veterano <strong>Xavi</strong>.</p>



<p></p>



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<p></p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le pagelle &#8211; Real Madrid</h2>



<p></p>



<p><strong>IL MIGLIORE: Zinédine Zidane 7</strong><br>Nei primi quarantacinque minuti si assiste a una masterclass del francese, che prende in mano la bacchetta e inventa veroniche, doppi passi e filtranti degni del suo miglior repertorio. Come tutta la squadra, declina nella parte finale della gara, ma resta il migliore tra i madridisti.</p>



<p></p>



<p><strong>Roberto Carlos 6,5</strong>: Robertino sta disputando forse l&#8217;ultima stagione da fuoriclasse planetario, e nella sfida con il Barcellona è il solito motorino, che rende complicato il pomeriggio di Overmars e che costringe Valdes a due parate complicate &#8211; la seconda, in particolare, è un mezzo miracolo. Il suo sinistro al vetriolo rimane qualcosa di difficilmente spiegabile se messo in relazione al suo corpicino e ai suoi 167 cm scarsi.</p>



<p></p>



<p><strong>Luís Figo 6,5</strong>: nella prima frazione di gioco, il fuoriclasse portoghese gioca come nei suoi giorni migliori, e regala al pubblico di casa doppi passi, dribbling, spunti in velocità e traversoni. Nella ripresa sfiora il gol del 2-0 con una fucilata di sinistro. L&#8217;intervento omicida e poco sensato su Puyol, tuttavia, gli toglie almeno mezzo voto, anche perché cambia la direzione della gara.</p>



<p></p>



<p><strong>David Beckham 6,5</strong>: canta e porta la croce. Il suo piede destro rimane una delizia, ma il Beckahm di Madrid deve anche correre per due e inventarsi un paio di accelerazioni che, nel 2004, non eravamo più abituati a vedergli fare. Tra i più brillanti e positivi.</p>



<p></p>



<p><strong>Iker Casillas 5,5</strong>: corresponsabile di entrambi i gol blaugrana, Iker non vive la sua serata migliore e merita la palma di peggiore tra le stelle del Real.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le pagelle &#8211; Barcellona</h2>



<p></p>



<p><strong>IL MIGLIORE: Ronaldinho 7,5</strong><br>Sulle <em>Ramblas</em> è ufficialmente iniziata l&#8217;epopea del mago di Porto Alegre. Nel primo tempo il Gaucho sonnecchia, anche se lascia intravedere doti non comuni. Nella ripresa cambia passo: un paio di aperture e di spunti palla al piede sono da fenomeno, e il cucchiaio con cui libera Xavi per il gol del 2-1 è un colpo di genio da tramandare ai posteri. L&#8217;ho già detto? Fenomeno.</p>



<p></p>



<p><strong>Xavier Hernández 7</strong>: metronomo infaticabile, in grado anche di accelerare palla al piede e di mettere, quando serve, corpo e gamba per contrastare gli avversari, merita un voto alto pure per il gol del 2-1, segnato con uno splendido colpo al volo di esterno.</p>



<p></p>



<p><strong>Carles Puyol 7</strong>: Franco Baresi lo ammirava perché aveva il coraggio di mettere la faccia là dove gli altri non osavano mettere i piedi, e questa partita sembra proprio incorniciare questo suo coraggio gladiatorio. Nel primo tempo Carles si immola per togliere dalla porta una conclusione di Roberto Carlos, e respinge come può ogni pallone. Nella ripresa lotta con la consueta determinazione e subisce da Figo un fallo criminale che dà la svolta alla gara.</p>



<p></p>



<p><strong>Victor Valdés 7</strong>: impreciso in un paio di occasioni, ha però l&#8217;enorme merito di tenere a galla i blaugrana nel corso del lungo assedio madridista, con almeno due parate capolavoro (su Carlos e su Figo).</p>



<p></p>



<p><strong>Javier Saviola 5</strong>: nel primo tempo la squadra si rintana nella propria metacampo e questo non lo aiuta, ma Saviola pare sempre leggerino e incapace di impensierire la difesa dei padroni di casa, e di fatto è sempre ai margini della partita.</p>



<p></p>



<p></p>
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		<title>2003-2004: Barcellona-Real Madrid 1-2</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Buffoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Nov 2025 16:06:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La storia del Clásico dal 1988 al 2024]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Barcellona, Camp Nou, 6 dicembre 2003 Il Real Madrid ha aggiunto David Beckham alla propria collezione di stelle e punta il bersaglio grosso: l&#8217;epoca dei [&#8230;]</p>
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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Barcellona, Camp Nou, 6 dicembre 2003</h2>



<p></p>



<p>Il Real Madrid ha aggiunto <strong>David Beckham</strong> alla propria collezione di stelle e punta il bersaglio grosso: l&#8217;epoca dei <em>Galacticos </em>entra nella sua fase più intensa e incline al parossismo, e nell&#8217;autunno del 2003 tifosi e giornalisti sono pervasi dalla sensazione che il Real possa imitare il Manchester United del 1998/1999 e fare l&#8217;en plein.</p>



<p>Come sappiamo, la stagione dei <em>Blancos </em>si rivelerà invece un mezzo fallimento, in ragione del tracollo inatteso e verticale della primavera. Ciononostante, il divario tecnico con un Barcellona in piena fase di ricostruzione è evidente: i catalani, archiviata la breve e poco felice esperienza sulle <em>Ramblas</em> di <strong>Riquelme</strong> e <strong>Mendieta </strong>(il primo è emigrato nella vicina Vila-real per dimostrare di poter fare la differenza anche nel calcio europeo e riuscire a pieno nell&#8217;intento, il secondo è emigrato in Inghilterra nella ricerca, che si rivelerà invece vana, di nuova gloria), si aggrappano alla precoce maturità di <strong>Xavi</strong>, a qualche grande &#8220;vecchio&#8221; come <strong>Patrick Kluivert </strong>e soprattutto al funambolo <strong>Ronaldinho</strong>. Approdato a Barcellona quale sostituto di Beckham, il brasiliano, considerato un talento superiore ma ancora tutto da misurare sui grandi palcoscenici, come sappiamo è destinato invece a riscrivere la storia del club catalano.</p>



<p>Nel <em>Clasico</em> di dicembre, in ogni caso, <strong>Ronaldinho </strong>non scende in campo a causa di alcuni problemi fisici, e lo squilibrio tra le forze dei due squadroni sarebbe, sulla carta, di gran lunga superiore a quello che racconterà poi il campo. La partita è bruttina nel primo tempo e discreta nel secondo, e il Real, nonostante una serata grigia, la porta a casa grazie ad alcuni spunti individuali e alla sua proverbiale, maggior concretezza.</p>



<p></p>



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<p></p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le pagelle &#8211; Barcellona</h2>



<p></p>



<p><strong>IL MIGLIORE: Carles Puyol 7</strong><br>Esuberante sul piano agonistico, Carles gioca come se ne andasse della sua sopravvivenza, e di fatto cancella dal campo Ronaldo, che segna nell&#8217;unica occasione in cui Puyol è lontano.</p>



<p></p>



<p><strong>Xavier Hernández</strong> 6: dirige il traffico con la consueta sagacia e sbaglia pochi palloni, inventando anche un paio di aperture degne di nota, ma non riesce a dominare il centrocampo come in altre occasioni.</p>



<p></p>



<p><strong>Patrick Kluivert 6</strong>: prestazione opaca, in cui sbaglia molte scelte in fase conclusiva, ma che si salva per il gol che, nel finale, riapre la partita.</p>



<p></p>



<p><strong>Luis Garcia 5</strong>: a lungo avulso dal gioco e mai pericoloso, il centrocampista di Badalona è uno dei meno brillanti tra i suoi.</p>



<p></p>



<p><strong>Gerard 5</strong>: valgono per l&#8217;ex grande talento del Valencia le stesse considerazioni spese per Garcia. Si vede poco, incide poco sulla manovra e non si rende mai pericoloso in fase conclusiva.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le pagelle &#8211; Real Madrid</h2>



<p></p>



<p><strong>IL MIGLIORE: Roberto Carlos 7</strong><br>Una prestazione tutto sommato normale diventa importante perché Robertino sblocca la partita con il suo velenoso piede sinistro e regala poi al connazionale Ronaldo l&#8217;assist per il gol del 2-0.</p>



<p></p>



<p><strong>Iker Casillas 6.5</strong>; il giovane Iker ha preso in mano le redini della squadra ed è bravo a salvare i suoi in un paio di occasioni; nel primo tempo, in particolare, si inventa una parata da cineteca.</p>



<p></p>



<p><strong>David Beckham 6,5</strong>: reinventato regista, l&#8217;inglese dirige le operazioni come un veterano, con il suo magico piede destro pennella un paio di aperture da leccarsi i baffi e si produce anche in un&#8217;accelerazione con cui mette Ronaldo da solo davanti a Valdes &#8211; ma il brasiliano cicca malamente il pallone.</p>



<p></p>



<p><strong>Ronaldo 6</strong>: prestazione da insufficienza piena (Puyol lo trasforma in un ectoplasma) che viene salvata dal gol del 2-0, realizzato dopo uno stop da campione.</p>



<p></p>



<p><strong>Zinédine Zidane 5,5:</strong> sempre elegante, come un ballerino di 185 cm, <em>Zizou</em> questa volta si fa imbrigliare dal pressing catalano, salta l&#8217;uomo solo una volta e non è partecipe alle azioni più pericolose dei suoi.</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2025/11/16/2003-2004-barcellona-real-madrid-1-2.html">2003-2004: Barcellona-Real Madrid 1-2</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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		<title>2001-2002: Barcellona-Real Madrid 1-1</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Buffoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Sep 2025 09:43:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La storia del Clásico dal 1988 al 2024]]></category>
		<category><![CDATA[barcellona]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina: Xavi, protagonista del match Barcellona, Camp Nou, 16 marzo 2002 Un antipasto delle imminenti semifinali di Champions, e non solo: il Clasico [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-text-align-right"><em>Immagine di copertina: Xavi, protagonista del match</em></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Barcellona, Camp Nou, 16 marzo 2002</h2>



<p></p>



<p>Un antipasto delle imminenti semifinali di Champions, e non solo: il <em>Clasico</em> che si disputa il 16 marzo del 2002 sulle Ramblas passa alla storia anche perché vede scendere in campo e ammanettarsi alla porta diversi militanti dell&#8217;ETA, che manifestano in mondovisione la loro disapprovazione per le recenti riforme varate dal Parlamento spagnolo e mirate a contenere il terrorismo (il mondo occidentale è ancora scosso da quanto accaduto a New York l&#8217;11 settembre), riforme interpretate tuttavia, da una parte dell&#8217;opinione pubblica, come l&#8217;espressione di un rigurgito repressivo e di matrice franchista.</p>



<p>La partita non è particolarmente bella, soprattutto nel primo tempo: le due squadre, e specie i padroni di casa, commettono molti errori in fase di impostazione e di palleggio, e anche le difese ballano.</p>



