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Champions League, andata ottavi: Inter-Liverpool 0-2

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Immagine di copertina: l’esultanza dei giocatori del Liverpool

Un film già visto. Per la terza volta quest’anno, l’Inter di Simone Inzaghi si arrende di fronte ad un club facente parte dell’attuale elite del calcio europeo. Il risultato di 0-2 appare abbastanza ingeneroso per i valori visti in campo ma testimonia un fatto: la mancanza di mordente dei nerazzurri in ambito europeo. Perché oggi così come nel doppio confronto dei gironi con il Real Madrid l’Inter ha concluso la gara a reti bianche nonostante un approccio propostivo ed una notevole mole di gioco prodotta nell’arco dei novanta minuti.

L’Inter ha iniziato la gara senza troppi timori reverenziali ed attorno alla metà della prima frazione di gioco Calhanoglu si è visto negare la gioia del vantaggio della traversa. Sarà la migliore occasione dell’Inter nell’arco dei novanta minuti, poiché nonostante un discreto possesso palla ed una serie di potenziali occasioni create l’Inter non impensierà più Alisson. Manca, come già sottolineato, l’apporto realizzativo- oltre che prestazionale – del tandem d’attacco DzekoLautaro. Sebbene gli avanti nerazzurri non abbiano fatto mancare il loro impegno i dati delle ultime sfide, unitamente a quelli relativi alle partite di cartello disputare quest’anno, raccontano di due giocatori che faticano enormemene a trovare la via del gol.

La prima parte comincia con un Liverpool aggressivo ed un’Inter in prima battuta guardinga ma che poi inizierà a tessere il proprio gioco confenzionando la già menzionata occasione con Calhanoglu. Il primo tempo non dirà molto a livello di emozioni ed evidenzierà l’ottima prestazione degli uomini di casa – menzioni d’onore per Perisic ed i tre centrali difensivi – oltre a dei Reds incapaci di imporre la loro superiorità tecnica. Il secondo tempo propone lo stesso canovaccio, e se possibile gli uomini di S.Inzaghi si fanno preferire ancor di più rispetto al primo tempo ma per un intoppo o per l’altro non arrivano a concludere con pericolosità. Il sussulto più importante arriva da un cross di Perisic sul quale Lautaro è in leggero ritardo. E poi, oramai una costante, arriva la doccia fredda: i Reds passano alla prima vera occasione creata con il subentrante Firmino e poco dopo il raddoppio che ha il sapore della condanna con Salah, il cui sinistro rasoterra si infila alla sinistra di Handanovic.

Il tabellino

INTER-LIVERPOOL 0-2
MARCATORI: 75′ Firmino, 83′ Salah.
INTER (3-5-2): Handanovic; Skriniar, de Vrij (42′ st Ranocchia), Bastoni (46′ st Dimarco); Dumfries (42′ st Darmian), Vidal (42′ st Gagliardini), Brozovic, Calhanoglu, Perisic; Martinez (25′ st Sanchez), Dzeko. A disposizione: Cordaz, Radu, D’Ambrosio, Sangalli, Caicedo, Carboni. Allenatore: Inzaghi.
LIVERPOOL (4-3-3): Alisson; Alexander-Arnold, Konaté, van Dijk, Robertson; Thiago Alcantara (41′ st Milner), Fabinho (14′ st Henderson), Elliot (15′ st Keita); Salah, Jota (1′ st Firmino), Mané (14′ st Diaz). A disposizione: Kelleher, Gomez, Matip, Tsimikas, Oxlade-Chamberlain, Minamino, Origi. Allenatore: Klopp.
ARBITRO: Marciniak (Polonia).

Il Liverpool festeggia la rete dello 0-2

Le pagelle

INTER

IL MIGLIORE: PERISIC 7,5

Un moto perpetuo che macina chilometri per la fascia durante tutti i 90 minuti e gioca dozzine di palloni con qualità. Le due occasioni più pericolose per gli uomini di S.Inzaghi nascono dai suoi piedi: prima serve Calhanoglu che spedisce sulla traversa, e poi offre un assist perfetto che Lautaro non riesce a spingere in porta. Da circa due anni indiscutibilmente uno dei migliori esterni a livello europeo, grazie anche ad una continuità sbalorditiva.

SKRINIAR 7

Un muro invalicabile. Non soffre in nessuna occasione Mané e fa sentire i muscolini a chiunque transiti dalle sue parti. Non è di certo lui la ragione per la quale tra Liverpool ed Inter oggi esiste una differenza.

BASTONI 7

Recupero lampo per il centrale di S.Inzaghi che sopperisce con una personalità notevole alla mancanza di esperienza internazionale. Gioca a viso aperto contro Salah, offre un’eccellente prova difensiva ed è propostivo esattamente come quando si imbatte in avversari più abbordabili.

DZEKO-LAUTARO 5

Non mancò il valore, nel senso che tutto si può imputare alla coppia d’attacco dell’Inter tranne che abbia peccato sul piano del sacrificio. Il problema, però, e non è la prima volta è la poca produzione offensiva: i due non concludono mai in porta, e se Dzeko tocca diversi palloni sbagliando a più riprese l’ultimo passaggio, a Lautaro manca la puntualità sottoporta. Troppo poco per certi palcoscenici.

LIVERPOOL

IL MIGLIORE FIRMINO 7,5

Entra e segna, sfruttando la mezza occasione che da calcio d’angolo gli viene recapitata sulla testa ed indirizzando così la sfida e, forse, la qualificazione. Per il resto non si vede moltissimo, ma il peso specifico dello 0-1 basta e avanza.

SALAH 7

Vale, in parte, il discorso fatto per il compagno di reparto: la prestazione non è di per sé eccelsa ma è condita da un dettaglio non di poco conto, ovvero il gol del 0-2 il quale rappresenta una seria ipoteca sul passaggio del turno.

JOTA 5

Non pervenuto. Inghiottito dall’eccellente prestazione dei difensori nerazzurri nel primo tempo.

L’altra partita

SALISBURGO-BAYERN MONACO 1-1
Marcatori:
pt 21′ Adamu; st 45′ Coman.
Un Bayern decisamente poco brillante evita solo al 90′ la figuraccia di una clamorosa sconfitta a Salisburgo: austriaci in vantaggio nel primo tempo e abili a mettere a nudo in contropiede le difficoltà della difesa troppo alta dei bavaresi. Nella ripresa si gioca in una sola metà campo: il Bayern spinge e crea qualche buona occasione, ma trova sulla sua strada un ottimo Kohn, portiere ospite, e ancora in contropiede il Salisburgo va vicino al 2-0. Quasi all’ultimo assalto, la zampata di Coman, il migliore dei suoi, che sfrutta una sponda di Thomas Muller e pareggia.

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