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	<title>david beckham Archivi - Game of Goals</title>
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		<title>2004-2005: Real Madrid-Barcellona 4-2</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Buffoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Feb 2026 06:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La storia del Clásico dal 1988 al 2024]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Madrid, Stadio Santiago Bernabéu, 10 aprile 2005 I Galacticos si concedono un ultimo ballo e conquistano un Clasico insperato e che, a conti fatti, non [&#8230;]</p>
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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Madrid, Stadio Santiago Bernabéu, 10 aprile 2005</h2>



<p></p>



<p>I <em>Galacticos</em> si concedono un ultimo ballo e conquistano un Clasico insperato e che, a conti fatti, non inciderà sull&#8217;esito della Liga (già in cassaforte per gli ospiti). Paradossalmente, il <strong>Barcellona</strong> gioca meglio in occasione della brutta sconfitta di Madrid di quanto non avesse fatto quando aveva vinto 3-0al Camp Nou: il calcio a volte segue strade misteriose, tutte sue, strade che nell&#8217;aprile del 2005 regalano un po&#8217; di ossigeno a una squadra che sembra destinata a chiudere con il broncio un&#8217;epopea più ombre che luci. Gli ospiti dominano il possesso e il conto delle occasioni, ma Casillas fa decisamente meglio di Valdés e in generale il <strong>Real Madrid</strong> ha in ogni caso il merito di sbloccare subito la partita e di giocare poi sulle ripartenze. Si tratta dell&#8217;ultima apparizione in campo nel Clasico per Luís Figo, protagonista di alcune gare memorabili sulla sponda blaugrana ma valido alfiere anche a Madrid, specie i primi anni, così come è l&#8217;ultimo Clasico per un giocatore decisamente meno importante nella storia della sfida tra le due big di Spagna, ovvero Michael Owen.</p>



<p></p>



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<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="L&#039;apoteosi dei GALÁCTICOS: Real Madrid-Barcellona 4-2 | LaLiga 2004-05 | DAZN Highlights" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/sLd2MyBsMMg?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<p></p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le pagelle &#8211; Real Madrid</h2>



<p></p>



<p></p>



<p><strong>IL MIGLIORE: David Beckham 7,5</strong><br>Lo Spice Boy ha un master a Harvard in balistica e, soprattutto nel primo tempo, lo ricorda a tutti gli spettatori: pennella un cross al bacio sulla testa del Fenomeno e serve Owen per il gol del 4-2. Tra i due assist, tanti palloni recuperati, alcune sventagliate da capogiro, un paio di accelerazioni vintage e anche un gol sfiorato con un destro velenoso dalla distanza. Grande campione, la cui esperienza di Madrid è da sempre ingiustamente sottostimata.</p>



<p></p>



<p><strong>Ronaldo 6,5:</strong> inizia con il botto. Serve a Zizou la palla dell&#8217;1-0, con un cross dalla destra, e firma il 2-0 con una capocciata su cui Valdés si fa trovare impreparato. Scompare nella seconda parte di gara, ma merita comunque un voto positivo</p>



<p></p>



<p><strong>Zinédine Zidane 6,5: </strong>sblocca la partita con un tuffo di testa meraviglioso e poi dispensa arte, senza tuttavia risultare particolarmente incisivo.</p>



<p></p>



<p><strong>Roberto Carlos 6,5</strong>: ha il merito di inventarsi di sana pianta l&#8217;assist del 3-1 e di correre sulla fascia come negli anni d&#8217;oro, anche se soffre Giuly in fase difensiva e commette vari errori in appoggio.</p>



<p></p>



<p><strong>Iker Casillas 6,5</strong>: si posiziona male sulla punizione di Dinho, ma per il resto è impeccabile e il Barcellona segna solo due reti, nonostante faccia diciassette tiri in porta, anche grazie a lui.</p>



<p></p>



<p><strong>Raúl González Blanco 6</strong>: la bandiera Blanca sta attraversando stagioni complicate, che ne mettono in discussione la centralità nel progetto dei Galacticos. Spesso anticipato e quasi sempre ai margini del gioco, merita la sufficienza per il gol del 3-1, segnato con un colpo da vero opportunista.</p>



<p></p>



<p></p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le pagelle &#8211; Barcellona</h2>



<p></p>



<p><strong>IL MIGLIORE: Ronaldinho 7,5</strong><br>Il mago di Porto Alegre ha aperto la scatola dei trucchi magici: nel primo tempo perde molti palloni e si &#8220;limita&#8221; a un&#8217;apertura da fenomeno. Nella ripresa cambia marcia: semina ripetutamente gli avversari, segna il gol che dà fiato ai suoi su punizione, sfiora altre reti. Sta diventando il più grande giocatore in circolazione.</p>



<p></p>



<p><strong>Andrés Iniesta 7</strong>: anche l&#8217;Illusionista inizia a scrivere la storia, al primo Clasico da titolare. Insospettabilmente robusto, vince un paio di duelli rusticani con Zidane e Graevesen. Nella ripresa domina il gioco servendo alcuni assist magistrali e saltando ripetutamente l&#8217;uomo. Il suo controllo di palla è già degno del Louvre.</p>



