Immagine di copertina L’esultanza dei giocatori dell’Atletico Madrid
Griezmann e Yamal straordinari, difese imbarazzanti. A conferma che oggi si sta attraversando una crisi di qualità nei centrali difensivi e nella fase difensiva da tanti punti di vista: a livello di scelte, di posizione, di marcatura, di sapere quando accorciare e quando allungare. Due gol su tre nascono da errori marchiani delle difese: Lenglet che tenta di dare una palla indietro quando da quella posizione ti insegnano che non devi mai farlo; la difesa quasi integrale del Barcellona che non accorcia su Griezmann, non chiude lateralmente e si fa tagliare da una palla laterale come lama nel burro.
Vanno bene i fenomeni offensivi, che oggi abbandonano in special modo sugli esterni, ma bisognerebbe tornare un po’ di più a insegnare certi fondamentali difensivi. Difendere “alto” non aiuta, chiaramente. Ma non può essere un alibi. Per diversi difensori, anche di squadre di livello mondiale, sembra mancare proprio il cosiddetto Abc.
Errori delle difese a parte, la partita resterà negli occhi per la capacità dell’Atletico Madrid di saper riemergere nel momento più complicato e per aver disputato comunque un ottimo secondo tempo, concedendo al Barcellona il minimo indispensabile. Resterà negli occhi per la qualità assoluta di Lamine Yamal, a tratti di nuovo in versione uno contro tutti come all’andata (leggi qui). Come all’andata, è calato nel finale, ma cosa vogliamo chiedere a un ragazzo di nemmeno 19 anni? Dategli una difesa e poi ne riparleremo. Resterà negli occhi per la prestazione monumentale di un Antoine Griezmann eroico, commovente, vero leader umorale, autore di una prestazione a tutto tondo, non solo per la palla illuminante che dà il via all’azione dell’Atleti e ha consentito di cambiare – di fatto – l’inerzia del match e della qualificazione.
Il Barcellona, un po’ come un anno fa contro l’Inter, ma forse quest’anno ancora in modo più evidente, è vittima dei propri errori e di alcuni suoi limiti. Lewandowski non è più quello vero, e siamo d’accordo. Ma prima di tutto bisogna intervenire sulla difesa, provando a cambiare qualcosa a livello di sistema e di interpreti (anche se oggi non è facile trovare elementi di livello mondiale, ne abbiamo parlato pochi giorni fa qui). Rimane anche la grande filosofia di una società in profondo rosso e che anche per questo non ha problemi a lanciare ragazzi del vivaio come se piovesse, anche nel momento decisivo come è stato stasera. Questo è un insegnamento per il claudicante calcio azzurro.
L’Atletico Madrid si conferma bestia nera del Barcellona in Champions e pianta la bandierina in semifinale in modo comunque non demeritato. Perché ha saputo, da squadra meno forte, leggere le amnesie degli avversari, limitarli e portare la doppia sfida sui binari a lei più favorevoli. E nel secondo tempo, dopo il mancato 3-1 annullato per fuorigioco a Ferran Torres, è andato più vicino l’Atletico al 2-2 del Barcellona al 3-1.
Il tabellino
ATLETICO MADRID-BARCELLONA 1-2
Marcatori: pt 4′ Yamal (B), 24′ Ferran Torres (B), 31′ Lookman (A).
Atletico Madrid: Musso; Molina, Le Normand, Lenglet, Ruggeri; G. Simeone (st 21′ Baena), Llorente, Koke (st 44′ Cardoso), Lookman (st 21′ Nico Gonzalez) ; Alvarez, Griezmann (st 31′ Sorloth 6.5). All. D. Simeone.
Barcellona: Joan Garcia; Koundé, Eric GarcÃa, MartÃn, Cancelo (st 45′ R. Araujo); Gavi (st 36′ De Jong), Pedri; Yamal, Olmo (st 45′ Bardghji), Fermin Lopez (st 23′ Rashford); Ferran Torres (st 23′ Lewandowski). All. Flick.

Le pagelle
ATLETICO MADRID
IL MIGLIORE GRIEZMANN 7,5
Avvia l’azione del gol con una perla, gioca tra le linee sempre con un’intelligenza pazzesca, lo si trova persino in difesa a spezzare l’azione. Prestazione da centrocampista totale, uno dei giocatori più sottovalutati degli ultimi trent’anni. Ancora sulla breccia, è sempre lui l’anima e il cuore dell’Atletico.
Musso 7 Salva più volte la baracca, soprattutto nella prima ora quando il Barcellona è maggiormente pericoloso. Almeno due grandi interventi. Sempre ottimo nelle uscite. Sulle orme del Dibu.
Lookman 7 Fino al gol si vede poco, poi trova la zampata che di fatto indirizza in modo decisivo la qualificazione. Mette più volte in difficoltà Koundé.
Alvarez 5,5 All’andata era stato un fattore, al ritorno lo è molto meno. Primo tempo raccapricciante, non tiene un pallone. Nella ripresa, forse dopo aver capito che non ha lo smalto della scorsa settimana, si mette al servizio della squadra e salva la faccia.
Difesa Atletico 5 In blocco. Primi 20 minuti orribili. Errori di posizione collettivi, errori individuali come se piovesse. Quando la squadra nella ripresa si chiude, i difensori sembrano più tornare al loro habitat naturale e paradossalmente le cose migliorano.
Lenglet 4 Un errore da matita rossa. Lionel Messi nel 2019, con Lenglet titolare, ha fatto vincere una Liga e sfiorare una Champions a un decadente Barcellona. Ognuno tragga da solo le conclusioni.
BARCELLONA
IL MIGLIORE YAMAL 7,5
Infermabile. Quando parte è uno spettacolo e nessun difensore può stargli dietro. Piroette, veroniche, dribbling, controllo di palla, superiorità numerica, sensazione di pericolo: tutto il repertorio nei piedi e nella testa di un ragazzo di nemmeno 19 anni. Colui che più di tutti non meritava questa eliminazione. Trovate un difetto a questo ragazzo e dategli Puyol e il Piqué dell’era Guardiola. Poi ne riparleremo.
Ferran Torres 7 Ispirato, indemoniato. Movimenti continui, molto meglio lui oramai dell’ectoplasma Lewandowski al tramonto. Dà verticalità , segna un gran gol e ne fa un altro annullato per fuorigioco millimetrico. Sliding door del match, perché dal possibile 3-1 poi il Barcellona gradatamente si spegne.
Pedri 5,5 Non due grandi partite, forse non un grande periodo, per la mente del Barcellona. Sarà fondamentale torni quello vero perché il Mondiale incombe e lui è anche la mente della Spagna.
Difesa Barcellona 5 Fa il paio con quella dell’Atletico. Nei momenti decisivi capisci che qualcosa non c’è. Il gol dell’Atleti vede la fase difensiva blaugrana in tilt. Nella ripresa va tutto bene sino a quando il Barcellona nei primi 20 minuti attacca. Dopo i cambi (azzeccati) del Cholo, l’ingresso dell’ariete Sorloth e del guizzante Baena, l’Atletico inizia ad attaccare di più e la difesa del Barcellona torna a fare la figura delle belle statuine. Solo Joan Garcia e alcuni errori di mira dei Colchoneros negano il 2-2.
Eric Garcia 4 Cubarsi all’andata, lui al ritorno. Rosso giustissimo. Specchio del problema principale di questa squadra: la difesa. Semplicemente non c’è.


