Barcellona, Camp Nou, 6 dicembre 2003
Il Real Madrid ha aggiunto David Beckham alla propria collezione di stelle e punta il bersaglio grosso: l’epoca dei Galacticos entra nella sua fase più intensa e incline al parossismo, e nell’autunno del 2003 tifosi e giornalisti sono pervasi dalla sensazione che il Real possa imitare il Manchester United del 1998/1999 e fare l’en plein.
Come sappiamo, la stagione dei Blancos si rivelerà invece un mezzo fallimento, in ragione del tracollo inatteso e verticale della primavera. Ciononostante, il divario tecnico con un Barcellona in piena fase di ricostruzione è evidente: i catalani, archiviata la breve e poco felice esperienza sulle Ramblas di Riquelme e Mendieta (il primo è emigrato nella vicina Vila-real per dimostrare di poter fare la differenza anche nel calcio europeo e riuscire a pieno nell’intento, il secondo è emigrato in Inghilterra nella ricerca, che si rivelerà invece vana, di nuova gloria), si aggrappano alla precoce maturità di Xavi, a qualche grande “vecchio” come Patrick Kluivert e soprattutto al funambolo Ronaldinho. Approdato a Barcellona quale sostituto di Beckham, il brasiliano, considerato un talento superiore ma ancora tutto da misurare sui grandi palcoscenici, come sappiamo è destinato invece a riscrivere la storia del club catalano.
Nel Clasico di dicembre, in ogni caso, Ronaldinho non scende in campo a causa di alcuni problemi fisici, e lo squilibrio tra le forze dei due squadroni sarebbe, sulla carta, di gran lunga superiore a quello che racconterà poi il campo. La partita è bruttina nel primo tempo e discreta nel secondo, e il Real, nonostante una serata grigia, la porta a casa grazie ad alcuni spunti individuali e alla sua proverbiale, maggior concretezza.
Le pagelle – Barcellona
IL MIGLIORE: Carles Puyol 7
Esuberante sul piano agonistico, Carles gioca come se ne andasse della sua sopravvivenza, e di fatto cancella dal campo Ronaldo, che segna nell’unica occasione in cui Puyol è lontano.
Xavier Hernández 6: dirige il traffico con la consueta sagacia e sbaglia pochi palloni, inventando anche un paio di aperture degne di nota, ma non riesce a dominare il centrocampo come in altre occasioni.
Patrick Kluivert 6: prestazione opaca, in cui sbaglia molte scelte in fase conclusiva, ma che si salva per il gol che, nel finale, riapre la partita.
Luis Garcia 5: a lungo avulso dal gioco e mai pericoloso, il centrocampista di Badalona è uno dei meno brillanti tra i suoi.
Gerard 5: valgono per l’ex grande talento del Valencia le stesse considerazioni spese per Garcia. Si vede poco, incide poco sulla manovra e non si rende mai pericoloso in fase conclusiva.
Le pagelle – Real Madrid
IL MIGLIORE: Roberto Carlos 7
Una prestazione tutto sommato normale diventa importante perché Robertino sblocca la partita con il suo velenoso piede sinistro e regala poi al connazionale Ronaldo l’assist per il gol del 2-0.
Iker Casillas 6.5; il giovane Iker ha preso in mano le redini della squadra ed è bravo a salvare i suoi in un paio di occasioni; nel primo tempo, in particolare, si inventa una parata da cineteca.
David Beckham 6,5: reinventato regista, l’inglese dirige le operazioni come un veterano, con il suo magico piede destro pennella un paio di aperture da leccarsi i baffi e si produce anche in un’accelerazione con cui mette Ronaldo da solo davanti a Valdes – ma il brasiliano cicca malamente il pallone.
Ronaldo 6: prestazione da insufficienza piena (Puyol lo trasforma in un ectoplasma) che viene salvata dal gol del 2-0, realizzato dopo uno stop da campione.
Zinédine Zidane 5,5: sempre elegante, come un ballerino di 185 cm, Zizou questa volta si fa imbrigliare dal pressing catalano, salta l’uomo solo una volta e non è partecipe alle azioni più pericolose dei suoi.


