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	<title>Cinque ex che non ricordavi... Archivi - Game of Goals</title>
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	<title>Cinque ex che non ricordavi... Archivi - Game of Goals</title>
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		<title>Cinque doppi ex che non ricordavi con le maglie di Inter e Atalanta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Domenighini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Jan 2022 08:18:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Inter e Atalanta, due nerazzurre di primo livello con una delle grandi del calcio italiano ad affrontare la più nobile delle provinciali. Tanti giocatori hanno [&#8230;]</p>
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<p class="has-drop-cap">Inter e Atalanta, due nerazzurre di primo livello con una delle grandi del calcio italiano ad affrontare la più nobile delle provinciali. Tanti giocatori hanno vestito entrambe le maglie, ma probabilmente non ricordavate questi cinque.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Lampros Choutos</h3>



<p></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="967" height="408" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/01/215718-8fddc89cb2b5ddfb303cb3e74ed237beb9852be10d6e8ff1cbf3f66379c9eae5.jpg" alt="" class="wp-image-9595" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/01/215718-8fddc89cb2b5ddfb303cb3e74ed237beb9852be10d6e8ff1cbf3f66379c9eae5.jpg 967w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/01/215718-8fddc89cb2b5ddfb303cb3e74ed237beb9852be10d6e8ff1cbf3f66379c9eae5-300x127.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/01/215718-8fddc89cb2b5ddfb303cb3e74ed237beb9852be10d6e8ff1cbf3f66379c9eae5-768x324.jpg 768w" sizes="(max-width: 967px) 100vw, 967px" /></figure>



<p></p>



<p><br>Attaccante astro nascente del calcio greco, considera come un sicuro prospetto, ma che purtroppo non è stato in grado di confermarsi.&nbsp;<strong>Lampros</strong>&nbsp;<strong>Choutos</strong>&nbsp;lasciò giovanissimo la sua Grecia e il Panathinaikos per volare in Italia nel 1995 e vestire la maglia della Roma, dove divenne un uomo chiave nella squadra Primavera, tanto da debuttare in Serie A a soli sedici anni in una partita contro il Napoli. Nella Capitale rimase per cinque stagioni, ma ritrovò la maglia della prima squadra solo nell’ultima annata grazie a Fabio Capello che lo mise in campo contro Piacenza, Juventus e Vitória Setúbal in Coppa Uefa senza però lasciare il segno e venendo così ceduto a gennaio all’Olympiakos. Il ritorno in Patria fu molto positivo, ma un grave infortunio lo costrinse a un anno di stop e nel 2004 fu a sorpresa l’Inter ad acquistarlo a parametro zero. In nerazzurro sembrò per anni un pesce fuor d’acqua, sempre ai margini della rosa e con anonimi prestiti ad Atalanta, dove giocò solamente tredici minuti nell&#8217;ultima gara contro il Siena, Maiorca e Reggina, prima di debuttare con la Beneamata nel 2007 nel giorno della festa Scudetto contro il Torino. Rimase la sua unica gara interista prima di chiudere nel 2010 con il Pescina.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Ousmane Dabo</h3>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" width="612" height="468" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/01/dabo.jpg" alt="" class="wp-image-9597" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/01/dabo.jpg 612w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/01/dabo-300x229.jpg 300w" sizes="(max-width: 612px) 100vw, 612px" /></figure></div>



<p></p>



<p><br>Centrocampista dotato di buona tecnica e anche grande capacità di interdizione, da giovane era considerato uno dei migliori prospetti non riuscendo però a confermare le attese.&nbsp;<strong>Ousmane Dabo</strong>&nbsp;iniziò giovanissimo in Francia nel Rennes e a soli ventun’anni venne acquistato dall’Inter di Gigi Simoni, riuscendo a ritagliarsi qualche scampolo di partita anche se troppo chiuso dalla grande concorrenza. Venne così prestato a Vicenza e tornò sotto la guida di Marcello Lippi che sembrò dargli più fiducia, ma durò ancora solamente sei mesi prima di girare l’Europa tra Parma, Monaco e Vicenza. Andò nel 2001 all’Atalanta dove visse due grandi stagioni, nonostante la retrocessione orobica nel 2003, guadagnandosi anche la convocazione con la Francia per la Confederations Cup, e a fine anno venne acquistato dalla Lazio dove ne divenne una colonna. Tre anni da titolare fisso, con una serie di ottime prestazioni che gli garantirono il volo verso l’Inghilterra direzione Manchester City, prima di tornare in Italia per giocare ancora due anni in biancoceleste e vincere la seconda Coppa Italia nel 2009. Chiuse negli Stati Uniti con i New England Revolution.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Pierino Fanna</h3>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" width="678" height="421" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/01/fanna-atalanta.jpg" alt="" class="wp-image-9598" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/01/fanna-atalanta.jpg 678w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/01/fanna-atalanta-300x186.jpg 300w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></figure></div>



<p></p>



<p><br>Estreno d’attacco molto apprezzato per la sua grande dedizione al lavoro e al sacrificio, pedina importante per tutte le squadre nelle quali ha vinto lo Scudetto.&nbsp;<strong>Pierino Fanna</strong>&nbsp;nacque in Friuli, ma iniziò a farsi conoscere al grande calcio grazie al suo passaggio in giovane età all’Atalanta, squadra con la quale poté giocare e segnare le sue prime reti da professionista. Dopo Scirea nel 1974 e Cabrini nel 1976 toccò a questo giovane esterno prendere il treno da Bergamo in direzione Torino per vestire la maglia della Juventus, ma nonostante qualche buona partita non riuscì certo a replicare la storia dei suoi illustri predecessori. Vinse tre Scudetti ma mai con un ruolo da vero protagonista e nel 1982 venne ceduto al Verona e proprio nella città scaligera visse i suoi tre anni migliori diventando un simbolo del Tricolore gialloblu. Riprovò l’esperienza in una grande squadra, ma anche all’Inter alternò prestazioni di livello ad altre più deludenti e così, dopo il campionato vinto da riserva nel 1989, tornò nella sua amata Verona.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Alberto Fontana</h3>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/01/bcf92930-49e7-11ea-9feb-0b69758cdbbd_1200x675-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-9599" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/01/bcf92930-49e7-11ea-9feb-0b69758cdbbd_1200x675-1024x576.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/01/bcf92930-49e7-11ea-9feb-0b69758cdbbd_1200x675-300x169.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/01/bcf92930-49e7-11ea-9feb-0b69758cdbbd_1200x675-768x432.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/01/bcf92930-49e7-11ea-9feb-0b69758cdbbd_1200x675.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure></div>



<p></p>



<p><br>Uno dei portieri più longevi della storia del calcio italiano, amato in provincia e affidabile secondo nelle grandi.&nbsp;<strong>Alberto Fontana</strong>&nbsp;iniziò fin da giovane vicino alla sua Romagna tra la Vis Pesaro e la Spal, ma fu nella Cesena che lo aveva visto crescere che si consacrò fin da subito come un estremo difensore dal sicuro affidamento. Un anno da titolare in Serie A e poi grandi prestazioni in Serie B che spinsero il Bari ad acquistarlo e in Puglia divenne molto amato per i suoi grandi interventi, che contribuirono a due promozioni dalla B e a una grande salvezza. Nel 1997 venne acquistato dall’Atalanta e fu titolare per tre anni, dove nella prima fu sfortunato vivendo una triste retrocessione, ma nell’ultima annata fu protagonista della promozione. Doveva essere il titolare anche in Serie A, ma perse il posto in seguito all’esplosione di Pelizzoli e così a gennaio passò al Napoli per diventarne un titolare. Fu tra i migliori di quel finale di stagione, ma non riuscì a evitare la retrocessione, anche se si guadagnò il ruolo di vice Toldo per ben quattro anni all’Inter. Giocò diverse buone partite rivelandosi sempre un&#8217;alternativa affidabile, non facendo mai rimpiangere il titolare e nel 2005 diventò titolare del Chievo per una stagione e infine del Palermo per tre, prima di chiudere la carriera a quarantun’anni.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Pablo Daniel Osvaldo</h3>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="250" height="187" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/01/415377_873232_OSVAL243_3_14790016_cougar_image.jpg" alt="" class="wp-image-9600"/></figure></div>



<p></p>



<p><br>Attaccante dalle grandi qualità atletiche, dal grande talento e dalla sfrontatezza, ma con un carattere che non gli ha permesso di poter esprimersi ai suoi livelli.&nbsp;<strong>Pablo Daniel Osvaldo</strong>&nbsp;era uno dei giovani più interessanti in Argentina e fin dai suoi esordi dimostrò tutto il suo valore vestendo la maglia dell’Huracán, segnando ben undici reti. L’Atalanta lo acquistò dunque giovanissimo e poté festeggiare la promozione in Serie A, seppur avendo uno spazio minimo ma segnando un gol contro il Pescara, il suo primo italiano. Venne ceduto con troppa fretta al Lecce, ma fu la Fiorentina nel 2007 a dargli fiducia come attaccante di riserva di Giampaolo Pazzini, anche se si stancò presto di fare panchina. Prima Bologna e poi le grandi annate con l’Espanyol e la consacrazione con la Roma, che gli consentì anche l’italianizzazione e svariate chiamate in Azzurro. I problemi nella Capitale lo portarono in Inghilterra, ma a gennaio 2014 fu la Juventus ad acquistarlo diventando prezioso attaccante in Europa League e mattatore proprio dei giallorossi in campionato. Durò solo sei mesi la sua esperienza bianconera, prima di passare all’Inter dove segnò grandi reti, ma durò solo sei mesi in seguito al diverbio con Mauro Icardi, prima di chiudere la carriera tra Boca Juniors, Porto e Banfield.<br></p>
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		<title>Cinque doppi ex che non ricordavi con le maglie di Inter e Lazio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Domenighini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Jan 2022 08:48:57 +0000</pubDate>
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<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2022/01/09/cinque-doppi-ex-che-non-ricordavi-con-le-maglie-di-inter-e-lazio.html">Cinque doppi ex che non ricordavi con le maglie di Inter e Lazio</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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<p class="has-drop-cap">Dopo la pausa forzata dettata dal rinvio di Bologna-Inter, la capolista torna in campo questa sera a San Siro per vedersela contro una Lazio di Maurizio Sarri in crisi di risultati ma che è stata l&#8217;unica in grado di battere i nerazzurri in questa stagione. Il Milan, seppur con una partita in più, si è avvicinato e non si può dunque abbassare la guardia stasera in una sfida che si appresta a essere molto avvincente. Tanti giocatori hanno vestito entrambe le maglie di Inter e Lazio, ma forse questi cinque non li ricordavate.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Dino Baggio</h3>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="768" height="513" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/01/dino-baggio-6-768x513-1.jpg" alt="" class="wp-image-9548" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/01/dino-baggio-6-768x513-1.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/01/dino-baggio-6-768x513-1-300x200.jpg 300w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></figure></div>



