Madrid, Santiago Bernabéu, 1 maggio 2002
Il Real Madrid si guadagna, con merito, la qualificazione alla terza finale di Champions del suo nuovo ciclo, iniziato cinque anni prima con il trionfo nella Liga. La partita che si disputa nella capitale il giorno della Festa dei Lavoratori del 2002 vive all’insegna dell’equilibrio, ed è profondamente condizionata, come è inevitabile, dal risultato netto del Camp Nou. Il Barcellona le prova tutte per risalire la china e crea diversi pericoli dalle parti di Cesar, ma il Real ha più qualità ed è decisamente più cinico, e chiude ogni discorso pochi secondi prima della fine del primo tempo, quando Raúl punisce Bonano con un meraviglioso sinistro. Il pareggio propiziato da Saviola riaccende le speranze del Barça. che avrebbe invero diverso occasioni per riaprire definitivamente la storia del doppio confronto, ma è molto impreciso sotto porta.
Le pagelle – Real Madrid
IL MIGLIORE: Raúl González Blanco 7
Il fuoriclasse iberico vive la fase migliore della sua carriera. Non è sempre nel vivo del gioco, ma quando si accende per gli ospiti sono sempre dolori: segna il gol che mette l’ipoteca sulla finale, ne sfiora un altro con un sinistro vellutato dopo un aggancio da cineteca, inventa un paio di assist a lunga gittata da grande rifinitore.
Zinédine Zidane 7: nel primo tempo porta tutti a scuola, tra controlli impossibili, dribbling nello stretto che non dovrebbero fare parte del repertorio di un armadio come lui, e un paio di veroniche da bocca aperta. Cala un pochino nella ripresa, ma rimane il faro del gioco dei Blancos.
Claude Makélélé 6,5: inesauribile freak della natura, anche lui brilla nella prima frazione di gioco ed è un po’ meno presente nella ripresa, quando gli ospiti attaccano a spron battuto. Diversi palloni recuperati e diversi passaggi intelligenti che spezzano la manovra e il ritmo avversari.
Roberto Carlos 6,5: stranamente poco pericoloso dalle parti di Bonano, non viene però di fatto quasi mai superato in fase difensiva e, come di consueto, quando cambia passo semina il panico.
Fernando Hierro 6,5: il capitano di lungo corso si fa valere come negli anni d’oro nelle sportellate, ha una tecnica da mezzala e non sbaglia quasi nulla.
Le pagelle – Barcellona
IL MIGLIORE: Xavier Hernández 7,5
Masterclass del regista catalano, che tocca decine di palloni senza sbagliarne praticamente nessuno, si produce in un paio di Xavi turn da capogiro che mandano in tilt il centrocampo avversario, inventa tre verticalizzazioni da genietto e una giocata sullo stretto che regala a Kluivert un cioccolatino, scartato male con una conclusione sballata. Giovane campionissimo.
Philippe Cocu 6,5: onnipresente nella manovra blaugrana, non ha il passo e i colpi di Xavi ma quando si inserisce sa fare male e colpisce anche un palo, sullo 0-0, con una conclusione che avrebbe potuto riaprire ogni discorso.
Javier Saviola 6: si guadagna la sufficienza perché propizia l’autogol del pareggio e perché un paio di spunti palla al piede sono da gran giocatore, ma ha il demerito di non rendersi quasi mai pericoloso e pare sempre un po’ leggerino, con il fisico da adolescente, rispetto ai più prestanti avversari.
Roberto Bonano 6: discutibile sul piano stilistico, ma bravo nell’intercettare un paio di conclusioni pericolose di Guti e di Raúl.
Patrick Kluivert 5,5: il solito discorso. Quando si allontana dall’area avversaria esibisce un’eleganza non comune, inventa una bella apertura di tacco da cui scaturisce un’azione pericolosa ed è efficace anche nel dribbling. Se però sei un centravanti e non tiri mai in porta, e quandio Xavi si inventa una genialata tu sprechi tutto, è difficile assegnarti un voto positivo.


