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	<title>1999 Archivi - Game of Goals</title>
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	<title>1999 Archivi - Game of Goals</title>
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		<title>Grandi stagioni quasi dimenticate: da Davids 1998-van Bommel 2011 a Recoba 1999-Rossi 2007</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2025/12/18/grandi-stagioni-quasi-dimenticate-da-davids-1998-van-bommel-2011-a-recoba-1999-rossi-2007.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Gabriele Gilli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Dec 2025 06:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Il gioco delle somiglianze]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina: Giuseppe Rossi con la maglia del Parma. In questa puntata dedicata alle grandi stagioni quasi dimenticate, ci si concentrerà sui grandi acquisti [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2025/12/18/grandi-stagioni-quasi-dimenticate-da-davids-1998-van-bommel-2011-a-recoba-1999-rossi-2007.html">Grandi stagioni quasi dimenticate: da Davids 1998-van Bommel 2011 a Recoba 1999-Rossi 2007</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-text-align-right"><em><strong>Immagine di copertina:</strong> Giuseppe Rossi con la maglia del Parma.</em></p>



<p class="has-drop-cap">In questa puntata dedicata alle grandi stagioni quasi dimenticate, ci si concentrerà sui grandi acquisti della sessione invernale, operazioni di mercato che nell&#8217;immediato hanno saputo sortire gli effetti sperati (e anche di più). Saranno quindi messi a confronto due mediani eccezionali che sono stati capaci di stravolgere positivamente gli equilibri di due top italiane, e successivamente due fantasisti mancini che hanno trascinato le proprie squadre ad una salvezza apparentemente impossibile.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Edgar Davids 1997/98 e Mark van Bommel 2010/11</h2>



<p></p>



<p>Solitamente quando si pensa agli acquisti più impattanti di sempre tra quelli arrivati in piena sessione invernale, il primo nome a venirvi in mente è certamente quello di <strong>Edgar Davids</strong>. Non soltanto perché stravolse completamente gli equilibri del centrocampo della Juventus, ma perché per l&#8217;epoca rappresentò un vero e proprio shock vederlo impattare così bene dopo l&#8217;infelice prima metà di stagione 1997-98 con il Milan.<br><br>In rossonero, infatti, il &#8220;buon&#8221; <em>Pitbull</em> era apparso come l&#8217;ombra di se stesso, non riuscendo ad ambientarsi in una realtà decadente come quella del <strong>Capello</strong>-bis. Sembrava la coppia sbiadita del giocatore frizzante ed elettrico che si era visto nell&#8217;Ajax di <strong>Louis van Gaal</strong>. Come un&#8217;Araba Fenice, Edgar riuscì a risollevarsi in bianconero, riuscendo ad elevarsi come quel giocatore cardine del centrocampo di <strong>Marcello Lippi</strong>. In mezzo al campo, infatti, <strong>Davids</strong> trasmise quel senso di onnipotenza atletica, tecnica e tattica di cui la <em>Vecchia Signora</em> aveva bisogno. <br><br>Grazie ad un nuovo senso di leadership che nemmeno all&#8217;Ajax era riuscito a conseguire, <strong>Edgar Davids</strong> si impose di prepotenza come il miglior centrocampista della Serie A come rendimento e come impatto. Era pressoché impossibile assistere ad una brutta prestazione da parte sua in quel periodo, a riprova della sua continuità sconcertante. I suoi picchi performativi erano arrivati ad un punto tale da permettergli di prendersi occasionalmente la scena anche in partite in cui condivideva il campo con gente del calibro di <strong><a href="https://gameofgoals.it/2021/07/29/i-dieci-grandi-momenti-di-zinedine-zidane-con-la-francia.html">Zinédine Zidane</a></strong> e <strong><a href="https://gameofgoals.it/2021/10/05/i-dieci-lampi-di-ronaldo-il-fenomeno.html">Ronaldo</a></strong>. <br><br>Senza contare poi alcuni deliri di onnipotenza come quello contro la Roma allo stadio Delle Alpi, quando cancellò dal campo il malcapitato <strong>Cafu </strong>(sì, quel <strong>Cafu</strong>), per poi segnare su punizione al termine dell&#8217;ennesima prestazione eccezionale. Non sorprende poi che abbia proiettato questo rendimento straordinario anche in Champions League, risultando l&#8217;ultimo baluardo della Juventus nella sconfitta di Amsterdam contro il Real Madrid. Avrebbe poi concluso la stagione con il fantastico Mondiale in Francia, consacrandosi sempre di più come uno dei migliori centrocampisti del mondo dell&#8217;epoca.<br><br>Per quel che mi riguarda, <strong>Edgar Davids </strong>merita di essere preso in considerazione tra le primissime scelte del centrocampo ideale della storia della Juventus. In pochissimi hanno infatti avuto un impatto così immediato appena arrivati a Torino. Senza poi considerare la sua iconicità e il suo valore intrinseco, che lo elevano tra i centrocampisti olandesi più forti mai esistiti.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Edgar Davids vs AS Roma I Stadio delle Alpi I Serie A 97/98 I All Touches and Actions" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/j_uqSDghTI4?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<p></p>



