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	<title>lewandoski Archivi - Game of Goals</title>
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	<title>lewandoski Archivi - Game of Goals</title>
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		<title>Champions League, il bilancio della prima fase: Bayern, Liverpool e Ajax show, disfatta Barcellona</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gabriele Gilli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Dec 2021 09:40:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[2021-2022]]></category>
		<category><![CDATA[ajax amsterdam]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina: i giocatori del Bayern Monaco festeggiano la loro vittoria contro il Barcellona [www.eurosport.it] Si è conclusa la prima fase della Champions League.Abbiamo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2021/12/10/champions-league-il-bilancio-della-prima-fase-bayern-liverpool-e-ajax-show-disfatta-barcellona.html">Champions League, il bilancio della prima fase: Bayern, Liverpool e Ajax show, disfatta Barcellona</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-text-align-right"><em>Immagine di copertina: i giocatori del Bayern Monaco festeggiano la loro vittoria contro il Barcellona [www.eurosport.it]</em></p>



<p class="has-text-align-left">Si è conclusa la prima fase della Champions League.<br>Abbiamo deciso per l’occasione di tracciare un bilancio delle sei giornate del girone iniziale.<br>Ecco le classifiche complete.<br><br><strong>GIRONE A</strong>: Manchester City 12; Psg 11; Lipsia 7; Brugge 4.<br>Manchester City e Psg agli ottavi; Lipsia in Europa League<br><strong>GIRONE B</strong>: Liverpool 18; Atletico Madrid 7; Porto 6; Milan 4.<br>Liverpool e Atletico Madrid agli ottavi; Porto in Europa League<br><strong>GIRONE C</strong>: Ajax 18; Sporting Lisbona, Borussia Dortmund 9; Besiktas 0.<br>Ajax e Sporting Lisbona agli ottavi; Borussia Dortmund in Europa League.<br><strong>GIRONE D</strong>: Real Madrid 15; Inter 10; Sheriff 7; Shakthar Donetsk 2.<br>Real Madrid e Inter 10 agli ottavi; Sheriff in Europa League.<br><strong>GIRONE E</strong>: Bayern Monaco 18; Benfica 8; Barcellona 7; Dinamo Kiev 1.<br>Bayern Monaco e Benfica agli ottavi; Barcellona in Europa League.<br><strong>GIRONE F</strong>: Manchester United 11; Villareal 10; Atalanta 6; Young Boys 5.<br>Manchester United e Villareal agli ottavi; Atalanta in Europa League.<br><strong>GIRONE G</strong>: Lilla 11; Salisburgo 10; Siviglia 6; Wolfsburg 5.<br>Lilla e Salisburgo agli ottavi; Siviglia in Europa League.<br><strong>GIRONE H</strong>: Juventus 15; Chelsea 13; Zenit 5; Malmoe 1.<br>Juventus e Chelsea agli ottavi; Zenit in Europa League.</p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">La conferma</h3>



<p></p>



<p>Un rullo compressore. Così può essere descritto il <strong>Bayern Monaco</strong>, per la sua capacità di macinare risultati su risultati nelle ultime tre stagioni di Champions League. I campioni in carica in Germania, infatti, hanno dominato il proprio girone senza patemi d&#8217;animo, collezionando con facilità 6 vittorie su 6, per un bottino da 18 punti (raggiunto anche dal Liverpool di Klopp e dall&#8217;Ajax di ten Hag), segnando 22 gol e subendone appena 3. Con il suo Robert Lewandowski da 9 gol in 6 partite, i bavaresi si candidano per l&#8217;ennesima volta alla vittoria finale, potendo disporre di nuovo di un organico profondissimo e di un gioco magistrale portato avanti dalle idee del suo nuovo allenatore, Julian Nagelsmann. Il Bayern Monaco c&#8217;è.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">La sorpresa</h3>



<p></p>



<p>Dopo la splendida semifinale raggiunta nel 2019, ad irrompere di nuovo con prepotenza nella massima competizione europea è stato senza dubbio <strong>l&#8217;Ajax </strong>di ten Hag, che in un girone per nulla scontato è riuscito a fare all-in, raccogliendo 6 vittorie su 6 in un girone contro Borussia Dortmund, Sporting Lisbona e Besiktas, segnando 20 gol e subendone 5. Inoltre, ha trovato in Sébastien Haller un trascinatore di livello assoluto, con 10 gol in 6 partite che fanno di lui il capocannoniere della massima competizione europea, nonché in giovani molto interessanti come il brasiliano classe 2000 Anthony, autore di 2 gol e 5 assist in 5 partite. L&#8217;Ajax si sta rilanciando, con la sua tradizione eccezionale a livello di scouting, e chissà se sarà in grado di strapparsi altre soddisfazioni importanti. </p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">La delusione</h3>



<p></p>



<p>Intendiamoci, il declino del <strong>Barcellona </strong>ha radici ben più pregresse e di fatto il ciclo di vittorie dell&#8217;era Messi era già finito da anni, nonostante la Pulce fosse in grado di rimediare ai parziali limiti di una rosa a cartucce limitate. Eppure non ci saremmo mai aspettati di vedere un Barcellona in crisi così nera, incapace di risollevarsi nonostante l&#8217;arrivo di Xavi al posto di Ronald Koeman. La situazione è semplicemente catastrofica, per una squadra in totale ricostruzione che fatica in campionato come in Europa, ritrovandosi retrocessa in Europa League senza possibilità d&#8217;appello. A parlare in maniera chiara, chiarissima, del disastro blaugrana successivo all&#8217;addio di Messi sono senza dubbio gli appena 2 gol segnati in 6 partite, nonché la netta e umiliante sconfitta a Lisbona contro il Benfica per 3-0. Disastro.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Le italiane</h3>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/uaomu6oz6zb7mfmwediu-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-9204" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/uaomu6oz6zb7mfmwediu-1024x576.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/uaomu6oz6zb7mfmwediu-300x169.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/uaomu6oz6zb7mfmwediu-768x432.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/uaomu6oz6zb7mfmwediu.jpg 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption><em>I giocatori della Juventus festeggiano la loro vittoria casalinga contro il Malmö. [www.juventus.com]</em></figcaption></figure></div>



<p></p>



<p>La Juventus (<strong>7,5</strong>), nonostante l&#8217;umiliazione rimediata a Stamford Bridge per mano del Chelsea campione d&#8217;Europa in carica (un netto 4-0), è riuscita a massimizzare tutti gli altri risultati che aveva a disposizione, collezionando 15 punti dei 18 a disposizione e classificandosi come testa di serie in vista degli ottavi di finale, a seguito dell&#8217;inaspettato pareggio dei Blues contro lo Zenit in suolo russo.<br>L&#8217;Inter (<strong>7</strong>), dopo tre campagne consecutive deludenti in Champions League, è riuscita a sfatare quel maledetto tabù che la perseguitava nella fase a gironi della massima competizione europea. Grazie ai suoi 10 punti raccolti contro Sheriff Tiraspol e Shakhtar Donetsk, si è qualificata come seconda del proprio girone, dietro solo al Real Madrid di Carlo Ancelotti.<br>Il Milan (<strong>5</strong>), nonostante peccasse di inesperienza da parte dei suoi giocatori alla loro prima esperienza nella massima competizione europea, non è stato in grado brillare con continuità in un girone già tosto di suo con Liverpool, Atletico Madrid e Porto. Le splendide prestazioni contro l&#8217;Atletico Madrid non sono sufficienti per coprire quelle altrettanto deludenti contro il Porto, e con solo 5 punti raccolti il diavolo rossonero si ritrova escluso anche dall&#8217;Europa League.<br>L&#8217;Atalanta (<strong>5</strong>), a seguito di un deludente bottino di soli 6 punti (una sola vittoria) nel suo girone con Manchester United, Villarreal e Young Boys, è capitolato per 3-2 in casa contro il sottomarino giallo, palesando in maniera ancora più marcato i propri limiti nella gestione delle partite in questi tre mesi.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">I protagonisti: Sébastien Haller e Robert Lewandowski</h3>



<p></p>



<figure class="wp-block-gallery aligncenter columns-2 is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img decoding="async" width="1024" height="1024" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/sebastien-haller-ajax-1024x1024.jpg" alt="" data-id="9207" data-full-url="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/sebastien-haller-ajax.jpg" data-link="https://gameofgoals.it/?attachment_id=9207" class="wp-image-9207" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/sebastien-haller-ajax-1024x1024.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/sebastien-haller-ajax-300x300.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/sebastien-haller-ajax-150x150.jpg 150w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/sebastien-haller-ajax-768x768.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/sebastien-haller-ajax.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="blocks-gallery-item__caption">Haller, 10 gol</figcaption></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><img decoding="async" width="1024" height="683" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/Lewandowski-vs-Benefica-1024x683.jpg" alt="" data-id="9209" data-full-url="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/Lewandowski-vs-Benefica.jpg" data-link="https://gameofgoals.it/?attachment_id=9209" class="wp-image-9209" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/Lewandowski-vs-Benefica-1024x683.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/Lewandowski-vs-Benefica-300x200.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/Lewandowski-vs-Benefica-768x512.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/Lewandowski-vs-Benefica.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="blocks-gallery-item__caption">Lewandowski, 9 gol</figcaption></figure></li></ul></figure>