<p></p>



<p><strong>Carles Puyol 7:</strong> circondato da compagni inadeguati (Oleguer e Belletti sono da 5 secco), Carles è una roccia in mezzo al mare; fisicamente fortissimo, fa del tempismo la sua arma migliore, e non viene praticamente mai superato.</p>



<p></p>



<p><strong>Samuel Eto&#8217;o 6,5:</strong> partita in chiaroscuro impreziosita da un assolo palla al piede che gli consente di firmare il gol del 2-1.</p>



<p></p>



<p><strong>Xavi Hernández 6,5</strong>: non meno brillante del gemello per larghi tratti di partita, ha il demerito di farsi saltare facilmente da Roberto Carlos sul gol del 3-1, ma per il resto prende in mano le redini del gioco, specie nella ripresa, dispesando decine di passaggi intelligenti.</p>



<p></p>



<p><strong>Victor Valdés 5</strong>: gran parte del peso della sconfitta grava sulle sue spalle. Pessimo su Owen, non irreprensibile anche sui gol del 2 e del 3-1, vive una serataccia.</p>



<p></p>



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		<title>Major League Soccer 2025: l&#8217;ennesimo trionfo di Lionel Messi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Niccolo Mello]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Dec 2025 00:12:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calcio moderno]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina: il trionfo dell&#8217;Inter Miami, per la prima volta campione in MLS Dopo dieci campionati spagnoli e due francesi, Lionel Messi conquista il [&#8230;]</p>
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<p class="has-text-align-right"><em>Immagine di copertina: il trionfo dell&#8217;Inter Miami, per la prima volta campione in MLS</em></p>



<p class="has-drop-cap">Dopo dieci campionati spagnoli e due francesi, <strong>Lionel Mess</strong>i conquista il 13° titolo nazionale della sua infinita carriera: l&#8217;MLS, la Major League Soccer che riunisce le squadre statunitensi e canadesi. Per Leo è il 48° trofeo: nessuno ha mai vinto come lui. La finale contro i Vancouver Whitecaps, vinta per 3-1, viene giocata in casa dall&#8217;Inter Miami, in virtù del maggior numero di punti conquistati nella stagione regolare (65 a 63)</p>



<p>Dopo un percorso in crescendo e una stagione che lo ha visto grande protagonista, con un totale di 35 reti e 20 assist, Lionel aggiunge ulteriori due assist al suo carnet, il primo per <strong>De Paul</strong> e il secondo per <strong>Allende</strong>, salendo a quota 407 assist in carriera, e anche questa statistica premia il <em>Diez </em>argentino come miglior assistman di sempre.</p>



<p>La partita contro Vancouver, di fronte a uno stadio pieno in ogni ordine di posti, non è molto brillante. D&#8217;altra parte, e detto con il massimo rispetto, il campionato americano non rappresenta di certo la crème del calcio mondiale. L&#8217;Inter Miami parte meglio e dopo 8 minuti <strong>Messi </strong>a centrocampo, con una giocata sensazionale che fa guadagnare ai suoi un tempo di gioco (nella sostanza, anche se non nella forma, ricorda quella che fece nella finale mondiale contro la Francia in occasione della rete di <strong>Di María</strong>) e apre il campo per la percussione di <strong>Allende</strong>, il cui cross a centro area per <strong>Rodriguez </strong>è sciaguratamente deviato nella propria porta da <strong>Ocampo</strong>.</p>



<p>Per 25 minuti l&#8217;Inter Miami gioca con più piglio e verve, controllando il pallone, con un <strong>Messi </strong>sempre ispirato e nel vivo delle azioni. Ma dalla mezz&#8217;ora in avanti emerge pian piano il gioco maggiormente manovrato del Vancouver, che in stagione regolare ha sconfitto due volte Miami e ha impreziosito la squadra con l&#8217;arrivo dell&#8217;ex Bayern Monaco e nazionale tedesco <strong>Thomas Müller</strong>. Un paio di colpi di testa e una clamorosa palla-gol per <strong>Sabbi </strong>che spara su <strong>Rios </strong>in uscita sono la dimostrazione che i canadesi sono assolutamente dentro la partita e vogliono vendere cara la pelle.</p>



<p>Non casualmente, cominciano il secondo tempo sulla falsariga del primo. Anzi, dominano territorialmente il gioco e sfiorano il 70 per cento di possesso palla. La manovra avvolgente dei bianchi stritola un Inter Miami incapace di ripartire (e che ha un solo lampo, un colpo di testa di <strong>Messi </strong>terminato a lato di un soffio) e che pare un po&#8217; sulle ginocchia: <strong>Ahmed </strong>al quarto d&#8217;ora trova un pareggio più che meritato e poco dopo, sulle ali dell&#8217;entusiasmo, il Vancouver va ad un passo dal vantaggio con un triplo palo griffato da <strong>Sabbi</strong>.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="725" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/12/Rodrigo-de-Paul-1024x725-optimized.webp" alt="" class="wp-image-25409" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/12/Rodrigo-de-Paul-1024x725-optimized.webp 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/12/Rodrigo-de-Paul-1024x725-optimized-300x212.webp 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/12/Rodrigo-de-Paul-1024x725-optimized-768x544.webp 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">De Paul, autore del gol del 2-1</figcaption></figure>