<p></p>



<p>Il caso di Mark <strong>van Bommel</strong> è invece un po&#8217; diverso rispetto a quello di <strong>Davids</strong>. Nonostante entrambi siano due mediani fatti e finiti, infatti, Mark non ha mai posseduto le proprietà atletiche ed agonistiche di <strong>Edgar Davids</strong>. E di sicuro non aveva le sue stesse capacità nello stretto. Sin dai tempi dei suoi anni al PSV Eindhoven, <strong>van Bommel</strong> si era distinto per la sua compostezza tattica, per l&#8217;ordine che metteva in mezzo al campo. Laddove invece Davids avrebbe avuto un approccio un po&#8217; più &#8220;entropico&#8221;, per certi versi caotico (in senso positivo, ovviamente). Prediligeva i lanci lunghi ed era dotato anche di una gran conclusione dalla distanza, una dote che gli ha permesso di essere un grande realizzatore soprattutto con la maglia del PSV Eindhoven.<br><br>Non tutti se lo ricordano, ma già nel 2004/05 aveva dimostrato di che pasta fosse fatto anche in campo internazionale, segnando la bellezza di 19 gol in 48 partite, un&#8217;enormità per un giocatore che partiva da una posizione così arretrata. Anche con le maglie di Barcellona e Bayern Monaco confermò il suo innegabile carisma, dimostrandosi ancora una volta come un calciatore capace di reggere il peso dei grandi palcoscenici. Non sorprende dunque che il Milan decise di puntare su di lui per aumentare il livello del suo centrocampo nel 2010/11.<br><br>La squadra di <strong>Massimiliano Allegri</strong>, infatti, aveva certamente conquistato la vetta della classifica, ma si ritrovava anche in un equilibrio piuttosto precario in mezzo al campo. I continui guai fisici di <strong>Andrea Pirlo</strong>, il calo di intensità di <strong>Gennaro</strong> <strong>Gattuso</strong> e <strong>Massimo Ambrosini </strong>e la generale idea di dover ricostruire il centrocampo rendevano necessaria la presenza di un nuovo leader nella mediana. A rappresentare un <em>boost </em>straordinario per i rossoneri fu dunque <strong>Mark van Bommel</strong>, il cui rendimento fu da subito scintillante in mezzo al campo.<br><br>Grazie a Mark, <em>il Diavolo</em> poté fare quello step definitivo in termini di solidità difensiva, riuscendo a consolidarsi in maniera definitiva ai vertici della Serie A. Da subito van Bommel divenne leader di quella squadra, come già lo era stato nel corso della sua carriera, riuscendo a farsi largo in mezzo ai senatori del Milan. Al termine di quella stagione, i rossoneri poterono festeggiare il 18° scudetto della loro storia, un trionfo passato anche attraverso le prestazioni straordinarie di <strong>Mark van Bommel</strong>. <br><br>Le sue prove di forza furono tali da non fare rimpiangere nemmeno <strong>Andrea Pirlo</strong>, ormai prossimo all&#8217;approdo alla Juventus dopo il mancato rinnovo. Ancora oggi i tifosi del Milan hanno un ricordo splendido di <strong>van Bommel</strong>, a riprova di quanto sia riuscito ad entrare nel cuore di tutti grazie al suo carisma, al suo valore in mezzo al campo e al suo attaccamento alla causa nonostante un solo anno e mezzo di permanenza.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="640" height="375" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/12/mark_van_bommel_12_1312357a.webp" alt="" class="wp-image-25502" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/12/mark_van_bommel_12_1312357a.webp 640w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/12/mark_van_bommel_12_1312357a-300x176.webp 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></figure>