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<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<p>È stato difficile trovare un singolo protagonista di questa fase a gironi della UEFA Champions League, in quanto ci siamo ritrovati di fronte ad un vero e proprio bivio tra due giocatori che si sono distinti allo stesso modo di queste prime sei partite della massima competizione europea, ovvero <strong>Sébastien Haller</strong> e <strong>Robert Lewandowski</strong>, i due trascinatori rispettivamente di Ajax e Bayern Monaco verso il punteggio pieno nei propri gironi.</p>



<p><strong>Sébastien Haller </strong>va celebrato per l&#8217;inevitabile effetto sorpresa legato al suo impressionante score realizzativo. Con i suoi 10 gol in 6 partite, infatti, non soltanto si è erto a massimo protagonista dell&#8217;Ajax nel dominio del suo girone, ma è anche e soprattutto stato in grado di sfiorare il record di gol da parte di un singolo giocatore nella fase a gironi della UEFA Champions League, ovvero gli 11 segnati da Cristiano Ronaldo nel 2015-2016, arrivandoci vicino di appena un&#8217;unità.</p>
</div>
</div>



<p>Dall&#8217;altro canto, <strong>Robert Lewandowski</strong> ha avuto l&#8217;ennesimo avvio roboante nella fase a gironi, segnando 9 gol in 6 partite e arrivando a quota 82 gol in 102 partite in carriera in Champions League, numeri da capogiro che confermano uno status ormai ben consolidato tra i più forti del pianeta. Ormai non fa più notizia&#8230;</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">La top 11 </h3>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="756" height="648" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/Schermata-2021-12-10-alle-10.37.39.png" alt="" class="wp-image-9231" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/Schermata-2021-12-10-alle-10.37.39.png 756w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/12/Schermata-2021-12-10-alle-10.37.39-300x257.png 300w" sizes="(max-width: 756px) 100vw, 756px" /></figure></div>
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			</item>
		<item>
		<title>Come stiamo valutando i calciatori contemporanei?</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2021/11/06/come-stiamo-valutando-i-calciatori-contemporanei.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Buffoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Nov 2021 07:54:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calcio moderno]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina: Messi e Lewandowski: i favoriti per il Pallone d&#8217;Oro 2021 La questione mi frulla in testa da un po&#8217; di tempo: ogni [&#8230;]</p>
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<p class="has-text-align-right"><em>Immagine di copertina: Messi e Lewandowski: i favoriti per il Pallone d&#8217;Oro 2021</em></p>



<p class="has-drop-cap">La questione mi frulla in testa da un po&#8217; di tempo: ogni volta che leggo giudizi poco lusinghieri, se non vere e proprie stroncature, sui campioni contemporanei, mi arrovello senza arrivare a una soluzione, ovvero mi chiedo quale tra le seguenti alternative, tra loro antinomiche, sia più verosimile o comunque sostenibile sul piano argomentativo:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>i calciatori attuali, in effetti e con tutta la buona volontà, non sono straordinari, quantomeno se comparati ai fuoriclasse del passato;</li><li>è solo una questione di prospettiva, anche in passato i contemporanei hanno dovuto masticare amaro e sono la storia ha restituito loro la gloria che si erano meritati durante la carriera;</li><li>i principi e le regole che governano il nostro giudizio si sono modificati ed evoluti in modo tale da funzionare come una lente deformante: in altre parole, non è la realtà a essere cambiata, ma è la nostra capacità di giudizio a essersi appiattita, involuta sino a diventare scialba e focalizzata esclusivamente su tre o quattro episodi cruciali, gli unici cui davvero diamo peso nel corso di intere stagioni se non di intere carriere.</li></ul>



<p>La logica mi imporrebbe di archiviare subito la prima opzione, che cozza evidentemente contro ogni evidenza empirica.</p>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="570" height="320" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/11/b19f6877b6542e016e1d42ed7f8695d1-80847-2949380efa673bd8c4523694a3f5f4dd.jpg" alt="" class="wp-image-8839" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/11/b19f6877b6542e016e1d42ed7f8695d1-80847-2949380efa673bd8c4523694a3f5f4dd.jpg 570w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/11/b19f6877b6542e016e1d42ed7f8695d1-80847-2949380efa673bd8c4523694a3f5f4dd-300x168.jpg 300w" sizes="(max-width: 570px) 100vw, 570px" /><figcaption>Cristiano Ronaldo con la 7 del Manchester United</figcaption></figure></div>



<p></p>



<p>Rigetto a priori ogni discorso sulla presunta superiore complessità/semplicità come esiti dell&#8217;evoluzione del calcio, in quanto chi imposta il discorso in questi termini, a mio parere, cerca solo di mascherare una conoscenza superficiale del fenomeno, ma forse dovrei dire della società umana e dell&#8217;essere umano in quanto tale. Evito quindi di soffiare nelle trombe della polemica o di chiamare a raccolta tutto il vocabolario della presunzione e la sua miopia (Vuoi mettere le rigide marcature degli anni &#8217;80? Oppure, <em>a contrario,</em> come puoi pensare che un calciatore degli anni &#8217;60 fosse un campione, dato che il fenomeno calcio all&#8217;epoca era di una povertà amatoriale?) per proclamare che i fuoriclasse degli anni &#8217;20 hanno lo stesso identico valore simbolico e tecnico dei fuoriclasse degli anni &#8217;70 così come dei fuoriclasse attuali, e aggiungo che opinare diversamente significa trasformare meriti contestuali (di natura scientifica, alimentare, tecnica, ma direi sociologica e storica in senso lato: non è un merito essere nati prima o dopo il varo del vaccino contro la poliomielite, o sbaglio?) in meriti individuali. Punto. Come avrebbe detto <strong>Bill Hicks</strong>, <em>Case Fucking Closed</em>.</p>



<p>Ciò premesso, mi permetto di osservare come, nel panorama contemporaneo e nella generazione cresciuta all&#8217;ombra di <strong>Messi</strong> e di <strong>Cristiano Ronaldo</strong>, non abbiamo visto un giocatore che abbia eguagliato in toto e senza margini di discussione la statura dei due fenomeni; ma subito correggo il tiro evidenziando come anche tra i giocatori nati dal 1988 in poi non manchino i fuoriclassse capaci di segnare un&#8217;epoca (per limitarmi a campioni indiscutibili, senza pretesa di esaustività, voglio citare <strong>Robert Lewandowski</strong>, <strong>Neymar</strong>, <strong>Kevin De Bruyne</strong>, <strong>N&#8217;Golo Kante</strong>, <strong>Thomas Muller</strong>, <strong>Eden Hazard</strong>, <strong>Mohamed Salah, Virgil Van Dijk, Kylian Mbappe</strong>) e come, in ogni caso, due singoli fuoriclasse non siano rilevanti sul piano statistico. Nel 1994 non c&#8217;erano in campo, a mio sommesso parere, un Diego Armando Maradona o un Michel Platini, ma questo non esclude che le rose traboccassero di grandi giocatori e che qualche nomignolo destinato a lasciare tracce profonde nella storia fosse in attività (<strong>Roberto Baggio</strong>? <strong>Romario</strong>?).</p>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="690" height="527" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/11/690.jpg" alt="" class="wp-image-8841" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/11/690.jpg 690w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/11/690-300x229.jpg 300w" sizes="(max-width: 690px) 100vw, 690px" /><figcaption>De Bruyne e Kanté, due dei migliori centrocampisti in circolazione</figcaption></figure></div>



<p></p>



<p>Superata la prima argomentazione, mi concentro sulla seconda. Stiamo parlando solo di prospettiva? In un certo senso sì, le graduatorie, i confronti etc.. per quanto basati in ultima analisi sui fatti, in fin dei conti gonfiano il petto e possono rivendicare un ruolo effettivo solo nel mondo della parola, del discorso effimero (ogni volta che ci prendiamo a sberle per stabilire se sia stato più forte Tizio o Caio immagino <strong>Michel Foucault</strong> sorridere soddisfatto sotto la pioggia). La verità è che sappiamo poco di quasi tutti i giocatori del passato e che la loro analisi, in sintesi, è di natura prevalentemente discorsiva e spesso dossografica. Ma lo stesso vale per quasi tutti i giocatori del presente, della cui carriera non possiamo conoscere ogni singolo dettaglio, e rispetto ai quali ci affidiamo anche ai pareri altrui.</p>



<p>È giusto o sbagliato farlo? Un grande scrittore e giornalista (il fondatore di questa webzine) afferma che, per giudicare un giocatore, nulla vale come i nostri occhi, e personalmente sono d&#8217;accordo. Però gli occhi non bastano: affidarsi anche all&#8217;analisi letteraria e alla dossografia è imprescindibile.</p>



<p>Chi nega questa evidenza secondo me sta ciurlando nel manico: se oggi studiamo la carriera di <strong>Johan Cruijff</strong> o di <strong>Marco Van Basten</strong>, non lo facciamo perché, dopo accurato esame di ogni singolo giocatore del passato, siamo giunti alla conclusione che gli olandesi fossero due fuoriclasse, ma perché qualcuno prima di noi ha avuto la fortuna di vederli e di riconoscerne la grandezza, stimolando la nostra curiosità.</p>