<p></p>



<p>Centrocampista capace di impostare l’azione e di recuperarla, senza disdegnare il gol grazie a un grande destro da fuori area. <strong>Dino Baggio</strong> e stato uno dei centrocampisti italiani più completi degli anni ’90 e sopo l’esordio in Serie A con il Torino nella stagione 1990-91 venne immediatamente chiamato dalla Juventus che però scelse di prestarlo all’Inter alla prima stagione. In nerazzurro andò in rete in due occasioni, prima in Coppa Italia contro la Casertana e poi in campionato contro il Cagliari, ma venne travolto dalla disastrosa stagione della squadra di Orrico, ma a fine anno passò comunque nella Torino bianconera. La situazione cambiò radicalmente, riuscendo a vincere la Coppa Uefa del 1993 da grandissimo protagonista dove realizzò ben tre reti, una all’andata e due al ritorno, nella finale contro il Borussia Dortmund. Si conquistò la Nazionale e fu tra i migliori negli Stati Uniti, ma tornato dal torneo iridato venne ceduto al Parma dove vinse altre due Coppe Uefa, prima di uno sfortunato passaggio alla Lazio nel 2000 che ne decretò di fatto la fine della carriera, caratterizzata nel finale da molti prestiti tra Blackburn, Ancona e Triestina.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Francesco Colonnese</h3>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/01/Francesco-Colonnese-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-9549" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/01/Francesco-Colonnese-1024x576.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/01/Francesco-Colonnese-300x169.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/01/Francesco-Colonnese-768x432.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/01/Francesco-Colonnese.jpg 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure></div>



<p></p>



<p>Difensore dalle buone qualità che però non è mai stato in grado di dare continuità alle proprie prestazioni rimanendo così troppo nell’anonimato. <strong>Francesco Colonnese</strong> iniziò nella sua Potenza, ma fu alla Cremonese che mostrò tutte le sue qualità, ottenendo una promozione in Serie A e ben figurando nella massima serie. Le sue prestazioni in grigiorosso gli valsero la chiamata della Roma, ma Carletto Mazzone faticava a vederlo come un possibile titolare e così giocò solamente cinque partite in Serie A e venne così ceduto immediatamente al Napoli. In azzurro fu molto positivo fin da subito e fu soprattutto nella seconda stagione che diede il meglio di sé con Gigi Simoni in panchina. Dopo due ottimi anni in Campania seguì il suo mentore all’Inter dove vinse la Coppa Uefa da titolare e nella stagione 1997-98 venne inserito tra i migliori giocatori per media voto di tutta la stagione. Dal 2000 in poi fu tormentato dagli infortuni, giocò poco o nulla nella Lazio, totalizzando la miserie di dodici presenze nelle prime due stagioni e diventando un desaparecido per le restanti due stagioni, dato che sotto la guida di Roberto Mancini non scese mai in campo in campionato. Chiuse così la carriera con due anni a Siena.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Ousmane Dabo</h3>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1002" height="560" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/01/ousmane-dabo-inter-1625647840-66818.jpg" alt="" class="wp-image-9551" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/01/ousmane-dabo-inter-1625647840-66818.jpg 1002w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/01/ousmane-dabo-inter-1625647840-66818-300x168.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/01/ousmane-dabo-inter-1625647840-66818-768x429.jpg 768w" sizes="(max-width: 1002px) 100vw, 1002px" /></figure></div>



<p></p>



<p>Centrocampista dotato di buona tecnica e anche grande capacità di interdizione, da giovane era considerato uno dei migliori prospetti non riuscendo però a confermare le attese. <strong>Ousmane Dabo</strong> iniziò giovanissimo in Francia nel Rennes e a soli ventun&#8217;anni venne acquistato dall&#8217;Inter di Gigi Simoni, riuscendo a ritagliarsi qualche scampolo di partita anche se troppo chiuso dalla grande concorrenza. Venne così prestato a Vicenza e tornò sotto la guida di Marcello Lippi che sembrò dargli più fiducia, ma durò ancora solamente sei mesi prima di girare l&#8217;Europa tra Parma, Monaco e Vicenza. Andò nel 2001 all&#8217;Atalanta dove visse due grandi stagioni, nonostante la retrocessione orobica nel 2003 e a fine anno venne acquistato dalla Lazio dove ne divenne una colonna. Tre anni da titolare fisso, con una serie di ottime prestazioni che gli garantirono il volo verso l&#8217;Inghilterra direzione Manchester City, prima di tornare in Italia per giocare ancora due anni in biancoceleste e vincere la seconda Coppa Italia nel 2009. Chiuse negli Stati Uniti con i New England Revolution.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Luigi Di Biagio</h3>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="610" height="400" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/01/Luigi-Di-Biagio-Milan-Inter.jpg" alt="" class="wp-image-9552" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/01/Luigi-Di-Biagio-Milan-Inter.jpg 610w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/01/Luigi-Di-Biagio-Milan-Inter-300x197.jpg 300w" sizes="(max-width: 610px) 100vw, 610px" /></figure></div>



<p></p>



<p>Centrocampista centrale dotato anche di una spiccata qualità nell’impostazione del gioco è stato un punto di riferimento per un intero lustro della Nazionale.&nbsp;<strong>Luigi</strong>&nbsp;<strong>Di Biagio</strong>, per tutti Gigi, iniziò fin da subito nella sua Roma ma ben pochi sanno che a dargli fiducia fu la Lazio. Con i biancocelesti riuscì anche a esordire in occasione di una gara di Torino contro la Juventus alla fine del campionato 1988-89, ma quella fu la sua unica apparizione con gli Aquilotti.<br></p>



<p>Tre anni a Monza senza lasciare grande traccia prima della chiamata del Foggia di Zeman che diedero di fatto il vero inizio alla sua carriera. Tre anni ad altissimo livello che gli valsero il ritorno nella sua città, ma questa volta difendendo i colori giallorossi. Con la Lupa ritrovò anche il suo maestro boemo e si guadagnò la convocazione per il Mondiale 1998 dove ben figurò ma venne ricordato solo per l’errore decisivo dagli undici metri contro la Francia. L’addio di Zeman dalla Roma lo convinse a viaggiare il direzione Milano per difendere per quattro anni i colori dell’Inter con alterne fortune. Furono spettacolari le sue reti con Milan e Juventus nei suoi primi scontri al vertice e stava per diventare l&#8217;uomo Scudetto il 5 maggio quando segnò di testa la rete del vantaggio contro la Lazio, poi rivelatasi inutile. L&#8217;ultimo anno fu però un calvario, infatti perse la Nazionale e in nerazzurro venne ricordato più per la lite in campo con Toldo in quel di Valencia. A fine anno venne così venduto concludendo la sua carriera in provincia tra Brescia e Ascoli.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Luis Jiménez</h3>



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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="346" height="212" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/01/1970043-346x212-1.jpg" alt="" class="wp-image-9553" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/01/1970043-346x212-1.jpg 346w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2022/01/1970043-346x212-1-300x184.jpg 300w" sizes="(max-width: 346px) 100vw, 346px" /></figure></div>



<p></p>



<p><br><br>Trequartista fantasioso, dotato di grande visione di gioco, bravissimo nel dribbling anche se decisamente poco sostenuto da una continuità mai avuta.&nbsp;<strong>Luis&nbsp;Jiménez</strong>&nbsp;era per tutti il&nbsp;Mago&nbsp;già dai tempi della Ternana, quando arrivò giovanissimo dal Cile e in Umbria dimostrò tutto il suo talento. I rossoverdi però volevano monetizzare quanto più possibile, scelta che portò a un vero scontro tra le parti e a diversi anni difficili con la presidenza. Un breve compromesso si trovò nel 2006 con il passaggio a gennaio in prestito alla Fiorentina dove si prese il posto da titolare segnando anche tre reti, ma a Terni non volevano cederlo, nonostante la retrocessione in C1. Sei mesi di inattività prima del prestito alla Lazio dove riuscì a riprendersi diventando un elemento importante per il terzo posto biancoceleste e il definitivo acquisto nel 2007 dall’Inter. Inizialmente Mancini lo tenne fuori dalle sue gerarchie, ma da novembre entrò in squadra segnando anche un bel gol proprio al Franchi contro i suoi ex compagni e risultando importante per la vittoria dello Scudetto. Vinse anche l’anno successivo ma con Mourinho non scattò mai la scintilla e a fine anno venne ceduto al West Ham. Tornò in Italia per vestire le maglie di Parma e Cesena, prima di viaggiare tra i vari Paesi arabi e tornare in Patria al Palestino.<br></p>
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		<title>Cinque doppi ex che non ricordavi con le maglie di Inter e Torino</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Domenighini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Dec 2021 09:37:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cinque ex che non ricordavi...]]></category>
		<category><![CDATA[Angloma]]></category>
		<category><![CDATA[baggio]]></category>
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		<category><![CDATA[Mudingayi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;Inter sta volando sempre più in alto in classifica e i continui rallentamenti della concorrenza sembra aver già quasi consegnato la seconda stella ai ragazzi [&#8230;]</p>
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<p class="has-drop-cap">L&#8217;Inter sta volando sempre più in alto in classifica e i continui rallentamenti della concorrenza sembra aver già quasi consegnato la seconda stella ai ragazzi di Simone Inzaghi. Il titolo d&#8217;inverno è già stato archiviato, ma attenzione a dare già tutto per scontato già dalla partita di questa sera a San Siro contro il Torino, con i granata che ben allenati da Ivan Jurić stanno disputando un ottimo campionato e vogliono stupire in casa della capolista. La sfida tra meneghini e torinesi è sempre una grande classica e in passato diversi giocatori hanno vestito entrambe le maglie delle due compagini.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Jocelyn Angloma</h3>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="503" height="283" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/Angloma.png" alt="" class="wp-image-9344" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/Angloma.png 503w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/Angloma-300x169.png 300w" sizes="(max-width: 503px) 100vw, 503px" /></figure></div>



