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	<title>romerito Archivi - Game of Goals</title>
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	<title>romerito Archivi - Game of Goals</title>
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		<title>La Máquina Tricolor &#8211; La top 11 dell&#8217;epoca moderna del Fluminense</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Buffoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Dec 2023 16:09:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Top 11]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Fondato a inizio &#8216;900 da un inglese naturalizzato brasiliano che aveva imparato l&#8217;arte del football in Svizzera (Oscar Cox), il Fluminense non è solo una [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2023/12/09/la-maquina-tricolor-la-top-11-dellepoca-moderna-del-fluminense.html">La Máquina Tricolor &#8211; La top 11 dell&#8217;epoca moderna del Fluminense</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-drop-cap">Fondato a inizio &#8216;900 da un inglese naturalizzato brasiliano che aveva imparato l&#8217;arte del football in Svizzera (<strong>Oscar Cox</strong>), il <strong>Fluminense</strong> non è solo una delle squadre più gloriose della città di Rio, ma è anche quella che più di ogni altra ne incarna la vocazione artistica, il gusto per l&#8217;estetica, per il vezzo a uso e consumo di una platea che fa della giocata una ragione di vita, e non la derubrica a mezzo più veloce per cercare il risultato. Per i tifosi carioca, e in particolare per quelli del <em>Tricolor</em>, la giocata è bella e significativa<em> in sé</em>: la nostra cultura, eretta sulle solide basi del<em> brerismo</em> e di tutti i suoi figliocci (non ultimo, il <em>sacchismo</em>), fatica e venire a patti con un approccio così radicale e apparentemente irrazionale, ma chi scrive non riesce a negare il fascino di questo estetismo un po&#8217; selvaggio. Non è un caso, probabilmente, che nel <strong>Fluminense</strong> sia maturato il massimo teorico moderno del calcio <em>bailado</em>, <strong><a href="https://gameofgoals.it/2022/03/12/tele-santana-la-critica-del-resultadismo-opportunista.html">Telê Santana</a></strong> (che della filosofia del<strong> </strong><em>Flu</em> è stato anche superbo interprete sul rettangolo di gioco), e che proprio nel <em>Flu</em>, <strong>Diniz</strong> abbia potuto lavorare su quella versione originale e moderna della tradizione carioca che abbiamo chiamato <em><a href="https://gameofgoals.it/2023/06/04/aquarela-do-brasil-stili-di-gioco-del-paese-verdeoro-e-il-dinizimo-del-fluminense.html">dinizismo</a></em>, e che un mese fa ha conquistato la <a href="https://gameofgoals.it/2023/11/05/coppa-libertadores-al-fluminense-e-il-trionfo-del-dinizismo.html">Libertadores, il trofeo più importante in palio nel continente sudamericano</a>. Come avviene per quasi ogni club, anche nel caso del <em>Flu</em><strong> </strong>l&#8217;anteguerra è un periodo intrigante, i cui campioni e le cui gesta hanno gli stessi contorni sfumati dei grandi avvenimenti storici: in ogni caso, per coerenza e per parlare solo di ciò che in qualche modo, fosse anche solo in piccola parte, è possibile toccare con mano, ci siamo concentrati anche per il club di Rio sulla storia moderna e contemporanea, prendendo le mosse da turbolenti anni &#8217;60, l&#8217;epoca d&#8217;oro del calcio brasiliano.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Portiere: Félix Miéli Venerando</h3>



<p></p>



<p>Portiere piccolo (gli almanacchi gli accreditano 176 cm) e anomalo, <strong>Félix</strong> non è stato probabilmente dotato quanto <strong>Carlos José Castilho</strong>, ma le gesta di quest&#8217;ultimo appartengono a un passato non sempre decifrabile, e allora assegnamo il posto da titolare all&#8217;estremo difensore del Brasile di Messico 1970, titolare del <strong>Flu </strong>per una decade e in grado di fornire un contributo sostanzioso ai numerosi successsi del suo club nel corso degli anni &#8217;60 e &#8217;70 &#8211; successi che consistono in 5 campionati carioca e in un campionato nazionale. La sua lunga titolarità in maglia verdeoro ne certifica lo status di portiere di caratura internazionale, solido e affidabile. </p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Laterale destro: Carlos Alberto Torres</h3>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Carlos Alberto [Best Skills &amp; Goals]" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/SHrOr5cQPHA?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<p></p>