<p>La nostra opinione quindi <em>nasce</em> spuria, sviluppandosi ha assorbito le opinioni altrui, e non c&#8217;è modo di evitarlo. A questa evidenza, che spesso neghiamo anche a noi stessi, si aggiunge il problema della prospettiva: tutti noi siamo italiani, nati in Italia in un determinato momento, con determinati strumenti intellettivi e tecnologici a nostra disposizione, una specifica formazione sportiva e culturale eccetera&#8230; E anche questo contribuisce a plasmare la nostra opinione a monte, in forme subdole di cui siamo in larga misura inconsapevoli. Sostenere che esista un parere puro che viene inquinato a posteriori è pura illusione: il parere matura in un fertile ambiente discorsivo che gli fornisce il DNA e forse anche il necessario fabbisogno alimentare.</p>



<p>E se ci fermiamo a riflettere anche solo per un istante, d&#8217;altra parte, è giusto così: la libertà di formarsi un&#8217;opinione sui fatti, sacrosanta e direi anzi doverosa, non deve trasformarsi nella presunzione di conoscere fatti che non si conoscono. Il supporto altrui diventa quindi determinante, specie quando ci arrabattiamo tra video di scarsa qualità, episodi sparsi che non possono avere un significato troppo importante in una carriera che dura molti anni eccetera.</p>



<p>Riconosciuti tutti i limiti cognitivi di cui sopra, ritengo che la prospettiva sia effettivamente una lente che deforma la realtà, salvando spesso il meglio del passato, oppure cancellandolo in maniera ingiusta, o ancora tramandando ai posteri soltanto eventi specifici che segnano la memoria collettiva e tralasciando invece fatti meno noti, ma a volte non meno significativi.</p>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignleft size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/11/Gianni_Brera.jpg" alt="" class="wp-image-8842" width="548" height="485" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/11/Gianni_Brera.jpg 720w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/11/Gianni_Brera-300x265.jpg 300w" sizes="(max-width: 548px) 100vw, 548px" /><figcaption>Il giornalista italiano Gianni Brera</figcaption></figure></div>



<p>Pochi giorni or sono mi sono imbattuto in un pezzo che <strong>Gianni Brera</strong> aveva dedicato ai campionati Europei del 1988 e dopo poche righe mi sono pizzicato la faccia, perché volevo essere sicuro di essere sveglio: il leggendario giornalista lombardo – che solo pochi mesi prima aveva tolto la corona dal capo di Sua Maestà <strong>Michel Platini</strong>, deprecandone la scarsa vena agonistica e tacciandolo di furbizia ingannatoria ai danni degli spettatori, ignari della sua presunta tendenza a scomparire quando il clima della contesa si accendeva – ne ha per tutti, da <strong>Dasaev </strong>che è &#8220;<em>meno bravo di quanto si creda</em>&#8220;, a <strong>Gullit</strong>, etichettato come <em>Grullit</em> con il solito pungente sarcasmo, passando per i Gemelli del gol <strong>Vialli</strong> e <strong>Mancini</strong> (<em>italianuzzi</em>) o per i difensori inglesi (&#8220;<em>candidi e giganteschi pipponi</em>&#8220;); addirittura, Brera mette in discussione che due giocatori come <strong>Matthäus</strong> o <strong>Brehme</strong> siano dei campioni (?!). Abbiamo fatto nostra la convinzione che gli ultimi anni &#8217;80 fossero un periodo in cui i fuoriclasse non si contavano, eppure non sempre chi viveva quelle stagioni partita dopo partita era altrettanto entusiasta; aggiungiamoci (<em>la prospettiva</em>) che il calcio italiano in quel frangente guardava tutti gli avverrsari dall&#8217;alto e da distanza siderale, e che questo amplia ulteriormente, ai nostri occhi, il solco che separa gli attuali anni di magra da quella <em>âge d&#8217;or</em>. L&#8217;esempio di Brera non è l&#8217;unico&nbsp;: ho letto articoli severi e ai limiti dello sprezzante sui mondiali di Spagna e su quelli argentini di quattro anni prima, altri tornei che la contemporaneità ha trasformato nei suoi feticci.</p>



<p>Ecco quindi che sorge un sospetto&nbsp;: non sarà che anche i giocatori che stanno dando il meglio in questi anni saranno rivalutati a posteriori, spesso trasformati in totem veri e propri, anche al di là dei loro meriti sul campo, come accade oggi a un <strong>Guti</strong> (talento sopraffino che però non si è mai imposto sul serio, diventato ciononostante oggi l&#8217;oggetto di un culto entusiastico e un po&#8217; modaiolo). L&#8217;unica regola che cerco di fare mia, quando mi avventuro in queste analisi, è la seguente&nbsp;: un giocatore può essere apprezzato nel modo più ampio solo a fine carriera, naturalmente purché si conosca bene e in modo puntuale la sua carriera. I fuoriclasse sono sempre tali e vanno riconosciuti come tali, pur con tutte le sfumature del caso, e più che classificati, vanno categorizzati.</p>



<p>Passo infine alla terza problematica, forse la più scottante, e qui prendo posizione in modo meno accomodante e rispondo che sì, a mio modo di vedere negli ultimi anni abbiamo inconsapevolmente alzato l&#8217;asticella, dimenticandoci di ciò che ci faceva godere come ricci sino a un po&#8217; di anni fa.</p>



<p>In poche parole, oggi non è sufficiente che un giocatore dimostri sul campo, partita dopo partita, di possedere grandi qualità e di saperle usare ai fini del gioco del risultato, per conquistarsi la nostra approvazione. Oggi chiediamo che sfiori l&#8217;infallibilità e che, più di ogni altra cosa, sia decisivo quando si infiamma l&#8217;unica competizione che sembra ancora dotata dello spessore tecnico necessario e consacrare i campioni quali immortali, ovvero la Champions League. Ma attenzione, uno o due tornei non sono sufficienti a renderti un campione, in quanto è essenziale che ti confermi se non ogni anno, quasi. Diversamente sarà difficile staccarti dalla fronte l&#8217;etichetta di sopravvalutato, incompiuto, discontinuo, meno bravo dei campioni veri che furono.</p>



<p>Se le premesse valutative contemporanee, con qualche semplificazione, sono quelle compendiate nel precedente paragrafo, mi chiedo se le stesse abbiano trovato analoga e puntuale applicazione anche con i campioni del passato, specie di quello più recente (quello remoto si perde nelle nebbie del tempo e il rischio diventa quello opposto, ovvero di cancellare dalla mappa della storia tutti i nomi grandi ma esclusi dalla ristretta rosa dei Supereroi), e l&#8217;ovvia risposta è No. Chi nega questa circostanza, a mio parere, è vittima del proprio stesso bias cognitivo.</p>



<p>Sul punto sfido chiunque a smentirmi: abbiamo chiesto a fuoriclasse indiscutibili come <strong>Ronaldo</strong>, <strong>Zinédine Zidane</strong>,<strong> Ronaldinho</strong>, <strong>Andrea Pirlo</strong>, <strong>Luis Figo</strong> e molti altri di confermarsi ogni singola stagione, nella competizione più importante, prima di essere riconosciuti come fuoriclasse? No. Se è vero che oggi la Champions riveste un ruolo ancora più centrale di quello ricoperto vent&#8217;anni or sono, è altrettanto vero che la qualità e quantità delle contendenti nella massima competizione europea è tale per cui affermarsi in ogni edizione della Champions è estremamente difficile, se non proibitivo, e che le teorie per cui la coppa UEFA di un tempo valeva l&#8217;attuale Champions, così come la vecchia Coppa dei Campioni e magari pure la Coppa Libertadores, beh mascherano una convinzione che non potrà mai trovare conferma nella realtà e forse anche una certa difficoltà ad ammettere che un torneo come la Champions contemporanea probabilmente assorbe, in buona misura, il valore complessivo di tutti quei tornei.</p>



<p></p>



<blockquote class="wp-block-quote has-text-align-center is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Abbiamo chiesto a fuoriclasse indiscutibili come Ronaldo, Zinédine Zidane, Ronaldinho, Andrea Pirlo, Luis Figo e molti altri di confermarsi ogni singola stagione, nella competizione più importante, prima di essere riconosciuti come fuoriclasse? No. Se è vero che oggi la Champions riveste un ruolo ancora più centrale di quello ricoperto vent&#8217;anni or sono, è altrettanto vero che la qualità e quantità delle contendenti nella massima competizione europea è tale per cui affermarsi in ogni edizione della Champions è estremamente difficile&#8230;</p></blockquote>



<p></p>



<p>Anche qui, sarà forse la Storia a fare giustizia, sgomberando il campo dalla rigorosa severità che sembra aver congelato le nostre facoltà di giudizio nelle ultimissime stagioni, a seguito della lunga e gloriosa epopea di <strong>Lionel Messi</strong> e di <strong>Cristiano Ronaldo</strong>&nbsp;; questi due, grazie a qualità individuali difficilmente ripetibili e ai Dream Team che gli hanno supportati, hanno introdotto nel mondo del calcio (e della Champions) valori e quindi standard inavvicinabili, una sorta di eccellenza continua e ripetuta che si è dimostrata proibitiva per quasi tutta la concorrenza, ma che avrebbe condannato a un ridimensionamento anche molti tra i fuoriclasse che li hanno preceduti nel recente passato, se non tutti.</p>



