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	<title>1985 Archivi - Game of Goals</title>
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		<title>Tokyo 1985: la prima Intercontinentale nella storia della Juventus</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Diego Mariottini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Dec 2023 06:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La storia siamo noi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non capita tutti i giorni ma a qualcuno è successo anche questo. Per esempio ai tifosi bianconeri, che nella notte fra sabato 7 e domenica [&#8230;]</p>
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<p class="has-drop-cap">Non capita tutti i giorni ma a qualcuno è successo anche questo. Per esempio ai tifosi bianconeri, che nella notte fra sabato 7 e domenica 8 dicembre 1985 non hanno visto <a href="https://gameofgoals.it/2022/01/29/intercontinentale-1985-juventus-argentinos-juniors-6-4-dcr-2-2.html">la finale di Coppa Intercontinentale di Tokyo fra Juventus e Argentinos Juniors</a>. Vanno a dormire da campioni d’Europa e si risvegliano campioni del mondo. Siamo alla metà esatta degli anni ’80 e in quella fase storica gli assetti televisivi nel nostro Paese sono radicalmente diversi rispetto a oggi. In Italia la partita viene seguita in diretta (alle quattro di domenica mattina, mezzogiorno in punto in Giappone) da Canale 5, ma solamente in Lombardia. Esiste infatti in quel momento un divieto per le televisioni private di trasmettere in diretta su tutto il territorio nazionale. La partita andrà comunque in replica in prima serata, con un grandissimo riscontro di pubblico.Per la prima volta in Italia un evento sportivo importante non viene trasmesso dalla RAI. Qualcuno dà scarso peso al fatto, per qualcun altro invece quello può essere l’inizio di una nuova era televisiva. Nel frattempo il calcio italiano si è arricchita di un nuovo alloro. La Juventus di <a href="https://gameofgoals.it/2021/01/07/3282.html"><strong>Giovanni</strong> <strong>Trapattoni</strong></a> si era guadagnata il diritto di rappresentare il calcio europeo in quanto squadra detentrice della Coppa dei Campioni 1984/85.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/12/Intercontinental_1985_program.jpg" alt="" class="wp-image-16512" width="295" height="409" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/12/Intercontinental_1985_program.jpg 268w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/12/Intercontinental_1985_program-216x300.jpg 216w" sizes="(max-width: 295px) 100vw, 295px" /><figcaption class="wp-element-caption">La locandina dell&#8217;incontro</figcaption></figure>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Il peso dell&#8217;Heysel</h3>



<p></p>



<p>È un onore ma anche un peso poco sostenibile per chi ha una coscienza. Perché quel trofeo è costato la vita a 39 persone. 39 tifosi colpevoli di tifare per la propria squadra nel momento giusto e nello stadio sbagliato. Con la finale dell’Intercontinentale la società torinese cerca di mettersi alle spalle la tragedia dello Stadio Heysel, ma comunque andrà certe serate non si possono cancellare. L’avversaria è la vincitrice della Coppa Libertadores, l’Argentinos Juniors di Buenos Aires. Tra le due contendenti il divario appare netto a favore degli italiani, ma gli argentini non vanno mai sottovalutati per via della loro carica agonistica. E poi ci sono due aspetti da non trascurare: se è vero che in una partita secca tutto può accadere, è altrettanto vero che la tradizione dell’ultimo decennio è tutta dalla parte delle formazioni sudamericane.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Riportare la coppa in Europa</h3>



<p></p>



<p>È dal 1976 infatti che una squadra europea non fa suo il trofeo e se in quel momento sono nove anni che il trofeo rimane nell’America Latina un motivo c’è. Conta un agonismo che forse le squadre europee non profondono, dall’altra c’è un’attenzione all’Intercontinentale che nel Vecchio Continente va a intermittenza. La Juventus ci prova, ben conscia che malgrado la superiorità tecnica la partita sarà dura in ogni suo aspetto. Quella che viene fuori nella nottata italiana di quell’8 dicembre è da molti considerata a tutt’oggi la finale dell’Intercontinentale più combattuta, più incerta ed emozionante di sempre.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img decoding="async" width="476" height="362" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/12/Arg_juve_1985_borghi.jpg" alt="" class="wp-image-16513" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/12/Arg_juve_1985_borghi.jpg 476w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/12/Arg_juve_1985_borghi-300x228.jpg 300w" sizes="(max-width: 476px) 100vw, 476px" /><figcaption class="wp-element-caption">Claudio Borghi, spauracchio numero uno per la difesa bianconera</figcaption></figure>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Mezzogiorno di fuoco e fiamme</h3>