<p class="has-text-align-center">Mark van Bommel festeggia lo scudetto 2010/11 del Milan dopo lo 0-0 contro la Roma [https://bollettinomilan.wordpress.com/]</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Álvaro Recoba 1998/99 e Giuseppe Rossi 2006/07</h2>



<p></p>



<p>Nonostante la doppietta shock contro il Brescia in occasione del suo debutto in Serie A nel 1997-98, <strong>Álvaro Recoba </strong>non riuscì ad incidere con continuità nel corso del suo primo anno e mezzo all&#8217;Inter. La concorrenza era troppa per potersi ritagliare uno spazio e già si intravvedevano i primi segnali di quella discontinuità tipica del <em>Chino </em>nel resto della sua carriera. Nell&#8217;inverno del 1998-99, i nerazzurri decisero quindi di mandarlo in prestito al Venezia, una squadra che aveva disperato bisogno di un leader tecnico per uscire da una situazione di classifica a dir poco disastrata. <br><br>In 15 partite, infatti, i <em>Lagunari </em>avevano collezionato a malapena 11 punti, ritrovandosi ben lontani dalla zona di classifica necessaria per la salvezza. Anche il suo teorico bomber, <strong>Filippo Maniero</strong>, faticava a trovare la via del gol, essendo fermo a 2 soli centri nella prima metà della stagione. Con l&#8217;arrivo di <strong>Álvaro Recoba</strong>, il Venezia cambiò completamente marcia. Non era più quella squadra sfiduciata, che non faticava enormemente a trovare la via del gol (solo 7 segnati nella prima parte della stagione). Era una squadra rinata, trascinata dal genio, dall&#8217;estro e dal talento di un campione mancato, col senno di poi. <br><br>Perché nel corso di quei sei mesi a Venezia non furono soltanto i numeri ad essere formidabili per l&#8217;uruguagio (10 gol e 9 assist in 1535 minuti giocati), ma anche quel senso di responsabilità che non avrebbe più fatto suo di ritorno all&#8217;Inter negli anni successivi. Álvaro era il leader tecnico ed emotivo di quella squadra disperata, apparentemente condannata alla retrocessione, che riuscì a salvarsi grazie alle sue straordinarie gesta calcistiche. Le punizioni disseminate nel corso di quel periodo, gli assist illuminanti e le parabole dipinte dal suo magico sinistro fecero risalire quel Venezia, capace di collezionare quei 31 punti decisivi per la salvezza nelle restanti 19 partite. Un ritmo da Europa, più che sufficiente per ottenere la permanenza in quella Serie A ultra-competitiva.<br><br>A beneficiare della partnership con <strong>Recoba </strong>fu lo stesso <em>Pippo </em><strong>Maniero</strong>, capace di segnare 10 gol nel girone di ritorno e di acquisire una fiducia tale da consentirgli di segnare un gol di tacco volante contro l&#8217;Empoli. Purtroppo la carriera del <em>Chino </em>non riuscì più a replicare certi apici individuali con quella continuità, ritrovandosi inghiottita nell&#8217;incostanza e nei rimpianti di un qualcosa che non si è mai concretizzato. Storiche in questo senso si rivelarono le sue partite nei derby contro Juventus e Milan, spesso poco convincenti e perfettamente in linea con le aspettative puntualmente disattese.<br><br>Ciò che è certo è che in quei sei mesi a Venezia il buon <strong>Alvaro Recoba </strong>giocò da autentico campione, entrando per sempre nella storia del Venezia. Sei mesi a dir poco poetici, ben rappresentati da quella tripletta eccezionale contro la Fiorentina di <strong><a href="https://gameofgoals.it/2021/01/07/3282.html">Giovanni Trapattoni</a></strong>.</p>