<p></p>



<p><strong>Mascherano </strong>corre ai ripari ed effettua alcuni cambi, ma nemmeno stavolta dà fiducia al veterano <strong>Luis Suárez</strong>. È una giocata di <strong>Messi </strong>al 26&#8242; a ribaltare l&#8217;inerzia dell&#8217;incontro: la <em>Pulce </em>recupera palla sulla trequarti e lancia nello spazio il prode <strong>De Paul</strong>, il cui diagonale in corsa non dà scampo al portiere del Vancouver. I bianchi perdono fiducia &#8211; confermando un vecchio adagio nel calcio che non sempre chi tiene di più il pallino del gioco vince &#8211; mentre l&#8217;Inter Miami con la forza dei nervi e una <em>garra </em>più sudamericana che nordamericana lotta su tutti i palloni. All&#8217;ultimo minuto è ancora <strong>Messi</strong>,<strong> </strong>con un pallonetto magistrale sulla trequarti, a mandare in porta <strong>Allende</strong>, che tutto solo davanti al portiere non può sbagliare.</p>



<p>Finisce 3-1 e per l&#8217;Inter Miami parte la festa. Quando <strong>Messi </strong>arrivò nella franchigia di <strong>Jorge Mas</strong> e <strong>David Beckham</strong>, nel corso del campionato 2023, il Miami era ultimo, e Leo lo portò ad un passo dai playoff. Lo scorso anno, dopo aver già vinto il titolo di miglior giocatore, il <em>Diez </em>guidò i suoi al primo posto nella stagione regolare, ma poi la squadra uscì clamorosamente nel primo turno dei playoff. Adesso il riscatto: altro titolo di MVP personale (ed in aggiunta quello di capocannoniere) e vittoria del campionato. Il sogno di <strong>Mas </strong>e di <strong>Beckham </strong>è diventato realtà. Nel segno di <strong>Messi</strong>, <strong>Mascherano </strong>e della colonia sudamericana, più che mai decisiva. Una gioia immensa anche per i veterani <strong>Busquets </strong>e <strong>Jordi Alba</strong>, all&#8217;ultima partita in carriera prima del ritiro.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il tabellino</h2>



<p></p>



<p><strong>INTER MIAMI-VANCOUVER WHITECAPS 3-1<br>Marcatori:</strong> pt 8&#8242; aut. Ocampo (I); st 15&#8242; Ahmed (V), 26&#8242; De Paul (I), 52&#8242; Allende (I).<br><strong>Inter Miami: </strong>Rios Novo; Fray (st 46&#8242; Weigandt), Falcon, Allen, Jordi Alba; De Paul, Busquets, Rodriguez (st 11&#8242; Segovia); Messi; Allende, Salvetti (st 32&#8242; Bright). A disp.: Ustari, Aviles, Lujan, Picault, Obando, Suarez. All. Mascherano.<br><strong>Vancouver Whitecaps: </strong>Takaoka; Ocampo, Blackmon, Priso (st 23&#8242; Pupe), Laborda; Berhalter, Cubas (st 37&#8242; Cabrera); Sabbi (st 45&#8242; Nelson), Muller, Ahmed (st 23&#8242; Gauld); White. A disp.: Boehmer, Johnson, Badwal, Rios, Elloumi. All. Soerensen.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img decoding="async" width="683" height="1024" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/12/87647036007-2249782445-683x1024.webp" alt="" class="wp-image-25408" style="width:750px" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/12/87647036007-2249782445-683x1024.webp 683w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/12/87647036007-2249782445-200x300.webp 200w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/12/87647036007-2249782445-768x1152.webp 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/12/87647036007-2249782445-1024x1536.webp 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2025/12/87647036007-2249782445.webp 1184w" sizes="(max-width: 683px) 100vw, 683px" /><figcaption class="wp-element-caption">Messi portato in trionfo da De Paul</figcaption></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le pagelle Inter Miami</h2>



<p></p>



<p><strong>IL MIGLIORE: Lionel Messi 7,5<br></strong>Viaggia a scartamento ridotto, sia rispetto al passato sia rispetto ad altre partite di questa stagione in MLS. Forse, a causa del caldo, preferisce centellinare le energie per quando serve. E fa benissimo perché tutti e tre i gol dell&#8217;Inter Miami nascono da sue geniali intuizioni: prima slalomeggia a centrocampo tra due avversari, aprendo un&#8217;autostrada per Allende; poi offre a De Paul il cioccolatino del bis; ed infine, con una pennellata di puro tocco delle sue manda ancora una volta in porta Allende per il tris. Sfiora anche un gol con un furbo colpo di testa dal limite. Non ha più l&#8217;energia di un tempo, ma la qualità è sempre quella di un artista unico.</p>