<p><em>Zizou</em> porta in vantaggio gli ospiti approfittando di un retropassaggio sciagurato di Coco, parso ancora una volta inadeguato a certi palcoscenici, e nella ripresa un ispirato Xavi trova il pareggio grazie a una papera del portiere madrileno, parso a sua volta fuori categoria nella sfida regina del calcio spagnolo e mondiale. Il pareggio finale è abbastanza generoso con i padroni di casa, apparsi a lungo in balia degli ospiti, la cui superiorità tecnica è stata evidente.</p>



<p></p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="640" height="404" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/09/ZidaneCocu.webp" alt="" class="wp-image-25014" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/09/ZidaneCocu.webp 640w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/09/ZidaneCocu-300x189.webp 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></figure>



<p></p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le pagelle &#8211; Barcellona</h2>



<p></p>



<p><strong>IL MIGLIORE: Xavier Hernández</strong> <strong>7</strong><br>In alcune fasi della partita domina il centrocampo come lo vedremo fare nelle stagioni migliori, vince il duello con Zidane anche nel corpo a corpo e quando si tratta di contendersi il pallone, inventa una genialata sprecata da Kluivert, colpisce l&#8217;incrocio dei pali su calcio da fermo. Il gol del pareggio, i cui meriti sono soprattutto del pessimo César, rappresenta, se vogliamo, solo la fortunosa ciliegina sulla torta.</p>



<p></p>



<p><strong>Philippe Cocu 6</strong>: schierato mezzala, ha passo solenne e discreta visione di gioco, e spreca pochissimi palloni.</p>



<p></p>



<p><strong>Rivaldo 5,5:</strong> decisamente appannato rispetto alle stagioni precedenti, tenta la fortuna con un paio di conclusioni velenose del suo sempre temibile sinistro, ma non è particolarmente brillante né efficace.</p>



<p></p>



<p><strong>Patrick Kluivert 5,5:</strong> elegante e intelligente quando arretra per triangolare con i compagni, è però assente in area di rigore e si divora un gol fatto, sprecando una geniale invenzione di Xavi.</p>



<p></p>



<p><strong>Francesco Coco 5</strong>: nel primo tempo si abbatte sui catalani come una maledizione, regalando anche a Zidane il gol del vantaggio. Nella ripresa gioca un filo meglio e si rende protagonista di un paio di discrete percussioni.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le pagelle &#8211; Real Madrid</h2>



<p></p>



<p><strong>IL MIGLIORE: Raúl González Blanco 7</strong><br>Poco appariscente nel primo tempo, prende in mano la squadra nella ripresa, sfiora il 2-1 con un pallonetto meraviglioso e si inventa uno slalom da fenomeno. Leader poco fortunato, ha comunque il merito di avviare anche l&#8217;azione del gol.</p>



<p></p>



<p><strong>Roberto Carlos 6,5</strong>: il suo inspiegabile sinistro fa tremare i polsi dei tifosi di casa già nel primo tempo, e anche nella ripresa Robertino si invola in un paio di accelerazioni spettacolari.</p>



<p></p>



<p><strong>Zinédine Zidane 6,5</strong>: meno ispirato che nel Clasico di Madrid di pochi mesi prima, danza comunque con il pallone, in un paio di circostanze, ed è freddo sul gol dell&#8217;1-0.</p>



<p></p>



<p><strong>Guti 5,5</strong>: un paio di giocate eleganti non gli valgono la sufficienza, perché rimane spesso ai margini del gioco e con il pallone tra i piedi tende un po&#8217; a specchiarsi nella propria bravura.</p>



<p></p>



<p><strong>César Sánchez 4</strong>: disastroso sul tiro tutt&#8217;altro che irresistibile di Xavi, dà anche e ripetutamente la sensazione di non sentirsi tranquillo, specie nelle uscite. Prestazione da dimenticare, e non è un caso se le telecamere cercano più volte l&#8217;infortunato Casillas in panchina.</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2025/09/12/2001-2002-barcellona-real-madrid-1-1.html">2001-2002: Barcellona-Real Madrid 1-1</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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		<title>1998 Finale: Real Madrid Juventus 1-0</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2025/05/10/1998-finale-real-madrid-juventus-1-0.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Tommaso Ciuti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 May 2025 06:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Coppa Campioni 1990-1999]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La zampata di Pedrag Mijatovic regala al Real Madrid il suo settimo trionfo in Champions League, nella cornice dell&#8217;Amsterdam Arena. La Juventus di Marcello Lippi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2025/05/10/1998-finale-real-madrid-juventus-1-0.html">1998 Finale: Real Madrid Juventus 1-0</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-drop-cap">La zampata di <strong>Pedrag Mijatovic</strong> regala al Real Madrid il suo settimo trionfo in Champions League, nella cornice dell&#8217;Amsterdam Arena. La Juventus di Marcello Lippi non riesce a centrare il double: dopo aver vinto lo scudetto alla fine di un estenuante e velenoso corpo a corpo contro l&#8217;Inter, la Vecchia Signora perde la seconda finale consecutiva di coppa europea. Il ciclo bianconero, dopo anni di trionfi in patria, in Europa e nel mondo, si avvia verso il crepuscolo.</p>



<p>È stata una partita &#8220;maschia&#8221;, ruvida, a ritmi alti. Le squadre sono corte, il tempo per pensare alla giocata è molto ristretto. La Vecchia Signora ha provato ad imporre il proprio ritmo fin dalle prime battute, ma la qualità dei madridisti, soprattutto a centrocampo, è uscita alla distanza, anche se in effetti la conta delle occasioni &#8211; seppur sporche &#8211; è parsa pendere a favore dei bianconeri. In una partita che ha i crismi di una parata di stelle all&#8217;insegna dell&#8217;equilibrio, ai bianconeri è mancata in primis la zampata risolutiva: scarsa, se non nulla, è stata l&#8217;intesa tra <strong>Del Piero</strong> e <strong>Inzaghi</strong>, che ha funzionato ottimamente per tutta la stagione ma che nella notte di Amsterdam è stata disinnescata da uno strepitoso Fernando Hierro, autore di una prestazione maiuscola. </p>



<p><strong>Zidane</strong>, nonostante una certa grazia non lo abbandoni mai, ha sbagliato più del dovuto e non ha mai preso in mano le redini del gioco, lasciando ai generosi e disordinati <strong>Davids </strong>e <strong>Deschamps </strong>l&#8217;onere e l&#8217;onore di illuminare la manovra. La difesa ha funzionato bene, le palle-gol concesse non sono state molte: quella decisiva è frutto di un insieme di imprecisione (<strong>Iuliano </strong>non benissimo) e casualità (<strong>Mijatovic </strong>è sembrato trovarsi nel posto giusto al momento giusto quasi per caso) ed il Real Madrid ha ringraziato e scartato il cioccolatino.</p>



<p>Oggi, in tempi di VAR, sarebbe stato annullato il gol di <strong>Mijatovic</strong>? Forse sì, anche se le immagini non sono chiarissime. Il calo fisico nella seconda parte di gara ha tolto convinzione alla Vecchia Signora, che è scivolata lentamente fuori dalla partita, nonostante i tentativi di Lippi di dare verve e freschezza con gli ingressi di <strong>Tacchinardi</strong>, <strong>Conte </strong>e <strong>Fonseca</strong>. Viceversa il Real Madrid è tornato a dettar legge in Europa, dopo aver assistito impotente negli anni precedenti ai trionfi del <em>Dream Team </em>di <strong>Cruijff</strong>: <strong>Hierro </strong>è una certezza da tempo, <strong>Raul </strong>e <strong>Roberto Carlos</strong> scriveranno pagine indelebili della storia dei <em>Blancos</em>. Altri trionfi aspettano il Real Madrid, in Spagna e in Europa.</p>



<p><strong>Real Madrid:</strong> Illgner, Panucci, Sanchis, Hierro, Roberto Carlos, Redondo, Karembeu, Seedorf, Raul (st 45′ Amavisca), Morientes (st 37′ Jaime) Mijatovic (st 44′ Suker). All. Heynckes.<br><strong>Juventus:</strong> Peruzzi, Torricelli, Montero, Iuliano, Di Livio (st 1′ Tacchinardi), Pessotto (st 26′ Fonseca), Deschamps (st 32′ Conte), Davis, Zidane, Inzaghi. All. Lippi.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img decoding="async" width="1024" height="680" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/05/juventus-real-madrid-1024x680.avif" alt="" class="wp-image-24035" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/05/juventus-real-madrid-1024x680.avif 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/05/juventus-real-madrid-300x199.avif 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/05/juventus-real-madrid-768x510.avif 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/05/juventus-real-madrid-1536x1020.avif 1536w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/05/juventus-real-madrid.avif 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Del Piero inseguito da Sanchis</figcaption></figure>



<p></p>



<p><strong>Primo tempo<br>5&#8242;</strong> Deschamps calcia di prima da fuori area dopo uno scarico all&#8217;indietro di Inzaghi. Illgner blocca a terra senza problemi.<br><strong>9&#8242;</strong> magia di Zidane che in contropiede si libera di un paio di avversari e serve benissimo Di Livio in area sulla destra: il Soldatino crossa ma trova il corpo di Roberto Carlos, la palla carambola sull&#8217;esterno della rete.<br><strong>13&#8242;</strong> Del Piero calcia male una punizione dalla sua zolla preferita e prende la barriera, ma sulla seconda palla è bravo a servire sulla corsa Zidane che calcia con il sinistro: il tiro sul palo più vicino finisce a lato.<br><strong>19&#8242;</strong> Corner di Seedorf, Mijatovic stacca di testa e schiaccia cercando l&#8217;angolino, palla fuori non di molto.<br><strong>26&#8242;</strong> Clamorosa opportunità per il Madrid: Mijatovic va via a sinistra e scodella un pallone letale in area, Raul è bravo a bruciare sul tempo Montero ma mette a lato da buona posizione.</p>



<p><strong>Secondo tempo<br>15&#8242; </strong>Inzaghi stoppa di petto in area e colpisce al volo con il sinistro, Illgner tocca in angolo.<br><strong>18&#8242;</strong> Punizione di Zidane che colpisce in pieno la barriera, nel rimpallo Inzaghi strozza troppo il tiro che finisce debole tra le braccia di Illgner. Seconda occasione in pochi minuti per Super Pippo.<br><strong>22&#8242; GOL REAL MADRID</strong> Roberto Carlos scaraventa in area un cross tagliente, Iuliano cerca di allontanare la palla che finisce tra i piedi di Mijatovic che dribbla Peruzzi e deposita in rete con il sinistro. La posizione di partenza del numero 8 madridista è dubbia, ma non ci sono i replay per chiarire definitivamente i dubbi.<br><strong>24&#8242;</strong> La Juve abbozza una reazione: Del Piero ricama sulla sinistra e scodella per Inzaghi, che anticipa tutti ma non becca la porta.<br><strong>30&#8242;</strong> Clamorosa occasione per il pareggio bianconero con Davids che riesce ad incunearsi in area ma al momento del tiro spara a salve con il piede debole tra le braccia di Illgner.</p>