<p></p>



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<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Venezia-Fiorentina 4:1, 1998/99 - 90° minuto (tripletta di Alvaro Recoba)" width="1200" height="900" src="https://www.youtube.com/embed/XDsteJHrJ3Y?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<p></p>



<p></p>



<p>Come <strong>Álvaro Recoba</strong>, <strong>Giuseppe</strong> <strong>Rossi </strong>è un altro calciatore che alimenta non pochi rimpianti tra gli appassionati. Mancino come il <em>Chino</em>, <em>Pepito </em>si ritrovò catapultato in giovane età in una realtà apparentemente condannata alla retrocessione. Esattamente come il Venezia 1998-99, infatti, il Parma 2006-07 era sostanzialmente spacciato, complice quel tremendo handicap dei soli 12 punti collezionati in 19 partite nel girone d&#8217;andata. Serviva una scossa importante, ed in questo senso i gialloblù tentarono il tutto per tutto con un classe &#8217;87 di belle speranze, che già aveva fatto parlare timidamente di sé in quelle poche apparizioni al Manchester United.<br><br>Alla sua prima grande occasione in un campionato nazionale di spicco, <strong>Giuseppe Rossi </strong>segnò un gol a dir poco straordinario già nel suo match di debutto, stendendo il Torino con un gol d&#8217;autore di una bellezza sconfinata. Un&#8217;ulteriore scossa per il Parma arrivò con l&#8217;approdo di <strong><a href="https://gameofgoals.it/2024/09/08/sir-claudio-ranieri-da-capitano-del-catanzaro-a-baronetto-di-leicester.html">Claudio Ranieri</a></strong>, arrivato al posto di <strong>Stefano Pioli </strong>per tentare l&#8217;ennesimo miracolo da <em>Manny Tuttofare </em>tipico del suo repertorio. Non serve nemmeno che vi spieghi che ci riuscì, cavalcando al meglio la coppia <strong>Budan-Rossi</strong> verso una salvezza apparentemente impossibile come quella del Venezia raccontata poc&#8217;anzi.<br><br>I numeri di<strong> Giuseppe Rossi</strong> furono un po&#8217; inferiori a quelli del <em>Chino </em><strong>Recoba</strong>, ma sarebbe scorretto non tenere in considerazione un bottino da 9 gol e 5 assist in 1526 minuti giocati. Numeri notevoli per un attaccante che a soli 20 anni era chiamato a dare il massimo per arrivare ad una salvezza quasi proibitiva. E <em>Pepito </em><strong>Rossi </strong>lo fece, con giocate degne dei migliori fuoriclasse con il suo magico sinistro. La sua partnership con <strong>Igor Budan</strong> stregò l&#8217;Italia intera, con Rossi ad illuminare i suoi tagli e ad approfittare degli spazi creati dal croato.<br><br>Come nel caso del <em>Chino</em>, occorre ricordare i punti collezionati dal Parma<em> </em>nel corso del girone di ritorno, ben 30. Un bottino più che sufficiente per conseguire la salvezza, in sella ad un <em>Pepito </em><strong>Rossi </strong>sempre più lanciato verso la sua futura ascesa con la maglia del Villarreal. Occorre però precisare anche un altro dato, che da solo rende perfettamente l&#8217;idea del peso specifico delle giocate di Giuseppe: quando <strong>Rossi </strong>segnava e/o faceva assist, il Parma non perdeva mai. Una statistica straordinaria, perfetta rappresentazione di quei sei mesi magistrali del classe &#8217;87 di Teaneck.<br><br>A differenza di <strong>Recoba </strong>all&#8217;Inter, <strong>Giuseppe Rossi </strong>riuscì a prendersi la scena con la maglia del Villarreal, imponendosi da subito come una delle stelle più luminose di un campionato straordinario come la Liga dell&#8217;epoca. Purtroppo però, come nel caso dell&#8217;uruguaiano, noi italiani ci ritroviamo a rimpiangere <em>Pepito </em>per tutto ciò che non è riuscito ad essere. E se non furono i suoi problemi caratteriali a fermarlo, lo fu il suo fisico, flagellato in continuazione da quegli infortuni che ci hanno privato di un autentico fuoriclasse. Un rimpianto incolmabile, doloroso ed impossibile da accettare.</p>