<p><strong>De Paul 7,5 </strong>Prestazione monumentale, da vero uomo ovunque. Sradica palloni, imposta, riparte. A 31 anni, con la sua forza e la sua personalità, in un campionato come l&#8217;MLS, domina letteralmente il campo. La sua rete cambia l&#8217;inerzia dell&#8217;incontro e riporta l&#8217;Inter Miami &#8211; in grandissima difficoltà nella prima parte del secondo tempo &#8211; in controllo.</p>



<p><strong>Allende 6,5</strong> È di fatto l&#8217;uomo che ha preso il posto di Suarez come centravanti. Ha giocato degli ottimi playoff e ripaga ancora una volta la fiducia di Mascherano favorendo l&#8217;autogol di Ocampo e chiudendo poi i conti in contropiede all&#8217;ultimo minuto. Non molto appariscente, ma efficace quando conta.</p>



<p><strong>Busquets 6 </strong>All&#8217;ultima gara in carriera, soffre molto l&#8217;intraprendenza e la vitalità dei centrocampisti avversari, perde alcuni sanguinosi palloni e fatica anche in impostazione. Ma non tira mai indietro la gamba, lotta fino al 90&#8242; e dà l&#8217;esempio. Se ne va un grandissimo interprete del ruolo di <em>cinco</em> davanti alla difesa, uno dei più forti centromediani del XXI secolo.</p>



<p><strong>Jordi Alba 6</strong> Patisce non poco le scorribande dell&#8217;indemoniato Sabbi, che è più giovane e fresco, e che lo intontisce di finte e dribbling. Regge l&#8217;urto con l&#8217;esperienza e anche lui, come Busquets, saluta da trionfatore.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le pagelle Vancouver Whitecaps</h2>



<p></p>



<p><strong>IL MIGLIORE: Ahmed 7<br></strong>Un peperino sull&#8217;out mancino che manda totalmente in crisi la retroguardia dell&#8217;Inter Miami, ed in particolare il povero terzino destro Fray. Gol a parte, giunto anche con la complicità di Rios (fino a quel momento perfetto), è la chiave che apre in due la difesa avversaria e scardina i piani tattici di Mascherano. Inspiegabilmente l&#8217;allenatore Soerensen lo toglie dopo il 20&#8242;, ma forse non ne aveva davvero più.</p>



<p><strong>Sabbi 7<br></strong>È l&#8217;altro esterno dell&#8217;attacco canadese e, come Ahmed, anche lui fa ammattire la difesa dell&#8217;Inter Miami. Si divora un gol nel primo tempo, ma non si perde d&#8217;animo: da uno suo spunto nasce la rete del pari, poi colpisce un triplo palo con un tracciante splendido in corsa. Avrebbe meritato maggiore fortuna.</p>



<p><strong>Berhalter 6,5<br></strong>Annunciato come il giocatore chiave del Vancouver, non delude le attese. Metronomo in mezzo al campo, fa girare la squadra come un orologio. Sul piano della fluidità di manovra i canadesi giocano meglio, inutile nasconderlo, e gran parte del merito va ascritto al regista statunitense.</p>



<p><strong>Thomas <strong>Müller</strong></strong> <strong>5<br></strong>La sfida diretta tra lui e Messi vede l&#8217;argentino uscire decisamente vincitore, non solo per il successo di squadra, ma anche sul piano della prestazione individuale. Per Leo, dunque, una piccola rivincita dopo lo smacco subito nella finale mondiale del 2014 tra Germania e Argentina, che vide il trionfo di Müller. Thomas, a 36 anni, ha perso lo sprint dei tempi d&#8217;oro del Bayern Monaco. Si segnala per una bella sponda per Sabbi e un colpo di testa non troppo pericoloso. Per il resto non si vede mai. Magari il suo momento in MLS verrà nel 2026, chissà&#8230;</p>



<p></p>



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<p>Gli highlights dell&#8217;incontro</p>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2025/12/07/major-league-soccer-2025-lennesimo-trionfo-di-lionel-messi.html">Major League Soccer 2025: l&#8217;ennesimo trionfo di Lionel Messi</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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		<title>1997-1998: Liverpool-Manchester United 1-3</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Buffoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 May 2025 14:46:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La sfida regina d'Inghilterra]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine di copertina: Andy Cole, bomber del Manchester United Liverpool, Anfield Road, 6 dicembre 1997 Nel 1997/1998 vede la luce una delle rivalità più feroci [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-text-align-right"><em>Immagine di copertina: Andy Cole, bomber del Manchester United</em></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Liverpool, Anfield Road, 6 dicembre 1997</h2>



<p></p>



<p>Nel 1997/1998 vede la luce una delle rivalità più feroci della storia del calcio inglese, quella che per diverse stagioni vedrà impegnate a combattersi senza esclusione di colpi il <strong>Manchester United</strong>, reduce da un quinquennio trionfale, e l&#8217;<strong>Arsenal</strong> di Mr. Arsène Wenger e di <strong>Dennis Bergkamp</strong>,<a href="https://gameofgoals.it/2024/03/08/estrarre-conigli-da-un-cilindro-invisibile-apologia-di-dennis-bergkamp.html"> il genio gentile, colui che sa estrarre conigli da cilindri invisibili</a>.</p>