<p></p>



<p><br>Terzino dall&#8217;ottima fase offensiva, abile nel cross e nella spinta, peccato che pagò tremendamente un&#8217;eredità davvero troppo pesante. <strong>Jocelyn Angloma</strong> crebbe nella sua Guadalupe con l&#8217;Étoile de Morne e arrivò in Francia a vent&#8217;anni per vestire la maglia del Rennes. Con i bretoni iniziò a far vedere tutte le sue qualità e passando così prima al Lille e poi nel 1990 al Paris Saint Germain dove si conquistò anche la chiamata della nazionale transalpina. Nella Capitale vi rimase solamente un anno, prima di passare agli acerrimi rivali del Marsiglia e in quella squadra leggendaria riuscì a vincere anche la Champions League del 1992-93. I problemi giudiziari del club del Sud della Francia però lo costrinsero ad andare in Italia e nel 1994 fu il Torino ad acquistarlo disputando un&#8217;ottima prima annata, ma dando segni di cedimento nella seconda, tanto che a Euro 1996 perse il posto da titolare. Al termine del torneo continentale fu l&#8217;Inter ad acquistarlo per volere di Roy Hodgson che voleva solamente un terzino di spinta e vedeva in Angloma un uomo più importante rispetto a Roberto Carlos che sulla sinistra avrebbe continuato a sfrecciare. Scelta che si rivelerà disastrosa anche per lo stesso Jocelyn che a Milano rimase solamente un anno decisamente schiacciato dalla pressione, prima di chiudere la carriera al Valencia.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Dino Baggio</h3>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="302" height="416" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/Dino_Baggio_Inter_1991.jpg" alt="" class="wp-image-9345" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/Dino_Baggio_Inter_1991.jpg 302w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/Dino_Baggio_Inter_1991-218x300.jpg 218w" sizes="(max-width: 302px) 100vw, 302px" /></figure></div>



<p></p>



<p>Centrocampista capace di impostare l’azione e di recuperarla, senza disdegnare il gol grazie a un grande destro da fuori area. <strong>Dino Baggio</strong> e stato uno dei centrocampisti italiani più completi degli anni ’90 ed esordì in Serie A con il Torino nella stagione 1990-91 dove si dimostrò una delle più belle realtà del campionato, segnando anche contro Cesena e Genoa  Venne immediatamente chiamato dalla Juventus che però scelse di prestarlo all’Inter alla prima stagione. In nerazzurro andò in rete in due occasioni, prima in Coppa Italia contro la Casertana e poi in campionato contro il Cagliari, ma venne travolto dalla disastrosa stagione della squadra di Orrico, ma a fine anno passò comunque nella Torino bianconera. La situazione cambiò radicalmente, riuscendo a vincere la Coppa Uefa del 1993 da grandissimo protagonista dove realizzò ben tre reti, una all’andata e due al ritorno, nella finale contro il Borussia Dortmund. Si conquistò la Nazionale e fu tra i migliori negli Stati Uniti, ma tornato dal torneo iridato venne ceduto al Parma dove vinse altre due Coppe Uefa, prima di uno sfortunato passaggio alla Lazio nel 2000 che ne decretò di fatto la fine della carriera, caratterizzata nel finale da molti prestiti tra Blackburn, Ancona e Triestina.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Mauro Milanese</h3>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/710019-thumb-full-720-ansa24947_201120132133010065-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-9346" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/710019-thumb-full-720-ansa24947_201120132133010065-1024x576.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/710019-thumb-full-720-ansa24947_201120132133010065-300x169.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/710019-thumb-full-720-ansa24947_201120132133010065-768x432.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/710019-thumb-full-720-ansa24947_201120132133010065.jpg 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure></div>



<p></p>



<p><br>Terzino dotato di ottime qualità in fase di spinta, è stato in grado di costruirsi un’ottima carriera nonostante non fosse propriamente un predestinato.&nbsp;<strong>Mauro Milanese</strong>&nbsp;iniziò nella sua Trieste prima di giocare nelle varie serie minori con Massese, Monfalcone e ancora Triestina, ma inaspettatamente nel 1994 arrivò la grande occasione. Fu la Cremonese a portarlo in Serie A e le sue ottime prestazioni gli consentirono di rimanere ai vertici per molto tempo. Dopo l’annata in grigiorosso passò al Torino dove venne considerato uno dei migliori laterali bassi del campionato disputando ben trentun partite. Vi rimase solo un anno perché nel 1996 passò al Napoli dove fu il titolare della fascia trovando anche un gol decisivo contro il Verona. Lo volle il Parma, ma dopo pochi mesi del 1997 Gigi Simoni spinse per rivolerlo all’Inter dove si dimostrò essere una riserva affidabile per un anno e mezzo, segnando anche due reti. Dopo la parentesi nerazzurro tornò in provincia avendo fallito il definitivo salto di qualità, ma continuò ancora a disputare ottime annate, venendo apprezzato soprattutto in quel di Perugia.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Gaby Mudingayi</h3>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/be645e6919040984e26f56b7fc7d3dae4b2e1a93-1024x576.jpeg" alt="" class="wp-image-9347" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/be645e6919040984e26f56b7fc7d3dae4b2e1a93-1024x576.jpeg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/be645e6919040984e26f56b7fc7d3dae4b2e1a93-300x169.jpeg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/be645e6919040984e26f56b7fc7d3dae4b2e1a93-768x432.jpeg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/be645e6919040984e26f56b7fc7d3dae4b2e1a93-1536x864.jpeg 1536w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/be645e6919040984e26f56b7fc7d3dae4b2e1a93.jpeg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure></div>



<p></p>



<p><br>Centrocampista capace di recuperare un&#8217;infinità di palloni, peccato solo che peccasse poi nella fase di impostazione. <strong>Gaby</strong> <strong>Mudingayi</strong> non aveva decisamente le effigie del predestinato, eppure riuscì a crearsi un&#8217;ottima carriera iniziando dal Belgio con l&#8217;Union Saint-Gilloise prima e con il Gent poi, anche se con i Buffalo&#8217;s non riuscì a esprimersi con grande continuità. Dopo quattro anni dove venne spesso considerato una riserva, passò in Italia in Serie B al Torino e la sua straordinaria muscolarità si rivelò decisiva per la promozione nel massimo campionato dei granata, ma i problemi finanziari portarono al fallimento della squadra e Gaby si ritrovò senza squadra. Le grandi prestazioni però convinsero la Lazio ad acquistarlo e in biancoceleste divenne un idolo per tre stagioni, mostrando un immenso impegno. Passò al Bologna nel 2008 dove vi rimase per quattro anni non tirandosi mai indietro e così nel 2012 arrivò la chiamata che aspettava da una vita. Fu l&#8217;Inter a metterlo sotto contratto e a inizio anno Stramaccioni lo utilizzò come importante pedina per gestire il risultato, ma nel gennaio 2013 si ruppe il tendine d&#8217;Achille e quando rientrò l&#8217;anno seguente con Walter Mazzarri non vide quasi mai il campo. L&#8217;infortunio però non gli aveva permesso di rientrare al meglio e dopo parentesi sfortunate con Elche, Cesena e Pisa decise di ritirarsi.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Álvaro Recoba</h3>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="520" height="347" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/66b1ad820332cad1f2e2fbd6b0c7201e.jpg" alt="" class="wp-image-9348" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/66b1ad820332cad1f2e2fbd6b0c7201e.jpg 520w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/66b1ad820332cad1f2e2fbd6b0c7201e-300x200.jpg 300w" sizes="(max-width: 520px) 100vw, 520px" /></figure></div>



<p></p>



<p><br>Per qualcuno uno dei più grandi talenti della propria generazione, per altri un buon giocatore ma troppo discontinuo per poter essere considerato tra i grandi. <strong>Álvaro Recoba</strong> lo si può amare od odiare, senza vie di mezzo e forse per questo è comunque riuscito a entrare nella storia. Dopo gli inizi in Uruguay con Danubio e Nacional venne acquistato dall&#8217;Inter nell&#8217;estate 1997, l&#8217;anno in cui era scattata la Ronaldo mania. All&#8217;esordio fu però El Chino a realizzare una doppietta al Brescia, ma la grande concorrenza gli impedì di trovare grande spazio, riuscendo però a vincere la Coppa Uefa. Nel secondo anno trovò ancora meno spazio e andò al Venezia dove fu devastante e così tornò in nerazzurro dove vi rimase per ben otto stagioni, senza però mai ripetere le annate in Laguna. Andamento molto discontinuo, qualche colpo di genio e tante pause, ma alla fine riuscì a essere nella rosa degli Scudetti del 2006 e del 2007, prima di passare al Torino. Urbano Cairo lo aveva voluto fortemente per smuovere la piazza, ma in granata fu un disastro. Un gol al Palermo in ventidue presenze e il chiaro segnale di essere di fronte a un giocatore finito a trentadue anni. Andò in Grecia al Panionios e poi ancora in Patria per concludere ancora con Danubio e Nacional.</p>
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		<title>Cinque doppi ex che non ricordavi con le maglie di Milan e Napoli</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2021/12/19/cinque-doppi-ex-che-non-ricordavi-con-le-maglie-di-milan-e-napoli.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Domenighini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Dec 2021 08:12:43 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Ayala]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;Inter sembra essere inarrestabile in campionato e se le avversarie non vogliono che i nerazzurri ammazzino la Serie A come nella passata stagione serve una [&#8230;]</p>
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<p class="has-drop-cap">L&#8217;Inter sembra essere inarrestabile in campionato e se le avversarie non vogliono che i nerazzurri ammazzino la Serie A come nella passata stagione serve una risposta forte dalle inseguitrici. Milan e Napoli sono due delle principali candidate al ruolo di avversari più credibili dei campioni d&#8217;Italia e questa sera una delle due dovrà prevalere sull&#8217;altra, nonostante tanti infortuni da entrambe le parti. Diversi giocatori hanno vestito in passato le maglie del <em>Diavolo</em> e del <em>Ciuccio</em>, ma probabilmente non avevate memoria di questi cinque.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Roberto Ayala</h3>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="350" height="500" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/ceec98fe5e9138c10efdcdcec51350d8.jpg" alt="" class="wp-image-9311" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/ceec98fe5e9138c10efdcdcec51350d8.jpg 350w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/ceec98fe5e9138c10efdcdcec51350d8-210x300.jpg 210w" sizes="(max-width: 350px) 100vw, 350px" /></figure></div>



<p></p>



<p><br>Difensore molto forte fisicamente, dotato di grande senso della posizione e abilità nel guidare la retroguardia, diventando una colonna anche in nazionale. <strong>Roberto Ayala</strong> iniziò in Argentina con il Ferro Carril Oeste imponendosi come uno dei migliori difensori del campionato, finendo così per essere acquistato dal River Plate e far parte del nuovo blocco della nazionale. Con i Millonarios vi rimase per due stagioni prima di volare in Italia ed essere acquistato dal Napoli dove disputò tre ottime stagioni segnando anche contro la Lazio, ma nell&#8217;ultima annata non poté evitare la retrocessione. Passò così in estate al Milan, ma mal si sposava al 3-4-3 di Zaccheroni diventando così solamente una riserva per due campionati, dove però vinse uno Scudetto. Nel 2000 passò al Valencia dove visse le sue annate migliori, prima di chiudere la carriera europea al Saragozza e definitiva nel 2010 con il Racing di Avellaneda.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Samuel Dalla Bona</h3>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="600" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/32506_gallery.jpg" alt="" class="wp-image-9312" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/32506_gallery.jpg 800w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/32506_gallery-300x225.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/32506_gallery-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></figure></div>



