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1964 Finale: Spagna-Urss 2-1

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Immagine di copertina: il capitano spagnolo, Fernando Olivella, alza al cielo la Coppa Delaunay dopo la vittoria dell’Europeo 1964
[fonte: sport.es]

La Spagna supera con pieno merito l’Unione Sovietica e si laurea campione d’Europa, al termine di una partita intensa ma anche tattica. Poche le occasioni da rete, molto il gioco a centrocampo, settore dove gli spagnoli – grazie a un’eccellente prova del trio Zoco-Suarez-Pereda – carburano nel corso del secondo tempo fino a dominare.

Spagna: Iribar – Rivilla, Olivella, Fustè, Calleja – Zoco, Suarez, Pereda – Amancio, Marcelino, Lapetra.
Urss: Jascin – Shustikov, Mudrik, Anichkin, Shesternov – Voronin, Korneev, Ivanov – Cislenko, Ponedelkin, Khusainov.

Primo tempo
5′ GOL SPAGNA Suarez in pressione recupera palla ai danni di Ivanov, si allarga sulla fascia e cross in mezzo, Pereda vince un contrasto e fulmina Jascin.
7′ GOL URSS Lancio da sinistra di Voronin, taglio centrale di Khusainov, che sorprende Rivilla e calcia appena dentro l’area, Iribar si fa passare il pallone sotto la pancia e l’Urss pareggia.
24′ Ivanov per Khusainov, conclusione da fuori area dal fronte sinistro, pallone fuori di un metro. Match molto tattico e combattuto, ma finora poco emozionante.
26′ tacco di Suarez per Amancio, assist centrale al limite per Marcelino, che salta un avversario e serve Lapetra, tiro a botta sicura, Jascin blocca confermando la sua straordinaria presa.
33′ break a destra di Cislenko, diagonale da lontano, Iribar si allunga e devia in angolo.

Secondo tempo
6′ favolosa discesa, partendo dalla sua metà campo, di Amancio, che salta due uomini, accelera e serve in area sul lato destro Marcelino. Il controllo del centravanti non è ottimale, ma il tiro è comunque insidioso, sul primo palo. Jascin si getta e devia in corner.
10′ lancio lungo di Suarez, sponda aerea di Marcelino per Pereda, che entra in area e viene forse toccato da dietro da un difensore sovietico. L’arbitro però lascia correre e concede agli spagnoli solo il corner.
14′ Voronin serve Ponedelkin, tiro in diagonale dal limite, Iribar si allunga e devia in corner.
23′ corner di Lapetra da sinistra, colpo di testa di Zoco, di poco alto. La Spagna ha preso oramai il controllo delle operazioni a centrocampo, l’Urss fatica a uscire dalla propria metà campo.
26′ azione personale di Cislenko, che parte da sinistra e si accentra, concludendo dal limite: palla sul fondo non di molto.
28′ Ivanov in mezzo per Khusainov, tiro da pochi metri, un difensore spagnolo allontana quasi davanti alla linea. Torna a farsi minacciosa l’Urss con lampi isolati.
30′ lungo rinvio di Iribar, Pereda duella corpo a corpo con Anichkin, il difensore sovietico cade a terra, il centrocampista spagnolo entra in area e batte Jascin con un tocco sul primo palo. L’arbitro però annulla tra le proteste degli iberici: aveva fischiato al momento della caduta di Anichkin, che aveva tentato vanamente di fermare Pereda aggrappandosi alla sua maglietta. Non è stato così concesso il vantaggio agli spagnoli.
39′ GOL SPAGNA Rivilla apre sulla destra per Pereda, che si gira in un fazzoletto e crossa in mezzo, torsione aerea in tuffo incredibile di Marcelino che incorna e trafigge Jascin.

Il gol decisivo di Marcelino

LE PAGELLE SPAGNA
IL MIGLIORE PEREDA 7,5: un gol di rapina, l’assist vincente dopo un numero dall’ottima cifra tecnica, un gol annullato e forse anche un rigore su di lui non assegnato. Cosa volere di più? Nei momenti decisivi lui c’è sempre. Chirurgico.
Suarez 7: grande prestazione del giocatore dell’Inter, stantuffo inesauribile in ogni zona del campo. Fa il mediano recuperando palloni davanti alla difesa e il regista, smistando una quantità industriale di palloni. Non sempre è preciso nei passaggi, ma come sostanza e peso in campo ha in mano la bacchetta del comando.
Marcelino 7: sonnecchia per larghi tratti, ma quando ha palla giusta colpisce e con un gol splendido dà alle Furie Rosse l’alloro europeo.
Amancio 6,5: la sua sgroppata a tutto campo, nel corso della ripresa, è la giocata tecnicamente più bella dell’incontro. Viaggia a strappi, non lasciando sul match un segno determinante ma facendo in pieno la sua parte.
Iribar 6: ha responsabilità evidenti sul gol, ma si riscatta con un paio di ottimi interventi.

LE PAGELLE URSS
IL MIGLIORE VORONIN 6,5: per oltre un’ora è l’uomo che a centrocampo tiene in piedi l’Urss contro la superiore proprietà di palleggio degli avversari. Centrocampista completo, bravo in tutte le fasi di gioco. Suo l’assist per l’1-1 di Khusainov.
Khusainov 6,5: nei primi 45′ è una spina nel fianco della difesa di casa, non solamente per la rete. Nella ripresa sparisce un po’ dai giochi.
Jascin 6,5: rispetto alla finale vinta di quattro anni prima, stavolta non commette errori. Anzi: ferma con ottimi riflessi e una padronanza assoluta dei suoi mezzi i tentativi dei giocatori spagnoli.
Cislenko 6: l’uomo che condannerà l’Italia al Mondiale ’66 nella finale europea di due anni prima non incide molto. Alcuni buoni spunti e tiri in corsa, ma ci aveva abituato a ben altro impatto sulla fascia destra.
Anichkin 5: perno centrale della difesa, perde Pereda sul primo gol e Marcelino sul secondo. Una finale da dimenticare.

I gol del match

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