<p></p>



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</div></figure>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2025/12/18/grandi-stagioni-quasi-dimenticate-da-davids-1998-van-bommel-2011-a-recoba-1999-rossi-2007.html">Grandi stagioni quasi dimenticate: da Davids 1998-van Bommel 2011 a Recoba 1999-Rossi 2007</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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		<title>1999 Finale: Brasile-Uruguay 3-0</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Niccolo Mello]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Apr 2024 05:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[1999]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Secondo trionfo in Coppa America consecutivo per il Brasile, che supera l&#8217;Uruguay con un nettissimo 3-0. È un dominio totale dei verdeoro, che in mezz&#8217;ora [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2024/04/30/1999-finale-brasile-uruguay-3-0.html">1999 Finale: Brasile-Uruguay 3-0</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-drop-cap">Secondo trionfo in Coppa America consecutivo per il Brasile, che supera l&#8217;Uruguay con un nettissimo 3-0. <b>È un dominio totale dei verdeoro</b>, che in mezz&#8217;ora chiudono la pratica con un <b>grande Rivaldo</b> e subiscono il primo tiro in porta degli avversari al 45&#8242; del primo tempo. La ripresa, aperta dallo splendido tris di Ronaldo, si trasforma così in una lunga passerella per la nazionale di Luxemburgo.</p>



<p><a name="more"></a></p>



<p><b>Brasile:</b> Dida &#8211; Cafu, J. Carlos, Zago, R. Carlos &#8211; F. Conceicao, Emerson, Zé Roberto &#8211; Rivaldo &#8211; Ronaldo, Amoroso.<br><b>Uruguay:</b> Carini &#8211; Picun, Lembo, Del Campo, Bergara (st 29&#8242; Guigou) &#8211; Coelho (st 11&#8242; Alvez), Vespa (st 1&#8242; Pacheco), Flerquin, Callejas &#8211; Zalayeta, Magallanes.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img decoding="async" width="600" height="450" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/04/c6e97201aec81bfc4e45dea5302691e9.jpg" alt="" class="wp-image-19520" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/04/c6e97201aec81bfc4e45dea5302691e9.jpg 600w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/04/c6e97201aec81bfc4e45dea5302691e9-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /><figcaption class="wp-element-caption">Rivaldo vanamente inseguito dai difensori uruguaiani</figcaption></figure>



<p></p>



<p><b>Primo tempo</b><br><b>10&#8242;</b> imbucata splendida di Roberto Carlos per Zé Roberto, che entra in area, salta Carini, ma si allarga troppo e la sua conclusione viene deviata in corner.<br><b>20&#8242; GOL BRASILE</b> Punizione da sinistra di Zé Roberto, Rivaldo spizza di testa all&#8217;indietro, la palla supera tutta l&#8217;area e si infila sul palo lontano.<br><b>27&#8242; GOL BRASILE</b> Altro cross da sinistra di Zé Roberto, Rivaldo fa fuori Lembo con il primo controllo e scavalca Carini con un tocco morbido. Gol meraviglioso e match in ghiaccio per il Brasile.<br><b>45&#8242;</b> finalmente un&#8217;azione dell&#8217;Urugya degna di nota al termine di un primo tempo dominato dai verdeoro. Scambio sulla sinistra Del Campo-Vespa-Del Campo, che entra in area e calcia di potenza, grande riflesso di Dida che devia, poi Flerquin sulla ribattuta manda alto.</p>