<p></p>



<p>Centrocampista di buona qualità che avrebbe dovuto spiccare il volo per diventare il faro della mediana italiana, ma che invece non è mai stato in grado di decollare. <strong>Samuele Dalla Bona</strong> ha iniziato fin da giovane a far parlare di sé quando l’Atalanta lo portò all’interno del proprio settore giovanile e prima ancora di debuttare in prima squadra passò al Chelsea. A Londra visse tre stagioni a dir poco esaltanti, dove fu titolare fino all’arrivo di Frank Lampard e, aiutato dalla schiera di connazionali che vestivano la maglia dei Blues, segnò diverse reti garantendosi il ritorno in Italia alla corte di Ancelotti e del Milan. Il Diavolo però aveva in Pirlo, Gattuso e Seedorf un centrocampo di primissimo livello e anche con Ambrosini, Brocchi e Redondo in panchina era davvero difficile per lui mettersi in mostra, tanto che giocò pochissimo segnando solo un gol al Chievo prima di iniziare una lunga serie di prestiti, trovando della consolazione solo a Lecce, prima di passare per tre anni a Napoli dove subì diversi infortuni che ne segnarono drasticamente il finale di carriera. Giocò pochissimo e nel 2010 fece anche un breve ritorno all’Atalanta dove tutto era cominciato, ma in Serie B non scende mai in campo anche se contro il Livorno in Coppa Italia veste per la prima e unica volta nella sua carriera la prima maglia della Dea.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Paolo Di Canio</h3>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="350" height="233" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/49b9f87cb44ae3f39c07f12d47a1e33764e0b143.jpeg" alt="" class="wp-image-9313" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/49b9f87cb44ae3f39c07f12d47a1e33764e0b143.jpeg 350w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/49b9f87cb44ae3f39c07f12d47a1e33764e0b143-300x200.jpeg 300w" sizes="(max-width: 350px) 100vw, 350px" /></figure></div>



<p></p>



<p><br>Genio e sregolatezza, talento ed eccessi, un giocatore capace di far parlare il talento per lui nonostante la mancanza di continuità.&nbsp;<strong>Paolo</strong> <strong>Di Canio</strong>&nbsp;è stato una delle grandi speranze del calcio italiano negli anni ’90 e iniziò a giocare nel decennio precedente con le giovanili della sua squadra del cuore, la Lazio, e dopo un breve prestito alla Ternana divenne titolare dei biancocelesti per tre stagioni. Divenne titolare della Nazionale Under 21 con la quale arrivò secondo nell’Europeo di categoria del 1990 e nello stesso anno venne così acquistato dalla Juventus. L’idea era quella di creare con Roberto Baggio una coppia in grado di regalare colpi tecnici e reti al popolo bianconero sotto le indicazioni di Gigi Maifredi, ma il progetto naufragò velocemente. Il romano segnò il suo primo gol a Lecce nei minuti finali, ma non riuscì mai pienamente a imporsi e con l’arrivo di Trapattoni l’anno seguente la situazione precipitò. Giocò sempre di meno e, nonostante il successo in Coppa Uefa nel 1993, chiese e ottenne il trasferimento a fine anno al Napoli dove si rilanciò con giocate e reti da campione, memorabile quella al San Paolo contro il Milan. Fu proprio il Diavolo a innamorarsi del suo mattatore e dopo una stagione prevalentemente passata in panchina nel 1994-95, diventò una preziosa pedina per lo Scudetto dell’anno successivo, dove realizzò cinque reti dando un prezioso supporto alla squadra. A fine anno però lasciò l’Italia e iniziò un lunghissimo periodo in giro per la Gran Bretagna dove divenne amatissimo, prima di tornare in Patria e chiudere la sua carriera con Lazio e Cisco Roma.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Marek Jankulovski</h3>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="500" height="350" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/marek-jankulovski-500x350-1.jpg" alt="" class="wp-image-9314" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/marek-jankulovski-500x350-1.jpg 500w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/marek-jankulovski-500x350-1-300x210.jpg 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></figure></div>



<p></p>



<p>Terzino sinistro dotato di ottima capacità di spinta, è stato sicuramente uno dei più apprezzati laterali in Italia per un decennio. <strong>Marek Jankulovski</strong> iniziò con la squadra della sua città, il Baník Ostrava e da lì iniziò a scalare tutte le varie sezioni giovanili della Repubblica Ceca. Vi rimase per ben sei lunghi anni, prima di essere acquistato dal Napoli come regalo per la promozione dei campani in Serie A. Venne apprezzato fin da subito per le sue capacità offensive e nella prima stagione segnò tre reti, il primo dei quali al San Paolo contro il Vicenza, ma non bastò per evitare la retrocessione. Nonostante fosse un titolare della nazionale accettò di giocare in Serie B rivelandosi uno dei migliori, ma il passaggio nella massima serie fallì e così andò all&#8217;Udinese. In Friuli ebbe la definitiva consacrazione, riuscendo addirittura a segnare quindici gol in tre stagioni e diventare uno dei protagonisti della qualificazione in Champions League dei bianconeri. Nel 2005 passò al Milan inizialmente come riserva di Paolo Maldini, ma con l&#8217;intento di prenderne via via il posto da titolare. Qualche infortunio e qualche prestazione non sempre convincente ne limitarono l&#8217;utilizzo, ma fu titolare della squadra che vinse la Champions League nel 2006-07 e da comparsa vinse anche lo Scudetto del 2011, prima di ritirarsi l&#8217;anno seguente ancora con il suo Baník Ostrava.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Marco Storari</h3>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="535" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/Marco_Storari_Getty_Images-1024x535.jpg" alt="" class="wp-image-9315" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/Marco_Storari_Getty_Images-1024x535.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/Marco_Storari_Getty_Images-300x157.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/Marco_Storari_Getty_Images-768x401.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/Marco_Storari_Getty_Images.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure></div>



<p></p>



<p><br>Portiere dalla grande reattività, apprezzatissimo per la sua esplosività negli interventi si è ritagliato il ruolo di secondo estremamente affidabile. <strong>Marco Storari</strong> non era assolutamente considerato un predestinato del calcio, infatti la prima a squadra a lanciarlo fu il Ladispoli e solo in seguito venne acquistato dal Perugia, dove però non scese mai in campo. Fu l&#8217;Ancona a dargli la grande opportunità e fu uno dei protagonisti della promozione dalla C1 alla B e con il club dorico rimase ancora in cadetteria per due stagioni prima di passare al Napoli nel 2002-03. Gli Azzurri stavano vivendo un periodo molto complicato e il grave infortunio subito dal portiere contro il Siena nella stagione precedente ne limitò il rendimento, scendendo in campo solamente in quattro partite. Voglioso di giocare andò a gennaio al Messina dove divenne protagonista della promozione in A e della salvezza nel massimo campionato. Mentre i siciliani stavano affondando fu il Milan ad acquistarlo per tenerlo nella massima serie, ma divenne solamente il terzo. Andò così al Levante e soprattutto al Cagliari dove con le sue parate salvò i sardi da sicura retrocessione. Nel 2009 tornò al Diavolo pensando di fare il titolare e nonostante le sue ottime prestazioni venne accantonato per far spazio a Dida e così se ne andò alla Juventus, inizialmente per sostituire l&#8217;infortunato Buffon e poi per fargli da affidabilissimo secondo per cinque anni. Chiuse la carriera con una promozione del Cagliari e un paio d&#8217;anni da terzo al Milan.</p>
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		<title>Cinque doppi ex che non ricordavi con le maglia di Genoa e Sampdoria</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Domenighini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Dec 2021 09:29:22 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Antonini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il derby di Genova è sicuramente una delle partite più belle e attese di tutto il campionato italiano. Da anni le due rivali del capoluogo [&#8230;]</p>
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<p class="has-drop-cap">Il derby di Genova è sicuramente una delle partite più belle e attese di tutto il campionato italiano. Da anni le due rivali del capoluogo ligure non riescono a lottare per le posizioni europee e quest&#8217;anno in particolare le cose non stanno decisamente andando bene, ma quando si affrontano Genoa e Sampdoria è sempre un grande spettacolo. Non sono molti i giocatori che hanno provato a diventare grandi in entrambe le sponde della città e alcuni sono stati delle vere e proprie meteore, per questo probabilmente non ricordavate questi cinque doppi ex del derby della Lanterna.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Luca Antonini</h3>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1002" height="560" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/luca-antonini-1414747089-2881.jpg" alt="" class="wp-image-9222" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/luca-antonini-1414747089-2881.jpg 1002w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/luca-antonini-1414747089-2881-300x168.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/luca-antonini-1414747089-2881-768x429.jpg 768w" sizes="(max-width: 1002px) 100vw, 1002px" /></figure></div>



<p></p>



<p>Terzino sinistro dotato di ottima capacità di spinta, non con un grande calcio, ma sicuramente molto apprezzabile per impegno e dedizione. <strong>Luca Antonini</strong> iniziò nelle giovanili del Milan, ma in prima squadra non debuttò mai perché iniziò vari prestiti in giro per l&#8217;Italia. Prato e poi la promozione con l&#8217;Ancona che gli garantì la chiamata della Sampdoria in Serie A, ma a Genova fu poco più che una comparsa. Chiuso da Stefano Bettarini riuscì solamente a giocare le sue prime tre partite nel massimo campionato, prima di riprendere un&#8217;altra serie di prestiti. A Siena esplose definitivamente e dopo un grande campionato a Empoli, nel 2008 tornò al Milan per diventare titolare e nel 2011 vinse anche il campionato. Nel 2013 lasciò il Diavolo per tornare a Genova, questa volta sponda Genoa dove rimase per due anni nonostante giocò poco per diversi infortuni. Venne comunque ricordato per aver segnato all&#8217;ultimo minuto il gol vittoria contro la Juventus e nel 2015 passò all&#8217;Ascoli prima di richiedere carriera l&#8217;anno seguente a Prato.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Andrea Caracciolo</h3>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="400" height="500" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/12857.jpg" alt="" class="wp-image-9223" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/12857.jpg 400w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/12857-240x300.jpg 240w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /></figure></div>