<p></p>



<p>Alle ore 12 la Juventus è schierata in campo con <strong>Tacconi, Favero, Cabrini, Bonini, Brio, Scirea, Mauro, Manfredonia, Serena, Platini, Laudrup</strong>. L’Argentinos Juniors, ex squadra di <strong>Diego Armando Maradona</strong>, contrappone <strong>Vidallè, Pavoni, Domenech, Villalba, Batista, Olguìn, Castro, Videla, Borghi, Commisso, Ereros</strong>. L’Argentinos annovera buoni giocatori e personalità di spicco. <strong>Jorge Mario Olguìn</strong> è stato campione del <a href="https://gameofgoals.it/2014/02/20/1978-finale-argentina-olanda-3-1.html">mondo nel 1978 con l’Argentina</a> di <strong>Passarella</strong>, <strong>Kempes</strong> e <strong>Bertoni</strong>. <strong>Batista</strong> e <strong>Borghi</strong> lo diventeranno sei mesi dopo. <strong>Ereros</strong> è un buon talento, aria baffuta da “salsero” cubano ma ottima tecnica di base e imprevedibilità sulle conclusioni a rete. La difesa bianconera deve stare attenta in particolare al fantasista <strong>Claudio Daniel Borghi</strong>, giocatore giovanissimo che anni più tardi <strong>Silvio</strong> <strong>Berlusconi</strong> valuterà per il suo Milan.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">La partita</h3>



<p></p>



<p>Sembrano più propositivi gli argentini, che hanno maggior possesso di palla e che non danno mai la sensazione di temere l’avversaria. La Juventus arretra il baricentro del gioco cercando di agire sulle ripartenze (<strong>Trapattoni</strong> docet). Il primo tempo è piacevole e le due squadre si annullano a vicenda. Sono poche le conclusioni a rete, ma il pubblico di casa (62mila spettatori paganti), è soddisfatto. Nella ripresa il ritmo pian piano sale e la prima occasione importante è dei bianconeri. <strong>Scirea</strong> lancia lungo per <strong>Serena</strong> che a sua volta di testa mette <strong>Laudrup</strong> nella condizione di concludere a rete in contropiede. Il danese prende velocità, supera sullo slancio il portiere <strong>Vidallè</strong> e segna a porta vuota ma l’arbitro annulla per fuorigioco. Decisione discutibile. Un gol, sia pure annullato, che accende la partita e prelude al gol avversario. Un’azione esemplare per capacità di verticalizzare e per rapidità d’esecuzione. 10° minuto. Dalla trequarti <strong>Commisso</strong> favorisce l’inserimento centrale di <strong>Ereros</strong>, la difesa ha un momento di esitazione. <strong>Tacconi</strong> accenna all’uscita dai pali ma il tocco dell’attaccante argentino non lascia scampo. Pallonetto millimetrico e Argentinos Juniors in vantaggio. La rete ha un effetto talmente dirompente che la Juventus potrebbe crollare pochi minuti più tardi, quando una combinazione fra l’autore del gol e <strong>Borghi</strong> porta al gol del raddoppio di <strong>Castro</strong>. Anche in questo caso, il tedesco <strong>Roth</strong> fischia il fuorigioco e annulla. I bianconeri riprendono a fare gioco e un filo di buona sorte sembra venir loro incontro. Cross dalla tre quarti sinistra di <strong>Platini</strong> per <strong>Serena</strong> all’interno dell’area argentina, la punta viene affrontata in modo falloso da <strong>Olguìn</strong> e l’arbitro concede il calcio di rigore. Dal dischetto <strong><a href="https://gameofgoals.it/2021/04/30/omaggio-a-sua-maesta-michel-platini.html">Platini</a></strong> mantiene la massima freddezza: portiere da una parte e pallone sul lato opposto. 18° della ripresa, 1-1.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img decoding="async" width="1024" height="573" src="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/12/Schermata-2023-12-06-alle-20.54.33-1024x573.png" alt="" class="wp-image-16509" srcset="https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/12/Schermata-2023-12-06-alle-20.54.33-1024x573.png 1024w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/12/Schermata-2023-12-06-alle-20.54.33-300x168.png 300w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/12/Schermata-2023-12-06-alle-20.54.33-768x430.png 768w, https://gameofgoals.it/wp-content/uploads/2023/12/Schermata-2023-12-06-alle-20.54.33.png 1408w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">L&#8217;elegante protesta di Platini dopo il gol annullato</figcaption></figure>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Continue emozioni</h3>