<p><b>Secondo tempo</b><br><b>2&#8242; GOL BRASILE</b> Lancio di Rivaldo, scatto di Ronaldo, che con un meraviglioso sinistro di controbalzo infila il “sette” sul primo palo. Partita chiusa.<br><b>4&#8242;</b> scambio meraviglioso Ronaldo-Rivaldo-Amoroso, che lancia sulla destra Rivaldo, diagonale sul secondo palo, palla a lato di un soffio. Azione fantastica del Brasile.<br><b>5&#8242;</b> Ronaldo al limite punta un difensore, lo salta e calcia di destro, Carini si distende e devia. Il Brasile sta giocando in modo spettacolare e dà l&#8217;impressione di poter dilagare.<br><b>11&#8242; </b>fuga di Cafu a destra, cross in area ribattuto, arriva in corsa Flavio Conceicao da dietro, conclusione di prima intenzione, alto. Prosegue il dominio dei verdeoro.<br><b>19&#8242; </b>Ronaldo sfrutta un lancio dalle retrovie, entra in area, salta Carini e il portiere uruguaiano lo stende. Il rigore pare netto, ma l&#8217;arbitro lascia incredibilmente correre.<br><b>29&#8242;</b> occasione per Zalayeta, che viene liberato in area da un compagno ma non riesce a dare forza al tiro: Dida blocca.<br><b>35&#8242;</b> altro numero di Ronaldo, che evita un avversario e calcia di punta, la palla esce di pochissimo sul palo lontano.<br><b>40&#8242;</b> Magallanes resiste alla carica di Zé Roberto e calcia in diagonale: fuori. L&#8217;Uruguay ha preso un po&#8217; di colore in questo finale nella speranza di realizzare almeno il gol della bandiera.<br><b>43&#8242;</b> due occasioni per il Brasile in una manciata di secondi: prima Amoroso salta un uomo sulla sinistra, mette in mezzo e Rivaldo non riesce a correggere in rete per l&#8217;opposizione di un difensore; poi lo stesso Amoroso innesca sempre Rivaldo, tiro respinto da Carini.<br><b>47&#8242;</b> l&#8217;ultima chance è per l&#8217;Uruguay: Alvez triangola sulla destra con un compagno, entra in area ma calcia sull&#8217;esterno della rete.</p>



<p></p>



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<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="URUGUAY X BRASIL I FINAL COPA AMÉRICA 1999 I RESUMEN ​" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/G2KG04WI9_k?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div><figcaption class="wp-element-caption">Gli highlights del match</figcaption></figure>



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<p><b><u>LE PAGELLE BRASILE</u></b><br><b>IL MIGLIORE RIVALDO 8:</b> se Ronaldo era stato l&#8217;uomo simbolo del trionfo del 1997, stavolta sul successo del Brasile c&#8217;è soprattutto la sua firma. Due gol, il primo di astuzia e il secondo di classe, e l&#8217;assist per il 3-0 di Ronaldo, lascia un marchio inconfondibile nei momenti topici.<br><b>Ronaldo 7,5: </b>si accende un po&#8217; a intermittenza, come quasi sempre gli capita. Ma se gli si lascia un metro libero sono dolori. Il gol del 3-0 è un gioiello di controllo e tempismo, poi sfodera una serie di altre giocate sensazionali mancando la doppietta personale di pochissimo. Il suo primo movimento quando parte in velocità è semplicemente impressionante.<br><b>Cafu-Roberto Carlos 7:</b> due terzini maestosi, onnipresenti e perfetti in ogni fase di gioco, dalla difesa alla spinta. Entrambi chiudono in crescendo la loro Coppa America confermandosi una coppia di esterni difensivi senza eguali.<br><b>Zé Roberto 7:</b> due assist per i gol di Rivaldo, anche lui artefice di una grande competizione. Dinamismo, fosforo e sostanza: sa fare sia l&#8217;esterno sia il mediano.</p>