<p></p>



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<p></p>



<p><strong>LE PAGELLE REAL MADRID<br>IL MIGLIORE HIERRO 7,5</strong> mezzo voto in meno per il cartellino giallo ricevuto per un&#8217;entrata in ritardo su Del Piero, ma è l&#8217;unica macchia di una partita perfetta. In area le prende tutte lui ed è il muro presso cui sbattono i bianconeri che tentano un assolo. Dissinesca Alex, anche con le cattive, ed esce sempre a testa alta dai contrasti.<br><strong>Mijatovic 7</strong> Il gol, che già di per sé basterebbe per un voto positivo, è solamente il coronamento di una partita brillante, su entrambe le fasce. Trova sempre il guizzo per fare male e creare grattacapi ai bianconeri.<br><strong>Redondo 6,5</strong> Una buona prestazione, quella del centrocampista argentino, che dà qualità e aria alla manovra del Real, non tirandosi indietro nel momento in cui è necessario usare i tacchetti. Cresce alla distanza, è continuo nella partita, anche se non estrae il coniglio dal cilindro.<br><strong>Raul 6</strong> Il giovane talento spagnolo è reduce da una stagione all&#8217;insegna della pubalgia, eppure fa vedere buone cose, con movimenti intelligenti e giocate interessanti. Il gol sbagliato gli abbassa un voto che poteva essere anche più alto.<br><strong>Seedorf 5</strong> Il centrocampista olandese è reduce da una buona stagione, ma è apparso piuttosto in ombra in questa finale: da mezzala destra incide poco e pasticcia tanto, bruttissimo il fallo su Davids che gli costa un meritato cartellino giallo.</p>



<p><strong>JUVENTUS<br>IL MIGLIORE DAVIDS 6,5</strong> È il più generoso di tutti. Corre, lotta, anche se non è sempre lucido nelle giocate. L&#8217;occasione migliore capita proprio a lui in seguito ad una sua caparbia azione personale, ma purtroppo non è un bomber.<br><strong>Torricelli 6,5 </strong>Nonostante un pò di prevedibile sofferenza, non sbanda mai e si fa apprezzare per il contributo difensivo e, appena ne ha l&#8217;occasione, anche di quello offensivo.<br><strong>Inzaghi 5,5</strong> dopo un primo tempo completamente anonimo, nella ripresa ha diverse occasioni per segnare e mettere in pericolo la retroguardia con i suoi movimenti furtivi e sporchi. In almeno una di queste, forse, poteva fare meglio.<br><strong>Del Piero 5</strong> Fa ammonire Hierro e Karembeu e ha un paio di guizzi, ma sono troppo pochi rispetto alle volte in cui viene fermato e disinnescato. La cosa peggiore è che nel secondo tempo si infortuna e tutto ciò gli costa un calo di forma che comprometterà le prestazioni del suo mondiale francese. Chi scrive ritiene che quest&#8217;evento sia la vera sliding door della carriera di Pinturicchio.<br><strong>Zidane 5 </strong>Un paio di controlli sono da cineteca, come sempre, ma stavolta non può bastare: si vede davvero poco per quelle che sono le sue qualità ed anche a livello tecnico sbaglia troppo. Prestazione peggiore rispetto a quella dello scorso anno.</p>
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		<title>1998 Semifinale ritorno: Monaco-Juventus 3-2</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2025/05/08/1998-semifinale-ritorno-monaco-juventus-3-2.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Tommaso Ciuti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 May 2025 16:20:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Coppa Campioni 1990-1999]]></category>
		<category><![CDATA[Amoruso]]></category>
		<category><![CDATA[barthez]]></category>
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		<category><![CDATA[coppa campioni]]></category>
		<category><![CDATA[del piero]]></category>
		<category><![CDATA[henry]]></category>
		<category><![CDATA[juventus]]></category>
		<category><![CDATA[monaco]]></category>
		<category><![CDATA[Peruzzi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina: Del Piero cerca di sfuggire ai difensori del Monaco Il Monaco batte la Juventus per 3-2, ma sono i bianconeri a volare [&#8230;]</p>
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<p class="has-text-align-right"><em>Immagine di copertina: Del Piero cerca di sfuggire ai difensori del Monaco</em></p>



<p class="has-drop-cap">Il Monaco batte la Juventus per 3-2, ma sono i bianconeri a volare ad Amsterdam per la finale, forti del roboante risultato dell’andata (4-1). È stata una gara vera, allo Stade Louis II. I monegaschi hanno subito impostato il gioco in termini di durezza e di botte da rugbisti: per informazioni chiedere a <strong>Filippo Inzaghi</strong>, uscito dopo pochi minuti dal via dopo un duro scontro con <strong>Diawara </strong>che gli è costato una brutta ferita al labbro superiore. Oltre alla legna, però, il Monaco ha messo in campo anche il fosforo e la qualità, segnando tre gol e andando al tiro diverse volte, tanto che <strong>Peruzzi </strong>è dovuto ricorrere agli straordinari, con almeno tre parate decisive nella prima frazione, ed altrettante nella ripresa. La Juventus dal canto suo ha piuttosto sofferto il ritmo dei rivali, pur senza esserne mai completamente in balia, ma le parate del portierone bianconero e i lampi di <strong>Alessandro Del Piero</strong> – gli ennesimi della sua grandissima stagione – hanno messo al sicuro la qualificazione.<br><br><strong>Monaco: </strong>Barthez, Diawara, Djetou, Christanval, Léonard (st 20&#8242; Sagnol), Martin, Benarbia, Collins, Ikpeba (st 24&#8242; Spehar), Trezeguet, Henry.<br><strong>Juventus: </strong>Peruzzi, Torricelli, Birindelli, Iuliano, Dimas, Conte, Tacchinardi, Zidane (st 14&#8242; Pecchia), Pessotto, Del Piero, Inzaghi (pt 5&#8242; Amoruso, st 26&#8242; Davids).</p>



<p><strong>Primo tempo<br>15&#8242; GOL JUVENTUS </strong>Del Piero disarciona Diawara a suon di finte e mette in mezzo per Amoruso che deposita in rete.<br><strong>23&#8242; </strong>triangolo a tutta velocità Martin Benrabia Martin che calcia potente in porta da destra, Peruzzi respinge di istinto.<br><strong>32&#8242;</strong> clamorosa parata di Peruzzi sul colpo di testa ravvicinato in tuffo di Bernabia.<br><strong>39&#8242; GOL MONACO</strong> Punizione potente dalla distanza di Leonard, la barriera devia la palla, che si insacca alle spalle di Peruzzi.<br><strong>43&#8242;</strong> Filtrante di Tacchinardi per Del Piero che punta l&#8217;avversario e prova il &#8220;puntazo&#8221;: Barthez respinge con i piedi.<br><strong>45&#8242;</strong> Splendida imbucata di Bernabia per Henry, con un tocco controlla e allunga su Birindelli, con il secondo calcia ma viene murato da Peruzzi in uscita.</p>



<p><strong>Secondo tempo<br>5&#8242; GOL MONACO </strong>Brutto pallone perso da Zidane a ridosso della propria area, ne approfitta il Monaco che imbuca Henry che scavalca Peruzzi in uscita.<br><strong>6&#8242; </strong>Cross di Del Piero da sinistra, il Monaco libera l&#8217;area, sul destro in corsa di Zidane Barthez respinge.<br><strong>29&#8242; GOL JUVENTUS</strong> Xross di Torricelli da destra, spettacolare sforbiciata volante di Del Piero che sigla il gol del pari.<br><strong>38&#8242; GOL MONACO</strong> Spehar svetta su Birindelli e insacca di testa su cross di Martin.<br><strong>42&#8242;</strong> Benarbia ci prova su punizione, Peruzzi alza in angolo.</p>



<p></p>



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<p></p>



<p><strong>LE PAGELLE MONACO</strong><br><strong>IL MIGLIORE BENARBIA 7,5</strong> All’andata era parso un fuoco fatuo, oggi è stato un incendio. Prestazione di fantasia e qualità, sempre presente nel vivo del gioco nella trequarti avversaria. Pericolosissimo anche negli inserimenti, dove per due volte va a colpire di testa, trovando sempre Peruzzi a sbarragli la strada, non senza difficoltà. Pericoloso anche sui calci piazzati. La qualificazione alla finale sfuma, ma l’8 algerino ne esce a testa altissima.<br><strong>Henry 7</strong> A Torino gli sono stati riservati solo venti minuti, nel Principato di Monaco invece parte titolare e si ammirano gli sprazzi di talento di quello che è destinato a diventare uno dei migliori attaccanti dell’inizio del nuovo millennio. Quando ha spazio, sembra che abbia la marmitta truccata, le sue accelerazioni impensieriscono la retroguardia bianconera. Segna un gol da attaccante vero, scavalcando Peruzzi in uscita. Gli manca ancora forse un po’ di continuità all’interno della partita, ma data la giovanissima età glielo possiamo perdonare.<br><strong>Martin 7</strong> Il laterale destro del Monaco disputa una buonissima partita sulla fascia destra. La sua intesa con Benarbia è collaudata ed eccellente, va al tiro e pennella cross pericolosi. Dietro non è sempre impeccabile, ma il suo lavoro offensivo va premiato.<br><strong>Leonard 6,5</strong> Laterale sinistro con un mancino educato e mortifero: sigla un gol su punizione, sfruttando la deviazione della barriera, e va al tiro da fuori. Non impeccabile dietro.<br><strong>Diawara 5</strong> Uccellato da Del Piero in occasione del vantaggio bianconero, il difensore appare fuori partita, forse fuori contesto. Esclusi i falli, non si ricordano momenti degni di nota.</p>