<p></p>



<p>Il pubblico giapponese, normalmente pronto a emozionarsi per molto meno, ha davvero un buon motivo per esaltarsi. Anche perché il pareggio di <strong>Platini</strong> dà la scossa a tutta la squadra e il francese stesso comincia finalmente a fare… <strong><a href="https://gameofgoals.it/2023/10/24/michel-platini-il-re-del-calcio-francese.html">Platini</a></strong>. E lo fa talmente bene da inventare un gol da antologia, un assolo degno di pochissimi interpreti del calcio. Assolo in area, cambio di piede in palleggio aereo e palla nel sacco di <strong>Vidallé</strong>. Lo stadio sembra venir giù per quel prodigio e i giocatori bianconeri si abbracciano ma il tedesco <strong>Roth</strong> annulla per l’ennesima volta. Non c’è fuorigioco, non c’è un intervento a gamba tesa, non c’è un possibile controllo con la mano. Non c’è un perché. Con un gesto plateale ma di grande stile “<em>le roi Michel</em>” si siede a terra e con un sorriso sconsolato sembra dire “<em>Che cos’altro devo inventare per farmi convalidare un gol su azione?</em>”. E non è tutto, perché pochi istanti più tardi l’Argentinos Juniors ripassa in vantaggio. Il fantasista <strong>Borghi</strong> inventa un corridoio laterale per <strong>Castro</strong>, defilato sulla destra. Tutti pensano a un cross al centro e invece viene fuori un tiro violento e carico d’effetto. La palla s’impenna e abbassa la parabola proprio sotto l’incrocio dei pali che <strong>Tacconi</strong> non copre, non può coprire. Manca un quarto d&#8217;ora alla fine e il destino della Coppa sembra segnato in favore dei &#8220;rossi&#8221;. Ma chi ha in squadra <strong>Platini</strong> può sempre contare sulle intuizioni di un genio. Pochi minuti alla fine, <strong>Laudrup</strong> porta palla all’altezza dei 20 metri, cede palla a <strong>Platini</strong> e scatta in avanti per ricevere il passaggio di ritorno, la palla gli arriva sul piede a centro area con la difesa che resta annichilita dalla giocata dei due. Il danese parte in dribbling, aggira il portiere, resta in equilibrio nonostante il tentativo di fallo di <strong>Vidallé</strong> e quasi dalla linea di fondo la mette dentro in uno spazio strettissimo. Con il 2-2 terminano i 90 minuti regolamentari. I supplementari hanno poco da raccontare, in realtà non succede quasi nulla. Nessuno vuole correre eccessivi rischi ed è come se la testa dei 22 in campo fosse già concentrata sui calci di rigore.</p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">I calci di rigore</h3>



<p></p>



<p>La sequenza dagli 11 metri potrebbe favorire gli argentini, vincitori ai penalty della Coppa Libertadores contro i colombiani dell&#8217;America di Cali. <strong>Brio</strong> segna di potenza il primo rigore. Pareggia <strong>Olguin</strong> con identico tiro. <strong>Cabrini</strong> fa centro di sinistro. Su <strong>Batista</strong> <strong>Tacconi</strong> para sulla propria sinistra. Esultano i bianconeri. <strong>Serena</strong> di sinistro porta in vantaggio la Juventus. Poi segna <strong>Lopez</strong>, mentre <strong>Laudrup</strong> si fa stregare da <strong>Vidallé</strong>. Serve ancora <strong>Tacconi</strong>, che si tuffa sulla destra a neutralizzare il tiro di <strong>Pavoni</strong>. La tensione è alle stelle, quando re Michel e <strong>Vidallé</strong> sono di fronte per il tiro decisivo. <strong>Platini</strong> è una sfinge, a guardarlo in volto anche un lampione sembra tradire più emozioni di lui. Tutto è pronto, qualche passo e di destro segna alla sinistra del portiere, mandando ancora una volta Vidallè dall&#8217;altra parte. La verità è che nessuna delle due squadre avrebbe meritato di perdere. </p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Campioni del mondo</h3>



<p></p>



<p>La squadra allenata da <strong>Giovanni</strong> <strong>Trapattoni</strong> vince così la sua prima Intercontinentale ai danni dell’Argentinos Juniors. Quello che l’anno prima non era riuscito al Liverpool è appena accaduto ai bianconeri. Per <strong>Michel Platini</strong> quella sarà una delle ultime soddisfazioni da calciatore. L’anno successivo vincerà per la seconda volta lo scudetto con la Juventus. Poi nel 1987, il fuoriclasse francese prende una decisione radicale: a 32 anni smette di giocare uno dei più grandi talenti di ogni tempo. Nenache a farlo apposta l’abbandono di re Michel coincide con una lunga serie di anni magri per la Juventus. Per rivedere il Tricolore ci vorrà qualcosa come nove anni. E nella Torino bianconera non sono certo abituati a quei tempi d’attesa.</p>



<p></p>



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</div><figcaption class="wp-element-caption">Gli highlights dell&#8217;incontro</figcaption></figure>
<p>L'articolo <a href="https://gameofgoals.it/2023/12/08/tokyo-1985-la-prima-intercontinentale-nella-storia-della-juventus.html">Tokyo 1985: la prima Intercontinentale nella storia della Juventus</a> proviene da <a href="https://gameofgoals.it">Game of Goals</a>.</p>
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