<p>Come concludere&nbsp;? Ne riparleremo tra un po&#8217; di anni.</p>
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		<title>Storia del numero 9: come si è evoluta la figura del centravanti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Davide Simoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Mar 2021 19:29:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La storia siamo noi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Uno dei paralleli più affascinanti che ho avuto modo di esaminare studiando calcio è quello relativo alla ricerca dello spazio in avanti come prospettiva, nel [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Uno dei paralleli più affascinanti che ho avuto modo di esaminare studiando calcio è quello relativo alla <strong>ricerca dello spazio in avanti come prospettiva,</strong> nel senso geometrico del termine. Un ideale punto di fuga attraverso cui orientare strategicamente il proprio interesse tattico. È indubbio come tale proiezione si indirizzi verso la zona centrale di campo in prossimità della porta avversaria, quella appunto tipicamente occupata dalla prima punta, centravanti o numero 9 dir si voglia. Ecco quindi giustificata, in modo quasi matematico, l’importanza strategica che riveste il ruolo che stiamo prendendo in esame. </p>



<p>Altra peculiarità del gioco del calcio è che la zona in cui è possibile realizzare punti (segnare) occupa una percentuale ridotta rispetto all’ampiezza totale del campo. Stiamo parlando di 8 yards per 8 piedi (7.32 metri x 2.44 metri) su un’ampiezza totale convenzionalmente fissata attorno alle 74 yards (68 metri). Facile intanto evidenziare la differenza con uno dei parenti più prossimi, ovvero il rugby, dove la meta può essere realizzata sfruttando la totale ampiezza del campo. </p>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="422" height="500" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/03/4056361680_351a607d3c-2-1.jpg" alt="" class="wp-image-4396" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/03/4056361680_351a607d3c-2-1.jpg 422w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/03/4056361680_351a607d3c-2-1-253x300.jpg 253w" sizes="(max-width: 422px) 100vw, 422px" /><figcaption>L&#8217;inglese Johan Goodall: le cronache dell&#8217;epoca lo dipingono come un attaccante mobile e aggraziato,<br>bravissimo ad arretrare per impostare il gioco: è stato lui il primo “centravanti arretrato” della storia?<br>[https://www.byfarthegreatestteam.com]</figcaption></figure></div>



<p></p>



<p>Fatti tutti questi preamboli cosa si evince quindi in modo direi scientifico? <strong>La ricerca della profondità è probabilmente il fine ultimo del gioco del calcio</strong>, mentre lo sfruttamento dell’ampiezza, nel gergo <em>barsportivese</em> “il gioco sulle fasce”, ne diventa uno strumento accessorio quando tale profondità non può essere raggiunta velocemente o efficacemente per vie verticali. <strong>Abbiamo potuto testimoniare in questo sport un susseguirsi di corsi e ricorsi storici rispetto alle diverse tipologie di prima punta</strong>, tuttavia sebbene cambino i mezzi e gli strumenti (prima punta di peso, falso nove eccetera), il fine ultimo non potrà che rimanere lo stesso, ovvero la ricerca della profondità. Si tratta solo di capire qual è il modo più funzionale per raggiungerla, viste e considerate anche le caratteristiche della propria squadra e del periodo storico-calcistico.</p>



<p>Curioso davvero come agli albori del gioco, quando il calcio veniva ancora solo praticato in terra di Albione, i primi sistemi non prevedessero l’utilizzo di un giocatore con quelle caratteristiche. Le prime partite ufficialmente documentate parlano di un utilizzo del sistema 1-1-8 nella versione inglese e di un 2-2-6 nella versione scozzese. Risulta dunque ancora chiara l’influenza esercitata dal rugby in questa fase che tatticamente potremmo definire di “kick and rush”.</p>



<p><strong>Bisogna dunque aspettare i primi del ‘900, quando si iniziò a praticare il calcio altrove, in particolare nell’area del Rio de la Plata, per vedere emergere qualcosa di tatticamente più evoluto</strong>. Gradualmente il “kick and rush” viene sostituito, in particolare dal “Metodo” che meglio assecondava la natura più tecnica con cui il Calcio venne interpretato nel Sub Continente. </p>



<p></p>



<figure class="wp-block-gallery aligncenter columns-3 is-cropped wp-block-gallery-2 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="323" height="325" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/03/Jose_piendibene_portrait.jpg" alt="" data-id="4382" data-link="https://gameofgoals.it/?attachment_id=4382" class="wp-image-4382" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/03/Jose_piendibene_portrait.jpg 323w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/03/Jose_piendibene_portrait-298x300.jpg 298w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/03/Jose_piendibene_portrait-150x150.jpg 150w" sizes="(max-width: 323px) 100vw, 323px" /></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="212" height="237" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/03/images-2.jpg" alt="" data-id="4383" data-link="https://gameofgoals.it/?attachment_id=4383" class="wp-image-4383"/></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="583" height="769" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/03/Pedernera_argnationalteam.jpg" alt="" data-id="4400" data-full-url="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/03/Pedernera_argnationalteam.jpg" data-link="https://gameofgoals.it/2021/03/22/storia-del-numero-9-come-si-e-evoluta-la-figura-del-centravanti.html/pedernera_argnationalteam" class="wp-image-4400" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/03/Pedernera_argnationalteam.jpg 583w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/03/Pedernera_argnationalteam-227x300.jpg 227w" sizes="(max-width: 583px) 100vw, 583px" /></figure></li></ul><figcaption class="blocks-gallery-caption">Da sinistra: José Piendibene, Manuel Ferreira e Adolfo Pedernera: tre “centravanti arretrati” del calcio rioplatense degli anni &#8217;20, &#8217;30 e &#8217;40</figcaption></figure>



<p></p>



<p>Vediamo quindi come i primi numeri 9 veri e propri fossero in realtà dei “falsi 9”, ovvero giocatori che prediligevano movimenti incontro alla palla che non movimenti senza palla di attacco alla profondità, che invece veniva attaccata dalle ali o mezze ali del sistema 2-3-2-3. Tra i più validi esempi da citare ricorderei il ruolo svolto dai vari&nbsp;<strong>José Piendibene</strong> nell&#8217;Uruguay degli anni &#8217;20, <strong>Manuel Ferreira</strong> nell&#8217;Argentina degli anni &#8217;30 e un po&#8217; dopo<strong> Adolfo Pedernera</strong> sempre in Argentina negli anni &#8217;40. Non dissimile in questo senso il lavoro portato da <strong>Matthias Sindelar</strong> nell&#8217;Austria anni &#8217;30 e da <strong>Nandor Hidegkuti </strong>nella grande Ungheria dei primi anni ’50 nella loro reinterpetazione del Metodo. Anche in Europa, in particolare nell’area Austro-Ungherese, tale interpretazione sembrava dunque prevalere.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/03/Ungheria54.svg-1-733x1024.png" alt="" class="wp-image-4386" width="305" height="426" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/03/Ungheria54.svg-1-733x1024.png 733w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/03/Ungheria54.svg-1-215x300.png 215w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/03/Ungheria54.svg-1-768x1073.png 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/03/Ungheria54.svg-1-1099x1536.png 1099w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/03/Ungheria54.svg-1.png 1200w" sizes="(max-width: 305px) 100vw, 305px" /><figcaption>Lo schema di base della Grande Ungheria degli anni &#8217;50, con Hidegkuti centravanti arretrato</figcaption></figure></div>



<p>Con la successiva fase storica di sviluppo tattico del calcio vediamo invece emergere prime punte a cui veniva richiesto qualcosa di diverso, con qualità e caratteristiche più assimilabili a quelle del centravanti per come si è affermato negli anni a venire. In epoca post Metodo viene data progressivamente sempre più importanza alla fase di non possesso, celebre in questo caso l’esperienza di successo tutta italiana del Catenaccio. <strong>Ecco dunque emergere figure di prime punte in grado di fronteggiare la maggiore impermeabilità delle difese avversarie e che quindi sapessero guadagnare profondità</strong>, con o senza palla, anche attraverso la fisicità e qualità strutturali e atletiche più marcate.</p>



<p>Assistiamo in questi anni alla nascita del cosiddetto “centravanti di sfondamento”, un giocatore capace &#8211; si direbbe oggi &#8211; di “fare reparto da solo”, un ariete che visto gli sviluppi strategici che il gioco stava sviluppando diventava sempre più finalizzatore principe della manovra.</p>



<p>La fase post Metodo ingloba tradizionalmente due mini epoche: quella del Catenaccio e quella della Zona Mista. Parliamo di un arco di tempo che si estende approssimativamente tra la fine degli anni ’50 e la fine degli anni ’80.</p>



<p>Durante questo periodo sono stati davvero tanti i giocatori che hanno contribuito a definire l’archetipo del centravanti, ma come dicevamo in precedenza erano tutti uniti da un unico denominatore comune, la fisicità, espressa sotto forma di presenza fisica o di esplosività.</p>



<p>Da <strong>John Charles</strong> a <strong>Gunnar Nordhal</strong>, da <strong>Gerd Müller</strong> a <strong>Gigi Riva</strong> (sebbene “rombo di tuono” fosse un 9 atipico) possiamo facilmente riconoscere il marchio del centravanti per come si è affermato nella vulgata calcistica.</p>