<p></p>



<p>Attaccante dal grande senso del gol, molto tecnico e mito in quella Brescia che lo ha adottato fin dalla giovane età. <strong>AndreaCaracciolo</strong> è per tutti l&#8217;Airone e dove aver iniziato nelle serie minori con il Sancolombano, iniziò tra Pro Vercelli e Como nel grande calcio prima di arrivare nel 2001 a Brescia. Chiuso da Luca Toni giocò poche partite e venne mandato per un anno a Perugia, prima di sostituire il futuro campione del mondo nel 2003 ed esplodere al fianco di Roberto Baggio. Dopo la retrocessione delle Rondinelle nel 2005 anche il Palermo lo chiamò per sostituire Toni e pur facendo bene, non riuscì a replicare i numeri dell&#8217;attaccante modenese, per questo venne mandato alla Sampdoria nel 2007. A Genova vi rimase solo sei mesi, segnando solo un gol a Cagliari, e a gennaio scelse di scendere di categoria per tornare nella sua Brescia. Tanti gol e una promozione in A, ma con la successiva retrocessione tornò in Liguria, questa volta al Genoa. Una sola rete anche qui in sei mesi, a Torino contro la Juventus per il decisivo 2-2 finale, ma a gennaio passò al Novara. La retrocessione con i piemontesi lo riportò alla Leonessa dove divenne il più grande marcatore di sempre nella storia dei lombardi, salvando più volte la sua squadra del cuore da una situazione societaria molto complicata.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Antonio Floro Flores</h3>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="682" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/Floro-Flores-Genoa-1024x682.jpg" alt="" class="wp-image-9224" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/Floro-Flores-Genoa-1024x682.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/Floro-Flores-Genoa-300x200.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/Floro-Flores-Genoa-768x512.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/Floro-Flores-Genoa.jpg 1400w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure></div>



<p></p>



<p><br>Centravanti di ottimo livello in provincia che ha avuto anche qualche chiamata dalla nazionale Under 21, ma non ha mai saputo fare il definitivo salto di qualità. <strong>Antonio Floro Flores</strong> iniziò nella sua Napoli debuttando in Serie A e diventando poco dopo un titolare degli azzurri in B senza però segnare molto. A gennaio 2004 passò comunque in Serie A alla Sampdoria come attaccante di riserva, ma con il Parma segnò il suo primo gol nel massimo campionato. Tornò in cadetteria per tre anni facendo molto bene con Perugia e Arezzo e questo gli permise di tornare in A all&#8217;Udinese segnando un buon numero di gol, ma nel gennaio 2011 venne prestato al Genoa dove visse il suo periodo migliore. In soli sei mesi riuscì a toccare quota dieci gol, mai gli era riuscito di andare in doppia cifra in una singola annata con la stessa squadra e da ricordare vi è il suo primo gol contro il Milan futuro campione. Rimase solo quel breve periodo con il Grifone, ma lasciò il segno prima di tornare a Udine non riuscendo a ripetersi. Andò in Spagna a Granada, ma il Genoa gli era rimasto nel cuore e nel gennaio 2013 tornò senza però ripetersi. Sassuolo e Chievo furono le sue ultime esperienze in Serie A, prima di chiudere con Bari e Casertana.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Ezequiel Muñoz</h3>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1000" height="720" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/munoz.jpg" alt="" class="wp-image-9225" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/munoz.jpg 1000w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/munoz-300x216.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/munoz-768x553.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure></div>



<p></p>



<p>Difensore argentino molto forte fisicamente, bravo nello stacco di testa e portato alla battaglia. <strong>Ezequiel Muñoz</strong> crebbe tra le giovanili dell&#8217;Argentinos Juniors e quelle del Boca Juniors e fu proprio con gli Xeneizes che venne lanciato in prima squadra, ma nella Capitale fu poco più che una riserva. Nel 2010 venne comunque notato dal Palermo che lo portò in Serie A e in Sicilia divenne una colonna della squadra per ben cinque anni, accettando anche di giocare una stagione in Serie B, per diventare il trascinatore della rinascita. Nel gennaio 2015 lasciò i rosanero per passare alla Sampdoria, ma un infortunio contro il Sassuolo ne limitò il rendimento e giocò solamente quattro partite prima di cambiare sponda a Genova. Con i rossoblu rimase per due stagioni, ma anche in questo caso gli acciacchi nel limitarono e non poco il rendimento, pur riuscendo a giocare al Genoa per due anni. Nel 2017 il passaggio in Spagna al Leganés e il ritorno in Argentina tra Lanús e Independiente.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Andrea Ranocchia</h3>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="696" height="390" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/ranocchia-sampdoria.jpg" alt="" class="wp-image-9226" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/ranocchia-sampdoria.jpg 696w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/ranocchia-sampdoria-300x168.jpg 300w" sizes="(max-width: 696px) 100vw, 696px" /></figure></div>



<p></p>



<p><br>Doveva essere uno dei difensori centrali dell&#8217;Italia del futuro, invece purtroppo non è stato in grado di mantenere le altissime attese che c&#8217;erano su di lui. <strong>Andrea Ranocchia</strong> crebbe calcisticamente nella sua Umbria tra Bastia e Perugia, ma fu all&#8217;Arezzo che debuttò prima in Serie B e poi in C1. Nel 2008 passò al Bari dove incontrò Antonio Conte e divenne una colonna dei Galletti che riuscirono a essere promossi in Serie A e anche con Ventura nella massima serie giocò alla grande, peccato per un grave infortunio che lo estromise dalla seconda parte del campionato e probabilmente dal Mondiale in Sudafrica. Nell&#8217;estate 2010 passò comunque al Genoa dove dimostrò tutto il suo valore, segnando anche due reti e nel gennaio 2011 passò all&#8217;Inter per rimpiazzare Walter Samuel. Iniziò anche abbastanza bene, ma con il rientro dell&#8217;argentino perse il posto da titolare e faticò spesso quando doveva essere chiamato in causa perdendo così la convocazione a Euro 2012. I nerazzurri stavano entrando in un periodo nero della storia e Ranocchia divenne Capitano per una stagione con pessimi risultati e dopo averla persa venne messo ai margini della squadra e nel gennaio 2016 passò alla Sampdoria, continuando però il suo andamento negativo. Ancora un prestito da dimenticare all&#8217;Hull City prima di accettare il suo ruolo da uomo squadra all&#8217;interno dell&#8217;Inter, dove nel 2021 vincerà lo Scudetto.</p>
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		<title>Cinque doppi ex che non ricordavi con le maglie di Atalanta e Napoli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Domenighini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Dec 2021 09:13:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La sfida tra Atalanta e Napoli è sempre stata molto sentita da entrambe le tifoserie, ma in questi ultimi anni è diventata una vera e [&#8230;]</p>
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<p class="has-drop-cap">La sfida tra Atalanta e Napoli è sempre stata molto sentita da entrambe le tifoserie, ma in questi ultimi anni è diventata una vera e propria sfida al vertice. Gli azzurri stanno vivendo un periodo di grande continuità ad alti livelli, mentre i bergamaschi sono all&#8217;apice della loro storia e mai come quest&#8217;anno sognano veramente la conquista di uno storico Scudetto. Tanti giocatori hanno vestito entrambe le maglie, ma non sempre sono riusciti tutti a lasciare il segno e questi cinque probabilmente non li ricordavate.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Nicola Amoruso</h3>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="700" height="420" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/amoruso-napoli.jpg" alt="" class="wp-image-9167" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/amoruso-napoli.jpg 700w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/amoruso-napoli-300x180.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></figure></div>



<p></p>



<p>Attaccante gira Italia per eccellenza, un mito in provincia dove ha quasi sempre fatto molto bene nelle sue esperienze riuscendo a entrare anche nella lista dei cannonieri con più di cento gol nel massimo campionato.&nbsp;Nicola&nbsp;Amoruso&nbsp;lasciò presto la sua Puglia per passare alla Sampdoria e già con i blucerchiati in giovane età riuscì a mettersi in mostra segnando i suoi primi gol. Fu però in Serie B al Fidelis Andria e soprattutto in A al Padova, dove mise a segno quattordici reti, ad attirare su di sé le attenzioni delle grandi squadre e la Juventus lo acquistò per sostituire il partente Ravanelli. In bianconero si rivelò prezioso attaccante di riserva per ben tre annate, segnando anche gol importanti come a San Siro con il Milan e in Champions con l’Ajax, ma alla fine venne veduto al Perugia e al Napoli. Sotto al Vesuvio riuscì ad andare in doppia cifra diventando il capocannoniere della squadra, ma non bastò per evitare la retrocessione. Tornò per mezza stagione con Lippi nel 2001 prima di iniziare un continuo cambio di maglia, riuscendo a trovare continuità solamente a Reggio Calabria dove visse tre annate memorabili, soprattutto quella 2006-07 dove formò un attacco storico con Rolando Bianchi. Dopo l’avventura amaranto non riuscì più a esprimersi e l’ultima sua avventura fu per sei mesi dal gennaio 2010 proprio con l’Atalanta dove segnò una sola rete, guarda caso nella gara di Torino contro la Juventus.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Massimo Carrera</h3>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="700" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/carrera1-1024x700.jpg" alt="" class="wp-image-9168" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/carrera1-1024x700.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/carrera1-300x205.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/carrera1-768x525.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/carrera1.jpg 1250w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure></div>



<p></p>



<p><br>Difensore centrale dal grande temperamento e dalla grande capacità di guidare la squadra, è stato uno dei difensori più apprezzati dai suoi allenatori, seppur non sia stato in grado di spiccare il volo sperato. <strong>Massimo Carrera</strong> non aveva certo la carriera spianata fin dal settore giovanile e dopo gli inizi con la Pro Sesto, finì nella provincia di Ravenna con il Russi, prima di passare all&#8217;Alessandria e soprattutto in B al Pescara. Fu qui che riuscì a mettersi in mostra e passare al Bari dove fu artefice di grandi annate e della promozione in A che gli garantì il passaggio alla Juventus. Con Trapattoni fu titolare, ma con Lippo scese nelle gerarchie e così nel 1996 passò all&#8217;Atalanta. A Bergamo divenne una colonna per ben sette anni finendo con il diventare anche Capitano, ma i problemi fisici dell&#8217;ultima stagione ne limitarono l&#8217;utilizzo e nell&#8217;estate 2003 passò al Napoli. Gli azzurri si trovavano in Serie B e con enormi problemi societari e qui vi giocò solo una stagione, lasciando in seguito al fallimento e andando a chiudere la carriera tra Treviso e Pro Vercelli.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Ferdinando Coppola</h3>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="178" height="265" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/unnamed-10.jpg" alt="" class="wp-image-9169"/></figure></div>