<p>La scuola brasiliana ha regalato al mondo molti tra i suoi laterali difensivi più dotati: basti pensare al solidissimo <strong>Djalma</strong> <strong>Santos</strong>, all&#8217;inesauribile Pendolino <strong>Cafù</strong>, al pirotenico <strong>Leandro</strong>, al regista defilato e immortale <strong>Daniel</strong> <strong>Alves</strong>, al cyborg con piedi da carioca <strong>Maicon</strong>. Ecco, in un contesto che è tutto un&#8217;eccellenza, forse la corona di eccellenza assoluta spetta a <strong>Carlos Alberto Torres</strong>, un fuoriclasse senza punti deboli: fisicamente fortissimo, tanto da rivaleggiare senza problemi contro i più dotati atleti europei,<strong> <a href="https://gameofgoals.it/category/viste-per-voi/mondiali/mondiale-1970">Carlos Alberto</a></strong> era difensore superbo che si sapeva disimpegnare anche come centrale e marcatore classico, ed era poi un giocatore in anticipo di qualche decennio sulla storia: ala, regista defilato, attaccante aggiunto, mediano e non ultimo leader della banda di solisti assemblata dal genio visionario di <strong>Saldanha</strong> prima dei mondiali messicani, il laterale di Rio rappresenta un pezzo di storia sia del Santos che del <strong>Fluminese</strong>, club con il quale ha due vinto Taça Guanabara e tre campionati carioca, guadagnandosi da ragazzino la convocazione in nazionale. La sua unica vera alternativa sarebbe <strong>Pindaro</strong>, una colonna del Fluminense degli anni &#8217;40 e &#8217;50, ma data la sua forzosa esclusione optiamo per il piccolo ed esplisivo <strong>Samuel Xavier</strong>, da tre stagioni il perno destro della difesa del <strong>Flu</strong> e di <strong>Diniz</strong>, titolare della squadra campione d&#8217;America il mese scorso.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Difensore centrale: Thiago Silva</h3>



<p></p>



<p>Elegante e roccioso, intelligente ed energico, &#8220;É o melhor zagueiro do Brasil”. Così dicevano di lui al Maracanã, già ai tempi in cui &#8211; dal 2005 al 2008 &#8211; con il numero 3 bene in vista sulla maglia biancoverde-granata <strong><a href="https://gameofgoals.it/2022/03/02/i-10-piu-grandi-difensori-centrali-sudamericani-dellepoca-televisiva.html">Thiago Silva</a></strong> brillava in mezzo alla difesa. Dopo anni di delusioni personali tra Sudamerica, Oporto e Mosca, ai quali si era aggiunta anche la drammatica lotta contro la tubercolosi, con la seria possibilità che gli venisse asportato un pezzo di polmone, <strong>Thiago Silva</strong> sboccia nella sponda<em> Tricolor</em> di Rio, nel 2005. Dopo un primo anno non facile, con ben cinque allenatori che si erano alternati alla guida della panchina,<strong> Thiago Silva</strong> matura definitivamente con prestazioni e risultati di spessore: terzo posto in campionato, vittoria della Copa do Brasil ed inserimento nella <em>Bola de Plata</em> &#8211; che racchiudeva i migliori 11 del campionato ruolo per ruolo per media voto. L&#8217;anno seguente fu tra i grandi protagonisti della cavalcata del <strong>Fluminense</strong> verso la finale di Libertadores contro la LDU Quito, ma la vittoria sfumò solamente ai calci di rigore. Le prestazioni del difensore brasiliano fecero gola ai migliori club europei e, come sappiamo, la spuntò il Milan.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Thiago Silva - A.R.F Sports" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/p5YaZppoyKk?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Difensore centrale: Pinheiro</h3>



<p></p>



<p>605 presenze e 51 reti, un numero incalcolabile di trofei locali e nazionali, la maglia della nazionale vestita sporadicamente e un titolo mondiale vinto da riserva di lusso: così recita il curriculum di <strong>Pinheiro</strong>, gigante di 187 cm che lascia un segno profondo sul calcio brasiliano degli anni &#8217;50 e &#8217;60 e che è tuttora il difensore centrale più importante della storia del <em>Tricolor</em>. La sua riserva è <strong>Edinho</strong>, libero classico e ottimo marcatore che a Rio vive gli anni migliori della carriera, guadagnandosi il posto in nazionale, vincendo per tre volte il campionato carioca e conseguendo la prestigiosa inclusione nella <em>Bola de Prata</em>, la formazione ideale del calcio brasiliano, nel 1982. Per lui, a Rio si contano 354 partite e 34 reti prima della lunga e felice parentesi italiana, con la maglia dell&#8217;Udinese. La città friulana, prima di innamorarsi perdutamente di un altro e più noto carioca, scopre le qualità tecniche e anche le doti difensive di <strong>Edinho</strong>: esattamente come il più celebre connazionale, anche il difensore si adatta al nostro calcio in una frazione di secondo e in maglia bianconera metterà a referto anche l&#8217;insolita cifra di 22 gol. </p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Laterale sinistro: Altair</h3>