<p>Non sono mancate tuttavia eccezioni alla moda che si stava affermando, eccezioni peraltro piuttosto importanti. il Brasile degli anni d’oro (1958-1970), che per primo aveva raggiunto il successo con un sistema a zona basato sulla difesa a 4 è sicuramente un’esperienza didattica da menzionare. Nel 4-2-4 di <em>Feoliana</em> e <em>Zagalliana</em> memoria bene si combinavano l’utilizzo del palleggio collettivo e della fisicità dei centravanti: che fosse classico &#8211; vedi <strong>Vavá</strong> nel 1958 e nel 1962 &#8211; o che fosse come nel 1970 una sorta di “centravanti spazio” di matrice guardioliana ante litteram: a turno la casella più avanzata poteva essere occupato da <strong>Jairzinho</strong>, da <strong>Tostão</strong>, da <strong>Pelé</strong>, da <strong>Rivelino</strong>, persino dal mediano <strong>Clodoaldo</strong>. </p>



<p></p>



<figure class="wp-block-gallery columns-2 is-cropped wp-block-gallery-3 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="473" height="721" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/03/Schermata-2021-03-22-alle-16.42.49.png" alt="" data-id="4387" data-link="https://gameofgoals.it/?attachment_id=4387" class="wp-image-4387" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/03/Schermata-2021-03-22-alle-16.42.49.png 473w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/03/Schermata-2021-03-22-alle-16.42.49-197x300.png 197w" sizes="(max-width: 473px) 100vw, 473px" /></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="374" height="555" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/03/Olanda-1974-374x555-1.png" alt="" data-id="4388" data-full-url="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/03/Olanda-1974-374x555-1.png" data-link="https://gameofgoals.it/?attachment_id=4388" class="wp-image-4388" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/03/Olanda-1974-374x555-1.png 374w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/03/Olanda-1974-374x555-1-202x300.png 202w" sizes="(max-width: 374px) 100vw, 374px" /></figure></li></ul><figcaption class="blocks-gallery-caption">Il Brasile del 1970 e l&#8217;Olanda del 1974: la figura del centravanti classico non c&#8217;è</figcaption></figure>



<p></p>



<p>Come non menzionare poi la visone del <em>Totaalvoetbaal</em> di Michels, in cui i corsi e ricorsi storici rispetto alle modalità in cui veniva utilizzato <strong>Crujiff</strong> ci riportano inevitabilmente al periodo rioplatense e del Metodo.</p>



<p>Abbiamo iniziato il nostro viaggio vedendo come la figura del numero 9 da completamente assente nell’epoca primordiale del “kick and rush” si sia di fatto evoluta per usare una terminologia contemporanea “da falso 9 a vero 9”, dagli anni ’30 fino alla fine degli anni ’80, facendo ovviamente debite eccezioni.</p>



<p>Qual è stato dunque il passaggio successivo nell’evoluzione della specie?</p>



<p>Si deve tornare a un periodo che ho già preso in esame in uno dei precedenti articoli su GOG: la rivoluzione sacchiana.</p>



<p>Alla fine degli anni ’80 grazie al lavoro di <strong>Arrigo Sacchi </strong>ma non solo, visto che certi principi erano nell’aria già da tempo, il centravanti viene gradualmente sostituito dalla prima punta. Differenza sostanziale quest’ultima, dal momento che al numero 9&nbsp; viene ora richiesto di combinare in modo organizzato con la seconda punta. Si inizia quindi a parlare degli attaccanti come reparto e di lavoro di link-up. È giusto ricordare come già negli anni della zona mista al numero 9 venisse spesso affiancato un secondo giocatore con caratteristiche complementari, basti pensare alle coppie <strong>Boninsegna-Riva</strong> o <strong>Rossi-Graziani</strong> per citare esperienze legate alla Nazionale.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignleft size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="278" height="181" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/03/DisposizioneMilanSacchi.jpg" alt="" class="wp-image-4389"/><figcaption>Il Milan di Sacchi: van Basten e Gullit <br>sono chiamati a movimenti da Zona Totale,<br>in funzione dei compagni<br></figcaption></figure></div>



<p>La grande differenza è che tali coppie lavoravano principalmente improvvisando e facendo gioco sui propri istinti, come forse avveniva già per Pelé con Vavá o con Tostão.</p>



<p>Con Sacchi le due punte, come anticipato in precedenza, iniziano a lavorare di reparto, l’attaccante più vicino alla palla detta il primo movimento e quello più lontano si muove di conseguenza. Se uno attacca la profondità l’altro esegue un movimento d’incontro e viceversa. Innumerevoli sono stai i 9 che se nell’epoca precedente avrebbero tranquillamente potuto fare il centravanti in senso classico ora, nell’epoca della Zona Totale, dovevano per forza muoversi in funzione di un compagno. Da <strong>Van Basten</strong> a <strong>Ronaldo</strong> Fenomeno, da <strong>Batistuta</strong> a <strong>Shearer</strong>, da <strong>Vieri</strong> a <strong>Zamorano</strong>, da <strong>Romário</strong> a <strong>Trezeguet</strong>, tutti hanno dovuto in qualche modo legare le loro fortune a una possibile intesa con il rispettivo compagno di reparto.</p>



<p>Tali principi sarebbero poi rimasti attuali fino ai giorni nostri, in special modo per chi adotta sistemi di gioco a doppia punta. Emblematico il caso delle squadre di Antonio Conte e del “Cholo” Simeone.</p>



<p>Assistiamo a una piccola variante didattica durante i primi anni ‘2000, quelli per intenderci in cui il sistema 4-2-3-1 era dominante. In questo caso la prima punta diventava spesso vertice per i movimenti a sostegno non di un solo giocatore (la seconda punta) bensì di tre (la sottopunta e i due esterni alti). Altra novità è che in fase di non possesso ci si doveva fare un po’ “il mazzo”, andando a lavorare sotto la linea della palla diventando di fatto il primo difensore.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed-youtube aligncenter wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="A lezione da GUARDIOLA - 50 SECONDI per capire l&#039;essenza e la semplicità del calcio." width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/6zyvg4x6FRs?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></div>
</div><figcaption>Il “centravanti spazio” di Guardiola</figcaption></figure>



<p></p>



<p>Lo step successivo sarebbe arrivato alla fine degli anni ‘2000 con l’avvento, o forse meglio chiamarlo ritorno, del <strong>Gioco di Posizione di</strong> <strong>Guardiola</strong>. Altro ricorso storico quest’ultimo che ha segnato il modo di interpretare il calcio contemporaneo. <em>El Nueve</em> diventava <em>Falso Nueve</em>, rifinitore e finalizzatore si univano nelle qualità di un giocatore che aveva un fine ultimo ben preciso: liberare la profondità alle proprie spalle per favorire giocate sul vero 9, ovvero lo spazio.</p>



<p>Attualmente il ruolo si sta ancora ridefinendo, il centravanti diventa sempre più poliedrico, un giocatore totale che racchiude in sé davvero molte qualità. Grazie allo strumento della telemetria satellitare sappiamo che <strong>in alcune squadre le prime punte arrivano a percorrere fino a 10 km a partita, un volume di lavoro che alcuni anni fa veniva raggiunto solo dai centrocampisti</strong>, tanto per fare un esempio. Emblematico come tra le squadre che recentemente hanno avuto maggior successo le prime punte facciano essenzialmente movimenti di apertura, come Benzema, Suarez o Lewandoski, oppure di estrema pressione sulla transizione negativa , come Gabriel Jesus o Firmino.</p>



<p>Davvero affascinante lo studio dello sviluppo storico della tattica e di come si potrà esprimere una diversa idea di gioco nel futuro. A ben vedere però ha sempre avuto ragione uno che l’allenatore mi sa non lo ha mai fatto, ovvero Giambattista Vico. In fondo si tratta sempre di corsi e ricorsi storici.</p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2021/03/22/storia-del-numero-9-come-si-e-evoluta-la-figura-del-centravanti.html">Storia del numero 9: come si è evoluta la figura del centravanti</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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		<title>Champions League 2020-21, ritorno ottavi: Bayern Monaco-Lazio 2-1</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Niccolo Mello]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Mar 2021 22:44:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[2020-2021]]></category>
		<category><![CDATA[alaba]]></category>
		<category><![CDATA[bayern monaco]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;esultanza di Lewandowski [www.liberoreporter.it] Come era logico pensare, la partita di ritorno tra Bayern Monaco e Lazio non ha offerto moltissimo con la qualificazione che [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-text-align-right"><em>L&#8217;esultanza di Lewandowski [www.liberoreporter.it]</em></p>



<p>Come era logico pensare, la partita di ritorno tra Bayern Monaco e Lazio non ha offerto moltissimo con la qualificazione che di fatto era già archiviata in favore dei bavaresi nel match di andata. <strong>La Lazio nella prima mezz&#8217;ora ha provato a giocare con maggiore intensità e velocità</strong> di quanto mostrato all&#8217;Olimpico, ma il Bayern ha gestito correndo pochissimi pericoli e al 33&#8242; è passato a condurre con un rigore di Lewandowski, assegnato per fallo di Muriqi su Goretzka.</p>



