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1964: Argentina-Brasile 3-0

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Immagine di copertina: l’esultanza di Ermindo Onega dopo il gol

Si gioca a San Paolo la Coppa delle Nazioni e l’Argentina travolge forse inaspettatamente il Brasile. Del match sono visionabili solo i minuti finali del primo tempo e il secondo. È la famosa partita in cui Pelé perde la testa e rifila una testata al suo marcatore “Chino” Mesiano a metà del primo tempo: l’intervento non viene sanzionato dall’arbitro, ma Mesiano deve uscire sostituito da Telch. Proprio Telch realizza la doppietta che unita alla rete di Onega consente all’Argentina di vincere. Il telecronista argentino sottolinea con grande enfasi l’organizzazione e la tattica della nazionale albiceleste, seguace oramai in tutto e per tutte delle teorie resultadiste dopo aver abbandonato il gioco arioso e offensivo della Nuestra. Il Brasile è davvero irriconoscibile, un crollo inspiegabile alla luce del 5-1 rifilato all’Inghilterra qualche giorno prima. Male anche Pelé, raddoppiato e triplicato dalla feroce guardia argentina, anche se ha il merito di procurarsi un rigore che un opaco Gerson calcia sul palo.

Brasile: Gilmar – Carlos Alberto, Brito, Joel Camargo, Rildo – Gerson, Roberto Dias – Julinho, Pelé, Reinildo – Vavà
Argentina: Carrizo – Simeone, Mesiano (pt 27′ Telch), Delgado, Vieitez – Rendo, Rattin, Varacka – Onega – Prospitti, Rojas.

L’Argentina schierata prima del via

Primo tempo
Il primo tempo inizia a vedersi dal 38′
38′ GOL ARGENTINA Scambio in velocità Onega-Rojas-Onega, che entra in area e fredda Gilmar con un destro di controbalzo.
40′ triangolo sulla destra Rojas-Prospitti-Rojas, tiro respinto sulla linea da un difensore brasiliano. Insiste l’Argentina.
43′ altra occasione per Onega, che calcia alle stelle da ottima posizione. Brasile in chiara difficoltà.

Secondo tempo
6′
fallo di Rattin su Pelé al limite: punizione a giro di Julinho fuori di poco sul primo palo. Primo squillo dei verdeoro.
16′ GOL ARGENTINA Azione di ripartenza da manuale dell’Argentina, da Onega a Rojas, tiro respinto Gilmar, Telch si fionda come un falco e realizza.
20′ punizione da destra di Julinho, traiettoria arcuata, Carrizo devia.
26′ Pelé falciato in area. Rigore netto. Sul dischetto si presenta Gerson, che però colpisce il palo alla sinistra di Carrizo. Occasione clamorosamente sciupata dal Brasile.
31′ tentativo da fuori di Rojas, Gilmar blocca a terra. Argentina in controllo.
44′ GOL ARGENTINA L’Argentina affonda ancora i colpi, in una difesa brasiliana inguardabile: un giocatore si infila in area, tocca sul secondo palo sull’uscita di Gilmar, Telch arriva in corsa e mette dentro comodamente.

LE PAGELLE BRASILE
IL MIGLIORE BRITO 6
Difficile trovare un migliore, scegliamo lui perché è quello che sembra metterci più voglia degli altri. Bravo a vincere anche certi duelli sul piano individuale.
Julinho 5,5 L’unico che tenta di dare un po’ di brio all’attacco con alcune percussioni sull’out di destra. Non sempre preciso nei traversoni a centro area. Calcia di poco fuori una punizione, miglior occasione del Brasile insieme al rigore sbagliato.
Pelé 5 Giornata nera, chiuso in modo molto deciso dalla tosta difesa resultadista argentina. Pur in un pomeriggio no trova comunque il modo di lasciare qualche piccolo segno: si procura la punizione che Julinho calcia fuori di poco e soprattutto il rigore che Gerson spreca.
Vavà 5 Isolato e lasciato alla mercé dei difensori argentini, non la vede praticamente mai.
Gerson 4,5 Peggiore in campo. Rigore fallito, molle e spento in mezzo al campo dove Rattin lo porta a scuola.

LE PAGELLE ARGENTINA
IL MIGLIORE ONEGA 7
Si conferma giocatore di alto profilo, apre le danze dopo una splendida triangolazione con Rojas e gestisce il ritmo sulla trequarti.
Telch 7 Entra per Mesiano e timbra la doppietta che indirizza in via decisiva la sfida. Uomo del destino.
Rattin 7 Polmone e cuore del centrocampo: contrasti, recuperi e corsa. Un mediano con i fiocchi, che era già piaciuto in altri frangenti.
Carrizo 6,5 Nonostante i quasi 40 anni sulla carta d’identità mette in mostra ancora grande autorevolezza. Non deve compiere chissà quali grandi parate, alla luce delle inconcludenti trame offensive verdeoro, ma nelle prese aeree e nella gestione del reparto mostra evidente sicurezza.

Gli highlights dell’incontro

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