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Cinque doppi ex che non ricordavi con le maglie di Milan e Genoa

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Il Milan sta vivendo un periodo molto complicato della sua stagione e dopo aver ottenuto uno splendido filotto, ha perso il primo posto in seguito a un solo punto nelle ultime tre partite. Contro il Genoa questa sera trova sulla panchina rossoblu quell’Andriy Shevchenko che ha scritto pagine memorabili per il club rossonero e che è alla ricerca della prima vittoria da allenatore in Italia. Ben ventisette Scudetto scenderanno in campo questa sera a Marassi e tanti sono stati i giocatori che hanno vestito entrambe, ma forse di questi cinque non avevate memoria.

Alessio Cerci


Esterno d’attacco che non è stato in grado di dimostrare con i fatti le sue grandi potenzialità e che con il tempo è andato via via sparendo dai grandi palcoscenici. Alessio Cerci iniziò da giovanissimo nella sua Roma e dove aver debuttato in prima squadra, prima con Fabio Capello e poi con Luciano Spalletti, venne ceduto in prestito al Brescia dove però non trovò spazio. Al Pisa visse il suo anno del lancio e della consacrazione con Ventura in panchina e questo gli garantì il passaggio in A all’Atalanta, ma anche a Bergamo fu un fiasco. Tornò alla Roma dove giocò però molto poco venendo così venduto alla Fiorentina dove mostró solamente a fasi alterne il suo estro. Decise quindi di andare al Torino tornando dal suo maestro Ventura e con Ciro Immobile disputò la più grande annata della carriera, guadagnandosi a suon di gol e assist la chiamata in Nazionale e quella dell’Atlético Madrid. Da quel momento però tutto precipitò e dopo soli sei mesi tornò in Italia al Milan dove per un anno fu un disastro, segnando solo al Palermo. Nel gennaio 2016 passò al Genoa dove per sei mesi ritrovò una buona vena realizzativa, ma non bastò per il riscatto e da allora iniziò a girare l’Europa senza fortuna.

Gianni Comandini


Centravanti di movimento e dal buon talento che ha avuto grandi occasioni da giovane, ma che non è mai stato in grado di sfruttare. Gianni Comandini partì nella sua Cesena, ma fu a Montevarchi che iniziò veramente nel grande calcio professionistico prima di tornare in bianconero. Un paio di ottime stagioni C e B prima di passare al Vicenza sempre in cadetteria e grazie ai suoi venti gol fu decisivo per la promozione dei veneti e così venne acquistato dal Milan. In rossonero fu un fiasco totale, ma i suoi unici due gol segnati furono memorabili, perché arrivati nello 0-6 contro l’Inter. Dopo un solo anno passò all’Atalanta, ma la vena realizzativa era ormai terminata e dopo soli sette gol in un due anni e mezzo passò al Genoa nel gennaio 2004, giocando poco e segnando solo una rete. Nel 2005, a soli ventotto anni, deciderà di ritirarsi dopo l’avventura alla Ternana.

Kakhaber Kaladze

Difensore dal grande talento, capace di giocare con ottimi risultati sia al centro che sugli esterni diventando una colonna del Milan degli anni 2000. Kakhaber Kaladze è stato probabilmente il più importante giocatore georgiano da quando questo Paese è diventato indipendente dall’Unione Sovietica e dopo cinque anni alla Dinamo Tbilisi, passò alla Dinamo Kiev dove per un anno giocò con Shevchenko e fu proprio l’ucraino a consigliarlo nell’estate 2001 al Diavolo. In rossonero svolse quasi sempre il ruolo della riserva di lusso, un po’ per la sua grande adattabiltà in tutti i ruoli e un po’ per la presenza di campionissimi del calibro di Maldini, Nesta, Stam e Cafu. Vinse le due Champions League del 2003 e del 2007, anche se nella prima si fece parare il rigore da Buffon, e a causa di un infortunio fu solo comprimario nello Scudetto del 2004. Dopo nove anni di Milan nel 2010 venne acquistato dal Genoa e nel suo primo anno in rossoblu riuscì a segnare il suo ultimo gol in carriera contro il Parma. L’anno seguente visse la turbolenta stagione ligure e a trentaquattro anni capì che era tempo di darsi alla vita politica della propria nazione.

Alexander Merkel


Avrebbe dovuto essere uno dei grandi astronascenti del calcio degli anni ’10 del nuovo millennio, invece fu poco più che una meteora. Alexander Merkel fece la trafila in tutte le nazionali giovanili tedesche e nel 2008 venne acquistato dal Milan. Tanta Primavera e poi l’esplosione con Massimiliano Allegri che in situazioni di emergenza gli diede molto spazio nell’anno dello Scudetto del 2011, giocando undici partite anche di ottimo livello. I rossoneri scelsero dunque la strada della comproprietà per farlo giocare con continuità e venne così mandato al Genoa dove giocò tanto, ma con scarsa qualità e dopo soli sei mesi tornò a casa. I genovesi alla fine lo acquistarono a titolo definitivo in estate e la nuova annata iniziò nel migliore dei modi con la rete al Cagliari, quella che rimarrà la sua unica in Serie A. Poche presenze e una cessione all’Udinese con scarsa fortuna e l’inizio di un lungo girovagare per il mondo sperdendo sempre di più il suo talento.

Alberto Paloschi


È stato uno degli attaccanti più forti a livello giovanile e capace di esprimersi con un buon rendimento fin da subito, ma non riuscì mai a spiccare il volo. Alberto Paloschi entrò ben presto a far parte del settore giovanile del Milan e il suo esordio fu da sogno. Entrato in una complicata gara interna a San Siro contro il Siena, bagnò il suo esordio con un gran gol che regalò i tre punti e tutti pensarono alla nascita di una stella. Un altro gol alla Sampdoria prima del passaggio in comproprietà al Parma e da lì uscì definitivamente dai radar del Diavolo. Con i ducali fu abbastanza deludente e dopo due anni e mezzo venne ceduto al Genoa dove venne ricordato solamente per i due gol segnati nella pazza rimonta di Marassi contro la Roma. Durò solo sei mesi in Liguria prima di passare per diversi anni al Chievo con buoni risultati, finendo poi per crollare. Male con lo Swansea e la Spal e malissimo con l’Atalanta e il Cagliari e ora gioca proprio in quel Siena che sembrava averlo lanciato nel grande calcio.

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