<p>Nel mese di dicembre del 1997, alla quattordicesima giornata, United e Arsenal sono appaiati in testa al campionato, e il Liverpool recita la parte del terzo incomodo, parte che gli tocca da qualche stagione a dire il vero. Anfield assiste a un incontro che come di consueto vede le due squadre puntare sia sul fraseggio che sul ritmo sostenuto, e che si chiude con un punteggio severo per i Reds, a lungo incollati all&#8217;incontro e puniti da alcuni errori/giocate individuali degli ospiti, oltre che da una punizione di Mr. Spice Boy <strong>David Beckham</strong> che meriterebbe l&#8217;esposizione alla National Gallery.</p>



<p></p>



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<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Liverpool vs Manchester United 1-3 || EPL 1997-1998" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/-R2AgP3LdHA?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<p></p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le pagelle &#8211; Liverpool</h2>



<p></p>



<p><strong>IL MIGLIORE: Steve McMamanan 7</strong><br>Nessuna sorpresa quando si tratta di incoronare il migliore in campo dei padroni di casa: già attivo e spesso pericoloso nel primo tempo, Steve spicca il volo nella ripresa, e delizia la sua Anfield con un paio di aperture ad ampio raggio<em> pirlesche</em> e con alcuni spunti palla al piede da applausi, orchestrando anche l&#8217;azione da cui scaturisce il gol del pareggio.</p>



<p></p>



<p><strong>Jason McAteer 6,5</strong>: centrale o laterale di difesa, è una colonna dei Reds da diversi anni e, specie nel primo tempo, è forse il più intraprendente tra i suoi.</p>



<p></p>



<p><strong>Robbie Fowler 6</strong>: si muove senza tregua sul fronte offensivo, crea qualche grattacapo alla difesa ospite e ha il merito di segnare il gol del momentaneo pareggio.</p>



<p></p>



<p><strong>Michael Owen 6</strong>: debutta nel Classic il piccolo <em>Wonder Boy</em>, quasi diciottenne, e dimostra subito la capacità non comune di cambiare marcia con la palla tra i piedi, ma è ancora un po&#8217; impreciso, a volte confusionario, quando deve concludere. Bravo in ogni caso a guadagnarsi il rigore poi messo in porta da Fowler.</p>



<p></p>



<p><strong>Bjørn Tore Kvarme 5:</strong> non è in perfette condizioni fisiche e porta sulla coscienza il peso del gravissimo errore da cui arriva il gol del vantaggio degli ospiti.</p>



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<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le pagelle &#8211; Manchester United</h2>



<p></p>



<p><strong>IL MIGLIORE: Andy Cole 7</strong><br>Sembra aver montato la marmitta truccata perché corre come se fosse un mediano; il voto alto, in ogni caso, è un premio soprattutto ai due gol che decidono l&#8217;incontro, due cioccolatini da vero opportunista.</p>



<p></p>



<p><strong>David Beckham 7</strong>: quando decide di fare ricorso alle doti balistiche del suo destro Anfield trattiene il fiato, e se nel primo tempo si assiste a diversi cross velenosi, nella ripresa David fa cadere la mandibola agli spettatori con una punizione disegnata con il pennello che si insacca sotto l&#8217;incrocio.</p>



<p></p>



<p><strong>Ryan Giggs 6,5</strong>: meno vitale e incontenibile che in altre occasioni, lascia comunque sul posto in più circostanze il diretto marcatore e batte il corner da cui deriva il gol che chiude l&#8217;incontro.</p>



<p></p>



<p><strong>Nicky Butt 6</strong>: il migliore del primo tempo, quando recupera diversi palloni e si inserisce pericolosamente nell&#8217;area avversaria, cala nella ripresa e regala ai Reds un rigore con un intervento scomposto e non necessario.</p>



<p></p>



<p><strong>Teddy Sheringham 6</strong>: anche lui si rende pericoloso con il suo movimento incessante, e si dimostra bravissimo soprattutto in appoggio ai compagni. Gli manca la stoccata decisiva.</p>



<p></p>



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		<title>1996-1997: Liverpool-Manchester United 1-3</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2025/04/28/1996-1997-liverpool-manchester-united-1-3.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Buffoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Apr 2025 07:26:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La sfida regina d'Inghilterra]]></category>
		<category><![CDATA[david beckham]]></category>
		<category><![CDATA[eric cantona]]></category>
		<category><![CDATA[liverpool]]></category>
		<category><![CDATA[manchester united]]></category>
		<category><![CDATA[pallister]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Liverpool, Anfield Road, 19 aprile 1997 Il primo lungo ciclo di Ferguson a Manchester volge al termine, e la squadra, oramai imperniata sulla classe del [&#8230;]</p>
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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Liverpool, Anfield Road, 19 aprile 1997</h2>