<p>La partita ha perso ulteriore verve e significato, i campioni d&#8217;Europa e del mondo in carica hanno controllato senza forzare, dando l&#8217;impressione davvero di essere di un altro pianeta rispetto alla volitiva formazione di Simone Inzaghi. <strong>Troppa la differenza tra le due squadre, una differenza che è un invito a riflettere su quello che è l&#8217;attuale valore del campionato italiano</strong>. Decaduta la Juventus e non potendo aspettarsi miracoli sportivi dall&#8217;Atalanta, l&#8217;Italia per la prima volta dal 2015-2016 non avrà proprie rappresentanti nei quarti di finale. </p>



<p><strong>Il Bayern</strong> ha confermato di essere una squadra forte, completa, solida, che gioca bene nello stretto e in spazi larghi, che pressa furiosamente sui portatori di palla a tutto campo e che sa abbinare splendidamente qualità individuali, atletismo e senso del collettivo. Insomma: una corazzata dalle tante alternative, <strong>con Manchester City e PSG la favorita per la vittoria finale.</strong></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="501" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/03/Schermata-2021-03-17-alle-23.39.47-1-1024x501.png" alt="" class="wp-image-4352" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/03/Schermata-2021-03-17-alle-23.39.47-1-1024x501.png 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/03/Schermata-2021-03-17-alle-23.39.47-1-300x147.png 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/03/Schermata-2021-03-17-alle-23.39.47-1-768x376.png 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/03/Schermata-2021-03-17-alle-23.39.47-1.png 1141w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Il rigore di Lewandowski</figcaption></figure></div>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Il tabellino</h3>



<p></p>



<p><strong>Bayern Monaco-Lazio 2-1</strong><br><strong>Marcatori</strong>: pt 33&#8242; Lewandowski rig. (B); st 28&#8242; Choupo-Moting (B), 37&#8242; Parolo (L).<strong><br>Bayern Monaco</strong> (4-2-3-1): Nübel; Pavard, Boateng (st 1&#8242; Süle), Hernandez, Alaba; Kimmich (st 32&#8242; Martinez), Goretzka (st 19&#8242; Davies); Gnabry, Müller (st 26&#8242; Musiala), Sané; Lewandowski (st 26&#8242; Choupo-Moting). A disp.: Neuer, Coman, Dantas, Roca, Sarr. All.: Flick.<br><strong>Lazio</strong> (3-5-2): Reina; Marusic, Acerbi, Radu; Lazzari (st 12&#8242; Parolo), Milinkovic, Escalante (st 37&#8242; Akpa Akpro), Luis Alberto (st30&#8242; Cataldi), Fares (st 1&#8242; Lulic); Correa, Muriqi (st 11&#8242; Süle). A disp.: Strakosha, Alia, Musacchio, Patric, Hoedt, Leiva, Caicedo, Immobile. All.: Inzaghi.<br><strong>Arbitro: </strong>Kovacs (Rom).</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Le pagelle</h3>



<p></p>



<p><strong>BAYERN MONACO<br>IL MIGLIORE KIMMICH 7</strong> Elegante, mobile, poliedrico. Si conferma un giocatore eccezionale e una vera e propria arma totale nelle mani di Flick. Da superbo terzino nella trionfale cavalcata europea del 2020 a regista-ovunque in questo Bayern versione 2021, di fatto il vero sostituto di Thiago Alcantara ceduto al Liverpool. Avvia l&#8217;azione del 2-0 con un tocco in verticale di puro estro. A conferma che uno dei punti di forza della corazzata bavarese è proprio nella flessibilità tecnica, tattica e mentale di molti interpreti.<br><strong>Alaba 6,5</strong> Difensore centrale con licenza di impostare e attaccare, serve l&#8217;assist per il 2-0 di Choupo Moting. A fine stagione lascerà il Bayern, club che la svezzato e visto crescere, ma la sua professionalità e il suo impegno sono sempre encomiabili.<br><strong>Lewandowski 6,5</strong> Un gol su rigore, l&#8217;ennesimo di una stagione mostruosa, che rischia di fare il paio in termini realizzativi con quella precedente. Forse al momento è davvero lui il miglior calciatore del mondo. Nella ripresa colpisce un palo con una sassata pazzesca da fuori. Anche al risparmio, il polacco si conferma un cecchino implacabile.<br><strong>Nubel 6</strong> Non è facile essere il vice di un fenomeno come Neuer. Chiamato in causa, fa la sua parte, denotando sicurezza e guadagnandosi ampiamente la pagnotta.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="585" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/03/Schermata-2021-03-17-alle-23.43.32-1-1024x585.png" alt="" class="wp-image-4355" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/03/Schermata-2021-03-17-alle-23.43.32-1-1024x585.png 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/03/Schermata-2021-03-17-alle-23.43.32-1-300x171.png 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/03/Schermata-2021-03-17-alle-23.43.32-1-768x439.png 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/03/Schermata-2021-03-17-alle-23.43.32-1.png 1175w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Marco Parolo dopo il gol</figcaption></figure>



<p><strong>LAZIO</strong><br><strong>IL MIGLIORE CORREA 6,5</strong> Guizzante e intraprendente, il più attivo dei biancocelesti nel primo tempo. Si procura la punizione del gol di Parolo.<br><strong>Parolo 6,5</strong> Bravo a trovare di testa la deviazione giusta per il gol che rende meno amara la sconfitta dei suoi. Il suo ingresso nel finale dà un po&#8217; più di vivacità alla manovra biancoceleste.<br><strong>Luis Alberto e Milinkovic Savic 5 </strong>Combinano nel primo tempo, creando una ghiotta palla-gol per la Lazio che il centrocampista serbo di testa spedisce tra le braccia di Nubel. Poi spariscono di fatto dai radar. A certi livelli europei non è facile imporsi.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">L&#8217;altra partita</h3>



<p></p>



<p><strong>Chelsea-Atletico Madrid 2-0<br>Marcatori:</strong> pt 34&#8242; Ziyech; st 47&#8242; Emerson Palmieri<br>Juventus a parte, la grande delusione di questi ottavi è l&#8217;Atletico Madrid. La squadra di Simeone, capolista nella Liga, partiva con i favori del pronostico contro il Chelsea, ma ha subito due inopinate e meritate sconfitte, 1-0 all&#8217;andata e 2-0 in Inghilterra. Il Chelsea da quando ha sostituito Lampard con Tuchel sembra aver cambiato marcia. In questa gara di ritorno c&#8217;è gloria anche per il terzino italiano Emerson Palmieri. L&#8217;Inghilterra sarà la nazione più numerosa ai quarti con ben tre squadre: Manchester City, Liverpool e Chelsea.<br></p>



<p></p>
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		<title>Che peso dobbiamo dare al Pallone d&#8217;Oro?</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2021/01/20/che-peso-dobbiamo-dare-al-pallone-doro.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Jo Araf]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Jan 2021 09:36:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La storia siamo noi]]></category>
		<category><![CDATA[lewandoski]]></category>
		<category><![CDATA[messi]]></category>
		<category><![CDATA[modric]]></category>
		<category><![CDATA[muller]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Quest&#8217;anno per la prima volta dall&#8217;istituzione del premio il Pallone d&#8217;Oro non è stato assegnato</strong>. Le motivazioni sono note a tutti: in una stagione talmente condizionata dall&#8217;emergenza COVID si è preferito non procedere con le nomination. Tuttavia, come sempre accade, sono circolate diverse speculazioni riguardo l&#8217;ipotetico vincitore, che per molti sarebbe stato un calciatore del campione d&#8217;Europa, il Bayern Monaco. Ma chi, esattamente?</p>



<p>Sul chi, la rosa dei nomi contempla vari candidati: c&#8217;è chi ha suggerito <strong>Neuer</strong>, in virtù della carriera e della sua maniera inedita di interpretare il ruolo di estremo difensore, chi ha fatto il nome di <strong>Lewandoski</strong>, per via della sua incredibile verve realizzativa e chi, seppur in minor misura, avrebbe avanzato la candidatura di Thomas <strong>Muller</strong>, simbolo e bandiera della squadra bavarese. Eccetto la candidatura di Lewandoski &#8211; che risponderebbe perfettamente ai parametri di assegnazione classici, ovvero un calciatore di altissimo profilo particolarmente determinante in una data stagione &#8211; quelle di Muller e Neuer parrebbero candidature atipiche sebbene come sappiamo il verdetto della Champions League, soprattutto negli anni in cui non si tiene la Coppa del Mondo, ha un peso non indifferente. </p>