<p><b><u>LE PAGELLE URUGUAY</u></b><br><b>IL MIGLIORE CARINI 6,5:</b> onestamente risulta complicato trova un migliore in un Uruguay che appare davvero poca cosa rispetto al Brasile e ha offerto una resistenza inferiore al Messico in semifinale. Premiamo lui perché senza alcuni suoi ottimi interventi nel secondo tempo il passivo sarebbe stato ancora più largo.<br><b>Zalayeta 5,5:</b> isolato in avanti tra le maglie della difesa brasiliana, fatica a trovare spazi.<br><b>Lembo 4,5:</b> umiliato da Rivaldo in occasione del secondo gol, vive un pomeriggio da incubo come tutti i suoi compagni della difesa, fatti a fette dall&#8217;atomico attacco verdeoro.</p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2024/04/30/1999-finale-brasile-uruguay-3-0.html">1999 Finale: Brasile-Uruguay 3-0</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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		<title>1999 Semifinali: Brasile-Messico 2-0</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2024/04/16/1999-semifinali-brasile-messico-2-0.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Niccolo Mello]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Apr 2024 09:57:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[1999]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina: Rivaldo, migliore in campo Brasile troppo forte per il Messico: la nazionale di Luxemburgo centra la finale contro l&#8217;Uruguay trascinata dai gol [&#8230;]</p>
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<p class="has-text-align-right"><em>Immagine di copertina: Rivaldo, migliore in campo</em></p>



<p class="has-drop-cap">Brasile troppo forte per il Messico: la nazionale di Luxemburgo centra la finale contro l&#8217;Uruguay trascinata dai <b>gol di Amoroso e dell&#8217;ispiratissimo Rivaldo</b> e mettendo in mostra una straordinaria sicurezza e consapevolezza nei propri mezzi. <b>I verdeoro non rischiano davvero mai e potrebbero persino vincere con punteggio più largo</b>.</p>



<p><a name="more"></a></p>



<p><b>Brasile:</b> Dida &#8211; Cafu, Zago, Joao Carlos, Roberto Carlos &#8211; F. Conceicao (st 32&#8242; Beto), Emerson, Zè Roberto &#8211; Rivaldo &#8211; Ronaldo (st 30&#8242; Ronaldinho), Amoroso (st 35&#8242; Alex).<br><b>Messico:</b> Campos &#8211; Suarez, Marquez, Torrado, Terrazas (st 1&#8242; Ramires) &#8211; Pardo, Blanco, Carmona &#8211; Palencia (st 11&#8242; Osorio), Zepeda, Hernandez.</p>



<p><b>Primo tempo</b><br><b>4&#8242; </b>Zè Roberto da sinistra per Emerson, che prende la mira da lontano e fa partire un proiettile, Campos si distende e devia in angolo. Dal corner colpo di testa in area piccola di Rivaldo, un difensore allontana davanti alla porta. Subito pericoloso il Brasile.<br><b>13&#8242;</b> Ronaldo con un tocco geniale pesca a sinistra Zè Roberto, che entra in area e calcia sul primo palo, Campos si rifugia in corner.<br><b>15&#8242;</b> altra tambureggiante azione dei brasiliani, da Roberto Carlos a Rivaldo, destro violento, Campos alza in angolo.<br><b>18&#8242;</b> si fa vedere anche il Messico con un corner da sinistra, Dida mette in corner.<br><b>20&#8242; </b>cross da sinistra di Zago, sponda di testa di Amoroso per Ronaldo, che svirgola la conclusione, palla sul fondo non di molto.<br><b>23&#8242;</b> Blanco da sinistra si accentra e ci prova con il destro, Dida devia in corner. Match ad alti ritmi con tante occasioni finora.<br><b>25&#8242; GOL BRASILE</b> Emerson innesca a sinistra Zè Roberto, cross in area deviato, colpo di testa di Rivaldo, palo. Riprende il pallone Amoroso, che in mezza girata infila con il destro.<br><b>35&#8242;</b> lancio lungo di Emerson per Cafu che con un grande scatto arriva sul pallone, cross in area, Ronaldo calcia a colpo sicuro, ma un difensore messicano respinge. Il Brasile sta gestendo con estrema tranquillità il vantaggio.<br><b>39&#8242;</b> chance per il Messico: corner da destra di Pardo, Marquez colpisce di testa sul primo palo, palla fuori.<br><b>42&#8242; GOL BRASILE</b> Rivaldo sulla trequarti serve al limite Ronaldo, che cade toccato da un avversario, ma riesce a toccare ancora per Rivaldo, che arriva in corsa e con il destro dal limite trova l&#8217;angolino.</p>