<p></p>



<p>Il primo lungo ciclo di Ferguson a Manchester volge al termine, e la squadra, oramai imperniata sulla classe del 1992, si prepara a rinunciare al giocatore chiave dei suoi successi (King Eric) per affidarsi ai suoi giovani talenti. Nella primavera del 1997, il discorso Premier è ancora aperto e coinvolge quattro squadre, perché il <strong>Manchester United</strong> è in testa ma alle sue spalle Arsenal, <strong>Liverpool</strong> e soprattutto il Newcastle reclamano scampoli di gloria. La stagione si chiuderà con il quarto successo in cinque anni per i Red Devils, e la vittoria ottenuta ad Anfield è una seria ipoteca sul titolo.</p>



<p>Il Liverpool mette in mostra un efficace <em>passing game</em>, cui manca però la zampa decisiva in area di rigore, e paga le proprie imperdonabili disattenzioni difensive, le cui conseguenze sono aggravate da un portiere inadeguato come<em> Calamity</em> James.</p>



<p>Il 3-1 finale è un po&#8217; severo ma fotografa anche la distanza tra le due squadre in termini di efficacia e di capacità di gestire la partita.</p>



<p></p>



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</div></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le pagelle &#8211; Liverpool</h2>



<p></p>



<p><strong>IL MIGLIORE: John Barnes 6,5</strong></p>



<p>Il vecchio Digger sa ancora usare i suoi piedi di velluto, e pur essendo da tempo un giocatore a mobilità ridotta, dirige le operazioni in mezzo al campo e punisce un non impeccabile Schmeichel con il colpo di testa che propizia il gol del pareggio.</p>



<p></p>



<p><strong>Steve McMamanan 6</strong>: abbiamo visto all&#8217;opera versioni decisamente migliori di Steve, che in ogni caso non fa mancare il suo apporto e si prodiga in diverse iniziative palle al piede.</p>



<p></p>



<p><strong>Robbie Fowler 5.5</strong>; fatica a trovare la posizione e non valorizza al meglio le poche chance che gli capitano sui piedi, anche se la voglia di lottare non gli manca mai.</p>



<p></p>



<p><strong>Mark Wright 5</strong>: il retropassaggio suicida che solo per l&#8217;imprecisione di Cole non si trasforma nel 4 1 è la fotografia di una partita che lo vede spesso in affanno e impreciso anche quando ha la palla tra i piedi.</p>



<p></p>



<p><strong>David James 5:</strong> il portiere di Welwyn Garden City conferma di meritare il poco lusinghiero soprannome di Calamity. Un buon intervento su Johnsen non può compensare le due uscite sciagurate da cui scaturiscono due gol degli ospiti.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le pagelle &#8211; Manchester United</h2>



<p></p>



<p><strong>IL MIGLIORE: Gary Pallister 7,5</strong></p>



<p>Il capitano di mille battaglie, tra i centrali più amati dalla tifoseria dei Red Devils, il giocatore dell&#8217;anno della First Division nel 1992, si regala un pomeriggio indimenticabile, in casa dei nemici di sempre, proprio poco prima di appendere le scarpette al chiodo. Gary infatti domina le due aree di rigore, respingendo con vigore i tentativi avversari e segnando poi un&#8217;improbabile doppietta che decide, di fatto, la sfida.</p>



<p></p>



<p><strong>David Beckham 7</strong>: partita discreta, che però diventa qualcosa di più perché quando deve mettere il pallone in mezzo all&#8217;area lo Spice Boy è un&#8217;arma letale, e proprio da due suoi corner arrivano i gol di Pallister.</p>



<p></p>



<p><strong>Paul Scholes 6,5</strong>: motorino dalle pile inesauribili, tocca una marea di palloni e fa quasi sempre ciò che ci si attende dal fulcro del gioco di una big come lo United.</p>



<p></p>



<p><strong>Éric Cantona 6</strong>: per il suo ultimo derby d&#8217;Inghilterra, King Erica delizia il pubblico con alcune prodezze e con la consueta presenza dirompente nel gioco, ma si perde anche in un paio di leziosismi fuori luogo e commette sotto porta un errore non dalui, calciando il pallone alle stelle.</p>



<p></p>



<p><strong>Andy Cole 6</strong>: bravo ad approfittare dell&#8217;uscita sciagurata di James e a chiudere la partita, Andy fa un gran movimento ma pecca di precisione e sbaglia anche un gol fatto.</p>



<p></p>



<p></p>
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		<title>1996-1997: Manchester United-Liverpool 1-0</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Buffoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Feb 2025 06:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La sfida regina d'Inghilterra]]></category>
		<category><![CDATA[david beckham]]></category>
		<category><![CDATA[john barnes]]></category>
		<category><![CDATA[schmeichel]]></category>
		<category><![CDATA[steve mcmanaman]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Manchester, Old Trafford, 12 ottobre 1996 Nell&#8217;autunno del 1996 Manchester United e Liverpool si contendono la testa della classifica con il Newcastle, per una conferma [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Manchester, Old Trafford, 12 ottobre 1996</h2>