<p></p>



<p><strong>Altair</strong> è un altro veterano del Tricolor: ha vestito la sua maglia in 551 occasioni, affermandosi come il miglior terzino sinistro del suo paese dopo l&#8217;inarrivabile <strong>Nilton Santos</strong>, del quale sarà a lungo la riserva in maglia verdeoro. Meno incline ad avventurarsi nella metacampo avversaria, rispetto al leggendario connazionale, <strong>Altair</strong> ha saputo in ogni caso ritagliarsi un ruolo di primo piano nel calcio brasiliano dell&#8217;epoca, anche da centrale adattato, e ha vinto da titolare tre campionati carioca e altri trofei &#8220;minori&#8221;, chiudendo la carriera in nazionale con 18 presenze, due delle quali da titolare ai mondiali d&#8217;Inghilterra nel 1966. Una sorta di precursose in chiave minor di <strong>Roberto Carlos</strong>, &nbsp;<strong>Cláudio Ibrahim Vaz Leal</strong>, noto come <strong>Branco</strong>, è stato sul piano del puro valore individuale il miglior laterale sinistro della storia del <strong>Fluminense</strong>: dotato da madre natura di due polmoni da giocatore moderno e soprattutto di un cannone al posto del piede sinistro, <strong>Branco</strong>, prima di diventare un nomade e di vestire le maglie di Brescia, Genoa, Middlesbourgh e diversi club brasiliani, ha lasciato un segno profondo nella storia del <em>Tricolor:</em> ha giocato a Rio, da titolare, per cinque stagioni, imponendosi come titolare anche in nazionale. Impossibile dimenticare alcune delle sue prodezze su calcio da fermo, su tutte il gol con cui il Genoa elimina il Liverpool in Coppa UEFA, nel 1992, e la punizione con cui i verdeoro vanificano la rimonta dell&#8217;Olanda a USA 1994. </p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Centrocampista destro: Didi</h3>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Didi, Mr. Football [Goals &amp; Skills]" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/fKlPlN4b-oU?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<p></p>



<p>Il calcio cerebrale del &#8220;<em>Principe Etiope</em>&#8220;, secondo cui l&#8217;intelligenza, la visione di gioco e la capacità di fare la cosa giusta nel momento giusto erano qualità ben più raffinate ed importanti della mera forza fisica e dell&#8217;aggressività nei tackles, ha fatto le fortune del<strong> Fluminense</strong> per ben sette stagioni, nelle quali &#8211; seppure abbia raccolto poco in quanto a palmares &#8211; <strong><a href="https://gameofgoals.it/2013/02/09/1958-semifinale-brasile-francia-5-2.html">Didi</a></strong> si affermò come uno dei migliori giocatori in circolazione, entrando nel giro della nazionale brasiliana fino a diventarne il perno. La sua idiosincrasia per il calcio aggressivo &#8211; rimarcato anche nella sua deludente esperienza al Real Madrid, dove con suo rammarico il pubblico voleva vedere aggressività e garra mentre lui preferiva un calcio quasi etereo e senza contatto &#8211; maturò anche per un grave infortunio al menisco in gioventù, che lo portò a sviluppare il tiro &#8220;a foglia morta&#8221; (<em>fohla seca</em>), colpendo la palla con sole tre dita del piede conferendole un effetto fluttuante. La storia d&#8217;amore con il Flu è finita a suon di carte bollate e <em>O&#8217; Monstro</em> ha continuato ad incantare con il Botafogo e con la maglia verdeoro.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Centrocampista centrale: Deley</h3>



<p></p>



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<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Fluminense 1 x 0 Flamengo - Final do Campeonato Carioca 1983" width="1200" height="900" src="https://www.youtube.com/embed/OmPF_Y_ajNY?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<p></p>