<p></p>



<p><strong>LE PAGELLE JUVENTUS</strong><br><strong>IL MIGLIORE PERUZZI 7,5</strong> La palma del migliore in campo tra i bianconeri se la contendono lui e Del Piero, ma visti i continui e ripetuti interventi che salvano la squadra nel corso dei novanta minuti premio lui. Straordinario sul colpo di testa ravvicinato di Benarbia, preciso e coraggioso su Henry in uscita, attento sui calci piazzati. Il Monaco bombardia, Peruzzi risponde a dovere. Incolpevole sui gol.<br><strong>Del Piero 7,5 </strong>Il Monaco gli riserva un trattamento duro, fatto di interventi rudi e sporchi, ma lui trova ancora una volta il modo di essere decisivo: ubriaca Diawara a suon di finte e lo manda al bar per poi servire l’assist ad Amoruso; sigla il secondo gol bianconero con una bellissima sforbiciata volante, ne sfiora un altro poco prima e si esibisce in un paio di dribbling palla al piede da lustrarsi gli occhi. E’ decisamente il miglior giocatore europeo in circolazione. Cito la prima pagina della Gazzetta dello Sport del giorno successivo: “Principe Del Piero”.<br><strong>Zidane 7</strong> Il sanguinoso errore nell’occasione che porta al gol di Henry gli toglie qualcosa, ma per il resto Zizou disputa un’altra partita di altissimo profilo: i monegaschi gli fanno sentire i tacchetti, lui esce sempre dal pressing in smoking bianco, sfoderando un’eleganza ed una dominanza del gioco che sono proprio il suo marchio di fabbrica. Barthez gli nega il gol da fuori area, ma va bene così.<br><strong>Amoruso 6,5</strong> Subentra ad Inzaghi e deposita in rete un cioccolatino di Del Piero. Prova ad aiutare la squadra anche in fase difensiva, scendendo a centrocampo a prendere falli e cercare di smistare palloni: a volte ci riesce, altre no, ma comunque gioca una partita più che dignitosa.<br><strong>Birindelli 6 </strong>A volte fatica a contenere Henry in velocità, ma è comunque attento, anche sulle palle alte.</p>
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		<title>1998 Semifinale andata: Juventus-Monaco 4-1</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Tommaso Ciuti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 May 2025 16:52:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Coppa Campioni 1990-1999]]></category>
		<category><![CDATA[champions league]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina: Del Piero festeggiato dai compagni La semifinale di Champions League 1997-98 tra Juventus e Monaco prende una direzione chiara già nella gara [&#8230;]</p>
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<p class="has-text-align-right"><em>Immagine di copertina: Del Piero festeggiato dai compagni</em></p>



<p class="has-drop-cap">La semifinale di Champions League 1997-98 tra Juventus e Monaco prende una direzione chiara già nella gara d’andata, con i ragazzi di <strong>Marcello Lippi </strong>– impegnati in un’estenuante guerra su due fronti, quello europeo, appunto, e quello casalingo che la vede duellare contro l’Inter di <strong>Ronaldo</strong> in una stagione ricca di veleni ed episodi contestati da ambo le parti, uno su tutti il celeberrimo scontro Ronaldo-Iuliano a Torino – che si impongono per 4-1 sul Monaco di <strong>Jean Tigana</strong>. La spalla di <strong>Platini </strong>durante gli europei del 1984 da allenatore allestisce una squadra camaleontica e frizzantina, fatta di giovanissimi talenti corteggiati dalle migliori big europee e già nel giro della nazionale nonostante la giovane età: da italiani conosciamo molto bene <strong>Thierry Henry </strong>e <strong>David Trezeguet</strong>, conosciamo invece meno gli africani<strong> Ali Benarbia</strong>, <strong>Victor Ikpeba</strong>, nonché i francesi <strong>Christianval </strong>e <strong>Djetou</strong>.</p>



<p>La squadra monegasca è un mix di atleticità (tanti giocatori dalle lunghe leve che si muovono con rapidità e agilità), verticalità e talento, giocando con un 5-3-2 che può diventare un 3-5-2 in fase d’attacco. Ne nasce una partita certamente vivace e su buoni ritmi, ma con poche occasioni nitide. La qualità superiore degli uomini-chiave della Juventus <strong>Del Piero </strong>e <strong>Zidane </strong>emerge e legittima un risultato tanto pesante, quanto meritato: il gol del Monaco – frutto di rimpalli, mischie e deviazioni – è sembrato più casuale che altro. La retroguardia bianconera è sempre stata sicura, aiutata anche da un <strong>Edgar Davids </strong>infervorato nel recuperare palloni in ogni zona del campo e da un “<em>Soldatino</em>” eccellente nelle due fasi, senza contare un <strong><em>Pippo </em>Inzaghi </strong>generoso e utile anche lontano dalla porta e a cui è mancato solamente il gol nel finale.</p>



<p></p>



<p><strong>Juventus: </strong>Peruzzi, Torricelli (st 14&#8242; Conte), Iuliano, Montero, Pessotto (st 1&#8242; Birindelli), Di Livio (st 21&#8242; Tacchinardi), Deschamps, Zidane, Davids; Inzaghi, Del Piero.<br><strong>Monaco:</strong> Barthez, Martin, Sagnol, Christanval, Konjic, Pignol (pt 38&#8242; Costinha); Djetou, Diawara, Bernabia (st 29&#8242; Carnot); Trezeguet, Ikpeba.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img decoding="async" width="1018" height="1024" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/06/466108906_9713126642047811_6091768631524891526_n-1018x1024.jpg" alt="" class="wp-image-24374" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/06/466108906_9713126642047811_6091768631524891526_n-1018x1024.jpg 1018w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/06/466108906_9713126642047811_6091768631524891526_n-298x300.jpg 298w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/06/466108906_9713126642047811_6091768631524891526_n-150x150.jpg 150w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/06/466108906_9713126642047811_6091768631524891526_n-768x773.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/06/466108906_9713126642047811_6091768631524891526_n-1526x1536.jpg 1526w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/06/466108906_9713126642047811_6091768631524891526_n.jpg 1908w" sizes="(max-width: 1018px) 100vw, 1018px" /><figcaption class="wp-element-caption">Zidane al tiro</figcaption></figure>



<p></p>



<p><strong>Primo tempo<br>18&#8242;</strong> Martin prova la botta su punizione da lontanissimo, Peruzzi c&#8217;è.<br><strong>22&#8242; </strong>Triangolo Zidane-Inzaghi-Zidane, dopo un rimpallo la palla arriva a Del Piero che calcia forte da fuori area, Barthez blocca.<br><strong>24&#8242;</strong> Dribbling di Del Piero sulla fascia destra, salta l&#8217;uomo e pennella al centro per Inzaghi, anticipato in corner da un difensore monegasco.<br><strong>27&#8242;</strong> Deschamps triangola con Del Piero che gliela restituisce di tacco, il centrocampista francese sbaglia il cross da buonissima posizione, avrebbe potuto anche calciare in porta.<br><strong>30&#8242; </strong>bellissimo duetto Benarbia-Trezeguet-Benarbia, il destro a giro del fantasista del Monaco sfiora il palo.<br><strong>33&#8242; GOL JUVENTUS</strong> Splendida punizione di Del Piero, che calcia scavalcando la barriera, palla all&#8217;incrocio dei pali, nulla da fare per Barthez.<br><strong>45&#8242; GOL MONACO</strong> Dopo un calcio d&#8217;angolo da destra, la palla arriva al limite dell&#8217;area a Da Costa, che calcia in maniera un pò sporca, la palla si infila velenosa alla sinistra di Peruzzi.<br><strong>45+1 GOL JUVENTUS</strong> Zidane servito da Inzaghi viene atterrato da Barthez in piena area. Del Piero dal dischetto è glaciale e la mette nuovamente all&#8217;incrocio.</p>



<p></p>



<p><strong>Secondo tempo<br>4&#8242; </strong>Bernabia calcia alto una punizione da buona posizione.<br><strong>9&#8242;</strong> Calcio di punizione battuto dalla Juve a sorpresa: Zidane pesca Inzaghi che davanti a Barthez allarga troppo il diagonale.<br><strong>18&#8242; GOL JUVENTUS</strong> Conte imbuca per Inzaghi che in area viene atterrato. Del Piero fredda nuovamente Barthez dal dischetto.<br><strong>37&#8242;</strong> Straordinaria doppia parata di Barthez, che nega due volte il gol a Inzaghi di puro istinto.<br><strong>43&#8242; GOL JUVENTUS</strong> Zidane-Del Piero-Zidane, destro dal limite all&#8217;angolino basso, precisione chirurgica di Zizou, 4-1.</p>



<p></p>



<p><strong>LE PAGELLE JUVENTUS</strong><br><strong>IL MIGLIORE DEL PIERO 8,5</strong> Un arcobaleno da artista e due rigori da chirurgo sono solamente il corollario di una partita condita da ricami, duetti, dribbling e progressioni. Tre gol, un assist ed una condizione fisica invidiabile e, a tratti, difficilmente arrestabile. Una delle notti europee più belle dell’intera carriera di Pinturicchio, che chiuderà questa Champions da capocannoniere.<br><strong>Zidane 7,5</strong> Nonostante Tigana incarichi Djetou di riservare a Zizou una marcatura ad uomo che richiama i tempi andati, Zidane disputa una partita straordinaria, per qualità delle imbucate (splendida quella per Inzaghi quando si guadagna il secondo rigore), suggerimenti e dominanza del centrocampo. Chiude la gara con un destro di pura precisione all’angolino basso.<br><strong>Davids 7</strong> Grandissima prestazione del centrocampista olandese, che recupera tonnellate di palloni e macina chilometri senza stancarsi mai. Contro di lui, i monegaschi hanno vita difficile.<br><strong>Inzaghi 6,5</strong> Mezzo voto in meno per le occasioni fallite, ma Super Pippo gioca una gara frizzante, + sempre in movimento ed è decisivo in entrambi i rigori guadagnati dalla Juventus. Non dà punti di riferimento agli avversari e la sua intesa con Zidane è da applausi.<br><strong>Deschamps 6 </strong>Il centrocampista francese brilla un po’ meno del solito, non è lucido nelle scelte e talvolta entra in ritardo. Un giallo gli costa la gara di ritorno.</p>



<p><strong>LE PAGELLE MONACO<br>IL MIGLIORE CHRISTANVAL 6,5</strong> Il “libero” francese disputa una gara dignitosa, malgrado la pesante sconfitta. E’ uno dei giocatori più attesi, anche in ottica mercato, e fa il suo, concedendosi anche qualche sortita offensiva.<br><strong>Djetou 6</strong> Francobolla a uomo Zidane e si sbatte molto in fase difensiva. La qualità superiore del centrocampista bianconero, però, emerge e lui ci può fare poco.<br><strong>Bernabia 5,5 </strong>Chiamato dai giornalisti “lo Zidane del Monaco”, il talentuoso centrocampista nordafricano fa vedere qualche lampo dei suoi solamente nella prima parte di gara, poi si spegne presto e finisce risucchiato.<br><strong>Trezeguet 5,5 </strong>Corteggiato dalle big europee, non gioca una grande partita, anche se si muove davvero molto, arretrando più volte quasi da trequartista pur di dare una mano alla squadra. L’istinto giovanile lo porta a provare un velleitario pallonetto da cinquanta metri pur di sorprendere Peruzzi.<br><strong>Konjic 4</strong> Serata da incubo per lui, Inzaghi lo fa ammattire e lo induce al fallo da rigore, ma generalmente sembra davvero un pesce fuor d’acqua in diverse occasioni.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="HIGHLIGHTS: Juventus vs Monaco 4-1 - UEFA Champions League Semi-Final: First Leg - 01.04.1998" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/ag20-xF0AtA?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div><figcaption class="wp-element-caption">Gli highlights del match</figcaption></figure>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2025/05/05/1998-semifinale-andata-juventus-monaco-4-1.html">1998 Semifinale andata: Juventus-Monaco 4-1</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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		<title>La Giostra delle Regole (terza puntata): il futuro del calcio arriverà&#8230; dal basket?</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2025/03/19/la-giostra-delle-regole-terza-puntata-il-futuro-del-calcio-arrivera-dal-basket.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Raspanti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Mar 2025 06:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia e sviluppi delle regole del gioco]]></category>
		<category><![CDATA[basket]]></category>
		<category><![CDATA[giappone]]></category>
		<category><![CDATA[gioco del calcio]]></category>
		<category><![CDATA[goal line technology]]></category>
		<category><![CDATA[materazzi]]></category>
		<category><![CDATA[regolamento]]></category>
		<category><![CDATA[regole]]></category>
		<category><![CDATA[spagna]]></category>
		<category><![CDATA[VAR]]></category>
		<category><![CDATA[zidane]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina: una VAR room. Ma è solo l&#8217;inizio di una lunga rivoluzione destinata a sconvolgere il calcio anche in futuro&#8230; Quello che invece [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2025/03/19/la-giostra-delle-regole-terza-puntata-il-futuro-del-calcio-arrivera-dal-basket.html">La Giostra delle Regole (terza puntata): il futuro del calcio arriverà&#8230; dal basket?</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-text-align-right"><em>Immagine di copertina: una VAR room. Ma è solo l&#8217;inizio di una lunga rivoluzione destinata a sconvolgere il calcio anche in futuro&#8230;</em></p>



