1998-1999: Real Madrid-Barcellona 2-2

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Immagine di copertina: Raúl González Blanco

Madrid, Santiago Bernabéu, 19 settembre 1998

Il Clasico assomiglia sempre di più a un all star game, e nel 1998/1999 entrambe le big di Spagna iniziano la stagione con l’intenzione di prendersi tutto: il Real Madrid ha rivinto la Champions dopo oltre 32 anni di digiuno, superando un po’ a sorpresa la favorita Juve, e la stagione successiva punta sia a ripetersi in Europa che a riprendersi la Liga; il Barcellona brasiliano-olandese vuole confermarsi in patria e provare il colpo grosso anche nella massima competizione continentale.

Nessuna delle due saprà arrivare in fondo alla Champions, e questo favorirà la maturazione di una Liga all’insegna dell’equilibrio nella prima parte e dominata dai catalani nella seconda parte.

Il Clasico del 19 settembre 1998 è il preludio a una stagione segnata da una rivalità ancora più accesa del solito, anche in ragione della presenza, sue due panchine, di due guru olandesi (van Gaal e Hiddink).

La sfida è molto equilibrata e si chiude con un 2-2 pirotecnico e che rispecchia l’andamento della gara: il Real è più equilibrato, mentre il Barcellona scende in campo schierato con un 3-4-3 che sarebbe riduttivo definire spregiudicato (a centrocampo giocano Giovanni, Rivaldo e Luis Enrique, e davanti a loro tre attaccanti) e che risulta in ogni caso efficace.

Le pagelle – Real Madrid

IL MIGLIORE: Raúl González Blanco 7,5
A ventun anni, Raúl González Blanco sta facendo ingresso nella piena maturità sportiva e il primo tempo del Clasico del 1998 è uno dei migliori della sua carriera. Il fuoriclasse ispanico segna due reti da opportunista e si produce in un paio di assoli palla al piede e di rifiniture, una con il tacco, da grandissimo giocatore. Cala un po’ nella ripresa, ma il voto alto gli spetta di diritto.

Fernando Redondo 7,5: forza fisica, controllo di palla superbo (davvero impossibile portarglierla via) e cervello che sembra prevedere il futuro fanno del giocatore argentino l’uomo chiave della squadra e della manovra. Da applausi numerose sventagliate del suo sinistro.

Predrag Mijatović 6,5: non è mai troppo continuo nell’arco dei novanta minuti, ma esce tra gli applausi del Bernabéu perché è sempre in grado di controllare il pallone in spazi microscopici, fornisce al compagno di reparto l’assist del 2-1 e salta in un paio di occasioni i difensori blaugrana con due magie.

Clarence Seedorf 6: alterna spunti palla al piede pregevoli a qualche errore di troppo.

Fernando Hierro 5,5: disputa una buona gara, nel complesso, e calcia due volte pericolosamente verso la porta di Hesp, ma è colpevole sia sul primo che, soprattutto, sul secondo gol, quando non riesce a contenere Sonny Anderson regalando agli ospiti il 2-2.

Le pagelle – Barcellona

IL MIGLIORE: Rivaldo 7
Per chi scrive è quasi impossibile definirne con precisione il ruolo: sulla carta sarebbe una mezzala sinistra, ma spesso si defila a fare l’ala e lo si trova anche a rincorrere gli avversari nella propria metacampo. Due agganci e un paio di assoli da cineteca, e la punizione da cui scaturisce il gol di Kluivert.

Luís Figo 7: dopo un primo tempo un po’ in ombra, decolla nella ripresa e lascia più volte sul posto il malcapitato Jarni. Il voto positivo è anche un riconoscimento per lo splendido assist che propizia il pareggio di Sonny Anderson.

Philippe Cocu 6,5: metronomo e cervello “basso” del Barça, Cocu è degno del confronto con il dirimpettaio Redondo e disegna anche un paio di verticalizzazioni da campione.

Patrick Kluivert 6: prestazione piuttosto scialba, che si salva però per il gol del pareggio.

Luis Enrique 5,5: questa volta il tuttocampista asturiano è poco incisivo in entrambe le fasi di gioco e non è mai davvero pericoloso. Lo si nota più che altro per alcuni interventi fallosi ai limiti del cartellino giallo.

Rivaldo, il migliore del Barcellona

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