Il sogno della Danimarca diventa realtà. Ripescata a Euro 92 dopo l’esclusione della Yugoslavia, la nazionale di Moeller Nielsen conquista contro ogni pronostico il titolo continentale. Olsen e compagni, dopo aver superato la grande favorita Olanda in semifinale, si ripetono in finale contro la Germania. I tedeschi sono una squadra solida ma con pochi guizzi e devono arrendersi all’ottima organizzazione dei danesi, bravissimi a chiudere i varchi dietro e ripartire velocemente in contropiede. Un successo meritatissimo della Danimarca, che tocca il punto più alto della sua storia calcistica.
Danimarca: Schmeichel – Sivabaeck (st 21′ Christiansen), Piechnik, Olsen, Christofte, Nielsen – Povlsen, Jensen, Vilfort – Larsen, Laudrup.
Germania: Illgner – Reuter, Kohler, Helmer, Buckwald, Brehme – Haessler, Sammer (st 1′ Doll), Effenberg (st 35′ Thon) – Klinsmann, Riedle.
Primo tempo
7′ Sammer verticalizza per Reuter, che entra in area e tocca di destro, Schmeichel devia in angolo con una mano. Avvio deciso dei tedeschi, che provano subito a prendere in mano il gioco.
18′ GOL DANIMARCA Al primo affondo i danesi passano. Povlsen recupera un pallone a sinistra e serve Jensen, staffilata violentissima sul primo palo e pallone nel “sette”.
23′ percussione di Effenberg, che serve in corsa Klinsmann, rasoiata di destro dal limite, miracoloso intervento di Schmeichel che devia con la punta delle dita.
27′ corner di Laudrup da sinistra, palla dietro a Jensen, tiro velenoso, Illgner si rifugia in angolo. Match equilibrato adesso, la Danimarca sa essere temibile quando affonda.
45′ tracciante di Effenberg dopo un’iniziativa personale, Schmeichel alza in corner.

Secondo tempo
26′ Laudrup apre il contropiede danese e innesca sul lato destro dell’area Vilfort, diagonale un po’ sbilenco e palla fuori di un metro. La Germania sta tenendo il possesso palla, ma è molto sterile e non crea occasioni: la Danimarca si sta difendendo benissimo e fa male in ripartenza.
28′ finalmente un’azione pericolosa dei tedeschi. Reuter in area per Klinsmann, che evita un avversario e crossa sul secondo palo, Nielsen in rovesciata anticipa il tapin di Riedle con una rovesciata spettacolare. Dal corner, colpo di testa imperioso di Klinsmann, volo plastico di Schmeichel che salva il risultato con un grande intervento.
29′ Klinsmann per Doll, che entra in area e tenta di superare Schmeichel ma Vilfort devia il pallone in angolo.
32′ GOL DANIMARCA Vilfort riceve un pallone di Christiansen al limite, si destreggia bene tra Brehme ed Helmer e lascia partire un sinistro rasoterra che colpisce il primo palo e si infila in rete.
LE PAGELLE DANIMARCA
IL MIGLIORE SCHMEICHEL 7,5: come in semifinale è difficile individuare un migliore perché la Danimarca vince per il collettivo e l’attenzione spasmodica ai dettagli. Premiamo lui, invece che gli autori dei gol, perché compie almeno un paio di parate difficilissime che strozzano in gola l’urlo ai tedeschi e perché ogni pallone vagante in area è di sua proprietà. Gioca con una sicurezza assoluta e la trasmette a tutta la squadra. Si concede persino il lusso di abbrancare certi cross con una sola mano tale è la padronanza dei suoi mezzi. Portiere di classe assoluta.
Vilfort 7,5: un lavoro encomiabile in ogni zona del campo. Difende, recupera e riparte come un motorino. Si divora il 2-0 al 26′ della ripresa, ma qualche minuto dopo timbra la rete che manda in Paradiso i suoi.
Jensen 7: apre le danze con un grande gol e poi al pari dei suoi compagni gioca molto al servizio della squadra. Metronomo del gioco a centrocampo, tassello indispensabile per garantire l’equilibrio in campo.
Laudrup 6,5: meno brillante e incisivo che in semifinale. Fatica un po’ di più perché la Germania in fase difensiva concede meno libertà dell’Olanda. Però quando ha un metro di spazio riesce comunque a inventare giocate di classe per i compagni.
LE PAGELLE GERMANIA
IL MIGLIORE HAESSLER 6,5: è il solo tra i tedeschi che prova a far saltare il banco con giocate non ordinarie. Un moto perpetuo, che corre da destra a sinistra e cerca il varco giusto in cui infilare il pallone. Ma contro l’organizzata e numerosa difesa danese è dura sfondare.
Reuter 6: partenza al fulmicotone, nel primo tempo è il più pericoloso dei suoi. Nella ripresa si limita al compitino. Apprezzabili comunque l’impegno e la costante spinta sulla fascia.
Klinsmann 6: lasciato solo tra i colossi della difesa danese, mette in mostra comunque alcuni numeri di alta scuola e solo il prodigioso Schmeichel gli nega la gioia del gol.
Effenberg 5,5: nel primo tempo è tra i più attivi ed efficaci, nella ripresa non riesce più a trovare lo spiraglio giusto per incidere e si eclissa.
Brehme 5,5: il treno inarrestabile del Mondiale ’90 è un lontano ricordo. Appare molto più timido e meno propositivo. E lui ed Helmer non riescono a chiudere su Vilfort nell’azione del 2-0.
Sammer 5: il futuro pallone d’oro 1997 gioca solo i primi 45 minuti, ma a parte un bel pallone per Reuter in avvio non si vede quasi mai e nell’intervallo Vogts lo sostituisce.