<p class="has-drop-cap">Quello che invece ha scosso l’universo calcistico dal 2016 è stato senza dubbio il ricorso a un altro strumento tecnologico, elettronico, fotografico e informatico come il VAR, il discendente geniale di nonna moviola che il pittoresco giornalista <strong>Aldo Biscardi</strong> voleva, da decenni, collocare a bordo campo. Anche l’introduzione del VAR è quindi una modifica ‘correttiva’, tesa cioè ad aiutare l’arbitro a vedere meglio e controllare quello che non può a occhio nudo e ad azione, magari velocissima, in corso. </p>



<p>Tutto ciò, è bene ricordarlo, per placare e magari azzerare le polemiche che ogni singola partita scatena immancabilmente a causa dei frequenti errori, siano essi sviste o valutazioni sbagliate, compiuti dai direttori di gara. Tanto più da quando i mezzi tecnologici sempre più sofisticati li certificavano, dapprima il lunedì, poi la domenica sera, poi appena finita la partita e poi, addirittura, a gara in corso. </p>



<p>Come a Berlino per la testata di <strong>Zidane </strong>a <strong>Materazzi </strong>nel 2006 (leggi <a href="https://gameofgoals.it/2025/01/17/2006-finale-italia-francia-5-3-dcr-1-1.html">qui </a>per la cronaca del match). Senza voler ripetere la storia della nascita del VAR, già raccontata in un’altra serie di articoli, mi basta qui ricordare che la resistenza dell’IFAB a capitolare di fronte a richieste sempre più pressanti da parte dell’opinione pubblica e di un giornalismo televisivo sempre più agguerrito e preciso sul piano dello scandaglio di precisione visiva, sia come ingrandimenti sia come rallentamenti sia come allineamenti, è stata senza dubbio degna di miglior causa.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="1000" height="561" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/02/materazzi-zidane-testata.jpg" alt="" class="wp-image-23449" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/02/materazzi-zidane-testata.jpg 1000w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/02/materazzi-zidane-testata-300x168.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/02/materazzi-zidane-testata-768x431.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><figcaption class="wp-element-caption">La testata di Zidane a Materazzi nella finale del Mondiale 2006. L&#8217;arbitro non vide nulla, poi fu richiamato dal quarto uomo che la scoprì grazie alla moviola televisiva</figcaption></figure>



<p></p>



<p>E che espedienti come gli arbitri di porta, quelli d’area e i guardalinee diagonali sono stati obiettivamente ridicoli, inefficaci e soltanto spie, in ultima analisi, di un inspiegabile rifiuto a usare appieno la tecnologia al servizio del mondo arbitrale e non solo. Alla fine, nel 2016, il VAR ha emesso il primo vagito. Ma, ahimè, non ha ancora smesso!</p>



<p>Sono passati nove anni e pare ancora un lattante da svezzare, doveva placare le polemiche e le ha moltiplicate, doveva aiutare gli arbitri e invece li ha spesso confusi. Non solo, ha perfino complicato in modo serio il compito di chi deve redigere e revisionare il regolamento del suo utilizzo, il famoso Protocollo, e perfino di chi deve interpretarlo, cioè gli arbitri stessi. In questi nove anni, abbiamo visto tutti ogni più piccola variante di comportamento a fronte di episodi sovrapponibili e, devo candidamente confessarlo, ancora non ho capito perfettamente quando l’arbitro può essere chiamato a controllare e quando i colleghi ‘tecnologici’ ubicati nel <strong>Centro VAR</strong> di Lissone invece non possono intervenire.</p>



<p>Una cosa ho capito in tutti questi interventi di controllo, anzi due anche se di questa seconda non sono certissimo.<br>La prima è che l’arbitro di campo chiamato a controllare nel 99% dei casi cambia idea. In quasi dieci anni, le volte in cui l&#8217;ho visto mantenere la propria decisione iniziale si contano sulle dita di una mano. La seconda è che il controllo al monitor viene sempre deciso da Lissone, ma su questo non siamo sicuri al 100%, dal momento che non mi è dato mai sapere cosa si dicono i due all’interfono.</p>



<p>In tutti i casi, l’occhio tecnologico risulta essere sempre più credibile di quello umano. Ma se questo è plausibile nei casi oggettivi e misurabili nello spazio o nello spazio/tempo come il fuorigioco, peraltro con alcuni dubbi, ciò assume decisamente aspetti più discutibili se si tratta della intensità dei contatti. È ovvio che il combinato disposto tra velocità e contrasto di gioco diventa paradossalmente meglio giudicabile dal vivo che non alla moviola, ma su questo argomento diventa facilissimo trovare pareri discordanti in generale, che diventano aggressivi quando ci si rivolgesse a protagonisti penalizzati e condiscendenti se l’interlocutore è il beneficiario. </p>



<p>A dirla tutta però, si deve anche sottolineare che l’occhio elettronico, cugino di quello ‘di falco’ del tennis o del volley, nel nostro calcio può intervenire, e spero presto essere interpellato, solo per cose accadute in area di rigore o di grave rilevanza disciplinare o che abbiano permesso in modo scorretto la realizzazione di una rete. Ma c’è un altro aspetto spinoso e curioso, introdotto dall’ottica tecnologica. </p>



<p>Fin da subito, nove anni fa, è cominciata una sequenza interminabile, e infatti tuttora in corso, di interpretazioni, letture o precisazioni più o meno dotte delle norme. Quindi, non vere e proprie modifiche del regolamento, ma modalità d’uso tese ad aggravare o derubricare un determinato episodio, accaduto, come detto, esclusivamente in area di rigore o che abbia determinato una rete. Per esempio, una delle più antiche infrazioni codificate, il fallo di mano, ha subito dal 2016 in poi una tale serie di ‘precisazioni di gravità’, serie ancora in corso, che posso sfidare chiunque, operatori di campo compresi, a capire e spiegare con certezza di verità quando questo o quell’episodio di tocco con l’arto superiore determini la concessione di un penalty o, piuttosto, l’annullamento di un gol. </p>



<p>Da quando nulla sfugge più, questo è certo, le valutazioni inoppugnabili di quanto è accaduto, paradossalmente, si sono alquanto complicate. E se per i contatti si è giustamente deciso di fidarsi del giudizio dal vivo, per i falli come quello di mano, c’è da mettersi le mani, appunto…, nei capelli. Si è partiti con l’accetta e ogni tocco era punibile, volontario o meno che fosse, ma il numero abnorme di rigori concessi e il ‘tiro a segno’ di certi furbetti che miravano a colpire con la palla gli arti superiori dei difensori, ha fatto inaugurare le sequela di correzioni interpretative, tuttora in corso e di fronte alle quali, molti commentatori giustamente si chiedono: ‘Ma è ancora Calcio?’.</p>



<p>Cercando di astenermi da questi argomenti e ricordando che la prassi becera vuole che siano bravi e onesti il giudice e l’arbitro che ci danno ragione e quindi scarsi e corrotti, se va bene, quelli che ci danno torto, non posso che limitarmi ad augurare al mondo VAR di trovare uniformità e chiarezza di applicazione. Trattandosi, è giusto sottolinearlo, di uno strumento oramai indispensabile e che, in ogni caso, ha diminuito di molto gli errori della componente arbitrale, salvando nel contempo la regolarità di risultato di una marea di partite. Ma dal momento che, si sa, tutto è migliorabile, concludo questa lunga disamina permettendomi di dare qualche modesto suggerimento sia sul regolamento sia sul protocollo.</p>



<p>Chi mi conosce sa quanto sia appassionato di un gioco complesso anche dal punto di vista delle regole e del loro evolversi come la pallacanestro e quindi non si stupirà se prenderò spunti proprio da quella disciplina per i suggerimenti che mi appresto a dare. Tanto più che credo, anche se la cosa non mi entusiasma più di tanto, che prima o poi il calcio adotterà quel tempo effettivo che è tipico appunto dello sport con la palla a spicchi.</p>



<p>Non sarà un percorso breve, ma credo che, esattamente come è stato per il VAR, ci si arriverà per forza. Le resistenze, come nell’altro caso, ci sono già verso questa nuova rivoluzione e le abbiamo viste, per esempio, ai <a href="https://gameofgoals.it/category/calcio-attuale/mondiale-2022">Mondiali in Qatar</a> con recuperi abnormi, poco graditi e la cui efficacia è apparsa subito discutibile e foriera di ulteriori malumori. Ma le polemiche sulle perdite di tempo, alcune sanzionabili altre no, abbondano e rendono alcune fasi della gara stucchevoli e, dal momento che in realtà il tempo effettivo sarebbe in grado di annullare solo le prime, ecco alcuni espedienti, mutuati appunto dal basket, per cercare di risolverli entrambi con semplicità.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="538" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/02/WhatsApp-Image-2022-12-01-at-23.19.29-1024x538-1.webp" alt="" class="wp-image-23445" style="object-fit:cover" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/02/WhatsApp-Image-2022-12-01-at-23.19.29-1024x538-1.webp 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/02/WhatsApp-Image-2022-12-01-at-23.19.29-1024x538-1-300x158.webp 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/02/WhatsApp-Image-2022-12-01-at-23.19.29-1024x538-1-768x404.webp 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">L&#8217;azione con cui il Giappone batte la Spagna ed elimina la Germania al Mondiale 2022. L&#8217;arbitro inizialmente annulla la rete, ma per il VAR la palla non è uscita. Eppure le immagini sembrano parlare chiaro&#8230;</figcaption></figure>