<p>Neuer, qualora fosse stato votato Pallone d&#8217;Oro, sarebbe stato il secondo portiere della storia a fare suo il titolo e Muller, con tutto il rispetto per il valore del calciatore, sarebbe stata una nomina quasi di rappresentanza. Tuttavia, <strong>i canoni che di anno in anno vengono presi in considerazione per assegnare il Pallone d&#8217;Oro sono spesso stati oggetto di discussione</strong> ed anche noi in questa nostra vetrina vorremmo entrare nel merito della questione.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-gallery columns-3 is-cropped wp-block-gallery-4 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/01/2959446-60744848-2560-1440-1024x576.jpg" alt="" data-id="3476" data-full-url="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/01/2959446-60744848-2560-1440.jpg" data-link="https://gameofgoals.it/?attachment_id=3476" class="wp-image-3476" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/01/2959446-60744848-2560-1440-1024x576.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/01/2959446-60744848-2560-1440-300x169.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/01/2959446-60744848-2560-1440-768x432.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/01/2959446-60744848-2560-1440.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="700" height="394" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/01/Manuel_Neuer.jpg" alt="" data-id="3475" data-full-url="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/01/Manuel_Neuer.jpg" data-link="https://gameofgoals.it/?attachment_id=3475" class="wp-image-3475" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/01/Manuel_Neuer.jpg 700w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/01/Manuel_Neuer-300x169.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/01/Thomas-Muller-1024x768.jpg" alt="" data-id="3474" data-full-url="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/01/Thomas-Muller.jpg" data-link="https://gameofgoals.it/?attachment_id=3474" class="wp-image-3474" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/01/Thomas-Muller-1024x768.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/01/Thomas-Muller-300x225.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/01/Thomas-Muller-768x576.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/01/Thomas-Muller-1536x1152.jpg 1536w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/01/Thomas-Muller.jpg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure></li></ul><figcaption class="blocks-gallery-caption">Lewandoski-Neuer-Muller: il vincitore dell&#8217;ultima edizione sarebbe quasi certamente stato uno di loro</figcaption></figure>



<p></p>



<p>La prima domanda che ci poniamo è: quali sarebbero i criteri adeguati per stabilire il massimo calciatore del calcio europeo? Il 2018 sembrerebbe dare una risposta che però, come vedremo, parrebbe cozzare con alcune decisioni precedenti o successive.<strong> In virtù della stagione spettacolare vissuta con i Blancos e dell&#8217;ottimo Mondiale, nonostante la sconfitta al fotofinish con la Francia, Luka Modric è stato votato Pallone d&#8217;Oro</strong>. Una decisione che tutto sommato ha messo i più d&#8217;accordo, proprio per via dell&#8217;eccellente stagione disputata dal croato.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/01/https___prod.static9.net_.au___media_2018_12_04_09_37_luka_modric-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-3478" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/01/https___prod.static9.net_.au___media_2018_12_04_09_37_luka_modric-1024x576.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/01/https___prod.static9.net_.au___media_2018_12_04_09_37_luka_modric-300x169.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/01/https___prod.static9.net_.au___media_2018_12_04_09_37_luka_modric-768x432.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/01/https___prod.static9.net_.au___media_2018_12_04_09_37_luka_modric.jpg 1396w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Luka Modric solleva il Pallone d&#8217;Oro 2019</figcaption></figure>



<p></p>



<p>Ma se volgiamo lo sguardo indietro di solamente qualche anno, o più banalmente ci soffermiamo sulla stagione 2019, <strong>abbiamo l&#8217;impressione che i parametri presi in considerazione non rispondano alle stesse logiche</strong>. Analizziamo alcuni casi: nel 2019 viene eletto Lionel Messi, un calciatore che, assieme al suo alter ego per eccellenza Cristiano Ronaldo, ha dominato la scena calcistica mondiale per circa 15 anni. Tuttavia il Messi degli ultimi anni, vuoi per l&#8217;età o più probabilmente per la provvisoria assenza dei blaugrana dal circolo delle grandi squadre europee, sembrava essere in fase calante o ad ogni modo non più in grado come un tempo di apporre il proprio marchio su una vittoria internazionale. Il Barcelona, infatti, nonostante la grande prestazione di Messi nella semifinale d&#8217;andata contro il Liverpool, non ha raggiunto la finale e ad alzare la Coppa dalle grandi orecchie sono stati proprio gli inglesi. </p>



<p>La sensazione è che la giuria abbia deciso di premiare in modo diverso dall&#8217;anno precedente, ovvero optando per il calciatore più forte e non per quello più influente. Tale considerazione sembrerebbe essere corroborata anche da un altro elemento: secondo nella prestigiosa graduatoria è arrivato <strong>Virgil Van Dijk, pilastro del Liverpool ed autore di una stagione indimenticabile ma penalizzato, si sa, dalla posizione occupata in campo</strong>.  Ripercorrendo l&#8217;Albo del Pallone d&#8217;Oro è difatti difficile imbattersi in calciatori non avvezzi al gol o le cui prerogative siano di natura prettamente difensiva. Cannavaro lo ha vinto, è vero, ma quell&#8217;anno l&#8217;Italia sollevava il Mondiale e l&#8217;azzurro fu con tutta probabilità il volto più rappresentativo della propria selezione. </p>



<p>Non lo hanno invece vinto icone come Baresi e Maldini, autentici fuoriclasse che, sebbene siano universalmente riconosciuti come due tra i difensori più forti della storia del calcio, non hanno mai vissuto un exploit come quello del 2006. L&#8217;identikit di Van Dijk, tuttavia, poteva apparire anche degno di considerazione se ci rifacciamo ai parametri che hanno portato all&#8217;assegnazione del Pallone d&#8217;Oro di Modric. </p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/01/2729096-56403930-2560-1440-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-3480" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/01/2729096-56403930-2560-1440-1024x576.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/01/2729096-56403930-2560-1440-300x169.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/01/2729096-56403930-2560-1440-768x432.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/01/2729096-56403930-2560-1440-1536x864.jpg 1536w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/01/2729096-56403930-2560-1440.jpg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Van Dijk, colonna del Liverpool di Klopp e protagonista del trionfo in Champions League nel 2019</figcaption></figure>



<p></p>



<p><strong>Un caso analogo</strong> e che ha visto protagonista sempre Lionel Messi, sebbene in un momento dove il Barcelona e la nazionale spagnola dominavano in lungo e in largo, <strong>è quello del 2010</strong>: Messi, indiscutibilmente o quasi il migliore calciatore del globo, ha fatto suo l&#8217;ambito premio nonostante la sola vittoria in campionato per lo più in un anno nel quale si è disputata la Coppa del Mondo, non la migliore performance degli argentini nella storia della rassegna iridiata e non un&#8217;edizione nel corso della quale Messi si sia distinto grazie a prestazioni monstre. Quell&#8217;anno a vincere la Coppa del Mondo furono le Furie Rosse, la migliore Spagna della storia che attingeva dal Barcelona del Tiki Taka e dal Real Madrid dei Galacticos. Un volto spendibile, in quell&#8217;occasione, ci sarebbe anche stato, ovvero quello di <strong>Andrés Iniesta</strong>, un calciatore la cui caratura avrebbe indubbiamente meritato l&#8217;ambito premio e che nell&#8217;occasione mise a segno il punto decisivo nella finale contro l&#8217;Olanda. Alternativamente la giuria avrebbe potuto premiare anche il &#8216;gemello&#8217; di Iniesta, <strong>Xavi</strong>, ma entrambi finirono per occupare i gradini meno nobili del podio. </p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Se si vuole dare il Pallone d&#8217;Oro al miglior giocatore della sua generazione, bisognerebbe darlo a Messi. Ma se lo si vuol dare al miglior giocatore della stagione, bisogna darlo a Van Dijk</p><cite>Jurgen Klopp</cite></blockquote>



<figure class="wp-block-gallery columns-2 is-cropped wp-block-gallery-5 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="696" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/01/nintchdbpict000398272532-e1526554459288-1024x696.jpg" alt="" data-id="3483" data-full-url="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/01/nintchdbpict000398272532-e1526554459288.jpg" data-link="https://gameofgoals.it/?attachment_id=3483" class="wp-image-3483" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/01/nintchdbpict000398272532-e1526554459288-1024x696.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/01/nintchdbpict000398272532-e1526554459288-300x204.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/01/nintchdbpict000398272532-e1526554459288-768x522.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/01/nintchdbpict000398272532-e1526554459288-1536x1044.jpg 1536w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/01/nintchdbpict000398272532-e1526554459288.jpg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="620" height="420" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/01/default.jpg" alt="" data-id="3482" data-full-url="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/01/default.jpg" data-link="https://gameofgoals.it/?attachment_id=3482" class="wp-image-3482" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/01/default.jpg 620w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/01/default-300x203.jpg 300w" sizes="(max-width: 620px) 100vw, 620px" /></figure></li></ul><figcaption class="blocks-gallery-caption">Iniesta, qui sul punto di realizzare la rete della vittoria e Xavi in finale contro l&#8217;Olanda. Avrebbero completato il podio del Pallone d&#8217;Oro alle spalle di Lionel Messi</figcaption></figure>



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<p>Lionel Messi non è stato l&#8217;unico fenomeno del calcio moderno ad essere premiato da France Football per il suo valore a prescindere dalla stagione disputata. <strong>Cristiano Ronaldo</strong>, l&#8217;altra figura apicale che ha aleggiato sul mondo del pallone, <strong>ha messo in bacheca cinque Palloni d&#8217;Oro, forse qualcuno in più di quelli che gli sarebbero spettati</strong>. Nel 2013, ad esempio, il portoghese vinse l&#8217;agognato trofeo &#8211; il secondo della sua carriera &#8211; al termine di una stagione che aveva sostanzialmente ribadito la superiorità della nazionale spagnola, vincitrice dell&#8217;Europeo disputato l&#8217;estate precedente,  e visto il Bayern Monaco trionfare in Champions League. A livello individuale quella di Cristiano Ronaldo fu una stagione irripetibile condita da 46 gol &#8211; capocannoniere, ovviamente, della Liga spagnola &#8211; e scudetto. </p>