<p></p>



<p>Nell&#8217;autunno del 1996 <strong>Manchester United </strong>e <strong>Liverpool</strong> si contendono la testa della classifica con il Newcastle, per una conferma delle <em>big three</em> della stagione precedente. All&#8217;Old Trafford, i Reds giocano meglio dei padroni di casa, specie nella ripresa, ma Ferguson &#8211; che si inventa un 4 4 2 atipico con Beckham e il suo King Eric centrocampisti centrali, Jordi Cruijff esterno sinistro, il ceco Karel punta &#8211; ha il suo talismano, ovvero Peter Schemichel, che para tutto il parabile e consente ai suoi di incamerare tre punti forse non meritatissimi.</p>



<p>Tra gli ospiti, brillano il solito, immarcabile Stevie MaManaman, davvero giocatore universale più che ala, e una difesa sempre attenta.</p>



<p></p>



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</div></figure>



<p></p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le pagelle &#8211; Manchester United</h2>



<p></p>



<p><strong>IL MIGLIORE: Peter Schmeichel 7,5</strong><br>I tifosi di casa, come sempre rumorosi e caldissimi, devono erigere un monumento alla saracinesca danese, che salva la sua porta in almeno 5 occasioni, dimostrandosi insuperabile nell&#8217;uno contro uno. La parata più bella è un colpo di reni in stile Buffon su Zizou nel 2006, su un colpo di testa sbagliato da Neville che sfiora l&#8217;autogol.</p>



<p></p>



<p><strong>David Beckham 6,5</strong>: partita normale, ma il grande destro dal limite con cui decide la gara gli vale il voto positivo.</p>



<p></p>



<p><strong>Ronny Johnsen 6,5</strong>: solido difensore danese, si fa sempre trovare pronto nell&#8217;uno contro uno e argina bene il pericoloso Stan Collymore.</p>



<p></p>



<p><strong>Ole Gunnar Solskjær 6:</strong> impreciso e un po&#8217; egoista in un paio di occasioni, ha il merito di controllare il pallone complicato da cui scaturisce il gol di Beckham con un gesto tecnico eccezionale, che gli vale almeno la sufficienza.</p>



<p></p>



<p><strong>Karel Poborský 5</strong>: l&#8217;asso ceco, giunto a Manchester dopo il brillante exploit di Euro 1996, non si è ancora ambientato alla corte di Sir Alex, e infatti, schierato da punta, non lascia il segno, anche perché poco supportato da un Cantona versione centrocampista e in giornata ni (5,5, per lui).</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Le pagelle &#8211; Liverpool </h2>



<p></p>



<p><strong>IL MIGLIORE: Steve McManaman 7</strong><br>Devo ripetermi: l&#8217;esterno inglese, temutissimo da Sir Alex, è sempre la spina nel fianco dei Red Devils e colleziona dribbling, iniziative di qualità e conclusioni pericolose. Per lui, ennesima grande prestazione nel derby d&#8217;Inghilterra.</p>



<p></p>



<p><strong>Phil Babb 6,5</strong>: partita impeccabile del difensore irlandese, che limita gli attaccanti di casa per quasi tutta la partita.</p>



<p></p>



<p><strong>John Barnes 6</strong>: solita puntuale regia per il gigante buono, oramai a fine carriera, che gioca un calcio essenziale e pulito.</p>



<p></p>



<p><strong>Patrick Berger 6:</strong> altro ceco approdato in Inghilterra dopo gli Europei, fa parecchio movimento e si rende pericoloso in un paio di occasioni.</p>



<p></p>



<p><strong>Stan Collymore 5,5</strong>: fermato da San Peter, non è precisissimo nelle conclusioni e vanifica così alcune discrete iniziative palla al piede.</p>
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		<title>David Beckham: estetismo globale del calcio</title>
		<link>https://gameofgoals.it/2025/01/14/david-beckham-estetismo-globale-del-calcio.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Federico Resta]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jan 2025 12:20:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pedatori]]></category>
		<category><![CDATA[alex ferguson]]></category>
		<category><![CDATA[david beckham]]></category>
		<category><![CDATA[inghilterra]]></category>
		<category><![CDATA[manchester united]]></category>
		<category><![CDATA[spice boy]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel calcio che i critici definiscono “moderno” pochi nomi trasmettono tanta risonanza quanto quello di David Beckham. Tra l&#8217;eco dei suoi cross magistrali, le punizioni [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-drop-cap">Nel calcio che i critici definiscono “moderno” pochi nomi trasmettono tanta risonanza quanto quello di <strong>David Beckham</strong>. Tra l&#8217;eco dei suoi cross magistrali, le punizioni a fil di palo e il glamour della sua vita personale, emerge una figura che trascende il semplice atletismo, abbracciando un&#8217;estetica calcolata e intrisa di bellezza tipica di un artista. In questo senso, Beckham è una figura simile a <strong>Friedrich Schiller</strong>, il filosofo tedesco che tanto scrisse sulla sovranità della bellezza e sulla sua capacità di elevare l&#8217;animo umano.</p>