<p></p>



<p>Per esempio, i rinvii del portiere e le rimesse in gioco potrebbero avere un tempo limitato, tipo 7 secondi per il primo e 3 secondi per le altre, con i palloni di ricambio posizionati, come già avviene, in postazioni fisse a bordo campo. Gli infortuni, spesso ingigantiti o simulati del tutto per ragioni speculative, potrebbero essere neutralizzati introducendo una regola per cui il giocatore a terra deve stare fuori poi un tempo equivalente senza poter essere sostituito se non al termine di tale periodo.</p>



<p>Per capirci: 3 minuti a terra in campo? 3 minuti fuori e la squadra in inferiorità numerica. Credo che questo possa essere proprio un rimedio efficace contro gli inganni di questo tipo. Come avrete visto, siamo nel campo ‘correttivo’ delle modifiche, ma non mi limiterò solo a questo. Il calcio, come tutti gli sport di squadra, continua a crescere, sia in direzione correttiva, appunto, delle storture sia in quella migliorativa, costruttiva e spettacolare che sia in grado di rendere il ‘prodotto’ sempre più godibile.</p>



<p>E una proposta che può obbedire in modo egregio e tutte questi obiettivi deriva ancora dal basket. Dove ogni squadra in possesso del pallone ha 8 secondi per oltrepassare la metà campo e poi non può più rientrarvi, pena la perdita appunto del possesso. Togliendo magari il limite di tempo per avanzare, impedire il ritorno nel proprio terreno difensivo e al portiere potrebbe essere una innovazione interessante per combattere la ‘melina’ noiosa e poco sportiva ed essere nel contempo una novità foriera di sviluppi interessanti sul piano tattico. È vero che ci sono molte squadre, come l’Inter in Italia, che fanno di questo profondo ‘giro palla’ un espediente di attesa volta all’attacco di sorpresa più che alla perdita di tempo, ma non vi è alcun dubbio che una simile limitazione potrebbe davvero indurre sviluppi ora imprevedibile alla manovra.</p>



<p>Confesso di avere altri desideri, più che suggerimenti, sempre costruttivi rubati alla pallacanestro: per esempio, due arbitri in campo di pari autorità potrebbero vedere meglio, essere più vicini e quindi lucidi all’azione in corso e perfino consultarsi tra di loro come fanno i colleghi grigi sul parquet. Potrebbero perfino decidere di chiedere aiuto al collega ‘tecnologico’ a Lissone, ribaltando la gerarchia attuale. Ma di questo parlerò meglio dopo, occupandoci di protocollo.</p>



<p>Altre innovazioni solo apparentemente minori potrebbero essere quelle relative al concetto di ‘palla fuori’ e ai tempi supplementari. In ambedue i casi il riferimento è sempre alla pallacanestro e nel primo il nostro suggerimento è quello di considerare il pallone uscito quando tocca terra al di là delle linee, come avviene ora, o quando il giocatore che lo controlla esce con i piedi dal campo. La novità sarebbe che la palla che in volo dovesse superare la demarcazione del campo sarebbe in gioco, permettendo, per esempio, traiettorie molto interessanti sui corner. Viceversa un pallone all’interno del campo giocato da un calciatore che pesti la linea o sia fuori diventa out. </p>



<p>Un’altra novità molto intrigante che deriverebbe da tale modifica riguarda il portiere e il concetto di gol. È vero che per essere tale il pallone deve toccare il terreno all’interno della porta, ma diventa altrettanto vero che sarebbe gol in caso di respinta o parata di un estremo difensore (o di qualunque altro giocatore) che toccasse con i piedi o con altra parte del corpo quel terreno.</p>



<p>Per quanto concerne i tempi supplementari siamo d’accordo con chi sostiene che due da 15 minuti sono troppi, ma non concordo con chi propone di abolirli del tutto e passare direttamente ai calci di rigore. La mia proposta, ispirata indovinate a cosa&#8230;, è di giocarne uno alla volta e di ridurne la durata a 10 minuti. A oltranza? Può essere. Oppure dopo il terzo o il quarto, reintrodurre il <strong>Golden Goal</strong>. Ultima proposta che faccio, costruttiva o correttiva decidete voi, è quella di reintrodurre la punizione a due in area di rigore e derubricare ad essa tutti quei ‘rigorini’ che si vedono ultimamente.</p>



<p>L’ultimo capitolo di questa lunga disquisizione riguarda, come detto, il Protocollo, termine oscuro e troppo elastico per tacitare recriminazioni e semplici quanto legittime richieste di chiarimenti a posteriori e di chiarezza per il futuro. Senza dirvi a quale sport che usa questi mezzi in modo a parer nostro mirabile mi riferisca, affronto un aspetto molto importante di cui ho già accennato. È il tema che risponde alla domanda: chi ha realmente in mano oggi le redini della direzione di gara? L’arbitro in campo o il mezzo tecnologico?</p>



<p>Qualunque sia la risposta al quesito in essere, sono convinto che sia l’arbitro in campo a dover essere l’autorità suprema della partita e che sia lui, senza presunzione ma anche senza pressioni, a decidere quando e se rivolgersi al collega attrezzato tecnologicamente, ribaltando di fatto una gerarchia surrettizia ma indubbia che governa attualmente le fasi controverse della gara. </p>



<p>Nel basket, per esempio, chi governa il computer non è neppure un arbitro, ma un semplice tecnico informatico che esegue le richieste dei direttori di gara, i quali o decidono <em>motu proprio</em> di andare a controllare un’azione dubbia o lo fanno su richiesta di uno dei due allenatori delle squadre in campo. Ecco dunque un altro aspetto che può essere tranquillamente replicato nel calcio: il controllo sollecitato, il cosiddetto <strong>‘VAR a chiamata’</strong>.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="678" height="381" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/02/replaybasket.webp" alt="" class="wp-image-23447" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/02/replaybasket.webp 678w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/02/replaybasket-300x169.webp 300w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /><figcaption class="wp-element-caption">L&#8217;instant replay nel basket: non è escluso che in futuro il calcio continui a mutuare regole e idee dalla pallacanestro, come per altro successo con il formato della nuova Champions League a girone unico basato sul modello Eurolega</figcaption></figure>



<p></p>



<p>Prima di parlarne, una doverosa premessa. C’è una ennesima giusta regola della pallacanestro che vorrei fosse adottata dal football: l’arbitro principale di quelli sul parquet dichiara sempre qual è la sua decisione prima di avvicinarsi al monitor, e solo se le immagini che vede in esso gli dimostrano che la decisione giusta è un’altra, la adotta e si corregge, ma se non la trova o se non è abbastanza convincente o chiara, rimane quella assunta in precedenza. Sembra una sottigliezza, ma se ci si riflette con un minimo di attenzione, ci si accorge che siamo di fronte a due modi opposti di concepire il mezzo esterno: un aiuto o un capestro. È bene precisare, infatti, che questa procedura viene seguita sia che l’esigenza del controllo nasca all’interno del gruppo arbitrale sia che scaturisca da una richiesta delle panchine.</p>



<p>A questo proposito, mi pare ovvio che, pure nel calcio, queste ‘chiamate’ debbano essere limitate nel numero e mai assolutamente indefinite. Diciamo che una misura equa potrebbe essere quella di due a gara per ogni allenatore con l’ovvia possibilità di spendere questi jolly quando si ritiene più opportuno e nella circostanza che si pensa più favorevole.</p>



<p>Questa limitazione di numero renderà gioco forza necessaria una certa parsimonia nel rivolgersi al VAR e siamo convinti che, dopo le prime mosse dettate dall’inesperienza, nessuno impiegherà una delle due richieste per controllare un corner conteso o una palla più o meno uscita in fallo laterale. Anche perché detto intervento può essere eventualmente chiesto ad azione incriminata appena conclusa e non dopo successivi sviluppi magari negativi. </p>



<p>Sono insomma abbastanza sicuri del fatto che, per esempio, il caso del recente Inter-Fiorentina, in cui i milanesi hanno segnato sugli sviluppi di un corner concesso per errore, si sarebbe verificato in modo analogo anche fosse già in uso il <strong>‘VAR a chiamata’</strong>.</p>



<p>Chiudo il lungo viaggio intorno a questo argomento con un auspicio in generale che può essere anche letto come illiberale: sia consentito agli arbitri la libera valutazione degli episodi, ma sia proibita loro la libera interpretazione delle regole. Essa sarebbe la consacrazione del caos e consentirebbe l’abbraccio soffocante tra torto e ragione.</p>



<p>L’ultima frase la dedico a un’ennesima modifica che ci piacerebbe fosse introdotta. Non sappiamo dire se essa sia costruttiva, estetica o correttiva, ma gradiremmo che anche nel calcio, come nel… macchelodicoaffà…, i giocatori sostituiti potessero rientrare. E quindi… Avanti, siore e siori! Altro giro, altro regalooo&#8230;</p>



<p>*<em>proprio come se mi avessero letto nel pensiero, con questo articolo già scritto ma non ancora pubblicato, l’IFAB ha deciso qualche giorno fa&nbsp; che il portiere non possa trattenere il pallone oltre gli 8”, pena un corner per gli avversari. Non è molto chiaro se il possesso sia da considerare quello tcon le mani o anche con i piedi.</em></p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2025/03/19/la-giostra-delle-regole-terza-puntata-il-futuro-del-calcio-arrivera-dal-basket.html">La Giostra delle Regole (terza puntata): il futuro del calcio arriverà&#8230; dal basket?</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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		<title>2006 Finale: Italia-Francia 5-3 dcr (1-1)</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2025/01/17/2006-finale-italia-francia-5-3-dcr-1-1.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Tommaso Ciuti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jan 2025 13:42:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[2006]]></category>
		<category><![CDATA[cannavaro]]></category>
		<category><![CDATA[francia]]></category>
		<category><![CDATA[gattuso]]></category>
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		<category><![CDATA[materazzi]]></category>
		<category><![CDATA[mondiale 2006]]></category>
		<category><![CDATA[zidane]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina: Cannavaro solleva la Coppa del mondo, l&#8217;Italia è regina mondiale per la quarta volta La data 9 luglio è da quasi 19 [&#8230;]</p>
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<p class="has-text-align-right"><em>Immagine di copertina: Cannavaro solleva la Coppa del mondo, l&#8217;Italia è regina mondiale per la quarta volta</em></p>