<p></p>



<p><br>Portiere dal grande talento e dall&#8217;ottima reattività, ma che purtroppo non ha mai avuto quella continuità che gli avrebbe permesso di dimostrare appieno il suo valore. <strong>Ferdinando</strong> <strong>Coppola</strong> iniziò nella sua Napoli e l&#8217;esordio in prima squadra avvenne al termine della disastrosa stagione 1997-98 contro il Bari. Era considerato uno dei migliori a livello giovanile, tanto che riuscì a essere chiamato varie volte da Tardelli in Under 21, pur non scendendo mai in campo, anche perché in azzurro non trovava spazio. Diventa decisivo nel 1999-00 per la promozione del Napoli in Serie A, ma con Zeman non riuscì a legare e così passò al Bologna diventando riserva di Pagliuca. Gli anni che lo consacrarono furono quelli di Ascoli in A e soprattutto a Piacenza, quando fu straordinario protagonista del quarto posto in B degli emiliani e le sue prestazioni non passarono inosservate. L&#8217;Atalanta decise di acquistarlo e nella prima stagione fu tra i più positivi giocando tutte le partite, parando anche un decisivo rigore ad Andrea Pirlo nella vittoria orobica di San Siro contro il Milan. Nelle due stagioni successive si alternò con Andrea Consigli prima di iniziare a girare per l&#8217;Italia fino al 2018, quando si ritirò da giocatore del Verona.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Samuele Dalla Bona</h3>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="590" height="445" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/dalla-bona-kTEI-U46060697017447HFD-590x445@CorriereMezzogiorno-Web-Mezzogiorno.jpg" alt="" class="wp-image-9170" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/dalla-bona-kTEI-U46060697017447HFD-590x445@CorriereMezzogiorno-Web-Mezzogiorno.jpg 590w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/dalla-bona-kTEI-U46060697017447HFD-590x445@CorriereMezzogiorno-Web-Mezzogiorno-300x226.jpg 300w" sizes="(max-width: 590px) 100vw, 590px" /></figure></div>



<p></p>



<p><br>Centrocampista di buona qualità che avrebbe dovuto spiccare il volo per diventare il faro della mediana italiana, ma che invece non è mai stato in grado di decollare.&nbsp;<strong>Samuele Dalla Bona&nbsp;</strong>ha iniziato fin da giovane a far parlare di sé quando l’Atalanta lo portò all’interno del proprio settore giovanile e prima ancora di debuttare in prima squadra passò al Chelsea. A Londra visse tre stagioni a dir poco esaltanti, dove fu titolare fino all’arrivo di Frank Lampard e, aiutato dalla schiera di connazionali che vestivano la maglia dei Blues, segnò diverse reti garantendosi il ritorno in Italia alla corte di Ancelotti e del Milan. Il Diavolo però aveva in Pirlo, Gattuso e Seedorf un centrocampo di primissimo livello e anche con Ambrosini, Brocchi e Redondo in panchina era davvero difficile per lui mettersi in mostra, tanto che giocò pochissimo segnando solo un gol al Chievo prima di iniziare una lunga serie di prestiti, trovando della consolazione solo a Lecce, prima di passare per tre anni a Napoli dove subì diversi infortuni che ne segnarono drasticamente il finale di carriera. Giocò pochissimo e nel 2010 fece anche un breve ritorno all’Atalanta dove tutto era cominciato, ma in Serie B non scende mai in campo anche se contro il Livorno in Coppa Italia veste per la prima e unica volta nella sua carriera la prima maglia della Dea.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Alberto Fontana</h3>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="247" height="204" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/download-1.jpeg" alt="" class="wp-image-9171"/></figure></div>



<p></p>



<p><br>Uno dei portieri più longevi della storia del calcio italiano, amato in provincia e affidabile secondo nelle grandi. <strong>Alberto Fontana</strong> iniziò fin da giovane vicino alla sua Romagna tra la Vis Pesaro e la Spal, ma fu nella Cesena che lo aveva visto crescere che si consacrò fin da subito come un estremo difensore dal sicuro affidamento. Un anno da titolare in Serie A e poi grandi prestazioni in Serie B che spinsero il Bari ad acquistarlo e in Puglia divenne molto amato per i suoi grandi interventi, che contribuirono a due promozioni dalla B e a una grande salvezza. Nel 1997 venne acquistato dall&#8217;Atalanta e fu titolare per tre anni, dove nella prima fu sfortunato vivendo una triste retrocessione, ma nell&#8217;ultima annata fu protagonista della promozione. Doveva essere il titolare anche in Serie A, ma perse il posto in seguito all&#8217;esplosione di Pelizzoli e così a gennaio passò al Napoli per diventarne un titolare. Fu tra i migliori di quel finale di stagione, ma non riuscì a evitare la retrocessione, anche se si guadagnò il ruolo di vice Toldo per ben quattro anni all&#8217;Inter. Diventò titolare del Chievo per una stagione e infine del Palermo per tre, prima di chiudere la carriera a quarantun&#8217;anni.</p>
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		<title>Cinque doppi ex che non ricordavi con le maglie di Milan e Genoa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Domenighini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Dec 2021 08:29:24 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Cerci]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Milan sta vivendo un periodo molto complicato della sua stagione e dopo aver ottenuto uno splendido filotto, ha perso il primo posto in seguito [&#8230;]</p>
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<p class="has-drop-cap">Il <strong>Milan</strong> sta vivendo un periodo molto complicato della sua stagione e dopo aver ottenuto uno splendido filotto, ha perso il primo posto in seguito a un solo punto nelle ultime tre partite. Contro il <strong>Genoa</strong> questa sera trova sulla panchina rossoblu quell&#8217;Andriy Shevchenko che ha scritto pagine memorabili per il club rossonero e che è alla ricerca della prima vittoria da allenatore in Italia. Ben ventisette Scudetto scenderanno in campo questa sera a <em>Marassi</em> e tanti sono stati i giocatori che hanno vestito entrambe, ma forse di questi cinque non avevate memoria.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Alessio Cerci</h3>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="436" height="245" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/e2fb27e1ddf2b0cd24525e19351ed52a_169_l.jpg" alt="" class="wp-image-9139" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/e2fb27e1ddf2b0cd24525e19351ed52a_169_l.jpg 436w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/e2fb27e1ddf2b0cd24525e19351ed52a_169_l-300x169.jpg 300w" sizes="(max-width: 436px) 100vw, 436px" /></figure></div>



<p></p>



<p><br>Esterno d&#8217;attacco che non è stato in grado di dimostrare con i fatti le sue grandi potenzialità e che con il tempo è andato via via sparendo dai grandi palcoscenici. <strong>Alessio Cerci</strong> iniziò da giovanissimo nella sua Roma e dove aver debuttato in prima squadra, prima con Fabio Capello e poi con Luciano Spalletti, venne ceduto in prestito al Brescia dove però non trovò spazio. Al Pisa visse il suo anno del lancio e della consacrazione con Ventura in panchina e questo gli garantì il passaggio in A all&#8217;Atalanta, ma anche a Bergamo fu un fiasco. Tornò alla Roma dove giocò però molto poco venendo così venduto alla Fiorentina dove mostró solamente a fasi alterne il suo estro. Decise quindi di andare al Torino tornando dal suo maestro Ventura e con Ciro Immobile disputò la più grande annata della carriera, guadagnandosi a suon di gol e assist la chiamata in Nazionale e quella dell&#8217;Atlético Madrid. Da quel momento però tutto precipitò e dopo soli sei mesi tornò in Italia al Milan dove per un anno fu un disastro, segnando solo al Palermo. Nel gennaio 2016 passò al Genoa dove per sei mesi ritrovò una buona vena realizzativa, ma non bastò per il riscatto e da allora iniziò a girare l&#8217;Europa senza fortuna.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Gianni Comandini</h3>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="690" height="403" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/comandini.esulta.derby_.2015.16.1400x840.jpg" alt="" class="wp-image-9140" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/comandini.esulta.derby_.2015.16.1400x840.jpg 690w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/comandini.esulta.derby_.2015.16.1400x840-300x175.jpg 300w" sizes="(max-width: 690px) 100vw, 690px" /></figure></div>



<p></p>



<p><br>Centravanti di movimento e dal buon talento che ha avuto grandi occasioni da giovane, ma che non è mai stato in grado di sfruttare. <strong>Gianni Comandini</strong> partì nella sua Cesena, ma fu a Montevarchi che iniziò veramente nel grande calcio professionistico prima di tornare in bianconero. Un paio di ottime stagioni C e B prima di passare al Vicenza sempre in cadetteria e grazie ai suoi venti gol fu decisivo per la promozione dei veneti e così venne acquistato dal Milan. In rossonero fu un fiasco totale, ma i suoi unici due gol segnati furono memorabili, perché arrivati nello 0-6 contro l&#8217;Inter. Dopo un solo anno passò all&#8217;Atalanta, ma la vena realizzativa era ormai terminata e dopo soli sette gol in un due anni e mezzo passò al Genoa nel gennaio 2004, giocando poco e segnando solo una rete. Nel 2005, a soli ventotto anni, deciderà di ritirarsi dopo l&#8217;avventura alla Ternana.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Kakhaber Kaladze</h3>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="600" height="300" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/125493.jpg" alt="" class="wp-image-9141" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/125493.jpg 600w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/125493-300x150.jpg 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></figure></div>



<p></p>



<p>Difensore dal grande talento, capace di giocare con ottimi risultati sia al centro che sugli esterni diventando una colonna del Milan degli anni 2000. <strong>Kakhaber Kaladze</strong> è stato probabilmente il più importante giocatore georgiano da quando questo Paese è diventato indipendente dall&#8217;Unione Sovietica e dopo cinque anni alla Dinamo Tbilisi, passò alla Dinamo Kiev dove per un anno giocò con Shevchenko e fu proprio l&#8217;ucraino a consigliarlo nell&#8217;estate 2001 al Diavolo. In rossonero svolse quasi sempre il ruolo della riserva di lusso, un po&#8217; per la sua grande adattabiltà in tutti i ruoli e un po&#8217; per la presenza di campionissimi del calibro di Maldini, Nesta, Stam e Cafu. Vinse le due Champions League del 2003 e del 2007, anche se nella prima si fece parare il rigore da Buffon, e a causa di un infortunio fu solo comprimario nello Scudetto del 2004. Dopo nove anni di Milan nel 2010 venne acquistato dal Genoa e nel suo primo anno in rossoblu riuscì a segnare il suo ultimo gol in carriera contro il Parma. L&#8217;anno seguente visse la turbolenta stagione ligure e a trentaquattro anni capì che era tempo di darsi alla vita politica della propria nazione.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Alexander Merkel</h3>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="460" height="340" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/nuovo.archivio.foto_.merkel.milan_.calcia.460x340.jpg" alt="" class="wp-image-9142" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/nuovo.archivio.foto_.merkel.milan_.calcia.460x340.jpg 460w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/nuovo.archivio.foto_.merkel.milan_.calcia.460x340-300x222.jpg 300w" sizes="(max-width: 460px) 100vw, 460px" /></figure></div>



