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Mondiale – Semifinali: Argentina-Croazia 3-0: Messi e Alvarez, coppia da sogno

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Le inquietudini australiane e i tranelli olandesi stavolta sono solo un ricordo. L’Argentina si impone sulla Croazia con un rotondo 3-0 e stacca il biglietto per la finale del Lusail Stadium, ad una quindicina di chilometri da Doha, dove affronterà la vincente tra Francia e Marocco. Il risultato è netto e senza appello, forse eccessivamente severo per una Croazia, che ha tenuto per larga parte il controllo della partita, ma che è stata beffata dalla verticalità dell’Argentina e dall’assenza di un centravanti di peso, in grado di riempire l’area e fare a sportellate con la retroguardia albiceleste.

Fin dalle prime battute i croati hanno fatto girare pazientemente la palla per stanare gli avversari. Modric, affiancato da Brozovic e Kovacic, provava a cucire geometrie mentre con pazienza gli argentini aspettavano e rincorrevano. Mancava un terminale offensivo di valore (Mario Mandzukic é un ricordo lontano…), in grado di capitalizzare i traversoni e creare le condizioni per infilare l’area argentina, ben sorvegliata dalla coppia RomeroOtamendi, oggi concentrata dall’inizio alla fine. Non si può dire la stessa cosa dei centrali croati, che non leggevano il movimento in profondità di Julian Alvarez su imbeccata di Enzo Fernandez. Il portiere Livakovic, fino a quel momento il migliore dei mondiali, travolgeva il numero nove argentino, causando un calcio di rigore netto, decretato da Orsato. Un glaciale Lionel Messi dal dischetto incrociava sotto il sette, portando avanti l’Argentina in un momento di sofferenza. Il raddoppio arrivava cinque minuti dopo, con un contropiede argentino sugli sviluppi di un calcio d’angolo croato: la progressione e la caparbietà di Julian Alvarez, una delle note più dolci del tango mondiale argentino, arrotondavano il punteggio e tagliavano le gambe ai ragazzi di Dalic, che di fatto non si sono più ripresi.

Di contro l’Argentina giocava con la tranquillità di chi aveva acquisito sempre più sicurezza dei propri mezzi e delle proprie qualità. Messi ad ogni palla toccata veniva raddoppiato e poi triplicato, eppure riusciva sempre a tenerla e ad eludere il pressing di avversari di quindici anni in meno, segno di una condizione psico-fisica finalmente serena. La vittoria in Coppa America di un anno fa lo ha liberato dalle ansie e dalle paure di una bacheca vuota e incompiuta, facendolo giocare con la concentrazione del fenomeno ma con la serenità del fanciullo. E la sua straordinaria azione, fatta di finte, dribbling, contro-finte e allunghi che umiliava Gvardiol e permetteva ad Alvarez di scaraventare in porta il 3-0 è già nostalgia.

Il tabellino

Argentina-Croazia 3-0
Marcatori
: 34′ rig. Messi (A), 39′ e 24′ st Alvarez (A).
Argentina: E. Martinez; Molina (41′ st Foyth SV), Otamendi, Romero, Tagliafico; De Paul (29′ st Palacios sv), Paredes (17′ st Lisandro Martinez), Enzo Fernandez, Mac Allister (41′ st A. Correa); Messi, Alvarez (29′ st Dybala). All.: Scaloni.
Croazia: Livakovic; Juranovic, Lovren, Gvardiol, Sosa (1′ st Vlasic); Kovacic, Modric (36′ st Majer sv), Brozovic (5′ st Petkovic); Pasalic (1′ st Orsic), Kramaric (27′ st Livaja), Perisic.

Gli highlights dell’incontro

Le pagelle

ARGENTINA

Julian Alvarez 8,5 (il migliore)
Gioca ogni pallone con la lucidità del veterano, senza farsi intimidire dalla caratura dei difensori croati. Si guadagna il rigore dell’1-0 con i movimenti dell’attaccante di razza e sigla una doppietta che ricorderà per tutta la vita. Corsa, lucidità, intelligenza, feeling con la porta. La sua avventura nel calcio che conta è appena cominciata, ma questo ragazzo diventerà un top, nel solco dei grandi centravanti argentini, da Batistuta ad Higuain.

Messi 8
Ci mette una mezzora ad entrare in partita, ma quando lo fa è il solito giocatore superiore. Scaglia un rigore imparabile sotto il sette, indirizzando per l’ennesima volta in questo mondiale la partita sui binari favorevoli per l’Argentina, per poi salire di tono e dispensare dribbling e guizzi d’autore, non soffrendo i raddoppi di marcatura dei croati che non sanno più come fermarlo. Entra nel contropiede del 2-0, ma soprattutto umilia Gvardiol e l’intera retroguardia avversaria prima di offrire a Julian Alvarez il cioccolatino che chiude la partita.

Tagliafico 7
Gioca al posto dello squalificato Acuna e non lo fa rimpiangere, anzi: anticipa con impeccabile tempismo i giocatori offensivi avversari, difende bene dietro e si concede sortite offensive anche davanti. Prestazione sorprendente.

Enzo Fernandez 7
Deliziosa l’imbucata che provoca il rigore dell’1-0, prezioso il suo lavoro di taglia e cuci in mezzo al campo, encomiabile la dedizione nella fase difensiva.

CROAZIA

Modric 6,5 (il migliore)
Gara commovente della leggenda croata: prova a illuminare, si concede il lusso di dribbling e tunnel e ha l’umiltà del gregario quando lo si vede rincorrere gli avversari fino alla propria area per sventare occasioni potenziali. Dalic sul 3-0 lo toglie in segno di resa, ma la sua prestazione è assolutamente dignitosa. Esce dal mondiale a testa alta.

Brozovic 6,5
La sua gara è assolutamente sufficiente, con la giusta dose di intensità alternata ad una gestione intelligente dei palloni ma Dalic lo toglie a inizio secondo per cambiare modulo ed inserire una punta in più. Con il senno di poi non ne valeva la pena.

Perisic 4,5
A differenza di tante altre volte in cui è stato un valore aggiunto, stavolta Ivan è la nota dolente: non lo si vede mai, se non per un pallonetto pretenzioso che finisce altissimo nel primo tempo. Le sue scorribande potevano essere un’arma decisiva per scardinare la difesa argentina, ma Ivan oggi è assente ingiusticato.

Gvardiol 4
E’ stato uno dei migliori difensori del mondiale fino a questa semifinale, ma l’ “esame Messi” è stato disastroso: la Pulce lo stuzzica e lo batte quasi sempre, come in occasione del gol del 3-0, e sul rigore iniziale ha una grossa fetta di responsabilità insieme a Lovren (voto 5). Serata decisamente da dimenticare, ma il suo torneo resta molto positivo.

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