<p class="has-drop-cap">La data 9 luglio è da quasi 19 anni un giorno da segnare in rosso sul calendario. Come tutti sappiamo, nel 2006 la nazionale italiana, guidata da <strong>Marcello Lippi</strong>, saliva per la quarta volta sul tetto del mondo. È stata una gara molto equilibrata, dall’inizio alla fine: nel primo tempo hanno giocato meglio gli Azzurri, più vispi, più in palla, più pronti ad aggredire e ad attaccare. Nella ripresa e nei supplementari il calo fisico dell’Italia e la maggiore brillantezza tecnica degli avversari – <strong>Zidane </strong>ed <strong>Henry </strong>su tutti, ma anche <strong>Ribery </strong>e <strong>Malouda </strong>– ha riequilibrato i meriti, ma senza esagerare. Ai rigori, invece, gli italiani sono stati perfetti (cinque su cinque), i francesi invece no. L’Italia degli anni Novanta era stata eliminata ai calci di rigore per tre mondiali di fila (1990, 1994, 1998), l’inizio del nuovo millennio invece si è rivelato benevolo (2000 e 2006). <strong>David Trezeguet </strong>fu il giustiziere della finale degli Europei a Rotterdam, a Berlino invece ha calciato sulla traversa il suo rigore, un errore che si è poi rivelato decisivo. Il calcio toglie, il calcio dà.</p>



<p><strong>ITALIA-FRANCIA 5-3 dcr (1-1)<br>Marcatori:</strong> pt 7&#8242; Zidane rig. (F), 19&#8242; Materazzi (I).<br><strong>Italia:</strong> Buffon, Zambrotta, Cannavaro, Materazzi, Grosso, Gattuso, Pirlo, Camoranesi (st 41&#8242; Del Piero), Perrotta (st 16&#8242; De Rossi), Totti (st 16&#8242; Iaquinta), Toni. Ct: Lippi.<br><strong>Francia:</strong> Barthez, Sagnol, Thuram, Gallas, Abidal, Vieira (st 9&#8242; Diarra), Makelele, Ribery (pts 10&#8242; Trezeguet), Zidane, Malouda, Henry (sts 1&#8242; Wiltord). Ct: Domenech.<br><strong>Arbitro: </strong>Elizondo (Argentina).<br><strong>Sequenza rigori: </strong>Pirlo (gol), Wiltord (gol), Materazzi (gol), Trezeguet (traversa), De Rossi (gol), Abidal (gol), Del Piero (gol), Sagnol (gol), Grosso (gol).</p>



<p></p>



<p><strong>Primo tempo</strong></p>



<p><strong>7’ GOL FRANCIA</strong> Malouda si incunea in area e si guadagna con furbizia un rigore a causa di un intervento non impeccabile di Materazzi. Zidane dal dischetto calcia con il pallonetto: la palla tocca la traversa e oltrepassa la linea di porta.<br><strong>19’ GOL ITALIA</strong> Arcobaleno di Pirlo dalla bandierina del calcio d’angolo, parabola tagliata perfetta per lo stacco di Materazzi, che sovrasta Vieira e buca Barthez.<br><strong>36’ </strong>Altro calcio d’angolo di Pirlo, Toni stacca bene di testa e colpisce la traversa.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="666" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/01/zizou-1024x666.png" alt="" class="wp-image-22799" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/01/zizou-1024x666.png 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/01/zizou-300x195.png 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/01/zizou-768x499.png 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/01/zizou.png 1232w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Il rigore calciato da Zidane che batte Buffon</figcaption></figure>



<p></p>



<p><strong>Secondo tempo<br>2’</strong> Slalom di Henry che si beve mezza difesa italiana, Cannavaro lo tocca quel tanto che basta per mandarlo fuori tempo, il francese calcia debole, Buffon neutralizza.<br><strong>17’</strong> Ancora Toni di testa, in corsa, che raccoglie una punizione di Grosso da sinistra e deposita in rete. Il gol è annullato per fuorigioco.<br><strong>19&#8242;</strong> Altro slalom di Henry, che affronta Cannavaro e tira da posizione angolata, Buffon para.</p>



<p></p>



<p><strong>Primo tempo supplementare</strong><br><strong>9’</strong> diagonale insidiosissimo di Ribery, che sfiora il palo dopo una combinazione con Henry. Brividi.<br><strong>13’ </strong>Cross di Sagnol per Zidane a centro area che stacca di testa con potenza, il riflesso di Buffon è prodigioso e alza la palla sopra la traversa.</p>



<p></p>



<p><strong>Secondo tempo supplementare<br>5&#8242; </strong>Zidane tira una testata a Materazzi a palla lontana, forse dopo essere stato provocato, e viene espulso. Inizialmente l&#8217;arbitro non vede, ma poi viene richiamato dal quarto uomo e decide di estrarre il cartellino rosso per il numero 10 dei Bleu, che rovina così una prestazione eccellente.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="840" height="480" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/01/gattuso-2006.jpg" alt="" class="wp-image-22802" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/01/gattuso-2006.jpg 840w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/01/gattuso-2006-300x171.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/01/gattuso-2006-768x439.jpg 768w" sizes="(max-width: 840px) 100vw, 840px" /><figcaption class="wp-element-caption">Gattuso: per lui finale eroica</figcaption></figure>



<p></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>LE PAGELLE</strong> <strong>ITALIA</strong></p>



<p></p>



<p><strong>IL MIGLIORE GATTUSO 8,5</strong><br>Il centrocampista calabrese, che di battaglie ne ha combattute tante in tutta Europa, disputa la partita della vita nella gara più importante della carriera di un calciatore. Pressa, recupera tonnellate di palloni in ogni modo, corre per tutti per centoventi minuti e in alcuni frangenti è talmente preda della trance agonistica che si permette addirittura il lusso di aprire il gioco, non proprio la sua specialità. Il suo duello con Zinedine Zidane, in un epocale urto tra opposti, è stata una delle cose più belle di questa finale.</p>



<p><strong>Cannavaro 8</strong> Prestazione siderale del capitano azzurro, in linea con quelle fornite durante tutto il mondiale. Domina il gioco aereo, chiude gli spazi, entra in tackle, duella con Ribery e con Henry, anche da terra. Nel corso della sua carriera si è spesso esaltato in trincea, e anche nella finale di Berlino non è da meno. Se proprio devo trovare un neo, il fuoriclasse dell’Arsenal con l’argento vivo addosso sfugge a Fabio una volta, ma fortunatamente c’era un certo Gigi Buffon a vegliare su tutti.</p>



<p><strong>Materazzi 8 </strong>Matrix in stato di grazia. Commette una sola imprecisione, in occasione del generoso rigore concesso dall’arbitro per un presunto fallo di Malouda, poi non sbaglia più nulla: segna un gol di importanza cruciale, trasforma uno dei rigori della serie finale, imposta il gioco con precisione e insieme a Cannavaro non fa passare neanche l’aria. Nel mese più pazzo della sua carriera, Materazzi è uno dei grandi protagonisti del trionfo azzurro.</p>



<p><strong>Buffon 7,5</strong> Il grande portiere è colui che si fa trovare pronto quando meno te lo aspetti. In una partita in cui le occasioni non sono molte, lui ci mette una pezza nei momenti decisivi: chiude su uno scatenato Henry, ma soprattutto compie un miracolo sul colpo di testa di Zidane. Si obietterà che il tiro, per quanto potente, fosse centrale. Vero, ma era improvviso, a distanza ravvicinata e con tutto lo specchio aperto. Questa parata, così come quella su Podolski in semifinale, è rimasta nella storia come una delle più decisive per la vittoria della coppa del mondo.</p>



<p><strong>Pirlo 7</strong> Le sue parabole sono aria fresca: da un suo calcio d’angolo nasce il gol del pareggio, da altri calci piazzati nascono pericoli. Sfiora il palo con un calcio di punizione magistrale, controlla il pallone ed illumina il gioco anche nelle situazioni più complicate, aiuta nel pressing e si esibisce persino in qualche recupero difensivo. Qualche pallone perso di troppo in lanci lunghi velleitari non pregiudica comunque la sua prestazione, che rimane molto positiva. Splendido il rigore che apre la serie vincente.</p>



<p><strong>Camoranesi 6,5</strong> Partita dai due volti: nel primo tempo è molto propositivo sulla fascia insieme a <strong>Zambrotta (voto 6,5)</strong>, difende, si propone, prova a dettare passaggi in profondità e recupera anche palloni preziosi. Nella ripresa cala in picchiata e Malouda da quel lato inizia a spadroneggiare. Lippi lo sostituisce con <strong>DEL PIERO</strong> <strong>(voto 6</strong>: in una mezzora scarsa di gioco, si posiziona a sinistra, ma corre spesso a vuoto e non riesce ad entrare in partita, toccando pochissimi palloni. Il rigore nella serie finale però è impeccabile e gli vale la sufficienza).</p>



<p><strong>Totti 4,5</strong> Il voto è generoso, ma il capitano romanista per un’ora è praticamente assente ingiustificato. Tocca pochi palloni e quasi mai bene. La partita con la Germania lo ha prosciugato di tutte le energie fisiche e mentali, in finale era proprio senza benzina e fuori condizione. Lippi lo richiama in panchina al 61’ per fare posto a De Rossi.</p>



<p></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>LE PAGELLE FRANCIA</strong></p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/01/zidane-testata-1200x675-1-1024x576.webp" alt="" class="wp-image-22804" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/01/zidane-testata-1200x675-1-1024x576.webp 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/01/zidane-testata-1200x675-1-300x169.webp 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/01/zidane-testata-1200x675-1-768x432.webp 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/01/zidane-testata-1200x675-1.webp 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">La testata di Zidane a Materazzi</figcaption></figure>



<p></p>



<p><strong>IL MIGLIORE HENRY 7,5</strong><br>Ha l’argento vivo addosso. Non segna ma appena punta l’uomo sono dolori, le sue serpentine sono una spina nel fianco della retroguardia azzurra, che barcolla, vacilla, ma non crolla. Zambrotta e Grosso ricorderanno ancora questa partita per il mal di testa che ha arrecato loro il fuoriclasse dei Gunners. Persino un gigantesco Cannavaro non ha avuto propriamente vita facile.</p>



<p><strong>Malouda 7 </strong>Una spina nel fianco di Zambrotta e Camoranesi a sinistra, soprattutto nel secondo tempo. Si procura il rigore e a sinistra affonda diverse volte. Fortunatamente per noi non trova mai la giocata decisiva, ma i suoi tagli palla al piede ci impensieriscono non poco.</p>



<p><strong>Ribery 6,5</strong> Il buon Franck può essere ritenuto responsabile del “quasi-decesso” dello scrivente, che dopo quasi diciannove anni non riesce ancora a guardare con serenità quel tiro sporco e beffardo che sfiora il palo alla sinistra di Buffon nei supplementari, dopo uno splendido uno-due con Henry. L’ala francese mostra sprazzi di classe pura ogni volta che ha il pallone tra i piedi, gli manca ancora un po’ di cattiveria e continuità nelle giocate, che sarebbe arrivata molto presto.</p>



<p><strong>Vieira 6</strong> Dopo un grande mondiale, gioca una finale a luci e ombre. Asfissia Totti in marcatura e fa sentire la sua presenza con le lunghe leve e i fasci di muscoli. Si fa sovrastare, però, da Materazzi in cielo in occasione del pareggio azzurro. Esce per infortunio ad inizio secondo tempo, lasciando il posto a Diarra.</p>