<p></p>



<p><br>Avrebbe dovuto essere uno dei grandi astronascenti del calcio degli anni &#8217;10 del nuovo millennio, invece fu poco più che una meteora. <strong>Alexander Merkel</strong> fece la trafila in tutte le nazionali giovanili tedesche e nel 2008 venne acquistato dal Milan. Tanta Primavera e poi l&#8217;esplosione con Massimiliano Allegri che in situazioni di emergenza gli diede molto spazio nell&#8217;anno dello Scudetto del 2011, giocando undici partite anche di ottimo livello. I rossoneri scelsero dunque la strada della comproprietà per farlo giocare con continuità e venne così mandato al Genoa dove giocò tanto, ma con scarsa qualità e dopo soli sei mesi tornò a casa. I genovesi alla fine lo acquistarono a titolo definitivo in estate e la nuova annata iniziò nel migliore dei modi con la rete al Cagliari, quella che rimarrà la sua unica in Serie A. Poche presenze e una cessione all&#8217;Udinese con scarsa fortuna e l&#8217;inizio di un lungo girovagare per il mondo sperdendo sempre di più il suo talento.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Alberto Paloschi</h3>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="460" height="307" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/afb145860dfe255d402363b2cc85302d.jpg" alt="" class="wp-image-9143" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/afb145860dfe255d402363b2cc85302d.jpg 460w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/afb145860dfe255d402363b2cc85302d-300x200.jpg 300w" sizes="(max-width: 460px) 100vw, 460px" /></figure></div>



<p></p>



<p><br>È stato uno degli attaccanti più forti a livello giovanile e capace di esprimersi con un buon rendimento fin da subito, ma non riuscì mai a spiccare il volo. <strong>Alberto Paloschi</strong> entrò ben presto a far parte del settore giovanile del Milan e il suo esordio fu da sogno. Entrato in una complicata gara interna a San Siro contro il Siena, bagnò il suo esordio con un gran gol che regalò i tre punti e tutti pensarono alla nascita di una stella. Un altro gol alla Sampdoria prima del passaggio in comproprietà al Parma e da lì uscì definitivamente dai radar del Diavolo. Con i ducali fu abbastanza deludente e dopo due anni e mezzo venne ceduto al Genoa dove venne ricordato solamente per i due gol segnati nella pazza rimonta di Marassi contro la Roma. Durò solo sei mesi in Liguria prima di passare per diversi anni al Chievo con buoni risultati, finendo poi per crollare. Male con lo Swansea e la Spal e malissimo con l&#8217;Atalanta e il Cagliari e ora gioca proprio in quel Siena che sembrava averlo lanciato nel grande calcio.</p>
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		<title>Cinque doppi ex che non ricordavi con le maglie di Atalanta e Juventus</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Domenighini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Nov 2021 08:32:14 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[serie A]]></category>
		<category><![CDATA[Zanchi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La sfida tra Juventus e Atalanta è diventata da anni una partita di alta classifica in Serie A grazie all&#8217;esponenziale crescita dei bergamaschi che sono [&#8230;]</p>
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<p class="has-drop-cap">La sfida tra Juventus e Atalanta è diventata da anni una partita di alta classifica in Serie A grazie all&#8217;esponenziale crescita dei bergamaschi che sono passati da essere realtà di provincia a grande del calcio italiano. I nerazzurri si presentano questa sera a Torino con quattro punti di vantaggio sui bianconeri e in molti vi è la sensazione che la banda di Gasperini possa anche allungare in classifica sulla <em>Vecchia Signora</em>. Tanti giocatori hanno vestito entrambe le maglie con alterne fortune e probabilmente questi cinque non li ricordavate tra Bergamo e Torino.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Nicola Amoruso</h3>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="912" height="516" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/11/57cfc429f2951e0786000001.jpg" alt="" class="wp-image-9091" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/11/57cfc429f2951e0786000001.jpg 912w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/11/57cfc429f2951e0786000001-300x170.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/11/57cfc429f2951e0786000001-768x435.jpg 768w" sizes="(max-width: 912px) 100vw, 912px" /></figure></div>



<p></p>



<p><br>Attaccante gira Italia per eccellenza, un mito in provincia dove ha quasi sempre fatto molto bene nelle sue esperienze riuscendo a entrare anche nella lista dei cannonieri con più di cento gol nel massimo campionato. <strong>Nicola</strong> <strong>Amoruso</strong> lasciò presto la sua Puglia per passare alla Sampdoria e già con i blucerchiati in giovane età riuscì a mettersi in mostra segnando i suoi primi gol. Fu però in Serie B al Fidelis Andria e soprattutto in A al Padova, dove mise a segno quattordici reti, ad attirare su di sé le attenzioni delle grandi squadre e la Juventus lo acquistò per sostituire il partente Ravanelli. In bianconero si rivelò prezioso attaccante di riserva per ben tre annate, segnando anche gol importanti come a San Siro con il Milan e in Champions con l&#8217;Ajax, ma alla fine venne veduto al Perugia e al Napoli. Tornò per mezza stagione con Lippi nel 2001 prima di iniziare un continuo cambio di maglia, riuscendo a trovare continuità solamente a Reggio Calabria dove visse tre annate memorabili, soprattutto quella 2006-07 dove formò un attacco storico con Rolando Bianchi. Dopo l&#8217;avventura amaranto non riuscì più a esprimersi e l&#8217;ultima sua avventura fu per sei mesi dal gennaio 2010 proprio con l&#8217;Atalanta dove segnò una sola rete, guarda caso nella gara di Torino contro la Juventus.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Pierino Fanna</h3>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="450" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/11/fanna-intervista3-aprile-1981.jpg" alt="" class="wp-image-9092" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/11/fanna-intervista3-aprile-1981.jpg 800w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/11/fanna-intervista3-aprile-1981-300x169.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/11/fanna-intervista3-aprile-1981-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></figure></div>



<p></p>



<p>Estreno d&#8217;attacco molto apprezzato per la sua grande dedizione al lavoro e al sacrificio, pedina importante per tutte le squadre nelle quali ha vinto lo Scudetto. <strong>Pierino Fanna</strong> nacque in Friuli, ma iniziò a farsi conoscere al grande calcio grazie al suo passaggio in giovane età all&#8217;Atalanta, squadra con la quale poté giocare e segnare le sue prime reti da professionista. Dopo Scirea nel 1974 e Cabrini nel 1976 toccò a questo giovane esterno prendere il treno da Bergamo in direzione Torino per vestire la maglia della Juventus, ma nonostante qualche buona partita non riuscì certo a replicare la storia dei suoi illustri predecessori. Vinse tre Scudetti ma mai con un ruolo da vero protagonista e nel 1982 venne ceduto al Verona e proprio nella città scaligera visse i suoi tre anni migliori diventando un simbolo del Tricolore gialloblu. Riprovò l&#8217;esperienza in una grande squadra, ma anche all&#8217;Inter alternò prestazioni di livello ad altre più deludenti e così, dopo il campionato vinto da riserva nel 1989, tornò nella sua amata Verona.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Giuseppe Meazza</h3>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="614" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/11/Giuseppe.Meazza.1937.Inter_.1400x840-1024x614.jpg" alt="" class="wp-image-9093" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/11/Giuseppe.Meazza.1937.Inter_.1400x840-1024x614.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/11/Giuseppe.Meazza.1937.Inter_.1400x840-300x180.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/11/Giuseppe.Meazza.1937.Inter_.1400x840-768x461.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/11/Giuseppe.Meazza.1937.Inter_.1400x840.jpg 1400w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure></div>



<p></p>



<p><br>Il più grande campione italiano nella storia prima della Seconda Guerra Mondiale, una leggenda capace di far appassionare milioni di italiani al gioco del calcio.&nbsp;<strong>Giuseppe Meazza,&nbsp;</strong>detto&nbsp;<em>Pepín</em>, è stato una colonna dell’allora Ambrosiana Inter con la quale è stato in grado di vincere più volte il campionato e di laurearsi capocannoniere già nel 1930 quando doveva ancora compiere vent’anni. Divenne ben presto una leggenda dell’Italia con la quale vinse da assoluto protagonista i Mondiali del 1934 e del 1938, memorabile il suo rigore in semifinale contro il Brasile quando realizzò dal dischetto trattenendosi i pantaloncini che gli stavano per cadere. Gli anni ’30 ebbero solo ed esclusivamente i colori nerazzurri per lui, ma nel 1940 cambiò la sponda della città meneghina passando al Milan, allora ancora Milano, e la sua prima rete in rossonera fu proprio decisiva per il pareggio in un derby con la sua precedente squadra del cuore. Con il Diavolo però subì diversi infortuni e riuscì a segnare solamente undici reti in due stagioni e nel 1942 passò alla Juventus dove visse l’ultima annata positiva in carriera, andando in doppia cifra e diventando anche in questo caso mattatore della sua vecchia Ambrosiana segnando sia all’andata che al ritorno, ma finita la guerra lasciò Torino per tornare in Lombardia passando prima al Varese e poi all&#8217;Atalanta. A Bergamo iniziò anche a sedersi in panchina con il doppio ruolo di giocatore-allenatore segnando due gol, prima di chiudere ancora con l&#8217;Inter.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Pablo Daniel Osvaldo</h3>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="614" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/11/Osvaldo.Juventus.2014.1080x648-1024x614.jpg" alt="" class="wp-image-9094" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/11/Osvaldo.Juventus.2014.1080x648-1024x614.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/11/Osvaldo.Juventus.2014.1080x648-300x180.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/11/Osvaldo.Juventus.2014.1080x648-768x461.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/11/Osvaldo.Juventus.2014.1080x648.jpg 1080w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure></div>



<p></p>



<p>Attaccante dalle grandi qualità atletiche, dal grande talento e dalla sfrontatezza, ma con un carattere che non gli ha permesso di poter esprimersi ai suoi livelli. <strong>Pablo Daniel Osvaldo</strong> era uno dei giovani più interessanti in Argentina e fin dai suoi esordi dimostrò tutto il suo valore vestendo la maglia dell&#8217;Huracán, segnando ben undici reti. L&#8217;Atalanta lo acquistò dunque giovanissimo e poté festeggiare la promozione in Serie A, seppur avendo uno spazio minimo ma segnando un gol contro il Pescara, il suo primo italiano. Venne ceduto con troppa fretta al Lecce, ma fu la Fiorentina nel 2007 a dargli fiducia come attaccante di riserva di Giampaolo Pazzini, anche se si stancò presto di fare panchina. Prima Bologna e poi le grandi annate con l&#8217;Espanyol e la consacrazione con la Roma, che gli consentì anche l&#8217;italianizzazione e svariate chiamate in Azzurro. I problemi nella Capitale lo portarono in Inghilterra, ma a gennaio 2014 fu la Juventus ad acquistarlo diventando prezioso attaccante in Europa League e mattatore proprio dei giallorossi in campionato. Durò solo sei mesi la sua esperienza bianconera, prima di passare all&#8217;Inter e poi chiudere la carriera tra Boca Juniors, Porto e Banfield.</p>



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<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Marco Zanchi</h3>



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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="168" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/11/images.jpeg" alt="" class="wp-image-9095"/></figure></div>