<p><b>Secondo tempo</b><br><b>11&#8242;</b> ancora Marquez di testa su un calcio di punizione, blocca Dida. Attacchi sterili del Messico, il Brasile è in pieno controllo.<br><b>13&#8242;</b> numero di Amoroso, che lancia in profondità Ronaldo, l&#8217;attaccante del Brasile si allunga un po&#8217; troppo il pallone e l&#8217;azione sfuma.<br><b>19&#8242;</b> Ramires si libera bene al tiro e quasi dal limite incrocia con il destro, pallone fuori non di molto. E&#8217; di fatto l&#8217;ultima emozione di un match che si trascina al fischio finale senza altri sussulti.</p>



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<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img decoding="async" width="1024" height="791" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/04/2236bd592a53c7fc55ea7cd8e0f7e5f3-1024x791.jpg" alt="" class="wp-image-19307" style="width:594px;height:auto" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/04/2236bd592a53c7fc55ea7cd8e0f7e5f3-1024x791.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/04/2236bd592a53c7fc55ea7cd8e0f7e5f3-300x232.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/04/2236bd592a53c7fc55ea7cd8e0f7e5f3-768x593.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2024/04/2236bd592a53c7fc55ea7cd8e0f7e5f3.jpg 1080w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Ronaldo braccato da due difensori messicani</figcaption></figure>



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<p><b><u>LE PAGELLE BRASILE</u></b><br><b>IL MIGLIORE RIVALDO 7,5:</b> appare in una forma fisica eccellente, si muove molto su tutto il fronte d&#8217;attacco e decide il match con una serie di grandi giocate, favorendo l&#8217;1-0 di Amoroso e realizzando il bis con un destro chirurgico in corsa.<br><b>Amoroso 7:</b> apre le danze con una splendida mezza girata in tapin, poi offre cioccolatini in serie ai compagni con suggerimenti geniali. Svaria tantissimo anche lui sul fronte offensivo.<br><b>Zè Roberto 7:</b> offre una spinta costante sulla corsia di sinistra, senza mai risparmiarsi. Dai suoi piedi nasce il cross che porta al vantaggio di Amoroso.<br><b>Cafu-Roberto Carlos 6,5: </b>avere due terzini così consente di dormire sonni tranquilli a qualsiasi allenatore. Mettono entrambi in mostra una grande intelligenza e sicurezza, non forzando mai nessuna giocata, difendendo con attenzione e spingendo solo quando necessario. Colonne.<br><b>Ronaldo 6:</b> pochi guizzi, ha un po&#8217; le polveri bagnate in prima linea, anche se ha il merito di restituire in modo fortuito il pallone del 2-0 a Rivaldo.</p>



<p><b><u>LE PAGELLE MESSICO </u></b><br><b>IL MIGLIORE MARQUEZ 6,5:</b> abbastanza sicuro in difesa e temibile in avanti con due velenosi colpi di testa che avrebbero meritato maggior fortuna. Uno degli ultimi del Messico a mollare.<br><b>Campos 6,5: </b>non può nulla sui due gol del Brasile, anzi ha il merito di evitarne altri con alcuni ottimi interventi.<br><b>Blanco 5,5:</b> buona partenza a centrocampo, sulle prime sembra ispirato e illumina abbastanza la manovra. Poi perde gradatamente colpi e nella ripresa non si vede mai.<br><b>Hernandez 5:</b> a lungo isolato in attacco, non trova mai il modo di mettersi in luce contro la precisa difesa verdeoro.</p>



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<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="1999 (July 14) Brazil 2-Mexico 0 (Copa America), .mpg" width="1200" height="900" src="https://www.youtube.com/embed/_feXKmRVFl0?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div><figcaption class="wp-element-caption">Gli highlights dell&#8217;incontro</figcaption></figure>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2024/04/16/1999-semifinali-brasile-messico-2-0.html">1999 Semifinali: Brasile-Messico 2-0</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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