<p>Regista, recupera palloni, fonte inesauribile di gioco, <strong>Wanderley Alves de Oliveira</strong>, noto come <strong>Deley</strong>, è uno dei nomi imprescindibili della storia Tricolor. Con 17 reti un 280 partite, una pletora di titoli locali e uno storico trionfo nazionale, il centrocampista è ancora oggi uno dei giocatori più amati dai tifosi del <strong>Flu</strong>, anche perché è l&#8217;autore dell&#8217;assist per il gol di Assis che regalò al <em>Tricolor </em>il successo sul <strong>Flamengo</strong> nel campionato carioca del 1983.<strong> Denílson Custódio Machado</strong> è un altro pezzo di storia della squadra di Rio: il re degli step-over ha speso tutta la carriera con il <em>Tricolor</em>, vincendo diversi titoli dello stato di Rio e disputando anche nove partite in nazionale, due delle quali da titolare al campionato del mondo del 1966. </p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Ala destra: Telê Santana</h3>



<p></p>



<p>Prima di diventare una celebrità come profeta del calcio-arte, <strong>Santana</strong> è stato una grande ala destra, una sorta di precursore in tono minore dei fuoriclasse<strong> Julinho</strong> e <strong>Manè Garrincha</strong>, un artista del dribbling e della giocata spettacolare che sapeva anche inquadrare la porta con una certa regolarità, come dimostrano le sue 165 reti messe a segno in 557 partite con la maglia del <strong>Fluminense</strong>. Soprannominato prima, malignamente, <em>Tarzan das Laranjeiras</em> &#8211; a causa del suo fisico esile &#8211; e poi, in chiave elogiativa, <em>Fio de Esperança</em> (filo di speranza), <strong>Santana </strong>è la bandiera del <strong>Flu</strong> per un decennio e proprio durante la brillante carriera da calciatore matura e sviluppa la passione per l&#8217;estetica e l&#8217;avversione per il gioco duro che saranno il suo marchio di fabbrica anche da allenatore.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Trequartista: Romerito</h3>



<p></p>



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<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="TOP 5 - Gols de Romerito pelo Fluminense" width="1200" height="900" src="https://www.youtube.com/embed/TbmlTde5lJE?start=47&#038;feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<p></p>



<p>Spirito guerriero, temperamento ma anche grande classe, il paraguaiano <strong>Romerito</strong> è tuttora uno dei giocatori più amati dai suoi tifosi per il rendimento in maglia<em> Tricolor</em>. Ha giocato dal 1984 al 1988 per la sponda biancoverde-granata di Rio, consacrandosi come Pallone d&#8217;Oro Sudamericano nel 1985. Autentico protagonista di due campionati carioca, nonché di un campionato brasiliano nel 1984, formando un trio magico con Assis e Washington, il suo nome è marchiato con il fuoco nella storia del Fluminense per il gol decisivo contro il Vasco de Gama di Roberto Dinamite, che valse il secondo dei quattro storici campionati brasiliani del club.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Ala sinistra: Roberto Rivelino</h3>



<p></p>



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<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Rivelino #10 ||Highlights in Fluminense 75-78|| The Inventor of Elastico" width="1200" height="900" src="https://www.youtube.com/embed/x20TG7jw3GE?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<p></p>



<p>Finita nel peggiore dei modi possibili la sua storia d&#8217;amore con il Corinthians, <strong>Rivelino</strong> rinasce a Rio, nella sponda verde-granata. Numero dieci duttile e a tutto campo &#8211; come spesso accade per i dieci brasiliani, capaci di essere ibridi e non specialisti &#8211; il suo calcio appartemente lento e vezzoso, fatto di elastici, tiri mortiferi e &#8220;malandrade&#8221; lo portano a conquistare due campionati statali nel 1975 e nel 1976. Il suo sinistro dai venti metri che buca la barriera avversaria dell&#8217;America RJ e si infila sotto l&#8217;incrocio all&#8217;ultimo secondo e che consegna al <strong>Flu</strong> la <em>Taça Guanabara</em> è un momento calcistico che i tifosi della <em>Tricolor</em> non hanno mai dimenticato. La sua avventura in nazionale, soprattutto ai mondiali del 1970 dove fu uno dei cinque &#8220;dieci&#8221; di quella squadra straordinaria, non ha bisogno di troppe presentazioni, mentre in Germania quattro anni dopo è il principale condottiero di una squadra fortemente rimaneggiata che si piazza ad un onorevole quarto posto.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Attaccante: Waldo</h3>