<p></p>



<p><br>Difensore centrale dalle grandi qualità dimostrate pienamente però solo a livello giovanile e con un potenziale mai pienamente espresso. <strong>Marco Zanchi</strong> debuttò come ragazzo prodigio nell’Atalanta già a diciotto anni nel 1995 dove giocò anche con una discreta continuità prima di passare in prestito a Chievo e Bari. I bergamaschi però non furono completamente convinti della bontà del giocatore e nel 1997 venne ceduto all’Udinese dove trovò poco spazio con Zaccheroni, andò meglio con Guidolin, ma fu nella terza annata con De Canio che esplose definitivamente dimostrandosi come uno dei migliori centrali del campionato, pronto per il grande salto di qualità. Nell’estate del 2000 inoltre vinse da titolare l’Europeo Under 21 e con il passaggio alla Juventus era dunque pronto per una sfavillante carriera. Ancelotti lo schierò titolare in tre delle prime quattro partite, ma le sue pessime prestazioni nel 2-2 di San Siro contro il Milan e a Torino contro la sua Udinese gli costarono caro, tanto da giocare solo altre partite prima di essere ceduto in prestito al Vicenza, dove fu coinvolto nella retrocessione. Provò ancora in Veneto a riscattarsi, ma a Verona la storia non cambiò e dopo due anni da riserva a Bologna fu a Messina che trovò le giuste ispirazioni, controllando la difesa siciliana per quattro stagioni, prima di tornare al Vicenza dopo il fallimento giallorosso del 2008 e chiudere carriera nel 2012.</p>
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		<title>Cinque doppi ex che non ricordavi con le maglie di Inter e Napoli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Domenighini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Nov 2021 09:31:41 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Burgnich]]></category>
		<category><![CDATA[Colonnese]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La sfida tra Inter e Napoli è sicuramente una delle più affascinanti di tutto il panorama calcistico italiano. Gli scontri più memorabili furono soprattutto quelli [&#8230;]</p>
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<p class="has-drop-cap">La sfida tra <strong>Inter</strong> e <strong>Napoli</strong> è sicuramente una delle più affascinanti di tutto il panorama calcistico italiano. Gli scontri più memorabili furono soprattutto quelli alla fine degli anni &#8217;80 dove il <em>Ciuccio</em> riuscì ad avere la meglio nel 1987, mentre il <em>Biscione</em> si rifece nel 1989. Grandi campioni e grandi meteore hanno dunque vestite le maglie di queste due nobili del calcio italiano, ma forse non tutti conoscevano il doppio passato di questi cinque.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Tarcisio Burgnich</h3>



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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="605" height="435" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/11/a73613b46dda3d4ab7f01d870fe6b106.png" alt="" class="wp-image-9001" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/11/a73613b46dda3d4ab7f01d870fe6b106.png 605w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/11/a73613b46dda3d4ab7f01d870fe6b106-300x216.png 300w" sizes="(max-width: 605px) 100vw, 605px" /></figure></div>



<p></p>



<p><br>Uno dei difensori più forti nella storia del calcio italiano, un marcatore implacabile che ha saputo rendere grande l’Inter e la Nazionale.&nbsp;<strong>Tarcisio Burgnich</strong>&nbsp;era un friulano duro in campo e inizialmente anche molto sgraziato nei modi, tanto che ci mise molto tempo per esplodere. Iniziò da ragazzino con la sua Udinese dove fece gli esordi in Serie A, prima di passare nell’estate del 1960 alla Juventus. In bianconero vinse il suo primo Scudetto giocando però solamente tredici partite e non sembrando adatto al grande calcio, infatti a fine anno Carlo Parola gli diede il benservito. Fu Palermo che lo accolse tra le proprie fila e l’annata siciliana fu decisiva per la sua carriera perché per la prima volta giocò un’annata da titolare, segnando anche il primo gol tra i professionisti e risultando uno dei migliori marcatori del campionato stregando il Mago Herrera che lo volle all’Inter. Iniziò così il ciclo d’oro della Beneamata e di Tarcisio che giocò con i meneghini per dodici lunghe annate dove vinse tutto quello che si poteva vincere diventando un simbolo dei nerazzurri e della Nazionale. Al termine del deludente Mondiale del 1974 capì che era tempo di cambiare aria e così venne ceduto al Napoli dove vi rimase per tre stagioni. Fu molto positivo soprattutto il primo campionato, con la squadra di Vinício che giocava bene e divertiva e conquistò un secondo posto anche grazie all’eterna solidità della Roccia che dimostrò anche in Campania tutto il suo enorme talento.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Francesco Colonnese</h3>



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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="873" height="529" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/11/310183-0b5176c16173c20d04733a195064172c59cf5a2691bcadb553685edf12ba1186.jpg" alt="" class="wp-image-9002" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/11/310183-0b5176c16173c20d04733a195064172c59cf5a2691bcadb553685edf12ba1186.jpg 873w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/11/310183-0b5176c16173c20d04733a195064172c59cf5a2691bcadb553685edf12ba1186-300x182.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/11/310183-0b5176c16173c20d04733a195064172c59cf5a2691bcadb553685edf12ba1186-768x465.jpg 768w" sizes="(max-width: 873px) 100vw, 873px" /></figure></div>



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<p>Difensore dalle buone qualità che però non è mai stato in grado di dare continuità alle proprie prestazioni rimanendo così troppo nell’anonimato. <strong>Francesco Colonnese</strong> iniziò nella sua Potenza, ma fu alla Cremonese che mostrò tutte le sue qualità, ottenendo una promozione in Serie A e ben figurando nella massima serie. Le sue prestazioni in grigiorosso gli valsero la chiamata della Roma, ma Carletto Mazzone faticava a vederlo come un possibile titolare e così giocò solamente cinque partite in Serie A e venne così ceduto immediatamente al Napoli. In azzurro fu molto positivo fin da subito e fu soprattutto nella seconda stagione che diede il meglio di sé con Gigi Simoni in panchina. Dopo due ottimi anni in Campania seguì il suo mentore all’Inter dove vinse la Coppa Uefa da titolare e nella stagione 1997-98 venne inserito tra i migliori giocatori per media voto di tutta la stagione. Dal 2000 in poi fu tormentato dagli infortuni, giocò poco o nulla nella Lazio e chiuse la carriera con due anni a Siena.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Marco Ferrante</h3>



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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/11/6c8f02efb8c02b773e2143e003b150d67ba20dfe-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-9003" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/11/6c8f02efb8c02b773e2143e003b150d67ba20dfe-1024x576.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/11/6c8f02efb8c02b773e2143e003b150d67ba20dfe-300x169.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/11/6c8f02efb8c02b773e2143e003b150d67ba20dfe-768x432.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/11/6c8f02efb8c02b773e2143e003b150d67ba20dfe-1536x864.jpg 1536w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/11/6c8f02efb8c02b773e2143e003b150d67ba20dfe.jpg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure></div>



<p></p>



<p><br>Attaccante molto bravo in area di rigore e molto apprezzato in provincia che però non è mai riuscito a compiere il definitivo salto di qualità. <strong>Marco Ferrante</strong> iniziò nelle giovanili del Napoli e debuttò in Serie A giovanissimo nell&#8217;ultima partita del 1989 contro il Como, prima di due prestiti con Reggiana e soprattutto Pisa, che gli garantì il ritorno in Campania. Gli <em>Azzurri</em> si stavano ricostruendo, ma gli venne dato poco spazio e così, dopo sole quattro presenze senza reti, venne ceduto definitivamente al Parma e da lì iniziò a girare lo Stivale. La consacrazione la trovò però in maglia granata con il Torino e dopo cinque anni ricchi di marcature venne acquistato nel gennaio 2001 dall&#8217;Inter con Tardelli che lo preferì addirittura a Romário. In nerazzurro fu un fiasco totale segnando solamente contro l&#8217;Udinese e venendo immediatamente rimandato in Piemonte alla fine della stagione. Le sue medie realizzative calarono anche con il Toro e nel 2007 chiuse carriera al Verona.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Mauro Milanese</h3>



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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="194" height="299" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/11/194px-Mauro_Milanese_-_SSC_Napoli_1996-97.jpg" alt="" class="wp-image-9004"/></figure></div>



<p></p>



<p><br>Terzino dotato di ottime qualità in fase di spinta, è stato in grado di costruirsi un&#8217;ottima carriera nonostante non fosse propriamente un predestinato. <strong>Mauro Milanese</strong> iniziò nella sua Trieste prima di giocare nelle varie serie minori con Massese, Monfalcone e ancora Triestina, ma inaspettatamente nel 1994 arrivò la grande occasione. Fu la Cremonese a portarlo in Serie A e le sue ottime prestazioni gli consentirono di rimanere ai vertici per molto tempo. Dopo l&#8217;annata in grigiorosso passò al Torino e nel 1996 al Napoli dove fu il titolare della fascia trovando anche un gol decisivo contro il Verona. Lo volle il Parma, ma dopo pochi mesi del 1997 Gigi Simoni spinse per rivolerlo all&#8217;Inter dove si dimostrò essere una riserva affidabile per un anno e mezzo, segnando anche due reti. Dopo la parentesi nerazzurro tornò in provincia avendo fallito il definitivo salto di qualità, ma continuò ancora a disputare ottime annate, venendo apprezzato soprattutto in quel di Perugia.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Rolando</h3>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="635" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/11/Rolando-Napoli-1024x635.jpg" alt="" class="wp-image-9005" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/11/Rolando-Napoli-1024x635.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/11/Rolando-Napoli-300x186.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/11/Rolando-Napoli-768x476.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/11/Rolando-Napoli.jpg 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure></div>



<p></p>



<p><br>Difensore dalle grandi qualità fisiche e atletiche, non ha saputo rispettare pienamente le attese di una carriera che a un certo punto stava prendendo il volo. <strong>Rolando</strong> nacque nell&#8217;isola di Capo Verde, ma lasciò la sua terra per approdare nelle giovanili del Belenenses. Vi rimase per quattro anni, crescendo a vista d&#8217;occhio stagione dopo stagione e così nel 2008 venne acquistato dal Porto che lo fece diventare una sua colonna. Fu un pilastro della squadra che vinse l&#8217;Europa League nel 2011 e nel gennaio del 2013 venne acquistato dal Napoli che vedeva in lui l&#8217;uomo giusto per poter far fare al reparto arretrato un importante salto di qualità. Incredibilmente sotto il Vesuvio fu un fiasco totale e dopo sole sette partite venne ceduto in prestito all&#8217;Inter di quel Mazzarri che lo aveva sfruttato poco o nulla. Iniziò dalla panchina, ma si ritagliò un ruolo importante all&#8217;interno della squadra rivelandosi il miglior difensore della stagione nerazzurra segnando anche gol importanti, ben quattro, uno dei quali a Torino contro la Juventus. Nonostante le ottime prestazioni non venne riscattato e da lì iniziò a girare l&#8217;Europa prima di tornare in Portogallo al Braga.</p>
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