<p><strong>Zidane 4</strong> Naturalmente è superfluo sottolineare che questo voto non rispecchia la prestazione in campo. Zizou è stato un giocatore meraviglioso di classe infinita e anche in questa finale ce lo stava dimostrando. Non sbaglia un pallone, gioca tra le linee, suggerisce per i compagni e ubriaca gli avversari a suon di finte come un danzatore, domina la scena, aprendo le danze con un rischioso “cucchiaio” al miglior portiere del mondiale e sfiorando il gol-vittoria di testa nei supplementari. La testata a Materazzi lascia in dieci i suoi e toglie ai francesi una soluzione eccellente dal dischetto. Chiudere una carriera stupenda nel modo più sbagliato possibile è una beffa dal sapore di tragedia antica.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Italia-Francia 1-1 (rg. 5-3) Fabio Caressa || 09/07/2006 Highlights HD" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/AwLzHdRf2VA?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
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		<title>1997 Finale: Borussia Dortmund-Juventus 3-1</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2024/12/27/1997-finale-borussia-dortmund-juventus-3-1.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Tommaso Ciuti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Dec 2024 06:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Coppa Campioni 1990-1999]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandro Del Piero]]></category>
		<category><![CDATA[borussia dortmund]]></category>
		<category><![CDATA[juventus]]></category>
		<category><![CDATA[marcello lippi]]></category>
		<category><![CDATA[ricken]]></category>
		<category><![CDATA[riedle]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina: esultanza dei giocatori del Dortmund con la Coppa La parola “maledizione” è fin troppo abusata nella cronaca giornalistica, ma la finale di [&#8230;]</p>
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<p class="has-text-align-right"><em>Immagine di copertina: esultanza dei giocatori del Dortmund con la Coppa</em></p>



<p class="has-drop-cap">La parola “maledizione” è fin troppo abusata nella cronaca giornalistica, ma la finale di Monaco 1997 rientra a pieno titolo in questo concetto. La Juventus campione in carica, dopo un cammino esaltante lastricato di risultati e calcio spettacolare declinato in chiave italiana – esaltazione del collettivo e dei gregari, solidità difensiva accompagnata da una continua spinta offensiva, sacrificio e corsa – cede la corona d’Europa all’underdog Borussia Dortmund, arrivata in finale un po’ a sorpresa e contro tutti i pronostici (in tanti avrebbero pronosticato il Manchester United come squadra da finale, invece a sorpresa passarono i tedeschi) e desiderosa di vendicarsi dei bianconeri dopo le ripetute sconfitte degli anni precedenti. Tantissime le ex conoscenze del calcio italiano: dal pallone d’oro in carica <strong>Sammer </strong>a <strong>Paulo Sousa</strong>; da <strong>Kohler </strong>a <strong>Andreas Moller</strong>.</p>



<p>A differenza di altre occasioni, la Juventus non sembra aver sbagliato approccio: la palla gira abbastanza velocemente, i bianconeri sembrano controllare il gioco, anche se poi effettivamente manca sempre l’ultima stoccata e la lucidità di fare male all’avversario negli ultimi metri. Manca insomma quel cinismo tutto italiano, che ha fatto la fortuna non solo della Juventus ma del calcio italiano sui generis. Al contrario, una volta incassato l’uno-due, fatica a riprendersi, a scuotersi – nonostante un eroico <strong>Deschamps </strong>– a riorganizzare le idee. Il cuore, però, non è mai mancato, la fortuna invece sì: il palo di <strong>Zidane </strong>avrebbe meritato miglior sorte e qualche decisione arbitrale avrebbe potuto essere più benevola (ritengo il gol annullato a Vieri fiscale), ma rimane l’enorme rimpianto di aver buttato alle ortiche una finale da super-favorita. Sarebbe ingiusto però non riconoscere l’eccellente partita del Borussia Dortmund, che con abnegazione, cinismo, intelligenza non ha concesso nulla ai suoi avversari, lottando su ogni pallone come se fosse l’ultimo.</p>



<p></p>



<p><strong>Borussia Dortmund: </strong>Klos; Reuter, Kohler, Sammer, Kree, Heinrich; Lambert, Sousa, Moeller (st 44&#8242; Zorc); Riedle (st 22&#8242; Herrlich), Chapuisat (st 26&#8242; Ricken). All. Hitzfeld.<br><strong>Juventus: </strong>Peruzzi; Porrini (st 1&#8242; Del Piero), Ferrara, Montero, Iuliano; Di Livio, Deschamps, Zidane, Jugovic; Vieri (st 26&#8242; Amoruso), Boksic (st 42&#8242; Tacchinardi). All. Lippi.</p>



<p></p>



<p><strong>Primo tempo<br>2’</strong> La Juventus parte all’arrembaggio: cross di Vieri dalla fascia destra con il mancino dopo un dribbling a rientrare. Sul pallone si avventa Jugovic, che viene atterrato da un avversario. I bianconeri protestano, ma l’arbitro non giudica la trattenuta sanzionabile con un rigore e lascia proseguire.<br><strong>6’ </strong>Splendido movimento di Vieri che si incunea tra due difensori, controlla e spara con il sinistro. Il tiro è troppo stretto sul primo palo e colpisce l’esterno della rete, dando l’illusione ottica del gol.<br><strong>28’ GOL BORUSSIA DORTMUND</strong> Su un pallone scodellato da destra da Lambert il reparto difensivo bianconero va in bambola e fuori giri, Peruzzi non esce, la palla rimane lì e Riedle è lesto a scodellare il pallone in porta.<br><strong>33’ GOL BORUSSIA DORTMUND</strong> Riedle di testa su un calcio d’angolo sovrasta i difensori avversari, non lucidissimi, e trafigge per la seconda volta Peruzzi.<br><strong>41’</strong> Zidane prova a scuotere i suoi e suona la carica: si accentra da sinistra e lascia partire un destro velenoso che batte Klos ma si stampa sul palo.<br><strong>42’</strong> Vieri segna dopo una mischia in area, ma l’arbitro annulla per un presunto tocco di mano.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/12/bba1203f299cc556066fd17bd1e3042b31334035.jpg-1024x576.webp" alt="" class="wp-image-22495" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/12/bba1203f299cc556066fd17bd1e3042b31334035.jpg-1024x576.webp 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/12/bba1203f299cc556066fd17bd1e3042b31334035.jpg-300x169.webp 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/12/bba1203f299cc556066fd17bd1e3042b31334035.jpg-768x432.webp 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/12/bba1203f299cc556066fd17bd1e3042b31334035.jpg-1536x864.webp 1536w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/12/bba1203f299cc556066fd17bd1e3042b31334035.jpg.webp 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">L&#8217;esultanza di Riedle [https://assets.goal.com]</figcaption></figure>



<p></p>



<p><strong>Secondo tempo<br>19’ GOL JUVENTUS</strong> Boksic si sovrappone a sinistra, guadagna il fondo e mette in mezzo un pallone su cui si avventa Del Piero, che estrae dal cilindro un geniale colpo di tacco con il sinistro che si rivela vincente. La Juventus accorcia le distanze e riapre la partita.<br><strong>25’ GOL BORUSSIA DORTMUND</strong> Zidane perde un contrasto a centrocampo sul quale nasce il contropiede dei gialloneri. Ricken vede Peruzzi inspiegabilmente fuori dai pali e lo beffa con una parabola che finisce in fondo al sacco.</p>



<p></p>



<p><strong>LE PAGELLE BORUSSIA DORTMUND</strong><br><strong>IL MIGLIORE: RIEDLE 7,5 </strong>Una doppietta in una notte così non può che incoronarlo migliore in campo. E’ lesto in occasione del primo gol, puntuale cinque minuti dopo sul calcio d’angolo. Condisce la sua prestazione con un moto perpetuo ed un ottimo contributo anche in fase difensiva.<br><strong>Paulo Sousa 7</strong> Mezzo voto in meno per l’ammonizione, unico neo in una gara ad alti livelli e completa sotto ogni punto di vista. Pressa e corre in fase difensiva, illumina e gioca bene in fase offensiva, meno morbido di Zidane, ma ancora più efficace.<br><strong>Chapuisat 6,5 </strong>Si muove tra le linee e crea difficoltà ai bianconeri, soprattutto a Porrini.<br><strong>Sammer-Kohler 6,5</strong> La coppia di centrali gialloneri svolge una gara all’insegna della precisione, puntualità degli interventi e pulizia. La poca precisione dei bianconeri al momento della giocata decisiva è merito anche loro.<br><strong>Moller 5,5</strong> Il tedesco, che tra i tanti ex della gara è forse quello con più fantasia e qualità tecnica, stasera è un po’ in ombra. Non commette particolari errori, ma non incanta nemmeno. Da uno della sua qualità, sarebbe lecito aspettarsi qualcosa di più.</p>



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<p><strong>LE PAGELLE JUVENTUS<br>IL MIGLIORE: DEL PIERO 6,5 </strong>Premio lui tra i bianconeri perché nonostante la benzina nel serbatoio sia poca – ricordiamo che Del Piero ha avuto un’annata intervallata da continui guai muscolari e che è arrivato alla finale di Monaco in condizioni non ottimali, motivo per cui Lippi l’ha fatto partire dalla panchina – prova a riaprire la partita con una giocata di istinto e genio puro, che scuote i suoi e li lancia alla ricerca del pareggio.<br><strong>Deschamps 6,5</strong> Cuore e anima della Juventus, corre incessantemente per tutta la partita ed è il leader emotivo della squadra. Quando Zidane si assenta, è il primo a risvegliarlo dal torpore. Non sempre è lucidissimo nelle scelte, ma è l’ultimo ad arrendersi.<br><strong>Zidane 6</strong> Partita difficile da valutare: quando è in partita illumina il gioco ed è pulito nella regia, in altri momenti si assenta. Prende un palo sul finale del primo tempo, dove è sfortunato, ma macchia la sua partita con il pallone perso in occasione del 3-1 definitivo. Luci ed ombre, ma andrà decisamente peggio l’anno successivo.<br><strong>Porrini 4,5</strong> Svagato, in confusione, fuori contesto. Serataccia per il difensore bianconero, che viene costantemente messo in difficoltà dal movimento continuo e perpetuo degli avversari. Lippi lo sostituisce per disperazione dopo un tempo.<br><strong>Peruzzi 4</strong> Era stato tra gli eroi di Roma l’anno precedente, soprattutto ai rigori, ma stasera – forse distratto dalla paternità – “ne combina una più di Bertoldo”: è impreciso ed in ritardo in occasione del primo gol, non pare reattivo in occasione del raddoppio ed è inspiegabilmente fuori dai pali in occasione della palombella di Ricken che è la pietra tombale della partita. Pensare che la sua annata era stata davvero positiva, a livello prestazionale&#8230;</p>



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</div><figcaption class="wp-element-caption">Gli highlights della finale</figcaption></figure>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2024/12/27/1997-finale-borussia-dortmund-juventus-3-1.html">1997 Finale: Borussia Dortmund-Juventus 3-1</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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