<p></p>



<p>Per il ruolo di centravanti non possiamo che scegliere <strong>Waldo Machado</strong>, che è tuttora il miglior marcatore in maglia<em> Tricolor</em> con 314 reti in 403 partite, in otto anni di militanza. Centravanti completo, vince un campionato carioca nel 1959 e due tornei Rio-San Paolo nel 1957 e nel 1960, prima di andare in Europa a fare le fortune del Valencia. Il suo senso del gol lo ha incoronato capocannoniere del campionato carioca nel 1956, nonché<em> Pichichi</em> in Spagna nel 1967. Venendo ad anni più recenti, riteniamo che<strong> Fred</strong> possa essere un&#8217;ottima alternativa. Noto al pubblico medio europeo per l&#8217;avventura in Francia con il Lione e per le prestazioni non proprio esaltanti al mondiale casalingo del 2014, <strong>Fred</strong> rimane un attaccante di primissimo piano per il calcio brasiliano, idolo della tifoseria <em>Tricolor</em> che nel 2022 in occasione dell&#8217;addio dell&#8217;attaccante lo ha omaggiato con una commossa coreografia con scritto &#8220;Eterno&#8221;. Brasiliano atipico, centravanti di sostanza, salvatosi a suon di gol dall&#8217;alcol e dalla depressione, segna 199 con la maglia del Fluminense e vince due titoli. In nazionale è grande protagonista della Confederation Cup 2013, che vince da capocannoniere <em>ex aequo</em> con Fernando Torres con 5 reti.</p>



<p></p>



<p class="has-text-align-right"><strong><em>Articolo a cura di </em>FRANCESCO BUFFOLI <em>e</em> TOMMASO CIUTI</strong></p>
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		<title>1979 Semifinali ritorno: Brasile-Paraguay 2-2</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2022/06/29/1979-semifinali-ritorno-brasile-paraguay-2-2.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Niccolo Mello]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jun 2022 18:47:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[1979]]></category>
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		<category><![CDATA[coppa america]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina: un primo piano di Milciades Morel, mattatore dell&#8217;incontro Non riesce al Brasile favorito la rimonta contro il Paraguay nel ritorno delle semifinali [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2022/06/29/1979-semifinali-ritorno-brasile-paraguay-2-2.html">1979 Semifinali ritorno: Brasile-Paraguay 2-2</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-text-align-right"><em>Immagine di copertina: un primo piano di Milciades Morel, mattatore dell&#8217;incontro</em></p>



<p class="has-drop-cap">Non riesce al Brasile favorito la rimonta contro il Paraguay nel ritorno delle semifinali della Coppa América 1979: la squadra di casa va in vantaggio due volte, ma si fa sempre rimontare. I brasiliani non riescono mai davvero a prendere in mano le redini del gioco contro un Paraguay ben organizzato in difesa e bravo a capitalizzare al meglio le occasioni in attacco. Il Paraguay stacca così il pass per la finale contro il Cile: un inedito ultimo atto.</p>



<p><strong>Brasile:</strong> Emerson Leao &#8211; Toninho, Edinho, Amaral, Marco Antonio &#8211; Carpegiani (st 18&#8242; Pintinho), Falcao &#8211; Tita (st 15&#8242; Zezé), Socrates, Zé Sergio &#8211; Palhinha. <br><strong>Paraguay:</strong> Fernandez &#8211; Espinola, Paredes, Sosa (st 44&#8242; Cibils), Torales &#8211; Florentin, Kiese, Talavera (st 13&#8242; Romerito) &#8211; Isasi, M. Morel, E. Morel.</p>



<p><strong>Primo tempo<br>5&#8242;</strong> Isasi innesca in area Talavera, controllo e tiro, Emerson Leao respinge in modo un po&#8217; affannoso. Paraguay senza timori reverenziali.<br><strong>21&#8242;</strong> Falcao per Tita, assist in area a Palhinha, che solo davanti a Fernadenz manda a lato. Prima grande occasione per il Brasile.<br><strong>27&#8242;</strong> Zé Sergio da sinistra per Tita, uscita provvidenziale di Fernandez che evita il tapin del giocatore brasiliano.<br><strong>29&#8242; GOL BRASILE</strong> Zé Sergio mette in mezzo da sinistra al limite, Falcao arriva in corsa, conclusione liftata e tesa, palla sul palo e poi in rete. Il Brasile ha alzato il baricentro negli ultimi minuti: vantaggio globalmente meritato.<br><strong>31&#8242; GOL PARAGUAY</strong> Immediata risposta dell&#8217;Albirroja: Florentin sulla trequarti apre a sinistra per Eugenio Morel, cross in mezzo e Milciades Morel mette dentro da pochi passi.</p>