<p>Allo stesso modo di come Schiller argomentava che la bellezza è una fusione tra forma e materia, il calcio di Beckham si eleva sopra il puro risultato sportivo. I suoi cross, che tracciavano parabole perfette con la stessa precisione di un equilibrista sul filo, sembrano voler catturare quella &#8220;forma ideale&#8221; di cui parlava Schiller. Nelle traiettorie del suo destro, si leggono versi silenziosi, poesia fatta di movimento, bellezza che sfida la gravità e il caos della difesa avversaria.</p>



<p>Il parallelo con Schiller si trova anche nel modo in cui Beckham, attraverso il suo stile di gioco, incarnava l’ideale estetico che il filosofo descriveva. Come lo scrittore cercava di unificare l’impulso materiale e quello formale per ottenere l’arte, Beckham amalgamava forza fisica e delicatezza di tocco, creava una sintesi perfetta tra energia e controllo. Le statistiche parlano chiaro: su quasi 400 partite giocate con il Manchester United, ha accumulato oltre 80 assist, la maggior parte dei quali provenienti da quei cross che sembravano disegnati da un pennello.</p>



<p></p>



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</div></figure>



<p></p>



<p>Se la vita sportiva di Beckham si presenta come un trattato scolpito nell’estetica, la sua vita privata non è meno affascinante. Il suo matrimonio con Victoria Adams, iconica componente delle Spice Girls, è stato un ininterrotto fonte di gossip e speculazioni, un vero tableau vivant che mescola glam e talento, e che ha generato un impero di intrattenimento con un reddito annuo stimato di oltre 700 milioni di sterline. In una società dove il personal branding e il fascino delle icone culturali sono valuta pregiata, i coniugi Beckham sono i definitivi sovrani mediatici.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Il mito del Numero Sette</h2>



<p></p>



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<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="The Story Of The Seven 7️⃣📖 | adidas x SEVEN" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/YHErPcpTsUI?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<p></p>



<p>“<em>La maglia numero 7 non è importante al Manchester United, la maglia numero 7 è il Manchester United!</em> “. Così diceva <strong>George Best</strong> alla BBC qualche anno prima di lasciarci. Chiedendo in giro dalle parti di Gorse Hill però se chiedo ad un tifoso dei Red Devils di chiudere gli occhi e dirmi il primo giocatore con la 7 che gli viene in mente, beh, la risposta è davvero poco scontata.</p>



<p><strong>David Beckham </strong>dame e cavalieri ! il cui status di icona &#8220;pop&#8221; trascende il semplice talento calcistico, abbracciando una cultura globale e influenzando mode e tendenze. La sua ascesa inizia nel contesto fervido della &#8220;Class of &#8217;92&#8221; del Manchester United, un gruppo di giovani promesse plasmato dalla visionaria guida di Eric Harrison. In questo contesto, Beckham non solo affinò le sue abilità tecniche, ma divenne anche il simbolo di una squadra destinata alla leggendaria scalata al potere nel calcio inglese e internazionale.</p>



<p>Beckham accumulò un’impressionante pagina di statistiche durante la sua permanenza allo United, contribuendo con precisione quasi scientifica con i suoi cross dalla fascia destra e una maestria nei calci di punizione che lo consacrarono autore di gol memorabili. Tra il 1992 e il 2003, Beckham giocò oltre 250 partite di campionato con il Manchester United, segnando circa 62 gol e fornendo innumerevoli assist, azioni che si misero di diritto tra le pagine più brillanti della Premier League.</p>



<p>Tuttavia, il percorso di Beckham al Manchester United non fu privo di tumulti. Le sue relazioni sempre più celebrità, l&#8217;amplificazione mediatica del suo matrimonio con Victoria Adams delle Spice Girls, e il suo stile distintivo e a tratti audace, cominciarono a ombreggiare il rapporto con Sir Alex Ferguson. La frattura culminò in un episodio emblematico: uno scarpino calciato da Ferguson nello spogliatoio, che colpì Beckham al volto, simboleggiò non solo le crescenti tensioni ma anche un ineluttabile divorzio professionale.</p>



<p>Il trasferimento al Real Madrid nel 2003 non fu semplicemente un cambio di casacca: rappresentò il passaggio di Beckham dal regno del calcio a una sorta di pantheon culturale globale. Al Real, nonostante prestazioni che talvolta vacillavano tra alti eccelsi e periodi meno brillanti, Beckham si integrò perfettamente nei &#8220;Galácticos&#8221;, affermandosi come un&#8217;entità quasi mitologica, fusione perfetta di sport e spettacolo.</p>



<p>In definitiva, David Beckham non fu semplicemente un calciatore di successo; egli incarnò l&#8217;archetipo del calciatore &#8220;pop&#8221;, un modello che andò oltre il campo per influenzare la cultura contemporanea, sfidando le definizioni e coronandosi come un&#8217;icona dello zeitgeist del suo tempo.</p>
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