<p>I Blancos totalizzarono 100 punti e fecero loro il titolo al termine di quella che per diversi anni è stata una corsa a due. Cristiano Ronaldo si dimostrò in quell&#8217;annata il giocatore più forte del continente, quello che da un punto di vista individuale si era espresso a livelli più alti, non però quello che ha avuto l&#8217;impatto maggiore a livello continentale. Nella manifestazione principe, quella che da decenni raduna le migliori formazioni del continente e che è da tutti riconosciuta come la passerella più importante a livello globale, ovvero la Champions League, Ronaldo fece bene, più che bene, visto che i suoi gol furono decisivi a portare il Real Madrid fino alle semifinali. Qui, però, gli iberici si incepparono e Ronaldo con loro, visto che nella lotteria dei calci di rigore &#8211; così come gli era accaduto nel 2008 quando il calciatore vestiva la maglia dei Red Devils &#8211; il portoghese sbagliò. Passò il Bayern Monaco che di lì a poco avrebbe sollevato il titolo, ma di questo ne abbiamo già parlato.</p>



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<figure class="wp-block-gallery columns-3 is-cropped wp-block-gallery-6 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/01/cristiano-ronaldo-real-madrid-granada-la-liga-ballon-dor_135qp710mgxxd1kmvjs2w0pl8g-1024x576.jpg" alt="" data-id="3486" data-full-url="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/01/cristiano-ronaldo-real-madrid-granada-la-liga-ballon-dor_135qp710mgxxd1kmvjs2w0pl8g.jpg" data-link="https://gameofgoals.it/?attachment_id=3486" class="wp-image-3486" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/01/cristiano-ronaldo-real-madrid-granada-la-liga-ballon-dor_135qp710mgxxd1kmvjs2w0pl8g-1024x576.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/01/cristiano-ronaldo-real-madrid-granada-la-liga-ballon-dor_135qp710mgxxd1kmvjs2w0pl8g-300x169.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/01/cristiano-ronaldo-real-madrid-granada-la-liga-ballon-dor_135qp710mgxxd1kmvjs2w0pl8g-768x432.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/01/cristiano-ronaldo-real-madrid-granada-la-liga-ballon-dor_135qp710mgxxd1kmvjs2w0pl8g-1536x864.jpg 1536w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/01/cristiano-ronaldo-real-madrid-granada-la-liga-ballon-dor_135qp710mgxxd1kmvjs2w0pl8g.jpg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/01/franck-ribery-2013-champions-league-final_3yfon8dmb1kh1wxzwrdks0qqo-1024x576.jpg" alt="" data-id="3484" data-full-url="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/01/franck-ribery-2013-champions-league-final_3yfon8dmb1kh1wxzwrdks0qqo.jpg" data-link="https://gameofgoals.it/?attachment_id=3484" class="wp-image-3484" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/01/franck-ribery-2013-champions-league-final_3yfon8dmb1kh1wxzwrdks0qqo-1024x576.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/01/franck-ribery-2013-champions-league-final_3yfon8dmb1kh1wxzwrdks0qqo-300x169.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/01/franck-ribery-2013-champions-league-final_3yfon8dmb1kh1wxzwrdks0qqo-768x432.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/01/franck-ribery-2013-champions-league-final_3yfon8dmb1kh1wxzwrdks0qqo-1536x864.jpg 1536w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/01/franck-ribery-2013-champions-league-final_3yfon8dmb1kh1wxzwrdks0qqo.jpg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/01/ul5ie6wl5wn8h9grj3au-1024x576.jpg" alt="" data-id="3485" data-full-url="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/01/ul5ie6wl5wn8h9grj3au.jpg" data-link="https://gameofgoals.it/?attachment_id=3485" class="wp-image-3485" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/01/ul5ie6wl5wn8h9grj3au-1024x576.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/01/ul5ie6wl5wn8h9grj3au-300x169.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/01/ul5ie6wl5wn8h9grj3au-768x432.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/01/ul5ie6wl5wn8h9grj3au-1536x864.jpg 1536w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/01/ul5ie6wl5wn8h9grj3au.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure></li></ul><figcaption class="blocks-gallery-caption">Cristiano Ronaldo, vincitore del Pallone d&#8217;Oro 2013 e due credibili alternative, Ribery e Robben, quell&#8217;anno campioni d&#8217;Europa con il Bayern Monaco</figcaption></figure>



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<p><strong>Quindi quali sono i parametri più corretti per assegnare un Pallone d&#8217;Oro?</strong> Premiare l&#8217;impatto di un giocatore durante una stagione? Premiare il migliore, quello che individualmente ha qualcosa in più degli altri? O magari una somma delle due cose? La discussione è apertissima. Anni prima che Messi e Cristiano Ronaldo iniziassero a strabiliare le folle internazionali la questione era stata portata a galla da Luis Suarez, un campione che vinse il Pallone d&#8217;Oro ma disse di non averlo sentito del tutto suo: sostenne che a suo parere lo avrebbe meritato di più qualche anno dopo, quando la squadra per la quale militava, l&#8217;Inter, era salita sul tetto d&#8217;Europa sconfiggendo il Real Madrid di Di Stefano e Puskas. </p>



<p>Il legittimo vincitore del Pallone d&#8217;Oro 1960, sempre stando a quanto raccontò Suarez, sarebbe stato proprio l&#8217;ungherese Puskas, arrivato secondo, che quell&#8217;anno si era laureato campione d&#8217;Europa con il Real Madrid ed era stato capocannoniere della competizione. Puskas, un giocatore che ha dominato la propria epoca come nessuno eccetto il compagno Di Stéfano, appariva come il candidato perfetto ma anche in quell&#8217;occasione la giuria spiazzò tutti. </p>



<figure class="wp-block-gallery columns-2 is-cropped wp-block-gallery-7 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/01/wbedjsr5lny3wkbqayo1-1024x576.jpg" alt="" data-id="3487" data-full-url="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/01/wbedjsr5lny3wkbqayo1.jpg" data-link="https://gameofgoals.it/?attachment_id=3487" class="wp-image-3487" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/01/wbedjsr5lny3wkbqayo1-1024x576.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/01/wbedjsr5lny3wkbqayo1-300x169.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/01/wbedjsr5lny3wkbqayo1-768x432.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/01/wbedjsr5lny3wkbqayo1-1536x864.jpg 1536w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/01/wbedjsr5lny3wkbqayo1.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="579" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/01/luis-suarez-miramontes-U3301481689846yNE-1081x611@Gazzetta-Web_1081x611-1024x579.jpg" alt="" data-id="3488" data-full-url="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/01/luis-suarez-miramontes-U3301481689846yNE-1081x611@Gazzetta-Web_1081x611.jpg" data-link="https://gameofgoals.it/?attachment_id=3488" class="wp-image-3488" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/01/luis-suarez-miramontes-U3301481689846yNE-1081x611@Gazzetta-Web_1081x611-1024x579.jpg 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/01/luis-suarez-miramontes-U3301481689846yNE-1081x611@Gazzetta-Web_1081x611-300x170.jpg 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/01/luis-suarez-miramontes-U3301481689846yNE-1081x611@Gazzetta-Web_1081x611-768x434.jpg 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2021/01/luis-suarez-miramontes-U3301481689846yNE-1081x611@Gazzetta-Web_1081x611.jpg 1081w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure></li></ul><figcaption class="blocks-gallery-caption">Puskas e Suarez, protagonisti di uno dei primi Palloni d&#8217;Oro discussi nella storia del calcio</figcaption></figure>



<p></p>



<p><strong>Puskas è probabilmente il volto più emblematico di un ristretto novero di campionissimi che per una ragione o per l&#8217;altra non hanno fatto loro il premio</strong>. Si tratta probabilmente dell&#8217;unico caso di un fenomeno epocale &#8211; eccetto coloro, come Pelé, i quali in virtù delle regole in vigore al tempo comunque non avrebbero potuto vincerlo &#8211; a non aver sollevato il Pallone d&#8217;Oro. Esiste tuttavia una categoria parallela di calciatori che, probabilmente, ha avuto solamente una colpa: aver fatto parte di una generazione sbagliata. </p>



<p>Il calcio contemporaneo, che ha visto 11 assegnazioni ad appannaggio di soli due giocatori, è l&#8217;esempio per eccellenza: Iniesta, al quale abbiamo accennato in precedenza, Ibrahimovic, svantaggiato in parte anche dalla poca competitività della Svezia sui palcoscenici internazionali ed Arjen Robben, altro nome già menzionato, un altro che ha reinterpretato il proprio ruolo, sono forse gli esempi più illustri, tralasciando, lo ripetiamo, tutti quei campioni penalizzati dalla posizione occupata sul rettangolo di gioco. Ma anche di questo ne abbiamo già parlato. </p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2021/01/20/che-peso-dobbiamo-dare-al-pallone-doro.html">Che peso dobbiamo dare al Pallone d&#8217;Oro?</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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