<p><strong>Secondo tempo<br>3&#8242;</strong> tentativo da fuori rimpallato di Isasi, palla a Milciades Morel, cannonata che si stampa sulla traversa. Paraguay vicinissimo al secondo gol.<br><strong>5&#8242; </strong>Melciades Morel da sinistra per Isasi, tiro dal limite, Leao c&#8217;è. Insistono gli ospiti.<br><strong>11&#8242; </strong>Eugenio Morel si accentra da sinistra e calcia, Leao blocca sul primo palo.<br><strong>16&#8242; GOL BRASILE</strong> Socrates pesca in area l&#8217;inserimento di Falcao, che viene steso platealmente da Paredes. Rigore ineccepibile: Socrates realizza con un tiro sotto la traversa.<br><strong>23&#8242; GOL PARAGUAY</strong> Il Paraguay non si disunisce e pareggia: tiro dal limite di Espinola, il rimpallo favorisce Milciades Morel, che di testa serve in area Romerito, il giovane attaccante paraguayano irride Marco Antonio e fulmina Leao in diagonale.<br><strong>27&#8242;</strong> Socrates al limite per Falcao, tiro di prima intenzione, palla larga di un metro.<br><strong>36&#8242;</strong> cross da destra di Toninho, colpo di testa in area piccola di Palhinha, Fernandez neutralizza a terra.</p>



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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="640" height="480" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/06/sddefault.jpg" alt="" class="wp-image-11478" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/06/sddefault.jpg 640w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/06/sddefault-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /><figcaption>Una fase del match</figcaption></figure></div>



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<p><strong>LE PAGELLE BRASILE<br>IL MIGLIORE FALCAO 7</strong> Inizia con due passaggi sbagliati, poi si assesta e prende in mano le operazioni in mezzo al campo. Fisicità, visione di gioco e capacità di inserimento, trova l&#8217;1-0 con una staffilata da fuori e si procura il rigore che nella ripresa riporta avanti i suoi. Riscatta decisamente la prestazione opaca offerta all&#8217;andata.<br><strong>Socrates 6,5</strong> Parte piano, poi cresce con il passare dei minuti. Nella ripresa sono lui e Falcao &#8211; più di tutti &#8211; a tentare di cambiare l&#8217;inerzia della qualificazione. Impeccabile la trasformazione dal dischetto.<br><strong>Palhinha 5,5</strong> All&#8217;andata era stato un fattore da subentrato, al ritorno parte titolare ma lascia poche tracce. La difesa del Paraguay lo argina senza particolari difficoltà.<br><strong>Marco Antonio 5</strong> Si fa “uccellare” dal gioco di gambe di Romerito in occasione della rete del pari. Un errore che costa caro.</p>



<p><strong>LE PAGELLE PARAGUAY<br>IL MIGLIORE MILCIADES MOREL 7</strong> Eugenio all&#8217;andata, lui al ritorno: effetto Morel sul Brasile. Gol da rapinatore d&#8217;area, un grande lavoro oscuro che non fa dormire sonni tranquilli a Edinho e Amaral, una traversa colpita con una sassata e poi l&#8217;assist di testa per la zampata di Romerito.<br><strong>Isasi 6,5</strong> Una zanzara sempre pronta a pungere. Corre, riparte e si inserisce: Marco Antonio fatica a contenerlo sulla fascia.<br><strong>Fernandez 6,5</strong> Un paio di interventi provvidenziali nel primo tempo, sue tutte le palle vaganti in area, sempre efficace nelle uscite.<br><strong>Romerito 6,5</strong> Il suo ingresso regala più vivacità all&#8217;attacco dell&#8217;Albirroja: tecnica di prim&#8217;ordine e movimento, di ottima fattura il diagonale con cui supera Emerson Leao per il definitivo 2-2.</p>



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</div><figcaption>Gli highlights dell&#8217;incontro</figcaption></figure>



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<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2022/06/29/1979-semifinali-ritorno-brasile-paraguay-2-2.html">1979 Semifinali ritorno: Brasile-Paraguay 2-2</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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